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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

287 schede

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Ciò a cui dobbiamo provvedere prima di tutto è una disciplina nazionale di sistema.

La disciplina nazionale di sistema sullo spettacolo dal vivo non è stata approvata. Nel maggio 2007 la sottosegretaria ai Beni culturali Elena Montecchi ha diffuso una bozza di legge quadro, con deleghe al governo per riordinare il finanziamento del settore e le fondazioni lirico-sinfoniche, ma non risulta che sia stata approvata dal Consiglio dei ministri o presentata alle Camere come disegno di legge del governo. In Parlamento sono state presentate proposte di iniziativa parlamentare, tra cui l'A.C. 2603 del 7 maggio 2007, nessuna delle quali è diventata legge nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008). Nella legislatura successiva il Servizio studi della Camera descriveva ancora il settore come «finora oggetto di norme settoriali e parziali».

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attuare norme per la defiscalizzazione totale degli investimenti delle persone fisiche e delle imprese private nei progetti e nelle attività di spettacolo dal vivo

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo: nella tabella C lo stanziamento per il 2007 è di 441 milioni di euro, contro i 377 milioni previsti per il 2006 dalla finanziaria precedente. Non risultano però norme che prevedano la defiscalizzazione totale degli investimenti di persone e imprese nello spettacolo dal vivo. È rimasto in vigore il regime generale: deduzione delle erogazioni delle imprese nei limiti dell'articolo 100 del testo unico delle imposte sui redditi e detrazione del 19% per le erogazioni delle persone fisiche, entro il 2% del reddito complessivo. Gli incentivi fiscali introdotti dalla finanziaria 2008 (legge 244/2007, articolo 1, commi 325-343: crediti d'imposta e detassazione degli utili reinvestiti) riguardano solo il cinema.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

istituire un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo (riduzioni del prezzo del biglietto e dei servizi per fasce qualificate di consumatori)

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo, come riduzioni del prezzo del biglietto per fasce di pubblico. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) intervengono sullo spettacolo con il Fondo unico, contributi a istituzioni e festival e norme fiscali sulle imprese, ma non prevedono misure di questo tipo per il pubblico. Anche la Relazione sull'utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo per il 2007, che elenca gli interventi dello Stato nel settore, non cita incentivi alla domanda.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una disciplina delle professioni di agente e di rappresentante degli artisti

Non risultano atti del governo, né disegni di legge del governo, che disciplinino la professione di agente e rappresentante degli artisti. La professione di agente o rappresentante per lo spettacolo dal vivo è stata riconosciuta e disciplinata solo con la legge 15 luglio 2022, n. 106 (art. 4), che ha istituito anche un registro nazionale presso il Ministero della cultura.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Riteniamo che premessa per una nuova legge sul cinema sia una legge antitrust

Il programma indicava come premessa di una nuova legge sul cinema una legge antitrust sugli interessi in televisione, telecomunicazioni, stampa e nuovi media, per superare il duopolio televisivo. Il governo presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale, secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata. Le commissioni Cultura e Trasporti conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo votò prima dello scioglimento delle Camere. Non risultano disegni di legge del governo per una nuova legge sul cinema: la legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha introdotto crediti d'imposta per il settore (art. 1, commi 325 e seguenti), che sono incentivi fiscali e non una nuova disciplina.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo [...] estenda il prelievo di risorse da destinare al cinema a tutti gli operatori

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo alimentato da un prelievo su tutti gli operatori che utilizzano il cinema. La legge finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, articolo 2, comma 301) ha invece rafforzato gli obblighi di investimento: emittenti televisive e fornitori di programmi, anche a pagamento, devono destinare almeno il 10 per cento dei propri introiti netti a opere europee, con quote riservate ai film italiani, e gli operatori di comunicazioni elettroniche devono contribuire per i servizi a richiesta secondo un regolamento dell'Autorità per le comunicazioni. Sono obblighi di spesa a carico dei singoli operatori, che il programma indicava come misura distinta dal fondo. La stessa legge ha introdotto crediti d'imposta per il settore (commi 325-343) e un contributo straordinario al fondo già esistente per le sale cinematografiche (comma 342), ma nessun nuovo fondo di garanzia.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutacultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una struttura gestionale autonoma, sul modello del Centro nazionale cinematografico francese

Non è stata creata una struttura autonoma per il cinema sul modello del Centro nazionale cinematografico francese. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 2876, Colasio e altri, presentata il 6 luglio 2007) prevedeva l'istituzione di un «Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo», ma dopo l'assegnazione alla commissione Cultura il 10 settembre 2007 non risulta alcun lavoro in commissione né in Assemblea. Non risulta un disegno di legge del governo sul tema. La legge finanziaria 2008 ha introdotto crediti d'imposta per il cinema, senza creare l'ente.

