Il Viminale ha mandato ai Comuni le istruzioni sul voto fuorisede: domanda entro il 31 dicembre, iscrizione annuale, valida per politiche, europee e referendum.
Il Viminale ha mandato ai Comuni le istruzioni per il voto fuorisede. È la circolare n. 65 del 15 ottobre 2026, che applica la legge 9 ottobre 2026, n. 180. Vale per politiche, europee e referendum, non per comunali e regionali.
Può chiedere di votare dove vive chi è domiciliato per studio o lavoro in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale. Secondo Sky TG24 servono almeno nove mesi di domicilio. Con tre mesi di permanenza rientrano anche i pazienti in cura, i familiari che li assistono e i genitori o conviventi di un minore curato fuori regione.
La domanda va presentata al Comune di temporaneo domicilio, di persona o per via telematica. Chi ha già i requisiti deve farla entro il 31 dicembre, e l'iscrizione vale per le elezioni dell'anno successivo. Chi li matura dopo ha 30 giorni, comunque non oltre il 45° giorno prima del voto. Si allegano un documento d'identità e la prova della condizione: un certificato di iscrizione all'università o una lettera del datore di lavoro. L'iscrizione è annuale.
I fuorisede votano in sezioni ordinarie vicino al domicilio, in genere fino al 10% degli elettori di ciascuna sezione.