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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

60 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riduzione del 50% dell'organico degli uffici di diretta collaborazione delle amministrazioni centrali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano dimezzato l'organico degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri. Il decreto-legge 181/2006 (art. 1, commi 24-quater e 25-quater, inseriti dalla legge di conversione 233/2006) ha fatto rientrare il personale dei viceministri nel contingente complessivo degli uffici di diretta collaborazione di ciascun ministro, con una riduzione corrispondente delle risorse, e ha stabilito che la spesa per questi uffici non superi quella dell'assetto precedente: un tetto di spesa, non un taglio del 50%. Il decreto-legge 223/2006 (art. 31, comma 2) ha limitato al 10% del contingente degli uffici di diretta collaborazione il personale addetto al controllo strategico. La legge 244/2007 (art. 2, commi 632-633) ha vietato gli uffici di diretta collaborazione nelle amministrazioni i cui vertici non sono espressione di rappresentanza politica, facendo decadere quelli esistenti alla scadenza dell'incarico: la norma non riguarda i ministeri. Nessuna di queste norme fissa una riduzione del 50% degli organici.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

effettiva distinzione tra funzioni politiche e funzioni amministrative [...] l'impossibilità per il personale “chiamato” dal Ministro su base fiduciaria di essere posto a dirigere uffici amministrativi

Il programma chiedeva di impedire che il personale chiamato dal ministro su base fiduciaria fosse posto a dirigere uffici amministrativi. Il 16 maggio 2007, rispondendo a un'interrogazione nella commissione Affari costituzionali del Senato, il governo ha dichiarato solo l'intenzione di proporre un'organica riforma della dirigenza pubblica per rafforzare la separazione tra politica e amministrazione. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto quel divieto, né una riforma della dirigenza presentata alle Camere prima della fine del mandato. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche riguardava la responsabilità e il trattamento accessorio dei dirigenti, non questo divieto. Il decreto-legge n. 262 del 2006, richiamato nella stessa seduta, ha fatto cessare gli incarichi dei dirigenti non appartenenti ai ruoli dell'amministrazione che li impiegava, ma è una misura diversa dal divieto promesso.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'attivazione di una task force di giovani funzionari sulle azioni del piano per l'amministrazione [...] 1000 giovani laureati

Non risultano atti del governo che istituiscano una task force di 1.000 giovani laureati selezionati dall'esterno. Le norme sul personale pubblico della legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) riguardano il turn-over, la stabilizzazione dei precari (comma 519) e il riordino della formazione: il comma 580 istituisce l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche e sopprime dal 31 marzo 2007 la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Non prevedono un reclutamento mirato di giovani laureati né una task force sul piano per l'amministrazione. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) contiene una misura di questo tipo, e non ne risultano nella legge finanziaria 2008.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

predisposizione, entro il primo anno di vita del governo, di uno strumento quadro [...] di un contratto di servizio con i cittadini

Il programma chiedeva, entro il primo anno di governo (cioè entro il 17 maggio 2007), uno strumento quadro per definire in ogni amministrazione un contratto di servizio con i cittadini, le imprese e le associazioni, con strumenti di esigibilità e sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Non risultano atti del governo che lo abbiano introdotto. La direttiva del ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 19 dicembre 2006 «Una pubblica amministrazione di qualità» (registrata alla Corte dei conti il 26 febbraio 2007, G.U. n. 226 del 28 settembre 2007) promuove l'autovalutazione e la partecipazione degli utenti, ma cita la Carta dei servizi solo tra gli strumenti disponibili e non prevede contratti di servizio con i cittadini. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007), che prevedeva tra l'altro il risarcimento del danno e una somma a titolo di sanzione per i ritardi nei procedimenti, è stato approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 ma non dal Senato (A.S. 1859) prima dello scioglimento delle Camere. L'unica norma affine approvata è l'art. 2, comma 461, della legge 244/2007 (24 dicembre 2007), che impone una «Carta della qualità dei servizi» nei contratti di servizio dei soli servizi pubblici locali, a carico dei gestori: dopo la scadenza indicata e con un campo più ristretto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la realizzazione degli sportelli unici del cittadino, che evitino le peregrinazioni tra amministrazioni

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato sportelli unici del cittadino presso i Comuni. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche e sulla riduzione degli oneri burocratici (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) interveniva sui tempi dei procedimenti, sul protocollo informatico, sulle certificazioni e sulla carta d'identità, ma nel testo presentato non prevedeva un punto unico di accesso agli uffici presso il Comune. Approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato (S. 1859), non è diventato legge prima della fine della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

messa a regime dell'Air entro 1 anno

Il programma prevedeva di portare a regime l'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) entro un anno, cioè entro la primavera del 2007. Il regolamento attuativo previsto dall'art. 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246 non è stato adottato dal governo Prodi II. Lo schema fu presentato nella riunione preparatoria del Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2008 e comunicato al Consiglio dei ministri il 25 gennaio; il Consiglio di Stato diede il parere favorevole il 21 aprile 2008. Il regolamento è stato emanato solo con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, dal governo successivo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza

Il governo ha inserito il voto amministrativo agli stranieri nel disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976), presentato alla Camera il 30 luglio 2007. L'articolo unico prevedeva elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative per i titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, previa ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992. Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali il 10 settembre 2007, che ne ha avviato l'esame fino al 6 novembre 2007 senza concluderlo prima dello scioglimento delle Camere. Nessuna norma sul voto agli stranieri è stata approvata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione

Il disegno di legge del governo A.C. 1607, presentato alla Camera il 30 agosto 2006, dava la cittadinanza per nascita a chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno residente legalmente da almeno cinque anni, o a sua volta nato in Italia, con un requisito di reddito; riduceva inoltre da dieci a cinque anni la residenza legale richiesta per la naturalizzazione. Assegnato alla commissione Affari costituzionali il 19 settembre 2006, ha portato a un testo unificato adottato come testo base il 7 febbraio 2007, ma l'esame in commissione non si è concluso e il testo non è arrivato al voto dell'Assemblea prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 91/1992 non è stata modificata nel mandato. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto».

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

adozione della disciplina per l'indennizzo del cittadino e dell'impresa in caso di mancato rispetto dei tempi di conclusione del procedimento entro 1 anno

Il governo Prodi II ha presentato alla Camera, il 24 gennaio 2007, il disegno di legge A.C. 2161 sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (ministri Nicolais e Padoa-Schioppa). Il testo presentato aggiungeva alla legge 241/1990 un nuovo art. 2-bis: oltre al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto del termine, prevedeva che l'amministrazione pagasse per il mero ritardo una somma di denaro in misura fissa, da stabilire con regolamento del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge il 24 ottobre 2007; al Senato (A.S. 1859) era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima della fine della legislatura. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) l'indennizzo non è quindi entrato in vigore. Una misura di questo tipo è stata introdotta solo nel 2013, dall'art. 28 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69: 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 2.000 euro, in via sperimentale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Vareremo inoltre una normativa per tutelare la concorrenza nel sistema della comunicazione [...] mediante la previsione di limiti alla concentrazione delle risorse economiche nei singoli mercati

Il ministro delle Comunicazioni Gentiloni presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825). Il testo fissava un limite antitrust per singolo mercato: ricavi superiori al 45 per cento della pubblicità televisiva sarebbero stati considerati posizione dominante; modificava anche la definizione del sistema integrato delle comunicazioni. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo strumenti normativi specifici [...] che impediscano l’estensione delle posizioni dominanti in mercati contigui.

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 un disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro Gentiloni). Oltre a un limite antitrust del 45 per cento ai ricavi pubblicitari televisivi, il testo sostituiva il limite vigente alla raccolta di risorse per le imprese con più del 40 per cento dei ricavi delle comunicazioni elettroniche con il divieto, per queste imprese, di fondersi o collegarsi con imprese in posizione dominante nel sistema televisivo: una norma sull'estensione delle posizioni dominanti da un mercato all'altro. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura. Non risultano altri atti del governo su questo punto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo nuovi strumenti – sotto la responsabilità dell’Authority – per rilevare in modo affidabile gli ascolti multipiattaforma.

Il governo ha proposto il nuovo sistema di rilevazione nel disegno di legge sul settore televisivo presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 (A.C. 1825): l'art. 4 definiva la rilevazione degli ascolti un servizio di interesse generale, da svolgere tenendo conto delle diverse piattaforme trasmissive, e delegava il governo a regolare le rilevazioni curate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Le commissioni hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e la relazione è stata depositata il 17 gennaio 2008, ma la legge non è stata approvata prima della fine della legislatura. Nel frattempo l'Autorità, indipendente dal governo, aveva dato all'Auditel indirizzi con una delibera del maggio 2006 e nel marzo 2007 ha concluso un'indagine che ha portato a modifiche del campione e dello statuto: sono atti dell'Autorità, non del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

reintrodurremo la riserva di risorse frequenziali destinate alla comunicazione e informazione locale e comunitaria

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro delle Comunicazioni Gentiloni). L'articolo 3 prevedeva che le frequenze residue tornassero al ministero e fossero riassegnate con quote di riserva a favore dell'emittenza locale, senza una quota per l'emittenza comunitaria. Il disegno di legge è arrivato allo stato di relazione il 17 gennaio 2008, ma non è stato approvato prima della fine della legislatura, e la riserva di frequenze non è diventata legge. Restava in vigore solo la norma, precedente al mandato, del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, art. 8) che riserva all'emittenza locale un terzo della capacità trasmissiva.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

del ripristino del tetto alla raccolta pubblictaria previsto dalla Legge Maccanico

