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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

445 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si propone una maggiore rappresentanza per le associazioni territoriali e i soggetti competenti tecnicamente, minore rilevanza a Federparchi e ai sindaci

Non risultano atti del governo che abbiano modificato la composizione dei consigli direttivi degli enti parco nel senso indicato (più associazioni e tecnici, meno sindaci e Federparchi). Non risulta un disegno di legge di riforma della legge 394/1991 presentato dal governo nella XVIII legislatura; la proposta di legge A.C. 499 dell'11 aprile 2018, di iniziativa parlamentare, è stata assegnata alla commissione Ambiente della Camera il 24 luglio 2018 senza essere esaminata. L'art. 55 del decreto-legge 76/2020 (legge 120/2020) ha modificato l'art. 9 della legge 394/1991 su nomina del presidente, parità di genere, albo e ruolo del direttore e convenzioni per i progetti degli enti parco, senza toccare la composizione del consiglio direttivo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la soluzione consiste quindi nel vietare che gli animali catturati o uccisi in operazioni di controllo faunistico diventino oggetto di vendita

Non risultano atti del governo che vietino la vendita degli animali catturati o abbattuti nei piani di controllo faunistico delle aree protette. La riforma della legge 394/1991 non è stata approvata nella legislatura. L'art. 55 del decreto-legge 76/2020 (legge 120/2020) ha modificato l'art. 11 della legge quadro solo sull'approvazione del regolamento del parco, lasciando invariate le norme su prelievi faunistici e abbattimenti selettivi (commi 3 e 4). Nel periodo valutato è rimasto invariato anche l'art. 19 della legge 157/1992 sul controllo della fauna selvatica.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le Regioni avranno il compito di elaborare un programma regionale di mobilità dolce, aggiornato al massimo ogni due anni.

Non risultano atti del governo che impongano alle Regioni un programma regionale di mobilità dolce aggiornato almeno ogni due anni. L'art. 5 della legge 2/2018, approvata prima dell'inizio della legislatura, prevede invece piani regionali della mobilità ciclistica con cadenza triennale. Il decreto del 23 agosto 2022 che approva il Piano generale della mobilità ciclistica 2022-2024 (Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2022) fa salvi i piani e gli strumenti regionali già esistenti, senza introdurre un programma biennale di mobilità dolce.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è prevista anche la creazione di un “Ufficio biciclette”, presso il Ministero dell’Ambiente, per la promozione e il controllo di una rete nazionale.

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un «Ufficio biciclette» presso il Ministero dell'ambiente. La legge 2/2018, approvata prima dell'inizio della legislatura, affida al Ministro delle infrastrutture l'approvazione del Piano generale della mobilità ciclistica, sentito tra gli altri il Ministro dell'ambiente, e non prevede un ufficio di questo tipo. Il regolamento di organizzazione del Ministero della transizione ecologica del 2021 assegna la mobilità sostenibile a una direzione generale, senza un ufficio dedicato alla rete ciclabile.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la proposta è quella di disciplinare l’intermobilità e quindi gli aspetti relativi alla connessione della rete con i mezzi di trasporto

Non risultano atti del governo che disciplinino la connessione della rete con ferrovie, linee di navigazione interna, impianti a fune e autolinee. Il Piano generale della mobilità ciclistica 2022-2024 (decreto del 23 agosto 2022, Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2022) tratta l'intermodalità solo con indirizzi non vincolanti: integrazione bici-treno e bici-bus, nodi di interscambio e, tra gli obiettivi, i collegamenti con treno, nave e aereo. Non introduce regole per i gestori dei servizi di trasporto. La legge 2/2018, approvata prima dell'inizio della legislatura, prevedeva già che la rete ciclabile nazionale fosse integrata e interconnessa con le reti delle altre modalità di trasporto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessario ripristinare il divieto, nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale

Il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi entro dodici miglia dalla costa esisteva già prima della legislatura (art. 6, comma 17, del decreto legislativo 152/2006): dal 1° gennaio 2016, con la legge di stabilità 2016, la norma fa salvi i titoli già rilasciati per la durata di vita utile del giacimento. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abbiano modificato questa norma o esteso il divieto alle attività già autorizzate: il testo del comma è rimasto identico per tutto il periodo valutato. La sospensione dei permessi di prospezione e ricerca disposta dall'art. 11-ter del decreto-legge 135/2018 è stata temporanea, fino all'approvazione del piano delle aree idonee, e riguardava l'intero territorio, non il solo mare entro le dodici miglia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Dovrà essere creato un apposito Fondo, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, dove confluirà il gettito dall’applicazione dell’aliquota IMU sulle piattaforme petrolifere