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non mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una maggiore valorizzazione dell’attività motoria, fisica e sportiva adeguando il monte ore annuale ai livelli medi europei in tutti gli ordini di scuola

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano aumentato il monte ore annuale di educazione fisica in alcun ordine di scuola per avvicinarlo alla media europea. Le nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo (decreto del ministro della Pubblica istruzione del 31 luglio 2007) stabiliscono che il monte ore complessivo e i quadri orari delle discipline «rimangono disciplinati dalla normativa vigente»; per la scuola secondaria superiore gli ordinamenti non furono modificati nel mandato. Il ministro Fioroni avviò dall'anno scolastico 2006/07 una sperimentazione sull'attività motoria e sportiva nella scuola primaria (67.000 alunni in 275 scuole) e per il 2007/08 annunciò fondi della l. 440/97 per la primaria e le aree a rischio, l'aggiornamento dei docenti e un tavolo con gli enti locali sugli impianti sportivi: interventi di sostegno, senza modifica delle ore curricolari.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il riconoscimento dell’educazione motoria nella scuola primaria insegnata dal diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, come insegnante del curricolo

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riconosciuto l'educazione motoria nella scuola primaria come insegnamento affidato a diplomati ISEF o laureati in Scienze motorie. Nel mandato non è stata adottata alcuna norma che riservasse l'insegnamento a docenti con titolo specifico. Un dossier della Camera sulle proposte di delega della XVIII legislatura (2018 e seguenti) ricorda che la riserva dell'insegnamento a docenti con titolo specifico valeva ancora solo per la scuola secondaria.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il riconoscimento e regolamentazione della professione dell’insegnante di attività motoria e sportiva

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riconosciuto o regolamentato la professione di insegnante di attività motoria e sportiva: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ve ne sono sul tema. Sono state presentate solo proposte di iniziativa parlamentare, come il disegno di legge dei senatori Caforio e altri sull'accesso professionale dei laureati in Scienze motorie (A.S. 1423, comunicato il 21 marzo 2007), che non è diventato legge prima dello scioglimento delle Camere. Anche il testo di iniziativa parlamentare che aboliva l'equipollenza tra la laurea in scienze motorie e quella in fisioterapia (A.S. 1525) non ha concluso l'iter nella legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’istituzione di un osservatorio sulle Facoltà di Scienze Motorie contro l’eccessiva medicalizzazione dei piani di studi

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un osservatorio sulle facoltà di Scienze motorie nel suo mandato (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). Nell'archivio degli atti del Ministero dell'università e della ricerca di quel periodo non compare alcun decreto che crei un organismo con questo nome o con questo scopo, e tra i disegni di legge presentati dal governo non ne risulta alcuno sul tema.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

inserendo la promozione della pratica sportiva all’interno del Piano Sanitario Nazionale, inserendo lo sport nei livelli minimi essenziali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano inserito la promozione della pratica sportiva nel Piano sanitario nazionale e nei livelli essenziali di assistenza. Nel mandato non fu approvato un nuovo Piano sanitario: quello in vigore, per il 2006-2008, era stato approvato il 7 aprile 2006, prima dell'insediamento del governo, e cita lo sport solo a proposito del doping. Il decreto del 23 aprile 2008 sui nuovi livelli essenziali di assistenza, firmato dal governo ma mai entrato in vigore perché ritirato dal governo successivo nel luglio 2008, non includeva comunque la promozione dello sport tra le prestazioni. Il governo adottò invece il programma «Guadagnare salute» (2007), con un progetto sull'attività fisica, che però non modifica né il Piano sanitario né i livelli essenziali.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutasanità

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

È pertanto necessario riformare la attuale Legge sul Doping in modo da salvaguardare la salute di milioni di praticanti e rafforzare la lotta agli spacciatori.

Non risultano atti del governo che riformino la legge 376/2000 sul doping. Il governo ha fatto ratificare la convenzione internazionale dell'UNESCO contro il doping nello sport (disegno di legge governativo, poi legge 26 novembre 2007, n. 230), che non cambia la disciplina interna. Sul testo della legge 376/2000 l'unico intervento del periodo è il d.P.R. 14 maggio 2007, n. 86, regolamento di riordino degli organismi del Ministero della salute, che ha abrogato i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 sulla composizione e la nomina della Commissione per la vigilanza sul doping, senza toccare la tutela dei praticanti né il contrasto al traffico di sostanze dopanti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la cessione di quote sulle scommesse sportive

