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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
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57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

17 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di prevedere trattamenti diversi in ragione di assunte regole religiose nei servizi pubblici, come ospedali, pubbliche amministrazioni, mense ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di trattamenti diversi per ragioni religiose nei servizi pubblici, come ospedali, uffici e mense. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Divieto dell’istituzione di partiti che si caratterizzano per essere rivolti solo a mussulmani

Non risultano atti del governo, nei periodi del Conte I e del governo Draghi, che vietino la costituzione di partiti rivolti solo a persone di religione musulmana. La disciplina dei partiti, vigente al 12 ottobre 2022 (decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, art. 3), elenca i contenuti dello statuto e non contiene alcun requisito o divieto legato alla religione degli aderenti. Non risulta nemmeno un disegno di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

porre come questione prioritaria nell’agenda di Governo l’ottenimento [...] di maggiore autonomia, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione

Nei periodi valutati non è stata firmata alcuna intesa definitiva né approvata la legge prevista dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione. Con il governo Conte I le trattative con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, avviate con gli accordi preliminari del febbraio 2018, sono riprese con un ampliamento delle materie richieste. Nel febbraio 2019 il ministro per gli affari regionali ha illustrato al Consiglio dei ministri i contenuti delle intese, che però non sono state concluse. Il governo Draghi ha scelto di far precedere le intese da una legge-quadro e ha istituito una commissione di studio (decreto del 25 giugno 2021), ma il disegno di legge non è stato presentato alle Camere entro la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si proporrà una modifica della Costituzione volta a rafforzare e consolidare l’autonomia delle Regioni

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che rafforzino l'autonomia delle Regioni. Nella XVIII legislatura sono entrate in vigore solo le leggi costituzionali sul taglio dei parlamentari (n. 1/2020), sull'età per eleggere i senatori (n. 1/2021) e sull'ambiente (n. 1/2022); la riforma sull'insularità, approvata il 28 luglio 2022, riguarda gli svantaggi delle isole. Nessuna delle proposte costituzionali esaminate e non concluse ampliava l'autonomia regionale: quella sugli articoli 116 e 117 (S. 1825) prevedeva invece una clausola di supremazia della legge statale. Una proposta di senatori della Lega per uno Stato federale (S. 1869) è stata presentata il 4 luglio 2020, durante il governo Conte II, e non è mai stata esaminata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

garantire la rappresentanza democratica con l’elezione diretta del Presidente

L'elezione diretta del presidente della Provincia non è stata ripristinata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 la legge 56/2014 (Delrio) prevede ancora che il presidente sia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia (art. 1, comma 58). Il disegno di legge S. 294, di iniziativa di senatori della Lega (primo firmatario Romeo, tra i firmatari Salvini, Centinaio e Calderoli), reintroduceva il suffragio universale per Province e città metropolitane. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Superamento del ruolo del Prefetto e delle Prefetture, le cui competenze saranno ripartite tra gli Enti Locali e i vertici delle Forze dell’Ordine.

Il ruolo delle Prefetture non è stato superato. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 il decreto legislativo 300/1999 (art. 11) prevede ancora la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, con funzioni di coordinamento degli uffici periferici dello Stato e di raccordo con gli enti locali. Il disegno di legge S. 294, presentato da senatori della Lega, delegava il Governo a riorganizzare funzioni e competenze degli uffici periferici dello Stato e delle prefetture. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre un capo dell’esecutivo forte, direttamente scelto dal popolo, che non debba passare dalla fiducia delle Camere e che possa nominare e revocare i ministri.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che introducano un capo dell'esecutivo scelto direttamente dal popolo e senza fiducia delle Camere. L'unica proposta di elezione diretta esaminata nella legislatura, la proposta di legge costituzionale C. 716 (Meloni e altri, presentata l'11 giugno 2018), prevedeva l'elezione diretta del Presidente della Repubblica ed è stata respinta dalla Camera il 10 maggio 2022. Una proposta di senatori della Lega su Stato federale e forma di governo presidenziale (S. 1869), presentata il 4 luglio 2020 durante il governo Conte II, non è mai stata esaminata. L'articolo 94 della Costituzione continua a richiedere la fiducia delle due Camere al Governo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I giudici costituzionali devono essere nominati oltreché dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, per il restante terzo da una Conferenza delle regioni.

La composizione della Corte costituzionale non è cambiata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 135 della Costituzione prevede ancora quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né proposte costituzionali approvate che affidino un terzo delle nomine a una Conferenza delle regioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

rendere obbligatoria la pronuncia del Parlamento sui disegni di legge di iniziativa popolare, con obbligo di rapida calendarizzazione

L'obbligo per il Parlamento di pronunciarsi sulle leggi di iniziativa popolare non è stato introdotto. La proposta di legge costituzionale C. 1173, che modificava gli articoli 71 e 75, prevedeva che una proposta popolare firmata da 500.000 elettori andasse a referendum se le Camere non l'avessero approvata entro diciotto mesi. È stata approvata dalla Camera in prima deliberazione il 21 febbraio 2019 (Conte I), ma il Senato (S. 1089) non l'ha approvata prima della fine della legislatura e nessuna modifica è entrata in vigore. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questo punto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

innalzando a 200.000 il numero di sottoscrizioni necessarie per la loro proponibilità

La soglia di 200.000 firme per le leggi di iniziativa popolare non è stata introdotta. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 71 della Costituzione richiede ancora la proposta di almeno cinquantamila elettori. La proposta di legge costituzionale C. 1173, approvata in prima deliberazione dalla Camera il 21 febbraio 2019 e non conclusa, usava le 200.000 firme solo come soglia per il controllo preventivo della Corte costituzionale; per le proposte rinforzate ne richiedeva 500.000. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questa soglia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione del Vincolo di Mandato con la riforma dell’art. 67 del Costituzione.

