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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

60 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Modificheremo il quorum previsto dall'art. 138 della Costituzione elevando la maggioranza necessaria per l'approvazione, in seconda lettura, di leggi di revisione costituzionale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano elevato la maggioranza richiesta dall'art. 138 della Costituzione per approvare in seconda lettura le leggi di revisione costituzionale. Nella legislatura furono presentate diverse proposte di iniziativa parlamentare per modificare l'art. 138. Tra queste: il disegno di legge costituzionale del senatore Mancino e altri (S. 817, 18 luglio 2006), il cui esame in commissione è stato avviato; quello del senatore Scalfaro e altri (S. 1740, 25 luglio 2007), che portava il quorum a due terzi dei componenti di ciascuna Camera; la proposta Franco Russo e altri alla Camera (A.C. 2953, stessa data). Nessuna è arrivata al voto in Aula prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008. Il testo dell'art. 138 è ancora quello del 1948. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo per questo di aumentare da 500.000 a 750.000 il numero di firme necessarie per indire un referendum

Il numero minimo di firme è fissato dall'art. 75, primo comma, della Costituzione (cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali), quindi portarlo a 750.000 richiedeva una legge costituzionale. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) il governo non ha presentato né fatto approvare una modifica in questo senso, e il testo dell'articolo non è cambiato: dice ancora cinquecentomila. Una proposta di legge costituzionale per elevare la soglia (Senato, A.S. 182) fu presentata il 4 maggio 2006 da un singolo senatore, prima dell'insediamento del governo, e non è un atto del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

di ridurre il quorum previsto per la validità della consultazione alla metà dei voti espressi nelle precedenti elezioni per la Camera dei Deputati

Il quorum di validità del referendum abrogativo è fissato dall'art. 75, quarto comma, della Costituzione: la proposta è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. Per cambiarlo serviva una legge costituzionale. Non risultano atti del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) che propongano di ridurre il quorum alla metà dei votanti delle precedenti elezioni per la Camera. Il progetto di revisione costituzionale esaminato dalla Camera nel 2007 (A.C. 553 e abbinati), di iniziativa parlamentare e non approvato, riguardava il bicameralismo, il procedimento legislativo e la forma di governo, non il referendum abrogativo. Il testo vigente dell'articolo prevede ancora la maggioranza degli aventi diritto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'attribuzione al Primo Ministro del potere di propor re al Presidente della Repubblica la nomina e revoca di ministri, viceministri e sottosegretari

Il governo Prodi II (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ha presentato disegni di legge costituzionali per attribuire al Presidente del Consiglio il potere di proporre la nomina e la revoca dei ministri. Nell'elenco dei disegni di legge governativi della XV legislatura l'unico testo di revisione costituzionale riguarda l'art. 132 della Costituzione, sul distacco di comuni e province (A.C. 2523, presentato il 17 aprile 2007 e rimasto in commissione). Il 17 ottobre 2007 la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato mandato ai relatori su un testo unificato di riforma costituzionale nato da proposte di legge di iniziativa parlamentare, che prevedeva anche questo potere del Presidente del Consiglio; il testo non è stato votato dall'Assemblea prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo l'ordinamento non è cambiato su questo punto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una migliore regolamentazione della questione di fiducia, con la previsione di specifici limiti al suo esercizio

Il governo Prodi II non ha proposto una regolamentazione della questione di fiducia con limiti al suo esercizio: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ne risultano in questo senso. Il governo ha invece fatto ampio uso dello strumento. Secondo il Centro interdipartimentale di ricerca sul cambiamento politico dell'Università di Siena, fino al 24 gennaio 2008 il governo aveva posto la questione di fiducia 28 volte su disegni di legge o altre iniziative legislative (15 alla Camera e 13 al Senato), 13 delle quali su decreti-legge.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la possibilità di sfiduciare il Primo Ministro solo attraverso una mozione di sfiducia costruttiva

Il testo unificato di riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) è stato approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007. Non prevedeva la sfiducia costruttiva: la commissione l'aveva discussa ma ne aveva lasciato la valutazione all'Assemblea, e il testo si limitava a richiedere un quorum per la mozione di sfiducia. L'Aula iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3. Con lo scioglimento anticipato delle Camere la riforma non è stata completata e la sfiducia costruttiva non è entrata nell'ordinamento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prevedremo espressamente che il referendum si svolga con distinte votazioni se la legge concerne diverse parti della Costituzione

