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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

153 schede

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Estenderemo il divieto per le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare

Il programma chiedeva di estendere il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in mare, già in vigore entro le 12 miglia dalla costa e dalle aree marine e costiere protette, anche agli scogli affioranti e alle aree protette in fase di attuazione o costituzione. Nel periodo valutato il divieto di legge non è stato modificato. Il governo Conte I ha introdotto una moratoria temporanea (art. 11-ter del decreto-legge 135/2018, convertito dalla legge 12/2019): sospesi i permessi di prospezione e ricerca in essere e i procedimenti per nuovi permessi, vietate le nuove istanze di concessione di coltivazione fino all'adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI). Il piano è stato approvato dal governo Draghi con decreto del Ministro della transizione ecologica del 28 dicembre 2021 (comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2022): nelle aree non compatibili le istanze sono respinte e i permessi revocati. Tra i vincoli il piano applica il divieto anche ai siti Natura 2000 «da istituire» e prevede di chiudere a nuove attività, con successivi decreti, 540.414 km² dei 568.976 km² di mare sotto giurisdizione italiana. Gli scogli affioranti non sono menzionati e le concessioni di coltivazione già vigenti restano valide fino alla scadenza. Come nella scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte II, l'esito è parziale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si prevede la sospensione delle attività estrattive e di prospezione in zone a rischio sismico, vulcanico, tettonico

Il programma prevedeva la sospensione delle attività estrattive e di prospezione nelle zone a rischio sismico, vulcanico e tettonico individuate da INGV, ISPRA e CNR. Il decreto-legge 135/2018 (convertito dalla legge 12/2019, governo Conte I) ha sospeso fino all'adozione del PiTESAI tutti i permessi di prospezione e ricerca in essere, a terra e in mare, senza distinguere per rischio. Il PiTESAI, approvato con decreto del 28 dicembre 2021 (governo Draghi), esclude le zone vulcaniche attive e quiescenti ed esclude ogni operazione di perforazione in corrispondenza di faglie attive con evidenza superficiale nei titoli concessori. Le aree di pericolosità sismica sono invece solo un vincolo di attenzione, da valutare caso per caso con monitoraggi, e non un'esclusione. La produzione già concessa continua.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Sarà previsto il blocco delle attività in corso e del rilascio di future autorizzazioni in zone di particolare ripopolamento ittico

Il programma chiedeva di bloccare attività in corso e nuove autorizzazioni nelle zone di ripopolamento ittico. La moratoria del decreto-legge 135/2018 (legge 12/2019, governo Conte I) ha sospeso i permessi di prospezione e ricerca esistenti e bloccato nuovi permessi fino all'adozione del PiTESAI, senza criterio specifico per la pesca. Il PiTESAI, approvato con decreto n. 548 del 28 dicembre 2021 (governo Draghi), include tra i vincoli aggiuntivi di esclusione le zone di tutela biologica, istituite per salvaguardare e ripopolare le risorse marine. Le concessioni di coltivazione già vigenti nelle aree non idonee restano valide fino alla scadenza: l'attività in corso non è stata bloccata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di promuovere con la massima tempestività la ratifica degli accordi e delle convenzioni internazionali, a cui l'Italia aderisce

Il programma prometteva di promuovere con la massima tempestività la ratifica degli accordi e delle convenzioni internazionali a cui l'Italia aderisce per prevenire gli impatti delle attività su idrocarburi lungo le coste, del trasporto marittimo di idrocarburi e sostanze pericolose e dell'inquinamento marino. Il governo Conte I ha presentato nell'agosto 2018 il disegno di legge di ratifica dell'Accordo RAMOGE tra Italia, Francia e Principato di Monaco sulla protezione dell'ambiente marino e costiero, nella versione emendata nel 2003, divenuto legge 16 gennaio 2019, n. 8. Non è stato invece ratificato il trattato più direttamente legato alle trivellazioni in mare, il Protocollo della Convenzione di Barcellona sull'inquinamento derivante dall'esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, firmato dall'Italia nel 1994: secondo un documento del centro regionale REMPEC dell'aprile 2023 l'Italia non ne è parte, e tra i disegni di legge del governo della XVIII legislatura non risulta una sua ratifica. La promessa è stata quindi attuata solo in parte.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

assoggettando le piattaforme petrolifere all’imposta municipale propria (IMU)

