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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

5 schede

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l' obbligo di osservare codici etici o di autoregolamentazione nella pubblicità, nei vari mezzi di comunicazione, [...] nelle società del settore pubblico e privato

Non è stato introdotto un obbligo generale di osservare codici etici o di autoregolamentazione nella pubblicità e nelle società pubbliche e private, ma due atti del periodo intervengono sui contenuti discriminatori. Il decreto-legge 121/2021, con una norma aggiunta dalla legge di conversione 156/2021, ha inserito nel codice della strada il divieto di pubblicità sulle strade e sui veicoli con messaggi sessisti o stereotipi di genere offensivi. Il nuovo testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 208/2021, art. 43, comma 2) affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, d'intesa con il Ministro per le pari opportunità, il compito di promuovere codici di co-regolamentazione e di autoregolamentazione per far rispettare il divieto di comunicazioni commerciali discriminatorie, anche in base al sesso. Per gli altri mezzi di comunicazione e per le società non risultano obblighi analoghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

determinare e garantire i livelli essenziali delle prestazioni a tutela dei diritti civili e sociali

I livelli essenziali delle prestazioni sono stati definiti solo per alcuni servizi. Il decreto-legge 4/2019 ha qualificato come livello essenziale il reddito di cittadinanza. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, comma 797) ha fissato come livello essenziale dei servizi sociali un assistente sociale ogni 5.000 abitanti. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, commi 159-171) ha dato una definizione generale dei livelli essenziali delle prestazioni sociali e ha individuato i primi sei, tra cui i progetti per la vita indipendente e il «dopo di noi», rinviando gli altri a decreti successivi; il comma 172 ha fissato per gli asili nido un livello minimo del 33% dei posti da raggiungere entro il 2027. La legge 227/2021 ha delegato il governo a definire le procedure per i livelli essenziali delle prestazioni per le persone con disabilità, con decreti arrivati dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

L’ammontare è attualmente fissato sui 780€ mensili per persona singola e parametrato sulla base della scala OCSE modificata per nuclei familiari più numerosi.

Il reddito di cittadinanza è stato istituito dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019), convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, con erogazioni dall'aprile 2019. La cifra promessa è stata raggiunta solo come tetto. Per un single il beneficio è formato da un'integrazione del reddito fino a 6.000 euro l'anno (500 al mese), più, per chi paga un affitto, fino a 3.360 euro l'anno (280 al mese), per un massimo di 9.360 euro l'anno, cioè 780 al mese. Chi ha un mutuo sulla casa riceve al massimo 1.800 euro l'anno in più (150 al mese), chi vive in casa di proprietà senza mutuo resta a 500 euro, e l'importo scende con gli altri redditi. Per i nuclei più numerosi non è stata adottata la scala OCSE modificata promessa, ma una scala propria: 1 per il primo componente, più 0,4 per ogni altro adulto e 0,2 per ogni minore, fino a un massimo di 2,1 (2,2 con persone con disabilità grave o non autosufficienti). Gli importi sono rimasti invariati fino alla fine del periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

propone un superamento della cosiddetta "riforma Fornero" attraverso la messa a regime dei parametri di "quota 41" e "quota 100"

Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (art. 14) ha introdotto «quota 100»: pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, ma solo in via sperimentale per il triennio 2019-2021, non a regime. Per il 2022 la legge di bilancio (legge 234/2021, art. 1, comma 87) l'ha sostituita con requisiti di 64 anni e 38 di contributi (la cosiddetta quota 102). «Quota 41» per tutti non è stata adottata: l'accesso con 41 anni di contributi resta limitato ai lavoratori precoci, per i quali lo stesso decreto (art. 17) ha escluso fino al 2026 gli adeguamenti alla speranza di vita. La riforma Fornero non è stata superata in modo stabile.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un ampliamento delle categorie di lavori da considerare usuranti

L'elenco dei lavori usuranti del decreto legislativo 67/2011 (art. 1, comma 1) non risulta ampliato nel periodo. È stato invece esteso l'elenco dei lavori gravosi che danno accesso all'APE sociale: la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 92 e allegato 3, GU del 31 dicembre 2021) lo porta da 15 raggruppamenti, con 67 codici ISTAT, a 23 tipi di professione, con 215 codici, e per edili e ceramisti abbassa a 32 anni i contributi richiesti. L'APE sociale è però prorogata anno per anno (al 31 dicembre 2022) e riguarda i lavori «gravosi», categoria distinta da quella dei lavori usuranti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026