{"licenza":"CC BY 4.0","generato":"2026-10-24T10:45:15.213Z","programmi":[{"id":"ulivo-1996","elezione":"1996-04-21","anno":1996,"coalizione":"L'Ulivo","area":"centrosinistra","partiti":["Partito Democratico della Sinistra","Partito Popolare Italiano","Rinnovamento Italiano","Federazione dei Verdi","Socialisti Italiani"],"governi":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"fonti":[{"titolo":"Tesi per la definizione della piattaforma programmatica dell'Ulivo (6 dicembre 1995)","url":"http://www.perlulivo.it/documenti/tesi.txt","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","impronta":"a67d11a653bc205382f8a18c3c9577f9b4b5ce928d0629f5882c157fd3073f68","origine":"coalizione"}],"stato":"reperito","nota":"La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.","conteggiEsterni":[{"governoId":"ulivo-1996","fonte":"Moury (2011), Modern Italy 16(1)","url":"https://doi.org/10.1080/09593969.2010.481090","data":"2011","percentualeAttuazione":57,"nota":"Media del 57% sulle promesse dei due programmi comuni (Ulivo 1996 e Casa delle Libertà 2001), calcolata su entrambi insieme."}]},{"id":"cdl-2001","elezione":"2001-05-13","anno":2001,"coalizione":"Casa delle Libertà","area":"centrodestra","partiti":["Forza Italia","Alleanza Nazionale","Lega Nord","CCD-CDU","Nuovo PSI"],"governi":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"fonti":[{"titolo":"Piano di governo per una legislatura (Elezioni politiche 2001)","url":"http://www.forza-italia.it/elettorale/piano_governo/","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20010509184627id_/http://www.forza-italia.it:80/elettorale/piano_governo/index.html","impronta":"d4dfb7baebb98a6d04868e82d7abfd38bfa300de611db56c07f22b2f91ae7dc9","pagine":101,"origine":"coalizione"},{"titolo":"Contratto con gli italiani (8 maggio 2001)","url":"http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/contratto.jpg","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","impronta":"5182bb234db083f87193cbaee2bf6e4695e4d50b31a4935d6a8a43c37ec5937e","pagine":1,"origine":"coalizione"}],"stato":"reperito","nota":"Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.","conteggiEsterni":[{"governoId":"cdl-2001","fonte":"Moury (2011), Modern Italy 16(1)","url":"https://doi.org/10.1080/09593969.2010.481090","data":"2011","percentualeAttuazione":57,"nota":"Media del 57% sulle promesse dei due programmi comuni (Ulivo 1996 e Casa delle Libertà 2001), calcolata su entrambi insieme."}]},{"id":"unione-2006","elezione":"2006-04-09","anno":2006,"coalizione":"L'Unione","area":"centrosinistra","partiti":["Democratici di Sinistra","La Margherita","Rifondazione Comunista","Rosa nel Pugno","Comunisti Italiani","Italia dei Valori","Federazione dei Verdi","Popolari UDEUR"],"governi":["prodi-ii"],"fonti":[{"titolo":"Per il bene dell'Italia. Programma di Governo 2006-2011","url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","impronta":"3496b724daf62cb28743a8049ee43221a39d2767d6ad9e113c7e05a0955518a8","pagine":281,"origine":"terzi"}],"stato":"reperito","nota":"Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.","conteggiEsterni":[]},{"id":"pdl-2008","elezione":"2008-04-13","anno":2008,"coalizione":"Popolo della Libertà – Lega Nord – MpA","area":"centrodestra","partiti":["Popolo della Libertà","Lega Nord","Movimento per l'Autonomia"],"governi":["berlusconi-iv"],"fonti":[{"titolo":"7 missioni per il futuro dell'Italia","url":"http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","impronta":"0287edc233a3da77c95abf9f9ea94368b688eff2c5cd75a6cd39e3ee7c2012b1","pagine":24,"origine":"coalizione"}],"stato":"reperito","nota":"La Lega Nord non pubblicò un programma proprio: aderì a quello del PdL.","conteggiEsterni":[]},{"id":"ibc-2013","elezione":"2013-02-24","anno":2013,"coalizione":"Italia. Bene Comune","area":"centrosinistra","partiti":["Partito Democratico","Sinistra Ecologia Libertà","Centro Democratico","Partito Socialista Italiano"],"governi":["letta","renzi","gentiloni"],"fonti":[{"titolo":"Carta d'intenti della coalizione «Italia. Bene Comune»","url":"http://www.primarieitaliabenecomune.it/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","impronta":"a6ddfa75cc9185cd2e7fe371f845875ad34bd63ea6986c2c240ea732f2678d96","pagine":11,"origine":"coalizione"},{"titolo":"L'Italia giusta - programma (Partito Democratico)","url":"https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20140109190918id_/https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf","impronta":"72b6ae83602ca9126a2aa1875f89f70910295157053e51f53129c17b2594b293","pagine":5,"origine":"partito"}],"stato":"reperito","nota":"«L'Italia giusta» è il programma del solo PD, non dell'intera coalizione; la copia d'archivio è quella pubblicata dal partito.","conteggiEsterni":[]},{"id":"m5s-2018","elezione":"2018-03-04","anno":2018,"coalizione":"Movimento 5 Stelle","area":"M5S","partiti":["Movimento 5 Stelle"],"governi":["conte-i","conte-ii","draghi"],"fonti":[{"titolo":"Programma «Idee e proposte per l'Italia» (24 capitoli tematici)","url":"https://www.movimento5stelle.it/programma/download.html","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20180306142230id_/https://www.movimento5stelle.it/programma/download.html","impronta":"271378f25b2482690a269adaa1979e7567141c472f8d4f4f9212b767760271dc","pagine":319,"origine":"partito"}],"stato":"reperito","nota":"Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.","conteggiEsterni":[{"governoId":"m5s-2018","fonte":"Pagella Politica","url":"https://pagellapolitica.it/articoli/promesse-mantenute-movimento-5-stelle","data":"2022-08-25","totale":20,"mantenute":2,"inParte":10,"nonMantenute":8,"documento":"i 20 punti del programma del Movimento 5 Stelle per le elezioni del 2018"}]},{"id":"lega-2018","elezione":"2018-03-04","anno":2018,"coalizione":"Lega","area":"centrodestra","partiti":["Lega"],"governi":["conte-i","draghi"],"fonti":[{"titolo":"Salvini Premier - Programma di governo","url":"http://leganord.org/component/phocadownload/category/5-elezioni?download=1514:programma-lega-salvini-premier-2018","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20180212233019id_/http://leganord.org:80/component/phocadownload/category/5-elezioni?download=1514:programma-lega-salvini-premier-2018","impronta":"5061be9dd148047600d8ad08eae73f312cc39bbc160c00ba386be6055583d8e5","pagine":74,"origine":"partito"}],"stato":"reperito","conteggiEsterni":[]},{"id":"cdx-2022","elezione":"2022-09-25","anno":2022,"coalizione":"Centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati)","area":"centrodestra","partiti":["Fratelli d'Italia","Lega","Forza Italia","Noi Moderati"],"governi":["meloni"],"fonti":[{"titolo":"Per l'Italia. Accordo quadro di programma per un governo di centrodestra","url":"https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","archivioUrl":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","impronta":"2975771e02c5896126dd98bcbf375a095c241e4fecc61ee33d2751b467ee2cfc","pagine":17,"origine":"coalizione"}],"stato":"reperito","conteggiEsterni":[{"governoId":"cdx-2022","fonte":"Pagella Politica","url":"https://pagellapolitica.it/articoli/promesse-mantenute-tradite-tre-anni-governo-meloni","data":"2025-10-21","totale":100,"mantenute":22,"inCorso":59,"nonMantenute":10,"compromesse":9,"documento":"programma comune del centrodestra per le elezioni del 2022"}]}],"promesse":[{"id":"cdx-2022-c003","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito all'adeguamento degli stanziamenti per la difesa","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2"},"esito":"in corso","motivazione":"Il programma non indica cifre: il riferimento è l'impegno preso dagli alleati in Galles nel 2014 di tendere al 2 per cento del PIL per la difesa entro il 2024. Secondo i dati NATO elaborati dal Servizio studi della Camera, la spesa italiana era all'1,52 per cento del PIL nel 2024 e ha superato il 2 per cento nel 2025 (2,09 per cento), con un 2,10 per cento nel 2026; i dati 2025 e 2026 sono stime. Il Documento programmatico pluriennale della Difesa 2025-2027 attribuisce il raggiungimento del 2 per cento a una riqualificazione delle spese e ad alcuni rifinanziamenti; il conteggio comunicato alla NATO comprende, tra l'altro, le pensioni del personale pagate dall'INPS e le spese per la mobilità militare. Al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025 gli alleati si sono impegnati a portare la spesa al 5 per cento del PIL entro il 2035, di cui almeno il 3,5 per cento per la difesa in senso stretto: per l'Italia la distanza è di circa 1,4 punti. La legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19/temi/le-spese-per-la-difesa-in-ambito-nato_d_d_d.html","descrizione":"Servizio studi della Camera, «Le spese per la difesa in ambito NATO» (aggiornato al 31 luglio 2026): serie NATO dell'Italia (1,52% nel 2024, 2,09% nel 2025 e 2,10% nel 2026, stime), impegno del Galles 2014, DPP 2025-2027 (2% raggiunto «attraverso una riqualificazione delle spese»; voci aggiunte e detratte nel bilancio in chiave NATO), impegno dell'Aia del 25 giugno 2025 (5% e 3,5% entro il 2035)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c014","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Accordo con la Commissione europea, così come previsto dai Regolamenti europei, per la revisione del PNRR","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Commissione europea la richiesta di revisione del PNRR il 7 agosto 2023, ai sensi dell'art. 21 del regolamento (UE) 2021/241. La Commissione ha dato valutazione positiva il 24 novembre 2023 e il Consiglio dell'Unione europea ha approvato il piano modificato con decisione di esecuzione dell'8 dicembre 2023. Altre revisioni sono state concordate con le istituzioni europee e approvate con le decisioni di esecuzione del Consiglio del 14 maggio 2024, del 18 novembre 2024, del 20 giugno 2025, del 27 novembre 2025 e del 30 marzo 2026.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2026/02/19/26G00039/CONSOLIDATED","descrizione":"Decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, premesse: elenco delle decisioni di esecuzione del Consiglio che hanno modificato il PNRR (8 dicembre 2023, 14 maggio 2024, 18 novembre 2024, 20 giugno 2025, 27 novembre 2025) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c019","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"realizzando il ponte sullo Stretto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3"},"esito":"in corso","motivazione":"Il ponte non è stato realizzato e i lavori non sono iniziati. Il CIPESS ha approvato il progetto definitivo il 6 agosto 2025 (delibera n. 41/2025), ma il 29 ottobre 2025 la Corte dei conti ha rifiutato il visto di legittimità sulla delibera. Il progetto è stato poi sottoposto al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che il 6 agosto 2026 ha dato parere favorevole con oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni. Al 7 ottobre 2026 si attendeva una nuova delibera del CIPESS, prevista dalla società Stretto di Messina entro ottobre, a cui dovrà seguire un nuovo esame della Corte dei conti.","prova":{"url":"https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/07/ponte-stretto-ciucci-delibera-cipess-entro-ottobre-previsione-realistica_feaf525b-d1e8-477a-b1b1-7c7a5855055e.html","descrizione":"ANSA, 7 ottobre 2026: la delibera CIPESS non è ancora adottata, dopo di essa è previsto il nuovo passaggio alla Corte dei conti."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c022","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Elezione diretta del Presidente della Repubblica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Il Governo ha scelto un'altra riforma: il Consiglio dei ministri del 3 novembre 2023 (n. 57) ha approvato un disegno di legge costituzionale sull'elezione diretta del presidente del Consiglio (premierato), approvato in prima deliberazione dal Senato il 18 giugno 2024 e ora all'esame della I Commissione della Camera (C. 1921). Il testo lascia l'elezione del Capo dello Stato al Parlamento, alzando il quorum (maggioranza assoluta solo dopo il sesto scrutinio, art. 83), e gli toglie la nomina dei senatori a vita. Nella scheda di «Il conto» sul discorso di fiducia l'esito è «in corso» perché quel discorso lasciava aperte «altre soluzioni»; il programma indicava invece solo l'elezione diretta del presidente della Repubblica, che la riforma scelta dal Governo esclude.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.1921.19PDL0095650.pdf","descrizione":"Testo dell'atto Camera 1921 (ddl costituzionale approvato dal Senato il 18 giugno 2024): elezione diretta del presidente del Consiglio; l'articolo sull'art. 83 Cost. sostituisce «dopo il terzo scrutinio» con «Dopo il sesto scrutinio», lasciando l'elezione del presidente della Repubblica al Parlamento; abolizione della nomina dei senatori a vita."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c023","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Attuare il percorso già avviato per il riconoscimento delle Autonomie ai sensi dell'art. 116, comma 3 della Costituzione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"in corso","motivazione":"La legge 26 giugno 2024, n. 86 ha fissato la procedura per attribuire alle Regioni a statuto ordinario forme di autonomia ai sensi dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192 del 2024, ha dichiarato illegittime alcune sue disposizioni. Il Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 ha approvato in via definitiva gli schemi di intesa con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto (protezione civile, professioni, previdenza complementare, tutela della salute) e quattro disegni di legge, uno per Regione. Per l'efficacia servono le leggi di approvazione, a maggioranza assoluta di ciascuna Camera: al 20 ottobre 2026 il Parlamento non le ha ancora votate e nessuna funzione è stata trasferita.","prova":{"url":"https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-192/32836","descrizione":"Presidenza del Consiglio, comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 192 del 13 ottobre 2026: approvazione definitiva degli schemi di intesa con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto e dei relativi disegni di legge"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c026","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riforma della giustizia e dell'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La separazione delle carriere è stata approvata dal Parlamento come legge costituzionale recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025. Nel referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 ha prevalso il No. Il 17 aprile 2026 l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha proclamato che il risultato «non è stato favorevole» all'approvazione del testo. La riforma non è quindi entrata in vigore.","prova":{"url":"https://www.cortedicassazione.it/resources/cms/documents/MOD._40_REF.pdf","descrizione":"Corte suprema di cassazione, verbale dell'Ufficio centrale per il referendum (17 aprile 2026), p. 9: proclamazione dell'esito, «non è stato favorevole» all'approvazione della legge costituzionale pubblicata nella GU n. 253 del 30 ottobre 2025"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c027","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"riforma del CSM","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La riforma del Csm proposta dal governo è stata la legge costituzionale «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025: separava le carriere, creava due Consigli superiori con componenti estratti a sorte e un'Alta Corte disciplinare. Nel referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 hanno prevalso i No, con 15.079.809 voti contro 13.254.836 Sì (53,2 per cento dei voti validi). Il 17 aprile 2026 l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha proclamato che il risultato «non è stato favorevole» all'approvazione del testo, che quindi non è entrato in vigore. Le elezioni del nuovo Csm, indette per il 25 e 26 ottobre 2026, si svolgono con il sistema elettorale della legge 17 giugno 2022, n. 71, approvata dal governo precedente.","prova":{"url":"https://www.cortedicassazione.it/resources/cms/documents/MOD._40_REF.pdf","descrizione":"Corte suprema di cassazione, verbale delle operazioni dell'Ufficio centrale per il referendum (17 aprile 2026): p. 8, voti validi Sì 13.254.836 e No 15.079.809 su 28.334.645; p. 9, proclamazione che il risultato «non è stato favorevole» all'approvazione della legge costituzionale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c031","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"riforma del diritto penale dell'economia","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"in corso","motivazione":"Il governo ha riformato una parte del diritto penale dell'economia: i reati tributari. Il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, attuativo della delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111, art. 20), ha modificato il decreto legislativo 74/2000: ha distinto i crediti «non spettanti» da quelli «inesistenti» nell'indebita compensazione, ha riscritto i reati di omesso versamento di ritenute e di IVA (artt. 10-bis e 10-ter) e ha rivisto le cause di non punibilità e gli effetti del pagamento del debito tributario (artt. 13 e 13-bis). Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge, con delega al governo, di revisione della responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse (decreto legislativo 231/2001); l'iter non è concluso. Non risultano adottate riforme dei reati societari o fallimentari.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-06-14;87","descrizione":"Decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, «Revisione del sistema sanzionatorio tributario» (GU n. 150 del 28 giugno 2024), che modifica il d.lgs. 74/2000 sui reati tributari (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c036","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Semplificazione del Codice degli appalti","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha attuato la semplificazione della disciplina degli appalti con il nuovo Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, in vigore dal 1° aprile 2023), adottato in base alla legge delega 21 giugno 2022, n. 78. Il decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 (Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) ha poi corretto e integrato il Codice con l'obiettivo dichiarato di razionalizzarlo e semplificarlo. Il giudizio sull'efficacia delle nuove regole esula dalla verifica: l'impegno riguardava l'adozione degli atti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-31;36","descrizione":"Normattiva: d.lgs. 36/2023, Codice dei contratti pubblici (GU n. 77 del 31/3/2023, in vigore dal 1/4/2023)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c037","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"in corso","motivazione":"La promessa si misura sulla pressione fiscale calcolata dall'Istat. Era al 41,6% del Pil nel 2022 e al 41,2% nel 2023. È poi salita al 42,2% nel 2024 e al 42,9% nel 2025 (comunicato Istat del 22 settembre 2026): 1,3 punti sopra il 2022, quindi in direzione opposta all'obiettivo. Nello stesso periodo il Governo ha adottato singole riduzioni, come il taglio dei contributi dei lavoratori dipendenti e la flat tax incrementale per il 2023. La legislatura non è finita e i dati del 2026 non sono ancora disponibili: l'esito si chiuderà a fine legislatura.","prova":{"url":"https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/CONTI-ECONOMICI-NAZIONALI_2010-2025-22settembre2026.pdf","descrizione":"Comunicato Istat «Conti economici nazionali, anni 2010-2025» del 22 settembre 2026, Prospetto 4: pressione fiscale 41,6% (2022), 41,2% (2023), 42,2% (2024), 42,9% (2025)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c038","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"No a patrimoniali dichiarate o mascherate","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata introdotta un'imposta generale sul patrimonio. Il governo ha però alzato o esteso alcune imposte che si calcolano sul valore di beni posseduti. La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 144 e 146) ha sottoposto dal 2023 le cripto-attività al 2 per mille annuo del loro valore, con l'imposta di bollo o con una nuova imposta sul valore delle cripto-attività. La legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 91) ha portato dallo 0,76 all'1,06 per cento l'imposta sul valore degli immobili all'estero (IVIE) e al 4 per mille, dal 2024, l'imposta sulle attività finanziarie detenute in Stati a fiscalità privilegiata (IVAFE). Sono prelievi limitati a beni specifici, ma sono imposte sul patrimonio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2023-12-30;213","descrizione":"Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (bilancio 2024), art. 1, comma 91: IVIE dallo 0,76 all'1,06 per cento e IVAFE al 4 per mille per i prodotti finanziari in Stati a fiscalità privilegiata (modifica dell'art. 19 del decreto-legge 201/2011) (Normattiva); per le cripto-attività, legge 197/2022, art. 1, commi 144 e 146, come illustrati dalla circolare dell'Agenzia delle entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c039","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo Stato","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"in corso","motivazione":"La legge delega fiscale (legge 111/2023, art. 2, comma 1, lettera d, n. 2) prevedeva l'individuazione e l'eliminazione dei micro-tributi con costi di adempimento elevati a fronte di un gettito trascurabile. Il decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 174 (Gazzetta Ufficiale n. 279 del 28 novembre 2024) ha raccolto le norme sui tributi erariali minori in un testo unico di 100 articoli. Il testo riordina le norme vigenti senza sopprimere tributi: l'articolo 99 abroga le disposizioni d'origine confluite nel testo unico. Non risulta adottato un atto che elimini micro-tributi, e il termine per i decreti attuativi della delega è scaduto il 29 agosto 2026. Non risulta avviato alcun iter in questo senso: l'esito resta «in corso» solo perché la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19/temi/la-riforma-fiscale.html","descrizione":"Camera dei deputati, documentazione sulla riforma fiscale: delega dell'art. 1, comma 1, della legge 111/2023 scaduta il 29 agosto 2026 (proroga della legge 120/2025); termini residui per i testi unici (31 dicembre 2026) e per i correttivi; testo unico dei tributi erariali minori (d.lgs. 174/2024) di natura compilativa"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c040","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Pace fiscale e \"saldo e stralcio\": accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1) ha introdotto la «tregua fiscale», che comprende i debiti affidati alla riscossione. I commi 222-230 hanno annullato automaticamente i debiti residui fino a 1.000 euro affidati dal 2000 al 2015 da amministrazioni statali, agenzie fiscali ed enti previdenziali; per quelli degli altri enti l'annullamento riguarda solo sanzioni e interessi, e gli enti potevano escluderlo. I commi 231-252 hanno permesso di estinguere i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio, in unica soluzione o in 18 rate; il termine per aderire è stato poi spostato al 30 giugno 2023 dal decreto-legge n. 51/2023 (legge n. 87/2023). La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha riaperto la definizione agevolata per i carichi affidati fino al 31 dicembre 2023, con un massimo di 54 rate. Non è stato invece introdotto un «saldo e stralcio» legato alla situazione economica del contribuente.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/ultimi-provvedimenti-normativi-riscossione/legge-bilancio-2023/","descrizione":"Pagina di Agenzia delle entrate-Riscossione sulla legge di bilancio 2023: stralcio dei debiti fino a 1.000 euro (commi 222-230) e definizione agevolata dei carichi 2000-30 giugno 2022 (commi 231-252), con termini e modalita' di pagamento."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c041","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Politiche fiscali ispirate al principio del \"chi più assume, meno paga\"","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 (art. 4) ha previsto per il periodo d'imposta 2024 una maggiorazione del 20 per cento del costo del personale ammesso in deduzione, riferibile all'aumento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato rispetto all'anno precedente, con coefficienti più alti per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. La legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 399-400) ha esteso la misura ai periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027. Il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117) ha abrogato l'art. 4 e ne riprende la disciplina nell'art. 104. La misura riguarda le imprese e i professionisti: chi aumenta i dipendenti stabili paga meno imposte sul reddito.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-12-30;216@originale~art4","descrizione":"Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216, art. 4, testo originario: maggiorazione del 20 per cento del costo del personale riferibile all'incremento occupazionale (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c042","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 54) ha alzato da 65.000 a 85.000 euro la soglia di ricavi o compensi del regime forfettario. Per chi supera 100.000 euro nell'anno il regime cessa subito. La soglia di accesso non è arrivata a 100.000 euro: la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) non l'ha modificata e resta a 85.000 euro.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-12-29;197","descrizione":"Normattiva: legge 197/2022, art. 1, comma 54 (soglia da 65.000 a 85.000 euro; cessazione del regime oltre 100.000 euro)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c043","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 55-57) ha introdotto la flat tax incrementale. Per il solo anno 2023, imprenditori e professionisti fuori dal regime forfettario potevano pagare un'imposta sostitutiva del 15% sull'aumento del reddito rispetto al più alto dei redditi 2020-2022, ridotto del 5%, su una base massima di 40.000 euro. Le leggi di bilancio successive non l'hanno riproposta: il 29 dicembre 2025 la Camera ha approvato un ordine del giorno, non vincolante, che impegna il Governo a valutarne il ripristino. La misura non riguarda i lavoratori dipendenti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-12-29;197","descrizione":"Legge di bilancio 2023, art. 1, comma 55: «Per il solo anno 2023» imposta sostitutiva al 15% per i contribuenti con reddito d'impresa o di lavoro autonomo non forfettari (commi 56-57: effetti sui requisiti di reddito e sugli acconti 2024)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c049","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"superamento dell'eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87 (Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2024), in attuazione dell'art. 20 della legge delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), ha rivisto le sanzioni tributarie amministrative e penali. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (art. 5) la sanzione per dichiarazione infedele passa da una forbice del 90-180 per cento a una misura fissa del 70 per cento dell'imposta, e quella per omesso versamento scende dal 30 al 25 per cento (art. 2, che modifica gli articoli 1 e 13 del decreto legislativo 471/1997). Le norme sono state poi raccolte nel testo unico delle sanzioni tributarie (decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 173).","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/28/24G00103/sg","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 150 del 28 giugno 2024: decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, «Revisione del sistema sanzionatorio tributario»; art. 2 (sanzione per infedele dichiarazione al 70 per cento, omesso versamento al 25 per cento) e art. 5 (violazioni commesse dal 1° settembre 2024)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c050","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Introduzione del \"conto unico fiscale\" per la piena e immediata compensazione dei crediti e dei debiti verso la PA","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5"},"esito":"in corso","motivazione":"Non risulta adottato, né avviato con un disegno di legge o uno schema di decreto, alcun atto che introduca un «conto unico fiscale» per compensare per intero e subito crediti e debiti verso la pubblica amministrazione. La compensazione tra crediti verso la PA e somme iscritte a ruolo esisteva già prima del governo; il decreto-legge 50/2022 (art. 20-ter) l'aveva estesa ai crediti da prestazioni professionali. Nel mandato la compensazione dei crediti d'imposta in F24 è stata ristretta. Dal 1° luglio 2024 la legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, art. 1, comma 94) la vieta a chi ha debiti iscritti a ruolo scaduti oltre 100.000 euro; la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 116) ha abbassato la soglia a 50.000 euro. L'esito resta «in corso» solo perché la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.quotidianopiu.it/dettaglio/14298160/divieto-di-compensazione-con-debiti-a-ruolo-superiori-a-50000-euro","descrizione":"Quotidiano Più (Giuffrè): divieto di compensazione in F24 con debiti a ruolo scaduti oltre 100.000 euro (art. 37, comma 49-quinquies, DL 223/2006, dal 1° luglio 2024, ora art. 5, comma 7, d.lgs. 33/2025), soglia ridotta a 50.000 euro dall'art. 1, comma 116, della legge 199/2025"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c052","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in corso","motivazione":"Secondo Eurostat (spesa delle amministrazioni pubbliche per la funzione «famiglia e figli», in percentuale del PIL) l'Italia è passata dall'1,3 per cento del 2022 all'1,4 del 2023 e all'1,5 del 2024. Nello stesso periodo la media dell'Unione europea è rimasta tra l'1,9 e il 2,0 per cento. Il divario è quindi di circa mezzo punto di PIL e l'allineamento non è stato raggiunto. Il 2024 è l'ultimo anno disponibile e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/eurostat/api/dissemination/statistics/1.0/data/gov_10a_exp?format=JSON&lang=EN&unit=PC_GDP&sector=S13&cofog99=GF1004&na_item=TE&geo=IT&geo=EU27_2020&time=2021&time=2022&time=2023&time=2024","descrizione":"Dati Eurostat (tabella gov_10a_exp, COFOG GF1004 «Family and children», % PIL): Italia 1,0 (2021), 1,3 (2022), 1,4 (2023), 1,5 (2024); UE-27 1,9, 1,9, 1,9, 2,0."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c053","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido aziendali, ludoteche","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha rafforzato il buono per le rette degli asili nido, ma non ha reso gratuiti i nidi. La legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, commi 177-178) ha portato il buono (legge 232/2016, art. 1, comma 355) fino a 3.600 euro l'anno per i nati dal 2024 nelle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro e almeno un altro figlio sotto i dieci anni. La legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 209-211) ha tolto la condizione dell'altro figlio ed escluso l'assegno unico dal calcolo dell'ISEE per il buono; la stessa legge (commi 206-208) ha introdotto un bonus di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 2025 nelle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Il buono resta un contributo alla retta entro un tetto, non la gratuità del servizio. Non risultano atti specifici su asili nido aziendali o ludoteche.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/ID0011fvol1.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sulla legge di bilancio 2025 (legge 207/2024), art. 1, commi 209-211: modifiche al buono per le rette degli asili nido (art. 1, comma 355, legge 232/2016) e rifinanziamento"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c054","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti e servizi per l'infanzia","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 72) ha portato al 5 per cento l'IVA su latte e alimenti per lattanti e bambini nella prima infanzia, pannolini per bambini e seggiolini auto; secondo la relazione tecnica, pannolini e seggiolini pagavano prima il 22 per cento, latte e alimenti il 10. Dal 1° gennaio 2024 la legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 45) ha eliminato l'aliquota del 5 per cento per questi prodotti: latte e alimenti per la prima infanzia sono tornati al 10 per cento e i seggiolini al 22, come prima del 2023. I pannolini per bambini sono invece rimasti in un'aliquota ridotta, del 10 per cento (circolare dell'Agenzia delle entrate n. 3/E del 16 febbraio 2024). La scheda di «Il conto» sul discorso di fiducia ha esito diverso perché riguardava solo l'allargamento dell'aliquota del 5 per cento.","prova":{"url":"https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2024/02/Circolare-Agenzia-delle-Entrate-16-Febbraio-2024-n.-3.pdf","descrizione":"Circolare Agenzia delle entrate n. 3/E del 16/2/2024: dal 2024 latte e alimenti per l'infanzia al 10%, pannolini al 10% con il nuovo n. 114.2) della Tabella A, parte III, seggiolini al 22% (legge 213/2023, art. 1, comma 45)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c055","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Aumento dell'assegno unico e universale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 357-358) ha aumentato l'assegno unico dal gennaio 2023. L'importo è salito del 50% per i figli sotto un anno e, nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 40.000 euro, per ogni figlio da uno a tre anni. La maggiorazione forfettaria per i nuclei con almeno quattro figli è passata da 100 a 150 euro al mese. La stessa legge ha reso stabili gli importi più alti previsti nel 2022 per i nuclei con figli disabili. L'INPS ha illustrato le modifiche nella circolare n. 41 del 7 aprile 2023.","prova":{"url":"https://www.inps.it/content/dam/inps-site/it/scorporati/circolari-e-messaggi/2023/04/Circolare_14128/Allegati/15043_Circolare-numero-41-del-07-04-2023.pdf","descrizione":"Circolare INPS n. 41 del 7 aprile 2023 (sito INPS): illustra l'art. 1, commi 357-358, della legge 197/2022, con l'aumento del 50% dal gennaio 2023 per i figli sotto un anno e per i figli da uno a tre anni nei nuclei con tre o più figli e ISEE fino a 40.000 euro, e la maggiorazione per quattro o più figli portata a 150 euro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c056","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Progressiva introduzione del quoziente familiare","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in corso","motivazione":"Il quoziente familiare non è stato introdotto e nessun atto lo prevede. La legge delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111, art. 5) chiede di tener conto, nel riordino dell'IRPEF, della composizione del nucleo familiare e dei costi per i figli, ma non cita il quoziente. La legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 10) lega il tetto alle detrazioni per i redditi sopra 75.000 euro al numero di figli, con coefficienti da 0,50 a 1: considera la famiglia, ma non è un quoziente. L'impegno parlava di introduzione progressiva e la legislatura non è conclusa: al 20 ottobre 2026 nessun atto è stato adottato né risulta un disegno di legge del governo in materia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-12-30;207","descrizione":"Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 10: nuovo art. 16-ter TUIR, tetto alle detrazioni per redditi oltre 75.000 euro modulato sul numero di figli (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c057","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l'incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in corso","motivazione":"Il decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 (attuazione della legge delega 227/2021) ha introdotto la valutazione di base e il progetto di vita individuale per le persone con disabilità, con un fondo di 25 milioni di euro l'anno dal 2025 per attuare i progetti. La sperimentazione in alcuni territori dura dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, e la piena applicazione in tutta Italia è prevista dal 1° gennaio 2027. L'articolo 37 dello stesso decreto affida a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in Conferenza unificata, l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni per le persone con disabilità, in via graduale e nei limiti delle risorse disponibili. Quel decreto non risulta ancora adottato. La legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62~art37","descrizione":"Decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, art. 37, «Procedure volte alla proposta di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni»: i LEP per le persone con disabilità sono individuati con DPCM, previa intesa in Conferenza unificata (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c061","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"creazione di un sistema di protezione della casa e immediato sgombero delle case occupate","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 (art. 10), convertito dalla legge 9 giugno 2025, n. 80, ha introdotto il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui (art. 634-bis del codice penale): chi lo occupa con violenza o minaccia, o se ne appropria con artifizi o raggiri, è punito con la reclusione da due a sette anni. Lo stesso articolo ha aggiunto l'art. 321-bis al codice di procedura penale: su richiesta del pubblico ministero il giudice dispone con decreto la reintegrazione nel possesso. Solo se l'immobile è l'unica abitazione effettiva del denunciante la polizia giudiziaria può ordinare subito il rilascio e reintegrarlo, con convalida del giudice entro dieci giorni dalla richiesta del pubblico ministero. Per le altre abitazioni occupate il rilascio passa dal decreto del giudice, e gli immobili non destinati a domicilio restano fuori dalla nuova norma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-04-11;48~art10","descrizione":"Art. 10 del DL 48/2025 (testo in vigore dal 12 aprile 2025): nuovo art. 634-bis c.p. (occupazione con violenza o minaccia di immobile destinato a domicilio altrui, reclusione da 2 a 7 anni) e nuovo art. 321-bis c.p.p. (reintegrazione con decreto del giudice; rilascio immediato da parte della polizia giudiziaria solo se è l'unica abitazione effettiva del denunciante; convalida entro dieci giorni dalla richiesta)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c064","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Decreti sicurezza","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha adottato più decreti-legge in materia di sicurezza e immigrazione. Il decreto-legge 10 marzo 2023, n. 20, convertito dalla legge 5 maggio 2023, n. 50, ha ristretto la protezione speciale, sopprimendo i casi legati alla vita privata e familiare introdotti nel 2020 dal decreto-legge 130/2020 (art. 7). Il decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, convertito dalla legge 9 giugno 2025, n. 80, ha introdotto nuovi reati e aggravanti, norme sulla sicurezza urbana, sulla tutela delle forze di polizia e sull'ordinamento penitenziario. Il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54, ha inasprito le norme su coltelli e armi bianche, ammonimenti e divieti di accesso urbani, e contiene misure su espulsioni, rimpatri e protezione internazionale. Il programma non indicava il contenuto dei «decreti sicurezza».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-04-11;48","descrizione":"Decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica» (GU n. 85 dell'11 aprile 2025), convertito dalla legge 9 giugno 2025, n. 80 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c065","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Adeguamento dell'organico e delle dotazioni delle Forze dell'Ordine e dei Vigili del Fuoco","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7"},"esito":"in corso","motivazione":"L'impegno non fissa un obiettivo numerico né un termine, e la legislatura non è finita. I dati disponibili vanno in direzioni diverse: secondo un'analisi del Post del 14 ottobre 2026, gli agenti della Polizia di Stato sono scesi da circa 99.000 nel 2023 a circa 96.000 nel 2025, mentre i Carabinieri hanno superato i 109.000 nel 2024. Il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni ha dichiarato a luglio 2026 45.000 assunzioni e un saldo positivo di 6.200 unità tra assunzioni e pensionamenti. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 maggio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 159 dell'11 luglio 2026) autorizza nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle forze di polizia e nei Vigili del fuoco. Mancano dati ufficiali omogenei sugli organici effettivi e sulle dotazioni di ciascun corpo.","prova":{"url":"https://www.vigilfuoco.it/sites/default/files/2026-07/DPCM_7-5-2026.pdf","descrizione":"DPCM 7 maggio 2026 (GU n. 159 dell'11/7/2026): autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato personale di Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Polizia di Stato e Vigili del fuoco."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c072","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Norme più severe per gli atti contro il decoro","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Governo ha inasprito più volte le pene per imbrattamenti e danneggiamenti. La legge 22 gennaio 2024, n. 6 ha introdotto multe amministrative fino a 40.000 euro per chi imbratta beni culturali e paesaggistici (fino a 60.000 euro se li distrugge o deteriora). Ha poi alzato la multa per l'imbrattamento (art. 639 c.p.) da 103 a 309 euro, raddoppiato le pene se il fatto avviene durante manifestazioni e aggiunto una multa fino a 10.000 euro al danneggiamento commesso durante manifestazioni (art. 635 c.p.). Il decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 (legge 9 giugno 2025, n. 80), art. 24, punisce con la reclusione da sei mesi a un anno e sei mesi chi imbratta beni pubblici per ledere il decoro dell'istituzione. Il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23 (legge 24 aprile 2026, n. 54), art. 4, ha introdotto le «zone a vigilanza rafforzata» e ampliato il divieto di accesso alle aree urbane (Daspo urbano).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-04-11;48~art24","descrizione":"Decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, art. 24 (Normattiva): modifica l'art. 639 c.p.; per l'imbrattamento di beni adibiti a funzioni pubbliche «con la finalità di ledere l'onore, il prestigio o il decoro dell'istituzione» reclusione da sei mesi a un anno e sei mesi e multa da 1.000 a 3.000 euro (in caso di recidiva da sei mesi a tre anni). Vedi anche legge 22 gennaio 2024, n. 6, artt. 1, 3 e 4."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c077","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Piano carceri","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7"},"esito":"in corso","motivazione":"Il 22 luglio 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato il piano per l'edilizia penitenziaria: oltre 900 milioni di euro per recuperare o costruire più di 10.000 posti detentivi. Secondo la Presidenza del Consiglio il cronoprogramma prevede oltre 10.500 nuovi posti entro la fine del 2027. Gli interventi sono seguiti da un commissario straordinario, Marco Doglio. Sempre secondo la Presidenza del Consiglio, da ottobre 2022 ad aprile 2026 sono stati resi disponibili 1.900 posti in più, e nel primo semestre 2026 ne sono stati recuperati o realizzati oltre 960. Il piano è in attuazione.","prova":{"url":"https://www.governo.it/it/articolo/edilizia-penitenziaria-settima-riunione-della-cabina-di-regia/32439","descrizione":"Presidenza del Consiglio, settima riunione della cabina di regia per l'edilizia penitenziaria (30 luglio 2026): piano approvato il 22 luglio 2025, oltre 900 milioni, oltre 10.000 posti, oltre 960 posti nel primo semestre 2026, commissario Marco Doglio; i 1.900 posti in più e l'obiettivo di 10.500 posti entro il 2027 sono nel resoconto della riunione del 15 maggio 2026 (governo.it, articolo 31825)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c079","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"accordi con gli Stati esteri per la detenzione in patria dei detenuti stranieri","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7"},"esito":"in corso","motivazione":"Il governo ha firmato nel 2023 nuovi trattati sul trasferimento dei condannati nel Paese d'origine. Quello con la Libia (Palermo, 29 settembre 2023) è stato ratificato con la legge 17 novembre 2025, n. 170; quelli con il Paraguay e il Vietnam sono stati approvati dal Senato e a ottobre 2026 attendono il voto della Camera. Con la legge 11 marzo 2025, n. 32 è stato ratificato il trattato con gli Emirati Arabi Uniti, firmato nel 2022. Con l'Albania i trasferimenti sono ripresi sulla base degli strumenti già esistenti (dichiarazione congiunta dei ministri della giustizia del 3 ottobre 2024), mentre la convenzione con il Marocco del 2014 a marzo 2023 attendeva ancora la ratifica marocchina. Le ratifiche sono in parte all'esame del Parlamento e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19/provvedimento/ratifica-ed-esecuzione-del-trattato-sul-trasferimento-delle-persone-condannate-a-pene-privative-della-libert-personale-tra-la-repubblica-italiana-e-lo-stato-della-libia-fatto-a-palermo-il-29-settembre.html","descrizione":"Camera dei deputati, scheda del provvedimento: ratifica del trattato Italia-Libia sul trasferimento delle persone condannate, firmato a Palermo il 29 settembre 2023 (A.C. 2590, A.S. 1447), divenuta legge 17 novembre 2025, n. 170 (GU n. 269 del 19 novembre 2025)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c087","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"incremento dell'organico di medici e operatori sanitari","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"in corso","motivazione":"Secondo il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, elaborato da Agenas, i dipendenti del Servizio sanitario nazionale sono passati da 681.852 nel 2022 a 701.170 nel 2023 (+2,8 per cento), dopo il minimo di 649.523 del 2019. Nel 2023 gli infermieri erano 277.138 e i medici dipendenti 109.024, contro 107.044 nel 2019. Il rapporto Agenas non riporta il numero dei medici del 2022, quindi non mostra se i medici siano aumentati dall'inizio del governo. Il 2023 è l'ultimo anno elaborato da Agenas e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.agenas.gov.it/images/2025/personale_ssn/Rapporto_personale_ssn_2025.pdf","descrizione":"Rapporto Agenas «Il personale del SSN» (dati 2023, elaborazione sul Conto annuale RGS): figura 4, personale in servizio 2013-2023 (681.852 nel 2022, 701.170 nel 2023); tabella 2, medici 109.024 e personale 2023; tabella 3, medici 2013, 2019 e 2023 (107.044 nel 2019)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c088","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Aggiornamento dei piani pandemici e di emergenza","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il 30 aprile 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l'accordo (Rep. atti n. 50/CSR) sul «Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria» 2025-2029, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2026 (supplemento ordinario n. 25). Il piano sostituisce il precedente piano pandemico influenzale 2021-2023. L'accordo fissa anche i criteri di riparto alle Regioni dei fondi previsti dalla legge 207/2024 (art. 1, comma 308: 50 milioni di euro nel 2025, 150 nel 2026 e 300 l'anno dal 2027) e un sistema di monitoraggio dell'attuazione.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/06/15/26A02859/SG","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 136 del 15 giugno 2026: accordo Stato-Regioni del 30 aprile 2026 sul Piano strategico operativo di preparazione e risposta a una pandemia 2025-2029, criteri di riparto dei fondi e monitoraggio"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c089","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"revisione del Piano sanitario nazionale","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"in corso","motivazione":"Al 20 ottobre 2026 non risulta adottato un nuovo Piano sanitario nazionale: l'ultimo approvato riguarda gli anni 2006-2008. Il 10 giugno 2026 il ministro della Salute Orazio Schillaci ha detto che il governo ci sta lavorando e sperava di approvarlo prima dell'estate. Il 20 ottobre 2026 ha indicato come obiettivo la sua conclusione prima della fine della legislatura. Non risulta ancora un testo presentato alla Conferenza Stato-Regioni: nessun atto è stato adottato e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/06/10/schillaci-entro-lestate-il-piano-sanitario-nazionale-che-manca-da-20-anni_e3be5884-9660-43c9-b080-4ef9ca3039fd.html","descrizione":"ANSA, 10/6/2026: Schillaci dice che il governo lavora al Piano sanitario nazionale e spera di approvarlo prima dell'estate; l'ultimo piano approvato è quello 2006-2008."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c090","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"ripristino delle prestazioni ordinarie e delle procedure di screening, abbattimento dei tempi delle liste di attesa","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"in corso","motivazione":"Il decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73 (convertito dalla legge 29 luglio 2024, n. 107) ha istituito la piattaforma nazionale delle liste di attesa presso Agenas, con funzioni di audit sulle Regioni. Secondo il primo bollettino Agenas, nel primo semestre 2026 le prime visite prenotate entro i tempi di garanzia sono il 78,5% (76,4% un anno prima) e gli esami diagnostici l'84,6% (82,8%). Circa 2,8 milioni di prestazioni restano fuori dai tempi. L'11 giugno 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha dato l'intesa sul nuovo Piano nazionale di governo delle liste d'attesa 2026-2028, che le Regioni devono recepire con piani propri. Sugli screening, l'Osservatorio nazionale screening dà per il 2025 una copertura del 53,1% per la mammografia, del 48,4% per la cervice (2,6 punti in meno) e del 34,9% per il colon-retto.","prova":{"url":"https://www.agenas.gov.it/images/Bollettino_Agenas_Liste_di_Attesa_N0.pdf","descrizione":"Bollettino Agenas sulle liste di attesa n. 0 (piattaforma nazionale prevista dal DL 73/2024): prime visite nei tempi 78,5% nel I semestre 2026 (76,4% nel 2025), esami 84,6% (82,8%); prestazioni oltre i tempi di garanzia in rosso e in giallo. Atto: DL 7 giugno 2024, n. 73 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2024-06-07;73)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c091","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Estensione prestazioni medico sanitarie esenti da ticket","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il DPCM 7 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026, modifica il DPCM 12 gennaio 2017 sui livelli essenziali di assistenza (LEA) e aggiunge nuove condizioni croniche con diritto all'esenzione dal ticket (art. 5), con un onere di 149,5 milioni di euro annui (art. 7). Tra queste, secondo le sintesi del decreto, la sindrome fibromialgica nelle forme molto severe, l'idrosadenite suppurativa allo stadio III di Hurley e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Il decreto del Ministro della salute 3 agosto 2026, pubblicato lo stesso giorno, aggiunge nuove malattie rare esenti (art. 7). Entrambi entrano in vigore il 30 ottobre 2026. Le esenzioni riguardano patologie specifiche e non cambiano le soglie di reddito.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-09-30&atto.codiceRedazionale=26A05138&elenco30giorni=false","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 227 del 30 settembre 2026: DPCM 7 agosto 2026, «Modifiche e integrazioni al DPCM 12 gennaio 2017, in materia di livelli essenziali di assistenza»; art. 5 (nuove malattie e condizioni croniche esenti), art. 7 (oneri di 149,5 milioni annui), art. 8 (entrata in vigore il trentesimo giorno dalla pubblicazione). Nella stessa Gazzetta il DM Salute 3 agosto 2026 (26A05137), art. 7: nuove malattie rare esenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c093","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riordino delle scuole di specializzazione dell'area medica","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"in corso","motivazione":"Non risulta adottato né avviato un riordino delle scuole di specializzazione dell'area medica: gli ordinamenti restano quelli del decreto interministeriale 68/2015. Nel mandato sono aumentati i contratti di formazione: con il decreto n. 1271 del 15 settembre 2026 il Ministero dell'università ne ha assegnati 15.221 per l'anno accademico 2025/2026, con 36 nuove scuole accreditate. Rispondendo a un'interpellanza urgente alla Camera, la ministra Bernini ha annunciato interventi sull'osservatorio nazionale, sul controllo degli orari e sull'inquadramento contrattuale degli specializzandi, senza indicare un atto. L'esito resta «in corso» solo perché la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.mur.gov.it/it/news/mercoledi-16092026/universita-mur-sono-15221-i-posti-disponibili-le-specializzazioni-mediche","descrizione":"Ministero dell'università, comunicato del 16 settembre 2026: 15.221 contratti di formazione specialistica per l'anno accademico 2025/2026 (decreto n. 1271) e 36 nuove scuole accreditate; nessun riferimento a un riordino delle scuole"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c094","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Revisione del piano oncologico nazionale","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il 26 gennaio 2023 la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l'intesa (Rep. Atti n. 16/CSR) sul Piano oncologico nazionale 2023-2027, documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro, che prevede una Cabina di regia nazionale. Lo schema era stato trasmesso dal ministero della Salute il 14 giugno 2022, sotto il governo precedente; il ministero ha inviato una nuova formulazione il 22 novembre 2022 e il testo definitivo il 23 gennaio 2023. Il decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198 (art. 4, comma 9-bis, convertito dalla legge 24 febbraio 2023, n. 14) ha istituito un fondo di 10 milioni di euro l'anno dal 2023 al 2027 per attuare il Piano. Il decreto del ministro della Salute dell'8 novembre 2023 (Gazzetta Ufficiale n. 278 del 28 novembre 2023) lo ha ripartito tra le Regioni per le reti oncologiche, l'assistenza domiciliare, la formazione e il monitoraggio.","prova":{"url":"https://www.statoregioni.it/it/conferenza-stato-regioni/sedute-2023/seduta-del-26-gennaio-2023/atti/repertorio-atto-n-16csr/","descrizione":"Pagina della Conferenza Stato-Regioni sull'intesa Rep. Atti n. 16/CSR del 26 gennaio 2023: approvazione del Piano oncologico nazionale 2023-2027 (Allegato A), Cabina di regia, iter dello schema (14 giugno 2022, nuova formulazione del 22 novembre 2022, testo definitivo del 23 gennaio 2023)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c095","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Il taglio del cuneo ha riguardato i lavoratori dipendenti, non in modo generale le imprese. La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 281) ha confermato per il 2023 l'esonero di 2 punti dei contributi a carico del lavoratore già in vigore nella seconda metà del 2022 e lo ha portato a 3 punti per le retribuzioni fino a 1.923 euro al mese; il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 (art. 39) ha aggiunto 4 punti da luglio a dicembre 2023. La legge 30 dicembre 2023, n. 213 (art. 1, comma 15) ha previsto per il 2024 un esonero di 6 punti per le retribuzioni fino a 2.692 euro al mese, 7 fino a 1.923 euro. Dal 2025 la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 4-9) ha sostituito l'esonero con una somma non imponibile per i redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro e una detrazione per quelli tra 20.000 e 40.000 euro. Per le imprese non risulta una riduzione generale dei contributi: gli esoneri a carico dei datori di lavoro riguardano l'assunzione di categorie specifiche (per esempio il decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, artt. 22-24).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2023-12-30;213","descrizione":"Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (bilancio 2024), art. 1, comma 15: esonero di 6 punti (7 fino a 1.923 euro mensili) sui contributi a carico del lavoratore per il 2024 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c097","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Interventi sull'IVA per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità e ampliamento della platea dei beni con IVA ridotta","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel 2023 il governo è intervenuto sull'IVA di alcuni beni: la legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1) ha applicato il 5 per cento al gas metano per usi civili e industriali nel primo trimestre (comma 13), poi prorogato da altri decreti fino a dicembre 2023, e il 10 per cento al pellet per il 2023 (comma 73). Lo stesso articolo ha portato al 5 per cento prodotti per l'infanzia, assorbenti e tamponi (comma 72), ma la legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 45) ha eliminato questa aliquota dal 1° gennaio 2024: assorbenti, latte, alimenti per l'infanzia e pannolini pagano il 10 per cento, i seggiolini il 22. Restano allargamenti limitati: i pannolini, prima al 22 per cento, sono rimasti al 10, e dal 2025 gli oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione hanno l'aliquota del 5 per cento (decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, art. 9). La scheda di «Il conto» sul discorso di fiducia, limitata all'allargamento dell'aliquota del 5 per cento ai beni primari, ha esito «non mantenuta».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-12-29;197","descrizione":"Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 13 (IVA 5% sul gas, primo trimestre 2023), 72 (aliquota 5% per prodotti per l'infanzia e assorbenti) e 73 (pellet al 10% per il 2023) (Normattiva); per l'abrogazione dal 2024 vedi circolare Agenzia delle entrate n. 3/E del 16 febbraio 2024."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c098","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riduzione IVA sui prodotti energetici","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Governo ha mantenuto per tutto il 2023 l'IVA al 5% sul gas metano per usi civili e industriali, introdotta nel 2021 dal governo precedente e in vigore alla data del voto. L'ha fatto con proroghe trimestrali: legge di bilancio 2023 (legge 197/2022, art. 1, comma 13), decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34 (art. 2), decreto-legge 28 giugno 2023, n. 79 e decreto-legge 29 settembre 2023, n. 131 (art. 1, commi 5-6). Ha anche ridotto dal 22% al 10% l'IVA sul pellet per il 2023 (legge 197/2022, art. 1, comma 73), poi per gennaio e febbraio 2024. Entrambe le riduzioni sono scadute: dal 2024 il gas per uso civile paga il 10% fino a 480 metri cubi annui e il 22% oltre. Non c'è stata una riduzione stabile dell'IVA sui prodotti energetici, né su elettricità e carburanti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-09-29;131","descrizione":"Decreto-legge 29 settembre 2023, n. 131, art. 1, comma 5: IVA al 5% sul gas metano per i consumi di ottobre-dicembre 2023 (comma 6: teleriscaldamento e servizio energia). Vedi anche legge 197/2022, art. 1, commi 13 e 73 (gas I trimestre 2023, pellet al 10% per il 2023)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c099","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Defiscalizzazione e incentivazione del welfare aziendale, anche attraverso detassazione e decontribuzione premi di produzione e buoni energia","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Sulla detassazione dei premi di produttività l'impegno è stato attuato: l'imposta sostitutiva è scesa dal 10 al 5 per cento per il 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 63), con proroghe per il 2024 e il 2025, e all'1 per cento entro 5.000 euro per il 2026 e il 2027 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 9). Il limite dei fringe benefit esentasse è stato portato a 3.000 euro per il 2022 (decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176, art. 3, comma 10) e per il 2023 per i lavoratori con figli (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, art. 40), e fissato a 1.000 euro, 2.000 con figli, per il 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 16): vi rientrano le somme pagate dal datore per le bollette di acqua, luce e gas. La legge 199/2025 (art. 1, comma 14) ha alzato da 8 a 10 euro l'esenzione dei buoni pasto elettronici. Non risulta invece una decontribuzione dei premi di produzione, che restano soggetti ai contributi ordinari.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-05-04;48~art40","descrizione":"Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, art. 40, «Misure fiscali per il welfare aziendale»: per il 2023 beni, servizi e rimborsi delle bollette di acqua, luce e gas esentasse fino a 3.000 euro per i dipendenti con figli (Normattiva); premi di produttività all'1 per cento nella legge 199/2025, art. 1, comma 9 (estratto GU, dirittobancario.it)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c101","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro, in particolar modo per i settori del turismo e dell'agricoltura","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 197/2022, art. 1, comma 342) ha portato da 5.000 a 10.000 euro il tetto annuo per utilizzatore del lavoro occasionale. Ha esteso il contratto di prestazione occasionale ai datori con fino a dieci dipendenti, alberghi e strutture ricettive compresi. Il decreto-legge 48/2023, art. 37, ha portato il limite a 15.000 euro e a 25 dipendenti per congressi, fiere, eventi, stabilimenti termali e parchi di divertimento. In agricoltura la stessa legge 197/2022 ha vietato il contratto di prestazione occasionale e lo ha sostituito con un lavoro occasionale a tempo determinato semplificato (commi 343-354: fino a 45 giornate annue, per pensionati, disoccupati, studenti under 25 e altre categorie). La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 156) ne ha reso stabile la disciplina.","prova":{"url":"https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.01.circolare-numero-6-del-19-01-2023_14049.html","descrizione":"INPS, circolare n. 6 del 19 gennaio 2023 (sito ufficiale), sintetizzata nella notizia INPS del 20 gennaio 2023: limite di 10.000 euro per utilizzatore, contratto di prestazione occasionale per datori con non più di dieci dipendenti, regime per alberghi e strutture ricettive, divieto per le imprese agricole"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c103","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"defiscalizzazione dei costi della sicurezza sul lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"in corso","motivazione":"Non risulta adottata una misura fiscale (deduzione, detrazione o credito d'imposta) dedicata ai costi della sicurezza sul lavoro. Il decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, ha autorizzato l'Inail a rivedere dal 1° gennaio 2026 le aliquote di oscillazione in bonus per i datori di lavoro con un andamento infortunistico favorevole, escludendo chi ha avuto negli ultimi due anni condanne definitive per violazioni gravi in materia di sicurezza (art. 1). L'Inail applica le nuove aliquote dal 1° gennaio 2026 (circolare n. 3 del 20 gennaio 2026). Si tratta di una riduzione del premio assicurativo Inail, non di un'agevolazione fiscale. Nessun atto ha ancora attuato la defiscalizzazione promessa e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-10-31;159~art1","descrizione":"Art. 1 del DL 159/2025 (conv. L. 198/2025): autorizzazione all'Inail a rivedere dal 1° gennaio 2026 le aliquote di oscillazione in bonus per andamento infortunistico e i contributi in agricoltura; esclusione delle aziende con condanne definitive per violazioni gravi negli ultimi due anni. Nessuna misura fiscale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c109","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Innalzamento del limite all'uso del denaro contante, allineandolo alla media dell'Unione Europea","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 384) ha portato a 5.000 euro, dal 1° gennaio 2023, la soglia del divieto di trasferimento di denaro contante: nel 2022 era di 2.000 euro e da quella data sarebbe scesa a 1.000. Il comma 3-bis dell'art. 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 indica oggi 5.000 euro, e la legge di bilancio 2026 non l'ha modificato. Il regolamento europeo 2024/1624, che si applicherà dal 2027, fissa un tetto massimo di 10.000 euro e consente agli Stati di mantenere limiti più bassi, quindi il parametro della «media dell'Unione» non è definito da un atto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-11-21;231~art49","descrizione":"Normattiva: art. 49, comma 3-bis, d.lgs. 231/2007: dal 1° gennaio 2023 il divieto è riferito a 5.000 euro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c111","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"riordino degli incentivi destinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all'efficientamento energetico degli immobili","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Governo ha riordinato i bonus edilizi. Il decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11 (legge 11 aprile 2023, n. 38), art. 2, ha vietato sconto in fattura e cessione del credito per i nuovi interventi, con alcune deroghe. Il decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39 (legge 23 maggio 2024, n. 67) ha eliminato gran parte di quelle deroghe, mantenendo le regole precedenti per gli interventi già avviati o con adempimenti già presentati. La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 22) ha confermato per il 2026 le detrazioni al 50% per l'abitazione principale e al 36% negli altri casi, con il calo al 36% e al 30% rinviato al 2027, senza riaprire cessione e sconto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-02-16;11~art2","descrizione":"Decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, art. 2 (Normattiva): dalla data di entrata in vigore non è consentito l'esercizio delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito per gli interventi edilizi agevolati, salvo deroghe; modificato dal DL 29 marzo 2024, n. 39, art. 1."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c113","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Sostituzione dell'attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il reddito di cittadinanza è stato sostituito. La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 313-318) lo ha limitato nel 2023 a sette mensilità per i nuclei senza minorenni, persone con disabilità o persone con almeno 60 anni, e ne ha previsto l'abrogazione dal 1° gennaio 2024. Il decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito dalla legge 3 luglio 2023, n. 85, ha istituito il Supporto per la formazione e il lavoro, dal 1° settembre 2023, per chi può lavorare, e l'Assegno di inclusione, dal 1° gennaio 2024, per i nuclei con minorenni, persone con disabilità, con almeno 60 anni o in condizione di svantaggio. Secondo l'Osservatorio dell'INPS, a giugno 2026 i nuclei beneficiari dell'Assegno erano 690 mila. Il programma parlava di misure «più efficaci»: l'efficacia non è misurabile con un atto, quindi la scheda valuta la sostituzione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-05-04;48~art13","descrizione":"Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, art. 13: disposizioni transitorie sul reddito di cittadinanza, con il testo dei commi 313, 314 e 318 della legge 197/2022 (sette mensilità nel 2023, esclusioni, abrogazione dal 1° gennaio 2024); artt. 1 e 12: Assegno di inclusione dal 1° gennaio 2024 e Supporto per la formazione e il lavoro dal 1° settembre 2023 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c114","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge di bilancio 2023 (legge 197/2022, art. 1, comma 310) ha aumentato le pensioni pari o inferiori al minimo, oltre la perequazione, di 1,5 punti nel 2023 (6,4 per chi ha almeno 75 anni) e di 2,7 punti nel 2024. La legge di bilancio 2025 (legge 207/2024) ha sostituito questi aumenti transitori con 2,2 punti nel 2025 e 1,3 nel 2026. La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 179) ha aumentato di 20 euro al mese, dal 1° gennaio 2026, l'incremento della maggiorazione sociale. È il beneficio per i pensionati in condizioni disagiate che, con i requisiti di età e reddito, spetta anche ai titolari di assegno o pensione sociale e di pensione di invalidità civile totale. Il trattamento minimo INPS per il 2026 è di 611,85 euro al mese prima degli incrementi.","prova":{"url":"https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2023.04.circolare-numero-35-del-03-04-2023_14116.html","descrizione":"INPS, circolare n. 35 del 3 aprile 2023 (sito ufficiale): incremento delle pensioni pari o inferiori al trattamento minimo previsto dall'art. 1, comma 310, della legge 197/2022 (1,5% nel 2023, 6,4% per chi ha almeno 75 anni, 2,7% nel 2024). Per il comma 179 della legge 199/2025: circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026, https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.02.circolare-numero-19-del-25-02-2026_15179.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c115","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione, favorendo il ricambio generazionale","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha introdotto per il 2023 la pensione anticipata flessibile («quota 103», 62 anni di età e 41 di contributi, legge 29 dicembre 2022, n. 197) e l'ha prorogata per il 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, con calcolo interamente contributivo, tetto all'assegno e finestre di 7 o 9 mesi) e per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 174). La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) non l'ha prorogata: resta solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025. La stessa legge ha prorogato l'Ape sociale a tutto il 2026 (art. 1, commi 162-163), come chiarisce la circolare Inps n. 19 del 25 febbraio 2026. La flessibilità in uscita è stata quindi concessa con misure temporanee e via via più restrittive, non con un canale di uscita stabile.","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19/post/quota-1.html?tema=temi%2Fpolitiche-previdenziali-1","descrizione":"Documentazione della Camera su Quota 103: introdotta dalla L. 197/2022, prorogata per il 2024 (L. 213/2023, calcolo contributivo, tetto, finestre di 7 e 9 mesi) e per il 2025 (L. 207/2024, art. 1, c. 174), con requisiti da maturare entro il 31 dicembre 2025. La mancata proroga per il 2026 e la proroga dell'Ape sociale sono nella circolare Inps n. 19 del 25 febbraio 2026."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c117","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Piano straordinario di riqualificazione delle periferie, anche attraverso il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha adottato due provvedimenti che rispondono alla promessa. Il decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208 (art. 1), convertito dalla legge 28 febbraio 2025, n. 20, ha affidato al commissario straordinario del «modello Caivano» un piano straordinario di interventi infrastrutturali e di riqualificazione per sette aree ad alta vulnerabilità sociale (Rozzano, Quarticciolo-Alessandrino a Roma, Scampia-Secondigliano a Napoli, Orta Nova, Rosarno-San Ferdinando, San Cristoforo a Catania, Borgo Nuovo a Palermo), con 180 milioni di euro nel 2025-2027 dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 («Piano casa»), convertito dalla legge 2 luglio 2026, n. 116, ha avviato un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale, con 970 milioni di euro nel 2026-2030 e un commissario straordinario (artt. 2-3). Il piano per le periferie riguarda sette aree, non tutte le periferie del Paese.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2024-12-31;208~art1","descrizione":"Decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208, art. 1: piano straordinario di riqualificazione per sette aree periferiche, 180 milioni di euro nel 2025-2027 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c133","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Diversificazione degli approvvigionamenti energetici e realizzazione di un piano per l'autosufficienza energetica","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La diversificazione delle forniture di gas è avvenuta: secondo l'Osservatorio sui conti pubblici italiani (7 marzo 2024), il gas russo è sceso da circa il 40 per cento dei consumi nel 2019 a circa il 5 per cento nel 2023, e l'Algeria è diventata il primo fornitore. Secondo Sky TG24, nel primo trimestre 2026 il gas importato veniva soprattutto da Algeria (37 per cento), Stati Uniti (18), Azerbaigian (16), Norvegia (12) e Qatar (9). Un piano per l'autosufficienza energetica, invece, non è stato adottato. La legge 29 settembre 2026, n. 169 ha delegato il governo a regolare il ritorno all'energia nucleare, ma non contiene un piano di questo tipo.","prova":{"url":"https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-quasi-azzerato-l-import-di-gas-russo","descrizione":"Osservatorio sui conti pubblici italiani, 7/3/2024: importazioni di gas russo da 30 miliardi di metri cubi (circa 40% dei consumi) nel 2019 a 2,9 miliardi (circa 5%) nel 2023; Algeria primo fornitore."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c140","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne ed efficientamento delle reti idriche","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39 (legge 13 giugno 2023, n. 68) ha istituito una Cabina di regia e un Commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica, con interventi per le infrastrutture e la riduzione delle dispersioni. Con DPCM del 17 ottobre 2024 è stato adottato il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI): 4,08 miliardi di dotazione, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 12 miliardi. Nel 2022 le reti di distribuzione perdevano il 42,4% dell'acqua immessa (Istat). Sulla qualità delle acque marine e interne non risulta un piano straordinario: sulla depurazione opera il Commissario unico, istituito nel 2017.","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19/temi/acque.html","descrizione":"Pagina tematica della Camera sulle acque: DL 39/2023 (Cabina di regia e Commissario per la scarsità idrica), PNIISSI adottato con DPCM 17 ottobre 2024 (dotazione 4,08 miliardi, fabbisogno 12 miliardi), perdite idriche medie al 42,4% nel 2022, Commissario unico per la depurazione. Atto: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-04-14;39"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c141","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico con interventi mirati","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13"},"esito":"in corso","motivazione":"Il governo ha avviato un Programma nazionale per la mitigazione del dissesto idrogeologico per il periodo 2025-2030, destinato a interventi strategici di almeno 8 milioni di euro ciascuno. Secondo il ministro Musumeci, che lo ha illustrato al Senato il 29 maggio 2025, ha una dotazione di 400 milioni del Fondo sviluppo e coesione: 200 dalla delibera CIPESS n. 77 del 29 novembre 2024 e 200 dal decreto-legge 7 maggio 2025, n. 65 (art. 14), che ha aumentato la quota del Fondo assegnata al Ministro per la protezione civile. Restano in corso anche i piani annuali del Ministero dell'ambiente (circa 1,084 miliardi nel 2024) e i progetti del PNRR. Il programma è in attuazione.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1385280.pdf?_1739802087564=","descrizione":"Camera dei deputati, dossier «Dissesto idrogeologico» (28 febbraio 2026): risposta del ministro Musumeci in Senato del 29 maggio 2025 sul Programma nazionale 2025-2030 da 400 milioni (delibera CIPESS 29 novembre 2024 e decreto-legge 65/2025) e Piano 2024 del Ministero dell'ambiente da circa 1,084 miliardi; art. 14 del decreto-legge 65/2025 su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c142","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'istituzione di nuove riserve naturali","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13"},"esito":"in corso","motivazione":"Nel mandato non risulta istituita una nuova riserva naturale statale. Il decreto ministeriale del 22 aprile 2025 (GU n. 106 del 9 maggio 2025) ha fissato in via provvisoria perimetro e zonazione del Parco nazionale del Matese, istituito per legge nel 2017. Con il decreto n. 269 del 1° settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2026, sono stati istituiti otto nuovi siti marini della rete Natura 2000 oltre le acque territoriali. La legge 1° settembre 2026, n. 158 prevede l'istituzione dell'area marina protetta «Isola di Capri» e assegna al Ministero dell'ambiente sei mesi per completare l'istruttoria tecnica. L'iter è aperto e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2026/09/11/26G00175/ORIGINAL","descrizione":"Legge 1° settembre 2026, n. 158, «Istituzione dell'area marina protetta “Isola di Capri”» (GU n. 211 dell'11 settembre 2026): il Ministero dell'ambiente completa entro sei mesi l'istruttoria tecnica per l'istituzione. Per il Matese: https://www.mase.gov.it/portale/parco-nazionale-del-matese (DM DEC/MIN/101 del 22 aprile 2025, perimetrazione e zonazione provvisorie)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c149","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Rifinanziamento della misura \"Più Impresa\" a favore dei giovani agricoltori e dell'imprenditoria femminile","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La misura «Più Impresa» di Ismea per l'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura è stata riattivata dal governo il 26 luglio 2024, con una dotazione di 60 milioni di euro e domande dal 29 luglio. La disciplina è il decreto del ministro dell'Agricoltura, di concerto con il ministro dell'Economia, del 23 febbraio 2024 (Gazzetta Ufficiale n. 86 del 12 aprile 2024): contributi a fondo perduto e mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani fino a 41 anni o da donne. Ismea ha poi riaperto lo sportello dal 19 dicembre 2025 al 27 febbraio 2026.","prova":{"url":"https://www.masaf.gov.it/imprenditoria_giovani_governo","descrizione":"Comunicato del Masaf del 26 luglio 2024: riattivazione della misura Più Impresa (Ismea) con 60 milioni di euro per giovani e imprenditrici in agricoltura, domande dal 29 luglio."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c156","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Interventi per un \"piano nazionale invasi\" per l'irrigazione agricola","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14"},"esito":"in parte","motivazione":"Non risulta un piano dedicato agli invasi per l'irrigazione agricola. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri firmato il 30 luglio 2024 il governo ha adottato il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI), previsto dalla legge 205/2017 (art. 1, comma 516): comprende interventi su invasi e dighe, anche a uso irriguo, e assorbe come stralci programmi avviati dai governi precedenti, tra cui il «Piano straordinario invasi» del 2018. Il 16 settembre 2025 il ministro delle Infrastrutture ha firmato lo stralcio 2025: 957 milioni di euro per 75 interventi nel 2025-2029. Il decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, ha istituito un commissario straordinario per la scarsità idrica, ha dettato norme sulla gestione e la manutenzione degli invasi (artt. 5 e 8) e ha reso edilizia libera le vasche di raccolta dell'acqua piovana per uso agricolo (art. 6). Gli interventi riguardano il settore idrico nel suo insieme, non solo l'irrigazione agricola.","prova":{"url":"https://mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2024-12/DPCM_PNIISSI_ex_art_1_c_516_L_205_2017__1_.pdf","descrizione":"Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (firmato il 30 luglio 2024) che adotta il PNIISSI, con l'elenco degli interventi (classi A, B, C) e gli stralci attuativi, tra cui il Piano straordinario invasi (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c158","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Piano per l'eliminazione del precariato del personale docente","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15"},"esito":"in corso","motivazione":"Non risulta adottato un piano dedicato all'eliminazione del precariato dei docenti. Il governo ha proseguito con le assunzioni ordinarie: per il 2026/27 il decreto del Ministro dell'istruzione e del merito 10 luglio 2026, n. 136 autorizza 46.642 immissioni in ruolo. Il precariato resta esteso: il Ministero stima i docenti precari tra 100.000 e 150.000, i sindacati circa 250.000, e la Corte dei conti, nel giudizio sul rendiconto dello Stato 2025, ha osservato che il contratto a termine è ormai usato in modo ordinario per coprire le cattedre. Nessun piano di superamento complessivo è stato ancora adottato e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://tg24.sky.it/economia/2026/07/09/scuola-assunzioni-docenti-immissioni-ruolo-2026-2027","descrizione":"Sky TG24, 9/7/2026: stime sui docenti precari (Ministero 100-150mila, sindacati 250mila) e rilievo della Corte dei conti nel giudizio di parificazione del rendiconto 2025."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c162","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15"},"esito":"in corso","motivazione":"L'Istat misura la spesa in ricerca e sviluppo all'1,37% del Pil nel 2022 e nel 2023 e all'1,40% nel 2024 (report del 24 settembre 2026). Eurostat indica per la media dell'Unione europea il 2,2% nel 2024, stabile da anni. Il divario resta di circa 0,8 punti di Pil, con una lieve riduzione nel 2024. Per il 2025 le stime preliminari Istat indicano un calo del 2,6% della spesa delle imprese e un aumento di quella delle istituzioni pubbliche. La legislatura non è finita: l'esito si chiuderà a fine legislatura.","prova":{"url":"https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/09/REPORT_RS_2026.pdf","descrizione":"Report Istat «Ricerca e sviluppo in Italia, anni 2024-2025» (24 settembre 2026): incidenza della spesa in R&S sul Pil all'1,40% nel 2024 (1,37% nel 2023); stime preliminari 2025: imprese -2,6%, istituzioni pubbliche +6,2%."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c165","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Riconoscere la libertà di scelta educativa delle famiglie attraverso il buono scuola","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 519) ha introdotto per il 2026 un contributo fino a 1.500 euro per ciascuno studente di scuola paritaria secondaria di primo grado o del primo biennio della secondaria di secondo grado, per le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, con importo decrescente al crescere dell'ISEE. La spesa autorizzata è di 20 milioni di euro, per il solo 2026. È un buono scuola, ma per un solo anno e limitato ad alcune classi: non copre le scuole dell'infanzia, la primaria e gli ultimi tre anni delle superiori, e al 20 ottobre 2026 nessun atto lo prevede per gli anni successivi.","prova":{"url":"https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2026/01/Legge-30-dicembre-2025-n.-199-estratto-della-Gazzetta-Ufficiale.pdf","descrizione":"Estratto della Gazzetta Ufficiale (S.O. n. 42/L, GU n. 301 del 30 dicembre 2025) della legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 519: contributo fino a 1.500 euro per studente di scuola paritaria, ISEE fino a 30.000 euro, spesa autorizzata di 20 milioni per il 2026"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c167","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Valutazione dell'impatto generazionale delle leggi e dei provvedimenti","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16"},"esito":"in corso","motivazione":"La legge 10 novembre 2025, n. 167 (Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2025) ha introdotto all'articolo 4 la valutazione di impatto generazionale degli atti normativi del Governo, esclusi i decreti-legge; l'articolo 5 istituisce un osservatorio presso la Presidenza del Consiglio. Criteri e modalità della valutazione vanno fissati con un decreto del Presidente del Consiglio, da adottare entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, cioè entro la fine di maggio 2026. Lo schema ha avuto il parere del Consiglio di Stato il 13 luglio 2026, ma secondo la stampa a metà ottobre 2026 non era ancora adottato. La valutazione non è quindi ancora operativa. L'iter è aperto e la legislatura non è finita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-11-10;167~art4","descrizione":"Legge 10 novembre 2025, n. 167, art. 4 (Normattiva): valutazione di impatto generazionale degli atti normativi del Governo, esclusi i decreti-legge; criteri e modalità con DPCM da adottare entro 180 giorni dall'entrata in vigore (29 novembre 2025)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c171","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d'onore per studenti universitari","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto del ministro per lo Sport e i giovani, di concerto con il ministro dell'Economia, del 17 novembre 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 19 del 24 gennaio 2026) ha riformato il Fondo per il credito ai giovani, il fondo di garanzia per i prestiti agli studenti istituito nel 2010. Il Fondo copre fino al 70 per cento dei prestiti concessi dalle banche a studenti e neolaureati tra 18 e 40 anni con requisiti minimi di merito, e la riforma introduce una garanzia di ultima istanza dello Stato. I prestiti arrivano a 50.000 euro (70.000 per gli studi all'estero), erogati in quote annuali fino a 15.000 euro, e le domande si presentano online a Consap.","prova":{"url":"https://www.programmagoverno.gov.it/it/notizie/fondo-per-il-credito-per-lo-studio-dei-giovani-pubblicato-in-gazzetta-ufficiale-il-decreto-di-riforma/","descrizione":"Ufficio per il programma di governo, 26 gennaio 2026: pubblicazione nella GU n. 19 del 24 gennaio 2026 del decreto di riforma del Fondo per il credito ai giovani (ministro per lo Sport e i giovani di concerto con il MEF): copertura fino al 70%, garanzia di ultima istanza dello Stato, età 18-40, prestiti fino a 50.000 euro (70.000 all'estero) in quote annuali fino a 15.000 euro, istruttoria Consap."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c172","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Programma di investimento e potenziamento dell'impiantistica sportiva, anche scolastica e universitaria","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha finanziato impianti sportivi soprattutto attraverso il Fondo Sport e Periferie, già esistente. Con il decreto del ministro per lo Sport del 21 maggio 2024 ha ripartito 102 milioni di euro: 37 per finanziare altri interventi dell'avviso 2023 nei comuni fino a 100.000 abitanti e 65 per un nuovo avviso per i comuni più grandi; nel 2025 un nuovo avviso ha messo a disposizione 110 milioni di euro. Per le scuole il decreto del ministro dell'Istruzione e del merito 14 novembre 2024, n. 228 ha destinato 76,5 milioni di euro di fondi europei (programma nazionale «Scuola e competenze» 2021-2027) alla riqualificazione e messa in sicurezza delle palestre scolastiche nelle regioni meno sviluppate. Per gli impianti sportivi universitari non risultano programmi nuovi oltre ai contributi ordinari previsti dalla legge 394/1977.","prova":{"url":"https://www.sport.governo.it/it/bandi-e-avvisi/sport-e-periferie/2024/sport-e-periferie-2024-piu-di-100-milioni-di-euro-per-i-comuni/","descrizione":"Dipartimento per lo Sport, «Sport e Periferie 2024»: decreto del 21 maggio 2024, 102 milioni di euro tra avviso 2023 e avviso 2024"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdx-2022-c173","programmaId":"cdx-2022","governiValutati":["meloni"],"testo":"Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20230106135228id_/https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf","data":"2022-08-11","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96 (art. 13), convertito dalla legge 8 agosto 2025, n. 119, ha istituito presso il Dipartimento per lo sport il «Fondo sport per studenti universitari», per borse di studio a studenti con alti meriti sportivi. Il decreto del Ministro per lo sport e i giovani del 9 giugno 2026, adottato di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, ne ha definito requisiti e criteri. L'avviso mette a disposizione 9.820.978 euro, con domande dal 24 settembre al 26 ottobre 2026 per gli iscritti nell'anno accademico 2025/2026 a università statali e istituzioni AFAM con ISEE universitario fino a 40.000 euro. Al momento le borse sono bandite e non ancora assegnate.","prova":{"url":"https://www.sport.governo.it/it/bandi-e-avvisi/borse-di-studio-per-studenti-universitari-con-alti-meriti-sportivi/sport-e-universita-al-via-le-borse-di-studio-per-studenti-con-alti-meriti-sportivi/","descrizione":"Dipartimento per lo sport: avviso con riferimento al decreto del 9/6/2026, risorse e termini di presentazione (24/9-26/10/2026)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c017","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Sono poi essenziali norme stringenti in materia di conflitto d’interessi","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nessuna legge sul conflitto d'interessi è stata approvata durante i governi Letta, Renzi e Gentiloni. La Camera ha approvato il 25 febbraio 2016 un testo unificato (A.C. 275 e abbinati), trasmesso al Senato come S. 2258. Al Senato la 1ª Commissione ha adottato un testo base il 10 maggio 2017, ma l'esame non è proseguito e il testo è decaduto con la fine della legislatura, nel 2018. È rimasta in vigore la disciplina precedente.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg18/dossier/Testi/AC0248.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, dossier sulle proposte in materia di conflitti di interessi (XVIII legislatura), paragrafo sulla XVII legislatura: testo approvato dall'Assemblea il 25 febbraio 2016, esame al Senato dal 12 aprile 2016 (A.S. 2258), testo base adottato dalla 1ª Commissione il 10 maggio 2017 «ma l'esame non è proseguito ulteriormente». Scheda dell'A.C. 275: https://www.camera.it/leg17/126?Pdl=275."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c018","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"norme stringenti in materia di [...] legislazione antitrust","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel periodo dei tre governi la legge antitrust (legge 287/1990) ha avuto solo modifiche limitate. Il decreto legislativo 3/2017 (19 gennaio 2017, Gazzetta Ufficiale n. 15) recepisce la direttiva europea 2014/104/UE e rafforza le azioni di risarcimento per le violazioni della concorrenza. Nel giudizio di risarcimento la violazione accertata da una decisione definitiva dell'Autorità garante della concorrenza si considera provata (art. 7), e il danno causato da un cartello si presume, salvo prova contraria (art. 14). La legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 124/2017, art. 1, comma 177) ha modificato le soglie per la comunicazione delle concentrazioni (art. 16 della legge 287/1990), allineando il criterio a quello europeo. Non risultano invece interventi che abbiano inasprito le sanzioni o ampliato i poteri istruttori dell'Autorità, né norme sulle concentrazioni nel settore dell'informazione, tema a cui il programma accosta la frase. Il rafforzamento è quindi parziale, limitato soprattutto al risarcimento dei danni e in attuazione di un obbligo europeo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-01-19;3","descrizione":"Normattiva: decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3, attuazione della direttiva 2014/104/UE (GU n. 15 del 19 gennaio 2017, in vigore dal 3 febbraio 2017). Art. 7: effetto delle decisioni dell'Autorità garante della concorrenza. Art. 14, comma 2: presunzione del danno da cartello"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c019","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"norme stringenti in materia di [...] libertà dell’informazione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La promessa chiede «norme stringenti» sulla libertà dell'informazione senza indicare quali misure né un criterio per misurarle. Nel periodo sono state approvate leggi sul settore di natura diversa: la legge 28 dicembre 2015, n. 220 ha riformato la Rai (consiglio di amministrazione di sette membri, di cui quattro eletti dalle Camere e due designati dal Consiglio dei ministri; amministratore delegato nominato dal consiglio su proposta dell'assemblea), e la legge 26 ottobre 2016, n. 198 ha istituito il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. Senza un criterio nella promessa non si può stabilire se queste leggi siano le norme promesse.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;220~art2","descrizione":"Legge 28 dicembre 2015, n. 220 (GU n. 11 del 15 gennaio 2016), art. 2: composizione del consiglio di amministrazione della Rai e nomina dell'amministratore delegato. Legge 26 ottobre 2016, n. 198 (GU n. 255 del 31 ottobre 2016), art. 1: Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c024","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"una legge di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, che assicuri la democrazia dei e nei partiti","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata approvata una legge generale di attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Il decreto-legge 149/2013 (28 dicembre 2013), convertito dalla legge 13/2014, ne dà una prima attuazione: l'art. 3 fissa il contenuto minimo degli statuti dei partiti (organi, diritti degli iscritti, selezione delle candidature, tutela delle minoranze), l'art. 4 istituisce il registro nazionale e l'art. 5 impone la pubblicazione di statuto e bilanci. Queste regole sono però condizione per accedere ai benefici (detrazioni e 2 per mille): non vincolano i partiti che non li chiedono e i partiti restano associazioni non riconosciute. Nei governi successivi non sono state adottate altre norme sulla democrazia interna. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/d13149.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul D.L. 149/2013: art. 3 (statuti e democrazia interna), art. 4 (registro), art. 5 (trasparenza); la relazione illustrativa lo definisce una prima attuazione dell'art. 49 Cost."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c026","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Occorrono piani industriali per ogni singola amministrazione pubblica al fine di produrre efficienza e risparmio.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi Letta, Renzi e Gentiloni che abbiano introdotto un piano industriale per ciascuna amministrazione pubblica. L'atto più vicino è il d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 (governo Gentiloni), che ha riscritto la programmazione del personale: ogni amministrazione adotta un piano triennale dei fabbisogni di personale per ottimizzare l'impiego delle risorse e perseguire efficienza ed economicità, e chi non lo adotta non può assumere. È però un piano del solo personale, non un piano complessivo dell'amministrazione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-05-25;75~art4","descrizione":"D.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, art. 4: nuovo art. 6 del d.lgs. 165/2001 sul piano triennale dei fabbisogni di personale (scopo: ottimizzare l'impiego delle risorse, efficienza, economicità e qualità dei servizi; divieto di assunzione per chi non lo adotta)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c028","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"Il peso del fisco sul lavoro e sull'impresa è stato ridotto. Il decreto-legge 66/2014 ha introdotto un credito Irpef di 640 euro per il 2014 per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 24.000 euro, decrescente fino a 26.000. La legge 190/2014 lo ha reso strutturale a 960 euro annui e ha reso deducibile dall'Irap il costo del lavoro a tempo indeterminato (vedi le schede corrispondenti di «Il conto»). La legge 208/2015 ha portato l'aliquota Ires dal 27,5% al 24% dal 2017. Sulla rendita finanziaria, lo stesso decreto-legge 66/2014 ha alzato dal 20% al 26% il prelievo sui redditi di natura finanziaria dal 1° luglio 2014, lasciando i titoli di Stato al 12,5%. Sugli immobili il prelievo è invece diminuito. Dal 2014 l'IMU non si applica all'abitazione principale non di lusso (legge 147/2013), e la legge 208/2015 ha esentato dalla Tasi l'abitazione principale, salvo le categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. La revisione del catasto prevista dalla delega fiscale (legge 23/2014) non è stata attuata. Il ridisegno ha quindi alleggerito lavoro e impresa e aumentato il prelievo sulla rendita finanziaria, ma non ha attinto alla rendita immobiliare.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/D14066.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul decreto-legge 66/2014: credito Irpef di 640 euro (art. 1) e aumento dal 20% al 26% del prelievo sui redditi di natura finanziaria dal 1° luglio 2014, con titoli di Stato al 12,5% (art. 3)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c031","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"mettere in campo politiche fiscali a sostegno dell’occupazione femminile","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano misure fiscali dei governi Letta, Renzi e Gentiloni dedicate all'occupazione femminile in generale. Gli sgravi contributivi sulle assunzioni del periodo (leggi 190/2014, 208/2015 e 232/2016) non erano riservati alle donne. Le norme mirate sulle donne sono due e limitate. La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (art. 1, commi 109-110) ha subordinato a un decreto e alle risorse residue del Piano di azione coesione l'estensione dell'esonero alle assunzioni del 2017 nel Mezzogiorno, con una maggiorazione per le donne senza impiego da almeno sei mesi. La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (art. 1, comma 220) ha previsto uno sgravio per le cooperative sociali che assumono donne vittime di violenza, nel limite di un milione di euro l'anno dal 2018 al 2020.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 220 (sgravio per le cooperative sociali che assumono donne vittime di violenza, limite di 1 milione di euro annui 2018-2020); legge 28 dicembre 2015, n. 208 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15G00222/sg), art. 1, commi 109-110 (ricognizione delle risorse del PAC e DPCM per l'estensione dell'esonero 2017 nel Mezzogiorno con maggiorazione per le donne). Quadro degli incentivi: Camera dei deputati, https://www.camera.it/leg17/465?tema=incentivi_alloccupazione."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c032","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Serve un grande piano per aumentare e migliorare l’occupazione femminile","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stato adottato un piano organico per l'occupazione femminile. Sono stati approvati interventi su singoli aspetti. Il decreto legislativo 80/2015 (15 giugno 2015, Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2015) contiene misure a tutela della maternità e per la conciliazione tra esigenze di cura, di vita e di lavoro. La legge 232/2016 (art. 1, comma 355) ha introdotto un buono di 1.000 euro annui per la frequenza degli asili nido. Il decreto legislativo 65/2017 ha istituito il sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni, con un piano di azione nazionale pluriennale per estenderlo (art. 8). Il credito d'imposta per il lavoro femminile previsto dalla delega (legge 183/2014, art. 1, comma 9, lettera c) non è stato attuato, come rileva il parere della Commissione Lavoro della Camera sullo schema del decreto 80/2015. Secondo Eurostat il tasso di occupazione femminile tra 15 e 64 anni è passato dal 46,2% del 2013 al 48,9% del 2017 (49,5% nel 2018).","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2015/05/14/11/allegato.htm","descrizione":"Camera dei deputati, XI Commissione Lavoro, 14 maggio 2015, allegato 4 (parere approvato, favorevole con osservazioni) sullo schema di decreto legislativo sulla conciliazione: rileva che i criteri di delega sul tax credit per il lavoro femminile (legge 183/2014, art. 1, comma 9, lettere c ed e) non sono attuati"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c034","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"varando un programma straordinario per la diffusione degli asili nido","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"in parte","motivazione":"Il d.lgs. 13 aprile 2017, n. 65 ha istituito il sistema integrato di educazione e istruzione da zero a sei anni e un Fondo nazionale, con 209 milioni di euro per il 2017, 224 per il 2018 e 239 dal 2019. Il Consiglio dei ministri ha approvato l'11 dicembre 2017 il Piano di azione nazionale pluriennale 2017-2019. La legge di bilancio 2017 (legge 232/2016, art. 1, c. 355) ha introdotto anche un bonus di 1.000 euro l'anno per le rette dei nidi. Ma non è stato un programma straordinario dedicato ai nidi: il Fondo riguarda tutto il sistema 0-6 e l'istituzione è subordinata alle risorse disponibili. Secondo l'Istat i posti nei servizi per l'infanzia coprivano il 24% dei bambini sotto i 3 anni nel 2016/17, ancora sotto il 33% fissato dall'Unione europea.","prova":{"url":"https://www.istruzione.it/sistema-integrato-06/piano-di-azione.html","descrizione":"Ministero dell'Istruzione, pagina sul Piano di azione nazionale pluriennale: elenca la deliberazione del Consiglio dei ministri dell'11 dicembre 2017 sul Piano 2017-2019 e il decreto ministeriale 1012 del 22 dicembre 2017 sul riparto del Fondo 2017."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c036","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Occorre una legge sulla rappresentanza che consenta l'esercizio effettivo della democrazia per chi lavora.","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano leggi sulla rappresentanza sindacale approvate nel periodo dei tre governi. La proposta di legge Damiano (A.C. 519, «Norme sulla rappresentanza e sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali…») è stata presentata il 25 marzo 2013 e abbinata ad altre proposte sullo stesso tema (A.C. 5, 709, 1376 e 1549). L'11 giugno 2013 è stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera, che ne ha iniziato l'esame il 30 luglio 2013 senza concluderlo entro la fine della legislatura. Le regole sulla misura della rappresentanza sono state fissate dalle parti sociali con un accordo, non con una legge: il Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, firmato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.","prova":{"url":"https://www.camera.it/leg17/126?idDocumento=519","descrizione":"Camera dei deputati, scheda della proposta di legge A.C. 519 (XVII legislatura): presentata il 25 marzo 2013, abbinata alle A.C. 5, 709, 1376 e 1549, assegnata alla XI Commissione Lavoro l'11 giugno 2013, esame iniziato il 30 luglio 2013 e mai concluso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c046","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Occorre superare gli aspetti giuridicamente insostenibili della legge 40 in materia di procreazione assistita","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Libertà\", p. 8"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Parlamento non ha modificato la legge 40/2004 nel periodo. Le parti contestate sono cadute per sentenze della Corte costituzionale: la n. 151/2009 sul limite di tre embrioni e sull'impianto unico, la n. 162/2014 sul divieto di fecondazione eterologa e la n. 96/2015 sull'accesso delle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili. Il governo ha adeguato la disciplina con le nuove linee guida del Ministero della Salute (decreto del 1° luglio 2015, GU n. 161 del 14 luglio 2015), aggiornate esplicitamente alle sentenze 151/2009 e 162/2014. Il superamento degli aspetti contestati si deve quindi alla Corte; l'atto del governo è stato l'adeguamento amministrativo.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/14/15A05318/sg","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2015, decreto del Ministero della Salute 1° luglio 2015, «Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita»: nelle premesse cita le sentenze della Corte costituzionale 151/2009 e 162/2014 (illegittimità del divieto di eterologa) e dispone l'aggiornamento delle linee guida del 2008 anche per adeguarle a quelle sentenze."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c049","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"se vi è un settore per il quale è giusto che altri ambiti rinuncino a qualcosa, è quello della ricerca e della formazione","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", p. 8"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma indicava istruzione e ricerca come l'ambito per cui altri settori devono rinunciare a qualcosa, cioè da privilegiare nella spesa. I dati Eurostat (COFOG) non mostrano questo spostamento: la spesa pubblica per istruzione è rimasta all'8,1% della spesa totale tra il 2013 e il 2017 (8,2% nel 2018) e si è mantenuta intorno al 4% del Pil (4,1% nel 2013, 4,0% nel 2017 e nel 2018). Anche le risorse pubbliche per ricerca e sviluppo (Gbard) sono passate dallo 0,52% al 0,50% del Pil tra il 2013 e il 2017 (0,51% nel 2018). Né il peso dell'istruzione né quello della ricerca sono quindi cresciuti nel mandato dei tre governi.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/eurostat/api/dissemination/statistics/1.0/data/gov_10a_exp?format=JSON&lang=EN&geo=IT&sector=S13&na_item=TE&cofog99=GF09&unit=PC_TOT&time=2012&time=2013&time=2014&time=2015&time=2016&time=2017&time=2018","descrizione":"Eurostat, conti delle amministrazioni pubbliche per funzione (COFOG, gov_10a_exp): spesa per istruzione dell'Italia in percentuale della spesa totale, 2012-2018 (8,1% nel 2013, 8,1% nel 2017, 8,2% nel 2018)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c052","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Nella prossima legislatura partiremo da un piano straordinario contro la dispersione scolastica, soprattutto nelle zone a più forte infiltrazione criminale","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104 (governo Letta), art. 7, ha avviato per l'anno scolastico 2013-2014 un programma sperimentale di didattica integrativa contro la dispersione, soprattutto nelle aree a maggior rischio di evasione dell'obbligo, con 3,6 milioni per il 2013 e 11,4 milioni per il 2014 condivisi con altre finalità. Nel 2016 il programma europeo «Per la scuola» ha finanziato con un avviso progetti di inclusione e di apertura pomeridiana delle scuole, soprattutto nelle aree a rischio e periferiche. Il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (governo Gentiloni), art. 11, ha previsto interventi contro la dispersione nelle aree del Mezzogiorno con alta criminalità organizzata, ma il decreto che individuava le aree è arrivato solo nel 2019. Non c'è stato un piano straordinario, e la misura dedicata alle zone a infiltrazione criminale non è stata attuata durante i tre governi.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/20/17G00110/sg","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, d.l. 20 giugno 2017, n. 91, art. 11 («Interventi urgenti per il contrasto della povertà educativa minorile e della dispersione scolastica nel Mezzogiorno»: aree con elevato tasso di criminalità organizzata, da individuare con decreto entro trenta giorni). Il decreto sulle aree è stato firmato nel febbraio 2019 (MIUR, comunicato del 22 febbraio 2019: https://www.mim.gov.it/-/scuola-50-mln-per-contrasto-a-poverta-educativa-in-scuole-mezzogiorno-bussetti-scuole-presidio-fondamentale-). D.l. 104/2013, art. 7: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2013-09-12;104~art7."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c062","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"un bambino, figlio d’immigrati, nato e cresciuto in Italia, è un cittadino italiano. L’approvazione di questa norma sarà simbolicamente il primo atto","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Diritti\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma indicava come primo atto della legislatura la norma sulla cittadinanza per i figli di immigrati nati e cresciuti in Italia. Il testo unificato sulla cittadinanza (ius soli temperato e ius culturae) è stato approvato dalla Camera solo il 13 ottobre 2015 ed è passato al Senato (A.S. 2092), che non ne ha concluso l'esame prima dello scioglimento delle Camere. L'unico intervento è una semplificazione puntuale (decreto-legge 69/2013, art. 33). Per chi è nato in Italia e chiede la cittadinanza a 18 anni, la norma esclude che contino inadempimenti dei genitori o degli uffici e consente di provare i requisiti con ogni documentazione idonea. La legge 91/1992 non è stata modificata e nessuna norma come quella promessa è entrata in vigore. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://temi.camera.it/leg19DIL/post/il-tema-della-cittadinanza-nelle-ultime-legislature.html","descrizione":"Camera dei deputati, temi: testo sulla cittadinanza della XVII legislatura approvato dalla Camera il 13 ottobre 2015, non concluso dal Senato (A.S. 2092); elenco degli interventi puntuali sulla legge 91/1992"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c063","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"Daremo sostanza normativa al principio [...] per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Diritti\", p. 10"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 20 maggio 2016, n. 76 (governo Renzi, GU n. 118 del 21 maggio 2016, in vigore dal 5 giugno 2016) ha istituito l'unione civile tra persone dello stesso sesso come «specifica formazione sociale», con costituzione davanti all'ufficiale di stato civile e gli stessi diritti e doveri tra le parti (art. 1, commi 1-2 e 11). La Camera l'ha approvata in via definitiva l'11 maggio 2016, dopo la fiducia posta dal governo. La legge non estende la possibilità di adottare il figlio del partner: le norme sull'adozione sono rimaste invariate (art. 1, c. 20).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/stato/LEGGE/2016/05/20/76/ORIGINAL","descrizione":"Testo originale della legge 20 maggio 2016, n. 76, «Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze»: istituzione dell'unione civile (art. 1, c. 1-2) e parità di diritti e doveri (c. 11)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c064","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"È inoltre urgente una legge contro l’omofobia.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20121118211003id_/http://www.primarieitaliabenecomune.it:80/sites/default/files/carta%20intenti%20coalizione_Layout%201_0.pdf","data":"2012-10-13","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Diritti\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il 19 settembre 2013 la Camera ha approvato in prima lettura il testo unificato (A.C. 245, 280 e 1071) che estendeva alle discriminazioni fondate su omofobia e transfobia le norme contro il razzismo (legge 654/1975 e legge Mancino). Il testo, trasmesso al Senato il 20 settembre 2013 (A.S. 1052), non ha concluso l'iter nella legislatura. Nessuna legge contro l'omofobia è stata approvata nel mandato dei tre governi; la legge 76/2016 sulle unioni civili ha un altro oggetto.","prova":{"url":"https://www.camera.it/leg17/126?idDocumento=245","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dell'A.C. 245 (XVII legislatura): approvato il 19 settembre 2013 in testo unificato con A.C. 280 e 1071 e trasmesso al Senato (S. 1052) il 20 settembre 2013. Il dossier della Camera GI0001 (XVIII legislatura, p. 19) segnala che l'A.S. 1052 non ha concluso il suo iter"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ibc-2013-c097","programmaId":"ibc-2013","governiValutati":["letta","renzi","gentiloni"],"testo":"attraverso una riforma profonda dei servizi pubblici locali bisogna avere l’attenzione di incidere su di un sistema di potere assai consolidato","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20140109190918id_/https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/il-programma-dei-democratici-e-dei-progressisti.pdf","data":"2013-01-18","posizione":"L'Italia giusta, sezione \"Democrazia\", p. 3"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 7 agosto 2015, n. 124 aveva delegato il governo a riordinare i servizi pubblici locali di interesse economico generale (art. 19) e le società partecipate (art. 18). Il governo Renzi ha adottato il testo unico sulle società a partecipazione pubblica (d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175), con la revisione straordinaria e poi annuale delle partecipazioni e un tetto ai compensi. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 251/2016, il governo Gentiloni lo ha corretto con il d.lgs. 16 giugno 2017, n. 100, adottato d'intesa con le autonomie. Il testo unico sui servizi pubblici locali (atto del Governo n. 308) ha avuto i pareri parlamentari ma non ha concluso l'iter dopo la stessa sentenza, e non è mai entrato in vigore.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/BI0402a.htm","descrizione":"Dossier di Camera e Senato sul d.lgs. 175/2016 (testo unico sulle società a partecipazione pubblica, in vigore dal 23 settembre 2016; correttivo d.lgs. 100/2017) e sulla sentenza della Corte costituzionale 251/2016, che ha colpito anche la delega dell'art. 19 sui servizi pubblici locali. Sull'A.G. 308: Camera dei deputati, scheda tematica sui servizi pubblici locali, https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_servizi_pubblici_locali.html (lo schema «non ha tuttavia concluso il proprio iter»)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c002","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"il vincolo imposto dagli impegni di trattato europeo, impegni che l’Italia ha assunto e che il nostro prossimo Governo intende rispettare.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"premessa, p. 3"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma si impegnava a rispettare i vincoli europei di bilancio. Secondo l'Istat l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 2,7 per cento del PIL nel 2008, ma al 5,4 nel 2009, al 4,5 nel 2010 e al 3,9 nel 2011, sopra la soglia del 3 per cento fissata dal Trattato. Il debito è salito dal 106,1 al 120,7 per cento del PIL, contro un valore di riferimento del 60 per cento. Con la decisione 2010/286/UE del 19 gennaio 2010 il Consiglio dell'Unione europea ha accertato un disavanzo eccessivo in Italia: la decisione riconosce che lo sforamento derivava da una grave recessione, ma lo giudica non temporaneo e rileva che anche il criterio del debito non era rispettato. La procedura è stata chiusa il 21 giugno 2013.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/sgp/pdf/30_edps/104-06_council/2009-12-02_it_126-6_council_en.pdf","descrizione":"Decisione del Consiglio 2010/286/UE del 19 gennaio 2010 (GU UE L 125 del 21.5.2010), art. 1: esiste un disavanzo eccessivo in Italia; i considerando 7 e 8 dicono che non sono rispettati né il criterio del disavanzo né quello del debito. Dati annuali: Istat, notifica del 22 ottobre 2012, prospetto 1 (https://www.istat.it/it/files//2012/10/Notifica-22_10_2012.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c004","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttività","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (art. 2) ha introdotto dal 1° luglio al 31 dicembre 2008 un'imposta sostitutiva del 10 per cento su straordinari, lavoro supplementare e somme legate a incrementi di produttività, fino a 3.000 euro lordi. Il regime è stato rinnovato: per il 2011 il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (art. 53) lo ha riservato alle somme legate alla produttività previste da contratti aziendali o territoriali, fino a 6.000 euro lordi, per i dipendenti privati con reddito fino a 40.000 euro. La misura riguardava solo il settore privato ed era a tempo, ma ha attuato la promessa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-05-27;93@originale~art2","descrizione":"Decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, art. 2, testo originario: imposta sostitutiva del 10% su straordinari, lavoro supplementare e incrementi di produttività, limite 3.000 euro (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c005","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva detassazione delle “tredicesime” o di una mensilità","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Berlusconi IV ha introdotto una detassazione per i lavoratori, ma non quella promessa. Il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (art. 2) ha previsto un'imposta sostitutiva del 10 per cento su straordinari, lavoro supplementare e premi di produttività, fino a 3.000 euro lordi, dal 1° luglio al 31 dicembre 2008. Il testo non cita la tredicesima mensilità. Le proroghe successive (decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 53; legge 13 dicembre 2010, n. 220) hanno riguardato solo le somme legate alla produttività. Non risulta alcun atto che detassi le tredicesime o una mensilità.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-05-27;93@originale~art2","descrizione":"Decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, art. 2, testo originario: imposta sostitutiva del 10% su straordinari e premi di produttività; non compare la tredicesima (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c006","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"in parte","motivazione":"L'articolo 7 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2) ha introdotto l'IVA per cassa: il contribuente può differire il versamento dell'imposta al momento dell'incasso del corrispettivo. Il decreto del Ministro dell'economia del 26 marzo 2009 (Gazzetta Ufficiale n. 96 del 27 aprile 2009) ha fissato i limiti. Possono scegliere il regime solo i soggetti con volume d'affari non superiore a 200.000 euro, e l'imposta diventa comunque esigibile dopo un anno dall'operazione, salvo che il cliente sia nel frattempo sottoposto a procedure concorsuali o esecutive. La misura è quindi attuata, ma solo per le piccole imprese e con un termine massimo, non per tutte le imprese senza limiti come nella formulazione del programma.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/300662/Circolare+20+del+30+04+2009_circ+20E+del+30+aprile+2009.pdf/aa7ab750-f362-80d6-3b0a-0aec2e7d6d6c","descrizione":"Circolare 20/E del 30 aprile 2009 dell'Agenzia delle Entrate: illustra l'articolo 7 del DL 185/2008, la soglia di 200.000 euro, il limite di un anno e il decreto attuativo del 26 marzo 2009."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c007","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma prometteva rimborsi IVA nei tempi dei pagamenti commerciali, da 60 a 90 giorni. Per tutto il mandato l'art. 38-bis del DPR 633/1972 ha fissato per i rimborsi annuali un termine di tre mesi dalla scadenza della dichiarazione, lo stesso del 2008. Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (art. 9) ha destinato risorse ai rimborsi fiscali chiesti da più di dieci anni. Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 28 gennaio 2011 ha permesso di chiedere il rimborso direttamente nella dichiarazione annuale, dal 1° febbraio 2011: secondo l'Agenzia, con la procedura semplificata il rimborso è erogato entro 60 giorni dall'invio. Non esistono dati ufficiali sui tempi effettivi di rimborso nel 2008-2011, quindi non si può dire se l'obiettivo sia stato raggiunto.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/315418/CS+06052011+rimborsi+iva_090_CS+rimborsi+Iva+060511.pdf/6dd4c4a3-d310-c114-1059-a95af4e1eefd/-/cs-06052011-rimborsi-iva","descrizione":"Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 6 maggio 2011: dal 1° febbraio 2011 il rimborso IVA annuale si chiede nella dichiarazione; con la procedura semplificata è erogato dall'agente della riscossione entro 60 giorni dall'invio della dichiarazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c009","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riforma degli studi di settore, partendo dalle realtà economiche territoriali e coinvolgendo anche i Comuni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 83, commi 19 e 20) ha previsto che dal 2009 gli studi di settore siano elaborati anche su base regionale o comunale, in modo graduale entro il 2013 e con la partecipazione dei Comuni. Il decreto del ministro dell'Economia 19 maggio 2009 ha fissato i criteri: le differenze territoriali di prezzi, costi e modelli organizzativi. Lo stesso decreto ha previsto rappresentanti dell'ANCI nella commissione degli esperti e negli osservatori regionali, che nel settembre 2009 risultavano insediati con il rappresentante dei Comuni. Il primo studio elaborato su base regionale è stato quello delle costruzioni (UG69U), per il periodo d'imposta 2009.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art83","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 83, commi 19-20 (Normattiva): studi di settore elaborati anche su base regionale o comunale dal 2009, con la partecipazione dei comuni; modalità affidate a decreto del ministro dell'Economia (DM 19 maggio 2009, GU n. 139 del 18 giugno 2009)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c010","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'IRAP non è stata abolita durante il governo Berlusconi IV, né nella parte sul costo del lavoro né in quella sulle perdite. Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (art. 6), convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha previsto solo la deduzione dall'IRES e dall'IRPEF di una quota forfettaria (10 per cento) dell'IRAP pagata, con rimborsi per gli anni pregressi: l'IRAP è rimasta dovuta sulla stessa base. Il decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (art. 5) ha consentito alle regioni, a partire dal 2013 e a carico dei propri bilanci, di ridurre l'aliquota fino ad azzerarla: è una facoltà regionale, non un'abolizione. La deduzione analitica dell'IRAP sul costo del lavoro è arrivata soltanto con il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, del governo successivo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185@originale~art6","descrizione":"Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 6, testo originario: deduzione dall'imponibile IRES/IRPEF del 10% dell'IRAP, riferita forfettariamente a costo del lavoro e interessi, e rimborsi per gli anni precedenti (non abolizione dell'imposta) (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c011","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva riduzione dell’IVA sul turismo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano ridotto l'IVA sul turismo: l'aliquota del 10 per cento applicata ad alberghi e ristoranti era ancora in vigore alla fine del mandato. L'unica modifica alle aliquote nel periodo è stata l'aumento di quella ordinaria dal 20 al 21 per cento con il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (art. 2, commi 2-bis e seguenti), introdotto dalla legge di conversione 14 settembre 2011, n. 148, che non ha toccato le aliquote ridotte.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-12-06;201@originale~art18","descrizione":"Decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, art. 18, testo originario (Normattiva): dispone dal 1° ottobre 2012 l'aumento delle «aliquote Iva del 10 e del 21 per cento». Mostra che, tre settimane dopo la fine del governo Berlusconi IV, l'aliquota ridotta che si applica ad alberghi e ristoranti era ancora del 10 per cento."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c012","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Rilancio e rifinanziamento della “Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (art. 21) ha autorizzato, per proseguire le opere strategiche della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Legge obiettivo), due contributi quindicennali: 60 milioni di euro annui dal 2009 e 150 milioni annui dal 2010. Lo stesso decreto (art. 18) ha destinato una quota del Fondo aree sottoutilizzate al Fondo infrastrutture, anche per le infrastrutture strategiche per la mobilità. Il rifinanziamento è quindi stato disposto con legge all'inizio del mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185@originale~art21","descrizione":"Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 21 «Finanziamento legge obiettivo»: contributi quindicennali di 60 milioni dal 2009 e 150 milioni dal 2010 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c013","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"con priorità alle Pedemontane lombarda e veneta","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha dato priorità a entrambe le opere. Per la Pedemontana lombarda il CIPE ha approvato il progetto definitivo e il piano finanziario con la delibera n. 97 del 6 novembre 2009; il primo cantiere è stato inaugurato il 6 febbraio 2010 e nel 2011 i lavori erano in corso. Per la veneta la Regione ha aggiudicato la concessione in finanza di progetto il 30 giugno 2009; il governo ha dichiarato lo stato di emergenza del traffico nelle province di Treviso e Vicenza (DPCM 31 luglio 2009) e nominato un commissario delegato (ordinanza n. 3802 del 15 agosto 2009), che ha approvato il progetto definitivo il 20 settembre 2010. La prima pietra della veneta è stata posata nel 2011, ma i lavori della prima tratta sono iniziati nel 2012 e il finanziamento è stato completato negli anni successivi.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[025].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 25 (2011): Pedemontana lombarda, delibera CIPE 97/2009 e primo cantiere del 6 febbraio 2010; la scheda n. 29 (https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[029].pdf) riporta per la veneta aggiudicazione, DPCM 31/7/2009, OPCM 3802/2009 e decreto commissariale n. 10 del 20/9/2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c014","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"al Ponte sullo Stretto di Messina","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha rilanciato e finanziato il progetto. Il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 ha assegnato alla società Stretto di Messina un contributo di 1.300 milioni di euro a valere sul Fondo infrastrutture, e la delibera CIPE n. 102 del 6 novembre 2009 ne ha stanziato la prima quota. Il 25 settembre 2009 la società e il contraente generale Eurolink hanno firmato l'accordo per ripartire, e la progettazione definitiva è risultata completata a maggio 2011. I lavori del ponte, però, non sono iniziati entro la fine del governo (16 novembre 2011): risulta avviata solo la variante ferroviaria di Cannitello, opera propedeutica, dal 24 dicembre 2009, con inizio dei lavori del ponte programmato per aprile 2012.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda%5B065%5D.pdf","descrizione":"Scheda n. 65 della Camera dei deputati (luglio 2011) sul Ponte sullo Stretto: cronologia di delibere CIPE, DL 78/2009, accordo con Eurolink, lavori di Cannitello, data effettiva di inizio dei lavori del ponte non indicata, avvio previsto aprile 2012."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c029","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riforma degli ammortizzatori sociali secondo i principi contenuti nel “Libro Bianco” del professor Marco Biagi","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 3 \"Lavoro\", p. 6"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Una riforma organica degli ammortizzatori sociali non è stata approvata. Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (art. 19), convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha stanziato risorse soprattutto per il 2009-2011 per estendere l'indennità di disoccupazione ai lavoratori sospesi, ha previsto in via sperimentale una somma una tantum per i collaboratori e ha regolato gli ammortizzatori «in deroga»: misure temporanee legate alla crisi. La delega per riformare la materia (legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 28) è stata riaperta dall'art. 46 della legge 4 novembre 2010, n. 183, con un nuovo termine di 24 mesi. Secondo la documentazione della Camera, la delega è rimasta inattuata.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/LA0307.Pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier n. 226 del 14 ottobre 2014 (A.C. 2660), p. 3, nota 1: la delega sugli ammortizzatori della legge 247/2007, riaperta dall'art. 46 della legge 183/2010, «è rimasta inattuata»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c035","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"sperimentazione della certificazione obbligatoria del “Made in Italy”","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 8 aprile 2010, n. 55, di iniziativa parlamentare, ha istituito un sistema di etichettatura obbligatoria per tessile, pelletteria e calzature, con l'indicazione dell'origine di ogni fase di lavorazione. Ha anche riservato «Made in Italy» ai prodotti con almeno due fasi svolte in Italia. L'applicazione dipendeva da un decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare previa notifica alla Commissione europea (art. 2). Con una direttiva del 30 settembre 2010 il presidente del Consiglio ha stabilito che le nuove regole sarebbero state applicabili solo dopo quel decreto e la procedura europea. Non risulta che il decreto sia stato adottato entro la fine del governo, e il sistema non è entrato in applicazione.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-12-02&atto.codiceRedazionale=10A14116&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario","descrizione":"Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 30 settembre 2010, «Indirizzi interpretativi relativi all'applicazione della legge 8 aprile 2010, n. 55» (GU n. 282 del 2 dicembre 2010): le norme si applicano solo dopo il decreto interministeriale dell'art. 2 e la procedura di informazione comunitaria"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c036","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"legge sui distretti industriali, sulle filiere produttive e sulle reti d’imprese","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata approvata una legge organica su distretti, filiere e reti d'impresa. Sono state però approvate norme su due dei tre ambiti: il contratto di rete (decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, art. 3, comma 4-ter, convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33; modificato dalla legge 23 luglio 2009, n. 99, art. 1, e dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 42) e, con la legge 11 novembre 2011, n. 180 (Statuto delle imprese, in vigore dal 15 novembre 2011), le definizioni di distretti e di reti di impresa e l'indirizzo a promuovere la logica di filiera negli incentivi. Una disciplina organica di distretti e filiere non è stata adottata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2009-02-10;5~art3!vig=2009-04-12","descrizione":"Decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, art. 3, commi 4-ter e seguenti, nel testo convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33: disciplina del contratto di rete (Normattiva, versione vigente ad aprile 2009). Le definizioni di distretti e reti di impresa sono nell'art. 5 della legge 11 novembre 2011, n. 180."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c038","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"difesa e valorizzazione del prodotto italiano mediante l’indicazione obbligatoria dell’origine geografica","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7"},"esito":"in parte","motivazione":"Due leggi hanno scritto l'obbligo nell'ordinamento. La legge 8 aprile 2010, n. 55 prevede per tessile, pelletteria e calzature un'etichettatura obbligatoria con il luogo di ogni fase di lavorazione. La legge 3 febbraio 2011, n. 4 (art. 4) prevede per gli alimenti l'indicazione obbligatoria del luogo di origine o di provenienza, da definire filiera per filiera con decreti dei ministri delle politiche agricole e dello sviluppo economico. Nessuno dei due obblighi è diventato operativo nel mandato. Per la legge 55 una direttiva del Presidente del Consiglio del 30 settembre 2010 ha stabilito che le nuove regole si sarebbero applicate solo dopo il decreto attuativo e la notifica alla Commissione europea; per la legge 4 i decreti non risultano adottati, tanto che nel novembre 2012 la Camera esaminava un progetto di legge (A.C. 5559) per fissare un termine alla loro emanazione.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-12-02&atto.codiceRedazionale=10A14116&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario","descrizione":"Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 30 settembre 2010 (GU n. 282 del 2 dicembre 2010): le norme sull'etichettatura della legge 55/2010 sono applicabili solo dopo il decreto interministeriale previsto dall'art. 2. Per gli alimenti: legge 3 febbraio 2011, n. 4, art. 4, testo originario (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011-02-03;4@originale~art4), commi 3 e 12."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c039","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"contenimento dei costi di produzione (anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo)","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7"},"esito":"in parte","motivazione":"Per la parte previdenziale, la legge 13 dicembre 2010, n. 220 (art. 1, comma 45) ha disposto che dal 1° agosto 2010 «continuano ad applicarsi», senza termine, le agevolazioni contributive nel settore agricolo che la legge 23 dicembre 2009, n. 191 (art. 2, comma 49) aveva prorogato fino al 31 luglio 2010. Per la parte fiscale, il decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 (art. 2, comma 4-bis), convertito dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, ha reso permanenti le agevolazioni sull'acquisto di terreni agricoli da parte di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, prima prorogate di anno in anno. Non risultano invece atti che stabilizzino il resto del regime fiscale agricolo, e il «contenimento dei costi di produzione» in generale non è misurabile con dati pubblici.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-12-13;220~art1","descrizione":"Legge 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1, comma 45: dal 1° agosto 2010 continuano ad applicarsi le agevolazioni contributive nel settore agricolo dell'art. 2, comma 49, della legge 191/2009 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c045","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Totale eliminazione dell’ICI sulla prima casa, senza oneri per i Comuni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (art. 1) ha escluso dall'ICI l'abitazione principale dal 2008. Restano tassate le abitazioni di categoria catastale A1, A8 e A9 (case signorili, ville, castelli): la cancellazione quindi non è totale. Per i Comuni lo Stato ha stanziato un rimborso di 1.700 milioni di euro, in aggiunta ai 904 milioni già previsti dalla legge finanziaria 2008, poi integrato di 260 milioni per il 2008 (decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154). Secondo il Ministero dell'interno questi fondi coprivano l'85 per cento del minor gettito certificato dai Comuni per il 2008 e il 77 per cento per il 2009; con la legge 23 dicembre 2009, n. 191 la copertura è salita a circa il 90 per cento per il 2008 e a quasi il 100 per cento dal 2009.","prova":{"url":"https://finanzalocale.interno.gov.it/docum/studi/varie/soppressione_ici.pdf","descrizione":"Ministero dell'interno, Finanza locale: «Soppressione dell'ICI sull'abitazione principale e rimborsi dallo Stato» (audizione al Senato del 22 aprile 2010): stanziamenti (904 + 1.700 + 260 milioni; integrazioni della legge 191/2009) e percentuali di copertura del gettito certificato. Testo della norma: Normattiva, DL 93/2008, art. 1"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c046","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva introduzione del “quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il quoziente familiare non è stato introdotto durante il governo. Le proposte di legge sul tema, tra cui l'A.C. 134 e l'A.C. 2880, sono state esaminate dalla commissione Finanze della Camera in una sola seduta, il 29 luglio 2010, e non sono andate avanti. Il disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale presentato dal governo nel 2011 (A.C. 4566) prevedeva tre aliquote Irpef e la concentrazione delle agevolazioni su natalità, lavoro e giovani, senza il quoziente familiare. Esaminato in commissione il 7 settembre e il 4 ottobre 2011, non è stato approvato prima della fine del governo (16 novembre 2011). Non risultano altri atti del governo che introducano il quoziente familiare.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/FI0520.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera n. 533 del 15 settembre 2011 sul disegno di legge delega A.C. 4566: criteri Irpef (tre aliquote, regimi di favore concentrati su natalità, lavoro e giovani), nessun riferimento al quoziente familiare."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c047","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni reintrodotte dal governo Prodi","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'imposta sulle successioni e donazioni, reintrodotta dal governo Prodi con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, commi 47-54), convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, non è stata abolita dal governo Berlusconi IV. Nel testo in vigore alla fine del governo (16 novembre 2011) l'imposta era ancora istituita, con franchigia di un milione di euro per ciascun erede tra coniuge e parenti in linea retta e aliquota del 4% sulla parte eccedente. Il tributo è tuttora in vigore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-10-03;262~art2!vig=2011-11-16","descrizione":"Decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, nel testo in vigore al 16 novembre 2011 (Normattiva): il comma 47 istituisce l'imposta sulle successioni e donazioni; il comma 48 fissa franchigia di 1.000.000 di euro e aliquota del 4% per coniuge e parenti in linea retta"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c048","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Secondo l'Istat la pressione fiscale non è diminuita e non si è avvicinata al 40 per cento: era 42,7 per cento del PIL nel 2007 e 42,5 nel 2011, con un massimo di 43,0 nel 2009. Le manovre dell'estate 2011 (decreti-legge 98/2011 e 138/2011) hanno anzi programmato un aumento: secondo la Nota di aggiornamento al DEF del settembre 2011, citata dalla Banca d'Italia, la pressione fiscale sarebbe salita a circa il 43,8 per cento dal 2012.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2012/03/CS_pil-indebitamentoAP-2012.pdf","descrizione":"Istat, comunicato «Pil e indebitamento AP» (marzo 2012), prospetto 3: pressione fiscale 2007-2011 (42,7; 42,6; 43,0; 42,6; 42,5)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c049","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva tassazione separata dei redditi da locazione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (art. 3) ha introdotto, a decorrere dal 2011, la cedolare secca sugli affitti: un'imposta facoltativa, sostitutiva dell'IRPEF, delle addizionali e delle imposte di registro e di bollo, sui canoni di locazione di abitazioni. L'aliquota è del 21 per cento; scende al 19 per cento per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa. Il regime riguarda gli immobili abitativi locati da persone fisiche.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011-03-14;23@originale~art3","descrizione":"Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, art. 3, testo originario: cedolare secca dal 2011, sostitutiva di IRPEF, addizionali, registro e bollo, aliquote del 21% e del 19% (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c050","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"rilevazione sul territorio dei redditi delle abitazioni, ai fini della formazione del catasto","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (art. 19, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) ha attivato dal 1° gennaio 2011 l'Anagrafe immobiliare integrata. Ha imposto di dichiarare al Catasto gli immobili non censiti già individuati negli elenchi pubblicati in Gazzetta Ufficiale nel 2007-2009 (termine poi spostato al 30 aprile 2011), con una rendita presunta per chi non lo faceva, e ha avviato dal 2011 un monitoraggio costante del territorio, con telerilevamento e sopralluoghi, per scoprire altri fabbricati non dichiarati. Il decreto non prevede però una revisione delle rendite delle abitazioni già accatastate. L'impegno è stato attuato solo per la parte sui fabbricati non censiti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-05-31;78~art19","descrizione":"Decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 19 (Normattiva): Anagrafe immobiliare integrata, dichiarazione degli immobili non censiti, rendita presunta, monitoraggio del territorio."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c052","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"“Piano casa” per costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprietà","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"L'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 ha istituito il Piano nazionale di edilizia abitativa, approvato con il DPCM 16 luglio 2009 (GU n. 191 del 19 agosto 2009) con sei linee d'intervento, tra cui fondi immobiliari, edilizia pubblica, cooperative ed ex IACP. Le risorse sono state ripartite con decreti del 18 novembre 2009 (200 milioni agli ex IACP) e dell'8 marzo 2010 (377,9 milioni per le altre linee). Il gestore del Fondo investimenti per l'abitare è stato scelto l'8 giugno 2011, e il primo parere del CIPE sugli accordi di programma, per 14 regioni e la Provincia di Trento, è del 5 maggio 2011; i pareri per le altre regioni sono del 2012. Gli accordi prevedevano 17.101 alloggi, ma non risultano dati su alloggi realizzati entro la fine del governo.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/561?appro=671","descrizione":"Camera dei deputati, approfondimento «Piano casa»: art. 11 DL 112/2008, DPCM 16 luglio 2009, riparti, FIA e pareri CIPE fino a novembre 2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c053","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di alloggi pubblici","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 13) ha previsto che il governo promuovesse, entro sei mesi, accordi con Regioni ed enti locali in Conferenza unificata per semplificare la vendita degli alloggi degli ex IACP, con prezzo legato al canone e diritto di opzione per gli assegnatari. Con la sentenza n. 121 del 2010 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi, per violazione delle competenze regionali, i criteri di vendita (comma 2) e altri due commi, lasciando in vigore solo l'impegno a promuovere gli accordi. Non risulta alcun accordo concluso entro novembre 2011: secondo l'ANCI la norma si bloccò per l'opposizione delle Regioni e fu riscritta nel 2014. Il piano di riscatto concordato con le Regioni quindi non è stato realizzato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112@originale~art13","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 13, testo originario: accordi con Regioni ed enti locali per la vendita degli alloggi IACP agli assegnatari (Normattiva). Esito del giudizio: Corte costituzionale, sentenza n. 121/2010 (https://giurcost.org/decisioni/2010/0121s-10.html)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c054","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha adottato due misure sui mutui per l'abitazione principale. L'articolo 3 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 126) ha previsto, con una convenzione tra Ministero dell'economia e ABI aperta all'adesione delle banche, la rinegoziazione senza costi dei mutui a tasso variabile stipulati prima del decreto: la rata scende al livello calcolato con il tasso medio del 2006 e resta fissa, mentre la differenza va su un conto accessorio che il mutuatario rimborsa in seguito, con interessi. La misura riduce la rata, non il costo complessivo del mutuo. L'articolo 2 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2) ha poi stabilito che le rate 2009 dei mutui a tasso non fisso per l'abitazione principale fossero calcolate al massimo al 4 per cento, o al tasso contrattuale iniziale se più alto, con la differenza a carico dello Stato. La riduzione effettiva del costo ha riguardato quindi solo le rate del 2009.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185~art2","descrizione":"Normattiva, articolo 2 del decreto-legge 185/2008: rate 2009 dei mutui a tasso non fisso per la prima casa calcolate al 4 per cento con la differenza a carico dello Stato, estese ai mutui rinegoziati ai sensi dell'articolo 3 del DL 93/2008."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c056","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo pubblico di garanzia per i mutui dei condomini destinati a lavori di manutenzione o ristrutturazione. L'unico fondo sul credito per la casa creato nel mandato è il Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa, previsto dall'art. 13, comma 3-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (legge 133/2008). È riservato alle giovani coppie e ai nuclei con un solo genitore e figli minori, con 4 milioni di euro per il 2008 e 10 milioni per il 2009 e per il 2010. Non riguarda i lavori dei condomini.