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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

23 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

definizione di un'unica autorità di riferimento per i cittadini con funzione di coordinamento di tutti gli organismi di controllo previsti

Il d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 27 (Gazzetta Ufficiale n. 60 dell'11 marzo 2021), che adegua le norme nazionali al regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali, ha designato il Ministero della salute, le regioni, le province autonome e le aziende sanitarie locali come autorità competenti per i controlli sull'immissione in commercio e sull'uso dei prodotti fitosanitari (art. 2, comma 1). Al Ministero della salute ha affidato il coordinamento dei controlli tra tutte le autorità competenti (art. 2, comma 9) e il ruolo di organismo unico di coordinamento, a cui le autorità trasmettono ogni anno gli esiti dei controlli (art. 3). Non è stata però istituita un'autorità di riferimento per i cittadini: i controlli restano affidati a più amministrazioni, sono esclusi quelli sulle attrezzature per l'applicazione dei pesticidi e la protezione delle piante dagli organismi nocivi resta al Ministero delle politiche agricole (art. 2, comma 3).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

implementazione delle risorse a favore dei servizi fitosanitari regionali e nazionali, e dei controlli che vigilino sul rispetto del PAN

Il d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 19 (Gazzetta Ufficiale n. 48 del 26 febbraio 2021) ha istituito il Fondo per la protezione delle piante, con 3,5 milioni di euro l'anno dal 2021, da ripartire tra i servizi fitosanitari regionali per le attività contro gli organismi nocivi delle piante; sul fondo gravano anche i costi della partecipazione italiana all'Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante (art. 57). Il decreto ha inoltre fissato la dotazione di personale del servizio fitosanitario e consentito alle regioni, dal 2022, di superare i limiti di spesa per le assunzioni indispensabili alla difesa fitosanitaria (art. 17). Queste risorse riguardano la protezione delle piante dagli organismi nocivi, non i controlli sul rispetto del Piano d'azione nazionale sull'uso dei prodotti fitosanitari: per questa parte non risultano stanziamenti dedicati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Sarà poi rivisto il sistema dei sussidi secondo l'approccio del danno arrecato

La revisione dei sussidi ambientalmente dannosi è stata avviata solo in parte. La legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 98-99) ha previsto presso il Ministero dell'ambiente una Commissione con il compito di elaborare, entro il 31 ottobre 2020, una proposta per ridefinire dal 2021 le esenzioni su trasporto merci, navale e aereo, agricoltura e usi civili. La Commissione si è insediata il 13 febbraio 2020 e il 31 luglio 2020 il Ministero ha aperto una consultazione pubblica sulle prime proposte, riferite a sette esenzioni sui prodotti energetici. Lo stesso testo (comma 630) ha escluso dal gasolio commerciale i veicoli di categoria Euro 3 o inferiore dal 1° ottobre 2020 e quelli di categoria Euro 4 o inferiore dal 1° gennaio 2021. Le leggi di bilancio 2021 (legge n. 178/2020) e 2022 (legge n. 234/2021), nel testo originario, non contengono norme sui sussidi ambientalmente dannosi: non risulta adottata, entro il 22 ottobre 2022, una ridefinizione complessiva del sistema dei sussidi secondo il criterio del danno ambientale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici anche nel periodo di produzione della melata dei fruttiferi

La legge 313/2004 (art. 4) affida alle Regioni il compito di fissare limiti e divieti, con le relative sanzioni, per i trattamenti con fitosanitari ed erbicidi tossici per le api durante la fioritura. Il decreto-legge 104/2020, all'art. 58-ter inserito dalla legge di conversione 13 ottobre 2020, n. 126, ha esteso questi limiti anche al caso di «presenza di secrezioni extrafiorali di interesse mellifero»: una formula che può comprendere la melata, ma non la nomina. Non è un divieto nazionale diretto: limiti, divieti e sanzioni restano affidati alle Regioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Reinserire fra i SIN le seguenti aree: - Litorale Domizio-Flegreo e Agro aversano