Nel periodo valutato l'articolo 67 della Costituzione non è stato modificato: il testo in vigore a fine legislatura prevede ancora che ogni membro del Parlamento eserciti le sue funzioni «senza vincolo di mandato». Le leggi costituzionali approvate nella legislatura hanno riguardato altri temi, come la riduzione del numero dei parlamentari (legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1). Non risultano disegni di legge costituzionale del governo sull'articolo 67. La proposta di legge costituzionale A.C. 3297 (Fascina), presentata il 28 settembre 2021 per introdurre il vincolo di mandato, è rimasta all'esame della commissione Affari costituzionali (iniziato il 25 novembre 2021) e la legislatura si è chiusa senza una sua approvazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Eliminazione del quorum per la validità dei referendum popolari, rendendone così più facile l’esercizio.

Il quorum di partecipazione per i referendum abrogativi (articolo 75 della Costituzione) è ancora in vigore. La Camera ha approvato il 21 febbraio 2019, in prima deliberazione, la proposta costituzionale A.C. 1173 (D'Uva, Molinari e altri, di M5S e Lega), che sostituiva il quorum con una soglia: maggioranza dei voti validi, purché superiore a un quarto degli aventi diritto. Al Senato (A.S. 1089) l'esame in commissione non è andato oltre il 23 luglio 2019 e non c'è stata la seconda deliberazione. Il disegno di legge costituzionale del senatore Calderoli sulla validità dei referendum (A.S. 516) è stato ritirato il 6 marzo 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione della figura del “difensore del popolo/avvocato del popolo” che difenda i cittadini davanti agli abusi delle grandi imprese private [...] della pubblica amministrazione

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che istituiscano un difensore civico nazionale o un «difensore del popolo». Nella legislatura sono state presentate alla Camera due proposte di legge per istituire il Difensore civico nazionale, entrambe di iniziativa parlamentare: la A.C. 145 (Paolo Russo), assegnata alla commissione Affari costituzionali il 26 giugno 2018 senza che ne iniziasse l'esame, e la A.C. 1415 (Francesco Silvestri), presentata il 5 dicembre 2018 e mai assegnata a una commissione. Non risultano disegni di legge del governo sul tema. Come ricorda la relazione della proposta A.C. 1415, la figura del difensore civico esiste solo a livello locale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Lo Stato si dota di un’unica Autorità delle Comunicazioni. L’Autorità delle Comunicazioni sostituisce la vigente AGCOM, [...] il commissario per il digitale e l’innovazione, AGID

Non è stata istituita un'unica Autorità delle comunicazioni in sostituzione di AGCOM, AgID e commissario per il digitale: AGCOM e AgID sono rimaste in funzione per tutto il periodo valutato. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12), all'articolo 8 ha trasferito alla Presidenza del Consiglio la gestione della piattaforma per i pagamenti elettronici alla pubblica amministrazione e i relativi compiti svolti da AgID, e ha disposto che dal 1° gennaio 2020 le funzioni del Commissario straordinario per l'Agenda digitale passino al Presidente del Consiglio o al Ministro delegato; non ha soppresso AgID né AGCOM. Il decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82 ha poi creato l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, senza assorbire AGCOM o AgID.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Agevolare i Comuni disagiati con l’inserimento nella riforma organica, che l’impianto sportivo locale è di fatto un servizio pubblico locale.

Non risulta che la riforma dello sport abbia qualificato l'impianto sportivo locale come servizio pubblico locale. Il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38 (governo Draghi, in vigore dal 3 aprile 2021) all'art. 6 dispone che gli impianti degli enti locali siano aperti a tutti i cittadini e, se l'ente non li gestisce direttamente, affidati in via preferenziale a associazioni e societa' dilettantistiche, federazioni ed enti di promozione sportiva. La formula «servizio pubblico locale» non compare ne' in quel decreto ne' nella legge delega 86/2019 e nei decreti legislativi 36 e 39/2021. Non risultano misure specifiche per i Comuni disagiati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

ha l’obbligo di concludere i procedimenti avviati su istanza di imprese e cittadini nel termine di sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza

Non risultano atti del governo che fissino in sessanta giorni il termine per concludere i procedimenti su istanza di cittadini e imprese. L'art. 2 della legge 241/1990 prevede ancora il termine generale di trenta giorni, con termini fino a novanta o centottanta giorni fissati con decreto, e il testo vigente il 5 settembre 2019 è identico a quello del 1° giugno 2018. Nel periodo del governo Draghi il decreto-legge 77/2021 è intervenuto sul silenzio assenso (art. 62, attestazione del decorso dei termini) e sull'annullamento d'ufficio (art. 63), ma non sul termine dei procedimenti. Il disegno di legge del governo Conte I su semplificazione e codificazione (Camera, atto 1812, 30 aprile 2019) non prevedeva questa misura e non è stato approvato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

il responsabile del procedimento ed il dipendente che ha curato l’istruttoria sono responsabili in solido per eventuali danni arrecati a terzi

Non risultano norme che rendano il responsabile del procedimento e il dipendente istruttore responsabili in solido dei danni a terzi causati da un atto tacito illegittimo. La legge 241/1990, nel testo vigente nel periodo valutato, prevede solo che la mancata o tardiva emanazione del provvedimento rilevi per la performance e per la responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario (art. 2, comma 9). Il testo vigente al 5 settembre 2019 coincide con quello del 1° giugno 2018, e le modifiche del governo Draghi (decreto-legge 77/2021, artt. 62 e 63) riguardano l'attestazione del silenzio assenso e il termine per l'annullamento d'ufficio, non la responsabilità dei dipendenti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026