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art13","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 13, comma 3-bis: Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei monogenitoriali con figli minori (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c057","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"stabilizzazione delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 23 dicembre 2009, n. 191 (art. 2, comma 11) ha reso permanente l'IVA agevolata al 10 per cento sugli interventi di recupero edilizio, come la manutenzione ordinaria e straordinaria, dei fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Il comma 10 della stessa legge ha invece prorogato solo fino al 31 dicembre 2012 la detrazione Irpef del 36 per cento per le ristrutturazioni. La detrazione è diventata strutturale con l'art. 4 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, dal 1° gennaio 2012, quando il governo Berlusconi non era più in carica.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-23;191@originale~art2","descrizione":"Legge 23 dicembre 2009, n. 191, art. 2, commi 10 e 11 (Normattiva, testo originale): proroga al 2012 della detrazione del 36% (art. 1, c. 17, L. 244/2007) e IVA agevolata sul recupero edilizio estesa al «2012 e successivi» (art. 1, c. 18, L. 244/2007)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c058","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"“Legge Obiettivo” per i quartieri svantaggiati e le periferie delle grandi aree metropolitane","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata approvata una «legge obiettivo» dedicata ai quartieri svantaggiati e alle periferie. Il governo ha però varato il Piano nazionale di edilizia abitativa (decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 11, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; DPCM 16 luglio 2009). Il piano comprende programmi integrati di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana, indirizzati in particolare alle zone di diffuso degrado edilizio e urbano, e consente di attuarli con le procedure previste per le infrastrutture strategiche (quelle della «legge obiettivo»). Il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (art. 5) ha poi chiesto alle regioni leggi per incentivare la riqualificazione delle aree urbane degradate. Nessuna di queste misure è specifica per le periferie delle grandi aree metropolitane, e il piano casa è rivolto soprattutto alle categorie in difficoltà abitativa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art11!vig=2008-08-22","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 11 (Piano casa), testo convertito: commi 4 e 6 (programmi integrati di riqualificazione urbana nelle zone di degrado) e comma 9 (procedure delle infrastrutture strategiche) (Normattiva, versione vigente ad agosto 2008). Scheda di sintesi: Camera dei deputati, leg16.camera.it/561?appro=671."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c059","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Reintroduzione del “bonus bebé” per sostenere la natalità","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 9"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano reintrodotto un bonus in denaro alla nascita. La misura più vicina è il Fondo di credito per i nuovi nati (decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 4, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2), con 25 milioni di euro l'anno per il 2009-2011 presi dal Fondo per le politiche della famiglia. In base al decreto attuativo del 10 settembre 2009, il Fondo garantiva per metà prestiti fino a 5.000 euro ai genitori di bambini nati o adottati nel 2009, 2010 e 2011: non è un contributo alla natalità ma una garanzia sul credito. Anche la carta acquisti del 2008 era un sostegno contro il disagio economico, non legato alla nascita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185@originale~art4","descrizione":"Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 4, testo originario (Normattiva): Fondo di credito per i nuovi nati, garanzie a banche e intermediari, 25 milioni di euro l'anno per il 2009-2011 a valere sul Fondo per le politiche della famiglia. Condizioni dei prestiti: DPCM 10 settembre 2009, artt. 2 e 4 (GU n. 250 del 27 ottobre 2009)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c060","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressiva riduzione dell’IVA su latte, alimenti e prodotti per l’infanzia","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 9"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo, nel periodo 2008-2011, che abbiano ridotto l'IVA su latte, alimenti o prodotti per l'infanzia. La prima riduzione all'aliquota del 5 per cento è venuta con la legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 72), come ricorda l'Agenzia delle entrate nella circolare n. 3/E del 16 febbraio 2024. Il governo ha invece portato l'aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento, dal 17 settembre 2011, con il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (art. 2, comma 2-bis), convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/5866239/Circolare+n+3_del+16_2_2024.pdf/6e8e87f4-a360-b3c0-8b0b-475cf43ab2d8","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare 3/E del 16 febbraio 2024: l'aliquota del 5% per latte e prodotti per l'infanzia deriva dalla legge di bilancio 2023"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c062","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, estesa fino al 18° anno di età","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta alcun atto del governo Berlusconi IV che estenda fino ai 18 anni la fornitura gratuita dei libri di testo alle famiglie meno abbienti. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 27) già prevedeva la gratuità, totale o parziale, per gli alunni dell'obbligo e il comodato per gli studenti delle superiori con i requisiti; dal 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) la gratuità parziale è stata estesa ai primi due anni delle superiori. Al novembre 2011 la norma era rimasta in questi termini. Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 15) è intervenuto sul costo dei libri, con tetti di spesa e testi scaricabili in rete, e non sulla gratuità.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-23;448~art27!vig=2011-11-15","descrizione":"Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 27, testo vigente al 15 novembre 2011 (Normattiva): ambito della fornitura gratuita dei libri di testo, con la sola modifica della legge 296/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c064","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano aumentato le pensioni più basse oltre la rivalutazione automatica annuale. Nelle tabelle dell'INPS il trattamento minimo dei lavoratori dipendenti e autonomi è di 468,35 euro al mese dal 1° gennaio 2011, importo che riflette la sola perequazione automatica (1,6 per cento per il 2011). L'incremento della maggiorazione sociale, fissato a 136,44 euro al mese dalla legge 127/2007 (governo precedente), è rimasto invariato dal 1° gennaio 2008. La carta acquisti (decreto-legge 112/2008, art. 81, comma 32) è una prestazione assistenziale per le fasce deboli, non un aumento delle pensioni.","prova":{"url":"https://servizi2.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%2010%20del%2002-02-2012_Allegato%20n%202.pdf","descrizione":"Allegato 2 alla circolare INPS n. 10 del 2 febbraio 2012: trattamento minimo di 468,35 euro dal 1° gennaio 2011 (valori definitivi 2011 con perequazione dell'1,6 per cento) e incremento della maggiorazione sociale di 136,44 euro, invariato dal 1° gennaio 2008."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c068","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore dei cittadini in coordinamento con i Comuni","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano affidato a Poste Italiane servizi sociali a domicilio in coordinamento con i Comuni, né leggi o convenzioni nazionali con questo oggetto nel 2008-2011. L'unica misura sociale del periodo che coinvolge le Poste è la Carta acquisti (decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 81, commi 32-35), per la cui attuazione il Ministero dell'economia poteva avvalersi anche di Poste italiane. È un sussidio su carta per le famiglie in difficoltà, non un servizio a domicilio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art81","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 81, commi 32-35: Carta acquisti per le fasce deboli; il comma 34 consente al Ministero dell'economia di avvalersi, tra gli altri, di Poste italiane per l'attuazione (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c069","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"stabilizzazione del “cinque per mille” e sua applicazione a favore di volontariato, non-profit, terzo settore, ricerca","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il cinque per mille è stato confermato di anno in anno con apposite norme di legge, con importi stanziati diversi ogni anno (405 milioni di euro nel 2008, 415 nel 2009, 420 nel 2010, 383 nel 2011). Per il 2010 il decreto-legge n. 40/2010 (art. 2, commi 4-novies e seguenti) ha fissato la disciplina del riparto. L'istituto è stato stabilizzato solo dalla legge di stabilità per il 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 154), con 500 milioni l'anno dal 2015. Durante il governo Berlusconi IV non fu quindi stabilizzato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01023987.pdf","descrizione":"Servizio Studi di Camera e Senato, dossier sullo schema di D.Lgs. sul cinque per mille (AG 419): storia dell'istituto, importi annui 2007-2014 e stabilizzazione dal 2015"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c071","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riforma del libro primo del Codice Civile, per riconoscere il ruolo fondamentale assunto nella nostra società dal “terzo settore”","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La riforma del libro primo del Codice civile per il terzo settore non è stata approvata durante il governo Berlusconi IV. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 31 marzo 2011, su proposta dei ministri Alfano e Sacconi, un disegno di legge di delega per riformare il titolo II del libro primo (fondazioni, associazioni e comitati). Il disegno di legge non risulta presentato alle Camere entro il 16 novembre 2011. Una delega sul terzo settore è stata approvata solo con la legge 6 giugno 2016, n. 106.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20110404202123/http://www.governo.it:80/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=63013&pg=1,2078,4072&pg_c=2","descrizione":"Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 134 del 31 marzo 2011 (governo.it, copia d'archivio): approvazione, su proposta di Alfano e Sacconi, del ddl di delega per la riforma del Titolo II del Libro I del Codice civile (fondazioni, associazioni, comitati)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c073","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"individuazione delle risorse finanziarie necessarie a garantire credibili alternative all’aborto per la gestante in difficoltà","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che, d'intesa con le Regioni, abbiano destinato risorse ad alternative all'aborto per le gestanti in difficoltà. I decreti di riparto del Fondo per le politiche della famiglia del 2009 e del 2010 e l'Intesa in Conferenza unificata del 7 ottobre 2010 finanziano soprattutto i servizi per la prima infanzia e le famiglie numerose o in difficoltà, senza voci per i consultori o per le gestanti. La misura più vicina, il Fondo di credito per i nuovi nati (decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 4), garantiva prestiti alle famiglie con un figlio nato o adottato e usava 25 milioni di euro l'anno presi dal Fondo per le politiche della famiglia: non erano risorse nuove e non erano rivolte alle gestanti.","prova":{"url":"https://famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/finanziamenti-avvisi-e-bandi/fondo-per-la-famiglia-intese-conferenza-unificata/archivio-fondi/fondo-famiglia-intesa-2010/","descrizione":"Dipartimento per le politiche della famiglia, Intesa n. 109/CU del 7 ottobre 2010: 100 milioni di euro alle Regioni, in via prioritaria per i servizi socio-educativi per la prima infanzia e poi per famiglie numerose o in difficoltà; nessuna voce per consultori o gestanti. Per il fondo nuovi nati: d.l. 185/2008, art. 4, testo originario (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185@originale~art4)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c074","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"esclusione di ogni ipotesi di leggi che permettano o comunque favoriscano pratiche mediche assimilabili all’eutanasia.","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Durante il mandato non è stata approvata alcuna legge che permetta o favorisca pratiche assimilabili all'eutanasia. Il disegno di legge di iniziativa parlamentare sul fine vita (primo firmatario Calabrò) è stato approvato dal Senato il 26 marzo 2009 e dalla Camera, con modifiche, il 12 luglio 2011 (A.C. 2350), ma non è diventato legge. Nel testo approvato dal Senato vietava, ai sensi degli articoli 575, 579 e 580 del codice penale, «ogni forma di eutanasia» (art. 1, comma 1, lettera c).","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0022700","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 2350, testo approvato dal Senato e trasmesso il 31 marzo 2009: art. 1, comma 1, lettera c), vieta ogni forma di eutanasia"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c075","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali dei giovani","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (art. 27), convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha creato dal 1° gennaio 2012 un «regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità». Ha riservato il regime dei contribuenti minimi della legge 244/2007 a chi avvia una nuova attività d'impresa, arte o professione, riducendo l'imposta sostitutiva al 5 per cento per l'anno di avvio e i quattro successivi, e anche oltre fino al compimento dei 35 anni. Ci sono requisiti, come non aver svolto attività nei tre anni precedenti. L'impegno è attuato solo in parte: il vantaggio è forte, ma non è un periodo «no tax», perché resta un'imposta del 5 per cento.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-07-06;98~art27!vig=2011-12-31","descrizione":"Decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, art. 27, testo vigente al 31 dicembre 2011 dopo la conversione (Normattiva): imposta sostitutiva del 5% per l'anno di avvio e i quattro successivi, estesa fino ai 35 anni; requisiti al comma 2"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c076","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"introduzione di un credito d’imposta per le imprese che assumono giovani e che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un credito d'imposta per le imprese che assumono giovani o che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato. L'unico credito d'imposta per nuove assunzioni stabili adottato nel mandato è quello dell'articolo 2 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106). Vale solo nelle regioni del Mezzogiorno, per l'aumento netto dei dipendenti a tempo indeterminato, e riguarda lavoratori «svantaggiati» o «molto svantaggiati» secondo la definizione europea (senza impiego regolare da almeno sei mesi, senza diploma, oltre i 50 anni e altre categorie), non i giovani in quanto tali. Non contiene misure specifiche per la trasformazione dei contratti a termine.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2011/20110513_DL_70.pdf","descrizione":"Testo del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, art. 2: credito d'imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno, riservato ai lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c078","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"garanzie pubbliche per i “prestiti d’onore” e per il finanziamento d’avvio a favore di giovani che iniziano la loro attività di impresa","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito garanzie pubbliche per i prestiti d'onore o per il finanziamento d'avvio dei giovani che iniziano un'impresa. Le garanzie create per i giovani riguardano altro. Il fondo dell'art. 13, comma 3-bis, del decreto-legge 112/2008 serve all'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie. Il Fondo per il credito ai giovani, regolato dal decreto interministeriale del 19 novembre 2010, garantisce il 70% dei prestiti per gli studi universitari e post-laurea, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro.","prova":{"url":"https://www.politichegiovanili.gov.it/politiche-giovanili/accordi-e-compartecipazioni/fondo-per-il-credito-ai-giovani/","descrizione":"Dipartimento per le politiche giovanili: il Fondo per il credito ai giovani (decreto interministeriale 19 novembre 2010) garantisce il 70% dei prestiti per gli studi, non per l'avvio d'impresa; dotazione iniziale di 20 milioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c082","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Secondo l'Istat la spesa delle amministrazioni pubbliche per ordine pubblico e sicurezza è passata da 29.982 milioni di euro nel 2007 a 29.806 nel 2008, poi a 31.729 nel 2009, 32.577 nel 2010 e 32.812 nel 2011 (valori correnti). In rapporto al PIL è salita dall'1,9 per cento del 2008 al 2,1 del 2009, poi è rimasta ferma. L'aumento non è stato continuo: nel 2008 la spesa è scesa e nel 2011 è cresciuta solo dello 0,7 per cento. L'aggregato comprende anche voci diverse dalle forze di polizia, come vigili del fuoco, tribunali e carceri.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/spesa-delle-amministrazioni-pubbliche-per-funzione-anni-1990-2011/","descrizione":"Istat, «Spesa delle amministrazioni pubbliche per funzione 1990-2011» (tavole COFOG), tavola 1: ordine pubblico e sicurezza, milioni di euro correnti e % del PIL"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c084","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"incentivi per installazioni di sistemi di sicurezza nei pubblici esercizi","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Berlusconi IV che abbiano introdotto nuovi incentivi per i sistemi di sicurezza nei pubblici esercizi, né che abbiano rifinanziato o prorogato quello esistente. Il credito d'imposta dell'80 per cento, fino a 3.000 euro, per le misure antirapina e la videosorveglianza delle piccole e medie imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande era stato previsto per il 2008-2010 dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 1, commi 228-232), approvata durante il governo precedente, con un limite di 10 milioni di euro l'anno. Secondo l'Agenzia delle Entrate i fondi si sono esauriti nel 2008, nel 2009 e nel 2010, e la misura non è proseguita oltre il 2010.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/archivio/archivioschedeadempimento/schede-adempimento-2013/richiedere-2013/crediti-di-imposta-misure-di-sicurezza-misusicu/normativa-e-prassi-misusicu","descrizione":"Agenzia delle Entrate, scheda «Crediti di imposta - Misure di sicurezza - Normativa e prassi»: credito della legge 244/2007 (commi 228-232) e provvedimenti di esaurimento delle risorse per il 2008, il 2009 e il 2010; nessuna proroga o rifinanziamento."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c085","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"iniziativa del Governo italiano in sede di Unione Europea affinché non si attuino più sanatorie indiscriminate per i clandestini","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo, adottato dal Consiglio europeo del 15-16 ottobre 2008, contiene l'impegno «di limitarsi a regolarizzazioni caso per caso e non generali». Il testo era stato preparato dalla presidenza di turno del Consiglio dell'Unione. Il ministro dell'interno Maroni lo ha presentato alla Camera il 15 ottobre 2008 come in linea con le iniziative del governo, ma non risulta un'iniziativa italiana su questo punto, e il Patto è un impegno politico non vincolante. Nel 2009 il governo ha poi aperto una regolarizzazione limitata a colf e badanti (decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, art. 1-ter, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102).","prova":{"url":"https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13440-2008-INIT/it/pdf","descrizione":"Consiglio dell'Unione europea, doc. 13440/08 del 24 settembre 2008 (nota della Presidenza), Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo, p. 7, punto II, lettera a): impegno a limitarsi a regolarizzazioni caso per caso e non generali. Adozione da parte del Consiglio europeo: conclusioni del 15-16 ottobre 2008, punto 19 (https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14368-2008-INIT/it/pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c086","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (art. 9) ha dato ai centri di permanenza temporanea il nome di Centri di identificazione ed espulsione (CIE), e la legge 15 luglio 2009, n. 94 ha portato a 180 giorni la permanenza massima. Secondo il Ministero dell'Interno, a maggio 2008 i centri operativi erano 10, con 1.219 posti; a ottobre 2011 erano 13, con 1.901 posti, in otto regioni. Rispetto al 2008 sono stati riaperti i centri di Brindisi e di Crotone ed è stato aperto un nuovo centro a Trapani, in località Milo.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20111006193131/http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema006.html","descrizione":"Ministero dell'Interno, «I Centri dell'immigrazione», copia d'archivio del 6 ottobre 2011: 13 CIE operativi con i rispettivi posti (totale 1.901), tra cui Brindisi, Crotone e Trapani loc. Milo. Per il confronto, copia del 26 maggio 2008 della stessa pagina: 10 centri, 1.219 posti (web.archive.org/web/20080526073702/...sottotema006.html)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c092","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"incentivi alle associazioni, alle scuole e agli oratori per la conoscenza della lingua, della cultura e delle leggi italiane","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata creata una misura nazionale dedicata, ma il Ministero dell'interno ha finanziato corsi di italiano ed educazione civica per stranieri tenuti da associazioni, cooperative, enti locali e alcune scuole. Lo ha fatto con i programmi annuali del Fondo europeo per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi 2007-2013, cofinanziato dallo Stato e di cui il Ministero è autorità responsabile: l'elenco ufficiale riporta per la formazione linguistica e civica 16 progetti nel programma 2007 e 43 nel programma 2010. Il fondo esisteva già prima del governo e nell'elenco non compaiono oratori. La legge 15 luglio 2009, n. 94, che ha introdotto il test di italiano e l'accordo di integrazione, non prevede nuovi finanziamenti per i corsi.","prova":{"url":"https://www.interno.gov.it/sites/default/files/fondo_europeo_per_lintegrazione_cittadini_di_paesi_terzi_2007-2013_-_elenco_progetti.pdf","descrizione":"Ministero dell'interno, Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi 2007-2013, elenco dei progetti finanziati: azione 1 (formazione linguistica e orientamento civico) con beneficiari, programma annuale e importi. Per la legge 94/2009: Normattiva, art. 1, commi 22 e 25"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c095","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine.","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha aumentato le pene solo per il caso più grave. Il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 125) ha aggiunto all'articolo 576 del codice penale il numero 5-bis: l'omicidio di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, commesso nell'atto o a causa delle sue funzioni, è punito con l'ergastolo. La legge 15 luglio 2009, n. 94 (art. 1, comma 8) ha inoltre reintrodotto il reato di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis, reclusione fino a tre anni), che tutela l'onore del pubblico ufficiale e non riguarda la violenza. Non risulta invece che siano state aumentate le pene della violenza o minaccia (art. 336) e della resistenza (art. 337) a pubblico ufficiale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-05-23;92","descrizione":"Testo multivigente del decreto-legge 92/2008 su Normattiva: lettera b-sexies, art. 576 c.p., comma 1, n. 5-bis (omicidio di agente di PG o PS)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c098","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"aumento delle risorse per la giustizia [...] più investimenti nell’amministrazione della giustizia quotidiana, a partire dalla giustizia civile","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 13"},"esito":"in parte","motivazione":"Le risorse per la giustizia non sono cresciute in modo stabile. Gli stanziamenti iniziali del Ministero della giustizia, fissati con le leggi di bilancio, sono scesi ogni anno: 7.574,7 milioni di euro nel 2008, 7.560,7 nel 2009, 7.409,6 nel 2010 e 7.203,9 nel 2011. Gli stanziamenti definitivi, dopo le variazioni in corso d'anno, sono stati di 8.000,6 milioni nel 2008, 8.762,3 nel 2009, 7.716,8 nel 2010 e 8.474,1 nel 2011, con una quota sul bilancio dello Stato passata dall'1,4% all'1,6%. Rispetto al 2008 il 2011 segna quindi un aumento del 5,9%, ma con un calo nel 2010. Non sono disponibili dati separati sugli investimenti nella giustizia civile.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/GI0514.Pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier «Rendiconto 2015 - Assestamento 2016», profili di interesse della II Commissione Giustizia (25 luglio 2016), p. 2: tabella degli stanziamenti iniziali e definitivi del Ministero della giustizia 2008-2015 e quota sul bilancio dello Stato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c100","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"esclusione degli sconti di pena per i recidivi e per chi abbia commesso reati di particolare gravità e di allarme sociale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (art. 2, comma 1, lettera m) ha esteso a reati di particolare allarme sociale, come il furto in abitazione o con strappo e l'incendio boschivo, il divieto di sospendere l'esecuzione delle pene detentive brevi. Lo stesso articolo ha abrogato il «patteggiamento in appello» (lettere i e l). Il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (art. 3) ha riservato i benefici penitenziari a chi collabora con la giustizia anche per i condannati per violenza sessuale e per alcuni reati sessuali sui minori. Per i recidivi non ci sono state novità: il divieto di sospensione per la recidiva reiterata esisteva già dal 2005. La legge 26 novembre 2010, n. 199 ha poi consentito di scontare a casa le pene fino a 12 mesi, senza escludere i recidivi in quanto tali.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/D08092.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul DL 92/2008 (A.C. 1366): art. 2, comma 1, lett. i), l), m) su patteggiamento in appello e sospensione dell'esecuzione della pena"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c101","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, convertito dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, ha inasprito il trattamento penale dei reati contro donne e minori. L'art. 7 ha introdotto il reato di atti persecutori (art. 612-bis del codice penale), con pena aumentata fino alla metà se la vittima è un minore, una donna in gravidanza o una persona con disabilità. L'art. 1 ha riferito espressamente l'aggravante dell'ergastolo all'omicidio commesso in occasione di violenza sessuale, atti sessuali con minorenne o violenza sessuale di gruppo, e l'ha estesa all'omicidio commesso dall'autore di atti persecutori contro la stessa vittima. Gli artt. 2 e 3 hanno previsto la custodia cautelare in carcere come regola per quei reati sessuali e limiti ai benefici penitenziari per alcuni di essi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2009-02-23;11@originale~art7","descrizione":"Decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, art. 7, testo originario: reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) con pena aumentata se la vittima è un minore o una donna in gravidanza; gli artt. 1, 2 e 3 dello stesso decreto (testo convertito dalla legge 38/2009) riguardano ergastolo, custodia cautelare e benefici penitenziari (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c102","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"gratuito patrocinio a favore delle vittime","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (art. 4), convertito dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, ha inserito il comma 4-ter nell'articolo 76 del d.P.R. 115/2002. La persona offesa dai reati di violenza sessuale (artt. 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale) può essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche oltre i limiti di reddito. La misura riguarda quindi le vittime di alcuni reati, non tutte le vittime. L'estensione ad altri reati è successiva al mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2009-02-23;11~art4","descrizione":"Decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, art. 4 (Normattiva): comma 4-ter dell'art. 76 del d.P.R. 115/2002, patrocinio a spese dello Stato per la persona offesa dai reati di violenza sessuale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c103","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il mandato non è stata approvata alcuna legge che istituisca il Tribunale della famiglia. In entrambe le Camere sono state presentate diverse proposte di iniziativa parlamentare su un tribunale o su sezioni specializzate per la famiglia, tra cui l'A.C. 2448 (Aracri e altri, 19 maggio 2009), rimasta assegnata alla Commissione Giustizia. Non risultano disegni di legge del governo sul tema.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/126?pdl=2448","descrizione":"Camera, XVI legislatura, scheda della proposta di legge A.C. 2448: presentata il 19 maggio 2009, assegnata alla II Commissione Giustizia"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c104","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha varato il Piano carceri: l'ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3861 del 19 marzo 2010 ha affidato l'attuazione a un commissario straordinario e il 24 giugno 2010 il Comitato di indirizzo ha approvato il piano, con 9.150 nuovi posti (11 nuovi istituti e 20 padiglioni in istituti esistenti) e 675 milioni di euro, di cui 500 dalla legge finanziaria 2010. Entro la fine del governo erano in corso progettazioni, gare e alcuni cantieri. Secondo la relazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria i primi posti del piano sono stati consegnati nel 2012 (750). Con il governo successivo il CIPE ha poi ridotto i fondi di 227,8 milioni (20 gennaio 2012).","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.page?contentId=ART981238","descrizione":"Ministero della giustizia, sintesi della relazione DAP 2013 sul Piano carceri: OPCM 3861/2010, piano 24 giugno 2010, posti previsti e consegnati per anno"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c107","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"limitazione dell’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al contrasto dei reati più gravi","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La limitazione dell'uso delle intercettazioni non è diventata legge. Il disegno di legge del ministro Alfano (A.C. 1415), presentato il 30 giugno 2008, è stato approvato dalla Camera a giugno 2009 con voto di fiducia sull'emendamento interamente sostitutivo, poi modificato dal Senato a giugno 2010 e rinviato alla Camera. Il 5 ottobre 2011 l'Assemblea ha respinto due questioni pregiudiziali e il 6 ottobre si è svolta la discussione sull'articolo unico, ma l'esame non è stato più ripreso. Alla fine del governo (16 novembre 2011) la riforma non era approvata in via definitiva.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/561?appro=669","descrizione":"Scheda della Camera sul tema Intercettazioni (XVI legislatura): iter del ddl A.C. 1415, approvazione in prima lettura nel 2009, modifiche del Senato nel 2010, esame non concluso dopo le sedute del 5 e 6 ottobre 2011."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c108","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con pesanti sanzioni","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il divieto di pubblicazione delle intercettazioni con pesanti sanzioni non è diventato legge. Il disegno di legge sulle intercettazioni (A.C. 1415, presentato dal ministro Alfano il 30 giugno 2008) è stato approvato dalla Camera nel giugno 2009 e dal Senato, con modifiche, nel giugno 2010. Tornato alla Camera, ha avuto la discussione sull'articolo unico il 6 ottobre 2011. L'esame non è stato ripreso e il governo è terminato il 16 novembre 2011 senza che il testo fosse approvato in via definitiva.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/561?Intercettazioni=&amp=&appro=669","descrizione":"Camera dei deputati, tema dell'attività parlamentare «Intercettazioni»: iter del ddl C. 1415 (approvazione Camera 2009, Senato 2010, seconda lettura alla Camera non conclusa)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c109","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato nessuna riforma sulla responsabilità dei magistrati è stata approvata. Il disegno di legge costituzionale del governo A.C. 4275 (presentato il 7 aprile 2011, con la responsabilità civile diretta nell'art. 113-bis e una nuova Corte di disciplina) è rimasto in esame nelle commissioni della Camera. L'art. 18 sulla responsabilità civile nella legge comunitaria 2010 è stato soppresso dall'Assemblea il 26 luglio 2011. L'emendamento Pini sulla responsabilità civile fu approvato dalla Camera il 2 febbraio 2012, con il parere contrario del governo Monti, ma non diventò legge perché l'esame al Senato non si concluse.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/126?pdl=4275","descrizione":"Camera, XVI legislatura, scheda dell'A.C. 4275: presentato il 7 aprile 2011, fase «in corso di esame in Commissione»; cronologia sulla pagina leg16.camera.it/561?appro=664"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c110","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"completamento della riforma del Codice di Procedura Civile con snellimento dei tempi di definizione ed incentivi alle procedure extra giudiziali.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 18 giugno 2009, n. 69 (artt. 45 e seguenti) ha modificato il codice di procedura civile e, con l'art. 51, ha introdotto il procedimento sommario di cognizione (artt. 702-bis, 702-ter e 702-quater), pensato per decidere con ordinanza le cause che non richiedono un'istruzione complessa. L'art. 60 ha delegato il Governo a disciplinare la mediazione e la conciliazione; il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in vigore dal 20 marzo 2010, ha disciplinato la mediazione civile e commerciale. La scheda non misura la durata effettiva dei processi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-06-18;69@originale~art51","descrizione":"Legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 51, testo originario: nuovo procedimento sommario di cognizione (artt. 702-bis ss. c.p.c.). L'art. 60 della stessa legge delega la disciplina della mediazione, attuata con il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c112","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"completamento del piano del Governo Berlusconi per l’eliminazione delle liste d’attesa","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 1 \"Sanità\", p. 15"},"esito":"in parte","motivazione":"L'Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010 ha approvato il Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2010-2012 (Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010), che aggiorna il piano del 2006. Fissa tempi massimi di attesa per 58 prestazioni tra visite, esami e ricoveri, e prevede che le Regioni adottino propri piani e le aziende sanitarie piani attuativi. È l'atto che dà seguito al piano promesso. Non risulta invece nessun dato ufficiale che attesti l'eliminazione delle liste d'attesa: la Fondazione GIMBE osserva che mancano rendicontazioni sistematiche sull'applicazione del piano.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-11-23&atto.codiceRedazionale=10A13705&elenco30giorni=false","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 274 del 23 novembre 2010, suppl. ord. n. 259: Intesa del 28 ottobre 2010 (rep. 189/CSR) tra Governo, Regioni e Province autonome sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012. Contenuto (58 prestazioni, piani regionali e aziendali): report GIMBE 4/2019, introduzione (https://www.gimbe.org/osservatorio/Report_Osservatorio_GIMBE_2019.04_Liste_attesa.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c114","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione professionale","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 1 \"Sanità\", p. 15"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il mandato non è stata approvata alcuna legge sulla selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie, e non risultano disegni di legge del governo su questo punto. La proposta A.C. 278, abbinata ad altre proposte parlamentari (tra cui la A.C. 977-ter), è stata esaminata dalla Commissione Affari sociali dal 19 novembre 2008; la discussione in Aula è iniziata il 7 giugno 2010 e il testo è stato rinviato in Commissione, che ha concluso l'esame il 30 maggio 2012. Elenchi regionali di idonei sono arrivati con l'art. 4 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (legge 189/2012), sotto il governo successivo.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/126?pdl=278","descrizione":"Camera, XVI legislatura, scheda A.C. 278 e abbinate: esame in Commissione dal 19/11/2008 al 30/5/2012, Aula iniziata il 7/6/2010 e rinviata in Commissione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c115","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 1 \"Sanità\", p. 15"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 13 maggio 1978, n. 180 non è stata riformata. Il governo non ha presentato un proprio disegno di legge. Alla Camera le proposte di deputati, a partire da quella di Giuseppe Marinello (A.C. 919, presentata l'8 maggio 2008) e da quella di Carlo Ciccioli (A.C. 2065), sono state abbinate e la commissione Affari sociali ne ha avviato l'esame il 10 febbraio 2010. Entro la fine del governo non c'era nemmeno un testo base: il testo unificato del relatore Ciccioli, che tra l'altro allungava il trattamento sanitario obbligatorio, è stato adottato solo il 17 maggio 2012 e l'esame non si è mai concluso.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/126?tab=&leg=16&idDocumento=919&sede=&tipo=","descrizione":"Camera dei deputati, XVI legislatura, scheda dell'A.C. 919 (Marinello e altri) e abbinate: assegnazione, inizio dell'esame in commissione il 10 febbraio 2010, iter non concluso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c120","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più impegnati","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non è stato introdotto un sistema di aumenti retributivi degli insegnanti legati al merito. Il decreto-legge 112/2008 (art. 64, comma 9) destinava il 30 per cento dei risparmi della riorganizzazione scolastica alla valorizzazione della carriera del personale, ma per il 2010 su 351 milioni disponibili 320 sono stati usati per recuperare gli scatti di anzianità. Il decreto-legge 78/2010 (art. 9, comma 23) ha poi escluso gli anni 2010-2012 dalla maturazione delle posizioni stipendiali. Restò una sperimentazione, «Valorizza» (gennaio-giugno 2011), in 33 scuole di Piemonte, Lombardia e Campania: premiò 276 docenti con una mensilità aggiuntiva, ma non fu estesa.","prova":{"url":"https://www.fondazioneagnelli.it/wp-content/uploads/2017/08/Rapporto_sulla_sperimentazione_VSQ.pdf","descrizione":"Rapporto finale della Fondazione Agnelli sulla sperimentazione VSQ e Valorizza: art. 64 DL 112/2008, 320 milioni su 351 destinati agli scatti di anzianità, Valorizza con 33 scuole e 276 premiati."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c121","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'art. 16 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha dato alle università pubbliche la facoltà di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. La scelta spetta al Senato accademico, a maggioranza assoluta, e va approvata con decreto del ministro dell'istruzione di concerto con quello dell'economia. La norma prevede esenzioni fiscali, trasferimento del patrimonio e vigilanza ministeriale. La promessa parlava di trasformazione «libera», cioè volontaria: l'esito riguarda l'atto che la rende possibile, non le scelte dei singoli atenei.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art16","descrizione":"Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 16: facoltà di trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c123","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"realizzazione dei “Fondi dei fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta istituito nel mandato un fondo di fondi dedicato agli investimenti in ricerca. Lo strumento più vicino è il Fondo italiano d'investimento, la cui società di gestione è stata costituita nel 2010 dal Ministero dell'economia con Cassa depositi e prestiti, ABI, Confindustria e alcune banche. Il fondo investe direttamente e anche tramite altri fondi per far crescere e capitalizzare piccole e medie imprese dell'industria, del commercio e dei servizi, non per finanziare la ricerca. I fondi di fondi della stessa società dedicati al venture capital sono stati lanciati solo nel 2014.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/FI0390b.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier «Cassa depositi e prestiti: principali linee di intervento» (12/10/2016), par. 3.1.6: costituzione nel 2010, soci, finalità e investimenti diretti e in fondi del Fondo Italiano di Investimento; fondi di fondi lanciati nel 2014"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c124","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"inserimento graduale e progressivo della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata introdotta una detassazione generale degli utili reinvestiti in ricerca e innovazione. Il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (art. 1) ha previsto, in via sperimentale per il 2011 e il 2012, un credito d'imposta per le imprese che finanziano progetti di ricerca in università o enti pubblici di ricerca: 90 per cento della spesa che supera la media del 2008-2010 se la ricerca è commissionata a questi enti, con investimenti integralmente deducibili dal reddito. La detassazione del 50 per cento del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (art. 5, «Tremonti-ter») riguardava invece solo macchinari nuovi, fino al 30 giugno 2010.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-05-13;70~art1","descrizione":"Decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, art. 1: credito d'imposta sperimentale 2011-2012 per le imprese che finanziano ricerca in università ed enti pubblici di ricerca."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c125","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge quadro non è stata approvata nel mandato. Il progetto di legge sullo spettacolo dal vivo (A.C. 136 e abbinati, di iniziativa parlamentare) è rimasto in esame nella VII Commissione della Camera, che ha adottato testi unificati il 24 febbraio 2010, il 26 luglio 2011 e il 9 maggio 2012. L'ultima seduta dedicata è del 18 dicembre 2012 e non risulta nessuna discussione in Aula. Il governo è intervenuto sul settore con il decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64 (disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali), che non è una legge quadro. Una legge organica sullo spettacolo è stata approvata definitivamente solo nel novembre 2017.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/465?area=12&tema=150&Lo+spettacolo=","descrizione":"Camera dei deputati, XVI legislatura, scheda tematica sullo spettacolo: iter dell'A.C. 136 («Legge quadro per lo spettacolo dal vivo») con i testi unificati del 24 febbraio 2010, 26 luglio 2011 e 9 maggio 2012 e l'ultima seduta del 18 dicembre 2012."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c127","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Introduzione della destinazione di un “5 per mille” per l’ambiente","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 3 \"Ambiente\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il DPCM 23 aprile 2010 (GU n. 131 dell'8 giugno 2010), che disciplina il cinque per mille per il 2010, elenca cinque destinazioni: volontariato e organizzazioni non lucrative, ricerca scientifica e università, ricerca sanitaria, attività sociali del comune di residenza e associazioni sportive dilettantistiche. Non c'è una destinazione per l'ambiente. Le associazioni ambientali potevano già essere ammesse come organizzazioni non lucrative, ma non è stata introdotta la scelta specifica promessa.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/308036/Dpcm+23+aprile+2010_Decreto+del+Presidente+del+Consiglio+dei+Ministri+del+23_04_2010+-+.pdf/7507a1df-699a-0875-ce77-1a2e2145cbf9","descrizione":"DPCM 23 aprile 2010, art. 1: le cinque finalità del 5 per mille 2010, nessuna dedicata all'ambiente (Agenzia delle entrate)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c128","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 3 \"Ambiente\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non è stata approvata una «legge obiettivo» per il patrimonio culturale e il paesaggio, cioè una legge con procedure accelerate sul modello della legge 443/2001 per le infrastrutture. L'unico programma straordinario adottato riguarda Pompei: il decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34 (art. 2), convertito dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, prevede un programma urgente di interventi conservativi nell'area archeologica, con termini di gara dimezzati e altre semplificazioni. Non risultano atti analoghi per l'insieme del patrimonio culturale e del paesaggio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-03-31;34@originale~art2","descrizione":"Decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, art. 2, testo originario (Normattiva): programma straordinario e urgente per Pompei, con semplificazioni delle procedure; convertito dalla legge 26 maggio 2011, n. 75"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c131","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in materia di attività venatoria.","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 3 \"Ambiente\", p. 17"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'articolo 42 della legge 4 giugno 2010, n. 96 (legge comunitaria 2009) ha modificato la legge 157/1992 per adeguarla alla direttiva europea 2009/147/CE sugli uccelli selvatici. Tra l'altro ha aggiunto il comma 1-bis all'articolo 1 (obbligo di mantenere le popolazioni di uccelli a un livello adeguato), ha vietato la caccia durante il ritorno ai luoghi di nidificazione, la nidificazione e la riproduzione (art. 18), ha modificato le regole sulle deroghe (art. 19-bis) e ha aggiunto il divieto di distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova (art. 21).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-06-04;96~art42","descrizione":"Normattiva, legge 4 giugno 2010, n. 96, articolo 42: «Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157», in attuazione della direttiva 2009/147/CE (artt. 1, 18, 19-bis e 21)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c133","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Consiglio dei ministri del 26 novembre 2010 ha approvato il Piano nazionale per il Sud, che tra le priorità indica le infrastrutture: ferrovie Napoli-Bari-Lecce-Taranto, Salerno-Reggio Calabria e Catania-Palermo, strada Olbia-Sassari e completamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Con la delibera CIPE 3 agosto 2011, n. 62, sulla base degli accordi con le Regioni, il governo ha assegnato a queste opere 1.653,6 milioni di euro e ha individuato interventi regionali e interregionali per 10.227,3 milioni. Le risorse vengono dalla riprogrammazione dei fondi FAS e dei programmi 2007-2013 già esistenti. Il piano non ha durata decennale e non prevede nuove risorse straordinarie.","prova":{"url":"https://politichecoesione.governo.it/media/2399/delibera-cipe-n62-del-2011_interventi-rilevanza-strategica-sud.pdf","descrizione":"Delibera CIPE 3 agosto 2011, n. 62 (GU n. 304 del 31 dicembre 2011): infrastrutture strategiche del Piano nazionale per il Sud, assegnazione di 1.653,6 milioni alle opere nazionali e interventi regionali per 10.227,3 milioni, sulla base degli accordi con le Regioni e con risorse FAS 2007-2013"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c134","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"creazione di zone e porti franchi","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Le zone franche urbane erano state istituite dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296. Nel mandato la delibera Cipe n. 14 dell'8 maggio 2009 ha selezionato e perimetrato 22 zone, 18 delle quali nel Mezzogiorno, e ha ripartito circa 50 milioni di euro per il 2008 e altrettanti per il 2009. Il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 (art. 10, comma 1-bis) ha istituito la zona franca dell'Aquila. Le agevolazioni sono diventate operative solo dopo la fine del governo, con i decreti attuativi del 26 giugno 2012 (L'Aquila) e del 10 aprile 2013 (disciplina generale). Non risultano atti del governo che istituiscano porti franchi.","prova":{"url":"https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/zone-franche-urbane","descrizione":"MIMIT, pagina «Zone franche urbane»: cronologia degli atti (legge 296/2006, DL 39/2009 art. 10 c. 1-bis, delibera Cipe 14/2009, decreti attuativi 26 giugno 2012 e 10 aprile 2013); testo della delibera Cipe 14/2009 in GU n. 159 dell'11 luglio 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c135","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"“Leggi Obiettivo” speciali concentrate su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Non sono state approvate «leggi obiettivo» speciali per il Sud su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica. Per le infrastrutture il governo ha però adottato il Piano nazionale per il Sud (Consiglio dei ministri, 26 novembre 2010) e il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, che istituisce i contratti istituzionali di sviluppo e applica agli interventi inclusi le procedure previste per le opere strategiche della «legge obiettivo». Con la delibera 3 agosto 2011, n. 62, il CIPE ha assegnato circa 7,5 miliardi di euro dei fondi per le aree sottoutilizzate a interventi strategici nel Mezzogiorno, soprattutto ferrovie e strade, con alcuni interventi regionali su reti idriche e turismo. Il primo contratto istituzionale di sviluppo è stato firmato nell'agosto 2012, dopo la fine del governo, e per turismo, beni culturali e agroalimentare non risultano strumenti specifici.","prova":{"url":"https://politichecoesione.governo.it/media/2399/delibera-cipe-n62-del-2011_interventi-rilevanza-strategica-sud.pdf","descrizione":"Delibera CIPE 3 agosto 2011, n. 62 (Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2011): attuazione del Piano nazionale per il Sud approvato dal Consiglio dei ministri il 26 novembre 2010, con assegnazione di 1.653,6 milioni a interventi strategici nazionali e di 5.817,7 milioni a interventi regionali; richiama i contratti istituzionali di sviluppo del decreto legislativo 88/2011."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c136","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche)","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano adottato un piano strategico di riconversione della chimica pesante nel Mezzogiorno. L'unico atto trovato riguarda un singolo sito: il 25 maggio 2011 (con un addendum del 26 maggio) Presidenza del Consiglio, Ministeri dell'ambiente, del lavoro, delle politiche agricole e dello sviluppo economico, Regione Sardegna, enti locali, Eni, Novamont e sindacati hanno firmato un protocollo per la bonifica e la riconversione del petrolchimico di Porto Torres in un polo di chimica verde. Non risultano atti analoghi per gli altri poli petrolchimici e per le centrali termoelettriche del Sud.","prova":{"url":"https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20150629122925.pdf","descrizione":"Regione Sardegna, deliberazione n. 30/29 del 16.6.2015: riporta la firma, il 25 maggio 2011, del Protocollo per la chimica verde a Porto Torres tra Presidenza del Consiglio, ministeri, Regione, enti locali, Eni, Novamont e sindacati, l'addendum del 26 maggio 2011 e l'oggetto (bonifica e riconversione del solo sito di Porto Torres). Conferma della data e dei firmatari: Camera dei deputati, X Commissione, allegato del 23 luglio 2020 (https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2020/07/23/10/allegato.htm)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c138","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"realizzazione della Banca del Sud secondo il progetto del Governo Berlusconi","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 6-ter) ha previsto la costituzione della società per azioni «Banca del Mezzogiorno», e la legge 23 dicembre 2009, n. 191 (art. 2, commi 161-182) ne ha definito il comitato promotore, i soci e le funzioni. Nel dicembre 2010 Poste Italiane ha firmato l'accordo per acquistare il Mediocredito Centrale da UniCredit, nell'ambito del progetto del Ministero dell'economia; la cessione è diventata efficace il 1° agosto 2011. La banca ha però assunto il nome di Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale solo il 5 dicembre 2011 e ha avviato la nuova attività dal 2012, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.mcc.it/wp-content/uploads/2018/12/documento-di-registrazione-BdM-MCC.pdf","descrizione":"Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale, documento di registrazione, par. 4.1: accordo UniCredit-Poste del dicembre 2010, cessione efficace dal 1° agosto 2011, nuova denominazione dal 5 dicembre 2011, nuova operatività dal 2012"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c140","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"misure di fiscalità di sviluppo (fiscalità compensativa) a favore delle aree svantaggiate","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha adottato norme di fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, ma nessuna è diventata operativa durante il mandato. Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (art. 40, «Fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno») ha permesso a otto Regioni del Sud di ridurre con proprie leggi l'IRAP, fino ad azzerarla, per le nuove iniziative produttive. Il decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (art. 2) ha introdotto, «per cominciare», un credito d'imposta del 50 per cento dei costi salariali per chi assume a tempo indeterminato lavoratori svantaggiati nelle stesse regioni, per le assunzioni dei dodici mesi successivi. Il credito richiedeva un decreto attuativo del Ministero dell'economia, adottato solo il 24 maggio 2012 dal governo successivo (Gazzetta Ufficiale n. 127 del 1° giugno 2012).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-05-13;70~art2!vig=2011-11-15","descrizione":"Decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, art. 2, testo vigente al 15 novembre 2011 (Normattiva): credito d'imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno, assunzioni nei dodici mesi successivi, decreto attuativo previsto al comma 8. Vedi anche DL 78/2010, art. 40 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-05-31;78~art40!vig=2011-11-15)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c142","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"piano di emergenza per la sicurezza e la legalità.","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"Non risulta un «piano di emergenza» dedicato al Sud, ma sono stati adottati atti nazionali contro le mafie. Il «Piano straordinario contro le mafie» è stato approvato dal Consiglio dei ministri riunito a Reggio Calabria il 28 gennaio 2010. Ne sono nati il decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 (convertito dalla legge 31 marzo 2010, n. 50), che ha istituito l'Agenzia dei beni confiscati, e la legge 13 agosto 2010, n. 136, che ha introdotto la tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti, nuove norme sulle operazioni sotto copertura e la delega per il codice antimafia, emanato con il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il Piano nazionale per il Sud del 26 novembre 2010 ha inserito «sicurezza e legalità» tra le priorità. Sono atti senza stanziamenti propri: la legge 136 ha una clausola di invarianza finanziaria.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L13-08-2010-136.pdf","descrizione":"Testo della legge 13 agosto 2010, n. 136, «Piano straordinario contro le mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia»: deleghe, tracciabilità, norme penali e clausola di invarianza finanziaria (art. 16)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c144","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"approvazione, a tal fine, da parte del Parlamento della proposta di legge “Nuove norme per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione”","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Il federalismo\", p. 19"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Parlamento ha approvato la legge sul federalismo fiscale in attuazione dell'art. 119 della Costituzione: la legge 5 maggio 2009, n. 42 («Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione»), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 6 maggio 2009. Il testo approvato è quello presentato dal governo (A.C. 2105), esaminato alla Camera insieme alla proposta della Regione Lombardia (A.C. 692, con il titolo citato nel programma). La promessa riguarda l'approvazione della legge e non i decreti attuativi, per i quali si veda la scheda sull'autogoverno federalista di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-05-05;42","descrizione":"Legge 5 maggio 2009, n. 42, delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c147","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Non aumenteremo dunque la pressione fiscale.","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 20"},"esito":"in parte","motivazione":"Secondo l'Istat la pressione fiscale è stata 42,7 per cento del PIL nel 2007, 42,6 nel 2008, 43,0 nel 2009 (anno di forte calo del PIL), 42,6 nel 2010 e 42,5 nel 2011: è salita nel 2009 e alla fine del mandato era sotto il livello di partenza. Le manovre dell'estate 2011 hanno però programmato un aumento. Si tratta del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 e del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, che tra l'altro ha portato l'IVA ordinaria al 21 per cento (art. 2, comma 2-bis). Nella Nota di aggiornamento al DEF di settembre 2011 la pressione fiscale saliva così a circa il 43,8 per cento dal 2012, un massimo storico secondo la Banca d'Italia.","prova":{"url":"https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-vari/int-var-2011/franco_271011.pdf","descrizione":"Banca d'Italia, audizione sulla legge di stabilità 2012 (27 ottobre 2011): dopo le due manovre estive, la Nota di aggiornamento al DEF porta la pressione fiscale a circa il 43,8% del PIL dal 2012, massimo storico. Serie 2007-2011: Istat, comunicato «Pil e indebitamento AP», marzo 2012, prospetto 3 (https://www.istat.it/it/files//2012/03/CS_pil-indebitamentoAP-2012.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c150","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"Il nostro impegno sarà all’opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 20"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Secondo i dati Eurostat, la spesa totale delle amministrazioni pubbliche è passata da 784,9 miliardi di euro nel 2008 (47,8 per cento del PIL) a 812,5 miliardi nel 2011 (49,0 per cento), con un massimo del 51,1 per cento nel 2009; nel 2007 era di 755,7 miliardi (46,6 per cento). Nel 2010 è scesa leggermente in valore rispetto al 2009, ma nel periodo è cresciuta anche al netto degli interessi sul debito. Il governo ha adottato misure di contenimento, come i tagli alle dotazioni dei ministeri per il 2009-2011 (decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 60) e il blocco delle retribuzioni pubbliche per il 2011-2013 (decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 9), ma la spesa complessiva non è diminuita. Parte dell'aumento in rapporto al PIL dipende dalla recessione del 2009.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/eurostat/api/dissemination/statistics/1.0/data/gov_10a_main?geo=IT&unit=PC_GDP&unit=MIO_EUR&na_item=TE&na_item=D41PAY&sector=S13&sinceTimePeriod=2007&untilTimePeriod=2011&format=JSON&lang=EN","descrizione":"Eurostat, dataset gov_10a_main: spesa totale delle amministrazioni pubbliche italiane (TE) in milioni di euro e in percentuale del PIL, 2007-2011."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c151","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"A partire dal costo della politica e dell’apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili).","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 20"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha ridotto alcuni costi della politica. Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (art. 5, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) ha tagliato del 10 per cento dal 2011 il compenso di ministri e sottosegretari non parlamentari e ha ridotto indennità e gettoni degli amministratori locali. Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (artt. 13-15, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) ha ridotto per il 2011-2013 la parte delle retribuzioni dei membri degli organi costituzionali sopra i 90.000 euro, ha chiesto alle Regioni di ridurre il numero di consiglieri e assessori e ha dimezzato consiglieri e assessori provinciali dal successivo rinnovo. Le Province però non sono state soppresse: la norma del decreto che sopprimeva le più piccole è stata cancellata in conversione, e il disegno di legge costituzionale per abolirle, approvato dal Consiglio dei ministri l'8 settembre 2011, non è stato approvato dal Parlamento nel mandato.","prova":{"url":"https://www.ordineavvocatipescara.it/wp-content/uploads/2011/05/D.-Lgs.-138-11-coordinato-con-L.-148-11.pdf","descrizione":"Testo coordinato del d.l. 13 agosto 2011, n. 138 con la legge 14 settembre 2011, n. 148: art. 13 (riduzione delle retribuzioni degli organi costituzionali), art. 14 (consiglieri e assessori regionali) e art. 15, con i commi 1-4, 6 e 7 «soppressi» dalla legge di conversione e il solo dimezzamento dei consiglieri e assessori provinciali (comma 5). Ddl costituzionale: comunicato del Consiglio dei ministri n. 153 dell'8 settembre 2011 (https://web.archive.org/web/2011id_/http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=64831)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c153","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 21"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Secondo i dati Istat e Banca d'Italia il debito delle amministrazioni pubbliche è salito dal 106,1 per cento del PIL nel 2008 al 120,7 per cento nel 2011, anche per la recessione. Nella relazione al Parlamento sulle privatizzazioni, il Ministero dell'economia dichiara di non aver condotto alcuna operazione di dismissione nel 2011. Nel mandato non è quindi stata attuata una riduzione del debito con la vendita di patrimonio pubblico. L'esito è coerente con quello dell'impegno sul debito del discorso di fiducia.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2012/10/Notifica-22_10_2012.pdf","descrizione":"Istat, notifica dell'indebitamento netto e del debito delle AP, 22 ottobre 2012, prospetto 1: debito 106,1% del PIL nel 2008, 120,7% nel 2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"pdl-2008-c154","programmaId":"pdl-2008","governiValutati":["berlusconi-iv"],"testo":"non aumentando le tasse sul reddito, sulla casa, sul risparmio, sulle partite IVA","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20090121040948id_/http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf","data":"2008-03-14","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 21"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ha aumentato imposte su due delle voci elencate. Nel testo convertito l'art. 2, comma 2, ha introdotto dal 2011 al 2013 un contributo di solidarietà del 3 per cento sulla parte di reddito complessivo superiore a 300.000 euro (il decreto originario prevedeva un contributo del 5 e del 10 per cento sopra i 90.000 euro). L'art. 2, comma 6, ha portato al 20 per cento, dal 1° gennaio 2012, l'aliquota su interessi, premi e altri proventi finanziari, con esclusioni tra cui i titoli di Stato. L'impegno a non aumentare le tasse sul reddito e sul risparmio è quindi contraddetto da atti del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-08-13;138~art2","descrizione":"Decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, art. 2, testo dopo la conversione (Normattiva): comma 2, contributo di solidarietà del 3% oltre 300.000 euro; comma 6, aliquota del 20% sulle rendite finanziarie (decorrenza ai commi 9-11, esclusioni al comma 7)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c003","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino 200 milioni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","data":"2001-05-08","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 1 \"Abbattimento della pressione fiscale\", secondo punto"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Contratto prometteva l'aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). Con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2), dal 2003 l'aliquota del 23 per cento si applicava ai redditi fino a 15.000 euro. Con la legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349), dal 2005 si applica fino a 26.000 euro, con il 33 per cento fino a 33.500 euro e il 39 per cento oltre; il comma 350 ha aggiunto un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito sopra i 100.000 euro. Lo scaglione al 23 per cento è stato quindi allargato, ma arriva a circa un quarto della soglia promessa. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.mefop.it/cms/doc/5927/circolareN2_2005.pdf","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare n. 2/E del 3 gennaio 2005 sulla riforma dell'Irpef della legge finanziaria 2005: confronta gli scaglioni previgenti (23 per cento fino a 15.000 euro) con i nuovi del comma 349 (23 per cento fino a 26.000 euro, 33 per cento fino a 33.500, 39 per cento oltre) e descrive il contributo di solidarietà del 4 per cento sopra 100.000 euro (comma 350). Scaglioni 2003: legge 289/2002, art. 2, testo originario (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-12-27;289@originale~art2)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c004","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopra i 200 milioni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","data":"2001-05-08","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 1 \"Abbattimento della pressione fiscale\", terzo punto"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Contratto prometteva due sole aliquote, con il 33 per cento oltre i 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005, art. 1, commi 349-350) ha portato le aliquote Irpef da cinque a tre: 23 per cento fino a 26.000 euro, 33 per cento fino a 33.500, 39 per cento oltre, più un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito oltre 100.000 euro. L'aliquota massima è scesa dal 45 al 39 per cento (43 con il contributo), ma non al 33 per cento promesso.","prova":{"url":"https://www.mefop.it/cms/doc/5927/circolareN2_2005.pdf","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare n. 2/E del 3 gennaio 2005 sulla riforma dell'Irpef (finanziaria 2005), paragrafo 5: tabella delle aliquote 2004 e 2005 e contributo di solidarietà del 4% oltre 100.000 euro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c006","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini [...]” che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere”","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","data":"2001-05-08","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 2 \"Piano per la difesa dei cittadini\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il servizio del poliziotto e del carabiniere di quartiere, iniziativa del Ministero dell'interno, è partito il 18 dicembre 2002 in 28 province ed è stato poi esteso a tutti i 103 capoluoghi di provincia. Nel gennaio 2006 il Ministero annunciava che dal 16 gennaio, con 754 unità in più, poliziotti e carabinieri di quartiere sarebbero saliti a 3.071, destinati a 748 zone. Il testo cita anche il vigile di quartiere, che dipende dai Comuni: la valutazione riguarda le forze dell'ordine dello Stato.","prova":{"url":"https://poliziadistato.it/articolo/pdf/440","descrizione":"Polizia di Stato, «Un nuovo amico, il poliziotto di quartiere» (11 gennaio 2006): servizio partito il 18 dicembre 2002 in 28 province ed esteso ai 103 capoluoghi; dal 16 gennaio 2006, con 754 unità in più, poliziotti e carabinieri di quartiere previsti a 3.071 su 748 zone"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c009","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","data":"2001-05-08","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 4 \"Disoccupazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Contratto con gli italiani prometteva di dimezzare il tasso di disoccupazione e di creare almeno 1,5 milioni di posti di lavoro. Secondo l'Istat il tasso di disoccupazione medio è passato dal 9,1 per cento del 2001 al 7,7 per cento del 2005, quindi è calato ma non si è dimezzato. Gli occupati medi sono saliti da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 959 mila in più, sotto l'obiettivo di 1,5 milioni. I dati fino al 2003 sono quelli ricostruiti dall'Istat per renderli confrontabili con la nuova rilevazione sulle forze di lavoro avviata nel 2004.","prova":{"url":"https://ebiblio.istat.it/digibib/Lavoro/VEA0086054Fo_Lav_med_2005.pdf","descrizione":"Istat, «Forze di lavoro. Media 2005», prospetti 1 e 3: occupati (migliaia) e tasso di disoccupazione 1994-2005 (2001: 21.604 occupati e 9,1%; 2005: 22.563 occupati e 7,7%); i dati 1994-2003 sono ricostruiti per il raccordo con la rilevazione continua avviata nel 2004."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c010","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere”","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20020402061757id_/http://forza-italia.it:80/cover/piano_governo/contratto.jpg","data":"2001-05-08","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 5 \"Grandi Opere\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Contratto con gli italiani prometteva cantieri aperti per almeno il 40 per cento degli investimenti del Piano decennale entro la legislatura. Il governo Berlusconi II e III è rimasto in carica fino al 17 maggio 2006. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006 le 137 opere approvate dal CIPE nel programma della legge obiettivo (costo stimato 88,9 miliardi di euro) avevano lavori in corso o ultimati per il 15,6 per cento del costo, meno di 14 miliardi. Il dato è successivo alla fine del mandato, quindi alla scadenza la quota era uguale o inferiore. Il 40 per cento non è stato raggiunto.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo. Interventi deliberati dal CIPE (al 30 novembre 2006)», marzo 2007: tabella 3 sullo stato delle 137 opere (88.916 milioni di euro) e quota del costo con lavori in corso o ultimati (15,6 per cento)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c033","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"rete integrata per l'amministrazione della Giustizia, con connessione “on line” tra le forze dell'ordine, le procure, i tribunali, l'amministrazione carceraria","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144654id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 1, terzo esempio (missioni/1-1.pdf), p. 3"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano realizzato una rete integrata con collegamento online tra forze dell'ordine, procure, tribunali e amministrazione penitenziaria. All'inizio del 2005 è stato avviato il progetto «NdR1», per trasmettere alle procure le notizie di reato già registrate dalle forze di polizia nel Sistema di indagine (SDI) del Ministero dell'interno; secondo una magistrata della Procura generale di Bologna non ha avuto un'effettiva diffusione negli uffici. Il Piano triennale per l'informatica 2009-2011 del Ministero della giustizia, scritto nel 2008, indica il registro penale unico (SICP) ancora in sperimentazione in sei sedi pilota, la cooperazione con la banca dati nazionale dei detenuti prevista dal 2009 e l'interoperabilità tra amministrazione penitenziaria e uffici giudiziari ancora da definire.","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.wp?facetNode_1=0_21&facetNode_2=4_99&previsiousPage=mg_1_12&contentId=SPS613400","descrizione":"Ministero della giustizia, Piano triennale per l'informatica 2009-2011 (redatto nel 2008): registro penale REGE ancora nella vecchia versione, SICP in preesercizio su sei poli pilota, notizie di reato dalle forze di polizia tramite SDI da far confluire nel SICP, cooperazione SIES/SICP con la banca dati dei detenuti (AFIS) prevista dal 2009, strategia di interoperabilità tra DAP e uffici giudiziari da definire"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c038","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"entro 5 anni i rapporti tra la Pubblica amministrazione e le imprese e i cittadini dovranno poter avvenire “on line”","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145001id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.2 \"Digitalizzazione della pubblica amministrazione\", obiettivo 1 (missioni/1-2.pdf), p. 4"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato il governo ha adottato il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, in vigore dal 1° gennaio 2006), che riconosce a cittadini e imprese il diritto di usare le tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali. Alla fine del mandato (maggio 2006) i rapporti con la pubblica amministrazione non erano però tutti possibili online. Secondo la direttiva del Ministro per l'innovazione del 4 gennaio 2005, circa il 50% dei servizi «prioritari» era disponibile online e altri solo in parte. Nella rilevazione europea di aprile 2006 risultava completamente online il 58% dei venti servizi pubblici di base in Italia, contro il 15% dell'ottobre 2001.","prova":{"url":"https://www.stjornarradid.is/media/forsaetisraduneyti-media/media/Skyrslur/CapGemini_2006.pdf","descrizione":"Capgemini per la Commissione europea, «Online Availability of Public Services» (6a rilevazione, giugno 2006), indicatore «Fully Available Online»: Italia 58% ad aprile 2006, 53% a ottobre 2004, 15% a ottobre 2001"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c039","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"entro 5 anni la Pubblica amministrazione dovrà ridurre in maniera rilevante i propri costi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145001id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.2 \"Digitalizzazione della pubblica amministrazione\", obiettivo 2 (missioni/1-2.pdf), p. 4"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva che entro cinque anni la Pubblica amministrazione riducesse «in maniera rilevante» i propri costi, senza fissare un valore. Le due principali voci dei costi di funzionamento sono cresciute nel mandato. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche trasmessi dall'Istat a Eurostat, la spesa per consumi intermedi (beni e servizi acquistati per funzionare) è passata da 66,0 miliardi di euro nel 2001 a 79,7 miliardi nel 2005, circa il 21 per cento in più; i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici sono passati da 133,5 a 158,3 miliardi, circa il 19 per cento in più. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, dal 1995 al 2008 i consumi intermedi sono cresciuti in media del 4,8 per cento l'anno e l'unica riduzione in valore assoluto prima del 2011 si è avuta nel 2006: quell'anno la spesa è scesa dell'1,8 per cento, restando circa il 19 per cento sopra il livello del 2001. Non risulta quindi una riduzione rilevante dei costi entro la scadenza.","prova":{"url":"https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2017/03/Focus-n_3.pdf","descrizione":"Ufficio parlamentare di bilancio, Focus n. 3/2017 «I consumi intermedi delle Amministrazioni pubbliche»: crescita media annua del 4,8 per cento tra il 1995 e il 2008; riduzioni in valore assoluto solo nel 2006 e nel 2011-2014 (pp. 5-6). Valori annui 2001, 2005 e 2006 di consumi intermedi e redditi da lavoro dipendente delle amministrazioni pubbliche: Eurostat, tavola gov_10a_main (Italia, settore S13)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c040","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"attraverso le reti le imprese e i cittadini potranno conoscere “on line” lo stato delle proprie pratiche, seguire l'andamento di bandi di gara","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145001id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.2 \"Digitalizzazione della pubblica amministrazione\", obiettivo 3 (missioni/1-2.pdf), p. 4"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in vigore dal 1° gennaio 2006, ha stabilito che i siti delle amministrazioni centrali contengano l'elenco di tutti i bandi di gara e di concorso, le tipologie di procedimento di ciascun ufficio con i termini e i responsabili, e l'elenco dei servizi in rete disponibili e di futura attivazione (art. 54). Le amministrazioni che avevano già un sito avevano però ventiquattro mesi per adeguarsi. L'art. 41 prevede che, quando avvia un procedimento, l'amministrazione indichi agli interessati come esercitare in via telematica il diritto di prendere visione degli atti. Il codice non obbliga invece a rendere consultabile online lo stato di ciascuna pratica, e i bandi sono previsti come elenco, non come servizio per seguire l'andamento delle gare.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82@originale~art54","descrizione":"D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, art. 54 nel testo in vigore dal 1° gennaio 2006: contenuti obbligatori dei siti delle amministrazioni centrali (procedimenti, bandi di gara e di concorso, servizi in rete) e termine di ventiquattro mesi per l'adeguamento dei siti esistenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c041","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"È necessario, in particolare, ritornare ai contenuti originari del decreto legislativo n° 29 del 1993","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144616id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva di tornare ai contenuti originari del decreto legislativo 29/1993 e criticava l'«improprio sistema di spoil system» applicato alla dirigenza pubblica. Nel mandato è avvenuto l'opposto. La legge 15 luglio 2002, n. 145, all'art. 3, comma 7, ha fatto cessare gli incarichi dirigenziali di livello generale e quelli di direttore generale degli enti pubblici vigilati dallo Stato il sessantesimo giorno dalla sua entrata in vigore, a prescindere da una valutazione dei risultati. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 103 decisa il 19 marzo e depositata il 23 marzo 2007, ha dichiarato illegittima questa parte della norma. Non risultano atti del governo che abbiano ripristinato l'impianto originario del d.lgs. 29/1993.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-15;145~art3","descrizione":"Normattiva, legge 15 luglio 2002, n. 145, art. 3: testo del comma 7 (cessazione degli incarichi dirigenziali di livello generale il sessantesimo giorno) e nota sulla sentenza della Corte costituzionale 19-23 marzo 2007, n. 103 (GU 1a serie speciale n. 13 del 28 marzo 2007), che ne dichiara l'illegittimità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c044","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"La responsabilità penale e la responsabilità contabile devono essere circoscritte a poche e certe fattispecie","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144616id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/1-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva di circoscrivere la responsabilità penale e contabile dei dirigenti e funzionari pubblici a poche fattispecie certe, legate sostanzialmente ai casi di arricchimento personale. Non risultano atti del governo che abbiano ristretto in questo senso le ipotesi di responsabilità penale o contabile. La limitazione della responsabilità contabile ai fatti commessi con dolo o colpa grave era già in vigore prima del mandato: l'ha introdotta il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, modificando la legge 14 gennaio 1994, n. 20. Nel mandato la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, commi 231-233) ha invece previsto una definizione agevolata dei giudizi contabili: chi era stato condannato in primo grado per fatti precedenti poteva chiedere di chiudere l'appello pagando tra il 10 e il 20 per cento del danno accertato, e la sezione d'appello poteva fissare la somma fino al 30 per cento. È una riduzione delle somme dovute, non una delimitazione delle fattispecie di responsabilità.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2008/0242s-08.html","descrizione":"Corte costituzionale, sentenza n. 242 del 2008: riporta il testo dell'art. 1, commi 231, 232 e 233, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (richiesta di definire l'appello con il pagamento tra il 10 e il 20 per cento del danno; somma fissata dalla sezione d'appello fino al 30 per cento)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c049","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Il numero complessivo dei parlamentari deve essere dimezzato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144420id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 2 \"Riforma dell'architettura istituzionale dello Stato\", proposta 2 (missioni/2.pdf), p. 7"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di dimezzare il numero dei parlamentari. La riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 lo riduceva da 630 a 518 deputati e da 315 a 252 senatori, cioè da 945 a 770 (il 18,5 per cento in meno), quindi non un dimezzamento. La Camera l'ha approvata in seconda deliberazione il 20 ottobre 2005 e il Senato il 16 novembre 2005. Nel referendum del 25 e 26 giugno 2006 ha prevalso il No con il 61,3 per cento dei voti validi e la riforma non è entrata in vigore. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto», sulla stessa riforma.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0086.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul referendum costituzionale del 2006: composizione prevista (Camera da 630 a 518 deputati, Senato federale da 315 a 252 senatori), voti in seconda deliberazione del 20 ottobre e del 16 novembre 2005 ed esito del referendum (No 61,3%)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c058","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Si deve stabilire altresì il principio del silenzio-assenso come criterio generale nel campo delle autorizzazioni amministrative","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030307230707id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/missioni/3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 3 \"Rivisitazione del complesso delle leggi e dei Codici\" (missioni/3.pdf), p. 9"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il silenzio-assenso è diventato regola generale per i procedimenti a istanza di parte con l'articolo 3, comma 6-ter, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, inserito dalla legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80, che ha riscritto l'articolo 20 della legge 241/1990. Se l'amministrazione non comunica il diniego nel termine del procedimento, il silenzio equivale ad accoglimento della domanda. La regola ha eccezioni: non si applica, tra l'altro, ai procedimenti su patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, difesa, pubblica sicurezza, immigrazione e salute. La norma è stata adottata nel mandato del governo Berlusconi III.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2005-03-14;35~art3","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, art. 3, comma 6-ter (testo introdotto dalla legge di conversione 80/2005): nuovo articolo 20 della legge 241/1990 sul silenzio assenso nei procedimenti a istanza di parte, con l'elenco delle esclusioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c062","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Ricorso, per le grandi infrastrutture, alla figura del “general contractor” e del “public advisor”","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 1 (missioni/4-1.pdf), p. 11"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di ricorrere, per le grandi infrastrutture, al «general contractor» e al «public advisor». Il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, che attua la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), ha previsto la realizzazione delle infrastrutture strategiche mediante affidamento unitario a contraente generale (artt. 6 e 9). Lo stesso decreto, all'art. 2, comma 3, lettera c), ha consentito al Ministero delle infrastrutture di avvalersi, «quali advisor», di società specializzate nella progettazione e gestione di lavori pubblici e privati. Nel campione di opere della legge obiettivo esaminato dal Servizio studi della Camera nel marzo 2007, cinque delle sette opere con contratto erano affidate a contraente generale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/02190dl.htm","descrizione":"Decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 (testo sul sito del Parlamento, GU n. 199 del 26 agosto 2002): art. 2, comma 3, lettera c) (il Ministero può avvalersi «quali advisor» di società specializzate); art. 1, comma 1, lettera n), e artt. 6 e 9 (affidamento a contraente generale)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c065","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Catania - Siracusa - Gela","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 2 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La tavola prometteva l'asse autostradale Catania-Siracusa-Gela. Il tronco Catania-Siracusa (da Passo Martino allo svincolo di Villasmundo, circa 25 km) è stato finanziato con la delibera CIPE n. 55 del 25 luglio 2003 e affidato il 4 ottobre 2004 all'impresa Pizzarotti; i lavori sono iniziati il 24 febbraio 2005 e la strada è stata aperta al traffico nel dicembre 2009. Sulla Siracusa-Gela, il primo tronco fino a Rosolini era stato finanziato nel 1997, prima del mandato, e oltre Rosolini non risultano lavori avviati dai governi valutati: ancora nel 2015 il Consorzio per le autostrade siciliane indicava in esercizio solo la tratta da Cassibile a Rosolini, in costruzione i lotti fino a Modica e da definire progetti e finanziamenti dei lotti successivi fino a Gela. Nel mandato l'opera è quindi stata avviata solo in parte.","prova":{"url":"https://infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/857","descrizione":"Scheda del Sistema informativo sulle opere strategiche sul tronco Catania-Siracusa (Passo Martino - km 130+400 della SS 114): delibera CIPE n. 55 del 25 luglio 2003, aggiudicazione del 4 ottobre 2004 a Pizzarotti, inizio lavori il 24 febbraio 2005, lavori conclusi e apertura nel dicembre 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c069","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Cagliari - Sassari","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 2 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La tavola del Piano elencava tra le autostrade il collegamento Cagliari-Sassari, che nei fatti è l'adeguamento della statale 131 «Carlo Felice», non una nuova autostrada. La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha incluso nel programma delle infrastrutture strategiche il completamento dell'adeguamento della statale tra Cagliari e Porto Torres. Con la delibera 29 settembre 2004, n. 43 il CIPE ha finanziato i tre lotti mancanti, tra il km 23 e il km 47 (circa 23 km, per un costo di 133,3 milioni di euro), con un contributo di 11,35 milioni l'anno per 15 anni; l'Anas ne aveva approvato i progetti definitivi nel settembre 2003 e nel gennaio 2004. I lotti sono stati aggiudicati tra il dicembre 2004 e il febbraio 2005, ma nel mandato sono partiti solo i lavori della variante di Sanluri (dal 12 gennaio 2005), conclusi nel dicembre 2007; quelli degli altri due lotti sono iniziati nel dicembre 2007 e nel maggio 2010, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/196","descrizione":"Banca dati SILOS sulle infrastrutture strategiche (Camera dei deputati e ANAC), scheda della SS 131 «Carlo Felice»: inclusione nella delibera CIPE 121/2001, delibera CIPE 43/2004 (contributo di 11,3 milioni per 15 anni), aggiudicazione dei tre lotti (13 dicembre 2004, 4 e 22 febbraio 2005), inizio dei lavori del lotto di Sanluri il 12 gennaio 2005 e degli altri due lotti il 5 dicembre 2007 e l'11 maggio 2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c093","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"tratta italiana corridoio Lione - Torino - Milano - Verona - Venezia - Trieste - Lubiana - Kiev con apertura del nuovo valico del Frejus","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 4 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Lione-Torino-Milano-Verona-Venezia-Trieste-Lubiana-Kiev, con l'apertura del nuovo valico del Frejus. L'asse ferroviario del corridoio e la nuova linea Torino-Lione sono stati inseriti nel programma della legge obiettivo con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121. Per la Torino-Lione il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato nell'agosto 2003 il cunicolo esplorativo di Venaus come opera preparatoria, e il CIPE ha approvato con la delibera 5 dicembre 2003, n. 113 il progetto preliminare della tratta internazionale, nella parte italiana dal confine di Stato a Bruzolo. Alla fine del mandato i lavori della tratta non erano stati affidati e il nuovo valico era ancora in progettazione. Sul resto del corridoio il CIPE ha approvato il progetto preliminare della linea ad alta velocità Milano-Verona (delibera 5 dicembre 2003, n. 120) e la nuova linea ad alta velocità Torino-Novara è entrata in servizio nel febbraio 2006, per le Olimpiadi invernali di Torino; le altre tratte non erano completate. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulle grandi opere.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007, dati al 30 novembre 2006): scheda 1 sulla Torino-Lione (autorizzazione del cunicolo di Venaus nell'agosto 2003, delibera CIPE 113/2003 sul progetto preliminare della tratta internazionale, nessun affidamento né avvio dei lavori) e scheda 3 sulla AV Milano-Verona (delibera CIPE 120/2003). Per la Torino-Novara: Ferrovie.it, «I treni delle Olimpiadi sull'AV Torino-Novara», 31 gennaio 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c094","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"tratta italiana del corridoio Genova - Novara - Rotterdam con adeguamento del valico alpino del Sempione","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 4 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Genova-Novara-Rotterdam con l'adeguamento del valico del Sempione. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) ha incluso il Terzo valico dei Giovi e il collegamento Novara-Sempione. Per il Terzo valico il CIPE ha approvato il progetto preliminare nel 2003 (delibera n. 78) e il progetto definitivo nel marzo 2006 (delibera n. 80, costo di 4.962 milioni di euro), ma i cantieri dell'opera non sono stati aperti nel periodo dei due governi: nel gennaio 2010 la consegna sostanziale dei lavori dipendeva ancora da un atto integrativo con il contraente generale. Per il collegamento Novara-Sempione non risultano progetti approvati dal CIPE: il rapporto della Camera del settembre 2011 sulle opere deliberate dal CIPE non lo riporta.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[039].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 39 sul Terzo valico dei Giovi (asse Ventimiglia-Genova-Novara-Milano/Sempione): delibere CIPE 78/2003 (progetto preliminare), 118/2005 (adeguamento del costo), 80/2006 (progetto definitivo, marzo 2006, 4.962 milioni), audizione del commissario del gennaio 2010 sull'atto integrativo necessario alla consegna dei lavori, data presunta di inizio lavori luglio 2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c095","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"tratta italiana del corridoio Bologna - Verona - Innsbruck - Monaco con apertura del nuovo valico del Brennero","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 4 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La galleria di base del Brennero è il nuovo valico ferroviario del corridoio. Il 30 aprile 2004 Italia e Austria hanno firmato a Vienna l'accordo per costruire il tunnel, ratificato con la legge n. 115 del 2006. Il 20 dicembre 2004 il CIPE, con la delibera n. 89, ha approvato il progetto preliminare della galleria e ha assegnato 45 milioni di euro per la progettazione definitiva, gli studi e le indagini. Secondo la scheda di monitoraggio della Camera, i primi lavori sul lato italiano, il cunicolo esplorativo tra Aica e Mules, sono iniziati il 20 agosto 2007, dopo la fine del governo. Nel mandato l'opera è stata quindi approvata e finanziata solo per la progettazione, senza aprire i cantieri.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda%5B003%5D.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda di monitoraggio n. 3 «Galleria di base del Brennero» (2011): cronologia con l'accordo del 30 aprile 2004 (ratificato con la legge n. 115/2006), la delibera CIPE n. 89 del 20 dicembre 2004 (progetto preliminare e 45 milioni per la fase II) e l'inizio dei lavori del primo cunicolo esplorativo tra Aica e Mules il 20 agosto 2007. Delibera 89/2004: https://www.bbtinfo.eu/wp-content/uploads/2017/11/Delibera-CIPE-20.12.2004-n.89-osservatorio.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c102","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Metropolitane di [...] Roma (linea C)","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 5 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La linea C è stata inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare di alcune tratte con un contributo statale di 316 milioni di euro (delibera 65 del 1° agosto 2003) e il quadro economico del tracciato fondamentale, 3.047 milioni (delibera 105 del 20 dicembre 2004). Il bando per il contraente generale è del 15 febbraio 2005 e l'aggiudicazione all'associazione guidata da Astaldi è stata deliberata il 28 febbraio 2006. I primi cantieri, per i sondaggi archeologici, sono stati aperti il 16 maggio 2006, il giorno prima della fine del governo. Il contratto è stato firmato il 12 ottobre 2006 e i lavori delle tratte T4-T5 sono iniziati nel gennaio 2007: la costruzione vera e propria è quindi posteriore al mandato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007), scheda n. 23 sulla linea C della metropolitana di Roma: delibere CIPE 65/2003 e 105/2004, bando del 15/2/2005, aggiudicazione deliberata il 28/2/2006, primi cantieri per sondaggi archeologici dal 16/5/2006."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c104","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di Civitavecchia","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 6 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Il porto di Civitavecchia è stato inserito nel primo programma della legge obiettivo dalla delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001. Con la delibera n. 103 del 20 dicembre 2004 il CIPE ha approvato i progetti preliminari dei dieci interventi dell'hub (473,8 milioni di euro, di cui 186,4 per il primo lotto). Con la delibera n. 75 del 29 marzo 2006 è stato assegnato in via programmatica un finanziamento di 30 milioni di euro al prolungamento dell'antemurale Cristoforo Colombo. Il progetto definitivo del primo lotto è stato approvato solo nel 2007, dopo la fine dei governi valutati, e nel mandato non risultano lavori avviati.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[129].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, scheda n. 129 «Hub portuale di Civitavecchia - Opere strategiche per il Porto»: delibere CIPE 121/2001, 103/2004, 75/2006, 140/2007 (progetto definitivo del primo lotto) e 2/2008; bando per la verifica della progettazione esecutiva nel 2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c108","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di [...] Trieste","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144553id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 6 (missioni/4-1.pdf), p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"La piattaforma logistica del porto di Trieste era nel primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE (delibera 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare con la delibera 99 del 20 dicembre 2004 (costo 272 milioni di euro) e il progetto aggiornato, da 278,9 milioni e diviso in due stralci, con la delibera 148 del 2 dicembre 2005. Con la delibera 75 del 29 marzo 2006 ha assegnato in via programmatica 32 milioni di euro, rinviando il finanziamento del resto all'esame del progetto definitivo. Nel mandato non sono stati aperti cantieri: la scheda della Camera dà come stato di attuazione la progettazione preliminare e come fine lavori «oltre il 2015».","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/75-29-marzo-2006/","descrizione":"CIPE, delibera 29 marzo 2006, n. 75 (GU n. 197 del 25 agosto 2006): richiama le delibere 99 del 20 dicembre 2004 e 148 del 2 dicembre 2005 sulla piattaforma logistica dell'hub portuale di Trieste e le assegna in via programmatica 32 milioni di euro, rinviando il finanziamento degli altri lotti al progetto definitivo. Stato «progettazione preliminare» nella scheda n. 134 della Camera (https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[134].pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c114","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riforma del sistema istituzionale per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20040407135947id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 1 (missioni/4-3.pdf), p. 14"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano di governo prometteva una riforma del sistema istituzionale di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. La legge 6 luglio 2002, n. 137 ha delegato il governo a riorganizzare il Ministero per i beni e le attività culturali (art. 1) e a riordinare la legislazione sui beni culturali (art. 10). Il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3 ha riorganizzato il Ministero. Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (G.U. n. 45 del 24 febbraio 2004, S.O. n. 28, in vigore dal 1° maggio 2004) ha approvato il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che disciplina in un solo testo tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e ne distribuisce i compiti tra Stato, Regioni ed enti locali.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42: titolo, estremi di pubblicazione (G.U. n. 45 del 24-02-2004, S.O. n. 28), entrata in vigore (1-5-2004), indice delle parti (beni culturali: tutela, fruizione e valorizzazione; beni paesaggistici) e art. 1."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c123","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"La “Legge obiettivo” sarà utilizzata per realizzare un grande piano di opere pubbliche e di manutenzione delle città grandi e piccole","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20040407135947id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 10 (missioni/4-3.pdf), p. 15"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443) è stata usata per un programma di infrastrutture strategiche, approvato dal CIPE con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121, che comprendeva anche opere nelle aree urbane (i «sistemi urbani»). Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006, sei mesi dopo la fine del governo, le opere dei sistemi urbani approvate dal CIPE erano 20, per circa 9,8 miliardi di euro: 7 in progettazione, 3 affidate, 7 con lavori in corso, 1 ultimata e 2 in uno stato misto. Il programma riguarda grandi opere e non comprende un piano di manutenzione delle città, grandi e piccole, che il Piano collegava alla legge obiettivo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007): tabelle 7-8 sulle opere approvate dal CIPE per tipologia (sistemi urbani: 20 opere, circa 9,8 miliardi, con stato di avanzamento al 30 novembre 2006) e premessa sulla delibera CIPE 121/2001"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c126","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Va loro riconosciuto l'effettivo diritto di voto","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20040407135947id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/missioni/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", italiani all'estero (missioni/4-3.pdf), p. 16"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2001, n. 459 (GU n. 4 del 5 gennaio 2002, in vigore dal 6 gennaio) ha istituito il voto nella circoscrizione Estero: i cittadini italiani residenti all'estero iscritti nelle liste elettorali votano per corrispondenza per l'elezione delle Camere e per i referendum abrogativi e costituzionali, oppure possono scegliere di votare in Italia. Il regolamento di attuazione è stato adottato con il d.P.R. 2 aprile 2003, n. 104. Per l'elezione delle Camere il voto dall'estero è stato esercitato per la prima volta alle politiche del 9 e 10 aprile 2006.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-27;459","descrizione":"Legge 27 dicembre 2001, n. 459 (Normattiva): art. 1, voto dei residenti all'estero nella circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere e per i referendum degli artt. 75 e 138 della Costituzione, per corrispondenza o, previa opzione, in Italia; GU n. 4 del 5-1-2002, in vigore dal 6-1-2002"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c142","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"concentrazione delle deduzioni familiari sui redditi bassi e medi","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145012id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", proposta 4 (strategie/1-1.pdf), p. 21"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha concentrato le agevolazioni per i familiari a carico sui redditi bassi e medi in due tempi. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 2) ha portato dal 2002 la detrazione per ogni figlio a carico a 516,46 euro per i contribuenti con reddito complessivo fino a 36.151,98 euro con un figlio, con soglie più alte per due o tre figli e nessuna soglia da quattro figli in su; oltre quelle soglie restavano gli importi precedenti, più bassi. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349) ha poi sostituito dal 1° gennaio 2005 le detrazioni per carichi di famiglia con deduzioni dal reddito: 3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio (3.450 sotto i tre anni), 3.700 per ogni figlio con handicap. L'importo effettivo si riduce al crescere del reddito complessivo e si azzera intorno a 78.000 euro (più le deduzioni stesse e gli oneri deducibili), mentre fino al 2004 le detrazioni per il coniuge e per i figli spettavano, in misura ridotta, anche ai redditi più alti.","prova":{"url":"https://www.mefop.it/cms/doc/5927/circolareN2_2005.pdf","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare 2/E del 3 gennaio 2005 sulla riforma dell'Irpef della finanziaria 2005: deduzioni per oneri di famiglia (par. 3.2) e formula di riduzione in base a 78.000 euro (par. 3.3). Detrazioni per figli dal 2002: legge 448/2001, art. 2 (Normattiva, testo originario)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c145","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Aliquota massima del 33% [...] per le società","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145012id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", proposta 6 (strategie/1-1.pdf), p. 22"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 (GU n. 291 del 16 dicembre 2003), emanato in attuazione della legge delega 7 aprile 2003, n. 80, ha riformato l'imposizione sul reddito delle società. Ha sostituito l'Irpeg con l'Ires e ha fissato l'aliquota al 33 per cento del reddito complessivo netto (art. 77 del Tuir). La nuova imposta si applica dal 1° gennaio 2004, quindi entro il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-12-12;344","descrizione":"D.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 (Normattiva): riforma dell'imposizione sul reddito delle società; Ires con aliquota del 33 per cento dal 1° gennaio 2004"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c146","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Contrasto all'evasione basato anche sulla possibilità di stipulare un “concordato preventivo” per i piccoli operatori","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145012id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", proposta 7 (strategie/1-1.pdf), p. 22"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 33, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326) ha introdotto per imprese e professionisti un concordato preventivo biennale «in forma sperimentale», per i periodi d'imposta 2003 e 2004, «in attesa dell'avvio a regime del concordato preventivo triennale»; l'adesione andava comunicata tra il 1° gennaio e il 16 marzo 2004. Il regime triennale è stato poi scritto in legge due volte, senza mai diventare operativo nel mandato. La «pianificazione fiscale concordata» della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 387-398) è stata abrogata dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 dal 1° gennaio 2006. La «programmazione fiscale» triennale introdotta da quest'ultima, con accettazione entro il 16 ottobre 2006, è stata abrogata dal governo successivo con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, prima di quella scadenza. Il Piano prometteva un imponibile concordato per tre anni: nel mandato si è applicato solo il concordato biennale sperimentale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art33","descrizione":"Normattiva, d.l. 269/2003, art. 33 «Concordato preventivo»: concordato biennale sperimentale per il periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2003 e il successivo, in attesa del concordato triennale a regime; adesione dal 1° gennaio al 16 marzo 2004"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c147","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Passaggio dalle 100 imposte attuali a solo 8 imposte principali","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145012id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", proposta 8 (strategie/1-1.pdf), p. 22"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di passare da cento imposte a otto imposte principali. La legge 7 aprile 2003, n. 80 ha delegato il Governo a riformare il sistema fiscale statale su cinque imposte ordinate in un unico codice: imposta sul reddito, imposta sul reddito delle società, imposta sul valore aggiunto, imposta sui servizi e accisa. Entro la scadenza delle deleghe (3 maggio 2005) è stato emanato solo il d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, che ha riformato l'imposta sul reddito delle società; per le altre imposte e per il codice non risultano decreti. Nel mandato è stata soppressa l'imposta sulle successioni e donazioni (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 13), ma il sistema fiscale non è stato ricondotto a poche imposte principali.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03080ld.htm","descrizione":"Parlamento italiano, elenco delle deleghe e dei decreti legislativi emanati in base alla legge 80/2003: per le deleghe sull'imposta sul reddito, sull'IVA, sull'imposta sui servizi, sulle accise, sul codice fiscale e sull'IRAP (scadenza 3 maggio 2005) l'unico decreto emanato è il d.lgs. 344/2003 sull'imposta sul reddito delle società, con il correttivo d.lgs. 247/2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c156","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"La previsione di 70mila miliardi di minori introiti per gli interventi sulle aliquote è da considerarsi non solo come previsione ma come tetto massimo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145012id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\" (strategie/1-1.pdf), p. 23"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il Piano stimava in 70.000 miliardi di lire (circa 36 miliardi di euro) il minor gettito della riforma delle aliquote che proponeva (23 per cento fino a 200 milioni di lire di reddito, 33 per cento oltre e per le società) e lo indicava come tetto massimo, senza dire se annuo o per l'intera legislatura. La riforma è stata attuata solo in parte. Secondo il Servizio studi della Camera, la revisione dell'Irpef della legge finanziaria per il 2003 valeva un minor gettito di circa 3,7 miliardi di euro e il secondo modulo della riforma, nel 2005, di 4,1 miliardi; per le riduzioni dell'Irpeg e dell'Ires non indica cifre. Gli importi annui restano quindi molto sotto il tetto, ma solo perché le aliquote promesse non sono state introdotte, e un totale per il mandato non si può ricostruire dai dati ufficiali. Per questo l'impegno, preso da solo, non si può giudicare.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap06_sch01.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «Manovre di finanza pubblica: 2002-2005»: minor gettito di circa 3.700 milioni di euro per la revisione dell'Irpef (finanziaria 2003) e di 4,1 miliardi per il secondo modulo della riforma fiscale (2005)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c158","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"innalzando drasticamente il nostro tasso di occupazione di almeno 10 punti (pari a 2 milioni di occupati)","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144529id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\" (strategie/1-2.pdf), p. 24"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di alzare il tasso di occupazione di almeno 10 punti, pari a 2 milioni di occupati. Secondo l'Istat il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è passato dal 55,9 per cento del 2001 al 57,5 per cento del 2005, l'ultimo anno intero del mandato dei governi Berlusconi II e III: un aumento di 1,6 punti. Gli occupati sono passati da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 960 mila in più. L'aumento è quindi molto lontano da quello promesso, sia nei punti sia nel numero di occupati.","prova":{"url":"https://ebiblio.istat.it/digibib/Lavoro/VEA0086054Fo_Lav_med_2005.pdf","descrizione":"Istat, «Forze di lavoro. Media 2005», serie storiche 1994-2005: occupati (21.604 mila nel 2001, 22.563 mila nel 2005) e tasso di occupazione 15-64 anni (55,9% nel 2001, 57,5% nel 2005)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c160","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144529id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 1 (strategie/1-2.pdf), p. 25"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva una sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo, cioè della differenza tra il costo del lavoro per il datore e lo stipendio netto. Secondo l'OCSE, per un lavoratore single con salario medio il cuneo è passato dal 46,6 per cento del costo del lavoro nel 2001 al 46,1 per cento nel 2006; per una coppia monoreddito con due figli dal 45,1 al 44,0 per cento. Nel mandato hanno inciso le revisioni dell'Irpef del 2003 e del 2005 e la deduzione dalla base imponibile Irap, fino a 20.000 euro, per ogni lavoratore assunto in più a tempo indeterminato (legge 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 347), applicabile solo dopo la decisione della Commissione europea del 7 dicembre 2005. La riduzione c'è stata, ma di uno o due punti percentuali al massimo: è una parte limitata di quanto promesso.","prova":{"url":"https://sdmx.oecd.org/public/rest/data/OECD.CTP.TPS,DSD_TAX_WAGES_COMP@DF_TW_COMP,/ITA.AV_TW.PT_COS_LB.S_C0+C_C2.AW100..A?startPeriod=2001&endPeriod=2006&format=csvfilewithlabels","descrizione":"OCSE, Taxing Wages, cuneo fiscale medio per l'Italia in percentuale del costo del lavoro: single senza figli con salario medio 46,57% (2001) e 46,05% (2006); coppia con due figli, un reddito medio, 45,09% (2001) e 43,97% (2006)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c163","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Attuazione della Direttiva europea sul contratto di lavoro a tempo determinato","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144529id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 4 (strategie/1-2.pdf), p. 25"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di recepire la direttiva europea 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato. Il governo l'ha fatto con il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2001 ed entrato in vigore il 24 ottobre 2001, sulla base della delega della legge 29 dicembre 2000, n. 422. Il decreto ha ridisciplinato l'apposizione del termine al contratto di lavoro e ha sostituito la normativa precedente. Il recepimento è quindi avvenuto pochi mesi dopo l'insediamento del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-09-06;368","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 «Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato», GU n. 235 del 9 ottobre 2001, in vigore dal 24 ottobre 2001"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c164","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adozione della devoluzione regionale per la contrattazione collettiva","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144529id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 5 (strategie/1-2.pdf), p. 25"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di adottare la devoluzione regionale per la contrattazione collettiva. Non risultano atti del governo che abbiano trasferito la contrattazione collettiva al livello regionale. La riforma del mercato del lavoro del mandato, la legge 14 febbraio 2003, n. 30 e i decreti attuativi come il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ha riguardato i servizi per l'impiego, la somministrazione di lavoro, i contratti formativi, il part-time e le nuove forme di lavoro, non i livelli della contrattazione. Anche la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 e respinta dal referendum del 2006 assegnava alle Regioni sanità, scuola e polizia locale, non la contrattazione collettiva.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2003-02-14;30","descrizione":"Legge 14 febbraio 2003, n. 30 (Normattiva): deleghe al governo su servizi per l'impiego e somministrazione (art. 1), contratti formativi (art. 2), part-time (art. 3), lavoro a chiamata e altre tipologie (art. 4), certificazione (art. 5) e ispezioni (art. 8); nessuna norma sulla contrattazione collettiva regionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c165","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Ricorso alle commissioni arbitrali per una soluzione rapida e concordata delle controversie di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144529id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 6 (strategie/1-2.pdf), p. 26"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva il ricorso a commissioni arbitrali per risolvere rapidamente le controversie di lavoro. Il governo ha proposto l'arbitrato nelle controversie individuali di lavoro nel disegno di legge delega S. 848-bis, stralciato il 13 giugno 2002 dal S. 848. Il testo è rimasto in esame in commissione al Senato: l'ultimo atto registrato è del 17 novembre 2004. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto l'arbitrato: né la legge delega 14 febbraio 2003, n. 30, né le norme sulla certificazione dei contratti di lavoro (titolo VIII del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276) lo prevedono.","prova":{"url":"https://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/17765.htm","descrizione":"Senato, scheda dell'iter del disegno di legge S. 848-bis (XIV legislatura): delega al Governo anche in materia di arbitrato nelle controversie individuali di lavoro, stralcio del 13 giugno 2002, iter fermo in commissione al 17 novembre 2004"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c169","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Approvazione in Parlamento, non solo del Bilancio dello Stato, ma anche del Bilancio relativo all'intero settore pubblico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144937id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.3 \"Spesa pubblica\", proposta 1 (strategie/1-3.pdf), p. 27"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che prevedano l'approvazione parlamentare di un bilancio dell'intero settore pubblico. Nel mandato la legge di contabilità (legge 468/1978) è stata modificata in altri punti: il decreto-legge 194/2002, convertito dalla legge 246/2002, ha rafforzato la copertura delle leggi di spesa e la correzione dei loro scostamenti; la legge finanziaria 2006 (legge 266/2005, art. 1, comma 171) ha chiesto di tenere conto dei controlli della Corte dei conti nelle previsioni di spesa. Le leggi finanziarie hanno anche posto vincoli a tutte le amministrazioni pubbliche, come il tetto del 2 per cento alla crescita della spesa e la codifica uniforme degli incassi e dei pagamenti (Siope). Il Parlamento ha però continuato ad approvare con legge soltanto il bilancio dello Stato, mentre il quadro dei conti delle amministrazioni pubbliche restava nel Dpef, votato con una risoluzione.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/BI0001.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier «Commissione bilancio - Politiche legislative e attività istituzionale nella XIV legislatura»: modifiche alla legge 468/1978 (d.l. 194/2002, finanziaria 2006), regola del 2 per cento e Siope per le amministrazioni del conto consolidato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c170","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Attuazione del principio secondo cui, salvi i settori essenziali, la copertura degli aumenti reali di spesa [...] solo con riduzioni nette","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144937id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.3 \"Spesa pubblica\", proposta 2 (strategie/1-3.pdf), p. 27"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo non ha introdotto una regola di copertura dei maggiori oneri solo con riduzioni nette. Ha invece fissato limiti alla crescita della spesa. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 5-8) ha stabilito per il triennio 2005-2007 un tetto del 2 per cento alla crescita annua della spesa delle amministrazioni pubbliche, con esclusioni (organi costituzionali, interessi sui titoli di Stato, prestazioni sociali in denaro, trasferimenti all'Unione europea). Per il bilancio dello Stato il tetto è calcolato sulle previsioni iniziali dell'anno precedente, già ridotte dal decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (legge 191/2004). Il limite è arrivato nel quarto anno di governo, vale per tre anni e non impone di compensare ogni aumento con tagli in altri settori.","prova":{"url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/Legg/Legge-30-dicembre-2004-n-311.pdf","descrizione":"Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005), art. 1, commi 5-9: tetto del 2 per cento alla spesa delle amministrazioni pubbliche nel triennio 2005-2007, esclusioni al comma 6, riferimento al DL 168/2004 al comma 8"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c174","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adozione sollecita delle Direttive europee in materia di armonizzazione, privatizzazione, liberalizzazione","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144801id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 4 (strategie/1-4.pdf), p. 28"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di recepire con rapidità le direttive europee. Il governo ha fatto approvare ogni anno la legge comunitaria, a partire dalla legge 1° marzo 2002, n. 39, ma il ritardo è cresciuto. Secondo la Commissione europea, nel maggio 2003 l'Italia era ultima tra gli Stati membri nel recepimento delle direttive sul mercato interno, dopo una discesa in classifica cominciata nel 2001. Al 1° giugno 2005 aveva 66 direttive non recepite, pari al 4,1 per cento, il dato peggiore dei 25 Stati contro un obiettivo europeo dell'1,5 per cento, con un arretrato aumentato rispetto all'anno precedente.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/internal_market/scoreboard/_docs/_archive/score14/score14_en.pdf","descrizione":"Commissione europea, Internal Market Scoreboard n. 14 (luglio 2005): figura 2, deficit di recepimento delle direttive del mercato interno per Stato al 1° giugno 2005 (Italia ultima, 4,1 per cento e 66 direttive non notificate; obiettivo 1,5 per cento) e commento secondo cui Portogallo, Italia e Lussemburgo hanno aumentato un arretrato già alto. Lo Scoreboard n. 12 (maggio 2003) colloca l'Italia all'ultimo posto."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c175","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Modifica delle norme per favorire la privatizzazione dei servizi pubblici locali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144801id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 5 (strategie/1-4.pdf), p. 28"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha modificato due volte le norme sui servizi pubblici locali. L'art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria 2002) ha riscritto l'art. 113 del testo unico degli enti locali: per i servizi di rilevanza industriale l'erogazione andava affidata con gara a società di capitali, e gli enti locali potevano cedere le loro partecipazioni nelle società di gestione. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14), convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha ammesso tre forme di affidamento: società scelte con gara, società miste con socio privato scelto con gara, società interamente pubbliche controllate dagli enti (in house). Le concessioni date senza gara dovevano cessare entro il 31 dicembre 2006, salvo quelle a società miste o in house. La Corte costituzionale (sentenza n. 272 del 2004) ha dichiarato illegittime due parti dell'art. 14, ma il nuovo sistema di affidamento è rimasto in vigore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-28;448~art35","descrizione":"Legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 35 (Normattiva, testo originario in vigore dal 1-1-2002): nuovo art. 113 del TUEL, con erogazione dei servizi di rilevanza industriale affidata a società di capitali scelte con gara e possibilità per gli enti locali di cedere le partecipazioni; le modifiche successive (art. 14 d.l. 269/2003) e la sentenza della Corte costituzionale 272/2004 sono nelle note di aggiornamento dello stesso sito."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c181","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"completa deducibilità fiscale degli investimenti in hardware e software fatti dalle imprese per espandere la propria attività nel commercio elettronico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 1 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la deducibilità completa degli investimenti in hardware e software per il commercio elettronico. La misura fiscale generale sugli investimenti è stata la «Tremonti-bis» (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4): esclude dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali nuovi eccedenti la media dei cinque anni precedenti, senza riferimenti al commercio elettronico o al software. Per il commercio elettronico il governo ha aperto i bandi (circolare del Ministero delle attività produttive 10 dicembre 2002, n. 900501) del credito d'imposta previsto dall'art. 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, approvata prima del mandato. È un'agevolazione selettiva per progetti, con priorità per associazioni e consorzi di piccole e medie imprese, non una deducibilità completa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-10-18;383~art4","descrizione":"Legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4 (Normattiva): detassazione del 50 per cento degli investimenti eccedenti la media del quinquennio; nessun riferimento al commercio elettronico"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c182","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"nessuna tassazione specifica o regolamentazione dirigista per Internet","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 1 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il Piano si impegna a non introdurre né una tassazione specifica né una regolamentazione «dirigista» per Internet. Non risultano imposte specifiche sulla rete introdotte nel mandato. Il governo ha però adottato norme dedicate a Internet: il decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, convertito dalla legge 21 maggio 2004, n. 128, ha imposto un avviso sul rispetto del diritto d'autore per le opere immesse in rete e ha punito la loro diffusione abusiva in rete a scopo di profitto; il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (art. 7), convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, ha sottoposto a licenza del questore i locali che mettono a disposizione del pubblico terminali per comunicazioni telematiche. Sono norme motivate dalla tutela del diritto d'autore e dalla sicurezza: stabilire se siano la regolamentazione «dirigista» che il Piano escludeva è un giudizio che gli atti non permettono di formulare. Per questo l'impegno, rispettato nella parte sulle imposte, non è valutabile nel suo insieme.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2005-07-27;144~art7","descrizione":"Decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, art. 7 (Normattiva): licenza del questore per i pubblici esercizi e circoli che mettono a disposizione terminali utilizzabili per comunicazioni anche telematiche"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c183","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"esclusione da IRPEG e IRAP per i consorzi del settore informatico e dell' “e-commerce”","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 1 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva l'esclusione da Irpeg e Irap per i consorzi del settore informatico e del commercio elettronico. Non risultano atti del governo che l'abbiano introdotta: le istruzioni dell'Agenzia delle entrate sulle novità fiscali del 2002-2003 non contengono esenzioni per questi consorzi. La misura più vicina è nel decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 1): esclude dal reddito d'impresa una percentuale dei costi di ricerca e sviluppo e, dopo una modifica approvata dal Parlamento in sede di conversione, anche delle spese delle piccole e medie imprese che si aggregano, almeno in dieci, in strutture consortili o con altri contratti per innovazioni informatiche, con efficacia subordinata all'approvazione della Commissione europea. È una detassazione parziale di alcune spese delle imprese, non l'esclusione dei consorzi da Irpeg e Irap.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/331765/Istruzioni+Unico+SdC+04_sc_istr.pdf/0aab6510-a529-bf2c-d586-877514f7f94b","descrizione":"Agenzia delle entrate, istruzioni al modello Unico 2004 per le società di capitali: elenco dei provvedimenti 2002-2003 sul reddito d'impresa, senza esenzioni per consorzi informatici; descrizione della detassazione dell'art. 1 del decreto-legge 269/2003 per le piccole e medie imprese aggregate per innovazioni informatiche"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c184","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Piano nazionale di sviluppo per dotare l'Italia di infrastrutture per telecomunicazioni a larga banda","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 2 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato è stato avviato un programma pubblico per la banda larga, ma non un piano nazionale completo. La delibera Cipe 13 novembre 2003, n. 83 ha approvato il Programma per lo sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno, affidato con convenzione del 22 dicembre 2003 a Sviluppo Italia, che ha costituito la società Infratel. Con la legge 14 maggio 2005, n. 80 il programma è stato esteso a tutte le aree sottoutilizzate del Paese. Nel 2005 Infratel ha assegnato con gara europea (bando del 23 marzo 2005, valore 126,97 milioni di euro) la posa di fibra ottica in tutte le regioni del Mezzogiorno. Nel 2008 i lavori erano ancora in corso. L'intervento riguardava le aree dove il mercato non investiva, non la copertura dell'intero Paese.","prova":{"url":"https://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/accordo-1-febbraio-2008/LA_Accordobandalarga.pdf","descrizione":"Accordo di programma Ministero delle Comunicazioni-Regione Lazio per la banda larga (1° febbraio 2008): premesse sul Programma approvato con delibera Cipe 83/2003, su Infratel, sulla legge 80/2005 e sulla gara del 2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c185","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Equiparazione, dal punto di vista fiscale, tra editoria elettronica e tradizionale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 3 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risultano atti che abbiano equiparato fiscalmente l'editoria elettronica a quella tradizionale. Nel 2003 l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 186 del 30 settembre, ha anzi confermato che la cessione di pubblicazioni online, come commercio elettronico diretto, era soggetta all'IVA ordinaria del 20% e non all'aliquota del 4% prevista per la stampa tradizionale. Il 4% è stato esteso ai libri elettronici solo dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 667), dal 1° gennaio 2015, quasi nove anni dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/3933-cessioni-con-l-iva-al-20-per-le-pubblicazioni-on-line.html","descrizione":"FiscoeTasse, 2 ottobre 2003: con la risoluzione n. 186 del 30 settembre 2003 l'Agenzia delle entrate qualifica la cessione di pubblicazioni online come commercio elettronico diretto, soggetto all'IVA ordinaria del 20%, e nega l'aliquota del 4% della stampa tradizionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c186","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Una nuova e moderna normativa in materia di diritti di proprietà intellettuale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 4 (strategie/1-5.pdf), p. 29"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Nel mandato sono state riscritte due parti della disciplina della proprietà intellettuale. Il d.lgs. 9 aprile 2003, n. 68 (GU n. 87 del 14 aprile 2003) ha recepito la direttiva 2001/29/CE sul diritto d'autore nella società dell'informazione, modificando la legge 633/1941 in materia di riproduzione, diffusione online e misure tecnologiche di protezione. Il d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (GU n. 52 del 4 marzo 2005), emanato in base all'art. 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, ha riunito in un Codice la disciplina di marchi, brevetti, disegni e altri diritti di proprietà industriale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2005/03/04/005G0055/CONSOLIDATED/20230513","descrizione":"D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Normattiva): Codice della proprietà industriale, GU n. 52 del 4 marzo 2005, in vigore dal 19 marzo 2005. Il d.lgs. 68/2003 (Normattiva) riscrive la legge sul diritto d'autore per la società dell'informazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c187","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Incentivazione fiscale del telelavoro","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 5 (strategie/1-5.pdf), p. 30"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto incentivi fiscali per il telelavoro. Nel mandato la disciplina del telelavoro nel settore privato è arrivata con l'accordo interconfederale del 9 giugno 2004, che recepisce l'accordo quadro europeo del 16 luglio 2002. È un accordo tra parti sociali e non un atto del governo. Le leggi finanziarie del periodo, dal 2002 al 2006, non risultano contenere agevolazioni dedicate al telelavoro.","prova":{"url":"https://www.bollettinoadapt.it/wp-content/uploads/2020/02/accordo_interconfederale_telelavoro_9_6_2004.pdf","descrizione":"Accordo interconfederale del 9 giugno 2004 (Confindustria, Cgil, Cisl, Uil) per il recepimento dell'accordo quadro europeo sul telelavoro del 16 luglio 2002: l'intervento di disciplina del telelavoro nel periodo, di origine contrattuale e non fiscale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c190","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Piano per l'alfabetizzazione digitale nelle scuole per avere un serio ed esteso aggiornamento degli insegnanti","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144955id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/1-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 8 (strategie/1-5.pdf), p. 30"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ForTIC) è stato avviato dal Ministero dell'istruzione con la circolare ministeriale n. 55 del 21 maggio 2002, con corsi su tre percorsi: competenze di base (A), uso delle tecnologie nella didattica (B) e gestione delle reti nelle scuole (C). Nella circolare del 17 gennaio 2006 sul piano successivo il Ministero riferisce che il ForTIC ha avuto circa 170.000 partecipanti; il materiale informativo dello stesso Ministero, su dati INVALSI, ne conta 170.768, di cui 150.623 nel percorso di base. Il piano è stato quindi realizzato su larga scala durante il mandato dei governi Berlusconi II e III.","prova":{"url":"https://www.maecla.it/fortic2/documenti/circolare_fortic2.pdf","descrizione":"Ministero dell'istruzione, Direzione generale per i sistemi informativi, circolare prot. n. 137 del 17 gennaio 2006 sul nuovo piano di formazione (copia ospitata dal sito del progetto ForTIC 2): ricorda il piano ForTIC avviato con la c.m. 55/2002 e i suoi circa 170.000 partecipanti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c200","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"adeguate misure, sostenute da forme di decontribuzione, per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144425id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 2 (strategie/2-1.pdf), p. 34"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano proponeva, per mantenere al lavoro gli anziani, misure sostenute da sgravi contributivi per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani. Non risultano atti del governo con sgravi contributivi legati alla riconversione di chi è già dipendente. Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 54 e 59) ha esteso il contratto di inserimento, con progetto di adattamento delle competenze e incentivi economici, ai lavoratori con più di cinquant'anni privi di un posto di lavoro: riguarda chi deve essere reinserito, non chi è in servizio. La legge 23 agosto 2004, n. 243 (art. 1, comma 12) incentiva invece a restare al lavoro chi ha già i requisiti per la pensione di anzianità, senza misure di riconversione professionale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03276dl1.htm","descrizione":"Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (testo sul sito del Parlamento), art. 54, comma 1, lettera c) (contratto di inserimento per i lavoratori con più di cinquanta anni privi di un posto di lavoro) e art. 59, comma 3 (incentivi del contratto di formazione e lavoro)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c212","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"occorre invece che soggetto del reddito imponibile sia considerata la famiglia stessa più che la singola persona","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144606id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\" (strategie/2-3.pdf), p. 38"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva che il soggetto del reddito imponibile fosse la famiglia e non la singola persona. La riforma dell'Irpef della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005, art. 1, comma 349) ha rivisto le aliquote e ha trasformato le detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni dal reddito complessivo, come spiega la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005. L'imposta è però rimasta calcolata sul reddito di ciascun contribuente: la deduzione per un figlio a carico, ad esempio, si ripartisce tra i genitori, che la calcolano ciascuno sul proprio reddito. Non risultano atti del governo che abbiano assunto il nucleo familiare come soggetto dell'imposta.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-12-30;311@originale","descrizione":"Normattiva, legge 30 dicembre 2004, n. 311, testo originario, art. 1, comma 349: modifiche al testo unico delle imposte sui redditi dal 1° gennaio 2005, tra cui il nuovo art. 12 «Deduzioni per oneri di famiglia», che si deducono dal reddito complessivo del singolo contribuente e si ripartiscono tra gli aventi diritto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c213","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Esenzione totale dall'IRPEF per le famiglie con redditi sino a 22 milioni, con esenzione anche dall'obbligo della dichiarazione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144606id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 1 (strategie/2-3.pdf), p. 39"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva l'esenzione totale dall'Irpef per le famiglie con redditi fino a 22 milioni di lire (circa 11.362 euro), con esonero dalla dichiarazione. Dal 2003 la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2) ha introdotto una deduzione per ogni contribuente (la «no tax area»): 3.000 euro, più 4.500 per i redditi da lavoro dipendente, 4.000 per le pensioni e 1.500 per il lavoro autonomo, decrescente al crescere del reddito. Dal 2005 la legge 30 dicembre 2004, n. 311 ha aggiunto deduzioni per i familiari a carico (3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio). Con le formule della circolare dell'Agenzia delle entrate, nel 2005 un lavoratore dipendente con coniuge e due figli a carico e un reddito di 11.362 euro non pagava l'Irpef, mentre un lavoratore senza familiari a carico con lo stesso reddito la pagava. L'esenzione fino a quella soglia vale quindi solo per alcune famiglie, e non risulta un esonero dalla dichiarazione collegato a essa.","prova":{"url":"https://www.mefop.it/cms/doc/5927/circolareN2_2005.pdf","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare n. 2/E del 3 gennaio 2005 sulla riforma Irpef della legge finanziaria 2005: formule e importi della deduzione per la progressività (no tax area) e delle deduzioni per oneri di famiglia (3.200 euro il coniuge, 2.900 euro ogni figlio)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c216","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Erogazione di “sussidi” economici alle famiglie anche temporaneamente in condizioni difficili, a genitori single, alle coppie giovani con figli piccoli","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144606id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 4 (strategie/2-3.pdf), p. 39"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva sussidi alle famiglie in difficoltà, anche temporanea, ai genitori soli e alle giovani coppie con figli piccoli. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (articolo 21) ha introdotto un assegno di 1.000 euro per ogni secondo figlio o successivo nato tra il 1° dicembre 2003 e il 31 dicembre 2004, e per ogni figlio adottato nello stesso periodo, alle madri residenti cittadine italiane o comunitarie. La legge finanziaria per il 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) ha previsto un assegno di 1.000 euro per i nati o adottati nel 2005 e per i secondi figli e successivi del 2006. Questi assegni non erano però mirati alle situazioni di difficoltà o ai genitori soli. La legge finanziaria per il 2004 (legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 3, comma 101) prevedeva un concorso dello Stato al finanziamento delle Regioni che istituissero un reddito di ultima istanza per i nuclei familiari a rischio di esclusione sociale, ma la Corte costituzionale, con la sentenza n. 423 del 2004, ne ha dichiarato illegittima questa parte. Non risulta quindi un sussidio nazionale per le famiglie in difficoltà.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art21","descrizione":"Decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, art. 21 (Normattiva): assegno di 1.000 euro per ogni figlio nato dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004, secondo o ulteriore per ordine di nascita, o adottato, alle donne residenti cittadine italiane o comunitarie. Per il reddito di ultima istanza: legge 350/2003, art. 3, comma 101, con la nota sulla sentenza della Corte costituzionale n. 423 del 2004 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c217","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Erogazione di servizi di assistenza domiciliare e istituzione di sportelli del cittadino per le famiglie che assistono malati cronici, che assistono disabili","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144606id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 5 (strategie/2-3.pdf), p. 39"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva servizi di assistenza domiciliare e sportelli del cittadino per le famiglie che assistono malati cronici e disabili. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001 sui livelli essenziali di assistenza ha incluso tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire l'assistenza programmata a domicilio (assistenza domiciliare integrata e programmata), anche per anziani e disabili. Erano servizi già previsti da norme precedenti, che il decreto ha reso obbligatori in tutto il paese come livelli essenziali. Non risultano invece atti nazionali del governo che abbiano istituito sportelli del cittadino o servizi rivolti in modo specifico alle famiglie che assistono. La promessa è quindi attuata solo nella parte dell'assistenza domiciliare.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/temiap/temi16/dpcm29_novembre_2001_Allegato_C.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, tabella 1.C (area integrazione socio-sanitaria) del DPCM 29 novembre 2001, testo vigente al 6 marzo 2013: assistenza programmata a domicilio (ADI e ADP) e prestazioni a domicilio per anziani e disabili tra i livelli essenziali di assistenza, con la normativa precedente di riferimento (legge 833/1978, DPCM 14 febbraio 2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c222","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Effettiva parità di condizioni (anche sul piano della libertà d'adesione) tra fondi chiusi, fondi aperti e piani pensionistici individuali","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144323id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.4 \"Pensioni\", proposta 2 (strategie/2-4.pdf), p. 40"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, attuativo della delega della legge 23 agosto 2004, n. 243, ha riscritto la previdenza complementare e ha avvicinato le condizioni delle diverse forme: l'adesione è libera e volontaria (art. 1, comma 2), il lavoratore può conferire il TFR alla forma che sceglie, anche aperta o individuale (art. 8, comma 7), e i contributi hanno la stessa deducibilità fino a 5.164,57 euro (art. 8, comma 4). La parità però non è completa: se il lavoratore non sceglie, il TFR va alla forma prevista dai contratti collettivi (art. 8, comma 7, lettera b), e chi cambia forma porta con sé il contributo del datore di lavoro solo nei limiti fissati dai contratti (art. 14, comma 6). Inoltre il decreto doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2008 (art. 23): nel mandato non ha prodotto effetti, e la data è stata anticipata al 2007 dal governo successivo con la legge 27 dicembre 2006, n. 296.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/05252dl.htm","descrizione":"Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, testo originario (sito della Camera; GU n. 289 del 13 dicembre 2005, S.O. n. 200): art. 1, comma 2 (adesione libera e volontaria); art. 8, commi 4 e 7 (deducibilità e conferimento del TFR, con destinazione tacita alla forma prevista dai contratti collettivi); art. 14, comma 6 (contributo del datore nei limiti dei contratti collettivi in caso di trasferimento); art. 23 (entrata in vigore dal 1° gennaio 2008)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c225","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"devono essere compensati da una riduzione del prelievo obbligatorio","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144323id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.4 \"Pensioni\", proposta 2 (strategie/2-4.pdf), p. 40"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha previsto per legge la compensazione, ma senza applicarla nel mandato. Il decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (art. 8, comma 2) ha introdotto un esonero dai contributi sociali per i datori di lavoro che conferiscono il Tfr alla previdenza complementare: nel testo originario decorreva dal 1° gennaio 2006, ma nel testo in vigore da quella data la decorrenza è il 1° gennaio 2008. Il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, che ha riformato la previdenza complementare in attuazione della legge 243/2004, ha ripreso la misura tra le compensazioni per le imprese (art. 10: deduzione dal reddito d'impresa, esonero dal contributo al fondo di garanzia del Tfr, fondo per l'accesso al credito e riduzione degli oneri impropri). Il decreto doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2008; la legge 296/2006 ha anticipato la data al 1° gennaio 2007. Nel mandato non è stata quindi applicata alcuna riduzione dei contributi obbligatori.