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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

10 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Vogliamo ridurre il peso dell’IMU sugli immobili alberghieri nei periodi di bassa stagione

Non è stata introdotta una riduzione stabile dell'IMU sugli immobili alberghieri legata alla bassa stagione o alla chiusura. Sono state però adottate esenzioni temporanee per l'emergenza Covid: il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (articolo 177) ha escluso la prima rata 2020 per gli immobili di categoria D/2 e le altre strutture turistiche i cui proprietari sono anche gestori, il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (articolo 78) la seconda rata 2020 e la legge 30 dicembre 2020, n. 178 (articolo 1, comma 599) la prima rata 2021. L'esenzione vale a prescindere dalla stagione e dal tasso di occupazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di disciplinare la Sharing Economy [...] le piattaforme, [...] siano collegate con l’Agenzia delle entrate, [...] le transazioni in denaro avvengano solo per vie elettroniche

Nel periodo valutato il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, nel testo convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, ha aggiunto l'art. 13-quater sulle locazioni brevi e sulle attività ricettive. Se il gestore di un portale non ha nominato un rappresentante fiscale, le società residenti dello stesso gruppo rispondono in solido per la ritenuta del 21% sui canoni. I dati delle comunicazioni sulle presenze alle questure sono forniti in forma aggregata dal Ministero dell'interno all'Agenzia delle entrate, che li usa per l'analisi del rischio fiscale insieme a quelli trasmessi dagli intermediari. È istituita una banca dati nazionale delle strutture ricettive e degli immobili in locazione breve, con un codice identificativo che titolari, intermediari e gestori di portali devono pubblicare, pena una sanzione da 500 a 5.000 euro. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, commi 595-597) ha limitato il regime fiscale agevolato a chi destina alla locazione breve non più di quattro appartamenti, presumendo imprenditoriale l'attività oltre quel limite, anche se svolta tramite portali, e ha riscritto la norma sulla banca dati. Il regolamento sulla banca dati è il decreto ministeriale 29 settembre 2021, n. 161 (Gazzetta Ufficiale 16 novembre 2021, in vigore dal 1° dicembre 2021). Il regime fiscale degli affitti brevi con obblighi per i portali era già nel decreto-legge 50/2017. Non risultano una disciplina organica della sharing economy né l'obbligo di pagamenti solo elettronici.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

tracciabilità della filiera, prevedendo ad esempio l'obbligo per i contribuenti che applicano il regime speciale di annotare in apposito registro gli acquisti

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 692-698) ha introdotto un regime fiscale per i raccoglitori occasionali di funghi, tartufi e altri prodotti selvatici. Chi acquista da loro senza applicare la ritenuta deve emettere un documento d'acquisto con data, nome e codice fiscale del cedente, estremi del versamento dell'imposta sostitutiva, natura e quantità del prodotto e importo (comma 697). La stessa norma rinvia, per la trasmissione dei dati, alla comunicazione trimestrale dei dati delle fatture, che però era stata abolita dal 1° gennaio 2019. Non è previsto un registro degli acquisti per i contribuenti in regime speciale, né una tracciabilità generale della filiera.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

assoggettando le piattaforme petrolifere all’imposta municipale propria (IMU)

Il programma proponeva di assoggettare le piattaforme petrolifere all'IMU, ripristinando la potestà dei comuni. L'articolo 38 del decreto-legge 124/2019 (governo Conte II, convertito dalla legge 157/2019) ha istituito dal 2020 l'imposta immobiliare sulle piattaforme marine, che sostituisce ogni altra imposizione immobiliare locale e segue, per quanto compatibili, le regole dell'IMU. Riguarda le piattaforme con struttura emersa destinate alla coltivazione di idrocarburi nel mare territoriale, con aliquota del 10,6 per mille. Il gettito però è per 7,6 punti allo Stato e per 3 punti ai comuni, che non possono modificare l'aliquota; i comuni beneficiari sono stati individuati con decreto del 28 aprile 2022 (governo Draghi). Le piattaforme sono quindi tassate con un tributo apposito, non con l'IMU, e la parte ai comuni è minoritaria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione dal 41 al 37% per i redditi fra 28.000 e 100.000 euro e riduzione dal 43 al 42% [...]

