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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

24 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l'incidenza percentuale delle risorse per il comparto [...] possa varcare la soglia almeno dell'1 percentuale rispetto al PIL.

Le risorse del Ministero sono rimaste lontane da entrambe le soglie che la frase del programma può indicare. Nel disegno di legge di bilancio per il 2022 (Senato n. 2448, testo integrato) lo stato di previsione del Ministero della cultura vale 3,93 miliardi di euro di competenza: circa lo 0,47% delle spese finali dello Stato (829,9 miliardi) e lo 0,36% della spesa complessiva (1.107,3 miliardi). Rispetto al PIL la distanza è maggiore: le previsioni assestate del Ministero per il 2021 (3,51 miliardi) valgono circa lo 0,2% del PIL di quell'anno, che l'ISTAT stimava nel marzo 2022 in 1.781 miliardi di euro. Non risultano atti dei governi del periodo che abbiano portato le risorse del Ministero all'1%.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevedendo la possibilità di effettuare i versamenti direttamente sul portale Art Bonus

Il portale Art Bonus non è diventato un canale di pagamento. Per tutto il periodo la pagina «Come donare» del portale ufficiale ha indicato la stessa procedura: il mecenate sceglie l'intervento, contatta l'ente beneficiario, fa il versamento con bonifico, carte o assegni e poi comunica la donazione al portale. La modifica della legge sull'Art Bonus del maggio 2020 ha esteso i beneficiari (tra gli altri circhi, complessi strumentali e società concertistiche e corali), senza introdurre versamenti diretti sul portale. Non risultano atti dei governi valutati che li abbiano previsti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

A nostro avviso è necessario rivedere e correggere l’attuale meccanismo

Il meccanismo di assegnazione del Fondo unico per lo spettacolo è rimasto quello del decreto ministeriale del 27 luglio 2017, anteriore al periodo: 35 punti su 100 per la qualità artistica, valutata dalle commissioni, e 65 attribuiti in modo automatico (qualità indicizzata e dimensione quantitativa). Nel periodo il decreto del 31 dicembre 2020 ha dettato regole temporanee per il 2021 legate all'emergenza Covid-19 e il decreto del 25 ottobre 2021 n. 377 ha ritoccato settori, requisiti e indicatori per il triennio 2022-2024, lasciando invariati i pesi. Il disegno di legge delega del governo Conte I sullo spettacolo (Senato n. 1312, maggio 2019), che prevedeva nuovi criteri di riparto, non è mai stato esaminato; la legge 106/2022 ha riaperto la delega per un codice dello spettacolo, non esercitata entro la fine del periodo. Non risulta una revisione del meccanismo nel senso indicato dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

commissioni valutatrici composte da esperti per ogni settore;

Le commissioni consultive per musica, teatro, danza e circo, che valutano la qualità artistica, sono regolate dal decreto ministeriale del 10 febbraio 2014, anteriore al periodo. Già quel decreto prevede componenti scelti tra esperti altamente qualificati nelle materie di ciascuna commissione, docenti universitari o critici, con una procedura pubblica di raccolta delle candidature. Nel periodo l'unico intervento è il decreto del 25 ottobre 2021 (art. 4), che ha portato i componenti di ogni commissione da cinque a sette e ha cambiato il quorum, senza modificare i requisiti di nomina. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abbiano rivisto la composizione delle commissioni nel senso chiesto dal programma, che contestava commissioni composte da funzionari.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

meccanismi premiali a favore di gestioni virtuose e che creano occupazione;

Il sistema di calcolo del Fondo unico per lo spettacolo conteneva già, nel decreto ministeriale del 27 luglio 2017 anteriore al periodo, un indicatore di efficienza gestionale e il conteggio delle giornate lavorative tra i parametri quantitativi. Nel periodo non è stato introdotto un nuovo meccanismo premiale per le gestioni virtuose o per chi crea occupazione. Il decreto del 25 ottobre 2021 n. 377 ha solo esteso al personale tecnico il calcolo dell'efficienza gestionale; per la fase Covid ha previsto anticipazioni dei contributi per tutelare l'occupazione e la continuità della programmazione e controlli sulla regolarità contributiva e sul rispetto dei contratti collettivi (art. 3, commi 3 e 8). Non risultano altri atti del periodo con questo scopo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

meccanismi premiali a favore di progetti di inclusione sociale e di recupero delle periferie;

