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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

15 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

regolamentare l’attività della società ARCUS S.p.a. [...] stabilizzando la destinazione per essa del 5% dei fondi previsti per le infrastrutture

Il regolamento sui criteri e le modalità di utilizzo per la cultura della quota degli stanziamenti per le infrastrutture, cioè dell'attività di ARCUS, è stato adottato con il decreto interministeriale 24 settembre 2008, n. 182, dopo la fine del governo Prodi II. Secondo la relazione al Parlamento della Corte dei conti, la quota era il 3 per cento degli stanziamenti, elevata al 5 per cento solo per il 2005 e il 2006; la norma che la fissa al 3 per cento (articolo 60, comma 4, della legge 289/2002) non è stata modificata durante il mandato. Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (d.P.R. 233/2007) si è limitato ad affidare a una direzione generale i diritti dell'azionista sulla società. Non risultano atti del governo che abbiano stabilizzato il 5 per cento o regolamentato l'attività di ARCUS.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ristabilire il bilancio complessivo del Ministero per i beni e le attività culturali al livello previsto per il 2001

Il bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali non è stato riportato al livello del 2001. Secondo i dati del ministero, lo stato di previsione della spesa valeva circa 2.241 milioni di euro nel 2001. Il bilancio 2006, approvato prima dell'insediamento del governo, prevedeva circa 1.860 milioni; quelli preparati dal governo per il 2007 e il 2008 circa 1.987 e 2.037 milioni, sotto il livello del 2001 anche senza tenere conto dell'inflazione. Anche la spesa a consuntivo è rimasta più bassa: 2.708 milioni nel 2001, 2.230 milioni nel 2007.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

istituire presso il Ministero un Osservatorio della cultura

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un «Osservatorio della cultura» presso il Ministero per i beni e le attività culturali. Il regolamento di riorganizzazione del Ministero (d.P.R. 26 novembre 2007, n. 233) prevede soltanto un osservatorio di cui il Segretario generale può avvalersi per coordinare le attività internazionali e conferma l'Osservatorio dello spettacolo, istituito dalla legge 163/1985 e già operante.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Intendiamo lanciare un piano di recupero del patrimonio storico, artistico e paesaggistico

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un piano nazionale di recupero del patrimonio storico, artistico e paesaggistico come quello descritto nel programma, che univa grandi vie storiche, abbazie, castelli, borghi e centri storici. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1138 e 1142) ha stanziato fondi per la tutela, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali: 31,5 milioni di euro l'anno nel 2007-2009 per interventi stabiliti con decreto del ministro e 79 milioni nel 2007 (87 milioni l'anno dal 2008) per emergenze e progetti di manutenzione e restauro. Nel 2007 il governo ha avviato anche iniziative su singoli itinerari, come la Via Francigena. Sono stanziamenti e iniziative separati, non un piano di recupero unitario.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’incremento della capacità operativa delle Soprintendenze anche con forme di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile

Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233) non ha dato autonomia organizzativa, amministrativa e contabile alle soprintendenze in generale. Le strutture periferiche del ministero sono articolazioni delle direzioni regionali (art. 17, comma 1), che sono centri di costo (comma 5). L'autonomia speciale resta limitata a un elenco di istituti (art. 15, comma 3), tra cui sei soprintendenze di Napoli, Pompei, Roma, Venezia e Firenze, e riprende una possibilità già prevista dall'art. 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368. Non risultano altri atti del mandato che abbiano esteso questa autonomia.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’estensione delle funzioni di tutela a livello di governi territoriali, ferme restando allo Stato l’attribuzione delle funzioni di alta garanzia generale

Durante il mandato nessuna funzione di tutela è stata estesa a Regioni ed enti locali. Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2008, in vigore dal 24 aprile 2008) ha riscritto le norme sull'autorizzazione paesaggistica, ma la competenza delle Regioni e la possibilità di delegarla a province, forme associative di enti locali e, a certe condizioni, ai comuni esistevano già nel Codice dei beni culturali e del paesaggio in vigore dal 12 maggio 2006. Il decreto ha anzi reso la delega più selettiva: è ammessa solo verso enti con strutture tecnico-scientifiche adeguate e le deleghe prive dei requisiti sarebbero decadute dopo il 31 dicembre 2008. Per i beni culturali, le modifiche del 2008 all'articolo 5 del Codice non hanno attribuito nuove funzioni di tutela alle Regioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la definizione dei profili professionali, dei percorsi formativi e delle forme di accreditamento degli addetti alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione

Il Codice dei beni culturali già prevedeva (art. 29, commi 7-9) che regolamenti del ministro definissero i profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori delle attività complementari al restauro, i criteri dell'insegnamento del restauro e l'accreditamento dei soggetti formatori. Nel 2007 una commissione ministeriale elaborò una proposta, tradotta in due schemi di regolamento: uno ottenne l'intesa della Conferenza Stato-Regioni il 15 marzo 2007, ma nessuno dei due fu approvato. Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62 (in vigore dal 24 aprile 2008) modificò solo le norme transitorie per ottenere la qualifica di restauratore. Alla fine del mandato i profili professionali, i percorsi formativi e l'accreditamento non erano stati definiti, né per il restauro né per gli altri addetti alla tutela e alla gestione dei beni culturali.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la creazione di un archivio informatico centrale delle mappe delle zone e dei monumenti vincolati

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato un archivio informatico centrale delle mappe delle zone e dei monumenti vincolati. Il servizio centrale oggi disponibile, «Vincoli in rete», è stato realizzato dall'Istituto superiore per la conservazione e il restauro a partire dal 2012, nell'ambito del Piano eGov 2012, cioè dopo la fine del governo, e collega banche dati già esistenti come la Carta del Rischio, il Sistema informativo beni tutelati, il SITAP e il SIGEC Web.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Ciò a cui dobbiamo provvedere prima di tutto è una disciplina nazionale di sistema.

