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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

445 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la deducibilità spese per iscrizione ad associazioni e per attestazioni di qualificazione ai sensi della L. 4/2013

Non risultano atti del periodo valutato che abbiano introdotto una deduzione specifica per le spese di iscrizione alle associazioni professionali e per le attestazioni di qualificazione previste dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4. L'art. 54, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi, riscritto dall'art. 9 della legge 22 maggio 2017, n. 81, elenca le spese di formazione e aggiornamento, convegni, certificazione delle competenze e garanzia contro il mancato pagamento che i professionisti possono dedurre per intero entro limiti annui. Il testo in vigore il 21 ottobre 2022 è identico a quello del 1° giugno 2018 e non nomina le quote associative né le attestazioni della legge 4/2013.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la sospensione, in caso di malattia e infortunio, anche dal versamento di tributi, imposte ed esclusione dagli studi di settore

Non è stata introdotta la sospensione dei versamenti di tributi e imposte per il lavoratore autonomo malato o infortunato, da affiancare a quella dei contributi già prevista dalla legge 22 maggio 2017, n. 81 (art. 14, comma 3). La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 927-944) ha previsto una sospensione dei termini tributari in caso di ricovero o cure domiciliari del libero professionista iscritto a un albo. Riguarda però gli adempimenti «a carico del cliente» che il professionista esegue in base a un mandato anteriore al ricovero (commi 929 e 934): tutela i suoi clienti, non sospende le imposte dovute dal professionista. Non risultano atti del periodo che escludano dagli studi di settore, dal 2018 sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale, chi è malato o infortunato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la rateizzazione per la restituzione dei contributi, senza interessi di mora

Nel periodo valutato non è stata introdotta una restituzione rateale dei contributi sospesi senza interessi di mora. L'art. 14, comma 3, della legge 22 maggio 2017, n. 81, già prevedeva la sospensione dei contributi per malattia o infortunio superiori a sessanta giorni e il versamento successivo in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione, senza dire nulla sugli interessi. Quel testo non è stato modificato nel periodo. Le sole norme nuove sugli interessi, nella legge 30 dicembre 2021, n. 234 (art. 1, comma 941), riguardano i tributi sospesi e prevedono il tasso legale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il riconoscimento della contribuzione figurativa in caso di malattia

Nel periodo valutato non è stata riconosciuta la contribuzione figurativa ai lavoratori autonomi per i periodi di malattia. Non risultano norme in questo senso nelle leggi di bilancio del periodo. La nuova indennità per gli autonomi iscritti alla Gestione separata, l'ISCRO della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (art. 1, comma 391), è legata al calo del reddito e prevede espressamente che non comporti accredito di contribuzione figurativa.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la misura minima di contributi per l'accesso alle tutele, calcolata negli ultimi 36 mesi

Nel periodo valutato non è stata fissata una misura minima di contributi, calcolata sugli ultimi 36 mesi, per accedere alle tutele dei lavoratori autonomi. La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (art. 1, comma 388) subordina l'indennità ISCRO a requisiti diversi: reddito dell'anno precedente inferiore al 50 per cento della media dei tre anni precedenti, reddito non superiore a 8.145 euro, partita IVA attiva da almeno quattro anni e regolarità contributiva. L'indennità è inoltre limitata agli iscritti alla Gestione separata INPS.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

estensione della L. 104/92 anche ai lavoratori autonomi

Il periodo valutato non ha esteso ai lavoratori autonomi i permessi della legge 5 febbraio 1992, n. 104. L'art. 33, comma 3, riserva i tre giorni di permesso mensile retribuito al «lavoratore dipendente, pubblico o privato». Il comma è stato riscritto dal decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 (Gazzetta Ufficiale 29 luglio 2022, in vigore dal 13 agosto 2022), che ha aggiunto il convivente di fatto tra i beneficiari dell'assistenza, ma ha mantenuto la limitazione ai dipendenti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introduzione di una disciplina dell’equo compenso, che attui effettivamente l’articolo 36 primo comma della Costituzione, rispetto a quanto fatto di recente