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2005-09-30;203@originale~art8","descrizione":"Normattiva, d.l. 30 settembre 2005, n. 203, art. 8, testo originario: «Compensazioni alle imprese che conferiscono il TFR a forme pensionistiche complementari», esonero contributivo dal 1° gennaio 2006 (nella versione in vigore dal 1° gennaio 2006 la decorrenza è il 1° gennaio 2008)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c226","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Maggiori agevolazioni fiscali per la previdenza integrativa, in particolare a favore dei lavoratori a più basso reddito","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144323id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.4 \"Pensioni\", proposta 3 (strategie/2-4.pdf), p. 40"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha emanato il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, che riforma la previdenza complementare. Nel testo originario l'art. 8 rende deducibili i contributi fino a 5.164,57 euro l'anno, senza più il limite del 12 per cento del reddito complessivo previsto dalle norme precedenti, e concede ai lavoratori di prima occupazione una deduzione aggiuntiva fino a 2.582,29 euro l'anno; l'art. 11 tassa le prestazioni con una ritenuta del 15 per cento, ridotta fino al 9 per cento con gli anni di partecipazione. Il decreto non prevede però agevolazioni riservate ai lavoratori a più basso reddito. Inoltre, per sua stessa norma (art. 23), sarebbe entrato in vigore il 1° gennaio 2008, dopo la fine del mandato; la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha poi anticipato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2007.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-12-05;252@originale~art8","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, testo originario dell'art. 8: deduzione dei contributi fino a 5.164,57 euro (comma 4) e deduzione aggiuntiva per i lavoratori di prima occupazione fino a 2.582,29 euro annui (comma 6); l'art. 23 dello stesso testo fissa l'entrata in vigore al 1° gennaio 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c227","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Rimozione completa del divieto di cumulo pensione-reddito da lavoro","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144323id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.4 \"Pensioni\", proposta 4 (strategie/2-4.pdf), p. 40"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 44, «Abolizione del divieto di cumulo tra pensioni di anzianità e redditi da lavoro») ha reso totalmente cumulabili con il lavoro autonomo e dipendente, dal 1° gennaio 2003, le pensioni di anzianità di chi al pensionamento aveva almeno 37 anni di contributi e 58 di età. Chi era già in pensione al 1° dicembre 2002 poteva accedere allo stesso regime versando una somma una tantum. Per gli altri pensionati di anzianità sono rimasti regimi di divieto parziale o totale. La legge 23 agosto 2004, n. 243 ha poi delegato il governo a eliminare progressivamente il divieto, ma non risultano decreti legislativi che abbiano attuato questa parte della delega entro il mandato. La rimozione non è dunque stata completa, come prometteva il Piano.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-12-27;289@originale~art44","descrizione":"Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 44, testo originario (Normattiva): totale cumulabilità tra pensioni di anzianità e redditi da lavoro per chi ha 37 anni di contributi e 58 di età (comma 1); accesso a pagamento per i già pensionati soggetti a divieto parziale o totale (comma 2)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c229","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Il “buono salute” deve essere riconosciuto al cittadino, in modo che possa usufruirne [...] per acquistare servizi e prestazioni dalle strutture, pubbliche o private","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144357id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 41"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano di governo prevedeva un «buono salute» da dare al cittadino per acquistare prestazioni da strutture pubbliche o private. Non risultano atti del governo che lo abbiano istituito. Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2003 (G.U. n. 139 del 18 giugno 2003), non prevede buoni o voucher di questo tipo. Nel mandato non risulta una legge nazionale che dia ai cittadini un buono spendibile in strutture pubbliche o private.","prova":{"url":"https://www.fnob.it/wp-content/uploads/2013/10/dpr23_5_03.pdf","descrizione":"Testo del d.P.R. 23 maggio 2003 di approvazione del Piano sanitario nazionale 2003-2005 (G.U. n. 139 del 18-6-2003): una ricerca nel testo non trova previsioni di buoni, voucher o buoni salute."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c231","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riformulare le modalità di pagamento dei servizi [...] non far pagare nulla ai cittadini indigenti [...] con deducibilità fiscale sia per le spese che per le assicurazioni","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144357id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 2 (strategie/2-5.pdf), p. 41"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano riformato il pagamento delle prestazioni sanitarie come promesso. Le esenzioni nazionali dal ticket per reddito sono rimaste quelle della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (art. 8, comma 16). Il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (art. 4, comma 3) ha previsto che le Regioni coprano i disavanzi anche con «misure di compartecipazione alla spesa sanitaria», e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 52, comma 5) ha abrogato la norma che dal 1° gennaio 2003 avrebbe abolito il ticket su visite specialistiche e diagnostica. Sul piano fiscale le spese sanitarie sono rimaste una detrazione dall'imposta (art. 15 del testo unico delle imposte sui redditi) e non sono diventate deducibili, salvo i casi di grave invalidità già previsti; la deduzione dei contributi ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, con i suoi limiti annuali fino al 2007, era stata fissata prima del mandato dal decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 41.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-12-27;289~art52","descrizione":"Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 52 «Razionalizzazione della spesa sanitaria», comma 5 (Normattiva): abroga il comma 3 dell'art. 85 della legge 388/2000, che dal 1° gennaio 2003 aboliva ogni partecipazione degli assistiti al costo delle prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c233","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Attuare la devoluzione anche nella contrattazione in modo da consentire politiche attrattive di professionalità nelle singole realtà locali","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144357id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 3 (strategie/2-5.pdf), p. 41"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano trasferito alle Regioni la contrattazione del personale sanitario: nel mandato i contratti collettivi del settore sono rimasti nazionali. La devoluzione delle competenze sanitarie alle Regioni era affidata alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel novembre 2005 e respinta dal referendum del 25-26 giugno 2006. Il contratto nazionale del comparto sanità firmato il 19 aprile 2004 ha previsto (art. 7) che le Regioni «possono emanare linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa» delle aziende sanitarie, previa informazione ai sindacati: è una facoltà di indirizzo dentro il contratto nazionale, non un trasferimento della contrattazione alle Regioni.","prova":{"url":"https://salute.regione.emilia-romagna.it/normativa-e-documentazione/leggi-atti/regionali/delibere/dgr-1594-2004","descrizione":"Delibera della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 1594/2004: richiama l'art. 7 «Coordinamento regionale» del CCNL del comparto sanità 2002-2005 sottoscritto il 19 aprile 2004 e ne cita il comma 1 sulle linee generali di indirizzo regionali per la contrattazione integrativa"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c244","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"sussidi economici famiglie con portatori di handicap","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145006id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 1 (strategie/2-6.pdf), p. 44"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva sussidi economici alle famiglie con persone disabili. Non risulta un nuovo sussidio nazionale in denaro, ma nel mandato sono stati ampliati due sostegni economici. La legge 24 dicembre 2003, n. 350 (art. 3, comma 106) ha eliminato il requisito dei cinque anni di riconoscimento dell'handicap grave per accedere al congedo retribuito fino a due anni dei genitori che assistono un figlio disabile, durante il quale spetta un'indennità pari all'ultima retribuzione, entro un tetto annuo. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349) ha riscritto dal 2005 le agevolazioni per i carichi di famiglia: per ogni figlio con handicap la vecchia detrazione di 774,69 euro è stata sostituita da una deduzione di 3.700 euro, ed è stata introdotta una deduzione fino a 1.820 euro per le spese di assistenza personale delle persone non autosufficienti, anche se familiari non a carico. Sono misure fiscali e di sostegno al lavoro di cura, di importo contenuto, non i sussidi promessi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2003-12-24;350~art3-com106@originale","descrizione":"Legge 24 dicembre 2003, n. 350, art. 3, comma 106 (Normattiva): soppressione delle parole «da almeno cinque anni» nell'art. 42, comma 5, del d.lgs. 151/2001 sul congedo retribuito per l'assistenza ai figli con handicap grave; deduzioni del 2005 descritte nella circolare dell'Agenzia delle entrate 2/E del 3 gennaio 2005 (par. 3.2 e 4)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c247","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Incrementare le pensioni di invalidità reale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145006id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 3 (strategie/2-6.pdf), p. 45"},"esito":"in parte","motivazione":"Dal 1° gennaio 2002 la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 38) ha garantito un reddito proprio di 516,46 euro al mese, cioè un milione di lire, anche agli invalidi civili totali, ai sordomuti e ai ciechi civili assoluti titolari di pensione e ai titolari di pensione di inabilità. La misura vale per chi ha almeno 60 anni e un reddito personale sotto 6.713,98 euro l'anno, con un limite più alto per i coniugati. Non copre quindi tutte le pensioni di invalidità. Per i più giovani e per chi supera i limiti di reddito non risultano aumenti nel mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-28;448@originale~art38","descrizione":"Legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 38, testo originario in vigore dal 1° gennaio 2002: incremento fino a un reddito proprio di 516,46 euro mensili, esteso dal comma 4 agli invalidi civili totali, sordomuti, ciechi civili assoluti e titolari di pensione di inabilità da 60 anni, con i limiti di reddito del comma 5"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c248","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Predisporre un piano di riabilitazione continuativa","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145006id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 4 (strategie/2-6.pdf), p. 45"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2003 (Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2003, supplemento ordinario n. 95), contiene il paragrafo 3.4 «Sviluppare la riabilitazione». Fissa come obiettivi la presa in carico immediata dei pazienti dopo la terapia intensiva, un «progetto riabilitativo personalizzato» e il funzionamento in rete di servizi ospedalieri, extraospedalieri, residenziali, semiresidenziali e domiciliari. Il paragrafo riguarda soprattutto i gravi traumatizzati e non indica misure, risorse o tempi per evitare che le persone con disabilità perdano le capacità acquisite. Non risulta un piano nazionale specifico di riabilitazione continuativa adottato nel mandato.","prova":{"url":"https://extranet.who.int/countryplanningcycles/sites/default/files/planning_cycle_repository/italy/c_17_pubblicazioni_654_allegato.pdf","descrizione":"Ministero della salute, Piano sanitario nazionale 2003-2005 (pubblicazione del Ministero, copia nel repository dell'OMS): paragrafo 3.4 «Sviluppare la riabilitazione», p. 51"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c251","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Occorre procedere alla semplificazione della legislazione vigente e alla redazione di un Testo unico del no profit","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144611id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-7.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.7 \"No profit\" (strategie/2-7.pdf), p. 46"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva la semplificazione della legislazione sul non profit e un Testo unico. Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del non profit o riordinato in modo organico la materia. Nel mandato sono arrivati interventi su singoli aspetti: il d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 (GU n. 97 del 27 aprile 2006) ha disciplinato l'impresa sociale, in base alla legge delega 13 giugno 2005, n. 118. È la disciplina di una sola figura, non un testo unico della materia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-03-24;155","descrizione":"D.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 (Normattiva): «Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118», GU n. 97 del 27 aprile 2006, in vigore dal 12 maggio 2006; disciplina una sola figura e non costituisce un testo unico del non profit"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c253","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adozione di una “Tremonti del sociale” [...] rendendo deducibile dall'imponibile, sino ad una misura da individuare, le donazioni alle associazioni del no profit","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144611id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-7.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.7 \"No profit\", proposta 2 (strategie/2-7.pdf), p. 46"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'articolo 14 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 (la cosiddetta «più dai meno versi»), ha reso deducibili dal reddito complessivo le liberalità in denaro o in natura a favore delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni per i beni culturali e paesaggistici. La deduzione spetta a persone fisiche e a enti soggetti all'Ires, nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque di 70.000 euro l'anno. È la misura che il Piano chiamava «Tremonti del sociale», con la soglia che lasciava «da individuare».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2005-03-14;35~art14!vig=2005-06-01","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, art. 14, comma 1, nel testo in vigore dal 15 maggio 2005 (dopo la conversione con la legge 80/2005): deduzione delle liberalità a Onlus, associazioni di promozione sociale e fondazioni e associazioni per i beni culturali e paesaggistici, fino al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque a 70.000 euro annui"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c254","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Revisione e riforma del Codice civile introducendo nel nostro ordinamento altre forme di impresa sociale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144611id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-7.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.7 \"No profit\", proposta 3 (strategie/2-7.pdf), p. 46"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'impresa sociale è stata introdotta nell'ordinamento con il decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2006 e in vigore dal 12 maggio 2006, in attuazione della legge delega 13 giugno 2005, n. 118. Il decreto consente di assumere la qualifica di impresa sociale a tutte le organizzazioni private, comprese quelle del libro V del Codice civile, che esercitano in via stabile e principale un'attività economica di utilità sociale, e prevede l'iscrizione nel registro delle imprese, limiti alla distribuzione degli utili e regole sugli organi. La disciplina è contenuta in un decreto autonomo, che richiama il Codice civile senza modificarne il testo. I decreti ministeriali di attuazione, tra cui quello sugli atti da depositare nel registro delle imprese, sono stati adottati il 24 gennaio 2008, dopo la fine del mandato. La sostanza della promessa, introdurre nuove forme di impresa sociale, è stata comunque attuata per legge durante il mandato del governo Berlusconi III.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2006/04/27/97/sg/pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2006: decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155, «Disciplina dell'impresa sociale, a norma della legge 13 giugno 2005, n. 118», art. 1 (nozione), art. 2 (utilità sociale) e articoli sulla responsabilità patrimoniale e sugli organi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c255","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Interpretazione non “fiscale” della normativa IVA in materia di acquisto di autoambulanze","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144611id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-7.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.7 \"No profit\", proposta 4 (strategie/2-7.pdf), p. 46"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva di non far pesare l'Iva sull'acquisto di autoambulanze da parte del volontariato. La legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 96) prevedeva già contributi per questi acquisti, nei limiti dei fondi disponibili. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 20, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326) ha aggiunto un'alternativa: le associazioni di volontariato e le Onlus possono ottenere il contributo come riduzione del 20 per cento del prezzo complessivo, praticata direttamente dal venditore, che la recupera in compensazione con le imposte. La disciplina dell'Iva non è cambiata, ma lo sconto vale almeno quanto l'imposta ad aliquota ordinaria, allora del 20 per cento: l'obiettivo è raggiunto nella sostanza.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art20!vig=2003-10-02","descrizione":"Decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, art. 20 (Normattiva, testo originario): per l'acquisto di autoambulanze le associazioni di volontariato e le Onlus possono conseguire il contributo nella misura del 20% del prezzo complessivo, mediante riduzione praticata dal venditore, che recupera le somme in compensazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c258","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Garantire stabilità e certezza dei finanziamenti finalizzati all'attività sportiva attualmente affidati, in via esclusiva, ad una fonte di introiti aleatoria","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144851id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-8.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 1 (strategie/2-8.pdf), p. 47"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano voleva sostituire una fonte di introiti «aleatoria» con finanziamenti stabili allo sport. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005, art. 1, commi 281 e 282) ha destinato al CONI, dal 1° gennaio 2005, una quota delle entrate erariali ed extraerariali di concorsi pronostici, scommesse, lotto, enalotto, bingo, apparecchi da intrattenimento e lotterie. Per il quadriennio 2005-2008 ha fissato le risorse del CONI in 450 milioni di euro l'anno. Il finanziamento è stato così legato a una base più ampia di giochi, con un importo stabilito per legge.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-12-30;311@originale","descrizione":"Normattiva, legge 30 dicembre 2004, n. 311, testo originario, art. 1, commi 281 e 282: quota delle entrate erariali ed extraerariali dei giochi destinata al CONI dal 1° gennaio 2005 e risorse fissate in 450 milioni di euro annui per il quadriennio 2005-2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c259","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"anche attraverso una adeguata revisione del decreto legislativo 242/1999","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144851id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-8.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 2 (strategie/2-8.pdf), p. 47"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva una revisione del decreto legislativo 242/1999 sul riordino del CONI. Il governo l'ha fatta con il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15 («Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2004 e adottato sulla base della delega dell'art. 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137. Il decreto ha riscritto in particolare le norme sulla natura del CONI, sulla composizione del Consiglio nazionale e della Giunta, sull'elezione del presidente e sulla natura giuridica delle federazioni sportive.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-08;15","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15: modifiche al d.lgs. 242/1999 sul riordino del CONI, GU n. 21 del 27 gennaio 2004, in vigore dall'11 febbraio 2004"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c263","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sviluppare, ammodernare ed equilibrare l'impiantistica sportiva [...] anche attraverso il rafforzamento dell'Istituto per il Credito Sportivo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144851id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/2-8.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 6 (strategie/2-8.pdf), p. 48"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva di sviluppare e ammodernare l'impiantistica sportiva, anche rafforzando l'Istituto per il Credito Sportivo. La legge finanziaria per il 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289, articolo 90, commi 12-16) ha istituito presso l'Istituto un Fondo di garanzia per i finanziamenti destinati alla costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura e all'acquisto di impianti sportivi, gestito dall'Istituto in gestione separata e alimentato con una quota dei premi del CONI non riscossi. Non risultano altri atti del governo che abbiano rafforzato l'Istituto nel mandato, come un aumento del suo fondo di dotazione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-12-27;289~art90","descrizione":"Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 90, commi 12-16 (Normattiva): Fondo di garanzia presso l'Istituto per il credito sportivo per i finanziamenti relativi a impianti sportivi, gestito dall'Istituto in gestione separata, con dotazione dai premi del CONI colpiti da decadenza"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c267","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"forze dell'ordine meglio equipaggiate e meglio pagate","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", titolo della strategia 3 (strategie/3-1.pdf), p. 49"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva forze dell'ordine meglio equipaggiate e meglio pagate. Sul trattamento economico il governo ha recepito il contratto del quadriennio 2002-2005 (biennio economico 2002-2003) con il d.P.R. 18 giugno 2002, n. 164 e ha introdotto con il d.lgs. 30 maggio 2003, n. 193 i parametri stipendiali per il personale non dirigente delle forze di polizia e delle forze armate. La legge finanziaria 2004 (legge 350/2003, art. 3, comma 155) ha stanziato 73 milioni di euro per il 2004, 118 per il 2005 e 122 dal 2006 per il riordino delle carriere del personale non direttivo delle forze armate e di polizia, ma alla fine del 2005 le norme di riordino non erano ancora state approvate. Sull'equipaggiamento l'unico atto specifico trovato è il decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45 (art. 5), che mantiene in bilancio le somme non spese per l'ammodernamento dei mezzi delle forze di polizia. Non risultano dati pubblici che confrontino retribuzioni e dotazioni prima e dopo il mandato: la promessa risulta attuata solo in parte.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/01/01_cap21_sch02.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, rapporto sull'attività della XIV legislatura, scheda «Forze di polizia – Altri provvedimenti»: d.lgs. 193/2003 sui parametri stipendiali, finanziaria 2004 (73/118/122 milioni per il riordino dei ruoli e delle carriere), DL 45/2005 (art. 5, ammodernamento dei mezzi), legge 266/2005 (art. 1, comma 261, in attesa delle norme di riordino)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c272","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riassegnare alle forze dell'ordine il pieno diritto all'attività investigativa","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 3 (strategie/3-1.pdf), p. 49"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano riassegnato alla polizia giudiziaria il pieno diritto all'attività investigativa, lasciando al pubblico ministero il solo controllo sulla legalità. L'art. 327 del codice di procedura penale continua ad attribuire al pubblico ministero la direzione delle indagini e la disponibilità diretta della polizia giudiziaria. La riforma dell'ordinamento giudiziario (legge 25 luglio 2005, n. 150) è intervenuta sul tema in senso opposto: tra i criteri della delega (art. 2, comma 4) ha previsto che il procuratore della Repubblica possa fissare i criteri generali per l'impiego della polizia giudiziaria da parte dei magistrati del suo ufficio.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=2&art.idGruppo=50&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=088G0492&art.idArticolo=327&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=1988-10-24&art.progressivo=0","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, codice di procedura penale, art. 327 (testo vigente): «Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria». Legge 150/2005, art. 2, comma 4: https://leg14.camera.it/parlam/leggi/05150l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c278","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Il servizio di scorta va strettamente limitato a pochissimi casi","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 6 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma chiedeva di limitare le scorte a pochissimi casi, senza indicare una soglia né un dato di partenza. Nel mandato il governo ha riordinato il sistema di protezione con il decreto-legge 6 maggio 2002, n. 83 (convertito dalla legge 133/2002), che ha istituito l'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale e affidato al ministro dell'interno l'individuazione delle personalità da tutelare, senza porre limiti al numero delle scorte. Non risultano dati pubblici sul numero di scorte e di persone tutelate tra il 2001 e il 2006: senza quei dati e senza un criterio per «pochissimi» non si può stabilire se le scorte siano state ridotte.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2002-05-06;83@originale~art2","descrizione":"Normattiva, d.l. 6 maggio 2002, n. 83, art. 2 (testo originario): istituzione dell'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale; le personalità da proteggere sono individuate con decreto del ministro dell'interno."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c280","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riorganizzare e costruire nuove carceri","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 8 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 11 settembre 2002, n. 201 (convertito dalla legge 14 novembre 2002, n. 259), art. 6, ha previsto un piano straordinario pluriennale per acquisire e adeguare edifici penitenziari, anche con la locazione finanziaria, per 93,3 milioni di euro. Nel dicembre 2004 il ministro della giustizia indicava come interventi più qualificanti del piano i nuovi istituti di Varese e di Pordenone; per Pordenone era in corso la gara, bandita nel marzo 2004. Secondo la Corte dei conti, dopo la legge finanziaria per il 2002 (legge 28 dicembre 2001, n. 448) non sono stati stanziati altri fondi sul capitolo dell'edilizia penitenziaria. Non risultano nuovi istituti realizzati con il piano del governo entro la fine del mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2002-09-11;201~art6","descrizione":"Normattiva, DL 11 settembre 2002, n. 201, art. 6 come convertito dalla legge 259/2002: piano straordinario pluriennale per il settore penitenziario, onere complessivo di 93.326.896 euro, locazione finanziaria e permute. Vedi anche la risposta del ministro della giustizia all'interrogazione 4-06497 (Camera, allegato B alla seduta del 1° dicembre 2004) e la delibera della Corte dei conti n. 42/2025/G sugli ultimi stanziamenti (legge 448/2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c281","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Tutelare anche economicamente le vittime con la creazione di un fondo nazionale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 9 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano creato un fondo nazionale per indennizzare le vittime dei reati in generale. Nel mandato sono state adottate solo tutele settoriali, come la legge 3 agosto 2004, n. 206 per le vittime del terrorismo e delle stragi. La direttiva europea 2004/80/CE, che chiedeva un sistema di indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti operativo dal 1° luglio 2005, non è stata recepita entro il mandato. La Commissione europea ha emesso il parere motivato il 28 giugno 2006 e la Corte di giustizia ha accertato l'inadempimento dell'Italia nel novembre 2007 (causa C-112/07).","prova":{"url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/MAST/MASTROIANNI_Vittime-reati-03_03_09.pdf","descrizione":"Mastroianni, «Vittime di reati» (Astrid, 2009): sentenza della Corte di giustizia del 2007 nella causa C-112/07 (Commissione contro Italia), parere motivato del 28 giugno 2006, termine del 1° luglio 2005 per il sistema di indennizzo, recepimento solo con il d.lgs. 204/2007, che non crea un fondo per tutte le vittime."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c282","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Ogni anno, le Regioni, dopo un'analisi congiunta con sindacati e imprese, definiscono le possibilità di accoglienza","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 10 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano di governo voleva che ogni anno le Regioni, dopo un'analisi con sindacati e imprese, definissero le possibilità di accoglienza degli immigrati. La legge 30 luglio 2002, n. 189 (Bossi-Fini) ha lasciato la decisione al governo centrale: le quote annuali di ingresso sono fissate con decreto del Presidente del Consiglio, sentita la Conferenza unificata (art. 3, comma 4, del testo unico sull'immigrazione). È il caso del decreto del 14 febbraio 2006 sui flussi di quell'anno. La stessa legge ha però dato alle Regioni un ruolo: entro il 30 novembre di ogni anno possono inviare alla Presidenza del Consiglio un rapporto con le previsioni sui flussi sostenibili nei tre anni successivi, in base alla capacità di assorbimento del tessuto sociale e produttivo (art. 21, comma 4-ter). Le Regioni danno quindi indicazioni, ma non definiscono le quote.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286~art21!vig=2005-01-01","descrizione":"D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 21 (Normattiva, testo in vigore dal 10-9-2002 dopo la legge 189/2002): quote d'ingresso stabilite con i decreti dell'art. 3, comma 4; comma 4-ter sul rapporto annuale facoltativo delle Regioni con le previsioni sui flussi sostenibili."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c283","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Il Governo deve stanziare aiuti finanziari condizionati a programmi concreti e sospendere gli aiuti ai Paesi che non reprimono adeguatamente l'emigrazione clandestina","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 10 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 30 luglio 2002, n. 189 (Bossi-Fini), art. 1, commi 2 e 3, collega gli aiuti alla collaborazione dei Paesi di origine. Nel definire e rivedere i programmi bilaterali di cooperazione e di aiuto con Paesi non europei si deve tenere conto della collaborazione nel prevenire i flussi illegali. Se i governi interessati non adottano misure contro il rientro illegale degli espulsi, «si può procedere alla revisione» dei programmi. La norma consente quindi di condizionare e rivedere gli aiuti, ma non impone la sospensione, e non risultano sospensioni effettive di aiuti decise nel mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-30;189~art1","descrizione":"Legge 30 luglio 2002, n. 189, art. 1, commi 2 e 3 (Normattiva): criterio della collaborazione nella prevenzione dell'immigrazione illegale e possibilità di revisione dei programmi di aiuto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c284","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Creazione di una banca dati per l'identificazione attraverso le impronte digitali","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 10 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 30 luglio 2002, n. 189 ha stabilito che lo straniero che chiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposto a rilievi fotodattiloscopici (commi 2-bis e 4-bis aggiunti all'art. 5 del testo unico sull'immigrazione). Da allora le impronte di tutti gli stranieri che chiedono il permesso sono raccolte per legge. Una banca dati per l'identificazione con le impronte digitali esisteva però già: secondo la Polizia di Stato, il sistema automatico di identificazione AFIS è stato realizzato presso il Servizio Polizia scientifica dal 1995. Non risultano atti del governo che abbiano creato una nuova banca dati: la legge ha esteso la raccolta delle impronte.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-30;189~art5","descrizione":"Legge 30 luglio 2002, n. 189, art. 5 (Normattiva): inserisce i commi 2-bis e 4-bis nell'art. 5 del testo unico sull'immigrazione (rilievi fotodattiloscopici per chi chiede il permesso di soggiorno o il suo rinnovo)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c285","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"espulsione immediata dei clandestini","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144950id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 10 (strategie/3-1.pdf), p. 50"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 30 luglio 2002, n. 189 (cosiddetta Bossi-Fini), art. 12, ha riscritto l'art. 13 del testo unico sull'immigrazione: il decreto di espulsione è immediatamente esecutivo anche se impugnato ed è «sempre eseguito» dal questore con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, da convalidare entro 48 ore. Fa eccezione lo straniero con permesso di soggiorno scaduto da oltre sessanta giorni, che riceve l'intimazione a lasciare l'Italia entro quindici giorni, salvo l'accompagnamento immediato se c'è pericolo di fuga. Nel 2004 la Corte costituzionale (sentenza n. 222) ha stabilito che la convalida da parte del giudice deve avvenire, con le garanzie della difesa, prima dell'esecuzione; il governo, con il decreto-legge 14 settembre 2004, n. 241, ha affidato la convalida al giudice di pace entro 48 ore, mantenendo l'accompagnamento alla frontiera come regola. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-30;189~art12@originale","descrizione":"Legge 30 luglio 2002, n. 189, art. 12, testo originario (Normattiva): nuovo art. 13 del d.lgs. 286/1998, commi 3, 4, 5 e 5-bis (espulsione immediatamente esecutiva, accompagnamento alla frontiera, intimazione di quindici giorni per i permessi scaduti, convalida entro 48 ore)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c289","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"prevedendo che la stessa attività istruttoria possa svolgersi senza il suo coinvolgimento","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144836id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.2 \"Giustizia civile\" (strategie/3-2.pdf), p. 51"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha riformato il processo solo per le controversie societarie. Il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (in vigore dal 1° gennaio 2004) ha introdotto un rito in cui la fase iniziale si svolge tra le parti: gli avvocati si scambiano gli atti difensivi, in cui possono formulare le richieste di prova e produrre documenti (art. 6), e notificano l'istanza di fissazione dell'udienza (art. 8); il giudice interviene dopo. L'assunzione delle prove è invece rimasta al giudice: l'art. 16 la affida al tribunale in composizione collegiale, che può delegarla a un suo componente. Il codice di procedura civile, per le cause ordinarie, non è stato riformato in questo senso nel mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-01-17;5@originale~art16","descrizione":"D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, art. 16 (testo originario): il tribunale in composizione collegiale procede all'assunzione dei mezzi di prova, eventualmente delegandola al relatore; l'art. 6 consente richieste istruttorie e nuovi documenti nelle memorie scambiate tra le parti, l'art. 8 regola l'istanza di fissazione dell'udienza notificata tra le parti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c290","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Abrogazione di quei reati la cui offensività non è più percepita come tale dalla società","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 1 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano non elencava i reati da abrogare, ma indicava il criterio dell'offensività «non più percepita» dalla società. Nel mandato non risulta una legge generale di depenalizzazione. La legge 24 febbraio 2006, n. 85 (Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2006), sui reati di opinione, ha abrogato alcuni delitti del codice penale (articoli 269, 272, 279, 292-bis, 293 e 406, tra cui la propaganda e l'apologia sovversiva) e ha sostituito la reclusione con la multa per altri, come il vilipendio della bandiera (art. 292) e quello delle istituzioni costituzionali (art. 290). L'intervento segue il criterio del Piano, ma riguarda una sola materia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-02-24;85~art12","descrizione":"Normattiva, legge 24 febbraio 2006, n. 85 «Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione», art. 12: abrogazione degli articoli 269, 272, 279, 292-bis e 293 del codice penale (gli artt. 5, 10 e 11 della stessa legge abrogano l'art. 406 e sostituiscono la reclusione con la multa per altri reati)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c291","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Introduzione esplicita del “principio di non offensività”","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 2 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di introdurre esplicitamente nel codice penale il principio di non offensività. Non risultano atti del governo che lo abbiano introdotto. Nel mandato una commissione ministeriale presieduta da Carlo Nordio ha elaborato un progetto di riforma della parte generale del codice penale, che non è diventato legge. La riforma è stata ripresa nell'estate 2006, dopo la fine del governo, da un'altra commissione ministeriale presieduta da Giuliano Pisapia.","prova":{"url":"https://www.antoniocasella.eu/archica/Commissione_Pisapia_Relazione_19nov07.htm","descrizione":"Relazione della Commissione ministeriale per la riforma del codice penale presieduta da Giuliano Pisapia (19 novembre 2007): richiama il progetto della precedente Commissione Nordio come lavoro ministeriale e propone di introdurre per legge ordinaria una clausola di necessaria offensività, non ancora prevista nel codice"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c292","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Disciplina rigorosa in tema di intercettazioni telefoniche ed ambientali","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 3 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una disciplina generale più rigorosa delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Il 29 settembre 2005 il governo ha presentato al Senato un disegno di legge sulle intercettazioni e sulla pubblicità degli atti (A.S. 3612), che restringeva i presupposti delle intercettazioni nel codice di procedura penale; assegnato alla Commissione giustizia, non è mai stato esaminato. Nel mandato sono state approvate solo norme su aspetti specifici: la legge 20 giugno 2003, n. 140, sull'uso delle intercettazioni che riguardano i parlamentari, e il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155), che per il contrasto al terrorismo ha esteso le intercettazioni preventive e regolato l'acquisizione urgente dei dati del traffico telefonico.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/gi0036.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, dossier «Modifiche alla disciplina delle intercettazioni - A.C. 1638 e abb.» (19 settembre 2006), nota 23: il disegno di legge sulle intercettazioni A.S. 3612 della XIV legislatura, assegnato alla Commissione giustizia del Senato, non ha avuto alcun iter parlamentare"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c293","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Potenziamento dell'intervento del giudice per le indagini preliminari con funzione di controllo e garanzia e collegialità nell'adozione delle misure cautelari","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 4 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva la collegialità nell'adozione delle misure cautelari. Durante i governi Berlusconi II e III il giudice per le indagini preliminari è rimasto un giudice monocratico anche per le misure cautelari: non risultano atti del governo che ne abbiano introdotto la collegialità. La riforma dell'ordinamento giudiziario (legge 25 luglio 2005, n. 150) è intervenuta sugli uffici del pubblico ministero: il decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, in vigore dal 4 aprile 2006, richiede l'assenso scritto del procuratore della Repubblica per le richieste di misure cautelari dei magistrati del suo ufficio, ma non cambia la composizione del giudice che le decide. La decisione collegiale del giudice per le indagini preliminari sulla custodia cautelare in carcere è stata prevista solo dalla legge 9 agosto 2024, n. 114, che ha aggiunto il comma 1-quinquies all'articolo 328 del codice di procedura penale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-02-20;106~art3","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, art. 3 «Prerogative del procuratore della Repubblica in materia di misure cautelari»: assenso scritto del procuratore per il fermo e per le richieste di misure cautelari personali e reali; nessuna norma sulla composizione del giudice per le indagini preliminari"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c295","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Previsione di un risarcimento delle vittime in stato di necessità e agevolazioni fiscali per i costi derivanti dal reato e dalla difesa","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 6 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva un risarcimento per le vittime di reati in stato di bisogno e agevolazioni fiscali per i costi del reato e della difesa. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un indennizzo generale a carico dello Stato per le vittime di reato o agevolazioni fiscali per queste spese. La legge 25 gennaio 2006, n. 29 ha delegato il governo a recepire la direttiva europea 2004/80, che chiedeva un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti entro il 1° gennaio 2006, ma il decreto è stato adottato solo il 9 novembre 2007 (n. 204), dal governo successivo. Un diritto generale all'indennizzo è stato introdotto con la legge 7 luglio 2016, n. 122. Nel mandato sono state ampliate soltanto tutele per categorie specifiche, come le vittime del terrorismo (legge 3 agosto 2004, n. 206).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-11-09;204","descrizione":"Decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204 (Normattiva): recepisce la direttiva 2004/80/CE sulla base della delega della legge 25 gennaio 2006, n. 29; deliberazioni del Consiglio dei ministri del 27 luglio e del 23 ottobre 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c296","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Misure sui termini e sulle impugnazioni per assicurare la ragionevole durata","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 7 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva misure sui termini e sulle impugnazioni per assicurare la ragionevole durata dei processi penali. La legge 20 febbraio 2006, n. 46 (in vigore dal 9 marzo 2006) ha limitato l'appello contro le sentenze di proscioglimento, ammesso ormai solo in presenza di una nuova prova decisiva. La legge 5 dicembre 2005, n. 251 ha cambiato la disciplina della prescrizione, cioè i termini entro cui il reato si estingue, insieme a quella della recidiva e delle attenuanti. Nel mandato non risulta invece una revisione dei termini del processo penale. La promessa è stata quindi attuata solo in parte.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-02-20;46","descrizione":"Normattiva, legge 20 febbraio 2006, n. 46 «Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento» (GU n. 44 del 22 febbraio 2006, in vigore dal 9 marzo 2006): l'art. 1 riscrive l'art. 593 c.p.p. e ammette l'appello contro il proscioglimento solo se c'è una nuova prova decisiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c297","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riduzione dell'area riservata alla pena detentiva, ricorso alla pena pecuniaria e revisione del sistema sanzionatorio","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 8 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva di ridurre l'area della pena detentiva, di ricorrere di più alla pena pecuniaria e di rivedere il sistema sanzionatorio. Nel mandato sono state approvate alcune misure in questa direzione. La legge 1° agosto 2003, n. 207 ha sospeso l'ultima parte della pena detentiva, fino a due anni, per i condannati che ne avevano scontato almeno metà, una sola volta e con alcune esclusioni. La legge 24 febbraio 2006, n. 85 (art. 11) ha sostituito la reclusione con la multa per il vilipendio della Repubblica e della nazione e per l'oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. La legge 5 dicembre 2005, n. 251 (art. 7) ha previsto la detenzione domiciliare per i condannati con più di settant'anni, con alcune esclusioni. La stessa legge ha però aumentato altre pene, per esempio quella per la partecipazione ad associazione mafiosa da 3-6 a 5-10 anni, e ha limitato i benefici per i recidivi. Il progetto di nuovo codice penale della commissione ministeriale presieduta da Carlo Nordio non è diventato legge e non è stata approvata una revisione organica del sistema sanzionatorio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-02-24;85","descrizione":"Normattiva, legge 24 febbraio 2006, n. 85 «Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione», GU n. 60 del 13 marzo 2006: l'art. 11 sostituisce la reclusione con la multa negli artt. 290, 291 e 342 del codice penale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c298","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Obbligo di un'attività lavorativa, legata alla “liberazione per buona condotta”, e realizzazione di “circuiti penitenziari differenziati”","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 9 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva un obbligo di attività lavorativa legato alla liberazione per buona condotta e circuiti penitenziari differenziati. L'ordinamento penitenziario prevedeva già che il lavoro fosse obbligatorio per i condannati (articolo 20 della legge 26 luglio 1975, n. 354). Non risultano atti del governo che abbiano legato il lavoro alla liberazione anticipata o che abbiano istituito circuiti differenziati per tipo di detenuti. La legge 23 dicembre 2002, n. 279 ha reso stabile il regime detentivo speciale dell'articolo 41-bis per i detenuti di criminalità organizzata e terrorismo, che riguarda le restrizioni del regime e non la distinzione dei detenuti nelle carceri. Il 21 novembre 2002 il ministro della Giustizia ha riferito alla Camera sul lavoro dei detenuti (da 12.085 a 14.348 occupati tra dicembre 2001 e giugno 2002) e ha richiamato l'obiettivo di distinguere i detenuti per tipo di reato, età e durata della pena, senza indicare atti che lo attuassero.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed227/s050.htm","descrizione":"Camera dei deputati, seduta n. 227 del 21 novembre 2002, intervento del ministro della Giustizia: dati sul lavoro dei detenuti e obiettivo di distinguere i detenuti per reato, età e durata della pena, senza atti attuativi. Per l'obbligo di lavoro dei condannati: legge 354/1975, art. 20 (Normattiva, testo vigente nel 2004)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c299","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Collocazione fuori dal “comparto ministeri” del personale civile delle carceri e restituzione al direttore del carattere di figura “unica”","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144906id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 10 (strategie/3-3.pdf), p. 52"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva di collocare il personale civile delle carceri fuori dal comparto ministeri e di restituire al direttore il carattere di figura unica. La legge 27 luglio 2005, n. 154 ha delegato il governo a creare una carriera dirigenziale penitenziaria per direttori di istituto, direttori di ospedale psichiatrico giudiziario e direttori di servizio sociale, con rapporto di diritto pubblico e un procedimento negoziale proprio. Il d.lgs. 15 febbraio 2006, n. 63 ha attuato la delega: la carriera è unitaria e il dirigente responsabile dell'istituto coordina anche il personale di polizia penitenziaria. La riforma riguarda solo il personale direttivo e dirigenziale: il resto del personale civile è rimasto nelle aree funzionali del contratto dei ministeri, alle quali lo stesso decreto fa riferimento per i concorsi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/05154l.htm","descrizione":"Parlamento, testo della legge 27 luglio 2005, n. 154 (GU n. 177 del 1° agosto 2005): delega per la carriera dirigenziale penitenziaria, rapporto di diritto pubblico (art. 2) e procedimento negoziale dedicato (art. 1, comma 1, lett. d)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c300","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Ogni anno il Ministro della Giustizia e il Ministro degli Interni presenteranno al Parlamento una relazione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 1 (strategie/3-4.pdf), p. 53"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Ministro dell'interno presenta ogni anno al Parlamento una relazione sull'attività delle forze di polizia e sullo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica, ma l'obbligo è previsto già dall'art. 113 della legge 1° aprile 1981, n. 121. Per la giustizia, la legge 25 luglio 2005, n. 150 (art. 2, comma 29) ha riscritto l'art. 86 dell'ordinamento giudiziario: entro venti giorni dall'inizio di ogni anno giudiziario il Ministro rende comunicazioni alle Camere sull'amministrazione della giustizia e sui programmi legislativi del governo. Il 18 gennaio 2006 il Ministro ha reso alla Camera le comunicazioni previste dalla nuova norma, seguite dal voto di una risoluzione. Non è stata invece istituita una sessione unica su sicurezza e giustizia, con una relazione dei due ministri sul lavoro di procure, tribunali e forze dell'ordine.","prova":{"url":"https://leg14.camera.it/parlam/leggi/05150l.htm","descrizione":"Legge 25 luglio 2005, n. 150, art. 2, comma 29 (sito della Camera): nuovo art. 86 dell'ordinamento giudiziario, comunicazioni annuali del Ministro della giustizia alle Camere. Prime comunicazioni e voto delle risoluzioni: Camera, seduta n. 732 del 18 gennaio 2006 (https://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed732/SINTERO.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c301","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Consigli giudiziari [...] Per i primi si prevede l'ingresso di componenti laici, anche dal mondo dell'avvocatura","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 2 (strategie/3-4.pdf), p. 53"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha attuato la delega sull'ordinamento giudiziario (legge 25 luglio 2005, n. 150) con il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, che ha riformato i consigli giudiziari. Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 3 febbraio 2006, è entrato in vigore il 4 maggio 2006, prima della fine del mandato. Nel testo originario ogni consiglio giudiziario comprende, oltre ai magistrati, quattro componenti non togati: un professore universitario di materie giuridiche, un avvocato con almeno quindici anni di esercizio nominato dal Consiglio nazionale forense su indicazione degli ordini del distretto e due persone nominate dal consiglio regionale. Il presidente dell'ordine degli avvocati del capoluogo del distretto ne fa parte di diritto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-01-27;25@originale~art9","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 27 gennaio 2006, n. 25, art. 9, testo originario (in vigore dal 4 maggio 2006): composizione dei consigli giudiziari con componenti non togati, tra cui un avvocato nominato dal Consiglio nazionale forense."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c302","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per il secondo, una diversa proporzione fra giudici e pubblici ministeri, e una nuova legge elettorale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 2 (strategie/3-4.pdf), p. 53"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 28 marzo 2002, n. 44 (GU n. 75 del 29 marzo 2002) ha cambiato composizione ed elezione del Consiglio superiore della magistratura. I componenti eletti dai magistrati sono passati da venti a sedici, eletti con voto personale in tre collegi unici nazionali: due per i magistrati di legittimità, quattro per i pubblici ministeri e dieci per i giudici di merito, con candidature individuali al posto delle liste. Prima, con il sistema della legge 12 aprile 1990, n. 74, due seggi andavano ai magistrati di cassazione e diciotto ai magistrati di merito, eletti in quattro collegi territoriali con liste contrapposte e riparto proporzionale, senza una quota riservata ai pubblici ministeri.","prova":{"url":"https://www.edizionieuropee.it/law/html/65/zn98_01_027324.html","descrizione":"Testo della legge 28 marzo 2002, n. 44 (GU n. 75 del 29 marzo 2002): sedici componenti eletti dai magistrati, tre collegi unici nazionali (due legittimità, quattro pubblici ministeri, dieci giudici di merito), candidature individuali. Per il sistema precedente: Corte costituzionale, sentenza n. 34 del 2000"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c303","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Si prevede un organismo ad hoc, a maggiore garanzia dei magistrati, l'obbligatorietà dell'azione disciplinare, la tipicizzazione degli illeciti","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 3 (strategie/3-4.pdf), p. 53"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, adottato in attuazione della legge delega 25 luglio 2005, n. 150 e in vigore dal 5 aprile 2006, ha elencato gli illeciti disciplinari dei magistrati (articoli 2-4) e ha stabilito che il procuratore generale presso la Cassazione «ha l'obbligo di esercitare l'azione disciplinare» (art. 14, comma 3). Il Piano prometteva anche un organismo ad hoc per la materia disciplinare. Il decreto non lo ha creato: i procedimenti sono rimasti alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (art. 17). Sono dunque attuati due punti su tre.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-02-23;109@originale~art14","descrizione":"D.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, testo originario (Normattiva; GU n. 67 del 21 marzo 2006): illeciti disciplinari tipizzati (artt. 1-4), obbligo del procuratore generale di esercitare l'azione disciplinare (art. 14, comma 3), giudizio davanti alla sezione disciplinare del CSM (art. 17)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c304","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Progressione economica legata all'anzianità e all'inesistenza di demeriti [...] Temporaneità degli incarichi direttivi","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 4 (strategie/3-4.pdf), p. 54"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 25 luglio 2005, n. 150 ha delegato il governo a riformare l'ordinamento giudiziario. Il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160 (G.U. n. 99 del 29 aprile 2006) ha introdotto la progressione economica dei magistrati per classi di anzianità (art. 51), separata dal passaggio alle funzioni superiori, che avviene per concorso (art. 12). Ha introdotto anche la temporaneità degli incarichi direttivi: quattro anni, rinnovabili una sola volta per due anni dopo una valutazione positiva del Consiglio superiore della magistratura (art. 45). Il decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109 ha previsto tra le sanzioni disciplinari la perdita dell'anzianità (art. 5). Il decreto n. 160 è entrato in vigore il 14 maggio 2006, ma le sue norme avrebbero avuto effetto solo dal novantesimo giorno dopo la pubblicazione (art. 56), dopo la fine del governo. Il governo Prodi II ne ha sospeso l'efficacia con la legge 24 ottobre 2006, n. 269, e la legge 30 luglio 2007, n. 111 ha poi riscritto la disciplina.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-05;160","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 5 aprile 2006, n. 160 (G.U. n. 99 del 29-4-2006, in vigore dal 14-5-2006), testo originario: art. 12 (concorsi per le funzioni), art. 45 (incarichi direttivi per quattro anni, rinnovabili per due), art. 51 (classi di anzianità), art. 56 (effetto dal novantesimo giorno dalla pubblicazione); le note di aggiornamento riportano la sospensione disposta dalla legge 269/2006."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c305","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Distinzione di competenze fra i capi degli uffici e i dirigenti amministrativi. Istituzione di ausiliari del giudice","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 5 (strategie/3-4.pdf), p. 54"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato la distinzione di competenze non è entrata in vigore. La legge 25 luglio 2005, n. 150 (art. 2, comma 1, lettera s) ha delegato il governo a ripartire le competenze tra il magistrato capo dell'ufficio giudiziario e il dirigente amministrativo, e il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del decreto in via preliminare il 18 novembre 2005. Il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 è stato però deliberato in via definitiva il 14 luglio 2006 dal governo successivo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2006. Non risultano atti del governo che istituiscano gli «ausiliari del giudice».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-07-25;240","descrizione":"Decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 (Normattiva): preambolo con deliberazione preliminare del 18 novembre 2005 e definitiva del 14 luglio 2006, pubblicazione in GU n. 175 del 29 luglio 2006; competenze di magistrato capo e dirigente amministrativo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c306","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Separazione giudici-pubblici ministeri. Immissione dei magistrati in due ruoli distinti dopo un percorso iniziale comune","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144347id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.4 \"Ordinamento della magistratura\", proposta 6 (strategie/3-4.pdf), p. 54"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge delega 25 luglio 2005, n. 150 ha riformato l'ordinamento giudiziario e il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160 ne ha attuato la parte su accesso e funzioni dei magistrati. La riforma ha distinto le funzioni giudicanti da quelle requirenti: nella domanda per il concorso, che resta unico, il candidato sceglie se accedere ai posti di giudice o di pubblico ministero; il passaggio all'altra funzione è consentito solo entro il terzo anno di esercizio delle prime funzioni, con un concorso per titoli, un corso di formazione e l'assegnazione in un altro distretto, e poi è escluso. Non ha però istituito due ruoli distinti: i magistrati restano in un unico ruolo, con un solo Consiglio superiore della magistratura. Il decreto prevedeva che le sue norme avessero effetto dal novantesimo giorno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 aprile 2006, quindi dopo la fine del mandato. Il governo successivo ne ha sospeso l'efficacia (legge 24 ottobre 2006, n. 269) e lo ha poi modificato con la legge 30 luglio 2007, n. 111.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-07-25;150~art2","descrizione":"Legge 25 luglio 2005, n. 150, art. 2 (Normattiva): comma 1, lettera a), concorso unico con indicazione nella domanda della funzione giudicante o requirente; lettera g), passaggio all'altra funzione solo entro il terzo anno di esercizio, in altro distretto, ed escluso negli altri casi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c308","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Aumento degli organici e creazione di sezioni stralcio a termine garantito","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144340id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.5 \"Giustizia amministrativa\", innovazione 1 (strategie/3-5.pdf), p. 55"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva più organici e sezioni stralcio a termine nella giustizia amministrativa. Le sezioni stralcio (due al Consiglio di Stato, una al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e venticinque ai Tar) erano previste dal decreto-legge 18 maggio 2001, n. 179, adottato prima dell'insediamento del governo e mai convertito in legge, come ha rilevato la Corte costituzionale nel 2002. Non risultano atti del governo che le abbiano istituite. Quanto agli organici dei magistrati amministrativi, l'ultimo aumento consistente era stato disposto dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, con effetto dal 1° gennaio 2001; nel mandato la tabella è stata modificata solo dal decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 354 (art. 6-bis), che ha creato il posto di presidente aggiunto del Consiglio di Stato: un'unità in più.","prova":{"url":"https://www.giustizia-amministrativa.it/documents/20142/32948876/6.+Dotazione+organica+del+personale+di+magistratura.pdf/6ee2cc44-c4e9-f8d6-d015-68ea366f48bc?t=1702638348117","descrizione":"Giustizia amministrativa, scheda «Dotazione organica del personale di magistratura»: la tabella A della legge 186/1982 è stata modificata, tra il 2000 e il 2006, solo dall'art. 14 della legge 205/2000 (aumenti dal 1° gennaio 2001) e dall'art. 6-bis del decreto-legge 354/2003 (nota 33)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c309","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"È necessario un Testo unico del processo","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144340id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.5 \"Giustizia amministrativa\", innovazione 2 (strategie/3-5.pdf), p. 55"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del processo amministrativo nel mandato. La legge di semplificazione approvata nel mandato (legge 29 luglio 2003, n. 229), che delegava il governo a riordinare e codificare diverse materie, non comprendeva il processo amministrativo. Il riordino organico è arrivato dopo, con la legge delega 18 giugno 2009, n. 69 (art. 44) e il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, che ha approvato il Codice del processo amministrativo (GU n. 156 del 7 luglio 2010, in vigore dal 16 settembre 2010). Quel codice è stato dunque opera di un governo successivo.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/processoAmministrativo","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Codice del processo amministrativo: d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, in attuazione dell'art. 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (GU n. 156 del 7 luglio 2010, in vigore dal 16 settembre 2010)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c312","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Una legge quadro deve essere basata su alcuni principi","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144922id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.6 \"Professioni\" (strategie/3-6.pdf), p. 56"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato il Parlamento non ha approvato una legge quadro sulle professioni. La relazione a un disegno di legge presentato il 28 aprile 2006 da senatori della maggioranza uscente (Senato, XV legislatura, n. 9) riconosce che nella XIV legislatura, «pur non essendo mancate iniziative parlamentari e governative», i progetti di riforma «non hanno fatto significativi progressi» e che i contrasti tra le forze politiche «hanno impedito l'approvazione di una legge in materia». Il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 si limita a individuare i principi fondamentali in materia di professioni già desumibili dalle leggi vigenti, per delimitare la competenza legislativa delle Regioni, ed esclude dal suo ambito l'ordinamento degli Ordini, gli albi, il tirocinio e l'esame di Stato.","prova":{"url":"https://www.senato.it/show-doc?id=219507&leg=15&tipodoc=DDLPRES&part=doc_dc-relpres_r","descrizione":"Senato, XV legislatura, disegno di legge n. 9 «Disciplina delle professioni intellettuali» (senatori Pastore e altri, comunicato alla Presidenza il 28 aprile 2006): la relazione illustrativa dà conto dell'esito della XIV legislatura e del d.lgs. 30/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c314","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Liberalizzazione dell'informazione sui servizi secondo regole deontologiche elaborate dagli Ordini","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144922id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.6 \"Professioni\", principio 2 (strategie/3-6.pdf), p. 56"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di liberalizzare l'informazione sui servizi dei professionisti, con regole deontologiche degli Ordini. Non risultano atti del governo che l'abbiano fatto nel mandato. I divieti di pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi sono stati abrogati dall'art. 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, cioè dopo la fine del governo (17 maggio 2006).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-07-04;223@originale~art2","descrizione":"Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, art. 2, testo originario (Normattiva): il comma 1, lettera b, abroga le disposizioni che vietano, anche in parte, la pubblicità di titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzo delle prestazioni professionali; atto successivo alla fine del governo (17 maggio 2006)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c315","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Regolamentazione delle società fra professionisti, con possibilità di soci finanziatori in limiti ristretti","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144922id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/3-6.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 3.6 \"Professioni\", principio 3 (strategie/3-6.pdf), p. 56"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano regolato le società tra professionisti. Il governo ha elaborato ipotesi di riforma delle professioni: una bozza di disegno di legge delega nel novembre 2004 e una riforma presentata agli Ordini nel 2005 e poi tolta dal decreto-legge 35/2005 sulla competitività. Nessuna è diventata legge entro il mandato. Le società interdisciplinari tra professionisti sono state ammesse dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 248/2006, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.odcec.torino.it/public/pagine/1.studi_associati-norma.pdf","descrizione":"Contributo sull'esercizio delle professioni in forma associata (ODCEC Torino): nota 8 sulla bozza di ddl delega del 18 novembre 2004 (Vietti), sulla bozza di riforma Castelli espunta dal decreto-legge 35/2005 e sull'intervento del decreto-legge 223/2006 convertito dalla legge 248/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c318","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Più investimenti e meno vincoli per la ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144455id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", titolo della strategia 4 (strategie/4-1.pdf), p. 57"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva più investimenti per la ricerca. Secondo l'Istat la spesa per ricerca e sviluppo è rimasta all'1,09 per cento del Pil sia nel 2001 sia nel 2005. La spesa delle istituzioni pubbliche e delle università è passata da 6,91 a 7,41 miliardi di euro correnti, il 7,3 per cento in più in quattro anni, mentre la spesa totale, trainata dalle imprese, è cresciuta del 14,9 per cento, all'incirca quanto il Pil: in rapporto al Pil la spesa pubblica e universitaria è quindi diminuita. Nel mandato non risulta l'aumento degli investimenti promesso. La seconda parte della promessa, «meno vincoli», è troppo generica per essere misurata.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2019/03/cap_20.pdf","descrizione":"Istat, «Sommario di statistiche storiche 1861-2010», cap. 20, tavola 20.1: spesa per R&S per settore istituzionale in euro correnti e in percentuale del Pil (1,09% nel 2001 e nel 2005; istituzioni pubbliche e università 2001: 2.493 e 4.418 milioni; 2005: 2.701 e 4.712 milioni)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c319","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sospensione immediata della riforma dei cicli scolastici","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144455id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", proposta 1 (strategie/4-1.pdf), p. 57"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il riordino dei cicli scolastici previsto dalla legge 10 febbraio 2000, n. 30 non è partito dal 1° settembre 2001 nelle prime due classi della scuola elementare: il governo ne aveva annunciato il rinvio nelle dichiarazioni programmatiche e la Corte dei conti aveva mosso rilievi al regolamento che doveva avviarlo. La sospensione è diventata definitiva con la legge 28 marzo 2003, n. 53 (riforma Moratti), che all'art. 7, comma 12, ha abrogato la legge 30/2000. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto», sull'impegno a rinviare l'attuazione della riforma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2003-03-28;53~art7","descrizione":"Legge 28 marzo 2003, n. 53, art. 7 (Normattiva): il comma 12 dispone «La legge 10 febbraio 2000, n. 30, è abrogata» e il comma 13 abroga la legge 9/1999"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c322","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Le famiglie devono poter scegliere liberamente la scuola [...] attraverso l'introduzione del “buono scuola” che sostenga soprattutto le famiglie meno abbienti","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144455id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", proposta 4 (strategie/4-1.pdf), p. 58"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva un «buono scuola» per la libera scelta della scuola, a sostegno soprattutto delle famiglie meno abbienti. La legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2, comma 7) ha previsto un contributo alle famiglie per le spese di frequenza delle scuole paritarie, fino a 30 milioni di euro l'anno dal 2003 al 2005. La legge finanziaria 2004 (legge 350/2003, art. 3, comma 94) ha introdotto un limite di reddito per ottenerlo, poi abrogato dal decreto-legge 35/2005. La stessa legge finanziaria 2004 (comma 111) aveva destinato al buono scuola fino a 100 milioni l'anno dal Fondo per le politiche sociali, ma la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma con la sentenza n. 423 del 2004.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/07/07_cap10.htm","descrizione":"Camera dei deputati, rapporto sull'attività delle commissioni nella XIV legislatura, capitolo «Diritto allo studio»: buono scuola (legge 289/2002, art. 2, comma 7; legge 350/2003, art. 3, commi 94 e 111; sentenza della Corte costituzionale n. 423/2004; decreto-legge 35/2005)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c324","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"progressivo adeguamento delle retribuzioni al livello europeo","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144455id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", proposta 5 (strategie/4-1.pdf), p. 58"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva un progressivo adeguamento degli stipendi degli insegnanti al livello europeo. Secondo l'OCSE, lo stipendio tabellare di un docente di scuola media con 15 anni di anzianità era in Italia di 31.072 dollari a parità di potere d'acquisto nel 2001, contro una media dei paesi OCSE di 31.968 (il 97 per cento). Nel 2005 era di 31.917 dollari, contro una media OCSE di 40.322 (il 79 per cento) e una media di 40.177 dollari per i 19 paesi dell'Unione europea. Il rapporto con la media OCSE è sceso anche per la scuola primaria (dal 95 al 78 per cento) e per la secondaria superiore (dal 93 al 76 per cento). Le due edizioni non sono del tutto confrontabili, perché cambiano i paesi compresi nella media e le parità di potere d'acquisto, ma in tutti i livelli di scuola il divario dalla media non si è ridotto: è aumentato.","prova":{"url":"https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2007/09/education-at-a-glance-2007_g1gh7f6d/eag-2007-en.pdf","descrizione":"OCSE, Education at a Glance 2007, tabella D3.1 «Teachers' salaries (2005)»: stipendi tabellari dei docenti in dollari a parità di potere d'acquisto, Italia e medie OCSE e UE19; dati del 2001 in Education at a Glance 2003, tabella D5.1"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c327","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Occorre promuovere un tavolo di concertazione fra Università e Fondazioni di origine bancaria","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144333id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.2 \"Università\", linea 2 (strategie/4-2.pdf), p. 59"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano indicava la necessità di promuovere un tavolo di concertazione tra Università e Fondazioni di origine bancaria, perché una parte delle risorse delle Fondazioni finanziasse programmi di ricerca. Non risultano atti del governo che abbiano istituito un tavolo di questo tipo nel mandato. Il rapporto annuale dell'associazione delle Fondazioni (ACRI) del 2004 descrive interventi a favore delle università decisi dalle singole Fondazioni, come il ritorno dell'università a Treviso, senza riferimenti a un tavolo o a un protocollo con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.","prova":{"url":"https://www.acri.it/_upload/Pubblicazioni/Rep_2004.pdf","descrizione":"ACRI, «Le Fondazioni di origine bancaria per la sussidiarietà e lo sviluppo», Nono rapporto annuale (sintesi) e Repertorio delle Fondazioni aggiornato al 30 novembre 2004: interventi delle Fondazioni a favore delle università, nessun riferimento a un tavolo di concertazione o a un protocollo con il ministero"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c329","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riconoscimento di un ruolo molto più ampio [...] alle singole Università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144333id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.2 \"Università\", linea 4 (strategie/4-2.pdf), p. 60"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva un ruolo molto più ampio alle singole università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree. Il decreto del ministro dell'istruzione 22 ottobre 2004, n. 270 (GU n. 266 del 12 novembre 2004) ha sostituito il regolamento sull'autonomia didattica del 1999 (decreto 3 novembre 1999, n. 509) e ha ristretto la parte dei crediti che i decreti ministeriali sulle classi possono riservare. Il decreto del 1999 consentiva di riservare fino al 66 per cento dei crediti, distribuiti fra sei tipi di attività; quello del 2004 consente di riservare solo crediti delle attività di base e caratterizzanti, fino al 50 per cento per le lauree e al 40 per cento per le lauree magistrali, salvo i corsi che danno accesso alle professioni. Restano però al ministero le classi, gli obiettivi formativi qualificanti e i crediti minimi, e i decreti sulle nuove classi sono stati adottati solo il 16 marzo 2007, dopo la fine dei governi valutati. L'autonomia degli atenei è stata ampliata, ma le decisioni sulla struttura delle lauree sono rimaste in larga parte al ministero.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.istruzione.universita.ricerca:decreto:2004-10-22;270","descrizione":"Normattiva, decreto 22 ottobre 2004, n. 270 (GU n. 266 del 12 novembre 2004): art. 10, commi 2 e 4, nella versione originale, sul limite dei crediti riservabili dai decreti sulle classi (50 per cento per le lauree, 40 per cento per le attività caratterizzanti delle lauree magistrali, salvo i corsi preordinati alle professioni); art. 11 sui regolamenti didattici di ateneo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c331","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Liberalizzazione delle iniziative imprenditoriali dei docenti e ricercatori","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145031id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.3 \"Ricerca scientifica e innovazione\", proposta 1 (strategie/4-3.pdf), p. 61"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano reso compatibile la partecipazione azionaria con il ruolo di dipendente di università ed enti di ricerca. Il decreto legislativo 297/1999 prevedeva solo il finanziamento delle iniziative di spin-off. Il riordino della docenza della legge 4 novembre 2005, n. 230 non contiene norme sulle società o sull'incompatibilità con l'attività d'impresa. L'eccezione per le società spin-off o start-up universitarie è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 (art. 6, comma 9), dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=2&art.flagTipoArticolo=0&art.codiceRedazionale=011G0009&art.idArticolo=6&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2011-01-14&art.progressivo=0","descrizione":"Legge 30 dicembre 2010, n. 240, art. 6, comma 9 (Gazzetta Ufficiale): l'incompatibilità con commercio e industria fa salva «la possibilità di costituire società con caratteristiche di spin off o di start up universitari»; è la norma che introduce l'eccezione, dopo il mandato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c332","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Incentivazioni di tipo economico per le Università i cui centri di ricerca dimostrino valori di eccellenza scientifica a livello internazionale","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145031id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.3 \"Ricerca scientifica e innovazione\", proposta 2 (strategie/4-3.pdf), p. 61"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha finanziato centri di ricerca universitari selezionati per qualità, ma non ha introdotto un incentivo stabile per gli atenei d'eccellenza. Con il decreto ministeriale 23 novembre 2001, n. 245 il ministero ha avviato il cofinanziamento dei centri di eccellenza della ricerca per il 2001, un programma nato nel 2000. Con il decreto 17 ottobre 2003, n. 193 ha ammesso al cofinanziamento 11 centri di dieci atenei, valutati da una commissione con revisori anonimi, per 17,4 milioni di euro complessivi. Si trattava di progetti di nuovi centri scelti su bando, non di un premio agli atenei in base all'eccellenza internazionale già dimostrata. Una quota del fondo di finanziamento ordinario legata alla qualità della ricerca è stata introdotta solo con il decreto-legge 180/2008.","prova":{"url":"http://web.archive.org/web/20100405070107/http://www.miur.it:80/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/3546Cofina_cf2.htm","descrizione":"Miur, decreto ministeriale 17 ottobre 2003, prot. n. 193/2003, «Cofinanziamento Centri di Eccellenza Bando 2001» (copia d'archivio): richiama il d.m. 245 del 23/11/2001, approva la proposta della commissione e ammette al cofinanziamento 11 centri con punteggio non inferiore a 15/20; allegato con atenei e importi."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c333","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Incentivazioni economiche alle Università che dimostrino capacità di trasferimento tecnologico verso il mondo dell'impresa","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145031id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.3 \"Ricerca scientifica e innovazione\", proposta 3 (strategie/4-3.pdf), p. 62"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano chiedeva incentivi alle università in base alla capacità di trasferimento tecnologico, misurata con brevetti, contratti con le imprese, imprese create da ricercatori e licenze. Non risultano atti dei governi che abbiano legato il finanziamento degli atenei a indicatori di questo tipo: il modello di riparto del fondo di finanziamento ordinario adottato nel 2004 (decreto ministeriale 28 luglio 2004, n. 146) misura la ricerca soprattutto con i progetti PRIN valutati positivamente, e i criteri del 2005 (decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139) destinano le quote di incentivazione ad altri scopi, come la mobilità dei docenti. Il decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (art. 12) ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2005 e 2,5 milioni per il 2006 per cofinanziare fino a dieci uffici di trasferimento tecnologico negli atenei: un sostegno alla loro creazione, assegnato sui progetti presentati, non un premio ai risultati.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2016/http://attiministeriali.miur.it/anno-2004/agosto/dm-05082004-n-262.aspx","descrizione":"MIUR, decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (GU n. 277 del 25 novembre 2004), programmazione del sistema universitario 2004-2006, art. 12: 1,5 milioni (2005) e 2,5 milioni (2006) per cofinanziare «industrial liaison office», assegnati sulle proposte degli atenei, al massimo dieci progetti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c334","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Gli istituti del CNR, dello INFN e dell'ENEA saranno collegati organicamente ai centri universitari di eccellenza","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145031id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.3 \"Ricerca scientifica e innovazione\", proposta 4 (strategie/4-3.pdf), p. 62"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che colleghino «organicamente» gli istituti di CNR, INFN ed ENEA a centri universitari di eccellenza. Il riordino del CNR (decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127) ha previsto strumenti di collaborazione con le università: l'integrazione con le reti della ricerca universitaria, unità di ricerca presso gli atenei sulla base di convenzioni e la mobilità del personale. Il riordino dell'ENEA (decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257) prevede collaborazioni con le università, tramite convenzioni, per la formazione dei ricercatori. Per l'INFN non risultano atti di riordino nel mandato. Nessuno di questi atti lega in modo stabile gli istituti degli enti a centri universitari di eccellenza.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-06-04;127@originale~art12","descrizione":"D.lgs. 4 giugno 2003, n. 127, testo originario (Normattiva): finalità di integrazione con le reti della ricerca universitaria (art. 1, lett. e), unità di ricerca presso le università sulla base di convenzioni (art. 12, comma 2, lett. e), mobilità del personale tra CNR e università (art. 21); nessun collegamento organico degli istituti con centri universitari di eccellenza."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c335","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Avvio di un piano di progressiva deduzione e/o detrazione fiscale dei trasferimenti e/o investimenti in ricerca scientifica","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421145031id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/4-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 4.3 \"Ricerca scientifica e innovazione\", proposta 5 (strategie/4-3.pdf), p. 62"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Nel mandato sono state introdotte tre deduzioni fiscali per la ricerca. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 347-348) ha permesso alle imprese di dedurre dalla base imponibile Irap i costi del personale addetto alla ricerca e sviluppo, dal periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2004. Il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (art. 14, comma 7), convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha reso deducibili senza limiti le erogazioni liberali in denaro a università ed enti di ricerca: per le persone fisiche e per le imprese, per le quali è stato eliminato il tetto del 2 per cento del reddito. La legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, comma 353) ha reso integralmente deducibili i fondi trasferiti dalle società a università ed enti di ricerca per finanziare la ricerca. Le misure riguardano i costi del personale di ricerca e i trasferimenti a università ed enti, non tutti gli investimenti in ricerca.","prova":{"url":"https://www.fiscoetasse.com/index.php/files/1317/circ39e.pdf","descrizione":"Agenzia delle Entrate, circolare 39/E del 19 agosto 2005 (par. 8): art. 14, comma 7, del d.l. 35/2005, con la nuova lettera l-quater dell'art. 10 TUIR e la nuova lettera c) dell'art. 100, comma 2, per le liberalità a università ed enti di ricerca; eliminato il limite del 2 per cento del reddito d'impresa."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c342","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Redigere un Piano energetico nazionale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144831id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/5-2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 1 (strategie/5-2.pdf), p. 65"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano adottato un Piano energetico nazionale. La legge 23 agosto 2004, n. 239 (legge Marzano, GU n. 215 del 13 settembre 2004) ha riordinato il settore. Fissa gli obiettivi generali della politica energetica e attribuisce allo Stato la definizione del «quadro di programmazione di settore» (art. 1, comma 7, lettera b), ma non prevede né adotta un documento denominato piano energetico nazionale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-08-23;239@originale~art1","descrizione":"Legge 23 agosto 2004, n. 239, art. 1, testo originario (Normattiva): obiettivi della politica energetica e funzioni dello Stato, tra cui la definizione del quadro di programmazione di settore (comma 7, lettera b); nessuna previsione di un Piano energetico nazionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c357","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Detassare i trasferimenti di proprietà per l'accorpamento fondiario","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421144740id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strategie/5-3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 9 (strategie/5-3.pdf), p. 66"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2002 (legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 52, comma 21) ha inserito l'art. 5-bis nella legge 97/1994: nei territori delle comunità montane il trasferimento di terreni agricoli a coltivatori diretti e imprenditori agricoli che si impegnano a costituire un «compendio unico» e a coltivarlo per almeno dieci anni è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo. Il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (art. 7) ha esteso l'agevolazione fuori dalle zone montane, inserendo l'art. 5-bis nel d.lgs. 228/2001: il compendio unico può comprendere anche terreni non confinanti e gli onorari notarili sono ridotti a un sesto. L'esenzione vale per i trasferimenti che servono a costituire un compendio unico, cioè un'azienda dell'estensione necessaria a raggiungere il livello minimo di redditività fissato dai piani regionali.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-05-18;228~art5bis","descrizione":"Decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, art. 5-bis (Normattiva), inserito dall'art. 7 del d.lgs. 99/2004: compendio unico, rinvio alle esenzioni dell'art. 5-bis, commi 1 e 2, della legge 97/1994 (inserito dall'art. 52, comma 21, della legge 448/2001) e onorari notarili ridotti a un sesto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c359","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Legge Tremonti Per rilanciare lo sviluppo con la detassazione degli investimenti e delle nuove assunzioni di lavoratori","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 1 \"Legge Tremonti\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 70"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano annunciava una legge Tremonti per detassare gli investimenti e le nuove assunzioni. La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (art. 4, la cosiddetta Tremonti-bis) ha escluso dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali eccedenti la media dei cinque periodi d'imposta precedenti, ma non prevede incentivi alle assunzioni. Per le assunzioni il governo non ha introdotto una nuova detassazione: esisteva già il credito d'imposta della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 7), pari a 800.000 lire al mese per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Il decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209 lo ha limitato per il secondo semestre del 2002, e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 63) lo ha prorogato fino al 2006 riducendone l'importo a 100 euro, o 150 per gli assunti sopra i 45 anni, entro un limite di spesa di 125 milioni di euro l'anno. La scheda corrispondente di «Il conto», che riguarda solo il reinvestimento degli utili d'impresa, è «mantenuta»; qui la promessa comprendeva anche le assunzioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-10-18;383~art4","descrizione":"Legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4 «Detassazione del reddito di impresa e di lavoro autonomo reinvestito» (Normattiva); credito per le assunzioni: legge 388/2000, art. 7, decreto-legge 209/2002, art. 2, e legge 289/2002, art. 63 (testi originari su Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c360","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Azzeramento della tassa sulle successioni e sulle donazioni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 2 (piano_opere/fase1.pdf), p. 70"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001, in vigore dal 25 ottobre) ha soppresso l'imposta sulle successioni e donazioni (art. 13, comma 1). La scadenza dell'Agenda era il primo anno di governo (giugno 2002) ed è stata rispettata. Per le donazioni a persone diverse dal coniuge e dai parenti fino al quarto grado, sulla parte della quota oltre 350 milioni di lire si applicavano le imposte previste per i trasferimenti a titolo oneroso. L'imposta è stata reintrodotta solo dopo il mandato, con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-10-18;383@originale~art13","descrizione":"Legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 13 (Normattiva): «L'imposta sulle successioni e donazioni è soppressa»; vigore dal 25 ottobre 2001"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c362","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Blocco istantaneo [...] della riforma universitaria","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 3 (piano_opere/fase1.pdf), p. 70"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La riforma degli ordinamenti didattici universitari (decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, il «3+2») non è stata bloccata: secondo l'ISTAT è entrata in vigore con l'anno accademico 2001-2002, cioè nel primo anno di governo. Il governo l'ha poi rivista con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 (Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004, in vigore dal 27 novembre 2004), che sostituisce il d.m. 509/1999 ma ne conserva l'impianto su due livelli, laurea e laurea magistrale. Non risultano atti di sospensione della riforma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.universita.e.ricerca:decreto:2004-10-22;270~art13","descrizione":"Normattiva, d.m. 22 ottobre 2004, n. 270, art. 13: il decreto «sostituisce» il d.m. 509/1999; l'art. 3 mantiene i due titoli, laurea e laurea magistrale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c363","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Legge obiettivo Per migliorare la vita dei cittadini realizzando le nuove opere pubbliche necessarie","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 4 \"Legge obiettivo\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 70"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2001 ed entrata in vigore l'11 gennaio 2002, ha delegato il Governo a disciplinare la realizzazione delle infrastrutture strategiche. È stata approvata sei mesi dopo l'insediamento del governo (11 giugno 2001). Il CIPE ha approvato il primo programma delle opere con la delibera 121 del 21 dicembre 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-21;443","descrizione":"Legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Normattiva): «Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici», GU n. 299 del 27 dicembre 2001, in vigore dall'11 gennaio 2002"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c364","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Contratto di lavoro europeo Per convergere con l'Europa in materia di contratti di lavoro, garanzie, flessibilità, mobilità, partecipazione","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 5 \"Contratto di lavoro europeo\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 70"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva una riforma dei contratti di lavoro per avvicinarli all'Europa in termini di garanzie, flessibilità, mobilità e partecipazione. Sulla flessibilità e sulla mobilità il governo ha agito: il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 ha recepito la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, e la legge delega 14 febbraio 2003, n. 30 con il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ha introdotto la somministrazione di lavoro, il lavoro intermittente, il lavoro a progetto e il lavoro ripartito. Sulle garanzie l'intervento è stato limitato: il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 ha aumentato l'indennità di disoccupazione solo per il 2005 e il 2006, e non risulta approvata una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali. Sulla partecipazione dei lavoratori c'è solo il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 188, che recepisce la direttiva sulla Società europea.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-09-10;276","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (attuazione delle deleghe della legge 30/2003 su occupazione e mercato del lavoro): somministrazione, lavoro intermittente, ripartito, a tempo parziale, apprendistato, lavoro a progetto; l'aumento temporaneo dell'indennità di disoccupazione è nell'art. 13 del decreto-legge 35/2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c365","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per riportare nella legalità, in base ad un preciso e conveniente piano di “rientro”, una parte rilevante dell'economia","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 6 \"Riemersione del sommerso\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"in parte","motivazione":"Il piano di emersione è stato adottato: la legge 18 ottobre 2001, n. 383 ha consentito agli imprenditori di far emergere il lavoro irregolare con una dichiarazione di emersione. Per tre periodi d'imposta l'aumento di reddito dichiarato era tassato con un'imposta sostitutiva di Irpef, Irpeg e Irap del 10, 15 e 20 per cento, con una contribuzione sostitutiva dell'8, 10 e 12 per cento sui redditi di lavoro emersi. I termini sono stati poi prorogati e il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre 2002, n. 266, ha affidato a comitati provinciali i piani di emersione progressiva. I risultati sono stati modesti: rispondendo a un'interrogazione alla Camera il 18 marzo 2003, il governo ha riferito che la fase di emersione progressiva si era chiusa con circa 900 piani individuali, e ha indicato come possibile effetto indiretto della campagna oltre 270.000 nuove posizioni lavorative, senza poterle attribuire con certezza all'emersione. Il piano promesso è stato quindi attuato, ma non risulta che abbia riportato nella legalità una parte rilevante dell'economia.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200303/0318/html/11/allegato.htm","descrizione":"Camera dei deputati, XI Commissione, seduta del 18 marzo 2003, allegato 1: risposta del governo all'interrogazione 5-01773 sull'emersione del lavoro sommerso (legge 383/2001, decreto-legge 210/2002, circa 900 piani individuali di emersione progressiva, oltre 270.000 nuove posizioni lavorative come possibile effetto indiretto)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c366","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per rendere libera, senza più obbligo di ottenere “permessi” o “concessioni”, la ristrutturazione interna alle case, ai negozi, ai laboratori","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 7 \"Padroni a casa nostra\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva di rendere liberi, senza permessi né concessioni, i lavori interni di case, negozi e laboratori che non toccano muri portanti, volumi ed esterni. Questi lavori non richiedevano concessioni già prima del 2001: dal 1996 bastava una denuncia di inizio attività. Non risultano atti del governo che li abbiano resi liberi da ogni adempimento. La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (art. 1, comma 6) ha esteso la denuncia di inizio attività alle ristrutturazioni più pesanti, e nel testo unico dell'edilizia (d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) vigente nel 2006 l'attività libera comprendeva solo la manutenzione ordinaria, l'eliminazione di alcune barriere architettoniche e le opere temporanee di ricerca nel sottosuolo (art. 6); gli altri interventi minori restavano soggetti a denuncia di inizio attività (art. 22).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2001-06-06;380~art22!vig=2006-01-01","descrizione":"D.P.R. 380/2001 (Normattiva, testo vigente al 1° gennaio 2006), art. 22, comma 1: sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività gli interventi non riconducibili agli artt. 10 e 6; l'art. 6, nello stesso periodo, elenca come eseguibili senza titolo solo manutenzione ordinaria, eliminazione di barriere architettoniche e opere temporanee di ricerca nel sottosuolo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c367","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Proroga delle agevolazioni fiscali per l'edilizia","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 7 \"Padroni a casa nostra\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano prevedeva la proroga delle agevolazioni fiscali per l'edilizia. L'art. 9 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002) ha esteso alle spese sostenute nel 2002 la detrazione Irpef del 36 per cento per il recupero del patrimonio edilizio, ripartita in dieci quote annuali. Ha applicato l'incentivo anche agli acquirenti di abitazioni in interi fabbricati ristrutturati da imprese e cooperative edilizie entro il 31 dicembre 2002 e ha prorogato allo stesso termine l'IVA agevolata per gli interventi di recupero edilizio. Le agevolazioni sono state quindi prorogate.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-28;448~art9@originale","descrizione":"Normattiva, legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 9, testo originario: detrazione del 36 per cento per le spese di recupero edilizio del 2002 (comma 1), estensione agli interventi su interi fabbricati eseguiti entro il 31 dicembre 2002 (comma 2) e proroga al 31 dicembre 2002 del termine dell'art. 7 della legge 488/1999 (comma 3)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c370","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per realizzare “portali” su cui domanda ed offerta di lavoro si incrocino liberamente senza l'intermediazione degli uffici di collocamento","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 9 \"New Economy\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva «portali» in cui domanda e offerta di lavoro si incrociassero senza passare dagli uffici di collocamento. Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 15 e 16) ha istituito la borsa continua nazionale del lavoro, un sistema telematico di nodi regionali aperto a lavoratori, imprese e operatori pubblici e privati. Il decreto ministeriale 13 ottobre 2004 (GU n. 262 dell'8 novembre 2004) ne ha fissato standard tecnici e flussi informativi. Il 29 ottobre 2005 la Regione Siciliana ha annunciato di aver firmato la convenzione per aderire, con una fase sperimentale in partenza nei giorni successivi e l'entrata a regime prevista entro la fine dell'anno. Non si è potuto verificare che la borsa fosse pienamente operativa in tutto il Paese prima della fine del mandato.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2004/20041013_DI.pdf","descrizione":"Decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro per l'innovazione, 13 ottobre 2004 (GU n. 262 dell'8 novembre 2004): standard tecnici e rete di nodi regionali della borsa continua nazionale del lavoro, libero accesso di lavoratori e datori di lavoro"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c371","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Detassazione del “venture capital”","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 9 \"New Economy\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"in parte","motivazione":"L'Agenda del Piano prevedeva la detassazione del venture capital entro il primo anno di governo, cioè entro l'11 giugno 2002. Entro quella data non risultano atti del governo in materia. Con l'articolo 12 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 il governo ha ridotto dal 12,5 al 5 per cento l'imposta sostitutiva sui fondi e sulle società di investimento che investono almeno due terzi dell'attivo in azioni quotate di piccole e medie società. La Banca d'Italia lo descrive come un primo passo verso incentivi fiscali al venture capital, rivolto però solo a un segmento del settore; nel 2005 la Commissione europea l'ha giudicato un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune. Dal 2004 la riforma dell'imposta sulle società (decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344) ha reso in larga parte esenti le plusvalenze su partecipazioni realizzate dalle società, ma si tratta di una regola generale, non di una misura per il venture capital. Incentivi fiscali specifici per il finanziamento delle nuove imprese sono stati introdotti nel 2008 e nel 2011.","prova":{"url":"https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2013-0167/QEF_167.pdf","descrizione":"Banca d'Italia, Questioni di economia e finanza n. 167 (2013), «The new framework for the taxation of venture capital in Italy», par. 2.1: primo incentivo nel 2003 (art. 12 del d.l. 269/2003, aliquota del 5 per cento per i fondi specializzati in azioni quotate di piccole e medie società), giudicato aiuto di Stato dalla Commissione europea (decisione del 6 settembre 2005); incentivi specifici successivi nel 2008 e nel 2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c372","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Detassazione e incentivi per richiamare i giovani laureati italiani che lavorano all'estero","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 9 \"New Economy\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva detassazione e incentivi per far rientrare i giovani laureati italiani che lavorano all'estero. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 3), convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha reso imponibile solo per il 10 per cento, nell'anno del rientro e nei due successivi, il reddito dei ricercatori laureati che, dopo almeno due anni di ricerca all'estero presso università o centri di ricerca, venivano a lavorare in Italia, e lo ha escluso dall'IRAP. La legge 4 novembre 2005, n. 230 (art. 1, comma 9) ha consentito alle università di coprire fino al 10 per cento dei posti di professore con la chiamata diretta di studiosi stranieri o italiani impegnati all'estero. Le due misure riguardano solo ricercatori e docenti: un'agevolazione fiscale più ampia per i lavoratori laureati che rientrano è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 238, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art3","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, art. 3 «Incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all'estero»: redditi imponibili per il 10 per cento ed esclusi dall'IRAP nell'anno del rientro e nei due successivi, per i ricercatori laureati con almeno due anni di attività di ricerca documentata all'estero"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c374","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"La proprietà delle “invenzioni” realizzate nelle Università e nei laboratori pubblici deve essere degli inventori","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 10 \"Le invenzioni sono degli inventori\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 72"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'art. 7 della legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001) ha inserito nel regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127 l'art. 24-bis: quando il rapporto di lavoro è con un'università o con una pubblica amministrazione che fa ricerca, il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti sull'invenzione brevettabile di cui è autore. All'inventore spetta almeno il 50 per cento dei proventi; se l'ente non decide diversamente, a questo va il 30 per cento, vicino al terzo indicato nel Piano. La proprietà delle invenzioni è stata quindi attribuita agli inventori.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=7&art.versione=1&art.codiceRedazionale=001G0438&art.dataPubblicazioneGazzetta=2001-10-24&art.idGruppo=3&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=0","descrizione":"Legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 7 (Gazzetta Ufficiale): nuovo art. 24-bis, titolarità esclusiva del ricercatore; al comma 3 l'inventore ha diritto ad almeno il 50% dei proventi e all'ente spetta il 30% se non decide diversamente (come riportato nel dossier del Servizio studi della Camera)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c375","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per riformare, sulla base del testo già discusso in Parlamento, la legislazione societaria","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 11 \"Nuovo diritto societario\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 72"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La riforma del diritto societario è stata varata dal governo nel mandato. La legge di delega 3 ottobre 2001, n. 366 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre 2001. In sua attuazione il decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61 ha riscritto gli illeciti penali e amministrativi riguardanti le società, e il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, pubblicato il 22 gennaio 2003, ha riformato in modo organico la disciplina delle società di capitali e delle cooperative, in vigore dal 1° gennaio 2004.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-01-17;6","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6: riforma organica della disciplina delle società di capitali e cooperative (GU n. 17 del 22 gennaio 2003, s.o. n. 8, in vigore dal 1° gennaio 2004), in attuazione della legge 366/2001."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c376","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Avvio del processo di devoluzione alle Regioni di maggiori competenze","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 12 \"Devoluzione\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 73"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato al Senato il 26 febbraio 2002 il disegno di legge costituzionale A.S. 1187 sulla «devoluzione», che dava alle Regioni la competenza legislativa esclusiva su assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica e polizia locale. Approvato in prima deliberazione dal Senato (5 dicembre 2002) e dalla Camera (14 aprile 2003), il testo è confluito nella riforma della seconda parte della Costituzione, che il Parlamento ha approvato in via definitiva il 16 novembre 2005 (GU n. 269 del 18 novembre 2005). La riforma è stata poi respinta dal referendum del 25-26 giugno 2006, dopo la fine del mandato, e non è entrata in vigore. La promessa chiedeva l'avvio del processo, che è avvenuto: per questo l'esito è diverso da quello della scheda corrispondente di «Il conto», dove il governo prometteva di imprimere una «svolta federalista».","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0086.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul referendum costituzionale del 2006: ddl del governo A.S. 1187 presentato il 26 febbraio 2002, prime deliberazioni del Senato (5 dicembre 2002) e della Camera (14 aprile 2003), devoluzione nella riforma A.S. 2544, seconde deliberazioni del 20 ottobre e 16 novembre 2005, GU n. 269 del 18 novembre 2005, esito del referendum"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c377","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Per far crescere il Sud grazie ad un piano di aiuti fiscali pienamente compatibile con le normative europee","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 1 \"Aiuti fiscali al Sud\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"in parte","motivazione":"L'Agenda di governo prevedeva un piano di aiuti fiscali al Sud, compatibili con le norme europee, entro il primo anno, cioè entro giugno 2002. Nei primi anni sono rimaste in vigore agevolazioni già esistenti, come il credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate della legge 388/2000, sottoposto a controlli più stretti dalla legge 289/2002 (art. 62). Una misura fiscale differenziata per il Sud è arrivata solo con la legge 311/2004 e con l'art. 11-ter del decreto-legge 35/2005, aggiunto dalla legge 80/2005, che ha quintuplicato nelle aree della deroga 87.3.a la deduzione Irap per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. La Commissione europea l'ha ritenuta compatibile con la decisione del 7 dicembre 2005. L'atto è dunque di quasi tre anni dopo la scadenza indicata e riguarda solo le nuove assunzioni.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap22_sch05.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, rapporto sull'attività della XIV legislatura, «La fiscalità di vantaggio»: legge 311/2004 (art. 1, comma 347) modificata dall'art. 11-ter del DL 35/2005, deduzione Irap quintuplicata nelle aree della deroga 87.3.a e triplicata in quelle della deroga 87.3.c; applicazione subordinata all'approvazione della Commissione europea, arrivata con la decisione del 7 dicembre 2005."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c378","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Avvio del piano di costruzione di nuove opere pubbliche","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 2 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il piano di nuove opere pubbliche è stato avviato entro il primo anno di governo, come prevedeva l'Agenda. La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), approvata poco più di sei mesi dopo l'insediamento del governo (11 giugno 2001), ha previsto un programma di infrastrutture strategiche. Lo stesso giorno il CIPE, con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (supplemento alla G.U. n. 68 del 21 marzo 2002), ha approvato il primo programma, con un elenco di opere per Regione. La promessa riguarda l'avvio del piano, non la realizzazione delle opere.","prova":{"url":"https://www.terzovalico.it/static/upload/del/delibera-cipe-n121-211220011.pdf","descrizione":"CIPE, delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (supplemento alla G.U. n. 68 del 21-3-2002), «Legge obiettivo: 1° Programma delle infrastrutture strategiche»: premesse sulla legge 443/2001 e allegati con le opere per Regione."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c380","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Esclusi i casi umanitari, entra in Italia solo chi vuole lavorare [...] con in mano un contratto di lavoro","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 3 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 30 luglio 2002, n. 189 (Bossi-Fini), in vigore dal 10 settembre 2002, ha legato l'ingresso per lavoro subordinato a un contratto. Il datore di lavoro chiede allo sportello unico per l'immigrazione il nulla osta nominativo e presenta la proposta di contratto di soggiorno (art. 22 del testo unico sull'immigrazione, riscritto dall'art. 18); il lavoratore entra con il visto e firma il contratto entro otto giorni. Il contratto di soggiorno (art. 5-bis del testo unico, inserito dall'art. 6) deve garantire l'alloggio al lavoratore e le spese di viaggio per il rientro, altrimenti non vale per il rilascio del permesso di soggiorno.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-30;189~art6","descrizione":"Legge 30 luglio 2002, n. 189, art. 6 (Normattiva): art. 5-bis del testo unico, contratto di soggiorno per lavoro subordinato stipulato presso lo sportello unico"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c381","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Detassazione degli aiuti indirizzati nei Paesi di origine dell'immigrazione","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 3 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 30 luglio 2002, n. 189 (art. 1, in vigore dal 10 settembre 2002) ha esteso la detrazione e la deduzione fiscale alle erogazioni a favore di iniziative umanitarie, religiose o laiche nei Paesi non appartenenti all'OCSE, gestite da enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio. La norma è arrivata dopo il primo anno di governo, scadenza indicata nell'Agenda (giugno 2002). Non si tratta inoltre di una detassazione generale degli aiuti ai Paesi d'origine dell'immigrazione, ma di un'agevolazione per le erogazioni a iniziative nei Paesi non OCSE.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-07-30;189~art1","descrizione":"Legge 30 luglio 2002, n. 189, art. 1 «Cooperazione con Stati stranieri» (Normattiva): modifiche agli artt. 13-bis e 65 del Tuir per le erogazioni a iniziative umanitarie nei Paesi non OCSE"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c383","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"privatizzazione delle reti di distribuzione (di luce, acqua, gas, ecc.)","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 4 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano indicava la privatizzazione delle reti di distribuzione di luce, acqua e gas. Non risultano atti del governo che le abbiano privatizzate; per i servizi pubblici locali la legge è andata nella direzione opposta. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 35) ha riscritto dal 1° gennaio 2002 l'art. 113 del testo unico degli enti locali: gli enti locali non possono cedere la proprietà di impianti e reti dei servizi pubblici e possono conferirla solo a società di cui detengono la maggioranza, che è incedibile. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14) ha poi ammesso il conferimento solo a società a capitale interamente pubblico, escludendo da queste regole i settori dell'energia elettrica e del gas, che restano disciplinati dalle loro leggi; anche per quelle reti di distribuzione non risultano privatizzazioni decise dal governo. Le quotazioni in Borsa di Snam Rete Gas (dicembre 2001) e di Terna (giugno 2004) hanno riguardato le reti nazionali di trasporto del gas e di trasmissione dell'elettricità, non quelle di distribuzione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267~art113!vig=2002-06-01","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 113 nel testo sostituito dall'art. 35 della legge 448/2001, in vigore dal 1° gennaio 2002 al 25 novembre 2003: divieto per gli enti locali di cedere la proprietà delle reti (comma 2) e conferimento solo a società a maggioranza pubblica incedibile (comma 13); modifiche del decreto-legge 269/2003, art. 14"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c386","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"In occasione della conversione della lira nell'euro, un piano di attrazione in Italia di capitali esteri e di incentivazione al rientro","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 4 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha attuato la parte sul rientro dei capitali. Il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, ha introdotto il rimpatrio dei capitali detenuti all'estero (art. 12). Chi rimpatriava attività finanziarie nel periodo tra il 1° novembre 2001 e il 28 febbraio 2002 pagava il 2,5 per cento del valore, oppure poteva sottoscrivere titoli di Stato per il 12 per cento. L'art. 14 estingueva sanzioni amministrative e tributarie ed escludeva la punibilità per alcuni reati tributari. La misura è stata adottata prima della conversione della lira nell'euro (1° gennaio 2002), nel termine del primo anno. Riguardava però i contribuenti residenti in Italia: non risultano atti del governo che, in occasione della conversione, abbiano previsto un piano per attrarre in Italia capitali di investitori esteri.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2001-09-25;350!vig=2001-12-15~art12","descrizione":"D.l. 25 settembre 2001, n. 350, art. 12 nel testo vigente dopo la conversione con legge 23 novembre 2001, n. 409: rimpatrio delle attività finanziarie detenute all'estero dai contribuenti residenti, con versamento del 2,5 per cento o sottoscrizione di titoli di Stato per il 12 per cento, nel periodo 1° novembre 2001 - 28 febbraio 2002"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c387","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Integrazione sino ad un milione di reddito complessivo delle pensioni minime","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 5 (piano_opere/fase1.pdf), p. 75"},"esito":"in parte","motivazione":"Dal 1° gennaio 2002 la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 38) ha garantito un reddito proprio di 516,46 euro al mese per tredici mensilità (un milione di lire) ai pensionati con almeno 70 anni (soglia ridotta fino a cinque anni in base ai contributi) e agli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi civili assoluti con almeno 60 anni. Il beneficio è arrivato entro il primo anno di governo, ma vale solo sotto soglie di reddito personale e coniugale e non per tutte le pensioni minime. Per la stessa misura la scheda corrispondente di «Il conto» dà l'esito «in parte».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-12-28;448~art38","descrizione":"Normattiva, legge 448/2001, art. 38: importo di 516,46 euro mensili, requisiti di età (commi 1, 3 e 4) e limiti di reddito (comma 5), in vigore dal 1° gennaio 2002"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c388","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Avvio, sulla base del trattamento di fine rapporto (TFR), della previdenza complementare attraverso il lancio dei fondi pensione “aperti”","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 5 (piano_opere/fase1.pdf), p. 75"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva di avviare la previdenza complementare finanziata con il TFR, con il lancio dei fondi pensione aperti, che esistevano già dal d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124. La legge 23 agosto 2004, n. 243 ha delegato il Governo a prevedere il conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari, salva diversa volontà del lavoratore, e a favorire le adesioni collettive ai fondi aperti. La delega è stata attuata con il d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 (GU n. 289 del 13 dicembre 2005), che all'art. 8 regola il conferimento del TFR ai fondi, esplicito o tacito. Il decreto però entrava in vigore il 1° gennaio 2008; la data è stata anticipata al 1° gennaio 2007 dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo la fine del governo. Nel mandato la riforma è stata quindi adottata, ma il conferimento del TFR ai fondi non è partito.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-12-05;252@originale~art23","descrizione":"D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, art. 23, testo originario (Normattiva): entrata in vigore il 1° gennaio 2008, salvo alcuni articoli; il testo vigente indica che la data è stata anticipata al 1° gennaio 2007 dalla legge 296/2006. L'art. 8, comma 7, disciplina il conferimento del TFR alle forme complementari, esplicito o tacito"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c389","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Incentivi alla natalità ed alla realizzazione di asili nido","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 5 (piano_opere/fase1.pdf), p. 75"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo ha introdotto incentivi sia per gli asili nido sia per la natalità. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (articolo 70) ha istituito un fondo per gli asili nido, con 50 milioni di euro per il 2002, 100 per il 2003 e 150 per il 2004, mutui della Cassa depositi e prestiti ai Comuni per costruirli e deduzioni per le spese dei micro-nidi e dei nidi nei luoghi di lavoro. La legge 311/2004 ha poi soppresso il fondo, facendone confluire le risorse nel finanziamento delle Regioni. Per la natalità, l'articolo 21 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 ha concesso 1.000 euro per ogni figlio secondo o successivo nato o adottato tra il 1° dicembre 2003 e il 31 dicembre 2004, e la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (commi 331 e 332) lo ha esteso a tutti i nati del 2005 e ai secondi figli nati nel 2006, per le famiglie con reddito fino a 50.000 euro.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art21","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, art. 21: assegno di 1.000 euro per i figli secondi o successivi nati o adottati dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004; il fondo per gli asili nido è nell'art. 70 della legge 448/2001, l'estensione dell'assegno ai nati del 2005 e del 2006 nei commi 331-332 della legge 266/2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c395","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Progressiva eliminazione dell'assurdo costituito da un'imposta come l'IRAP","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 6 (piano_opere/fase1.pdf), p. 75"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato dei governi Berlusconi II e III l'Irap è rimasta in vigore con la stessa aliquota ordinaria, il 4,25 per cento. La legge delega fiscale 7 aprile 2003, n. 80 (articolo 8) prevedeva la graduale eliminazione dell'imposta, a partire dal costo del lavoro, con decreti legislativi da adottare entro due anni, cioè entro il 3 maggio 2005: per l'Irap non risultano decreti adottati. Le leggi finanziarie hanno introdotto solo deduzioni mirate. Quella per il 2003 ha aumentato le deduzioni per i contribuenti con base imponibile bassa e pochi dipendenti. Quella per il 2005 (legge 311/2004) ha aggiunto deduzioni per il personale addetto alla ricerca, per le imprese più piccole e, per tre anni, per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L'aliquota ordinaria è stata ridotta al 3,9 per cento solo dal 2008. La scheda corrispondente di «Il conto», sull'abolizione in tre anni dell'Irap sul lavoro annunciata nel 2005, è «non valutabile» perché quel traguardo cadeva dopo la fine del governo; questa promessa non ha una scadenza e vale per l'intero mandato.","prova":{"url":"https://www.fiscoetasse.com/index.php/files/1260/circolare-13-2005.pdf","descrizione":"Agenzia delle entrate, circolare n. 13/E del 5 aprile 2005 «Modifiche alla disciplina dell'IRAP» (copia del testo): richiama la graduale eliminazione prevista dall'articolo 8 della legge 80/2003 ed elenca gli interventi adottati, cioè le deduzioni della finanziaria 2003 (art. 5 della legge 289/2002), del decreto-legge 269/2003 e della finanziaria 2005 (art. 1, commi 347-348, della legge 311/2004)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c398","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Costituzione ed avvio del lavoro delle commissioni incaricate della riforma dei Codici e della redazione dei nuovi Testi unici","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191451id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase1.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 8 (piano_opere/fase1.pdf), p. 76"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Le commissioni per la riforma dei codici sono state costituite e hanno avviato i lavori. Il 4 luglio 2002, in Commissione Giustizia della Camera, il ministro della Giustizia Castelli ha riferito che il ministero aveva costituito commissioni di studio per la riforma del codice penale, per uno schema di legge delega sul processo civile, per la riforma della legge fallimentare e per la magistratura onoraria. Nella stessa seduta ha annunciato l'avvio imminente della commissione per il codice di procedura penale.","prova":{"url":"https://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/stencomm/02/audiz2/2002/0704/pdf001.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, II Commissione, comunicazioni del ministro della Giustizia, seduta del 4 luglio 2002: il ministero «ha dato il via alla costituzione di apposite commissioni di studio per la riforma integrale dei codici» (codice penale, processo civile, legge fallimentare, magistratura onoraria); a breve la commissione per il codice di procedura penale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c399","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"attuazione della nostra riforma e del nostro “Piano per la scuola e per l'alfabetizzazione digitale”","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 1 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano prometteva l'attuazione della riforma della scuola e del piano per l'alfabetizzazione digitale. La riforma è stata approvata con la legge 28 marzo 2003, n. 53; per il primo ciclo il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 ha avviato le prime due classi della scuola primaria nell'anno 2003-2004 e le altre dal 2004-2005. Per il secondo ciclo il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 ha fissato l'avvio delle prime classi dall'anno 2007-2008, dopo la fine dei governi valutati. Sulla parte digitale non risulta un atto specifico; la scheda corrispondente di «Il conto», sul collegamento a Internet delle scuole, è «in parte».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-02-19;59~art13","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, art. 13: avvio del nuovo ordinamento della scuola primaria dall'anno scolastico 2003-2004 (prime due classi) e 2004-2005 (le altre)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c400","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Piena autonomia delle Università","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 1 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva la piena autonomia delle università, che avevano già un'autonomia statutaria e finanziaria in base alla legge 9 maggio 1989, n. 168. Nel mandato il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 ha modificato il regolamento sull'autonomia didattica degli atenei, riordinando lauree e lauree magistrali. La legge 4 novembre 2005, n. 230 ha riformato lo stato giuridico di professori e ricercatori e, per i professori, ha sostituito le valutazioni comparative bandite dagli atenei con un'idoneità scientifica nazionale, regolata poi dal decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164: una parte del reclutamento è stata quindi accentrata. Non risultano atti del governo che abbiano ampliato l'autonomia statutaria, organizzativa o finanziaria delle università.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-11-04;230","descrizione":"Normattiva, legge 4 novembre 2005, n. 230, GU n. 258 del 5 novembre 2005: art. 1, comma 6 (per professori ordinari e associati solo le procedure di idoneità scientifica nazionale) e comma 22 (abrogazione degli artt. 1 e 2 della legge 210/1998 sulle valutazioni comparative degli atenei)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c402","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Riforma e velocizzazione del processo civile","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 2 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"in parte","motivazione":"L'Agenda prevedeva la riforma e la velocizzazione del processo civile entro il secondo anno di governo, cioè entro l'11 giugno 2003. Nel termine il governo ha approvato il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, in vigore dal 2004, che ha introdotto un rito più rapido, ma solo per le controversie societarie, bancarie e finanziarie. La riforma del processo ordinario di cognizione è arrivata dopo la scadenza: il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha riscritto gli articoli 180, 183 e 184 del codice di procedura civile (trattazione orale, prima udienza, preclusioni). La stessa legge ha delegato il governo a riformare il giudizio di cassazione e l'arbitrato, e la delega è stata attuata con il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 40. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla revisione dei codici.","prova":{"url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/Legg/Legge-14-maggio-2005-n-80.pdf","descrizione":"Legge 14 maggio 2005, n. 80 (testo): modifiche al codice di procedura civile (art. 2 del d.l. 35/2005, tra cui nuovi articoli 180, 183 e 184) e delega al governo per cassazione e arbitrato, attuata con il d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c403","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Emanazione di un “Codice agrario”","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 3 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano prometteva l'emanazione di un Codice agrario. La legge 7 marzo 2003, n. 38 ha delegato il governo al riassetto delle norme su agricoltura, pesca e foreste anche in un codice agricolo (art. 1, comma 3), con termine prorogato fino al 15 maggio 2006. Nel mandato il governo ha emanato i decreti legislativi di modernizzazione del settore (tra cui il d.lgs. 99/2004 e il d.lgs. 101/2005), ma non risulta alcun decreto che istituisca il codice. Il Servizio studi della Camera descrive nel gennaio 2010 il «codice dell'attività agricola» (schema di d.lgs. n. 164, art. 14 della legge 246/2005) come il primo concreto tentativo di riordino del settore: è quindi opera di un governo successivo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/Ag0118.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, dossier del 19 gennaio 2010 sullo schema di d.lgs. n. 164 («codice dell'attività agricola», art. 14 L. 246/2005): presenta il riordino come primo concreto tentativo di semplificazione della normativa agricola"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c404","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Emanazione [...] di un “Codice ambientale”","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 3 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il «Codice ambientale» è stato emanato con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, «Norme in materia ambientale» (GU n. 88 del 14 aprile 2006, supplemento ordinario n. 96), in attuazione della delega della legge 15 dicembre 2004, n. 308. Il decreto, chiamato comunemente «Codice dell'ambiente», riunisce in un solo testo le norme su valutazioni ambientali, difesa del suolo e tutela delle acque, rifiuti e bonifiche, tutela dell'aria e danno ambientale. È stato adottato nel mandato, poche settimane prima della fine del governo (17 maggio 2006).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152","descrizione":"Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, «Norme in materia ambientale» (Normattiva): GU n. 88 del 14 aprile 2006, S.O. n. 96; in vigore dal 29 aprile 2006 (Parte seconda dal 12 agosto 2006)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c405","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Cantierizzazione delle principali opere pubbliche previste dal Piano","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191248id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase2.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 2 \"Entro il secondo anno\", punto 4 (piano_opere/fase2.pdf), p. 77"},"esito":"in parte","motivazione":"Il piano delle grandi opere è stato adottato con la legge obiettivo (legge 443/2001) e la delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001, ma nel mandato i cantieri sono stati aperti solo per una parte delle opere. Il CIPE ha adottato 95 delibere sulle opere del programma fino al 30 aprile 2005 (16 nel 2002, 25 nel 2003, 44 nel 2004, 10 nei primi mesi del 2005). Tra le opere con lavori avviati nel mandato c'erano il sistema MO.S.E. di Venezia e il 5° macrolotto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006, sei mesi dopo la fine del governo, delle 137 opere approvate dal CIPE 25 avevano lavori in corso e 4 erano ultimate, mentre 68 erano ancora in progettazione: le principali opere del Piano erano in gran parte ancora da cantierare.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007): delibere CIPE per anno (tab. 2), stato delle 137 opere deliberate al 30 novembre 2006 (tab. 3) e schede del MO.S.E. e della Salerno-Reggio Calabria."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c408","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Emanazione del “Codice fiscale” col passaggio da migliaia e migliaia di leggi fiscali ad un solo Codice","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191417id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase3.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 3 \"Entro il terzo anno\", punto 3 (piano_opere/fase3.pdf), p. 78"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge delega 7 aprile 2003, n. 80 (art. 2) ha autorizzato il governo ad adottare un decreto legislativo con il «codice fiscale» entro il 3 maggio 2005. Il codice non è stato adottato né entro quella data né entro la fine del mandato (17 maggio 2006): l'elenco ufficiale delle deleghe pubblicato dal Parlamento registra, per la legge 80/2003, solo il decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 sull'imposta sulle società e il correttivo 18 novembre 2005, n. 247. La scheda corrispondente di «Il conto» valuta il solo governo Berlusconi II, con un traguardo «entro la legislatura» che cadeva dopo la sua fine; qui sono valutati entrambi i governi della legislatura, che si è chiusa senza il codice.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03080ld.htm","descrizione":"Parlamento italiano, elenco delle deleghe e dei decreti legislativi della legge 80/2003: delega per il «codice fiscale» (art. 2, scadenza 3 maggio 2005) senza decreti attuativi; decreti emanati: d.lgs. 344/2003 (IRES) e d.lgs. 247/2005 (correttivo)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c410","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adozione dei grandi corpi legislativi, costituiti da Codici o da Testi unici","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813043453id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 4 \"Entro il quarto anno\", punto 1 (piano_opere/fase4.pdf), p. 79"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Entro il quarto anno di governo, cioè entro giugno 2005, sono stati adottati diversi codici con decreto legislativo. Tra questi il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196), il Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 1° agosto 2003, n. 259), il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), il Codice della proprietà industriale (d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) e il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82). Nel resto del mandato sono seguiti il Codice del consumo (d.lgs. 206/2005), il Codice delle assicurazioni private (d.lgs. 209/2005), le norme in materia ambientale dette codice dell'ambiente (d.lgs. 152/2006) e il Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 163/2006).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-01-22;42","descrizione":"D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Normattiva): Codice dei beni culturali e del paesaggio, uno dei codici adottati entro il quarto anno di governo; gli altri decreti citati nella motivazione sono consultabili su Normattiva con lo stesso formato di indirizzo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c411","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Nuovi 4 Codici fondamentali: Codice civile, Codice di procedura civile, Codice penale, Codice di procedura penale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813043453id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 4 \"Entro il quarto anno\", punto 1 (piano_opere/fase4.pdf), p. 79"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano di governo prometteva entro il quarto anno quattro nuovi codici: civile, di procedura civile, penale e di procedura penale. Il quarto anno scadeva nel giugno 2005 e il mandato è finito il 17 maggio 2006. Non risultano atti del governo che abbiano adottato un nuovo codice tra i quattro. Nel mandato ci sono state solo modifiche parziali, per esempio il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6 sul diritto societario e la legge 12 giugno 2003, n. 134 sul patteggiamento. Per il codice penale, una commissione ministeriale presieduta da Carlo Nordio ha preparato un progetto di nuova parte generale, che non è diventato legge: nel luglio 2006 il nuovo ministro della Giustizia ha istituito un'altra commissione, presieduta da Giuliano Pisapia.","prova":{"url":"https://www.antoniocasella.eu/archica/Commissione_Pisapia_Relazione_19nov07.htm","descrizione":"Relazione della Commissione Pisapia per la riforma del codice penale (istituita nel luglio 2006 dal ministro Mastella): richiama i progetti delle commissioni precedenti presiedute da Pagliaro, Grosso e Nordio e propone un nuovo schema di delega sulla parte generale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c413","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Attribuzione ai cittadini del diritto di scegliere direttamente da chi essere governati, riforma elettorale basata sul modello regionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813043453id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase4.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 4 \"Entro il quarto anno\", punto 3 (piano_opere/fase4.pdf), p. 79"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato sono stati approvati due atti sul tema. La legge 21 dicembre 2005, n. 270 (GU n. 303 del 30 dicembre 2005) ha introdotto per la Camera un sistema proporzionale con premio di maggioranza: la lista o coalizione più votata ottiene almeno 340 seggi. Le coalizioni devono indicare l'«unico capo della coalizione», ma la legge lascia ferme le prerogative del Presidente della Repubblica nella nomina del governo: non c'è un'elezione diretta come quella dei presidenti delle Regioni. La riforma costituzionale (A.C. 4862, A.S. 2544) collegava la candidatura a Primo ministro alle elezioni della Camera. È stata approvata in seconda deliberazione dalla Camera il 20 ottobre 2005 e dal Senato il 16 novembre 2005, ma il referendum del 25-26 giugno 2006 l'ha respinta (No al 61,3 per cento) e non è mai entrata in vigore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-12-21;270","descrizione":"Legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Normattiva): coalizioni, indicazione dell'unico capo della coalizione, premio di maggioranza di 340 seggi, GU n. 303 del 30 dicembre 2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c415","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Abbattimento della pressione fiscale sino al 33% del PIL + il costo degli interessi sul debito pubblico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030506074058id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/piano_opere/fase5.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 5 \"Completamento della legislatura\", obiettivo 1 (piano_opere/fase5.pdf), p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma fissava per fine legislatura una pressione fiscale pari al 33% del Pil più la spesa per interessi sul debito, cioè circa il 37,5% nel 2005, anno in cui la spesa per interessi era del 4,5% del Pil. Secondo l'Istat la pressione fiscale delle Amministrazioni pubbliche è stata del 41,3% nel 2001, del 40,6% nel 2004 e nel 2005, e del 42,3% nel 2006. Il traguardo non è stato raggiunto: nel 2005, ultimo anno intero di governo, la pressione era circa tre punti sopra l'obiettivo, e nel 2006 è tornata a salire.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2011/02/6-G-ContiAAPP1980-2006.pdf","descrizione":"Istat, «Conti ed aggregati economici delle Amministrazioni pubbliche, SEC95, anni 1980-2006» (12 giugno 2007): Prospetto 5, pressione fiscale 2001-2006; interessi passivi 2005 (64.213 milioni) e Pil 2005 (1.423.048 milioni)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c419","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Pescara-Foggia-Bari-Lecce","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", priorità (ferrovie.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano indicava come priorità il corridoio ferroviario Pescara-Foggia-Bari-Lecce. Sulla tratta pugliese, nel mandato erano in corso i lavori per il raddoppio del binario tra Bari e Lecce, un intervento di Rete ferroviaria italiana cominciato circa trent'anni prima, con un investimento complessivo di 218 milioni di euro; la linea raddoppiata è stata inaugurata il 16 dicembre 2006, dopo la fine del governo. Sulla tratta tra Pescara e Foggia, invece, il raddoppio Termoli-Lesina, ultimo tratto a binario unico, è stato solo inserito nelle intese generali quadro con la Regione Puglia (10 ottobre 2003) e con la Regione Molise (3 giugno 2004): secondo la scheda di monitoraggio delle infrastrutture strategiche, nel mandato non ci sono state approvazioni del progetto né lavori. Il progetto preliminare è stato approvato dal CIPE nel 2015 e i lavori del primo lotto sono iniziati il 28 settembre 2022.","prova":{"url":"https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/56590/ferrovie-dopo-30-anni-ecco-il-raddoppio-bari-lecce.html","descrizione":"La Gazzetta del Mezzogiorno, 16 dicembre 2006, «Ferrovie - Dopo 30 anni ecco il raddoppio Bari-Lecce»: inaugurazione del raddoppio, lavori iniziati circa trent'anni prima, investimento di 218 milioni di euro di Rete ferroviaria italiana. Per la Termoli-Lesina: scheda SILOS n. 208 del Programma delle infrastrutture strategiche (silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/903)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c420","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Bari-Taranto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", priorità (ferrovie.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"L'asse ferroviario Bologna-Bari-Lecce-Taranto è nel primo programma della legge obiettivo (delibera Cipe 21 dicembre 2001, n. 121). Per la Bari-Taranto il governo ha portato avanti il raddoppio della tratta Bari Sant'Andrea-Bitetto: il Cipe ha approvato il progetto preliminare con la delibera 29 settembre 2004, n. 46 (200 milioni di euro) e il progetto definitivo con la delibera 29 marzo 2006, n. 95. I lavori su questa tratta però sono partiti solo il 15 gennaio 2013. Sul resto della linea RFI ha proseguito nel mandato i raddoppi di altre tratte: nel febbraio 2004 è stata bandita la gara per il raddoppio in variante presso Palagianello (52,8 milioni di euro, 955 giorni di lavori dalla consegna). Alla fine del governo la linea non era quindi stata potenziata nella parte prevista dalla legge obiettivo.