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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

41 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

estendendo inoltre i poteri della Guardia di Finanza al controllo su insider trading ora svolto da Consob

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano tolto alla Consob il controllo sull'insider trading per affidarlo alla Guardia di Finanza. Al contrario, il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 107 (Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2018), con cui il governo ha adeguato le norme italiane al regolamento europeo sugli abusi di mercato, ha riscritto l'articolo 187-octies del testo unico della finanza indicando la Consob come autorità nazionale competente. In quel testo, in vigore dal 29 settembre 2018 e ancora a ottobre 2022, la Guardia di Finanza ha solo un ruolo di supporto: la Consob può avvalersene per eseguire gli accertamenti (comma 12) e le informazioni raccolte vanno comunicate esclusivamente alla Consob (comma 13).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Desideriamo introdurre l’obbligo di presenza delle associazioni di consumatori all’interno di Banca d'Italia, con funzioni consultive vincolanti su tutela del risparmio.

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano reso obbligatoria la presenza delle associazioni dei consumatori in Banca d'Italia con funzioni consultive vincolanti. Nel 2022 il governo ha proposto e il Presidente della Repubblica ha approvato un nuovo Statuto della Banca d'Italia (decreto del 27 giugno 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 agosto 2022). Gli organi centrali restano l'Assemblea dei partecipanti, il Consiglio superiore, il Collegio sindacale, il Direttorio, il Governatore, il Direttore generale e i Vice Direttori generali; il Consiglio superiore è composto dal Governatore e da tredici consiglieri nominati dall'assemblea dei partecipanti. Lo Statuto non prevede alcun ruolo per le associazioni dei consumatori. Nessuno dei disegni di legge sulla Banca d'Italia presentati nella legislatura, tutti di iniziativa parlamentare, è stato approvato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

limitare il segreto d’ufficio sulle ispezioni svolte da Banca d’Italia, rendendo obbligatoria per tutti gli ispettori, la comunicazione all’autorità giudiziaria in caso di reato sospetto

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano esteso la comunicazione obbligatoria all'autorità giudiziaria per gli ispettori della Banca d'Italia. L'articolo 7, comma 2, del testo unico bancario dice che i dipendenti della Banca d'Italia, quando esercitano la vigilanza, hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio le irregolarità constatate, anche quando sono reati. Questa regola è identica nel testo in vigore tra il 2016 e il 2021 e in quello in vigore dal 1° febbraio 2022. Il comma 1 consente di opporre il segreto d'ufficio all'autorità giudiziaria, salvo che le informazioni servano a indagini su violazioni penali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introdurremo la separazione bancaria [...] la raccolta dei depositi venga permessa in via esclusiva alle “banche commerciali”.

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano introdotto la separazione tra banche commerciali e banche d'affari. Il 1° febbraio 2019 il vicepremier Di Maio annunciò norme in questo senso, da presentare nei mesi successivi e non incluse nel decreto su Banca Carige, ma il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. Le proposte di legge sulla separazione presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, lascia alle banche la raccolta del risparmio e ogni altra attività finanziaria. Non riserva i depositi alle sole banche commerciali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le proposte commerciali di “prodotti finanziari strutturati” non potranno più essere effettuate dalle banche commerciali

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano vietato alle banche commerciali di proporre prodotti finanziari strutturati. Le banche possono svolgere, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria (articolo 10 del testo unico bancario). La vendita di questi prodotti ai clienti al dettaglio resta regolata dalle norme europee su servizi di investimento e informativa (MiFID II, MiFIR, regolamento PRIIPs). Con l'avviso del 3 febbraio 2022 la Consob ha anzi revocato le proprie comunicazioni del 2009 e del 2014 sui prodotti illiquidi e complessi, perché assorbite da quelle norme europee.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Pensioni e stipendi potranno essere accreditati direttamente sul nuovo conto di pagamento, mentre i costi per le transazioni saranno pari allo 0,008%

