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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

42 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

abolizione della categoria dei cosiddetti “reati di opinione”

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano abolito la categoria dei cosiddetti reati di opinione. La legge 85/2006, del 24 febbraio 2006 e quindi precedente al mandato, ne aveva abrogati solo alcuni e aveva sostituito il carcere con la multa per i vilipendi, che restavano reati. Nel mandato il ministro della Giustizia istituì la commissione per la riforma del codice penale presieduta da Giuliano Pisapia (decreto del 30 luglio 2006). La commissione consegnò una prima bozza di schema di legge delega il 14 maggio 2007 e un testo finale con relazione del 19 novembre 2007, entrambi sulla sola parte generale del codice: lo schema per la parte speciale, dove si trovano questi reati, doveva seguire. Non risulta che il governo abbia approvato il testo né che abbia presentato un disegno di legge per abrogare i reati di opinione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

introduzione di fattispecie di reato specifiche a tutela dell’ambiente

Il governo ha proposto la modifica ma non è stata approvata. Il disegno di legge A.C. 2692 («Disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della relativa disciplina»), approvato dal Consiglio dei ministri il 24 aprile 2007 su proposta dei ministri dell'Ambiente e della Giustizia, introduceva nel codice penale un nuovo titolo sui delitti ambientali. È stato presentato alla Camera il 22 maggio 2007 e assegnato alla commissione Giustizia il 5 giugno 2007. La commissione ha adottato un testo base il 10 ottobre 2007, ma l'ultima seduta registrata è del 19 dicembre 2007 e il testo non è arrivato all'Assemblea prima dello scioglimento delle Camere. Nessun reato ambientale è stato quindi inserito nel codice penale durante il mandato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

introduzione della fattispecie del reato di tortura

Il reato di tortura non è stato introdotto nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008), e non risulta un disegno di legge del governo sul tema. La Camera ha approvato il 13 dicembre 2006 un testo unificato di proposte di iniziativa parlamentare (A.C. 915 e abbinate) che inseriva nel codice penale gli articoli 613-bis e 613-ter. Al Senato (A.S. 1216, abbinato ad altri quattro disegni di legge di senatori) la commissione Giustizia ha comunicato la relazione il 24 settembre 2007, ma il testo non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Gli articoli 613-bis e 613-ter sono entrati nel codice penale solo con la legge 14 luglio 2017, n. 110.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

introduzione e valorizzazione di sanzioni diverse dalla detenzione carceraria [...] (da applicarsi già, quali pene autonome, in sede di merito)

Il ministro della Giustizia Mastella ha istituito il 30 luglio 2006 una commissione, presieduta da Giuliano Pisapia, per preparare uno schema di legge delega sulla parte generale di un nuovo codice penale. Lo schema è stato presentato al ministro in una prima versione il 14 maggio 2007, con una relazione del 19 novembre 2007, e prevedeva tra le pene anche pene interdittive, prescrittive e la detenzione domiciliare. Il governo non lo ha però presentato alle Camere: tra i disegni di legge del governo del 2006, del 2007 e del 2008 non compare una riforma del codice penale. Lo schema è stato ripreso nella legislatura successiva da una proposta di senatori dell'opposizione (S. 1043, settembre 2008). Nel mandato le sanzioni diverse dal carcere non sono quindi diventate pene autonome applicabili dal giudice di merito.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

abolire le sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano abolito le sanzioni amministrative per chi detiene stupefacenti per uso personale: l'articolo 75 del d.P.R. 309/1990, nel testo in vigore dal 28 febbraio 2006, è rimasto invariato per tutto il mandato e prevede ancora sanzioni come la sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto e del permesso di soggiorno. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura l'unico che modificava il testo unico sugli stupefacenti era uno stralcio della legge finanziaria 2008 (A.S. 1817-quaterdecies, 4 ottobre 2007), il cui esame non è mai iniziato e che riguardava la prescrizione dei farmaci contro il dolore e i registri degli stupefacenti. Le proposte che escludevano le sanzioni amministrative, come quella dell'on. Boato (A.C. 34), erano di iniziativa parlamentare e non sono state approvate.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia