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/907","descrizione":"SILOS (Infrastrutture strategiche), scheda del potenziamento Bari-Taranto, tratta Bari Sant'Andrea-Bitetto: cronologia con delibere Cipe 46/2004 e 95/2006 e inizio dei lavori il 15 gennaio 2013"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c421","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Sibari-Catanzaro-Reggio Calabria","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", priorità (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che nel mandato abbiano finanziato o avviato lavori di potenziamento della linea ferroviaria jonica Sibari-Catanzaro-Reggio Calabria. Il primo programma delle infrastrutture strategiche, approvato con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121, per le ferrovie della Calabria elenca solo le tratte Napoli-Battipaglia-Reggio Calabria e Taranto-Sibari-Paola-Reggio Calabria, che da Sibari prosegue verso il Tirreno e non lungo la costa jonica. Tra le delibere del CIPE dal 2001 al 2006 non ne risultano sulla linea. La scheda dell'opera nel sistema di monitoraggio delle opere strategiche (SILOS) non riporta atti anteriori al 2015.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/121-21-dicembre-2001/","descrizione":"Delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121, primo programma delle infrastrutture strategiche: l'allegato 2, per la Calabria, elenca come corridoi ferroviari solo le tratte Napoli-Battipaglia-Reggio Calabria e Taranto-Sibari-Paola-Reggio Calabria"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c422","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Catania-Palermo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", priorità (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano indicava tra le priorità il corridoio ferroviario Catania-Palermo. Non risultano atti del governo che abbiano approvato progetti o avviato lavori sulla linea nel mandato. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001) elencava per la Sicilia le linee Messina-Palermo, Messina-Catania-Siracusa e Palermo-Agrigento. Tra le opere su cui il CIPE aveva deliberato al 30 novembre 2006, secondo il Servizio studi della Camera, per le ferrovie siciliane figura solo il raddoppio Messina-Catania (tratta Giampilieri-Fiumefreddo). Secondo il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il nuovo collegamento Palermo-Catania è stato oggetto di studi di fattibilità a partire dal 2003; l'accordo per realizzare la direttrice è stato firmato nel 2013.","prova":{"url":"https://cslp.mit.gov.it/sites/default/files/Determinazione_motivata_4-2022.pdf","descrizione":"Consiglio superiore dei lavori pubblici, determinazione motivata 4/2022 sulla nuova linea Palermo-Catania, par. 1.2: studi di fattibilità dal 2003, Contratto istituzionale di sviluppo del febbraio 2013, studio di fattibilità approvato il 3 dicembre 2014. Per le opere deliberate dal CIPE fino al 30 novembre 2006: Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c428","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Verona-Parma","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", criticità (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La linea ferroviaria Verona-Parma, indicata tra le criticità dei corridoi ferroviari, fa parte del corridoio plurimodale Tirreno-Brennero, inserito nel Primo programma delle infrastrutture strategiche con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 (tratta La Spezia-Parma-Verona). Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006 il CIPE non aveva deliberato alcuna opera di quel corridoio. Non risultano quindi nel mandato progetti approvati, finanziamenti né lavori sulla tratta: c'è solo l'inserimento nel programma.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007), stato di avanzamento per macro opere: «non risulta deliberata alcuna opera compresa nei corridoi Tirreno-Brennero e Dorsale Centrale» (tabella 7, dati al 30 novembre 2006)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c429","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Rieti-Passo Corese","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", criticità (ferrovie.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La nuova linea ferroviaria Passo Corese-Rieti era nel primo programma delle infrastrutture strategiche del Cipe (delibera 21 dicembre 2001, n. 121). Il Cipe ha approvato il progetto preliminare con la delibera n. 124 del 19 dicembre 2003, per un costo di 792,2 milioni di euro. Con la delibera n. 105 del 29 marzo 2006 ha approvato il progetto definitivo della prima tratta, Passo Corese-Osteria Nuova, e ha assegnato un contributo in grado di finanziare investimenti per 90 milioni di euro. Alla fine del mandato però i lavori non erano partiti: nel 2010 il finanziamento non era stato attivato e il contributo è stato revocato.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[068].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 68 sulla nuova linea Passo Corese-Rieti: dati storici delle delibere Cipe 121/2001, 124/2003 e 105/2006 (contributo per un volume di investimenti di 90 milioni), mancata attivazione del finanziamento e revoca con la delibera 33/2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c430","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Paola-Sibari-Taranto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", criticità (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha inserito nel programma della legge obiettivo il potenziamento della linea ferroviaria Taranto-Sibari-Paola-Reggio Calabria. Secondo il rapporto del Servizio studi della Camera del 2010, per l'opera non è mai stata adottata una delibera CIPE di approvazione dei progetti e gli interventi principali, come la velocizzazione Metaponto-Sibari-Paola e Taranto-Metaponto, erano ancora allo studio di fattibilità. L'unico intervento concluso, la velocizzazione della tratta Sibari-Cosenza (circa 43 milioni di euro), risulta terminato nel 2009, senza indicazione della data di avvio. Non risultano atti del governo che nel mandato abbiano finanziato o avviato i lavori della linea.","prova":{"url":"https://www.infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010opere.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo», 5° Rapporto, tabelle sullo stato degli interventi (n. 152/1, 2 luglio 2010): per la trasversale ferroviaria Taranto-Sibari-Paola-Reggio Calabria nessuna delibera CIPE attuativa, interventi principali allo studio di fattibilità, velocizzazione Sibari-Cosenza conclusa nel 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c431","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Parma-La Spezia","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", emergenze (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola indicava il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia (Pontremolese) tra le emergenze del Piano. Nel mandato l'opera è rimasta in progettazione: il progetto preliminare è stato inviato al Ministero nel 2003 e la commissione per la valutazione di impatto ambientale ha dato parere favorevole il 26 luglio 2005, con soli 6 milioni di euro disponibili per la progettazione. Il CIPE ha approvato il progetto preliminare il 21 dicembre 2007, dopo la fine dei governi valutati, e la Corte dei conti ha negato il visto a quella delibera nel 2008. Non risultano atti del governo che abbiano finanziato o avviato i lavori del raddoppio.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[036].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 36 sulle infrastrutture strategiche, «Raddoppio Pontremolese: completamento»: cronologia 2001-2011 (progetto preliminare 2003, parere VIA del 26 luglio 2005, delibera CIPE 136/2007 ricusata dalla Corte dei conti il 24 luglio 2008, delibera CIPE 19/2009, 6 milioni disponibili per la progettazione)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c432","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Napoli-Reggio Calabria","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", emergenze (ferrovie.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola del Piano indicava tra le emergenze dei corridoi ferroviari la Napoli-Reggio Calabria, senza precisare l'intervento. La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha incluso nel programma delle infrastrutture strategiche l'asse ferroviario Salerno-Reggio Calabria-Palermo-Catania, e l'intesa generale quadro tra Governo e Regione Calabria del 16 maggio 2002 comprendeva la tratta calabrese di una linea ad alta capacità Napoli-Battipaglia-Reggio Calabria. Nel mandato il CIPE ha approvato su questa linea la variante di Cannitello, circa un chilometro legato ai lavori del Ponte sullo Stretto (delibera 29 marzo 2006, n. 83, 19 milioni di euro), i cui lavori sono iniziati nel dicembre 2009. Non risultano altri atti del governo che abbiano approvato progetti, assegnato finanziamenti o aperto cantieri sulla direttrice. I primi lavori della linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, sul lotto Battipaglia-Romagnano, sono iniziati il 15 dicembre 2023.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010schede2.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo», 5° Rapporto (2 luglio 2010), tomo II, scheda della variante alla linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria in località Cannitello: asse ferroviario nella delibera CIPE 121/2001, intesa con la Regione Calabria del 16 maggio 2002, delibera CIPE 83 del 29 marzo 2006 (19 milioni), inizio dei lavori il 23 dicembre 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c433","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Palermo-Messina-Catania","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030813031523id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/ferrovie.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi ferroviari\", emergenze (ferrovie.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La tavola ferroviaria del Piano indicava tra le emergenze la linea Palermo-Messina-Catania. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) comprende le linee Messina-Palermo e Messina-Catania-Siracusa. Nel mandato il CIPE ha approvato, con la delibera 27 maggio 2005, n. 62, il progetto preliminare del raddoppio della Messina-Catania nella tratta Giampilieri-Fiumefreddo, con un costo di 1.970 milioni di euro, di cui 458 già coperti e il resto previsto a carico dei fondi per RFI della legge finanziaria per il 2005. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006 l'affidamento dei lavori di questa tratta non era stato avviato. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulle grandi opere.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007, dati al 30 novembre 2006), scheda 14 «Raddoppio linea ferroviaria Messina-Catania: tratta Giampilieri-Fiumefreddo»: delibera CIPE 27 maggio 2005, n. 62 (progetto preliminare, costo 1.970 milioni di euro), affidamento dei lavori non avviato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c434","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Bergamo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La tavola indicava Bergamo tra le priorità per le metropolitane leggere: l'opera corrispondente è la metrotranvia Bergamo-Albino, sul vecchio tracciato ferroviario della Valle Seriana, che non è nel primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121). La prima tratta era stata approvata e finanziata prima del mandato, con la delibera CIPE del 20 novembre 1995 e il parere della Commissione interministeriale del 21 maggio 2001 (contributo statale di 38,7 milioni di euro). Nel mandato il Ministero delle infrastrutture ha impegnato 35,9 milioni con due decreti del 12 novembre 2002; la Commissione interministeriale ha approvato il 21 marzo 2002 la tratta Alzano Lombardo-Albino con un contributo statale di 22,5 milioni, impegnato per 20,7 milioni il 27 dicembre 2002, e il CIPE ha assegnato altri 10,8 milioni il 2 dicembre 2005. La linea è entrata in servizio nell'aprile 2009, dopo la fine dei governi valutati: nel mandato l'opera è stata finanziata ma non completata.","prova":{"url":"https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-11280&ramo=CAMERA&leg=16","descrizione":"Camera dei deputati, interrogazione a risposta scritta 4-11280 e risposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti pubblicata il 12 settembre 2011 (allegato B, seduta n. 516): cronologia dei finanziamenti statali della metrotranvia di Bergamo, dalla delibera CIPE del 20 novembre 1995 al voto della Commissione interministeriale del 21 marzo 2002 sulla tratta Alzano Lombardo-Albino, ai decreti di impegno del 2002 e alla delibera CIPE del 2 dicembre 2005"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c436","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Padova","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano non indica quale opera intenda per Padova. Il sistema di tram su gomma della città (SIR) nasce dal piano urbano della mobilità approvato dal Comune nel 2000. La prima linea, SIR1, finanziata con i fondi della legge 211/1992 per il trasporto rapido di massa, è stata realizzata dal Comune dopo la gara del 20 giugno 2002 per la scelta della tecnologia ed è in esercizio dal marzo 2007. Secondo i documenti del dibattito pubblico pubblicati dal Ministero delle infrastrutture, nel 2003 il sistema SIR è stato inserito nel programma della legge obiettivo, ma per le linee SIR2 e SIR3 sono stati redatti solo i progetti preliminari. Nel periodo del governo è stata quindi realizzata una sola linea del sistema.","prova":{"url":"https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/basic/2022-06/Allegato_3.pdf","descrizione":"Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dibattito pubblico sulla linea tranviaria SIR2 di Padova, Allegato 3 «Quesiti e risposte» (2022), risposta 3: origine del SIR nel piano urbano della mobilità del 25 luglio 2000, finanziamento della SIR1 con la legge 211/1992, gara del 20 giugno 2002 per la tecnologia, inserimento del sistema SIR nella legge obiettivo nel 2003 e successivi progetti preliminari di SIR2 e SIR3. Apertura della SIR1 nel marzo 2007: Report conclusivo dello stesso dibattito (https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/basic/2022-06/Report_Conclusivo.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c437","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Venezia","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il Piano cita Venezia solo come nome nell'elenco delle metropolitane leggere prioritarie, senza indicare quale opera fosse promessa. Negli stessi anni erano in discussione due progetti diversi, la rete tranviaria su gomma di Mestre, già avviata con la legge 211/1992, e la metropolitana sublagunare. Non è quindi possibile stabilire quale opera verificare.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","descrizione":"Piano di governo 2001, tavola «Metropolitane»: tra le priorità (metropolitane leggere) compare il solo nome «Venezia», senza indicazione dell'opera."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c438","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Treviso","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo per una metropolitana leggera a Treviso. L'opera non compare nell'elenco del primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001), che per il Veneto cita per il sistema urbano e metropolitano solo il Servizio ferroviario metropolitano regionale e i nodi di Venezia e Verona. Nei documenti consultati sulle opere deliberate dal CIPE fino al 2006 non ci sono atti su Treviso.","prova":{"url":"https://www.terzovalico.it/static/upload/del/delibera-cipe-n121-211220011.pdf","descrizione":"Delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121, allegato 2 (Veneto, sistema urbano e metropolitano): SFMR e nodi di Venezia e Verona, nessuna metropolitana leggera a Treviso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c439","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Trieste","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano approvato o finanziato una metropolitana leggera a Trieste. Il primo programma delle infrastrutture strategiche, approvato dal CIPE il 21 dicembre 2001, elenca i sistemi metropolitani di molte città (tra cui Bologna, Roma, Genova, Milano, Brescia, Torino, Bari e Messina) ma non quello di Trieste, per la quale prevede solo l'hub portuale e interportuale e la viabilità. Nemmeno il rapporto del Servizio studi della Camera sull'attuazione della legge obiettivo, aggiornato al novembre 2006, riporta interventi metropolitani a Trieste.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2001/E010121allegato2.doc","descrizione":"CIPE, delibera 121 del 21 dicembre 2001, allegato 2 (interventi strategici): per il Friuli Venezia Giulia solo corridoi ferroviari e stradali e il nodo e hub interportuale di Trieste; nessuna metropolitana a Trieste tra i sistemi urbani e metropolitani del programma."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c441","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Rovigo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano decennale indicava Rovigo tra le priorità per le metropolitane. Il primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 non contiene alcuna metropolitana a Rovigo: per il Veneto elenca, tra i sistemi urbani, il servizio ferroviario metropolitano regionale e i nodi ferroviari di Venezia e Verona. Non risultano atti del governo che abbiano finanziato o avviato una metropolitana a Rovigo nel mandato.","prova":{"url":"https://www.terzovalico.it/static/upload/del/delibera-cipe-n121-211220011.pdf","descrizione":"CIPE, delibera 121/2001, allegato 2, sezione Veneto: nell'elenco delle opere non compare Rovigo né una metropolitana a Rovigo; per i sistemi urbani sono indicati il Servizio ferroviario metropolitano regionale e i nodi di Venezia e Verona."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c442","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Modena","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha inserito nel primo programma delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo un «sistema di trasporto a guida vincolata nell'area di Modena (Sassuolo - Modena - Bologna)». Non risultano però, nel mandato, approvazioni del progetto da parte del CIPE, finanziamenti o lavori. Il Servizio studi della Camera, che elenca le opere approvate dal CIPE fino al 30 novembre 2006, non riporta quest'opera; per l'Emilia-Romagna indica 6 opere approvate, tutte ancora in progettazione. L'inserimento in un elenco, senza progetto approvato né cantieri, non basta a considerare l'opera avviata.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/121-21-dicembre-2001/","descrizione":"CIPE, delibera 21 dicembre 2001, n. 121 «Legge obiettivo: primo programma delle infrastrutture strategiche» (GU n. 68 del 21 marzo 2002): l'allegato 2, Emilia-Romagna, voce «Metropolitane», comprende il sistema di trasporto a guida vincolata nell'area di Modena (Sassuolo - Modena - Bologna)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c443","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Bologna","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La metropolitana di Bologna rientrava nel primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare della metropolitana automatica con la delibera n. 67 del 2003 e un finanziamento di 216,2 milioni, ma la Corte costituzionale (sentenza n. 233 del 2004) ha annullato la delibera per la mancata intesa con la Regione Emilia-Romagna. Il progetto è stato sostituito da una metrotranvia, approvata nel progetto preliminare dal CIPE con la delibera n. 89 del 29 luglio 2005, con 3,1 milioni per la progettazione definitiva del primo lotto. Alla fine del mandato i lavori non erano iniziati: il finanziamento del primo lotto è stato riassegnato solo nel 2007.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[101].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 101 sulle opere della legge obiettivo («Bologna - Metropolitana», linea 1 Fiera Michelino - Normandia): delibere CIPE 67/2003 e 89/2005, annullamento della delibera 67 da parte della Corte costituzionale, delibera 130/2006, finanziamenti del 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c444","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Firenze","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano indicava Firenze tra le priorità per le metropolitane. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) comprende per Firenze il «Sistema a guida vincolata di Firenze (tranvia fiorentina)», cioè la rete di tram del Comune. Nel mandato è partita solo la prima linea, Santa Maria Novella-Scandicci: il Comune ha firmato il contratto di costruzione il 6 giugno 2003 e i lavori sono iniziati entro il mandato (il 1° dicembre 2004 secondo la scheda di monitoraggio delle infrastrutture strategiche, nel dicembre 2005 secondo uno studio pubblicato dalla Regione Toscana); la linea è in esercizio dal 14 febbraio 2010. Il contributo statale per questa linea, circa 48,6 milioni di euro dei fondi per il trasporto rapido di massa, era stato assegnato dal CIPE con delibere del 1996, del 1999 e del febbraio 2001, prima del mandato. Per le linee 2 e 3 il Comune ha firmato nel giugno 2005 la convenzione di concessione, ma i lavori sono cominciati dopo il mandato. Non risultano delibere CIPE della legge obiettivo sull'opera tra il 2001 e il 2006.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/99-29-novembre-2002/","descrizione":"CIPE, delibera 29 novembre 2002, n. 99 sugli interventi per il trasporto rapido di massa, allegato 1: contributo definitivo di 48.614.087,91 euro per la «Linea tranviaria S. Maria Novella-Scandicci» del Comune di Firenze, assegnato con delibere dell'8 maggio 1996, del 21 aprile 1999 e del 1° febbraio 2001. Contratto del 6 giugno 2003, inizio dei lavori ed esercizio dal 14 febbraio 2010: scheda n. 218 «Firenze - Sistema tranviario fiorentino» del Programma delle infrastrutture strategiche"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c445","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Bari","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano approvato i progetti o finanziato le opere metropolitane di Bari previste dalla legge obiettivo. Il primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera Cipe 21 dicembre 2001, n. 121) indicava per Bari due interventi: il nodo plurimodale con la stazione ferroviaria e la linea metropolitana con l'adeguamento della ferrovia Bari Nord. Nel mandato le opere sono entrate nell'intesa generale quadro tra il governo e la Regione Puglia del 10 ottobre 2003 e sono state confermate nella revisione del programma del 2006 (delibera Cipe n. 130), ma il sistema di monitoraggio del Ministero delle infrastrutture non registra per quegli anni progetti approvati, finanziamenti o lavori. I lavori sul nodo ferroviario di Bari sono iniziati il 4 agosto 2023.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/5242","descrizione":"SILOS (Ministero delle infrastrutture), scheda del nodo ferroviario di Bari: inserimento nella delibera Cipe 121/2001 («Bari nodo ferroviario e metropolitana»), intesa generale quadro con la Puglia del 10 ottobre 2003, delibera Cipe 130/2006, nessun progetto, finanziamento o lavoro nel 2001-2006, avvio dei lavori il 4 agosto 2023"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c446","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Palermo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il Piano cita Palermo solo come nome nell'elenco delle metropolitane prioritarie, senza indicare quale opera fosse promessa. Negli stessi anni a Palermo erano in programma opere diverse: il passante ferroviario verso l'aeroporto, con fermate e servizio di tipo metropolitano, appaltato nel novembre 2004 e con lavori ripartiti solo nel 2008, e la chiusura dell'anello ferroviario. Il programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE nel dicembre 2001 indica genericamente il «Nodo integrato di Palermo». Non è quindi possibile stabilire quale opera verificare.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","descrizione":"Piano di governo 2001, tavola «Metropolitane» del Piano decennale delle Grandi Opere: sotto «Priorità» compaiono solo nomi di città, tra cui Palermo, senza indicazione dell'opera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c447","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Priorità [...] Catania","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano indicava Catania tra le priorità per le metropolitane. Nel programma della legge obiettivo (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001) figura il «Nodo di Catania». Il progetto della tratta Stesicoro-aeroporto è stato approvato dal Commissario delegato il 28 dicembre 2004. Il CIPE, con la delibera 111 del 29 marzo 2006, ha approvato il progetto definitivo (costo 425 milioni di euro) e ha assegnato 90 milioni di euro al primo lotto Stesicoro-Vittorio Emanuele. Nel mandato l'opera è stata quindi approvata e in parte finanziata, ma i lavori non erano ancora affidati: a luglio 2006 il DPEF la classificava tra le opere con affidamento non avviato.","prova":{"url":"https://infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010schede3.pdf","descrizione":"Camera, Servizio studi, rapporto sulla legge obiettivo (2010), scheda n. 120: delibera CIPE 111 del 29 marzo 2006 (progetto definitivo, 425 milioni, 90 milioni al primo lotto) e stato di affidamento non avviato a luglio 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c448","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Criticità [...] Milano","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191532id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/metropolitane.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", criticità (metropolitane.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La tavola indicava Milano tra le criticità delle metropolitane, senza precisare l'opera. Gli interventi milanesi del Primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) sono due. Il prolungamento della linea M1 da Molino Dorino al polo fieristico di Rho-Pero, appaltato nel 2002-2003 e finanziato anche con un contributo del CIPE di 110,3 milioni di euro per i treni (delibera 27 giugno 2003, n. 22), è stato aperto all'esercizio il 14 settembre 2005. Per la nuova linea M5 il CIPE ha approvato il progetto preliminare e un contributo di 175,7 milioni (delibera n. 56 del 2004), ma la concessione è stata firmata il 14 giugno 2006, dopo la fine del mandato, e i lavori sono iniziati più tardi.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda%5B095%5D.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 95 sulla linea M5 Garibaldi-Bignami: delibera CIPE 56/2004 (progetto preliminare, contributo di 175,7 milioni), bando del 14 aprile 2005, convenzione di concessione del 14 giugno 2006; la scheda n. 90 documenta il prolungamento della M1 a Rho-Pero (delibera CIPE 22 del 27 giugno 2003, apertura il 14 settembre 2005)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c470","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Nuova autostrada Modena-Lucca","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano indicava come priorità una nuova autostrada Modena-Lucca. La «nuova tratta Modena-Lucca» è stata inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001, tra gli interventi dell'Emilia-Romagna per l'attraversamento dei valichi appenninici). Non risultano però atti del governo che l'abbiano progettata, finanziata o avviata nel mandato: secondo il Servizio studi della Camera, tra le opere su cui il CIPE aveva deliberato fino al 30 novembre 2006 non compare un collegamento Modena-Lucca.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2001/E010121allegato2.doc","descrizione":"Delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121, allegato 2 (programmazioneeconomica.gov.it): tra gli interventi dell'Emilia-Romagna, «Sistema di attraversamento Nord-Sud dei valichi appenninici», figura la «Nuova tratta Modena - Lucca». Per le opere deliberate dal CIPE fino al 30 novembre 2006: Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007), dove il collegamento non compare"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c471","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Fano-Grosseto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La strada Fano-Grosseto (E78) è stata inserita nel Primo programma delle infrastrutture strategiche con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 (costo previsto 1.853 milioni di euro) e nell'Intesa generale quadro con la Regione Toscana del 18 aprile 2003. Nel 2005 sono stati compiuti solo passi formali sul progetto del tratto Grosseto-Siena: invio al Ministero delle infrastrutture il 21 marzo, avviso di avvio del procedimento di pubblica utilità il 13 aprile e parere favorevole con prescrizioni della Regione Toscana il 18 luglio. Nel mandato non risultano progetti approvati dal CIPE, finanziamenti dedicati né nuovi cantieri: la prima approvazione del CIPE, per i lotti 5-8 del tratto Grosseto-Siena, è del 3 agosto 2007.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/1060","descrizione":"SILOS (sistema informativo sulla legge obiettivo), scheda dell'itinerario E78 Grosseto-Fano: inserimento nella delibera CIPE 121/2001, atti procedurali del 2003 e del 2005, prima approvazione di un progetto con la delibera CIPE n. 78 del 3 agosto 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c472","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada San Vittore-Termoli","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La strada San Vittore-Termoli, collegamento tra l'A1 e l'A14 attraverso il Molise, era compresa nel primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera Cipe n. 121 del 21 dicembre 2001). Non risultano delibere del Cipe che durante il mandato ne abbiano approvato il progetto o assegnato finanziamenti. Il rapporto del Servizio studi della Camera sull'attuazione della legge obiettivo, con i dati al 30 novembre 2006, descrive una per una le opere deliberate dal Cipe con un costo di almeno un miliardo di euro, e la San Vittore-Termoli non c'è; per il Molise conta tre opere deliberate, per 198 milioni di euro in tutto. I primi fondi del Cipe per l'opera, 236,6 milioni di euro, sono arrivati con le delibere nn. 62 e 63 del 3 agosto 2011. Alla fine del mandato l'opera non era quindi né finanziata né avviata.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (dati al 30 novembre 2006): schede delle 23 opere deliberate dal Cipe con costo di almeno un miliardo di euro, tra cui non compare la San Vittore-Termoli, e opere deliberate per regione (Molise: 3 opere per 198 milioni di euro)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c473","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Superstrada Potenza-Bari","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il collegamento Salerno-Potenza-Bari, nella tratta da Potenza (bivio Vaglio) alla statale 96, era nell'elenco delle opere della delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121. Secondo il rapporto del Servizio studi della Camera del 2010, per l'opera non era stata adottata alcuna delibera CIPE di approvazione dei progetti e tutte le tratte erano ancora in progettazione preliminare, con un costo stimato di 595 milioni di euro. Non risultano atti del governo che nel mandato abbiano finanziato o avviato i lavori della superstrada. L'inserimento nel programma della legge obiettivo non equivale a un finanziamento.","prova":{"url":"https://www.infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010opere.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo», 5° Rapporto, tabelle sullo stato degli interventi (n. 152/1, 2 luglio 2010): collegamento Salerno-Potenza-Bari, tratta Potenza-bivio Vaglio-innesto SS 96 e SS 99, senza delibera CIPE attuativa, in progettazione preliminare, costo stimato 595 milioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c474","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Spezzano Albanese-Sibari","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola indicava la strada Spezzano Albanese-Sibari (statale 534, che collega lo svincolo autostradale di Spezzano-Firmo con Sibari) tra le priorità del Piano. Nel mandato non risultano atti che l'abbiano finanziata o avviata: la procedura di valutazione di impatto ambientale dell'adeguamento della statale 534 tra lo svincolo di Firmo dell'A3 e Sibari è stata presentata dall'Anas il 20 aprile 2009 e il CIPE ha approvato il progetto con la delibera n. 56 del 3 agosto 2011. Ancora nel 2011 la Camera dei deputati indicava l'intervento in progettazione definitiva.","prova":{"url":"https://va.mite.gov.it/en-GB/Oggetti/Info/998","descrizione":"Ministero dell'ambiente, scheda della procedura di VIA del progetto «SS 106 - Autostrada A3 collegamento svincolo Firmo - Sibari», adeguamento della SS 534 come raccordo autostradale (Megalotto 4), proponente Anas: istanza del 20/04/2009, parere della Commissione del 30/11/2009, delibera CIPE n. 56 del 03/08/2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c475","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Ponte sullo stretto di Messina","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Ponte sullo Stretto di Messina era tra le priorità della tavola dei corridoi stradali. Nel mandato la delibera CIPE 1° agosto 2003, n. 66 ha approvato il progetto preliminare. Il bando per la scelta del contraente generale è dell'aprile 2004, l'aggiudicazione al raggruppamento guidato da Impregilo del 12 ottobre 2005 (definitiva il 24 novembre 2005) e il contratto, da circa 3,9 miliardi di euro, è stato firmato nel marzo 2006; prevedeva dieci mesi per la progettazione definitiva ed esecutiva e cinque anni di lavori, il cui inizio era previsto per il 2006. Il 29 marzo 2006 il CIPE ha approvato anche il progetto definitivo della variante ferroviaria di Cannitello, opera collegata al Ponte. I lavori però non sono iniziati nel mandato: quelli della variante di Cannitello, primo cantiere legato al Ponte, sono partiti il 23 dicembre 2009. L'opera è stata quindi approvata e affidata, ma non avviata.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010schede2.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo», 5° Rapporto (2 luglio 2010), tomo II, schede del Ponte sullo Stretto e della variante di Cannitello: delibera CIPE 66 del 1° agosto 2003, bando dell'aprile 2004, aggiudicazione del 12 ottobre e del 24 novembre 2005, contratto del marzo 2006 (3,9 miliardi), delibera CIPE 83 del 29 marzo 2006, inizio dei lavori di Cannitello il 23 dicembre 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c476","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adeguamento della Gela-Agrigento-Trapani","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", priorità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola stradale del Piano prevedeva tra le priorità l'adeguamento della Gela-Agrigento-Trapani. L'asse è stato inserito nel primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121), con la variante Trapani-Mazara del Vallo e l'adeguamento dell'intersezione di bivio San Bartolo verso Sciacca. Non risultano nel mandato delibere del CIPE né lavori su questo asse. Ancora nel 2012, secondo il Servizio studi della Camera, nessun intervento dell'asse aveva una delibera del CIPE: la tratta Gela-Agrigento-Castelvetrano era allo studio di fattibilità e la variante Trapani-Mazara del Vallo al progetto preliminare. Le delibere del CIPE del mandato su strade siciliane vicine, come quella sull'adeguamento della statale 640 Agrigento-Caltanissetta (n. 156 del 2005), riguardano altre opere.","prova":{"url":"https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/file/documenti/Am0304b.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sull'attuazione della legge obiettivo (tabelle, stato al 30 settembre 2012): opera 052 «Asse Gela-Agrigento-Trapani», senza delibera CIPE attuativa; sottointerventi Gela-Agrigento-Castelvetrano (studio di fattibilità) e variante Trapani-Mazara del Vallo (progetto preliminare)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c477","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Asti-Cuneo-Traforo Mercantour","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Il Piano indicava come criticità la strada Asti-Cuneo-traforo del Mercantour. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) ha incluso l'autostrada Asti-Cuneo e il collegamento Cuneo-Nizza (Mercantour). Sull'Asti-Cuneo i primi due lotti realizzati dall'Anas, tra Massimini e Consovero (circa 10,4 km), sono entrati in servizio il 29 luglio 2005, e nel settembre 2006 altri cinque lotti dell'Anas erano quasi ultimati. Per il resto dell'opera l'Anas ha bandito nel 2003 la gara per la concessione, aggiudicata il 29 settembre 2005; la società di progetto è nata il 1° marzo 2006, ma la convenzione è diventata efficace solo l'11 febbraio 2008 e otto lotti sono rimasti fermi. Per il traforo del Mercantour non risultano atti: il rapporto della Camera sulle opere deliberate dal CIPE, aggiornato al 2011, non lo riporta.","prova":{"url":"https://notizie.provincia.cuneo.it/ufficio_stampa/_allegati/2008/08/35letterapertautostradaasti-cuneo.pdf","descrizione":"Provincia di Cuneo, comunicato stampa del 12 settembre 2006 (lettera aperta del presidente ai parlamentari): lotti Anas I-1 e I-2 in servizio dal 29 luglio 2005 (10,429 km), altri lotti Anas quasi ultimati, bando della concessione (GU 5 luglio 2003), aggiudicazione definitiva del 29 settembre 2005, società di progetto costituita il 1° marzo 2006 e convenzione in attesa del decreto interministeriale, otto lotti bloccati. Per l'efficacia della convenzione dall'11 febbraio 2008: Camera dei deputati, scheda n. 24 (https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda%5B024%5D.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c478","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Nodo stradale di Genova","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il nodo autostradale e stradale di Genova (la futura Gronda di Ponente) è stato incluso nel programma delle opere strategiche nel 2001. Secondo il Ministero delle infrastrutture, Autostrade per l'Italia ha prodotto uno studio di fattibilità e nel 2003 ha cambiato ipotesi di tracciato, poi scartata nel 2005. Nel 2006 si è tornati alla soluzione precedente e il progetto preliminare è stato consegnato nel febbraio 2008. Non risultano delibere del CIPE sull'opera né cantieri aperti nel mandato.","prova":{"url":"https://www.mit.gov.it/sites/default/files/media/notizia/2019-08/2.%20Valutazione%20del%20progetto%20Gronda%20di%20Ponente.pdf","descrizione":"Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, valutazione del progetto Gronda di Ponente (2019), par. 2 «La storia del progetto»: inclusione nel programma nel 2001, ipotesi scartata nel 2005, nuovo ritorno alla soluzione precedente nel 2006, progetto preliminare nel febbraio 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c479","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Nodo stradale di Ancona","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano finanziato o avviato i lavori sul nodo stradale di Ancona, cioè il collegamento fra il porto, la A14 e la SS 16, inserito nel 2001 nel primo programma della legge obiettivo tra gli hub portuali. Nel mandato il progetto preliminare è stato approvato soltanto dal consiglio di amministrazione dell'Anas (14 marzo 2005) e dalla Regione Marche (2006). Nel 2006 il Ministero delle infrastrutture annotava che il finanziamento era ancora da reperire, e solo nel 2007 l'Anas ha cercato proposte di finanza di progetto. Secondo il Ministero i lavori risultano avviati solo nel 2025.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[128].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 128 sulla legge obiettivo: collegamento viario tra il porto di Ancona e la grande viabilità; storia 2001-2011 (delibera CIPE 121/2001, progetto preliminare Anas 14/3/2005, finanziamento da reperire nel 2006, finanza di progetto dal 2007, delibera CIPE 34/2010)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c481","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Maglie-Otranto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La strada Maglie-Otranto (SS 16) era nel primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE nel dicembre 2001, con la nota «solo per procedure», cioè senza finanziamento dal programma. L'intervento era poi nel contratto di programma dell'Anas per il 2003-2005, ma nel mandato non risultano lavori: l'Anas ha approvato il progetto definitivo dell'ammodernamento, da 81,7 milioni di euro, solo l'8 marzo 2007, prima di mandarlo in gara. Le quattro corsie, 14 chilometri finanziati per metà dal Programma operativo nazionale Trasporti 2000-2006 e per metà dal piano Anas 2007-2011, sono state aperte nel 2016.","prova":{"url":"https://comune.otranto.le.it/novita/l-anas-ha-approvato-il-progetto-definitivo-per-l-ammodernamento-della-statale-maglie-otranto/","descrizione":"Comune di Otranto, notizia del 12 marzo 2007: il consiglio di amministrazione dell'Anas ha approvato l'8 marzo 2007 il progetto definitivo dell'ammodernamento della statale Maglie-Otranto (81,7 milioni di euro), da mettere in gara nelle settimane successive; l'intervento era nel contratto di programma Anas 2003-2005."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c482","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Nuova autostrada Reggio Calabria-Taranto-Lecce","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Piano decennale prometteva una nuova autostrada Reggio Calabria-Taranto-Lecce. Il programma del CIPE (delibera 21 dicembre 2001, n. 121) include il corridoio ionico tra i corridoi stradali e autostradali, senza prevedere un'autostrada. Nel mandato il CIPE ha finanziato due interventi sulla strada statale 106 Jonica, il tratto Squillace-Simeri Crichi (88 milioni di euro) e la variante di Palizzi (134 milioni), con la delibera n. 106 del 2004. Il 29 marzo 2006 ha poi approvato il progetto preliminare della variante di Nova Siri (delibera n. 91). Sono varianti e adeguamenti della statale per una ventina di chilometri in tutto, non una nuova autostrada, e i loro lavori sono iniziati dopo la fine del governo (Palizzi nell'agosto 2006, Squillace-Simeri Crichi nel febbraio 2007).","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[082].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 82 «Corridoio Jonico Taranto-Sibari-Reggio Calabria - SS 106 Jonica» (monitoraggio delle infrastrutture strategiche, 2011): dati storici con la delibera CIPE 121/2001, la delibera n. 106 del 2004 (88 Meuro per Squillace-Simeri Crichi, 134 Meuro per la variante di Palizzi) e la delibera n. 91 del 29 marzo 2006 (progetto preliminare della variante di Nova Siri, adeguamento alla categoria B)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c484","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adeguamento del traforo del Frejus","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il traforo di sicurezza del Frejus (parte italiana) è stato inserito nel programma della legge obiettivo con la delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001, per 167,8 milioni di euro. Nel mandato si sono avute solo fasi di progettazione: il progetto preliminare è stato approvato dalla Regione Piemonte il 28 luglio 2003. Il progetto definitivo è stato approvato dalla commissione intergovernativa italo-francese l'11 dicembre 2006, dopo la fine del governo (17 maggio 2006). Il CIPE lo ha approvato con la delibera 43 del 2009 e l'appalto è stato aggiudicato il 26 ottobre 2010. Non risulta quindi alcun cantiere aperto nel mandato.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[001].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda sul traforo del Frejus, galleria di sicurezza (parte italiana): cronologia 2001-2011 (CIPE 121/2001, progetto preliminare 2003, definitivo 2006, delibera CIPE 43/2009, aggiudicazione 26 ottobre 2010), ultimazione prevista 2016"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c485","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Traforo Mercantour","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il collegamento Cuneo-Nizza (Mercantour) è nell'elenco del primo programma della legge obiettivo per il Piemonte (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121). Non risultano atti del governo, come delibere CIPE o finanziamenti, che abbiano avviato la progettazione o i lavori durante il mandato. Nel rapporto sulla legge obiettivo del 2010 l'opera, a carico dell'Anas, è ancora allo stadio di studio di fattibilità.","prova":{"url":"https://www.infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010opere.pdf","descrizione":"Rapporto sulla legge obiettivo 2010 (infrastrutturestrategiche.it): «Autostrada Cuneo-Nizza (Mercantour) - Valli di Stura e Tinée», soggetto Anas, stato «SdF» (studio di fattibilità)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c486","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Pedemontana lombarda","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"La Pedemontana lombarda (collegamento autostradale Dalmine-Como-Varese-Valico del Gaggiolo) è nel programma della delibera CIPE 121/2001. Il CIPE ne ha approvato il progetto preliminare con la delibera 94 del 29 luglio 2005, poi ritirata dopo i rilievi della Corte dei conti sulla mancanza del piano finanziario, e di nuovo con la delibera 77 del 29 marzo 2006, dopo l'aggiornamento del piano finanziario. La legge 266/2005 (art. 1, comma 78) ha riservato all'opera, insieme alle tangenziali di Como e Varese, una quota di un contributo statale. Il progetto definitivo è stato approvato solo con la delibera 97 del 2009 e il primo cantiere è stato aperto il 6 febbraio 2010: nel mandato non ci sono stati lavori.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/77-29-marzo-2006/","descrizione":"CIPE, delibera 29 marzo 2006, n. 77 (archivio ufficiale delle delibere): approvazione del progetto preliminare della Pedemontana lombarda, con richiamo alla delibera 94 del 29 luglio 2005 ritirata dopo i rilievi della Corte dei conti e alla riserva dell'art. 1, comma 78, della legge 266/2005. Delibere successive e inizio dei lavori (6 febbraio 2010): Camera dei deputati, scheda n. 25 «Pedemontana Lombarda»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c487","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Raddoppio autostrada Milano-Brescia","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"L'autostrada Milano-Brescia (Brebemi) è nel programma della legge obiettivo (delibera Cipe 121/2001). Nel mandato la concessione è stata aggiudicata (giugno 2003, convenzione del 24 luglio 2003) e il Cipe ha approvato il progetto preliminare con la delibera 29 luglio 2005, n. 93, per 1.580 milioni di euro; il 2 dicembre 2005 ha approvato il piano finanziario per coprire i maggiori costi. Alla fine del governo i lavori non erano partiti: il DPEF 2007-2011 (luglio 2006) la collocava tra le opere per cui l'affidamento dei lavori non risultava avviato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007), scheda Brebemi: concessione 2003, delibera Cipe 93/2005 sul progetto preliminare, piano finanziario del 2 dicembre 2005 e stato dell'opera nel DPEF 2007-2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c488","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Pedemontana veneta","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Con la delibera n. 96 del 29 marzo 2006 il CIPE ha approvato il progetto preliminare della superstrada a pedaggio Pedemontana veneta, con un limite di spesa di 1.989,7 milioni di euro, e ne ha riconosciuto la compatibilità ambientale. Soggetto aggiudicatore è la Regione Veneto, incaricata di affidare l'opera in concessione con gara. La gara di project financing è stata bandita nel 2006, dopo la delibera, e la concessione è stata aggiudicata in via definitiva solo il 30 giugno 2009; il primo cantiere, di supporto alla futura opera, è stato aperto nell'aprile 2011. Nel mandato l'opera è stata quindi approvata, ma i lavori non sono stati avviati.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/96-29-marzo-2006/","descrizione":"Delibera CIPE 29 marzo 2006, n. 96 (GU n. 222 del 23 settembre 2006): approvazione del progetto preliminare della superstrada a pedaggio Pedemontana veneta, compatibilità ambientale, limite di spesa di 1.989,688 milioni di euro, Regione Veneto soggetto aggiudicatore con affidamento in concessione mediante gara"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c489","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Passante di Mestre","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Passante di Mestre è stato inserito, ai fini delle procedure, nel primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001). Con la delibera 92 del 31 ottobre 2002 il CIPE ha stabilito che lo Stato coprisse la parte del costo non finanziata dalle società autostradali. La delibera 80 del 2003 ha approvato il progetto preliminare (costo 750 milioni di euro) con un contributo statale di 113,4 milioni; la delibera 6 del 2004 ha previsto che il costo residuo fosse coperto da un mutuo Anas, da recuperare con i pedaggi. L'opera è stata aggiudicata nell'aprile 2004 al contraente generale guidato da Impregilo (530,1 milioni di euro). Il 20 settembre 2004 il Commissario ha firmato il decreto di avvio dei lavori, e tra novembre e dicembre 2004 sono stati aperti i cantieri del tratto est. A luglio 2006 il DPEF classificava il Passante tra le opere stradali cantierate.","prova":{"url":"https://infrastrutturestrategiche.it/doc/rapporti/2010/lo2010schede1.pdf","descrizione":"Camera, Servizio studi, rapporto sulla legge obiettivo (2010), vol. 1, scheda n. 30 (Passante di Mestre): cronologia con le delibere CIPE 121/2001 (inserimento solo per le procedure), 92/2002, 80/2003 e 6/2004, aggiudicazione dell'aprile 2004, decreto di avvio dei lavori del 20 settembre 2004, apertura dei cantieri tra novembre e dicembre 2004, classificazione tra le opere cantierate nel DPEF di luglio 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c490","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Venezia-Cesena (nuova Romea)","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La nuova Romea (collegamento Venezia-Ravenna-Cesena) è stata inserita nel Primo programma delle infrastrutture strategiche con la delibera CIPE 121/2001. Nel mandato l'unico passo concreto è stato quello della finanza di progetto: nel 2002 l'Anas ha pubblicato un avviso per raccogliere proposte di concessione del collegamento Orte-Mestre, che comprende la nuova Romea, e la proposta presentata nel 2003 da un gruppo guidato da Banca Carige è stata dichiarata di pubblico interesse il 9 dicembre 2003 e di nuovo il 26 luglio 2005. Non risultano un progetto approvato dal CIPE, né finanziamenti pubblici, né lavori avviati entro il 2006. Il CIPE ha approvato il progetto preliminare solo dopo, nel 2013 e nel 2014: la prima delibera è stata ricusata dalla Corte dei conti, la seconda ritirata.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/983","descrizione":"SILOS, scheda della tratta E45-E55 Orte-Mestre (che comprende la nuova Romea): inserimento nella delibera CIPE 121/2001, avviso Anas del 2002, dichiarazioni di pubblico interesse del 9 dicembre 2003 e del 26 luglio 2005, delibere CIPE 73/2013 (ricusata dalla Corte dei conti) e 41/2014 (ritirata)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c491","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Strada Parma-Verona","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel Piano la «Strada Parma-Verona» corrisponde, a quanto risulta, al raccordo autostradale tra l'A15 a Fontevivo (Parma) e l'A22 a Nogarole Rocca (Verona), il collegamento autostradale Tirreno-Brennero. Era incluso nel programma delle infrastrutture strategiche (delibera Cipe n. 121 del 21 dicembre 2001). Il Cipe ha approvato il progetto preliminare con la delibera n. 94 del 20 dicembre 2004, rinviando l'assegnazione del contributo, e il progetto definitivo con la delibera n. 132 del 9 maggio 2006, per 1.826 milioni di euro a carico della società concessionaria. Alla fine del mandato (17 maggio 2006) l'affidamento dei lavori non era ancora avviato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo», scheda n. 10 (raccordo autostradale Fontevivo-Nogarole Rocca): cronologia con le delibere Cipe 121/2001, 94/2004 e 132/2006, costo di 1.826,47 milioni a carico della concessionaria e affidamento lavori non avviato nel DPEF 2007-2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c492","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Raddoppio dell'autostrada Bologna-Firenze","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il raddoppio dell'autostrada tra Bologna e Firenze è la Variante di Valico dell'A1, inserita nel programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121). Il via libera all'opera è venuto da una deliberazione del Consiglio dei ministri del 9 agosto 2001; i lavori, per circa 3,1 miliardi di euro, sono finanziati da Autostrade per l'Italia, concessionaria dell'autostrada. Nel mandato i cantieri erano aperti: secondo la concessionaria, all'inizio del 2006 l'allargamento tra Sasso Marconi e La Quercia era quasi completato e i lavori sulla galleria di base tra Emilia-Romagna e Toscana erano nella fase iniziale. La tavola prometteva finanziamento e apertura dei cantieri, e sono avvenuti nel mandato.","prova":{"url":"https://www.autostrade.it/documents/10279/41501/Newsletter-N-1.pdf","descrizione":"Autostrade per l'Italia, newsletter Variante di Valico n. 1 (gennaio-febbraio 2006): importo dei lavori 3.102 milioni; lotto 2 al 97,5% al 31/12/2005, lotto 4 al 72% a settembre 2005, galleria di base in fase iniziale; delibera del Consiglio dei ministri del 9/8/2001 che ha dato il via libera all'opera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c493","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Autostrada Cecina-Civitavecchia","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola indicava l'autostrada Cecina-Civitavecchia tra le emergenze del Piano. L'opera è stata inserita nella delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001, che approvava il programma delle infrastrutture strategiche, con un costo di 1.859 milioni di euro, e confermata nella delibera n. 130 del 2006. Nel mandato non risultano finanziamento né lavori: il Ministero dell'ambiente ha dato parere favorevole al progetto preliminare l'11 aprile 2006, mentre il CIPE ha approvato il progetto preliminare solo nel 2008 (delibera n. 116).","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi16/2011scheda[046].pdf","descrizione":"Camera dei deputati, scheda n. 46 sulle infrastrutture strategiche, asse autostradale Cecina-Civitavecchia: CIPE 121/2001 (costo 1.859,245 milioni di euro), intese regionali 2002-2003, parere ambientale dell'11 aprile 2006, CIPE 116/2008 sul progetto preliminare"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c494","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Galleria di servizio per il traforo del Gran Sasso","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola indicava, tra le emergenze, la galleria di servizio per il traforo autostradale del Gran Sasso. La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 l'ha inserita nel programma delle infrastrutture strategiche come galleria di messa in sicurezza del traforo, escludendo l'ampliamento dei laboratori di fisica nucleare. Nell'ottobre 2002 il TAR dell'Abruzzo, su ricorso delle province di Teramo e di Pescara e dell'Ente parco, ha annullato il provvedimento con cui la conferenza di servizi convocata dall'Anas aveva approvato l'opera. Non risultano atti del governo che nel mandato abbiano approvato un nuovo progetto o aperto i cantieri della galleria.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg14/BancheDati/ResocontiAssemblea/sed223/32002017.htm","descrizione":"Camera dei deputati, allegato A della seduta n. 223 dell'11 novembre 2002, ordine del giorno 9/3200-bis/36: inclusione della sola galleria di messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso nella delibera CIPE 121/2001 e annullamento, nell'ottobre 2002, del provvedimento della conferenza di servizi da parte del TAR Abruzzo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c495","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Variante di Caserta","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La tavola stradale del Piano indicava tra le emergenze la variante di Caserta. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) la comprende nel collegamento autostradale Caserta-Benevento, con la variante di Caserta e le bretelle di collegamento. Non risultano nel mandato delibere del CIPE, finanziamenti o lavori per quest'opera. Ancora nel 2012, secondo il Servizio studi della Camera, il collegamento Caserta-Benevento con la bretella verso la variante di Caserta era in progettazione preliminare, senza delibera del CIPE e senza risorse disponibili, a fronte di un costo di circa 1.118 milioni di euro. Le opere campane dello stesso programma con una delibera del CIPE nel mandato, come la strada Fondo Valle Isclero (delibera n. 110 del 2002), sono altre.","prova":{"url":"https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/file/documenti/Am0304b.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sull'attuazione della legge obiettivo (tabelle, stato al 30 settembre 2012): «Collegamento autostradale Caserta-Benevento e bretella di collegamento con la tangenziale di Benevento e la Variante di Caserta», progettazione preliminare, nessuna delibera CIPE, risorse disponibili zero, costo 1.118 milioni di euro"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c498","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Adeguamento SS 268 del Vesuvio","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20050421191234id_/http://www.forza-italia.it/cover/piano_governo/pdf/strade_autostrade.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il Piano elencava l'adeguamento della SS 268 del Vesuvio tra le emergenze. Il raddoppio della strada era un progetto anteriore al Piano, con valutazione di impatto ambientale positiva già nel 1999 per il tratto della variante da Cercola. Nel mandato la procedura di impatto ambientale per il terzo tronco, con lo svincolo di Angri, si è conclusa con il decreto positivo del 6 aprile 2006. I lavori di raddoppio fra Somma Vesuviana e San Giuseppe Vesuviano, un appalto di oltre 105 milioni di euro, erano in corso nel 2010, quando sono stati aperti i primi tratti a doppia carreggiata. Non è stato possibile stabilire quando quei lavori siano stati affidati e avviati, e quindi se ciò sia avvenuto durante il mandato.","prova":{"url":"https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/716","descrizione":"Ministero dell'ambiente, procedura di valutazione di impatto ambientale per il 3° tronco della SS 268 con svincolo di Angri: istanza del 22 settembre 2005, decreto positivo del 6 aprile 2006 (DSA-DEC-2006-0000309)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"cdl-2001-c503","programmaId":"cdl-2001","governiValutati":["berlusconi-ii","berlusconi-iii"],"testo":"Venezia: progetto, MO.SE.","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20030507073433id_/http://www.forza-italia.it:80/cover/piano_governo/pdf/riassetto_idrogeologico.pdf","data":"2001-05-07","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia del nord (riassetto_idrogeologico.pdf)"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il sistema MO.S.E. era nel primo programma delle infrastrutture strategiche (CIPE, delibera 121 del 21 dicembre 2001). Con la delibera 109 del 29 novembre 2002 il CIPE ha assegnato il primo finanziamento, 450 milioni di euro per il 2002-2004, e il 14 maggio 2003 sono iniziati ufficialmente i lavori, con la scogliera esterna alla bocca di porto di Malamocco. Il CIPE ha poi assegnato altri 709 milioni con la delibera 40 del 29 settembre 2004 e 380 milioni con la delibera 74 del 29 marzo 2006. Alla fine del mandato i lavori erano in corso, su un costo complessivo stimato in oltre 4 miliardi di euro.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/Am0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, «L'attuazione della legge obiettivo» (marzo 2007), scheda «Sistema MO.S.E.»: delibera CIPE 109 del 29 novembre 2002 (450 milioni), avvio ufficiale dei lavori il 14 maggio 2003 (scogliera alla bocca di Malamocco), delibere CIPE 40 del 29 settembre 2004 (709 milioni) e 74 del 29 marzo 2006 (380 milioni), opera tra quelle cantierate nel DPEF 2007-2011."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-20"},{"id":"ulivo-1996-c011","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la facoltà per minoranze parlamentari qualificate (un quarto, un terzo), di ricorrere direttamente alla Corte Costituzionale contro decreti legge del Governo","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 2 \"Garanzie per l'opposizione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva una riforma costituzionale: la facoltà per minoranze parlamentari qualificate di ricorrere direttamente alla Corte costituzionale contro i decreti-legge. L'art. 134 della Costituzione, che elenca le competenze della Corte, è oggi nel testo in vigore dal 18 gennaio 1989 e non prevede alcun ricorso diretto delle minoranze parlamentari. Non risultano atti del governo, né leggi costituzionali approvate tra il 1996 e il 2001, che abbiano introdotto questa facoltà.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art134","descrizione":"Testo dell'art. 134 della Costituzione su Normattiva: competenze della Corte costituzionale, senza alcun ricorso diretto di minoranze parlamentari contro i decreti-legge; nessuna versione successiva al 1989."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c013","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il rafforzamento dei quorum di garanzia per l'elezione dei giudici costituzionali, dei membri parlamentari del Consiglio Superiore della Magistratura, per le modifiche dei regolamenti parlamentari","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 2 \"Garanzie per l'opposizione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo né leggi approvate nel mandato che abbiano rafforzato i quorum per i giudici costituzionali, per i membri parlamentari del Consiglio superiore della magistratura o per le modifiche dei regolamenti parlamentari. L'art. 64 della Costituzione prevede ancora la maggioranza assoluta per adottare i regolamenti. La Commissione bicamerale per le riforme costituzionali (legge costituzionale 1/1997), presieduta da D'Alema, presentò nel novembre 1997 un progetto di revisione della seconda parte della Costituzione. L'esame in Assemblea, avviato alla Camera nel gennaio 1998, si interruppe per il venir meno dell'intesa tra le forze politiche.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/ac0136.htm","descrizione":"Dossier della Camera sul metodo delle riforme istituzionali: progetto della Bicamerale presentato nel novembre 1997, esame in Assemblea avviato nel gennaio 1998 e poi interrotto per il venir meno dell'intesa"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c015","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Attribuire alle Regioni la funzione legislativa, ad eccezione delle materie espressamente riservate allo Stato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La riforma del titolo V della Costituzione riscrive l'art. 117: spetta alle Regioni la potestà legislativa in ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Il testo nasce dall'esame, insieme ad altre proposte, del disegno di legge costituzionale presentato dal governo D'Alema il 18 marzo 1999. Il Parlamento lo ha approvato in via definitiva l'8 marzo 2001, con il voto del Senato a maggioranza assoluta, e il testo è stato pubblicato nella GU n. 59 del 12 marzo 2001, prima della fine del governo Amato II. Dopo il referendum confermativo del 7 ottobre 2001, che lo ha approvato con il 64,2 per cento dei voti, è stato promulgato come legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001), in vigore dall'8 novembre 2001. L'atto decisivo, il voto finale delle Camere, è quindi avvenuto nel mandato.","prova":{"url":"https://www.senato.it/documenti/repository/leggi_e_documenti/approfondimenti/dossier/XIV/Dossier%20n.%2070.pdf","descrizione":"Senato della Repubblica, Servizio studi, dossier n. 70 sulla legge costituzionale 3/2001: iter (ddl del governo A.C. 5830 del 18 marzo 1999; approvazione definitiva del Senato l'8 marzo 2001 a maggioranza assoluta; GU n. 59 del 12 marzo 2001; referendum del 7 ottobre 2001) e testo del nuovo art. 117"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c016","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Dare piena autonomia alle Regioni nella disciplina della propria forma di governo e nella definizione degli Statuti regionali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (Gazzetta Ufficiale n. 299 del 22 dicembre 1999, in vigore dal 6 gennaio 2000) ha riscritto l'articolo 123 della Costituzione. Il nuovo testo prevede che ogni Regione abbia uno statuto che, «in armonia con la Costituzione», ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto è approvato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta, senza il visto del Commissario del governo; il governo può solo impugnarlo davanti alla Corte costituzionale. La legge ha anche stabilito che il presidente della Giunta sia eletto a suffragio universale e diretto, salvo diversa scelta dello statuto. La legge è stata approvata dal Parlamento e promulgata il 22 novembre 1999.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:1999-11-22;1@originale~art3","descrizione":"Testo originale dell'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1, che sostituisce l'articolo 123 della Costituzione: statuto regionale che determina la forma di governo, approvato dal Consiglio regionale (Normattiva; GU n. 299 del 22-12-1999)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c017","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Attribuire alle Regioni la facoltà di disciplinare l'ordinamento degli enti locali, compresi i governi delle aree metropolitane","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante i governi valutati l'ordinamento degli enti locali è rimasto affidato alla legge dello Stato. Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (GU n. 227 del 28 settembre 2000), emanato in attuazione della delega della legge 3 agosto 1999, n. 265, ha raccolto in un testo unico statale tutte le norme sull'ordinamento degli enti locali. La riforma del titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, GU n. 248 del 24 ottobre 2001) è in vigore solo dall'8 novembre 2001, cioè dopo la fine dell'ultimo governo valutato (11 giugno 2001). Quel testo, all'art. 117, secondo comma, lettera p), riserva comunque alla legislazione esclusiva dello Stato la legislazione elettorale, gli organi di governo e le funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane. Non risultano atti dei governi valutati che attribuiscano alle Regioni la facoltà di disciplinare l'ordinamento degli enti locali.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267","descrizione":"D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, «Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali», GU n. 227 del 28 settembre 2000, S.O. n. 162, adottato dal Governo in base alla delega dell'art. 31 della legge 265/1999 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c018","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Dare alle regioni la possibilità di realizzare accordi interregionali per scopi sovraregionali in ambiti non riservati allo Stato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La riforma del titolo V della Costituzione è nata dal disegno di legge costituzionale del governo D'Alema (A.C. 5830, presentato il 18 marzo 1999), esaminato insieme ad altre proposte. Il Parlamento l'ha approvata in via definitiva durante il mandato: la seconda deliberazione si è conclusa al Senato l'8 marzo 2001 e il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 marzo 2001 per l'eventuale referendum. Dopo il referendum confermativo del 7 ottobre 2001 è stata promulgata come legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001), in vigore dall'8 novembre 2001, cioè dopo la fine del governo Amato II (11 giugno 2001). Il nuovo articolo 117 dispone che la legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con l'individuazione di organi comuni. Poiché il voto finale del Parlamento è avvenuto nel mandato, la promessa si considera attuata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2001-10-18;3","descrizione":"Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001, in vigore dall'8 novembre 2001), art. 3: nuovo articolo 117 della Costituzione, con la ratifica per legge regionale delle intese tra Regioni, anche con organi comuni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c019","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Sopprimere i controlli sugli atti amministrativi delle Regioni e degli enti locali e attribuire i compiti ispettivi alla Corte dei Conti","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 17), approvata sotto il governo Prodi I, ha ristretto i controlli preventivi di legittimità: sugli atti amministrativi della Regione solo ai regolamenti e agli atti di attuazione degli obblighi comunitari (comma 32), su quelli degli enti locali solo a statuti, regolamenti del consiglio, bilanci e rendiconto (comma 33). Le delibere su appalti di importo rilevante e su assunzioni e piante organiche sono controllate solo se lo chiede una quota dei consiglieri (comma 38). I controlli non sono stati soppressi del tutto e non risultano atti dei governi valutati che abbiano attribuito alla Corte dei conti i compiti ispettivi promessi. L'abolizione dei controlli sugli atti di Regioni ed enti locali è arrivata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, entrata in vigore l'8 novembre 2001, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-05-15;127~art17@originale","descrizione":"Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, testo originario (Normattiva): commi 32 e 33 (controllo preventivo di legittimità limitato a regolamenti regionali, statuti, regolamenti del consiglio, bilanci e rendiconti degli enti locali) e comma 38 (controllo su richiesta dei consiglieri per le delibere su appalti e assunzioni)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c020","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"sopprimere il potere governativo di rinvio delle leggi regionali, salva l'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La riforma del Titolo V della Costituzione, approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001 durante il governo Amato II, ha riscritto l'art. 127 della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 8). Prima il Governo poteva rinviare al Consiglio regionale una legge regionale che riteneva eccedente la competenza della Regione o contraria agli interessi nazionali. Con il nuovo testo il rinvio non esiste più: il Governo può solo promuovere la questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione. Il testo approvato è stato confermato dal referendum del 7 ottobre 2001, promulgato il 18 ottobre ed è entrato in vigore l'8 novembre 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2001-10-18;3~art8","descrizione":"Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 8 (Normattiva): nuovo art. 127 della Costituzione, solo impugnazione davanti alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c021","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Dare agli enti locali ampia autonomia organizzativa, eliminando i vincoli legislativi sugli organici e sulle assunzioni di personale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 6, comma 9) ha affidato al regolamento di ogni ente locale la disciplina delle dotazioni organiche e delle modalità di assunzione, e (art. 17, comma 70) ha permesso al sindaco e al presidente della provincia di nominare il segretario scegliendolo tra gli iscritti a un albo. I vincoli di legge sul personale non sono però spariti: la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 39, comma 19) ha chiesto a regioni ed enti locali di adeguare i propri ordinamenti ai principi della programmazione triennale del fabbisogno di personale, finalizzandoli alla riduzione programmata delle spese di personale. L'autonomia organizzativa è stata dunque ampliata, ma non è stata eliminata ogni limitazione legislativa su organici e assunzioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-05-15;127~art6@originale","descrizione":"Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 6, testo originario (Normattiva): il comma 9 aggiunge all'art. 41 del d.lgs. 29/1993 il comma 3-bis, per cui il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi degli enti locali disciplina le dotazioni organiche e le modalità di assunzione."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c022","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il segretario comunale, scelto dal sindaco nell'ambito di un apposito albo di idonei","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 15 maggio 1997, n. 127 (governo Prodi I), art. 17, comma 70, prevede che il sindaco e il presidente della provincia nominino il segretario «scegliendolo tra gli iscritti all'albo» dei segretari comunali e provinciali, istituito dal comma 75; la nomina dura quanto il mandato del sindaco o del presidente. L'albo è gestito da un'Agenzia autonoma, istituita dal comma 76 e disciplinata dal regolamento approvato con d.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 1998). La scelta del segretario da un albo di idonei è quindi passata al sindaco.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-05-15;127~art17@originale","descrizione":"Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, testo originario: comma 70 (il sindaco nomina il segretario scegliendolo tra gli iscritti all'albo), commi 75-76 (albo nazionale e Agenzia autonoma per la sua gestione) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c023","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"gli eventuali deficit locali non dovranno essere dichiarati dallo Stato, ma posti a carico della stessa collettività locale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi valutati che abbiano posto i deficit degli enti locali interamente a carico della collettività locale. Il testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, governo Amato II) ha riunito la disciplina del dissesto già prevista dal decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77: dopo il dissesto l'ente deve portare imposte e tasse locali alla misura massima per cinque anni (art. 251), ma lo Stato continua a finanziare gli oneri di un mutuo ventennale con la Cassa depositi e prestiti per il risanamento (art. 255). Il patto di stabilità interno della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 28) ha impegnato regioni ed enti locali a ridurre il proprio disavanzo, senza modificare questo meccanismo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267~art255@originale","descrizione":"Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art. 255, testo originario (Normattiva): per il risanamento dell'ente dissestato lo Stato finanzia gli oneri di un mutuo ventennale con la Cassa depositi e prestiti, con pagamento diretto da parte del Ministero dell'interno."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c024","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Dare agli enti locali ampia autonomia finanziaria, attraverso l'ampliamento dell'autonomia impositiva e la compartecipazione ai tributi erariali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Tra il 1997 e il 2000 i governi hanno ampliato l'autonomia impositiva di comuni e province e introdotto una compartecipazione a un tributo erariale. Il d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 ha dato a province e comuni la potestà di disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo fattispecie imponibili, soggetti passivi e aliquota massima (art. 52), e ha permesso alle province di istituire l'imposta provinciale di trascrizione, con tariffa aumentabile fino al 20 per cento (art. 56). Il d.lgs. 28 settembre 1998, n. 360 ha istituito dal 1° gennaio 1999 l'addizionale comunale all'Irpef, poi estesa alle province, con facoltà dei comuni di aumentarne l'aliquota fino a 0,5 punti (art. 1). La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 67) ha istituito per il 2002 una compartecipazione dei comuni delle regioni a statuto ordinario al gettito Irpef pari al 4,5 per cento, riducendo di pari importo i trasferimenti erariali. La compartecipazione era prevista per il solo 2002.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-12-23;388@originale~art67","descrizione":"Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 67 (testo originale, Normattiva): compartecipazione dei comuni al gettito Irpef per il 2002 nella misura del 4,5 per cento e riduzione dei trasferimenti erariali di pari importo; per l'autonomia impositiva, d.lgs. 446/1997, artt. 52 e 56, e d.lgs. 360/1998, art. 1."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c025","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Rafforzare la presenza delle Regioni nell'Unione Europea, con forme autonome di rappresentanza nelle sedi comunitarie","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 3 \"Autogoverno locale e federalismo cooperativo\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era rafforzare la presenza delle Regioni nell'Unione europea con forme autonome di rappresentanza nelle sedi comunitarie. La facoltà delle Regioni di aprire propri uffici di collegamento presso le istituzioni dell'Unione e l'invio di funzionari regionali presso la Rappresentanza permanente d'Italia erano già previsti dalla legge 6 febbraio 1996, n. 52 (art. 58), approvata prima dell'inizio del mandato. La legge 24 aprile 1998, n. 128 (legge comunitaria 1995-1997, art. 13) ha fissato in quattro i funzionari regionali presso la Rappresentanza permanente, designati dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni, e ha confermato un posto di esperto riservato a un funzionario regionale. Ha previsto inoltre che i presidenti delle Regioni indichino al Governo le questioni di loro interesse da considerare nelle direttive alla Rappresentanza, ha fissato almeno ogni sei mesi la sessione della Conferenza Stato-Regioni dedicata alle politiche comunitarie e ha consentito uffici comuni anche con regioni o enti di altri Paesi dell'Unione. La riforma del Titolo V della Costituzione, approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001, confermata dal referendum del 7 ottobre 2001 e in vigore dall'8 novembre 2001 (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), ha poi stabilito che le Regioni partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari nelle materie di loro competenza. La presenza delle Regioni è stata rafforzata, ma le forme autonome di rappresentanza erano già state introdotte prima del mandato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/98128l.htm","descrizione":"Testo della legge 24 aprile 1998, n. 128, art. 13: commi 7 e 9-11 (sessione comunitaria semestrale della Conferenza Stato-Regioni, quattro funzionari regionali presso la Rappresentanza permanente, conferma del posto di esperto regionale, indicazioni delle Regioni al Governo, uffici comuni con regioni o enti di altri Paesi UE), che modificano l'art. 58 della legge 52/1996."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c027","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il Senato dovrà essere trasformato in una Camera delle Regioni, composta da esponenti delle istituzioni regionali che conservino le cariche locali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 4 \"Una Camera delle Regioni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Senato non è stato trasformato in una Camera delle Regioni. L'articolo 57 della Costituzione, nel testo in vigore dall'8 febbraio 2001, prevede ancora un Senato «eletto a base regionale» dai cittadini, con le modifiche limitate ai seggi della circoscrizione Estero. La riforma del Titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, voto finale del Parlamento l'8 marzo 2001, referendum del 7 ottobre, promulgazione il 18 ottobre 2001) non ha toccato la composizione del Senato: l'articolo 11 si limita a consentire che i regolamenti parlamentari integrino la Commissione per le questioni regionali con rappresentanti di Regioni ed enti locali. Il progetto di riforma della Commissione bicamerale istituita dalla legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1 non è stato approvato: l'esame alla Camera si è interrotto definitivamente il 9 giugno 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art57!vig=2001-06-11","descrizione":"Costituzione, art. 57 nel testo in vigore dall'8 febbraio 2001 (Normattiva): Senato eletto a base regionale, nessuna composizione per rappresentanti delle istituzioni regionali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c033","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevedendo forme di finanziamento pubblico in condizioni di parità delle forze politiche soprattutto attraverso l'accesso gratuito o agevolato a servizi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 5 \"Le elezioni ad armi pari\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva un finanziamento pubblico dei partiti in condizioni di parità, soprattutto con accesso gratuito o agevolato a servizi. Nel periodo la forma principale è stata il denaro: la legge 2 gennaio 1997, n. 2 ha destinato ai partiti lo 0,4 per cento dell'IRPEF indicato dai contribuenti, e la legge 3 giugno 1999, n. 157 l'ha sostituita con il rimborso delle spese elettorali. Sul fronte dei servizi la legge 157/1999 (art. 5) ha esentato da alcune imposte gli atti dei partiti, ha esteso le agevolazioni comunali per le occupazioni temporanee di suolo pubblico e ha consentito a comuni e province di mettere a disposizione senza compenso strutture per le loro iniziative. La legge 22 febbraio 2000, n. 28 ha previsto messaggi politici autogestiti gratuiti sulle emittenti nazionali. Una parte della promessa è dunque attuata, ma non nella forma prevalente indicata dal programma.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99157l.htm","descrizione":"Testo della legge 3 giugno 1999, n. 157 (G.U. n. 129 del 4 giugno 1999): l'art. 1 introduce il rimborso in denaro delle spese elettorali; l'art. 5 prevede esenzioni, agevolazioni sul suolo pubblico e uso non oneroso di strutture comunali e provinciali."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c034","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"regole rigorose e controlli effettivi e indipendenti (affidati ad esempio alla Corte dei Conti) su tutte le forme di finanziamento privato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 5 \"Le elezioni ad armi pari\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 2 gennaio 1997, n. 2 ha introdotto nuove regole sul finanziamento privato dei partiti. L'art. 5 prevede una detrazione del 22% per le erogazioni liberali tra 500.000 lire e 50 milioni, purché versate con bonifico bancario o postale. L'art. 8 impone un rendiconto annuale con la relazione dei revisori dei conti, da pubblicare sui quotidiani e da trasmettere al Presidente della Camera. La regolarità dei rendiconti è verificata da un collegio di cinque revisori ufficiali dei conti, nominati d'intesa dai Presidenti delle Camere (art. 8, comma 14). Il controllo riguarda però la corretta redazione del rendiconto: non è un controllo della Corte dei conti né una verifica di tutte le forme di finanziamento privato, diretto e indiretto, come indicava il programma.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/97002l.htm","descrizione":"Testo originario della legge 2 gennaio 1997, n. 2: art. 5 (detrazione del 22% per le erogazioni con versamento bancario o postale) e art. 8 (rendiconto, pubblicazione, controllo di conformità da parte di un collegio di cinque revisori nominati dai Presidenti delle Camere, comma 14)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c035","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una revisione organica della legislazione sulle cause di ineleggibilità e di incompatibilità alle cariche elettive politiche ed amministrative","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 6 \"Candidature trasparenti\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva una revisione organica delle cause di ineleggibilità e incompatibilità alle cariche elettive politiche e amministrative. Per le cariche locali il testo unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 55-70) ha raccolto la disciplina e abrogato la legge 23 aprile 1981, n. 154, salvo le norme sui consiglieri regionali. La delega (art. 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265) chiedeva però di riunire e coordinare le norme vigenti, non di rivederle, e la stessa legge 265/1999 ha introdotto solo ritocchi, come il termine per rimuovere le cause di ineleggibilità (art. 20). Per deputati e senatori non risultano atti del periodo che abbiano rivisto la legge 13 febbraio 1953, n. 60 e il DPR 30 marzo 1957, n. 361.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-08-03;265~art31","descrizione":"Legge 3 agosto 1999, n. 265, art. 31 (Normattiva): delega per un testo unico in cui sono «riunite e coordinate le disposizioni legislative vigenti» sull'ordinamento degli enti locali, comprese ineleggibilità e incompatibilità."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c036","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"sancire l'ineleggibilità a cariche di governo dei titolari di posizioni di controllo di diritto o di fatto in imprese di informazione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 6 \"Candidature trasparenti\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era una norma che rendesse ineleggibili alle cariche di governo i titolari del controllo di imprese di informazione o di altre grandi imprese strategiche. Nella legislatura il tema è stato affrontato da un testo unificato sul conflitto di interessi, approvato dalla Camera il 22 aprile 1998 e dal Senato, con modificazioni, il 27 febbraio 2001. Il testo non è tornato alla Camera: lo scioglimento anticipato delle Camere ha impedito di completarne l'esame. Nel periodo dei governi valutati non è dunque entrata in vigore alcuna norma di questo tipo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/ac0864.htm","descrizione":"Dossier della Camera sul conflitto di interessi: ricostruisce l'approvazione alla Camera (22 aprile 1998), l'approvazione con modificazioni al Senato (27 febbraio 2001) e la mancata ripresa dell'esame per lo scioglimento anticipato della legislatura."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c037","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"modificare la norma costituzionale che attribuisce alle stesse Camere il giudizio definitivo sulla regolarità delle elezioni [...] attribuendo tale giudizio definitivo alla Corte Costituzionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 6 \"Candidature trasparenti\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di affidare alla Corte costituzionale il giudizio definitivo sulla regolarità delle elezioni e sull'eleggibilità dei parlamentari, oggi attribuito alle Camere. Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II né leggi costituzionali approvate nel periodo 1996-2001 in questo senso. L'articolo 66 della Costituzione, mai modificato dal 1948, assegna ancora a ciascuna Camera il giudizio sui titoli di ammissione dei suoi componenti e sulle cause sopraggiunte di ineleggibilità e incompatibilità. Il progetto di riforma della Commissione bicamerale istituita dalla legge costituzionale 24 gennaio 1997, n. 1 non è stato approvato: l'esame alla Camera si è interrotto definitivamente il 9 giugno 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art66","descrizione":"Testo dell'art. 66 della Costituzione su Normattiva, in vigore dal 1° gennaio 1948 senza modifiche: «Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità»."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c040","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Si deve definire costituzionalmente una riserva di regolamento in tutti i campi non riservati alla legge","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La Costituzione non è stata modificata per introdurre una riserva di regolamento in tutti i campi non riservati alla legge. Il progetto di revisione della seconda parte della Costituzione presentato dalla Commissione bicamerale nel novembre 1997 è stato esaminato dalla Camera dal gennaio 1998, ma l'esame si è interrotto senza conclusione. La riforma del Titolo V, approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001, confermata dal referendum del 7 ottobre 2001 e in vigore dall'8 novembre 2001 (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), ha ripartito la potestà regolamentare tra Stato e Regioni secondo le materie (nuovo art. 117, sesto comma): è un riparto tra livelli di governo, non una riserva di regolamento rispetto alla legge. Non risultano altri atti del governo in questo senso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2001-10-18;3@originale~art3","descrizione":"Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3, testo originario (Normattiva): nuovo art. 117, il cui sesto comma attribuisce la potestà regolamentare allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva e alle Regioni in ogni altra materia; nessuna riserva di regolamento rispetto alla legge."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c041","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Si devono vietare leggi che sostituiscano provvedimenti amministrativi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di vietare le leggi che sostituiscono provvedimenti amministrativi (le «leggi-provvedimento»). Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II che introducano un divieto di questo tipo, né in una legge ordinaria né in una modifica costituzionale. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 143 del 1989, aveva escluso che la Costituzione vieti leggi a contenuto particolare e concreto, e con la sentenza n. 492 del 1995 le ha ammesse entro limiti, tra cui la ragionevolezza e la non arbitrarietà della scelta.","prova":{"url":"https://www.giurcost.org/decisioni/1989/0143s-89.html","descrizione":"Corte costituzionale, sentenza n. 143 del 1989 (decisa l'8 marzo 1989): si esclude che la Costituzione vieti l'adozione di leggi a contenuto particolare e concreto; nessuna riserva agli organi amministrativi degli atti a contenuto particolare e concreto."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c042","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Si devono definire con rigore i casi di necessità e urgenza [...] vietandone la reiterazione, escludendone l'emendabilità in sede di conversione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di definire con rigore i casi di necessità e urgenza dei decreti-legge, di vietarne la reiterazione e di escludere gli emendamenti in sede di conversione. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto queste regole tra il 1996 e il 2001: i limiti restavano quelli dell'art. 77 della Costituzione e dell'art. 15 della legge 23 agosto 1988, n. 400, il cui testo è invariato dal 1988 e vieta di rinnovare solo i decreti di cui una Camera abbia negato la conversione. La reiterazione dei decreti non convertiti in tempo è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 360 del 1996 (decisa il 17 ottobre, depositata il 24 ottobre 1996): è una pronuncia della Corte, non un atto del governo, e non ha introdotto né una definizione dei casi di necessità e urgenza né limiti agli emendamenti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1988-08-23;400~art15","descrizione":"Art. 15 della legge 400/1988 su Normattiva, testo in vigore dal 27 settembre 1988 senza modifiche successive: vieta al governo di rinnovare con decreto-legge le disposizioni di decreti di cui sia stata negata la conversione da una delle Camere e chiede contenuti specifici e omogenei; non definisce i casi di necessità e urgenza né esclude gli emendamenti."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c044","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Si propone, prima ancora di avere introdotto queste riforme, l'immediata abolizione della prassi della reiterazione dei decreti legge","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era l'abolizione immediata della reiterazione dei decreti-legge. Il governo Prodi I continuò a reiterare: il decreto-legge 6 settembre 1996, n. 462, riproduceva senza modifiche una norma di decreti decaduti. Con la sentenza n. 360 (17 ottobre 1996) la Corte costituzionale dichiarò illegittima la reiterazione dei decreti non convertiti. Dopo la sentenza il governo smise di riemettere interi decreti decaduti, ma uno studio del 2001 rileva che continuò a riprodurre singole disposizioni in decreti successivi. La fine della prassi è dovuta alla Corte più che a un atto del governo.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/1996/0360s-96.htm","descrizione":"Corte costituzionale, sentenza n. 360 del 1996 (17 ottobre 1996): illegittimità del d.l. 462/1996 e divieto di reiterazione dei decreti-legge non convertiti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c045","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"va escluso radicalmente il ricorso alle varie forme di condono che premiano l'illegalità","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato sono stati adottati provvedimenti di condono. Il decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, del governo Prodi I, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, contiene all'art. 4 «Disposizioni in materia di condono previdenziale»: chi non aveva versato, o aveva versato in ritardo, contributi dovuti fino a dicembre 1996 poteva regolarizzarsi entro il 31 maggio 1997 pagando una somma aggiuntiva al posto delle sanzioni civili e degli interessi, anche a rate. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 2, commi 37-59) ha inoltre modificato il condono edilizio del 1994, spostandone i termini e consentendo il riesame di domande respinte, e la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 49, comma 7) ha prorogato al 30 giugno 1998 un termine dello stesso condono. Non è stato aperto un nuovo condono fiscale o edilizio generale, ma l'esclusione «radicale» dei condoni promessa dal programma non è stata rispettata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1997-03-28;79@originale~art4","descrizione":"Decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, testo originario, art. 4 «Disposizioni in materia di condono previdenziale»: regolarizzazione dei contributi omessi o versati in ritardo fino a dicembre 1996, entro il 31 maggio 1997, con somma aggiuntiva in luogo delle sanzioni civili e degli interessi; convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c054","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il potere di scegliere i ministri e di proporne al Capo dello Stato la revoca in caso di dissenso rispetto all'indirizzo governativo","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti che abbiano attribuito al presidente del Consiglio il potere di scegliere i ministri e di proporne la revoca. L'articolo 92 della Costituzione, che affida al presidente della Repubblica la nomina dei ministri su proposta del presidente del Consiglio, è rimasto nella formulazione del 1948. La commissione parlamentare per le riforme costituzionali presieduta da Massimo D'Alema ha presentato alle Camere, nel novembre 1997, un progetto di revisione della seconda parte della Costituzione. La Camera ne ha avviato l'esame nel gennaio 1998, ma l'esame si è interrotto senza approvazione per il venir meno dell'intesa tra le forze politiche che avevano promosso l'iniziativa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art92","descrizione":"Articolo 92 della Costituzione nel testo in vigore dal 1° gennaio 1948 (Normattiva): nomina dei ministri da parte del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, senza potere di scelta e revoca espresso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c056","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["dalema-i"],"testo":"disponendo di un'unica struttura tecnica centrale deputata all'elaborazione di tutti i progetti di legge governativi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 (GU n. 205 del 1° settembre 1999, S.O.) ha riordinato la Presidenza del Consiglio. L'art. 6 organizza «in un apposito Dipartimento» (affari giuridici e legislativi) le funzioni di coordinamento dell'attività normativa del governo, che già dal 1988 spettavano a un ufficio centrale della Presidenza (art. 23 della legge 400/1988). Il Dipartimento cura la valutazione d'impatto della regolazione, la qualità del linguaggio normativo e la verifica degli effetti finanziari, ma coordina i testi e non li elabora. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, della stessa data, all'art. 7, comma 2, lettera d), ha anzi confermato presso gli uffici di diretta collaborazione di ciascun ministro un settore giuridico-legislativo incaricato dell'«elaborazione di testi normativi del Governo». La redazione dei progetti di legge è quindi rimasta divisa tra i ministeri. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano affidato a un'unica struttura centrale l'elaborazione di tutti i progetti di legge, gli emendamenti e i regolamenti del governo, come chiedeva il programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-30;300~art7!vig=2000-01-01","descrizione":"D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 7, comma 2, lettera d), testo originario: gli uffici di diretta collaborazione di ogni ministro comprendono il settore giuridico-legislativo, che cura l'elaborazione dei testi normativi del governo (GU n. 203 del 30 agosto 1999, S.O.; Normattiva). Il coordinamento centrale è all'art. 6 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 303"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c058","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il potere di opporre un veto alle iniziative ed agli emendamenti parlamentari tendenti ad accrescere la spesa","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II che abbiano attribuito al Presidente del Consiglio o al governo un potere di veto sulle iniziative e sugli emendamenti parlamentari che aumentano la spesa. Le riforme della contabilità approvate nel mandato, la legge 3 aprile 1997, n. 94 sulla struttura del bilancio dello Stato e la legge 25 giugno 1999, n. 208, non prevedono un potere di questo tipo, e la Costituzione non è stata modificata in questo senso. L'unico testo del periodo che toccava il tema è il progetto della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali (testo del 4 novembre 1997, art. 103), organo del Parlamento e non del governo: ammetteva le modifiche al bilancio solo nel rispetto dell'equilibrio e, «in caso di opposizione del Governo», chiedeva la maggioranza assoluta per approvare maggiori oneri. Non era un veto, e il progetto non è mai stato approvato dalle Camere.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/parlam/bicam/rifcost/ressten/sed07102.htm","descrizione":"Commissione bicamerale, testo approvato il 4 novembre 1997, art. 103: modifiche al bilancio ammesse nel rispetto dell'equilibrio e maggioranza assoluta per maggiori oneri in caso di opposizione del Governo (progetto mai approvato dalle Camere)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c059","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Deve essere ridotto il numero dei ministri che partecipano al consiglio dei ministri senza escludere l'introduzione di figure di ministri \"juniores\"","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi I fu nominato con 20 ministri oltre al presidente del Consiglio, affidando ad alcuni ministri due dicasteri; il governo Amato II ha giurato con 23 ministri, sei dei quali senza portafoglio. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (governo D'Alema I) ha ridotto i ministeri a 12, ma «a decorrere dalla prossima legislatura», cioè dopo la fine dei governi valutati. La riduzione è quindi stabilita da un atto adottato nel mandato, ma non ha ridotto il Consiglio dei ministri durante il mandato. Non risulta introdotta la figura dei ministri «juniores».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-30;300~art2@originale","descrizione":"D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 2, testo originario (Normattiva): «A decorrere dalla prossima legislatura, i ministeri sono i seguenti», con l'elenco di 12 ministeri. Composizione dei governi: Camera dei deputati, resoconti stenografici della seduta n. 3 del 22 maggio 1996 (governo Prodi I) e della seduta n. 713 del 27 aprile 2000 (governo Amato II, https://documenti.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed713/pdfs001.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c060","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va abolita la necessità di organizzare le funzioni governative e amministrative centrali attraverso ministeri","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (governo D'Alema I) ha riformato l'organizzazione del Governo: ha ridotto e accorpato i ministeri e ha istituito le agenzie, strutture amministrative autonome dai ministeri. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303 ha riordinato la Presidenza del Consiglio. L'organizzazione per ministeri non è stata però abolita: i ministeri sono rimasti l'architettura di base, con il numero fissato per legge, e la riduzione era prevista con decorrenza differita all'inizio della legislatura successiva.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-30;300~art1","descrizione":"D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 1 (Normattiva): razionalizzazione, riordino, soppressione e fusione di ministeri, istituzione di agenzie (attuazione art. 11 l. 59/1997)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c062","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Intendiamo ridurre il numero dei ministeri e dei ministri articolando la struttura del governo intorno ai seguenti gruppi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430 (governo Prodi I) ha unificato dal 1° gennaio 1998 i ministeri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (governo D'Alema I), in attuazione della legge 59/1997, ha poi stabilito che «a decorrere dalla prossima legislatura» i ministeri fossero 12, accorpando le funzioni per grandi aree, come economia e finanze, attività produttive, infrastrutture e trasporti, lavoro, salute e politiche sociali. Questa riduzione ha avuto effetto solo con il governo formato nel giugno 2001, dopo la fine dei governi valutati. Durante il mandato il numero dei ministri non è sceso: il governo Prodi I fu nominato con 20 ministri, il governo Amato II ha giurato con 23. La riforma è stata dunque adottata nel mandato, ma applicata solo dopo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-30;300~art2@originale","descrizione":"D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 2, testo originario (Normattiva): «A decorrere dalla prossima legislatura, i ministeri sono i seguenti», con l'elenco di 12 ministeri. Unificazione di Tesoro e Bilancio: d.lgs. 5 dicembre 1997, n. 430, art. 2 (Normattiva). Composizione dei governi: resoconti stenografici della Camera, seduta n. 3 del 22 maggio 1996 e seduta n. 713 del 27 aprile 2000."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c063","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per i Ministeri compresi nei gruppi 3, 4, 5, si prevede un forte processo di trasferimento delle funzioni [...] alle regioni ed agli enti locali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 15 marzo 1997, n. 59 (governo Prodi I) ha delegato il conferimento di funzioni a Regioni ed enti locali. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Gazzetta Ufficiale del 21 aprile 1998, in vigore dal 6 maggio 1998) l'ha attuata, trasferendo funzioni dello Stato in materia di sviluppo economico e attività produttive, territorio, ambiente e infrastrutture, servizi alla persona (sanità, servizi sociali, istruzione, formazione professionale). Il trasferimento ha riguardato i settori dei ministeri produttivi, del territorio e sociali indicati nella tesi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-03-31;112","descrizione":"Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112: conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato a Regioni ed enti locali, per sviluppo economico, territorio e ambiente, servizi alla persona (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c065","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"innalzamento del numero di sottoscrizioni necessario per proporre il referendum","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il numero di firme per richiedere il referendum abrogativo è fissato dall'art. 75 della Costituzione (500.000 elettori) e, secondo il testo pubblicato su Normattiva, non è stato mai modificato. Innalzarlo richiedeva una legge costituzionale. La Commissione bicamerale per le riforme istituzionali approvò nel giugno 1997 una norma che portava le firme da 500.000 a 800.000, ma la proposta non è diventata legge costituzionale nel corso del mandato. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano aumentato le firme.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art75","descrizione":"Costituzione, art. 75 (Normattiva): il referendum abrogativo è indetto quando lo richiedono 500.000 elettori; nessun aggiornamento del testo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c066","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"divieto di raccolta contestuale di sottoscrizioni per più referendum","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di vietare la raccolta contestuale di firme per più referendum. Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato né leggi approvate tra il 1996 e il 2001 che abbiano introdotto questo divieto. Le norme della legge 25 maggio 1970, n. 352 sulla raccolta e sul deposito delle firme per il referendum abrogativo (artt. 7, 27 e 28) sono rimaste nel testo del 1970 per tutto il periodo e non contengono alcuna norma di questo tipo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1970-05-25;352~art27!vig=2001-06-01","descrizione":"Legge 25 maggio 1970, n. 352, art. 27 su Normattiva (testo in vigore dal 1970, invariato al giugno 2001): disciplina dei fogli per la raccolta delle firme per il referendum abrogativo, senza alcun divieto di raccolta contestuale per più referendum; vedi anche artt. 7 e 28."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c067","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"limitazione del numero di referendum che possono svolgersi contemporaneamente","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era limitare il numero di referendum che si possono svolgere contemporaneamente. Nel periodo non risulta alcuna legge, ordinaria o costituzionale, che abbia introdotto un limite. Con il d.P.R. 29 marzo 2000 furono indetti più referendum abrogativi per la stessa data, il 21 maggio 2000, senza alcun tetto al loro numero. La Commissione bicamerale per le riforme costituzionali presieduta da D'Alema (1997-98) non ha prodotto una revisione approvata dal Parlamento.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2000/0502s-00.html","descrizione":"Sentenza della Corte costituzionale n. 502/2000: ricorda i referendum abrogativi indetti con d.P.R. 29 marzo 2000 (G.U. n. 79 del 4 aprile 2000) per il 21 maggio 2000, più quesiti nello stesso giorno."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c068","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"anticipazione del giudizio di ammissibilità ad una fase anteriore alla raccolta delle sottoscrizioni","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La disciplina del referendum abrogativo non è stata cambiata nel senso promesso. Secondo la legge 25 maggio 1970, n. 352, le richieste si depositano in Cassazione dal 1° gennaio al 30 settembre, l'Ufficio centrale ne verifica la regolarità e solo dopo la Corte costituzionale decide sull'ammissibilità con sentenza da pubblicare entro il 10 febbraio (artt. 32 e 33). Questi articoli non sono stati modificati durante il mandato. Il giudizio di ammissibilità non è quindi stato anticipato alla fase che precede la raccolta delle firme.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1970-05-25;352~art33!vig=2001-06-11","descrizione":"Legge 25 maggio 1970, n. 352, art. 33 nel testo vigente nel 2001 (Normattiva, in vigore dal 30-6-1970 al 29-9-2021): la Corte costituzionale decide sull'ammissibilità dopo il deposito delle richieste e la verifica dell'Ufficio centrale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c069","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"abolizione delle norme che vietano lo svolgimento contemporaneo di referendum e di elezioni","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Le norme che separano referendum ed elezioni politiche sono nella legge 25 maggio 1970, n. 352. L'art. 31 vieta di depositare richieste di referendum nell'anno che precede la scadenza di una delle Camere e nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali. L'art. 34 sospende il referendum già indetto se le Camere sono sciolte in anticipo, con ripresa dei termini dal 365° giorno dopo le elezioni. Secondo Normattiva, l'art. 31 è ancora nel testo del 1970 e l'art. 34 è stato toccato solo da una deroga del 1987. Non risultano atti dei governi del periodo 1996-2001 che abbiano abrogato o attenuato questi divieti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1970-05-25;352~art31","descrizione":"Normattiva, legge 25 maggio 1970, n. 352, art. 31: divieto di deposito delle richieste di referendum nell'anno anteriore alla scadenza delle Camere e nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi, nel testo in vigore dal 30 giugno 1970, senza modifiche successive."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c070","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"divieto di quesiti \"manipolativi\" che richiedono l'abrogazione di parti di leggi prive di autonomo significato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1996 e il 2001 che abbiano introdotto il divieto di quesiti «manipolativi» nel referendum abrogativo. La legge 25 maggio 1970, n. 352 affida il giudizio di ammissibilità dei quesiti alla Corte costituzionale (art. 33). All'Ufficio centrale presso la Cassazione lascia solo il controllo di conformità delle richieste alla legge (art. 32). Nei testi storici, gli articoli della legge sul referendum abrogativo non hanno versioni modificate in quel periodo. L'ammissibilità dei quesiti manipolativi è quindi rimasta affidata alla giurisprudenza costituzionale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1970-05-25;352~art33!vig=2001-06-01","descrizione":"Art. 33 della legge 25 maggio 1970, n. 352 nella versione vigente al 1° giugno 2001 (in vigore dal 1970 al 2021): il giudizio sull'ammissibilità delle richieste di referendum spetta alla Corte costituzionale; nessun divieto di quesiti manipolativi."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c077","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"I poteri ispettivi del ministro della giustizia vanno regolamentati in modo da evitare che interferiscano nell'autonomia della magistratura","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 11 \"L'indipendenza della magistratura\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di regolamentare i poteri ispettivi del ministro della Giustizia in modo da non interferire con l'autonomia della magistratura. Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II che abbiano disciplinato questi poteri. La legge che regola l'Ispettorato generale, la legge 12 agosto 1962, n. 1311, è stata modificata nel 1980 e nel 1988 (legge 6 ottobre 1988, n. 432) e poi solo nel 2024, senza interventi nel periodo 1996-2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/do/atto/vediAggiornamentiAllAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1962-09-05&atto.codiceRedazionale=062U1311","descrizione":"Normattiva, aggiornamenti della legge 12 agosto 1962, n. 1311 (Ispettorato generale del Ministero della giustizia): modifiche nel 1963, 1966, 1980, 1988 e 2024, nessuna nel 1996-2001."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c078","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la possibilità di ricorso diretto alla Corte a tutela della autonomia dei comuni","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 12 \"La giustizia costituzionale\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era dare ai Comuni la possibilità di ricorrere direttamente alla Corte costituzionale a difesa della propria autonomia. La riforma del Titolo V, approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001, confermata dal referendum del 7 ottobre 2001 e promulgata come legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (in vigore dall'8 novembre 2001), ha riscritto l'articolo 127 della Costituzione: il ricorso diretto è riconosciuto al Governo contro le leggi regionali e alle Regioni contro le leggi dello Stato o di altre Regioni, non ai Comuni. La stessa riforma ha previsto per gli enti locali un Consiglio delle autonomie locali, organo di consultazione con la Regione, non un accesso alla Corte. Non risultano altri atti dei governi valutati che abbiano aperto ai Comuni il ricorso diretto alla Corte.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/01003lc.htm","descrizione":"Testo della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. n. 248 del 24 ottobre 2001): l'art. 8 sostituisce l'art. 127 della Costituzione e attribuisce il ricorso diretto solo a Governo e Regioni."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c081","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il ricorso diretto dei singoli cittadini che lamentino violazioni di diritti fondamentali, una volta esauriti i rimedi ordinari previsti","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 12 \"La giustizia costituzionale\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa prevedeva il ricorso diretto dei singoli cittadini alla Corte costituzionale per violazioni di diritti fondamentali, dopo aver esaurito i rimedi ordinari. Nel periodo 1996-2001 non è stata approvata alcuna riforma costituzionale che lo introduca: l'articolo 134 della Costituzione elenca ancora solo i giudizi sulle leggi, i conflitti di attribuzione e le accuse al Presidente della Repubblica. La Commissione bicamerale per le riforme costituzionali ha approvato un articolato sul sistema delle garanzie il 4 novembre 1997, ma l'Assemblea della Camera non lo ha esaminato: i lavori sono stati interrotti definitivamente il 9 giugno 1998.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/GI0558D3.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sui lavori della Commissione bicamerale: segnala che l'Assemblea, per l'interruzione definitiva dei lavori (9 giugno 1998), non ha esaminato l'articolato sul sistema delle garanzie approvato dalla Commissione il 4 novembre 1997."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c083","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"sancendo nella Costituzione i nuovi diritti dei cittadini nei confronti delle amministrazioni pubbliche","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva di sancire nella Costituzione i nuovi diritti dei cittadini verso le amministrazioni pubbliche: essere sentiti, essere informati, partecipare, avere decisioni tempestive e motivate. Nel mandato (maggio 1996 - giugno 2001) la Costituzione non è stata modificata in questo senso. Il progetto di revisione della seconda parte della Costituzione presentato dalla Commissione bicamerale nel novembre 1997 è stato esaminato dalla Camera dal gennaio 1998, ma l'esame si è interrotto senza conclusione. La riforma del Titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), approvata in via definitiva l'8 marzo 2001, confermata dal referendum del 7 ottobre 2001 e in vigore dall'8 novembre 2001, riguarda il riparto di competenze tra Stato ed enti territoriali. Non risultano atti del governo che abbiano inserito in Costituzione tali diritti.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/ac0136.htm","descrizione":"Dossier della Camera sulle riforme istituzionali: il progetto organico della Bicamerale (novembre 1997) non ha concluso l'iter."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c087","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"utilizzando a pieno i fondi assegnati all'Italia e potenziando la capacità di progettare e di ottenere risorse aggiuntive","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era di usare a pieno i fondi europei assegnati all'Italia e di rafforzare la capacità di progettazione. Per il Quadro comunitario di sostegno 1994-1999 delle regioni dell'Obiettivo 1 (Mezzogiorno), il Ministero del Tesoro indicava pagamenti pari al 38% delle risorse disponibili a fine 1997 e al 42,4% a fine marzo 1998, con l'obiettivo del 55% per la fine del 1998. Il documento ufficiale sul Quadro 2000-2006 segnala gravi ritardi nella prima fase di attuazione, tre riprogrammazioni (1997, 1998, 1999) e un forte miglioramento del coordinamento centrale; a chiusura del ciclo, con pagamenti eseguiti in parte dopo la fine del governo Amato II, la spesa ha raggiunto il 97,2% del costo programmato (99% per il Fondo europeo di sviluppo regionale, circa 92% per il Fondo sociale e il FEOGA). I fondi sono stati quasi interamente spesi, ma non per intero e dopo ritardi e riprogrammazioni.","prova":{"url":"https://www.politichecoesione.governo.it/it/documenti-ed-esiti-istituzionali/documenti-strategici-di-inquadramento/programmazione-2000-2006-e-precedenti/qcs-2000-2006-versione-2004/","descrizione":"Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 (versione 2004), par. 1.3: livello di spesa del QCS 1994-99 al 97,2% del costo programmato (FESR 99%, FSE 92,7%, FEOGA 92,4%), con gravi ritardi iniziali, riprogrammazioni e miglioramento del coordinamento centrale. Dati intermedi: Ministero del Tesoro, «Politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno. Primo rapporto» (https://politichecoesione.governo.it/media/2233/primo-rapporto_politiche-per-lo-sviluppo-del-mezzogiorno_1998_1999.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c090","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"modificando in profondità il bilancio dello Stato, introducendo strumenti moderni di pianificazione finanziaria e indicatori di efficienza","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era di modificare in profondità il bilancio dello Stato, con strumenti moderni di pianificazione finanziaria e indicatori di efficienza. La legge 3 aprile 1997, n. 94 (GU n. 81 dell'8 aprile 1997) ha riformato l'art. 2 della legge 468/1978: il bilancio è articolato in unità previsionali di base, ciascuna affidata a un unico centro di responsabilità amministrativa, e ogni stato di previsione è accompagnato da una nota preliminare che indica gli obiettivi e gli indicatori di efficacia ed efficienza con cui valutare i risultati. Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 (GU n. 195 del 22 agosto 1997) ha applicato la nuova struttura dal bilancio del 1998, con le unità previsionali di base come oggetto dell'approvazione parlamentare, e ha introdotto la contabilità analitica per centri di costo. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 (GU n. 193 del 18 agosto 1999) ha poi previsto nelle amministrazioni il controllo di gestione, che verifica efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-04-03;94~art1","descrizione":"Art. 1 della legge 94/1997 su Normattiva: il bilancio dello Stato è articolato in unità previsionali di base, ognuna affidata a un solo centro di responsabilità amministrativa; ogni stato di previsione ha una nota preliminare con obiettivi e indicatori di efficacia ed efficienza per valutare i risultati."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c092","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"trasformare la Scuola Superiore della pubblica amministrazione in un centro di eccellenza che recluti e formi i dirigenti","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287 (governo D'Alema I) ha riordinato la Scuola superiore della pubblica amministrazione, definita «istituzione di alta cultura e formazione» e incaricata, tra l'altro, dei cicli di formazione iniziale dei dirigenti. L'art. 28 del d.lgs. 29/1993, nel testo in vigore dal novembre 1998, prevede che i vincitori dei concorsi per dirigente seguano un ciclo formativo organizzato dalla Scuola. Il reclutamento però non passò alla Scuola: l'accesso alla dirigenza restò affidato a concorsi per esami indetti dalla Presidenza del Consiglio, sui quali la Scuola esprimeva solo un parere.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-30;287~art1!vig=1999-09-02","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 287/1999, art. 1: natura e compiti della Scuola superiore della pubblica amministrazione, tra cui la formazione iniziale dei dirigenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c095","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'istituzione di una scuola per le attività giurisdizionali che formi i futuri magistrati ed avvocati","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 17, commi 113-114) ha delegato il governo a introdurre gradualmente il diploma di una scuola di specializzazione come condizione di ammissione al concorso in magistratura, con insegnamenti affidabili anche a magistrati, notai e avvocati. Il decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398 (GU n. 269 del 18 novembre 1997, art. 16) ha istituito la scuola biennale di specializzazione per le professioni legali, con una formazione comune per magistratura, avvocatura e notariato. Il decreto ministeriale 21 dicembre 1999, n. 537 (GU n. 24 del 31 gennaio 2000) ne ha stabilito l'istituzione nelle università a partire dall'anno accademico 2000/2001, cioè nel mandato del governo Amato II.","prova":{"url":"https://www.dsg.unifi.it/upload/sub/scuola-professioni-legali/sspldm537.pdf","descrizione":"Decreto ministeriale 21 dicembre 1999, n. 537: regolamento per l'istituzione e l'organizzazione delle scuole di specializzazione per le professioni legali (art. 2: istituite dalle università dall'anno accademico 2000/2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c096","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"vincitori di concorsi riservati a chi abbia rilevanti esperienze professionali nell'avvocatura, nella pubblica amministrazione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 13 febbraio 2001, n. 48 (in vigore dal 27 marzo 2001) ha previsto, con l'articolo 14, un concorso per esame per la nomina a magistrato di tribunale riservato agli avvocati con almeno cinque anni di esercizio effettivo o con cinque anni di funzioni giudiziarie onorarie, per un massimo di un decimo dei posti. Il programma indicava però anche i professionisti della pubblica amministrazione, dell'amministrazione giudiziaria e i docenti universitari, che non sono compresi. Inoltre l'articolo 22 subordina l'efficacia di queste norme all'attuazione delle scuole di specializzazione per le professioni legali, quindi non risultano concorsi riservati svolti entro la fine del governo Amato II.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-02-13;48@originale~art14","descrizione":"Articolo 14 della legge 13 febbraio 2001, n. 48 (introduce l'art. 126-ter dell'ordinamento giudiziario: concorso per magistrato di tribunale riservato ad avvocati con cinque anni di esercizio) e, nello stesso testo, art. 22 sulla disciplina transitoria (GU n. 59 del 12-03-2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c097","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i"],"testo":"si regolerà l'accesso, innanzitutto mediante una scuola forense obbligatoria [...] quest'ultimo deve avere una durata di uno o al massimo due anni","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398 (GU n. 269 del 18 novembre 1997), all'art. 16, ha previsto le scuole di specializzazione per le professioni legali. Le istituiscono le università e formano insieme aspiranti magistrati, avvocati e notai. Si accede per concorso e i posti sono fissati ogni anno con decreto ministeriale, in misura non inferiore al 10 per cento dei laureati in giurisprudenza. Le scuole quindi non sono obbligatorie per diventare avvocato, e il decreto non collega il loro diploma all'accesso al tirocinio forense né ne fissa la durata. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano regolato l'accesso alla professione forense con una scuola obbligatoria, un esame finale per l'ammissione al tirocinio e un tirocinio di uno o due anni, come prometteva il programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-11-17;398~art16!vig=1998-01-01","descrizione":"D.Lgs. 17 novembre 1997, n. 398, art. 16, testo originario: scuole di specializzazione per le professioni legali istituite dalle università, accesso per concorso e numero di posti fissato con decreto ministeriale (GU n. 269 del 18 novembre 1997; Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c098","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Alla formazione del magistrato, infine, deve essere dedicata molta attenzione [...] con valutazioni periodiche dell'idoneità e delle attitudini","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la formazione dei magistrati prima e dopo l'assegnazione delle funzioni con valutazioni periodiche dell'idoneità e delle attitudini. Nel mandato il governo ha adottato il decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398 (concorso per uditore giudiziario e scuole di specializzazione per le professioni legali), ed è stata approvata la legge 13 febbraio 2001, n. 48 (aumento del ruolo organico e disciplina dell'accesso in magistratura). Entrambi riguardano il reclutamento e la preparazione iniziale, non la formazione successiva né le verifiche periodiche. Una nuova disciplina della progressione economica e di funzioni dei magistrati è arrivata solo con il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-05;160","descrizione":"Decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160 (GU n. 99 del 29 aprile 2006): nuova disciplina dell'accesso in magistratura e della progressione economica e di funzioni dei magistrati, successiva al mandato dei governi valutati"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c099","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"maggiore distinzione tra funzioni del giudice e funzioni del pubblico ministero, con una restrizione delle possibilità di passare dalle une alle altre","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi I presentò al Senato il 27 novembre 1996 il disegno di legge S. 1799 sulle funzioni dei magistrati, che subordinava il passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti a un corso e a un giudizio di idoneità e lo vietava all'interno dello stesso distretto. L'esame in commissione non si è concluso e il disegno di legge non è diventato legge. Nel periodo dei governi valutati il passaggio restava quindi senza limiti di legge: le prime incompatibilità sono state introdotte da una circolare del Consiglio superiore della magistratura del 2003 e la disciplina restrittiva dal decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160. Il referendum del 21 maggio 2000, che mirava a eliminare il passaggio di funzioni, non raggiunse il quorum.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/13/BGT/Schede/Ddliter/8647.htm","descrizione":"Senato, XIII legislatura, scheda dell'Atto Senato n. 1799 «Norme in materia di funzioni dei magistrati e valutazione di professionalità», iniziativa governativa (ministro Flick, governo Prodi I), presentato il 27 novembre 1996; iter: «in corso di esame in commissione» (24 novembre 1998). Testo: https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00001659.pdf (Capo II, artt. 15-16). Regime precedente: dossier della Camera https://documenti.camera.it/leg18/dossier/testi/gi0141.htm."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c101","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Gli incarichi direttivi dovranno essere in futuro temporanei","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi valutati che abbiano reso temporanei gli incarichi direttivi dei magistrati. Il disegno di legge del governo su funzioni dei magistrati e valutazione di professionalità (Senato n. 1799, presentato il 27 novembre 1996) non prevedeva la temporaneità e non è stato approvato; le proposte in materia sono rimaste di iniziativa parlamentare. La temporaneità è stata introdotta solo dal decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160 (art. 45), dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-05;160~art45@originale","descrizione":"D.lgs. 5 aprile 2006, n. 160, art. 45, testo originario (Normattiva): gli incarichi direttivi «hanno carattere temporaneo», regola introdotta nel 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c103","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il servizio dell'ufficiale giudiziario deve essere rivisto in chiave libero-professionale, considerandolo un privato che esercita una pubblica funzione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 16 \"Migliorare i funzionari per migliorare la giustizia\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo né leggi, tra il 1996 e il 2001, che abbiano trasformato il servizio dell'ufficiale giudiziario in una professione libera. Ancora nel 2004 una proposta di legge presentata alla Camera per istituire la professione di ufficiale giudiziario osservava che in Italia questa figura aveva soltanto i caratteri del funzionario dello Stato. La trasformazione in senso libero-professionale è rimasta oggetto di proposte di legge anche nelle legislature successive.","prova":{"url":"https://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0073030.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, XIV legislatura, proposta di legge n. 4897 «Istituzione della professione intellettuale di ufficiale giudiziario», presentata il 15 aprile 2004: la relazione osserva che solo in Italia e in Svezia l'ufficiale giudiziario ha esclusivamente i connotati del funzionario dello Stato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c104","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"È necessario creare una circoscrizione giudiziaria di base, il circondario, che unifichi i tribunali e le preture","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 17 \"Snellire l'organizzazione giudiziaria\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (governo Prodi I) ha istituito il giudice unico di primo grado, attuando la delega della legge 16 luglio 1997, n. 254. L'art. 1 sopprime l'ufficio del pretore e trasferisce le sue competenze al tribunale; l'art. 2 sopprime l'ufficio del pubblico ministero presso la pretura circondariale. Il decreto disciplina anche le sezioni distaccate del tribunale. La riforma è diventata efficace il 2 giugno 1999 per il civile e all'inizio del 2000 per il penale, sotto il governo D'Alema.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-19;51@originale","descrizione":"Decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, testo originario: art. 1 (soppressione dell'ufficio del pretore, competenze al tribunale) e art. 2 (soppressione della procura presso la pretura circondariale) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c105","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'organizzazione delle circoscrizioni giudiziarie deve essere rivista, eliminando i rami secchi e ridimensionando gli uffici di dimensioni eccessive","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 17 \"Snellire l'organizzazione giudiziaria\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (governo Prodi I), in attuazione della legge delega 16 luglio 1997, n. 254, ha soppresso l'ufficio del pretore e trasferito le sue competenze al tribunale, sostituendo le sezioni distaccate delle preture con sezioni distaccate di tribunale; la riforma è diventata efficace il 2 giugno 1999, data fissata dalla legge 16 giugno 1998, n. 188. Il decreto legislativo 3 dicembre 1999, n. 491 (governo D'Alema I) ha istituito i tribunali di Tivoli e di Giugliano in Campania e ha spostato comuni dai circondari di Milano, Torino e Palermo ai tribunali vicini, per alleggerire gli uffici più grandi. Non risultano invece atti che abbiano soppresso o accorpato tribunali di piccole dimensioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-12-03;491~art1@originale","descrizione":"Decreto legislativo 3 dicembre 1999, n. 491, testo originario (Normattiva): art. 1 istituisce il tribunale di Tivoli e rivede i circondari del distretto di Roma; gli artt. 2-5 istituiscono il tribunale di Giugliano in Campania e rivedono i circondari dei distretti di Napoli, Milano, Torino e Palermo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c108","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"le competenze del giudice di pace, che devono essere aumentate nelle cause in campo automobilistico, dei danni alle persone, dei rapporti contrattuali","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 (art. 98), adottato dal governo D'Alema II, ha attribuito al giudice di pace dal 15 gennaio 2000 i giudizi di opposizione alle sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del codice della strada, prima di competenza del pretore. Non sono invece cambiate le competenze civili del giudice di pace nelle altre materie indicate: l'art. 7 del codice di procedura civile è rimasto nel testo in vigore dal dicembre 1995 fino al 2009, con i limiti di 5 milioni di lire per le cause su beni mobili e di 30 milioni per il risarcimento dei danni da circolazione di veicoli e natanti. Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato che abbiano esteso la competenza civile per i danni alle persone o per i rapporti contrattuali. Il d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 ha dato al giudice di pace una competenza penale, anche per le lesioni colpose, ma riguarda il processo penale ed è entrato in vigore il 2 gennaio 2002.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-12-30;507~art98@originale","descrizione":"D.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507, art. 98 (testo originale, Normattiva, in vigore dal 15 gennaio 2000): nuovo art. 22-bis della legge 689/1981, opposizione alle sanzioni amministrative davanti al giudice di pace, comprese le violazioni del codice della strada. Per i limiti civili invariati: art. 7 c.p.c., testo in vigore dal 21/12/1995 al 3/7/2009 (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c109","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"si limiterà la possibilità dell'appello per le cause relative a rapporti patrimoniali di modesto importo","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era limitare l'appello nelle cause patrimoniali di modesto importo, salvo il ricorso in Cassazione. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano introdotto una nuova limitazione dell'appello. Il testo degli articoli 113 e 339 del codice di procedura civile è rimasto invariato per tutto il mandato: erano inappellabili, come già prima del 1996, le sentenze pronunciate secondo equità dal giudice di pace, cioè nelle cause di valore non superiore a due milioni di lire. La riforma del giudice unico di primo grado del 1998 non ha modificato questi articoli.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443~art339","descrizione":"Normattiva, codice di procedura civile, art. 339, versioni nel tempo: il testo in vigore dal 10 dicembre 1994 al 1° marzo 2006 rende inappellabili le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità; nessuna modifica negli anni 1996-2001. L'art. 113 (stessa banca dati) fissa a due milioni di lire il limite del giudizio di equità, invariato dal 1994 al 2003."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c110","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"si propone di ammettere i ricorsi solo in caso di effettivo difetto assoluto di motivazione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano ristretto il ricorso per cassazione civile al solo «difetto assoluto di motivazione». L'art. 360 del codice di procedura civile, nel testo in vigore dal 10 dicembre 1994 al 1° marzo 2006, ha ammesso per tutto il mandato il ricorso «per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia», un motivo più ampio di quanto promesso. La formula è stata riscritta solo con il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 40 e poi con il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:codice.procedura.civile:1940-10-28;1443:1~art360!vig=2001-06-11","descrizione":"Codice di procedura civile, art. 360 nel testo in vigore dal 10-12-1994 al 1-3-2006 (Normattiva): il n. 5 ammette il ricorso per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c112","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"è necessario potenziare le sezioni-stralcio, per definire l'ingente arretrato pendente in sede civile","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 22 luglio 1997, n. 276 (G.U. n. 192 del 19 agosto 1997) ha istituito le sezioni stralcio nei tribunali per definire i procedimenti civili pendenti al 30 aprile 1995. Ha previsto la nomina di mille giudici onorari aggregati, con l'obiettivo di chiudere l'arretrato in cinque anni. Il decreto-legge 21 settembre 1998, n. 328, convertito dalla legge 19 novembre 1998, n. 399, ha poi modificato i requisiti per la nomina dei giudici destinati alle sezioni stralcio. La promessa era potenziare questo strumento per smaltire l'arretrato civile: la legge lo ha fatto.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/97276l.htm","descrizione":"Testo della legge 22 luglio 1997, n. 276: l'art. 1 fissa l'oggetto (procedimenti civili pendenti al 30 aprile 1995) e prevede mille giudici onorari aggregati per definirli in cinque anni; il comma 3 rinvia al decreto del ministro per l'individuazione dei tribunali con le sezioni stralcio."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c114","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"anche attraverso l'istituzione di un \"tribunale per la famiglia\"","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo, tra il 1996 e il 2001, che abbiano istituito un «tribunale per la famiglia». Il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie è stato previsto solo dalla legge delega 26 novembre 2021, n. 206, e disciplinato dal decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149. Sono passati più di vent'anni dalla fine dei governi valutati. Nel periodo le controversie familiari restavano divise tra il tribunale per i minorenni e il tribunale ordinario.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2022-10-10;149","descrizione":"Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149: il Capo V, sezione III (artt. 45-49), reca le disposizioni sull'istituzione del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, in attuazione della legge 206/2021."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c115","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Ciò richiede la riorganizzazione dei tribunali amministrativi con l'introduzione di un secondo grado di giudizio decentrato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 19 \"La giustizia amministrativa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa prevedeva la riorganizzazione dei tribunali amministrativi con un secondo grado di giudizio decentrato. La legge 21 luglio 2000, n. 205 (G.U. 26 luglio 2000, n. 173), principale riforma della giustizia amministrativa del periodo, ha agito sul processo (per esempio le sentenze succintamente motivate e l'esecuzione delle sentenze non sospese) e sull'organizzazione (organici, consiglio di presidenza, autonomia finanziaria), ma non ha istituito un appello a livello regionale. Le sentenze dei TAR hanno continuato a essere appellate davanti al Consiglio di Stato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-07-21;205!vig=2001-06-11","descrizione":"Legge 21 luglio 2000, n. 205 (Normattiva, testo vigente all'11 giugno 2001): 22 articoli su processo e organizzazione della giustizia amministrativa, nessuno istituisce un giudice d'appello decentrato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c116","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"separando le funzioni di consulenza e di controllo del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti dalla funzione di giurisdizione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 19 \"La giustizia amministrativa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era separare, nel Consiglio di Stato e nella Corte dei conti, le funzioni consultive e di controllo da quella giurisdizionale. La principale riforma del periodo, la legge 21 luglio 2000, n. 205 sulla giustizia amministrativa, è intervenuta sul processo amministrativo, sugli organici e sull'organizzazione, ma non ha separato le funzioni: ha anzi disciplinato i pareri del Consiglio di Stato, rendendoli pubblici (art. 15), e per i giudizi pensionistici della Corte dei conti ha introdotto il giudice unico (art. 5). Non risultano atti dei governi valutati che abbiano attuato la separazione.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/00205l.htm","descrizione":"Testo della legge 21 luglio 2000, n. 205 (G.U. n. 173 del 26 luglio 2000): riforma della giustizia amministrativa che conserva la funzione consultiva del Consiglio di Stato (art. 15, pubblicità dei pareri) e la giurisdizione della Corte dei conti (art. 5), senza separarle."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c117","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il giudice amministrativo [...] dovrà essere competente per tutte le controversie in cui sia parte l'amministrazione come autorità","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 19 \"La giustizia amministrativa\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva che il giudice amministrativo fosse competente per tutte le controversie con l'amministrazione come autorità, superando la distinzione tra diritti e interessi legittimi. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80 (artt. 33-35) ha affidato alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie sui pubblici servizi e quelle su urbanistica ed edilizia, con il potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. La legge 21 luglio 2000, n. 205 (art. 7) ha riscritto quegli articoli confermando le due materie. Una parte significativa è stata dunque attuata, ma non è stata estesa la competenza a tutte le controversie con l'amministrazione.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/00205l.htm","descrizione":"Testo della legge 21 luglio 2000, n. 205 (G.U. n. 173 del 26 luglio 2000): l'art. 7 sostituisce gli artt. 33, 34 e 35 del d.lgs. 80/1998 sulla giurisdizione esclusiva in materia di pubblici servizi, urbanistica ed edilizia e sul risarcimento del danno."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c120","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"istituzione di pene alternative alla detenzione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (GU n. 234 del 6 ottobre 2000) ha introdotto due nuove pene, la permanenza domiciliare e il lavoro di pubblica utilità, che il giudice di pace applica, in alternativa alla pena pecuniaria, al posto della reclusione o dell'arresto (art. 52): la permanenza domiciliare da 6 a 45 giorni, il lavoro di pubblica utilità da 10 giorni a 6 mesi. Valgono però solo per i reati di competenza del giudice di pace, non per la giustizia penale in generale. Il decreto doveva entrare in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione; il decreto-legge 2 aprile 2001, n. 91, convertito dalla legge 3 maggio 2001, n. 163, lo ha rinviato al 2 gennaio 2002, dopo la fine dei governi valutati. La legge 27 maggio 1998, n. 165 aveva esteso le misure alternative nella fase di esecuzione della pena, come la detenzione domiciliare, ma non ha introdotto nuove pene.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-28;274@originale~art52","descrizione":"Art. 52 del d.lgs. 274/2000, testo originario (Normattiva): per i reati di competenza del giudice di pace, permanenza domiciliare e lavoro di pubblica utilità al posto della reclusione o dell'arresto."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c125","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"a proposito dell'abuso d'ufficio, bisogna distinguere fra l'illecito soltanto amministrativo e l'abuso penalmente rilevante","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 16 luglio 1997, n. 234 (Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 1997, in vigore dal 9 agosto 1997) ha riscritto l'articolo 323 del codice penale sull'abuso d'ufficio. Il reato richiede ora che il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio agisca in violazione di norme di legge o di regolamento, o non si astenga in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto, e procuri intenzionalmente a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o arrechi ad altri un danno ingiusto. Le irregolarità amministrative prive di questi elementi non sono più reato. La distinzione tra illecito solo amministrativo e abuso penalmente rilevante è stata dunque tracciata dalla legge durante il governo Prodi I.