Il governo Prodi II ha presentato alla Camera il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale (ministro Gentiloni, 16 ottobre 2006). L'art. 2 stabiliva che la raccolta di oltre il 45 per cento dei ricavi pubblicitari del settore televisivo costituisse posizione dominante, sanzionata con la riduzione dei tempi di pubblicità. Era una soglia diversa da quella della legge 249/1997, che limitava al 30 per cento la quota di ciascun soggetto sulle risorse complessive del settore televisivo nazionale. Il disegno di legge non è stato comunque approvato: il 17 gennaio 2008 la commissione aveva concluso l'esame e il testo era stato trasmesso all'Assemblea, ma le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008. Nel mandato del governo il tetto alla raccolta pubblicitaria della legge Maccanico non è stato ripristinato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1245) ha impegnato il governo a elaborare entro sei mesi una proposta di riforma dell'editoria, privilegiando tra l'altro le imprese no profit nelle agevolazioni postali. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge in via preliminare il 3 agosto 2007 e in via definitiva il 12 ottobre 2007, ma non risulta presentato alle Camere prima della fine della legislatura; la riforma è stata riproposta come proposta di legge nel giugno 2008 (A.C. 1269, XVI legislatura). Nel mandato i contributi diretti sono stati toccati solo da misure di contenimento e controllo: riparto proporzionale delle somme disponibili tra gli aventi diritto (legge 296/2006, comma 1246, e legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 294), riduzione del 2 per cento per il 2007 e il 2008 con un tetto pari ai costi sostenuti (decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, art. 10, come convertito) e obbligo di un modello dei costi certificato (legge 244/2007, art. 2, comma 293). Non sono stati introdotti criteri specifici per l'editoria non profit e cooperativa né garanzie sulla certezza delle risorse.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

È perciò importante che essa si rinnovi e si ristrutturi, come holding pubblica

Il governo ha avviato la riforma con il disegno di legge del ministro Gentiloni presentato al Senato il 22 maggio 2007 (atto Senato n. 1588). Il testo trasferiva le azioni della Rai dal Ministero dell'economia a una nuova Fondazione e le affidava la riorganizzazione dell'azienda, anche con nuove società. Prevedeva di separare la gestione della rete dalla produzione dei contenuti e il servizio pubblico finanziato dal canone dalle attività commerciali finanziate dalla pubblicità. Il disegno di legge era ancora in esame in commissione quando le Camere sono state sciolte, il 6 febbraio 2008, e non è diventato legge. Nel mandato, quindi, l'assetto della Rai non è cambiato e sono rimaste in vigore le regole del testo unico della radiotelevisione del 2005.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

nuovi criteri di nomina dei vertici assicureranno l’autonomia manageriale

La riforma della Rai è stata proposta, ma non è stata adottata. Il disegno di legge del governo (A.S. 1588, ministro delle comunicazioni Gentiloni), presentato al Senato il 22 maggio 2007, affidava la Rai a una Fondazione con un consiglio di 11 membri, in parte scelti tra candidature raccolte con un bando pubblico, e a questo consiglio spettava nominare il consiglio di amministrazione di RAI Spa. Il disegno di legge è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima della fine anticipata della legislatura. I vertici della Rai hanno continuato a essere nominati con le regole in vigore, tra cui il potere della commissione parlamentare di vigilanza di designare sette consiglieri (legge n. 112 del 2004).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il riconoscimento e regolamentazione della professione dell’insegnante di attività motoria e sportiva

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riconosciuto o regolamentato la professione di insegnante di attività motoria e sportiva: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ve ne sono sul tema. Sono state presentate solo proposte di iniziativa parlamentare, come il disegno di legge dei senatori Caforio e altri sull'accesso professionale dei laureati in Scienze motorie (A.S. 1423, comunicato il 21 marzo 2007), che non è diventato legge prima dello scioglimento delle Camere. Anche il testo di iniziativa parlamentare che aboliva l'equipollenza tra la laurea in scienze motorie e quella in fisioterapia (A.S. 1525) non ha concluso l'iter nella legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la cessione di quote sulle scommesse sportive

Il programma indicava, tra gli strumenti per far finanziare lo sport alle Regioni, la cessione di quote delle scommesse sportive. Non risultano atti del governo che le abbiano attribuito: né l'art. 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, che ha riordinato le scommesse, né le leggi finanziarie per il 2007 e per il 2008 prevedono quote alle Regioni. La finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha finanziato lo sport con risorse del bilancio dello Stato: un Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale con 33 milioni di euro per il 2007 (art. 1, comma 1291) e un contributo di 20 milioni l'anno al Credito sportivo nel 2007-2009 (comma 1294). Le sue norme sulle scommesse (commi 50, 87 e 88) riguardano il contrasto al gioco senza concessione e nuove scommesse dei Monopoli di Stato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la diffusione della carta d'identità elettronica al 50 per cento della popolazione entro il 2007 e al 100 per centro entro il 2008