La disciplina nazionale di sistema sullo spettacolo dal vivo non è stata approvata. Nel maggio 2007 la sottosegretaria ai Beni culturali Elena Montecchi ha diffuso una bozza di legge quadro, con deleghe al governo per riordinare il finanziamento del settore e le fondazioni lirico-sinfoniche, ma non risulta che sia stata approvata dal Consiglio dei ministri o presentata alle Camere come disegno di legge del governo. In Parlamento sono state presentate proposte di iniziativa parlamentare, tra cui l'A.C. 2603 del 7 maggio 2007, nessuna delle quali è diventata legge nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008). Nella legislatura successiva il Servizio studi della Camera descriveva ancora il settore come «finora oggetto di norme settoriali e parziali».

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attuare norme per la defiscalizzazione totale degli investimenti delle persone fisiche e delle imprese private nei progetti e nelle attività di spettacolo dal vivo

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo: nella tabella C lo stanziamento per il 2007 è di 441 milioni di euro, contro i 377 milioni previsti per il 2006 dalla finanziaria precedente. Non risultano però norme che prevedano la defiscalizzazione totale degli investimenti di persone e imprese nello spettacolo dal vivo. È rimasto in vigore il regime generale: deduzione delle erogazioni delle imprese nei limiti dell'articolo 100 del testo unico delle imposte sui redditi e detrazione del 19% per le erogazioni delle persone fisiche, entro il 2% del reddito complessivo. Gli incentivi fiscali introdotti dalla finanziaria 2008 (legge 244/2007, articolo 1, commi 325-343: crediti d'imposta e detassazione degli utili reinvestiti) riguardano solo il cinema.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

istituire un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo (riduzioni del prezzo del biglietto e dei servizi per fasce qualificate di consumatori)

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo, come riduzioni del prezzo del biglietto per fasce di pubblico. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) intervengono sullo spettacolo con il Fondo unico, contributi a istituzioni e festival e norme fiscali sulle imprese, ma non prevedono misure di questo tipo per il pubblico. Anche la Relazione sull'utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo per il 2007, che elenca gli interventi dello Stato nel settore, non cita incentivi alla domanda.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una disciplina delle professioni di agente e di rappresentante degli artisti

Non risultano atti del governo, né disegni di legge del governo, che disciplinino la professione di agente e rappresentante degli artisti. La professione di agente o rappresentante per lo spettacolo dal vivo è stata riconosciuta e disciplinata solo con la legge 15 luglio 2022, n. 106 (art. 4), che ha istituito anche un registro nazionale presso il Ministero della cultura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Riteniamo che premessa per una nuova legge sul cinema sia una legge antitrust

Il programma indicava come premessa di una nuova legge sul cinema una legge antitrust sugli interessi in televisione, telecomunicazioni, stampa e nuovi media, per superare il duopolio televisivo. Il governo presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale, secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata. Le commissioni Cultura e Trasporti conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo votò prima dello scioglimento delle Camere. Non risultano disegni di legge del governo per una nuova legge sul cinema: la legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha introdotto crediti d'imposta per il settore (art. 1, commi 325 e seguenti), che sono incentivi fiscali e non una nuova disciplina.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo [...] estenda il prelievo di risorse da destinare al cinema a tutti gli operatori

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo alimentato da un prelievo su tutti gli operatori che utilizzano il cinema. La legge finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, articolo 2, comma 301) ha invece rafforzato gli obblighi di investimento: emittenti televisive e fornitori di programmi, anche a pagamento, devono destinare almeno il 10 per cento dei propri introiti netti a opere europee, con quote riservate ai film italiani, e gli operatori di comunicazioni elettroniche devono contribuire per i servizi a richiesta secondo un regolamento dell'Autorità per le comunicazioni. Sono obblighi di spesa a carico dei singoli operatori, che il programma indicava come misura distinta dal fondo. La stessa legge ha introdotto crediti d'imposta per il settore (commi 325-343) e un contributo straordinario al fondo già esistente per le sale cinematografiche (comma 342), ma nessun nuovo fondo di garanzia.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una struttura gestionale autonoma, sul modello del Centro nazionale cinematografico francese

Non è stata creata una struttura autonoma per il cinema sul modello del Centro nazionale cinematografico francese. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 2876, Colasio e altri, presentata il 6 luglio 2007) prevedeva l'istituzione di un «Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo», ma dopo l'assegnazione alla commissione Cultura il 10 settembre 2007 non risulta alcun lavoro in commissione né in Assemblea. Non risulta un disegno di legge del governo sul tema. La legge finanziaria 2008 ha introdotto crediti d'imposta per il cinema, senza creare l'ente.

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