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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

3 schede

non mantenutasanità

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Il “buono salute” deve essere riconosciuto al cittadino, in modo che possa usufruirne [...] per acquistare servizi e prestazioni dalle strutture, pubbliche o private

Il Piano di governo prevedeva un «buono salute» da dare al cittadino per acquistare prestazioni da strutture pubbliche o private. Non risultano atti del governo che lo abbiano istituito. Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2003 (G.U. n. 139 del 18 giugno 2003), non prevede buoni o voucher di questo tipo. Nel mandato non risulta una legge nazionale che dia ai cittadini un buono spendibile in strutture pubbliche o private.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutasanità

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riformulare le modalità di pagamento dei servizi [...] non far pagare nulla ai cittadini indigenti [...] con deducibilità fiscale sia per le spese che per le assicurazioni

Non risultano atti del governo che abbiano riformato il pagamento delle prestazioni sanitarie come promesso. Le esenzioni nazionali dal ticket per reddito sono rimaste quelle della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (art. 8, comma 16). Il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (art. 4, comma 3) ha previsto che le Regioni coprano i disavanzi anche con «misure di compartecipazione alla spesa sanitaria», e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 52, comma 5) ha abrogato la norma che dal 1° gennaio 2003 avrebbe abolito il ticket su visite specialistiche e diagnostica. Sul piano fiscale le spese sanitarie sono rimaste una detrazione dall'imposta (art. 15 del testo unico delle imposte sui redditi) e non sono diventate deducibili, salvo i casi di grave invalidità già previsti; la deduzione dei contributi ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, con i suoi limiti annuali fino al 2007, era stata fissata prima del mandato dal decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 41.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutasanità

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuare la devoluzione anche nella contrattazione in modo da consentire politiche attrattive di professionalità nelle singole realtà locali

Non risultano atti del governo che abbiano trasferito alle Regioni la contrattazione del personale sanitario: nel mandato i contratti collettivi del settore sono rimasti nazionali. La devoluzione delle competenze sanitarie alle Regioni era affidata alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel novembre 2005 e respinta dal referendum del 25-26 giugno 2006. Il contratto nazionale del comparto sanità firmato il 19 aprile 2004 ha previsto (art. 7) che le Regioni «possono emanare linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa» delle aziende sanitarie, previa informazione ai sindacati: è una facoltà di indirizzo dentro il contratto nazionale, non un trasferimento della contrattazione alle Regioni.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026