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano previsto lo svolgimento del referendum costituzionale con votazioni distinte per le diverse parti di una legge di revisione. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ce ne sono su questo tema: gli unici di rango costituzionale riguardano l'art. 132, sul distacco di comuni e province da una regione all'altra. L'art. 138 della Costituzione, che disciplina il referendum sulle leggi costituzionali, è rimasto nel testo del 1948 e prevede un solo referendum sull'intera legge approvata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Eleveremo elevare la maggioranza necessaria per l'elezione del Presidente della Repubblica

Nessuna legge costituzionale ha modificato la maggioranza richiesta per eleggere il Presidente della Repubblica. L'unica approvata nella legislatura è la legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1, che riguarda la pena di morte. Il testo unificato di riforma della Parte seconda della Costituzione approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera (A.C. 553 e abbinate-A) toccava l'elezione del Capo dello Stato solo per sopprimere i delegati regionali e abbassare da 50 a 40 anni l'età minima: il quorum restava di due terzi nei primi tre scrutini e della maggioranza assoluta dal quarto. L'Aula della Camera ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 (13 novembre 2007). La legislatura si è poi chiusa in anticipo senza completare la riforma.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Eleveremo anche la maggioranza necessaria per l'approvazione dei regolamenti alle camere.

Il progetto di riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) era all'esame della Camera nell'ottobre 2007, con il testo unificato della commissione Affari costituzionali, la cui relazione fu presentata il 17 ottobre 2007. Quel testo lasciava l'articolo 64 invariato: ciascuna Camera continuava ad adottare il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti. L'esame non fu concluso prima dello scioglimento anticipato delle Camere e nessuna legge ha elevato il quorum richiesto per i regolamenti parlamentari. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Attribuiremo alla Corte costituzionale la potestà di decidere, in ultima istanza, sulle controversie relative alla elezione dei membri del Parlamento

Nella legislatura non è stata approvata alcuna legge costituzionale che attribuisse alla Corte costituzionale il giudizio sui ricorsi elettorali dei parlamentari. La riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) è stata approvata dalla commissione Affari costituzionali della Camera, ma in Aula l'esame si è fermato agli articoli 2 e 3 prima dello scioglimento anticipato delle Camere. L'unica legge costituzionale approvata nella legislatura (legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1) ha abolito la pena di morte nelle leggi militari di guerra. La verifica dei poteri è così rimasta alle Camere.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

assicurare strumenti per tutelare le minoranze parlamentari, legittimandole a ricorrere alla Corte costituzionale

Il governo non ha presentato disegni di legge costituzionali su questo punto. La riforma della Parte seconda della Costituzione esaminata nella legislatura nasceva da proposte di legge parlamentari (A.C. 553 e abbinate): il testo unificato, sul quale la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato mandato ai relatori il 17 ottobre 2007, lasciava invariato l'articolo 137 della Costituzione e non prevedeva il ricorso delle minoranze parlamentari alla Corte costituzionale. L'Aula lo ha esaminato dal 22 ottobre al 13 novembre 2007, arrivando agli articoli 2 e 3, e la fine anticipata della legislatura ha impedito di proseguire. La misura non è entrata nell'ordinamento. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

disciplinando con legge costituzionale i limiti già imposti con legge ordinaria al potere di decretazione d'urgenza del governo

Non risultano atti del governo Prodi né leggi costituzionali approvate nella legislatura che abbiano introdotto in Costituzione limiti alla decretazione d'urgenza. L'art. 77 della Costituzione è ancora quello del 1948 e non porta note di modifica. I limiti ai decreti-legge restano quindi affidati alla legge ordinaria, come già al momento della promessa. Le Camere furono sciolte il 6 febbraio 2008. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Intendiamo poi riformare l'art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto

L'art. 79 della Costituzione è rimasto nel testo introdotto dalla legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1, in vigore dal 24 marzo 1992: amnistia e indulto richiedono una legge approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni articolo e nella votazione finale. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi alle Camere nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ce ne sono sull'art. 79: l'unico di rango costituzionale riguarda l'art. 132, sul distacco di comuni e province. Nella XV legislatura il deputato Boato ripresentò una proposta di legge costituzionale di iniziativa parlamentare (A.C. 38) per abbassare il quorum alla maggioranza assoluta, che non fu approvata. L'indulto del 2006 (legge 31 luglio 2006, n. 241) fu approvato con le regole in vigore, senza modificarle.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Noi intendiamo invece realizzare un efficace bicameralismo differenziato, attraverso un Senato che sia luogo di effettiva rappresentanza delle autonomie territoriali

Il Senato delle autonomie non è stato istituito: la Costituzione non è stata modificata sul bicameralismo. Il testo unificato A.C. 553 e abbinate (la cosiddetta «bozza Violante»), di iniziativa parlamentare, prevedeva un «Senato federale della Repubblica» con senatori eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle autonomie locali. La commissione Affari costituzionali della Camera gli ha dato il via libera per l'Aula il 17 ottobre 2007; l'Aula ne ha iniziato l'esame il 22 ottobre 2007 ma, fino al 13 novembre 2007, è arrivata solo agli articoli 2 e 3, senza approvarlo. La legislatura è finita in anticipo: il governo ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008 e le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione e della legge elettorale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il numero dei senatori sarà ridotto a 150.

Il governo Prodi non ha presentato alcuna riforma che riducesse il Senato a 150 membri. Il ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, audito dalla commissione Affari costituzionali della Camera, indicò come preferibili 450 deputati e 225 senatori; la dichiarazione sulle riforme istituzionali deliberata dal Consiglio dei ministri il 28 settembre 2007 indicò 450 deputati e 200 senatori. Il testo unificato di iniziativa parlamentare approvato dalla commissione (A.C. 553 e abbinate-A, la cosiddetta bozza Violante) prevedeva 512 deputati e un Senato federale di 186 membri eletti in secondo grado. L'Aula della Camera ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 (13 novembre 2007). La legislatura si è chiusa in anticipo senza modifiche alla Costituzione sul Parlamento, come nella scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma costituzionale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una migliore definizione delle materie di esclusiva competenza statale, che ricomprenda la disciplina dei rapporti di lavoro, la tutela e la sicurezza del lavoro

Nella XV legislatura non è stata approvata alcuna legge costituzionale sul riparto delle competenze tra Stato e Regioni: l'unica entrata in vigore è la legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1, sulla pena di morte. Le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato svolsero tra ottobre 2006 e febbraio 2007 un'indagine conoscitiva sul Titolo V. Il testo unificato sulla riforma della seconda parte della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) rinviò però a un momento successivo l'esame delle modifiche al riparto di competenze. Con lo scioglimento anticipato delle Camere l'articolo 117 è rimasto invariato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la previsione di una clausola generale che consenta al Parlamento di intervenire con legge per tutelare l'interesse della Repubblica anche in materie di competenza regionale

Nel corso del mandato non è stata approvata alcuna modifica della Costituzione che introducesse una clausola di interesse nazionale per le leggi statali nelle materie regionali, e non risulta un disegno di legge costituzionale del governo su questo punto. Il testo di riforma della Parte seconda della Costituzione approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007 (A.C. 553 e abbinate-A, di iniziativa parlamentare) non conteneva la clausola: modificava la composizione e le funzioni del Parlamento e la forma di governo, senza toccare l'articolo 117. L'Aula ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 il 13 novembre 2007; la legislatura si è poi chiusa in anticipo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'adozione delle leggi di individuazione dei principi fondamentali

Il governo Prodi ha presentato al Senato il disegno di legge delega A.S. 1464, detto «Codice delle autonomie», che tra le deleghe prevedeva l'individuazione dei principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente che incidono su funzioni, organizzazione e servizi degli enti locali. La commissione Affari costituzionali del Senato ne ha iniziato l'esame senza concluderlo e il testo non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Secondo il Servizio studi della Camera, i progetti di legge per l'attuazione del Titolo V presentati nella legislatura non sono giunti ad approvazione. Non risultano leggi del mandato dedicate a individuare i principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la definizione dei livelli delle prestazioni per l'omogenea garanzia dei diritti sociali e civili su tutto il territorio nazionale

