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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

33 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la creazione di un forte centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica [...] presso il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione

Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano creato presso il Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione (DPS) un nuovo centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica. Il DPS, passato al ministero dello Sviluppo economico, è stato riorganizzato con il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2007, n. 225. Il regolamento lo conferma competente per programmazione, coordinamento, attuazione e verifica degli interventi per la coesione, lo divide in quattro direzioni generali e vi mantiene il Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, istituito nel 1997. Si tratta di funzioni e strutture già esistenti, riordinate dopo il cambio di ministero, non di un nuovo centro.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

rimozione degli ostacoli all'operatività degli sportelli unici già previsti [...] sanzioni per i comuni inadempienti a partire dalla metà del 2007

Il programma prometteva di rimuovere gli ostacoli agli sportelli unici per le attività produttive e di sanzionare dalla metà del 2007 i comuni inadempienti. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto queste sanzioni. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 9, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40) ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa presso il registro delle imprese: non riguarda gli sportelli unici comunali e non prevede sanzioni per i comuni. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare sullo sportello unico (A.C. 1428), approvata dalla Camera il 24 aprile 2007, non prevedeva sanzioni per i comuni e non è diventata legge. Il riordino dello sportello unico è arrivato con l'art. 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, del governo successivo. Quell'articolo prevede che i comuni privi di uno sportello conforme ne esercitino le funzioni delegandole alle camere di commercio.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione

Non risultano atti del governo che impongano standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione. Il disegno di legge del governo sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), nel testo licenziato dalle commissioni della Camera il 17 gennaio 2008, chiedeva soltanto al Ministero delle comunicazioni di attivarsi perché la presenza di diversi standard non diventasse una barriera all'accesso ai contenuti, e comunque non è mai stato votato dall'Aula. Sugli apparecchi il governo ha agito con un incentivo: la finanziaria 2007 ha previsto una detrazione del 20 per cento della spesa, fino a 1.000 euro, per l'acquisto nel 2007 di un televisore con sintonizzatore digitale integrato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la tassazione dei diritti TV

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport. Sui diritti sportivi il governo ha agito con il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sulla commercializzazione collettiva dei diritti audiovisivi, che impone una mutualità: almeno il 4 per cento delle risorse va a settori giovanili, sicurezza degli impianti e altre discipline sportive, tramite la Fondazione per la mutualità generale (artt. 22 e 23), e almeno il 6 per cento di quelle della Serie A va alle categorie professionistiche inferiori (art. 24). Sono quote redistribuite all'interno del sistema sportivo, non un'imposta, e non sono destinate alle Regioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

non tagli ma riqualificazione della spesa, cioè più agli investimenti, meno alla spesa corrente

Il programma prometteva di non tagliare la spesa ma di riqualificarla, dando più risorse agli investimenti e meno alla spesa corrente, senza un traguardo numerico. Secondo il conto consolidato delle amministrazioni pubbliche dell'ISTAT, lo spostamento non c'è stato. Gli investimenti fissi lordi sono passati da 33,7 miliardi di euro nel 2005 a 34,7 nel 2006 e a 36,0 nel 2007, ma in rapporto al PIL sono rimasti fermi o in lieve calo: 2,4 per cento nel 2005, 2,3 per cento nel 2006 e nel 2007. Nel 2007, primo anno intero del governo, sono cresciuti del 3,7 per cento, quasi come la spesa corrente al netto degli interessi (+3,5 per cento), e la quota degli investimenti sul totale delle due voci è rimasta intorno al 5,6 per cento, come nel 2005. In rapporto al PIL la spesa corrente al netto degli interessi è scesa dal 39,8 per cento del 2005 al 39,3 per cento del 2007, ma perché il PIL è cresciuto più in fretta, non perché le risorse siano state spostate verso gli investimenti. Nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, gli investimenti sono diminuiti del 2,8 per cento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

concordiamo sulla necessità di ampliare il sistema degli indicatori [...] attraverso l'adozione dell'Indice di Sviluppo Umano

Non risultano atti del governo che adottino l'Indice di Sviluppo Umano tra gli indicatori ufficiali accanto al PIL. L'iniziativa più vicina è il disegno di legge delega per un sistema integrato di contabilità ambientale (A.C. 3276), presentato dal governo il 29 novembre 2007 e mai esaminato, che riguarda conti e indicatori ambientali e non l'Indice di Sviluppo Umano. L'ISTAT colloca l'avvio del percorso italiano sugli indicatori di benessere, il progetto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), nel 2010, insieme al CNEL, cioè dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’istituzione di un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio con il compito di individuare e monitorare i progetti strategici

Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio per individuare e monitorare i progetti strategici per la competitività. Per i progetti di innovazione industriale (Industria 2015) la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha affidato i contenuti al Ministro dello Sviluppo economico, che nomina un responsabile per ogni progetto e li adotta con propri decreti (art. 1, commi 843 e 844). Il monitoraggio spetta a una sede di concertazione con le regioni e le amministrazioni centrali presso lo stesso ministero (comma 846). Solo i progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate passano al CIPE, comitato già esistente, in una seduta presieduta dal Presidente del Consiglio (comma 844).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ritornare al falso in bilancio come reato di pericolo, abrogando la disciplina introdotta nel 2002

Il falso in bilancio come reato di pericolo non è stato ripristinato durante il governo Prodi II e non risultano disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. È rimasto in vigore l'impianto introdotto dal decreto legislativo 61/2002, con le modifiche della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (articolo 30), approvata prima dell'insediamento del governo. L'articolo 2621 del codice civile è stato poi sostituito dall'articolo 9 della legge 27 maggio 2015, n. 69.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

pensiamo all'introduzione nel nostro ordinamento del modello di finanziamento adottato in Francia, basato sul concorso paritario di investimenti pubblici e finanziamenti privati

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un cofinanziamento paritario tra investimenti pubblici e privati sul modello francese. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 847) ha istituito il Fondo per la finanza d'impresa, con 50 milioni per il 2007, 100 per il 2008 e 150 per il 2009, per garanzie, partecipazioni al capitale di rischio anche tramite fondi chiusi e operazioni di finanza strutturata, privilegiando gli interventi capaci di attivare altre risorse pubbliche e private. La legge non prevede però un concorso paritario tra capitale pubblico e privato. Inoltre il decreto che doveva stabilire il funzionamento del Fondo non è stato emanato né durante il governo Prodi né negli anni successivi, e il Fondo non è mai diventato operativo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il governo deve dotarsi di strumenti idonei a conteggiare precisamente l’entità complessiva dei trasferimenti finanziari ad ogni singola impresa

Il programma chiedeva strumenti per conteggiare con precisione tutti i trasferimenti finanziari pubblici ricevuti da ogni singola impresa. Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un registro di questo tipo. Esisteva già un sistema di trasmissione al Ministero delle informazioni sugli aiuti concessi alle imprese, previsto dall'art. 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57 per verificare il divieto di cumulo delle agevolazioni. Solo nel 2015 l'art. 14 della legge 29 luglio 2015, n. 115, sostituendo l'art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, ha dato a quella banca dati il nome di Registro nazionale degli aiuti di Stato, con l'obbligo per chi concede o gestisce gli aiuti di trasmettere le informazioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riconoscere le nuove professioni e le loro associazioni

Il governo ha presentato alla Camera il 24 gennaio 2007 un disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, ministri Mastella e Bersani), che all'articolo 8 prevedeva il riconoscimento delle associazioni professionali. Le commissioni Giustizia e Attività produttive ne hanno adottato un testo base il 15 gennaio 2008, e il disegno di legge non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (art. 26) prevede soltanto che le associazioni rappresentative delle professioni non regolamentate siano sentite sulle «piattaforme comuni» europee per il riconoscimento delle qualifiche: un ruolo consultivo ai fini europei, non il riconoscimento delle nuove professioni. Nel periodo del governo non è stata adottata una legge che riconosca le nuove professioni e le loro associazioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

affidare agli ordini professionali le funzioni di formazione dei loro associati e la fissazione di standard di qualità dei servizi

Il governo ha presentato alla Camera il 24 gennaio 2007 un disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160). L'articolo 4 prevedeva tra i compiti degli ordini la verifica della qualificazione e dell'aggiornamento professionale degli iscritti. Il testo è stato esaminato dalle commissioni riunite Giustizia e Attività produttive insieme ad altre proposte: l'ultima seduta, il 15 gennaio 2008, ha adottato un testo base unificato, ma l'esame non è andato oltre le commissioni prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Non è stato emanato alcun decreto legislativo e non risultano altri atti che abbiano affidato agli ordini la formazione degli iscritti e la fissazione di standard di qualità dei servizi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riqualificare gli aspetti formativi del praticantato, prevedendo altresì un equo compenso

