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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

445 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Bisogna prevedere, dopo aver analizzato i dati, un piano per eliminare le suddette distorsioni

Non risultano atti del governo Conte I, Conte II o Draghi che contengano un'analisi dei dati e un piano per correggere la distribuzione territoriale dei docenti prodotta dal piano di assunzioni della legge 107/2015 (il programma parla di un esodo di docenti dal Sud al Nord). Il contratto sulla mobilità 2019-2022, firmato il 6 marzo 2019, ripartisce le disponibilità tra mobilità interprovinciale e professionale con aliquote prefissate (il 40% alla mobilità interprovinciale nel 2019/2020, il 30% nel 2020/2021, il 25% nel 2021/2022) e, per i docenti rimasti senza sede, prevede il movimento d'ufficio in base a una tabella di prossimità tra province: sono regole ordinarie di mobilità, non un piano di rientro.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

ripristinare i 2020 posti ATA tagliati in legge di Stabilità 2015

La legge di stabilità 2015 (legge 190/2014, art. 1, comma 334) ha previsto che un decreto ministeriale rivedesse i criteri e i parametri delle dotazioni organiche del personale ATA in modo da ridurre i posti di 2.020 unità dal 2015/2016. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che ripristinino quei 2.020 posti: il comma è ancora nel testo. Le leggi di bilancio 2019 e 2021 hanno aumentato la dotazione organica ATA per altre finalità, cioè la trasformazione a tempo pieno di contratti di assistenti amministrativi e tecnici (legge 145/2018, art. 1, comma 738) e 1.000 posti di assistente tecnico per il primo ciclo (legge 178/2020, art. 1, comma 967), e hanno disposto l'internalizzazione dei servizi di pulizia e la copertura di 2.288 posti già vacanti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

ripristinare le supplenze brevi

Il divieto di conferire supplenze brevi al personale ATA, introdotto dalla legge 190/2014 (art. 1, comma 332), è rimasto in vigore per tutto il periodo: la circolare del ministero del 29 luglio 2022 ricorda che i dirigenti scolastici non possono sostituire gli assistenti tecnici, gli assistenti amministrativi (salvo scuole con meno di tre posti in organico) e i collaboratori scolastici nei primi sette giorni di assenza. L'unica deroga indicata, per gli assistenti dal trentesimo giorno, viene dalla legge 205/2017 (art. 1, comma 602), approvata prima dei governi valutati. Per l'anno scolastico 2020/2021 il decreto-legge 34/2020 (art. 231-bis) ha consentito incarichi temporanei aggiuntivi di personale ATA per l'emergenza epidemiologica, senza modificare il divieto. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che ripristinino le supplenze brevi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

ampliare l'organico ATA sulla base del fabbisogno delle scuole assicurando almeno un collaboratore scolastico per ciascun piano dell’edificio

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che modifichino i criteri di formazione dell'organico ATA o assicurino un collaboratore scolastico per ogni piano dell'edificio. L'organico è stato ritoccato in modo limitato: la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 738) ha incrementato la dotazione degli assistenti amministrativi e tecnici in corrispondenza della trasformazione a tempo pieno dei loro contratti; la legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, comma 967) ha aggiunto 1.000 posti di assistente tecnico, mentre i 2.288 posti ATA di cui al comma 964 erano già vacanti. Per il 2020/2021 il decreto-legge 34/2020 (art. 231-bis) ha consentito incarichi temporanei aggiuntivi, solo per l'emergenza. L'internalizzazione dei servizi di pulizia ha riguardato posti di collaboratore scolastico già previsti in organico e accantonati, che la legge 145/2018 (art. 1, comma 760) ha reso nuovamente disponibili: è una misura distinta, valutata nella scheda dedicata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l’abolizione dei finanziamenti (facendo salvi i finanziamenti per asili nido e scuola dell’infanzia nonché per istituzioni private in ossequio alla sussidiarietà orizzontale