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-16;234~art1@originale","descrizione":"Legge 16 luglio 1997, n. 234, art. 1, testo originario (Normattiva): nuovo art. 323 c.p. (violazione di norme di legge o di regolamento, vantaggio patrimoniale o danno ingiusto procurato intenzionalmente, reclusione da sei mesi a tre anni)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c126","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"introducendo la concussione ambientale, riconducendo la concussione alla tipologia dell'estorsione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di introdurre la concussione ambientale e di ricondurre la concussione alla tipologia dell'estorsione. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto queste modifiche tra il 1996 e il 2001: le proposte di modifica del codice penale in materia di corruzione e concussione presentate in quella legislatura erano d'iniziativa parlamentare e non furono approvate. L'art. 317 del codice penale, sulla concussione, è stato riformato solo in seguito, con la legge 6 novembre 2012, n. 190, che ha spostato la concussione per induzione nel nuovo art. 319-quater, e con la legge 27 maggio 2015, n. 69, che lo ha nuovamente sostituito.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00555659.pdf","descrizione":"Disegno di legge Senato n. 2340 (XVI legislatura, 21 settembre 2010), relazione: ricorda che nella XIII legislatura (1996-2001) le proposte di modifica del codice penale in materia di corruzione e concussione erano di iniziativa parlamentare e che il loro iter non fu concluso prima della fine della legislatura."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c131","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"introduzione di una forma di responsabilità penale della persona giuridica, ad esempio per i reati connessi alla politica di impresa","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Amato II ha attuato la delega della legge 29 settembre 2000, n. 300 (art. 11) con il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, che introduce la responsabilità degli enti per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio, accertata dal giudice penale nello stesso processo. La delega comprendeva anche i reati contro l'incolumità pubblica, l'omicidio e le lesioni colpose per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro e i reati ambientali. Il decreto l'ha esercitata solo per corruzione, concussione e truffe e frodi ai danni dello Stato o di enti pubblici; gli altri reati sono stati aggiunti anni dopo. Inoltre la legge definisce questa responsabilità «amministrativa» e non penale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-09-29;300~art11","descrizione":"Normattiva, legge 300/2000, art. 11: delega sulla responsabilità degli enti estesa a reati contro la pubblica amministrazione, incolumità pubblica, sicurezza del lavoro e ambiente; il d.lgs. 231/2001 «Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche» (GU n. 140 del 19 giugno 2001) la esercita, negli artt. 24 e 25 originari, solo per i reati contro la pubblica amministrazione e le truffe"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c132","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la giustizia penale minore, che può essere affidata al giudice di pace snellendo le forme processuali","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 novembre 1999, n. 468 (GU n. 293 del 15 dicembre 1999) ha delegato il governo a disciplinare la competenza penale del giudice di pace. La delega è stata esercitata con il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (GU n. 234 del 6 ottobre 2000, S.O. n. 166), che attribuisce al giudice di pace la competenza penale per i reati minori con un procedimento semplificato e sanzioni proprie. La data di entrata in vigore, inizialmente il 4 aprile 2001, è stata poi rinviata al 2 gennaio 2002, dopo la fine del mandato. L'atto che realizza la promessa è però stato adottato entro il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-28;274","descrizione":"Decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, «Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace», adottato in base alla legge 468/1999"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c133","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"verrà introdotta la figura del giudice monocratico in primo grado","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 ha istituito il giudice unico di primo grado: ha soppresso l'ufficio del pretore, trasferendone le competenze al tribunale, e ha introdotto il tribunale in composizione monocratica sia nel processo civile (nuovo articolo 50-bis del codice di procedura civile) sia in quello penale. Il decreto è stato pubblicato nel supplemento ordinario n. 48 alla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 1998 ed è diventato efficace il 2 giugno 1999. Per la ripartizione dei reati tra giudice collegiale e monocratico un decreto-legge del 1999 ha poi differito le norme al 2 gennaio 2000, sempre durante il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-19;51@originale~art1","descrizione":"Articolo 1 del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51 (soppressione dell'ufficio del pretore, competenze trasferite al tribunale ordinario); lo stesso decreto introduce il tribunale monocratico (art. 50-bis c.p.c., art. 56) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c134","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["dalema-i"],"testo":"l'accordo tra le parti deve intervenire nel corso delle indagini o al massimo prima della conclusione dell'udienza preliminare","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'art. 33 della legge 16 dicembre 1999, n. 479 (GU n. 296 del 18 dicembre 1999, in vigore dal 2 gennaio 2000) ha sostituito il comma 1 dell'art. 446 del codice di procedura penale. Da allora le parti possono chiedere il patteggiamento «fino alla presentazione delle conclusioni» nell'udienza preliminare. Prima il limite era l'apertura del dibattimento di primo grado. Il termine più ampio resta solo per il giudizio direttissimo, e per il giudizio immediato valgono i termini dell'art. 458. La regola generale promessa, cioè accordo entro l'udienza preliminare, è quindi diventata legge: la legge è stata promulgata durante il governo D'Alema I ed è entrata in vigore all'inizio del governo D'Alema II.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-12-16;479~art33","descrizione":"Legge 16 dicembre 1999, n. 479, art. 33: nuovo comma 1 dell'art. 446 c.p.p. (richiesta di applicazione della pena fino alle conclusioni nell'udienza preliminare) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c135","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'appello dovrebbe essere limitato alla prospettazione della violazione di regole procedurali e di valutazione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano limitato l'appello penale alla violazione di regole procedurali e di valutazione: nel mandato l'appello è rimasto un giudizio di merito. La legge 16 dicembre 1999, n. 479 è andata anzi nella direzione opposta per il giudizio abbreviato, abrogando il comma 2 dell'articolo 443 del codice di procedura penale, che impediva all'imputato di appellare le condanne alla sola pena pecuniaria, e togliendo il limite all'appello contro le sentenze che applicavano sanzioni sostitutive. La prima limitazione di rilievo all'appello è la legge 20 febbraio 2006, n. 46, dopo la fine dei governi valutati, che ha reso in via generale inappellabili le sentenze di proscioglimento: una misura diversa da quella proposta dal programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1988-09-22;447~art443!vig=2001-06-01","descrizione":"Codice di procedura penale, art. 443 (Limiti all'appello nel giudizio abbreviato), testo in vigore al 1° giugno 2001: comma 2 abrogato dalla legge 16 dicembre 1999, n. 479; resta solo il divieto di appello contro il proscioglimento per ottenere una diversa formula"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c137","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"La custodia cautelare dovrà attuarsi in circuito separato da quello dell'espiazione di pena","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge sull'ordinamento penitenziario del 1975 (legge 26 luglio 1975, n. 354) distingueva già gli istituti di custodia preventiva da quelli per l'esecuzione delle pene (artt. 59 e 60) e prevedeva la separazione degli imputati dai condannati (art. 14). Il nuovo regolamento penitenziario, decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 (governo Amato II), organizza in sezioni gli istituti di custodia cautelare (art. 31), ma non istituisce un circuito distinto. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano realizzato un circuito per la custodia cautelare separato da quello dell'esecuzione delle pene.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-06-30;230~art31@originale","descrizione":"DPR 30 giugno 2000, n. 230, art. 31, testo originario (Normattiva): gli imputati sono assegnati alle sezioni in cui è suddiviso l'istituto di custodia cautelare, senza la creazione di un circuito distinto. Norme preesistenti: legge 26 luglio 1975, n. 354, artt. 14, 59 e 60 (Normattiva, testo originario)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c138","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'esecuzione della pena, che potrà essere anticipata sotto forma di custodia cautelare [...] dopo condanne di primo grado superiori a 5-10 anni","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi valutati che abbiano introdotto l'esecuzione anticipata della pena dopo condanne di primo grado di una certa entità. Il governo Amato II ha rafforzato il legame tra condanna e custodia cautelare: con il decreto-legge 24 novembre 2000, n. 341 e poi con la legge 26 marzo 2001, n. 128 (art. 14), il giudice che condanna deve valutare le esigenze cautelari tenendo conto anche dell'esito del processo, e dopo una condanna in appello la misura è obbligatoria per alcuni delitti gravi commessi da recidivi. La custodia resta però subordinata alle esigenze cautelari e non è legata all'entità della pena inflitta in primo grado, come proponeva il programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-26;128~art14","descrizione":"Legge 26 marzo 2001, n. 128, art. 14 (Normattiva): nuovi commi 1-bis e 2-ter dell'art. 275 c.p.p. sulle misure cautelari contestuali alla sentenza di condanna; nessuna esecuzione anticipata della pena dopo il primo grado"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c142","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"si dovranno potenziare le pene non detentive già esistenti, come la pena pecuniaria, proporzionata al reddito del condannato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 21 \"Giusta punizione, ma punizione giusta\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (governo Amato II), sulla competenza penale del giudice di pace, ha previsto la pena pecuniaria anche per i reati di sua competenza puniti con il solo carcere, in alternativa alle nuove pene della permanenza domiciliare e del lavoro di pubblica utilità (art. 52); il decreto è entrato in vigore il 2 gennaio 2002. Le multe previste hanno però importi fissi in lire, ad esempio da 1 a 5 milioni. Non è stato introdotto un sistema in cui la multa sia proporzionata al reddito: è rimasta la regola del codice penale in vigore dal 1981 (art. 133-bis), che consente al giudice di aumentare la multa fino al triplo o di ridurla fino a un terzo secondo le condizioni economiche del condannato. La pena pecuniaria è stata quindi estesa, ma non resa proporzionata al reddito.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-28;274~art52@originale","descrizione":"D.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 52, testo originario (Normattiva): per i reati del giudice di pace puniti con reclusione o arresto si applicano pene pecuniarie a fasce fisse in lire, la permanenza domiciliare o il lavoro di pubblica utilità; nessun riferimento al reddito. Entrata in vigore il 2 gennaio 2002 (art. 65, testo vigente)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c144","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la creazione di circuiti differenziali per soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, per soggetti a bassa pericolosità","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 21 \"Giusta punizione, ma punizione giusta\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il regolamento penitenziario, d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 (governo Amato II), all'art. 115 prevede in ogni regione un sistema di istituti differenziato per tipologia detentiva, con regimi di «custodia attenuata» per detenuti di non rilevante pericolosità e istituti o sezioni a trattamento intensificato per tossicodipendenti e malati; l'art. 32 prevede istituti o sezioni appositi per i detenuti che richiedono particolari cautele. Per la criminalità organizzata, la circolare dell'amministrazione penitenziaria del 9 luglio 1998, n. 3479 (governo Prodi I), ha istituito il circuito a elevato indice di vigilanza, per detenuti per terrorismo ed eversione e per mafiosi usciti dal regime del 41-bis. Una prima differenziazione in circuiti esisteva già dalla circolare del 21 aprile 1993: nel mandato è stata riorganizzata e ha avuto una base regolamentare.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-06-30;230~art115@originale","descrizione":"D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 115, testo originario: sistema di istituti differenziato per tipologia detentiva; custodia attenuata per detenuti di non rilevante pericolosità; trattamento intensificato per tossicodipendenti e malati (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c145","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Istituire \"unità territoriali di pubblica sicurezza\"","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 26 marzo 2001, n. 128 (Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2001, governo Amato II), all'art. 17, prevede direttive annuali del ministro dell'Interno per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 279 (governo D'Alema I) ha aperto ai sindaci il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il coordinamento è stato quindi previsto, ma non sono state istituite «unità territoriali di pubblica sicurezza» come strutture stabili.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-26;128~art17@originale","descrizione":"Legge 26 marzo 2001, n. 128, art. 17, testo originario (Normattiva): piani coordinati di controllo del territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, con la partecipazione della polizia municipale e presidi mobili di quartiere nei maggiori centri urbani."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c146","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"dando ai cittadini un riferimento sicuro come il poliziotto di quartiere, o la volante o la stazione mobile di quartiere","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 26 marzo 2001, n. 128 (art. 17), in vigore dal 4 maggio 2001, prevede che il ministro dell'Interno impartisca direttive annuali per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese con lui; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Questo corrisponde in parte alla promessa: una presenza di quartiere coordinata e la stazione mobile. La legge è entrata in vigore poco più di un mese prima della fine del governo Amato II e non risulta documentata l'istituzione dei presidi entro quella data. Il testo non istituisce la figura del poliziotto di quartiere: il programma «Poliziotto di quartiere» è partito il 18 dicembre 2002, con il governo successivo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-26;128~art17@originale","descrizione":"Legge 26 marzo 2001, n. 128, art. 17, testo originario (Normattiva): piani coordinati di controllo del territorio di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese, e presidi mobili di quartiere nei maggiori centri urbani."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c147","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Vanno unificati 112 e 113","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era unificare i numeri di emergenza 112 e 113. Nel periodo non risultano atti del governo che li abbiano unificati. Il numero unico di emergenza 112 è arrivato in Italia solo molti anni dopo, in modo graduale e Regione per Regione, e anche oggi il 113 della Polizia di Stato resta attivo accanto al 112.","prova":{"url":"https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/accesso-ai-servizi-sanitari/numero-emergenza-unico-europeo-112","descrizione":"Pagina della Regione Piemonte sul numero unico europeo 112: il servizio è stato avviato in via sperimentale in Piemonte nel giugno 2017 e il 113 della Polizia di Stato resta attivo accanto al 112."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c151","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Promuovere una legge a favore delle vittime di tutte le forme di criminalità, con possibilità di riparazione diretta del danno da parte dei colpevoli","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\""},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato sono state approvate leggi per categorie specifiche di vittime, non una legge per le vittime di tutte le forme di criminalità. La legge 23 novembre 1998, n. 407 ha dettato nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; la legge 23 febbraio 1999, n. 44 ha disciplinato il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, con una somma a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale per i danneggiati da attività estorsive. La legge 22 dicembre 1999, n. 512 ha istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, con 20 miliardi di lire l'anno. La riparazione del danno da parte del colpevole è stata prevista solo nel processo davanti al giudice di pace: il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (art. 35) estingue il reato se l'imputato ha risarcito e riparato il danno, ma è entrato in vigore il 2 gennaio 2002.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-02-23;44@originale","descrizione":"Legge 23 febbraio 1999, n. 44 (Normattiva): «Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura»; art. 1, somma elargita ai soggetti danneggiati da attività estorsive"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c183","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per l'ONU si deve proporre una maggiore rappresentatività ed efficacia del Consiglio di sicurezza attraverso [...] una terza categoria di candidati","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 26 \"La riforma dell'ONU\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Dal 1993 l'Italia sosteneva all'ONU una propria proposta di allargamento del Consiglio di sicurezza: 8-10 nuovi seggi non permanenti, sui quali far ruotare più spesso (due anni ogni sei) 24-30 Paesi scelti dall'Assemblea generale, in ciascun gruppo regionale, tra quelli che contribuiscono di più agli obiettivi e alle attività delle Nazioni Unite. È la categoria intermedia indicata dal programma, con il criterio dell'effettivo contributo. Durante il mandato i governi hanno continuato a proporla e ad aggiornarla nel Gruppo di lavoro dell'Assemblea generale sulla riforma del Consiglio. Nel novembre 1998 l'Italia ha promosso con altri Paesi la risoluzione 53/30, approvata all'unanimità, secondo cui le decisioni sulla riforma richiedono la maggioranza dei due terzi degli Stati membri. La promessa era di proporre la riforma, non di ottenerla: il Consiglio non è stato riformato.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20010211030809/http://www.esteri.it:80/polestera/organismim/italiaeonu.htm","descrizione":"Ministero degli esteri, «L'Italia e le Nazioni Unite» (pagina del sito esteri.it archiviata l'11 febbraio 2001): descrive la proposta italiana presentata dal 1993 e più volte aggiornata (8-10 nuovi seggi non permanenti a rotazione più frequente per 24-30 Paesi scelti in base al contributo) e la risoluzione 53/30 del novembre 1998."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c188","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'Italia proporrà alcune riforme della struttura e del modo di funzionamento dell'organizzazione e in particolare: l'attribuzione di un maggior potere di iniziativa al Segretario Generale","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva che l'Italia avrebbe proposto riforme dell'OSCE, a partire da maggiori poteri di iniziativa per il Segretario generale. Non risultano atti pubblici del governo, tra il 1996 e il 2001, con cui l'Italia abbia presentato una proposta di questo tipo. La Carta per la sicurezza europea, adottata al vertice OSCE di Istanbul del novembre 1999 e sottoscritta anche dall'Italia, conferma il consenso come base delle decisioni. Descrive inoltre il Segretariato come supporto al Presidente in esercizio e ne prevede solo il rafforzamento delle capacità operative.","prova":{"url":"https://www.osce.org/files/f/documents/6/5/39569.pdf","descrizione":"Istanbul Document 1999 (OSCE). Carta per la sicurezza europea, par. 10: il consenso resta la base delle decisioni. Par. 18: il Segretariato assiste il Presidente in esercizio, se ne rafforzano le capacità operative. Nessun nuovo potere di iniziativa per il Segretario generale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c200","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"va varata una riforma del settore che doti il nostro paese di strumenti adeguati","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva una riforma della cooperazione allo sviluppo con strumenti nuovi. Nella XIII legislatura il Senato ha approvato in prima lettura un testo unificato che teneva conto anche del disegno di legge del governo, e la Commissione Esteri della Camera ne ha preparato una nuova versione (A.C. 6413-A), ma la legislatura si è chiusa senza il voto finale. La legge 26 febbraio 1987, n. 49 è rimasta la legge di riferimento fino alla legge 11 agosto 2014, n. 125.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0025450.pdf","descrizione":"Proposta di legge A.C. 1140 (XIV legislatura, 3 luglio 2001): la relazione ricorda che il testo sulla cooperazione era stato approvato nella legislatura precedente dal Senato, tenendo conto del disegno di legge governativo, e rielaborato dalla III Commissione della Camera (A.C. 6413-A), senza approvazione definitiva."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c211","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"si privatizzino in larga parte gli strumenti finanziari ed assicurativi, pur lasciando una responsabilità primaria all'intervento pubblico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era privatizzare in larga parte gli strumenti finanziari e assicurativi per l'export (il programma cita SACE e SIMEST), lasciando all'intervento pubblico la responsabilità primaria. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 ha riordinato la SACE come Istituto per i servizi assicurativi del commercio estero, con personalità giuridica di diritto pubblico, sotto la vigilanza del Ministero del tesoro. La SIMEST, società per azioni partecipata dallo Stato e istituita dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, ha ricevuto dallo stesso decreto la gestione di altri interventi pubblici di sostegno all'export; la partecipazione dello Stato è stata ceduta solo nel 2012, alla Cassa depositi e prestiti. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano privatizzato questi strumenti; la trasformazione della SACE in società per azioni è del 2003.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/98143dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143: l'art. 1 istituisce la SACE come istituto con personalità giuridica di diritto pubblico, sotto vigilanza del Ministero del tesoro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c214","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"unificare l'azione della \"diplomazia commerciale\" all'estero superando i dualismi oggi esistenti tra sedi ICE all'estero e servizi economici delle ambasciate","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di unificare l'azione della «diplomazia commerciale» all'estero, superando il dualismo tra le sedi ICE e i servizi economici delle ambasciate. La legge 25 marzo 1997, n. 68, di riforma dell'ICE, ha confermato una rete di unità operative dell'Istituto all'estero, distinta dalle ambasciate, stabilendo solo che operi «in stretto collegamento con le rappresentanze diplomatiche» (art. 3, comma 5). Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 (art. 24) ha istituito presso il CIPE una commissione permanente per il coordinamento della politica commerciale con l'estero. Sono state quindi introdotte forme di coordinamento, ma non risultano atti dei governi del periodo che abbiano unificato le due reti: al 1° gennaio 2001 il Ministero degli esteri contava ancora propri uffici commerciali all'estero, accanto a quelli dell'ICE.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/97068l.htm","descrizione":"Testo della legge 25 marzo 1997, n. 68 (G.U. n. 72 del 27 marzo 1997): l'art. 3 mantiene le unità operative ICE all'estero, notificate come agenzia governativa (comma 4), e prevede che operino «in stretto collegamento con le rappresentanze diplomatiche» (comma 5)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c218","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la tendenza ad aumentare gradualmente l'esercito di tipo professionale pur mantenendo il servizio di leva","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva di aumentare gradualmente la componente professionale delle Forze armate mantenendo il servizio di leva. La legge 14 novembre 2000, n. 331 (GU n. 269 del 17 novembre 2000) ha delegato il governo a sostituire gradualmente, entro sette anni, i militari di leva con volontari e personale civile della difesa (art. 3), e ha previsto che in futuro si ricorra al reclutamento obbligatorio solo in caso di guerra o di grave crisi internazionale (art. 2). Il decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215 (GU n. 133 dell'11 giugno 2001) ha attuato la delega e ha sospeso il servizio obbligatorio di leva dal 1° gennaio 2007 (art. 7). La parte professionale è stata quindi ampliata, ma gli stessi atti hanno fissato la fine della leva obbligatoria in tempo di pace, invece di mantenerla accanto ai volontari.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-05-08;215@originale~art7","descrizione":"Art. 7 del d.lgs. 215/2001, testo originario (Normattiva): il servizio obbligatorio di leva è sospeso dal 1° gennaio 2007; fino al 31 dicembre 2006 si ricorre ai giovani nati entro il 1985."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c220","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la fissazione [...] di parametri finanziari e di una programmazione pluriennale della spesa relativa alle trasformazioni da operare","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 14 novembre 2000, n. 331 (Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 2000) ha delegato il governo a trasformare gradualmente le Forze armate in professionali, con riduzione dell'organico a 190.000 unità secondo un andamento coerente con gli oneri indicati nella tabella A allegata. L'onere è fissato per legge: 43, 362 e 618 miliardi di lire per il 2000, 2001 e 2002, poi, dal 2003, nel limite massimo annuale della tabella A, con onere a regime di 1.096 miliardi di lire dal 2020. Se dal 2003 al 2020 la crescita degli oneri supera quella del PIL prevista nel documento di programmazione economico-finanziaria, interviene la legge finanziaria. La legge ha quindi fissato parametri finanziari e una programmazione pluriennale della spesa per la trasformazione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-14;331~art8@originale","descrizione":"Legge 14 novembre 2000, n. 331, art. 8, testo originario (Normattiva): copertura 2000-2002, limiti massimi dal 2003 secondo la tabella A, onere a regime di 1.096 miliardi di lire dal 2020, raccordo con la legge finanziaria. L'art. 3 lega la riduzione dell'organico agli oneri della tabella A."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c224","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Si deve portare a termine nei prossimi due anni il risanamento della finanza pubblica","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era di portare a termine in due anni il risanamento della finanza pubblica; il programma indicava come traguardo l'indebitamento netto sotto il limite di Maastricht del 3% del PIL, con l'esame europeo del 1998 basato sui conti del 1997. Secondo la serie dell'Istat sui conti delle amministrazioni pubbliche, l'indebitamento netto è sceso dal 7,0% del PIL nel 1996 al 2,7% nel 1997, ed è rimasto sotto il 3% negli anni seguenti (2,7% nel 1998, 1,9% nel 1999). Il 3 maggio 1998 il Consiglio europeo ha stabilito che l'Italia rispettava i criteri per entrare nella moneta unica. Il debito pubblico restava molto sopra il 60% del PIL: 121,6% nel 1997, in calo dal 124,0% del 1996, secondo il rapporto sulla convergenza dell'Istituto monetario europeo.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/sintesi-dei-conti-ed-aggregati-economici-delle-amministrazioni-pubbliche-anni-1990-2013/","descrizione":"Istat, Sintesi dei conti delle amministrazioni pubbliche 1990-2013, tavola 5 (file tavole2.zip): indebitamento netto in rapporto al PIL pari a -7,0% nel 1996, -2,7% nel 1997, -2,7% nel 1998 e -1,9% nel 1999."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c225","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"occorre anzitutto un intervento aggiuntivo per il 1996","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Un mese dopo l'insediamento, il governo Prodi I ha adottato il decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, «Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica», convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1996, n. 425. Il decreto interveniva sul 1996 con misure di spesa (per esempio sulla spesa farmaceutica, con una riclassificazione dei farmaci per risparmiare 200 miliardi di lire nel 1996) e di entrata. È la manovra correttiva aggiuntiva per l'anno in corso chiesta dalla tesi. Coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul contenimento del fabbisogno.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1996-06-20;323~art1!vig=1996-06-21","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 323/1996 «Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica»: art. 1 sulla spesa farmaceutica 1996 (la conversione è la legge 425/1996)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c227","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"a mantenere la pressione fiscale invariata nel prossimo triennio rispetto ai livelli del 1995","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di mantenere la pressione fiscale invariata rispetto al 1995 nel triennio 1996-1998. Secondo la serie Istat dei conti delle amministrazioni pubbliche la pressione fiscale è passata dal 41,5 per cento del PIL nel 1995 al 42,0 nel 1996, al 43,9 nel 1997 (anno del contributo straordinario per l'Europa) e al 42,7 nel 1998. Il livello del 1995 è stato superato in tutti e tre gli anni. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/sintesi-dei-conti-ed-aggregati-economici-delle-amministrazioni-pubbliche-anni-1990-2013/","descrizione":"Istat, Sintesi dei conti ed aggregati economici delle amministrazioni pubbliche, anni 1990-2013, tavola 6 (pressione fiscale, comprese le imposte indirette della Unione europea): 41,5 per cento del PIL nel 1995, 42,0 nel 1996, 43,9 nel 1997, 42,7 nel 1998"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c229","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"ad assicurare una riduzione della quota della spesa pubblica sul prodotto interno lordo di due-tre punti percentuali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Secondo l'Istat la spesa totale delle amministrazioni pubbliche è scesa dal 52,5% del PIL nel 1995 al 50,1% nel 1997, al 48,7% nel 1998 e al 47,9% nel 1999: oltre quattro punti e mezzo in meno, più dei due-tre indicati. Il 45,9% del 2000 è abbassato dagli incassi una tantum delle licenze UMTS (13.815 milioni di euro), registrati in riduzione della spesa in conto capitale; nel 2001 la spesa è risalita al 47,8%. Il calo viene dalla minore spesa per interessi sul debito: al netto degli interessi la spesa è rimasta intorno al 41% del PIL dal 1995 al 1999. Il traguardo sul totale della spesa è stato raggiunto, in coerenza con la scheda corrispondente di «Il conto» sul discorso di fiducia del governo Prodi I, ma senza una riduzione della spesa per funzioni pubbliche in rapporto al PIL.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/sintesi-dei-conti-ed-aggregati-economici-delle-amministrazioni-pubbliche-anni-1990-2013/","descrizione":"Istat, Sintesi dei conti delle Amministrazioni pubbliche 1990-2013, tavola 5 (rapporti caratteristici in % del PIL: uscite totali e al netto degli interessi; file tavole2.zip, foglio «Tavola 5»)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c234","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Una riscrittura dell'art. 81 della Costituzione, per stabilire anzitutto il principio che l'indebitamento possa essere utilizzato solo a copertura dei programmi di investimento","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 33 \"Bilancio agile e corretto\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nei mandati dei governi valutati (1996-2001) l'art. 81 della Costituzione non è stato riscritto. Il nuovo art. 81 è arrivato con la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (GU n. 95 del 23 aprile 2012), undici anni dopo, e con una formula diversa da quella promessa: impone l'equilibrio tra entrate e spese e ammette l'indebitamento solo per considerare gli effetti del ciclo economico o, con l'autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta, al verificarsi di eventi eccezionali. Non risultano atti dei governi valutati che propongano la revisione dell'art. 81 nel senso indicato dal programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2012-04-20;1","descrizione":"Legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1: nuovo art. 81 (GU n. 95 del 23 aprile 2012), posteriore alla fine dei governi valutati (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c235","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il riconoscimento al Governo di una facoltà di veto sospensivo di deliberazioni legislative","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 33 \"Bilancio agile e corretto\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II che abbiano riconosciuto al governo una facoltà di veto sospensivo sulle deliberazioni legislative in contrasto con le regole di equilibrio del bilancio. L'articolo 81 della Costituzione non è stato modificato nel periodo, e le riforme della contabilità approvate nel mandato (legge 3 aprile 1997, n. 94 e legge 25 giugno 1999, n. 208) non prevedono un potere di questo tipo. L'unico testo del periodo che toccava il tema è il progetto della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali (testo del 4 novembre 1997, art. 103), organo del Parlamento e non del governo: prevedeva l'equilibrio annuale e pluriennale dei conti e limiti agli emendamenti di spesa, ma non un veto del governo, e non è mai stato approvato dalle Camere.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/parlam/bicam/rifcost/ressten/sed07102.htm","descrizione":"Commissione bicamerale, testo approvato il 4 novembre 1997, art. 103: equilibrio di bilancio, ammissibilità delle modifiche al bilancio solo nel rispetto dell'equilibrio, maggioranza assoluta per maggiori oneri in caso di opposizione del Governo; progetto non approvato dalle Camere"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c236","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Una riorganizzazione dei contenuti del bilancio e della legge finanziaria in un unico strumento normativo, con limiti assai stretti di emendabilità","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 33 \"Bilancio agile e corretto\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato la struttura del bilancio dello Stato, con le unità previsionali di base e il rinvio al documento di programmazione economico-finanziaria. La legge finanziaria è però rimasta uno strumento distinto dal bilancio e non risultano limiti di emendabilità analoghi a quelli promessi. L'unificazione dei due strumenti in un solo provvedimento è arrivata con la legge 4 agosto 2016, n. 163, molto dopo i governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-04-03;94","descrizione":"Legge 3 aprile 1997, n. 94: modifiche alla legge 468/1978 e delega per le unità previsionali di base (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c237","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"La votazione del bilancio sulla base di un'aggregazione che individui i centri di responsabilità politica e amministrativa","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 33 \"Bilancio agile e corretto\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato il bilancio dello Stato: il Parlamento vota le previsioni di entrata e di spesa per unità previsionali di base, determinate per aree omogenee di attività, e a ciascuna unità corrisponde un unico centro di responsabilità amministrativa che ne cura la gestione (art. 1, comma 2). Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 ha individuato le unità e ha reso il titolare di ciascun centro responsabile della gestione e dei risultati (art. 3). Il voto del bilancio è così organizzato sui centri di responsabilità, come promesso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-04-03;94","descrizione":"Legge 3 aprile 1997, n. 94, art. 1, comma 2 (Normattiva): bilancio articolato in unità previsionali di base, ciascuna affidata a un unico centro di responsabilità amministrativa; approvazione parlamentare delle previsioni per unità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c242","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la soppressione: [...] dei contributi sanitari, della tassa sulla salute, dell'ILOR e dell'ICIAP (da assorbire in una imposta regionale)","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I) ha istituito l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e, dal 1° gennaio 1998, ha abolito (art. 36) i contributi per il Servizio sanitario nazionale, l'ILOR e l'ICIAP. Tra i contributi aboliti c'era anche il contributo sanitario chiamato comunemente «tassa sulla salute». Le imposte soppresse sono state sostituite in gran parte dall'IRAP; per i contributi a carico di lavoratori dipendenti e pensionati la compensazione è passata dalla revisione dell'IRPEF. La soppressione delle voci indicate nelle Tesi, con il passaggio a un'imposta regionale, è stata attuata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-15;446~art36@originale","descrizione":"D.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 36, testo originario (Normattiva): dall'entrata in vigore del decreto si applica l'IRAP e sono aboliti i contributi per il Servizio sanitario nazionale (art. 31 della legge 41/1986), l'ILOR, l'ICIAP, la tassa sulla partita IVA e l'imposta sul patrimonio netto delle imprese."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c243","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la soppressione: [...] di numerose tasse di concessione governativa","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato sono state soppresse quattro tasse di concessione governativa. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 36) ha abolito quella per l'attribuzione del numero di partita IVA; la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17, commi 8 e 21) quelle sull'abbonamento all'autoradio e, dal 1° gennaio 1998, sulle patenti di guida; la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 11, comma 1) quella sulle patenti nautiche. La tariffa allegata al d.P.R. 641/1972 è però rimasta in vigore per gran parte delle altre voci, come passaporti, porto d'armi, telefonia mobile e iscrizione agli albi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-12-27;449~art17@originale","descrizione":"Legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 17, testo originario: comma 8 (soppressa la tassa di concessione governativa sull'abbonamento all'autoradio) e comma 21 (soppressa dal 1° gennaio 1998 la tassa sulle patenti di guida) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c244","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la radicale riorganizzazione: [...] delle imposte di bollo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato l'imposta di bollo è stata ritoccata ma non riorganizzata. Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 (in vigore dal 1° aprile 1998) ne ha rivisto le sanzioni. L'art. 55 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (governo Amato II) ha affidato a decreti del ministro delle Finanze, da adottare entro novanta giorni, una nuova tariffa del bollo e delle tasse di concessione governativa, e ha introdotto alcune esenzioni puntuali; quei decreti non risultano adottati, e nel 2006 l'Agenzia delle entrate applicava ancora la tariffa approvata con decreto ministeriale 20 agosto 1992. L'impianto del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 è rimasto invariato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-21;342~art55@originale","descrizione":"Legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 55, testo originario (Normattiva): nuove tariffe di bollo e tasse di concessione governativa affidate a decreti ministeriali; fino ad allora restano gli importi dei decreti 20 agosto 1992 e 28 dicembre 1995."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c245","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la radicale riorganizzazione: [...] della imposta di successione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'imposta di successione è stata riscritta dalla legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 69), del governo Amato II. La legge ha abrogato la tariffa allegata al testo unico (d.lgs. 346/1990) e l'ha sostituita con aliquote proporzionali sulla quota di ciascun erede: 4, 6 e 8 per cento secondo il grado di parentela. L'imposta si applica solo sulla parte della quota che supera 350 milioni di lire, o 1 miliardo per i discendenti minorenni e le persone con handicap grave. Anche l'imposta sulle donazioni è stata riordinata con aliquote del 3, 5 e 7 per cento. La legge ha inoltre abrogato altre norme del testo unico e modificato i criteri di determinazione dell'attivo ereditario. Le nuove regole si applicano alle successioni con dichiarazione in scadenza dopo il 31 dicembre 2000 e alle donazioni dal 1° gennaio 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-21;342~art69@originale","descrizione":"Art. 69 della legge 342/2000 (testo originale, Normattiva): nuove aliquote e franchigie dell'imposta sulle successioni e donazioni, abrogazione della tariffa allegata al testo unico (comma 2) e decorrenza (comma 15)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c246","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la radicale riorganizzazione: [...] della imposta di registro","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era una radicale riorganizzazione dell'imposta di registro, dentro un programma di semplificazione del fisco. I governi valutati sono intervenuti soprattutto sulla gestione dell'imposta. Il d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 463 ha affidato dal 1999 al dipartimento del territorio la gestione degli atti immobiliari presso gli uffici del registro. Il d.lgs. 18 gennaio 2000, n. 9 ha introdotto la registrazione degli atti immobiliari con procedure telematiche, su un modello unico informatico e con autoliquidazione dei tributi, da attivare in modo progressivo con decreti ministeriali. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, c. 164) ha cambiato il calcolo del valore di rendite e pensioni ai fini del registro. La disciplina dell'imposta, contenuta nel testo unico del 1986, non è stata riordinata nel suo complesso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-01-18;9@originale","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 18 gennaio 2000, n. 9 (G.U. n. 30 del 7 febbraio 2000): art. 1, che aggiunge al d.lgs. 463/1997 l'art. 3-bis (procedure telematiche, modello unico informatico e autoliquidazione per la registrazione degli atti immobiliari). Il testo originario del d.lgs. 463/1997 (art. 2) è sulla stessa banca dati."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c247","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la radicale riorganizzazione: [...] della imposta sul possesso di autoveicoli, natanti e aeromobili","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"in parte","motivazione":"La tassa di possesso degli autoveicoli è stata riorganizzata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17). Dal 1° gennaio 1998 i veicoli a motore sono tassati in base alla potenza effettiva anziché ai cavalli fiscali, con nuove tariffe uguali in tutte le Regioni; dal 1° gennaio 1999 riscossione, accertamento e contenzioso passano alle Regioni a statuto ordinario, e i tabaccai possono incassare la tassa. Dal 1998 cessa anche l'obbligo di esporre il contrassegno di pagamento. Per i natanti la tassa annuale di stazionamento sulle imbarcazioni da diporto era ancora dovuta nel 2003 con le regole precedenti, e non risultano interventi del governo sull'imposta sugli aeromobili.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-12-27;449~art17@originale","descrizione":"Legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 17, commi 10, 11, 16 e 24 (Normattiva, testo originario): regionalizzazione della tassa automobilistica, tariffe a potenza effettiva, riscossione tramite tabaccai, fine del contrassegno"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c248","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'introduzione nella amministrazione di una unica e telematica \"rete fiscale e contributiva\"","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (G.U. n. 174 del 28 luglio 1997) attua la delega della legge 662/1996, che chiedeva di modernizzare la gestione delle dichiarazioni «in modo da assicurare la gestione unitaria delle posizioni dei singoli contribuenti». Ha introdotto la dichiarazione unificata annuale e ha previsto che i contributi INPS e i premi INAIL siano determinati nella dichiarazione dei redditi. Ha disciplinato la presentazione delle dichiarazioni per via telematica, obbligatoria per i centri di assistenza fiscale dal 1998, e il versamento unitario di imposte e contributi dovuti a Stato, regioni ed enti previdenziali, con compensazione dei crediti. Una struttura di gestione ripartisce poi le somme tra gli enti. Il sistema unisce così per via telematica gestione fiscale e contributiva, come prometteva il programma.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97241dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241: art. 7 (nuovo art. 12 del d.P.R. 600/1973: dichiarazione unificata e presentazione in via telematica), art. 10 (contributi INPS e premi INAIL nella dichiarazione dei redditi), art. 12, comma 3 (trasmissione telematica dei CAF dal 1998), art. 17 (versamenti unitari con compensazione), art. 22 (struttura di gestione che ripartisce le somme)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c250","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"possibilità di pagare le imposte con qualunque mezzo di pagamento (assegni, carte di credito, bonifici bancari, ecc.)","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 134, lettera e) ha delegato il governo a razionalizzare i versamenti delle imposte con «mezzi di pagamento diversificati, quali bonifici bancari, carte di credito e assegni». Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ha introdotto il versamento unificato con delega a banche convenzionate (art. 19), estendibile a Poste Italiane. All'art. 23 stabilisce che i contribuenti possono pagare anche con carte di debito, di credito e prepagate, con assegni bancari e circolari o con altri sistemi di pagamento. Le modalità operative sono rinviate a una convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97241dl.htm","descrizione":"Testo originario del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. L'art. 23 («Pagamento con mezzi diversi dal contante») consente il pagamento con carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari o altri sistemi di pagamento."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c251","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'amministrazione deve inoltre creare nelle grandi città uffici a livello territoriale, per rispondere alle richieste dei contribuenti","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva uffici territoriali nelle grandi città per rispondere ai contribuenti e offrire consulenza e assistenza tributaria. Gli uffici delle entrate, che riuniscono in un solo ufficio le competenze prima divise per imposta, erano previsti dal DPR 27 marzo 1992, n. 287, ma la loro attivazione è iniziata solo dalla metà del 1997. Secondo un documento della Commissione Finanze della Camera, il processo è stato poi accelerato e completato con le Agenzie fiscali, operative dal 1° gennaio 2001; l'Agenzia delle Entrate colloca la fine di questa fase nel 2002, con quasi 400 uffici al posto di oltre 1.000. I nuovi uffici dedicavano ampio spazio ad assistenza e informazione, ma alla fine del mandato la rete non era completa e non risulta un programma specifico per le grandi città.","prova":{"url":"https://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/020/INTERO.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Doc. XVII n. 20 (XIV legislatura), documento conclusivo della Commissione Finanze del 12 maggio 2004: l'istituzione degli uffici delle entrate, iniziata dalla metà del 1997, è stata accelerata e completata con le Agenzie fiscali."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c254","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"di riorganizzare l'amministrazione finanziaria secondo criteri aziendalistici, con operatori opportunamente selezionati e qualificati, pagati a prezzi di mercato","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era riorganizzare l'amministrazione finanziaria con criteri aziendali, con personale selezionato, qualificato e pagato a prezzi di mercato. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 ha istituito le agenzie fiscali (entrate, dogane, territorio, demanio) con autonomia organizzativa e contabile e criteri di efficienza ed economicità. Le agenzie sono diventate operative il 1° gennaio 2001, con il decreto ministeriale 28 dicembre 2000, n. 1390. Il personale è regolato dal contratto collettivo e dalle norme sul lavoro privato, ma tra gli atti consultati non risulta una retribuzione a prezzi di mercato: la parte organizzativa è attuata, quella sul trattamento del personale no.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/99300dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300: artt. 61-71 sulle agenzie fiscali (autonomia, criteri di efficienza, rapporto di lavoro di diritto privato)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c257","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'introduzione di una norma generale antielusiva, alla stessa stregua di altri paesi europei","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva una norma generale antielusiva, come in altri paesi europei. L'articolo 7 del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358 (G.U. n. 249 del 24 ottobre 1997) ha inserito nel d.P.R. 600/1973 l'articolo 37-bis. Esso rende inopponibili al fisco gli atti privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti e a ottenere risparmi di imposta altrimenti indebiti. La norma si applica però solo a un elenco di operazioni (trasformazioni, fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni di crediti e altre), quindi non copre tutti i comportamenti elusivi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97358dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358: l'art. 7 inserisce l'art. 37-bis (Disposizioni antielusive) nel d.P.R. 600/1973, con l'elenco delle operazioni cui la norma si applica (comma 3)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c258","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'autonomia tributaria regionale dovrà realizzarsi con forme di compartecipazioni ai grandi tributi erariali (IRPEF e/o IVA)","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 (GU n. 62 del 15 marzo 2000), emanato dal governo D'Alema II, ha soppresso dal 2001 alcuni trasferimenti erariali alle Regioni a statuto ordinario, tra cui quelli per la spesa sanitaria (art. 1). Li ha sostituiti con una compartecipazione regionale all'IVA, pari al 25,7 per cento del gettito del penultimo anno (art. 2), con l'aumento dell'addizionale regionale all'IRPEF dallo 0,5 allo 0,9 per cento e dall'1 all'1,4 per cento, compensato da una riduzione di 0,4 punti delle aliquote IRPEF statali (art. 3), e con una quota più alta dell'accisa sulla benzina (art. 4). La promessa chiedeva compartecipazioni a IRPEF e/o IVA: è stata realizzata con l'IVA. Il decreto è in vigore dal 30 marzo 2000; la compartecipazione si applica dal 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-02-18;56@originale~art2","descrizione":"Art. 2 del d.lgs. 56/2000, testo originario (Normattiva): istituzione della compartecipazione delle Regioni a statuto ordinario all'IVA, dal 2001 nella misura del 25,7 per cento del gettito."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c260","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevede trasferimenti perequativi di tipo orizzontale tra Regioni, in cui quelle più ricche contribuiscono ad integrare le risorse di quelle meno dotate","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 (Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2000) ha soppresso dal 2001 i trasferimenti erariali alle regioni a statuto ordinario e li ha sostituiti con una compartecipazione regionale all'IVA. Una parte di questo gettito confluisce in un Fondo perequativo nazionale per la «solidarietà interregionale»: le regioni con maggiore capacità fiscale concorrono al fondo e le quote spettanti a ciascuna regione dipendono dalla capacità fiscale, le cui distanze dalla media sono ridotte del 90%, e da fabbisogni sanitari, popolazione e dimensione. Il meccanismo però passa dallo Stato, che trattiene e redistribuisce il gettito, e non da trasferimenti diretti tra regioni: le analisi della SVIMEZ (2001) e di Strusi e Sabbadini (2005) lo descrivono come perequazione sostanzialmente verticale, con elementi orizzontali. La promessa è attuata in parte.","prova":{"url":"https://www.regione.toscana.it/documents/10180/70102/Dlgs%2056%202000/17563cab-0dbe-4063-8b05-732cabdd619d","descrizione":"Testo del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56: art. 2 (compartecipazione IVA, quota di concorso alla solidarietà interregionale) e art. 7 (Fondo perequativo nazionale, capacità fiscale ridotta del 90%). Lettura del meccanismo come «sostanzialmente verticale»: Strusi e Sabbadini, https://www.regione.veneto.it/static/www/decentramento-e-federalismo/ArticoloStrusiSabbadinicontabelle.pdf."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c263","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Ci si muoverà verso il superamento della Tosap e la sua trasformazione in un sistema di canoni e tariffe","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era di muoversi verso il superamento della Tosap e la sua trasformazione in un sistema di canoni e tariffe da gestire in autonomia. L'art. 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (GU n. 298 del 23 dicembre 1997, in vigore dal 1° gennaio 1998) ha consentito a comuni e province di escludere con regolamento la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche e di sostituirla con un canone a carico del titolare della concessione, determinato in base a una tariffa fissata dall'ente. La norma è una facoltà degli enti, non un obbligo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-15;446~art63","descrizione":"Art. 63 del d.lgs. 446/1997 su Normattiva: comuni e province possono, con regolamento, escludere la Tosap e assoggettare le occupazioni di strade, aree e spazi pubblici al pagamento di un canone, determinato in base a una tariffa."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c265","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le Province dovrebbe bastare l'attribuzione delle imposta di trascrizione al PRA e sulle assicurazioni RC auto","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I) ha attribuito alle Province i due tributi indicati dalla tesi. L'art. 56 ha consentito alle Province di istituire con regolamento un'imposta provinciale di trascrizione sulle formalità al Pubblico registro automobilistico, con gettito alla Provincia e tariffe maggiorabili fino al 20 per cento. L'art. 60 ha assegnato alle Province, dal 1° gennaio 1999, il gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile auto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-15;446~art56!vig=1998-01-01","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 446/1997 (GU n. 298 del 23 dicembre 1997), art. 56: imposta provinciale di trascrizione istituibile dalle Province con regolamento, con gettito alla Provincia; l'art. 60 assegna alle Province il gettito dell'imposta sull'assicurazione RC auto dal 1° gennaio 1999"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c266","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una riduzione degli scaglioni da sette a non più di quattro, con l'innalzamento dell'aliquota iniziale e l'abbassamento di quelle più elevate","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 38 \"L'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e gli assegni familiari\""},"esito":"in parte","motivazione":"Fino al 1997 l'IRPEF aveva sette scaglioni, con aliquote dal 10 al 51 per cento. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 46), adottato in base alla delega della legge 662/1996, ha ridotto gli scaglioni a cinque dal 1998, con aliquote del 18,5, 26,5, 33,5, 39,5 e 45,5 per cento (circolare del Ministero delle finanze n. 3 del 9 gennaio 1998). L'aliquota iniziale è stata quindi alzata e quelle più elevate abbassate, come promesso, ma gli scaglioni sono scesi a cinque e non «a non più di quattro». Nel 2001 gli scaglioni erano ancora cinque: le leggi finanziarie successive hanno ridotto singole aliquote, non il loro numero.","prova":{"url":"https://www.finanze.gov.it/export/sites/finanze/.galleries/Documenti/Varie/Circolare-3-del-9-gennaio-1998.pdf","descrizione":"Ministero delle finanze, circolare n. 3 del 9 gennaio 1998 sul D.Lgs. 446/1997: art. 46 sostituisce l'art. 11, comma 1, del TUIR; scaglioni ridotti da sette a cinque, con le nuove aliquote"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c267","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"un aumento delle detrazioni di imposta sui redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 38 \"L'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e gli assegni familiari\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Le detrazioni IRPEF per i redditi da lavoro sono state aumentate per entrambe le categorie. Nel 1997 la detrazione per il lavoro dipendente era di 784.634 lire, più un'ulteriore detrazione fino a 312.000 lire per i redditi più bassi, e quella per il lavoro autonomo e d'impresa di 213.570 lire. L'articolo 48 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ha riscritto l'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi dal periodo d'imposta 1998, portandole fino a 1.680.000 lire per il lavoro dipendente e a 700.000 lire per il lavoro autonomo e d'impresa; lo stesso decreto ha fissato al 18,5% l'aliquota del primo scaglione. La legge 488/1999, il decreto-legge 268/2000 e la legge 388/2000 hanno poi alzato gli importi massimi a 2.220.000 e 1.110.000 lire.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art13!vig=2001-06-01","descrizione":"Normattiva, articolo 13 del TUIR (DPR 917/1986) nella versione in vigore al 1° giugno 2001: detrazioni da lavoro dipendente fino a 2.220.000 lire e da lavoro autonomo e d'impresa fino a 1.110.000 lire; le note di aggiornamento riportano gli importi del 1995-1997 fissati con D.P.C.M. e le modifiche del d.lgs. 446/1997 (art. 48), della legge 488/1999, del d.l. 268/2000 e della legge 388/2000"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c268","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una revisione dell'ulteriore detrazione oggi esistente commisurandola al reddito complessivo del contribuente","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 38 \"L'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e gli assegni familiari\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel 1995 l'«ulteriore detrazione» Irpef (art. 13, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi) spettava ai lavoratori dipendenti con un reddito di lavoro dipendente fino a 14,5 milioni di lire, con importi decrescenti fino a 14.825.000 lire. Era quindi commisurata a una sola componente del reddito, come rilevava il programma. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 48) ha riscritto l'art. 13 dal 1998 e ha fuso l'ulteriore detrazione con quella base in un'unica detrazione per lavoro dipendente. La nuova detrazione è però graduata sull'ammontare dei soli redditi di lavoro dipendente, non sul reddito complessivo del contribuente. Le leggi finanziarie per il 2000 e il 2001 ne hanno aumentato gli importi senza cambiare la base di calcolo. Sono graduate sul reddito complessivo solo due detrazioni minori introdotte nel 1999 e nel 2000 (art. 13, commi 2-ter e 2-quater), riservate a chi possiede esclusivamente alcuni tipi di reddito. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano commisurato l'ulteriore detrazione, o la detrazione che l'ha sostituita, al reddito complessivo.","prova":{"url":"https://www.finanze.gov.it/export/sites/finanze/.galleries/Documenti/Varie/Circolare-3-del-9-gennaio-1998.pdf","descrizione":"Ministero delle finanze, circolare n. 3 del 9 gennaio 1998, par. 3.1: il nuovo art. 13, comma 1, del TUIR, che sostituisce i commi 1 e 2 (detrazione e ulteriore detrazione per lavoro dipendente), gradua la detrazione in base all'ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente. Il testo previgente è su Normattiva (art. 13 TUIR, versione vigente al 1° gennaio 1996)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c269","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una revisione del sistema di detrazioni per carichi familiari al fine di aumentarne l'entità per il coniuge a carico, ma soprattutto [...] per i figli","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 38 \"L'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e gli assegni familiari\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I), all'articolo 47, ha riscritto dal 1998 le detrazioni per carichi di famiglia: per ogni figlio e per ogni altro familiare a carico indicato dall'articolo 433 del codice civile, come i genitori conviventi, ha fissato 336.000 lire, contro le 94.437 lire per figlio e le 130.592 lire per altro familiare in vigore fino ad allora. La legge finanziaria 2000 (legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 6), approvata dal Parlamento il 18 dicembre 1999, ha portato lo stesso importo a 408.000 lire per il 2000, 516.000 per il 2001 e 552.000 dal 2002, con 240.000 lire in più per ogni figlio sotto i tre anni. La finanziaria 2001 (legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 2) lo ha aumentato ancora per i redditi fino a 100 milioni di lire: 552.000 lire per il 2001 e 588.000 dal 2002, e 616.000 e 652.000 per i figli successivi al primo. Per il coniuge a carico, il decreto del Presidente del Consiglio 26 luglio 1996 ha portato dal 1996 la detrazione da 817.552 lire a un importo che scende con il reddito, da 1.057.552 lire fino a 30 milioni a 817.552 oltre i 100 milioni. Gli aumenti hanno riguardato il coniuge e, in misura molto maggiore, i figli e gli altri familiari a carico, come chiedeva il programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-15;446~art47","descrizione":"Decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, art. 47 (Revisione delle detrazioni per carichi di famiglia): nuovo art. 12 TUIR con 336.000 lire per ciascun figlio e per ogni altra persona indicata nell'art. 433 c.c., e detrazione per il coniuge da 1.057.552 a 817.552 lire secondo il reddito"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c273","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la nostra proposta concentra l'imposizione in capo agli intermediari","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 39 \"Tassazione delle attività finanziarie\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I, in attuazione della delega della legge 662/1996) ha riordinato la tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria. Ha introdotto i regimi del risparmio amministrato e del risparmio gestito (artt. 6 e 7), nei quali l'imposta sostitutiva è applicata e versata da banche, società di intermediazione e gestori, senza che il contribuente debba dichiarare quei redditi. I due regimi sono a scelta del contribuente, in alternativa alla dichiarazione. Il decreto è entrato in vigore il 1° luglio 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-11-21;461~art7@originale","descrizione":"D.lgs. 21 novembre 1997, n. 461, art. 7, testo originario (Normattiva): l'imposta sostitutiva sul risultato delle gestioni individuali di portafoglio è prelevata dal soggetto gestore e versata da questo; l'art. 6 (risparmio amministrato) affida l'applicazione dell'imposta a banche e società di intermediazione presso cui sono custoditi i titoli."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c274","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la tassazione delle attività finanziarie sia estesa non solo agli interessi, ma anche al risultato netto delle gestioni finanziarie","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 39 \"Tassazione delle attività finanziarie\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I), in vigore dal 1° luglio 1998, ha esteso la tassazione dei redditi finanziari oltre gli interessi. Ha introdotto un regime opzionale per le gestioni patrimoniali, con imposta sostitutiva del 12,5% sul risultato maturato nell'anno, cioè sulla differenza tra il valore del patrimonio a fine e a inizio anno al netto di oneri e commissioni (art. 7). Il decreto ha riscritto anche la tassazione delle plusvalenze e dei redditi da strumenti derivati (art. 3).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-11-21;461~art7!vig=1998-07-02","descrizione":"D.lgs. 21 novembre 1997, n. 461, art. 7, testo in vigore dal 1° luglio 1998 (Normattiva): imposta sostitutiva del 12,50% sul risultato maturato della gestione patrimoniale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c275","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Le aliquote vanno tendenzialmente uniformate","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 39 \"Tassazione delle attività finanziarie\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I, in vigore dal 1° luglio 1998) ha riordinato la tassazione dei redditi finanziari, introducendo un'imposta sostitutiva sulle plusvalenze del 12,5%, elevata al 27% per le partecipazioni qualificate (art. 5). Le aliquote non sono state però uniformate: dopo la riforma gli interessi su conti correnti e depositi bancari restavano soggetti a una ritenuta del 27%, quelli sulle obbligazioni con scadenza di almeno diciotto mesi al 12,5%. Nel mandato non è stata adottata un'aliquota unica; l'avvicinamento ha riguardato soprattutto le plusvalenze.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-11-21;461~art5@originale","descrizione":"D.lgs. 21 novembre 1997, n. 461, art. 5, testo originario (Normattiva): imposta sostitutiva del 27% sulle plusvalenze da partecipazioni qualificate e del 12,50% sugli altri redditi diversi di natura finanziaria. Ritenute sugli interessi: d.p.r. 600/1973, art. 26, testo in vigore dal 1° luglio 1998 (27% su conti correnti e depositi, 12,50% su obbligazioni con scadenza non inferiore a diciotto mesi)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c276","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Riteniamo percorribile la via della suddivisione del reddito di impresa in due componenti da sottoporre a diversa imposizione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 40 \"Come tassare il reddito d'impresa\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466 (governo Prodi I, Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 1998) ha introdotto la «dual income tax», che divide il reddito d'impresa in due parti. L'art. 1 tassa al 19 per cento la parte corrispondente alla remunerazione ordinaria dell'aumento del capitale investito rispetto al 30 settembre 1996, fissata ogni anno con decreto ministeriale; il resto del reddito sconta l'aliquota ordinaria, con un'aliquota media non inferiore al 27 per cento. A differenza della tesi, l'agevolazione riguardava solo i nuovi apporti di capitale e non tutto il capitale proprio. Il decreto è stato abrogato dal d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-18;466~art1@originale","descrizione":"Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, art. 1, testo originario: aliquota del 19 per cento sulla remunerazione ordinaria dell'incremento del capitale investito; aliquota media minima del 27 per cento (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c277","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le case date in affitto, proponiamo: [...] la riduzione della percentuale di tassabilità del reddito effettivo","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 1998, governo D'Alema I) ha ridotto di un ulteriore 30 per cento il reddito imponibile del proprietario per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa (art. 8, comma 1). Per tutti gli altri affitti la quota imponibile è rimasta quella precedente: il canone ridotto forfettariamente del 15 per cento (art. 34 del testo unico delle imposte sui redditi). La riduzione promessa è quindi arrivata solo per una parte dei contratti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-09;431~art8@originale","descrizione":"Legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 8, comma 1, testo originario (Normattiva): reddito imponibile ridotto di un ulteriore 30 per cento per i contratti concordati nei comuni ad alta tensione abitativa."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c278","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le case date in affitto, proponiamo: [...] la riduzione di imponibile per morosità dell'inquilino","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 8, comma 5, ha aggiunto all'art. 23 del Tuir una norma sui canoni di locazione abitativa non percepiti. I redditi da locazione di immobili abitativi, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Per le imposte già versate sui canoni scaduti e non percepiti è riconosciuto un credito d'imposta di pari ammontare.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-09;431~art8!vig=2000-01-01","descrizione":"Art. 8, comma 5, della legge 431/1998 su Normattiva (testo in vigore nel 2000): canoni non percepiti per morosità non concorrono al reddito dalla convalida dello sfratto, con credito d'imposta per le imposte versate."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c279","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le case date in affitto, proponiamo: [...] la riduzione dell'imposta di registro sui contratti","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era ridurre l'imposta di registro sui contratti di affitto. La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (art. 8, c. 1) ha previsto che, per i contratti a canone concordato stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa, la base imponibile dell'imposta proporzionale di registro sia assunta nella misura minima del 70% del canone annuo. La riduzione vale solo per questi contratti e non per le locazioni in generale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/98431l.htm","descrizione":"Testo della legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 8, c. 1: per i contratti concordati nei comuni ad alta tensione abitativa il corrispettivo annuo per l'imposta proporzionale di registro è assunto nella misura minima del 70%."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c280","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le case abitate dai proprietari proponiamo una progressiva riduzione dell'imposta di registro sui trasferimenti","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2000 (legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 7, comma 6) ha ridotto dal 4 al 3 per cento l'aliquota dell'imposta di registro che si applicava, tra l'altro, all'acquisto agevolato della prima casa. All'inizio del mandato l'aliquota per le case di abitazione non di lusso acquistate con i requisiti per l'agevolazione era del 4 per cento. Lo stesso articolo ha ridotto di un quarto anche l'imposta sull'incremento di valore degli immobili (INVIM) per i trasferimenti di abitazioni. La riduzione è avvenuta in un solo passaggio nel mandato, non in più tappe come lasciava intendere «progressiva».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-12-23;488~art7@originale","descrizione":"Legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 7, commi 4 e 6 (Normattiva, testo originario): INVIM sulle abitazioni ridotta di un quarto; aliquota del 4 per cento dell'imposta di registro (art. 1 della Tariffa, che la applica alle case non di lusso con i requisiti della prima casa) ridotta al 3 per cento"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c281","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per le case abitate dai proprietari proponiamo [...] un ampliamento della deducibilità IRPEF","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 13 maggio 1999, n. 133 (art. 18) ha sostituito la precedente agevolazione per l'abitazione principale con una deduzione dal reddito complessivo fino a 1.100.000 lire, elevata a 1.400.000 lire per il 1999. La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 2) ha poi portato la deduzione, dal periodo d'imposta 2000, da 1.800.000 lire fino all'intera rendita catastale dell'abitazione principale e delle sue pertinenze. Già la legge 27 dicembre 1997, n. 449 aveva introdotto la detrazione del 41 per cento delle spese di recupero edilizio e quella del 19 per cento degli interessi sui mutui per costruire l'abitazione principale. La deducibilità IRPEF per la casa abitata dal proprietario è stata dunque ampliata, come promesso.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/00388l.htm","descrizione":"Testo della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001): l'art. 2, comma 1, lettera a), sostituisce nel TUIR la deduzione per l'abitazione principale «fino a lire 1.800.000» con la deduzione fino all'ammontare della rendita catastale; il comma 8 la applica dal periodo d'imposta 2000."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c282","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' urgente la revisione del catasto, oggi fonte di sperequazioni e ingiustizie, facendovi partecipare i Comuni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 41 \"Come tassare gli immobili\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, commi 154 e 155) ha disposto la revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d'estimo. La revisione è regolata dal DPR 23 marzo 1998, n. 138, che affida ai Comuni la delimitazione delle microzone (art. 2) e li fa partecipare alla determinazione delle tariffe (art. 6). Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 66) ha poi attribuito ai Comuni la conservazione e l'aggiornamento degli atti del catasto e la revisione degli estimi e del classamento. Le nuove tariffe d'estimo non sono però entrate in vigore. Le rendite sono rimaste fondate sui valori di mercato del biennio 1988-1989, rivalutate del 5% dalla stessa legge 662/1996 (art. 3, comma 48) in attesa delle nuove tariffe.","prova":{"url":"https://www.catasto.it/data/download/DPR_138-1998.pdf","descrizione":"Testo del DPR 23 marzo 1998, n. 138, emanato in esecuzione dell'art. 3, commi 154 e 155, della legge 662/1996. L'art. 2 affida ai Comuni la delimitazione delle microzone; l'art. 6 disciplina il loro intervento nella determinazione delle tariffe d'estimo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c287","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"La Cassa integrazione guadagni deve essere ricondotta ai suoi compiti propri, di ammortizzatore per le sole crisi aziendali di natura temporanea","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di limitare la Cassa integrazione alle crisi aziendali temporanee. Come nelle schede corrispondenti di «Il conto», la riforma degli ammortizzatori sociali non è stata fatta nel periodo. La legge 17 maggio 1999, n. 144 (art. 45) ha delegato il Governo a ridefinire incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali entro il 30 aprile 2000: sono stati adottati decreti su altre parti della delega, come quelli sui lavori socialmente utili (decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81) e sull'incontro tra domanda e offerta di lavoro (decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181), ma non sugli ammortizzatori. Il governo Amato II ha adottato solo misure temporanee per il 2001, con il decreto-legge 3 maggio 2001, n. 158 (convertito dalla legge 2 luglio 2001, n. 248). Alla fine del mandato (11 giugno 2001) la Cassa integrazione non era stata ridefinita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-05-17;144~art45","descrizione":"Legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 45 (Normattiva): delega al Governo, da esercitare entro il 30 aprile 2000, per ridefinire incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali, compresa la razionalizzazione degli istituti di integrazione salariale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c288","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Nel caso di crisi aziendali non temporanee, la cassa integrazione viene sostituita da un Fondo per la mobilità","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era sostituire la cassa integrazione, nelle crisi aziendali non temporanee, con un Fondo per la mobilità. La legge 17 maggio 1999, n. 144 (art. 45) ha delegato il Governo a riordinare incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali, prevedendo anche fondi di categoria per l'integrazione salariale. I decreti legislativi adottati in base a quella delega (21 aprile 2000, n. 181 e n. 185) riguardano l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e l'autoimpiego; non risultano decreti che abbiano riformato la cassa integrazione o istituito un Fondo per la mobilità. L'indennità di mobilità esisteva già dalla legge 23 luglio 1991, n. 223, che la legge 144 richiama come istituto vigente. L'esito è lo stesso delle schede corrispondenti di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99144l.htm","descrizione":"Testo della legge 17 maggio 1999, n. 144: l'art. 45 delega il Governo a riordinare incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali (lett. g, fondi per l'integrazione salariale) e richiama l'indennità di mobilità della legge 223/1991 come istituto vigente (lett. r)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c289","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"avrebbero l'obbligo di accettazione della prima chiamata al lavoro o di svolgere lavori socialmente utili","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa prevedeva che i lavoratori in mobilità con sussidio avessero l'obbligo di accettare la prima chiamata al lavoro o di svolgere lavori socialmente utili. Un obbligo di questo tipo esisteva già: l'articolo 9 della legge 23 luglio 1991, n. 223 prevedeva la cancellazione dalla lista di mobilità e la perdita dell'indennità per chi rifiutava un lavoro equivalente o l'impiego in opere o servizi di pubblica utilità. Il decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468 lo ha confermato nella nuova disciplina dei lavori socialmente utili: i percettori dell'indennità di mobilità e della cassa integrazione straordinaria a zero ore possono esservi assegnati (artt. 4 e 7) e il rifiuto ingiustificato comporta la perdita del trattamento e la cancellazione dalla lista di mobilità (art. 9). Il fondo per la mobilità che avrebbe sostituito la cassa integrazione, citato nella stessa tesi, è oggetto della scheda corrispondente di «Il conto» e non è stato istituito.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97468dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 1° dicembre 1997, n. 468 (G.U. n. 5 dell'8 gennaio 1998): l'art. 9 stabilisce che l'ingiustificato rifiuto dell'assegnazione ai lavori socialmente utili da parte dei percettori di trattamenti previdenziali comporta la perdita del trattamento e la cancellazione dalla lista di mobilità."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c294","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'istituzione di una Agenzia pubblica, che sostituisca le attuali strutture del collocamento","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva un'Agenzia pubblica, con statuto autonomo dalla pubblica amministrazione, al posto delle strutture del collocamento. Il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (GU n. 5 dell'8 gennaio 1998) ha trasferito il collocamento a Regioni e Province: i servizi sono gestiti dalle Province tramite «centri per l'impiego», da organizzare entro il 31 dicembre 1998, e ogni Regione affida assistenza tecnica e monitoraggio a una propria struttura con personalità giuridica (art. 4). L'art. 8 sopprime, dalla costituzione dei centri e comunque non oltre il 1° gennaio 1999, gli uffici periferici del Ministero del lavoro, tra cui le sezioni circoscrizionali per l'impiego. Le vecchie strutture sono state quindi sostituite, ma da uffici provinciali e non da un'Agenzia autonoma come indicava il programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-23;469@originale~art8","descrizione":"Art. 8 del d.lgs. 469/1997 (Normattiva): soppressione degli uffici periferici del collocamento dalla costituzione dei centri per l'impiego e comunque non oltre il 1° gennaio 1999."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c295","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"definire un sistema di incentivi volto a rendere conveniente per le parti sociali redistribuire [...] i frutti dell'aumento di produttività [...] di riduzioni di orario","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 13, comma 2) ha previsto che un decreto del Ministro del lavoro, da emanare entro sessanta giorni, riducesse o rimodulasse i contributi previdenziali in funzione delle riduzioni d'orario stabilite nei contratti collettivi, per fasce fino a 40 ore settimanali, nei limiti delle risorse del Fondo per l'occupazione. Non risulta emanato un decreto che abbia reso operativi questi sgravi per le riduzioni d'orario dei lavoratori a tempo pieno. Il decreto interministeriale del 12 aprile 2000 (Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 2000), adottato in base al decreto legislativo n. 61 del 2000 sul lavoro a tempo parziale, ha concesso sgravi solo per le nuove assunzioni a tempo parziale e indeterminato stipulate entro il 30 giugno 2000. Non è stato attuato un sistema di incentivi che renda conveniente alle parti sociali tradurre gli aumenti di produttività in riduzioni d'orario.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-06-24;196~art13@originale","descrizione":"Legge 24 giugno 1997, n. 196, art. 13, testo originario (Normattiva): il comma 2 rinvia a un decreto ministeriale, da emanare entro sessanta giorni, la rimodulazione delle aliquote contributive per fasce d'orario in caso di riduzione contrattata dell'orario. Il decreto interministeriale 12 aprile 2000 (allegato alla circolare INPS n. 145 del 4 agosto 2000, https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/ConsiglieraNazionale/Normativa/CIRC_INPS_N_145_2000.pdf) riguarda solo le assunzioni part-time a tempo indeterminato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c296","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevedendo la possibilità per il lavoratore di usufruire di periodi di congedo autofinanziati","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa prevedeva la possibilità per il lavoratore di usufruire di periodi di congedo autofinanziati. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (GU n. 60 del 13 marzo 2000), approvata durante il governo D'Alema II, all'art. 5 permette ai lavoratori con almeno cinque anni di anzianità nella stessa azienda o amministrazione di chiedere un congedo per la formazione fino a undici mesi, continuativi o frazionati, nell'arco della vita lavorativa. Il congedo non è retribuito e il lavoratore può riscattare il periodo o versare i contributi a proprio carico. Il datore può differire o respingere la richiesta per comprovate esigenze organizzative. L'art. 6 prevede inoltre congedi per la formazione continua, con monte ore e retribuzione definiti dai contratti collettivi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-03-08;53~art5","descrizione":"Art. 5 della legge 53/2000 su Normattiva: congedo per la formazione fino a undici mesi per chi ha almeno cinque anni di anzianità, senza retribuzione, con possibilità di riscatto o versamento dei contributi da parte del lavoratore."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c298","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"favorisca il movimento dei lavoratori all'interno dell'impresa, rendendo più elastica la determinazione delle mansioni all'interno di qualifiche definite","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano reso più elastica la determinazione delle mansioni nel lavoro privato. L'art. 2103 del codice civile, nella formulazione data dall'art. 13 dello Statuto dei lavoratori (1970), è rimasto in vigore fino al d.lgs. 81/2015. Nel periodo gli unici interventi sulle mansioni inferiori riguardavano casi specifici, come i lavoratori disabili con la legge 12 marzo 1999, n. 68. La legge 196/1997 (pacchetto Treu) ha introdotto altre forme di flessibilità, ma non ha toccato la disciplina delle mansioni.","prova":{"url":"https://www.csdle.lex.unict.it/sites/default/files/Documenti/Articoli/2015-2_Voza.pdf","descrizione":"Studio di Voza (2015): l'art. 2103 c.c. riscritto dall'art. 13 St. lav. nel 1970 convive con deroghe settoriali (salute, invalidità, l. 68/1999) fino al d.lgs. 81/2015"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c299","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"adotti una disciplina dei cosiddetti \"contratti atipici\", per regolamentare il lavoro interinale","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (GU n. 154 del 4 luglio 1997, S.O. n. 136), detta «pacchetto Treu», ha introdotto la fornitura di lavoro temporaneo, cioè il lavoro interinale, con una disciplina negli artt. 1-11: il contratto con cui un'impresa autorizzata mette a disposizione di un utilizzatore lavoratori assunti da essa per esigenze temporanee. Gli artt. 1-11 sono stati abrogati solo dal decreto legislativo 276/2003. La promessa di regolare il lavoro interinale è stata quindi attuata dal governo Prodi I.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-06-24;196","descrizione":"Legge 24 giugno 1997, n. 196, «Norme in materia di promozione dell'occupazione»: art. 1 definisce il contratto di fornitura di lavoro temporaneo; artt. 1-11 abrogati dal D.Lgs. 276/2003"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c300","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"adotti una disciplina dei cosiddetti \"contratti atipici\", per [...] ampliare l'ambito di applicazione del lavoro a termine","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano ampliato in via generale i casi in cui si può apporre un termine al contratto di lavoro, allora fissati dalla legge 18 aprile 1962, n. 230. La legge 24 giugno 1997, n. 196 è intervenuta sul contratto a termine solo con l'articolo 12, che ha modificato le conseguenze della prosecuzione del rapporto dopo la scadenza. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (articolo 10) ha aggiunto solo ipotesi circoscritte: l'assunzione a termine con un mese di anticipo per sostituire chi è in astensione per maternità e la sostituzione delle lavoratrici autonome in maternità. Il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che ha sostituito la legge del 1962 ammettendo il termine per ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive, è stato deliberato in via preliminare il 28 giugno 2001 e in via definitiva il 9 agosto 2001, dopo la fine del governo Amato II.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-09-06;368@originale","descrizione":"Decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (GU n. 235 del 9-10-2001): premesse con la deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri del 28 giugno 2001 e quella definitiva del 9 agosto 2001; art. 1 sulle ragioni che consentono il termine e art. 11 che abroga la legge 230/1962 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c301","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["dalema-ii","amato-ii"],"testo":"incentivare, anche con opportune innovazioni sul modo di calcolo degli oneri sociali, il lavoro a tempo parziale","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 61/2000 sul lavoro a tempo parziale, all'art. 5, ha previsto agevolazioni contributive per le assunzioni a tempo indeterminato part-time che aumentano l'occupazione. Il decreto interministeriale Lavoro-Tesoro del 12 aprile 2000 (GU del 3 giugno 2000) le ha rese operative: per tre anni è ridotta l'aliquota contributiva dei datori di lavoro privati che assumono a tempo parziale persone senza occupazione, per contratti stipulati dal 3 giugno al 31 dicembre 2000 (dopo il 30 giugno con autorizzazione europea, arrivata il 4 luglio 2000). L'INPS ne ha dato istruzioni con la circolare n. 145 del 4 agosto 2000. È la riduzione dei contributi sociali per il part-time promessa dal programma, in linea con la scheda corrispondente di «Il conto» sul lavoro a tempo parziale.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/ConsiglieraNazionale/Normativa/CIRC_INPS_N_145_2000.pdf","descrizione":"INPS, circolare n. 145 del 4 agosto 2000: decreto interministeriale 12 aprile 2000 (GU 3 giugno 2000), riduzione dell'aliquota contributiva per assunzioni a tempo indeterminato part-time (art. 5 D.Lgs. 61/2000)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c311","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rafforzare l'esperienza della Società per l'imprenditoria giovanile","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\""},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma chiedeva di «rafforzare l'esperienza» della Società per l'imprenditoria giovanile, senza obiettivi, risorse o risultati misurabili. Il decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1 (governo D'Alema I) ha istituito Sviluppo Italia e le ha conferito le partecipazioni di diverse società pubbliche, tra cui IG-Società per l'imprenditoria giovanile, che è stata così assorbita in un'agenzia più ampia. Il decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 (GU n. 156 del 6 luglio 2000) ha poi riordinato gli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, tra cui quelli per le imprese a conduzione o a prevalente partecipazione giovanile nelle aree svantaggiate. Gli atti mostrano che l'attività è proseguita in una nuova struttura, ma non permettono di dire se sia stata «rafforzata»: la promessa non indica un parametro su cui misurarlo. L'istituzione di Sviluppo Italia è valutata nella scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-01-09;1","descrizione":"Decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, art. 1, comma 3: conferimento a Sviluppo Italia delle partecipazioni nelle società SPI, Itainvest, IG-Società per l'imprenditoria giovanile, Insud, Finagra e altre"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c320","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"nuove regole per il governo degli organi societari, per il voto in assemblea, per la trasparenza dell'informazione a tutti gli azionisti","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (testo unico della finanza, governo Prodi I), in vigore dal 1° luglio 1998, ha dettato nuove regole per le società quotate: obblighi di informazione al pubblico (art. 114), comunicazione delle partecipazioni rilevanti e pubblicità dei patti parasociali (artt. 120 e 122), voto per corrispondenza e disciplina delle deleghe di voto in assemblea (artt. 127 e 136 e seguenti), un sindaco eletto dalla minoranza (art. 148). Le regole riguardano le società con azioni quotate, cioè il mercato dei capitali di cui parla la promessa; la riforma generale del diritto societario è arrivata solo nel 2003.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art122@originale","descrizione":"Testo unico della finanza, d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, testo originario (Normattiva): art. 122 (patti parasociali nelle società quotate); nella stessa parte IV, artt. 114, 120, 127, 136 e seguenti e 148 su informazione al pubblico, partecipazioni rilevanti, voto in assemblea, deleghe di voto e sindaci di minoranza."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c321","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una revisione delle regole per il trasferimento di pacchetti di controllo delle società quotate","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, governo Prodi I, in vigore dal 1 luglio 1998) ha riscritto la disciplina dei passaggi di controllo delle società quotate. L'art. 106 impone l'offerta pubblica di acquisto totalitaria a chi, acquistando azioni a titolo oneroso, supera la soglia del 30% del capitale con diritto di voto, a un prezzo non inferiore alla media tra il prezzo medio ponderato degli ultimi dodici mesi e il prezzo massimo pagato dall'offerente.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art106@originale","descrizione":"D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 106, testo originario (Normattiva): OPA totalitaria oltre il 30%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c322","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una chiara definizione dei doveri di responsabilità degli amministratori e sull'effettiva possibilità di accesso degli azionisti al giudizio dei tribunali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in vigore dal 1° luglio 1998) ha dato agli azionisti di minoranza delle società quotate due strumenti per rivolgersi ai tribunali: la denuncia al tribunale per gravi irregolarità di amministratori e sindaci, con almeno il 5% del capitale (art. 128), e l'azione sociale di responsabilità contro amministratori, sindaci e direttori generali, esercitabile da soci iscritti da almeno sei mesi che rappresentino almeno il 5% del capitale o la minor quota fissata dall'atto costitutivo (art. 129). Non risultano invece atti adottati nel mandato che abbiano ridefinito in modo organico i doveri degli amministratori: il disegno di legge delega sulla riforma del diritto societario, presentato dal governo alla Camera il 20 giugno 2000, non è stato approvato entro la fine della legislatura.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art129@originale","descrizione":"D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), art. 129, testo originario in vigore dal 1° luglio 1998 (Normattiva): azione sociale di responsabilità esercitabile dai soci iscritti da almeno sei mesi che rappresentano almeno il 5% del capitale. Art. 128: denuncia al tribunale con il 5% del capitale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c331","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"assegnandole tutte le competenze antitrust (quelle sui media e il credito [...]) ed estendendo la sua sfera di azione anche ai settori soggetti a regolazione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 49 \"Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tutela della concorrenza\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 31 luglio 1997, n. 249 (governo Prodi I) ha abrogato la norma che affidava al Garante per la radiodiffusione e l'editoria l'applicazione delle regole antitrust nei settori della radiodiffusione e dell'editoria: da allora le applica l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con il parere obbligatorio della nuova Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha assorbito le altre funzioni del Garante e vigila sulle posizioni dominanti nel settore. Nel credito, invece, la tutela della concorrenza è rimasta alla Banca d'Italia: è passata all'Autorità garante solo con la legge 28 dicembre 2005, n. 262, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249~art1@originale","descrizione":"Legge 31 luglio 1997, n. 249, art. 1, comma 6, lettera c), testo originario: n. 9 (abrogato il comma 1 dell'art. 20 della legge 287/1990, funzioni antitrust escluse da quelle che passano all'AGCOM) e n. 11 (parere dell'AGCOM sui provvedimenti dell'Autorità garante della concorrenza per gli operatori delle comunicazioni) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c333","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' pertanto necessario introdurre una previsione analoga per quanto riguarda il mercato italiano","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 49 \"Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tutela della concorrenza\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 10 ottobre 1990, n. 287 consente all'Autorità garante della concorrenza e del mercato di segnalare al Parlamento e al Governo le norme che distorcono la concorrenza (art. 21) e di esprimere pareri (art. 22), ma non prevede un controllo sugli aiuti pubblici alle imprese. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano introdotto una disciplina nazionale analoga a quella europea per limitare gli aiuti che distorcono la concorrenza. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (governo Prodi I) ha fissato i principi per le procedure di concessione e il monitoraggio degli incentivi alle imprese, senza un controllo dei loro effetti sul mercato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-10-10;287~art21","descrizione":"Legge 10 ottobre 1990, n. 287, art. 21 (Normattiva): potere dell'Autorità di segnalare le norme che distorcono la concorrenza; nessuna disciplina degli aiuti pubblici alle imprese."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c340","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"costituzione di un'Agenzia delle innovazioni","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato che abbiano istituito un'Agenzia delle innovazioni per le piccole imprese, con una struttura centrale ridotta e punti di assistenza tecnica decentrati. Il d.lgs. 9 gennaio 1999, n. 1 ha creato Sviluppo Italia S.p.A., società per la promozione di attività produttive e nuova imprenditorialità, tra i cui scopi figura lo sviluppo della domanda di innovazione. Si tratta però di una società di sviluppo generale, con particolare riferimento al Mezzogiorno, non dell'agenzia descritta dalla promessa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-01-09;1~art1!vig=2001-06-01","descrizione":"Art. 1 del d.lgs. 1/1999 su Normattiva: istituzione di Sviluppo Italia S.p.A., società per attività produttive e nuova imprenditorialità; l'organismo più vicino alla promessa, ma non un'agenzia per le innovazioni."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c347","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Obiettivo finale é consentire ad ogni editore di avere un solo canale generalista via etere terrestre e di cedere quelli in più","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era portare ogni editore a un solo canale generalista via etere terrestre, con la cessione dei canali in più. La legge 31 luglio 1997, n. 249 ha vietato di rilasciare a uno stesso soggetto concessioni per più del 20 per cento delle reti televisive nazionali analogiche su frequenze terrestri (art. 2, c. 6): un tetto percentuale, non il limite di un solo canale. Le reti eccedenti potevano continuare a trasmettere su frequenze terrestri, in contemporanea via satellite o via cavo, fino a un termine da fissare dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in base allo sviluppo dell'utenza via satellite e via cavo (art. 3, c. 6-7). Alla RAI la legge chiedeva un piano per trasformare una delle sue reti in un'emittente senza pubblicità, non la cessione di una rete (art. 3, c. 9). Il termine per il passaggio delle reti eccedenti al satellite o al cavo fu fissato dall'Autorità al 31 dicembre 2003 solo con la delibera n. 346 del 7 agosto 2001, dopo la fine dei governi valutati. La Corte costituzionale (sent. n. 466/2002) ha giudicato illegittima la mancanza nella legge di un termine certo e ha stabilito che non potesse superare il 31 dicembre 2003.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2002/0466s-02.html","descrizione":"Sentenza della Corte costituzionale n. 466/2002: descrive il limite del 20 per cento (art. 2, c. 6, legge 249/1997), il regime transitorio delle reti eccedenti (art. 3, c. 6-7), la delibera dell'Autorità n. 346 del 7 agosto 2001 e dichiara illegittimo l'art. 3, c. 7, nella parte in cui non prevede un termine certo non oltre il 31 dicembre 2003. Il testo della legge è su Normattiva (urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c348","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'obiettivo intermedio consiste nella contestuale cessione di una delle reti generaliste da parte sia della RAI che di Fininvest","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 31 luglio 1997, n. 249 ha fissato un limite del 20 per cento delle reti televisive nazionali analogiche per soggetto (art. 2, comma 6) e ha obbligato le reti in eccesso a trasmettere esclusivamente via satellite o via cavo, ma solo dalla data che l'Autorità avrebbe indicato in seguito (art. 3, commi 6 e 7). Nessuna rete generalista è stata ceduta né da RAI né da Fininvest durante il mandato. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha indicato il 31 dicembre 2003 come termine con la delibera n. 346 del 7 agosto 2001, dopo la fine del governo Amato II. La Corte costituzionale ha poi dichiarato illegittima la norma nella parte in cui non fissava un termine finale certo e non prorogabile (sentenza n. 466 del 2002).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249~art3!vig=1998-01-01","descrizione":"Legge 31 luglio 1997, n. 249, art. 3, commi 6 e 7 (Normattiva, testo vigente nel 1998): reti eccedenti il limite dell'art. 2, comma 6, trasmesse via satellite o cavo solo dopo il termine da indicare a cura dell'Autorità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c350","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il canone annuo coprirà i costi del servizio pubblico [...] la rete generalista della RAI potrà competere sul libero mercato della pubblicità solo per una parte","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 31 luglio 1997, n. 249 (art. 3, comma 9) ha imposto alla RAI di presentare all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 1998, un piano per trasformare una delle sue reti in un'emittente senza risorse pubblicitarie, entro un termine da fissare poi dall'Autorità. La RAI presentò il progetto «Nuova Rai Tre», su cui la Commissione parlamentare di vigilanza diede parere favorevole. Il termine fu fissato solo dopo il mandato, con la delibera dell'Autorità n. 346 del 7 agosto 2001, al 31 dicembre 2003: nel mandato nessuna rete RAI ha rinunciato alla pubblicità. Non risultano inoltre atti che abbiano fatto coprire dal canone i costi del servizio pubblico, premessa della limitazione promessa.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2002/0466s-02.html","descrizione":"Corte costituzionale, sentenza n. 466 del 2002 (Consulta Online): ricostruisce l'art. 3, comma 9, della legge 249/1997 sulla rete RAI senza pubblicità e riferisce che il termine del regime transitorio è stato fissato dalla delibera dell'Autorità del 7 agosto 2001, n. 346, al 31 dicembre 2003."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c354","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"è necessario un nuovo statuto che recepisca le linee strategiche del servizio pubblico, e le fonti di nomina degli organi di governo della RAI","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti, tra il 1996 e il 2001, che abbiano dato alla RAI un nuovo statuto con le linee strategiche del servizio pubblico o cambiato le fonti di nomina dei suoi organi. Il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650, ha riscritto in via transitoria le regole sul consiglio di amministrazione. Ha lasciato però la nomina dei cinque consiglieri ai Presidenti di Camera e Senato d'intesa, aggiungendo la revoca su proposta di due terzi della Commissione di vigilanza. Il disegno di legge del governo sul sistema delle comunicazioni (Atto Senato n. 1138), presentato nel luglio 1996 e contenente norme sulla RAI, non è stato approvato entro la fine della legislatura. Le regole di nomina sono cambiate solo con la legge 3 maggio 2004, n. 112.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993-06-25;206~art2!vig=2001-06-01","descrizione":"Art. 2 della legge 25 giugno 1993, n. 206 nella versione in vigore dal 23-12-1996 al 5-5-2004, come sostituito dal decreto-legge 545/1996: i cinque consiglieri della RAI sono nominati d'intesa dai Presidenti del Senato e della Camera."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c356","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"disposizioni a favore della concorrenza nella realizzazione e nell'esercizio di reti TLC e TV-cavo","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 52 \"Il futuro delle telecomunicazioni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva norme a favore della concorrenza nelle reti di telecomunicazione e nella TV via cavo. La legge 31 luglio 1997, n. 249 (art. 4) ha subordinato a una licenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'installazione non in esclusiva delle reti via cavo e l'esercizio delle reti di telecomunicazione. Il DPR 19 settembre 1997, n. 318 ha abolito i diritti esclusivi, comprese le restrizioni alla capacità di trasmissione delle reti TV via cavo, e ha previsto l'interconnessione tra le reti pubbliche, comprese quelle via cavo. La telefonia vocale è rimasta in esclusiva fino al 1° gennaio 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1997-09-19;318~art2!vig=1998-01-01","descrizione":"DPR 19 settembre 1997, n. 318 (Normattiva), art. 2: abolizione dei diritti esclusivi, comprese le restrizioni alla capacità delle reti TV via cavo, ed esclusiva della telefonia vocale fino al 1° gennaio 1998; l'art. 4 prevede l'interconnessione delle reti pubbliche, comprese quelle via cavo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c357","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"limiti ed obblighi del gestore oggi monopolista nella realizzazione e nella gestione di reti TLC e TV-cavo","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 52 \"Il futuro delle telecomunicazioni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era fissare limiti e obblighi per l'operatore allora monopolista nella realizzazione e gestione delle reti di telecomunicazioni e di televisione via cavo. Il regolamento adottato con decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 1997, n. 318 (G.U. 22 settembre 1997) affida all'Autorità il compito di assicurare l'interconnessione delle reti pubbliche, comprese quelle televisive via cavo, e obbliga gli operatori a negoziarla (art. 4). Agli operatori con notevole forza di mercato impone in più obblighi di non discriminazione nell'interconnessione (art. 4, comma 7) e la separazione contabile tra reti e servizi (art. 9). L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, istituita con la legge 31 luglio 1997, n. 249, vigila sull'applicazione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-09-19;318","descrizione":"Normattiva, D.P.R. 19 settembre 1997, n. 318, testo originario (in vigore dal 7 ottobre 1997): art. 4 sull'interconnessione delle reti pubbliche, comprese le reti televisive via cavo, e sugli obblighi degli operatori con notevole forza di mercato; art. 9 sulla separazione contabile."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c358","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"procedure di rilascio delle licenze","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 52 \"Il futuro delle telecomunicazioni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva regole sulle procedure di rilascio delle licenze nelle telecomunicazioni. La legge 31 luglio 1997, n. 249 (art. 4) ha subordinato l'installazione e l'esercizio delle reti e la fornitura di servizi di telecomunicazioni a licenze e autorizzazioni della nuova Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da rilasciare sulla base del regolamento previsto dal decreto-legge 545/1996. Il regolamento è stato adottato con il d.P.R. 19 settembre 1997, n. 318, e le procedure per le licenze individuali sono state fissate con il decreto ministeriale 25 novembre 1997. L'Autorità ha poi modificato quel decreto con la delibera n. 217/99 per adeguarlo alla direttiva europea sulle licenze.","prova":{"url":"https://www.agcom.it/sites/default/files/migration/delibera/Delibera%20217-99-CONS.pdf","descrizione":"Delibera AGCOM n. 217/99 del 22 settembre 1999, «Disposizioni in materia di licenze individuali»: richiama la legge 249/1997, il d.P.R. 19 settembre 1997, n. 318 e il D.M. 25 novembre 1997 «Disposizioni per il rilascio delle licenze individuali nel settore delle telecomunicazioni», e ne modifica alcune disposizioni."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c360","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va infine definita un'unica Autorità di settore per TV e telefonia","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 52 \"Il futuro delle telecomunicazioni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 31 luglio 1997, n. 249 (GU n. 177 del 31 luglio 1997) ha istituito l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 1, comma 1), un'unica autorità per telecomunicazioni e radiotelevisione. L'art. 1, comma 3, la articola in due commissioni: una per le infrastrutture e le reti e una per i servizi e i prodotti, oltre al consiglio. È la stessa struttura indicata dalla promessa, cioè una sola Autorità con un'unità per le infrastrutture e una per i contenuti. La legge è in vigore dal 1° agosto 1997, durante il governo Prodi I.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-07-31;249@originale~art1","descrizione":"Art. 1 della legge 249/1997 (Normattiva): istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e articolazione in commissione per le infrastrutture e le reti e commissione per i servizi e i prodotti."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c361","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"attraverso la definizione di criteri più selettivi per il loro riconoscimento, innalzando i limiti quantitativi e qualitativi per la concentrazione dell'offerta","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante i governi valutati il Parlamento ha approvato la legge 5 marzo 2001, n. 57, che all'articolo 7 ha delegato il governo a modernizzare il settore agricolo, indicando tra i fini quello di favorire la concentrazione dell'offerta, senza fissare criteri per il riconoscimento delle associazioni di produttori. Il decreto legislativo emanato in base a questa delega (18 maggio 2001, n. 228), che fissa requisiti nazionali per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, come l'obbligo per i soci di far vendere all'organizzazione almeno il 75% del prodotto e soglie minime di produttori e di volume commercializzato, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 2001, dopo la fine del governo Amato II (11 giugno 2001). Non risultano altri atti del governo che abbiano reso più selettivi i criteri di riconoscimento entro quella data.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-05;57~art7@originale","descrizione":"Legge 5 marzo 2001, n. 57, art. 7, testo originario (Normattiva): delega per l'orientamento e la modernizzazione del settore agricolo; il comma 3, lett. f), indica il fine di favorire la concentrazione dell'offerta, senza criteri di riconoscimento. Il d.lgs. 18 maggio 2001, n. 228 (artt. 26-27) è pubblicato nella GU n. 137 del 15 giugno 2001."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c363","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"un'agenzia, a capitale misto pubblico-privato, rivolta a sostenere i prodotti delle piccole e medie imprese","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era di creare, sull'esempio di Francia e Germania, un'agenzia a capitale misto pubblico-privato per sostenere all'estero i prodotti agroalimentari delle piccole e medie imprese. Non risultano atti del governo, tra il 1996 e il 2001, che l'abbiano istituita. L'atto più vicino è l'art. 59, comma 4-bis, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, aggiunto dall'art. 123 della legge 23 dicembre 2000, n. 388: istituisce presso il Ministero delle politiche agricole e forestali un comitato per la valorizzazione e la tutela del patrimonio alimentare italiano, costituito con decreto ministeriale del 28 marzo 2001. È un organismo ministeriale con compiti di censimento e tutela, non un'agenzia con capitale privato che offra servizi commerciali alle imprese.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L23-12-1999_488.pdf","descrizione":"Testo annotato della legge 488/1999 (RGS), art. 59, comma 4-bis: comitato per la valorizzazione e la tutela del patrimonio alimentare italiano presso il Ministero delle politiche agricole, costituito con DM 28 marzo 2001; nessuna agenzia a capitale misto per l'export delle PMI."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c365","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il passaggio lento e graduale dall'imposizione basata sulle tariffe catastali alla tassazione a bilancio","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano avviato il passaggio dalla tassazione agricola basata sulle tariffe catastali a quella a bilancio. Il reddito agrario e quello dominicale sono rimasti determinati su base catastale. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 50) ha mantenuto questo sistema e, in attesa delle nuove tariffe d'estimo, ha rivalutato i redditi dominicali dell'80 per cento e quelli agrari del 70 per cento ai fini delle imposte sui redditi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1996-12-23;662~art3!vig=1997-01-01","descrizione":"Normattiva, legge 662/1996, art. 3, comma 50: fino alle nuove tariffe d'estimo, redditi dominicali e agrari rivalutati dell'80 e del 70 per cento ai fini delle imposte sui redditi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c370","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Governare con gli incentivi [...] favorendo, in particolare: - l'adeguamento dimensionale, la riconversione aziendale e la mobilità sul territorio delle imprese commerciali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, di riforma del commercio, ha previsto un indennizzo per i titolari di piccoli esercizi che cessano l'attività, per favorirne la ricollocazione professionale (art. 25, commi 7-9: 20 miliardi di lire per il 1998 e 40 per ciascuno degli anni 1999 e 2000), finanziamenti alle società dei consorzi di garanzia fidi, anche per favorirne le fusioni (art. 24, fino a 80 miliardi nel 1998), e centri di assistenza tecnica per l'ammodernamento della rete distributiva (art. 23). La legge 7 agosto 1997, n. 266 (art. 16) aveva istituito un fondo per cofinanziare interventi regionali nel commercio e nel turismo e aumentato il fondo per il credito agevolato al commercio. Sono stati quindi introdotti incentivi alla riconversione e all'ammodernamento. Il decreto favorisce anche le concentrazioni di esercizi, ma con regole sulle autorizzazioni e non con incentivi, e non risultano incentivi dedicati alla mobilità sul territorio delle imprese commerciali.","prova":{"url":"http://www.interlex.it/testi/dlg98114.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114: art. 23 (centri di assistenza tecnica), art. 24 (consorzi di garanzia fidi), art. 25, commi 7-9 (indennizzo per la cessazione dell'attività)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c379","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Modificare la politica di concessione delle licenze per grandi superfici, che devono procedere sulla base della presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1998, in vigore dal 9 maggio 1998) ha cambiato il regime delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento richiedono un'autorizzazione del comune, decisa da una conferenza di servizi con rappresentanti di regione, provincia e comune, con il parere favorevole necessario del rappresentante della regione. La decisione si basa sulla conformità ai criteri di programmazione regionali, che comprendono la compatibilità dell'impatto territoriale e ambientale (mobilità, traffico, inquinamento), i criteri urbanistici e la salvaguardia della rete distributiva esistente. La domanda dell'impresa, però, indica solo i requisiti, i settori merceologici, l'ubicazione e la superficie di vendita: la legge non richiede la presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-03-31;114@originale~art9","descrizione":"Articolo 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114: contenuto della domanda per le grandi strutture di vendita (comma 2) e conferenza di servizi che decide in base ai criteri di programmazione dell'articolo 6, tra cui l'impatto territoriale e ambientale (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c382","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i"],"testo":"Semplificare l'esercizio dell'attività commerciale riducendo drasticamente il numero di interlocutori [...] introducendo regolamenti orientati all'utente e procedure di silenzio-assenso","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (GU n. 95 del 24 aprile 1998, S.O. n. 80), la riforma del commercio, ha semplificato l'avvio delle attività. Nel testo originario l'apertura di un esercizio di vicinato era soggetta a sola comunicazione al comune, con avvio decorsi trenta giorni. Per le medie strutture di vendita l'art. 8, comma 4, prevede che il comune decida entro un termine non superiore a novanta giorni e che, se non comunica il diniego, la domanda si consideri accolta. L'interlocutore è il comune e vale il silenzio-assenso, come promesso. Le regole sono state poi cambiate dal decreto legislativo 59/2010.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-03-31;114~art8!vig=1999-06-01","descrizione":"D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, art. 8, comma 4, testo originario: per le medie strutture il comune fissa un termine non superiore a novanta giorni, trascorso il quale le domande si ritengono accolte se non è comunicato il diniego (Normattiva; GU n. 95 del 24 aprile 1998, S.O. n. 80)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c386","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"una riforma della legislazione turistica che delegiferi tutti gli aspetti programmatici e si limiti a fissare alcune essenziali regole","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 55 \"Migliorare la qualità del sistema turistico italiano\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 29 marzo 2001, n. 135, «Riforma della legislazione nazionale del turismo» (GU n. 92 del 20 aprile 2001), approvata durante il governo Amato II, fissa i principi fondamentali della politica del turismo e le competenze di Stato e Regioni, e disciplina strumenti di programmazione, sistemi turistici locali, tutela del turista e semplificazioni per le imprese. L'articolo 2, comma 4 affida a un decreto del Presidente del Consiglio, d'intesa con le Regioni, i principi e gli obiettivi per lo sviluppo del sistema turistico, con terminologie e standard minimi comuni; l'articolo 11, comma 6 abroga la vecchia legge quadro (legge 17 maggio 1983, n. 217) dall'entrata in vigore di quel decreto. Il decreto è stato adottato il 13 settembre 2002, dopo la fine del mandato, ma la riforma legislativa promessa è stata approvata nel mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-29;135","descrizione":"Legge 29 marzo 2001, n. 135, «Riforma della legislazione nazionale del turismo» (GU n. 92 del 20 aprile 2001): art. 1 principi, art. 2 competenze e decreto sui principi e gli obiettivi del sistema turistico, art. 11, comma 6, abrogazione della legge 217/1983 dall'entrata in vigore di quel decreto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c389","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"occorre quindi un insieme di nuove norme, confluenti in un apposito \"statuto\" per l'imprenditore artigiano","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo abbia proposto o approvato uno statuto dell'impresa artigiana al posto della legge quadro 8 agosto 1985, n. 443. Sono state approvate solo modifiche puntuali alla legge del 1985: la legge 20 maggio 1997, n. 133 (artigiane le s.r.l. con socio unico e le società in accomandita semplice) e l'art. 13 della legge 5 marzo 2001, n. 57 (s.r.l. artigiane). Non è stata fatta la riforma organica promessa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-05-20;133","descrizione":"Legge 20 maggio 1997, n. 133: modifica l'art. 3 della legge 443/1985 sulle forme societarie delle imprese artigiane (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c398","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"procedere nella liberalizzazione delle locazioni","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 57 \"La questione delle abitazioni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (governo D'Alema I, in vigore dal 30 dicembre 1998) ha superato l'equo canone: l'art. 14 abroga gli artt. 12-26 e altri articoli della legge 392/1978 e l'art. 11 del decreto-legge 333/1992 (patti in deroga). I contratti in corso sono proseguiti con le vecchie regole fino alla scadenza.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-09;431~art14","descrizione":"Legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 14 (Normattiva): abrogazione di gran parte della legge 392/1978 (equo canone) e dell'art. 11 del d.l. 333/1992"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c399","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"semplificare le procedure nei cambiamenti di destinazione d'uso, negli accorpamenti e nei frazionamenti","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 57 \"La questione delle abitazioni\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 2, comma 60), in vigore dal 1° gennaio 1997, ha esteso la denuncia di inizio attività a una serie di interventi edilizi, tra cui la manutenzione straordinaria e le opere interne alle singole unità immobiliari, e ha affidato alle leggi regionali la scelta di quali mutamenti d'uso subordinare a concessione e quali ad autorizzazione. Per gli accorpamenti e i frazionamenti non è stata introdotta una procedura semplificata specifica: la definizione di manutenzione straordinaria (art. 31 della legge 457/1978, rimasta invariata nel periodo e ripresa nel testo unico dell'edilizia del 6 giugno 2001) escludeva gli interventi che alterano le superfici delle singole unità immobiliari o ne cambiano la destinazione d'uso. La semplificazione è quindi parziale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1996-12-23;662~art2@originale","descrizione":"Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 2, testo originario (Normattiva): comma 60, nuovo art. 4 del d.l. 398/1993, con la denuncia di inizio attività per gli interventi elencati al comma 7 e, al comma 20, la competenza delle leggi regionali sui mutamenti d'uso. Definizione di manutenzione straordinaria: legge 457/1978, art. 31, lett. b (testo in vigore dal 1978 al 2001)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c409","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il primo obiettivo è quindi portare l'acqua da bere in tutte le case","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'obiettivo era portare l'acqua potabile in tutte le case. Al censimento del 21 ottobre 2001, quattro mesi dopo la fine del mandato, le abitazioni occupate da residenti servite da acqua potabile erano il 99,0 per cento in Italia, il 98,6 al Sud e il 96,5 nelle Isole: circa una casa su cento ne era ancora priva. Anche i problemi di rifornimento, che la tesi indicava come la ragione dell'obiettivo, restavano diffusi: secondo l'ISTAT nel 2002 il 14,7 per cento delle famiglie lamentava irregolarità nell'erogazione dell'acqua.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files/2014/08/Nota-edifici-e-abitazioni_rev.pdf","descrizione":"ISTAT, nota sul censimento 2011 di edifici e abitazioni, prospetto 5: abitazioni occupate servite da acqua potabile per ripartizione, con le composizioni del censimento 2001 (Italia 99,0%, Sud 98,6%, Isole 96,5%)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c410","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"a preparare e realizzare un piano di difesa delle acque nell'intero territorio nazionale","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267 (governo Prodi I), ha imposto ad autorità di bacino e regioni di adottare piani stralcio per l'assetto idrogeologico, con la perimetrazione delle aree a rischio; per il bacino del Po il piano è stato approvato con decreto del Presidente del Consiglio 24 maggio 2001. Il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (governo D'Alema I) ha previsto piani di tutela delle acque per la qualità dei corpi idrici, con obiettivi di bacino entro il 2001 e piani regionali entro il 31 dicembre 2003, dopo la fine dei governi valutati. Non è stato adottato un piano nazionale di difesa delle acque.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-05-11;152~art44@originale","descrizione":"Decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, art. 44, testo originario (Normattiva): piani di tutela delle acque come piani stralcio di bacino; obiettivi delle autorità di bacino entro il 31 dicembre 2001, piani regionali entro il 31 dicembre 2003."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c417","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"assicurando in particolare piena operatività ed efficienza all'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il regolamento sull'organizzazione dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA) è stato adottato con il DPR 4 giugno 1997, n. 335, in vigore dal 21 ottobre 1997. Ha articolato l'agenzia in cinque dipartimenti e in un'area dei servizi giuridici, amministrativi e gestionali. Il d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300 (art. 38) ha poi istituito l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, a cui sono trasferite le funzioni dell'ANPA e dei servizi tecnici nazionali. Non è stato possibile verificare l'organico effettivo dell'Agenzia negli anni successivi. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla stessa misura.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1997-06-04;335","descrizione":"DPR 4 giugno 1997, n. 335 su Normattiva: organizzazione dell'ANPA in strutture operative (art. 1: dipartimenti e area dei servizi); per il riordino successivo, d.lgs. 300/1999, art. 38."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c419","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Proponiamo quindi un grande piano nazionale di opere di pubblica utilità a difesa del suolo e dei bacini idrogeografici","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era un grande piano nazionale di opere di pubblica utilità a difesa del suolo e dei bacini. Dopo le frane in Campania del maggio 1998, il governo adottò il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267. La legge chiedeva alle autorità di bacino e alle Regioni di adottare entro il 30 giugno 1999 piani stralcio per l'assetto idrogeologico, con la perimetrazione delle aree a rischio, e affidava al Comitato dei ministri previsto dalla legge sulla difesa del suolo, d'intesa con le Regioni, programmi di interventi urgenti per ridurre il rischio. Autorizzò 100 miliardi di lire per il 1998 per la perimetrazione delle aree a rischio e, per gli interventi, 110 miliardi per il 1998 e 495 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000. Il decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, aggiunse 110 miliardi per il 2000 per gli stessi interventi e misure per le aree a rischio molto elevato. Fu un insieme di programmi urgenti e di piani di bacino, non un unico piano nazionale di opere; non sono disponibili dati verificati su quante opere siano state realizzate nel periodo.","prova":{"url":"https://www.sir.toscana.it/supports/download/normativa/L_1998-08-03_267.pdf","descrizione":"Testo coordinato della legge 3 agosto 1998, n. 267 (G.U. n. 183 del 7 agosto 1998): art. 1 (piani stralcio entro il 30 giugno 1999 e programmi di interventi urgenti) e art. 8 (100 miliardi per il 1998; 110 miliardi per il 1998 e 495 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000). Il d.l. 279/2000 (art. 1, c. 5) è su Normattiva."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c421","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"avviare e/o completare una mappatura delle aree di rischio idrogeologico con una diffusa rete di prevenzione","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180 (convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, dopo le frane di Sarno) ha imposto alle autorità di bacino e alle Regioni di individuare e perimetrare le aree a rischio idrogeologico, con piani stralcio da adottare entro il 30 giugno 1999 e misure di salvaguardia immediate; scaduto il termine, la competenza passava al Consiglio dei ministri. Lo stesso decreto ha previsto un programma per il potenziamento delle reti di monitoraggio meteoidropluviometrico, con funzioni di preallarme e allarme (art. 2, comma 7). Il Ministero dell'ambiente ha classificato nel 1999 tutti i comuni italiani per livello di attenzione al rischio idrogeologico e scrive che la redazione dei piani straordinari con la perimetrazione delle aree esposte a rischio si è completata nella quasi totalità dei casi entro il 1999. La mappatura nazionale del rischio idrogeologico è quindi stata avviata e in gran parte realizzata nel mandato.","prova":{"url":"https://mase.gov.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/monografia_rischio_idrogeologico.pdf","descrizione":"Ministero dell'ambiente, «Il rischio idrogeologico in Italia»: dopo il d.l. 180/1998 la redazione dei Piani Straordinari con la perimetrazione delle aree a rischio si completa nella quasi totalità dei casi entro il 1999 (testo del decreto, art. 1, su Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c424","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"recepire pienamente la direttiva europea sulla valutazione di impatto ambientale","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il d.P.R. 12 aprile 1996, atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40 della legge 146/1994, ha esteso la valutazione di impatto ambientale ai progetti dell'allegato II della direttiva 85/337/CEE, affidandola alle regioni. Fu deliberato dal Consiglio dei ministri il 1° aprile 1996, prima del mandato, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7 settembre 1996. Il decreto del Presidente del Consiglio 3 settembre 1999 (G.U. n. 302 del 27 dicembre 1999) lo ha modificato e integrato. La Corte di giustizia europea, con la sentenza del 23 novembre 2006 (causa C-486/04), ha però stabilito che il decreto del 1999 violava la direttiva: consentiva di esentare dalla valutazione impianti di recupero di rifiuti oltre 100 tonnellate al giorno e fissava un criterio inadeguato per decidere quali progetti dell'allegato II sottoporre alla procedura. Il recepimento è stato quindi ampliato, ma non è stato pieno.","prova":{"url":"https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:62004CJ0486","descrizione":"Sentenza della Corte di giustizia del 23 novembre 2006, causa C-486/04, Commissione contro Italia: il dispositivo dichiara l'Italia inadempiente alla direttiva 85/337/CEE, modificata dalla 97/11/CE, per il decreto del Presidente del Consiglio 3 settembre 1999 che modifica l'allegato A del d.P.R. 12 aprile 1996."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c429","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' qui opportuno intervenire con il riconoscimento di incentivi o di benefici fiscali a chi modifichi gli impianti o esegua gli interventi di manutenzione","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 1) ha introdotto una detrazione Irpef del 41% per le spese di recupero edilizio, ridotta al 36% per le spese del 2000. Vi rientrano espressamente le opere per il risparmio energetico e la messa a norma degli impianti, compresi quelli a metano. La circolare del Ministero delle finanze 24 febbraio 1998, n. 57 ha precisato che il risparmio energetico comprende le opere del decreto ministeriale 15 febbraio 1992, agevolate anche senza lavori edilizi. Tra queste ci sono le caldaie ad alto rendimento, i sistemi di regolazione della temperatura e la trasformazione degli impianti centralizzati in impianti autonomi a gas. Non risultano invece agevolazioni per la manutenzione ordinaria degli impianti delle singole abitazioni, ammessa solo sulle parti comuni degli edifici.","prova":{"url":"http://www.sicet.it/archivio-web/pages/normativa/circolari/circ_min_57-98.html","descrizione":"Testo della circolare del Ministero delle finanze 24 febbraio 1998, n. 57/E sulla detrazione del 41%. Per le opere di risparmio energetico rinvia all'art. 1 del DM 15 febbraio 1992 (generatori di calore ad alto rendimento, regolazione della temperatura, trasformazione degli impianti centralizzati) e le ammette anche senza opere edilizie."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c430","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"attuare la recente legge quadro sul rumore (28/10/95, n. 447), sia attraverso la tempestiva emanazione della normativa (tecnica ed amministrativa) di esecuzione","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva di attuare la legge quadro sul rumore (legge 26 ottobre 1995, n. 447) con i decreti di esecuzione. Nel periodo sono stati adottati, tra gli altri, il DPCM 14 novembre 1997 (valori limite delle sorgenti sonore), il DPCM 5 dicembre 1997 (requisiti acustici degli edifici), il DPR 11 dicembre 1997, n. 496 (aeromobili civili), il decreto ministeriale 16 marzo 1998 (tecniche di misura), il DPCM 31 marzo 1998 (tecnico competente) e il DPR 18 novembre 1998, n. 459 (rumore ferroviario). Il regolamento sul rumore del traffico stradale è arrivato solo con il DPR 30 marzo 2004, n. 142, cioè dopo il mandato. L'attuazione è dunque avanzata ma non completa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2004-03-30;142","descrizione":"DPR 30 marzo 2004, n. 142 (Normattiva): regolamento sul rumore del traffico veicolare previsto dall'art. 11 della legge 447/1995, adottato dopo la fine del mandato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c438","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Occorre altresì rifinanziare ed assegnare le risorse per la realizzazione di sistemi per il trasporto rapido di massa (legge 211/92)","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era rifinanziare e assegnare le risorse per i sistemi di trasporto rapido di massa della legge 26 febbraio 1992, n. 211. La legge 18 giugno 1998, n. 194 (art. 3, comma 4) ha previsto la prosecuzione degli interventi della legge 211/1992, con proposte al CIPE per il finanziamento dei piani. Ha destinato 75 miliardi di lire già stanziati e autorizzato un ulteriore limite di impegno trentennale di 20 miliardi di lire per il 1998. Una quota è riservata all'integrazione del contributo statale a interventi già approvati.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/98194l.htm","descrizione":"Testo della legge 18 giugno 1998, n. 194 (G.U. n. 143 del 22 giugno 1998), art. 3, comma 4: rifinanziamento e assegnazione di risorse per i sistemi di trasporto rapido di massa della legge 211/1992."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c441","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va lanciato un grande progetto merci [...] Il progetto merci va quindi chiaramente definito nel contratto di programma con le Ferrovie dello Stato","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva un grande progetto per aumentare in modo significativo le merci trasportate su ferro, da definire nel contratto di programma con le Ferrovie dello Stato. Gli atti del periodo hanno inserito nel contratto voci dedicate alle merci: il primo addendum al contratto 1994-2000, firmato il 16 luglio 1998, ha destinato 854 milioni di euro su 3.763 all'intermodalità e alle linee trasversali, e il secondo addendum ha finanziato interventi per lo sviluppo del traffico merci e per impianti e terminali merci (165 milioni su 4.235). Il contratto di programma 2001-2005, firmato il 2 maggio 2001, prima attuazione del nuovo Piano generale dei trasporti e della logistica, comprende tra i criteri di priorità degli investimenti il potenziamento della rete per il trasporto delle merci in logica intermodale. Non risulta però un progetto merci definito come tale, con obiettivi propri: gli interventi sono voci di programmi di investimento più ampi.","prova":{"url":"https://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/177/004/INTERO.pdf","descrizione":"Relazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al Parlamento sullo stato di attuazione dei contratti di programma 1994-2000 e 2001-2005 con le Ferrovie dello Stato (Doc. CLXXVII, n. 4, XIV legislatura, documento scansionato): date dei contratti e degli addenda (p. 9), investimenti del primo addendum per l'intermodalità e le linee trasversali (p. 23), voci merci del secondo addendum (pp. 28-29), contratto 2001-2005 e criteri di priorità (pp. 36-39)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c449","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rendendo obbligatorio l'uso di beni prodotti con materiali riciclati nella costruzione di opere pubbliche e nelle forniture alle Amministrazioni e agli Enti pubblici","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, art. 19, comma 4) ha imposto alle Regioni di emanare entro sei mesi norme perché gli uffici pubblici coprano almeno il 40 per cento del fabbisogno annuale di carta con carta riciclata. È un obbligo limitato alla carta e indiretto, perché passa dalle Regioni. Non risulta un obbligo di usare beni di materiali riciclati nelle opere pubbliche né nelle altre forniture. La quota minima del 30 per cento di manufatti e beni in materiale riciclato per uffici pubblici e società a prevalente capitale pubblico è stata prevista dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 52, comma 56) e regolata dal decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, quindi dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-02-05;22@originale~art19","descrizione":"Art. 19, comma 4, del d.lgs. 22/1997 (Normattiva): le Regioni emanano norme perché gli uffici pubblici coprano almeno il 40% del fabbisogno di carta con carta riciclata."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c450","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"con imposte di fabbricazione sui beni non significativamente riciclabili","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto imposte di fabbricazione sui beni poco riciclabili. Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 1997) ha riorganizzato la gestione degli imballaggi con il Consorzio nazionale imballaggi e un contributo ambientale a carico di produttori e utilizzatori, destinato al recupero, che non è un'imposta di fabbricazione. Lo stesso decreto (art. 56) ha abrogato quasi per intero il decreto-legge n. 397 del 1988, compreso l'articolo che aveva introdotto l'imposta di fabbricazione sui sacchetti di plastica: l'unico tributo di questo tipo esistente è stato quindi soppresso, non esteso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-02-05;22~art56@originale","descrizione":"Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, art. 56, testo originario (Normattiva): abroga il d.l. 9 settembre 1988, n. 397, conv. dalla L. 475/1988, salvo gli artt. 7, 9 e 9-quinquies. Che l'imposta sui sacchetti fosse nell'art. 1 e sia stata così abrogata è detto nella relazione al ddl Senato n. 4017, XIII legislatura (https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00004331.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c451","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica, metalli, materiali domestici pericolosi (siamo al 2,5%, occorre arrivare almeno al 15%)","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era di portare la raccolta differenziata dal 2,5% ad almeno il 15%. Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 ha fissato gli obiettivi di raccolta differenziata: 15% entro marzo 1999, 25% entro marzo 2001 e 35% entro marzo 2003. Secondo il rapporto sui rifiuti dell'APAT e dell'Osservatorio nazionale sui rifiuti, la raccolta differenziata è passata dal 7,2% del 1996 al 14,4% del 2000, restando sotto il 15% e lontana dal 25% previsto per il 2001. Secondo l'ISPRA ha poi toccato il 17,4% nel 2001, anno in cui il mandato è terminato a giugno. L'obiettivo è stato quindi inserito nella legge e la raccolta è raddoppiata, ma la soglia del 15% è stata superata solo nei dati del 2001, e non alla scadenza fissata dal decreto.","prova":{"url":"https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/annuario-2008/10rifiuti.pdf","descrizione":"Annuario dei dati ambientali ISPRA 2008, tab. 10.6: raccolta differenziata dei rifiuti urbani in Italia 14,4% nel 2000 e 17,4% nel 2001 (4.181 e 5.115 migliaia di tonnellate)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c452","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il recupero, riutilizzo e riciclaggio degli imballaggi, adeguando anche il recepimento della direttiva comunitaria","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, governo Prodi I) ha attuato la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, insieme alle direttive 91/156/CEE e 91/689/CEE sui rifiuti. Il Titolo II (artt. 34-43) disciplina la gestione degli imballaggi. L'art. 37 obbliga produttori e utilizzatori a raggiungere obiettivi finali e intermedi di recupero e di riciclaggio, fissati nell'allegato E, e a comunicare ogni anno i dati dal 1998. Alla data del voto la direttiva non era ancora recepita.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-02-05;22~art37!vig=1997-03-02","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 22/1997 «Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio», art. 37: obiettivi di recupero e di riciclaggio degli imballaggi (allegato E)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c455","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Sottoporre a valutazione di impatto ambientale tutti gli impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi, le discariche per i rifiuti urbani [...] superiore alle 25000 tonnellate","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\""},"esito":"in parte","motivazione":"La valutazione di impatto ambientale di competenza delle regioni era stata disciplinata dal DPR 12 aprile 1996, un atto di indirizzo adottato dal governo Dini prima del mandato e pubblicato nella GU n. 210 del 7 settembre 1996. Nel mandato il decreto del Presidente del Consiglio 3 settembre 1999 (GU n. 302 del 27 dicembre 1999) ne ha riscritto le categorie sui rifiuti. Sono sottoposti a VIA tutti gli impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi, gli impianti di incenerimento o trattamento di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno e le discariche di rifiuti urbani non pericolosi con capacità superiore a 100.000 metri cubi. Per gli impianti più piccoli, come le discariche sotto questa soglia e gli inceneritori di rifiuti urbani oltre 10 tonnellate al giorno, è prevista una verifica preliminare che decide se serve la VIA. Per i rifiuti pericolosi la promessa è realizzata; per discariche e inceneritori le soglie sono espresse in modo diverso dalle 25.000 tonnellate del programma e sotto soglia la VIA non è obbligatoria.","prova":{"url":"https://www.tuttocamere.it/files/camcom/1999_9_3.pdf","descrizione":"Testo del decreto del Presidente del Consiglio 3 settembre 1999 (GU n. 302 del 27 dicembre 1999), atto di indirizzo e coordinamento che modifica il DPR 12 aprile 1996 sulla VIA: art. 3 sostituisce le lettere i)-o) dell'allegato A (impianti per rifiuti pericolosi, inceneritori e impianti di trattamento oltre 100 t/giorno, discariche oltre 100.000 m3) e le lettere r)-u) dell'allegato B. Stesso articolo sulla Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=3&art.versione=1&art.codiceRedazionale=99A11028&art.dataPubblicazioneGazzetta=1999-12-27&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=0"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c458","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"ad un piano nazionale di approvvigionamento di gas naturale liquefatto che, attraverso la valutazione di impatto ambientale, individui gli attracchi per le metaniere","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 64 \"Politica dell'energia\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano adottato un piano nazionale per l'approvvigionamento di gas naturale liquefatto con l'individuazione degli attracchi per le metaniere. Il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sul mercato del gas, disciplina l'accesso e le tariffe dei terminali di GNL. Prevede inoltre che le opere per i terminali, compresi gli impianti di rigassificazione, siano dichiarate di pubblica utilità dopo l'approvazione del singolo progetto, ma non contiene una pianificazione dei punti di approdo. Non risulta altro atto che abbia indicato i punti di approdo delle navi metaniere.