Il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, 24 gennaio 2007). Secondo la relazione illustrativa riportata dal Servizio studi, la delega prevedeva un tirocinio retribuito con un compenso minimo proporzionato al contributo del tirocinante. Il disegno di legge non è stato approvato: nelle statistiche del Senato sui ddl del governo Prodi II risulta «in corso di esame in commissione». Entro il mandato nessuna norma sul compenso dei praticanti è quindi entrata in vigore.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la richiesta di criteri di professionalità non solo per i sindaci, ma anche per gli amministratori

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto requisiti di professionalità per gli amministratori delle società quotate. L'art. 147-quinquies del Testo unico della finanza, nel testo vigente dal 12 gennaio 2006, impone agli amministratori solo i requisiti di onorabilità stabiliti per i sindaci. Un richiamo alla professionalità compare nell'art. 147-ter, ma riguarda soltanto il consigliere espresso dalla lista di minoranza nel sistema monistico, ed era già presente nella versione del 12 gennaio 2006. Le modifiche entrate in vigore il 25 gennaio 2007 non hanno esteso il requisito agli amministratori in generale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la previsione che i patti di sindacato debbano limitarsi a questioni proprietarie e non gestionali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano limitato i patti di sindacato alle questioni proprietarie. L'art. 122 del Testo unico della finanza (d.lgs. 58/1998), che disciplina i patti parasociali nelle società quotate, nel testo in vigore durante il mandato prevede obblighi di comunicazione alla Consob, pubblicazione e deposito per i patti sul voto, sulla consultazione preventiva, sui limiti al trasferimento delle azioni e sull'influenza dominante, senza alcun limite di oggetto che escluda le questioni gestionali. L'unica modifica del periodo, introdotta dal decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 229 sulle offerte pubbliche di acquisto, ha esteso gli stessi obblighi ai patti volti a favorire o a contrastare un'offerta, senza limitarne l'oggetto. La legge sul risparmio (legge 28 dicembre 2005, n. 262) è del governo precedente.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

imporre una rigorosa separazione societaria, anche nell’ambito del gruppo bancario, per la fornitura dei vari servizi finanziari non tradizionali

Non risultano atti del governo che abbiano imposto la separazione societaria dei servizi finanziari non tradizionali nei gruppi bancari. Il governo ha modificato la disciplina in due occasioni: con il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, che ha coordinato i testi unici bancario e finanziario con la legge sul risparmio 28 dicembre 2005, n. 262, e con il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID). Entrambi trattano i conflitti di interesse con regole di organizzazione e di gestione affidate a Banca d'Italia e Consob, non con l'obbligo di svolgere questi servizi in società separate.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

vietare agli analisti finanziari di gruppi bancari di offrire un servizio di valutazione su titoli tra i quali vi siano titoli da loro posseduti

Non risulta un divieto per gli analisti dei gruppi bancari di valutare titoli posseduti dal gruppo. Il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari, ha riscritto l'articolo 21 del Testo unico della finanza imponendo agli intermediari di identificare e gestire i conflitti di interesse e di informarne i clienti. Il regolamento congiunto Banca d'Italia-Consob del 29 ottobre 2007 (artt. 27 e 28) ha poi fissato regole per chi produce ricerche in materia di investimenti: vieta agli analisti le operazioni personali sugli strumenti trattati, l'accettazione di incentivi e le promesse di trattamenti di favore agli emittenti, ma non vieta la valutazione di titoli detenuti dal gruppo bancario. Quella disciplina è dunque più limitata di quanto promesso.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

vietare [...] al gruppo bancario di vendere all’investitore non professionale azioni o obbligazioni di società di cui ha curato la ristrutturazione del debito

Non risultano atti del governo che vietino ai gruppi bancari di vendere a investitori non professionali azioni o obbligazioni di società di cui hanno curato la ristrutturazione del debito. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, di coordinamento con la legge sul risparmio del 2005, non contiene questo divieto. Lo stesso vale per il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva MiFID: per i conflitti di interesse chiede agli intermediari di identificarli, gestirli con misure organizzative e informarne i clienti, senza vietare operazioni. La disciplina è rimasta basata sulla gestione e sulla trasparenza dei conflitti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

debbano essere sottoposti a rigorosi limiti quantitativi i finanziamenti che una banca può erogare a un azionista con una partecipazione superiore all’1%