Nel periodo valutato non è stata approvata una nuova disciplina dell'equo compenso per tutti i lavoratori autonomi. La proposta di legge C. 3179 (iniziativa parlamentare, prima firmataria Giorgia Meloni) è stata approvata dalla Camera il 13 ottobre 2021; al Senato (S. 2419) la commissione Giustizia ha dato il mandato al relatore il 29 giugno 2022, ma l'esame non è proseguito per lo scioglimento delle Camere. La legge sull'equo compenso è la legge 21 aprile 2023, n. 49 (Gazzetta Ufficiale 5 maggio 2023), successiva alla fine del periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la retribuzione oraria lorda applicabile a tutti i rapporti aventi per oggetto una prestazione lavorativa, non possa essere inferiore ai nove euro l’ora

Nel periodo valutato (giugno 2018 - ottobre 2022) nessuna legge ha introdotto un salario minimo orario di nove euro lordi. Il disegno di legge S. 658, di iniziativa parlamentare (prima firmataria la senatrice Catalfo, M5S), presentato il 12 luglio 2018, fissava un minimo di 9 euro l'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali. È rimasto all'esame della commissione Lavoro del Senato: il fascicolo del Senato lo indica «in corso di esame in commissione» al 10 maggio 2022. Non risultano atti sul salario minimo adottati dai governi Conte I, Conte II e Draghi, come indicano anche le schede corrispondenti di «Il conto» per i primi due.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

applicazione di un coefficiente obbligatorio utile a ridurre la disuguaglianza salariale

Nel periodo valutato non risulta alcun atto che abbia introdotto un coefficiente obbligatorio per collegare le retribuzioni più basse a quelle più alte e ridurre la disuguaglianza salariale. Nelle leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022 nel testo originario non compaiono disposizioni di questo tipo. Il disegno di legge S. 658 sul salario minimo, esaminato in commissione al Senato senza essere approvato, non prevede un coefficiente di questo genere.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un’ indennità aggiuntiva proporzionata alla retribuzione complessiva, dovuta al lavoratore per l’intera durata del contratto di lavoro a tempo determinato

Il decreto-legge 87/2018, convertito dalla legge 96/2018, non ha introdotto alcuna indennità aggiuntiva per il lavoratore a termine. L'unica misura economica sui contratti a termine è a carico del datore di lavoro: il contributo addizionale già dovuto all'INPS è aumentato di 0,5 punti percentuali a ogni rinnovo (art. 3, comma 2, del decreto, nel testo della legge di conversione). Nel testo del d.lgs. 81/2015 vigente a ottobre 2022 gli artt. 19-29 prevedono solo l'indennità risarcitoria fissata dal giudice (da 2,5 a 12 mensilità) quando il contratto è trasformato a tempo indeterminato. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che riconoscano al lavoratore un'indennità proporzionata alla retribuzione per la durata del contratto a termine.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l’ innalzamento delle indennità di maternità dall’80% al 100%

L'indennità di maternità non è stata portata al 100% della retribuzione. L'art. 22 del d.lgs. 151/2001, nel testo vigente a ottobre 2022, riconosce ancora un'indennità giornaliera pari all'80% della retribuzione per tutto il periodo del congedo di maternità. Le leggi di bilancio 2019-2022 non hanno modificato la misura: la legge 30 dicembre 2021, n. 234 (comma 239) ha solo esteso di tre mesi l'indennità per alcune lavoratrici autonome e professioniste con redditi bassi. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che portino l'indennità dall'80% al 100%.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un premio di 150 euro al mese, per 3 anni, a maternità conclusa, per le donne che rientrano al lavoro

Non è stato introdotto un premio di 150 euro al mese per tre anni alle madri che rientrano al lavoro. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 137) ha previsto, in via sperimentale solo per il 2022, un esonero del 50% dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, per un massimo di un anno dal rientro dopo il congedo obbligatorio di maternità. È una riduzione dei contributi a carico della lavoratrice, non un importo mensile, dura un anno e non tre, e vale per chi rientra entro il 31 dicembre 2022; le istruzioni operative sono nella circolare INPS n. 102 del 19 settembre 2022. Non risultano altri atti dei governi valutati con il premio promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

sgravi contributivi per le imprese che mantengono al lavoro le lavoratrici dopo la nascita dei figli

