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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

10 schede

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

L'obiettivo è utilizzare tali stanziamenti per assegnare voucher da destinare alle famiglie tramite gli operatori, per favorire l'allaccio e la connessione alla rete super veloce.

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 7 agosto 2020 (GU n. 243 del 1° ottobre 2020, governo Conte II) ha avviato il Piano voucher per le famiglie meno abbienti: contributo massimo di 500 euro, come sconto, per le famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro, per connessioni a banda ultralarga di almeno 30 Mbit/s e per la fornitura di un tablet o di un computer, offerti dagli operatori iscritti a un elenco gestito da Infratel. Lo strumento previsto dal programma, i voucher alle famiglie tramite gli operatori, è stato quindi attuato, con le risorse indicate dal programma: il decreto richiama la delibera CIPE n. 71 del 7 agosto 2017, che aveva assegnato 1,3 miliardi di euro dal Fondo sviluppo e coesione al Ministero per interventi a sostegno della domanda. La fase I, però, vale al massimo 204 milioni di euro, IVA compresa, circa un sesto dei 1,3 miliardi, e la soglia è di 30 Mbit/s, non necessariamente la rete più veloce. Nella fase I il decreto riguarda solo le famiglie; il piano per le imprese è un atto successivo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Definire un piano nazionale per la mobilità collettiva pubblica e privata;

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 aprile 2019 (governo Conte I, registrato alla Corte dei conti il 22 maggio 2019) ha approvato il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, che la legge di bilancio 2017 (legge 232/2016, art. 1, commi 613-615) aveva previsto. Il piano riguarda il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e regionale e il miglioramento della qualità dell'aria, e stanzia 3,7 miliardi di euro in quindici anni (2019-2033). Non risulta un piano nazionale che copra anche la mobilità collettiva privata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Creare un processo di valutazione delle opere pubbliche trasparente e partecipato;

Il Ministero delle infrastrutture del governo Conte I ha pubblicato integralmente le analisi costi-benefici di grandi opere: per il Terzo Valico il 14 dicembre 2018 e per la Torino-Lione il 12 febbraio 2019. È una valutazione trasparente, ma riferita a singole opere e senza un procedimento di partecipazione. Il dibattito pubblico obbligatorio sulle grandi opere è disciplinato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 maggio 2018, n. 76, emanato dal governo precedente (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 25 giugno 2018, in vigore dal 24 agosto 2018): lo si considera contesto e non attuazione. Non è stato istituito un processo unico e permanente di valutazione di tutte le opere, e il decreto-legge 77/2021 (art. 46) ha consentito di abbassare le soglie del dibattito pubblico per le opere del PNRR e ha ridotto della metà i termini per alcuni interventi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

presso il Ministero sarà istituita una “task force” sulle concessioni autostradali, per la valutazione degli accordi in essere

Dopo il crollo del ponte Morandi il Ministero delle infrastrutture ha istituito con il decreto ministeriale 14 agosto 2018, n. 386 una commissione ispettiva sulle cause del crollo. Il 29 marzo 2019 il ministro ha nominato un gruppo di cinque giuristi per un parere sulla sussistenza dei presupposti per revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia. Nel 2020 un gruppo di lavoro interistituzionale ha fornito, con l'Avvocatura dello Stato, le valutazioni su cui il Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020 ha deciso di rivedere il rapporto convenzionale, poi definito con l'accordo del 14 ottobre 2021. Sono organi e gruppi del Governo sull'accordo di concessione principale: non risulta una struttura denominata «task force» incaricata di valutare tutti gli accordi di concessione autostradale in essere.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

definire un piano infrastrutturale a supporto dell’intermodalità e/o dello shift modale

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza del governo Draghi (2021) dedica la missione 3 alle infrastrutture per una mobilità sostenibile e indica tra gli obiettivi l'intermodalità e il trasferimento modale delle merci dalla strada alla ferrovia. Prevede tra l'altro il potenziamento delle linee ad alta velocità del Nord per garantire il trasferimento modale, collegamenti ferroviari di ultimo miglio con porti e aeroporti del Sud (tra cui Taranto e Augusta) e una componente dedicata a «Intermodalità e logistica integrata» (riforme dei porti, digitalizzazione della logistica). Il piano si dichiara coerente con la strategia «Italia Veloce», allegata al DEF 2020. Non è però un piano dedicato all'intermodalità: gli interventi per lo spostamento modale delle merci sono una parte di un piano più ampio, e l'esecuzione delle opere non è stata verificata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

definire un piano di razionalizzazione ed efficientamento dei retroporti e degli interporti

Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 519 del 20 novembre 2020 (governo Conte II) ha approvato il piano di riparto di 45 milioni di euro per il completamento della rete nazionale degli interporti, con particolare attenzione al Mezzogiorno, tra 15 interporti. Gli interventi finanziati servono a eliminare i «colli di bottiglia» e a sviluppare la retroportualità (aree di sosta, adeguamento dei binari di arrivo e partenza, elettrificazione dei raccordi, segnalamento). È un piano di finanziamento per rendere più efficienti interporti e retroporti, non un piano di razionalizzazione della rete: non risultano atti dei governi valutati che riordinino o razionalizzino la rete degli interporti e dei retroporti. Il testo del PNRR non menziona espressamente gli interporti e i retroporti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Wi-Fi libero e gratuito a livello nazionale, una piattaforma nazionale unica dedicata al turismo ed al turista

La promessa ha due parti. Sul Wi-Fi: il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 ottobre 2018 ha avviato il progetto «WiFi.Italia.it», una rete nazionale di accesso gratuito a internet che integra reti Wi-Fi pubbliche e private con un'unica app, affidata a Infratel Italia. Le priorità indicate dal decreto sono i territori colpiti dal sisma del 2016 e i comuni con meno di 2.000 abitanti, e i comuni aderiscono su richiesta: la rete è quindi un insieme di punti di accesso federati, non una copertura dell'intero territorio. Sulla piattaforma unica del turismo: il Ministero del turismo ha affidato lo sviluppo del «Tourism Digital Hub» (nuovo portale Italia.it) con un contratto esecutivo nell'ambito di un accordo quadro Consip, e il traguardo PNRR di aggiudicazione degli appalti è stato conseguito nel quarto trimestre 2021. Ma la documentazione della Camera dei deputati dell'aprile 2023 descrive il portale come ancora da pubblicare e da implementare, con la ministra che il 5 aprile 2023 ne annunciava la disponibilità per maggio. Non risulta quindi completata la piattaforma unica entro il 22 ottobre 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Sarà necessaria la costituzione di un apposito Fondo di 500 milioni di euro annui al fine di accelerare gli investimenti nel servizio idrico integrato

Il fondo promesso, da 500 milioni di euro annui, non è stato istituito, ma nel periodo sono state stanziate risorse per gli investimenti idrici. La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1) ha accelerato il Piano nazionale di interventi nel settore idrico (comma 153) e ha autorizzato 100 milioni di euro annui dal 2019 al 2028 per un primo stralcio del Piano e per la progettazione degli interventi strategici, di cui 60 milioni annui per la sezione «invasi» (comma 155). Il Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dal governo Draghi destina inoltre, con fondi europei, 2 miliardi di euro alle infrastrutture idriche primarie e finanzia la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione e gli interventi su fognature e depurazione. Le risorse nazionali restano ben al di sotto dei 500 milioni annui promessi e non formano un fondo apposito per il servizio idrico integrato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

L’idea, concretamente parlando, è quella di creare una rete nazionale di mobilità dolce che, in via prioritaria, riguarderà le infrastrutture in disuso.

La rete ciclabile nazionale «Bicitalia» (almeno 20.000 km, individuata anche con il recupero di sedimi ferroviari dismessi e di viabilità dismessa o declassata) è prevista dalla legge 2/2018, approvata prima dell'inizio della legislatura. Il governo l'ha attuata con il Piano generale della mobilità ciclistica 2022-2024, approvato con decreto del 23 agosto 2022 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2022, dieci giorni prima della fine del mandato. Il Piano ne individua le componenti, ma afferma che la rete «non è consolidata» e che si comporrà nel primo anno di attuazione, a partire dai circa 6.000 km delle ciclovie turistiche nazionali. Non risulta una rete nazionale di mobilità dolce che comprenda anche percorsi non ciclabili.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Sarà poi creato un elenco nazionale per individuare tutte le linee ferroviarie e i percorsi viari.

Non risulta un elenco nazionale unico delle linee ferroviarie e dei percorsi viari della rete di mobilità dolce. Risultano due atti parziali, con finalità in parte diverse. Il decreto interministeriale n. 146 del 17 maggio 2022, registrato dalla Corte dei conti il 28 giugno 2022 e pubblicato sul sito del Ministero delle infrastrutture il 5 luglio 2022, classifica ad uso turistico alcune linee ferroviarie, anche dismesse o sospese, in attuazione della legge 128/2017: vi figurano solo le linee per cui erano già disponibili le risorse per la riattivazione, destinate a treni storici e turistici. Il Piano generale della mobilità ciclistica 2022-2024 (Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2022) individua le componenti della rete ciclabile nazionale, che però, dice il Piano, non è ancora consolidata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026