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano creato un nuovo conto di pagamento pubblico su cui accreditare pensioni e stipendi con costi di transazione dello 0,008%. Il Codice dell'amministrazione digitale, nel testo in vigore a ottobre 2022, disciplina i pagamenti verso la pubblica amministrazione tramite la piattaforma pagoPA. Non fissa alcun costo dello 0,008% e non prevede un conto dedicato per l'accredito di pensioni e stipendi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

sarà il sistema a inviare automaticamente le segnalazioni sospette “SOS”

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano reso automatico l'invio delle segnalazioni di operazioni sospette. L'articolo 35 del decreto legislativo 231/2007, nel testo in vigore dal 4 luglio 2017 e ancora a ottobre 2022, affida la segnalazione ai soggetti obbligati, che la inviano alla UIF quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare operazioni di riciclaggio. Sono loro a descrivere le operazioni e i motivi del sospetto. La decisione di segnalare resta quindi a una valutazione umana e non a un sistema che invia in automatico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introdurremo il blocco dello short selling naked (intraday e overnight proveniente sia dall’Italia che dall’estero) su tutti i mercati regolamentati

Il regolamento (UE) 236/2012, in vigore dal 1° novembre 2012, vietava già le vendite allo scoperto «nude» su azioni e titoli di Stato. Tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 non risultano atti del governo o leggi che estendano il divieto agli altri strumenti negoziati su tutti i mercati regolamentati. Nel marzo 2020, in base al regolamento europeo, la Consob (autorità indipendente, non il governo) ha vietato per un periodo limitato le vendite allo scoperto su alcune azioni (delibere n. 21301 e 21302) e poi le posizioni nette corte su tutte le azioni del mercato italiano MTA (delibera n. 21303). Quest'ultimo divieto è cessato il 18 maggio 2020 (delibera n. 21367).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Divieto RELATIVO per la contrattazione in prodotti “derivati” per la P.A, limitato a pochissimi strumenti di copertura del rischio.

Il divieto di stipulare contratti derivati, salvo poche eccezioni, valeva solo per regioni, province autonome ed enti locali (articolo 62 del decreto-legge 112/2008, nel testo della legge 147/2013, rimasto invariato nel periodo); non si estendeva allo Stato e agli altri enti pubblici. Tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 non risultano atti del governo o leggi che lo abbiano esteso a tutta la pubblica amministrazione. Le leggi di bilancio 2019-2022 non contengono un divieto generale; quella per il 2021 (legge 178/2020, art. 1, comma 787) interviene solo sulle regole contabili di regioni ed enti locali per i derivati estinti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La nostra proposta pone l'obiettivo di ridurre i crediti deteriorati, prevedendo una via privilegiata per il debitore in sofferenza per il riscatto del proprio debito.

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che diano al debitore in sofferenza un diritto di riscatto o di prelazione sul proprio credito deteriorato. Il governo ha seguito un'altra strada per ridurre i crediti deteriorati delle banche: con il decreto-legge 22/2019 ha riaperto la garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni delle sofferenze (GACS), che ne favorisce la cessione a terzi. Le leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022 (leggi 145/2018, 160/2019, 178/2020 e 234/2021) non contengono norme sul riscatto da parte del debitore, e le proposte di legge parlamentari sul tema presentate nella legislatura non sono state approvate.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il creditore sarà tenuto ad accettare tale offerta accedendo al tempo stesso ad un super-regime fiscale di favore

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che obblighino il creditore ad accettare l'offerta di riscatto del debitore pari al valore netto di bilancio. Le leggi di bilancio 2019-2022 non lo prevedono. Il vantaggio fiscale introdotto nel periodo (decreto-legge 18/2020, art. 55: imposte anticipate trasformabili in credito d'imposta) riguardava la cessione a terzi dei crediti verso debitori inadempienti, non l'accettazione di un'offerta del debitore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è vietata la cessione a terzi del credito transatto con il debitore a valori inferiori al valore netto iscritto a bilancio al 31 dicembre 2016