Nel mandato non risultano limiti quantitativi vincolanti per i finanziamenti che una banca può erogare a un azionista con più dell'1%. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303 ha sostituito il comma 4 dell'articolo 53 del Testo unico bancario, affidando alla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, condizioni e limiti per le attività di rischio verso chi può influire sulla gestione della banca e i soggetti collegati. Nell'agosto 2007 la Banca d'Italia ha posto in consultazione le nuove regole, con limiti fino al 20% del patrimonio di vigilanza e una soglia di partecipazione rilevante fino al 5%, non all'1%. La delibera del CICR è del 29 luglio 2008, dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le modalità di concessione di questi finanziamenti debbano essere indicate in bilancio e rese note alle Autorità preposte

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto l'obbligo di indicare in bilancio e comunicare alle autorità di vigilanza le modalità dei finanziamenti delle banche agli azionisti con più dell'1 per cento. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303 ha sostituito il comma 4 dell'articolo 53 del Testo unico bancario: affida alla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, la disciplina di condizioni e limiti per le attività di rischio verso chi può influire sulla gestione della banca e verso i soggetti collegati. Il decreto non prevede la pubblicità in bilancio di questi finanziamenti né un potere delle autorità di opporsi alla loro concessione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le società che gestiscono la rete di trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia e mantenute pubbliche

Il programma chiedeva che le società delle reti di trasporto dell'energia fossero separate dai produttori e restassero pubbliche. Per l'elettricità, l'unificazione di proprietà e gestione della rete era stata disciplinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 maggio 2004, prima del mandato. Per il gas, la legge in vigore all'inizio del mandato vietava alle imprese del settore di detenere più del 20% delle società proprietarie della rete nazionale di trasporto dal 31 dicembre 2008 (art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, con la proroga della legge 23 dicembre 2005, n. 266). La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 905 e 906) ha sostituito quel termine con un periodo di 24 mesi dall'entrata in vigore di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, senza fissare una scadenza per il decreto. Il governo Prodi non lo ha adottato: nel 2012 il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (art. 15) ne imponeva ancora l'emanazione entro sei mesi, e la separazione proprietaria di Snam da Eni è stata disposta con il decreto del 25 maggio 2012.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia elettrica la pienezza dei suoi poteri originari

Il programma chiedeva di restituire all'Autorità per l'energia elettrica e il gas i poteri intaccati da provvedimenti degli anni precedenti. Il governo ha presentato al Senato, il 28 giugno 2006, un disegno di legge (A.S. 691) che ridefiniva i poteri dell'Autorità e abrogava, tra l'altro, il potere sostitutivo del governo previsto dall'art. 1, comma 14, della legge 23 agosto 2004, n. 239; la commissione ha concluso l'esame il 23 maggio 2007 togliendo quell'abrogazione, e il testo non è mai stato votato dall'Aula. Il comma 14 è rimasto in vigore per tutto il mandato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 (art. 1, comma 3) ha affidato all'Autorità compiti nuovi e specifici, come indicare condizioni standard e prezzi di riferimento per le forniture ai clienti domestici, senza un ripristino generale dei poteri.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

coordinato da un Consiglio superiore per l’energia, supportato a sua volta dall’azione di un’Agenzia nazionale per l’energia e per l’ambiente

Il disegno di legge delega del governo sull'energia (A.S. 691, approvato dal Consiglio dei ministri il 9 giugno 2006 e presentato al Senato il 28 giugno 2006) non prevedeva né un Consiglio superiore per l'energia né un'Agenzia nazionale per l'energia e l'ambiente: all'articolo 2 delegava il governo, tra l'altro, al riordino dei soggetti pubblici che operano per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Il disegno di legge è rimasto all'esame del Senato e non è stato approvato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 e le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono questi organismi. Non risultano atti del governo che li abbiano creati; l'ENEA è stata trasformata in Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile solo con la legge 23 luglio 2009, n. 99, dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la promozione di una nuova concertazione [...] anche attraverso la ridefinizione della composizione del Tavolo Agroalimentare

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano ridefinito la composizione del Tavolo agroalimentare, istituito presso la Presidenza del Consiglio dall'art. 20 del d.lgs. 228/2001. Il disegno di legge delega del governo sul riordino dell'agricoltura (S. 933, presentato il 4 settembre 2006 e rimasto all'esame della commissione) richiama la concertazione prevista da quell'articolo senza modificare la composizione del Tavolo. Il regolamento sul riordino degli organismi del ministero delle Politiche agricole (D.P.R. 4 aprile 2007, n. 70, art. 3) conferma il Tavolo tra gli organismi che continuano a operare, con rinvio al decreto del 2001.

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