I finanziamenti alle scuole paritarie non sono stati aboliti. Nei bilanci dello Stato la voce «Trasferimenti e contributi per le scuole non statali» è prevista in 525,7 milioni per il 2019 (legge 145/2018), 549,0 milioni per il 2020 (legge 160/2019) e 627,4 milioni per il 2021 (legge 178/2020), cifre superiori ai 518,3 milioni del 2018 citati nel programma; la voce comprende anche le scuole dell'infanzia, che il programma voleva salvaguardare. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 328) ha assegnato 20 milioni aggiuntivi per il 2022 alle scuole dell'infanzia paritarie e il decreto-legge 144/2022 (art. 13, comma 1) ha aumentato di 30 milioni per il 2022 il contributo previsto dalla legge 62/2000. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abroghino o riducano i contributi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il contrasto ai diplomifici e ispezioni periodiche per la verifica dei requisiti delle scuole private

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che prevedano ispezioni periodiche per verificare i requisiti delle scuole paritarie o misure specifiche contro i «diplomifici». Il ministero ha annunciato il 29 luglio 2023 l'avvio di un'indagine ispettiva sui «diplomifici», un concorso per 146 ispettori e correttivi normativi per dare agli ispettori più strumenti di verifica: iniziative successive al periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La modifica della legge 62 del 2000 che ha istituito la parità scolastica per le scuole private

Non risultano atti del governo o del Parlamento che abbiano modificato la legge 10 marzo 2000, n. 62 sulla parità scolastica. Il testo della legge in vigore al 22 ottobre 2022 non reca modifiche ai requisiti di parità né al sistema di contributi. Nel periodo valutato l'unica novità sul contributo statale è l'aumento di 30 milioni per il 2022 per i maggiori costi dell'energia (decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, art. 13, comma 1), che lo accresce invece di ridurlo. Nel programma la modifica serviva a distinguere con chiarezza scuola statale e privata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

monitoraggio psico-attitudinale periodico per promuovere il benessere della comunità scolastica

Non risultano atti del governo che prevedano un monitoraggio psico-attitudinale periodico dei docenti o della comunità scolastica. Le leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022 e il decreto legislativo 62/2017 non contengono una misura di questo tipo. L'unico intervento sul benessere psicologico a scuola è l'incremento di 20 milioni per il 2022 del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 697 e 698), destinato a servizi di assistenza e supporto psicologico per personale, studenti e famiglie in relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19: è un servizio di supporto, non un monitoraggio periodico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

revisione del Sistema nazionale di valutazione (SNV), promuovendo una maggiore centralità dell'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca innovativa (INDIRE)

Non risultano atti del governo che abbiano rivisto il Sistema nazionale di valutazione dando maggiore centralità all'INDIRE. Il regolamento del sistema (DPR 28 marzo 2013, n. 80), nel testo in vigore al 22 ottobre 2022, ha come unica novità del periodo la decorrenza dal 1° settembre 2018 di una modifica già fissata dal decreto legislativo 62/2017 (art. 26, comma 2), cioè prima del mandato. I compiti di INVALSI e INDIRE nel sistema restano quelli del 2013.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Equiparazione delle rappresentanze dei Vigili del Fuoco a quelle dei Corpi dello Stato in sede di contrattazione preventiva alla Legge annuale di Bilancio;

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che equiparino la rappresentanza dei sindacati dei vigili del fuoco a quella dei sindacati dei Corpi dello Stato nel confronto che precede la legge di bilancio. Le leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022, nel testo originario, non contengono disposizioni sulla rappresentanza sindacale del Corpo. Non sono stati trovati altri atti, né dati pubblici, che indichino un'equiparazione ottenuta per via contrattuale o amministrativa.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Identificazione FF.OO tramite numero su casco;