Il programma indicava, tra gli strumenti per far finanziare lo sport alle Regioni, la cessione di quote delle scommesse sportive. Non risultano atti del governo che le abbiano attribuito: né l'art. 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, che ha riordinato le scommesse, né le leggi finanziarie per il 2007 e per il 2008 prevedono quote alle Regioni. La finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha finanziato lo sport con risorse del bilancio dello Stato: un Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale con 33 milioni di euro per il 2007 (art. 1, comma 1291) e un contributo di 20 milioni l'anno al Credito sportivo nel 2007-2009 (comma 1294). Le sue norme sulle scommesse (commi 50, 87 e 88) riguardano il contrasto al gioco senza concessione e nuove scommesse dei Monopoli di Stato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la tassazione dei diritti TV

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport. Sui diritti sportivi il governo ha agito con il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sulla commercializzazione collettiva dei diritti audiovisivi, che impone una mutualità: almeno il 4 per cento delle risorse va a settori giovanili, sicurezza degli impianti e altre discipline sportive, tramite la Fondazione per la mutualità generale (artt. 22 e 23), e almeno il 6 per cento di quelle della Serie A va alle categorie professionistiche inferiori (art. 24). Sono quote redistribuite all'interno del sistema sportivo, non un'imposta, e non sono destinate alle Regioni.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la diffusione della carta d'identità elettronica al 50 per cento della popolazione entro il 2007 e al 100 per centro entro il 2008

Il traguardo non è stato raggiunto. Il 15 ottobre 2008 il ministro dell'Interno riferiva al Comitato Schengen della Camera che la carta d'identità elettronica era ancora in fase sperimentale: la rilasciavano circa 130 comuni e ne erano state emesse quasi 2 milioni in tutto dall'avvio. Il dato è cumulativo, quindi a maggio 2008, alla fine del mandato, le carte emesse non potevano essere di più: una piccola frazione della popolazione, lontanissima dal 50 per cento promesso per il 2007. Nel mandato sono state adottate le regole tecniche (decreto ministeriale dell'8 novembre 2007), mentre il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (art. 35) ha rinviato al 31 dicembre 2008 il termine dal quale si sarebbe potuto accedere ai servizi in rete delle amministrazioni solo con la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

non ripeteremo il modello della legge Frattini e non procederemo in nessun caso a cessazione dei rapporti di lavoro

Il governo ha adottato norme di decadenza automatica degli incarichi, il tipo di misura che il programma escludeva. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, commi 159-161, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha esteso la cessazione dopo 90 giorni dalla fiducia al nuovo governo agli incarichi dirigenziali affidati a persone esterne ai ruoli della dirigenza statale e ai direttori delle Agenzie, e ha fatto cessare gli incarichi conferiti prima del 17 maggio 2006 se non confermati entro 60 giorni; per gli esterni non dipendenti pubblici ha fatto salvi solo gli effetti economici dei contratti in corso. La legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione del decreto-legge 181/2006, ha stabilito che negli uffici di diretta collaborazione dei ministri incarichi, consulenze e contratti, anche a termine, decadano se non confermati entro 30 giorni dal giuramento del nuovo ministro. Con la sentenza 161/2008 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittimo il comma 161, per gli incarichi conferiti a personale estraneo ai ruoli della dirigenza. Le norme riguardano gli incarichi di vertice e quelli affidati a esterni, non la generalità dei dirigenti di ruolo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

torneremo al contratto come sede per la negoziazione di obiettivi, oggetto e durata dell'incarico

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riportato nel contratto la definizione di obiettivi, oggetto e durata degli incarichi dirigenziali. Il governo modificò l'art. 19 del d.lgs. 165/2001 con il decreto-legge 262/2006 (art. 2, commi 159-161), ma solo per la cessazione degli incarichi. Nel testo dell'art. 19 in vigore dal 29 novembre 2006 al 14 novembre 2009, oggetto, obiettivi e durata (da tre a cinque anni) sono fissati nel provvedimento di conferimento. Al provvedimento si affianca un contratto individuale che definisce solo il trattamento economico. Su questo punto la disciplina della legge 145/2002, che la promessa voleva superare, è rimasta invariata per tutto il mandato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

istituire un meccanismo di accesso per concorso alla qualifica di direttore generale

Il governo Prodi non ha introdotto un concorso per l'accesso alla qualifica di direttore generale. Nel testo dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo 165/2001 in vigore durante il mandato, identico a quello precedente, gli incarichi dirigenziali di livello generale restano conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente, a dirigenti di prima fascia, entro il 70 per cento della dotazione ad altri dirigenti dei ruoli, o con contratto a termine a persone esterne qualificate. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 580-582) ha istituito l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche - Scuola nazionale della pubblica amministrazione, affidandole il reclutamento e la formazione dei dirigenti dello Stato, ma non ha previsto un concorso per i posti di direttore generale. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, presentato alla Camera nel gennaio 2007, conteneva questa misura. Non risultano altri atti del governo in questo senso.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

trasformare l'attuale comitato tecnico presso la Presidenza del Consiglio in un organismo che certifica le metodologie di valutazione adottate in ciascun ministero.