Durante il mandato la legislazione antimafia non è stata riordinata in un testo unico. Il governo ha presentato alla Camera il 13 novembre 2007 un disegno di legge sulle misure di contrasto alla criminalità organizzata che conteneva una delega per un testo unico delle misure di prevenzione, cioè di una parte della normativa antimafia. Il disegno di legge non è stato approvato prima della fine della legislatura. La delega al governo per un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione è arrivata solo con la legge 13 agosto 2010, n. 136, sotto un governo successivo, e vale solo come contesto.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Le nostre soluzioni puntano ad unificare le attuali diverse giurisdizioni che si occupano di famiglia, di figli e di minori in una struttura specializzata

Non risultano atti del governo Prodi che unificassero le competenze su famiglia, figli e minori in un organo giudiziario specializzato. Nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) il governo presentò una delega sulla revisione della filiazione (A.C. 2514, 12 aprile 2007), che riguardava lo stato dei figli e non l'organizzazione dei tribunali. Il tribunale per i minorenni è rimasto distinto dal tribunale ordinario. Un tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie è stato previsto solo dalla legge 26 novembre 2021, n. 206 (art. 1, comma 24).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’estensione dell’istituto della messa alla prova [...] a tutti gli imputati del processo minorile

Non risultano atti del governo che estendano la messa alla prova a tutti gli imputati del processo minorile. L'istituto, previsto dall'articolo 28 del d.P.R. 448/1988, è rimasto nel testo in vigore dal 1995 per tutto il mandato e fino al 2022. Le leggi finanziarie per il 2007 e il 2008 non lo modificano, e tra i disegni di legge presentati dal governo alla Camera e al Senato tra il 2006 e il 2008 non compare alcuna proposta di riforma del processo penale minorile.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’approvazione di un ordinamento penitenziario per i minorenni

Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano dato ai minorenni un ordinamento penitenziario proprio, né disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. Ai minorenni hanno continuato ad applicarsi le norme generali della legge 354/1975, che all'articolo 79 le estende ai minori di diciotto anni «fino a quando non sarà provveduto con apposita legge». La disciplina specifica dell'esecuzione delle pene per i condannati minorenni è arrivata solo con il decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, dieci anni dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la regolamentazione della mediazione penale

Non risulta alcuna legge o regolamento del governo Prodi che disciplini la mediazione penale, e tra i disegni di legge del governo non ne risultano in materia. Il disegno di legge S. 262 della senatrice Valpiana (5 maggio 2006) sulla mediazione giudiziaria nel procedimento minorile non fu mai assegnato a una commissione. Il 30 aprile 2008 il Dipartimento per la giustizia minorile emanò una circolare (prot. 14095) con le linee di indirizzo e coordinamento sulla mediazione penale minorile: è un atto di indirizzo per i servizi del ministero, non una disciplina normativa. Nel 2019 lo stesso Dipartimento scriveva che la mediazione penale era ancora priva di una normativa nazionale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

creando strutture specifiche per chi, avendo commesso un reato da minorenne, si trova a dover scontare la pena quando ha già raggiunto la maggiore età

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato strutture riservate a chi sconta da maggiorenne la pena per un reato commesso da minorenne, né disegni di legge del governo in materia. In quegli anni l'art. 24 del d.lgs. 272/1989 manteneva le regole e le strutture minorili solo per chi compiva 18 anni durante l'esecuzione, e fino ai 21 anni; chi iniziava a scontare la pena dopo i 18 anni passava al circuito degli adulti. Il caso è stato regolato dal decreto-legge 92/2014, convertito dalla legge 117/2014, che ha esteso le regole minorili anche a chi inizia l'esecuzione dopo i 18 anni, fino ai 25: molti anni dopo la fine del governo valutato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale [...] Le competenze di tale ufficio devono riguardare le persone recluse

