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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
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111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

3 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

entro 5 anni la Pubblica amministrazione dovrà ridurre in maniera rilevante i propri costi

Il Piano chiedeva che entro cinque anni la Pubblica amministrazione riducesse «in maniera rilevante» i propri costi, senza fissare un valore. Le due principali voci dei costi di funzionamento sono cresciute nel mandato. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche trasmessi dall'Istat a Eurostat, la spesa per consumi intermedi (beni e servizi acquistati per funzionare) è passata da 66,0 miliardi di euro nel 2001 a 79,7 miliardi nel 2005, circa il 21 per cento in più; i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici sono passati da 133,5 a 158,3 miliardi, circa il 19 per cento in più. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, dal 1995 al 2008 i consumi intermedi sono cresciuti in media del 4,8 per cento l'anno e l'unica riduzione in valore assoluto prima del 2011 si è avuta nel 2006: quell'anno la spesa è scesa dell'1,8 per cento, restando circa il 19 per cento sopra il livello del 2001. Non risulta quindi una riduzione rilevante dei costi entro la scadenza.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

È necessario, in particolare, ritornare ai contenuti originari del decreto legislativo n° 29 del 1993

Il Piano chiedeva di tornare ai contenuti originari del decreto legislativo 29/1993 e criticava l'«improprio sistema di spoil system» applicato alla dirigenza pubblica. Nel mandato è avvenuto l'opposto. La legge 15 luglio 2002, n. 145, all'art. 3, comma 7, ha fatto cessare gli incarichi dirigenziali di livello generale e quelli di direttore generale degli enti pubblici vigilati dallo Stato il sessantesimo giorno dalla sua entrata in vigore, a prescindere da una valutazione dei risultati. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 103 decisa il 19 marzo e depositata il 23 marzo 2007, ha dichiarato illegittima questa parte della norma. Non risultano atti del governo che abbiano ripristinato l'impianto originario del d.lgs. 29/1993.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Il numero complessivo dei parlamentari deve essere dimezzato

Il Piano prometteva di dimezzare il numero dei parlamentari. La riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 lo riduceva da 630 a 518 deputati e da 315 a 252 senatori, cioè da 945 a 770 (il 18,5 per cento in meno), quindi non un dimezzamento. La Camera l'ha approvata in seconda deliberazione il 20 ottobre 2005 e il Senato il 16 novembre 2005. Nel referendum del 25 e 26 giugno 2006 ha prevalso il No con il 61,3 per cento dei voti validi e la riforma non è entrata in vigore. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto», sulla stessa riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026