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che impongano un codice identificativo sul casco o sulla divisa degli agenti delle forze dell'ordine. Nella legislatura sono state presentate proposte di iniziativa parlamentare, tra cui il disegno di legge S. 2373 (agosto 2021), che prevedeva un codice alfanumerico sull'uniforme e, in tenuta antisommossa, sul casco: al 18 dicembre 2022 risultava assegnato in commissione senza che l'esame fosse iniziato. Pagella Politica ricorda che in Italia l'obbligo di identificazione vale per gli agenti in borghese. Un'iniziativa vicina è l'autorizzazione delle bodycam da parte del Ministero dell'interno nel gennaio 2022, che non riguarda i codici.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Coordinamento e integrazione [...] di forze di Polizia locali su base territoriale più ampia, come votato [...] in merito all’accorpamento della Polizia Locale a livello provinciale

Non risultano norme del periodo che accorpino le polizie locali in corpi su base provinciale o metropolitana. La legge quadro 65/1986, nel testo in vigore dal 1986 e non modificato, attribuisce ai comuni le funzioni di polizia locale e lascia loro la possibilità di gestire il servizio in forma associata (art. 1). Le misure sul tema nella legislatura sono state puntuali, come il decreto-legge 113/2018 (accesso della polizia municipale al CED interforze e sperimentazione delle armi a impulsi elettrici nei comuni oltre i 100.000 abitanti). Un disegno di legge quadro sulla polizia locale (S. 387, di iniziativa parlamentare) è rimasto assegnato in commissione senza che l'esame iniziasse.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico, come tutte le altre figure in uniforme

Nel periodo valutato la polizia locale non è stata ricondotta al regime di diritto pubblico. L'art. 3 del d.lgs. 165/2001, che elenca il personale in regime di diritto pubblico, comprende le Forze di polizia di Stato e i vigili del fuoco, ma non cita la polizia locale. Non risulta una nuova legge quadro che modifichi lo stato giuridico degli agenti: la legge 65/1986 era ancora in vigore e non è stata sostituita.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

emanare linee-guida che indirizzino gli organi sportivi negli obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine;

Non risultano atti del governo che abbiano emanato linee-guida con obiettivi a breve, medio e lungo termine per gli organi sportivi, cioè federazioni e CONI. L'unico atto di indirizzo trovato nel periodo, quello del 28 settembre 2021, è rivolto alla società Sport e salute Spa, controllata dallo Stato, che nel suo Piano di Azione 2022-2026 dichiara di recepirne gli obiettivi a 100 giorni, 24 mesi e di piano; non è stato individuato un atto analogo rivolto a federazioni o CONI. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629-633) ha ridefinito denominazione, finanziamento e vertici di Sport e salute, ma senza fissare obiettivi per gli organi sportivi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

stabilire la decadenza dei membri che non rispettino i nuovi criteri;

Non risultano atti del governo o leggi del periodo che stabiliscano la decadenza dei componenti degli organi delle federazioni sportive privi di nuovi requisiti. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a riordinare i limiti ai mandati e a fissare un sistema di incompatibilità per gli organi del CONI e degli enti sportivi, ma non prevedeva la decadenza. I cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 hanno attuato solo gli articoli da 5 a 9 della legge. La delega dell'articolo 1 non risulta esercitata. La legge 11 gennaio 2018, n. 8 sul limite dei mandati è precedente al periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre criteri di candidabilità stringenti, che garantiscano la presenza di soggetti non condannati, che non presentino conflitti di interessi e doppi incarichi

Non risultano leggi o atti del governo del periodo che fissino criteri di candidabilità per le cariche federali, cioè l'assenza di condanne, di conflitti di interessi e di doppi incarichi. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a stabilire un sistema di incompatibilità tra gli organi del CONI e degli enti sportivi. Quella delega non risulta esercitata: i decreti legislativi del 28 febbraio 2021 attuano altri articoli della legge. Il limite di tre mandati per i presidenti federali è della legge 8/2018, anteriore al periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

potenziare il monte ore dedicato all’insegnamento dell’educazione fisica e sportiva che nelle scuole primarie non deve essere inferiore a tre ore settimanali.

