Salta al contenuto

Analisi

Prezzi al 4,2% e salari reali oltre nove punti sotto il 2020, dice l'Upb

La Nota dell'Upb stima il Pil 2026 attorno all'1%, in linea con il governo. L'inflazione di settembre è al 4,2%; i consumatori dell'area euro ne attendono il 3,1% tra un anno.

Redazione NFN · Pubblicato il 24 ottobre 2026

L'Upb vede il Pil 2026 attorno all'1%, ma l'inflazione di settembre è al 4,2% e le retribuzioni reali sono oltre nove punti sotto il 2020.

Il 23 ottobre l'Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato la Nota sulla congiuntura. Per il 2026 stima una crescita del Pil attorno all'1%, in linea con l'1,1% del quadro macroeconomico del Dpfp. Nel primo trimestre il Pil è salito dello 0,3%, nel secondo dello 0,2%. Per il terzo i modelli indicano tra uno e due decimi. Il quadro, avverte l'Upb, «resta provvisorio» in attesa dei dati Istat di fine ottobre.

I prezzi vanno più veloci. A settembre l'inflazione ha raggiunto il 4,2%, spinta soprattutto dall'energia. Secondo l'Upb i rincari passano ai prezzi non energetici meno che nella crisi del 2021-22, ma da settembre si vedono i primi segnali di diffusione. Le retribuzioni reali, riporta Affaritaliani citando la Nota, sono «inferiori a quelle del 2020 per oltre nove punti percentuali».

Lo stesso giorno la Bce ha pubblicato l'indagine di settembre sulle aspettative dei consumatori: circa 19.000 adulti in 11 paesi dell'area euro, quindi non un dato italiano. I consumatori si aspettano un'inflazione del 3,1% nei prossimi 12 mesi, dal 3,0% di agosto; nell'ultimo anno ne hanno percepita il 3,6%. Si aspettano una crescita economica di -1,5% e una disoccupazione all'11,3%. L'incertezza sulle attese resta sopra il livello precedente al conflitto in Medio Oriente. I risultati di ottobre usciranno il 27 novembre.

Condividi

XTelegramWhatsAppFacebook