Il quadro resta quello del decreto ministeriale del 27 luglio 2017, anteriore al periodo valutato, con le modifiche del DM 31 dicembre 2020 (emergenza Covid-19) e del DM 25 ottobre 2021 n. 377 per il triennio 2022-2024. Il settore «coesione e inclusione sociale» (art. 41) e il riequilibrio territoriale erano già previsti dal decreto del 2017. Il decreto del 2021 ha aggiunto indicatori sulla programmazione nei piccoli comuni e borghi fino a 5.000 abitanti, non sul recupero delle periferie. Non risultano atti del periodo che introducano premialità per progetti di inclusione sociale e recupero delle periferie.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è necessario realizzare con la maggiore esattezza possibile, una mappatura in accordo con gli obiettivi di valorizzazione del "patrimonio intangibile"

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che dispongano una mappatura del patrimonio culturale immateriale. Il Ministero ha strumenti di inventariazione legati alla Convenzione UNESCO del 2003: dal febbraio 2018 l'Ufficio UNESCO del Segretariato generale è accreditato come ente schedatore presso l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, e ne è nato il modulo «MEPI 4.0» per l'inventariazione degli elementi del patrimonio immateriale, in uso dal 2019. Secondo la pubblicazione del Ministero del 2020, il modulo serve a documentare gli elementi candidati alle liste UNESCO, non a una mappatura nazionale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

necessaria l’immediata revisione di quella parte della Legge per il Mercato e la Concorrenza [...] il ripristino della fondamentale funzione di controllo

Le norme sull'esportazione introdotte dalla legge sul mercato e la concorrenza (legge 124/2017) non sono state riviste nel periodo valutato. Secondo Normattiva, gli artt. 65 e 68 del Codice dei beni culturali (soglia dei settant'anni, beni sotto i 13.500 euro esportabili con dichiarazione sostitutiva, attestato di libera circolazione di cinque anni) sono rimasti nel testo in vigore dal 29 agosto 2017 fino al 13 aprile 2026. Il disegno di legge delega presentato dal governo Conte I nel maggio 2019 (Senato n. 1312) prevedeva anche la revisione delle autorizzazioni all'uscita dei beni culturali, ma non è mai stato esaminato. Nessuna norma del periodo ha ripristinato i controlli precedenti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

revisione e potenziamento dell’organico preposto ai controlli

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abbiano rivisto o potenziato in modo specifico l'organico degli uffici di esportazione. La legge di bilancio 2019 ha autorizzato concorsi per mille assunzioni di personale non dirigenziale al Ministero tra il 2020 e il 2021, ma senza destinarle a questi uffici. Il disegno di legge delega del governo Conte I (Senato n. 1312, maggio 2019) prevedeva di razionalizzare l'attività degli uffici di controllo sulla circolazione dei beni culturali, ma non è mai stato esaminato. Non sono disponibili dati pubblici sugli organici degli uffici di esportazione nel periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

stabilendo dei requisiti minimi per garantire un buon livello di preparazione dei dirigenti chiamati a gestire il patrimonio culturale

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che stabiliscano requisiti minimi di preparazione per i dirigenti che gestiscono il patrimonio culturale. Il nuovo regolamento del Ministero (Dpcm 2 dicembre 2019, n. 169, in vigore dal 5 febbraio 2020) disciplina compiti e organizzazione dei direttori di musei e parchi archeologici, senza fissare requisiti di formazione o esperienza per l'incarico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la cui competenza, a nostro avviso, va restituita alla sfera Pubblica, lasciando ai concessionari privati i soli servizi di bigliettazione, caffetteria, ristorazione e guardaroba

Non risultano atti che riportino alla gestione pubblica i servizi aggiuntivi dei musei, lasciando ai privati solo biglietteria, caffetteria, ristorazione e guardaroba. Nel periodo l'unica modifica alle norme sui servizi per il pubblico (articoli 115 e 117 del Codice dei beni culturali) è stata introdotta in sede di conversione del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (legge n. 120 del 2020, articolo 8, comma 7-bis). Consente di affidare tali servizi anche con appalti pubblici di servizi e di integrarli con pulizia, vigilanza e biglietteria. Questa norma non riduce l'elenco dei servizi affidabili a privati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

proponiamo una revisione delle condizioni di concessione di gestione dei servizi aggiuntivi in sede di rinnovo, tramite bando pubblico

Non risultano atti che impongano la revisione delle concessioni dei servizi aggiuntivi dei musei al momento del rinnovo, tramite bando pubblico. La scelta del concessionario con procedura di evidenza pubblica era già prevista dall'articolo 115 del Codice dei beni culturali. Nel periodo il Codice è stato modificato solo dall'articolo 8, comma 7-bis, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (convertito dalla legge n. 120 del 2020), che permette di affidare i servizi anche con appalti pubblici e di progettarne il contenuto, senza prevedere una revisione generale delle concessioni in corso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è necessario individuare e definire dei “Distretti Culturali” nei quali fare una progettazione partecipata, varando un piano strategico di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile

Non risultano atti statali dei governi Conte I, Conte II e Draghi che individuino o definiscano «distretti culturali» e varino per essi un piano strategico di rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile. Le leggi di bilancio del periodo e il nuovo regolamento del Ministero (Dpcm 2 dicembre 2019, n. 169) non prevedono distretti culturali. La materia è di competenza concorrente tra Stato e Regioni, ma un atto statale di indirizzo o di programmazione era possibile.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riorganizzando il funzionamento e la composizione del Consiglio dello spettacolo dando priorità a competenza, esperienza e partecipazione

Il Consiglio superiore dello spettacolo è stato istituito dalla legge 22 novembre 2017, n. 175 (articolo 3), prima dell'inizio del periodo valutato: undici personalità nominate dal ministro, tre delle quali designate dalla Conferenza unificata, e quattro membri scelti dal ministro su rose di nomi proposte dalle associazioni di categoria e dagli enti del terzo settore. Il regime di incompatibilità e le modalità di lavoro sono stati fissati con un decreto ministeriale del gennaio 2018. Nel periodo non risultano atti che ne modifichino funzionamento o composizione: il testo dell'articolo 3 è rimasto invariato, anche dopo la legge 15 luglio 2022, n. 106. La delega al governo prevista dalla stessa legge del 2017 per riordinare la materia dello spettacolo non è stata esercitata entro il termine.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre sistemi di governance più trasparenti, prevedendo anche forme di “daspo” per quei soggetti che si sono distinti negativamente per cattive gestioni

Non risultano atti del periodo che introducano forme di «daspo» per chi ha gestito male enti dello spettacolo. Il programma richiamava la regola prevista per i sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche, che però era solo un criterio della delega al governo contenuta nella legge 22 novembre 2017, n. 175 (articolo 2, comma 3, lettera b): chi aveva responsabilità accertata per la cattiva gestione economico-finanziaria non poteva essere nominato di nuovo. La delega, in vigore dal 27 dicembre 2017, scadeva dopo dodici mesi ed è scaduta il 27 dicembre 2018, durante il governo Conte I, senza che fosse adottato alcun decreto legislativo. La legge 15 luglio 2022, n. 106, proposta dal governo Draghi, ha conferito una nuova delega con lo stesso criterio e un termine di nove mesi dal 18 agosto 2022, cioè dopo la fine del periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

selezionare i componenti degli organi di gestione mediante bandi pubblici anche internazionali, con l’obbligo di assenza di conflitti di interesse

Non risultano atti del periodo che impongano bandi pubblici per scegliere gli organi di gestione degli enti dello spettacolo. La legge 15 luglio 2022, n. 106, proposta dal governo Draghi, delega il governo a riordinare la materia e fissa tra i criteri, solo per le fondazioni lirico-sinfoniche, la selezione di sovrintendente e direttore artistico con bandi pubblici, anche internazionali, e l'assenza di conflitti di interesse per loro e per i componenti degli organi di gestione. È un criterio per futuri decreti legislativi, con termine di nove mesi dal 18 agosto 2022, cioè dopo la fine del periodo valutato, non una regola in vigore. La precedente delega della legge 175 del 2017 era scaduta nel dicembre 2018 senza decreti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevedere forme di agevolazione fiscale finalizzate soprattutto ai giovani per la promozione e lo sviluppo dello spettacolo dal vivo

Non risultano agevolazioni fiscali rivolte soprattutto ai giovani per la promozione e lo sviluppo dello spettacolo dal vivo. Nel periodo è stato introdotto un credito d'imposta del 90 per cento per le spese del 2020 delle imprese teatrali e di spettacolo dal vivo colpite dal calo del fatturato (decreto-legge 41/2021, articolo 36-bis), una misura di emergenza non riservata ai giovani. Le leggi di bilancio hanno rinnovato e poi reso permanente dal 2022 la Carta elettronica per i diciottenni, già esistente, che si può usare anche per biglietti di spettacoli dal vivo e corsi di teatro e musica: è un buono di spesa per tutti i consumi culturali, non un'agevolazione fiscale. I criteri a favore dei progetti di giovani sotto i 35 anni previsti dalla legge 175 del 2017 riguardano il riparto del Fondo unico per lo spettacolo e non il fisco.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle si è impegnato a introdurre il riordino della normativa relativa all'organizzazione e al funzionamento delle scuole di teatro

Non risultano atti che riordinino la normativa su organizzazione e funzionamento delle scuole di teatro. La legge 175 del 2017 prevede una disciplina delle scuole solo per la danza (articolo 2, comma 4, lettera g), come criterio di delega non esercitato nel periodo. La legge 106 del 2022 ripropone la delega, senza norme specifiche sulle scuole di teatro.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

garantire agli autori la possibilità di scegliere liberamente le nuove licenze open, come "creative common", "copyleft" o "fair use"

