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Dal 1° novembre i pacchi dall'estero costano 2 euro in più. Ma per articolo, non per pacco

Un atto della Commissione del 21 settembre fissa a 2 euro per articolo la tariffa di gestione sulle vendite a distanza da Paesi terzi. Si somma al dazio da 3 euro.

Redazione NFN · Pubblicato il 31 ottobre 2026

La tariffa UE di 2 euro vale per articolo, non per pacco come scrivono alcune cronache. Il testo non chiarisce cosa sia un articolo.

Dal 1° novembre l'Unione europea applica una tariffa di gestione di 2 euro sulle merci vendute a distanza da Paesi terzi. A dirlo è un atto della Commissione datato 21 settembre 2026, trasmesso al Consiglio il giorno dopo. La somma si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro in vigore dal 1° luglio sui piccoli pacchi sotto i 150 euro.

Le cronache di ieri la descrivono come una tariffa «per pacco» che colpisce «tutti i pacchi» in arrivo da fuori Unione. L'atto dice una cosa un po' diversa. L'importo è di 2 euro «per articolo», non per pacco. Si applica alle merci vendute a distanza a un cliente nell'Unione, cioè al commercio elettronico, e non a ogni spedizione.

Il testo che abbiamo letto non definisce che cosa conti come «articolo». Per questo non possiamo dire quanto pagherà chi ordina tre magliette in un solo pacco. Potrebbero essere 2 euro o 6, e la differenza sta in una definizione che non abbiamo trovato.

Lo scopo dichiarato è coprire i costi dei controlli doganali: raccolta e verifica dei dati, analisi del rischio, infrastruttura. Per calcolarla la Commissione ha usato come riferimento le merci sotto i 150 euro, e scrive che è una stima prudente. Le cifre sul calo del 60% dei piccoli pacchi tra luglio e settembre sono attribuite dalla stampa alla Commissione. Non le abbiamo trovate in un documento della Commissione e non le diamo per accertate.

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