Nessun atto del periodo porta a tre ore settimanali l'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria. La legge 30 dicembre 2021, n. 234 (articolo 1, commi 329-335) ha introdotto l'educazione motoria con docenti specialisti nelle classi quinte dal 2022/2023 e nelle quarte dal 2023/2024, nel limite delle risorse disponibili. Il comma 333 determina il contingente dei docenti in non più di due ore settimanali di insegnamento per le classi che non adottano il tempo pieno; le classi a tempo pieno mantengono l'orario in essere. Il tetto è dunque di due ore, sotto la soglia di tre indicata dal programma, e riguarda due classi su cinque, una sola nel periodo valutato. Secondo la circolare del Ministero dell'istruzione del 9 settembre 2022, n. 2116, le ore degli specialisti sono aggiuntive rispetto all'orario ordinamentale ma, nelle classi quinte, sostituiscono quelle di educazione fisica che le scuole affidavano ai docenti di posto comune: non risulta quindi un aumento del monte ore di educazione fisica fino a tre ore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle intende prevedere forme di incentivazione per la maggior diffusione dell’azionariato popolare anche nel nostro Paese

Non risultano incentivi all'azionariato popolare nelle società sportive adottati dai governi del periodo. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera n) delegava il governo a individuare forme e condizioni di azionariato e altri strumenti di partecipazione popolare per le società sportive professionistiche, ma la delega non risulta esercitata: i cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 (n. 36-40) attuano gli articoli da 5 a 9 della legge. L'articolo 4 della stessa legge, che ha inserito nell'articolo 10 della legge 91/1981 un organo consultivo dei tifosi, con pareri obbligatori ma non vincolanti, eletto dagli abbonati, è una forma di partecipazione, non un incentivo all'azionariato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle s’impegna affinché l'infrastruttura di rete e la relativa gestione siano a maggioranza pubblica

Alla fine del periodo valutato (22 ottobre 2022) non risulta un assetto in cui la rete a banda ultralarga e la sua gestione siano a maggioranza pubblica per effetto di atti del governo; non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che lo impongano. Le operazioni sono state condotte da Cassa depositi e prestiti (CDP), controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, e dalle società. Il 3 dicembre 2021 CDP Equity ha perfezionato l'acquisto da Enel di un ulteriore 10% di Open Fiber, salendo al 60% del capitale (il restante 40% è andato a Macquarie): la società che ha costruito gran parte della rete nelle aree a fallimento di mercato è così a maggioranza pubblica, ma per una scelta societaria di CDP. La rete di TIM è rimasta in capo a una società privata. Il 29 maggio 2022 CDP Equity, KKR, Macquarie, Open Fiber e TIM hanno firmato un protocollo d'intesa non vincolante per un operatore di rete unico controllato da CDP Equity, con l'obiettivo di accordi vincolanti entro il 31 ottobre 2022; a fine periodo gli accordi non erano stati firmati.

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non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

vogliamo creare le condizioni per unire le porzioni di rete [...] in un'unica infrastruttura

Entro il 22 ottobre 2022, fine dei governi valutati, le porzioni di rete in fibra non erano state riunite in un'unica infrastruttura. Il 31 agosto 2020 il consiglio di amministrazione di CDP aveva approvato una lettera d'intenti con TIM, non vincolante, per una società della rete unica (AccessCo) dalla fusione di FiberCop e Open Fiber, che non si è concretizzata. Il 29 maggio 2022 CDP Equity, KKR, Macquarie, Open Fiber e TIM hanno firmato soltanto un protocollo d'intesa non vincolante per avviare l'integrazione delle reti di TIM e Open Fiber in un operatore unico, con l'obiettivo di firmare accordi vincolanti entro il 31 ottobre 2022. Entrambe le iniziative sono state condotte da CDP e dalle società; non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abbiano realizzato l'unificazione.