Il programma proponeva di assoggettare le piattaforme petrolifere all'IMU, ripristinando la potestà dei comuni. L'articolo 38 del decreto-legge 124/2019 (governo Conte II, convertito dalla legge 157/2019) ha istituito dal 2020 l'imposta immobiliare sulle piattaforme marine, che sostituisce ogni altra imposizione immobiliare locale e segue, per quanto compatibili, le regole dell'IMU. Riguarda le piattaforme con struttura emersa destinate alla coltivazione di idrocarburi nel mare territoriale, con aliquota del 10,6 per mille. Il gettito però è per 7,6 punti allo Stato e per 3 punti ai comuni, che non possono modificare l'aliquota; i comuni beneficiari sono stati individuati con decreto del 28 aprile 2022 (governo Draghi). Le piattaforme sono quindi tassate con un tributo apposito, non con l'IMU, e la parte ai comuni è minoritaria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un progressivo ma rapido processo di internalizzazione, delle competenze oggi affidate a SOGESID SpA

Il programma proponeva un processo progressivo e rapido di internalizzazione delle competenze affidate a Sogesid. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 317, governo Conte I) ha autorizzato il Ministero dell'ambiente ad assumere 420 persone e ha previsto la progressiva riduzione delle convenzioni per l'assistenza tecnica in materia ambientale, di fatto quelle con Sogesid: fino al 10 per cento nel 2020 e del 100 per cento nel 2024, rispetto a quelle vigenti nel 2018. Il calendario è stato poi rinviato di un anno per due volte dal governo Conte II (decreti-legge 162/2019 e 183/2020) e di altri quattro anni dal governo Draghi (decreto-legge 80/2021, art. 17-quinquies), che ha fissato l'avvio al 2026 e la conclusione al 2030. Lo stesso articolo ha autorizzato 218 nuove assunzioni al Ministero, con metà dei posti riservata a chi aveva lavorato per società pubbliche a supporto del Ministero, e la riduzione delle convenzioni con Sogesid per il personale assunto. Le norme sono state adottate, ma la riduzione è stata rinviata oltre il periodo valutato e Sogesid ha continuato a operare.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

risarcire interamente delle loro perdite gli obbligazionisti subordinati retail [...] Il costo è di circa 400 milioni di euro

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 493-507, in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2018) ha istituito un Fondo indennizzo risparmiatori con 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021. Agli obbligazionisti subordinati spetta un indennizzo del 95% del costo di acquisto, entro 100.000 euro per risparmiatore e al netto di altri rimborsi ottenuti; agli azionisti il 30%. Il fondo copre i clienti di banche poste in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Il decreto-legge 34/2019 (30 aprile 2019) ha previsto un indennizzo forfettario, con verifica dei soli requisiti, per chi ha un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro o un reddito sotto 35.000 euro; gli altri passano dall'esame di una commissione tecnica. L'indennizzo è quindi ampio ma non è il risarcimento integrale promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

creare una Banca pubblica per gli investimenti dotata di un capitale iniziale di 10 miliardi

Il decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142 (convertito dalla legge 7 febbraio 2020, n. 5) ha assegnato fino a 900 milioni di euro nel 2020 a Invitalia per rafforzare il capitale della Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale. L'obiettivo era promuovere attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, con partecipazioni in altre banche. Non è nata però una nuova banca pubblica per gli investimenti con 10 miliardi di capitale iniziale: è stato rafforzato un istituto già esistente, con risorse inferiori a un decimo di quelle promesse e con un ambito legato al Mezzogiorno. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte II.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Ogni cittadino italiano avrà a disposizione un conto online totalmente gratuito [...] Ogni rapporto con la pubblica amministrazione sarà saldabile direttamente dal proprio smartphone.

La promessa ha due parti. Un conto online totalmente gratuito per ogni cittadino non è stato introdotto: non risultano atti del governo che lo prevedano. Sulla seconda parte, i pagamenti alla pubblica amministrazione da smartphone, i governi della legislatura hanno invece adottato misure concrete, sulla base della piattaforma pagoPA già prevista dal Codice dell'amministrazione digitale. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 ne ha trasferito la gestione alla Presidenza del Consiglio, con una società pubblica creata allo scopo. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 ha obbligato le amministrazioni a rendere fruibili i propri servizi in rete anche tramite applicazione su dispositivi mobili, attraverso il punto di accesso telematico nazionale, e ha fissato al 28 febbraio 2021 il termine per l'uso esclusivo di pagoPA da parte dei prestatori di servizi di pagamento e per l'adesione delle amministrazioni. Nel testo in vigore a ottobre 2022 il Codice obbliga le amministrazioni ad accettare tramite pagoPA i pagamenti dovuti a qualsiasi titolo; restano però fuori i versamenti unitari con modello F24.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partecultura