Il programma chiedeva di reinserire tra i siti di interesse nazionale (SIN) il Litorale Domizio-Flegreo e Agro aversano, la cui competenza era passata alla Regione con il decreto ministeriale dell'11 gennaio 2013. Il sito non è stato reinserito nel suo insieme. L'articolo 53, comma 3-bis, del decreto-legge 76/2020, aggiunto in Parlamento durante la conversione (legge 11 settembre 2020, n. 120, Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2020), ha però individuato come SIN l'area con discariche e impianti di trattamento dei rifiuti compresa nel sito dell'Area vasta di Giugliano (Napoli), comune che faceva parte dell'ex SIN. È stata quindi reinserita solo una porzione limitata dell'ex SIN, e la sua perimetrazione è stata fissata con un decreto del 29 luglio 2025, dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si stabilisce, inoltre, che lo Stato rediga delle linee guida, dei criteri generali e degli standard per la bonifica dei siti inquinati

Il programma prevedeva che lo Stato redigesse linee guida, criteri generali e standard per la bonifica dei siti inquinati, anche per i piani regionali sull'inquinamento diffuso. Per una categoria di siti questo è avvenuto: il regolamento del Ministero dell'ambiente 1° marzo 2019, n. 46 (Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2019), previsto dall'articolo 241 del decreto legislativo 152/2006, fissa per le aree agricole e di allevamento i criteri generali per la caratterizzazione e per la valutazione del rischio, le concentrazioni soglia di contaminazione dei suoli e le tipologie di intervento. Per gli altri siti non risultano nuove linee guida o standard statali: l'articolo 239 del decreto legislativo 152/2006 ha lo stesso testo nel 2018 e nel 2022, e le altre novità della legislatura (decreti-legge 76/2020 e 77/2021) riguardano soprattutto la semplificazione delle procedure e, per i soli SIN, la previsione di decreti ministeriali sui modelli delle istanze e sulle norme tecniche per la caratterizzazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Istituire un tavolo tecnico permanente, che funga da cabina di regia, presso il Ministero dell'ambiente e per la tutela del territorio e del mare

Il 19 novembre 2018 il presidente del Consiglio Conte, il ministro dell'ambiente Costa e altri ministri hanno firmato a Caserta con la Regione Campania il protocollo d'intesa sulla Terra dei fuochi. L'art. 2 istituisce un'Unità di coordinamento con compiti di impulso e raccordo tra amministrazioni, ma la colloca presso la Presidenza del Consiglio, non presso il Ministero dell'ambiente. Il protocollo dura 24 mesi (art. 4), prorogabili: non è un tavolo permanente. Un organismo di regia sulla Terra dei fuochi è stato quindi creato, ma con sede e durata diverse da quelle promesse.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

appare necessario procedere all’applicazione dei sistemi di restituzione dei beni già utilizzati a partire dal cd “vuoto a rendere” per specifiche tipologie di imballaggio

Il d.lgs. 116/2020 (Gazzetta Ufficiale n. 226 dell'11 settembre 2020) ha riscritto l'art. 219-bis del d.lgs. 152/2006, chiedendo agli operatori di aumentare gli imballaggi riutilizzabili anche con sistemi di restituzione con cauzione. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, commi 760-766) ha promosso in via sperimentale il vuoto a rendere per gli imballaggi di bevande nelle zone economiche ambientali, con contributi e un credito d'imposta per il 2021 e il 2022. Il decreto-legge 77/2021 (art. 35, comma 1, lettera i-bis, inserita dalla legge di conversione 108/2021) ha reso obbligatori i sistemi di restituzione con cauzione per gli imballaggi in plastica, vetro e metallo di acqua e altre bevande, rinviando a un regolamento ministeriale da adottare entro 120 giorni. Al 22 ottobre 2022 il regolamento non era stato adottato: il Ministero aveva solo avviato, il 28 luglio 2022, una consultazione con le imprese. L'obbligo era quindi previsto per legge ma non ancora applicato.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

si prevede l'esclusione dal calcolo delle percentuali per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata delle quantità residuali eventualmente destinate a [...] smaltimento tramite combustione

Il d.lgs. 116/2020 (Gazzetta Ufficiale n. 226 dell'11 settembre 2020, art. 2, comma 4) ha inserito l'art. 205-bis nel d.lgs. 152/2006. Gli obiettivi di riciclaggio si calcolano sul peso dei rifiuti urbani effettivamente immessi nel riciclaggio, al netto degli scarti di selezione, e i materiali destinati a essere bruciati non contano come riciclati (salvo i metalli recuperati dopo l'incenerimento). La norma recepisce regole europee e riguarda gli obiettivi di riciclaggio dell'art. 181. Le percentuali di raccolta differenziata dell'art. 205 non sono state modificate.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Dovrà essere pagato dal produttore per intero e dovrà essere riportato in etichetta