Il programma prevedeva un fondo nel bilancio del Ministero dello sviluppo economico, alimentato dal gettito dell'IMU sulle piattaforme petrolifere e ripartito tra i comuni confinanti. L'articolo 38 del decreto-legge 124/2019 (governo Conte II), che tassa le piattaforme dal 2020, non istituisce alcun fondo: il gettito si divide tra lo Stato (7,6 per mille) e i comuni individuati con decreto interministeriale (3 per mille), e per il 2020 le somme sono riassegnate a un capitolo del Ministero dell'interno. Non risultano atti del governo che abbiano creato il fondo promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Valutazione di impatto sanitario eseguita da un ente terzo per tutti i progetti da sottoporre a VIA.

Il programma chiedeva una valutazione di impatto sanitario affidata a un ente terzo per tutti i progetti soggetti a VIA. La valutazione di impatto sanitario (VIS) era già stata introdotta dal decreto legislativo 104/2017, prima del periodo valutato: l'articolo 23, comma 2, del d.lgs. 152/2006 la richiede solo per alcune categorie di grandi impianti, come le raffinerie e le centrali termiche sopra i 300 MW, e la affida al proponente. Nel mandato valutato il solo atto è il decreto del Ministro della salute del 27 marzo 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2019), che adotta le linee guida per redigerla. La norma è rimasta invariata nella sostanza fino a ottobre 2022: non risultano atti del governo che affidino la VIS a un ente terzo o la estendano a tutti i progetti sottoposti a VIA.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

si procederà alla liquidazione di SOGESID SpA e al conseguente trasferimento di tutte le sue funzioni in capo al Ministero dell’Ambiente.

Il programma prevedeva la liquidazione di Sogesid e il trasferimento delle sue funzioni al Ministero dell'ambiente, al termine dell'internalizzazione. Nel periodo valutato la società non è stata messa in liquidazione: la relazione della Corte dei conti sull'esercizio 2021 la descrive come società in house del Ministero, con convenzioni quadro rinnovate e con una riduzione dell'assistenza tecnica fissata dal decreto-legge 80/2021 dal 2026 al 2030. Non risultano atti del governo che dispongano la liquidazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

E' necessario provvedere alla raccolta e al coordinamento di tutte le disposizioni sanzionatorie ai fini di una riorganizzazione sistematica

Il programma chiedeva di raccogliere e coordinare le disposizioni sanzionatorie ambientali in modo sistematico. Il ministro dell'ambiente del governo Conte II ha preparato nel 2020 il disegno di legge «Terra mia» sui reati ambientali, ma il testo è stato rinviato più volte e non è stato approvato dal Consiglio dei ministri: l'esame previsto il 22 ottobre 2020 è saltato per il dissenso di una parte della maggioranza. Negli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo nella XVIII legislatura non ne risulta alcuno in materia di sanzioni ambientali. Non risultano atti del governo che abbiano riordinato la normativa sanzionatoria ambientale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si intende prevedere il sequestro preventivo di beni, commisurato al danno ambientale e ai costi di ripristino e non più all'illecito profitto

Il programma prevedeva un sequestro preventivo di beni commisurato al danno ambientale e ai costi di ripristino, invece che al profitto illecito. Il disegno di legge «Terra mia» preparato nel 2020 dal ministro dell'ambiente del governo Conte II, che interveniva su sequestro, confisca e misure di prevenzione in materia ambientale, non è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Negli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo nella XVIII legislatura non ne risulta alcuno su questo tema. Non risultano atti del governo che abbiano modificato in questo senso il sequestro.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre la V.D.S. (valutazione del danno sanitario per tutte le attività antropiche impattanti) nonchè il reato di frode in materia ambientale.