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

necessaria l’istituzione di un Fondo dotato di risorse adeguate [...] dotare il nostro Paese di un catalogo unico nazionale digitale

Il programma chiedeva un Fondo con risorse adeguate per dotare il Paese di un catalogo unico nazionale digitale. Un fondo con questa finalità non risulta istituito: le leggi di bilancio del periodo non lo prevedono; quella per il 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 611) ha stanziato 4 milioni di euro per proseguire la digitalizzazione del patrimonio culturale. Il nuovo regolamento del Ministero (Dpcm 2 dicembre 2019, n. 169, GU n. 16 del 21 gennaio 2020) ha creato l'Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale (Digital Library), che elabora il Piano nazionale di digitalizzazione e coordina anche le iniziative di catalogazione. Il 30 giugno 2022 la Digital Library ha approvato il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale, nell'ambito di un investimento del Piano nazionale di ripresa e resilienza con obiettivi da raggiungere entro dicembre 2025. Nel periodo non risulta quindi realizzato un catalogo unico nazionale digitale, ma sono stati adottati atti e stanziate risorse nella direzione indicata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

fondare il reclutamento degli insegnanti e di tutto il personale, anche degli organi di vertice, su procedure selettive pubbliche trasparenti

Il regolamento sul reclutamento del personale delle istituzioni AFAM (DPR 7 agosto 2019, n. 143, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 dicembre 2019) prevede che i docenti a tempo indeterminato siano assunti con selezioni pubbliche per titoli ed esami: bando pubblicato sul sito dell'istituzione e del Ministero, avviso nella Gazzetta Ufficiale (4ª serie speciale), commissioni di tre membri in maggioranza esterni, di cui due sorteggiati dal Ministero. Per il personale amministrativo e tecnico prevede procedure selettive improntate a imparzialità e trasparenza. Resta però riservata alle chiamate dalle graduatorie nazionali per soli titoli almeno il 35% delle risorse per le assunzioni, e il testo non disciplina la selezione degli organi di vertice, che il programma citava. La legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 890) ha rinviato l'applicazione del regolamento all'anno accademico 2022/2023, disponendo che fino ad allora i docenti fossero assunti prioritariamente dalle graduatorie nazionali per titoli.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre dottorati di ricerca e dare in generale impulso alla ricerca;

Il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 (art. 3, comma 10) ha previsto che le istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica rilascino il dottorato di ricerca, al posto del precedente diploma di formazione alla ricerca. Il regolamento sul dottorato (decreto del Ministro dell'università e della ricerca 14 dicembre 2021, n. 226, in vigore dal 13 gennaio 2022) dedica l'art. 15 ai dottorati AFAM e rinvia a un decreto del Ministro, da adottare entro dodici mesi, per le modalità di accreditamento. Il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36 (art. 14, comma 4-ter, introdotto dalla legge di conversione 29 giugno 2022, n. 79) ha istituito nelle istituzioni AFAM il profilo del ricercatore. Al 22 ottobre 2022 però il decreto sull'accreditamento non era stato adottato e nessun corso di dottorato AFAM poteva essere attivato: è arrivato il 21 febbraio 2024, con un governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

revisione delle soglie del paniere del mercato delle comunicazioni, il cd. SIC della legge Gasparri

Le soglie del sistema integrato delle comunicazioni (SIC) sono state riviste, ma non nel modo indicato dal programma. Dopo la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 3 settembre 2020 (causa C-719/18), il decreto-legge 125/2020 (art. 4-bis, aggiunto dalla legge di conversione 27 novembre 2020, n. 159) ha affidato in via transitoria all'AGCOM una verifica caso per caso per chi opera insieme nelle comunicazioni elettroniche e in altri mercati del SIC. Il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, art. 51, in vigore dal 25 dicembre 2021) ha poi trasformato i limiti di ricavo, compreso quello del 20% del SIC, da divieti in soglie che obbligano a notificare all'Autorità, chiamata a valutare anche la convergenza dei mercati e il controllo dei dati. Il paniere dei ricavi è rimasto in sostanza quello precedente e non risulta lo studio con tutti i soggetti interessati che il programma indicava come primo passo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Inserire l'obbligo della sigillatura del pozzo atta ad evitare la possibilità di scambio tra falde idriche diverse

