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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

74 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il CONAI dovrà essere sostituito da un Agenzia del Riciclo pubblica

Il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) non è stato sostituito da un'agenzia pubblica. Al 22 ottobre 2022 l'art. 224 del d.lgs. 152/2006 lo disciplinava ancora come consorzio con personalità giuridica di diritto privato senza fine di lucro; il d.lgs. 116/2020 e il decreto-legge 36/2022 (art. 25-bis, aggiunto dalla legge di conversione 79/2022) ne hanno modificato alcune regole senza toccarne la natura. Non risultano disegni di legge del governo per istituire un'Agenzia del riciclo pubblica. Un disegno di legge d'iniziativa parlamentare con questo obiettivo (S. 166, presentato al Senato il 27 marzo 2018) non è diventato legge.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

E’ necessario che sia chiarito normativamente il perimetro della c.d. “economia circolare”

Non risultano atti normativi che definiscano il perimetro dell'«economia circolare». Il d.lgs. 116/2020 (Gazzetta Ufficiale n. 226 dell'11 settembre 2020) recepisce le direttive europee sui rifiuti e richiama l'economia circolare tra le finalità, ma non la definisce. Nel giugno 2022 il Ministero della transizione ecologica ha pubblicato la Strategia nazionale per l'economia circolare: è un documento programmatico, non una norma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Fondamentale sarà anche favorire il compostaggio, sia attraverso l’educazione ambientale scolastica sia attraverso sgravi fiscali ad agricoltori

Non risultano sgravi fiscali per gli agricoltori che usano compost né iniziative scolastiche dedicate al compostaggio. L'art. 182-ter del d.lgs. 152/2006, riscritto dal d.lgs. 116/2020, impegna ministeri e regioni a favorire il compostaggio «nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente». Il compostaggio è stato sostenuto per altre vie: la legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, commi 770-771) ha finanziato con 5 milioni l'anno le compostiere di comunità dei comuni nelle zone economiche ambientali, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, commi 831-833) ha previsto un credito d'imposta per gli impianti di compostaggio dei centri agroalimentari di sei regioni del Sud. I fondi per l'educazione ambientale nelle scuole (decreto-legge 111/2019, art. 1-ter) riguardano i temi ambientali in generale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Piano logistico nazionale deve essere un piano chiaro, pubblico e aggiornato che regoli finalmente i flussi di urbani e speciali da una regione all'altra

Non risulta un piano logistico nazionale che regoli i flussi di rifiuti urbani e speciali da una regione all'altra. Il Programma nazionale di gestione dei rifiuti (decreto del Ministro della transizione ecologica n. 257 del 24 giugno 2022), previsto dal d.lgs. 116/2020, ricostruisce i flussi e gli impianti ma, come dichiara, non reca interventi puntuali. Per i flussi tra regioni si limita a ribadire i principi di autosufficienza e prossimità già in vigore, chiedendo a ogni regione di gestire in proprio i rifiuti urbani indifferenziati e rinviando ad accordi tra regioni; per i rifiuti speciali non fissa regole. La pianificazione resta ai piani regionali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Per bloccare la costruzione dei nuovi inceneritori e arrivare, entro un ragionevole lasso di tempo, alla chiusura di tutti gli impianti di incenerimento oggi esistenti

Non risultano atti del governo che blocchino la costruzione di nuovi inceneritori. Al 22 ottobre 2022 restava in vigore l'art. 35 del decreto-legge 133/2014, che prevede l'individuazione degli impianti di incenerimento con recupero energetico da realizzare per il fabbisogno residuo (attuata con il decreto del Presidente del Consiglio del 10 agosto 2016) e li qualifica come infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale; non risulta un atto del governo che revochi il decreto del 2016. Il Programma nazionale di gestione dei rifiuti del giugno 2022 chiede di definire il fabbisogno residuo di recupero energetico. Il decreto-legge 50/2022 (art. 13) ha inoltre affidato al Commissario straordinario per il Giubileo, per Roma, il potere di approvare e realizzare nuovi impianti di gestione dei rifiuti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