Il programma prevedeva la valutazione del danno sanitario per tutte le attività impattanti e il reato di frode in materia ambientale. La valutazione del danno sanitario esisteva già, dal decreto-legge 207/2012, per gli stabilimenti di interesse strategico nazionale come l'ex Ilva, e la valutazione di impatto sanitario nella procedura di VIA dal decreto legislativo 104/2017: nel periodo valutato nessuna delle due è stata estesa a tutte le attività impattanti. Il disegno di legge «Terra mia» del 2020 sui reati ambientali non è stato approvato dal Consiglio dei ministri e negli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo nella XVIII legislatura non ne risulta alcuno su questi temi. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la valutazione del danno sanitario per tutte le attività impattanti o il reato di frode ambientale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La nostra proposta riforma il metodo di nomina del Governatore e di tutto il direttorio, escludendo i soci privati da qualsiasi scelta

Non risultano atti del governo che abbiano cambiato il metodo di nomina del Governatore e del direttorio della Banca d'Italia. Nel 2019 i capigruppo di Lega e M5S al Senato hanno presentato un disegno di legge di iniziativa parlamentare (Senato n. 1332: Governatore, Direttore generale e un vice direttore nominati su proposta del Presidente del Consiglio, due vice direttori eletti dalle Camere), che è stato assegnato alla commissione Finanze il 24 giugno 2019 senza che l'esame iniziasse. La procedura in vigore è rimasta quella della legge 262/2005 e dello Statuto: il Governatore è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio, previa delibera del Consiglio dei ministri e parere del Consiglio superiore; gli altri membri del direttorio sono nominati dal Consiglio superiore su proposta del Governatore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il metodo scelto prevede soglie alte [...] un solo mandato innalzato a 7 anni e uno stipendio finalmente equiparato a quelli previsti per la pubblica amministrazione

Non risultano atti del governo che abbiano portato a sette anni il mandato del Governatore della Banca d'Italia e reso unico il mandato. Per tutto il periodo è rimasta in vigore la legge 262/2005 (articolo 19, comma 7): sei anni, con un solo rinnovo. Il disegno di legge di Lega e M5S del 2019 sugli organi della Banca (Senato n. 1332) è rimasto assegnato alla commissione senza che l'esame iniziasse. Non risultano nemmeno atti del governo sulla retribuzione, di cui la promessa chiedeva l'equiparazione a quelle della pubblica amministrazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un periodo di “congelamento” di 6 anni [...] tali esponenti non possono accettare incarichi diretti o indiretti presso gli istituti vigilati

Non risultano atti del governo che abbiano portato a sei anni il divieto di incarichi presso gli enti vigilati per gli ex vertici delle autorità di vigilanza. Per tutto il periodo è rimasto in vigore l'articolo 29-bis della legge 262/2005: due anni per i vertici e i dirigenti della Consob e, per quelli della Banca d'Italia e dell'Ivass, un periodo non superiore a due anni da fissare con decreto del Presidente del Consiglio. Un disegno di legge di iniziativa M5S (Senato n. 800, presentato il 19 settembre 2018) proponeva di portare il termine a cinque anni; è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali il 6 novembre 2018 e l'esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Prevediamo che almeno il 30% degli emolumenti dei vertici bancari, e il 3% dell’utile [...] di ogni banca, venga versato in questo fondo

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo alimentato con almeno il 30% degli emolumenti dei vertici bancari e il 3% dell'utile delle banche. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 493-507) ha istituito un Fondo indennizzo risparmiatori, ma con una dotazione nel bilancio dello Stato di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, non con contributi dei vertici e degli utili delle banche. Il fondo riguarda solo i risparmiatori di banche poste in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Per questo non è l'attuazione della misura proposta.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Un’altra nostra proposta prevede che il questionario venga obbligatoriamente redatto presso la Consob e non più dalle stesse società interessate alla vendita.

Non risultano atti del governo che abbiano affidato alla Consob la redazione del questionario di profilatura dei clienti al posto degli intermediari. Il Regolamento intermediari della Consob, adottato nel febbraio 2018 e aggiornato fino al luglio 2022, continua a stabilire che sono gli intermediari a raccogliere dal cliente le informazioni sulla sua conoscenza ed esperienza, sulla situazione finanziaria e sugli obiettivi di investimento, secondo le regole europee (regolamento UE 2017/565). Non risultano disegni di legge del governo sul tema nella legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riportando le quote in mano al Mef e, quindi, eliminando le pretese da parte dei soci privati, indirizzeremo queste somme all’interno del fondo garanzia PMI