Un obbligo di questo tipo è stato introdotto solo per le sonde geotermiche a circuito chiuso usate per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici. Il decreto del Ministro della transizione ecologica del 30 settembre 2022 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2022) prescrive che nelle perforazioni si adottino precauzioni tecniche per evitare il contatto idraulico tra le falde e il loro rimescolamento (art. 5). Per i pozzi che estraggono fluidi geotermici, compresi quelli degli impianti pilota, il decreto legislativo 22/2010 non ha ricevuto nel periodo una norma analoga. Le «Linee guida» ministeriali dell'ottobre 2016 trattano la cementazione dei pozzi, ma sono anteriori al mandato e sono indicazioni tecniche.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione dal 41 al 37% per i redditi fra 28.000 e 100.000 euro e riduzione dal 43 al 42% [...]

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha riformato l'Irpef con aliquote del 23% fino a 15.000 euro, 25% fino a 28.000, 35% fino a 50.000 e 43% oltre. Prima erano 23, 27, 38, 41 e 43% (soglie 15.000, 28.000, 55.000 e 75.000). Per i redditi fra 28.000 e 50.000 euro l'aliquota è scesa dal 38% al 35%, più di quanto promesso (37%), ma sopra i 50.000 euro è salita al 43% (prima 38% fino a 55.000 e 41% fino a 75.000) e l'aliquota massima non è scesa dal 43% al 42%. La riduzione è quindi parziale e non ha la struttura indicata dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione al 23% per i redditi fra 10.000 e 28.000 (oggi si arriva fino al 27%)

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha ridotto dal 27% al 25% l'aliquota Irpef per i redditi fra 15.000 e 28.000 euro, che erano il secondo scaglione. Il 23% è rimasto limitato ai redditi fino a 15.000 euro, quindi l'aliquota unica del 23% fino a 28.000 euro promessa dal programma non è stata introdotta. Il primo e il secondo scaglione non sono stati accorpati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione di alcune detrazioni sul reddito di contribuenti con reddito pro capite superiore a 100.000 euro annui

La legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 629) ha ridotto le detrazioni Irpef per gli oneri previsti dall'art. 15 del Tuir per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, fino ad azzerarle a 240.000 euro. Restano esclusi gli interessi sui mutui e le spese sanitarie. La riduzione di alcune detrazioni per i redditi alti è stata quindi attuata, ma da una soglia di 120.000 euro invece dei 100.000 indicati dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione del cuneo fiscale nella componente INAIL (riduzione dell’1%, che vale 2,5 miliardi)

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 1121 e 1122) ha disposto la revisione delle tariffe dei premi e contributi INAIL dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, con minori entrate per l'istituto di 410 milioni di euro nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2021, in aggiunta alle riduzioni già previste dalla legge di stabilità 2014. Le nuove tariffe sono state approvate con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019. Il programma indicava una riduzione da 2,5 miliardi: quella adottata è inferiore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

potenziare l’istituto della compensazione dei debiti fiscali, ammettendo la compensazione con i crediti vantati nei confronti della PA

Alla data del voto i crediti verso le pubbliche amministrazioni per somministrazioni, forniture e appalti potevano già essere compensati con le somme iscritte a ruolo (art. 28-quater del d.P.R. 602/1973). Nel periodo valutato il governo Draghi ha potenziato l'istituto: l'art. 20-ter del decreto-legge 50/2022, inserito dalla legge 15 luglio 2022, n. 91 (Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2022), ha esteso la compensazione ai crediti per prestazioni professionali e ai carichi affidati all'agente della riscossione dopo il 30 settembre 2013, e ha abrogato il regime speciale dell'art. 12, comma 7-bis, del decreto-legge 145/2013. La compensazione resta però limitata alle somme iscritte a ruolo: non riguarda in generale i debiti fiscali, come la promessa.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre nell’ordinamento giuridico tributario l’obbligo generalizzato del contraddittorio tributario in relazione a qualsivoglia atto impositivo

