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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

22 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Obbligo di trasparenza degli investimenti provenienti da alcuni Paesi come Qatar, Arabia Saudita, ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano obblighi di trasparenza sugli investimenti provenienti da Paesi come Qatar e Arabia Saudita. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022. Il governo Draghi ha rafforzato i poteri speciali sulle operazioni nei settori strategici (decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, artt. 24-28), ma si tratta di un controllo del governo sulle singole operazioni, valido per tutti gli investitori, non di un obbligo di trasparenza per gli investimenti di determinati Paesi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Il datore effettuerà un unico pagamento allo Stato , sarà poi esso a «smistare» le relative quote.

Non risultano atti del Conte I o del governo Draghi che istituiscano un'unica imposizione sul costo del lavoro, con un pagamento unico allo Stato poi ripartito tra erario, contributi, assicurazione e assistenza. Resta in vigore, con le stesse regole, il versamento unitario con il modello F24 di imposte, contributi INPS e premi INAIL previsto dall'art. 17 del decreto legislativo 241/1997, che è precedente al periodo valutato e non cambia il numero dei tributi dovuti. Il disegno di legge delega fiscale del governo Draghi (A.C. 3343) è stato approvato dalla Camera il 22 giugno 2022 ma non ha concluso l'iter al Senato per la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

La Lega, per opera del Sen. Candiani, ha già presentato un DDL al Senato per l’istituzione dell’Agenzia interregionale per le erogazioni in agricoltura.

L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) non è stata soppressa e non è stata istituita un'Agenzia interregionale. Il disegno di legge del senatore Candiani e di altri senatori della Lega (A.S. 278), presentato nel 2018, è stato ritirato il 25 febbraio 2019. Il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74 (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2018, in vigore dall'8 luglio 2018) ha riordinato Agea mantenendola come ente di diritto pubblico vigilato dal ministero delle Politiche agricole, con funzioni separate di organismo di coordinamento e organismo pagatore. Il decreto era stato deliberato dal governo precedente.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riforma delle Authority di vigilanza: Banca d’Italia e Consob.

Non risultano atti del governo che abbiano riformato la vigilanza di Banca d'Italia e Consob nel periodo valutato. Il riparto delle competenze è rimasto quello dell'articolo 5 del testo unico della finanza, identico nel 2018 e nel 2022: alla Banca d'Italia il contenimento del rischio, la stabilità patrimoniale e la sana e prudente gestione degli intermediari, alla Consob la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. Il nuovo Statuto della Banca d'Italia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 2022 dopo che la legge di bilancio per il 2022 aveva alzato la quota massima di capitale per ciascun partecipante, riguarda il capitale, gli organi e l'organizzazione della Banca e non tocca il riparto con la Consob. Un disegno di legge dei senatori Romeo (Lega) e Patuanelli (M5S) sulle modifiche allo statuto e agli organi della Banca d'Italia (A.S. 1332, presentato il 28 maggio 2019) è stato assegnato alla commissione il 24 giugno 2019 senza che ne iniziasse l'esame.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Istituto di diritto pubblico le cui quote possono essere detenute solo dallo Stato e sono inalienabili.

Le quote del capitale della Banca d'Italia non sono state riservate allo Stato. L'articolo 4 del decreto-legge 133/2013 (convertito dalla legge 5/2014), nel testo in vigore a ottobre 2022, prevede ancora che le quote possano appartenere a banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, enti di previdenza e fondi pensione con sede in Italia. Con il governo Draghi la legge di bilancio per il 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, articolo 1, commi 715-717) ha anzi alzato dal 3 al 5 per cento la quota massima di capitale che ciascun partecipante può possedere, con effetto dal 1° gennaio 2022, e lo Statuto della Banca è stato adeguato con decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 2022. Alla Camera una proposta di Fratelli d'Italia per attribuire la proprietà della Banca d'Italia a soggetti pubblici (A.C. 313) è stata esaminata in commissione Finanze tra febbraio e luglio 2019 e portata in Assemblea il 23 luglio 2019, senza essere approvata. Non risultano disegni di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

chi lavora in Banca d’Italia non può né lavorare né fornire servizi di consulenza [...] per un periodo non inferiore a 5 anni

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino a chi ha lavorato in Banca d'Italia di lavorare o prestare consulenza per almeno cinque anni dopo la cessazione. La norma in vigore per tutta la legislatura, l'articolo 29-bis della legge 262/2005, è rimasta identica tra il 2018 e il 2022. Per i componenti degli organi di vertice e i dirigenti della Banca d'Italia prevede il divieto di rapporti di collaborazione, consulenza o impiego con i soggetti vigilati per un periodo non superiore a due anni, da fissare con decreto del Presidente del Consiglio. Il divieto non riguarda tutto il personale e la sua durata massima è meno della metà di quella promessa.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per le banche commerciali [...] di effettuare attività legate alla negoziazione e all’intermediazione dei valori mobiliari