L’abolizione degli incentivi, armonizzando la posizione degli imprenditori

Non risultano atti dei governi del periodo che aboliscano gli incentivi agli impianti di incenerimento dei rifiuti. L'articolo 21 della legge 3 maggio 2019, n. 37 (legge europea 2018) ha abrogato i commi 149-151 dell'articolo 1 della legge 208/2015, che estendevano il periodo di incentivazione degli impianti a biomasse, biogas e bioliquidi: riguarda la bioenergia, non l'incenerimento dei rifiuti. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 luglio 2019 (decreto «FER 1») ha regolato gli incentivi per impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione, senza includere gli impianti a rifiuti, ma non ha revocato gli incentivi già riconosciuti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Oltre a ridisegnare la mappa degli ATO dovremo determinare anche gli ambiti di raccolta

Non risultano atti dei governi del periodo che ridisegnino la mappa degli ambiti territoriali ottimali (ATO) dei rifiuti o determinino gli ambiti di raccolta. Al 1° ottobre 2022 l'articolo 3-bis del decreto-legge 138/2011 affidava ancora alle regioni la definizione di ambiti e bacini, di norma non inferiori alla provincia. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (legge annuale per la concorrenza 2021) ha delegato il governo a definire, tra l'altro, i criteri per l'organizzazione territoriale dei servizi pubblici locali, compresi i rifiuti, ma il decreto legislativo attuativo è stato adottato nel dicembre 2022, dopo la fine del periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la necessità di maggiori forme di controllo finanziario compreso l’obbligo di rendicontazione di contributi elettorali da parte dei gestori ambientali (AC 4786)

Non risultano atti che impongano ai gestori dei servizi ambientali l'obbligo di rendicontare i contributi elettorali. La legge 9 gennaio 2019, n. 3 (legge «spazzacorrotti»), all'articolo 1, comma 11, ha introdotto regole generali di pubblicità per i contributi superiori a 500 euro l'anno a partiti e movimenti politici, valide per qualsiasi erogatore. Non è un obbligo specifico per il settore dei rifiuti e la proposta citata dal programma (AC 4786) era decaduta con la XVII legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La nostra proposta prevede la modifica dell'art. 238 del codice ambientale nella direzione di una vera tariffazione commisurata al peso e alla tipologia dei rifiuti

Non risultano atti del governo che modifichino l'articolo 238 del codice dell'ambiente per introdurre una tariffa commisurata al peso e al tipo di rifiuti. Il testo vigente a ottobre 2022 resta basato su quantità e qualità medie ordinarie per unità di superficie. L'unica modifica rilevante è il comma 10, introdotto dal decreto legislativo 116/2020, che esclude dalla parte variabile della tariffa le utenze non domestiche che avviano i rifiuti al recupero fuori dal servizio pubblico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

libretto dell’amianto”, che obbliga alla mappatura di tutte le eventuali strutture in amianto in caso di vendita di edifici

Non risulta adottato alcun «libretto dell'amianto» che obblighi a mappare le strutture in amianto in caso di vendita di edifici. Il tema è stato ripreso in proposte parlamentari della XVIII legislatura, tra cui l'atto Camera 50 dei deputati M5S presentato il 23 marzo 2018, la cui scheda riporta solo l'assegnazione, senza ulteriori passaggi. Nella legislatura non risultano leggi o decreti che istituiscano questo strumento.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Intendiamo poi procedere all’ottimizzazione della filiera di smaltimento nazionale, con l’individuazione di idonei siti di discarica