Il Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico presso la Presidenza del Consiglio è stato riordinato dal DPR 12 dicembre 2006, n. 315 (in vigore dal 2 marzo 2007): un presidente e tre membri, con il compito di promuovere metodologie e strumenti comuni per la pianificazione strategica dei ministeri. Nel mandato il comitato ha redatto le linee guida allegate alla direttiva del Presidente del Consiglio del 12 marzo 2007, un modello comune di direttiva ministeriale e di rapporto sui risultati e una metodologia comune per gli indicatori. Non ha però ricevuto il compito di certificare le metodologie di valutazione adottate da ciascun ministero, che era il contenuto della promessa: non risultano atti del governo che gli abbiano attribuito questo ruolo entro maggio 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

introdurre un meccanismo per accertare che i candidati posseggano i requisiti professionali [...] commissione neutrale, posta presso la Presidenza del Consiglio

Non risultano atti del governo che abbiano istituito una commissione neutrale presso la Presidenza del Consiglio per verificare i requisiti professionali dei candidati agli incarichi dirigenziali. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007, approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato come A.S. 1859) interveniva su semplificazione, controlli e responsabilità dei dirigenti. Il testo esaminato dalla Camera prevedeva una Commissione indipendente per la valutazione delle amministrazioni pubbliche, con compiti di valutazione dell'attività delle amministrazioni e non di verifica dei requisiti dei candidati agli incarichi. Il Senato non lo ha approvato prima della fine anticipata della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riportare alla normalità gli incarichi ad esterni. [...] Occorre ripristinare dei tetti rigorosi al ricorso a questi incarichi

I limiti agli incarichi dirigenziali a persone esterne fissati dall'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 165/2001 sono rimasti invariati per tutto il mandato. Erano il 10 per cento della dotazione dei dirigenti di prima fascia e l'8 per cento di quelli di seconda, identici il 17 maggio 2006 e l'8 maggio 2008. Il decreto-legge 262/2006, come convertito dalla legge 286/2006, è intervenuto su questi incarichi in altro modo. Ha disposto che anche gli incarichi a esterni cessino novanta giorni dopo la fiducia a un nuovo governo (art. 2, comma 159). Per quelli conferiti prima del 17 maggio 2006, in sede di prima applicazione, ha chiesto una riduzione del 10 per cento (prima fascia) e del 5 per cento (seconda fascia) rispetto agli incarichi in essere (comma 161). Non risultano atti del governo che abbiano abbassato i tetti percentuali del comma 6.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

con la prima finanziaria del governo i bilanci dei ministeri [...] consentendo nuovi investimenti relativi al personale solo a quelli che utilizzano un sistema di valutazione

Non risulta che la legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) abbia limitato i nuovi investimenti sul personale ai soli ministeri con un sistema di valutazione della dirigenza accreditato dalla Presidenza del Consiglio. Le regole sul personale dei ministeri (commi 404 e seguenti) si basano su piani di riorganizzazione e sul blocco delle assunzioni per le amministrazioni inadempienti (commi 408 e 410), non su un sistema di valutazione accreditato. L'unico collegamento con la valutazione dei dirigenti è nel comma 414, che lega la retribuzione di risultato al raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione. Nemmeno la legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) contiene una regola di questo tipo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

sempre per il 2007 intendiamo superare, definitivamente, l'attribuzione “a pioggia” della parte di retribuzione destinata al risultato

Non risultano atti del governo che nel 2007 abbiano superato l'attribuzione «a pioggia» della retribuzione di risultato dei dirigenti pubblici. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 414) stabilisce solo che il mancato raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione dei ministeri sia valutato ai fini della retribuzione di risultato, senza cambiare i criteri con cui questa è attribuita. Questi criteri sono fissati dai contratti collettivi: quello della dirigenza dei ministeri per il periodo 2006-2009 è stato firmato il 12 febbraio 2010, dopo la fine del governo. Il disegno di legge del governo sull'efficienza delle amministrazioni (A.C. 2161, poi A.S. 1859), che prevedeva tagli al trattamento accessorio dei dirigenti responsabili di gravi violazioni delle regole sul procedimento amministrativo, è stato approvato dalla Camera ma non dal Senato.

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