Il traguardo non è stato raggiunto. Il 15 ottobre 2008 il ministro dell'Interno riferiva al Comitato Schengen della Camera che la carta d'identità elettronica era ancora in fase sperimentale: la rilasciavano circa 130 comuni e ne erano state emesse quasi 2 milioni in tutto dall'avvio. Il dato è cumulativo, quindi a maggio 2008, alla fine del mandato, le carte emesse non potevano essere di più: una piccola frazione della popolazione, lontanissima dal 50 per cento promesso per il 2007. Nel mandato sono state adottate le regole tecniche (decreto ministeriale dell'8 novembre 2007), mentre il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (art. 35) ha rinviato al 31 dicembre 2008 il termine dal quale si sarebbe potuto accedere ai servizi in rete delle amministrazioni solo con la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

non ripeteremo il modello della legge Frattini e non procederemo in nessun caso a cessazione dei rapporti di lavoro

Il governo ha adottato norme di decadenza automatica degli incarichi, il tipo di misura che il programma escludeva. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, commi 159-161, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha esteso la cessazione dopo 90 giorni dalla fiducia al nuovo governo agli incarichi dirigenziali affidati a persone esterne ai ruoli della dirigenza statale e ai direttori delle Agenzie, e ha fatto cessare gli incarichi conferiti prima del 17 maggio 2006 se non confermati entro 60 giorni; per gli esterni non dipendenti pubblici ha fatto salvi solo gli effetti economici dei contratti in corso. La legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione del decreto-legge 181/2006, ha stabilito che negli uffici di diretta collaborazione dei ministri incarichi, consulenze e contratti, anche a termine, decadano se non confermati entro 30 giorni dal giuramento del nuovo ministro. Con la sentenza 161/2008 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittimo il comma 161, per gli incarichi conferiti a personale estraneo ai ruoli della dirigenza. Le norme riguardano gli incarichi di vertice e quelli affidati a esterni, non la generalità dei dirigenti di ruolo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

torneremo al contratto come sede per la negoziazione di obiettivi, oggetto e durata dell'incarico

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riportato nel contratto la definizione di obiettivi, oggetto e durata degli incarichi dirigenziali. Il governo modificò l'art. 19 del d.lgs. 165/2001 con il decreto-legge 262/2006 (art. 2, commi 159-161), ma solo per la cessazione degli incarichi. Nel testo dell'art. 19 in vigore dal 29 novembre 2006 al 14 novembre 2009, oggetto, obiettivi e durata (da tre a cinque anni) sono fissati nel provvedimento di conferimento. Al provvedimento si affianca un contratto individuale che definisce solo il trattamento economico. Su questo punto la disciplina della legge 145/2002, che la promessa voleva superare, è rimasta invariata per tutto il mandato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

istituire un meccanismo di accesso per concorso alla qualifica di direttore generale

Il governo Prodi non ha introdotto un concorso per l'accesso alla qualifica di direttore generale. Nel testo dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo 165/2001 in vigore durante il mandato, identico a quello precedente, gli incarichi dirigenziali di livello generale restano conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente, a dirigenti di prima fascia, entro il 70 per cento della dotazione ad altri dirigenti dei ruoli, o con contratto a termine a persone esterne qualificate. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 580-582) ha istituito l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche - Scuola nazionale della pubblica amministrazione, affidandole il reclutamento e la formazione dei dirigenti dello Stato, ma non ha previsto un concorso per i posti di direttore generale. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, presentato alla Camera nel gennaio 2007, conteneva questa misura. Non risultano altri atti del governo in questo senso.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

trasformare l'attuale comitato tecnico presso la Presidenza del Consiglio in un organismo che certifica le metodologie di valutazione adottate in ciascun ministero.

Il Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico presso la Presidenza del Consiglio è stato riordinato dal DPR 12 dicembre 2006, n. 315 (in vigore dal 2 marzo 2007): un presidente e tre membri, con il compito di promuovere metodologie e strumenti comuni per la pianificazione strategica dei ministeri. Nel mandato il comitato ha redatto le linee guida allegate alla direttiva del Presidente del Consiglio del 12 marzo 2007, un modello comune di direttiva ministeriale e di rapporto sui risultati e una metodologia comune per gli indicatori. Non ha però ricevuto il compito di certificare le metodologie di valutazione adottate da ciascun ministero, che era il contenuto della promessa: non risultano atti del governo che gli abbiano attribuito questo ruolo entro maggio 2008.

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