Non risultano atti dei governi valutati che diano sgravi contributivi alle imprese per mantenere al lavoro le lavoratrici dopo la nascita dei figli. Le misure vicine hanno altri beneficiari o presupposti. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, commi 16-17) ha esonerato dai contributi, per il 2021 e il 2022, le assunzioni di donne che aumentano l'occupazione, non il mantenimento in servizio delle madri. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 137) ha esonerato solo per il 2022 il 50% dei contributi a carico della lavoratrice madre, non quelli dell'impresa. La legge 162/2021 (art. 5) concede lo sgravio dell'1% alle aziende con la certificazione della parità di genere, a prescindere dal mantenimento in servizio delle madri.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l’introduzione dell’IVA al 4% per l’acquisto di prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età

L'IVA al 4% per i prodotti neonatali, per l'infanzia e per la terza età non è stata introdotta. Nel testo del d.P.R. 633/1972 vigente a ottobre 2022 la tabella A non prevede l'aliquota del 4% per pannolini o altri prodotti per neonati e per l'infanzia, né per una categoria di prodotti per la terza età; restano al 4% solo voci già previste prima del 2018, come protesi e ausili per invalidi. Nel mandato la legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 13) ha ridotto al 10% l'aliquota su assorbenti e tamponi per l'igiene femminile, prodotti diversi da quelli promessi. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano ridotto l'IVA sui prodotti per neonati, infanzia e terza età.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

aumentare l’importo detraibile per l’assunzione di colf e badanti

L'importo detraibile per l'assunzione di colf e badanti non è stato aumentato. Nel testo unico delle imposte sui redditi vigente a ottobre 2022 la detrazione del 19% per gli addetti all'assistenza personale in caso di non autosufficienza è ancora limitata a spese fino a 2.100 euro, per redditi complessivi fino a 40.000 euro (art. 15, comma 1, lettera i-septies). Anche la deduzione dei contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all'assistenza familiare resta fissata a 3 milioni di lire, cioè 1.549,37 euro (art. 10, comma 2). Le leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022, nel testo originario, non modificano queste norme. Non risultano atti dei governi valutati che alzino la detrazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la banca delle ore come strumento per superare lo straordinario

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che introducano la banca delle ore come strumento per superare il lavoro straordinario. Il d.lgs. 66/2003 sull'orario di lavoro, nel testo vigente a ottobre 2022, non prevede una banca delle ore, e lo stesso vale per il d.lgs. 81/2015 e per il d.lgs. 105/2022 sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Le leggi di bilancio 2019-2022, nel testo originario, non contengono la formula.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la possibilità per il lavoratore di determinare l’inizio e il termine dell’orario di lavoro nell’ambito di una fascia di presenza obbligatoria

Nel periodo valutato non risultano atti del governo che diano al lavoratore il diritto di scegliere l'inizio e la fine dell'orario entro una fascia di presenza obbligatoria. L'unica disciplina generale del lavoro agile, la legge 22 maggio 2017, n. 81, precedente al mandato, lo definisce come modalità stabilita per accordo tra le parti, «senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro», entro i soli limiti di durata massima dell'orario. Il testo in vigore alla fine del periodo (ottobre 2022) non attribuisce al lavoratore la facoltà di fissare l'orario in una fascia di presenza.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Proponiamo, dunque, la redazione di un testo unico in tema di costituzione e agevolazioni per le operazioni di Workers buy out

Il testo unico sul workers buyout non è stato adottato: un disegno di legge delega di iniziativa parlamentare (S. 1669) non è stato approvato nella legislatura. Sono state introdotte solo singole agevolazioni per le cooperative costituite dai lavoratori. La legge di bilancio 2020 (legge 160/2019, art. 1, comma 12) rende non imponibile la NASpI anticipata destinata a sottoscrivere capitale di una cooperativa di lavoro. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 253) esonera per 24 mesi dal 100% dei contributi a carico del datore, fino a 6.000 euro annui, le cooperative costituite dal 1° gennaio 2022 ai sensi dell'art. 23, comma 3-quater, del decreto-legge 83/2012. Sono misure sparse in più leggi, non il testo unico promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

garantirà a tutti i lavoratori il diritto di poter eleggere le proprie rappresentanze sindacali e di essere eletti, [...] tra tutte le sigle dei lavoratori

Nel periodo valutato non è stata approvata alcuna legge sull'elezione e la candidatura alle rappresentanze sindacali aperte a tutte le sigle. Secondo il dossier del Servizio studi della Camera del 13 luglio 2022, alle previsioni dell'art. 39 della Costituzione diverse dalla libertà sindacale nei luoghi di lavoro «non si è data attuazione», e la proposta di legge sulla rappresentanza sindacale (A.C. 707, iniziativa parlamentare) era stata assegnata alla commissione Lavoro solo l'8 luglio 2022. La materia restava regolata da accordi tra le parti sociali (Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014).

