Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018
Questo sistema sarà abolito. Non sarà più il contribuente a dover dimostrare a proprie spese la sua innocenza
Il programma descrive l'obbligo di versare un terzo della somma contestata per impugnare un accertamento e promette che sia lo Stato a dover provare le violazioni. La seconda parte è stata attuata sotto il governo Draghi. L'art. 6 della legge 31 agosto 2022, n. 130 (GU n. 204 del 1° settembre 2022, in vigore dal 16 settembre) ha aggiunto all'art. 7 del d.lgs. 546/1992 il comma 5-bis: l'amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate, e il giudice annulla l'atto se la prova manca, è contraddittoria o è insufficiente. È rimasta invece la riscossione provvisoria in pendenza di giudizio. L'art. 15 del DPR 602/1973 consente di iscrivere a ruolo un terzo delle imposte accertate dopo la notifica dell'atto, e l'art. 68 del d.lgs. 546/1992 prevede il rimborso d'ufficio di quanto pagato in eccesso se il ricorso è accolto. Nel Conte I non risultano modifiche a queste norme.
- Fonte: programma elettorale, sezione "TASSE", paragrafo "ABOLIZIONE DELL’INVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA IN MATERIA TRIBUTARIA", p. 3
- Prova: Legge 31 agosto 2022, n. 130 (Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2022, testo originario, entrata in vigore il 16 settembre 2022), art. 6: aggiunge all'art. 7 del d.lgs. 546/1992 il comma 5-bis («L'amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l'atto impugnato…»).
Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026