Il d.lgs. 116/2020 (Gazzetta Ufficiale n. 226 dell'11 settembre 2020), che recepisce la direttiva (UE) 2018/851, ha riscritto l'art. 178-bis del d.lgs. 152/2006 e ha inserito l'art. 178-ter: nei regimi di responsabilità estesa i produttori versano un contributo che copre i costi di raccolta differenziata, trasporto, cernita e trattamento, di informazione e di raccolta dati. Con autorizzazione ministeriale la copertura può essere ridotta, purché i produttori sostengano almeno l'80% dei costi nei regimi di origine europea. Per gli imballaggi, il decreto-legge 36/2022 (art. 25-bis, aggiunto dalla legge di conversione 79/2022) ha inserito nell'art. 224 il comma 5-ter sulla copertura dei costi di raccolta e gestione. Le norme sull'etichettatura degli imballaggi chiedono di indicare i materiali usati, ma non risulta alcun obbligo di riportare in etichetta il costo ambientale.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la prima azione sarà mettere a punto un piano nazionale con incentivi per l’estensione della raccolta differenziata domiciliare (cosiddetto ‘porta a porta’) con tariffa puntuale

Non risulta un piano nazionale che incentivi il porta a porta con tariffa puntuale. Il Programma nazionale di gestione dei rifiuti (decreto del Ministro della transizione ecologica n. 257 del 24 giugno 2022) non prevede incentivi alla raccolta domiciliare né alla tariffa puntuale. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, commi 767-769) ha però istituito in via sperimentale un Fondo per la promozione della tariffazione puntuale, con 5 milioni di euro nel 2021 e nel 2022, riservato ai comuni delle zone economiche ambientali (parchi nazionali). Il decreto n. 396 del 28 settembre 2021, attuativo del PNRR, assegna inoltre 600 milioni di euro al miglioramento e alla meccanizzazione della raccolta differenziata, senza riferimento specifico al porta a porta.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il M5S propone un piano organico che tenga conto non solo del fabbisogno di inceneritori, ma di tutti i tipi di impianti

Il governo Draghi ha adottato un programma nazionale che considera tutti i tipi di impianti, non solo gli inceneritori: il Programma nazionale di gestione dei rifiuti (decreto del Ministro della transizione ecologica n. 257 del 24 giugno 2022) contiene una ricognizione degli impianti per tipologia e regione e indica per ciascun flusso di rifiuti il fabbisogno impiantistico da definire (organico, scarti, recupero energetico, discarica). Il programma non quantifica però i nuovi impianti: dichiara di non recare interventi puntuali, demandati ai piani regionali da adottare entro 18 mesi. Non risulta un atto del governo che abbia sostituito il decreto del Presidente del Consiglio del 10 agosto 2016 sugli inceneritori.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riteniamo necessario intervenire in questo settore introducendo degli standard più precisi e stringenti per una maggior tutela dell'ambiente e della salute.

L'articolo 41 del decreto-legge 109/2018, convertito dalla legge 16 novembre 2018, n. 130 (Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2018), ha fissato limiti più precisi per i fanghi di depurazione usati in agricoltura. Tra questi, 1.000 mg/kg per gli idrocarburi C10-C40 e soglie per IPA, PCB, diossine, toluene, selenio, berillio, arsenico e cromo. La norma vale però «nelle more di una revisione organica» della materia. Non risulta adottata una revisione generale né uno standard di misurazione e tracciabilità dei fanghi nel periodo valutato.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Tale pratica andrà regolamentata, sulla base fra l’altro della necessità di escludere fanghi industriali

L'articolo 37-bis del decreto-legge 77/2021, aggiunto dalla legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108, ha vietato l'uso dei fanghi di depurazione come materia di partenza per il «gesso di defecazione» e il «carbonato di calcio di defecazione» elencati nel decreto legislativo 75/2010. La norma va oltre i soli fanghi industriali indicati nel programma. Resta però la voce separata «gesso di defecazione da fanghi», che il D.Lgs. 75/2010 continuava ad ammettere nel 2022, per cui la pratica non è stata del tutto regolamentata.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessaria una rapida bonifica del MCA, partendo dalle scuole (sono oltre 2.400 quelle contaminate da amianto secondo l’ONA) e dagli altri edifici pubblici.