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-05-23;164@originale~art30","descrizione":"Articolo 30 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164: dichiarazione di pubblica utilità delle opere per i terminali di GNL, con provvedimento ministeriale dopo l'approvazione del singolo progetto, senza un piano nazionale di localizzazione degli attracchi (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c462","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Occorre  una nuova legge urbanistica che sostituisca la legge 1150 del 1942","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 65 \"Ricostruire la città costruita: una politica per le città\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nei mandati dei governi valutati non è stata approvata una nuova legge urbanistica: la legge 17 agosto 1942, n. 1150 (GU n. 244 del 16 ottobre 1942) è ancora in vigore, con le modifiche successive. Nella XIII legislatura sono state discusse in Parlamento proposte di legge sul governo del territorio, ma nessuna è diventata legge prima della fine della legislatura. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano sostituito la legge del 1942 con una nuova legge-quadro urbanistica.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1942-08-17;1150","descrizione":"Legge 17 agosto 1942, n. 1150, «Legge urbanistica» (GU n. 244 del 16 ottobre 1942), ancora consultabile come testo vigente su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c463","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Il lancio di un piano di opere di \"pubblica utilità\" [...] miri al restauro, alla manutenzione, al recupero territoriale e urbano","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 65 \"Ricostruire la città costruita: una politica per le città\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha promosso programmi di riqualificazione urbana, ma non un piano nazionale di opere di pubblica utilità rivolto al restauro, alla manutenzione e al recupero come descritto dal programma. Il decreto del ministro dei Lavori pubblici 8 ottobre 1998 (GU n. 278 del 27 novembre 1998) ha promosso i programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (PRUSST). Con il decreto del 19 aprile 2000 (GU n. 136 del 13 giugno 2000) sono stati ammessi al finanziamento 48 programmi, poi altri 2 con il decreto del 14 dicembre 2000 e altri 28 con il decreto del 28 marzo 2001. La legge finanziaria 2001 (legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 145, comma 32) ha stanziato 30 miliardi di lire per il 2001, 205 per il 2002 e 295 per il 2003 per i programmi di riqualificazione urbana. Gli interventi riguardano però programmi selezionati con bando, e non risulta un piano complessivo di restauro e manutenzione.","prova":{"url":"https://mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2016-02/Decreto_Ministeriale_10-07-2003_all_1.doc","descrizione":"Decreto del ministro delle Infrastrutture 10 luglio 2003 sui PRUSST: richiama il DM 8 ottobre 1998 (GU n. 278 del 27/11/1998), il DM 19 aprile 2000 (48 programmi ammessi), il DM 14 dicembre 2000 (Palermo e Formia), il DM 28 marzo 2001 (altri 28 programmi) e l'art. 145, comma 32, della legge 388/2000"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c466","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Legge quadro per l'istruzione che preveda: estensione dell'obbligo scolastico, riordino dei cicli formativi, riforma della scuola per l'infanzia","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 10 febbraio 2000, n. 30 (governo D'Alema II) è la legge quadro sul riordino dei cicli dell'istruzione. Articola il sistema in scuola dell'infanzia, di durata triennale (art. 2), scuola di base e scuola secondaria, e fissa l'obbligo scolastico dal sesto al quindicesimo anno di età (art. 1). L'obbligo di istruzione era già stato elevato da otto a dieci anni, nove in prima applicazione, con la legge 20 gennaio 1999, n. 9. La legge 30/2000 prevedeva un'attuazione graduale ed è stata abrogata dalla legge 28 marzo 2003, n. 53.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-02-10;30~art1@originale","descrizione":"Legge 10 febbraio 2000, n. 30, art. 1, testo originario (Normattiva): sistema educativo articolato in scuola dell'infanzia, scuola di base e scuola secondaria; comma 3: «L'obbligo scolastico inizia al sesto anno e termina al quindicesimo anno di età». L'art. 2 disciplina la scuola dell'infanzia."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c468","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Istituzione di agenzie indipendenti e rafforzamento degli strumenti legislativi esistenti per lo sviluppo e la valutazione della qualità del sistema formativo","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 258 (governo D'Alema I) ha trasformato il Centro europeo dell'educazione nell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione (INValSI), con compiti di valutazione di efficienza ed efficacia del sistema scolastico. La legge 19 ottobre 1999, n. 370, art. 2, ha istituito il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, con autonomia operativa. L'INValSI è vigilato dal Ministero e il Comitato opera con autonomia operativa: non sono agenzie indipendenti in senso pieno.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-20;258","descrizione":"D.lgs. 20 luglio 1999, n. 258 (Normattiva): trasformazione del CEDE nell'INValSI, vigilato dal Ministero, con compiti di valutazione del sistema scolastico"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c470","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Aumento delle risorse in percentuale sul PIL","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Secondo la serie del Ministero dell'istruzione, la spesa pubblica per istruzione e formazione è scesa dal 4,87% del PIL nel 1995 al 4,86% nel 1996, al 4,57% nel 1997 e al 4,55% sia nel 1998 sia nel 1999; per il 2000 il dato provvisorio è 4,63%. Anche i conti delle amministrazioni pubbliche per funzione dell'ISTAT danno una quota ferma o in lieve calo: 4,5% del PIL nel 1996 e 4,4% nel 2000 e nel 2001. L'aumento delle risorse per l'istruzione in percentuale del PIL non è stato realizzato.","prova":{"url":"https://www.edscuola.it/archivio/statistiche/spesais91_00.pdf","descrizione":"Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Notiziario statistico n. 1/2002, tab. 1: spesa pubblica per istruzione-formazione in % del PIL, 1995: 4,87; 1996: 4,86; 1997: 4,57; 1998: 4,55; 1999: 4,55; 2000: 4,63 (provvisorio). Conferma: conti delle amministrazioni pubbliche per funzione (ISTAT, diffusi da Eurostat, tavola gov_10a_exp, istruzione): 4,5% del PIL nel 1996, 4,4% nel 2000 e nel 2001."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c471","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"innalzamento a 10 anni della durata dell'obbligo scolastico, rispetto agli attuali 8 anni, con diritto formativo fino a 18 anni","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 20 gennaio 1999, n. 9 (governo D'Alema I) ha elevato l'obbligo di istruzione da otto a dieci anni dall'anno scolastico 1999-2000, ma in prima applicazione, fino a un riordino generale del sistema scolastico, ne ha fissato la durata a nove anni. La legge 10 febbraio 2000, n. 30, che ha riordinato i cicli, ha poi fissato l'obbligo scolastico dal sesto al quindicesimo anno di età, cioè sempre nove anni. Il diritto-dovere alla formazione fino a 18 anni è stato introdotto dall'art. 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, in modo progressivo dal 1999-2000. Nel mandato l'obbligo di istruzione è dunque salito a nove anni, non a dieci.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-01-20;9~art1@originale","descrizione":"Legge 20 gennaio 1999, n. 9, art. 1, testo originario: obbligo di istruzione elevato da otto a dieci anni, di durata novennale in sede di prima applicazione (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c472","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Attuazione dell'autonomia scolastica, autonomia che si esprime su tre piani: didattica, di bilancio [...] gestione del personale","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 15 marzo 1997, n. 59 (art. 21, governo Prodi I) ha avviato l'autonomia scolastica, attuata dal regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1999, governo D'Alema I): autonomia didattica e organizzativa e, dal 1° settembre 2000, funzioni di amministrazione e gestione, anche sullo stato giuridico ed economico del personale (art. 14). Reclutamento a tempo indeterminato, graduatorie e mobilità tra scuole sono rimasti all'amministrazione (art. 15). L'autonomia di bilancio è stata disciplinata dal decreto interministeriale 1° febbraio 2001, n. 44 (Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2001, governo Amato II), con il programma annuale di ogni scuola. La scheda corrispondente di «Il conto» per il governo Prodi I è «in parte» perché comprende anche il prolungamento dell'obbligo scolastico, che qui non è in esame.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1999-03-08;275~art14@originale","descrizione":"Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, art. 14, testo originario (Normattiva): dal 1° settembre 2000 le scuole assumono le funzioni di amministrazione e gestione, anche sullo stato giuridico ed economico del personale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c473","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Provvedimenti urgenti per la formazione degli insegnanti dei vari ordini e gradi di scuola (come previsto dalla Legge 341)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il corso di laurea in scienze della formazione primaria e le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS), previsti dagli artt. 3 e 4 della legge 341/1990 e rimasti senza attuazione dal 1990, sono stati resi operativi con il decreto del ministro dell'università, di concerto con il ministro della pubblica istruzione, del 26 maggio 1998 (Gazzetta Ufficiale n. 153 del 3 luglio 1998), che ne ha fissato i criteri generali. Secondo la Società italiana per lo studio della storia contemporanea, le SSIS sono partite nell'anno accademico 1999/2000, con 10.229 posti disponibili e 8.038 immatricolati. La formazione degli insegnanti prevista dalla legge è quindi entrata in funzione durante il mandato dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-07-03&atto.codiceRedazionale=098A5825","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 153 del 3 luglio 1998: decreto 26 maggio 1998, criteri generali per i corsi di laurea in scienze della formazione primaria e per le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (art. 1, richiamo agli artt. 3 e 4 della legge 341/1990)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c476","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Correzione e miglioramento della riforma della scuola elementare (Legge 148/90). In particolare, un impegno a realizzare l'unitarietà dell'insegnamento","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era correggere e migliorare la riforma della scuola elementare della legge 5 giugno 1990, n. 148, in particolare realizzando l'unitarietà dell'insegnamento. Il regolamento sull'autonomia delle istituzioni scolastiche (d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275) ha abrogato dal 1° settembre 2000 le norme del testo unico della scuola (d.lgs. 297/1994) che riprendevano la legge del 1990 sui moduli organizzativi di tre docenti su due classi (art. 121) e buona parte delle regole sulla programmazione didattica (art. 128), lasciando l'organizzazione alle scuole. È rimasta la contitolarità della classe tra i docenti del modulo (art. 128, c. 4). Non risultano atti dei governi valutati che abbiano disciplinato in modo specifico l'unitarietà dell'insegnamento. La legge 10 febbraio 2000, n. 30 sul riordino dei cicli, in vigore dal 9 marzo 2000, prevedeva una scuola di base di sette anni con un «percorso educativo unitario», ma ne affidava l'attuazione a un programma quinquennale e a regolamenti successivi; è stata abrogata dalla legge 28 marzo 2003, n. 53.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1999-03-08;275~art17@originale","descrizione":"Normattiva, d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, art. 17: abroga con effetto dal 1° settembre 2000, tra l'altro, l'art. 121 e i commi 2, 5, 6, 7, 8 e 9 dell'art. 128 del d.lgs. 297/1994 (moduli organizzativi e programmazione didattica della scuola elementare)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c484","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"L'introduzione di un moderno sistema di apprendistato (da costruirsi ex-novo rispetto all'attuale istituto)","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 16) ha riformato l'apprendistato: consentito in tutti i settori ai giovani dai 16 ai 24 anni (26 nelle aree degli obiettivi 1 e 2 dei fondi strutturali europei), con durata da 18 mesi a 4 anni, formazione esterna all'azienda obbligatoria per ottenere gli sgravi contributivi (normalmente almeno 120 ore medie l'anno) e agevolazioni sperimentali per i tutori. La legge 17 maggio 1999, n. 144 (art. 68) ha inserito l'apprendistato tra i canali per assolvere l'obbligo formativo fino ai 18 anni. L'istituto non è stato però costruito ex novo: l'art. 16 modifica la legge 25/1955, abrogandone solo due norme, e non estende l'apprendistato ai livelli professionali medio-alti né prevede diplomi come indicato dal programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-06-24;196~art16!vig=1997-07-24","descrizione":"Legge 24 giugno 1997, n. 196, art. 16 nel testo del 1997 (Normattiva): apprendistato esteso a tutti i settori, formazione esterna, tutor; abroga solo l'art. 6 primo comma e l'art. 7 della legge 25/1955"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c485","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Sono da valorizzare inoltre i periodi di tirocinio sul lavoro, prevedendo anche forme di sostegno economico alle imprese","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 18) ha introdotto i tirocini formativi e di orientamento, regolati dal decreto ministeriale 25 marzo 1998, n. 142 (G.U. n. 108 del 12 maggio 1998). L'art. 18, comma 1, lettera g), prevede il rimborso, totale o parziale, degli oneri sostenuti dalle imprese per i tirocini di giovani del Mezzogiorno presso imprese di altre regioni, compresi vitto e alloggio. L'art. 26, comma 6, prevede il rimborso del premio INAIL pagato dai datori di lavoro che hanno attivato tirocini. Un decreto direttoriale del Ministero del lavoro del 22 gennaio 2001 ha disciplinato i rimborsi alle imprese. Il sostegno è però circoscritto ai tirocini dei giovani del Sud e al premio assicurativo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/97196l.htm","descrizione":"Testo della legge 24 giugno 1997, n. 196: l'art. 18 disciplina i tirocini e, al comma 1, lettera g), il rimborso degli oneri per le imprese ospitanti i giovani del Mezzogiorno."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c487","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va istituito un vero e proprio sistema di Istruzione Tecnica Superiore, cioè un canale post-secondario parallelo all'università","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 ha istituito il sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), a cui si accede di norma dopo il diploma. È rivolto a giovani e adulti, occupati e non. I corsi sono programmati dalle Regioni e progettati da università, scuole superiori, enti di ricerca, centri di formazione accreditati e imprese, e rilasciano una certificazione valida su tutto il territorio nazionale. Il regolamento attuativo è il decreto interministeriale 31 ottobre 2000, n. 436, che disciplina anche il riconoscimento dei crediti nei percorsi universitari.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-05-17;144~art69","descrizione":"Art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 (testo originario, in vigore dal 23-5-1999): istituzione del sistema IFTS, programmazione regionale, soggetti che progettano i corsi, certificazione valida in ambito nazionale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c491","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"istituire un sistema di valutazione dei risultati delle strutture, gestito da una Agenzia che sia soggetto terzo rispetto a governo e autonomie universitarie","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva un sistema di valutazione delle università gestito da un'agenzia terza rispetto a governo e atenei. La legge 19 ottobre 1999, n. 370 ha riordinato la valutazione: nuclei di valutazione obbligatori in ogni ateneo (art. 1) e un Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario di nove membri, al posto del precedente Osservatorio (art. 2). Il Comitato ha autonomia operativa e i suoi membri sono nominati sentite le Commissioni parlamentari, ma la nomina spetta al ministro, il programma annuale di valutazioni esterne è approvato dal ministro e il Comitato svolge anche compiti consultivi su sua richiesta. Non è dunque l'agenzia terza promessa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-10-19;370~art2","descrizione":"Legge 19 ottobre 1999, n. 370, art. 2 (Normattiva): Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, nominato con decreto del ministro previo parere parlamentare, con programma di valutazioni esterne approvato dal ministro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c493","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"bisogna realizzare l'obiettivo 'europeo' di portare alla laurea 350.000-400.000 studenti all'anno (contro i 100.000 attuali)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era portare a 350.000-400.000 i laureati all'anno, contro i 100.000 indicati dal programma. Secondo l'ISTAT i laureati dell'anno solare 1998 sono stati 129.307. Secondo i dati del Ministero dell'università, nell'intero anno solare 2001 sono stati 171.806, meno della metà dell'obiettivo. La riforma che ha introdotto la laurea triennale (decreto ministeriale n. 509 del 1999) ha prodotto i primi 1.267 laureati nel 2001: i suoi effetti sul numero complessivo sono successivi al periodo dei governi valutati.","prova":{"url":"https://dati-ustat.mur.gov.it/dataset/laureati","descrizione":"Ministero dell'università, open data «Laureati per anno» e «Laureati per tipo del corso di studi»: 171.806 laureati nell'anno solare 2001, di cui 1.267 nella laurea triennale del D.M. 509/1999."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c495","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"il legislatore delibera il principio del numero programmato per tutta l'istituzione universitaria","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva che il legislatore adottasse il principio del numero programmato per l'intero sistema universitario. La legge 2 agosto 1999, n. 264 (G.U. n. 183 del 6 agosto 1999) programma a livello nazionale gli accessi a medicina e chirurgia, veterinaria, odontoiatria, architettura, alle professioni sanitarie, a scienze della formazione primaria e ad alcune scuole di specializzazione, oltre che ai corsi di nuova istituzione (art. 1). Prevede inoltre che le università programmino gli accessi ai corsi che richiedono laboratori ad alta specializzazione, sistemi informatici o posti-studio personalizzati, o con tirocinio obbligatorio (art. 2). La stessa legge vieta di introdurre altri corsi ad accesso programmato oltre a quelli previsti (art. 4, comma 2): la programmazione riguarda quindi solo i corsi elencati e non tutta l'istituzione universitaria.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99264l.htm","descrizione":"Testo della legge 2 agosto 1999, n. 264, «Norme in materia di accessi ai corsi universitari»: l'art. 1 elenca gli accessi programmati a livello nazionale, l'art. 2 quelli programmati dalle università, l'art. 4, comma 2 esclude altri corsi ad accesso programmato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c496","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"un meccanismo di preferenze espresse e di graduatorie assicura a ciascun candidato l'ammissione in una delle sedi universitarie","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 2 agosto 1999, n. 264 (GU n. 183 del 6 agosto 1999) ha programmato a livello nazionale gli accessi a medicina, odontoiatria, architettura e altri corsi. L'art. 4 prevede l'ammissione con prove di cultura generale e verifica dell'attitudine, e i risultati vanno comunicati entro quindici giorni. Non prevede però un meccanismo di preferenze e graduatorie che assicuri a ogni candidato un posto in una sede universitaria: chi non rientra nei posti programmati resta escluso. Non risultano altri atti del governo in questo senso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-08-02;264@originale~art4","descrizione":"Art. 4 della legge 264/1999 (Normattiva): ammissione ai corsi a numero programmato tramite prove di cultura generale e verifica dell'attitudine; nessuna assegnazione garantita a una sede."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c497","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Riformare le modalità di selezione dei docenti, separando i posti (lasciati alle decisioni autonome delle università) dalla certificazione delle capacità dei candidati","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 3 luglio 1998, n. 210 (Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 1998) ha trasferito alle università le procedure per coprire i posti di professore e di ricercatore e le nomine; le modalità sono state fissate dal regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 19 ottobre 1998, n. 390. Per i professori la commissione di ogni valutazione comparativa propone fino a due idonei per posto: l'università che ha bandito il posto può nominarne uno o nessuno, e gli idonei possono essere chiamati anche da altre università entro tre anni. La legge ha quindi lasciato agli atenei la scelta dei posti e ha in parte distinto il giudizio di idoneità dal singolo posto, ma l'idoneità resta legata a una procedura bandita per un posto e limitata a due candidati: non è stata istituita una certificazione delle capacità separata dai posti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-07-03;210~art2@originale","descrizione":"Legge 3 luglio 1998, n. 210, art. 2, testo originario (Normattiva): bandi per posti indetti dalle singole università, valutazione comparativa, proposta di non più di due idonei per posto (lett. f), chiamata degli idonei da parte di altre università entro tre anni (lett. g)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c498","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"facendo in modo che le risorse finanziarie dello Stato siano distribuite tra gli atenei [...] sulla base di criteri di produttività scientifica e didattica","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era che le risorse dello Stato fossero distribuite tra gli atenei in base a produttività scientifica e didattica, qualità dei servizi ed efficienza. Il fondo di finanziamento ordinario aveva già una quota di riequilibrio dalla legge 537/1993. Durante i governi valutati la quota è stata ripartita con decreti ministeriali annuali e, dal 1998, con un nuovo modello dell'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario: 55% sulla domanda di formazione, 20% sui risultati della formazione e 25% su quelli della ricerca. La componente di ricerca non è mai stata applicata per mancanza di indicatori, e il riparto si è basato per il 70% sugli studenti e per il 30% sui risultati della didattica. Inoltre la quota di riequilibrio valeva solo tra il 7,0% (1997) e l'8,5% (2001) del fondo: il resto restava ripartito sulla spesa storica.","prova":{"url":"https://air.unimi.it/retrieve/9c10b73d-4dc1-462a-b148-efdb8c8d2cba/FFO_Nobili+Turri.pdf","descrizione":"Studio sul Fondo di finanziamento ordinario (Nobili e Turri, Milano University Press, 2025), par. 3.3: modello 1998-2003 dell'Osservatorio (55% domanda di formazione, 20% risultati formativi, 25% ricerca mai applicata, quindi 70% e 30%) e incidenza della quota di riequilibrio sul fondo (7,0% nel 1997, 8,5% nel 2001); gran parte del fondo restava sulla spesa storica."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c499","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Affiancare agli strumenti di tipo diretto per il finanziamento della ricerca e sviluppo, strumenti indiretti e automatici tramite l'utilizzo della leva fiscale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 1997, n. 449 (governo Prodi I), all'art. 5 «Incentivi per la ricerca scientifica», ha introdotto un credito d'imposta per le piccole e medie imprese e le imprese artigiane che investono in ricerca. Dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 1998 spetta un credito di 15 milioni di lire per ogni nuovo assunto con titolo di ricerca, fino a 60 milioni, se aumenta il personale, e pari al 60 per cento dei nuovi contratti di ricerca con università ed enti pubblici. Lo strumento riguarda solo alcune imprese, ma è un incentivo fiscale che affianca i finanziamenti diretti, come la tesi chiedeva.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-12-27;449~art5!vig=1998-01-01","descrizione":"Normattiva, legge 449/1997 (GU n. 302 del 30 dicembre 1997), art. 5: credito d'imposta per assunzioni di ricercatori e contratti di ricerca, dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 1998"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c500","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"si dovranno creare istituzioni di reale interfaccia, riformando adeguatamente enti come il CNR e l'ENEA","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 19 (GU n. 29 del 5 febbraio 1999) ha riordinato il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), definito ente nazionale di ricerca con competenza scientifica generale. Il decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 36 (GU n. 46 del 25 febbraio 1999) ha riordinato l'ENEA, Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, che svolge anche funzioni di agenzia con servizi alla pubblica amministrazione. Entrambi sono stati adottati dal governo D'Alema I in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59. La riforma dei due enti indicati nella promessa è quindi avvenuta nel mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-01-30;36","descrizione":"Decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 36, «Riordino dell'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente ENEA» (GU n. 46 del 25 febbraio 1999); per il CNR vedi D.Lgs. 30 gennaio 1999, n. 19, «Riordino del Consiglio nazionale delle ricerche» (GU n. 29 del 5 febbraio 1999)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c519","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Con l'eccezione delle professioni di tipo medico, non considerare i periodi di apprendistato come condizione necessaria per poter svolgere gli esami di ammissione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano eliminato il tirocinio come condizione per l'ammissione agli esami delle professioni non mediche. Il D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328, che ha riformato i requisiti di accesso a diverse professioni (emanato pochi giorni prima della fine del governo Amato II), mantiene il tirocinio «ove prescritto» e consente solo di svolgerlo in tutto o in parte durante gli studi. Per gli psicologi, ad esempio, richiede un tirocinio di un anno per la sezione A e di sei mesi per la sezione B prima dell'esame di Stato. Per l'accesso alla professione forense è rimasta in vigore la pratica di due anni prevista dal regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2001-06-05;328@originale~art6","descrizione":"Articolo 6 del D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 (tirocinio «ove prescritto», svolgibile durante gli studi); gli articoli 52 e 53 dello stesso decreto richiedono tirocinio per l'ammissione all'esame di Stato degli psicologi (Normattiva; GU n. 190 del 17-8-2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c520","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rimuovere almeno alcuni dei vincoli relativi alla diffusione di pubblicità e informazioni relative alle specializzazioni","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il divieto di pubblicità informativa sui titoli e sulle specializzazioni professionali è stato abolito dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (art. 2, comma 1, lettera b; GU n. 153 del 4 luglio 2006, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), cioè cinque anni dopo la fine dell'ultimo governo valutato. Nei mandati dei governi valutati non risultano atti che abbiano rimosso, neppure in parte, quei vincoli. Il disegno di legge governativo sul riordino delle professioni intellettuali, presentato nel 1998 e di nuovo nel 2000, non è diventato legge.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-07-04;223~art2","descrizione":"Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, art. 2, comma 1, lettera b): abrogazione del divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa su titoli e specializzazioni professionali, con effetto dal 4 luglio 2006 (Normattiva). L'atto è posteriore al mandato dei governi valutati"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c522","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"stimolando l'adozione di codici di autodisciplina ed evitando la fissazione di prezzi minimi","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano vietato la fissazione di tariffe minime per le professioni o promosso codici di autodisciplina al loro posto. Il disegno di legge governativo di riordino delle professioni intellettuali è stato presentato il 21 novembre 2000 (A.C. 7452) e non è diventato legge prima della fine della legislatura. L'obbligatorietà delle tariffe minime è stata abolita solo dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, dopo la fine dei governi valutati. L'esito è coerente con le schede corrispondenti di «Il conto» sul riordino delle professioni.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/docesta/313/15804/documentotesto.asp?pdl=7452&tab=1&leg=13","descrizione":"Camera dei deputati, XIII legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 7452 (riordino delle professioni intellettuali): presentato il 21 novembre 2000, ultima fase 'in corso di esame in commissione' (1 febbraio 2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c523","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rimuovere i vincoli all'esercizio in forma associata delle professioni e alla mobilità sia nazionale che internazionale","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\""},"esito":"in parte","motivazione":"L'art. 24 della legge 7 agosto 1997, n. 266 (governo Prodi I) ha abrogato l'art. 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1815, che vietava di costituire società di assistenza e consulenza professionale in forma diversa dallo studio associato. Il decreto che doveva fissare i requisiti per l'esercizio in forma societaria non è stato emanato, dopo il parere negativo del Consiglio di Stato. Il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96 (governo Amato II) ha disciplinato lo stabilimento in Italia degli avvocati di altri Paesi dell'Unione europea e ha istituito la società tra avvocati, ma solo per quella professione. Per le altre professioni la rimozione dei vincoli è rimasta incompiuta: la legge del 1939 è stata abrogata del tutto solo nel 2011.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-08-07;266~art24@originale","descrizione":"Legge 7 agosto 1997, n. 266, art. 24, testo originario (Normattiva): comma 1, «L'articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1815, è abrogato»; comma 2, decreto ministeriale da emanare entro 120 giorni per fissare i requisiti. Società tra avvocati e stabilimento degli avvocati UE: d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 96, artt. 1 e 16 (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c534","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la costituzione di un servizio civile: [...] che preveda l'accesso ai giovani di leva che optano per il servizio civile, agli obiettori di coscienza, alle ragazze","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 72 \"I giovani al servizio della comunità\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 6 marzo 2001, n. 64 (governo Amato II, in vigore dal 6 aprile 2001) ha istituito il servizio civile nazionale. Per il periodo in cui la leva restava obbligatoria, l'art. 5 vi ammette gli obiettori di coscienza, i giovani abili alla leva che preferiscono il servizio civile a quello militare e, su base volontaria per dodici mesi, le cittadine tra i 18 e i 26 anni. Dopo la sospensione della leva il servizio si presta solo su base volontaria, aperto a uomini e donne (art. 2).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-06;64~art5@originale","descrizione":"Legge 6 marzo 2001, n. 64, art. 5, testo originario (Normattiva): ammissione al servizio civile di obiettori, giovani di leva che lo preferiscono e volontarie tra i 18 e i 26 anni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c537","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la flessibilità intertemporale dei tempi di lavoro, prevedendo a tale scopo un Fondo Nazionale per la riorganizzazione degli orari di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 13) ha permesso ai contratti collettivi di calcolare l'orario normale come media su un periodo fino a un anno e ha previsto incentivi contributivi alla riduzione e rimodulazione degli orari, nei limiti delle risorse del Fondo per l'occupazione. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (art. 9) ha destinato, nello stesso Fondo, fino a 40 miliardi di lire l'anno dal 2000 a contributi per le aziende che applicano accordi sulla flessibilità degli orari a favore dei genitori; per l'annualità 2001 sono stati approvati i primi 13 progetti. Non è stato però istituito un fondo nazionale autonomo per la riorganizzazione degli orari di lavoro: si tratta di quote di un fondo esistente, con finalità più ristrette. La promessa è attuata in parte.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-03-08;53~art9@originale","descrizione":"Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 9, testo originario (Normattiva): nell'ambito del Fondo per l'occupazione è destinata una quota fino a 40 miliardi di lire annue dal 2000 a contributi per aziende che applicano accordi contrattuali sulla flessibilità degli orari. Primi progetti approvati (annualità 2001): ISFOL, «Conciliare famiglia e lavoro: un aiuto dai fondi. Articolo 9 della Legge 53/2000»."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c538","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevedere la possibilità per tutti, donne e uomini, di prendersi delle pause attraverso i congedi parentali, familiari, per progetti personali","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 8 marzo 2000, n. 53 (governo D'Alema II, Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2000) ha introdotto per lavoratrici e lavoratori i congedi parentali: nei primi otto anni di vita del figlio ciascun genitore può astenersi dal lavoro, fino a dieci mesi in totale tra i due (undici se il padre ne usa almeno tre). L'art. 4 prevede congedi per gravi motivi familiari, fino a due anni, e l'art. 5 congedi per la formazione, fino a undici mesi nell'arco della vita lavorativa, per chi ha almeno cinque anni di anzianità. Queste pause non sono retribuite, tranne l'indennità del 30 per cento per una parte del congedo parentale. Nessuna norma parla di «progetti personali», ma il congedo formativo copre attività scelte dal lavoratore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-03-08;53~art3@originale","descrizione":"Legge 8 marzo 2000, n. 53, testo originario: art. 3 (congedi dei genitori), art. 4 (congedi per eventi e cause particolari) e art. 5 (congedi per la formazione) (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c539","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"specifiche incentivazioni per favorire il reingresso al lavoro delle persone ultraquarantenni e in particolare delle donne con figli","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 13, comma 4, governo Prodi I) ha previsto uno sgravio contributivo maggiorato per i contratti a tempo parziale con lavoratrici che rientrano nel mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattività, da definire con decreto ministeriale. Il decreto interministeriale 12 aprile 2000 ha concesso sgravi per le assunzioni a tempo parziale e indeterminato, considerando a parte le donne con figli minori. La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 7, governo Amato II) ha introdotto un credito d'imposta per l'assunzione stabile di persone con almeno 25 anni senza lavoro a tempo indeterminato da almeno due anni. Non risultano invece incentivi riservati alle persone sopra i quarant'anni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1997-06-24;196~art13@originale","descrizione":"Legge 24 giugno 1997, n. 196, art. 13, testo originario (Normattiva): il comma 4, lettera c), prevede una riduzione contributiva maggiorata per i contratti a tempo parziale con lavoratrici che rientrano nel mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattività."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c544","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"messa a punto di opportuni incentivi alle famiglie per rendere effettivo il diritto dell'anziano a restare nel proprio nucleo familiare","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge quadro 8 novembre 2000, n. 328 (governo Amato II) ha previsto una quota annuale del Fondo nazionale per le politiche sociali per i servizi agli anziani non autosufficienti, per favorirne l'autonomia e sostenere la famiglia nell'assistenza domiciliare (art. 15). Ha inoltre dato priorità a prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici economici, per le famiglie che curano anziani (art. 16). La legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 30) ha reso deducibili, fino a 3 milioni di lire, i contributi versati per gli addetti all'assistenza personale o familiare, una misura non riservata agli anziani. Il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003, adottato con DPR 3 maggio 2001, ha fissato come obiettivo la permanenza degli anziani a casa. L'attuazione concreta dei benefici economici è però rimessa a regioni ed enti locali, e non risultano incentivi nazionali specifici per le famiglie che tengono l'anziano in casa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-08;328~art15@originale","descrizione":"Art. 15 della legge 328/2000 su Normattiva: quota del Fondo nazionale per le politiche sociali per il sostegno domiciliare degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie; l'art. 16, comma 3, lett. d), dà priorità a prestazioni di sostegno domiciliare, anche economiche, per le famiglie che curano anziani."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c545","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"istituire una funzione di osservazione a livello nazionale collegata a osservatori territoriali sulla condizione degli anziani e sulle politiche sociali","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era istituire a livello nazionale una funzione di osservazione, collegata a osservatori territoriali, sulla condizione degli anziani e sulle politiche sociali, per il monitoraggio necessario a programmare gli interventi. La legge 8 novembre 2000, n. 328, legge quadro sui servizi sociali, prevede all'art. 21 un sistema informativo dei servizi sociali istituito da Stato, Regioni, Province e Comuni, per conoscere i bisogni sociali e disporre dei dati necessari alla programmazione, alla gestione e alla valutazione delle politiche sociali, e una commissione tecnica nominata dal Ministro per la solidarietà sociale per definirne il modello. Il sistema riguarda le politiche sociali in generale: non risultano atti dei governi valutati che abbiano istituito un osservatorio dedicato alla condizione degli anziani.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/00328l.htm","descrizione":"Testo della legge 8 novembre 2000, n. 328: art. 21 (sistema informativo dei servizi sociali di Stato, Regioni, Province e Comuni; commissione tecnica nominata dal Ministro per la solidarietà sociale); art. 15 (sostegno domiciliare agli anziani non autosufficienti). Nessun osservatorio dedicato agli anziani."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c547","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"adeguare l'Assegno sociale per i meno abbienti e, in particolare, per gli anziani","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'assegno sociale è stato aumentato tre volte con le leggi finanziarie del mandato, oltre la rivalutazione automatica. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 67) lo ha elevato di 100.000 lire al mese dal 1° gennaio 1999 e la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 52) di altre 18.000 lire al mese dal 1° gennaio 2000; gli stessi aumenti valgono per la pensione sociale. La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 70) ha poi concesso dal 1° gennaio 2001 una maggiorazione di 25.000 lire al mese sotto i 75 anni e di 40.000 lire al mese dai 75 anni in su, entro limiti di reddito.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1998-12-23;448~art67@originale","descrizione":"Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 67 (Normattiva, testo originario): importi mensili della pensione sociale e dell'assegno sociale elevati di 100.000 lire dal 1° gennaio 1999"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c548","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Estendere a tutti i cittadini (non solo ai lavoratori dipendenti) l'assegno al nucleo familiare (con corrispettivi contributi)","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 59, comma 16) ha esteso l'assegno per il nucleo familiare agli iscritti alla gestione separata dell'INPS, cioè collaboratori e professionisti senza una propria cassa, finanziandolo con un contributo aggiuntivo dello 0,5 per cento. Il decreto interministeriale 27 maggio 1998 (G.U. n. 171 del 24 luglio 1998) ne ha dato attuazione, e la legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 80, comma 12) ha stabilito che l'assegno spetti nelle forme previste per i lavoratori dipendenti. Non risulta invece un'estensione agli altri lavoratori autonomi né a tutti i cittadini. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 65) ha introdotto anche un assegno comunale per i nuclei con almeno tre figli minori e risorse sotto una soglia ISE, che è però una prestazione assistenziale senza contributi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/97449l08.htm","descrizione":"Testo della legge 27 dicembre 1997, n. 449, artt. 59-65: l'art. 59, comma 16, prevede un'aliquota contributiva di 0,5 punti per finanziare l'estensione agli iscritti alla gestione separata della tutela per la maternità e degli assegni al nucleo familiare."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c549","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"garantire l'autonomia gestionale della \"Cassa unica assegni familiari\", riservando ad essa almeno la metà del gettito della contribuzione","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Dal 1° gennaio 1989 la Cassa unica per gli assegni familiari era confluita nella Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti dell'INPS (legge 9 marzo 1989, n. 88, art. 24). La promessa chiedeva di restituirle autonomia gestionale e di riservarle almeno metà del gettito dei contributi. Non risultano atti del governo, tra il 1996 e il 2001, in questo senso: l'art. 24 della legge 88/1989 è rimasto invariato per tutto il periodo. La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 120) ha invece esonerato i datori di lavoro, dal 1° febbraio 2001, da 0,8 punti dei contributi per gli assegni al nucleo familiare dovuti alla gestione unificata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-12-23;388~art120","descrizione":"Art. 120 della legge 23 dicembre 2000, n. 388: dal 1° febbraio 2001 i datori di lavoro sono esonerati da 0,8 punti dei contributi per gli assegni al nucleo familiare dovuti alla gestione di cui all'art. 24 della legge 88/1989."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c552","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"modulare l'importo degli assegni prendendo come base il numero dei figli minori presenti nel nucleo; maggiorare l'assegno quando c'è un solo genitore","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di modulare l'assegno al nucleo familiare sul numero dei figli minori e di maggiorarlo per i nuclei con un solo genitore. La legge 27 dicembre 1997, n. 450 (art. 3, comma 2) ha destinato le risorse della restituzione del drenaggio fiscale ad aumentare l'assegno per i nuclei con figli, «con particolare riferimento a quelli monoparentali» e a quelli con più di un figlio. Il decreto del Ministro del lavoro del 13 maggio 1998 ha applicato la norma dal 1° gennaio 1998: aumenti riservati ai nuclei con figli minori o inabili, tabelle distinte per i nuclei con un solo genitore e un ulteriore aumento per questi ultimi, limiti di reddito più alti di un milione di lire. L'assegno resta calcolato sul numero dei componenti e sul reddito, ma da allora gli importi crescono in modo distinto per i nuclei con figli e quelli con un solo genitore hanno una maggiorazione propria.","prova":{"url":"https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare+numero+130+del+16-6-1998.htm","descrizione":"Circolare INPS n. 130 del 16 giugno 1998: dal 1° gennaio 1998, in attuazione dell'art. 3, comma 2, della legge 450/1997 e del DM 13 maggio 1998, l'assegno al nucleo familiare è aumentato per i nuclei con figli, con un ulteriore aumento per i nuclei con un solo genitore (tabelle 2, 3, 5, 6, 8 e 9)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c553","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"aumentare gli assegni per i nuclei a più basso reddito; elevare le soglie di esclusione per allargare la platea dei beneficiari","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era aumentare gli assegni per i nuclei a reddito più basso e alzare le soglie di esclusione per allargare la platea dei beneficiari. La legge 23 dicembre 1996, n. 663 (art. 3, comma 2, lettera a) ha usato le risorse della restituzione del drenaggio fiscale per aumentare fino al 20 per cento gli importi dell'assegno al nucleo familiare e fino al 20 per cento i beneficiari, con fasce di reddito distinte per numero di componenti. Il decreto del Ministro del lavoro del 19 marzo 1997 l'ha applicata dal 1° gennaio 1997: importi più alti per i nuclei con figli minori o con inabili e accesso all'assegno per redditi oltre le fasce fino ad allora previste. La legge 27 dicembre 1997, n. 450 (art. 3, comma 2) e il decreto del 13 maggio 1998 hanno aggiunto dal 1° gennaio 1998 nuovi aumenti per i nuclei con figli e limiti di reddito più alti di un milione di lire, ammettendo nuclei prima esclusi. Gli aumenti hanno riguardato i nuclei con figli, non quelli senza figli. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 65) ha poi introdotto anche un assegno comunale per i nuclei con almeno tre figli minori e basse risorse.","prova":{"url":"https://servizi2.inps.it/servizi/Bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare+numero+113+del+20-5-1997.htm","descrizione":"Circolare INPS n. 113 del 20 maggio 1997: dal 1° gennaio 1997, in attuazione dell'art. 3, comma 2, lettera a), della legge 663/1996 e del DM 19 marzo 1997, l'assegno al nucleo familiare è aumentato per i nuclei con figli minori e con inabili, e sono ammessi nuclei con redditi superiori alle fasce fino ad allora previste."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c556","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va completato l'attuale sistema di tutela della maternità che, ad oggi, vede scoperte le casalinghe, le studentesse, le disoccupate","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di completare la tutela della maternità, che lasciava scoperte casalinghe, studentesse e disoccupate. L'articolo 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 ha istituito, per i figli nati dal 1° luglio 1999, un assegno di maternità erogato dai comuni alle madri che non ricevono l'indennità di maternità, entro un limite di reddito del nucleo familiare (ISE). La legge 23 dicembre 2000, n. 388 lo ha esteso dal 2001 alle cittadine comunitarie e alle straniere con carta di soggiorno, e la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 49) ha aggiunto un assegno per le lavoratrici atipiche e discontinue, comprese quelle che hanno perso da poco il lavoro. Il testo unico sulla maternità (decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, artt. 74 e 75) ha riunito le due misure. Le madri prive di copertura previdenziale hanno dunque una tutela economica, sottoposta a un limite di reddito.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01151dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (G.U. n. 96 del 26 aprile 2001): l'art. 74 (assegno di maternità di base, dalla L. 448/1998, art. 66, e dalla L. 388/2000, art. 80) e l'art. 75 (assegno per lavori atipici e discontinui, dalla L. 488/1999, art. 49) per le madri che non ricevono l'indennità di maternità."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c557","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"va affrontato il tema del valore del lavoro casalingo [...] la questione della copertura assicurativa dal rischio di incidenti domestici","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 dicembre 1999, n. 493 (GU n. 303 del 28 dicembre 1999, in vigore dal 12 gennaio 2000) riconosce il valore sociale ed economico del lavoro svolto in ambito domestico (art. 6) e istituisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici, gestita dall'INAIL (art. 7). L'obbligo riguarda le persone tra 18 e 65 anni che svolgono in via esclusiva lavoro domestico, per infortuni che causano un'inabilità permanente di almeno il 33 per cento. Il premio è di 25.000 lire l'anno ed è a carico dello Stato per chi ha redditi bassi (art. 8). Con i decreti ministeriali del 15 settembre 2000 l'assicurazione è partita il 1° marzo 2001, durante il governo Amato II.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-12-03;493@originale~art7","descrizione":"Art. 7 della legge 493/1999 (Normattiva): assicurazione obbligatoria contro il rischio infortunistico del lavoro domestico, gestita dall'INAIL."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c559","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Vanno quindi rapidamente esaminate, coordinate, discusse ed approvate le proposte di legge giacenti in Parlamento per un nuovo \"statuto del minore\"","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era di esaminare e approvare in tempi rapidi le proposte di legge per un nuovo «statuto del minore». Le proposte organiche presentate alla Camera nel 1996 («Norme per la tutela dei minori» e «Norme per la tutela e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva») sono state esaminate in commissione dal novembre 1997 e il 18 novembre 1997 sono state divise: le parti generali non sono mai state esaminate, quelle su responsabilità dei genitori, affidamento e tribunale per i minorenni erano ancora all'esame della commissione nel 2000 e non sono state approvate. Nel mandato sono state approvate leggi su singoli aspetti: la legge 28 agosto 1997, n. 285, che ha istituito il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza (117 miliardi di lire per il 1997 e 312 all'anno dal 1998), e la legge 28 marzo 2001, n. 149, che ha riformato adozione e affidamento intitolando la legge 184 del 1983 «Diritto del minore ad una famiglia». Non risulta approvato un testo organico sui diritti dei minori.","prova":{"url":"http://www.camera.it/uri-res/N2Ls?urn:camera-it:parlamento:scheda.progetto.legge:camera;13.legislatura;671","descrizione":"Camera dei deputati, XIII legislatura, scheda del progetto C. 671 «Norme per la tutela dei minori»: esame in commissione dal 5 novembre 1997, conclusione per stralcio il 18 novembre 1997; la parte generale (C. 671-bis) resta «assegnato (non ancora iniziato l'esame)», la parte su responsabilità genitoriale e tribunale (C. 671-ter) «in corso di esame in commissione» all'11 luglio 2000."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c563","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Particolare cura deve essere posta (anche con opportune modifiche alla legge 184/83 sull'adozione) per [...] favorire [...] le coppie intenzionate ad adottare minorenni all'estero","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa prevedeva modifiche alla legge 184/1983 sull'adozione per favorire, con rapidità, onestà e sicurezza, le coppie intenzionate ad adottare minorenni all'estero. La legge 31 dicembre 1998, n. 476 (GU n. 8 del 12 gennaio 1999) ha ratificato la Convenzione dell'Aja del 1993 sull'adozione internazionale e, all'art. 3, ha sostituito per intero il Capo I del Titolo III della legge 184/1983, dedicato all'adozione di minori stranieri. La nuova disciplina regola l'informazione degli aspiranti, il decreto di idoneità del tribunale per i minorenni, l'incarico a enti autorizzati e l'intervento di una Commissione per le adozioni internazionali. La legge è stata approvata e promulgata durante il governo D'Alema I.","prova":{"url":"https://regione.umbria.it/documents/18/539345/legge+476+del+1998/f5aa9c78-31d5-4d65-99d6-3593126e83db","descrizione":"Testo della legge 476/1998: ratifica della Convenzione dell'Aja e art. 3, che sostituisce il Capo I del Titolo III della legge 184/1983 sull'adozione di minori stranieri (procedura con decreto di idoneità, enti autorizzati e Commissione per le adozioni internazionali)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c569","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"disciplinare la materia dei permessi di soggiorno in modo da consentire la convertibilità","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Turco-Napolitano) e il testo unico che ne è seguito, il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (governo Prodi I), hanno disciplinato i permessi di soggiorno prevedendone la conversione. L'art. 6, comma 1, dispone che il permesso per studio o formazione possa essere convertito, prima della scadenza, in permesso per motivi di lavoro, nei limiti delle quote di ingresso. Il testo è in vigore dal 2 settembre 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286~art6!vig=1998-09-02","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 286/1998 (GU n. 191 del 18 agosto 1998, S.O. n. 139), art. 6, comma 1, testo in vigore dal 2 settembre 1998: conversione del permesso di soggiorno per studio o formazione in permesso per lavoro"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c570","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"introdurre una disciplina delle espulsioni che superi le attuali insufficienze e garantisca il controllo giurisdizionale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 6 marzo 1998, n. 40 (GU n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico dell'immigrazione, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (GU n. 191 del 18 agosto 1998), ha dettato una nuova disciplina dell'espulsione amministrativa. Nel testo originario dell'art. 13 l'espulsione è disposta con decreto motivato dal prefetto o, per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, dal ministro dell'interno. Contro il decreto del prefetto è ammesso ricorso al pretore, che decide entro dieci giorni; contro quello del ministro, al TAR del Lazio. Quando l'espulsione non può essere eseguita subito, il trattenimento nei centri di permanenza temporanea disposto dal questore va convalidato dal pretore entro 48 ore (art. 14). La promessa di una disciplina con controllo giurisdizionale è stata quindi attuata dal governo Prodi I.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286@originale~art13","descrizione":"Testo originario dell'art. 13 del D.Lgs. 286/1998: espulsione con decreto motivato del prefetto o del ministro dell'interno, ricorso al pretore (commi 8-9) o al TAR del Lazio (comma 11). Per la convalida del trattenimento: art. 14, commi 3-4, testo originario (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286@originale~art14)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c571","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rifinanziare la legge sulla immigrazione","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ha riscritto la disciplina dell'immigrazione e ha abrogato gran parte della precedente legge 28 febbraio 1990, n. 39. L'articolo 43 della legge 40, ripreso dall'articolo 45 del testo unico, istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Fondo nazionale per le politiche migratorie. Il fondo è dotato di 12.500 milioni di lire per il 1997, di 58.000 per il 1998 e di 68.000 per il 1999, oltre al gettito di un contributo previsto dalla legge 943/1986. Il governo non ha quindi rifinanziato la vecchia legge, ma l'ha sostituita con una nuova disciplina dotata di risorse proprie.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286@originale~art45","descrizione":"Articolo 45 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (testo unico sull'immigrazione; riprende l'art. 43 della legge 6 marzo 1998, n. 40): Fondo nazionale per le politiche migratorie con le dotazioni per il 1997-1999 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c574","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i"],"testo":"prevedere meccanismi che favoriscano per talune attività l'incontro diretto tra domanda e offerta e liste di prenotazione nei paesi di provenienza","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in vigore dal 2 settembre 1998), che ha raccolto le norme della legge 6 marzo 1998, n. 40, prevedeva nel testo originario all'art. 21 strumenti per far incontrare domanda e offerta di lavoro prima dell'ingresso. Il comma 5 consentiva alle intese bilaterali di prevedere che i lavoratori stranieri si iscrivessero in apposite liste nei paesi di provenienza, indicando qualifiche e mansioni. Il comma 7 affidava al regolamento l'istituzione di un'anagrafe annuale informatizzata delle offerte e delle richieste di lavoro subordinato dei lavoratori stranieri. L'art. 22 permetteva al datore di lavoro che non conosceva direttamente il lavoratore di chiedere l'autorizzazione per persone iscritte in quelle liste. La disciplina è entrata in vigore durante il governo Prodi I.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286~art21!vig=1999-01-01","descrizione":"D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 21, testo originario: liste dei lavoratori stranieri nei paesi di provenienza previste dalle intese bilaterali (comma 5) e anagrafe informatizzata delle offerte e richieste di lavoro (comma 7) (GU n. 191 del 18 agosto 1998, S.O.; Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c576","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"controllare le frontiere e realizzare alle frontiere i centri di orientamento","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha potenziato il controllo delle frontiere e ha previsto per legge servizi di orientamento ai valichi, ma non è documentato che siano stati realizzati nel mandato. La legge 6 marzo 1998, n. 40 (governo Prodi I), poi confluita nel testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, art. 11), ha previsto un piano di potenziamento dei controlli e il coordinamento dei controlli di frontiera da parte dei prefetti. Il decreto legislativo 19 ottobre 1998, n. 380 ha aggiunto all'articolo 11 la collaborazione con i Paesi interessati e i servizi di accoglienza presso i valichi di frontiera, per fornire informazioni e assistenza a chi voglia chiedere asilo o entrare in Italia per più di tre mesi. Il regolamento di attuazione (decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, art. 24) li prevede ai valichi con il maggior numero di domande di asilo o di ingressi, nei limiti delle risorse disponibili. Le fonti consultate non mostrano quando e dove i servizi siano stati effettivamente attivati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-10-19;380","descrizione":"Decreto legislativo 19 ottobre 1998, n. 380, art. 1: sostituisce i commi 4 e 5 dell'art. 11 del d.lgs. 286/1998 e aggiunge il comma 6, con i servizi di accoglienza presso i valichi di frontiera per informazioni e assistenza agli stranieri"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c580","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"dare piena attuazione al dettato costituzionale relativo all'istituto dell'asilo umanitario per l'accoglimento dei profughi","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi I presentò al Senato il 13 maggio 1997 il disegno di legge «Norme in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo», per attuare l'art. 10, terzo comma, della Costituzione. Il Senato lo approvò il 5 novembre 1998, la Camera lo modificò il 7 marzo 2001 e il nuovo esame al Senato non si concluse prima della fine della legislatura: la legge non fu approvata. Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) prevede solo misure di protezione temporanea per eventi eccezionali (art. 20) e riconosce i seri motivi umanitari ai fini del soggiorno (art. 5), senza disciplinare il diritto di asilo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/13/BGT/Schede/Ddliter/9326.htm","descrizione":"Senato, XIII legislatura, scheda dell'Atto Senato n. 2425 «Norme in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo», iniziativa governativa (ministro Napolitano, governo Prodi I), presentato il 13 maggio 1997: approvato in testo unificato il 5 novembre 1998; C. 5381 approvato con modificazioni il 7 marzo 2001; S. 203-554-2425-B in corso di esame in commissione dall'8 marzo 2001."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c581","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rivedere l'attuale legislazione sulla cittadinanza","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi valutati che abbiano rivisto la legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio 1992, n. 91) nelle regole per gli stranieri. Nel periodo la legge è stata toccata solo in punti circoscritti: la legge 23 dicembre 1996, n. 662 ha prorogato al 31 dicembre 1997 il termine per il riacquisto della cittadinanza, e la legge 14 dicembre 2000, n. 379 l'ha riconosciuta agli emigrati dai territori dell'ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti. L'unico disegno di legge del governo in materia (Senato n. 843 del 1996) riguardava i requisiti per la cittadinanza del coniuge straniero e non è mai stato esaminato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-12-14;379","descrizione":"Legge 14 dicembre 2000, n. 379 (Normattiva): riconoscimento della cittadinanza alle persone nate e residenti nei territori dell'ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti, abrogazione dell'art. 18 della legge 91/1992"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c582","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"opportuno intervenire sul quadro legislativo, con linee guida sull'uso dei farmaci sostitutivi, con criteri per [...] valutazione dei progetti di riduzione del danno","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 18 febbraio 1999, n. 45 (governo D'Alema I) ha modificato il testo unico sulle tossicodipendenze: ha incluso i progetti di riduzione del danno tra quelli finanziabili dal Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, ha chiesto strumenti di verifica dell'efficacia, in particolare per i progetti che usano farmaci sostitutivi, e ha affidato al Ministro della sanità, d'intesa con il Ministro per la solidarietà sociale, l'elaborazione di linee guida per la verifica di questi progetti. Nel novembre 2000, in occasione della III Conferenza nazionale sulle droghe, il Ministero della sanità ha pubblicato le «Linee guida sulla riduzione del danno», con capitoli sui farmaci sostitutivi e sulla valutazione dei risultati degli interventi. Il quadro legislativo è stato quindi modificato e le linee guida sono state pubblicate durante il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-02-18;45~art1","descrizione":"Legge 18 febbraio 1999, n. 45, art. 1 (Normattiva): il comma 2 sostituisce l'art. 127 del d.p.r. 309/1990; il nuovo art. 127 include i progetti di riduzione del danno tra quelli finanziabili (comma 7, lett. a) e prevede linee guida del Ministro della sanità per la loro verifica (comma 9). Linee guida: Ministero della sanità, «Linee guida sulla riduzione del danno», novembre 2000 (https://www.antoniocasella.eu/archila/MinSanit%C3%A0_linee_guida_riduzionedanno_2000.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c583","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"rivedendo quindi i meccanismi di collocamento, per trovare una corretta corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 12 marzo 1999, n. 68 (governo D'Alema I, Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 1999) ha riformato il collocamento dei disabili, sostituendo la vecchia disciplina. L'art. 2 introduce il «collocamento mirato», che serve a valutare le capacità lavorative delle persone con disabilità e a inserirle «nel posto adatto», con analisi dei posti di lavoro e forme di sostegno. Così il collocamento è legato alle capacità di ciascuno, come chiedeva la tesi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-03-12;68~art2","descrizione":"Legge 12 marzo 1999, n. 68, art. 2: collocamento mirato dei disabili, valutazione delle capacità lavorative e inserimento nel posto adatto (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c584","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"proponiamo una legge quadro di riforma socio-assistenziale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 8 novembre 2000, n. 328, «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali» (Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000, in vigore dal 28 novembre 2000, governo Amato II), è la legge quadro di riforma dell'assistenza sociale promessa dal programma, nel rispetto delle competenze di regioni ed enti locali (art. 1). Il testo è partito dal disegno di legge C. 4931, presentato alla Camera il 28 maggio 1998, ed è stato approvato definitivamente il 18 ottobre 2000. La scheda corrispondente di «Il conto» per il solo governo Prodi I è «non mantenuta» perché la legge è stata approvata dopo la fine di quel governo; qui il programma è valutato su tutti i governi della legislatura.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-11-08;328","descrizione":"Legge 8 novembre 2000, n. 328 (Normattiva): legge quadro per il sistema integrato di interventi e servizi sociali, Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c592","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"introdurre nel codice civile la possibilità di dar vita a forme organizzative imprenditoriali che escludano la distribuzione di utili","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il codice civile non è stato modificato per introdurre forme organizzative imprenditoriali senza distribuzione di utili. Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato in questo senso. Il governo Prodi I ha invece disciplinato in sede fiscale le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) con il d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, che richiede nello statuto il divieto di distribuire utili (art. 10). Quel decreto agisce sul regime tributario di enti già esistenti (associazioni, fondazioni, cooperative) e non crea una nuova forma giuridica nel codice civile.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-04;460~art10!vig=2001-06-01","descrizione":"Art. 10 del d.lgs. 460/1997 su Normattiva: definizione di Onlus con divieto di distribuire utili, nell'ambito del regime fiscale degli enti non commerciali; non introduce nuove forme nel codice civile."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c593","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevedere un regime fiscale specifico per le imprese non-profit lungo le linee del disegno di legge predisposto dal Ministero delle Finanze","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa era un regime fiscale specifico per le imprese non profit. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, emanato con la delega della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, c. 186-189), ha riordinato la disciplina tributaria degli enti non commerciali e ha creato le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), con un regime fiscale agevolato. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-04;460","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, «Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale»; richiama la delega dell'art. 3 della L. 662/1996."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c594","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prevedere la detraibilità a fini fiscali delle spese sostenute dai consumatori privati","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano reso detraibili le spese sostenute dai consumatori privati per i servizi del non profit. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 ha introdotto una detrazione d'imposta, ma per le erogazioni liberali in denaro alle ONLUS (fino a 4 milioni di lire) e per i contributi alle società di mutuo soccorso, cioè per donazioni e non per l'acquisto di servizi. Il programma proponeva invece di sostenere la domanda delle famiglie che comprano servizi dal terzo settore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-04;460~art13@originale","descrizione":"Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, art. 13 (Normattiva, testo originario): detrazione per erogazioni liberali alle ONLUS e contributi alle società di mutuo soccorso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c596","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va incentivata la costituzione di fondi e di strutture creditizie finalizzati, esclusivamente o prevalentemente, al finanziamento delle organizzazioni non-profit","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (G.U. n. 1 del 2 gennaio 1998), art. 29, ha creato i «titoli di solidarietà». Gli enti emittenti deducono dal reddito d'impresa la differenza tra il tasso praticato e un tasso di riferimento, purché i fondi raccolti, in gestione separata, siano destinati a finanziare le ONLUS. Il regolamento di attuazione è il decreto del Ministro del tesoro 8 giugno 1999, n. 328 (G.U. n. 224 del 23 settembre 1999). La legge 7 dicembre 2000, n. 383 (art. 24) ha inoltre esteso le provvidenze creditizie e fideiussorie previste per le cooperative alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato che abbiano ottenuto l'approvazione di progetti nell'ambito delle convenzioni previste dalla stessa legge.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97460dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460: l'art. 29 prevede la deducibilità per gli enti che emettono titoli di solidarietà i cui fondi, in gestione separata, finanziano le ONLUS."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c597","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Occorre rivedere la normativa relativa alle organizzazioni non governative di volontariato internazionale","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\""},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 26 febbraio 1987, n. 49 disciplina il riconoscimento di idoneità delle organizzazioni non governative, i volontari e i cooperanti (artt. 28-33). Questi articoli non sono stati modificati tra il 1996 e il 2001, e la legge è stata abrogata solo dalla legge 11 agosto 2014, n. 125. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, che ha riordinato il regime fiscale del non profit, ha però considerato ONLUS in ogni caso le ONG riconosciute idonee ai sensi della legge 49/1987 (art. 10, comma 8). La normativa sulle ONG è stata quindi aggiornata sul piano fiscale, ma non riscritta.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-04;460~art10!vig=1998-01-01","descrizione":"Art. 10, comma 8, del d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460 (versione originaria): le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 49/1987 sono in ogni caso considerate ONLUS."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c598","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Bisogna ora operare per realizzare la riforma, la cui applicazione concreta è affidata al varo dei decreti attuativi di undici deleghe","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa chiedeva di attuare la riforma pensionistica del 1995 con i decreti delle deleghe previste dalla legge 8 agosto 1995, n. 335. Due deleghe erano già state esercitate prima del mandato (decreti legislativi 10 febbraio 1996, n. 103, sui liberi professionisti, e 16 febbraio 1996, n. 104, sul patrimonio immobiliare degli enti). Con il termine prorogato al 30 aprile 1997 dalla legge 8 agosto 1996, n. 417, il governo Prodi I ha esercitato gran parte delle altre, tra l'altro con i decreti legislativi 16 settembre 1996, n. 564 (contribuzione figurativa) e n. 565 (Mutualità pensioni), 16 aprile 1997, n. 146 (previdenza agricola), 24 aprile 1997, n. 181 (dirigenti industriali) e 30 aprile 1997, n. 165 (militari e forze di polizia), n. 180 (opzione per il sistema contributivo) e n. 184 (ricongiunzione e riscatto). Il riordino delle prestazioni di invalidità e inabilità è stato attuato solo per la parte sui controlli (decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157), e non risulta adottato il riordino in un solo provvedimento delle norme su contribuzione e procedure previsto dall'art. 3, comma 21. L'attuazione è quindi ampia ma non completa.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/97157dl.htm","descrizione":"Decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157 (archivio deleghe della Camera): attua la delega dell'art. 3, comma 3, della legge 335/1995 solo per la lettera d), cioè i controlli sulle prestazioni di invalidità e inabilità, non per il riordino complessivo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c603","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la copertura degli intervalli tra periodi di lavoro e di non lavoro specie quando essi siano impiegati in attività formative","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era la copertura previdenziale degli intervalli tra periodi di lavoro e di non lavoro, specie quando dedicati alla formazione. Il decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 ha permesso di riscattare, per i periodi successivi al 1996, le interruzioni o sospensioni del rapporto di lavoro (art. 5), i periodi di formazione professionale, studio o ricerca (art. 6) e quelli tra un lavoro e l'altro per chi lavora in modo stagionale, temporaneo o discontinuo (art. 7), oppure di coprirli con versamenti volontari. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (art. 5) ha poi istituito i congedi per la formazione, anch'essi riscattabili o coperti con versamenti volontari. La copertura è dunque prevista, ma a carico del lavoratore, che paga la riserva matematica o i contributi volontari: non risulta per questi periodi una copertura senza oneri per il lavoratore.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/96564dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 (G.U. n. 256 del 31 ottobre 1996): artt. 5-8 sul riscatto o sui versamenti volontari per interruzioni del rapporto di lavoro, periodi di formazione e periodi tra un lavoro e l'altro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c616","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Per quanto riguarda lo spettacolo occorrono nuove leggi di settore, laddove non ci sono - teatro, musica","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva nuove leggi di settore sullo spettacolo dove mancavano, in particolare per teatro e musica. Il governo Prodi I ha presentato il disegno di legge sulla «Disciplina generale dell'attività teatrale» (Camera, n. 3433, 18 marzo 1997): approvato dalla Camera il 27 luglio 1999, è rimasto all'esame della commissione del Senato. Il testo unificato sulle attività musicali, che comprendeva un disegno di legge del governo, è stato approvato dal Senato il 20 settembre 2000, ma la discussione alla Camera, iniziata il 19 febbraio 2001, non si è conclusa. Nel periodo sono state approvate solo norme parziali, come la legge 15 dicembre 1998, n. 444 per la riapertura e il restauro dei teatri e la trasformazione degli enti lirici in fondazioni (decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367), settore che una legge l'aveva già.","prova":{"url":"https://leg13.camera.it/docesta/313/15804/documentotesto.asp?pdl=3433&tab=1&leg=13","descrizione":"Scheda dei lavori preparatori della Camera (XIII legislatura) sull'A.C. 3433, «Disciplina generale dell'attività teatrale»: presentato il 18 marzo 1997, approvato in testo unificato il 27 luglio 1999, al Senato (S. 4176) esame in commissione iniziato il 17 febbraio 2000 e non concluso."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c617","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la revisione della legge sul cinema attualmente bloccata da troppi impacci burocratici","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\""},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato la legge sul cinema (legge 4 novembre 1965, n. 1213, modificata nel 1994) è stata rivista solo in parte. Il decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3 ha riordinato le commissioni del Dipartimento dello spettacolo e riscritto le norme della legge sulle commissioni di esperti. Il decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492 ha modificato altre parti della legge: ha affidato diversi provvedimenti al capo del Dipartimento dello spettacolo invece che ai pareri delle commissioni, ha consentito di attestare la nazionalità italiana dei film con una dichiarazione del produttore e ha abrogato vecchie leggi di settore. La legge 2 ottobre 1997, n. 346 ha permesso acconti fino al 70 per cento sui contributi. Una riforma organica della disciplina è arrivata solo con il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-12-21;492@originale~art5","descrizione":"Art. 5 del d.lgs. 492/1998, testo originario (Normattiva): modifiche alla legge 1213/1965, tra cui provvedimenti del capo del Dipartimento dello spettacolo al posto dei pareri della sottocommissione e nazionalità italiana dei film attestata con dichiarazione del produttore."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c618","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Va inoltre riformato l'attuale finanziamento pubblico per lo spettacolo, prevedendo un sistema misto Stato-Regioni","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era di riformare il finanziamento pubblico dello spettacolo con un sistema misto Stato-Regioni. Il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 ha trasformato gli enti lirici in fondazioni di diritto privato a cui possono concorrere, oltre allo Stato, altri soggetti pubblici e privati, con un rappresentante della regione nel consiglio di amministrazione e criteri di riparto della quota statale fissati sentita la Conferenza Stato-regioni. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 156) ha lasciato allo Stato i compiti di rilievo nazionale e ha previsto che lo Stato programmi e promuova, insieme a regioni ed enti locali, la presenza di teatro, musica e danza sul territorio, con i fondi della legge 163 del 1985. Il Fondo unico per lo spettacolo è però rimasto un fondo statale ripartito dal Ministero, senza quote affidate alle regioni: non risulta una riforma complessiva del finanziamento.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-03-31;112~art156@originale","descrizione":"Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 156, testo originario (Normattiva): compiti di rilievo nazionale dello Stato in materia di spettacolo; programmazione e promozione «unitamente alle regioni e agli enti locali» con i fondi della legge 163/1985 (lett. n). Fondazioni liriche: d.lgs. 29 giugno 1996, n. 367, artt. 12 e 24 (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c619","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Realizzare un piano di opere di pubblica utilità finalizzato alla custodia e alla divulgazione del patrimonio artistico e culturale","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era un piano di opere di pubblica utilità per la custodia e la divulgazione del patrimonio artistico e culturale; il programma lo descriveva come riuso di complessi edili in disuso in una rete diffusa di biblioteche, teatri, laboratori e musei, basato sulla buona manutenzione dell'esistente. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 83) ha riservato al Ministero per i beni culturali e ambientali una quota degli utili della nuova estrazione del Lotto, non superiore a 300 miliardi di lire, per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari. Con questi fondi è stato finanziato un primo piano 1998-2000 di circa duecento interventi di restauro. Non risulta invece un piano di riuso di edifici dismessi come rete diffusa di biblioteche, teatri e musei.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1996-12-23;662~art3","descrizione":"Art. 3, comma 83, della legge 662/1996 su Normattiva (GU n. 303 del 28 dicembre 1996, S.O. n. 233): una quota degli utili della nuova estrazione del Lotto, non superiore a 300 miliardi di lire, è riservata al Ministero per i beni culturali e ambientali per il recupero e la conservazione dei beni culturali, con decreto annuale del Ministro delle finanze."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c620","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Rafforzare l'autonomia dei musei statali (quelli civici sono già autonomi)","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, che ha istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, ha previsto all'art. 8 che l'autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, attribuibile alle soprintendenze che gestiscono beni di eccezionale valore, possa essere data anche ai musei. Il regolamento di organizzazione del ministero (d.P.R. 29 dicembre 2000, n. 441, art. 12) ha inserito i musei dotati di autonomia tra gli uffici periferici e ha affidato a un decreto del ministro l'individuazione delle gestioni autonome. I decreti che hanno reso autonomi i poli museali di Roma, Napoli, Firenze e Venezia sono però dell'11 dicembre 2001, dopo la fine del mandato. Nel mandato è stato quindi costruito il quadro normativo, ma nessun museo statale risulta aver ottenuto l'autonomia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-10-20;368~art8!vig=1998-12-01","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 368/1998 (GU n. 250 del 26 ottobre 1998), art. 8: autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile attribuibile a soprintendenze e, al comma 2, anche a musei"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c624","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Irrobustire e ampliare i poteri delle soprintendenze","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (GU n. 250 del 26 ottobre 1998), che ha istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, ha previsto che le soprintendenze competenti su complessi di beni di eccezionale valore possano diventare autonome sul piano scientifico, finanziario, organizzativo e contabile (art. 8). Ha inoltre istituito il soprintendente regionale, che coordina le soprintendenze della regione e ne programma la spesa (art. 7). In precedenza la legge 8 ottobre 1997, n. 352 (art. 9) aveva dato autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria alla soprintendenza archeologica di Pompei. Sono interventi sull'organizzazione e sull'autonomia; non risultano invece atti del governo che abbiano ampliato in modo generale i poteri di tutela delle soprintendenze.","prova":{"url":"https://aedon.mulino.it/archivio/1999/1/min.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (Aedon 1/1999): art. 8 sulle soprintendenze dotate di autonomia, art. 7 sul soprintendente regionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c628","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"Occorre effettuare un censimento dell'associazionismo sportivo","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che prevedano un censimento dell'associazionismo sportivo per individuare le realtà legittimate ad affiancare il CONI. Il decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242 sul riordino del CONI affida al consiglio nazionale dell'ente i provvedimenti di riconoscimento, ai fini sportivi, di società e associazioni sportive, sulla base dei requisiti fissati dallo statuto, senza prevedere un censimento. L'Istat ha svolto una rilevazione censuaria sulle istituzioni non profit riferita al 31 dicembre 1999, che comprende anche quelle sportive, ma è un'indagine statistica generale e non serve a stabilire quali associazioni siano riconosciute.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1999-07-23;242@originale~art5","descrizione":"Articolo 5 del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242: il consiglio nazionale del CONI delibera sul riconoscimento, ai fini sportivi, di società e associazioni sportive, senza censimento (Normattiva; GU n. 176 del 29-7-1999)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c629","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' quindi necessaria una nuova legge sulle società sportive dilettantistiche in modo che [...] possano dotarsi di una propria personalità giuridica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nei mandati dei governi valutati non è stata approvata una legge sulle società sportive dilettantistiche che permettesse loro di ottenere la personalità giuridica a determinate condizioni. La legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 37) ha introdotto solo agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico. Il regolamento sul riconoscimento delle persone giuridiche private (DPR 10 febbraio 2000, n. 361) ha semplificato la procedura per tutte le associazioni e fondazioni, ma non contiene regole per lo sport. Una disciplina specifica delle società sportive dilettantistiche è arrivata con l'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (GU n. 305 del 31 dicembre 2002, S.O. n. 240), dopo la fine dei governi valutati. Quell'articolo estende il regime tributario dell'associazionismo sportivo dilettantistico alle società di capitali senza fine di lucro e fissa le forme giuridiche possibili, tra cui l'associazione con personalità giuridica riconosciuta secondo il DPR 361/2000.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2002-12-27;289~art90!vig=2003-02-01","descrizione":"Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 90, commi 1 e 17: società sportive dilettantistiche di capitali senza fine di lucro e associazioni sportive con personalità giuridica ai sensi del DPR 361/2000 (GU n. 305 del 31 dicembre 2002, S.O. n. 240; Normattiva). Atto posteriore alla fine dei governi valutati"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c631","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' fondamentale riformare l'ISEF: trasformarlo in un corso universitario","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178 (GU n. 131 dell'8 giugno 1998), adottato dal governo Prodi I in attuazione della delega della legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 17, comma 115), disciplina la trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica (ISEF), cioè l'ISEF statale di Roma e gli istituti pareggiati, e istituisce la facoltà e i corsi di laurea e di diploma in scienze motorie. Il decreto è entrato in vigore il 23 giugno 1998.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-05-08;178","descrizione":"Decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178: 'Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi di laurea e di diploma in scienze motorie' (GU n. 131 dell'8 giugno 1998), art. 1"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c632","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"E' necessaria una revisione della legge 91 che renda il professionismo sportivo più aderente all'estensione che questo fenomeno ha oggi raggiunto","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 20 settembre 1996, n. 485, convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 1996, n. 586 (governo Prodi I), ha riformato la legge 23 marzo 1981, n. 91 sul professionismo sportivo. Ha sostituito l'art. 6 con un premio di addestramento e formazione tecnica da riconoscere, al primo contratto, alla società presso cui l'atleta ha svolto l'ultima attività dilettantistica o giovanile. Ha abolito l'obbligo di reinvestire interamente gli utili nell'attività sportiva (art. 10): le società professionistiche possono distribuire utili, purché almeno il 10 per cento vada alle scuole giovanili, e devono avere per oggetto solo attività sportive e connesse.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1996-09-20;485~art4@originale","descrizione":"D.l. 20 settembre 1996, n. 485, art. 4, testo originario (Normattiva): sopprime il secondo comma dell'art. 10 della legge 91/1981 (obbligo di reinvestire interamente gli utili). Testo dell'art. 10 dopo la conversione (legge 18 novembre 1996, n. 586): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1981-03-23;91~art10!vig=1996-12-31 (quota non inferiore al 10 per cento degli utili alle scuole giovanili)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c634","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"stabilità (non di riduzione) della spesa sanitaria rispetto alla ricchezza nazionale prodotta, attestandoci ad un livello pari alla media dei paesi europei","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa escludeva una riduzione della spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL e indicava come livello la media dei paesi europei. Secondo l'Istat la spesa delle amministrazioni pubbliche per consumi sanitari è passata dal 5,1% del PIL nel 1996 al 6,0% nel 2001: non è stata ridotta, è cresciuta di circa un punto. Nei dati Eurostat sulla spesa pubblica per funzione la sanità italiana è salita dal 5,2% al 6,1% del PIL, mentre la media degli altri paesi dell'Unione europea di allora con dati disponibili è passata dal 5,9% al 6,1%. Nel 2001 l'Italia si era quindi allineata alla media europea, partendo da un livello inferiore.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/sintesi-dei-conti-ed-aggregati-economici-delle-amministrazioni-pubbliche-anni-1990-2013/","descrizione":"Istat, Sintesi dei conti delle Amministrazioni pubbliche 1990-2013, tavola 13 (spesa per consumi finali per funzione, sanità) e tavole 5-6 (rapporti al PIL), file tavole2.zip; confronto europeo su Eurostat, tabella gov_10a_exp (sanità, % del PIL)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c641","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"le Regioni devono poter esercitare tutti i poteri in materia di assistenza sanitaria, tranne i progetti nazionali salute, le relazioni internazionali","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 85 \"Sanità e federalismo: un nuovo modello di servizio per la salute\""},"esito":"in parte","motivazione":"La riforma del Titolo V della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) è stata approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001, durante il governo Amato II; confermata dal referendum del 7 ottobre 2001, è entrata in vigore l'8 novembre 2001. Ha inserito la «tutela della salute» tra le materie di legislazione concorrente: le Regioni legiferano, ma i principi fondamentali restano riservati allo Stato, che mantiene anche la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Le Regioni non hanno quindi ottenuto tutti i poteri in materia sanitaria. Già il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 aveva lasciato allo Stato il Piano sanitario nazionale e i livelli essenziali di assistenza.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2001-10-18;3~art3","descrizione":"Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 3 su Normattiva: nuovo art. 117, con «tutela della salute» tra le materie concorrenti (principi fondamentali riservati allo Stato) e livelli essenziali delle prestazioni di competenza esclusiva statale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c647","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"prestazioni specialistiche e di diagnostica [...] con regole certe, che garantiscano lo smaltimento delle liste d'attesa","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124 (governo Prodi I), art. 3, commi 10-15, ha previsto che le Regioni stabiliscano i criteri con cui le aziende sanitarie fissano il tempo massimo di attesa per le prestazioni specialistiche e diagnostiche, da comunicare all'assistito al momento della richiesta. Se il termine è superato, l'assistito può chiedere la prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria, con la differenza di costo a carico delle aziende sanitarie. Le regole sulle liste d'attesa sono quindi state adottate, ma non risultano dati ufficiali che mostrino lo smaltimento delle liste entro il 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-04-29;124~art3@originale","descrizione":"Decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124, art. 3, testo originario, commi 10-15: tempi massimi di attesa determinati secondo criteri regionali, rimedio dell'intramoenia in caso di superamento (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c648","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"ospedali riorganizzati su tre livelli: alta specialità, ospedali di base, ospedalizzazione a domicilio","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (governo D'Alema I) ha riservato la qualifica di azienda ospedaliera agli ospedali con almeno tre unità operative di alta specialità e un dipartimento di emergenza di secondo livello, distinguendoli dai presidi di minore complessità (art. 4). Il Piano sanitario nazionale 1998-2000 (decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998) indica tra le azioni per gli anziani lo sviluppo dell'assistenza domiciliare integrata e dell'ospedalizzazione a domicilio. Il Piano non organizza però gli ospedali sui tre livelli promessi: divide l'assistenza in collettiva, distrettuale e ospedaliera, e quella ospedaliera solo in acuti e post-acuti. La riorganizzazione della rete è rimasta affidata alle regioni.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1998/12/10/288/so/201/sg/pdf","descrizione":"Supplemento ordinario n. 201 alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 1998: Piano sanitario nazionale 1998-2000; p. 47, ospedalizzazione a domicilio tra le alternative al ricovero per gli anziani; pp. 66-67, livelli di assistenza (collettiva, distrettuale, ospedaliera per acuti e post-acuti)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c650","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"istituzione di anagrafi sanitarie con distribuzione ai cittadini del passaporto sanitario \"salva vita\" (carta tipo bancomat)","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato che abbiano istituito anagrafi sanitarie o distribuito ai cittadini una carta sanitaria elettronica «salva vita» con le informazioni essenziali sulla salute. La legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 2, comma 10) ha previsto una carta d'identità su supporto magnetico che può riportare il gruppo sanguigno, e il DPR 22 settembre 1999, n. 437 (art. 3) ha consentito di inserire nella carta d'identità elettronica dati amministrativi del Servizio sanitario nazionale. Si tratta però di documenti d'identità, non della carta sanitaria promessa. La tessera sanitaria con codice fiscale e banda magnetica è stata introdotta dall'art. 50 del d.l. 30 settembre 2003, n. 269, con consegna a partire dal 1° gennaio 2004, cioè dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art50!vig=2004-01-01","descrizione":"Art. 50 del d.l. 269/2003 su Normattiva: prima definizione della Tessera sanitaria, con consegna dal 1° gennaio 2004; mostra che la carta non esisteva prima in questa forma."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c656","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"attivazione di programmi nazionali, accompagnati da linee guida [...] in campo cardio vascolare e oncologico, rivolti alla prevenzione primaria e secondaria","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\""},"esito":"in parte","motivazione":"La promessa era attivare programmi nazionali di prevenzione primaria e secondaria in campo cardiovascolare e oncologico, accompagnati da linee guida. Il Piano sanitario nazionale 1998-2000, approvato con d.P.R. 23 luglio 1998, dedica obiettivi di salute alle malattie cardiovascolari e ai tumori. Per i tumori indica di estendere a tutto il territorio lo screening mammografico e quello con pap test e richiama le linee guida della Commissione oncologica nazionale del 1996; l'8 marzo 2001 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l'accordo sulle linee guida per la prevenzione, la diagnostica e l'assistenza in oncologia. Per le malattie cardiovascolari il piano indica tra le azioni possibili linee guida per l'assistenza a ipertesi e ipercolesterolemici, ma non risultano linee guida nazionali cardiovascolari adottate nel periodo.","prova":{"url":"https://old.regione.sardegna.it/documenti/1_26_20050308112147.pdf","descrizione":"Testo del Piano sanitario nazionale 1998-2000 (Ministero della sanità), approvato con d.P.R. 23 luglio 1998 (G.U. n. 288 del 10 dicembre 1998, S.O. n. 201): obiettivo II «contrastare le principali patologie», sezioni su malattie cardio e cerebrovascolari e tumori, con screening e linee guida."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c659","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"costituzione dell'Agenzia nazionale per le politiche del farmaco","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non è stata istituita un'Agenzia nazionale per le politiche del farmaco. La riforma sanitaria del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 non la prevede: il testo cita solo l'Agenzia per i servizi sanitari regionali. L'Agenzia italiana del farmaco è stata istituita dall'art. 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, con effetto dal 1° gennaio 2004, quindi dopo la fine dei governi valutati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2003-09-30;269~art48@originale","descrizione":"Decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, art. 48, comma 2 (Normattiva, testo originario): l'Agenzia italiana del farmaco è istituita con effetto dal 1° gennaio 2004"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c660","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"costituire un'Agenzia nazionale per la ricerca biomedico-sanitaria","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 87 \"Ricerca biomedica e sanitaria\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (art. 11, che inserisce l'art. 12-bis nel d.lgs. 502/1992) ha disciplinato la ricerca sanitaria con un programma nazionale, adottato dal ministro della sanità sentita la Commissione nazionale per la ricerca sanitaria. La ricerca è svolta da enti già esistenti: regioni, Istituto superiore di sanità, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Agenzia per i servizi sanitari regionali, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e istituti zooprofilattici. Non risultano atti dei governi del periodo che abbiano istituito un'Agenzia nazionale per la ricerca biomedico-sanitaria.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/99229dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229: l'art. 11 inserisce l'art. 12-bis (ricerca sanitaria), che affida il programma di ricerca a ministero e Commissione nazionale e le attività agli enti esistenti, senza prevedere una nuova agenzia."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c664","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"procedere al riordino degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 87 \"Ricerca biomedica e sanitaria\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, riscrivendo l'art. 4 del decreto legislativo 502/1992, ha previsto che gli IRCCS di diritto pubblico possano essere costituiti in aziende, secondo le norme attuative della legge 59/1997. In attesa di quelle norme ha reso loro applicabili le regole su dirigenza sanitaria, dipartimenti, direzione sanitaria e amministrativa e collegio di direzione. Le norme attuative non sono state adottate, e un disegno di legge del governo di riforma degli istituti, presentato nella XIII legislatura, non è stato approvato. Gli istituti pubblici sono rimasti commissariati. Il riordino organico è arrivato solo con il decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502~art4!vig=1999-09-01","descrizione":"Art. 4, comma 1, del d.lgs. 502/1992 nella versione introdotta dal d.lgs. 229/1999 (in vigore dal 31-7-1999). Gli IRCCS di diritto pubblico possono essere costituiti in aziende secondo le norme attuative della legge 59/1997; fino ad allora si applicano loro le disposizioni su dirigenza, dipartimenti e direzione aziendale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c666","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"è necessario giungere a una normazione del settore [...] tesi a portare le pratiche di procreazione medicalmente assistita entro la trasparenza, la legalità, la sicurezza","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 88 \"Bioetica e sanità\""},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva una legge sulla procreazione medicalmente assistita. Nella XIII legislatura la Camera ha approvato un testo unificato il 26 maggio 1999 (266 voti favorevoli e 153 contrari), ma il Senato non lo ha approvato prima della fine della legislatura. Nel periodo è intervenuto solo il Ministero della sanità, con un'ordinanza del 5 marzo 1997 da cui è nato l'elenco dei centri presso l'Istituto superiore di sanità: un atto amministrativo, non una legge. La disciplina è arrivata con la legge 19 febbraio 2004, n. 40, approvata nella legislatura successiva, quindi fuori dal periodo valutato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed542/sintero.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, resoconto stenografico della seduta n. 542 del 26 maggio 1999: votazione finale del testo unificato sulla procreazione medicalmente assistita (A.C. 414 e abbinate), 266 sì e 153 no."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c668","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"la prossima legislatura potrà approvare la proposta di legge delle forze dell'Ulivo già presentata in Parlamento per assistenza ai malati terminali","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 88 \"Bioetica e sanità\""},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma indicava l'approvazione della proposta di legge dell'Ulivo sull'assistenza ai malati terminali. Nel periodo non risulta una legge organica con quel contenuto. Il decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 450, convertito dalla legge 26 febbraio 1999, n. 39, ha però affidato al Ministro della sanità un programma nazionale per realizzare in ogni Regione strutture per l'assistenza palliativa, prioritariamente per i malati oncologici terminali, con un contributo statale massimo di 155.895 milioni di lire per il 1998, 100.616 per il 1999 e 53.532 per il 2000. Il programma è stato adottato con decreto del Ministro della sanità 28 settembre 1999. È una parte significativa dell'assistenza promessa, ma non la legge indicata dal programma.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99039l.htm","descrizione":"Testo della legge 26 febbraio 1999, n. 39 (conversione del DL 450/1998), art. 1: programma nazionale per le strutture di assistenza palliativa ai malati terminali e relativo finanziamento."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"ulivo-1996-c693","programmaId":"ulivo-1996","governiValutati":["prodi-i","dalema-i","dalema-ii","amato-ii"],"testo":"l'apertura delle possibilità di cambiare e di creare teleporti anche ai grandi operatori televisivi e telefonici internazionali","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/19980630130242id_/http://www.perlulivo.it:80/documenti/tesi.txt","data":"1995-12-06","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\""},"esito":"mantenuta","motivazione":"La promessa chiedeva di aprire la possibilità di creare teleporti anche ai grandi operatori televisivi e telefonici internazionali, a condizioni di reciprocità. Il decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55 (G.U. n. 60 del 13 marzo 1997), che ha liberalizzato i servizi di comunicazione via satellite, consente ai soggetti con sede nello Spazio economico europeo di fornire servizi di rete via satellite previa autorizzazione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni (art. 8). Il controllo da parte di soggetti di Stati extra-SEE è ammesso se tali Stati praticano all'Italia un trattamento di reciprocità. La legge 249/1997 (art. 4) ha poi affidato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le autorizzazioni per le stazioni terrestri satellitari.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/97055dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 11 febbraio 1997, n. 55: l'art. 8 disciplina l'autorizzazione dei servizi di rete via satellite e ammette il controllo da parte di soggetti extra-SEE a condizione di reciprocità."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c006","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Modificheremo il quorum previsto dall'art. 138 della Costituzione elevando la maggioranza necessaria per l'approvazione, in seconda lettura, di leggi di revisione costituzionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La Costituzione si cambia insieme\", p. 11"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano elevato la maggioranza richiesta dall'art. 138 della Costituzione per approvare in seconda lettura le leggi di revisione costituzionale. Nella legislatura furono presentate diverse proposte di iniziativa parlamentare per modificare l'art. 138. Tra queste: il disegno di legge costituzionale del senatore Mancino e altri (S. 817, 18 luglio 2006), il cui esame in commissione è stato avviato; quello del senatore Scalfaro e altri (S. 1740, 25 luglio 2007), che portava il quorum a due terzi dei componenti di ciascuna Camera; la proposta Franco Russo e altri alla Camera (A.C. 2953, stessa data). Nessuna è arrivata al voto in Aula prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008. Il testo dell'art. 138 è ancora quello del 1948. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art138","descrizione":"Costituzione, art. 138 su Normattiva: il testo in vigore prevede ancora due deliberazioni a intervallo di almeno tre mesi, e il referendum non si tiene se la seconda approvazione avviene a maggioranza dei due terzi; nessuna nota di modifica dell'articolo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c008","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo per questo di aumentare da 500.000 a 750.000 il numero di firme necessarie per indire un referendum","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 11"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il numero minimo di firme è fissato dall'art. 75, primo comma, della Costituzione (cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali), quindi portarlo a 750.000 richiedeva una legge costituzionale. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) il governo non ha presentato né fatto approvare una modifica in questo senso, e il testo dell'articolo non è cambiato: dice ancora cinquecentomila. Una proposta di legge costituzionale per elevare la soglia (Senato, A.S. 182) fu presentata il 4 maggio 2006 da un singolo senatore, prima dell'insediamento del governo, e non è un atto del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art75","descrizione":"Normattiva, art. 75 della Costituzione: il primo comma richiede ancora «cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali»; il testo risulta in vigore dal 1° gennaio 1948, senza modifiche. Il disegno di legge costituzionale A.S. 182 (senatore Izzo, 4 maggio 2006) è su parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00208547.pdf."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c009","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"di ridurre il quorum previsto per la validità della consultazione alla metà dei voti espressi nelle precedenti elezioni per la Camera dei Deputati","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il quorum di validità del referendum abrogativo è fissato dall'art. 75, quarto comma, della Costituzione: la proposta è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto. Per cambiarlo serviva una legge costituzionale. Non risultano atti del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) che propongano di ridurre il quorum alla metà dei votanti delle precedenti elezioni per la Camera. Il progetto di revisione costituzionale esaminato dalla Camera nel 2007 (A.C. 553 e abbinati), di iniziativa parlamentare e non approvato, riguardava il bicameralismo, il procedimento legislativo e la forma di governo, non il referendum abrogativo. Il testo vigente dell'articolo prevede ancora la maggioranza degli aventi diritto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art75","descrizione":"Costituzione, art. 75, quarto comma (Normattiva): il referendum abrogativo è valido se partecipa alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, soglia mai sostituita da quella proposta nel programma"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c014","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"procedere alla razionalizzazione delle scadenze elettorali, attraverso l'accorpamento delle elezioni politiche e amministrative ravvicinate","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha accorpato le elezioni politiche e amministrative una volta sola. Con il decreto-legge 15 febbraio 2008, n. 24, convertito dalla legge 27 febbraio 2008, n. 30, ha reso possibile votare nella stessa tornata, il 13 e 14 aprile 2008, per le politiche e per le amministrative. Un decreto del ministro dell'Interno del 16 febbraio 2008 ha fissato le stesse date per comuni e province. Le norme valgono però per il turno ordinario del 2008 e non risulta adottata una disciplina stabile che razionalizzi le scadenze elettorali. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ce n'è uno dedicato alla materia.","prova":{"url":"https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/Elezioni_2008/index.html","descrizione":"Ministero dell'Interno, pagina speciale Elezioni 2008: il decreto-legge «rende possibile lo svolgimento in un'unica tornata» delle elezioni politiche e amministrative del 13 e 14 aprile 2008; decreto del ministro dell'Interno del 16 febbraio 2008 con le stesse date per le amministrative"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c015","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'attribuzione al Primo Ministro del potere di propor re al Presidente della Repubblica la nomina e revoca di ministri, viceministri e sottosegretari","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ha presentato disegni di legge costituzionali per attribuire al Presidente del Consiglio il potere di proporre la nomina e la revoca dei ministri. Nell'elenco dei disegni di legge governativi della XV legislatura l'unico testo di revisione costituzionale riguarda l'art. 132 della Costituzione, sul distacco di comuni e province (A.C. 2523, presentato il 17 aprile 2007 e rimasto in commissione). Il 17 ottobre 2007 la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato mandato ai relatori su un testo unificato di riforma costituzionale nato da proposte di legge di iniziativa parlamentare, che prevedeva anche questo potere del Presidente del Consiglio; il testo non è stato votato dall'Assemblea prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo l'ordinamento non è cambiato su questo punto.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato, elenco dei 281 disegni di legge presentati dal governo Prodi II: nessun disegno di legge costituzionale sui poteri del Presidente del Consiglio; l'unico ddl costituzionale è A.C. 2523 (art. 132 Cost.), «in corso di esame in commissione». Sul testo unificato della commissione Affari costituzionali della Camera (17 ottobre 2007): D. Argondizzo, «Se è proprio necessario ripartire dalla “Bozza Violante”», Forum di Quaderni costituzionali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c016","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una migliore regolamentazione della questione di fiducia, con la previsione di specifici limiti al suo esercizio","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II non ha proposto una regolamentazione della questione di fiducia con limiti al suo esercizio: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ne risultano in questo senso. Il governo ha invece fatto ampio uso dello strumento. Secondo il Centro interdipartimentale di ricerca sul cambiamento politico dell'Università di Siena, fino al 24 gennaio 2008 il governo aveva posto la questione di fiducia 28 volte su disegni di legge o altre iniziative legislative (15 alla Camera e 13 al Senato), 13 delle quali su decreti-legge.","prova":{"url":"https://circap.wp.unisi.it/wp-content/uploads/sites/67/2022/07/rap_gov_nota_2008.pdf","descrizione":"CIRCaP (Università di Siena), «L'esperienza del governo Prodi II. Primi rilevamenti», nota del 24 gennaio 2008: fino a quella data 28 questioni di fiducia poste dal governo su disegni di legge o altre iniziative legislative (15 alla Camera e 13 al Senato), di cui 13 sui decreti-legge. Disegni di legge del governo: elenchi del Senato per il 2006, 2007 e 2008 (https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html e pagine analoghe)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c017","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la possibilità di sfiduciare il Primo Ministro solo attraverso una mozione di sfiducia costruttiva","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 13"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il testo unificato di riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) è stato approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007. Non prevedeva la sfiducia costruttiva: la commissione l'aveva discussa ma ne aveva lasciato la valutazione all'Assemblea, e il testo si limitava a richiedere un quorum per la mozione di sfiducia. L'Aula iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3. Con lo scioglimento anticipato delle Camere la riforma non è stata completata e la sfiducia costruttiva non è entrata nell'ordinamento.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'attività della commissione Affari costituzionali nella XV legislatura: il testo unificato non includeva la sfiducia costruttiva e l'esame in Aula non è stato concluso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c019","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Prevedremo espressamente che il referendum si svolga con distinte votazioni se la legge concerne diverse parti della Costituzione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 13"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano previsto lo svolgimento del referendum costituzionale con votazioni distinte per le diverse parti di una legge di revisione. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ce ne sono su questo tema: gli unici di rango costituzionale riguardano l'art. 132, sul distacco di comuni e province da una regione all'altra. L'art. 138 della Costituzione, che disciplina il referendum sulle leggi costituzionali, è rimasto nel testo del 1948 e prevede un solo referendum sull'intera legge approvata.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art138","descrizione":"Costituzione, art. 138 su Normattiva: testo in vigore dal 1° gennaio 1948, un solo referendum popolare sulla legge costituzionale, senza votazioni distinte per parti. Disegni di legge presentati dal governo Prodi II: elenchi del Senato per Camera e Senato, 2006-2008 (https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html e pagine analoghe)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c020","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Eleveremo elevare la maggioranza necessaria per l'elezione del Presidente della Repubblica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 13"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nessuna legge costituzionale ha modificato la maggioranza richiesta per eleggere il Presidente della Repubblica. L'unica approvata nella legislatura è la legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1, che riguarda la pena di morte. Il testo unificato di riforma della Parte seconda della Costituzione approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera (A.C. 553 e abbinate-A) toccava l'elezione del Capo dello Stato solo per sopprimere i delegati regionali e abbassare da 50 a 40 anni l'età minima: il quorum restava di due terzi nei primi tre scrutini e della maggioranza assoluta dal quarto. L'Aula della Camera ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 (13 novembre 2007). La legislatura si è poi chiusa in anticipo senza completare la riforma.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0234b.htm","descrizione":"Dossier della Camera per l'Assemblea sul testo unificato A.C. 553 e abbinate-A (XV legislatura): nel testo a fronte, l'art. 13 sopprime i delegati regionali (art. 83, secondo comma) e porta a 40 anni l'età minima (art. 84), mentre il terzo comma dell'art. 83 sul quorum (due terzi, poi maggioranza assoluta) resta invariato. Per l'iter in Aula e la legge costituzionale n. 1 del 2007: https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c022","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Eleveremo anche la maggioranza necessaria per l'approvazione dei regolamenti alle camere.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il progetto di riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) era all'esame della Camera nell'ottobre 2007, con il testo unificato della commissione Affari costituzionali, la cui relazione fu presentata il 17 ottobre 2007. Quel testo lasciava l'articolo 64 invariato: ciascuna Camera continuava ad adottare il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti. L'esame non fu concluso prima dello scioglimento anticipato delle Camere e nessuna legge ha elevato il quorum richiesto per i regolamenti parlamentari. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0234b.htm","descrizione":"Dossier del Servizio Studi della Camera del 19 ottobre 2007 sul testo unificato A.C. 553 e abbinate: l'articolo 64 della Costituzione resta identico, con regolamenti adottati a maggioranza assoluta"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c023","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Attribuiremo alla Corte costituzionale la potestà di decidere, in ultima istanza, sulle controversie relative alla elezione dei membri del Parlamento","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nella legislatura non è stata approvata alcuna legge costituzionale che attribuisse alla Corte costituzionale il giudizio sui ricorsi elettorali dei parlamentari. La riforma della Parte seconda della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) è stata approvata dalla commissione Affari costituzionali della Camera, ma in Aula l'esame si è fermato agli articoli 2 e 3 prima dello scioglimento anticipato delle Camere. L'unica legge costituzionale approvata nella legislatura (legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1) ha abolito la pena di morte nelle leggi militari di guerra. La verifica dei poteri è così rimasta alle Camere.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'attività della commissione Affari costituzionali nella XV legislatura: il testo di riforma costituzionale (A.C. 553 e abb.) si è fermato in Aula agli articoli 2 e 3 per la fine anticipata della legislatura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c024","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"assicurare strumenti per tutelare le minoranze parlamentari, legittimandole a ricorrere alla Corte costituzionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo non ha presentato disegni di legge costituzionali su questo punto. La riforma della Parte seconda della Costituzione esaminata nella legislatura nasceva da proposte di legge parlamentari (A.C. 553 e abbinate): il testo unificato, sul quale la commissione Affari costituzionali della Camera ha dato mandato ai relatori il 17 ottobre 2007, lasciava invariato l'articolo 137 della Costituzione e non prevedeva il ricorso delle minoranze parlamentari alla Corte costituzionale. L'Aula lo ha esaminato dal 22 ottobre al 13 novembre 2007, arrivando agli articoli 2 e 3, e la fine anticipata della legislatura ha impedito di proseguire. La misura non è entrata nell'ordinamento. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.","prova":{"url":"https://www.camera.it/temiap/temi17/2013_05_dossier_senato_TAF_rif_cost.pdf","descrizione":"Dossier di raffronto dei Servizi studi di Senato e Camera (maggio 2013): nella colonna «Bozza Violante» (testo unificato A.C. 553 e abb.-A approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007) gli articoli 64 e 137 della Costituzione risultano invariati e non compare il ricorso delle minoranze parlamentari alla Corte costituzionale. Per l'esame in Aula (22 ottobre - 13 novembre 2007, articoli 2 e 3): dossier del Servizio studi della Camera del 15 maggio 2008 (documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c026","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"disciplinando con legge costituzionale i limiti già imposti con legge ordinaria al potere di decretazione d'urgenza del governo","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi né leggi costituzionali approvate nella legislatura che abbiano introdotto in Costituzione limiti alla decretazione d'urgenza. L'art. 77 della Costituzione è ancora quello del 1948 e non porta note di modifica. I limiti ai decreti-legge restano quindi affidati alla legge ordinaria, come già al momento della promessa. Le Camere furono sciolte il 6 febbraio 2008. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art77","descrizione":"Costituzione, art. 77 su Normattiva: il testo in vigore non contiene alcun limite ai decreti-legge oltre a quelli del 1948 e non riporta note di modifica"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c027","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Intendiamo poi riformare l'art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'art. 79 della Costituzione è rimasto nel testo introdotto dalla legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1, in vigore dal 24 marzo 1992: amnistia e indulto richiedono una legge approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni articolo e nella votazione finale. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi alle Camere nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non ce ne sono sull'art. 79: l'unico di rango costituzionale riguarda l'art. 132, sul distacco di comuni e province. Nella XV legislatura il deputato Boato ripresentò una proposta di legge costituzionale di iniziativa parlamentare (A.C. 38) per abbassare il quorum alla maggioranza assoluta, che non fu approvata. L'indulto del 2006 (legge 31 luglio 2006, n. 241) fu approvato con le regole in vigore, senza modificarle.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art79!vig=2008-05-01","descrizione":"Costituzione, art. 79 su Normattiva nella versione vigente all'1 maggio 2008: testo in vigore dal 24 marzo 1992, quorum dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera per ogni articolo e per la votazione finale. Disegni di legge presentati dal governo Prodi II: elenchi ufficiali per Camera e Senato, 2006-2008 (https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html e pagine analoghe)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c030","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Noi intendiamo invece realizzare un efficace bicameralismo differenziato, attraverso un Senato che sia luogo di effettiva rappresentanza delle autonomie territoriali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo Senato per Regioni e autonomie\", p. 15"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Senato delle autonomie non è stato istituito: la Costituzione non è stata modificata sul bicameralismo. Il testo unificato A.C. 553 e abbinate (la cosiddetta «bozza Violante»), di iniziativa parlamentare, prevedeva un «Senato federale della Repubblica» con senatori eletti dai Consigli regionali e dai Consigli delle autonomie locali. La commissione Affari costituzionali della Camera gli ha dato il via libera per l'Aula il 17 ottobre 2007; l'Aula ne ha iniziato l'esame il 22 ottobre 2007 ma, fino al 13 novembre 2007, è arrivata solo agli articoli 2 e 3, senza approvarlo. La legislatura è finita in anticipo: il governo ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008 e le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma della Costituzione e della legge elettorale.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier della Camera (XVI legislatura) sull'attività di riforma costituzionale: nella XV legislatura la commissione Affari costituzionali conferì il mandato ai relatori sul testo unificato A.C. 553 e abb. il 17 ottobre 2007; l'Aula ne iniziò l'esame il 22 ottobre e arrivò agli articoli 2 e 3 (13 novembre 2007). Il testo prevedeva un Senato federale eletto in secondo grado. Testo a fronte del «Senato federale» nel dossier del Servizio studi del Senato (maggio 2013): https://www.camera.it/temiap/temi17/2013_05_dossier_senato_TAF_rif_cost.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c031","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il numero dei senatori sarà ridotto a 150.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo Senato per Regioni e autonomie\", p. 15"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi non ha presentato alcuna riforma che riducesse il Senato a 150 membri. Il ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, audito dalla commissione Affari costituzionali della Camera, indicò come preferibili 450 deputati e 225 senatori; la dichiarazione sulle riforme istituzionali deliberata dal Consiglio dei ministri il 28 settembre 2007 indicò 450 deputati e 200 senatori. Il testo unificato di iniziativa parlamentare approvato dalla commissione (A.C. 553 e abbinate-A, la cosiddetta bozza Violante) prevedeva 512 deputati e un Senato federale di 186 membri eletti in secondo grado. L'Aula della Camera ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 (13 novembre 2007). La legislatura si è chiusa in anticipo senza modifiche alla Costituzione sul Parlamento, come nella scheda corrispondente di «Il conto» sulla riforma costituzionale.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0234b.htm","descrizione":"Dossier della Camera per l'Assemblea sul testo unificato A.C. 553 e abbinate-A (XV legislatura): il Senato federale è composto da 186 senatori (180 eletti nel territorio nazionale, 6 nella circoscrizione Estero) e i deputati sono ridotti a 512; il dossier riporta anche le cifre indicate dal ministro in audizione (450 deputati e 225 senatori) e dal Consiglio dei ministri del 28 settembre 2007 (450 deputati e 200 senatori). Per il mandato ai relatori (17 ottobre 2007) e l'esame in Aula (22 ottobre-13 novembre 2007): https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c033","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una migliore definizione delle materie di esclusiva competenza statale, che ricomprenda la disciplina dei rapporti di lavoro, la tutela e la sicurezza del lavoro","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 15"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nella XV legislatura non è stata approvata alcuna legge costituzionale sul riparto delle competenze tra Stato e Regioni: l'unica entrata in vigore è la legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1, sulla pena di morte. Le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato svolsero tra ottobre 2006 e febbraio 2007 un'indagine conoscitiva sul Titolo V. Il testo unificato sulla riforma della seconda parte della Costituzione (A.C. 553 e abbinate) rinviò però a un momento successivo l'esame delle modifiche al riparto di competenze. Con lo scioglimento anticipato delle Camere l'articolo 117 è rimasto invariato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sull'attività della XV legislatura: unica legge costituzionale approvata quella sulla pena di morte; indagine conoscitiva sul Titolo V (ottobre 2006-febbraio 2007); riforma del riparto di competenze rinviata e non approvata."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c034","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione di una clausola generale che consenta al Parlamento di intervenire con legge per tutelare l'interesse della Repubblica anche in materie di competenza regionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel corso del mandato non è stata approvata alcuna modifica della Costituzione che introducesse una clausola di interesse nazionale per le leggi statali nelle materie regionali, e non risulta un disegno di legge costituzionale del governo su questo punto. Il testo di riforma della Parte seconda della Costituzione approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera il 17 ottobre 2007 (A.C. 553 e abbinate-A, di iniziativa parlamentare) non conteneva la clausola: modificava la composizione e le funzioni del Parlamento e la forma di governo, senza toccare l'articolo 117. L'Aula ne iniziò l'esame il 22 ottobre 2007 e si fermò agli articoli 2 e 3 il 13 novembre 2007; la legislatura si è poi chiusa in anticipo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'attività della commissione Affari costituzionali nella XV legislatura: il 17 ottobre 2007 la commissione conferisce il mandato ai relatori sul testo unificato A.C. 553 e abb.-A; l'Aula ne discute dal 22 ottobre al 13 novembre 2007 fermandosi agli articoli 2 e 3. Per il testo degli articoli (nessuna modifica dell'art. 117): https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AC0234b.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c036","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'adozione delle leggi di individuazione dei principi fondamentali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha presentato al Senato il disegno di legge delega A.S. 1464, detto «Codice delle autonomie», che tra le deleghe prevedeva l'individuazione dei principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente che incidono su funzioni, organizzazione e servizi degli enti locali. La commissione Affari costituzionali del Senato ne ha iniziato l'esame senza concluderlo e il testo non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Secondo il Servizio studi della Camera, i progetti di legge per l'attuazione del Titolo V presentati nella legislatura non sono giunti ad approvazione. Non risultano leggi del mandato dedicate a individuare i principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/temi/temi_intro/tema_29.htm","descrizione":"Servizio studi della Camera, rapporto di fine XV legislatura, area «Regioni e autonomie locali»: il disegno di legge A.S. 1464 (Codice delle autonomie), con la delega sui principi fondamentali nelle materie concorrenti, è rimasto in esame referente al Senato senza essere concluso"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c037","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la definizione dei livelli delle prestazioni per l'omogenea garanzia dei diritti sociali e civili su tutto il territorio nazionale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risulta adottato alcun atto che abbia determinato in via generale i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117, secondo comma, lett. m, della Costituzione). Per la sola sanità il governo ha firmato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 2008, che ridefiniva i livelli essenziali di assistenza, ma il decreto non è mai entrato in vigore: il governo successivo lo ha revocato nel luglio 2008 per mancanza di copertura finanziaria. Il disegno di legge delega sul federalismo fiscale del governo, presentato alla Camera il 29 settembre 2007 (A.C. 3100), è stato assegnato alla commissione il 5 novembre 2007 ma il suo esame non è mai iniziato prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008. La legge delega sul federalismo fiscale, che rinvia ai decreti attuativi la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, è arrivata solo con la legge 5 maggio 2009, n. 42, sotto il governo successivo.","prova":{"url":"https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?artid=12721","descrizione":"Commento alla legge delega sul federalismo fiscale (E. Jorio, federalismi.it, 22 aprile 2009): ricorda il disegno di legge delega del governo Prodi del 3 agosto 2007 come precedente non approdato a legge e indica che la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni dipende dai decreti delegati della legge 42/2009. Per l'A.C. 3100 (presentato il 29 settembre 2007, esame non iniziato): elenco del Senato dei disegni di legge del governo Prodi II. Sul DPCM 23 aprile 2008 (livelli essenziali di assistenza), revocato nel luglio 2008: Fondazione GIMBE, gimbe.org"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c052","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attribuire alle Regioni e agli enti locali tributi propri e quote di partecipazione al gettito dei tributi erariali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296), «in attesa del riassetto organico» del finanziamento degli enti locali secondo il federalismo fiscale, ha attribuito ai comuni una compartecipazione dello 0,69 per cento al gettito dell'IRPEF dal 2007 (0,75 per cento dal 2009), con una pari riduzione dei trasferimenti statali (art. 1, commi 189-192). La stessa legge ha consentito ai comuni di istituire un'imposta di scopo per finanziare in parte opere pubbliche (commi 145-151). Alle Regioni non sono stati attribuiti nuovi tributi né nuove compartecipazioni. Il disegno di legge delega per attuare l'articolo 119 della Costituzione, approvato dal Consiglio dei ministri il 3 agosto 2007, non è diventato legge prima della fine anticipata della legislatura; la legge delega sul federalismo fiscale è la n. 42 del 5 maggio 2009, del governo successivo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (testo sul sito del Parlamento), art. 1: commi 145-151 (imposta di scopo dei comuni) e commi 189-192 (compartecipazione dei comuni al gettito IRPEF, 0,69% dal 2007 e 0,75% dal 2009, «in attesa del riassetto organico» del federalismo fiscale)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c058","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'obbligo di conferire le attività patrimoniali a un blind trust.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il conflitto d'interessi\", p. 19"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta approvata alcuna legge che obblighi i titolari di cariche di governo a conferire le proprie attività patrimoniali a un blind trust. La proposta di legge A.C. 1318 (Franceschini e altri, di iniziativa parlamentare) prevedeva il blind trust solo in due casi: partecipazioni rilevanti in settori sensibili e concentrazione di interessi patrimoniali oltre 10 milioni di euro nello stesso settore. L'esame in commissione Affari costituzionali iniziò il 13 settembre 2006 e si chiuse con il mandato al relatore l'11 maggio 2007. L'Assemblea aprì la discussione generale il 15 maggio 2007 e dall'11 luglio 2007 passò all'esame degli articoli, senza concluderlo prima dello scioglimento anticipato delle Camere. È rimasta in vigore la legge 215/2004. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/ac0864.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul conflitto di interessi (XVI legislatura, A.C. 442 e abb.): ricostruisce l'iter dell'A.C. 1318 nella XV legislatura (esame in commissione dal 13 settembre 2006, mandato al relatore l'11 maggio 2007, discussione in Assemblea dal 15 maggio 2007, esame degli articoli dall'11 luglio 2007) e mostra che non fu approvato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c059","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L'incompatibilità deve essere totale per i membri del governo nazionale, di quelli regionali e delle città con più di 100 mila abitanti.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il conflitto d'interessi\", p. 19"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano reso totale l'incompatibilità per i membri del governo, delle giunte regionali e delle città con più di 100 mila abitanti. La proposta di legge sul conflitto di interessi A.C. 1318 (Franceschini ed altri, di iniziativa parlamentare) è stata esaminata dalla commissione Affari costituzionali della Camera dal 13 settembre 2006. L'11 maggio 2007 la commissione ha dato mandato al relatore di riferire all'Assemblea su un testo che prevedeva incompatibilità generali per le cariche di governo. L'Assemblea ha avviato la discussione il 15 maggio 2007 e l'11 luglio 2007 è passata all'esame degli articoli, che non è proseguito prima dello scioglimento anticipato delle Camere; è rimasta in vigore la legge 215/2004. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/ac0864.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul conflitto di interessi (XVI legislatura): ricostruisce l'iter dell'A.C. 1318 nella XV legislatura (esame in commissione dal 13 settembre 2006, mandato al relatore l'11 maggio 2007, discussione in Assemblea dal 15 maggio 2007, esame degli articoli dall'11 luglio 2007, non proseguito), definisce la proposta «non approvata» e tratta la legge 215/2004 come disciplina vigente"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c062","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"La proposta dell'Unione prevede inoltre l'istituzione di una apposita Autorità garante con il compito di individuare le attività [...] suscettibili di generare un conflitto di interessi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il conflitto d'interessi\", p. 20"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'Autorità garante non è stata istituita. La proposta di legge A.C. 1318 (Franceschini ed altri, di iniziativa parlamentare), intesa a sostituire la legge 215/2004, è stata esaminata dalla commissione Affari costituzionali della Camera dal 13 settembre 2006; l'11 maggio 2007 la commissione ha dato mandato al relatore su un testo modificato che istituiva un'autorità indipendente con compiti di prevenzione dei conflitti di interessi. L'Assemblea ha avviato la discussione generale il 15 maggio 2007 e l'11 luglio 2007 è passata all'esame degli articoli, che non è proseguito prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 215/2004 è rimasta in vigore. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul conflitto di interessi.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/ac0864.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul conflitto di interessi (XVI legislatura): ricostruisce l'iter dell'A.C. 1318 nella XV legislatura (commissione dal 13/9/2006, mandato al relatore l'11/5/2007, discussione in Assemblea dal 15/5/2007, esame degli articoli dall'11/7/2007 non proseguito) e indica che il testo della commissione istituiva un'autorità indipendente per la prevenzione dei conflitti di interessi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c067","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Circa il modello organizzativo, proponiamo l'adozione di una legge generale sulle Authorities","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha proposto una disciplina generale delle autorità indipendenti con il disegno di legge S. 1366 «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti», presentato al Senato il 5 marzo 2007. Il testo è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Non risulta quindi alcuna legge generale sulle autorità indipendenti adottata nel mandato del governo (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__S.html","descrizione":"Senato, elenco dei disegni di legge presentati dal Governo Prodi-II nel 2007: S. 1366, presentato il 5 marzo 2007, «in corso di esame in commissione»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c068","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Prevediamo infatti l'istituzione di un'apposita commissione bicamerale per i rapporti con le Authorities","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha proposto la commissione, ma non è stata istituita. Il disegno di legge sulle Autorità indipendenti, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio 2007 (S. 1366, presentato al Senato il 5 marzo 2007), prevedeva all'art. 21 una Commissione parlamentare per le politiche della concorrenza e i rapporti con le Autorità indipendenti, di 20 senatori e 20 deputati, con parere vincolante sulle nomine. Il testo non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere del febbraio 2008 e non è diventato legge. Non risultano atti del governo che abbiano istituito la commissione nel suo mandato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__S.html","descrizione":"Senato, elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II nel 2007: S. 1366 «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti preposte ai medesimi», presentato il 5 marzo 2007, «in corso di esame in commissione». Il testo del disegno di legge (art. 21) prevedeva la Commissione parlamentare per le politiche della concorrenza e i rapporti con le Autorità indipendenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c070","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riduzione del 50% dell'organico degli uffici di diretta collaborazione delle amministrazioni centrali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano dimezzato l'organico degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri. Il decreto-legge 181/2006 (art. 1, commi 24-quater e 25-quater, inseriti dalla legge di conversione 233/2006) ha fatto rientrare il personale dei viceministri nel contingente complessivo degli uffici di diretta collaborazione di ciascun ministro, con una riduzione corrispondente delle risorse, e ha stabilito che la spesa per questi uffici non superi quella dell'assetto precedente: un tetto di spesa, non un taglio del 50%. Il decreto-legge 223/2006 (art. 31, comma 2) ha limitato al 10% del contingente degli uffici di diretta collaborazione il personale addetto al controllo strategico. La legge 244/2007 (art. 2, commi 632-633) ha vietato gli uffici di diretta collaborazione nelle amministrazioni i cui vertici non sono espressione di rappresentanza politica, facendo decadere quelli esistenti alla scadenza dell'incarico: la norma non riguarda i ministeri. Nessuna di queste norme fissa una riduzione del 50% degli organici.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-05-18;181~art1!vig=2006-08-01","descrizione":"Decreto-legge 181/2006, art. 1, nel testo in vigore dal 18 luglio 2006 (Normattiva): commi 24-quater e 25-quater, che inseriscono il personale dei viceministri nel contingente di ciascun ministro e fissano come limite la spesa dell'assetto precedente, senza alcuna riduzione del 50% degli organici"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c071","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"effettiva distinzione tra funzioni politiche e funzioni amministrative [...] l'impossibilità per il personale “chiamato” dal Ministro su base fiduciaria di essere posto a dirigere uffici amministrativi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva di impedire che il personale chiamato dal ministro su base fiduciaria fosse posto a dirigere uffici amministrativi. Il 16 maggio 2007, rispondendo a un'interrogazione nella commissione Affari costituzionali del Senato, il governo ha dichiarato solo l'intenzione di proporre un'organica riforma della dirigenza pubblica per rafforzare la separazione tra politica e amministrazione. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto quel divieto, né una riforma della dirigenza presentata alle Camere prima della fine del mandato. