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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

9 schede

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari

Il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari non è stato approvato né avviato nella realizzazione durante il governo Prodi II. Secondo la scheda della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, nel 2007 Rete Ferroviaria Italiana ha avviato la progettazione preliminare della variante Napoli-Cancello e della tratta Cancello-Frasso Telesino, conclusa nel 2009; quella delle tratte appenniniche verso la Puglia, come Apice-Orsara, è iniziata nel 2009. Il primo progetto preliminare dell'itinerario, la variante Napoli-Cancello, è stato approvato dal CIPE con la delibera n. 2 del 18 febbraio 2013. Non risultano atti del governo Prodi II che approvino il tracciato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'istituzione di un Fondo nazionale che, compatibilmente con le normative comunitarie, cofinanzi lo start-up di voli fra le città del Mezzogiorno e il Nord Europa

Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un fondo nazionale per cofinanziare l'avvio di collegamenti aerei tra il Mezzogiorno e il Nord Europa. Il disegno di legge del governo per la riforma del trasporto aereo (S. 1268, presentato il 25 gennaio 2007 e rimasto all'esame della commissione) prevedeva soltanto, tra i criteri di delega, il coordinamento degli incentivi statali e regionali alla mobilità, compresi gli aiuti all'avvio di nuove rotte, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono un fondo di questo tipo: la seconda finanzia solo interventi per la continuità territoriale di Reggio Calabria e dell'Isola d'Elba e per il trasporto aereo delle merci in Sicilia (L. 244/2007, art. 1, comma 236).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dovremo escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e del comparto radiotelevisivo possano controllare quotidiani

Il programma prometteva di escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e della televisione potessero controllare quotidiani. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata, ma che non interveniva sulla proprietà dei quotidiani. Le commissioni Cultura e Trasporti hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e presentato la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo ha votato prima dello scioglimento delle Camere. Restava in vigore solo il divieto, previsto dal testo unico del 2005 (art. 43, comma 12) e valido fino al 31 dicembre 2010, per chi trasmetteva in ambito nazionale con più di una rete televisiva di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani; non riguardava gli operatori di telecomunicazioni e il governo Prodi non lo ha modificato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

In linea con gli indirizzi comunitari introdurremo il principio di separazione fra i gestori delle infrastrutture di rete e i produttori di contenuti.

Il programma prometteva di introdurre il principio di separazione tra gestori delle reti e produttori di contenuti. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), che indicava tra i principi una «tendenziale e progressiva separazione tra operatori di rete e fornitori di contenuti». Dal 30 novembre 2012 i fornitori nazionali di contenuti che gestiscono anche una rete avrebbero dovuto separare le attività in società distinte (art. 3, comma 7). Le commissioni della Camera hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007, ma il testo non è mai stato votato in Aula prima dello scioglimento delle Camere e non è diventato legge.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo di modificare profondamente la "legge obiettivo", [...] per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano modificato in profondità la «legge obiettivo» (legge 21 dicembre 2001, n. 443) o reso generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale. Il decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 ha corretto il capo del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006) sulle infrastrutture strategiche con ritocchi su studi di fattibilità, finanziamento, controlli antimafia e monitoraggio. Sulla VIA è intervenuto in un solo punto: la commissione speciale VIA deve riferire al ministro dell'Ambiente ogni volta che il progetto definitivo è diverso dal preliminare, non più solo quando ne è «sensibilmente» diverso. Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, che ha riscritto le norme generali su VIA e VAS del Codice dell'ambiente, non contiene modifiche alla legge obiettivo né alla procedura speciale per le infrastrutture strategiche.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

regolare e finanziare i "Piani urbani delle mobilità" da attuare da parte delle amministrazioni locali

Non risultano atti del governo che abbiano regolato o finanziato i Piani urbani della mobilità in quanto tali: l'articolo 22 della legge 24 novembre 2000, n. 340, che li disciplina e ne prevede il cofinanziamento statale, non è stato modificato nel mandato. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la mobilità sostenibile, con 90 milioni di euro l'anno per il 2007, il 2008 e il 2009, destinato a misure per la qualità dell'aria nelle aree urbane e il trasporto pubblico (commi 1121-1122), e un fondo di 100 milioni l'anno per l'acquisto di mezzi del trasporto pubblico locale (comma 1031). Nessuno dei due fondi è legato ai Piani urbani della mobilità o ne finanzia l'attuazione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

procedere ad una riforma organica del nuovo Codice della Strada, secondo i princìpi e i criteri direttivi della legge-delega del governo di centrosinistra

Il governo ha presentato alla Camera il 29 marzo 2007 un disegno di legge sulla sicurezza stradale (A.C. 2480) che conteneva anche una delega per la revisione complessiva del codice della strada. Il testo è stato approvato dalla Camera il 27 giugno 2007 e, con modifiche, dal Senato il 19 settembre 2007, ma il nuovo esame alla Camera non si è concluso prima della fine anticipata della legislatura. Nel frattempo il decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito nella legge 160 del 2 ottobre 2007, ha ripreso alcune norme del disegno di legge e modificato in modo mirato il codice (sanzioni per velocità, alcol e droga, limiti per i neopatentati). La riforma organica del codice non è stata adottata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

abolire tutte le recenti disposizioni che hanno innalzato i limiti di velocità degli autoveicoli

Non risultano atti adottati dal governo Prodi che abbiano abrogato le norme sull'innalzamento dei limiti di velocità. Tra queste c'è la possibilità, per gli enti proprietari o i concessionari, di portare il limite fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza, introdotta dal decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (art. 9), cioè dal governo Berlusconi II; il testo dell'art. 142 del codice della strada in vigore all'8 maggio 2008 la riporta ancora. Il disegno di legge del governo sulla sicurezza stradale (A.C. 2480, presentato il 29 marzo 2007) non toccava i limiti; il Senato, approvandolo con modifiche il 19 settembre 2007, vi inserì tra i criteri di una delega per la riforma del codice l'«esclusione della facoltà» di elevare il limite massimo in autostrada oltre 130 km/h, ma il testo tornato alla Camera (A.C. 2480-B) rimase all'esame della commissione Trasporti e decadde con la fine anticipata della legislatura. Con il decreto-legge 117/2007 (convertito dalla l. 160/2007, art. 3) il governo intervenne sulla velocità solo per inasprire le sanzioni oltre i limiti e ammettere la rilevazione della velocità media, senza toccare i limiti massimi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che vada istituita una "Autorità dei trasporti", che abbia lo scopo di definire le tariffe autostradali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito una «Autorità dei trasporti». Il disegno di legge del governo sul riordino delle autorità indipendenti (A.S. 1366, «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti preposte ai medesimi», presentato il 5 marzo 2007) è rimasto all'esame della commissione del Senato e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo la disciplina delle tariffe autostradali è rimasta affidata al ministero: l'art. 2, commi 82 e 83, del decreto-legge 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006) prevede una convenzione unica con ciascun concessionario, curata dal ministro delle Infrastrutture di concerto con il ministro dell'Economia, che fissa tra l'altro il saggio di adeguamento annuo delle tariffe. Un'Autorità di regolazione dei trasporti, competente anche sui pedaggi autostradali, è stata istituita solo dal governo successivo, con l'art. 37 del decreto-legge 201/2011 nel testo modificato nel 2012. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità indipendenti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026