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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

4 schede

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Cristallizzare l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita

Il decreto-legge 4/2019 (art. 15, comma 2, e art. 17) ha sospeso l'adeguamento alla speranza di vita dei requisiti contributivi per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi, 41 anni e 10 mesi per le donne) e per i lavoratori precoci, nel testo originario fino al 31 dicembre 2026. Non ha però congelato il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia (67 anni dal 2019). Gli adeguamenti del 2021 e del 2023 non sono scattati per decreti direttoriali basati sui dati della speranza di vita, non per una norma di blocco. Il blocco generale del meccanismo non è stato disposto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto della possibilità di ottenere l’accesso ai benefici assistenziali [...] per gli immigrati extracomunitari attraverso semplici autodichiarazioni

La legge 28 marzo 2019, n. 26, che ha convertito il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (governo Conte I), ha aggiunto all'art. 2 i commi 1-bis e 1-ter: i cittadini extra Ue che chiedono il reddito o la pensione di cittadinanza devono provare i requisiti di reddito e di patrimonio e la composizione del nucleo familiare con una certificazione dell'autorità del loro Paese, tradotta e legalizzata, invece della sola autodichiarazione usata per l'ISEE. Sono esclusi i rifugiati, i casi previsti da convenzioni internazionali e i Paesi in cui è impossibile ottenere i documenti. Il decreto attuativo del 21 ottobre 2019, adottato dopo la fine del governo Conte I, ha poi limitato l'obbligo ai cittadini dei Paesi elencati e al patrimonio immobiliare all'estero. La misura riguarda solo questa prestazione: per gli altri benefici assistenziali citati dal programma, come le case popolari e gli sgravi contributivi, non risultano divieti analoghi. Il governo Draghi, con la legge di bilancio 2022, ha previsto un piano annuale dell'INPS per verificare i beni all'estero dichiarati da tutti i richiedenti, senza abolire l'autodichiarazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riconoscimento di 400 euro al mese (detassati) ai genitori per ogni nuovo nato.

Un sostegno mensile per ogni figlio è stato introdotto, ma con importi molto inferiori a 400 euro. Nel governo Conte I il decreto-legge 119/2018 (art. 23-quater) ha solo prorogato ai nati nel 2019, per il primo anno di vita, l'assegno di natalità di 80 euro al mese per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, aumentato del 20 per cento per i figli successivi al primo. Nel governo Draghi sono arrivati la legge delega 1° aprile 2021, n. 46, di iniziativa parlamentare, e il decreto legislativo 21 dicembre 2021, n. 230: dal 1° marzo 2022 l'assegno unico e universale vale al massimo 175 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 15.000 euro, e scende a 50 euro oltre 40.000 euro, con maggiorazioni per esempio dal terzo figlio. L'importo pieno è meno della metà dei 400 euro promessi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si prevede un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza, prestando particolare attenzione al “dopo di noi”

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, governo Draghi) ha integrato il Fondo per le non autosufficienze di 15 milioni di euro per il 2022 (comma 677) e di altri 100 milioni nel 2022, 200 nel 2023, 250 nel 2024 e 300 a decorrere dal 2025 (comma 168); quest'ultima integrazione è destinata ai servizi per le persone anziane non autosufficienti previsti dai commi 162 e 163, fermi restando gli interventi già finanziati dal Fondo per la disabilità gravissima. Sul «dopo di noi» non risultano aumenti di risorse: il fondo della legge 112/2016 vale 56,1 milioni di euro l'anno dal 2018 e la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 455, governo Conte I) ha solo fissato la dotazione del 2019 a 56,1 milioni; la legge di bilancio 2022 (commi 169-171) ha inserito i progetti per il «dopo di noi» e per la vita indipendente tra i livelli essenziali delle prestazioni sociali da definire, finanziati con risorse già destinate a tale scopo e con fondi europei e PNRR. La legge di bilancio 2019 ha aggiunto 5 milioni l'anno per il 2019-2021 al fondo per i caregiver familiari (comma 483). Il rafforzamento dei fondi è stato quindi parziale: ha riguardato soprattutto la non autosufficienza, non il «dopo di noi».

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026