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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
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111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

6 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuazione del principio secondo cui, salvi i settori essenziali, la copertura degli aumenti reali di spesa [...] solo con riduzioni nette

Il governo non ha introdotto una regola di copertura dei maggiori oneri solo con riduzioni nette. Ha invece fissato limiti alla crescita della spesa. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 5-8) ha stabilito per il triennio 2005-2007 un tetto del 2 per cento alla crescita annua della spesa delle amministrazioni pubbliche, con esclusioni (organi costituzionali, interessi sui titoli di Stato, prestazioni sociali in denaro, trasferimenti all'Unione europea). Per il bilancio dello Stato il tetto è calcolato sulle previsioni iniziali dell'anno precedente, già ridotte dal decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (legge 191/2004). Il limite è arrivato nel quarto anno di governo, vale per tre anni e non impone di compensare ogni aumento con tagli in altri settori.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piano nazionale di sviluppo per dotare l'Italia di infrastrutture per telecomunicazioni a larga banda

Nel mandato è stato avviato un programma pubblico per la banda larga, ma non un piano nazionale completo. La delibera Cipe 13 novembre 2003, n. 83 ha approvato il Programma per lo sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno, affidato con convenzione del 22 dicembre 2003 a Sviluppo Italia, che ha costituito la società Infratel. Con la legge 14 maggio 2005, n. 80 il programma è stato esteso a tutte le aree sottoutilizzate del Paese. Nel 2005 Infratel ha assegnato con gara europea (bando del 23 marzo 2005, valore 126,97 milioni di euro) la posa di fibra ottica in tutte le regioni del Mezzogiorno. Nel 2008 i lavori erano ancora in corso. L'intervento riguardava le aree dove il mercato non investiva, non la copertura dell'intero Paese.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Legge Tremonti Per rilanciare lo sviluppo con la detassazione degli investimenti e delle nuove assunzioni di lavoratori

Il Piano annunciava una legge Tremonti per detassare gli investimenti e le nuove assunzioni. La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (art. 4, la cosiddetta Tremonti-bis) ha escluso dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali eccedenti la media dei cinque periodi d'imposta precedenti, ma non prevede incentivi alle assunzioni. Per le assunzioni il governo non ha introdotto una nuova detassazione: esisteva già il credito d'imposta della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 7), pari a 800.000 lire al mese per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Il decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209 lo ha limitato per il secondo semestre del 2002, e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 63) lo ha prorogato fino al 2006 riducendone l'importo a 100 euro, o 150 per gli assunti sopra i 45 anni, entro un limite di spesa di 125 milioni di euro l'anno. La scheda corrispondente di «Il conto», che riguarda solo il reinvestimento degli utili d'impresa, è «mantenuta»; qui la promessa comprendeva anche le assunzioni.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Detassazione del “venture capital”

L'Agenda del Piano prevedeva la detassazione del venture capital entro il primo anno di governo, cioè entro l'11 giugno 2002. Entro quella data non risultano atti del governo in materia. Con l'articolo 12 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 il governo ha ridotto dal 12,5 al 5 per cento l'imposta sostitutiva sui fondi e sulle società di investimento che investono almeno due terzi dell'attivo in azioni quotate di piccole e medie società. La Banca d'Italia lo descrive come un primo passo verso incentivi fiscali al venture capital, rivolto però solo a un segmento del settore; nel 2005 la Commissione europea l'ha giudicato un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune. Dal 2004 la riforma dell'imposta sulle società (decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344) ha reso in larga parte esenti le plusvalenze su partecipazioni realizzate dalle società, ma si tratta di una regola generale, non di una misura per il venture capital. Incentivi fiscali specifici per il finanziamento delle nuove imprese sono stati introdotti nel 2008 e nel 2011.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per far crescere il Sud grazie ad un piano di aiuti fiscali pienamente compatibile con le normative europee

L'Agenda di governo prevedeva un piano di aiuti fiscali al Sud, compatibili con le norme europee, entro il primo anno, cioè entro giugno 2002. Nei primi anni sono rimaste in vigore agevolazioni già esistenti, come il credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate della legge 388/2000, sottoposto a controlli più stretti dalla legge 289/2002 (art. 62). Una misura fiscale differenziata per il Sud è arrivata solo con la legge 311/2004 e con l'art. 11-ter del decreto-legge 35/2005, aggiunto dalla legge 80/2005, che ha quintuplicato nelle aree della deroga 87.3.a la deduzione Irap per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. La Commissione europea l'ha ritenuta compatibile con la decisione del 7 dicembre 2005. L'atto è dunque di quasi tre anni dopo la scadenza indicata e riguarda solo le nuove assunzioni.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

In occasione della conversione della lira nell'euro, un piano di attrazione in Italia di capitali esteri e di incentivazione al rientro

Il governo ha attuato la parte sul rientro dei capitali. Il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, ha introdotto il rimpatrio dei capitali detenuti all'estero (art. 12). Chi rimpatriava attività finanziarie nel periodo tra il 1° novembre 2001 e il 28 febbraio 2002 pagava il 2,5 per cento del valore, oppure poteva sottoscrivere titoli di Stato per il 12 per cento. L'art. 14 estingueva sanzioni amministrative e tributarie ed escludeva la punibilità per alcuni reati tributari. La misura è stata adottata prima della conversione della lira nell'euro (1° gennaio 2002), nel termine del primo anno. Riguardava però i contribuenti residenti in Italia: non risultano atti del governo che, in occasione della conversione, abbiano previsto un piano per attrarre in Italia capitali di investitori esteri.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026