Nel mandato non risulta adottato alcun atto che abbia determinato in via generale i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117, secondo comma, lett. m, della Costituzione). Per la sola sanità il governo ha firmato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2008, che ridefiniva i livelli essenziali di assistenza, ma il decreto non è mai entrato in vigore: il governo successivo lo ha revocato nel luglio 2008 per mancanza di copertura finanziaria. Il disegno di legge delega sul federalismo fiscale del governo, presentato alla Camera il 29 settembre 2007 (A.C. 3100), è stato assegnato alla commissione il 5 novembre 2007 ma il suo esame non è mai iniziato prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008. La legge delega sul federalismo fiscale, che rinvia ai decreti attuativi la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, è arrivata solo con la legge 5 maggio 2009, n. 42, sotto il governo successivo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'obbligo di conferire le attività patrimoniali a un blind trust.

Non risulta approvata alcuna legge che obblighi i titolari di cariche di governo a conferire le proprie attività patrimoniali a un blind trust. La proposta di legge A.C. 1318 (Franceschini e altri, di iniziativa parlamentare) prevedeva il blind trust solo in due casi: partecipazioni rilevanti in settori sensibili e concentrazione di interessi patrimoniali oltre 10 milioni di euro nello stesso settore. L'esame in commissione Affari costituzionali iniziò il 13 settembre 2006 e si chiuse con il mandato al relatore l'11 maggio 2007. L'Assemblea aprì la discussione generale il 15 maggio 2007 e dall'11 luglio 2007 passò all'esame degli articoli, senza concluderlo prima dello scioglimento anticipato delle Camere. È rimasta in vigore la legge 215/2004. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L'incompatibilità deve essere totale per i membri del governo nazionale, di quelli regionali e delle città con più di 100 mila abitanti.

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano reso totale l'incompatibilità per i membri del governo, delle giunte regionali e delle città con più di 100 mila abitanti. La proposta di legge sul conflitto di interessi A.C. 1318 (Franceschini ed altri, di iniziativa parlamentare) è stata esaminata dalla commissione Affari costituzionali della Camera dal 13 settembre 2006. L'11 maggio 2007 la commissione ha dato mandato al relatore di riferire all'Assemblea su un testo che prevedeva incompatibilità generali per le cariche di governo. L'Assemblea ha avviato la discussione il 15 maggio 2007 e l'11 luglio 2007 è passata all'esame degli articoli, che non è proseguito prima dello scioglimento anticipato delle Camere; è rimasta in vigore la legge 215/2004. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

La proposta dell'Unione prevede inoltre l'istituzione di una apposita Autorità garante con il compito di individuare le attività [...] suscettibili di generare un conflitto di interessi

L'Autorità garante non è stata istituita. La proposta di legge A.C. 1318 (Franceschini ed altri, di iniziativa parlamentare), intesa a sostituire la legge 215/2004, è stata esaminata dalla commissione Affari costituzionali della Camera dal 13 settembre 2006; l'11 maggio 2007 la commissione ha dato mandato al relatore su un testo modificato che istituiva un'autorità indipendente con compiti di prevenzione dei conflitti di interessi. L'Assemblea ha avviato la discussione generale il 15 maggio 2007 e l'11 luglio 2007 è passata all'esame degli articoli, che non è proseguito prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 215/2004 è rimasta in vigore. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Circa il modello organizzativo, proponiamo l'adozione di una legge generale sulle Authorities

Il governo Prodi ha proposto una disciplina generale delle autorità indipendenti con il disegno di legge S. 1366 «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti», presentato al Senato il 5 marzo 2007. Il testo è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Non risulta quindi alcuna legge generale sulle autorità indipendenti adottata nel mandato del governo (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prevediamo infatti l'istituzione di un'apposita commissione bicamerale per i rapporti con le Authorities

Il governo Prodi ha proposto la commissione, ma non è stata istituita. Il disegno di legge sulle Autorità indipendenti, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio 2007 (S. 1366, presentato al Senato il 5 marzo 2007), prevedeva all'art. 21 una Commissione parlamentare per le politiche della concorrenza e i rapporti con le Autorità indipendenti, di 20 senatori e 20 deputati, con parere vincolante sulle nomine. Il testo non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere del febbraio 2008 e non è diventato legge. Non risultano atti del governo che abbiano istituito la commissione nel suo mandato.

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