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non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

rivedere l'insieme delle prestazioni istituzionali esternalizzate da Agea e restringere le possibilità per essa di promuovere o costituire consorzi e società

Non risultano atti del governo che limitino la possibilità per Agea di promuovere o costituire consorzi e società. Il d.lgs. 74/2018 (Gazzetta Ufficiale 23 giugno 2018) prevedeva la soppressione della società Agecontrol e il passaggio delle sue funzioni ad Agea. Il d.lgs. 4 ottobre 2019, n. 116 ha poi cambiato strada: le funzioni di Agecontrol sono state attribuite al Ministero, che le esercita tramite la società SIN S.p.a., e SIN è subentrata in tutti i rapporti di Agecontrol, soppressa. Lo stesso decreto ha previsto che SIN diventi società in house del Ministero e di Agea e che le azioni detenute da Agea passino al Ministero, senza porre limiti alla partecipazione di Agea in consorzi e società.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevedendo delle penali più severe nel caso in cui i broadcaster non liberino le frequenze della banda 700 nei tempi prestabiliti

Non risultano leggi o atti del governo del periodo che abbiano introdotto penali più severe per i broadcaster che non liberano la banda 700 MHz. Il calendario della liberazione è fissato dalla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 1026-1046), con un periodo transitorio fino al 30 giugno 2022. Le conseguenze del ritardo erano già previste dal comma 1036, anteriore al periodo valutato: disattivazione coattiva degli impianti da parte degli Ispettorati territoriali del Ministero dello sviluppo economico e rivalsa del Ministero, sui soggetti inadempienti, degli interessi legali dovuti agli assegnatari dei diritti d'uso. La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, commi 1104-1106) ha modificato scadenze e criteri del calendario e ha previsto la revoca del diritto d'uso soltanto per chi non rispetta una decisione dell'Autorità in una controversia tra operatori sulla stessa frequenza. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 19 giugno 2019, che ha fissato il calendario per aree geografiche, richiama le stesse conseguenze (disattivazione coattiva, con l'ausilio della Forza pubblica richiesto al prefetto, e rivalsa), senza aggiungerne.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

proponiamo che in tema di elettromagnetismo l’Italia uniformi i propri limiti a quelli previsti dalla normativa europea

Non risultano atti che abbiano allineato i limiti italiani di esposizione elettromagnetica a quelli europei. I limiti restano quelli fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003, richiamato dall'articolo 14 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (articolo 38, comma 6, convertito dalla legge 120/2020) ha riformulato l'articolo 8 della legge 36/2001 per impedire ai comuni di introdurre limitazioni generalizzate. Ha ribadito che limiti, valori di attenzione e obiettivi di qualità spettano allo Stato, ma non li ha modificati.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

modificando la procedura di nomina del consiglio di amministrazione [...] e prevedendo un modello con avviso pubblico, sorteggio e parere parlamentare

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che cambino la nomina del consiglio di amministrazione RAI: restano le regole introdotte dalla legge 220/2015, riprese dall'art. 63 del decreto legislativo 208/2021 (in vigore dal 25 dicembre 2021), che prevedono un consiglio di sette membri, di cui due eletti dalla Camera, due dal Senato, due designati dal Consiglio dei ministri e uno dai dipendenti. Il disegno di legge S. 1415, presentato il 15 luglio 2019 dai senatori del M5S (primo firmatario Di Nicola), prevedeva invece un consiglio di cinque membri scelti dall'AGCOM tramite avviso pubblico e sorteggio, con il parere delle Commissioni parlamentari. Assegnato all'8ª Commissione del Senato in sede redigente il 19 dicembre 2019, dal maggio 2021 è stato esaminato insieme ad altri disegni di legge sulla riforma della RAI e non è stato approvato: la scheda del Senato lo indica ancora in corso di esame in commissione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026