Non risultano atti dei governi del periodo che individuino siti di discarica idonei per i rifiuti contenenti amianto. Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 121 ha aggiornato i criteri tecnici per conferire questi rifiuti in discarica, anche in celle dedicate, senza indicare siti. Il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, approvato con decreto ministeriale 24 giugno 2022, n. 257, conta 19 discariche operative per i rifiuti di amianto e indica la necessità di potenziare gli impianti, ma rinvia alle regioni la stima del fabbisogno di smaltimento e degli impianti necessari.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si istituisce, inoltre, il Registro economico dell’amianto (REA), presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Non risulta istituito il Registro economico dell'amianto presso il Ministero dell'ambiente. La proposta è stata ripresentata nella XVIII legislatura come atto Camera 50 dei deputati M5S (23 marzo 2018), la cui scheda riporta solo l'assegnazione del 26 giugno 2018, senza altri passaggi. La pagina del Ministero sull'amianto non cita nel periodo alcun registro di questo tipo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessario smettere di produrre PFAS, esistono alternative produttive.

Non risultano atti dei governi del periodo che vietino la produzione di PFAS in Italia. Nel periodo la principale norma nazionale su queste sostanze era il decreto legislativo 13 ottobre 2015, n. 172, che fissa standard di qualità per alcuni PFAS nelle acque e non riguarda la produzione. I limiti per le acque destinate al consumo umano sono arrivati con il decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, dopo la fine della legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le ceneri pesanti devono essere tracciate e verificate le condizioni di recupero più adeguate.

Non risultano atti dei governi del periodo che introducano una tracciabilità specifica delle ceneri pesanti degli inceneritori o criteri nazionali sulle condizioni del loro recupero. Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 (in vigore dal 26 settembre 2020) ha riscritto le norme generali su tracciabilità, registri e formulari dei rifiuti, che valgono anche per queste ceneri, senza disposizioni dedicate. Anche il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, istituito dal decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, è uno strumento generale.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Occorre stabilire norme più stringenti e più rispettose dell'ambiente.

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che rendano più restrittiva la disciplina delle terre e rocce da scavo. Il decreto citato dal programma (d.m. 161/2012) era già stato sostituito dal d.P.R. 13 giugno 2017, n. 120, rimasto invariato per tutto il periodo: le uniche modifiche al suo testo sono del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, e il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13 (art. 48) ne ha previsto l'abrogazione solo dall'entrata in vigore di un nuovo regolamento. Gli interventi del periodo vanno nel senso della semplificazione: il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120), all'art. 52 ha inserito nel d.lgs. 152/2006 l'art. 242-ter, che consente opere nei siti oggetto di bonifica e rinvia al d.P.R. 120/2017 per la gestione dei terreni scavati.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Un processo di revisione della normativa e di innalzamento dei canoni appare necessario e urgente

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che innalzino i canoni di concessione delle acque minerali o ne rivedano la disciplina. Come ricorda lo stesso programma, a incassare i canoni sono le Regioni, che li fissano con proprie leggi. Disposizioni sui canoni non compaiono nelle leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022, nel testo originario, né nei principali decreti-legge del periodo, e nessun disegno di legge presentato dal governo nella legislatura riguarda la materia. Il decreto-legge 77/2021 cita le acque minerali solo in una precisazione sulla valutazione di impatto ambientale, aggiunta in sede di conversione.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

che il servizio idrico sia inteso quale insieme delle attività di captazione [...] come servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica.

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che qualifichino il servizio idrico come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) è stata esaminata dalla commissione Ambiente della Camera fino al 6 marzo 2019, senza che l'esame si concludesse. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), art. 8, ha invece delegato il governo al riordino dei servizi pubblici locali «di rilevanza economica», prevedendo la revisione delle discipline settoriali, in particolare per i rifiuti e per la gestione del servizio idrico. Il decreto legislativo attuativo (d.lgs. 23 dicembre 2022, n. 201) è stato adottato dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

che la gestione del servizio idrico integrato venga nuovamente affidato ad Enti di diritto pubblico, cioè aziende speciali di diritto pubblico e consorzi tra comuni