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha riformato l'Irpef con aliquote del 23% fino a 15.000 euro, 25% fino a 28.000, 35% fino a 50.000 e 43% oltre. Prima erano 23, 27, 38, 41 e 43% (soglie 15.000, 28.000, 55.000 e 75.000). Per i redditi fra 28.000 e 50.000 euro l'aliquota è scesa dal 38% al 35%, più di quanto promesso (37%), ma sopra i 50.000 euro è salita al 43% (prima 38% fino a 55.000 e 41% fino a 75.000) e l'aliquota massima non è scesa dal 43% al 42%. La riduzione è quindi parziale e non ha la struttura indicata dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione al 23% per i redditi fra 10.000 e 28.000 (oggi si arriva fino al 27%)

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha ridotto dal 27% al 25% l'aliquota Irpef per i redditi fra 15.000 e 28.000 euro, che erano il secondo scaglione. Il 23% è rimasto limitato ai redditi fino a 15.000 euro, quindi l'aliquota unica del 23% fino a 28.000 euro promessa dal programma non è stata introdotta. Il primo e il secondo scaglione non sono stati accorpati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione di alcune detrazioni sul reddito di contribuenti con reddito pro capite superiore a 100.000 euro annui

La legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 629) ha ridotto le detrazioni Irpef per gli oneri previsti dall'art. 15 del Tuir per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, fino ad azzerarle a 240.000 euro. Restano esclusi gli interessi sui mutui e le spese sanitarie. La riduzione di alcune detrazioni per i redditi alti è stata quindi attuata, ma da una soglia di 120.000 euro invece dei 100.000 indicati dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione del cuneo fiscale nella componente INAIL (riduzione dell’1%, che vale 2,5 miliardi)

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 1121 e 1122) ha disposto la revisione delle tariffe dei premi e contributi INAIL dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, con minori entrate per l'istituto di 410 milioni di euro nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2021, in aggiunta alle riduzioni già previste dalla legge di stabilità 2014. Le nuove tariffe sono state approvate con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019. Il programma indicava una riduzione da 2,5 miliardi: quella adottata è inferiore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

potenziare l’istituto della compensazione dei debiti fiscali, ammettendo la compensazione con i crediti vantati nei confronti della PA

Alla data del voto i crediti verso le pubbliche amministrazioni per somministrazioni, forniture e appalti potevano già essere compensati con le somme iscritte a ruolo (art. 28-quater del d.P.R. 602/1973). Nel periodo valutato il governo Draghi ha potenziato l'istituto: l'art. 20-ter del decreto-legge 50/2022, inserito dalla legge 15 luglio 2022, n. 91 (Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2022), ha esteso la compensazione ai crediti per prestazioni professionali e ai carichi affidati all'agente della riscossione dopo il 30 settembre 2013, e ha abrogato il regime speciale dell'art. 12, comma 7-bis, del decreto-legge 145/2013. La compensazione resta però limitata alle somme iscritte a ruolo: non riguarda in generale i debiti fiscali, come la promessa.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre nell’ordinamento giuridico tributario l’obbligo generalizzato del contraddittorio tributario in relazione a qualsivoglia atto impositivo

Il decreto-legge 34/2019, convertito dalla legge 58/2019 (28 giugno 2019), ha inserito con l'art. 4-octies l'art. 5-ter nel D.Lgs. 218/1997: dagli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020 l'ufficio deve notificare un invito a comparire prima di emettere l'avviso. Secondo la circolare 17/E del 22 giugno 2020 vale per imposte sui redditi, IRAP e IVA. Sono esclusi i casi con verbale di chiusura delle operazioni, gli accertamenti parziali e quelli urgenti o con pericolo per la riscossione. Non è stato introdotto un obbligo per qualsiasi atto impositivo: il principio generale è arrivato con il D.Lgs. 219/2023, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026