Il programma prometteva di istituire il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Il 4 aprile 2007 la Camera ha approvato un testo unificato di proposte di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 626 e abbinate) che istituiva una Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani e la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Trasmesso al Senato il 5 aprile 2007 (S. 1463), il testo non è diventato legge prima della fine anticipata della legislatura. Il Garante nazionale è stato istituito solo con l'art. 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Occorrerà avviare modifiche normative per conseguire due obiettivi [...] nessun bambino in carcere

Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano disegni di legge del governo né leggi per escludere i bambini dal carcere: gli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo non ne contengono. In quel periodo il codice di procedura penale escludeva la custodia cautelare in carcere, salvo esigenze di eccezionale rilevanza, solo per le madri di figli sotto i tre anni. La legge 21 aprile 2011, n. 62, sotto un governo successivo, ha portato il limite a sei anni e previsto case famiglia protette e istituti a custodia attenuata per detenute madri, con applicazione dal 2014.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

noi crediamo opportuno l’affidamento al giudice di un effettivo ruolo di controllo a tutela degli interessi generali

Il governo non ha rafforzato il ruolo di controllo del giudice nella procedura fallimentare. Il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (correttivo della riforma fallimentare, in vigore dal 1° gennaio 2008) ha anzi spostato l'approvazione del programma di liquidazione dal giudice delegato al comitato dei creditori (art. 104-ter della legge fallimentare) e ha affidato al comitato anche l'autorizzazione delle deleghe del curatore (art. 32). Al giudice è rimasto il compito di autorizzare l'esecuzione degli atti conformi al programma approvato, insieme al reclamo contro gli atti di curatore e comitato già previsto dalla riforma del 2006. La gestione della liquidazione è rimasta quindi affidata soprattutto al curatore e ai creditori.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

comminare pene meno severe per le società nelle quali i soci amministratori rispondono in proprio

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano attenuato le pene per le società in cui i soci amministratori rispondono in proprio. Nel mandato fu adottato il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008), che corregge la riforma della legge fallimentare del 2006. I suoi 22 articoli modificano le norme su fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa, ma non toccano le disposizioni penali della legge fallimentare (articoli 216 e seguenti), che fissano le pene per la bancarotta.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attenuare le pene per l’amministratore che risarcisce o comunque aiuta il curatore a recuperare attivo

Non risultano atti del governo Prodi che attenuino le pene per l'amministratore che risarcisce o aiuta il curatore a recuperare l'attivo. Nel mandato la legge fallimentare è stata modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, che integra e corregge la riforma del 2006: il decreto interviene sulle procedure (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa) ma non modifica le disposizioni penali sulla bancarotta e sugli altri reati fallimentari (articoli 216 e seguenti della legge fallimentare), che sono rimaste quelle già in vigore.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la bancarotta preferenziale va considerata reato solo quando l’amministratore ha agito per perseguire un interesse proprio

Non risultano atti del governo che limitino il reato di bancarotta preferenziale ai casi in cui l'amministratore ha agito nel proprio interesse. L'articolo 216, terzo comma, della legge fallimentare (regio decreto 267/1942) punisce il fallito che, prima o durante la procedura, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione per favorire alcuni creditori a danno degli altri, e l'articolo 223 estende la stessa pena agli amministratori di società fallite. Secondo Normattiva il testo dell'articolo 216 è rimasto quello originario dal 1942 al dicembre 2018: non lo hanno modificato né la riforma della legge fallimentare del 2006 (decreto legislativo 5/2006) né il decreto correttivo adottato dal governo nel 2007 (decreto legislativo 169/2007).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Tra i nostri obiettivi vi è innanzitutto una riforma del Codice Civile con riguardo alla disciplina degli enti collettivi

Non risultano atti del governo che abbiano riformato la disciplina degli enti collettivi nel Codice civile (associazioni, fondazioni e comitati, titolo II del libro primo). Nella XV legislatura fu istituita una commissione presieduta dal viceministro dell'Economia Roberto Pinza, che elaborò indicazioni per la riforma. La proposta di legge che ne è derivata è stata presentata solo nella legislatura successiva (atto Camera n. 3683) e poi di nuovo nel 2013. Nel mandato del governo Prodi restano quindi solo lavori preparatori.

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