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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

8 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Più investimenti e meno vincoli per la ricerca

Il Piano chiedeva più investimenti per la ricerca. Secondo l'Istat la spesa per ricerca e sviluppo è rimasta all'1,09 per cento del Pil sia nel 2001 sia nel 2005. La spesa delle istituzioni pubbliche e delle università è passata da 6,91 a 7,41 miliardi di euro correnti, il 7,3 per cento in più in quattro anni, mentre la spesa totale, trainata dalle imprese, è cresciuta del 14,9 per cento, all'incirca quanto il Pil: in rapporto al Pil la spesa pubblica e universitaria è quindi diminuita. Nel mandato non risulta l'aumento degli investimenti promesso. La seconda parte della promessa, «meno vincoli», è troppo generica per essere misurata.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

progressivo adeguamento delle retribuzioni al livello europeo

Il Piano prometteva un progressivo adeguamento degli stipendi degli insegnanti al livello europeo. Secondo l'OCSE, lo stipendio tabellare di un docente di scuola media con 15 anni di anzianità era in Italia di 31.072 dollari a parità di potere d'acquisto nel 2001, contro una media dei paesi OCSE di 31.968 (il 97 per cento). Nel 2005 era di 31.917 dollari, contro una media OCSE di 40.322 (il 79 per cento) e una media di 40.177 dollari per i 19 paesi dell'Unione europea. Il rapporto con la media OCSE è sceso anche per la scuola primaria (dal 95 al 78 per cento) e per la secondaria superiore (dal 93 al 76 per cento). Le due edizioni non sono del tutto confrontabili, perché cambiano i paesi compresi nella media e le parità di potere d'acquisto, ma in tutti i livelli di scuola il divario dalla media non si è ridotto: è aumentato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre promuovere un tavolo di concertazione fra Università e Fondazioni di origine bancaria

Il Piano indicava la necessità di promuovere un tavolo di concertazione tra Università e Fondazioni di origine bancaria, perché una parte delle risorse delle Fondazioni finanziasse programmi di ricerca. Non risultano atti del governo che abbiano istituito un tavolo di questo tipo nel mandato. Il rapporto annuale dell'associazione delle Fondazioni (ACRI) del 2004 descrive interventi a favore delle università decisi dalle singole Fondazioni, come il ritorno dell'università a Treviso, senza riferimenti a un tavolo o a un protocollo con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione delle iniziative imprenditoriali dei docenti e ricercatori

Non risultano atti del governo che abbiano reso compatibile la partecipazione azionaria con il ruolo di dipendente di università ed enti di ricerca. Il decreto legislativo 297/1999 prevedeva solo il finanziamento delle iniziative di spin-off. Il riordino della docenza della legge 4 novembre 2005, n. 230 non contiene norme sulle società o sull'incompatibilità con l'attività d'impresa. L'eccezione per le società spin-off o start-up universitarie è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 (art. 6, comma 9), dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni economiche alle Università che dimostrino capacità di trasferimento tecnologico verso il mondo dell'impresa

Il Piano chiedeva incentivi alle università in base alla capacità di trasferimento tecnologico, misurata con brevetti, contratti con le imprese, imprese create da ricercatori e licenze. Non risultano atti dei governi che abbiano legato il finanziamento degli atenei a indicatori di questo tipo: il modello di riparto del fondo di finanziamento ordinario adottato nel 2004 (decreto ministeriale 28 luglio 2004, n. 146) misura la ricerca soprattutto con i progetti PRIN valutati positivamente, e i criteri del 2005 (decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139) destinano le quote di incentivazione ad altri scopi, come la mobilità dei docenti. Il decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (art. 12) ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2005 e 2,5 milioni per il 2006 per cofinanziare fino a dieci uffici di trasferimento tecnologico negli atenei: un sostegno alla loro creazione, assegnato sui progetti presentati, non un premio ai risultati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Gli istituti del CNR, dello INFN e dell'ENEA saranno collegati organicamente ai centri universitari di eccellenza

Non risultano atti del governo che colleghino «organicamente» gli istituti di CNR, INFN ed ENEA a centri universitari di eccellenza. Il riordino del CNR (decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127) ha previsto strumenti di collaborazione con le università: l'integrazione con le reti della ricerca universitaria, unità di ricerca presso gli atenei sulla base di convenzioni e la mobilità del personale. Il riordino dell'ENEA (decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257) prevede collaborazioni con le università, tramite convenzioni, per la formazione dei ricercatori. Per l'INFN non risultano atti di riordino nel mandato. Nessuno di questi atti lega in modo stabile gli istituti degli enti a centri universitari di eccellenza.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Blocco istantaneo [...] della riforma universitaria

La riforma degli ordinamenti didattici universitari (decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, il «3+2») non è stata bloccata: secondo l'ISTAT è entrata in vigore con l'anno accademico 2001-2002, cioè nel primo anno di governo. Il governo l'ha poi rivista con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 (Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004, in vigore dal 27 novembre 2004), che sostituisce il d.m. 509/1999 ma ne conserva l'impianto su due livelli, laurea e laurea magistrale. Non risultano atti di sospensione della riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piena autonomia delle Università

Il Piano prometteva la piena autonomia delle università, che avevano già un'autonomia statutaria e finanziaria in base alla legge 9 maggio 1989, n. 168. Nel mandato il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 ha modificato il regolamento sull'autonomia didattica degli atenei, riordinando lauree e lauree magistrali. La legge 4 novembre 2005, n. 230 ha riformato lo stato giuridico di professori e ricercatori e, per i professori, ha sostituito le valutazioni comparative bandite dagli atenei con un'idoneità scientifica nazionale, regolata poi dal decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164: una parte del reclutamento è stata quindi accentrata. Non risultano atti del governo che abbiano ampliato l'autonomia statutaria, organizzativa o finanziaria delle università.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026