Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018
il modello scelto è quello del contributo pubblico più un solo canale con pubblicità, con vincolo di destinazione degli introiti pubblicitari
Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che adottino il modello di finanziamento della RAI indicato (contributo pubblico e un solo canale con pubblicità vincolata). Il finanziamento è rimasto basato sul canone di abbonamento e sulla pubblicità su più canali. Nelle leggi di bilancio la RAI compare per un contributo di 40 milioni di euro per ciascuno del 2019 e del 2020 a fronte degli obblighi del contratto di servizio (legge 145/2018, art. 1, comma 101) e per la destinazione, dal 1° gennaio 2021, delle entrate del canone: 110 milioni di euro l'anno al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e la quota restante alla RAI (legge 178/2020, art. 1, comma 616). Il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 208/2021, in vigore dal 25 dicembre 2021) conferma il finanziamento con il canone (art. 61) e fissa i limiti di affollamento pubblicitario per ogni singolo canale della concessionaria (art. 45). Il contratto di servizio 2018-2022 era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2018, prima del periodo valutato.
- Fonte: programma elettorale, capitolo "Telecomunicazioni", Proposte - RAI, p. 6
- Prova: Legge di bilancio 2021 (legge 178/2020), art. 1, comma 616: dal 1° gennaio 2021 le entrate del canone di abbonamento vanno per 110 milioni di euro annui al Fondo per il pluralismo e per la restante quota alla RAI.
Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026