Con decreto del 6 dicembre 2019, n. 467, il Ministero dell'ambiente ha adottato un piano da 385 milioni di euro per rimuovere l'amianto dagli edifici pubblici, con priorità a scuole e ospedali (comunicato del 14 gennaio 2020). Le risorse provengono dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, già assegnate con la delibera CIPE n. 11 del 2018, prima dell'insediamento del governo Conte I; sono ripartite tra regioni e province autonome, che scelgono gli interventi da completare entro il 31 dicembre 2025. Le fonti ministeriali non riportano il numero di scuole bonificate entro la fine della legislatura: il piano è stato avviato, ma la bonifica «rapida» non è dimostrata.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il M5S dice stop a nuove autorizzazioni per trivellazioni in terra e in mare

L'art. 11-ter del decreto-legge 135/2018 (legge 12/2019, governo Conte I) ha sospeso i procedimenti per nuovi permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi, ha vietato nuove istanze di concessione di coltivazione e ha sospeso i permessi di ricerca già rilasciati, fino all'approvazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI). Sono rimaste salve le concessioni in essere e le istanze di concessione già pendenti. Il termine per il piano è stato prorogato più volte. Il PiTESAI è stato approvato con decreto del 28 dicembre 2021 (avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2022, governo Draghi) e individua le aree dove prospezione, ricerca e coltivazione restano possibili; con l'art. 16 del decreto-legge 17/2022 lo stesso governo ha poi promosso l'aumento della produzione di gas dalle concessioni in quelle aree. Lo stop è stato quindi temporaneo e non è diventato un divieto definitivo, in linea con la scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte II.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Vogliamo rafforzare gli obblighi relativi alla dismissione e alla messa in sicurezza delle piattaforme attraverso la predisposizione di un apposito documento

Il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 15 febbraio 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 57 dell'8 marzo 2019, governo Conte I), adottato in attuazione del decreto legislativo 104/2017, ha approvato le linee guida nazionali per la dismissione mineraria delle piattaforme per idrocarburi in mare. Vieta l'abbandono delle piattaforme (salvo riuso o rimozione parziale autorizzati, con garanzie), disciplina la procedura di rimozione e prevede la messa in sicurezza dei siti. Il ripristino ambientale è però richiesto solo «laddove necessario» in base ai monitoraggi e non sono fissati livelli di bonifica da raggiungere, come chiedeva la promessa.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Estenderemo il divieto per le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare

Il programma chiedeva di estendere il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in mare, già in vigore entro le 12 miglia dalla costa e dalle aree marine e costiere protette, anche agli scogli affioranti e alle aree protette in fase di attuazione o costituzione. Nel periodo valutato il divieto di legge non è stato modificato. Il governo Conte I ha introdotto una moratoria temporanea (art. 11-ter del decreto-legge 135/2018, convertito dalla legge 12/2019): sospesi i permessi di prospezione e ricerca in essere e i procedimenti per nuovi permessi, vietate le nuove istanze di concessione di coltivazione fino all'adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI). Il piano è stato approvato dal governo Draghi con decreto del Ministro della transizione ecologica del 28 dicembre 2021 (comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2022): nelle aree non compatibili le istanze sono respinte e i permessi revocati. Tra i vincoli il piano applica il divieto anche ai siti Natura 2000 «da istituire» e prevede di chiudere a nuove attività, con successivi decreti, 540.414 km² dei 568.976 km² di mare sotto giurisdizione italiana. Gli scogli affioranti non sono menzionati e le concessioni di coltivazione già vigenti restano valide fino alla scadenza. Come nella scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte II, l'esito è parziale.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si prevede la sospensione delle attività estrattive e di prospezione in zone a rischio sismico, vulcanico, tettonico

Il programma prevedeva la sospensione delle attività estrattive e di prospezione nelle zone a rischio sismico, vulcanico e tettonico individuate da INGV, ISPRA e CNR. Il decreto-legge 135/2018 (convertito dalla legge 12/2019, governo Conte I) ha sospeso fino all'adozione del PiTESAI tutti i permessi di prospezione e ricerca in essere, a terra e in mare, senza distinguere per rischio. Il PiTESAI, approvato con decreto del 28 dicembre 2021 (governo Draghi), esclude le zone vulcaniche attive e quiescenti ed esclude ogni operazione di perforazione in corrispondenza di faglie attive con evidenza superficiale nei titoli concessori. Le aree di pericolosità sismica sono invece solo un vincolo di attenzione, da valutare caso per caso con monitoraggi, e non un'esclusione. La produzione già concessa continua.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Sarà previsto il blocco delle attività in corso e del rilascio di future autorizzazioni in zone di particolare ripopolamento ittico