Il decreto-legge 34/2019, convertito dalla legge 58/2019 (28 giugno 2019), ha inserito con l'art. 4-octies l'art. 5-ter nel D.Lgs. 218/1997: dagli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020 l'ufficio deve notificare un invito a comparire prima di emettere l'avviso. Secondo la circolare 17/E del 22 giugno 2020 vale per imposte sui redditi, IRAP e IVA. Sono esclusi i casi con verbale di chiusura delle operazioni, gli accertamenti parziali e quelli urgenti o con pericolo per la riscossione. Non è stato introdotto un obbligo per qualsiasi atto impositivo: il principio generale è arrivato con il D.Lgs. 219/2023, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

istituzione e formazione di giudici di ruolo specializzati nella materia tributaria reclutati mediante pubblico concorso

La legge 31 agosto 2022, n. 130 (GU n. 204 del 1° settembre 2022, in vigore dal 16 settembre), nata da un disegno di legge del governo Draghi, ha istituito la magistratura tributaria professionale: il nuovo art. 1-bis del decreto legislativo 545/1992 fissa un organico di 448 magistrati nelle corti di primo grado e 128 in quelle di secondo grado, e il nuovo art. 4 prevede il reclutamento con concorso pubblico per esami. Il ruolo è stato quindi istituito nel periodo, ma la formazione e il reclutamento dei giudici no. I primi magistrati dovevano arrivare con il transito di magistrati di altre giurisdizioni, da avviare entro due mesi dall'entrata in vigore della legge, e poi con i concorsi: entro il 22 ottobre 2022 nessun magistrato tributario di ruolo era in funzione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il M5S mira in primo luogo a ridurre la durata dei processi.

I governi della legislatura hanno adottato le riforme del processo penale e civile (legge 27 settembre 2021, n. 134; legge 26 novembre 2021, n. 206; decreti legislativi 10 ottobre 2022, nn. 149 e 150, pubblicati il 17 ottobre 2022) e avviato il reclutamento a tempo determinato di un massimo di 16.500 addetti all'ufficio per il processo (decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80), ma gran parte delle nuove regole processuali è entrata in applicazione dopo il 22 ottobre 2022. Secondo i dati del Ministero della giustizia pubblicati dall'ISTAT, il tempo medio stimato per concludere una causa civile in tutti i gradi di giudizio (disposition time) era di 2.512 giorni nel 2019, 3.089 nel 2020, anno della pandemia, e 2.215 nel 2022 (-11,8% sul 2019). Nel penale i giorni erano 1.392 nel 2019, 1.947 nel 2020 e 1.253 nel 2022 (-10,0%). La durata è dunque scesa rispetto al 2019, ma in misura limitata; la serie non comprende il 2018.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

propone la sospensione della prescrizione dal momento dell'inizio del processo (ovvero con l'assunzione della qualità di imputato)

La legge 9 gennaio 2019, n. 3 (GU 16 gennaio 2019), art. 1, comma 1, lettera e), ha sospeso il corso della prescrizione dalla sentenza di primo grado o dal decreto di condanna fino all'esecutività della sentenza che definisce il giudizio, con effetto dal 1° gennaio 2020. Non è la sospensione fin dall'assunzione della qualità di imputato promessa dal programma, ma un blocco che scatta dopo il primo grado. La legge 27 settembre 2021, n. 134 (GU 4 ottobre 2021) ha sostituito questa regola: la prescrizione cessa definitivamente con la sentenza di primo grado (art. 161-bis del codice penale), e il processo diventa improcedibile se l'appello non si conclude entro due anni o il giudizio di cassazione entro uno, salvo proroghe. Nessun atto ha anticipato lo stop della prescrizione all'inizio del processo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abrogazione del decreto legislativo Orlando riguardante le intercettazioni.

Il decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216 (riforma Orlando delle intercettazioni) non è stato abrogato, ma alcune sue parti centrali sono state cancellate o riscritte. Il governo Conte I ne ha rinviato più volte l'applicazione, dal decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 al decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, e la legge 9 gennaio 2019, n. 3 ne ha abrogato l'art. 6, comma 2, che limitava l'uso del captatore informatico nei domicili. Il decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161 (convertito dalla legge 28 febbraio 2020, n. 7) ha riscritto la regola che vietava di trascrivere le conversazioni irrilevanti (art. 268, commi 2-bis e 2-ter, del codice di procedura penale) e ha abrogato la procedura di selezione introdotta dal decreto Orlando (artt. 268-bis, 268-ter, 268-quater e 493-bis), conservando altre parti della riforma, come l'archivio delle intercettazioni tenuto dalla procura. La disciplina così modificata si applica ai procedimenti iscritti dopo il 31 agosto 2020 (decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026