Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018
Il punto di partenza nel settore dell'editoria è l’abolizione del finanziamento diretto e indiretto in primo luogo ai giornali
La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 810) ha previsto la riduzione progressiva dei contributi diretti alle imprese editrici fino alla loro abolizione dal 1° gennaio 2022. Prima che i tagli scattassero, quei termini sono stati differiti più volte: di 12 mesi con la legge 160/2019, poi a 24 mesi (decreto-legge 162/2019, legge 8/2020), a 48 (legge 21/2021), a 60 (legge 106/2021) e a 72 mesi (decreto-legge 228/2021, legge 15/2022). Al 22 ottobre 2022 i contributi diretti non erano quindi aboliti. Il comma 806 della stessa legge di bilancio 2019 aveva inoltre introdotto un credito d'imposta per le edicole.
- Fonte: programma elettorale, capitolo "Editoria", "Contributi pubblici alle testate giornalistiche", p. 1
- Prova: Legge 160/2019, art. 1, comma 394, nel testo vigente al 22/10/2022: tutti i termini del comma 810 della legge 145/2018 differiti di settantadue mesi (con le note sulle proroghe successive).
Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026