Non risultano atti del governo che abbiano riportato le quote della Banca d'Italia al Ministero dell'economia o destinato i relativi utili al fondo di garanzia per le PMI. Una proposta di legge parlamentare per attribuire a soggetti pubblici la proprietà della Banca d'Italia (Camera n. 313, prima firmataria Giorgia Meloni) ha concluso l'esame in commissione Finanze il 9 luglio 2019 ed è arrivata in Aula il 23 luglio 2019, ma non è mai stata votata. Le quote possono ancora appartenere solo a banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, enti previdenziali e fondi pensione. La legge 5/2014 aveva fissato al 3% il limite di possesso per partecipante; la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) lo ha portato al 5% dal 1° gennaio 2022, cioè nella direzione opposta alla promessa. Lo Stato continua a ricevere solo la parte residua dell'utile.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di creare una commissione speciale permanente. [...] eleggerà 12 dei 13 membri del Consiglio superiore di Banca d’Italia

Non risultano atti che abbiano creato una commissione parlamentare permanente di vigilanza con il potere di eleggere 12 dei 13 membri del Consiglio superiore della Banca d'Italia. La legge 26 marzo 2019, n. 28 (Gazzetta Ufficiale n. 77 del 1° aprile 2019) ha istituito una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ma per la sola durata della XVIII legislatura e con compiti di inchiesta e di analisi. La legge non le attribuisce la nomina dei membri del Consiglio superiore. La nomina dei vertici della Banca d'Italia segue ancora le regole dello Statuto.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

I manager di un Istituto bancario non potranno più sottoscrivere strumenti, prestiti o fidi personali che provengano dalle banche che loro stessi amministrano.

Non risultano atti del governo che abbiano vietato ai manager delle banche di contrarre prestiti o fidi con la banca che amministrano. L'articolo 136 del testo unico bancario consente ancora agli esponenti di assumere obbligazioni con la propria banca, a condizione di una delibera unanime dell'organo di amministrazione, senza il voto dell'interessato, e del voto favorevole di tutti i componenti dell'organo di controllo. Il testo in vigore non è stato modificato dal 2015.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

faremo in modo che vertici e personale di Bankitalia non debbano più fare operazioni con “parti correlate”

Non risultano atti del governo che abbiano vietato ai vertici e al personale della Banca d'Italia di compiere operazioni con parti correlate. Le regole in materia restano quelle interne adottate dalla Banca stessa prima del periodo valutato: il codice etico del personale del 2010 e il codice di comportamento per i membri del Direttorio del 2016, che tratta tra l'altro conflitti di interesse e investimenti finanziari. Un disegno di legge parlamentare di Fratelli d'Italia sui conflitti di interesse alla Banca d'Italia (Senato n. 1411, luglio 2019) è rimasto assegnato alla commissione senza che l'esame iniziasse.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

proponiamo la creazione di una vera banca dati dei rating dei prenditori, ossia un’unica centrale rischi pubblica

Non risultano atti del governo che abbiano creato una centrale rischi pubblica unica con una banca dati dei rating dei prenditori. La Centrale dei rischi della Banca d'Italia continua a funzionare come archivio dei debiti segnalati da banche e intermediari sopra una soglia, senza un punteggio dei prenditori; la Banca d'Italia precisa che essere segnalati non vuol dire essere cattivi pagatori. Accanto a essa operano sistemi privati di informazioni creditizie, che la Banca d'Italia non regola: la centrale unica pubblica promessa non esiste.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è prevista la cancellazione automatica del debitore dalla Centrale dei rischi detenuta dalla Banca d'Italia, all'avvenuto pagamento [...] del debito

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la cancellazione automatica del debitore dalla Centrale dei rischi al pagamento del debito. Secondo la Banca d'Italia, l'intermediario smette di segnalare il debito dal mese in cui è pagato, ma le segnalazioni precedenti non vengono cancellate: restano negli archivi e gli intermediari possono consultare le ultime 36 date mensili. Questa regola non deriva da un atto del governo del periodo valutato.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la creazione di una Procura Specializzata contro i reati finanziari, con maggiori mezzi e personale esperto

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano istituito una procura specializzata contro i reati finanziari. La legge 26 marzo 2019, n. 28 (Gazzetta Ufficiale del 1° aprile 2019, in vigore dal 16 aprile 2019) ha istituito una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. All'articolo 3, comma 1, lettera b), le ha affidato il compito di analizzare e valutare le condizioni per istituire una procura nazionale per i reati bancari e finanziari sul modello della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Si tratta di una valutazione, non dell'istituzione dell'ufficio: la commissione ha chiuso i lavori con la relazione conclusiva approvata il 6 ottobre 2022.

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