Non risultano atti del governo che garantiscano agli autori la libera scelta di licenze aperte (come Creative Commons) o che estendano l'accesso aperto per la letteratura scientifica. Il principale intervento sul diritto d'autore del periodo, il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 177 (recepimento della direttiva europea sul diritto d'autore nel mercato unico digitale), tratta di estrazione di testo e dati per la ricerca, utilizzi didattici, piattaforme online ed equa remunerazione, ma non contiene norme su accesso aperto o licenze libere. Il Programma nazionale per la scienza aperta 2021-2027, adottato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca 28 febbraio 2022, n. 268 e pubblicato il 20 giugno 2022, contiene raccomandazioni ma non introduce obblighi né diritti per gli autori.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riformare seriamente l'attività di amministrazione e di intermediazione del diritto d'autore, determinando una condizione maggiormente concorrenziale

Nel periodo valutato non è stata riformata nel complesso l'intermediazione del diritto d'autore. L'art. 180 della legge 633/1941, che riserva in esclusiva l'intermediazione alla SIAE e agli altri organismi di gestione collettiva, è rimasto invariato: l'apertura a questi organismi era del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, anteriore al programma. L'unica apertura riguarda la ritrasmissione via cavo: il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 181, che recepisce una direttiva europea, ha abrogato l'art. 180-bis, che la riservava alla SIAE, e l'ha affidata a qualunque organismo di gestione collettiva. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 177 ha aggiunto l'art. 180-ter, che consente ai tre organismi più rappresentativi di stipulare licenze collettive con effetto esteso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Intendiamo ridare importanza al nostro paesaggio, rispettando l’articolo 9 delle Costituzione e annullando queste riforme

Non risultano atti del governo che annullino le riforme indicate nel programma (decreto «Sblocca Italia», riforma delle soprintendenze, legge Madia, semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche). Il DPR 31/2017 sulle autorizzazioni paesaggistiche semplificate è rimasto in vigore e il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108) ne ha esteso l'elenco degli interventi liberi (art. 36, comma 3-bis). Lo stesso decreto ha semplificato ulteriormente le procedure di tutela, tra l'altro con la Soprintendenza speciale per il PNRR (art. 29) e con il parere non vincolante del Ministero della cultura sugli impianti rinnovabili in aree contermini ai beni tutelati (art. 30).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riteniamo, inoltre, fondamentale attribuire di nuovo le piene funzioni di tutela del paesaggio alle soprintendenze

Non risultano atti del governo che restituiscano alle soprintendenze le piene funzioni di tutela del paesaggio. Il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108) ha istituito la Soprintendenza speciale per il PNRR, con potere di avocazione e sostituzione nei confronti delle soprintendenze territoriali (art. 29). Per gli impianti rinnovabili in aree contermini ai beni tutelati ha stabilito che il Ministero della cultura si esprime con parere obbligatorio ma non vincolante e che, in caso di silenzio, l'amministrazione procede comunque (art. 30, comma 2).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il punto di partenza nel settore dell'editoria è l’abolizione del finanziamento diretto e indiretto in primo luogo ai giornali

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 810) ha previsto la riduzione progressiva dei contributi diretti alle imprese editrici fino alla loro abolizione dal 1° gennaio 2022. Prima che i tagli scattassero, quei termini sono stati differiti più volte: di 12 mesi con la legge 160/2019, poi a 24 mesi (decreto-legge 162/2019, legge 8/2020), a 48 (legge 21/2021), a 60 (legge 106/2021) e a 72 mesi (decreto-legge 228/2021, legge 15/2022). Al 22 ottobre 2022 i contributi diretti non erano quindi aboliti. Il comma 806 della stessa legge di bilancio 2019 aveva inoltre introdotto un credito d'imposta per le edicole.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

si propone l'abrogazione e il superamento della legge delega 198/2016 e dei relativi decreti attuativi (cosiddetti decreti Lotti)

La legge delega 26 ottobre 2016, n. 198 e i decreti attuativi sull'editoria (tra cui il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 sui contributi alle imprese editrici) non sono stati abrogati: al 22 ottobre 2022 risultano in vigore. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 810) è intervenuta in deroga all'art. 8 del decreto 70/2017 per ridurre i contributi, ma quei tagli sono stati poi differiti fino a 72 mesi. Il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione istituito dalla legge 198/2016 è rimasto in uso: per esempio il decreto-legge 183/2020 (art. 7, comma 4-bis) lo ha impiegato per finanziare nel 2021 un contributo alle radio che svolgono informazione di interesse generale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026