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche riguardava la responsabilità e il trattamento accessorio dei dirigenti, non questo divieto. Il decreto-legge n. 262 del 2006, richiamato nella stessa seduta, ha fatto cessare gli incarichi dei dirigenti non appartenenti ai ruoli dell'amministrazione che li impiegava, ma è una misura diversa dal divieto promesso.","prova":{"url":"https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=15&id=263584","descrizione":"Senato, 1ª Commissione permanente, resoconto sommario n. 112 del 16 maggio 2007: il sottosegretario Scanu, rispondendo all'interrogazione 3-00540, annuncia che il governo intende proporre una organica riforma della dirigenza pubblica per rafforzare la separazione tra politica e amministrazione, e precisa la portata del decreto-legge 262/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c074","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"affermazione piena del principio di trasparenza, attraverso la pubblicazione on line dei curricula dei dirigenti, degli stipendi superiori a 200.000 euro l'anno","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23"},"esito":"in parte","motivazione":"Le leggi finanziarie del governo hanno introdotto l'obbligo di pubblicare sul web i compensi pagati con denaro pubblico. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1) ha posto come tetto il trattamento del primo presidente della Corte di cassazione per dirigenti con incarico esterno, consulenti e amministratori delle società partecipate dallo Stato, e ha vietato di dare attuazione ai relativi atti di spesa senza prima pubblicare sul sito il nome del destinatario e l'importo (comma 593). Lo stesso articolo ha imposto di pubblicare incarichi e compensi degli amministratori delle società partecipate dagli enti pubblici (comma 735). La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3) ha esteso tetto e pubblicazione nominativa dei compensi a chiunque sia pagato da amministrazioni statali, enti pubblici e società pubbliche non quotate, dirigenti compresi (comma 44). Ha inoltre reso efficaci i contratti di consulenza solo dalla pubblicazione di nominativo, oggetto e compenso (comma 18). Non è stato invece introdotto l'obbligo di pubblicare on line i curricula dei dirigenti. Il disegno di legge del governo «Misure per la promozione della trasparenza» (A.C. 3254), presentato il 15 novembre 2007, estendeva la pubblicità sui siti al trattamento economico dei dirigenti senza menzionare i curricula, e non è stato esaminato dalla commissione competente prima della fine della legislatura.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244@originale~art3","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, testo originario: comma 18 (efficacia dei contratti di consulenza dalla pubblicazione sul sito) e comma 44 (tetto ai compensi e pubblicazione nominativa sul sito di destinatari e importi). Per il comma 593 e il comma 735 della legge 296/2006: testo della legge sul sito della Camera. Per l'A.C. 3254: scheda dei lavori preparatori della Camera."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c079","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Interverremo anche sulle indennità dei parlamentari e delle altre autorità o cariche pubbliche [...] con misure di riduzione e con tetti non valicabili.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 24"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha introdotto tetti ai compensi di molte cariche pubbliche. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha fissato a 500.000 euro annui, più una parte variabile fino al 50 per cento, il compenso degli amministratori con particolari cariche nelle società non quotate partecipate dal Ministero dell'economia (art. 1, comma 466). Ha stabilito che amministratori, consulenti e titolari di incarichi pagati da Stato, enti pubblici e società pubbliche non quotate non superino la retribuzione del primo presidente della Corte di cassazione (comma 593), e ha limitato i compensi nelle società degli enti locali (commi 725-728). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008) ha esteso lo stesso tetto a chiunque sia pagato dalle pubbliche finanze, comprese le società pubbliche non quotate e le loro controllate (art. 3, comma 44). Per i parlamentari non risulta una riduzione dell'indennità: la legge 244/2007 (art. 1, comma 375) ha solo escluso per cinque anni, nel calcolo dell'indennità, l'adeguamento automatico previsto dalla legge 448/1998, cioè ne ha bloccato gli aumenti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Testo della legge 244/2007: l'art. 3, comma 44, fissa il tetto al trattamento economico di chi è pagato dalle pubbliche finanze (non oltre il primo presidente della Corte di cassazione); l'art. 1, comma 375, esclude per cinque anni, nel calcolo dell'indennità parlamentare (legge 1261/1965), l'adeguamento retributivo dell'art. 24 della legge 448/1998"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c083","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ridurre i costi della macchina amministrativa rispetto al PIL.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma non dice quali costi intenda ridurre. La scheda prende come misura la spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, cioè la somma dei redditi da lavoro dipendente e dei consumi intermedi del conto consolidato Istat. Secondo i conti Istat pubblicati nel 2009, questa spesa è stata di 235,1 miliardi di euro nel 2005, 240,9 nel 2006, 244,9 nel 2007 e 256,6 nel 2008. In rapporto al PIL è scesa dal 16,4 per cento del 2005 al 16,2 del 2006 e al 15,9 del 2007, primo anno intero del governo, per poi risalire al 16,3 nel 2008. Nel 2008, anno diviso con il governo successivo, i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti del 4,3 per cento per i rinnovi contrattuali, a fronte di un PIL nominale cresciuto dell'1,8 per cento: la riduzione ottenuta nel 2007 si è in gran parte annullata.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/conti-delle-amministrazioni-pubbliche-per-sottosettore-anni-1980-2008/","descrizione":"Istat, «Conti delle amministrazioni pubbliche per sottosettore, anni 1980-2008» (Tavole27.zip, Tavola 1, conto consolidato delle amministrazioni pubbliche): redditi da lavoro dipendente e consumi intermedi 2005-2008. Il PIL (1.429.479, 1.485.377, 1.544.915 e 1.572.243 milioni) è quello della notifica Istat del 22 aprile 2009, prospetto 1 (https://www.istat.it/it/files//2011/10/testointegrale20090422.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c092","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'attivazione di una task force di giovani funzionari sulle azioni del piano per l'amministrazione [...] 1000 giovani laureati","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 30"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che istituiscano una task force di 1.000 giovani laureati selezionati dall'esterno. Le norme sul personale pubblico della legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) riguardano il turn-over, la stabilizzazione dei precari (comma 519) e il riordino della formazione: il comma 580 istituisce l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche e sopprime dal 31 marzo 2007 la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Non prevedono un reclutamento mirato di giovani laureati né una task force sul piano per l'amministrazione. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) contiene una misura di questo tipo, e non ne risultano nella legge finanziaria 2008.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo originario della legge 296/2006: le norme sul personale delle amministrazioni (commi 513-529) trattano turn-over e stabilizzazioni, il comma 580 la nuova Agenzia per la formazione; nessuna misura per reclutare una task force di giovani laureati"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c093","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'impegno a rendere, entro la metà della legislatura, ogni singolo servizio erogato dall'amministrazione nazionale valutabile dal suo diretto utente","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 30"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma fissava il traguardo «entro la metà della legislatura»: per una legislatura di cinque anni iniziata il 28 aprile 2006, l'autunno del 2008. Il governo Prodi II è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008, prima della scadenza indicata, quindi il traguardo non si può giudicare sul suo operato. Nel mandato l'atto più vicino è la direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 19 dicembre 2006, «Una pubblica amministrazione di qualità» (G.U. n. 226 del 28 settembre 2007). La direttiva indica le indagini sulla soddisfazione degli utenti tra gli strumenti di miglioramento e annuncia un piano d'azione triennale del Dipartimento della funzione pubblica, ma non rende obbligatoria la valutazione di ogni servizio da parte degli utenti.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2007-09-28&atto.codiceRedazionale=07A08309&elenco30giorni=false","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 226 del 28/9/2007: direttiva del Dipartimento della funzione pubblica 19 dicembre 2006 «Una pubblica amministrazione di qualità»; indica le indagini di soddisfazione tra gli strumenti e un piano d'azione triennale, senza obbligo di valutazione di ogni servizio"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c100","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un intervento normativo che riprenda la riforma della struttura del bilancio dello stato e delle regole di contabilità pubblica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi non presentò un disegno di legge per riformare le regole di contabilità pubblica (legge 468/1978): non ne compare alcuno nell'elenco ufficiale dei disegni di legge del governo. Rifece però la struttura del bilancio dello Stato a partire dal 2008, in via amministrativa: secondo la circolare della Ragioneria generale del 5 giugno 2007, il progetto di bilancio 2008 era organizzato in 34 missioni e 169 programmi, costruiti a legislazione vigente. La legge finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 3, commi 67-71) richiama la «nuova struttura del bilancio per missioni e per programmi» e lega a missioni e programmi l'analisi della spesa e le relazioni annuali dei ministri. Restarono invece fuori le regole di contabilità: il DPEF 2008-2011 indicava come passi successivi una nuova unità di gestione al posto del capitolo e una contabilità economico-patrimoniale, che non risultano adottati entro maggio 2008. La nuova legge di contabilità è la l. 196/2009, successiva al governo valutato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244~art3","descrizione":"Legge 244/2007, art. 3, commi 67-71 su Normattiva: prosecuzione dell'analisi della spesa «con riferimento alle missioni e ai programmi in cui si articola il bilancio dello Stato» e richiamo alla «ristrutturazione del bilancio dello Stato per missioni e programmi»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1001","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una politica nazionale - sul modello del progetto comunitario Marco Polo - che preveda premi all’avvio di nuovi servizi di trasporto intermodali e marittimi","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha reso operativo l'incentivo per le autostrade del mare (ecobonus), previsto da una legge del 2002 e regolato dal d.P.R. 11 aprile 2006, n. 205, adottato dal governo precedente. Il decreto del Ministro dei trasporti del 31 gennaio 2007, integrato il 26 marzo 2007, ha individuato le rotte ammesse: il contributo può arrivare al 20 per cento delle tariffe sulle linee esistenti e al 30 per cento sulle nuove rotte. Il d.P.R. 9 novembre 2007, n. 252 ha poi ridefinito le imprese beneficiarie. Il premio più alto per le nuove rotte va però alle imprese di autotrasporto che imbarcano i loro mezzi, non a chi avvia il nuovo servizio marittimo, come invece nel programma europeo Marco Polo.","prova":{"url":"https://www.ramspa.it/sites/default/files/allegati/decreto_35_31-01-2007.pdf","descrizione":"Testo del decreto del Ministro dei trasporti del 31 gennaio 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 2007): individua le tratte marittime incentivabili, con contributo alle imprese di autotrasporto fino al 20 per cento delle tariffe sulle tratte esistenti e fino al 30 per cento sulle nuove rotte"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1004","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la progressiva velocizzazione della Battipaglia-Reggio Calabria, della Battipaglia-Potenza e della Palermo-Catania-Messina","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma non fissa un tempo di percorrenza da raggiungere né un termine. Nel mandato il CIPE ha dato parere favorevole (delibera 63 del 20 luglio 2007) al contratto di programma 2007-2011 tra Ministero delle infrastrutture e RFI, firmato il 31 ottobre 2007, ma la delibera riporta solo le classi di investimento e i totali, e le tabelle del contratto con i singoli interventi non sono pubblicate. Non risultano inoltre dati pubblici sui tempi di percorrenza delle linee Battipaglia-Reggio Calabria, Battipaglia-Potenza e Palermo-Catania-Messina nel 2006 e nel 2008, necessari per dire se vi sia stata una velocizzazione.","prova":{"url":"https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/63-20-luglio-2007/","descrizione":"Archivio delibere CIPE: delibera n. 63 del 20 luglio 2007, parere sul contratto di programma 2007-2011 RFI (parte investimenti), con le sole classi di investimento e i totali; la firma del contratto il 31 ottobre 2007 è riportata nelle premesse del testo unificato pubblicato dalla Camera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1005","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari non è stato approvato né avviato nella realizzazione durante il governo Prodi II. Secondo la scheda della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, nel 2007 Rete Ferroviaria Italiana ha avviato la progettazione preliminare della variante Napoli-Cancello e della tratta Cancello-Frasso Telesino, conclusa nel 2009; quella delle tratte appenniniche verso la Puglia, come Apice-Orsara, è iniziata nel 2009. Il primo progetto preliminare dell'itinerario, la variante Napoli-Cancello, è stato approvato dal CIPE con la delibera n. 2 del 18 febbraio 2013. Non risultano atti del governo Prodi II che approvino il tracciato.","prova":{"url":"https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Scheda/1675","descrizione":"Scheda dell'itinerario Napoli-Bari: date della progettazione preliminare dei singoli lotti (Napoli-Cancello e Cancello-Frasso Telesino dal 2007 al 2009, tratte appenniniche dal 2009), delibere e finanziamenti successivi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1007","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'istituzione di un Fondo nazionale che, compatibilmente con le normative comunitarie, cofinanzi lo start-up di voli fra le città del Mezzogiorno e il Nord Europa","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un fondo nazionale per cofinanziare l'avvio di collegamenti aerei tra il Mezzogiorno e il Nord Europa. Il disegno di legge del governo per la riforma del trasporto aereo (S. 1268, presentato il 25 gennaio 2007 e rimasto all'esame della commissione) prevedeva soltanto, tra i criteri di delega, il coordinamento degli incentivi statali e regionali alla mobilità, compresi gli aiuti all'avvio di nuove rotte, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono un fondo di questo tipo: la seconda finanzia solo interventi per la continuità territoriale di Reggio Calabria e dell'Isola d'Elba e per il trasporto aereo delle merci in Sicilia (L. 244/2007, art. 1, comma 236).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00251435.pdf","descrizione":"Senato, ddl S. 1268 (XV leg.) del governo, 25/1/2007, «Delega al Governo per la riforma del trasporto aereo nazionale»: criterio m) sul coordinamento degli incentivi (la relazione cita gli aiuti allo start-up) e art. 3 senza nuovi oneri; nessun fondo nazionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1013","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un intervento immediato, tanto sul fronte dei mezzi quanto dell’organizzazione della giustizia al Sud che ne incrementi l’efficienza [...] e ne riduca i tempi","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 216"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva un intervento «immediato» su mezzi e organizzazione della giustizia nel Mezzogiorno, per aumentarne l'efficienza «in modo progressivo ma monitorabile rispetto ad obiettivi prefissati» e ridurne i tempi. Non risultano atti adottati dal governo Prodi destinati agli uffici giudiziari del Sud, né obiettivi fissati per quell'area. I provvedimenti approvati nel periodo sono nazionali: la finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 3, comma 128) autorizzò il Ministero della giustizia a coprire i posti vacanti negli uffici giudiziari, per gli anni 2008-2010, con la mobilità e il comando di personale di altre amministrazioni. Il disegno di legge del governo A.C. 3242 (13 novembre 2007), che prevedeva nuovi incentivi per coprire le sedi giudiziarie disagiate, con carenze indicate nella relazione soprattutto in Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia, fu assegnato alla commissione Giustizia della Camera il 20 dicembre 2007 e non fu esaminato prima della fine della legislatura. Non risultano dati ufficiali che permettano di confrontare i tempi dei processi negli uffici del Sud tra il 2006 e il 2008.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=3242","descrizione":"Scheda della Camera sull'A.C. 3242 (governo, 13 novembre 2007), con disposizioni per il potenziamento degli uffici giudiziari e la copertura delle sedi disagiate: assegnato alla II commissione il 20 dicembre 2007, senza esame; il testo (stampato 15PDL0036390) cita le carenze di organico in Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1018","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attraverso una decontribuzione più intensa per i lavoratori a salario più basso – per favorire lo sviluppo dell’occupazione al Sud","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 217"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha orientato al Sud una parte maggiore degli sgravi sul costo del lavoro, ma non con lo strumento promesso. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 266) ha reso deducibili dalla base imponibile Irap i contributi dei dipendenti a tempo indeterminato e un importo per ciascuno di essi: 5.000 euro l'anno, fino a 10.000 nelle otto regioni del Mezzogiorno. La finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 539) ha poi introdotto per il 2008-2010 un credito d'imposta di 333 euro al mese per ogni nuovo lavoratore a tempo indeterminato assunto nelle aree ammesse delle stesse regioni. Sono importi uguali per ogni lavoratore, non una decontribuzione più intensa per i salari più bassi. Lo sgravio contributivo previsto dalla legge 247/2007 riguarda invece i premi della contrattazione di secondo livello in tutta Italia.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, comma 266: nuove deduzioni Irap per i dipendenti a tempo indeterminato (contributi previdenziali e assistenziali; 5.000 euro, fino a 10.000 in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Il credito d'imposta per la nuova occupazione al Sud è nell'art. 2, comma 539, della legge 244/2007 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c102","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"approvare il “budget di ministero” [...] riducendo le unità di voto sulle spese di funzionamento","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il bilancio dello Stato per il 2008 è stato presentato e approvato (legge 24 dicembre 2007, n. 245) con una nuova struttura: per ogni ministero uno stato di previsione articolato in missioni e programmi. Le unità votate dal Parlamento sono diventate i macroaggregati di ciascun programma, uno dei quali raccoglie le spese di funzionamento. Secondo la nota del Ministero dell'economia di novembre 2007, nel disegno di legge di bilancio per il 2008 le unità di voto della spesa sono scese da 1.492 a 630 rispetto al bilancio 2007 (da 1.656 a 690 contando anche l'entrata). Il cambiamento è stato introdotto nel quadro delle leggi vigenti e non ha toccato il potere del Parlamento sulle leggi di settore.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Bilancio_di_previsione/Missioni_e_programmi_delle_ACdS/LaPrecedentestrutturadelbilancio468/La-nuova-struttura-del-bilancio-dello-Stato.pdf","descrizione":"Nota del Servizio studi dipartimentale del Ministero dell'economia, «La nuova struttura del bilancio dello Stato» (novembre 2007): i macroaggregati di ciascun programma (funzionamento, interventi, investimenti e altri) sono le unità di voto parlamentare; la tabella di riepilogo riporta le unità previsionali di base per ministero, 1.656 nel 2007 e 690 nel disegno di bilancio 2008, di cui 164 e 60 per l'entrata"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1022","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"si tradurranno in una dotazione di servizi sociali, a cominciare dagli asili-nido, assai maggiore di quella attuale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 217"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma prometteva per le donne del Mezzogiorno una dotazione di servizi sociali, a cominciare dagli asili nido, «assai maggiore» di quella esistente, senza indicare una data. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1259-1260) ha autorizzato 100 milioni di euro l'anno per il 2007-2009 per un piano straordinario di servizi socio-educativi per la prima infanzia, con l'obiettivo del 33 per cento di copertura entro il 2010 e la riduzione degli squilibri tra le aree del Paese. Il riparto è stato definito con l'intesa in Conferenza unificata del 26 settembre 2007. Mancano dati regionali omogenei per confrontare l'offerta nel Mezzogiorno prima del governo e al maggio 2008: il primo monitoraggio ufficiale, al 31 dicembre 2008, segnala per il Sud tassi di accoglienza tra 12,7 (Abruzzo) e 6,2 posti ogni 100 bambini (Calabria) e dati non disponibili per Campania, Sicilia e Sardegna.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1 commi 1259-1260: 100 milioni l'anno per il 2007-2009 per il piano straordinario dei servizi socio-educativi, obiettivo 33% e riduzione degli squilibri territoriali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1030","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Alle aree urbane del Mezzogiorno sarà dedicato un Fondo per la riqualificazione e il recupero","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le porte del nuovo Mezzogiorno: le aree urbane\", p. 219"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 340-343) ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un Fondo, con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per favorire lo sviluppo economico e sociale, anche con interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati delle città del Mezzogiorno identificati come zone franche urbane, cofinanziando programmi regionali. Un anno dopo la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 561-563) ha esteso le zone franche urbane a tutto il territorio nazionale, senza più il riferimento al Mezzogiorno, e ha destinato il Fondo soprattutto a esenzioni fiscali e contributive per le piccole imprese che vi avviano un'attività. Nel mandato il CIPE ha fissato solo i criteri per individuare le zone (delibera 30 gennaio 2008, n. 5); le zone sono state scelte nel 2009, con il governo successivo. Il Fondo dedicato è stato quindi istituito, ma con risorse limitate, senza restare riservato al Sud e senza diventare operativo entro il maggio 2008.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 340-343 (Fondo per le zone franche urbane nelle città del Mezzogiorno); modifiche della legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 561-563, su https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1047","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Verranno abbandonate le ipotesi, del tutto fuorvianti, di creazione di una Banca del Sud","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 222"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di abbandonare l'ipotesi di una Banca del Sud, inserita come «Banca del Mezzogiorno» nella finanziaria per il 2006 (legge 266/2005, art. 1, commi 376-378). Nel mandato del governo Prodi la banca non fu costituita e non risultano atti del governo che ne portassero avanti il progetto, anche se le norme del 2005 non furono abrogate. Il progetto fu ripreso solo dal governo successivo, che con il decreto-legge 112/2008 (art. 6-ter) costituì di nuovo la società e previde la nomina del comitato promotore.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-06-25;112~art6ter!vig=2008-08-22","descrizione":"Decreto-legge 112/2008, art. 6-ter (inserito dalla legge di conversione 133/2008) su Normattiva: «è costituita la società per azioni Banca del Mezzogiorno» e un decreto del ministro dell'Economia nomina il comitato promotore; la banca del 2005 non era quindi stata avviata"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1049","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"si realizzerà una cospicua riduzione, semplificazione e focalizzazione degli strumenti di incentivazione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 222"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha adottato alcune misure nella direzione promessa, senza che sia dimostrabile una riduzione consistente degli strumenti. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo (comma 841), in cui sono confluite le risorse di due fondi soppressi, e, «in attesa della riforma delle misure a favore dell'innovazione industriale», il Fondo per la finanza d'impresa (comma 847), che ha assorbito altri due fondi soppressi e le risorse di due ulteriori strumenti; ha poi previsto una sede di concertazione con le Regioni che si pronuncia anche sul riordino del sistema degli incentivi (comma 846). I commi 271-279 hanno introdotto per il Mezzogiorno un credito d'imposta automatico sugli investimenti, senza l'autorizzazione preventiva richiesta dalla disciplina precedente. Non risulta un conteggio pubblico degli strumenti di incentivazione che permetta di misurare la riduzione promessa.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 841 (Fondo per la competitività e lo sviluppo, con soppressione di due fondi), 846 (sede di concertazione con le Regioni anche sul riordino degli incentivi), 847 (Fondo per la finanza d'impresa, con soppressione di altri due fondi) e 271-279 (credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno), testo sul sito del Parlamento"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c105","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"predisposizione, entro il primo anno di vita del governo, di uno strumento quadro [...] di un contratto di servizio con i cittadini","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva, entro il primo anno di governo (cioè entro il 17 maggio 2007), uno strumento quadro per definire in ogni amministrazione un contratto di servizio con i cittadini, le imprese e le associazioni, con strumenti di esigibilità e sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Non risultano atti del governo che lo abbiano introdotto. La direttiva del ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 19 dicembre 2006 «Una pubblica amministrazione di qualità» (registrata alla Corte dei conti il 26 febbraio 2007, G.U. n. 226 del 28 settembre 2007) promuove l'autovalutazione e la partecipazione degli utenti, ma cita la Carta dei servizi solo tra gli strumenti disponibili e non prevede contratti di servizio con i cittadini. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007), che prevedeva tra l'altro il risarcimento del danno e una somma a titolo di sanzione per i ritardi nei procedimenti, è stato approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 ma non dal Senato (A.S. 1859) prima dello scioglimento delle Camere. L'unica norma affine approvata è l'art. 2, comma 461, della legge 244/2007 (24 dicembre 2007), che impone una «Carta della qualità dei servizi» nei contratti di servizio dei soli servizi pubblici locali, a carico dei gestori: dopo la scadenza indicata e con un campo più ristretto.","prova":{"url":"https://www.frareg.com/cms/wp-content/uploads/direttiva_19122006.pdf","descrizione":"Testo della direttiva 19 dicembre 2006 (G.U. n. 226 del 28/9/2007): obiettivi di qualità, autovalutazione (CAF) e piano d'azione nazionale; nessun contratto di servizio con i cittadini"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1053","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"debba essere rifinanziato e riqualificato il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), in modo da farne lo strumento unico di programmazione finanziaria","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 223"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di rifinanziare e riqualificare il Fondo per le aree sottoutilizzate come strumento unico della programmazione per la coesione, con risorse certe su un orizzonte decennale. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) lo ha incrementato di 64.379 milioni di euro per il periodo di programmazione 2007-2013, con risorse da iscrivere in bilancio fino al 2015. Il comma 864 ha indicato il Quadro strategico nazionale come sede della programmazione unitaria delle risorse aggiuntive nazionali e comunitarie.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), testo originario, art. 1, commi 863-866: incremento di 64.379 milioni del FAS per il 2007-2013 e Quadro strategico nazionale come sede della programmazione unitaria"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1054","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"con una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato sia destinata al Mezzogiorno","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 223"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato andasse al Mezzogiorno. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) ha dotato il Fondo per le aree sottoutilizzate di 64.379 milioni per il 2007-2013. La delibera Cipe n. 166 del 21 dicembre 2007 ne ha ripartiti 63.273 con il criterio 85% al Mezzogiorno (53.782 milioni) e 15% al Centro-Nord (9.491 milioni). L'obiettivo però non è stato avvicinato. Secondo i Conti pubblici territoriali, la quota del Mezzogiorno sulla spesa in conto capitale del settore pubblico allargato è scesa dal 32,1% del 2006 al 30,5% del 2007 e al 30,1% del 2008.","prova":{"url":"https://politichecoesione.governo.it/media/2217/rapporto-annuale-2011_dps_relazione-sugli-interventi-nelle-aree-sottoutilizzate.pdf","descrizione":"Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, Rapporto annuale 2011, tavola III.5 (Conti pubblici territoriali): quota del Mezzogiorno sulla spesa in conto capitale del settore pubblico allargato pari al 32,1% nel 2006, 30,5% nel 2007 e 30,1% nel 2008, contro l'obiettivo programmatico del 45%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1055","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Coerentemente con i tempi della programmazione comunitaria 2007-2013 sarà immediatamente varato un Documento Strategico Nazionale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il documento strategico per la programmazione 2007-2013 dei fondi di coesione, chiamato Quadro strategico nazionale (QSN), è stato approvato dal CIPE con la delibera 22 dicembre 2006, n. 174, sette mesi dopo l'insediamento del governo, dopo il parere della Conferenza unificata del 21 dicembre 2006. La delibera, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2007, ne dispone l'invio alla Commissione europea e fissa il quadro e le priorità della politica regionale per il periodo, come promesso.","prova":{"url":"https://www.minori.gov.it/sites/default/files/CIPE%2022%20dicembre%202006%2C%20n.%20174.pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2007: deliberazione CIPE 22 dicembre 2006, n. 174, «Quadro strategico nazionale (QSN) 2007-2013»."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1056","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la spesa in conto capitale sarà progressivamente riequilibrata in favore della produzione di beni e servizi collettivi [...] la spesa per i trasferimenti alle imprese","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva di spostare progressivamente la spesa in conto capitale per la coesione dai trasferimenti alle imprese agli investimenti in beni e servizi collettivi, senza un traguardo numerico. Nel Mezzogiorno, secondo i Conti pubblici territoriali pubblicati nel Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, la spesa in conto capitale della pubblica amministrazione si è mossa in questa direzione: nel 2007 gli investimenti sono saliti a 11,9 miliardi di euro (+5,1 per cento) e i trasferimenti di capitale sono scesi a 8,1 miliardi (-9,8 per cento), con la quota degli investimenti passata dal 55,6 al 59,4 per cento; la stima per il 2008 indica il 66,5 per cento. La tendenza era però già in atto dal 2003, e il rapporto la lega alla progressiva riduzione degli incentivi statali. Sul totale nazionale, invece, i conti ISTAT delle amministrazioni pubbliche registrano nel 2007 una crescita dei contributi agli investimenti alle imprese (da 19,9 a 21,7 miliardi, +8,8 per cento) superiore a quella degli investimenti fissi lordi (+3,7 per cento); nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, i contributi sono scesi a 19,4 miliardi.","prova":{"url":"https://politichecoesione.governo.it/media/2229/rapporto-annuale-2008_dps_relazione-sugli-interventi-nelle-aree-sottoutilizzate.pdf","descrizione":"Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (Ministero dello sviluppo economico), paragrafi III.3-III.4, Tavole III.4 e III.5: investimenti e trasferimenti in conto capitale della pubblica amministrazione nel Mezzogiorno, 2001-2008. Dati nazionali: ISTAT, «Conti delle Amministrazioni pubbliche per sottosettore. Anni 1980-2008», Tavola 1 (conto economico consolidato delle AP: investimenti fissi lordi e contributi agli investimenti a imprese), archivio Tavole27.zip (https://www.istat.it/tavole-di-dati/conti-delle-amministrazioni-pubbliche-per-sottosettore-anni-1980-2008/)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1061","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la creazione di un forte centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica [...] presso il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano creato presso il Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione (DPS) un nuovo centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica. Il DPS, passato al ministero dello Sviluppo economico, è stato riorganizzato con il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2007, n. 225. Il regolamento lo conferma competente per programmazione, coordinamento, attuazione e verifica degli interventi per la coesione, lo divide in quattro direzioni generali e vi mantiene il Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, istituito nel 1997. Si tratta di funzioni e strutture già esistenti, riordinate dopo il cambio di ministero, non di un nuovo centro.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2007-11-14;225@originale~art13","descrizione":"Normattiva, DPR 14 novembre 2007, n. 225 (riorganizzazione del Ministero dello sviluppo economico), art. 13 nel testo originario: competenze del DPS, quattro direzioni generali e Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici di cui all'art. 3, comma 5, del decreto legislativo 430/1997"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1063","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"le Agenzie e gli enti di sviluppo saranno razionalizzati e ridotti nel numero","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224"},"esito":"in parte","motivazione":"Per l'agenzia nazionale di sviluppo, Sviluppo Italia, la legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 460-461, ne ha cambiato il nome in «Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa» e ha imposto un piano di riordino e dismissione delle partecipazioni: entro il 30 giugno 2007 le società controllate dovevano scendere a non più di tre, anche cedendo le società regionali alle Regioni. Dopo una direttiva ministeriale del 27 marzo 2007, il piano è stato approvato con decreto del Ministero dello sviluppo economico il 31 luglio 2007, e la liquidazione o cessione delle 17 società regionali è cominciata nel 2007. Gran parte dell'attuazione è però venuta dopo la fine del governo: secondo la Corte dei conti le tre nuove società previste dal piano sono state deliberate il 18 gennaio 2008 ma i trasferimenti di partecipazioni sono iniziati solo nel 2009, il termine del piano, più volte prorogato, è scaduto il 31 dicembre 2010 e nel 2012 il riordino delle società regionali era ancora in via di completamento.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/015/426/00000002.pdf","descrizione":"Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, determinazione n. 53/2012 e relazione sulla gestione 2010 dell'Agenzia (Atti parlamentari, XVI legislatura, Doc. XV n. 426), pp. 28-29: piano di riordino approvato con decreto del 31 luglio 2007 sulla base della direttiva del 27 marzo 2007, termine prorogato fino al 31 dicembre 2010, nuove società deliberate il 18 gennaio 2008 e trasferimenti dal 2009, 17 società regionali in liquidazione o cessione dal 2007; norma di legge nella legge 296/2006, art. 1, commi 460-461"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c107","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ridefinizione del patto di stabilità interno tra governo ed sistema delle autonomie territoriali [...] solo in termini di saldi complessivi di bilancio.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32"},"esito":"in parte","motivazione":"Per le province e i comuni sopra i 5.000 abitanti la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 676-695) ha fissato il patto di stabilità interno 2007-2009 come miglioramento del saldo di comparto, calcolato sui saldi di cassa e sulla spesa corrente storica. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 379) ha confermato per gli enti locali l'obiettivo in termini di saldo, in competenza mista, per gli anni 2008-2010. Per le regioni invece la legge 296/2006 ha mantenuto un tetto alle spese finali (comma 657) e ha soltanto avviato una sperimentazione del saldo finanziario con alcune regioni (comma 656); la legge 244/2007 ha consentito di adottare il saldo dal 2008 solo con un accordo e dopo esiti positivi della sperimentazione (art. 1, comma 385). Il passaggio ai saldi complessivi è quindi avvenuto per gli enti locali e non per le regioni.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 656-657 (regioni: sperimentazione del saldo finanziario e tetto alle spese finali) e commi 676-681 (province e comuni: obiettivo in termini di saldo); la legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 379 e 385, conferma il quadro per il 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1072","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"elaborare un piano finanziario, in rapporto al Pil, per obiettivi strutturali: edilizia scolastica, diritto allo studio, qualificazione degli insegnanti","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 228"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo abbia elaborato il piano finanziario, in rapporto al Pil, per edilizia scolastica, diritto allo studio e qualificazione degli insegnanti. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha previsto misure separate: un piano triennale 2007-2009 di assunzioni a tempo indeterminato di 150.000 docenti e 20.000 ATA (art. 1, comma 605, lettera c) e 50 milioni di euro per il 2007 e 100 milioni per ciascuno del 2008 e del 2009 per l'edilizia scolastica (comma 625). Nel settembre 2007 i ministeri dell'Economia e della Pubblica istruzione hanno pubblicato il Quaderno bianco sulla scuola, un'analisi del sistema con ipotesi di lavoro, non un piano finanziario. Manca un quadro unitario collegato al Pil per gli obiettivi indicati.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 605, lettera c) (piano triennale di assunzioni 2007-2009: 150.000 docenti e 20.000 ATA) e comma 625 (50 milioni nel 2007, 100 milioni nel 2008 e nel 2009 per l'edilizia scolastica). Quaderno bianco sulla scuola, settembre 2007 (https://www.edscuola.it/archivio/norme/programmi/quaderno_bianco_2007.pdf): ricognizione e ipotesi di lavoro."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1076","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo per questo – a livello provinciale e/o subprovinciale - l’istituzione di Conferenze territoriali apposite.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 229"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 417-424) ha previsto una sperimentazione triennale, dal 2008/2009, in ambiti territoriali di norma provinciali: in ciascuno avrebbe operato un organismo paritetico di rappresentanti dell'amministrazione scolastica, delle regioni, degli enti locali e delle scuole, incaricato di un piano triennale anche sulla rete scolastica. Gli ambiti dovevano essere individuati con un atto di indirizzo del ministro della Pubblica istruzione entro il 31 marzo 2008. Non risulta che l'atto sia stato adottato, e nel 2009 la Presidenza del Consiglio ha riferito alla Corte costituzionale che al modello sperimentale non era stata data concreta attuazione. Nel mandato non sono state istituite conferenze territoriali per la rete scolastica.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2009/0154o-09.html","descrizione":"Corte costituzionale, ordinanza n. 154 del 2009 (testo su Consulta Online), sul ricorso della Regione Veneto contro l'art. 2, commi 417-425, della legge 244/2007: riporta la memoria della Presidenza del Consiglio secondo cui «al modello sperimentale contenuto nelle norme impugnate non è stata data concreta attuazione»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1082","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"È necessario, pertanto, che a livello regionale e nazionale siano costituti organi di rappresentanza e garanzia dell’autonomia della libertà di insegnamento.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano costituito, a livello regionale e nazionale, organi di rappresentanza e garanzia dell'autonomia della libertà di insegnamento. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 296/2006) e per il 2008 (legge 244/2007) non contengono norme di questo tipo: le norme sull'insegnamento riguardano graduatorie, abilitazioni e personale docente. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato non ce ne sono in questo senso: quelli sulla scuola riguardano esami di Stato, avvio dell'anno scolastico e finanziamenti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html","descrizione":"Senato, elenchi dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II alla Camera e al Senato nel 2006, 2007 e 2008 (questa è la pagina 2007 per la Camera): nessuna iniziativa per istituire organi di garanzia della libertà di insegnamento. Vedi anche la legge 24 dicembre 2007, n. 244: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1083","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"affinché l’autonomia dei singoli istituti scolastici possa pienamente realizzarsi, definendo gli organici funzionali per tutti gli ordini e i gradi di scuola","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano definito gli organici funzionali per tutti gli ordini e gradi di scuola. Le leggi finanziarie hanno invece rivisto i criteri per la formazione delle classi e per gli organici, con obiettivi di risparmio: legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 605, e legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 411-414. La finanziaria per il 2008 (art. 2, commi 417-425) ha previsto anche la sperimentazione, negli anni scolastici dal 2008/2009 al 2010/2011 e in ambiti di norma provinciali, di un modello organizzativo del servizio di istruzione, da definire con un atto di indirizzo del ministro entro il 31 marzo 2008. La norma non riguarda gli organici funzionali e non vale per tutte le scuole.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Testo della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008): art. 2, commi 411-414 (formazione delle classi, limiti agli organici di sostegno, risparmi) e commi 417-425 (sperimentazione di un modello organizzativo in ambiti territoriali, senza riferimento agli organici funzionali)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1085","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"definire nuovi organi collegiali d’istituto per un miglior rapporto tra responsabilità, collegialità, valorizzazione delle professionalità","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha inserito una delega per il riordino degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche nell'articolo 29 del disegno di legge A.C. 2272, presentato alla Camera il 16 febbraio 2007 dai ministri Bersani, Fioroni e altri. Le norme sulla scuola sono state stralciate il 17 aprile 2007 nell'A.C. 2272-ter, che la Camera ha approvato il 10 ottobre 2007 in un testo senza la delega, rinviando alla futura «riforma degli organi collegiali». Il Senato (A.S. 1848) non ha concluso l'esame prima dello scioglimento delle Camere. Gli organi collegiali sono rimasti disciplinati dal testo unico sull'istruzione (decreto legislativo 297/1994).","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?Pdl=2272-ter","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2272-ter (già articoli 28-31 del disegno di legge del governo A.C. 2272, stralciati il 17 aprile 2007): approvato il 10 ottobre 2007 e trasmesso al Senato come A.S. 1848"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1091","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attuare una decisa lotta contro la dispersione scolastica e formativa, con l’obiettivo di rientrare nella media del 10%","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni, ha portato l'età minima per lavorare da 15 a 16 anni a partire dall'anno scolastico 2007/2008 e ha previsto percorsi concordati con le regioni per prevenire la dispersione. Il traguardo del 10 per cento non è stato però raggiunto: secondo Eurostat (indagine sulle forze di lavoro) i giovani di 18-24 anni usciti dal sistema di istruzione e formazione senza diploma o qualifica erano il 20,4 per cento nel 2006, il 19,5 nel 2007 e il 19,6 nel 2008, contro il 14,3 per cento nel 2008 nei 27 paesi che compongono oggi l'Unione europea.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/eurostat/api/dissemination/statistics/1.0/data/edat_lfse_14?format=JSON&lang=en&geo=IT&geo=EU27_2020&sex=T&time=2005&time=2006&time=2007&time=2008&time=2009","descrizione":"Eurostat, indicatore edat_lfse_14 (abbandono precoce di istruzione e formazione, 18-24 anni): Italia 22,1% nel 2005, 20,4% nel 2006, 19,5% nel 2007, 19,6% nel 2008; Unione europea a 27 (composizione attuale) 14,3% nel 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1092","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"si propone l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che istituiscano un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile. Il rapporto presentato dal governo all'Organizzazione internazionale del lavoro nel 2008, che elenca le iniziative su questi temi, non cita un osservatorio di questo tipo. Riporta invece la ricostituzione, presso i ministeri della Solidarietà sociale e del Lavoro, del Tavolo di coordinamento con le parti sociali contro lo sfruttamento del lavoro minorile, nato nel 1998, il Tavolo interistituzionale su lavoro minorile e dispersione scolastica, istituito nel 2002, e il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, previsto dalla legge 451/1997. Sono organismi già esistenti, non un osservatorio nuovo.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/AreaLavoro_tutela/rapporto2008conv_1381973Et%C3%A0minimadiammissioneallavoro.pdf","descrizione":"Rapporto del governo italiano all'OIL (art. 22 della Costituzione OIL, 2008) sulla convenzione n. 138 sull'età minima di ammissione al lavoro: elenca le iniziative contro lavoro minorile e dispersione scolastica (Tavolo di coordinamento del 1998 ricostituito, Tavolo interistituzionale del 2002, Centro nazionale di documentazione), senza citare un osservatorio nazionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1094","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"raddoppiare l livello di partecipazione degli adulti a percorsi di apprendimento permanente, nella prospettiva di raggiungere il 12,5% previsto dalla UE","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La partecipazione degli adulti (25-64 anni) a corsi di istruzione e formazione nelle ultime quattro settimane era in Italia del 5,8% nel 2005, ultimo anno prima del mandato. Secondo Eurostat è stata del 6,1% nel 2006 e del 6,2% nel 2007; nel 2008, anno in cui il governo cessò, è del 6,3%. La serie ha interruzioni nel 2004 e nel 2006, che non cambiano il quadro. La legge 296/2006 (art. 1, comma 632) ha riorganizzato i centri per l'educazione degli adulti in Centri provinciali per l'istruzione degli adulti. Il livello di partecipazione non si è però avvicinato al raddoppio promesso né al 12,5% indicato come riferimento UE.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/eurostat/api/dissemination/statistics/1.0/data/trng_lfse_01?format=JSON&lang=EN&geo=IT&sex=T&age=Y25-64","descrizione":"Eurostat, tabella trng_lfse_01 (partecipazione a istruzione e formazione nelle ultime 4 settimane, 25-64 anni, Italia): 6,3% nel 2004, 5,8% nel 2005, 6,1% nel 2006, 6,2% nel 2007, 6,3% nel 2008; interruzioni di serie nel 2004 e nel 2006. Centri provinciali per l'istruzione degli adulti: legge 296/2006, art. 1, comma 632 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1095","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Vogliamo inoltre incrementare fortemente l'offerta quantitativa e l’utenza degli asili nido entro la fine della legislatura","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La promessa fissava come traguardo «la fine della legislatura», cioè il 2011, mentre il governo Prodi è caduto con il voto di sfiducia del Senato il 24 gennaio 2008 e il mandato si è chiuso l'8 maggio 2008. Nel suo periodo ha avviato un piano straordinario per i servizi socioeducativi: la legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1259) ha autorizzato 100 milioni di euro l'anno per il 2007, 2008 e 2009, con l'obiettivo del 33 per cento di copertura territoriale entro il 2010. Il traguardo era dunque successivo alla fine del governo e non è giudicabile sul periodo del mandato. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sull'obiettivo di raddoppiare i nidi.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1259: piano straordinario per i servizi socioeducativi, 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, con l'obiettivo della copertura territoriale del 33 per cento entro il 2010 (testo sul sito della Camera)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1096","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"generalizzare la scuola d’infanzia abolendo la norma sugli anticipi per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia ed elementare","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 630) ha abrogato l'articolo 2 del decreto legislativo 59/2004, che regolava l'iscrizione anticipata alla scuola dell'infanzia, e ha avviato le sezioni sperimentali per i bambini dai 24 ai 36 mesi. Per la scuola primaria, invece, l'anticipo dell'iscrizione è rimasto: la circolare del Ministero della pubblica istruzione n. 110 del 14 dicembre 2007 ammetteva per il 2008/2009 i bambini che compiono sei anni entro il 30 aprile 2009. Anche per l'infanzia la circolare consentiva l'iscrizione di chi compie tre anni entro il 31 gennaio 2009, se ci sono posti disponibili.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 630 (abrogazione dell'art. 2 del d.lgs. 59/2004); circolare MPI n. 110 del 14 dicembre 2007 sulle iscrizioni 2008/2009: https://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm110_07.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1098","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Deve essere garantito più tempo scuola e vanno eliminate le riduzioni dell’orario di tutti apportate dalla Moratti.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176 (art. 1), ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di 40 ore, mensa compresa, entro i limiti dell'organico. Non ha però eliminato le riduzioni d'orario della riforma Moratti: il decreto legislativo 59/2004, che fissa in 891 ore annue l'orario obbligatorio della primaria e della secondaria di primo grado, oltre alle attività facoltative, non è stato modificato in questa parte durante il mandato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07176l.htm","descrizione":"Legge 25 ottobre 2007, n. 176, art. 1, comma 1: reintroduzione delle classi a tempo pieno di quaranta ore nella scuola primaria, nei limiti dell'organico. Orario del d.lgs. 59/2004 (artt. 7 e 10, mai modificati): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2004-02-19;59~art7"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1099","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Puntiamo alla valorizzazione del tempo pieno e del tempo prolungato, ripristinandone la normativa nazionale","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 147/2007 (7 settembre 2007), convertito dalla legge 176/2007, ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di quaranta ore, richiamando in vigore l'articolo 130, comma 2, del testo unico sull'istruzione. Il decreto prevede un piano triennale di intervento con la Conferenza unificata. La misura è però limitata alla dotazione complessiva dell'organico e ai limiti di spesa vigenti, senza nuovi oneri. Per il tempo prolungato, il decreto lo cita solo nel conteggio dei posti, senza una disciplina propria. Non risulta che il piano triennale fosse adottato entro maggio 2008.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2007-09-07;147","descrizione":"Articolo 1 del decreto-legge 147/2007: reintroduzione del tempo pieno nella scuola primaria (quaranta ore settimanali), nei limiti dell'organico e senza nuovi oneri."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1100","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"secondo ciclo: elevare l’obbligo di istruzione gratuita fino a 16 anni (primo biennio della scuola superiore).","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622) ha stabilito che l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria e ha elevato da quindici a sedici anni l'età di accesso al lavoro. Il comma mantiene la gratuità. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139 ha attuato la norma: l'obbligo vale dall'anno scolastico 2007/2008 per chi ha concluso il primo ciclo nel 2006/2007.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg15/Dossier/Testi/ID0007s2.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio Studi: testo del comma 622 della legge 296/2006 (dieci anni di istruzione obbligatoria, età di lavoro da 15 a 16 anni, gratuità); il d.m. 139/2007 ne disciplina l'attuazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1101","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il secondo ciclo di istruzione, in ogni caso quinquennale, si conclude con un esame di Stato, con commissioni a prevalente composizione esterna","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 11 gennaio 2007, n. 1 ha riscritto la disciplina dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo: la commissione è composta da non più di sei commissari, metà interni e metà esterni all'istituto, più un presidente esterno, e i componenti esterni sono quindi la maggioranza. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 13), convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ha riportato gli istituti tecnici e professionali nel sistema dell'istruzione secondaria superiore insieme ai licei, tutti finalizzati al conseguimento del diploma. Nel mandato la durata dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore non è stata ridotta.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07001l.htm","descrizione":"Legge 11 gennaio 2007, n. 1, art. 1, che sostituisce gli articoli 2-4 della legge 425/1997: l'art. 4 prevede commissioni con metà commissari esterni e presidente esterno. Per il secondo ciclo: decreto-legge 7/2007, art. 13, https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2007-01-31;7~art13"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1103","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Dobbiamo favorire i passaggi da un percorso all’altro, attraverso un sistema nazionale di qualifiche professionali, dispositivi condivisi di certificazione e di riconoscimento dei crediti.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, in attuazione dell'art. 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha riorganizzato l'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS e istituti tecnici superiori) con percorsi in moduli e unità capitalizzabili. L'art. 5 disciplina la certificazione dei percorsi e il riconoscimento dei crediti formativi, anche per abbreviare i percorsi e facilitare i passaggi ad altri percorsi. La norma riguarda però solo questo segmento. Un sistema nazionale di certificazione delle competenze è stato definito più tardi, con il decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.","prova":{"url":"https://www.itsmalignani.it/sites/default/files/download/DPCM_25-01-2008_1.pdf","descrizione":"Testo del DPCM 25 gennaio 2008 (linee guida per la riorganizzazione dell'istruzione e formazione tecnica superiore), art. 5: certificazione dei percorsi e riconoscimento dei crediti formativi anche per i passaggi ad altri percorsi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1104","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Prima dei 18 anni è inoltre escluso qualsiasi rapporto di lavoro che non abbia una prevalente, certificabile [...] valenza formativa","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622, ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni, finalizzata a un titolo o a una qualifica triennale entro il diciottesimo anno, e ha portato da 15 a 16 anni l'età per accedere al lavoro. Il comma non vieta però ai minori di 18 anni un rapporto di lavoro privo di valenza formativa certificabile e sanzionabile. Non risultano altri atti del governo Prodi II che introducano questo divieto fino ai 18 anni.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622: istruzione obbligatoria per almeno dieci anni; età per l'accesso al lavoro elevata da quindici a sedici anni; nessun divieto di lavoro non formativo fino ai 18 anni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1105","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"scuola e lavoro: innalzare l’età minima per l’accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni e ha stabilito che «l'età per l'accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni». L'innalzamento vale dall'anno scolastico 2007/2008. Il ministero del Lavoro ha dato istruzioni agli ispettori con la nota del 20 luglio 2007, n. 9799.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/AreaLavoro_tutela/rapporto2008conv_1381973Et%C3%A0minimadiammissioneallavoro.pdf","descrizione":"Rapporto del governo italiano all'OIL sulla Convenzione n. 138: riporta l'art. 1, comma 622, legge 296/2006 (età minima per l'accesso al lavoro elevata da 15 a 16 anni, dall'anno scolastico 2007/2008) e la nota ministeriale del 20 luglio 2007, n. 9799"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1107","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"varare una legge per alfabetizzare e rialfabetizzare, riconquistare ai livelli d’istruzione dell’obbligo","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"Non è stata approvata una legge dedicata all'alfabetizzazione degli adulti, ma l'istruzione degli adulti è stata riordinata. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 632) ha riorganizzato su base provinciale i centri territoriali permanenti e i corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», per far conseguire livelli di istruzione più elevati alla popolazione adulta, anche immigrata. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha previsto nei centri percorsi per il titolo conclusivo del primo ciclo, per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, di alfabetizzazione funzionale e di lingua italiana per gli immigrati. L'autonomia dei centri doveva però partire gradualmente dall'anno scolastico 2008/2009, dopo la fine del governo, e il riordino è avvenuto con una norma della finanziaria e un decreto, non con la legge promessa.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2008/01/04/3/sg/pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008: decreto del ministro della Pubblica istruzione 25 ottobre 2007, attuativo dell'art. 1, comma 632, della legge 296/2006; l'art. 3 indica l'utenza dei centri (primo ciclo, obbligo di istruzione, diploma, alfabetizzazione funzionale, lingua italiana per immigrati) e l'art. 2 prevede il conferimento dell'autonomia dal 2008/2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1109","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Rilanceremo anche i Centri territoriali per l’educazione permanente.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 296/2006 (finanziaria 2007, art. 1, comma 632) ha disposto la riorganizzazione su base provinciale dei centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti e dei corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», con autonomia amministrativa, organizzativa e didattica e un organico proprio, nei limiti delle disponibilità complessive di organico esistenti. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha fissato i criteri per l'autonomia dei nuovi centri, da conferire progressivamente a partire dall'anno scolastico 2008/2009 e da completare entro il 2009/2010. La riorganizzazione non ha avuto risorse aggiuntive per il personale e alla fine del mandato (8 maggio 2008) i nuovi centri non erano ancora operativi.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-01-04&atto.codiceRedazionale=07A10937&elenco30giorni=false","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4/1/2008, decreto del ministro della Pubblica istruzione 25 ottobre 2007 «Riorganizzazione dei centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti e dei corsi serali, in attuazione dell'articolo 1, comma 632, della legge 27 dicembre 2006, n. 296»: autonomia conferita progressivamente dall'a.s. 2008/2009, piena riorganizzazione entro il 2009/2010, organico nei limiti delle disponibilità esistenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1111","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rilanciare [...] un progetto formativo che rappresenti oggi le “150 ore per la società della conoscenza”.","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 233"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano avviato un progetto formativo ispirato alle «150 ore», con il coinvolgimento di enti locali, scuole, università e mondo della cultura. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008), in attuazione dell'articolo 1, comma 632, della legge 296/2006, ha riorganizzato i centri territoriali permanenti e i corsi serali in centri provinciali per l'istruzione degli adulti, con avvio progressivo dall'anno scolastico 2008/2009: riguarda i percorsi per ottenere titoli di studio e non richiama le 150 ore. Tra i disegni di legge presentati dal governo nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non compare un testo sull'apprendimento permanente.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2008/01/04/3/sg/pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 3 del 4 gennaio 2008: decreto del ministro della Pubblica istruzione 25 ottobre 2007, riorganizzazione dei centri territoriali permanenti e dei corsi serali in centri provinciali per l'istruzione degli adulti, avvio dall'anno scolastico 2008/2009; nessun riferimento alle 150 ore"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1114","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"valorizzazione del loro ruolo [...] portando le retribuzioni di tutto il personale al livello dei Paesi europei","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Lavorare con i protagonisti della scuola\", p. 234"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Le retribuzioni del personale della scuola non sono state portate al livello degli altri Paesi europei. Nel settembre 2007 il Quaderno bianco sulla scuola dei ministeri dell'Economia e della Pubblica istruzione, su dati OCSE, indicava per gli insegnanti italiani con 15 anni di servizio retribuzioni inferiori alla media OCSE del 18 per cento nella primaria, del 17 nella secondaria inferiore e del 20 nella superiore. Il contratto collettivo del comparto scuola per il biennio economico 2006-2007, firmato il 29 novembre 2007, ha aumentato gli stipendi tabellari di circa il 5 per cento: a regime, per i docenti, da circa 76 a 129 euro lordi al mese secondo l'anzianità. Non risultano altri atti del governo per colmare il divario con gli altri Paesi.","prova":{"url":"https://www.edscuola.it/archivio/norme/programmi/quaderno_bianco_2007.pdf","descrizione":"Quaderno bianco sulla scuola (Ministero dell'economia e delle finanze e Ministero della pubblica istruzione, settembre 2007), par. 4.4 e Tavola 1.19: su dati OCSE, retribuzioni degli insegnanti italiani dopo 15 anni inferiori alla media OCSE del 18, 17 e 20 per cento nei tre cicli. Gli aumenti del contratto firmato il 29 novembre 2007 sono nelle Tabelle 1 e 2 del contratto pubblicato dal Ministero dell'istruzione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1115","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"lotta ad ogni forma di precarietà, con l’immediata copertura di tutti i posti vacanti, immettendo in ruolo coloro che già lavorano nella scuola","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Lavorare con i protagonisti della scuola\", p. 234"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 605, lettera c) ha previsto un piano triennale 2007-2009 per l'assunzione a tempo indeterminato di 150.000 docenti, per affrontare il «precariato storico». Per l'anno scolastico 2007/2008 il decreto ministeriale 56 del 3 luglio 2007 ha autorizzato 50.000 assunzioni di docenti (comprese 10.000 già autorizzate nel 2005) e 10.000 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Il decreto consultato riguarda soltanto il primo anno del piano: l'immissione in ruolo di tutti i posti vacanti, come promesso, non era stata completata alla fine del mandato.","prova":{"url":"https://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dm056_07.htm","descrizione":"Decreto ministeriale 56 del 3 luglio 2007: 50.000 assunzioni di docenti e 10.000 di personale ATA per il 2007/2008, in attuazione del piano triennale 2007-2009 di 150.000 docenti (legge 296/2006, art. 1, comma 605, lettera c)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c112","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la realizzazione degli sportelli unici del cittadino, che evitino le peregrinazioni tra amministrazioni","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 33"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato sportelli unici del cittadino presso i Comuni. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche e sulla riduzione degli oneri burocratici (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) interveniva sui tempi dei procedimenti, sul protocollo informatico, sulle certificazioni e sulla carta d'identità, ma nel testo presentato non prevedeva un punto unico di accesso agli uffici presso il Comune. Approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato (S. 1859), non è diventato legge prima della fine della legislatura.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0009.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sul disegno di legge del governo A.C. 2161 (XV legislatura): l'indice degli articoli (da 1 a 18) non contiene alcuna disposizione sugli sportelli unici del cittadino"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1141","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una consultazione generale di tutti gli studenti e le studentesse delle università [...] porterà ad una Conferenza nazionale sulla condizione studentesca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo con cui il ministero dell'Università abbia promosso una consultazione generale degli studenti universitari o convocato una Conferenza nazionale sulla condizione studentesca durante il mandato. Nel settembre 2007 il Consiglio universitario nazionale ha preso atto di un documento sulla condizione studentesca preparato dalla sua componente studentesca a fine mandato, che è un'iniziativa degli organi consultivi e non la conferenza promessa.","prova":{"url":"https://cun.mur.gov.it/sites/cun/files/2026-03/informacun_2007_09_11_009.pdf","descrizione":"Informacun, sessione del CUN dell'11-13 settembre 2007: registra il documento sulla condizione studentesca della componente studentesca del CUN e non menziona alcuna consultazione generale né conferenza nazionale promossa dal ministero"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1142","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"le borse di studio dovranno essere garantite a tutti coloro che ne hanno diritto (gli idonei delle graduatorie)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non è stato introdotto alcun meccanismo che garantisca la borsa di studio a tutti gli studenti idonei: i requisiti restavano quelli del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001 e la copertura continuava a dipendere dalle risorse disponibili di Stato e regioni. Il Fondo integrativo statale per le borse di studio è stato fissato in 166,9 milioni di euro per il 2007 (legge 296/2006) e in 152,0 milioni per il 2008 (legge 244/2007). Secondo dati del Ministero dell'università rielaborati da Roars, la quota di idonei che hanno ricevuto la borsa è salita dal 74,7% del 2005/06 all'81,1% del 2006/07 e all'83,0% del 2007/08, ma nel 2007/08 restavano senza borsa circa 32.000 idonei su oltre 188.000.","prova":{"url":"https://www.istruzione.it/archivio/web/universita/fondo-di-intervento-integrativo-statale.html","descrizione":"Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, pagina sul Fondo di intervento integrativo statale: consistenza del fondo di 166.871.000 euro per il 2007 (legge 296/2006) e di 151.986.000 euro per il 2008 (legge 244/2007). Percentuali di copertura: dati del Ministero rielaborati da Roars (roars.it, «Il diritto allo studio in Italia: gli ultimi dieci anni»)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1144","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"devono essere garantiti livelli di prestazioni essenziali analoghi in tutto il Paese, soprattutto per quanto riguarda i servizi (mense, alloggi, biblioteche, reti informatiche)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo Prodi abbia definito i livelli essenziali delle prestazioni del diritto allo studio universitario. La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha creato un fondo per le università, anche in vista di interventi su diritto allo studio ed edilizia universitaria, senza fissare livelli essenziali. I livelli essenziali sono stati definiti dalla delega della legge 30 dicembre 2010, n. 240, attuata con il decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, cioè dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/50781.pdf","descrizione":"Scheda del Servizio studi del Parlamento (XVIII legislatura): ricorda che la delega della legge 240/2010 chiedeva di definire i livelli essenziali delle prestazioni sul diritto allo studio e che essa fu attuata con il d.lgs. 68/2012"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1146","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"varando immediatamente un piano pluriennale d’assunzioni a tempo indeterminato","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1) ha varato un piano pluriennale di reclutamento: posti aggiuntivi di ricercatore nelle università da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008, con 20 milioni di euro nel 2007, 40 nel 2008 e 80 dal 2009 (commi 647-650), un piano straordinario di assunzioni di ricercatori negli enti pubblici di ricerca, con 7,5 milioni nel 2007 e 30 dal 2008 (commi 651-652), e un fondo per stabilizzare il personale precario degli enti di ricerca (comma 520). Già nel settembre 2007, però, il decreto-legge 147/2007 ha stabilito che per il 2007 i due piani straordinari non si applicassero e ha spostato le risorse sul finanziamento ordinario di università ed enti. Con quei 20 milioni il ministero ha cofinanziato al 50 per cento i concorsi ordinari per ricercatore banditi dagli atenei (decreto ministeriale 565 del 14 novembre 2007). Non risultano concorsi straordinari avviati entro la fine del mandato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Camera, testo della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 520 e 647-652: piano straordinario di reclutamento di ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca e fondo per le stabilizzazioni; la sospensione per il 2007 è nell'art. 3 del d.l. 147/2007, convertito dalla legge 176/2007 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07176l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1147","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"trasformare il ruolo degli attuali ricercatori universitari in “terza fascia” docente","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano trasformato il ruolo dei ricercatori universitari in «terza fascia» docente. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, comma 647) ha regolato i concorsi per ricercatore «in attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori universitari». Nel giugno 2007 il ministro dell'Università Mussi annunciò al Consiglio universitario nazionale che il disegno di legge sulla terza fascia docente era in preparazione e sarebbe andato in Consiglio dei ministri entro poche settimane, ma tra i disegni di legge del governo presentati alla Camera non ce n'è uno sul tema e non risulta che il governo lo abbia approvato. I ricercatori sono rimasti un ruolo distinto da quelli dei professori ordinari e associati.","prova":{"url":"https://cun.mur.gov.it/sites/cun/files/2026-03/informacun_2007_06_07_007.pdf","descrizione":"Bollettino del Consiglio universitario nazionale, seduta del 7 giugno 2007: il ministro annuncia che il disegno di legge per l'istituzione della terza fascia docente è in fase di preparazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1148","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"garantire le necessarie coperture previdenziali ed assistenziali ai titolari di contratti post-dottorato","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo non ha adottato misure specifiche per i titolari di contratti post-dottorato, ma ha rafforzato le tutele della gestione separata INPS, a cui per legge sono iscritti anche i titolari di assegni di ricerca (L. 449/1997, art. 51, comma 6). La legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1) ha portato al 23 per cento l'aliquota pensionistica degli iscritti senza altra copertura (comma 770) e ha introdotto per i lavoratori a progetto e assimilati un'indennità di malattia e tre mesi di congedo parentale retribuito (comma 788). In attuazione del comma 791, il decreto del ministro del Lavoro del 12 luglio 2007 (G.U. n. 247 del 23 ottobre 2007) ha esteso alle iscritte alla gestione separata il divieto di lavoro nei periodi di maternità, l'indennità anche per l'interdizione anticipata e i contributi figurativi. Sono misure generali, non pensate per la ricerca: per questo la promessa è mantenuta solo in parte.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2007/20070712_DM.pdf","descrizione":"Ministero del lavoro, decreto 12 luglio 2007 (attuazione dell'art. 1, comma 791, L. 296/2006): tutela della maternità per le iscritte alla gestione separata INPS (divieto di lavoro, indennità, contributi figurativi)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1149","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rendere obbligatorio il dottorato di ricerca per la carriera universitaria e negli enti di ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano reso obbligatorio il dottorato di ricerca per la carriera universitaria e negli enti di ricerca. Le norme sul reclutamento approvate nel mandato non lo prevedono: il decreto-legge 147/2007 (convertito dalla l. 176/2007) intervenne sulle assunzioni di ricercatori e sulla loro valutazione dopo tre anni, la legge 165/2007 delegò il riordino degli enti di ricerca. Il regolamento sui concorsi per ricercatore universitario emanato dal ministro il 7 dicembre 2007 non entrò in vigore: il 13 marzo 2008 la Corte dei conti ne ricusò il visto e la registrazione, e il Ministero comunicò agli atenei che i nuovi bandi seguivano le regole già vigenti (d.P.R. 117/2000). La finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 2, comma 430) intervenne sul dottorato solo aumentando di 40 milioni di euro l'anno, per il 2008-2010, il fondo di finanziamento ordinario delle università per incrementare l'assegno di dottorato.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/20111128024448id_/http://attiministeriali.miur.it/anno-2008/marzo/nota-20032008.aspx","descrizione":"Nota del Ministero dell'università e della ricerca prot. n. 920 del 20 marzo 2008 (copia d'archivio): la Corte dei conti, con nota n. 49/P del 13 marzo 2008, ha ricusato il visto e la registrazione al regolamento sui concorsi per ricercatore universitario; i nuovi concorsi seguono le regole della l. 210/1998"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1150","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"giungere rapidamente a selezioni concorsuali con distinzione tra reclutamento e promozioni di carriera","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano separato i concorsi per il reclutamento da quelli per le promozioni di carriera. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 647-648) ha affidato a un decreto ministeriale le regole dei concorsi per ricercatore, «in attesa della riforma dello stato giuridico», e ha previsto un reclutamento straordinario. Il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito nel febbraio 2008, ha però prorogato fino al 31 dicembre 2008 le vecchie regole della legge 210/1998 per i concorsi a professore associato e ordinario e, in attesa dell'attuazione del nuovo regolamento, ha fatto salvi i concorsi per ricercatore banditi con le stesse regole. Durante il mandato i concorsi universitari si sono quindi svolti con il sistema precedente.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2007-12-31;248","descrizione":"Normattiva, decreto-legge 248/2007 nel testo coordinato con la legge 31/2008, art. 12, commi 2 e 2-bis: proroga fino al 31 dicembre 2008 delle regole della legge 210/1998 e del DPR 117/2000 per i professori; validità dei bandi per ricercatore emanati con la legge 210/1998 «nelle more dell'attuazione del regolamento» del comma 647 della legge 296/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1158","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la revisione dei criteri per il riconoscimento dei nuovi atenei, che va condizionato alla disponibilità di una massa critica di corpo docente a tempo indeterminato","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha reso più restrittive le regole sui nuovi atenei, ma non ha introdotto la condizione indicata dal programma, cioè una massa critica di docenti a tempo indeterminato come requisito per il riconoscimento. Il decreto-legge 262/2006 (art. 2, comma 148) ha sospeso l'autorizzazione di nuove università telematiche fino all'adozione di un regolamento. La legge 296/2006 (art. 1, comma 653) ha vietato nel 2007-2009 di istituire facoltà o corsi fuori dal comune sede dell'ateneo, salvo eccezioni. Il decreto ministeriale 3 luglio 2007, n. 362, ha limitato le proposte di nuove università non statali ad aree disciplinari di particolare interesse nazionale e comunitario, rinviando a un successivo decreto i parametri di valutazione. Il decreto ministeriale 26 luglio 2007, n. 386, ha chiesto per l'attivazione dei corsi di studio un numero minimo di docenti di ruolo, ma con norme particolari per le università di nuova istituzione, che nella fase di avvio non ne dispongono. Non risulta un atto che condizioni il riconoscimento dei nuovi atenei a una massa critica di docenti a tempo indeterminato.","prova":{"url":"https://www.uniroma1.it/sites/default/files/19_0.pdf","descrizione":"Testo del D.M. 3 luglio 2007, n. 362: nelle premesse richiama il blocco delle università telematiche e all'art. 5 limita e subordina a un successivo decreto le nuove università non statali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1160","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la revisione dei criteri e delle metodologie dei finanziamenti ministeriali alle università (in particolare del fondo di finanziamento ordinario)","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241"},"esito":"in parte","motivazione":"Il ministro Mussi ha mantenuto il modello teorico di riparto del Comitato per la valutazione del sistema universitario e ha aggiunto correttivi limitati. Il decreto 8 maggio 2007, n. 246 ha lasciato a ogni ateneo il 100 per cento del fondo consolidato 2006 e ha destinato 60,7 milioni di euro a riequilibrio e incentivi: 40,7 milioni per i risultati della didattica e della ricerca, 10 milioni agli atenei con minori spese fisse di personale e 10 milioni per accelerare il riequilibrio degli atenei sottofinanziati oltre il 5 per cento. Il decreto interministeriale del 30 aprile 2008 ha poi ripartito i 550 milioni del nuovo fondo previsto dalla legge 244/2007 (art. 2, comma 428): oltre alla copertura degli oneri contrattuali, la quota residua, non inferiore a 199 milioni, è andata per l'80 per cento in base al modello e per il 20 per cento agli atenei sottofinanziati oltre il 3 per cento, con condizioni sulle spese di personale. La base del fondo è rimasta storica (95,15 per cento del fondo consolidato nel 2008), quindi i criteri non sono stati rivisti in modo complessivo.","prova":{"url":"http://attiministeriali.miur.it/anno-2007/maggio/dm-08052007-n-246.aspx","descrizione":"MIUR, decreto ministeriale 8 maggio 2007, n. 246 (criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario 2007), artt. 1 e 3: quota consolidata del 100% e 60,7 milioni per risultati, spese di personale e riequilibrio; il decreto interministeriale del 30 aprile 2008 e il D.M. 99/2008 (stesso sito) integrano il quadro per il 2008. Copia consultabile su web.archive.org"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1161","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un’Agenzia indipendente per la valutazione della ricerca, della didattica, delle funzioni di gestione delle istituzioni universitarie e di ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 262/2006 (art. 2, commi 138-140, convertito dalla legge 286/2006) ha costituito l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), con il compito di valutare università, enti di ricerca e programmi statali di finanziamento della ricerca; i risultati diventano criterio di riferimento per ripartire i fondi statali. Il regolamento sulla struttura e il funzionamento è stato emanato con il DPR 21 febbraio 2008, n. 64, in vigore dal 24 aprile 2008, ma nel mandato non risultano nominati gli organi e l'Agenzia non è diventata operativa; il regolamento è stato poi sostituito nel 2010. La legge non prevede la valutazione dei singoli docenti e ricercatori chiesta dal programma, e il programma annuale di valutazione è approvato dal ministro.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06286l.htm","descrizione":"Legge 286/2006 (conversione del DL 262/2006), art. 2, commi 138-140, sul sito della Camera: costituzione dell'ANVUR con personalità giuridica di diritto pubblico, attribuzioni di valutazione e rinvio a un regolamento per struttura e funzionamento"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1162","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una legge di sistema per l’autonomia universitaria in tutti i suoi aspetti","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo per una legge di sistema sull'autonomia universitaria. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II, censiti dal Parlamento, nessuno riguarda l'autonomia delle università: ve ne sono sugli esami di Stato e sul raccordo tra scuola e università, sul riordino degli enti di ricerca e su interventi per il settore sanitario e universitario. Sul reclutamento dei ricercatori il governo è intervenuto con la finanziaria 2007 (legge 296/2006, commi 647-651) e con il decreto-legge 147/2007, che sono misure su concorsi e assunzioni e non una disciplina generale dell'autonomia.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II nella XV legislatura (sito del Parlamento): non contiene alcun disegno di legge sull'autonomia universitaria; gli unici titoli sull'università riguardano gli esami di Stato e il raccordo scuola-università, il riordino degli enti di ricerca e interventi per il settore sanitario e universitario"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1165","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un portale nazionale del fabbisogno di professori e di ricercatori in cui ogni ateneo e ogni istituto di ricerca pubblichi le disponibilità","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva un portale nazionale con il fabbisogno di professori e ricercatori, dove ogni ateneo e istituto di ricerca pubblicasse le posizioni disponibili. Non risultano atti del governo Prodi che lo abbiano istituito. Il portale dei bandi del Ministero poggia sulla legge 30 dicembre 2010, n. 240 e sul decreto ministeriale 8 febbraio 2013, n. 94, entrambi successivi al mandato.","prova":{"url":"https://bandi.mur.gov.it/","descrizione":"Portale ministeriale dei bandi di università ed enti di ricerca: la pagina indica come basi normative il DM 8 febbraio 2013, n. 94 e gli artt. 18, 22, 24 e 24-bis della legge 240/2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1166","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un portale nazionale dell'offerta e della domanda di dottori di ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La citazione prometteva un portale nazionale per l'incontro tra offerta e domanda di dottori di ricerca. Non risultano atti del governo che lo abbiano istituito tra il 2006 e il 2008. Il Ministero ha poi previsto, con il decreto ministeriale 8 febbraio 2013, n. 45 (art. 14), un'anagrafe nazionale dei dottorati e una banca dati delle tesi, che contiene anche informazioni sugli sbocchi occupazionali: è un registro, non un portale di incontro tra domanda e offerta, ed è successivo al mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:ministero.istruzione.universita.ricerca:decreto:2013-02-08;45~art14","descrizione":"DM 8 febbraio 2013, n. 45, art. 14 (Normattiva): anagrafe nazionale dei dottorati di ricerca, con informazioni sugli sbocchi occupazionali e sulle carriere dei dottori, e banca dati delle tesi; non un portale di incontro tra domanda e offerta"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1167","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la riorganizzazione dell’attuale Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 (convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233) ha diviso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in due: il Ministero della pubblica istruzione e il Ministero dell'università e della ricerca. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, art. 2, commi 138-140) ha istituito l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), i cui risultati sono un criterio per assegnare i fondi statali; il regolamento dell'Agenzia è stato adottato con il DPR 21 febbraio 2008, n. 64, poco prima della fine del mandato, e poi sostituito dal governo successivo. Le agenzie pubbliche indipendenti incaricate di scegliere i finanziamenti della ricerca, chieste dal programma, non sono state create.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06233l.htm","descrizione":"Legge 17 luglio 2006, n. 233 (conversione del d.l. 181/2006), art. 1, commi 7-8: istituzione del Ministero della pubblica istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca con trasferimento delle funzioni del MIUR. La legge 286/2006 (art. 2, commi 138-140, ANVUR) è su parlamento.it/parlam/leggi/06286l.htm; il DPR 21 febbraio 2008, n. 64 è su Normattiva."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1168","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’istituzione di un organismo unitario rappresentativo dell’università e degli enti pubblici di ricerca","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito, o proposto di istituire, un organismo unitario che rappresenti insieme l'università e gli enti pubblici di ricerca. La legge 27 settembre 2007, n. 165 ha delegato il governo a riordinare gli statuti e gli organi di governo degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca, affidando la valutazione dei loro risultati all'Agenzia nazionale di valutazione (ANVUR), senza prevedere un organismo comune con le università.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07165l.htm","descrizione":"Legge 27 settembre 2007, n. 165, «Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca»: riguarda statuti e organi degli enti di ricerca e non istituisce un organismo rappresentativo unitario di università ed enti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1169","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la revisione [...] della forma di governo degli atenei che la renda più efficiente e più responsabile","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano riformato la forma di governo degli atenei. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella XV legislatura non ce n'è uno sulla governance universitaria. L'assetto con rettore, consiglio di amministrazione e senato accademico è stato ridefinito dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240, approvata sotto un governo successivo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-12-30;240~art2","descrizione":"Normattiva, legge 30 dicembre 2010, n. 240, art. 2 (Organi e articolazione interna delle università): impone agli atenei di modificare gli statuti su organi di governo (rettore, senato accademico, consiglio di amministrazione); entrata in vigore il 29 gennaio 2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1170","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione di un’adeguata quota di finanziamento per le attività di ricerca libera","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 870-874) ha istituito il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), in cui confluiscono anche le risorse per i progetti di ricerca di interesse nazionale delle università, con 300 milioni di euro in più per il 2007 e per il 2008 e 360 milioni per il 2009. Il comma 872 impone al Ministro dell'università e della ricerca di garantire, nel riparto del Fondo, il finanziamento di un programma nazionale di investimento nelle ricerche liberamente proposte in tutte le discipline da università ed enti pubblici di ricerca, valutate con procedure condivise dalle comunità scientifiche internazionali. La quota riservata alla ricerca libera è quindi prevista per legge. La norma non ne fissa l'importo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 870-874: istituzione del FIRST e, al comma 872, obbligo di finanziare un programma nazionale per le ricerche liberamente proposte"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1171","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione di una “quota di garanzia” per i bilanci universitari e degli enti a copertura degli incrementi di spesa decisi a livello centrale","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha messo a carico dello Stato una parte degli incrementi di spesa per il personale decisi a livello centrale. L'art. 3, comma 140, pone a carico del bilancio dello Stato i maggiori oneri del biennio contrattuale 2006-2007 delle amministrazioni pubbliche non statali, tra cui università ed enti di ricerca (272 milioni di euro nel 2008, di cui 205 per le università). L'art. 2, comma 428, istituisce per il 2008-2010 un fondo di 550 milioni all'anno che aumenta il fondo di finanziamento ordinario delle università e copre anche i loro rinnovi contrattuali 2008-2009. Per gli altri enti i rinnovi 2008-2009 restano a carico dei rispettivi bilanci (art. 3, comma 146) e non è prevista una «quota di garanzia» stabile.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244: art. 2, comma 428 (fondo da 550 milioni annui per il 2008-2010 per il concorso dello Stato agli oneri per adeguamenti retributivi e rinnovi contrattuali delle università, comprensivo degli importi dell'art. 3, commi 140 e 146); art. 3, comma 140 (oneri 2006-2007 delle amministrazioni non statali a carico dello Stato, 205 milioni per le università nel 2008) e comma 146 (rinnovi 2008-2009 a carico dei bilanci degli enti)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1172","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la stabilità nel tempo dei finanziamenti “ordinari” per le università e per gli enti di ricerca [...] oltre ad una quota variabile legata alla valutazione","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"in parte","motivazione":"Per le università la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 428-429) ha istituito un fondo di 550 milioni di euro l'anno per il 2008, il 2009 e il 2010, destinato ad aumentare il Fondo di finanziamento ordinario (FFO) soprattutto per le spese di personale, e ripartito per il 2008 con il decreto interministeriale del 30 aprile 2008. La quota legata ai risultati, assegnata con il modello del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario e tenendo conto della valutazione della ricerca del CIVR, è rimasta limitata: 40,7 milioni di euro nel 2007 (decreto ministeriale 8 maggio 2007, n. 246, che confermava a ogni ateneo il 100 per cento dell'FFO dell'anno prima) e almeno 159 milioni nel 2008. Per gli enti di ricerca la legge 27 settembre 2007, n. 165 ha delegato il governo ad assegnare le risorse anche in base alla valutazione dell'ANVUR, ma i decreti legislativi non sono stati adottati entro la fine del governo. Stabilità pluriennale e quota legata alla valutazione sono state quindi introdotte solo in parte.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2015id_/http://attiministeriali.miur.it/anno-2008/aprile/di-30042008.aspx","descrizione":"Decreto interministeriale 30 aprile 2008 (piano programmatico previsto dall'art. 2, comma 429, legge 244/2007; copia archiviata del sito del Ministero): ripartizione del fondo di 550 milioni per il 2008; l'importo residuo, non inferiore a 199 milioni, va per l'80 per cento agli atenei con il modello di valutazione, tenendo conto dei risultati del CIVR (VTR 2001-2003)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1173","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"occorre varare un piano d’incremento [...] che permetta di raggiungere, entro la fine della legislatura, l’attuale media europea, pari al 2% del PIL","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma chiedeva un piano per portare gli investimenti nel sistema università-ricerca al 2 per cento del PIL entro la fine della legislatura, cioè entro il 2011. Il governo Prodi ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008, le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008 ed è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008. Il traguardo cadeva dopo la fine del mandato e non può essere giudicato sul periodo disponibile. La legge 296/2006 ha introdotto misure per la ricerca, come il credito d'imposta del 10 per cento sui costi di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo (art. 1, commi 280-284) e il Fondo per la competitività e lo sviluppo. Un piano di incremento complessivo fino al 2 per cento non risulta però adottato.","stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1178","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"fare un bilancio su COMITES e CGIE e riorganizzarne la collocazione e i ruoli, ridefinendo la funzione del CGIE","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano fatto un bilancio su COMITES e CGIE e li abbiano riorganizzati. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non ce n'è nessuno su questi organismi. La disciplina è rimasta quella della legge 23 ottobre 2003, n. 286, per i COMITES, e il loro mandato quinquennale scadeva nel 2009. Il rinnovo previsto per quell'anno è stato rinviato più volte, con decreti-legge successivi alla fine del governo, proprio per consentire al Parlamento di varare una riforma.","prova":{"url":"https://parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00663348.pdf","descrizione":"Relazione al disegno di legge del governo Monti (Senato, XVI legislatura, n. 3331): ricorda che la disciplina dei COMITES è quella della legge n. 286 del 2003 e che il rinnovo, dovuto nel 2009, è stato rinviato (decreti-legge n. 207 del 2008 e n. 63 del 2010) per consentire al Parlamento di varare una riforma."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1189","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il percorso legislativo che immaginiamo passa per l’abrogazione della legge Bossi-Fini","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per una immigrazione governata\", p. 250"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge Bossi-Fini (legge 30 luglio 2002, n. 189) non è stata abrogata. Il governo ha presentato alla Camera il 30 luglio 2007 un disegno di legge delega per riscrivere la disciplina dell'immigrazione e il testo unico del 1998 (A.C. 2976). La commissione Affari costituzionali ne ha iniziato l'esame nel settembre 2007 insieme ad altre proposte, ma l'ultima seduta risale al 6 novembre 2007: secondo il Servizio studi della Camera l'esame non è andato oltre la commissione e il testo non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge del 2002 è così rimasta in vigore.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dei lavori dell'A.C. 2976 (XV legislatura): disegno di legge delega del governo presentato il 30 luglio 2007, assegnato alla I commissione il 10 settembre 2007, ultime sedute il 6 novembre 2007, iter fermo in commissione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c119","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"apertura dei tavoli di consultazione con le parti sociali e con le Regioni e le autonomie locali 60 giorni","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva di aprire entro 60 giorni, cioè intorno a metà luglio 2006, i tavoli di consultazione sulla semplificazione con le parti sociali, le Regioni e le autonomie locali. Il governo ha istituito il comitato interministeriale per la semplificazione con un decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Il Tavolo permanente per la semplificazione, sede stabile di consultazione con le categorie produttive, le associazioni di utenti e consumatori, le Regioni e gli enti locali, è stato costituito presso la Conferenza unificata con il decreto del Presidente del Consiglio dell'8 marzo 2007 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio 2007), quasi otto mesi dopo il termine; il 29 marzo 2007 Governo, Regioni e autonomie locali hanno firmato in Conferenza unificata un accordo sulla semplificazione. Il Piano di azione per la semplificazione è stato preparato con la consultazione svolta nel Tavolo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/OR0054.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera (11 luglio 2007) sul Piano di azione per la semplificazione: comitato interministeriale istituito con decreto del 12 settembre 2006, Tavolo permanente per la semplificazione costituito con decreto dell'8 marzo 2007 (Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2007), accordo in Conferenza unificata del 29 marzo 2007 e consultazione svolta nel Tavolo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c120","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riduzione dei tempi e costi degli adempimenti burocratici delle imprese ai livelli delle migliori tempi e performance europee e OCSE tre anni","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma fissava tre anni per portare tempi e costi degli adempimenti delle imprese ai livelli migliori di Europa e OCSE: anche contando dall'insediamento del governo (17 maggio 2006), il termine cadeva nel 2009, dopo la fine del mandato (8 maggio 2008). Nel mandato il governo ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa (art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40). Il modello è stato approvato con decreto ministeriale del 2 novembre 2007, pubblicato il 21 dicembre 2007, e le imprese hanno potuto usarlo in via facoltativa dal 19 febbraio 2008; l'obbligo partiva dal 19 agosto 2008. Il confronto con le migliori prestazioni europee e OCSE non era dunque misurabile entro il mandato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07040l.htm","descrizione":"Legge 2 aprile 2007, n. 40, di conversione del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (sito della Camera), art. 9: comunicazione unica per la nascita dell'impresa, applicabile dal sessantesimo giorno dopo l'entrata in vigore del decreto ministeriale che approva il modello. Le date di approvazione del modello (2 novembre 2007, G.U. del 21 dicembre 2007) e di avvio (19 febbraio 2008, obbligo dal 19 agosto 2008) sono nel messaggio INPS n. 4226 del 19 febbraio 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1202","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Dobbiamo impegnarci a ratificare e promuovere la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie.","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo non ha avviato la ratifica della Convenzione Onu del 1990 sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie: tra i 281 disegni di legge presentati nella legislatura, censiti dal Senato, non ce n'è uno per autorizzarne la ratifica. L'Italia non compare né tra gli Stati parte né tra i firmatari nell'elenco della Collezione dei trattati delle Nazioni Unite e non ha mai ratificato la Convenzione. Non risultano iniziative del governo per promuoverne la ratifica da parte di altri Stati.","prova":{"url":"https://treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=TREATY&mtdsg_no=IV-13&chapter=4&clang=_en","descrizione":"Collezione dei trattati delle Nazioni Unite, Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie (adottata il 18 dicembre 1990): l'Italia non compare nell'elenco dei partecipanti. Senato, elenco dei 281 disegni di legge del governo Prodi II: nessun disegno di legge di ratifica della Convenzione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1207","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riconoscere pienamente i diritti pensionistici dei migranti, garantendo l’effettiva erogazione [...] della pensione, se maturata, o in caso contrario la totalizzazione dei contributi o il rimborso","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 252"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano ripristinato il rimborso dei contributi per i lavoratori stranieri che lasciano l'Italia, abolito dalla legge 189/2002. Nel mandato restava in vigore la regola introdotta da quella legge: chi rimpatria conserva i diritti maturati e può ottenere la pensione al compimento dei 65 anni, anche senza il requisito contributivo minimo. Il disegno di legge delega del governo sull'immigrazione (A.C. 2976, presentato il 30 luglio 2007) non conteneva tra i suoi principi e criteri alcuna norma su pensioni, totalizzazione o rimborso dei contributi. Il disegno di legge restò all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera e non fu approvato prima dello scioglimento delle Camere.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0031940.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 2976 (XV legislatura), disegno di legge del governo «Delega al Governo per la modifica della disciplina dell'immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero», testo presentato il 30 luglio 2007: nell'articolato nessuna disposizione su pensioni, totalizzazione o rimborso dei contributi. Regola vigente nel mandato: art. 22, comma 13, del d.lgs. 286/1998 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286~art22!vig=2008-05-08)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1208","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"sottoporre a ratifica del Parlamento tutti gli accordi bilaterali, compresi quelli esistenti, previa eventuale rinegoziazione","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 252"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti con cui il governo Prodi abbia sottoposto a ratifica del Parlamento gli accordi bilaterali in materia di immigrazione, né una loro rinegoziazione generale. Il governo ha concluso con l'Egitto un nuovo accordo di cooperazione in materia di riammissione, firmato a Roma il 9 gennaio 2007 ed entrato in vigore il 25 aprile 2008 con lo scambio di notifiche del 24-26 marzo 2008, senza una legge di autorizzazione alla ratifica. Nello stesso periodo sono entrati in vigore per notifica, anch'essi senza passaggio parlamentare, due accordi di riammissione firmati da governi precedenti, con l'Algeria (ottobre 2006) e con la Bosnia-Erzegovina (aprile 2007).","prova":{"url":"https://itra.esteri.it/Search?id=48977","descrizione":"Ministero degli Affari esteri, archivio dei trattati internazionali (ATRIO): accordo di cooperazione in materia di riammissione con l'Egitto, firmato a Roma il 9 gennaio 2007, in vigore dal 25 aprile 2008, notificato il 24-26 marzo 2008, comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2008 (supplemento ordinario)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c121","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rimozione degli ostacoli all'operatività degli sportelli unici già previsti [...] sanzioni per i comuni inadempienti a partire dalla metà del 2007","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di rimuovere gli ostacoli agli sportelli unici per le attività produttive e di sanzionare dalla metà del 2007 i comuni inadempienti. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto queste sanzioni. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 9, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40) ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa presso il registro delle imprese: non riguarda gli sportelli unici comunali e non prevede sanzioni per i comuni. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare sullo sportello unico (A.C. 1428), approvata dalla Camera il 24 aprile 2007, non prevedeva sanzioni per i comuni e non è diventata legge. Il riordino dello sportello unico è arrivato con l'art. 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, del governo successivo. Quell'articolo prevede che i comuni privi di uno sportello conforme ne esercitino le funzioni delegandole alle camere di commercio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2007-01-31;7~art9","descrizione":"Decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, art. 9 (Normattiva): disciplina la comunicazione unica per la nascita dell'impresa presso il registro delle imprese, senza menzionare gli sportelli unici comunali né sanzioni per i comuni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1213","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’introduzione del permesso annuale per ricerca di lavoro, da rilasciare in seguito a prestazione di precise garanzie economiche","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Consiglio dei ministri ha approvato il 24 aprile 2007 il disegno di legge delega Amato-Ferrero sull'immigrazione, che prevedeva l'ingresso per ricerca di lavoro con garanzie patrimoniali di enti o «sponsor». Il disegno di legge non è stato approvato dal Parlamento prima della fine anticipata della legislatura (Camere sciolte il 6 febbraio 2008) e non è diventato legge. Il permesso annuale per ricerca di lavoro non è stato quindi introdotto: la disciplina è rimasta quella del testo unico sull'immigrazione e della legge 189/2002.","prova":{"url":"https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/2007_04_24_Modifiche_alla_disciplina_sullximmigrazione.html_16689758.html","descrizione":"Ministero dell'interno, 24 aprile 2007: il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge delega sull'immigrazione, con ingresso per lavoro tramite garanzie patrimoniali (sponsor)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1214","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la reintroduzione della figura dello sponsor, privato, imprenditoriale o istituzionale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge delega del governo sull'immigrazione (A.C. 2976, presentato il 30 luglio 2007 dai ministri Amato e Ferrero) prevedeva l'ingresso per lavoro di stranieri richiesti nominativamente da un cittadino italiano o europeo o da uno straniero lungo soggiornante con reddito adeguato a garantirli, oppure da enti locali e associazioni con garanzia patrimoniale: cioè lo sponsor, privato o istituzionale. Il testo è stato esaminato dalla commissione Affari costituzionali della Camera tra settembre e novembre 2007 senza arrivare al voto, fino allo scioglimento delle Camere. La legge Bossi-Fini, che aveva soppresso lo sponsor, non è stata modificata in questo punto. La scheda corrispondente di «Il conto» sulle quote di ingresso registra lo stesso disegno di legge come fermo in commissione.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dell'A.C. 2976 «Delega al Governo per la modifica della disciplina dell'immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero»: iniziativa governativa del 30 luglio 2007, assegnato alla I Commissione il 10 settembre 2007, esame in sede referente dal 26 settembre al 6 novembre 2007, nessun voto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1215","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’istituzione di un meccanismo di regolarizzazione permanente ad personam per lo straniero in possesso di determinati requisiti","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 30 luglio 2007 il disegno di legge delega A.C. 2976 per riformare il testo unico sull'immigrazione. Tra i principi della delega, i permessi di soggiorno per motivi umanitari sarebbero stati rilasciati dal prefetto anche allo straniero che dimostrasse «spirito di appartenenza alla comunità civile». Era prevista anche la possibilità di assumere, su iniziativa del datore di lavoro, lo straniero che avesse perso la regolarità del soggiorno dopo almeno diciotto mesi di permesso per lavoro. L'esame alla Camera, iniziato nel settembre 2007, non si è concluso con l'approvazione. Nessun meccanismo permanente di regolarizzazione individuale è stato adottato nel mandato: il sistema della legge Bossi-Fini è rimasto in vigore.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0012.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'A.C. 2976 e abbinati (21 settembre 2007): testo del disegno di legge del governo, presentato il 30 luglio 2007, con i principi dell'art. 1, comma 1, lettera d), numeri 3 e 4. Per l'esito dell'esame: https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1216","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione di norme che regolino la possibilità di convertire permessi brevi in permessi di lavoro","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non sono state introdotte nuove norme sulla conversione dei permessi di soggiorno di breve durata in permessi di lavoro. Le regole già in vigore consentivano di convertire, nei limiti delle quote, i permessi per studio e formazione (articolo 6 del Testo unico sull'immigrazione) e quelli per lavoro stagionale (articolo 24). Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2007 sui flussi d'ingresso per il 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2007) ha applicato queste regole, autorizzando entro la quota la conversione in permessi per lavoro subordinato di 3.000 permessi per studio, 2.500 per tirocinio e 1.500 per lavoro stagionale. Il disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976, 30 luglio 2007), che avrebbe riformato in modo generale i permessi, non è stato approvato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-07-25;286","descrizione":"Normattiva, Testo unico sull'immigrazione (d.lgs. 286/1998) nel testo vigente nel 2007: art. 6, comma 1 (conversione dei permessi per studio e formazione entro le quote) e art. 24, comma 4 (conversione del permesso per lavoro stagionale), entrambi anteriori al mandato. Il d.P.C.M. 30 ottobre 2007, art. 4, ne fissa le quote per il 2007: https://www.astrid-online.it/static/upload/03-D/03-DPCM-30_10_07.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1218","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"inasprire le pene per i trafficanti e gli sfruttatori dei migranti","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato due disegni di legge che inasprivano le pene, ma nessuno dei due è diventato legge. Il primo (A.C. 1857, 26 ottobre 2006) puniva con la reclusione da cinque a quindici anni e la multa di 15.000 euro per ogni persona chi promuove, organizza, finanzia o effettua il trasporto illegale di stranieri in presenza di determinate circostanze. Il secondo (A.S. 1201), approvato dal Senato il 12 giugno 2007 e poi fermo alla Camera (A.C. 2784), introduceva il delitto di grave sfruttamento dell'attività lavorativa, punito con la reclusione da tre a otto anni, e pene più severe per chi impiega stranieri irregolari. Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (art. 36-bis) ha aumentato le sanzioni amministrative per l'impiego di lavoratori in nero, ma è una misura generale e non riguarda le pene per trafficanti e sfruttatori dei migranti.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/temi/temi_intro/tema_14.htm","descrizione":"Servizio studi della Camera, rapporto di fine XV legislatura, «Immigrazione, asilo e cittadinanza»: i due disegni di legge del governo contro l'immigrazione clandestina (A.C. 1857 sugli scafisti e A.S. 1201 - A.C. 2784 contro lo sfruttamento del lavoro) non sono giunti ad approvazione definitiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c122","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"completa eliminazione dei certificati entro la legislatura","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La promessa fissa il traguardo «entro la legislatura», che sarebbe terminata nel 2011. Il governo Prodi II ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008 e le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008: è rimasto in carica meno di due anni, fino all'8 maggio 2008. L'eliminazione completa dei certificati non può quindi essere giudicata sul periodo previsto, come per gli altri obiettivi con scadenza a fine legislatura.","stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1221","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"graduare le misure di espulsione, modulandole sul grado di integrazione e situazione personale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5, sul ricongiungimento familiare (art. 2) ha stabilito che, nell'espellere lo straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento o il familiare ricongiunto, il prefetto tenga conto dei vincoli familiari, della durata del soggiorno in Italia e dei legami con il paese d'origine (art. 13, comma 2-bis, del testo unico sull'immigrazione). Per i cittadini dell'Unione e i loro familiari il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 (art. 20, comma 5) ha previsto una valutazione simile, che considera anche l'integrazione sociale. La riforma generale è invece rimasta incompiuta: il disegno di legge delega del governo presentato alla Camera il 30 luglio 2007 (A.C. 2976), che graduava i rimpatri e le sanzioni soprattutto in base ai motivi dell'espulsione e alla gravità delle violazioni, è stato esaminato in commissione Affari costituzionali dal 26 settembre al 6 novembre 2007 e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-01-08;5~art2!vig=2007-02-15","descrizione":"Decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5, art. 2, comma 1, lett. c), n. 1 (Normattiva): inserisce nell'art. 13 del d.lgs. 286/1998 il comma 2-bis, per cui nell'espulsione dello straniero ricongiunto si tiene conto dei vincoli familiari, della durata del soggiorno e dei legami con il paese d'origine. Per il disegno di legge delega A.C. 2976 e il suo iter: scheda della Camera, XV legislatura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1222","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"prevedere sanzioni limitate e un meccanismo premiale per l’immigrato irregolare che collabora all’identificazione e al rimpatrio","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II ha presentato alla Camera il 30 luglio 2007 il disegno di legge delega A.C. 2976 (Amato-Ferrero) per riformare l'immigrazione. Prevedeva un Fondo nazionale rimpatri, un sistema premiale con riduzione del divieto di reingresso per chi collabora all'identificazione e sanzioni graduate in base alla gravità. Non è stato approvato: l'esame non è proseguito oltre la discussione generale nella commissione Affari costituzionali della Camera. Nessuna norma con questo meccanismo è quindi entrata in vigore durante il mandato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=15PDL0031940","descrizione":"Camera dei deputati, scheda del progetto di legge A.C. 2976 (XV legislatura): relazione con il «Fondo nazionale rimpatri» e il sistema premiale fondato sulla riduzione del divieto di reingresso per chi collabora; l'esame non e' andato oltre la discussione generale in commissione (come riferito dalla pagina Camera XVII legislatura sull'immigrazione clandestina)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1223","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"consentire alle autorità di pubblica sicurezza di utilizzare misure di sorveglianza di pubblica sicurezza dove il trattenimento non sia necessario","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi presentò alla Camera, il 30 luglio 2007, il disegno di legge delega A.C. 2976 per modificare la disciplina dell'immigrazione: prevedeva tra l'altro di superare il sistema dei centri di permanenza temporanea, con nuove procedure di identificazione e strutture di trattenimento limitate ai casi necessari. L'esame in commissione Affari costituzionali, iniziato il 26 settembre 2007, risulta fermo alla seduta del 6 novembre 2007. Il disegno di legge non fu approvato prima dello scioglimento delle Camere e la disciplina sul trattenimento è rimasta quella precedente.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2976: iniziativa governativa, presentato il 30 luglio 2007, assegnato alla I Commissione il 10 settembre 2007, esame dal 26 settembre al 6 novembre 2007, nessun voto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1224","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’adozione di queste norme comporta il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea.","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"I centri di permanenza temporanea non sono stati superati. Il disegno di legge delega del governo A.C. 2976 (ministri Amato e Ferrero, presentato il 30 luglio 2007) prevedeva di superare l'attuale sistema dei centri, limitando il trattenimento agli stranieri da espellere che si sottraggono all'identificazione o il cui rimpatrio non può essere immediato. L'esame nella commissione Affari costituzionali della Camera, iniziato il 26 settembre 2007 insieme ad altre proposte, si è fermato alla seduta del 6 novembre 2007 e il testo non è arrivato all'Assemblea prima dello scioglimento delle Camere. Con una direttiva del 24 aprile 2007 il ministro dell'Interno ha disposto la soppressione dei centri di Brindisi, Crotone e Ragusa, ma secondo il dossier della Camera del 21 settembre 2007 restavano in funzione 11 centri, con 1.591 posti, e la disciplina del trattenimento non è stata modificata.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg15/dossier/Testi/ID0012.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio Studi, dossier n. 248 del 21 settembre 2007 sull'A.C. 776 e abbinati (tra cui A.C. 2976): testo dell'art. 1, comma 1, lettera h) del disegno di legge del governo («superare l'attuale sistema dei centri di permanenza temporanea e assistenza»), soppressione dei centri di Brindisi, Crotone e Ragusa con la direttiva del 24 aprile 2007 e 11 centri ancora in funzione. Iter: scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2976 (https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976), esame in commissione dal 26 settembre al 6 novembre 2007, nessun lavoro in Assemblea"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c123","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rimozione degli ostacoli normativi che impediscono di effettuare on line le procedure amministrative entro 1 anno","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, art. 9, ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa: un solo atto presentato al registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico, che sostituisce gli adempimenti per l'iscrizione e vale anche ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali e per ottenere codice fiscale e partita IVA; si applica anche alle modifiche e alla cessazione dell'attività. Il modello è stato approvato con il decreto ministeriale 2 novembre 2007 (Gazzetta Ufficiale del 21 dicembre 2007) e la procedura è partita in via facoltativa il 19 febbraio 2008, oltre un anno dopo l'insediamento del governo. Riguarda però una sola procedura: non risulta una norma generale che rimuova gli ostacoli all'on line per le altre procedure amministrative. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161), approvato dalla Camera nell'ottobre 2007, era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato (A.S. 1859) nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere (6 febbraio 2008).","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07040l.htm","descrizione":"Legge 2 aprile 2007, n. 40, testo del decreto-legge 7/2007 coordinato con la legge di conversione (GU n. 77 del 2 aprile 2007), art. 9: comunicazione unica per la nascita dell'impresa presentata per via telematica o su supporto informatico"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1237","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"eliminando il “contratto di soggiorno”","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il contratto di soggiorno non è stato eliminato. Il disegno di legge delega del governo A.C. 2976, presentato alla Camera il 30 luglio 2007 dal ministro dell'Interno Amato e dal ministro della Solidarietà sociale Ferrero, prevedeva tra i criteri di delega la semplificazione delle procedure per nulla osta e permessi di soggiorno «eliminando il contratto di soggiorno» (art. 1, comma 1, lettera d). Assegnato alla commissione Affari costituzionali il 10 settembre 2007, è stato esaminato fino al 6 novembre 2007 ma non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Il contratto di soggiorno introdotto dalla legge 189/2002 è rimasto in vigore nel periodo del governo.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0031940.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 2976, disegno di legge «Delega al Governo per la modifica della disciplina dell'immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero», presentato dai ministri Amato e Ferrero il 30/7/2007: art. 1, comma 1, lettera d), «eliminando il contratto di soggiorno». Iter (assegnazione 10/9/2007, sedute fino al 6/11/2007): https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1238","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introducendo permessi di soggiorno di durata più ragionevole e crescente ad ogni rinnovo","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976, ministri Amato e Ferrero), presentato alla Camera il 30 luglio 2007, prevedeva di eliminare il contratto di soggiorno e di allungare la durata iniziale dei permessi di soggiorno non stagionali (uno, due o tre anni secondo il tipo di rapporto di lavoro), raddoppiandola al rinnovo. Il testo è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Non risultano altri atti del governo che nel mandato abbiano allungato la durata dei permessi di soggiorno. È lo stesso disegno di legge che la scheda corrispondente di «Il conto» considera per le quote d'ingresso.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0012.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio studi, dossier n. 248 del 21 settembre 2007 sui progetti di legge in materia di immigrazione (A.C. 776 e abbinati, tra cui A.C. 2976): eliminazione del contratto di soggiorno, permessi di uno, due o tre anni secondo il rapporto di lavoro, durata raddoppiata al rinnovo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1239","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"garantendo tempi certi per le pratiche","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto nuove garanzie sui tempi delle pratiche di soggiorno. Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 9) prevedeva già, e ha continuato a prevedere per tutto il mandato, il rilascio, il rinnovo o la conversione del permesso entro venti giorni dalla domanda. Il disegno di legge delega del governo (A.C. 2976, presentato alla Camera il 30 luglio 2007) chiedeva di semplificare e razionalizzare i procedimenti e di assicurare la continuità del soggiorno regolare in attesa del rinnovo, senza nuovi termini, ed è rimasto in esame in commissione fino allo scioglimento delle Camere. Il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, che recepisce una direttiva europea, ha fissato in novanta giorni il termine per il nuovo permesso CE per soggiornanti di lungo periodo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg15/dossier/Testi/ID0012.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sui progetti di legge in materia di immigrazione (XV legislatura): riporta il testo del disegno di legge del governo A.C. 2976, che all'art. 1, comma 1, lettera d), prevede la semplificazione dei procedimenti per permessi e rinnovi senza fissare nuovi termini. Il termine di venti giorni era già nell'art. 5, comma 9, del testo unico sull'immigrazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c124","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"messa a regime dell'Air entro 1 anno","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prevedeva di portare a regime l'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) entro un anno, cioè entro la primavera del 2007. Il regolamento attuativo previsto dall'art. 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246 non è stato adottato dal governo Prodi II. Lo schema fu presentato nella riunione preparatoria del Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2008 e comunicato al Consiglio dei ministri il 25 gennaio; il Consiglio di Stato diede il parere favorevole il 21 aprile 2008. Il regolamento è stato emanato solo con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, dal governo successivo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/OR0060.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier «Novità in tema di analisi di impatto della regolamentazione e di analisi tecnico-normativa»: iter dello schema di regolamento AIR nella XV legislatura (Consiglio dei ministri 23 e 25 gennaio 2008, parere del Consiglio di Stato 21 aprile 2008) e adozione del DPCM 170/2008 l'11 settembre 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1240","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano trasferito agli enti locali la competenza sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Il disegno di legge delega sull'immigrazione presentato dal governo alla Camera il 30 luglio 2007 (A.C. 2976) prevedeva sportelli presso i comuni per le richieste e, dopo una fase transitoria, il passaggio ai comuni della competenza sui rinnovi (art. 1, comma 1, lettera d). Il testo è stato esaminato dalla commissione Affari costituzionali fino al novembre 2007 ma non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Il testo unico sull'immigrazione (art. 5) ha continuato ad affidare al questore il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0012.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sull'A.C. 2976: testo del disegno di legge del governo (art. 1, comma 1, lettera d: sportelli comunali e, dopo una congrua fase transitoria, passaggio ai comuni delle competenze sul rinnovo del permesso di soggiorno). Iter (presentato il 30 luglio 2007, esame in commissione fino al 6 novembre 2007, non approvato): scheda dell'A.C. 2976 sul sito della Camera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1242","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’acquisizione della carta di soggiorno, da rilasciare – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore all’attuale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, che ha recepito la direttiva europea 2003/109/CE ed è in vigore dal 14 febbraio 2007, ha sostituito la carta di soggiorno con il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, a tempo indeterminato. Il periodo di soggiorno regolare richiesto è sceso da sei a cinque anni, la durata prevista dalla direttiva, come chiedeva il programma. Sono rimasti invece i vincoli di reddito che il programma voleva eliminare: serve un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, se la richiesta riguarda anche i familiari, un reddito adeguato e un alloggio idoneo. La circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del 16 febbraio 2007 indica i requisiti di reddito e alloggio come «invariati».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-01-08;3!vig=2007-02-14","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, testo originario: nuovo art. 9 del testo unico sull'immigrazione (permesso CE per soggiornanti di lungo periodo dopo cinque anni, con reddito non inferiore all'assegno sociale e, per i familiari, reddito adeguato e alloggio idoneo); circolare del Ministero dell'Interno del 16 febbraio 2007 su https://www.poliziadistato.it/statics/23/circolare_dlgs_n3_lungosoggiornanti.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1245","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"dobbiamo introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha inserito il voto amministrativo agli stranieri nel disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976), presentato alla Camera il 30 luglio 2007. L'articolo unico prevedeva elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative per i titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, previa ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992. Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali il 10 settembre 2007, che ne ha avviato l'esame fino al 6 novembre 2007 senza concluderlo prima dello scioglimento delle Camere. Nessuna norma sul voto agli stranieri è stata approvata.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2976","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2976: iniziativa governativa, presentazione il 30 luglio 2007, assegnazione alla I Commissione il 10 settembre 2007, esame in commissione fino al 6 novembre 2007, stato dell'iter «assegnato»."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1246","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge del governo A.C. 1607, presentato alla Camera il 30 agosto 2006, dava la cittadinanza per nascita a chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno residente legalmente da almeno cinque anni, o a sua volta nato in Italia, con un requisito di reddito; riduceva inoltre da dieci a cinque anni la residenza legale richiesta per la naturalizzazione. Assegnato alla commissione Affari costituzionali il 19 settembre 2006, ha portato a un testo unificato adottato come testo base il 7 febbraio 2007, ma l'esame in commissione non si è concluso e il testo non è arrivato al voto dell'Assemblea prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 91/1992 non è stata modificata nel mandato. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1607","descrizione":"Scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 1607 (XV legislatura): iniziativa governativa del 30 agosto 2006, assegnato alla I Commissione il 19 settembre 2006, testo unificato adottato come testo base il 7 febbraio 2007, stato dell'iter «assegnato», nessun lavoro in Assemblea"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1248","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"dobbiamo tornare a investire nell’integrazione, ripristinando il Fondo per le politiche migratorie","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1, commi 1267-1268) ha istituito presso il Ministero della solidarietà sociale il «Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati», con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il fondo finanzia anche un piano per l'accoglienza degli alunni stranieri con mediatori culturali. Non è il ripristino formale del Fondo nazionale per le politiche migratorie del testo unico del 1998, che nel 1999 aveva 68 miliardi di lire (circa 35 milioni di euro), ma è un fondo nazionale con lo stesso scopo, l'integrazione dei migranti, e una dotazione più alta.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Camera, testo della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1267-1268: istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati (50 milioni di euro l'anno nel 2007-2009); la dotazione del vecchio fondo è nell'art. 45 del d.lgs. 286/1998 su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c125","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"adozione della disciplina per l'indennizzo del cittadino e dell'impresa in caso di mancato rispetto dei tempi di conclusione del procedimento entro 1 anno","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II ha presentato alla Camera, il 24 gennaio 2007, il disegno di legge A.C. 2161 sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (ministri Nicolais e Padoa-Schioppa). Il testo presentato aggiungeva alla legge 241/1990 un nuovo art. 2-bis: oltre al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto del termine, prevedeva che l'amministrazione pagasse per il mero ritardo una somma di denaro in misura fissa, da stabilire con regolamento del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge il 24 ottobre 2007; al Senato (A.S. 1859) era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima della fine della legislatura. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) l'indennizzo non è quindi entrato in vigore. Una misura di questo tipo è stata introdotta solo nel 2013, dall'art. 28 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69: 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 2.000 euro, in via sperimentale.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0009.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier del Servizio Studi su A.C. 2161: art. 1, comma 1, lett. b), nuovo art. 2-bis della legge 241/1990 (risarcimento del danno da ritardo e somma in misura fissa per il mero ritardo, da definire con regolamento); presentazione il 24 gennaio 2007. Approvazione alla Camera il 24 ottobre 2007 nell'elenco dei ddl del governo Prodi II sul sito del Senato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1250","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Approveremo senza ulteriori ritardi una legge organica di attuazione dell’articolo 10 della Costituzione","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 256"},"esito":"in parte","motivazione":"Una legge organica di attuazione dell'articolo 10 della Costituzione non è stata approvata. Nella XV legislatura le sei proposte sul diritto d'asilo esaminate dalla commissione Affari costituzionali della Camera (A.C. 191 e abbinate) erano di iniziativa parlamentare, e l'esame in sede referente, avviato il 13 giugno 2007, non si è concluso; non risulta un disegno di legge del governo sul tema. Il governo ha però recepito le direttive europee con due decreti legislativi: il n. 251 del 19 novembre 2007 (qualifica di rifugiato e protezione sussidiaria, in vigore dal 19 gennaio 2008) e il n. 25 del 28 gennaio 2008 (procedure di riconoscimento dello status, in vigore dal 2 marzo 2008). Questi atti disciplinano in modo organico lo status e le procedure, ma non sono la legge organica promessa.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-11-19;251","descrizione":"Decreto legislativo 251/2007, attuazione della direttiva 2004/83/CE sulla qualifica di rifugiato e di persona bisognosa di protezione internazionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1253","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione di un’unica ed equa procedura di esame delle domande di asilo","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (in vigore dal 2 marzo 2008), che attua la direttiva 2005/85/CE, ha riunito in un'unica procedura l'esame delle domande di protezione internazionale, cioè dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, affidato alle commissioni territoriali (artt. 1, 2 e 4). Il decreto abroga la «procedura semplificata» prevista dall'art. 1-ter del d.l. 416/1989 (art. 40) e stabilisce che il richiedente non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda (art. 20). Restano casi di esame prioritario, svolti però dalla stessa commissione e con le stesse garanzie (art. 28). Il Consiglio dei ministri aveva approvato il testo in via preliminare il 27 luglio 2007 e in via definitiva il 9 novembre 2007.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-01-28;25","descrizione":"D.lgs. 25/2008 su Normattiva (G.U. n. 40 del 16/2/2008, in vigore dal 2/3/2008): procedura unica per la protezione internazionale (artt. 1, 2, 4), divieto di trattenimento al solo fine dell'esame (art. 20), esame prioritario con le stesse garanzie (art. 28), abrogazione della procedura semplificata (art. 40)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1254","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Le commissioni che vagliano il diritto d’asilo devono essere indipendenti dall’esecutivo.","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (deliberato dal Consiglio dei ministri il 9 novembre 2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio 2008) ha mantenuto l'impianto precedente per le commissioni territoriali che esaminano le domande di asilo. Ogni commissione è nominata con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Interno, ed è composta da un funzionario della carriera prefettizia con funzioni di presidente, da un funzionario della Polizia di Stato, da un rappresentante degli enti territoriali e da uno dell'ACNUR, con il supporto organizzativo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. Anche la composizione non risulta quindi cambiata rispetto a quella prevista dalla legge 189/2002. Non risultano atti del governo che abbiano reso le commissioni indipendenti dall'esecutivo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/08025dl.htm","descrizione":"D.lgs. 25/2008, art. 4, sul sito del Parlamento: composizione delle commissioni territoriali (presidente prefettizio, funzionario di polizia, rappresentante degli enti territoriali, rappresentante dell'ACNUR), nomina con DPCM su proposta del ministro dell'Interno, supporto del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1255","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’esame delle domande deve essere più rapido","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, che ha recepito la direttiva europea sulle procedure d'asilo, ha lasciato invariati i tempi ordinari: colloquio entro trenta giorni e decisione nei tre giorni feriali successivi, come già prevedevano la legge 189/2002 e il regolamento del 2004. Ha però accelerato l'esame di una parte delle domande: esame prioritario per quelle palesemente fondate, per le persone vulnerabili e per chi è accolto o trattenuto nei centri, e per i trattenuti nei centri di permanenza audizione entro sette giorni e decisione nei due giorni successivi, invece di quindici più tre. Ha inoltre portato fino a dieci le Commissioni territoriali, che il regolamento del 2004 fissava in sette. Non ci sono dati pubblici sui tempi effettivi di esame nei mesi successivi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/08025dl.htm","descrizione":"Decreto legislativo 25/2008 sul sito del Parlamento: art. 4, comma 2 (fino a dieci Commissioni territoriali), art. 27, comma 2 (colloquio entro trenta giorni, decisione entro tre giorni feriali), art. 28 (esame prioritario; per i trattenuti audizione entro sette giorni e decisione entro due). I termini precedenti sono negli artt. 1-ter e 1-quater del decreto-legge 416/1989 nel testo vigente nel 2007 e negli artt. 12 e 15 del DPR 303/2004 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1256","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la garanzia di effettività del diritto al ricorso [...] l’accesso al patrocinio gratuito e il divieto di allontanamento del ricorrente fino ad esito del giudizio","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 9 novembre 2007) ha disciplinato le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. L'art. 16, comma 2, prevede che nei ricorsi giurisdizionali lo straniero sia assistito da un avvocato e ammesso al gratuito patrocinio alle condizioni del DPR 115/2002. L'art. 35, comma 6, stabilisce che il ricorso al tribunale contro il rigetto della domanda sospende l'efficacia del provvedimento impugnato: il richiedente non può quindi essere allontanato fino alla sentenza, che il tribunale deve emettere entro tre mesi. La sospensione non è automatica per le decisioni di inammissibilità, per alcune categorie di richiedenti (tra cui quelli già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento e quelli trattenuti) e per il successivo reclamo in corte d'appello: in questi casi il giudice può sospendere su richiesta (art. 35, commi 7, 8 e 12).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/08025dl.htm","descrizione":"D.lgs. 25/2008, art. 16, comma 2 (gratuito patrocinio nell'impugnazione) e art. 35, commi 6-8 e 12 (effetto sospensivo del ricorso al tribunale e casi in cui non è automatico)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1257","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la definizione, in linea con la normativa comunitaria, dello status giuridico del titolare di protezione umanitaria","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (in vigore dal 19 gennaio 2008), che recepisce la direttiva europea 2004/83/CE, ha definito lo status di protezione sussidiaria. Il suo permesso di soggiorno dura tre anni ed è rinnovabile (art. 23), consente l'accesso al lavoro e allo studio ed è convertibile per motivi di lavoro. L'art. 34 estende i diritti della protezione sussidiaria ai titolari del vecchio permesso umanitario rilasciato in sede di esame della domanda di asilo. Il permesso umanitario previsto dal testo unico sull'immigrazione (art. 5, comma 6) non è stato disciplinato in modo nuovo, e la conversione riguarda il lavoro e non lo studio.","prova":{"url":"https://file.asgi.it/decreto.legislativo.19.novembre.2007.n.251.pdf","descrizione":"Decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (testo in vigore dal 19 gennaio 2008): art. 23 (permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, convertibile per motivi di lavoro) e art. 34, commi 4-5 (titolari del permesso umanitario)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1266","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Vareremo inoltre una normativa per tutelare la concorrenza nel sistema della comunicazione [...] mediante la previsione di limiti alla concentrazione delle risorse economiche nei singoli mercati","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il ministro delle Comunicazioni Gentiloni presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825). Il testo fissava un limite antitrust per singolo mercato: ricavi superiori al 45 per cento della pubblicità televisiva sarebbero stati considerati posizione dominante; modificava anche la definizione del sistema integrato delle comunicazioni. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1825","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori di A.C. 1825: iniziativa governativa, presentato il 16 ottobre 2006; esame delle commissioni concluso il 15 novembre 2007, relazione presentata il 17 gennaio 2008; stato finale «in stato di relazione». Il contenuto (limite del 45 per cento) è nel dossier del Servizio studi TR0035"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1267","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Introdurremo strumenti normativi specifici [...] che impediscano l’estensione delle posizioni dominanti in mercati contigui.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 un disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro Gentiloni). Oltre a un limite antitrust del 45 per cento ai ricavi pubblicitari televisivi, il testo sostituiva il limite vigente alla raccolta di risorse per le imprese con più del 40 per cento dei ricavi delle comunicazioni elettroniche con il divieto, per queste imprese, di fondersi o collegarsi con imprese in posizione dominante nel sistema televisivo: una norma sull'estensione delle posizioni dominanti da un mercato all'altro. