Salta al contenuto
Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

10 schede

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Approvazione in Parlamento, non solo del Bilancio dello Stato, ma anche del Bilancio relativo all'intero settore pubblico

Non risultano atti del governo che prevedano l'approvazione parlamentare di un bilancio dell'intero settore pubblico. Nel mandato la legge di contabilità (legge 468/1978) è stata modificata in altri punti: il decreto-legge 194/2002, convertito dalla legge 246/2002, ha rafforzato la copertura delle leggi di spesa e la correzione dei loro scostamenti; la legge finanziaria 2006 (legge 266/2005, art. 1, comma 171) ha chiesto di tenere conto dei controlli della Corte dei conti nelle previsioni di spesa. Le leggi finanziarie hanno anche posto vincoli a tutte le amministrazioni pubbliche, come il tetto del 2 per cento alla crescita della spesa e la codifica uniforme degli incassi e dei pagamenti (Siope). Il Parlamento ha però continuato ad approvare con legge soltanto il bilancio dello Stato, mentre il quadro dei conti delle amministrazioni pubbliche restava nel Dpef, votato con una risoluzione.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

completa deducibilità fiscale degli investimenti in hardware e software fatti dalle imprese per espandere la propria attività nel commercio elettronico

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la deducibilità completa degli investimenti in hardware e software per il commercio elettronico. La misura fiscale generale sugli investimenti è stata la «Tremonti-bis» (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4): esclude dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali nuovi eccedenti la media dei cinque anni precedenti, senza riferimenti al commercio elettronico o al software. Per il commercio elettronico il governo ha aperto i bandi (circolare del Ministero delle attività produttive 10 dicembre 2002, n. 900501) del credito d'imposta previsto dall'art. 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, approvata prima del mandato. È un'agevolazione selettiva per progetti, con priorità per associazioni e consorzi di piccole e medie imprese, non una deducibilità completa.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Equiparazione, dal punto di vista fiscale, tra editoria elettronica e tradizionale

Nel mandato non risultano atti che abbiano equiparato fiscalmente l'editoria elettronica a quella tradizionale. Nel 2003 l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 186 del 30 settembre, ha anzi confermato che la cessione di pubblicazioni online, come commercio elettronico diretto, era soggetta all'IVA ordinaria del 20% e non all'aliquota del 4% prevista per la stampa tradizionale. Il 4% è stato esteso ai libri elettronici solo dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 667), dal 1° gennaio 2015, quasi nove anni dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre procedere alla semplificazione della legislazione vigente e alla redazione di un Testo unico del no profit

Il Piano prometteva la semplificazione della legislazione sul non profit e un Testo unico. Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del non profit o riordinato in modo organico la materia. Nel mandato sono arrivati interventi su singoli aspetti: il d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 (GU n. 97 del 27 aprile 2006) ha disciplinato l'impresa sociale, in base alla legge delega 13 giugno 2005, n. 118. È la disciplina di una sola figura, non un testo unico della materia.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Una legge quadro deve essere basata su alcuni principi

Nel mandato il Parlamento non ha approvato una legge quadro sulle professioni. La relazione a un disegno di legge presentato il 28 aprile 2006 da senatori della maggioranza uscente (Senato, XV legislatura, n. 9) riconosce che nella XIV legislatura, «pur non essendo mancate iniziative parlamentari e governative», i progetti di riforma «non hanno fatto significativi progressi» e che i contrasti tra le forze politiche «hanno impedito l'approvazione di una legge in materia». Il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 si limita a individuare i principi fondamentali in materia di professioni già desumibili dalle leggi vigenti, per delimitare la competenza legislativa delle Regioni, ed esclude dal suo ambito l'ordinamento degli Ordini, gli albi, il tirocinio e l'esame di Stato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Regolamentazione delle società fra professionisti, con possibilità di soci finanziatori in limiti ristretti

Non risultano atti del governo che abbiano regolato le società tra professionisti. Il governo ha elaborato ipotesi di riforma delle professioni: una bozza di disegno di legge delega nel novembre 2004 e una riforma presentata agli Ordini nel 2005 e poi tolta dal decreto-legge 35/2005 sulla competitività. Nessuna è diventata legge entro il mandato. Le società interdisciplinari tra professionisti sono state ammesse dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 248/2006, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Redigere un Piano energetico nazionale

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un Piano energetico nazionale. La legge 23 agosto 2004, n. 239 (legge Marzano, GU n. 215 del 13 settembre 2004) ha riordinato il settore. Fissa gli obiettivi generali della politica energetica e attribuisce allo Stato la definizione del «quadro di programmazione di settore» (art. 1, comma 7, lettera b), ma non prevede né adotta un documento denominato piano energetico nazionale.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

privatizzazione delle reti di distribuzione (di luce, acqua, gas, ecc.)

Il Piano indicava la privatizzazione delle reti di distribuzione di luce, acqua e gas. Non risultano atti del governo che le abbiano privatizzate; per i servizi pubblici locali la legge è andata nella direzione opposta. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 35) ha riscritto dal 1° gennaio 2002 l'art. 113 del testo unico degli enti locali: gli enti locali non possono cedere la proprietà di impianti e reti dei servizi pubblici e possono conferirla solo a società di cui detengono la maggioranza, che è incedibile. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14) ha poi ammesso il conferimento solo a società a capitale interamente pubblico, escludendo da queste regole i settori dell'energia elettrica e del gas, che restano disciplinati dalle loro leggi; anche per quelle reti di distribuzione non risultano privatizzazioni decise dal governo. Le quotazioni in Borsa di Snam Rete Gas (dicembre 2001) e di Terna (giugno 2004) hanno riguardato le reti nazionali di trasporto del gas e di trasmissione dell'elettricità, non quelle di distribuzione.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Emanazione di un “Codice agrario”

Il Piano prometteva l'emanazione di un Codice agrario. La legge 7 marzo 2003, n. 38 ha delegato il governo al riassetto delle norme su agricoltura, pesca e foreste anche in un codice agricolo (art. 1, comma 3), con termine prorogato fino al 15 maggio 2006. Nel mandato il governo ha emanato i decreti legislativi di modernizzazione del settore (tra cui il d.lgs. 99/2004 e il d.lgs. 101/2005), ma non risulta alcun decreto che istituisca il codice. Il Servizio studi della Camera descrive nel gennaio 2010 il «codice dell'attività agricola» (schema di d.lgs. n. 164, art. 14 della legge 246/2005) come il primo concreto tentativo di riordino del settore: è quindi opera di un governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Abbattimento della pressione fiscale sino al 33% del PIL + il costo degli interessi sul debito pubblico

Il programma fissava per fine legislatura una pressione fiscale pari al 33% del Pil più la spesa per interessi sul debito, cioè circa il 37,5% nel 2005, anno in cui la spesa per interessi era del 4,5% del Pil. Secondo l'Istat la pressione fiscale delle Amministrazioni pubbliche è stata del 41,3% nel 2001, del 40,6% nel 2004 e nel 2005, e del 42,3% nel 2006. Il traguardo non è stato raggiunto: nel 2005, ultimo anno intero di governo, la pressione era circa tre punti sopra l'obiettivo, e nel 2006 è tornata a salire.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026