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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

9 schede

in partecultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

prevedere la destinazione alla produzione di spettacolo e di cinema [...] di una quota degli introiti delle transazioni pubblicitarie delle emittenti televisive nazionali

La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 301) ha sostituito il comma 3 dell'articolo 44 del testo unico della radiotelevisione. Le emittenti devono riservare almeno il 10 per cento dei propri introiti netti annui, compresi quelli da pubblicità, alla produzione e all'acquisto di opere europee di produttori indipendenti e, se trasmettono in chiaro, almeno il 30 per cento di tale quota a film di espressione originale italiana; la Rai deve destinare il 15 per cento dei ricavi da canone e pubblicità, con una riserva di almeno il 20 per cento per i film italiani. La norma precedente vincolava già almeno il 10 per cento degli introiti pubblicitari netti a produzioni europee, con almeno il 40 per cento di film: la novità è la base più ampia e la quota riservata al cinema italiano. Il vincolo non riguarda lo spettacolo dal vivo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partecultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riportare gli stanziamenti del Fondo Unico dello Spettacolo almeno al livello previsto per il 2001, garantendone la stabilità triennale

Il governo Prodi ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo senza riportarlo al livello del 2001 negli anni del mandato. Il decreto-legge 223/2006 (art. 18, comma 3) lo ha integrato di 50 milioni di euro l'anno per il 2006-2008. Secondo il Ministero per i beni e le attività culturali, il Fondo valeva 530,3 milioni nel 2001, 427,3 nel 2006, 441,3 nel 2007 e 471,3 nel 2008. La legge finanziaria 2008 aveva stanziato 511,5 milioni per il 2008 e 567,3 e 563,3 milioni per il 2009 e il 2010, oltre il livello del 2001. Le risorse effettive del 2008 sono però scese a 471,3 milioni per gli accantonamenti previsti dalla legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 507). Gli stanziamenti degli anni successivi restavano rideterminabili ogni anno: non risultano atti che abbiano garantito al Fondo una stabilità triennale.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partecultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

stabilire l’obiettivo dell’1% del PIL di risorse pubbliche destinate alla cultura nel medio - lungo periodo

Il governo Prodi ha fissato un obiettivo dell'1 per cento per la cultura, ma riferito al bilancio dello Stato e non al PIL. Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, deliberato dal Consiglio dei ministri il 28 giugno 2007, si propone di adeguare l'incidenza delle risorse per le politiche culturali sul bilancio dello Stato, allora pari allo 0,26 per cento, «in direzione dell'obiettivo strategico dell'1 per cento»: un traguardo più basso di quello promesso, perché il bilancio dello Stato è una frazione del PIL. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche per funzione (classificazione COFOG), la spesa pubblica per i servizi culturali è rimasta intorno allo 0,3 per cento del PIL (0,31 nel 2006, 0,32 nel 2007), quella per attività ricreative, culturali e di culto intorno allo 0,7 per cento. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1142) ha autorizzato 79 milioni di euro per il 2007 e 87 milioni annui dal 2008 per interventi del Ministero per i beni e le attività culturali.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

aiutare la cultura con incentivi fiscali e tax shelter (scudo fiscale)

La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 325-343), approvata nel mandato del governo, ha introdotto incentivi fiscali per il cinema: crediti d'imposta per produzione, distribuzione ed esercizio (comma 327), per chi investe da settori esterni (comma 325) e per le produzioni estere girate in Italia (comma 335), e il tax shelter, cioè la detassazione degli utili reinvestiti nei film (commi 338-339). Gli incentivi riguardano solo il cinema e non le altre attività culturali. Inoltre la loro efficacia era subordinata all'autorizzazione della Commissione europea (commi 334 e 343), arrivata il 18 dicembre 2008 e il 22 luglio 2009, con i decreti applicativi del 2009 e del 2010: sono diventati operativi solo dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partecultura

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

sospensione della vendita di beni culturali pubblici prevista dal governo Berlusconi e ripristino del vaglio delle Soprintendenze secondo il regolamento Melandri del 2000

Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62 (Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2008, in vigore dal 24 aprile 2008) ha modificato il Codice dei beni culturali sulle vendite di beni pubblici. L'autorizzazione del Ministero a vendere beni del demanio culturale esisteva già; il decreto ha stabilito che sia rilasciata su parere del soprintendente, sulla base di un programma di conservazione, degli obiettivi di valorizzazione e della destinazione d'uso prevista, e che sia negata per usi incompatibili con il carattere storico e artistico del bene. La dottrina vi ha riconosciuto un recupero della disciplina del regolamento del 2000 (d.P.R. 283/2000). Non risulta invece un atto del governo che abbia sospeso le vendite di beni culturali pubblici.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il potenziamento e completamento degli Istituti Centrali

Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233) ha ridisegnato la rete degli istituti centrali. L'art. 15 ne elenca sette, tra cui il nuovo Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, che subentra alla Discoteca di Stato, e quello per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, che assorbe due strutture preesistenti; l'Istituto centrale del restauro diventa un istituto dotato di autonomia speciale. L'organizzazione dei singoli istituti è stata però rinviata a regolamenti successivi, adottati dopo la fine del governo, e non risultano atti del mandato che abbiano aumentato risorse o personale degli istituti centrali.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformando l’Ente teatrale italinao (ETI), depurandolo da funzioni improprie

Il 2 aprile 2007 il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli ha firmato un atto di indirizzo sull'attività dell'Ente teatrale italiano per il 2007, che ne ridefiniva il ruolo: promozione del teatro italiano all'estero d'intesa con le istituzioni straniere, nessuna sovrapposizione con le funzioni di altri soggetti né attività di concorrenza e distribuzione sul mercato, dismissione progressiva dei teatri di proprietà o in gestione dell'ente. L'atto è una direttiva annuale che non ha modificato lo statuto né la legge che disciplina l'ETI. Nel mandato non risulta adottata una riforma normativa dell'ente.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

stabilire regole di programmazione dello spettacolo dal vivo italiano ed europeo sulle reti televisive e radiofoniche nazionali

Il contratto di servizio tra il ministero delle Comunicazioni e la Rai per il 2007-2009, approvato con decreto del 6 aprile 2007 (GU n. 123 del 29 maggio 2007), ha fissato regole per la programmazione dello spettacolo dal vivo, ma solo per il servizio pubblico. L'articolo 4 inserisce tra i generi dell'offerta lo «Spettacolo», con attenzione a teatro, danza, lirica, prosa e musica. L'articolo 10 impone alla Rai di destinare almeno il 15% dei ricavi annui a investimenti che comprendono anche le trasmissioni culturali sullo spettacolo dal vivo. Non risultano regole analoghe per le altre reti televisive e radiofoniche nazionali, che erano comprese nella promessa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’attribuzione all’autorità di garanzia del compito di vigilare, con poteri sanzionatori, sull’applicazione delle nuove norme di vigilanza nell’intera filiera

Nel mandato non è stata approvata una nuova legge sul cinema e tra i disegni di legge del governo non ne risulta una. La legge finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 301) ha però riscritto l'art. 44 del testo unico della radiotelevisione. Ha fissato nuove quote di programmazione e di investimento in opere europee e in film italiani per emittenti televisive, fornitori di contenuti e di pay-per-view, e ha chiesto agli operatori dei servizi a richiesta di contribuire alle opere europee. Lo stesso comma ha affidato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un regolamento sulla verifica degli obblighi e «le sanzioni in caso di inadempienza». La vigilanza con poteri sanzionatori riguarda quindi la parte televisiva e audiovisiva della filiera, non l'intera filiera del cinema prevista dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026