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino alle banche commerciali di svolgere attività di negoziazione e intermediazione di valori mobiliari. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale [...] con i seguenti soggetti: banche d’affari

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino alle banche commerciali di detenere partecipazioni in banche d'affari o di stipulare accordi di collaborazione commerciale con esse. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d’affari [...] di ricoprire cariche direttive [...] nelle banche commerciali

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino a rappresentanti, direttori, soci di riferimento e impiegati delle banche d'affari di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche d’affari al fine di favorire le prime

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano un trattamento fiscale diverso per le banche commerciali e per le banche d'affari. Le leggi di bilancio adottate nei due periodi (legge 30 dicembre 2018, n. 145, e legge 30 dicembre 2021, n. 234) non contengono norme fiscali che distinguano i due tipi di banca. Nemmeno la separazione tra banche commerciali e banche d'affari è stata introdotta: le proposte presentate in Parlamento nella legislatura, come il disegno di legge A.S. 78 di delega al Governo per la separazione, non sono state esaminate.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Il costo del fallimento di una banca deve essere sopportato da Banca d’Italia

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che pongano a carico della Banca d'Italia il costo del fallimento di una banca. Nei due periodi è rimasto in vigore il decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180 sulla risoluzione delle crisi bancarie, secondo cui le perdite sono subite dagli azionisti e dai creditori (art. 22, comma 1, lettera a). La Banca d'Italia vi compare come autorità di risoluzione, che esercita i suoi poteri tenendo conto anche del contenimento degli oneri a carico delle finanze pubbliche (art. 21). Il governo Conte I ha invece istituito un fondo statale di indennizzo per i risparmiatori (legge 145/2018, art. 1, commi 493-507), con 525 milioni di euro l'anno per il 2019-2021.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I conti correnti devono essere garantiti da uno schema analogo alla garanzia federale americana sui depositi FDIC sino a 200.000 euro.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che abbiano portato la garanzia sui depositi bancari a 200.000 euro. L'art. 96-bis.1, comma 3, del testo unico bancario (d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385) fissa il rimborso massimo in 100.000 euro per depositante, limite che si adegua secondo la direttiva europea 2014/49/UE, e ha lo stesso testo nel 2018 e nel 2022. La tutela resta affidata ai sistemi di garanzia dei depositanti, che hanno natura di diritto privato e sono finanziati dalle banche aderenti (art. 96): non è stata creata una garanzia pubblica sul modello della FDIC americana.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

la profonda revisione della disciplina sulle, cosiddette, liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi (introdotta nel gennaio del 2012 dall’allora governo Monti)

La disciplina sugli orari di apertura dei negozi introdotta tra la fine del 2011 e il 2012 non è stata rivista. Il decreto-legge 201/2011 (art. 31, comma 1) e l'art. 3 del decreto-legge 223/2006 (liberalizzazione di orari e chiusura domenicale) sono rimasti nello stesso testo fino al 30 dicembre 2023. La proposta di legge di iniziativa parlamentare A.C. 457, prima firmataria Barbara Saltamartini (Lega), presentata il 3 aprile 2018 e abbinata ad altre sei, risulta ancora in corso di esame in commissione alla Camera, con l'ultima seduta del 26 febbraio 2020. Non è mai arrivata in Aula.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

ABOLIZIONE DEL LIMITE DEL PAGAMENTO IN CONTANTI

Il limite al contante non è stato abolito: è stato ridotto. Al 5 settembre 2019, fine del governo Conte I, il divieto di trasferimenti in contanti scattava a 3.000 euro (art. 49 del decreto legislativo 231/2007). Il decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 (art. 18, governo Conte II) lo ha portato a 2.000 euro dal 1° luglio 2020 e a 1.000 euro dal 1° gennaio 2022. Durante il governo Draghi la legge 25 febbraio 2022, n. 15 (art. 3, comma 6-septies del decreto-legge 228/2021) ha rinviato la soglia di 1.000 euro al 1° gennaio 2023, lasciando fino al 31 dicembre 2022 il limite di 2.000 euro.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

la revisione della normativa, prevista dall’ art 13 bis di Art Bonus, che finora non è mai stata attuata

L'articolo 13-bis del decreto-legge 83/2014 si limita a istituire un gruppo di lavoro del Ministero dell'economia sul tax free shopping, con il compito di proporre principi e criteri per i contratti di intermediazione finanziaria. Non risultano atti del governo, nel periodo del Conte I (1/6/2018-5/9/2019) e in quello del governo Draghi (13/2/2021-22/10/2022), che rivedano quella disciplina. Le uniche modifiche all'articolo 38-quater del DPR 633/1972 riguardano la fattura elettronica per queste cessioni, prevista dal decreto-legge 193/2016 e fissata al 1° settembre 2018 dalla legge 205/2017, quindi da atti precedenti al Conte I.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

un rimborso maggiore dell’Iva ai turisti stranieri Extra UE [...] (l’obiettivo possibile: aumento del rimborso del 10%)