Il programma chiedeva di bloccare attività in corso e nuove autorizzazioni nelle zone di ripopolamento ittico. La moratoria del decreto-legge 135/2018 (legge 12/2019, governo Conte I) ha sospeso i permessi di prospezione e ricerca esistenti e bloccato nuovi permessi fino all'adozione del PiTESAI, senza criterio specifico per la pesca. Il PiTESAI, approvato con decreto n. 548 del 28 dicembre 2021 (governo Draghi), include tra i vincoli aggiuntivi di esclusione le zone di tutela biologica, istituite per salvaguardare e ripopolare le risorse marine. Le concessioni di coltivazione già vigenti nelle aree non idonee restano valide fino alla scadenza: l'attività in corso non è stata bloccata.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di promuovere con la massima tempestività la ratifica degli accordi e delle convenzioni internazionali, a cui l'Italia aderisce

Il programma prometteva di promuovere con la massima tempestività la ratifica degli accordi e delle convenzioni internazionali a cui l'Italia aderisce per prevenire gli impatti delle attività su idrocarburi lungo le coste, del trasporto marittimo di idrocarburi e sostanze pericolose e dell'inquinamento marino. Il governo Conte I ha presentato nell'agosto 2018 il disegno di legge di ratifica dell'Accordo RAMOGE tra Italia, Francia e Principato di Monaco sulla protezione dell'ambiente marino e costiero, nella versione emendata nel 2003, divenuto legge 16 gennaio 2019, n. 8. Non è stato invece ratificato il trattato più direttamente legato alle trivellazioni in mare, il Protocollo della Convenzione di Barcellona sull'inquinamento derivante dall'esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, firmato dall'Italia nel 1994: secondo un documento del centro regionale REMPEC dell'aprile 2023 l'Italia non ne è parte, e tra i disegni di legge del governo della XVIII legislatura non risulta una sua ratifica. La promessa è stata quindi attuata solo in parte.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

un progressivo ma rapido processo di internalizzazione, delle competenze oggi affidate a SOGESID SpA

Il programma proponeva un processo progressivo e rapido di internalizzazione delle competenze affidate a Sogesid. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 317, governo Conte I) ha autorizzato il Ministero dell'ambiente ad assumere 420 persone e ha previsto la progressiva riduzione delle convenzioni per l'assistenza tecnica in materia ambientale, di fatto quelle con Sogesid: fino al 10 per cento nel 2020 e del 100 per cento nel 2024, rispetto a quelle vigenti nel 2018. Il calendario è stato poi rinviato di un anno per due volte dal governo Conte II (decreti-legge 162/2019 e 183/2020) e di altri quattro anni dal governo Draghi (decreto-legge 80/2021, art. 17-quinquies), che ha fissato l'avvio al 2026 e la conclusione al 2030. Lo stesso articolo ha autorizzato 218 nuove assunzioni al Ministero, con metà dei posti riservata a chi aveva lavorato per società pubbliche a supporto del Ministero, e la riduzione delle convenzioni con Sogesid per il personale assunto. Le norme sono state adottate, ma la riduzione è stata rinviata oltre il periodo valutato e Sogesid ha continuato a operare.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Inserire l'obbligo della sigillatura del pozzo atta ad evitare la possibilità di scambio tra falde idriche diverse

Un obbligo di questo tipo è stato introdotto solo per le sonde geotermiche a circuito chiuso usate per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici. Il decreto del Ministro della transizione ecologica del 30 settembre 2022 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2022) prescrive che nelle perforazioni si adottino precauzioni tecniche per evitare il contatto idraulico tra le falde e il loro rimescolamento (art. 5). Per i pozzi che estraggono fluidi geotermici, compresi quelli degli impianti pilota, il decreto legislativo 22/2010 non ha ricevuto nel periodo una norma analoga. Le «Linee guida» ministeriali dell'ottobre 2016 trattano la cementazione dei pozzi, ma sono anteriori al mandato e sono indicazioni tecniche.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026