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che vietino la cessione a terzi del credito transatto a un valore inferiore al valore netto di bilancio al 31 dicembre 2016. Il meccanismo di riscatto da parte del debitore, a cui il divieto era collegato, non è stato introdotto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessario, inoltre, sopprimere il fondo per le tv locali, finanziato anche con una parte del canone Rai, e riassegnare le risorse

Il fondo per l'emittenza locale non è stato soppresso. La legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 616) ha anzi stabilizzato dal 1° gennaio 2021 la destinazione di 110 milioni di euro annui del canone Rai al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. Nel Fondo confluiscono anche le risorse del Ministero dello sviluppo economico per i contributi alle emittenti radiofoniche e televisive locali. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che sopprimano il fondo e ne riassegnino le risorse ad altre finalità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Terna o l'azienda che avrà la concessione pubblica per la trasmissione dell'energia elettrica torni ad essere di proprietà pubblica

Non risultano atti del governo che riportino Terna, o il futuro concessionario della trasmissione elettrica, in mano pubblica. La quota pubblica è rimasta quella indiretta di CDP Reti, il 29,851% del capitale, sia nella relazione di Terna sul governo societario approvata il 21 marzo 2018 sia in quella relativa al 2022. CDP Reti è controllata da Cassa depositi e prestiti, a sua volta partecipata dal Ministero dell'economia, ma ha tra i soci anche State Grid Europe con il 35%, come risulta dalla relazione 2020 di CDP Reti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la costituzione obbligatoria di un organismo di gestione della crisi all’interno di ciascun ente locale e ente pubblico, in particolar modo per le amministrazioni centrali

Non risulta alcun obbligo, per gli enti locali e gli enti pubblici, di costituire un organismo di gestione della crisi da sovraindebitamento. Nella legge 3/2012 (art. 15) gli enti pubblici "possono" costituire tali organismi, che si iscrivono in un registro del Ministero della giustizia. Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (decreto legislativo 14/2019, GU n. 38 del 14 febbraio 2019, nel testo vigente al 22 ottobre 2022) richiama gli stessi organismi (OCC), disciplinati dal decreto ministeriale 202/2014, senza imporne la costituzione a ogni ente. Il Codice ha ridisegnato le procedure di sovraindebitamento, ma non contiene l'obbligo promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la fissazione di stringenti parametri di liquidità, di solidità finanziaria, di trasparenza, d’informazione, di pubblicità dei bilanci e degli investimenti da parte delle cooperative

Non risultano atti del governo nel periodo che fissino per le cooperative parametri di liquidità, solidità finanziaria, trasparenza e pubblicità dei bilanci e degli investimenti. La legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017, art. 1, comma 936), precedente al mandato, aveva rafforzato la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, con cancellazione dall'albo e scioglimento per le cooperative che si sottraggono ai controlli o non rispettano la mutualità, e aveva reso collegiale l'organo amministrativo, senza introdurre parametri di questo tipo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

eliminare il criterio del massimo ribasso per l'aggiudicazione degli appalti pubblici

Il criterio del minor prezzo, il «massimo ribasso» del programma, non è stato eliminato. Lo «sblocca cantieri» (decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito dalla legge 14 giugno 2019, n. 55) ha abrogato due delle ipotesi in cui il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 50/2016, art. 95, comma 4) lo ammetteva, ma lo ha lasciato per i servizi e le forniture standardizzati. Ha inoltre introdotto l'art. 36, comma 9-bis, che per i contratti sotto soglia consente di aggiudicare con il minor prezzo o con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (art. 1, comma 3) ha poi permesso alle stazioni appaltanti di scegliere il prezzo più basso nelle procedure negoziate sotto soglia, con esclusione automatica delle offerte anomale, e il regime è stato prorogato fino al 30 giugno 2023. La legge delega per il nuovo codice (legge 21 giugno 2022, n. 78, art. 1, comma 2, lettera t) chiede di individuare i casi in cui si può usare il solo criterio del prezzo, non di eliminarlo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026