Il rimborso dell'IVA ai turisti extra UE resta regolato dall'articolo 38-quater del DPR 633/1972, che nel testo vigente non è cambiato dal 1/1/2018 al 31/12/2023, quindi in entrambi i periodi valutati. La soglia di acquisto resta quella storica (300.000 lire). Le sole modifiche di quel periodo riguardano la fattura elettronica (DL 193/2016, termine fissato al 1° settembre 2018 dalla L. 205/2017). Non risultano atti del governo che aumentino il rimborso.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere agevolazione economica per l’istituzione di un’assicurazione che copra tutte le responsabilità dei dirigenti e dei presidenti delle Associazioni Sportive Dilettantistiche.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano un'agevolazione economica per un'assicurazione sulle responsabilità dei dirigenti e dei presidenti delle associazioni sportive dilettantistiche. Il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 impone solo di assicurare i volontari per la responsabilità civile verso i terzi (art. 29, comma 4), senza agevolazioni. L'obbligo assicurativo per gli sportivi dilettanti tesserati, dirigenti compresi, risale all'art. 51 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e riguarda gli infortuni. Nelle leggi di bilancio per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) e per il 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234) non compare un'agevolazione di questo tipo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

potenziare il fondo garanzia a favore delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che potenzino il fondo di garanzia dell'Istituto per il credito sportivo a favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche per ristrutturare o costruire impianti. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 653) ha aumentato di 12,8 milioni di euro nel 2019 il fondo speciale per i contributi in conto interessi sui mutui per finalità sportive, che è un fondo diverso da quello di garanzia. Il decreto-legge 73/2021 (governo Draghi, art. 10, comma 8) ha portato a 30 milioni di euro la dotazione del comparto del fondo di garanzia dedicato ai prestiti di liquidità e ne ha esteso l'uso, fino al 31 dicembre 2021, alle leghe di discipline olimpiche e paralimpiche e alle società professionistiche, per esigenze di liquidità e non per gli impianti. Il comparto era stato creato dal decreto-legge 23/2020 (governo Conte II), che qui vale solo come contesto.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prelievo di una % da scommesse e giochi.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che destinino una percentuale dei proventi di scommesse e giochi al finanziamento degli impianti sportivi. La legge 145/2018 (art. 1, commi 634-639) ha riformato i concorsi pronostici sportivi: dal 1° luglio 2019 il 12% della posta va a Sport e salute per integrare il gioco con attività sociali, sportive e culturali, senza vincolo per gli impianti, mentre l'imposta unica su quei giochi è stata soppressa. Il fondo «Sport e Periferie», lo strumento per gli impianti, è stato alimentato dalla stessa legge (comma 640) con risorse non assegnate di un altro piano di opere, non con proventi dei giochi.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prelievo di una % sui diritti televisivi sportivi.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un nuovo prelievo sui diritti televisivi sportivi per finanziare gli impianti. Una quota del 10% dei ricavi dei diritti audiovisivi della Serie A, destinata alla mutualità e anche al sostegno degli investimenti per gli impianti sportivi, era già prevista dall'art. 22 del decreto legislativo 9/2008 nel testo vigente al 1° giugno 2018, e risulta invariata al 22 ottobre 2022. La legge 145/2018 (art. 1, commi 641-642) ha cambiato solo i criteri di ripartizione tra le società, con effetto dalla stagione 2021/2022.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prelievo dal fondo per contrastare la dipendenza dal gioco (ludopatia).

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prelevino risorse dal fondo per il contrasto del gioco d'azzardo patologico per finanziare gli impianti sportivi. Nelle leggi di bilancio 2019 (legge 145/2018) e 2022 (legge 234/2021) non compare alcun prelievo di questo tipo. La legge 145/2018 (art. 1, comma 634) richiama il rischio di disturbo da gioco d'azzardo solo per motivare la riforma dei concorsi pronostici sportivi.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Potremo da subito pagare tutti i debiti della PA attraverso un nuovo strumento finanziario: I MINIBOT

Non risultano atti del governo che istituiscano o emettano minibot, né decreti o disegni di legge del governo con questo contenuto. Il 28 maggio 2019 la Camera ha approvato all'unanimità la mozione Baldelli (n. 1-00013), con parere favorevole del governo, che lo impegnava solo a verificare la possibilità di ampliare le compensazioni tra crediti e debiti della pubblica amministrazione anche con titoli di Stato di piccolo taglio: un atto di indirizzo, non uno strumento. Il 12 giugno 2019, rispondendo in aula alla Camera, il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha dichiarato che non erano allo studio misure per emettere i minibot, perché non c'erano motivi per pagare i creditori della pubblica amministrazione con mezzi diversi dal denaro avente corso legale. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 849 e seguenti e 859 e seguenti) ha introdotto invece anticipazioni di liquidità agli enti territoriali e il Fondo di garanzia dei debiti commerciali, senza titoli di piccolo taglio.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026