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre un regime di incompatibilità tra incarico politico-istituzionale e carica di amministratore e/o dirigente di società cooperativa o consorzio di cooperative

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che introducano un regime di incompatibilità tra incarico politico-istituzionale e carica di amministratore o dirigente di cooperative o consorzi. La legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017, art. 1, comma 936), precedente al mandato, aveva rafforzato la vigilanza sulle cooperative e imposto un organo di amministrazione collegiale di almeno tre persone, ma non prevede incompatibilità con cariche politiche, e nel periodo valutato non risultano norme che le abbiano aggiunte.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la fissazione di stringenti parametri di liquidità, di solidità finanziaria, di trasparenza, d’informazione, di pubblicità dei bilanci e degli investimenti da parte delle cooperative

Non risultano atti del governo nel periodo che fissino per le cooperative parametri di liquidità, solidità finanziaria, trasparenza e pubblicità dei bilanci e degli investimenti. La legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017, art. 1, comma 936), precedente al mandato, aveva rafforzato la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, con cancellazione dall'albo e scioglimento per le cooperative che si sottraggono ai controlli o non rispettano la mutualità, e aveva reso collegiale l'organo amministrativo, senza introdurre parametri di questo tipo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

eliminare il criterio del massimo ribasso per l'aggiudicazione degli appalti pubblici

Il criterio del minor prezzo, il «massimo ribasso» del programma, non è stato eliminato. Lo «sblocca cantieri» (decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito dalla legge 14 giugno 2019, n. 55) ha abrogato due delle ipotesi in cui il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 50/2016, art. 95, comma 4) lo ammetteva, ma lo ha lasciato per i servizi e le forniture standardizzati. Ha inoltre introdotto l'art. 36, comma 9-bis, che per i contratti sotto soglia consente di aggiudicare con il minor prezzo o con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (art. 1, comma 3) ha poi permesso alle stazioni appaltanti di scegliere il prezzo più basso nelle procedure negoziate sotto soglia, con esclusione automatica delle offerte anomale, e il regime è stato prorogato fino al 30 giugno 2023. La legge delega per il nuovo codice (legge 21 giugno 2022, n. 78, art. 1, comma 2, lettera t) chiede di individuare i casi in cui si può usare il solo criterio del prezzo, non di eliminarlo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

occorre che le suddette abbiano un comune telaio di regole organizzative e finanziarie al fine di uniformare [...] il rendimento finale delle prestazioni pensionistiche

Non risultano atti del governo né leggi del periodo valutato che diano alle casse previdenziali privatizzate (decreti legislativi 509/1994 e 103/1996) regole organizzative e finanziarie comuni. Le leggi di bilancio 2019-2022 intervengono solo su casi singoli, come il passaggio all'INPS, dal 1° luglio 2022, della gestione sostitutiva dell'INPGI, l'ente di previdenza dei giornalisti (legge 234/2021, art. 1, commi 103-118). Una proposta di legge che delegava il governo a dare una disciplina uniforme a questi enti (Camera, A.C. 3426, presentata il 27 dicembre 2021) era ancora all'esame della commissione Lavoro alla fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

piano di eliminazione degli inquinanti ambientali sistemici

Non risultano atti del governo che abbiano adottato, nel periodo valutato, un piano di eliminazione di inquinanti ambientali; la citazione, inoltre, non indica quali sostanze né quali scadenze. L'atto più vicino è la legge 12 luglio 2022, n. 93, nata da un disegno di legge del governo presentato il 27 novembre 2020: ratifica la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e prevede che entro due anni un decreto del Ministro della transizione ecologica adotti il piano nazionale di attuazione della Convenzione. Il piano non risulta adottato entro il 22 ottobre 2022. Il Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (decreto-legge 36/2022, art. 27) riguarda la prevenzione sanitaria e non prevede un piano di eliminazione di inquinanti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026