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che riaffidino la gestione del servizio idrico integrato a enti di diritto pubblico (aziende speciali e consorzi tra comuni), né disegni di legge del governo su questo tema. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) non ha concluso l'esame nella commissione Ambiente della Camera. Il decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 14) ha imposto agli enti di governo dell'ambito di completare entro 90 giorni gli affidamenti nelle forme già previste dall'art. 149-bis del d.lgs. 152/2006, con poteri sostitutivi delle Regioni e del governo. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, chiedendo tra l'altro una motivazione qualificata per scegliere o confermare l'autoproduzione del servizio negli affidamenti sopra le soglie europee.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il governo e la tutela del ciclo naturale dell’acqua, dovrà essere affidato in esclusiva al Ministero dell'Ambiente

Non risultano atti che affidino in esclusiva al Ministero dell'ambiente il governo e la tutela del ciclo naturale dell'acqua, né che tolgano le competenze di regolazione all'autorità di settore. La regolazione del servizio idrico è rimasta all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA, già AEEGSI, ridenominata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 528). La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 153) le ha anzi affidato la raccolta dei dati sulle dispersioni idriche e sugli interventi per ridurle. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8, comma 2, lettera c) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali «ferme restando le competenze delle autorità indipendenti in materia di regolazione economico-tariffaria e della qualità».

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le funzioni di controllo dovranno essere affidate ad una autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche presso il Ministero dell'Ambiente.

Non risultano atti che istituiscano un'autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche presso il Ministero dell'ambiente, né disegni di legge del governo con questo contenuto. Le funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico sono rimaste all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), a cui la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 153) ha affidato anche la raccolta dei dati sulle dispersioni idriche e sugli interventi per ridurle. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali lasciando ferme le competenze delle autorità indipendenti in materia di regolazione economico-tariffaria e della qualità.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si deve urgentemente avviare una fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendo la decadenza degli affidamenti in essere

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che avviino la ripubblicizzazione del servizio idrico o stabiliscano la decadenza degli affidamenti in essere, né disegni di legge del governo su questo tema. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) non ha concluso l'esame nella commissione Ambiente della Camera. La delega sui servizi pubblici locali di rilevanza economica della legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) prevede la revisione delle discipline settoriali sulla gestione del servizio idrico, ma non la decadenza degli affidamenti: tra i criteri c'è anzi un'adeguata tutela del gestore uscente in caso di subentro. Il decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 14) ha sollecitato il completamento degli affidamenti nelle forme già previste dalla legge.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

chiarendo che gli atti pianificatori non determinano in alcun modo la nascita di un diritto edificatorio ma solo una previsione della gestione del territorio.

Il programma voleva chiarire per legge che gli atti di pianificazione non fanno nascere alcun diritto edificatorio. Non risultano atti del governo o leggi del periodo 2018-2022 con questo contenuto, né disegni di legge del governo sul consumo di suolo o sulla pianificazione urbanistica. Le proposte parlamentari sul consumo di suolo, comprese quelle presentate da parlamentari del M5S (Senato n. 164, Camera n. 63), non sono state approvate: al Senato l'esame in commissione non si è concluso entro la fine della legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

si prevede la possibilità di richiedere la non edificabilità dei terreni in proprio possesso a chi ne facesse richiesta

Il programma prevedeva la possibilità per i proprietari di chiedere la non edificabilità dei propri terreni. Non risultano atti del governo o leggi del periodo 2018-2022 che introducano questa facoltà a livello nazionale, né disegni di legge del governo sul consumo di suolo o sull'urbanistica. Le proposte parlamentari sul consumo di suolo, comprese quelle di parlamentari del M5S (Senato n. 164, Camera n. 63), non sono state approvate entro la fine della legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Nello specifico si propone l’inserimento nella L. 10/2013 all’Articolo 6-bis dell'introduzione "dell’unità di misura arboricola”.

Il programma proponeva di inserire nella legge 10/2013 un articolo 6-bis con l'«unità di misura arboricola». Il testo della legge 10/2013 vigente al 21 ottobre 2022 non contiene un articolo 6-bis né l'unità di misura arboricola. La proposta di legge che lo prevedeva, presentata alla Camera da deputati del M5S (n. 78), è stata assegnata alla commissione nel giugno 2018 ma non è mai stata esaminata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026