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura. Non risultano altri atti del governo su questo punto.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/TR0035.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sul disegno di legge A.C. 1825 (23 gennaio 2007): art. 2 (limite del 45 per cento ai ricavi pubblicitari televisivi) e art. 6, comma 3 (divieto per le imprese con più del 40 per cento dei ricavi delle comunicazioni elettroniche di fondersi o collegarsi con imprese in posizione dominante nel sistema televisivo). Iter sulla scheda dei lavori preparatori della Camera: esame in commissione concluso il 15 novembre 2007, relazione il 17 gennaio 2008, mai votato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1268","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"dovremo escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e del comparto radiotelevisivo possano controllare quotidiani","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e della televisione potessero controllare quotidiani. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata, ma che non interveniva sulla proprietà dei quotidiani. Le commissioni Cultura e Trasporti hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e presentato la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo ha votato prima dello scioglimento delle Camere. Restava in vigore solo il divieto, previsto dal testo unico del 2005 (art. 43, comma 12) e valido fino al 31 dicembre 2010, per chi trasmetteva in ambito nazionale con più di una rete televisiva di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani; non riguardava gli operatori di telecomunicazioni e il governo Prodi non lo ha modificato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1825","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 1825: disegno di legge di iniziativa governativa presentato il 16 ottobre 2006, esame delle commissioni VII e IX concluso il 15 novembre 2007, relazione presentata il 17 gennaio 2008, iter fermo «in stato di relazione». Il testo contiene il limite del 45 per cento del totale dei ricavi pubblicitari del settore televisivo (art. 2, comma 1) e nessuna norma sui quotidiani"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1269","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"In linea con gli indirizzi comunitari introdurremo il principio di separazione fra i gestori delle infrastrutture di rete e i produttori di contenuti.","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di introdurre il principio di separazione tra gestori delle reti e produttori di contenuti. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), che indicava tra i principi una «tendenziale e progressiva separazione tra operatori di rete e fornitori di contenuti». Dal 30 novembre 2012 i fornitori nazionali di contenuti che gestiscono anche una rete avrebbero dovuto separare le attività in società distinte (art. 3, comma 7). Le commissioni della Camera hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007, ma il testo non è mai stato votato in Aula prima dello scioglimento delle Camere e non è diventato legge.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1825","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori di A.C. 1825: disegno di legge di iniziativa governativa presentato il 16 ottobre 2006; esame in commissione concluso il 15 novembre 2007, relazione presentata il 17 gennaio 2008; iter fermo «in stato di relazione»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c127","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la costituzione di una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 35"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva una cabina di regia a Palazzo Chigi e una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, all'art. 1, comma 22-bis, inserito dalla legge di conversione 17 luglio 2006, n. 233, ha previsto presso la Presidenza del Consiglio l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, costituita con decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Con un decreto della stessa data è stato istituito il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione. Il Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione, che affida all'Unità più compiti, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2007.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/OR0054.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio Studi, dossier n. 92 dell'11 luglio 2007 sul Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione: l'Unità per la semplificazione, prevista dall'art. 1, comma 22-bis, del decreto-legge 181/2006, è stata costituita con d.P.C.M. 12 settembre 2006; il Comitato interministeriale è stato istituito con d.P.C.M. della stessa data; il Piano è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2007. Testo del comma 22-bis: legge 233/2006 (https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06233l.htm)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1270","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Introdurremo nuovi strumenti – sotto la responsabilità dell’Authority – per rilevare in modo affidabile gli ascolti multipiattaforma.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha proposto il nuovo sistema di rilevazione nel disegno di legge sul settore televisivo presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 (A.C. 1825): l'art. 4 definiva la rilevazione degli ascolti un servizio di interesse generale, da svolgere tenendo conto delle diverse piattaforme trasmissive, e delegava il governo a regolare le rilevazioni curate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Le commissioni hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e la relazione è stata depositata il 17 gennaio 2008, ma la legge non è stata approvata prima della fine della legislatura. Nel frattempo l'Autorità, indipendente dal governo, aveva dato all'Auditel indirizzi con una delibera del maggio 2006 e nel marzo 2007 ha concluso un'indagine che ha portato a modifiche del campione e dello statuto: sono atti dell'Autorità, non del governo.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0015630.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, disegno di legge A.C. 1825 presentato dal Ministro delle comunicazioni Gentiloni: art. 4 «Principi in materia di rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione», con delega al governo. La relazione delle commissioni (A.C. 1825-2077-2502-2601-A, 17 gennaio 2008) è su leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0036930.pdf; l'iter si è fermato «in stato di relazione». Per gli atti dell'Autorità: comunicato AGCOM del 23 marzo 2007."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1271","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che impongano standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione. Il disegno di legge del governo sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), nel testo licenziato dalle commissioni della Camera il 17 gennaio 2008, chiedeva soltanto al Ministero delle comunicazioni di attivarsi perché la presenza di diversi standard non diventasse una barriera all'accesso ai contenuti, e comunque non è mai stato votato dall'Aula. Sugli apparecchi il governo ha agito con un incentivo: la finanziaria 2007 ha previsto una detrazione del 20 per cento della spesa, fino a 1.000 euro, per l'acquisto nel 2007 di un televisore con sintonizzatore digitale integrato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0036930.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 1825-2077-2502-2601-A, relazione delle commissioni VII e IX presentata il 17 gennaio 2008 con il testo approvato in sede referente: nessun obbligo di standard aperti per i decoder (art. 3, comma 19)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1274","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"reintrodurremo la riserva di risorse frequenziali destinate alla comunicazione e informazione locale e comunitaria","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro delle Comunicazioni Gentiloni). L'articolo 3 prevedeva che le frequenze residue tornassero al ministero e fossero riassegnate con quote di riserva a favore dell'emittenza locale, senza una quota per l'emittenza comunitaria. Il disegno di legge è arrivato allo stato di relazione il 17 gennaio 2008, ma non è stato approvato prima della fine della legislatura, e la riserva di frequenze non è diventata legge. Restava in vigore solo la norma, precedente al mandato, del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, art. 8) che riserva all'emittenza locale un terzo della capacità trasmissiva.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/TR0035.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sul disegno di legge A.C. 1825: presentato dal Governo il 16 ottobre 2006; art. 3, comma 5, quote di riserva a favore dell'emittenza locale nella riassegnazione delle frequenze; richiamo alla riserva di un terzo della capacità trasmissiva per l'emittenza locale nell'art. 8 del testo unico. Lo stato dell'iter («in stato di relazione» dal 17 gennaio 2008) è nell'elenco dei disegni di legge governativi presentati nel 2006 (https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2006/ElencoDDLPerGoverno___C.html)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1276","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"del ripristino del tetto alla raccolta pubblictaria previsto dalla Legge Maccanico","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II ha presentato alla Camera il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale (ministro Gentiloni, 16 ottobre 2006). L'art. 2 stabiliva che la raccolta di oltre il 45 per cento dei ricavi pubblicitari del settore televisivo costituisse posizione dominante, sanzionata con la riduzione dei tempi di pubblicità. Era una soglia diversa da quella della legge 249/1997, che limitava al 30 per cento la quota di ciascun soggetto sulle risorse complessive del settore televisivo nazionale. Il disegno di legge non è stato comunque approvato: il 17 gennaio 2008 la commissione aveva concluso l'esame e il testo era stato trasmesso all'Assemblea, ma le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008. Nel mandato del governo il tetto alla raccolta pubblicitaria della legge Maccanico non è stato ripristinato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato, elenco dei ddl del governo Prodi II: C. 1825 «Disposizioni per la disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale», presentato il 16 ottobre 2006, ultimo stato «in stato di relazione» dal 17 gennaio 2008; contenuto dell'art. 2 (soglia del 45 per cento dei ricavi pubblicitari) nel dossier della Camera, documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/TR0035.htm; limite del 30 per cento nell'art. 2, comma 8, della legge 249/1997 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1283","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Rafforzeremo i poteri di intervento e sanzione affidati all’Authority indipendente","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha rafforzato i poteri di sanzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nelle comunicazioni elettroniche. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, comma 136, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha moltiplicato per dieci gli importi delle sanzioni previste dall'art. 98 del codice delle comunicazioni elettroniche ed escluso il pagamento in misura ridotta per le sanzioni dell'Autorità. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 1, comma 4) le ha affidato la vigilanza e le sanzioni sulle nuove regole per la telefonia. Il disegno di legge sul settore televisivo (A.C. 1825, presentato il 16 ottobre 2006), che le attribuiva nuovi poteri di vigilanza e sanzione fino al 5 per cento del fatturato e alla sospensione dell'attività, è stato esaminato dalle commissioni ma non è stato votato dalla Camera prima della fine della legislatura.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06286l.htm","descrizione":"Decreto-legge 262/2006 coordinato con la legge di conversione 286/2006, art. 2, comma 136: sanzioni dell'art. 98 del codice delle comunicazioni elettroniche moltiplicate per dieci e nuovo comma 17-bis (niente pagamento in misura ridotta per le sanzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Vigilanza e sanzioni sulle regole per la telefonia: decreto-legge 7/2007, art. 1, comma 4 (https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07040l.htm). A.C. 1825: scheda della Camera, in stato di relazione dal 17 gennaio 2008 (https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1825)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1294","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1245) ha impegnato il governo a elaborare entro sei mesi una proposta di riforma dell'editoria, privilegiando tra l'altro le imprese no profit nelle agevolazioni postali. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge in via preliminare il 3 agosto 2007 e in via definitiva il 12 ottobre 2007, ma non risulta presentato alle Camere prima della fine della legislatura; la riforma è stata riproposta come proposta di legge nel giugno 2008 (A.C. 1269, XVI legislatura). Nel mandato i contributi diretti sono stati toccati solo da misure di contenimento e controllo: riparto proporzionale delle somme disponibili tra gli aventi diritto (legge 296/2006, comma 1246, e legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 294), riduzione del 2 per cento per il 2007 e il 2008 con un tetto pari ai costi sostenuti (decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, art. 10, come convertito) e obbligo di un modello dei costi certificato (legge 244/2007, art. 2, comma 293). Non sono stati introdotti criteri specifici per l'editoria non profit e cooperativa né garanzie sulla certezza delle risorse.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2008id_/http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760","descrizione":"Comunicato del Consiglio dei ministri del 12 ottobre 2007 (copia archiviata del sito del governo): approvazione del disegno di legge per la nuova disciplina dell'editoria, rimasto senza seguito; la riforma è stata riproposta nella legislatura successiva con la proposta di legge A.C. 1269 del 9 giugno 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c130","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Prevediamo quindi la stipulazione di un Patto per l'Innovazione tra Governo, Regioni, Enti Locali e Parti Sociali","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel settembre 2007 la Conferenza unificata, la sede in cui governo, regioni ed enti locali concordano le politiche comuni, ha approvato il documento «Progetto Paese – Patto per l'attuazione del sistema nazionale di e-government nelle regioni e negli enti locali». Il patto coordina le azioni per l'innovazione tra i diversi livelli di governo secondo un modello cooperativo, come chiedeva il programma. Non risulta però che le parti sociali, che il programma includeva tra i firmatari, vi abbiano partecipato. La promessa è quindi attuata per la parte istituzionale.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/006/00000002.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, XVI legislatura, Doc. XVII n. 6 (documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della commissione Affari costituzionali sull'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni): richiama il documento approvato a settembre 2007 dalla Conferenza unificata «Progetto Paese – Patto per l'attuazione del sistema nazionale di e-government nelle regioni e negli enti locali» e il suo modello cooperativo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1301","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"È perciò importante che essa si rinnovi e si ristrutturi, come holding pubblica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 265"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha avviato la riforma con il disegno di legge del ministro Gentiloni presentato al Senato il 22 maggio 2007 (atto Senato n. 1588). Il testo trasferiva le azioni della Rai dal Ministero dell'economia a una nuova Fondazione e le affidava la riorganizzazione dell'azienda, anche con nuove società. Prevedeva di separare la gestione della rete dalla produzione dei contenuti e il servizio pubblico finanziato dal canone dalle attività commerciali finanziate dalla pubblicità. Il disegno di legge era ancora in esame in commissione quando le Camere sono state sciolte, il 6 febbraio 2008, e non è diventato legge. Nel mandato, quindi, l'assetto della Rai non è cambiato e sono rimaste in vigore le regole del testo unico della radiotelevisione del 2005.","prova":{"url":"https://www.senato.it/legislature/15/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=28347","descrizione":"Senato, scheda dell'atto Senato n. 1588 (XV legislatura), «Disciplina e riorganizzazione del servizio pubblico generale radiotelevisivo», iniziativa del ministro Gentiloni: presentato il 22 maggio 2007, ultimo stato «16 gennaio 2008: in corso di esame in commissione». Testo del disegno di legge: https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00264218.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1304","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"nuovi criteri di nomina dei vertici assicureranno l’autonomia manageriale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 266"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La riforma della Rai è stata proposta, ma non è stata adottata. Il disegno di legge del governo (A.S. 1588, ministro delle comunicazioni Gentiloni), presentato al Senato il 22 maggio 2007, affidava la Rai a una Fondazione con un consiglio di 11 membri, in parte scelti tra candidature raccolte con un bando pubblico, e a questo consiglio spettava nominare il consiglio di amministrazione di RAI Spa. Il disegno di legge è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima della fine anticipata della legislatura. I vertici della Rai hanno continuato a essere nominati con le regole in vigore, tra cui il potere della commissione parlamentare di vigilanza di designare sette consiglieri (legge n. 112 del 2004).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00264218.pdf","descrizione":"Testo del disegno di legge A.S. 1588 (XV legislatura), presentato dal ministro delle comunicazioni Gentiloni il 22 maggio 2007: art. 5 sul consiglio della Fondazione (11 membri, candidature con bando pubblico, nomina del consiglio di amministrazione di RAI Spa). Per lo stato dell'iter («in corso di esame in commissione»): https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__S.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1309","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"regolamentare l’attività della società ARCUS S.p.a. [...] stabilizzando la destinazione per essa del 5% dei fondi previsti per le infrastrutture","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il regolamento sui criteri e le modalità di utilizzo per la cultura della quota degli stanziamenti per le infrastrutture, cioè dell'attività di ARCUS, è stato adottato con il decreto interministeriale 24 settembre 2008, n. 182, dopo la fine del governo Prodi II. Secondo la relazione al Parlamento della Corte dei conti, la quota era il 3 per cento degli stanziamenti, elevata al 5 per cento solo per il 2005 e il 2006; la norma che la fissa al 3 per cento (articolo 60, comma 4, della legge 289/2002) non è stata modificata durante il mandato. Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (d.P.R. 233/2007) si è limitato ad affidare a una direzione generale i diritti dell'azionista sulla società. Non risultano atti del governo che abbiano stabilizzato il 5 per cento o regolamentato l'attività di ARCUS.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/015/080/00000002.pdf","descrizione":"Relazione al Parlamento (Doc. XV n. 80) su ARCUS: quota del 3% degli stanziamenti, elevata al 5% solo per 2005 e 2006; regolamento adottato con decreto interministeriale 24 settembre 2008, n. 182"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1310","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"prevedere la destinazione alla produzione di spettacolo e di cinema [...] di una quota degli introiti delle transazioni pubblicitarie delle emittenti televisive nazionali","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 301) ha sostituito il comma 3 dell'articolo 44 del testo unico della radiotelevisione. Le emittenti devono riservare almeno il 10 per cento dei propri introiti netti annui, compresi quelli da pubblicità, alla produzione e all'acquisto di opere europee di produttori indipendenti e, se trasmettono in chiaro, almeno il 30 per cento di tale quota a film di espressione originale italiana; la Rai deve destinare il 15 per cento dei ricavi da canone e pubblicità, con una riserva di almeno il 20 per cento per i film italiani. La norma precedente vincolava già almeno il 10 per cento degli introiti pubblicitari netti a produzioni europee, con almeno il 40 per cento di film: la novità è la base più ampia e la quota riservata al cinema italiano. Il vincolo non riguarda lo spettacolo dal vivo.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L24-12-2007-244-Legge-finanziaria-2008.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 301: nuovo comma 3 dell'articolo 44 del testo unico della radiotelevisione, con quota degli introiti delle emittenti per le opere europee e sotto-quote per i film italiani"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1311","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ristabilire il bilancio complessivo del Ministero per i beni e le attività culturali al livello previsto per il 2001","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali non è stato riportato al livello del 2001. Secondo i dati del ministero, lo stato di previsione della spesa valeva circa 2.241 milioni di euro nel 2001. Il bilancio 2006, approvato prima dell'insediamento del governo, prevedeva circa 1.860 milioni; quelli preparati dal governo per il 2007 e il 2008 circa 1.987 e 2.037 milioni, sotto il livello del 2001 anche senza tenere conto dell'inflazione. Anche la spesa a consuntivo è rimasta più bassa: 2.708 milioni nel 2001, 2.230 milioni nel 2007.","prova":{"url":"https://media.beniculturali.it/mibac/files/boards/388a5474724a15af0ace7a40ab3301de/file_pdf/D.M.%20418%20DEL%209%20%20SETTEMBRE%202020%20RELAZIONE%20PERFORMANCE%202019.pdf","descrizione":"Relazione sulla performance 2019 del Ministero, par. 2.4.1: tabella degli stanziamenti dal 2000 al 2019 (stato di previsione e consuntivo del ministero, quota sul bilancio dello Stato)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1312","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riportare gli stanziamenti del Fondo Unico dello Spettacolo almeno al livello previsto per il 2001, garantendone la stabilità triennale","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo senza riportarlo al livello del 2001 negli anni del mandato. Il decreto-legge 223/2006 (art. 18, comma 3) lo ha integrato di 50 milioni di euro l'anno per il 2006-2008. Secondo il Ministero per i beni e le attività culturali, il Fondo valeva 530,3 milioni nel 2001, 427,3 nel 2006, 441,3 nel 2007 e 471,3 nel 2008. La legge finanziaria 2008 aveva stanziato 511,5 milioni per il 2008 e 567,3 e 563,3 milioni per il 2009 e il 2010, oltre il livello del 2001. Le risorse effettive del 2008 sono però scese a 471,3 milioni per gli accantonamenti previsti dalla legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 507). Gli stanziamenti degli anni successivi restavano rideterminabili ogni anno: non risultano atti che abbiano garantito al Fondo una stabilità triennale.","prova":{"url":"https://spettacolo.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2022/05/Relazione-FUS-2008.pdf","descrizione":"Relazione del Ministero sull'utilizzazione del FUS 2008: tabella 1 con lo stanziamento 2008 di 511,5 milioni secondo la legge finanziaria e il riparto effettivo (456,3 milioni più 15,1 di disaccantonamento), accantonamenti ai sensi dell'art. 1, comma 507, della l. 296/2006; serie storica con 530,34 milioni nel 2001. Serie 2006-2008: Relazione FUS 2010 (https://spettacolo.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2022/03/Relazione-FUS-2010.pdf). Stanziamenti 2008-2010: legge 244/2007, Tabella C (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf). Integrazione di 50 milioni: d.l. 223/2006, art. 18, comma 3 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06248l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1313","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"stabilire l’obiettivo dell’1% del PIL di risorse pubbliche destinate alla cultura nel medio - lungo periodo","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha fissato un obiettivo dell'1 per cento per la cultura, ma riferito al bilancio dello Stato e non al PIL. Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, deliberato dal Consiglio dei ministri il 28 giugno 2007, si propone di adeguare l'incidenza delle risorse per le politiche culturali sul bilancio dello Stato, allora pari allo 0,26 per cento, «in direzione dell'obiettivo strategico dell'1 per cento»: un traguardo più basso di quello promesso, perché il bilancio dello Stato è una frazione del PIL. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche per funzione (classificazione COFOG), la spesa pubblica per i servizi culturali è rimasta intorno allo 0,3 per cento del PIL (0,31 nel 2006, 0,32 nel 2007), quella per attività ricreative, culturali e di culto intorno allo 0,7 per cento. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1142) ha autorizzato 79 milioni di euro per il 2007 e 87 milioni annui dal 2008 per interventi del Ministero per i beni e le attività culturali.","prova":{"url":"https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/DPEF-2008-2011.pdf","descrizione":"Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, deliberato dal Consiglio dei ministri il 28 giugno 2007, par. V.17 «Cultura» (p. 73): incidenza della spesa per la cultura sul bilancio dello Stato allo 0,26 per cento, «obiettivo strategico dell'1 per cento». Spesa per funzione delle amministrazioni pubbliche (COFOG): Eurostat, gov_10a_exp."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1314","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"aiutare la cultura con incentivi fiscali e tax shelter (scudo fiscale)","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 325-343), approvata nel mandato del governo, ha introdotto incentivi fiscali per il cinema: crediti d'imposta per produzione, distribuzione ed esercizio (comma 327), per chi investe da settori esterni (comma 325) e per le produzioni estere girate in Italia (comma 335), e il tax shelter, cioè la detassazione degli utili reinvestiti nei film (commi 338-339). Gli incentivi riguardano solo il cinema e non le altre attività culturali. Inoltre la loro efficacia era subordinata all'autorizzazione della Commissione europea (commi 334 e 343), arrivata il 18 dicembre 2008 e il 22 luglio 2009, con i decreti applicativi del 2009 e del 2010: sono diventati operativi solo dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 325-343: crediti d'imposta e tax shelter per il cinema, con efficacia subordinata all'autorizzazione europea (commi 334 e 343). Decreto ministeriale 7 maggio 2009, che richiama la decisione di autorizzazione della Commissione N595/2008 del 18 dicembre 2008: https://cinema.cultura.gov.it/download/10437"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1318","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"istituire presso il Ministero un Osservatorio della cultura","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito un «Osservatorio della cultura» presso il Ministero per i beni e le attività culturali. Il regolamento di riorganizzazione del Ministero (d.P.R. 26 novembre 2007, n. 233) prevede soltanto un osservatorio di cui il Segretario generale può avvalersi per coordinare le attività internazionali e conferma l'Osservatorio dello spettacolo, istituito dalla legge 163/1985 e già operante.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2007-11-26;233","descrizione":"Normattiva, d.P.R. 26 novembre 2007, n. 233, regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali: l'art. 2, comma 3, lett. n), prevede un osservatorio per il coordinamento delle attività internazionali e l'art. 12, comma 4, conferma l'Osservatorio dello spettacolo; nessun Osservatorio della cultura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1319","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Intendiamo lanciare un piano di recupero del patrimonio storico, artistico e paesaggistico","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 271"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito un piano nazionale di recupero del patrimonio storico, artistico e paesaggistico come quello descritto nel programma, che univa grandi vie storiche, abbazie, castelli, borghi e centri storici. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1138 e 1142) ha stanziato fondi per la tutela, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali: 31,5 milioni di euro l'anno nel 2007-2009 per interventi stabiliti con decreto del ministro e 79 milioni nel 2007 (87 milioni l'anno dal 2008) per emergenze e progetti di manutenzione e restauro. Nel 2007 il governo ha avviato anche iniziative su singoli itinerari, come la Via Francigena. Sono stanziamenti e iniziative separati, non un piano di recupero unitario.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L27-12-2006-296-Legge-finanziaria-2007.pdf","descrizione":"Testo della legge finanziaria 2007: commi 1138 e 1142 con i fondi per la tutela, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, assegnati con decreti annuali del ministro e non inseriti in un piano di recupero."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1324","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"sospensione della vendita di beni culturali pubblici prevista dal governo Berlusconi e ripristino del vaglio delle Soprintendenze secondo il regolamento Melandri del 2000","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62 (Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2008, in vigore dal 24 aprile 2008) ha modificato il Codice dei beni culturali sulle vendite di beni pubblici. L'autorizzazione del Ministero a vendere beni del demanio culturale esisteva già; il decreto ha stabilito che sia rilasciata su parere del soprintendente, sulla base di un programma di conservazione, degli obiettivi di valorizzazione e della destinazione d'uso prevista, e che sia negata per usi incompatibili con il carattere storico e artistico del bene. La dottrina vi ha riconosciuto un recupero della disciplina del regolamento del 2000 (d.P.R. 283/2000). Non risulta invece un atto del governo che abbia sospeso le vendite di beni culturali pubblici.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-03-26;62","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 26 marzo 2008, n. 62 (GU n. 84 del 9/4/2008, in vigore dal 24/4/2008), art. 2: sostituisce i commi 2 e 3 dell'art. 55 del Codice (autorizzazione su parere del soprintendente, programma di conservazione, obiettivi di valorizzazione, destinazione d'uso) e inserisce l'art. 55-bis. Per il collegamento con il d.P.R. 283/2000: A. Serra, Aedon 3/2008 (doi 10.7390/28454)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1326","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il potenziamento e completamento degli Istituti Centrali","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272"},"esito":"in parte","motivazione":"Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233) ha ridisegnato la rete degli istituti centrali. L'art. 15 ne elenca sette, tra cui il nuovo Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, che subentra alla Discoteca di Stato, e quello per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, che assorbe due strutture preesistenti; l'Istituto centrale del restauro diventa un istituto dotato di autonomia speciale. L'organizzazione dei singoli istituti è stata però rinviata a regolamenti successivi, adottati dopo la fine del governo, e non risultano atti del mandato che abbiano aumentato risorse o personale degli istituti centrali.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2007-11-26;233~art15!vig=2008-01-01","descrizione":"Normattiva, D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233 (G.U. n. 291 del 15 dicembre 2007), art. 15: elenco dei sette istituti centrali (comma 1), rinvio ai regolamenti dei singoli istituti (comma 2) e istituti dotati di autonomia speciale, tra cui l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (comma 3)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1327","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’incremento della capacità operativa delle Soprintendenze anche con forme di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233) non ha dato autonomia organizzativa, amministrativa e contabile alle soprintendenze in generale. Le strutture periferiche del ministero sono articolazioni delle direzioni regionali (art. 17, comma 1), che sono centri di costo (comma 5). L'autonomia speciale resta limitata a un elenco di istituti (art. 15, comma 3), tra cui sei soprintendenze di Napoli, Pompei, Roma, Venezia e Firenze, e riprende una possibilità già prevista dall'art. 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368. Non risultano altri atti del mandato che abbiano esteso questa autonomia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2007-11-26;233~art15!vig=2007-12-30","descrizione":"D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233, art. 15 (Normattiva, testo vigente dal 30 dicembre 2007): elenco degli istituti dotati di autonomia speciale (comma 3) e richiamo all'art. 8 del d.lgs. 368/1998 sulle soprintendenze autonome (comma 5); art. 17: strutture periferiche come articolazioni delle direzioni regionali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1330","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’estensione delle funzioni di tutela a livello di governi territoriali, ferme restando allo Stato l’attribuzione delle funzioni di alta garanzia generale","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il mandato nessuna funzione di tutela è stata estesa a Regioni ed enti locali. Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n. 84 del 9 aprile 2008, in vigore dal 24 aprile 2008) ha riscritto le norme sull'autorizzazione paesaggistica, ma la competenza delle Regioni e la possibilità di delegarla a province, forme associative di enti locali e, a certe condizioni, ai comuni esistevano già nel Codice dei beni culturali e del paesaggio in vigore dal 12 maggio 2006. Il decreto ha anzi reso la delega più selettiva: è ammessa solo verso enti con strutture tecnico-scientifiche adeguate e le deleghe prive dei requisiti sarebbero decadute dopo il 31 dicembre 2008. Per i beni culturali, le modifiche del 2008 all'articolo 5 del Codice non hanno attribuito nuove funzioni di tutela alle Regioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-03-26;63","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 26 marzo 2008, n. 63 (GU n. 84 del 9/4/2008, in vigore dal 24/4/2008): nuovo art. 146 del Codice (comma 6: delega dell'autorizzazione paesaggistica solo a enti con strutture tecnico-scientifiche adeguate) e art. 159 (decadenza dal 31/12/2008 delle deleghe prive dei requisiti). Confronto con l'art. 146 in vigore dal 12/5/2006 al 23/4/2008 (comma 3: delega già ammessa a province, forme associative e comuni) nella versione multivigente del d.lgs. 42/2004 su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1331","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la definizione dei profili professionali, dei percorsi formativi e delle forme di accreditamento degli addetti alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Codice dei beni culturali già prevedeva (art. 29, commi 7-9) che regolamenti del ministro definissero i profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori delle attività complementari al restauro, i criteri dell'insegnamento del restauro e l'accreditamento dei soggetti formatori. Nel 2007 una commissione ministeriale elaborò una proposta, tradotta in due schemi di regolamento: uno ottenne l'intesa della Conferenza Stato-Regioni il 15 marzo 2007, ma nessuno dei due fu approvato. Il decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 62 (in vigore dal 24 aprile 2008) modificò solo le norme transitorie per ottenere la qualifica di restauratore. Alla fine del mandato i profili professionali, i percorsi formativi e l'accreditamento non erano stati definiti, né per il restauro né per gli altri addetti alla tutela e alla gestione dei beni culturali.","prova":{"url":"https://rivisteweb.it/download/article/10.7390/28453","descrizione":"C. Tubertini, «La disciplina degli operatori del restauro: l'art. 182», Aedon, fascicolo 3, dicembre 2008: spiega che i commi 7, 8 e 9 dell'art. 29 del Codice non erano attuati, che la proposta della commissione ministeriale del 2007 fu tradotta in due schemi di regolamento (uno con l'intesa Stato-Regioni del 15 marzo 2007) mai approvati e che il decreto legislativo 62/2008 modificò solo le norme transitorie. Testo del decreto: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/08062dl.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1332","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la creazione di un archivio informatico centrale delle mappe delle zone e dei monumenti vincolati","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato un archivio informatico centrale delle mappe delle zone e dei monumenti vincolati. Il servizio centrale oggi disponibile, «Vincoli in rete», è stato realizzato dall'Istituto superiore per la conservazione e il restauro a partire dal 2012, nell'ambito del Piano eGov 2012, cioè dopo la fine del governo, e collega banche dati già esistenti come la Carta del Rischio, il Sistema informativo beni tutelati, il SITAP e il SIGEC Web.","prova":{"url":"https://cultura.gov.it/vincoli-in-rete-ricerca-sia-di-tipo-alfanumerico-che-cartografico","descrizione":"Ministero della cultura, pagina «Vincoli in rete»: il servizio, sviluppato dall'ISCR, nasce dal Piano eGov 2012 e integra quattro banche dati (Carta del Rischio, Sistema informativo beni tutelati, SITAP, SIGEC Web). La rivista Archeomatica (https://mediageo.it/ojs/index.php/archeomatica/article/download/1684/1523/7199) data al 2012 il progetto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1338","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Ciò a cui dobbiamo provvedere prima di tutto è una disciplina nazionale di sistema.","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 274"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La disciplina nazionale di sistema sullo spettacolo dal vivo non è stata approvata. Nel maggio 2007 la sottosegretaria ai Beni culturali Elena Montecchi ha diffuso una bozza di legge quadro, con deleghe al governo per riordinare il finanziamento del settore e le fondazioni lirico-sinfoniche, ma non risulta che sia stata approvata dal Consiglio dei ministri o presentata alle Camere come disegno di legge del governo. In Parlamento sono state presentate proposte di iniziativa parlamentare, tra cui l'A.C. 2603 del 7 maggio 2007, nessuna delle quali è diventata legge nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008). Nella legislatura successiva il Servizio studi della Camera descriveva ancora il settore come «finora oggetto di norme settoriali e parziali».","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/CU0017.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sulla legge quadro per lo spettacolo dal vivo (XVI legislatura, A.C. 136 e 459): il settore è «finora oggetto di norme settoriali e parziali» e la delega per il riordino della legge 137/2002 non è stata esercitata"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1343","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attuare norme per la defiscalizzazione totale degli investimenti delle persone fisiche e delle imprese private nei progetti e nelle attività di spettacolo dal vivo","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo: nella tabella C lo stanziamento per il 2007 è di 441 milioni di euro, contro i 377 milioni previsti per il 2006 dalla finanziaria precedente. Non risultano però norme che prevedano la defiscalizzazione totale degli investimenti di persone e imprese nello spettacolo dal vivo. È rimasto in vigore il regime generale: deduzione delle erogazioni delle imprese nei limiti dell'articolo 100 del testo unico delle imposte sui redditi e detrazione del 19% per le erogazioni delle persone fisiche, entro il 2% del reddito complessivo. Gli incentivi fiscali introdotti dalla finanziaria 2008 (legge 244/2007, articolo 1, commi 325-343: crediti d'imposta e detassazione degli utili reinvestiti) riguardano solo il cinema.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244","descrizione":"Legge 244/2007 (finanziaria 2008), art. 1, commi 325-343: incentivi fiscali limitati al settore cinematografico; nessuna norma di defiscalizzazione degli investimenti nello spettacolo dal vivo. FUS 2007: tabella C della legge 296/2006, p. 297"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1345","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"istituire un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo (riduzioni del prezzo del biglietto e dei servizi per fasce qualificate di consumatori)","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un sistema di incentivi al consumo di spettacolo dal vivo, come riduzioni del prezzo del biglietto per fasce di pubblico. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) intervengono sullo spettacolo con il Fondo unico, contributi a istituzioni e festival e norme fiscali sulle imprese, ma non prevedono misure di questo tipo per il pubblico. Anche la Relazione sull'utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo per il 2007, che elenca gli interventi dello Stato nel settore, non cita incentivi alla domanda.","prova":{"url":"https://spettacolo.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2022/05/Relazione-FUS-2007.pdf","descrizione":"Relazione del Ministero per i beni e le attività culturali sull'utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo, anno 2007: descrive gli interventi statali e i dati sul Fondo; non vi compaiono riduzioni di prezzo del biglietto o incentivi alla domanda di spettacolo dal vivo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1347","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riformando l’Ente teatrale italinao (ETI), depurandolo da funzioni improprie","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275"},"esito":"in parte","motivazione":"Il 2 aprile 2007 il ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli ha firmato un atto di indirizzo sull'attività dell'Ente teatrale italiano per il 2007, che ne ridefiniva il ruolo: promozione del teatro italiano all'estero d'intesa con le istituzioni straniere, nessuna sovrapposizione con le funzioni di altri soggetti né attività di concorrenza e distribuzione sul mercato, dismissione progressiva dei teatri di proprietà o in gestione dell'ente. L'atto è una direttiva annuale che non ha modificato lo statuto né la legge che disciplina l'ETI. Nel mandato non risulta adottata una riforma normativa dell'ente.","prova":{"url":"http://www.ateatro.it/webzine/2007/04/10/come-cambia-leti/","descrizione":"ateatro.it, 10 aprile 2007: testo integrale dell'atto di indirizzo del ministro Rutelli del 2 aprile 2007 sull'attività dell'ETI per il 2007 (ruolo internazionale, nessuna concorrenza con altri soggetti, dismissione dei teatri), adottato nel quadro dello statuto vigente"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1348","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"stabilire regole di programmazione dello spettacolo dal vivo italiano ed europeo sulle reti televisive e radiofoniche nazionali","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275"},"esito":"in parte","motivazione":"Il contratto di servizio tra il ministero delle Comunicazioni e la Rai per il 2007-2009, approvato con decreto del 6 aprile 2007 (GU n. 123 del 29 maggio 2007), ha fissato regole per la programmazione dello spettacolo dal vivo, ma solo per il servizio pubblico. L'articolo 4 inserisce tra i generi dell'offerta lo «Spettacolo», con attenzione a teatro, danza, lirica, prosa e musica. L'articolo 10 impone alla Rai di destinare almeno il 15% dei ricavi annui a investimenti che comprendono anche le trasmissioni culturali sullo spettacolo dal vivo. Non risultano regole analoghe per le altre reti televisive e radiofoniche nazionali, che erano comprese nella promessa.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/documenti/repository/commissioni/bicamerali/vigilanzaRAIXVI/Contratto_servizio_2007-2009.pdf","descrizione":"Contratto nazionale di servizio Ministero delle Comunicazioni-Rai 2007-2009 (D.M. 6 aprile 2007): art. 4, genere «Spettacolo» con attenzione alle arti dal vivo; art. 10, quota minima del 15% dei ricavi per investimenti anche in trasmissioni sullo spettacolo dal vivo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1353","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una disciplina delle professioni di agente e di rappresentante degli artisti","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo, né disegni di legge del governo, che disciplinino la professione di agente e rappresentante degli artisti. La professione di agente o rappresentante per lo spettacolo dal vivo è stata riconosciuta e disciplinata solo con la legge 15 luglio 2022, n. 106 (art. 4), che ha istituito anche un registro nazionale presso il Ministero della cultura.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-07-15;106~art4","descrizione":"Legge 15 luglio 2022, n. 106, art. 4 «Professione di agente o rappresentante per lo spettacolo dal vivo»: riconoscimento della professione (comma 1) e registro nazionale presso il Ministero della cultura (comma 4)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1360","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Riteniamo che premessa per una nuova legge sul cinema sia una legge antitrust","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma indicava come premessa di una nuova legge sul cinema una legge antitrust sugli interessi in televisione, telecomunicazioni, stampa e nuovi media, per superare il duopolio televisivo. Il governo presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale, secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata. Le commissioni Cultura e Trasporti conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo votò prima dello scioglimento delle Camere. Non risultano disegni di legge del governo per una nuova legge sul cinema: la legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha introdotto crediti d'imposta per il settore (art. 1, commi 325 e seguenti), che sono incentivi fiscali e non una nuova disciplina.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1825","descrizione":"Scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 1825 (XV legislatura): disegno di legge del governo presentato il 16 ottobre 2006, esame delle commissioni VII e IX concluso il 15 novembre 2007, relazione presentata il 17 gennaio 2008, iter fermo «in stato di relazione», senza voto dell'Assemblea. Il limite del 45 per cento del totale dei ricavi pubblicitari del settore televisivo è nell'art. 2, comma 1, del testo del ddl (https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0015630.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1361","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo [...] estenda il prelievo di risorse da destinare al cinema a tutti gli operatori","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo di garanzia per il cinema e l'audiovisivo alimentato da un prelievo su tutti gli operatori che utilizzano il cinema. La legge finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, articolo 2, comma 301) ha invece rafforzato gli obblighi di investimento: emittenti televisive e fornitori di programmi, anche a pagamento, devono destinare almeno il 10 per cento dei propri introiti netti a opere europee, con quote riservate ai film italiani, e gli operatori di comunicazioni elettroniche devono contribuire per i servizi a richiesta secondo un regolamento dell'Autorità per le comunicazioni. Sono obblighi di spesa a carico dei singoli operatori, che il programma indicava come misura distinta dal fondo. La stessa legge ha introdotto crediti d'imposta per il settore (commi 325-343) e un contributo straordinario al fondo già esistente per le sale cinematografiche (comma 342), ma nessun nuovo fondo di garanzia.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Testo della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (pdf su parlamento.it): art. 2, comma 301 (obblighi di investimento in opere europee e italiane per emittenti, fornitori di contenuti e operatori di comunicazioni elettroniche) e commi 325-343 (crediti d'imposta e contributo straordinario al Fondo dell'art. 12 del d.lgs. 28/2004), senza un fondo di garanzia alimentato da un prelievo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1362","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una struttura gestionale autonoma, sul modello del Centro nazionale cinematografico francese","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non è stata creata una struttura autonoma per il cinema sul modello del Centro nazionale cinematografico francese. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 2876, Colasio e altri, presentata il 6 luglio 2007) prevedeva l'istituzione di un «Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo», ma dopo l'assegnazione alla commissione Cultura il 10 settembre 2007 non risulta alcun lavoro in commissione né in Assemblea. Non risulta un disegno di legge del governo sul tema. La legge finanziaria 2008 ha introdotto crediti d'imposta per il cinema, senza creare l'ente.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2876","descrizione":"Camera, XV legislatura, scheda dell'A.C. 2876 «Norme generali in materia di promozione delle attività cinematografiche e audiovisive»: iniziativa parlamentare, assegnata il 10 settembre 2007 alla VII Commissione, nessun lavoro successivo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1365","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’attribuzione all’autorità di garanzia del compito di vigilare, con poteri sanzionatori, sull’applicazione delle nuove norme di vigilanza nell’intera filiera","tema":"cultura","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato non è stata approvata una nuova legge sul cinema e tra i disegni di legge del governo non ne risulta una. La legge finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 301) ha però riscritto l'art. 44 del testo unico della radiotelevisione. Ha fissato nuove quote di programmazione e di investimento in opere europee e in film italiani per emittenti televisive, fornitori di contenuti e di pay-per-view, e ha chiesto agli operatori dei servizi a richiesta di contribuire alle opere europee. Lo stesso comma ha affidato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni un regolamento sulla verifica degli obblighi e «le sanzioni in caso di inadempienza». La vigilanza con poteri sanzionatori riguarda quindi la parte televisiva e audiovisiva della filiera, non l'intera filiera del cinema prevista dal programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-07-31;177~art44!vig=2008-01-02","descrizione":"D.lgs. 177/2005, art. 44 nel testo vigente dal 1° gennaio 2008, come modificato dalla L. 244/2007 (art. 1, comma 301): quote per le opere europee e cinematografiche italiane e comma 5 sul regolamento dell'AGCOM con le sanzioni per l'inadempienza"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1370","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una maggiore valorizzazione dell’attività motoria, fisica e sportiva adeguando il monte ore annuale ai livelli medi europei in tutti gli ordini di scuola","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 279"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano aumentato il monte ore annuale di educazione fisica in alcun ordine di scuola per avvicinarlo alla media europea. Le nuove Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo (decreto del ministro della Pubblica istruzione del 31 luglio 2007) stabiliscono che il monte ore complessivo e i quadri orari delle discipline «rimangono disciplinati dalla normativa vigente»; per la scuola secondaria superiore gli ordinamenti non furono modificati nel mandato. Il ministro Fioroni avviò dall'anno scolastico 2006/07 una sperimentazione sull'attività motoria e sportiva nella scuola primaria (67.000 alunni in 275 scuole) e per il 2007/08 annunciò fondi della l. 440/97 per la primaria e le aree a rischio, l'aggiornamento dei docenti e un tavolo con gli enti locali sugli impianti sportivi: interventi di sostegno, senza modifica delle ore curricolari.","prova":{"url":"https://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/16990/Stato_Decreto31luglio2007.pdf","descrizione":"Decreto del ministro della Pubblica istruzione 31 luglio 2007 (Indicazioni per il curricolo, GU n. 228 dell'1/10/2007), art. 4: la prima attuazione avviene nell'ambito degli ordinamenti vigenti, che per monte ore complessivo e quadri orari delle discipline rimangono disciplinati dalla normativa vigente"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1371","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il riconoscimento dell’educazione motoria nella scuola primaria insegnata dal diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, come insegnante del curricolo","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 279"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riconosciuto l'educazione motoria nella scuola primaria come insegnamento affidato a diplomati ISEF o laureati in Scienze motorie. Nel mandato non è stata adottata alcuna norma che riservasse l'insegnamento a docenti con titolo specifico. Un dossier della Camera sulle proposte di delega della XVIII legislatura (2018 e seguenti) ricorda che la riserva dell'insegnamento a docenti con titolo specifico valeva ancora solo per la scuola secondaria.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg18/dossier/testi/CU0028a.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sulle proposte di delega in materia di educazione motoria nella scuola primaria (XVIII legislatura): descrive la riserva dell'insegnamento a laureati in scienze motorie come novità proposta, e ricorda che la riserva a titoli specifici esisteva già per la secondaria"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1372","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il riconoscimento e regolamentazione della professione dell’insegnante di attività motoria e sportiva","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 279"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riconosciuto o regolamentato la professione di insegnante di attività motoria e sportiva: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ve ne sono sul tema. Sono state presentate solo proposte di iniziativa parlamentare, come il disegno di legge dei senatori Caforio e altri sull'accesso professionale dei laureati in Scienze motorie (A.S. 1423, comunicato il 21 marzo 2007), che non è diventato legge prima dello scioglimento delle Camere. Anche il testo di iniziativa parlamentare che aboliva l'equipollenza tra la laurea in scienze motorie e quella in fisioterapia (A.S. 1525) non ha concluso l'iter nella legislatura.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00263217.pdf","descrizione":"Senato, A.S. 1423 (XV legislatura): disegno di legge di iniziativa dei senatori Caforio e altri, comunicato alla Presidenza il 21/3/2007, sulle norme per l'accesso professionale dei laureati in Scienze motorie"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1373","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’istituzione di un osservatorio sulle Facoltà di Scienze Motorie contro l’eccessiva medicalizzazione dei piani di studi","tema":"istruzione","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 279"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un osservatorio sulle facoltà di Scienze motorie nel suo mandato (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). Nell'archivio degli atti del Ministero dell'università e della ricerca di quel periodo non compare alcun decreto che crei un organismo con questo nome o con questo scopo, e tra i disegni di legge presentati dal governo non ne risulta alcuno sul tema.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2015/http://attiministeriali.miur.it/anno-2007/marzo.aspx","descrizione":"Archivio degli atti ministeriali del MIUR (copia su web.archive.org), indici mensili da giugno 2006 a maggio 2008 con oggetto di decreti, note e circolari: nessun atto istitutivo di un osservatorio sulle facoltà di Scienze motorie"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1375","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"inserendo la promozione della pratica sportiva all’interno del Piano Sanitario Nazionale, inserendo lo sport nei livelli minimi essenziali","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano inserito la promozione della pratica sportiva nel Piano sanitario nazionale e nei livelli essenziali di assistenza. Nel mandato non fu approvato un nuovo Piano sanitario: quello in vigore, per il 2006-2008, era stato approvato il 7 aprile 2006, prima dell'insediamento del governo, e cita lo sport solo a proposito del doping. Il decreto del 23 aprile 2008 sui nuovi livelli essenziali di assistenza, firmato dal governo ma mai entrato in vigore perché ritirato dal governo successivo nel luglio 2008, non includeva comunque la promozione dello sport tra le prestazioni. Il governo adottò invece il programma «Guadagnare salute» (2007), con un progetto sull'attività fisica, che però non modifica né il Piano sanitario né i livelli essenziali.","prova":{"url":"https://ape.agenas.it/documenti/Normativa/PSN_2006-08.pdf","descrizione":"Piano sanitario nazionale 2006-2008 (testo pubblicato da Agenas): l'unico riferimento alla pratica sportiva è tra gli interventi di promozione della salute, con riguardo al doping; il piano non è stato sostituito nel mandato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1377","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"È pertanto necessario riformare la attuale Legge sul Doping in modo da salvaguardare la salute di milioni di praticanti e rafforzare la lotta agli spacciatori.","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che riformino la legge 376/2000 sul doping. Il governo ha fatto ratificare la convenzione internazionale dell'UNESCO contro il doping nello sport (disegno di legge governativo, poi legge 26 novembre 2007, n. 230), che non cambia la disciplina interna. Sul testo della legge 376/2000 l'unico intervento del periodo è il d.P.R. 14 maggio 2007, n. 86, regolamento di riordino degli organismi del Ministero della salute, che ha abrogato i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 sulla composizione e la nomina della Commissione per la vigilanza sul doping, senza toccare la tutela dei praticanti né il contrasto al traffico di sostanze dopanti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/do/atto/vediAggiornamentiAllAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-12-18&atto.codiceRedazionale=000G0409","descrizione":"Normattiva, aggiornamenti all'atto della legge 14 dicembre 2000, n. 376: nel periodo 2006-2008 compare soltanto il d.P.R. 14 maggio 2007, n. 86 (Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2007), che abroga i commi 3, 4 e 5 dell'art. 3; le altre modifiche sono del 2003, 2005, 2010, 2013 e 2018"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1379","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attiveremo piani di sviluppo dell’impiantistica sportiva","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva di attivare piani di sviluppo dell'impiantistica sportiva. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha istituito un Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale con 33 milioni nel 2007, anche per il potenziamento degli impianti (art. 1, comma 1291), e ha dato all'Istituto per il credito sportivo 20 milioni all'anno per il 2007-2009 per agevolare il credito agli impianti (comma 1294). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha istituito il Fondo per lo sport di cittadinanza, con 20 milioni nel 2008, 35 nel 2009 e 40 nel 2010, destinato anche all'Osservatorio nazionale per l'impiantistica sportiva (art. 2, comma 564), e ha finanziato gli impianti per i Giochi del Mediterraneo di Pescara e i Mondiali di nuoto di Roma del 2009 e per i Mondiali di ciclismo su pista del 2012 (art. 2, commi 263, 271 e 272). Non risulta però adottato entro il mandato un piano di sviluppo dell'impiantistica con i criteri indicati dal programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), testo originario, art. 2, commi 564-565: Fondo per lo sport di cittadinanza (20 milioni nel 2008, 35 nel 2009, 40 nel 2010), anche per la costituzione e il funzionamento dell'Osservatorio nazionale per l'impiantistica sportiva; commi 263, 271 e 272: impianti per i Giochi del Mediterraneo 2009, i Mondiali di nuoto 2009 e i Mondiali di ciclismo su pista 2012"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c138","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Dovremo ricongiungere Funzione Pubblica e Innovazione Tecnologica","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Con decreto del Presidente del Consiglio del 15 giugno 2006 (Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2006), con effetto dal 18 maggio 2006, il ministro senza portafoglio Luigi Nicolais ha ricevuto la delega unica per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. La delega comprende sia il lavoro pubblico e l'organizzazione delle amministrazioni sia l'innovazione tecnologica e la società dell'informazione. Per esercitarla il ministro si avvale del Dipartimento della funzione pubblica e del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie. I due dipartimenti sono rimasti strutture distinte, ma la responsabilità politica è stata riunita sotto un solo ministro, come chiedeva il programma per ricomporre la frattura tra aspetti organizzativi e tecnologici.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2006/07/10/158/sg/pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2006, p. 12: decreto del Presidente del Consiglio del 15 giugno 2006, delega di funzioni in materia di riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione al ministro Nicolais, che si avvale del Dipartimento della funzione pubblica e del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1382","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riformeremo l’Istituto per il Credito Sportivo, che deve rimanere la Banca dello sport","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di riformare l'Istituto per il Credito Sportivo mantenendolo come banca dello sport. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 1297) ne ha riordinato la governance: ha soppresso il comitato esecutivo, attribuendone le competenze al consiglio di amministrazione, ha previsto lo scioglimento degli organi, la modifica dello statuto entro 45 giorni e il taglio del 30% dei compensi e delle spese degli organi dal 1° gennaio 2007. Il comma è stato poi modificato dall'art. 11-sexies del decreto-legge 8/2007 (legge 4 aprile 2007, n. 41). L'Istituto è rimasto la banca pubblica per il credito allo sport.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2011/12/14//011G0253/CONSOLIDATED","descrizione":"DPR 27 ottobre 2011, n. 207 (Normattiva): nel preambolo richiama l'art. 1, comma 1297, della legge 296/2006, come modificato dal decreto-legge 8/2007, che ha soppresso il comitato esecutivo dell'Istituto per il credito sportivo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1386","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la cessione di quote sulle scommesse sportive","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma indicava, tra gli strumenti per far finanziare lo sport alle Regioni, la cessione di quote delle scommesse sportive. Non risultano atti del governo che le abbiano attribuito: né l'art. 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, che ha riordinato le scommesse, né le leggi finanziarie per il 2007 e per il 2008 prevedono quote alle Regioni. La finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha finanziato lo sport con risorse del bilancio dello Stato: un Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale con 33 milioni di euro per il 2007 (art. 1, comma 1291) e un contributo di 20 milioni l'anno al Credito sportivo nel 2007-2009 (comma 1294). Le sue norme sulle scommesse (commi 50, 87 e 88) riguardano il contrasto al gioco senza concessione e nuove scommesse dei Monopoli di Stato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1, commi 1291 e 1294 (Fondo per gli eventi sportivi, contributo all'Istituto per il credito sportivo) e commi 50, 87 e 88 sul gioco e le scommesse: nessuna quota alle Regioni."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c1388","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la tassazione dei diritti TV","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport. Sui diritti sportivi il governo ha agito con il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sulla commercializzazione collettiva dei diritti audiovisivi, che impone una mutualità: almeno il 4 per cento delle risorse va a settori giovanili, sicurezza degli impianti e altre discipline sportive, tramite la Fondazione per la mutualità generale (artt. 22 e 23), e almeno il 6 per cento di quelle della Serie A va alle categorie professionistiche inferiori (art. 24). Sono quote redistribuite all'interno del sistema sportivo, non un'imposta, e non sono destinate alle Regioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-01-09;9","descrizione":"Decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9 (GU n. 27 del 1° febbraio 2008), artt. 22-24: mutualità del 4 per cento e del 6 per cento dei ricavi dei diritti audiovisivi, senza prelievi fiscali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c147","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la realizzazione di un punto unico di accesso per ogni amministrazione nazionale entro il 2007","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma non precisa che cosa debba essere il «punto unico di accesso» promesso per ogni amministrazione nazionale: un portale per ciascuna amministrazione o un accesso unico ai servizi in rete. Senza una definizione non c'è un traguardo verificabile né dati pubblici con cui confrontarlo. Nel periodo il ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione adottò la direttiva 20 febbraio 2007, n. 2, su interscambio di dati tra amministrazioni e servizi on line, che prevedeva per i cittadini password e codici PIN in attesa della carta d'identità elettronica e della carta nazionale dei servizi. Il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (art. 35) ha poi prorogato al 31 dicembre 2008 il termine dal quale l'accesso ai servizi in rete delle amministrazioni sarebbe stato consentito solo con quelle carte.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/ac0001b1.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'attività della commissione Affari costituzionali nella XV legislatura: descrive la direttiva n. 2 del 20 febbraio 2007 sull'informatizzazione della PA e la proroga al 31 dicembre 2008 (art. 35 del decreto-legge n. 248 del 2007) dell'accesso ai servizi in rete tramite carta d'identità elettronica e carta nazionale dei servizi."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c148","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'interconnessione delle principali banche dati delle amministrazioni centrali, da realizzarsi entro il 2008","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma fissava il traguardo «entro il 2008» per l'interconnessione delle principali banche dati delle amministrazioni centrali. Il governo Prodi II è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008, cioè prima della scadenza indicata. Il traguardo cadeva quindi dopo la fine del governo valutato e non si può giudicare se sarebbe stato rispettato. Per questo l'impegno non è valutabile.","stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c149","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la diffusione della carta d'identità elettronica al 50 per cento della popolazione entro il 2007 e al 100 per centro entro il 2008","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il traguardo non è stato raggiunto. Il 15 ottobre 2008 il ministro dell'Interno riferiva al Comitato Schengen della Camera che la carta d'identità elettronica era ancora in fase sperimentale: la rilasciavano circa 130 comuni e ne erano state emesse quasi 2 milioni in tutto dall'avvio. Il dato è cumulativo, quindi a maggio 2008, alla fine del mandato, le carte emesse non potevano essere di più: una piccola frazione della popolazione, lontanissima dal 50 per cento promesso per il 2007. Nel mandato sono state adottate le regole tecniche (decreto ministeriale dell'8 novembre 2007), mentre il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (art. 35) ha rinviato al 31 dicembre 2008 il termine dal quale si sarebbe potuto accedere ai servizi in rete delle amministrazioni solo con la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenbic/30/2008/1015/s020.htm","descrizione":"Audizione del ministro dell'Interno al Comitato Schengen, 15 ottobre 2008: carta d'identità elettronica ancora sperimentale, rilasciata da circa 130 comuni, quasi 2 milioni di carte emesse in totale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c151","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"non ripeteremo il modello della legge Frattini e non procederemo in nessun caso a cessazione dei rapporti di lavoro","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 38"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha adottato norme di decadenza automatica degli incarichi, il tipo di misura che il programma escludeva. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, commi 159-161, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha esteso la cessazione dopo 90 giorni dalla fiducia al nuovo governo agli incarichi dirigenziali affidati a persone esterne ai ruoli della dirigenza statale e ai direttori delle Agenzie, e ha fatto cessare gli incarichi conferiti prima del 17 maggio 2006 se non confermati entro 60 giorni; per gli esterni non dipendenti pubblici ha fatto salvi solo gli effetti economici dei contratti in corso. La legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione del decreto-legge 181/2006, ha stabilito che negli uffici di diretta collaborazione dei ministri incarichi, consulenze e contratti, anche a termine, decadano se non confermati entro 30 giorni dal giuramento del nuovo ministro. Con la sentenza 161/2008 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittimo il comma 161, per gli incarichi conferiti a personale estraneo ai ruoli della dirigenza. Le norme riguardano gli incarichi di vertice e quelli affidati a esterni, non la generalità dei dirigenti di ruolo.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06286l.htm","descrizione":"Legge 24 novembre 2006, n. 286, testo del decreto-legge 262/2006 coordinato con la legge di conversione: art. 2, comma 159 (estensione della cessazione degli incarichi dopo 90 giorni dalla fiducia, art. 19, comma 8, d.lgs. 165/2001), comma 160 (direttori delle Agenzie) e comma 161 (cessazione degli incarichi conferiti prima del 17 maggio 2006 se non confermati entro 60 giorni). Per gli uffici di diretta collaborazione: legge 17 luglio 2006, n. 233, art. 1, comma 24-bis (leg15.camera.it/parlam/leggi/06233l.htm); per la sentenza della Corte costituzionale n. 161/2008: giurcost.org/decisioni/2008/0161s-08.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c152","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"torneremo al contratto come sede per la negoziazione di obiettivi, oggetto e durata dell'incarico","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 38"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riportato nel contratto la definizione di obiettivi, oggetto e durata degli incarichi dirigenziali. Il governo modificò l'art. 19 del d.lgs. 165/2001 con il decreto-legge 262/2006 (art. 2, commi 159-161), ma solo per la cessazione degli incarichi. Nel testo dell'art. 19 in vigore dal 29 novembre 2006 al 14 novembre 2009, oggetto, obiettivi e durata (da tre a cinque anni) sono fissati nel provvedimento di conferimento. Al provvedimento si affianca un contratto individuale che definisce solo il trattamento economico. Su questo punto la disciplina della legge 145/2002, che la promessa voleva superare, è rimasta invariata per tutto il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art19!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, art. 19 del d.lgs. 165/2001 nel testo vigente all'8 maggio 2008 (in vigore dal 29/11/2006 al 14/11/2009): oggetto, obiettivi e durata nel provvedimento di conferimento, contratto individuale solo per il trattamento economico. Modifiche del governo all'art. 19, comma 8: legge 286/2006, art. 2, commi 159-161 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06286l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c154","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"istituire un meccanismo di accesso per concorso alla qualifica di direttore generale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi non ha introdotto un concorso per l'accesso alla qualifica di direttore generale. Nel testo dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo 165/2001 in vigore durante il mandato, identico a quello precedente, gli incarichi dirigenziali di livello generale restano conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro competente, a dirigenti di prima fascia, entro il 70 per cento della dotazione ad altri dirigenti dei ruoli, o con contratto a termine a persone esterne qualificate. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 580-582) ha istituito l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche - Scuola nazionale della pubblica amministrazione, affidandole il reclutamento e la formazione dei dirigenti dello Stato, ma non ha previsto un concorso per i posti di direttore generale. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, presentato alla Camera nel gennaio 2007, conteneva questa misura. Non risultano altri atti del governo in questo senso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art19!vig=2008-05-01","descrizione":"D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 19 su Normattiva nella versione vigente all'1 maggio 2008 (in vigore dal 29 novembre 2006 al 14 novembre 2009): comma 4, incarichi di livello generale conferiti con decreto del Presidente del Consiglio su proposta del ministro, senza concorso per direttore generale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c157","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"trasformare l'attuale comitato tecnico presso la Presidenza del Consiglio in un organismo che certifica le metodologie di valutazione adottate in ciascun ministero.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico presso la Presidenza del Consiglio è stato riordinato dal DPR 12 dicembre 2006, n. 315 (in vigore dal 2 marzo 2007): un presidente e tre membri, con il compito di promuovere metodologie e strumenti comuni per la pianificazione strategica dei ministeri. Nel mandato il comitato ha redatto le linee guida allegate alla direttiva del Presidente del Consiglio del 12 marzo 2007, un modello comune di direttiva ministeriale e di rapporto sui risultati e una metodologia comune per gli indicatori. Non ha però ricevuto il compito di certificare le metodologie di valutazione adottate da ciascun ministero, che era il contenuto della promessa: non risultano atti del governo che gli abbiano attribuito questo ruolo entro maggio 2008.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2020id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Comi/ComitContrStrategRapporto2008.pdf","descrizione":"Presidenza del Consiglio, Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico, Rapporto sull'attività svolta nel periodo settembre 2006-aprile 2008 (30 aprile 2008): compiti del comitato secondo l'art. 2 del DPR 315/2006 e prodotti realizzati (linee guida allegate alla direttiva del 12 marzo 2007, format, indicatori), senza funzioni di certificazione. DPR 12 dicembre 2006, n. 315 su Normattiva: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2006-12-12;315"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c159","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introdurre un meccanismo per accertare che i candidati posseggano i requisiti professionali [...] commissione neutrale, posta presso la Presidenza del Consiglio","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito una commissione neutrale presso la Presidenza del Consiglio per verificare i requisiti professionali dei candidati agli incarichi dirigenziali. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007, approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato come A.S. 1859) interveniva su semplificazione, controlli e responsabilità dei dirigenti. Il testo esaminato dalla Camera prevedeva una Commissione indipendente per la valutazione delle amministrazioni pubbliche, con compiti di valutazione dell'attività delle amministrazioni e non di verifica dei requisiti dei candidati agli incarichi. Il Senato non lo ha approvato prima della fine anticipata della legislatura.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2161","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2161: iniziativa governativa, presentato il 24 gennaio 2007, approvato il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato (A.S. 1859) il 25 ottobre 2007. Contenuto del disegno di legge: dossier della Camera https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0009.htm e relazione A.C. 2161-A https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0029221.pdf (Commissione indipendente per la valutazione delle amministrazioni pubbliche)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c161","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riportare alla normalità gli incarichi ad esterni. [...] Occorre ripristinare dei tetti rigorosi al ricorso a questi incarichi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"I limiti agli incarichi dirigenziali a persone esterne fissati dall'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 165/2001 sono rimasti invariati per tutto il mandato. Erano il 10 per cento della dotazione dei dirigenti di prima fascia e l'8 per cento di quelli di seconda, identici il 17 maggio 2006 e l'8 maggio 2008. Il decreto-legge 262/2006, come convertito dalla legge 286/2006, è intervenuto su questi incarichi in altro modo. Ha disposto che anche gli incarichi a esterni cessino novanta giorni dopo la fiducia a un nuovo governo (art. 2, comma 159). Per quelli conferiti prima del 17 maggio 2006, in sede di prima applicazione, ha chiesto una riduzione del 10 per cento (prima fascia) e del 5 per cento (seconda fascia) rispetto agli incarichi in essere (comma 161). Non risultano atti del governo che abbiano abbassato i tetti percentuali del comma 6.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art19!vig=2008-05-08","descrizione":"Articolo 19 del decreto legislativo 165/2001 nel testo vigente all'8 maggio 2008: il comma 6 conserva i tetti del 10 e dell'8 per cento, gli stessi del testo vigente al 16 maggio 2006. Per i commi 159-161 del decreto-legge 262/2006: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-10-03;262~art2!vig=2007-01-01"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c162","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"con la prima finanziaria del governo i bilanci dei ministeri [...] consentendo nuovi investimenti relativi al personale solo a quelli che utilizzano un sistema di valutazione","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 40"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che la legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) abbia limitato i nuovi investimenti sul personale ai soli ministeri con un sistema di valutazione della dirigenza accreditato dalla Presidenza del Consiglio. Le regole sul personale dei ministeri (commi 404 e seguenti) si basano su piani di riorganizzazione e sul blocco delle assunzioni per le amministrazioni inadempienti (commi 408 e 410), non su un sistema di valutazione accreditato. L'unico collegamento con la valutazione dei dirigenti è nel comma 414, che lega la retribuzione di risultato al raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione. Nemmeno la legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) contiene una regola di questo tipo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296","descrizione":"Normattiva, legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1, commi 404-416: riorganizzazione dei ministeri, piani di riallocazione del personale, blocco delle assunzioni per le amministrazioni inadempienti; nessuna condizione legata a un sistema di valutazione accreditato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c163","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"sempre per il 2007 intendiamo superare, definitivamente, l'attribuzione “a pioggia” della parte di retribuzione destinata al risultato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 40"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che nel 2007 abbiano superato l'attribuzione «a pioggia» della retribuzione di risultato dei dirigenti pubblici. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 414) stabilisce solo che il mancato raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione dei ministeri sia valutato ai fini della retribuzione di risultato, senza cambiare i criteri con cui questa è attribuita. Questi criteri sono fissati dai contratti collettivi: quello della dirigenza dei ministeri per il periodo 2006-2009 è stato firmato il 12 febbraio 2010, dopo la fine del governo. Il disegno di legge del governo sull'efficienza delle amministrazioni (A.C. 2161, poi A.S. 1859), che prevedeva tagli al trattamento accessorio dei dirigenti responsabili di gravi violazioni delle regole sul procedimento amministrativo, è stato approvato dalla Camera ma non dal Senato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 404-415 (riorganizzazione dei ministeri; il comma 414 lega la retribuzione di risultato al raggiungimento degli obiettivi dei piani operativi), testo sul sito della Camera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c164","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"a partire dal 2008, nei ministeri che non hanno in funzione un sistema di valutazione saranno congelate le retribuzioni di risultato","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 40"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che, dal 2008, abbiano congelato le retribuzioni di risultato dei dirigenti nei ministeri privi di un sistema di valutazione: la legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contiene una norma di questo tipo. La finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 414) ha stabilito soltanto che il mancato raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione dei ministeri sia valutato ai fini della retribuzione di risultato dei dirigenti. Il memorandum sul lavoro pubblico firmato da governo e sindacati il 18 gennaio 2007 ha rinviato ai contratti collettivi le modalità di valutazione della dirigenza. Il divieto di erogare la retribuzione di risultato alle amministrazioni inadempienti è arrivato solo con il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (art. 10, comma 5), adottato dal governo successivo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 414 (testo sul sito del Parlamento): il mancato raggiungimento degli obiettivi dei piani di riorganizzazione è valutato ai fini della retribuzione di risultato dei dirigenti, senza alcun blocco delle retribuzioni di risultato per i ministeri privi di sistema di valutazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c165","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Sempre a partire dal 2008 i risultati del sistema di valutazione ed il posizionamento dei singoli dirigenti sono resi pubblici.","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 40"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che dal 2008 rendano pubblici i risultati della valutazione e il posizionamento dei singoli dirigenti. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contengono norme di questo tipo: la seconda impone di pubblicare sui siti delle amministrazioni gli incarichi di consulenza e i relativi compensi, non le valutazioni dei dirigenti. Il disegno di legge del ministro Nicolais sull'efficienza delle amministrazioni (A.C. 2161, poi A.S. 1859), approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007, prevedeva una commissione indipendente per la valutazione delle amministrazioni e conferenze annuali sulla loro valutazione, ma non la pubblicazione dei risultati dei singoli dirigenti. A fine 2007 era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato e non risulta approvato prima della fine del governo (8 maggio 2008).","prova":{"url":"https://www.amministrazioneincammino.luiss.it/2007/12/17/il-ddl-%E2%80%9Cnicolais%E2%80%9D-a-s-n-1859-gia-a-c-2161-alla-prova-del-senato/","descrizione":"Scheda LUISS (17/12/2007) sul ddl Nicolais A.S. 1859: approvato dalla Camera il 24/10/2007, in esame in I Commissione del Senato; contenuti su valutazione delle amministrazioni, senza riferimenti alla pubblicazione dei risultati dei dirigenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c169","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"regolamentare i provvedimenti di esternalizzazione stabilendone per legge condizioni, requisiti e criteri preliminari","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano stabilito per legge condizioni, requisiti e criteri delle esternalizzazioni nella pubblica amministrazione. Il 18 gennaio 2007 i ministri Nicolais e Padoa-Schioppa e i sindacati firmarono un memorandum sul lavoro pubblico che prevedeva il ricorso alle esternalizzazioni solo per le attività non essenziali e il riesame di quelle in atto: è un'intesa politica, non una norma. La legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 3, comma 27) ha vietato alle amministrazioni di costituire società, o di avere partecipazioni, per attività non strettamente necessarie alle proprie finalità istituzionali: è una norma a tutela della concorrenza e non disciplina in generale l'affidamento all'esterno di funzioni e servizi pubblici. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni (A.C. 2161), approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e non approvato dal Senato prima della fine della legislatura, non tratta di esternalizzazioni.","prova":{"url":"https://www.flcgil.it/content/download/45990/301383/file/memorandum+lavoro+pubblico+e+e+riorganizzazione+PA+siglato+il+18+gennaio+2007.pdf","descrizione":"Memorandum d'intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche del 18 gennaio 2007: impegna a ricorrere alle esternalizzazioni solo per le attività non core e a riesaminare quelle in atto; è un accordo con i sindacati, non fissa condizioni per legge. Per l'iter dell'A.C. 2161: https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2161"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c170","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"superare il precariato del lavoro che genera precarietà nei servizi, stabilizzando la parte di lavoro precario collocata nel ciclo ordinario e stabile delle funzioni pubbliche","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito un «Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici» (comma 417) e ha previsto per il 2007 la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale a tempo determinato con almeno tre anni di servizio nelle amministrazioni dello Stato (comma 519) e, dal 2007, negli enti locali e regionali (comma 558). La legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 3, comma 90) ha esteso queste procedure al 2008 e al 2009, ammettendo anche il personale che maturava i requisiti con contratti anteriori al 28 settembre 2007. Le norme riguardano il personale precario con più anni di servizio assunto per funzioni ordinarie delle amministrazioni, cioè la parte di lavoro precario indicata dalla promessa; le assunzioni effettive dipendevano da ciascuna amministrazione e dai vincoli di bilancio. La scheda corrispondente di «Il conto» ha esito «in parte» perché quell'impegno comprendeva anche un fondo di garanzia per i mutui delle giovani coppie, che non è stato istituito: sulla stabilizzazione dei precari pubblici le due valutazioni coincidono.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1: comma 417 (Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici), comma 519 (stabilizzazione a domanda per il personale a tempo determinato con almeno tre anni di servizio nelle amministrazioni statali) e comma 558 (stesse regole per enti locali e regionali). La legge 244/2007, art. 3, commi 90-92, ha prorogato le procedure per il 2008-2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c171","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"varare un disegno organico di riforma degli accessi, che ne riprenda il principio di programmazione","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano varato una riforma organica dell'accesso al pubblico impiego. Il memorandum d'intesa sul lavoro pubblico, firmato il 18 gennaio 2007 dal governo con CGIL, CISL e UIL, conferma il concorso come via ordinaria e chiede una programmazione delle assunzioni, ma è un accordo politico e non un atto normativo. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) non contiene norme sul reclutamento. Le leggi finanziarie per il 2007 e il 2008 (legge 296/2006, art. 1, commi 513-519 e 558; legge 244/2007, art. 3, commi 90-94) hanno autorizzato assunzioni in deroga e la stabilizzazione dei precari, senza riformare le regole generali di accesso.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0021040.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 2161, disegno di legge del governo (Nicolais) «Modernizzazione, efficienza delle Amministrazioni pubbliche e riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese», presentato il 24/1/2007: non contiene norme su concorsi, reclutamento o assunzioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c173","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"per il 2007 ogni ministro dovrà indicare nella propria direttiva i cinque obiettivi prioritari sui quali la contrattazione integrativa farà convergere la parte incentivante","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 42"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano imposto ai ministri di indicare, nelle direttive per il 2007, cinque obiettivi prioritari su cui concentrare la parte incentivante della contrattazione integrativa. La direttiva del Presidente del Consiglio del 12 marzo 2007, rivolta alle amministrazioni per l'attuazione del programma di governo nel 2007 e per gli obiettivi strategici del 2008, chiede che gli interventi sull'efficienza delle amministrazioni si basino sul merito e sulla misurazione dei risultati, con «una più efficace articolazione degli incentivi», ma non fissa un numero di obiettivi né li collega alla contrattazione integrativa. Il contratto collettivo del comparto Ministeri firmato il 14 settembre 2007 lega i compensi per la produttività a obiettivi concordati in anticipo tra l'amministrazione e i dirigenti e, in via sperimentale, destina quote del fondo alla soddisfazione degli utenti e al merito individuale; non prevede cinque obiettivi indicati dal ministro.","prova":{"url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Comi/ComitContrStrategRapporto2008.pdf","descrizione":"Presidenza del Consiglio dei ministri, Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico, rapporto sull'attività settembre 2006 - aprile 2008 (30 aprile 2008), allegato 1: testo della direttiva del Presidente del Consiglio del 12 marzo 2007 sull'attuazione del programma per il 2007 e sugli obiettivi strategici per il 2008; nessun riferimento a cinque obiettivi né alla contrattazione integrativa"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c180","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Occorre, quindi, una scuola di altissimo livello, che convogli le risorse oggi disperse nel disordine delle troppe scuole di settore","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 44"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 580-586) ha istituito l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche - Scuola nazionale della pubblica amministrazione e ha disposto la soppressione della Scuola superiore della pubblica amministrazione. L'Istituto diplomatico, la Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno e la Scuola superiore dell'economia e delle finanze sono entrati nell'Agenzia, che ne coordina l'attività, mantenendo però la loro autonomia organizzativa. L'attuazione, compreso l'accorpamento delle strutture con compiti analoghi, era affidata a regolamenti da adottare entro novanta giorni, che non sono stati emanati nei tempi: nel settembre 2007, in commissione Affari costituzionali del Senato, il relatore ha riferito che per questo l'Agenzia non era operativa e le risorse della Scuola superiore non erano state trasferite. La legge finanziaria per il 2008 ha continuato a finanziare la Scuola superiore e non risulta che i regolamenti siano stati adottati prima della fine del governo: la scuola unica è stata prevista per legge ma non è entrata in funzione.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00277355.pdf","descrizione":"Senato, disegno di legge S. 1757 (1° agosto 2007), «Interpretazione autentica dell'articolo 1, comma 580, della legge 27 dicembre 2006, n. 296»: la relazione ricorda l'istituzione dell'Agenzia e la soppressione della Scuola superiore, rinviata al 15 giugno 2007, e spiega che il trasferimento e la costituzione effettiva dell'Agenzia dipendevano dal regolamento attuativo, che a quella data non era entrato in vigore"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c190","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"bisogna introdurre una figura di manager giudiziario dirigente o funzionario professionalmente specializzato [...] di tutti gli aspetti dell'organizzazione non intrinsecamente connessi all'esercizio della giurisdizione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 48"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240, attuativo della delega della legge 150/2005, ha definito le competenze dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari. Lo schema era stato approvato in via preliminare dal governo precedente il 18 novembre 2005; il Consiglio dei ministri del governo Prodi lo ha approvato in via definitiva il 14 luglio 2006. Al dirigente spettano la gestione del personale amministrativo, in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo (art. 2), e quella delle risorse finanziarie e strumentali, con il potere di impegnare l'amministrazione e la qualifica di funzionario delegato (art. 3). Al magistrato capo restano la titolarità dell'ufficio e l'organizzazione dell'attività giudiziaria (art. 1), e i due redigono insieme il programma annuale delle attività (art. 4). Il programma prevedeva che in prima applicazione questi dirigenti fossero scelti all'interno dell'amministrazione giudiziaria. Il decreto è in vigore dal 13 agosto 2006 e le sue disposizioni sono efficaci dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-07-25;240","descrizione":"Decreto legislativo 240/2006 su Normattiva (GU n. 175 del 29 luglio 2006): preambolo con la deliberazione preliminare del 18 novembre 2005 e quella definitiva del 14 luglio 2006; artt. 1-4 sulle competenze del magistrato capo e del dirigente amministrativo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c195","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Dobbiamo quindi rimuovere tutti gli aspetti del nuovo ordinamento in stridente contrasto con i principi costituzionali","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 50"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha prima sospeso e poi riscritto buona parte dell'ordinamento giudiziario approvato nella legislatura precedente. La legge 24 ottobre 2006, n. 269 ha sospeso fino al 31 luglio 2007 l'efficacia del decreto legislativo 160/2006 su accesso e carriera dei magistrati. Ha inoltre modificato il decreto sulle procure (106/2006) e quello sugli illeciti disciplinari (109/2006), abrogando alcune fattispecie e stabilendo che l'interpretazione delle norme e la valutazione dei fatti e delle prove non danno luogo a responsabilità disciplinare. La legge 30 luglio 2007, n. 111, in vigore dal 31 luglio 2007, ha poi sostituito la disciplina del concorso, delle funzioni, delle valutazioni di professionalità e della temporaneità degli incarichi direttivi, e ha modificato la Scuola superiore della magistratura, il Consiglio direttivo della Corte di cassazione e i consigli giudiziari. Per il passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti ha fissato limiti (mai nello stesso distretto, al massimo quattro volte nella carriera). Non è stato però eliminato l'impianto gerarchico delle procure, che il programma voleva togliere soprattutto per l'esercizio dell'azione penale: il procuratore della Repubblica è rimasto «titolare esclusivo dell'azione penale», con il potere di revocare le assegnazioni ai sostituti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07111l.htm","descrizione":"Testo della legge 30 luglio 2007, n. 111, «Modifiche alle norme sull'ordinamento giudiziario» (GU n. 175 del 30 luglio 2007): artt. 1-4 modificano i decreti legislativi 160, 26 e 25 del 2006; il testo della legge 24 ottobre 2006, n. 269 (sospensione del d.lgs. 160/2006 e modifiche ai d.lgs. 106 e 109 del 2006) è su https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06269l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c199","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"intendiamo eliminare ogni forma di selezione che possa prestarsi a controlli strumentali sulla personalità e l'orientamento culturale/scientifico dell'aspirante magistrato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 50"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, nella versione in vigore a inizio mandato, prevedeva per i candidati magistrati un colloquio di idoneità psico-attitudinale all'interno delle prove orali (art. 1, comma 7), in attuazione della delega della legge 150/2005. La legge 30 luglio 2007, n. 111 (in vigore dal 31 luglio 2007) ha sostituito l'intero art. 1 del decreto: il concorso consiste ora in una prova scritta e in una prova orale su materie giuridiche, con un solo colloquio, in lingua straniera. Il colloquio psico-attitudinale non compare più.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2007/07/30//007G0130/CONSOLIDATED","descrizione":"Legge 30 luglio 2007, n. 111, art. 1, comma 2: nuovo art. 1 del d.lgs. 160/2006, con prova scritta e orale e senza colloquio psico-attitudinale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c200","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la carriera non deve essere sottoposta di regola a formalismo concorsuali, ma ad una valutazione di professionalità permanente","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 50"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 30 luglio 2007, n. 111 ha modificato il decreto legislativo 160/2006 sull'ordinamento giudiziario. L'art. 11 (nuova versione) prevede per tutti i magistrati una valutazione di professionalità ogni quattro anni, fino alla settima. Il giudizio può essere positivo, non positivo o negativo; dopo un secondo giudizio negativo il magistrato è dispensato dal servizio. Il conferimento delle funzioni (art. 12) avviene con una procedura concorsuale per soli titoli, senza prove d'esame, per chi ha la valutazione richiesta. Il concorso per esami resta solo per l'ingresso in magistratura.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07111l.htm","descrizione":"Testo della legge 111/2007 sul sito del Parlamento: art. 2 sostituisce l'art. 11 del d.lgs. 160/2006 (valutazione di professionalità ogni quadriennio, giudizio negativo, dispensa dopo il secondo) e l'art. 12 (funzioni per soli titoli)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c201","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"valorizzando la carriera mediante l'assegnazione di incarichi direttivi basati sull'effettiva qualità e professionalità [...] e non sull'anzianità","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 30 luglio 2007, n. 111, nata da un disegno di legge presentato dal governo al Senato il 30 marzo 2007, ha riscritto le regole sul conferimento delle funzioni del decreto legislativo 160/2006. Per le funzioni direttive chiede, oltre alle valutazioni di professionalità, di valutare le esperienze di direzione e organizzazione, i risultati ottenuti, i corsi di formazione gestionale e ogni elemento che mostri l'attitudine direttiva, definita come capacità di organizzare e gestire l'ufficio e le sue risorse. L'anzianità non è tra i criteri: restano solo soglie minime di valutazioni di professionalità, che si svolgono ogni quattro anni. Le funzioni direttive diventano temporanee (quattro anni, rinnovabili una sola volta dopo una valutazione del Consiglio superiore della magistratura) e non possono essere conferite a chi non assicura almeno quattro anni di servizio prima della pensione.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07111l.htm","descrizione":"Camera, testo della legge 30 luglio 2007, n. 111, art. 2: nuovo art. 12 (commi 10-12, valutazione dell'attitudine direttiva), nuovo art. 35 (limiti di età per le funzioni direttive) e nuovo art. 45 (temporaneità per quattro anni delle funzioni direttive) del d.lgs. 160/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c202","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"intendiamo eliminare la gerarchizzazione negli uffici della magistratura inquirente prevista dal nuovo ordinamento giudiziario","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 ottobre 2006, n. 269 ha modificato il decreto legislativo 106/2006 sull'organizzazione degli uffici del pubblico ministero. Ha tolto dall'articolo 1 le parole «sotto la propria responsabilità» e ha riscritto l'articolo 2: il procuratore della Repubblica resta titolare esclusivo dell'azione penale, che esercita personalmente o «mediante assegnazione» ai magistrati dell'ufficio, al posto della precedente «delega». Il procuratore può ancora fissare i criteri per la trattazione e revocare l'assegnazione con provvedimento motivato; il magistrato può presentare osservazioni scritte, ma la revoca non va più trasmessa al procuratore generale della Cassazione né inserita nei fascicoli personali. È rimasto invariato l'articolo 3, che richiede l'assenso scritto del procuratore per il fermo e per le richieste di misure cautelari disposti dagli altri magistrati dell'ufficio. La gerarchia è stata attenuata ma non eliminata.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06269l.htm","descrizione":"Testo originario della legge 269/2006, art. 1, comma 2: soppressione delle parole «sotto la propria responsabilità» nell'art. 1 e nuovo art. 2 del decreto legislativo 106/2006 (assegnazione dei procedimenti, criteri e revoca); l'art. 3 del decreto, sull'assenso scritto per fermo e misure cautelari, non è toccato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c204","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"dobbiamo prevedere una specifica selezione di elevata qualità professionale per l'accesso all'effettivo svolgimento di funzioni di legittimità","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 30 luglio 2007, n. 111 (in vigore dal 31 luglio 2007) ha riscritto l'art. 12 del d.lgs. 160/2006 sul conferimento delle funzioni. Per le funzioni di consigliere della Corte di cassazione e di sostituto procuratore generale presso la Corte (art. 10, comma 6) il CSM deve valutare anche la «capacità scientifica e di analisi delle norme». La valutazione spetta a una commissione di cinque membri: tre magistrati con esperienza di legittimità, un professore ordinario e un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle magistrature superiori. Il CSM può discostarsi dal parere della commissione solo motivando. Il testo riserva inoltre una procedura valutativa ai magistrati con titoli professionali e scientifici adeguati per il 10 per cento dei posti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-05;160~art12!vig=2007-08-04","descrizione":"D.lgs. 160/2006, art. 12 nel testo vigente dal 4/8/2007 (come sostituito dalla L. 111/2007): commi 13-16 con la commissione che valuta la capacità scientifica per le funzioni di legittimità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c206","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vogliamo eliminare ogni forma di discrezionalità di natura politico-culturale nella previsione degli illeciti disciplinari","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 ottobre 2006, n. 269 (in vigore dall'8 novembre 2006), nata da un disegno di legge del governo Prodi (A.C. 1780, già approvato dal Senato il 4 ottobre 2006), ha modificato il decreto legislativo 109/2006 sugli illeciti disciplinari dei magistrati. Ha abrogato le formule più aperte: il dovere di non tenere comportamenti, «ancorché legittimi», che compromettano credibilità e prestigio (art. 1, commi 2 e 3), il «perseguimento di fini estranei ai doveri» e le dichiarazioni «in violazione dei criteri di equilibrio e di misura» (art. 2, lettere i e bb), «ogni altro comportamento» lesivo dell'imparzialità «anche sotto il profilo dell'apparenza» e la pubblica manifestazione di consenso o dissenso su un procedimento (art. 3, lettere l e f). Ha inoltre ristretto altre ipotesi (per esempio l'iscrizione ai partiti, ora solo se «sistematica e continuativa») e aggiunto l'irrilevanza dei fatti di scarsa rilevanza. Qualche margine di valutazione resta in alcune ipotesi (art. 3, lettera h), ma gli illeciti sono ora tipizzati nella sostanza.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06269l.htm","descrizione":"Legge 269/2006, art. 1, comma 3, sul sito della Camera: abrogazione di art. 1, commi 2 e 3, art. 2, comma 1, lettere i), z), bb) e art. 3, lettere f), l) del d.lgs. 109/2006; modifica di altre lettere; nuovo art. 3-bis"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c209","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"CSM – di cui dovremo ripristinare il numero originale di componenti","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 28 marzo 2002, n. 44 aveva ridotto i componenti elettivi del Consiglio superiore della magistratura: i magistrati eletti da venti a sedici, i membri eletti dal Parlamento da dieci a otto. Durante il governo Prodi la composizione non è cambiata. Il ritorno a venti e dieci era previsto nel testo della commissione Giustizia del Senato sul disegno di legge del governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario (S. 1447), ma il 13 luglio 2007 l'Assemblea stralciò quella parte in un disegno di legge separato (S. 1447-quater), che non fu mai esaminato. La legge 30 luglio 2007, n. 111, nata dal resto del disegno di legge, ha riformato l'ordinamento giudiziario senza modificare il numero dei componenti del Consiglio. Venti e dieci sono stati ripristinati solo con la legge 17 giugno 2022, n. 71.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00277207.pdf","descrizione":"Senato, XV legislatura, disegno di legge n. 1447-quater «Disposizioni in materia di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura», risultante dallo stralcio deliberato dall'Assemblea il 13 luglio 2007 del testo della 2ª Commissione sul ddl governativo n. 1447: art. 1, comma 2, sostituisce «sedici» con «venti» e «otto» con «dieci» nell'art. 1 della legge 195/1958. Scheda dell'iter (https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/28709.htm): assegnato il 12 settembre 2007, esame mai iniziato. Testo della legge 44/2002 e della legge 71/2022 su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c213","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"intendiamo attuare, nei livelli distrettuali, un reale decentramento dell'amministrazione giudiziaria secondo principi di sussidiarietà.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha adottato il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 (deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2006, dopo quella preliminare del governo precedente del 18 novembre 2005), che attua la delega della legge 150/2005 sul decentramento del Ministero della giustizia. Il decentramento è però disegnato su base regionale o interregionale (direzioni generali regionali e interregionali dell'organizzazione giudiziaria), non distrettuale: a livello di distretto il decreto prevede solo un ufficio del direttore tecnico presso le Corti d'appello di Roma, Milano, Napoli e Palermo. Le modifiche al decreto in materia di decentramento proposte dal governo nel disegno di legge sull'ordinamento giudiziario sono state stralciate il 13 luglio 2007 (A.S. 1447-bis) e non sono state esaminate prima della fine della legislatura. Non risultano atti del governo che abbiano attivato le direzioni regionali o realizzato un decentramento dell'amministrazione giudiziaria nei livelli distrettuali.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/06240dl.htm","descrizione":"D.lgs. 240/2006: titolo «decentramento su base regionale», direzioni generali regionali e interregionali (artt. 6-8 e tabella A), ufficio del direttore tecnico solo presso le Corti d'appello di Roma, Milano, Napoli e Palermo (art. 5), deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri del 18/11/2005 e definitiva del 14/7/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c214","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Intendiamo quindi predisporre una legge di sistema","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano predisposto o fatto approvare una legge organica sulla magistratura onoraria nel suo mandato (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008): tra i disegni di legge presentati dal governo nella XV legislatura non ne risulta alcuno su questa materia. Il governo è intervenuto solo con proroghe: l'art. 14 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, nel testo modificato dalla legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31, ha prorogato i giudici onorari di tribunale, i vice procuratori onorari e i giudici onorari presso i tribunali per i minorenni «fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2009». Il riordino è rimasto quindi da fare.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/08031l.htm","descrizione":"Legge 28 febbraio 2008, n. 31, di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248: art. 14 come modificato (proroga dei giudici onorari e dei vice procuratori onorari «fino alla riforma organica della magistratura onoraria»)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c221","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"E' pertanto ineludibile, previo monitoraggio e consultazione, una riforma dell'Ordinamento forense","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 52"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riformato l'ordinamento della professione forense, che restò quello del regio decreto-legge 1578 del 1933. Il decreto-legge 223/2006 (art. 2) ha abolito per tutte le professioni, avvocati compresi, l'obbligo di tariffe fisse o minime e il divieto di pubblicità informativa, senza toccare l'ordinamento della professione. Il disegno di legge delega del governo sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, 24 gennaio 2007) restò in esame in commissione, come le proposte parlamentari sull'ordinamento forense (tra cui S. 963 del senatore Calvi e S. 1353 del senatore Manzione).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerIniziativa_1__.html","descrizione":"Elenco dei progetti di legge della XV legislatura sul sito del Parlamento: A.C. 2160 (Governo, professioni intellettuali) 'in corso di esame in commissione'; S. 963 e S. 1353 sull'ordinamento forense 'in corso di esame in commissione'; nessun progetto del governo sull'avvocatura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c228","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Serviranno interventi profondi di modifica, e in alcuni casi di azzeramento, degli effetti negativi di iniziative legislative [...] quali il decreto legislativo sul giudizio di cassazione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia Civile: la giustizia di ogni giorno\", p. 56"},"esito":"in parte","motivazione":"La frase del programma critica due decreti legislativi del governo precedente: quello sul giudizio di cassazione (d.lgs. 40/2006) e quello sulle procedure concorsuali (d.lgs. 5/2006). Sul secondo il governo è intervenuto con il d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, in vigore dal 1° gennaio 2008, emanato sulla delega della legge 80/2005 come integrata dalla legge 228/2006: ha riscritto, tra l'altro, gli articoli 1 e 15 della legge fallimentare, aggiungendo un limite di debiti per le imprese escluse dal fallimento e mettendo a carico del debitore la prova dei requisiti, ma ha mantenuto per la dichiarazione di fallimento il procedimento in camera di consiglio criticato dal programma. Sul decreto sul giudizio di cassazione non risultano atti del governo: il disegno di legge sul processo civile (S. 1524, aprile 2007) restò in esame in commissione e le norme introdotte nel 2006 furono modificate solo con la legge 69/2009, dal governo successivo. Delle due riforme criticate, una è stata corretta in parte e l'altra no.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/07169dl.htm","descrizione":"Testo del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007) sul sito del Parlamento: correttivo della legge fallimentare e del d.lgs. 5/2006 adottato sulla delega dell'art. 1, comma 5-bis, della legge 80/2005 inserito dalla legge 228/2006; nuovi articoli 1 e 15 della legge fallimentare; entrata in vigore il 1° gennaio 2008 (art. 22)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c232","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la copertura degli organici del personale amministrativo e di quello togato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prometteva di coprire gli organici del personale amministrativo e dei magistrati. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha autorizzato per il 2007 il reclutamento di magistrati ordinari in deroga al blocco delle assunzioni, con 3 milioni di euro per il 2007 e 15 milioni a decorrere dal 2008 (art. 1, comma 517), e con decreto ministeriale del 27 febbraio 2008 è stato indetto un concorso a 500 posti, le cui prove scritte si sono svolte nel novembre 2008. Per il personale amministrativo, nel gennaio 2008 sono state bandite le procedure per assumere a tempo indeterminato i lavoratori ex socialmente utili già impiegati negli uffici giudiziari (comma 521 della stessa legge); le 1.523 assunzioni sono avvenute il 29 dicembre 2008, dopo la fine del mandato. Gli organici non sono stati coperti: secondo la relazione del Ministero per l'anno giudiziario 2009, al 18 dicembre 2008 mancavano 1.122 magistrati e 3.286 unità di personale amministrativo su 43.702 posti (7,52%).","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/giustizia/it/contentview.page?contentId=ART46897","descrizione":"Ministero della giustizia, relazione per l'anno giudiziario 2009 (Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria): scopertura di 1.122 magistrati al 18 dicembre 2008 e del 7,52% del personale amministrativo; concorso a 500 posti indetto con d.m. 27 febbraio 2008; assunzione il 29 dicembre 2008 di 1.523 lavoratori a tempo determinato, con procedure bandite il 15 gennaio 2008 ai sensi dell'art. 1, comma 521, della legge 296/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c235","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'istituzione degli uffici statistici distrettuali per monitorare i flussi giudiziari","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La citazione prometteva l'istituzione di uffici statistici distrettuali per monitorare i flussi giudiziari. Non risultano atti del governo che abbiano istituito questi uffici tra il 2006 e il 2008. Le statistiche giudiziarie ufficiali sono prodotte dalla Direzione generale di statistica del Ministero della giustizia, ufficio del Sistema statistico nazionale.","prova":{"url":"https://datiestatistiche.giustizia.it/it/chi_siamo.page","descrizione":"Ministero della giustizia, pagina della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa: ufficio del Sistema statistico nazionale (d.lgs. 322/1989) che produce le statistiche ufficiali della giustizia con rilevazioni presso gli uffici giudiziari; non riporta atti istitutivi di uffici statistici distrettuali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c236","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"progetti organizzativi obbligatori per ogni Tribunale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano reso obbligatorio, per ogni tribunale, un progetto organizzativo basato sulle pendenze, sulle priorità di smaltimento dell'arretrato e sulla programmazione delle udienze. Il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240, adottato in via definitiva dal governo il 14 luglio 2006 in attuazione di una delega della legge 150/2005, obbliga ogni anno il capo e il dirigente amministrativo di ciascun ufficio giudiziario a redigere un programma delle attività (art. 4), ma si tratta di un programma di gestione delle risorse e dei servizi amministrativi. Le norme sulle competenze dei capi degli uffici giudiziari sono poi confluite nell'A.S. 1447-bis, stralciato il 13 luglio 2007 da un disegno di legge del governo e mai esaminato. Un programma annuale di gestione dei procedimenti pendenti, con obiettivi di riduzione dei tempi, è stato introdotto solo dall'art. 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, sotto un governo successivo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-07-25;240~art4!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 25 luglio 2006, n. 240, art. 4 «Programma delle attività annuali» (testo vigente all'8 maggio 2008): programma redatto dal capo dell'ufficio e dal dirigente amministrativo tenendo conto delle risorse disponibili, con potere sostitutivo del ministro. L'A.S. 1447-bis (stralcio del 13 luglio 2007, «non ancora iniziato l'esame») è nell'elenco dei disegni di legge del governo Prodi II del 2007 su parlamento.it."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c239","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"istituzione dell'ufficio del processo, attraverso il quale sostanziare le “unità organizzative di base” presso ogni sezione giudicante","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non è stato istituito l'ufficio per il processo. Il disegno di legge del governo che lo prevedeva, insieme alla riorganizzazione del personale dell'amministrazione giudiziaria (A.C. 2873), è stato presentato alla Camera il 5 luglio 2007 e assegnato alla commissione Giustizia, che lo ha esaminato fino al 9 gennaio 2008 senza concluderne l'esame; non è mai arrivato al voto dell'Aula. L'ufficio per il processo è stato introdotto per legge solo con l'art. 50 del decreto-legge 90/2014, convertito dalla legge 114/2014, che ha inserito l'art. 16-octies nel decreto-legge 179/2012.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2873","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2873 (ufficio per il processo): presentato il 5 luglio 2007, assegnato alla commissione Giustizia, ultimo esame il 9 gennaio 2008, iter fermo alla prima lettura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c241","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"predisposizione dei regolamenti ministeriali necessari per l'applicazione della legge sull'organico e sullo svolgimento dei concorsi per l'accesso alla Magistratura","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La legge 13 febbraio 2001, n. 48 rinviava a due regolamenti del ministro della giustizia sui concorsi in magistratura: uno sui correttori esterni degli elaborati e uno di attuazione delle nuove norme sul concorso per magistrato di tribunale. Le norme che quei regolamenti dovevano attuare, tra cui gli articoli 125-quinquies e 126-ter dell'ordinamento giudiziario, sono state abrogate dall'art. 54 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, che ha riscritto l'accesso in magistratura. L'efficacia di quel decreto, sospesa dalla legge 24 ottobre 2006, n. 269, è iniziata il 31 luglio 2007, quando è entrata in vigore la legge 30 luglio 2007, n. 111 che lo ha modificato. Sull'organico, il decreto del ministro della giustizia dell'8 aprile 2008 ha ripartito gli ultimi 84 dei 546 posti in aumento previsti dalla legge del 2001. Poiché la disciplina dei concorsi da attuare è stata sostituita durante il mandato, non si può stabilire se i regolamenti promessi siano mancati per scelta o perché superati.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-05;160~art54","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, art. 54: abrogazione, dalla data di acquisto di efficacia del decreto, degli articoli 125-quinquies e 126-ter (e altri) dell'ordinamento giudiziario introdotti o modificati dalla legge 48/2001. Sospensione dell'efficacia fino al 31 luglio 2007: legge 269/2006, art. 1, comma 1 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06269l.htm); entrata in vigore della legge 111/2007 il 31 luglio 2007 (Normattiva)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c243","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la revisione della procedura civile sulla base delle conclusioni raggiunte dalla commissione ministeriale Tarzia nel giugno 1996","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi II ha presentato il disegno di legge «Disposizioni per la razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile» (ministro Mastella): depositato alla Camera il 5 aprile 2007, è stato trasferito al Senato, dove è stato comunicato alla Presidenza il 24 aprile 2007 (A.S. 1524). La relazione lo presenta come un insieme di interventi di immediata attuazione su singoli aspetti del processo civile, senza riferimenti al progetto della commissione Tarzia. Il testo è rimasto all'esame della commissione al Senato e non è stato approvato prima della fine della legislatura. Nel mandato del governo non è stata quindi adottata la revisione della procedura civile.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00263281.pdf","descrizione":"Senato, A.S. 1524, testo e relazione del disegno di legge «Disposizioni per la razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile» (già presentato alla Camera il 5 aprile 2007); stato «in corso di esame in commissione» nell'elenco dei ddl del governo Prodi II sul sito del Senato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c244","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la diffusione di filtri precontenziosi, quali le camere di conciliazione da istituire presso tutti i Consigli dell'Ordine","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge del governo sul processo civile, presentato alla Camera il 5 aprile 2007 dal ministro della Giustizia (A.C. 2508) e ripresentato al Senato il 24 aprile 2007 (A.S. 1524), prevede il potenziamento degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie con «qualificati organi di conciliazione», ma non istituisce camere di conciliazione presso i Consigli dell'Ordine. Il disegno di legge è rimasto all'esame della commissione del Senato e non è stato approvato prima della fine anticipata della legislatura. Non risultano altri atti del governo che istituiscano queste camere.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0038600.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, A.C. 2508 (XV legislatura), disegno di legge del ministro della Giustizia «Disposizioni per la razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile», presentato il 5 aprile 2007: parla di «qualificati organi di conciliazione» e non prevede camere presso i Consigli dell'Ordine. Iter: scheda della Camera (restituito al governo il 24 aprile 2007 per la ripresentazione al Senato) e elenco del Senato dei disegni di legge del governo Prodi II nel 2007 (S. 1524, in corso di esame in commissione)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c245","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'aumento della competenza per valore del giudice di pace ed individuazione di una sua competenza funzionale.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge del governo sul processo civile (A.C. 2508, presentato alla Camera il 5 aprile 2007) elevava la competenza per valore del giudice di pace a 10.000 euro per le cause sui beni mobili e a 50.000 euro per i danni da circolazione di veicoli e natanti. Il 24 aprile 2007 il testo è stato trasferito al Senato (A.S. 1524), dove è rimasto all'esame della commissione fino alla fine della legislatura. Le soglie dell'articolo 7 del codice di procedura civile, ancora espresse in lire (5 milioni e 30 milioni), sono state portate a 5.000 e 20.000 euro solo dalla legge 18 giugno 2009, n. 69 (art. 45), dopo la fine del governo Prodi II. Nel mandato non risultano atti che abbiano aumentato la competenza del giudice di pace o gliene abbiano attribuite di nuove per materia.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68_5_.html","descrizione":"Statistiche del Senato sui disegni di legge del Ministero della giustizia (governo Prodi II): il disegno di legge sulla razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile (S. 1524, presentato al Senato il 24 aprile 2007, già A.C. 2508) risulta «In corso di esame in commissione», cioè mai approvato; vedi anche la legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 45, che ha modificato le soglie dell'art. 7 c.p.c."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c247","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la costituzione di un fondo alimentato da una modestissima aliquota a carico delle fatturazioni forensi e da un pari contributo a carico dello Stato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un fondo per le spese processuali alimentato da una piccola aliquota sulle fatture degli avvocati e da un pari contributo dello Stato. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) e il decreto-legge 223/2006, convertito dalla legge 248/2006, non contengono una norma di questo tipo. Non la contiene nemmeno il disegno di legge del governo sul processo civile (atto Senato n. 1524, presentato il 24 aprile 2007), rimasto all'esame della commissione. La legge 296/2006 (art. 1, comma 1308) ha solo istituito presso i giudici amministrativi commissioni per il patrocinio a spese dello Stato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), testo sul sito del Parlamento: nessuna disposizione su un fondo alimentato da un'aliquota sulle fatturazioni forensi; al comma 1308 solo le commissioni per il patrocinio a spese dello Stato nella giustizia amministrativa. Disegno di legge del governo sul processo civile, atto Senato n. 1524: https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00263281.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c254","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la netta separazione tra attività consultiva e attività giurisdizionale del Consiglio di Stato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano separato le funzioni consultive da quelle giurisdizionali del Consiglio di Stato. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II alla Camera e al Senato nel 2006 e nel 2007 non figura alcuna riforma dell'ordinamento della giustizia amministrativa. Una delega in materia fu proposta soltanto da due deputati dell'opposizione (A.C. 617, Mazzoni e D'Alia, presentata il 10 maggio 2006), che prevedeva una separazione delle funzioni e delle carriere nel Consiglio di Stato. Non risulta che sia stata approvata e l'ordinamento è rimasto quello della legge n. 186 del 1982.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0006260.pdf","descrizione":"Stampato della Camera A.C. 617 (XV legislatura): proposta di legge di iniziativa di due deputati, non del governo, che propone di separare nel Consiglio di Stato funzioni e carriere consultive e giurisdizionali, modificando la legge n. 186 del 1982."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c255","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una severa disciplina degli incarichi extragiudiziari, introducendo un regime di loro massima pubblicità","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Gli incarichi extragiudiziari dei magistrati amministrativi restano regolati dal d.P.R. 6 ottobre 1993, n. 418 e dai criteri del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. La pubblicità semestrale di questi incarichi era già prevista dal decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 35, adottato dal governo precedente e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2006. Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano introdotto una disciplina più severa: tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ce ne sono sul tema. Il divieto di clausole arbitrali nei contratti pubblici previsto dalla legge finanziaria per il 2008 è stato rinviato al 1° luglio 2008, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-02-02;35@originale","descrizione":"Decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 35 (Normattiva, testo originario): l'articolo 2 prevede la pubblicità semestrale degli incarichi extragiudiziari dei magistrati amministrativi a cura del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa; deliberazione del Consiglio dei ministri del 19 gennaio 2006, Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2006, efficacia dal 14 maggio 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c256","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la regolamentazione degli incarichi di gestione presso enti pubblici o presso enti di natura privata, escludendo quantomeno la doppia retribuzione","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano disciplinato gli incarichi di gestione dei magistrati amministrativi presso enti pubblici o privati, né che abbiano escluso per questi incarichi la doppia retribuzione. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, comma 44) ha posto un tetto generale al trattamento economico complessivo di chi riceve compensi a carico delle finanze pubbliche, pari a quello del primo presidente della Corte di cassazione, applicabile anche ai magistrati amministrativi e calcolato sommando i compensi di più incarichi. Il tetto limita l'importo totale ma consente di cumulare stipendio e compensi fino a quella soglia: non esclude la doppia retribuzione e non è una disciplina degli incarichi.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L24-12-2007-244-Legge-finanziaria-2008.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (testo RGS), art. 3, comma 44: tetto generale al trattamento economico complessivo, esteso ai magistrati ordinari, amministrativi e contabili, con somma dei compensi di più incarichi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c257","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la predisposizione di soluzioni organizzative per il decentramento dell'appello sul territorio","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che prevedano il decentramento sul territorio dell'appello della giustizia amministrativa. Tra i 281 disegni di legge presentati dal governo nella legislatura, censiti dal Senato, nessuno riguarda l'organizzazione del Consiglio di Stato o dei tribunali amministrativi. Il giudice d'appello è rimasto il Consiglio di Stato, con sede a Roma; l'unica sede distinta è il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, che esisteva già.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato, elenco completo dei 281 disegni di legge presentati dal governo Prodi II nella XV legislatura: nessuno riguarda la giustizia amministrativa o il decentramento dell'appello. Sull'assetto della giustizia amministrativa: pagina istituzionale del Consiglio di Stato (giustizia-amministrativa.it), con sede a Roma e, distinto, il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c259","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'introduzione di disposizioni volte ad evitare che l'erronea identificazione del giudice dotato di giurisdizione si risolva in un pregiudizio per il cittadino","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi né leggi approvate nella legislatura che regolino la prosecuzione del processo davanti al giudice munito di giurisdizione quando è stato adito quello sbagliato. Il disegno di legge del governo sul processo civile (A.S. 1524, presentato il 24 aprile 2007) non conteneva norme su questo punto. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 77 (decisa il 5 marzo e depositata il 12 marzo 2007), dichiarò illegittimo l'art. 30 della legge 1034/1971 nella parte in cui non salvaguardava gli effetti della domanda proposta al giudice privo di giurisdizione. La Corte indicò che la lacuna andava colmata con legge, con urgenza, ma l'intervento non arrivò prima dello scioglimento delle Camere del 6 febbraio 2008. La disciplina fu introdotta dall'art. 59 della legge 69/2009, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://giurcost.org/decisioni/2007/0077s-07.html","descrizione":"Corte costituzionale, sentenza n. 77/2007: dichiara illegittimo l'art. 30 della l. 1034/1971 e afferma che la lacuna va colmata con una disciplina legislativa da emanare con urgenza. Testo dell'A.S. 1524 (XV legislatura): https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00263281.pdf; art. 59 della l. 69/2009: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/09069l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c262","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"informatizzazione dei servizi e processo amministrativo telematico","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel periodo del governo Prodi non risultano atti che abbiano introdotto il processo amministrativo telematico. Le regole tecnico-operative sono state adottate molti anni dopo, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2016, n. 40, in vigore dal 5 aprile 2016. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006) è intervenuta sulla giustizia amministrativa solo per il patrocinio a spese dello Stato e per un programma straordinario di assunzioni di personale di supporto (commi 1308-1309).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidenza.consiglio.ministri:decreto:2016-02-16;40","descrizione":"D.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40, «Regolamento recante le regole tecnico-operative per l'attuazione del processo amministrativo telematico», in vigore dal 5 aprile 2016 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c263","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"predisposizione, nel rispetto delle garanzie di indipendenza, di un sistema di valutazione della professionalità e del rendimento dei singoli magistrati.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel programma la proposta fa parte delle misure per la giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato). Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un sistema di valutazione della professionalità e del rendimento dei magistrati amministrativi entro maggio 2008. La riforma delle valutazioni di professionalità approvata nella legislatura, la legge 30 luglio 2007, n. 111, riguarda soltanto i magistrati ordinari.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07111l.htm","descrizione":"Legge 30 luglio 2007, n. 111 (modifiche all'ordinamento giudiziario, d.lgs. 160/2006): le valutazioni di professionalità riguardano i magistrati ordinari, non quelli amministrativi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c267","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"aumentando il tetto della “non abbienza” per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il governo Prodi il limite di reddito per accedere al patrocinio a spese dello Stato è rimasto quello fissato dal decreto del 29 dicembre 2005, pari a 9.723,84 euro. Il nuovo importo di 10.628,16 euro è stato fissato dal decreto del 20 gennaio 2009, dopo la fine del governo, come adeguamento all'indice dei prezzi per i due bienni dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2008 (più 9,3 per cento), non come aumento del tetto oltre l'inflazione. Non risultano atti del governo che abbiano innalzato la soglia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2002-05-30;115~art76","descrizione":"Normattiva, art. 76 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, con gli aggiornamenti dell'importo: decreto 29 dicembre 2005 (G.U. n. 27 del 2 febbraio 2006), 9.723,84 euro; decreto 20 gennaio 2009 (G.U. n. 72 del 27 marzo 2009), 10.628,16 euro; nessuna modifica intermedia. Per i bienni coperti dal decreto del 2009: decreto 2 luglio 2012, https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.page?contentId=SDC787020"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c272","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"prevedere l’audizione dell’indagato prima dell’adozione della misura cautelare, salvo specifiche e motivate ragioni ostative","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 64"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano norme del governo che prevedano l'audizione dell'indagato prima dell'adozione della misura cautelare. Il disegno di legge governativo sull'accelerazione del processo penale (A.C. 2664, presentato nel 2007) dedicava alle misure cautelari l'articolo 12. L'articolo interveniva sul cumulo delle misure interdittive, sulla loro durata e sulle impugnazioni delle misure reali, senza prevedere un interrogatorio preventivo. Il disegno di legge non è stato approvato prima della fine della legislatura. Un interrogatorio preventivo di portata generale, con eccezioni, è stato introdotto solo dalla legge 9 agosto 2024, n. 114.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/GI0182.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'A.C. 2664 (iniziativa governativa, 2 ottobre 2007): il Capo VI, composto dal solo articolo 12, modifica le norme sulle misure cautelari senza introdurre un'audizione preventiva dell'indagato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c273","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ampliare le prerogative della difesa in sede di riesame, consentendo di richiedere un differimento dell’interrogatorio di garanzia e del riesame","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 64"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risulta alcuna modifica del codice di procedura penale che consenta alla difesa di chiedere il differimento dell'interrogatorio di garanzia e del riesame. Il disegno di legge del governo sul processo penale (A.C. 2664, presentato il 16 maggio 2007) interveniva sulle misure cautelari solo con l'articolo 12, che permette di cumulare misure interdittive e non custodiali, allunga a sei mesi la durata delle interdittive e toglie il ricorso per cassazione contro le decisioni del riesame sulle misure reali. Non contiene il differimento promesso.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/GI0182.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sull'A.C. 2664: l'articolo 12 sulle misure cautelari non prevede il differimento di interrogatorio di garanzia e riesame su richiesta della difesa"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c276","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"condizionare l’accesso al patteggiamento per specifici reati di particolare rilevanza sociale [...] all’intervenuto risarcimento del danno","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 64"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano condizionato l'accesso al patteggiamento per reati di particolare rilevanza sociale al risarcimento del danno. Il testo dell'art. 444 del codice di procedura penale è rimasto lo stesso dal 2 marzo 2006 al 22 ottobre 2012, quindi per tutto il mandato. Il disegno di legge del governo sui reati di grave allarme sociale e sulla certezza della pena (A.C. 3241, presentato il 13 novembre 2007) proponeva di abolire il patteggiamento in appello, ma non prevedeva questa condizione. Il rapporto di fine legislatura del Servizio studi della Camera sul settore giustizia non registra interventi sul patteggiamento.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1988-09-22;447~art444!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, art. 444 del codice di procedura penale vigente all'8 maggio 2008: testo in vigore dal 2 marzo 2006 al 22 ottobre 2012, senza condizioni legate al risarcimento del danno"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c277","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Obiettivo primario della prossima legislatura è l’approvazione di un nuovo codice penale.","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 64"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il ministro della Giustizia ha istituito nel luglio 2006 una commissione presieduta da Giuliano Pisapia per predisporre lo schema di una legge delega per il nuovo codice penale. La commissione ha accompagnato con una relazione del 19 novembre 2007 lo schema di disegno di legge delega per la parte generale. Il governo non ha presentato alle Camere un disegno di legge delega per il nuovo codice penale prima dello scioglimento del 6 febbraio 2008: lo schema della commissione è stato ripreso solo nella legislatura successiva da una proposta di iniziativa parlamentare. Il nuovo codice penale non è stato approvato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato, elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II nella XV legislatura: non compare alcun disegno di legge delega per un nuovo codice penale. Vedi anche il ddl A.S. 1043 della XVI legislatura (Casson e altri, 24 settembre 2008), che riproduce «per la gran parte» lo schema predisposto dalla commissione Pisapia"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c278","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 64"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 31 luglio 2006, n. 241 (Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006) ha concesso l'indulto per tutti i reati commessi fino al 2 maggio 2006: condono di tre anni per le pene detentive e di 10.000 euro per quelle pecuniarie, con esclusione di alcuni reati gravi. Il provvedimento di clemenza promesso è stato quindi adottato nei primi mesi del mandato. Non è stata invece approvata un'amnistia e il nuovo codice penale, cui il programma lo collegava, non è stato adottato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2006/07/31/006G0260/ORIGINAL","descrizione":"Normattiva, legge 31 luglio 2006, n. 241 «Concessione di indulto», GU n. 176 del 31/07/2006, art. 1: indulto per i reati commessi fino al 2 maggio 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c281","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"abolizione della categoria dei cosiddetti “reati di opinione”","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano abolito la categoria dei cosiddetti reati di opinione. La legge 85/2006, del 24 febbraio 2006 e quindi precedente al mandato, ne aveva abrogati solo alcuni e aveva sostituito il carcere con la multa per i vilipendi, che restavano reati. Nel mandato il ministro della Giustizia istituì la commissione per la riforma del codice penale presieduta da Giuliano Pisapia (decreto del 30 luglio 2006). La commissione consegnò una prima bozza di schema di legge delega il 14 maggio 2007 e un testo finale con relazione del 19 novembre 2007, entrambi sulla sola parte generale del codice: lo schema per la parte speciale, dove si trovano questi reati, doveva seguire. Non risulta che il governo abbia approvato il testo né che abbia presentato un disegno di legge per abrogare i reati di opinione.","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.wp?facetNode_1=0_10&facetNode_5=0_10_17&facetNode_4=4_57&facetNode_3=3_1_3&facetNode_2=3_1&facetNode_6=3_1_3_1&previsiousPage=mg_1_12&contentId=SPS47445","descrizione":"Ministero della Giustizia, relazione della commissione Pisapia del 19 novembre 2007: commissione istituita il 30 luglio 2006, bozza di schema di legge delega sulla parte generale presentata al ministro il 14 maggio 2007, schema per la parte speciale rinviato a una fase successiva; la pagina non riporta alcuna adozione del testo da parte del Consiglio dei ministri"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c282","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introduzione di fattispecie di reato specifiche a tutela dell’ambiente","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha proposto la modifica ma non è stata approvata. Il disegno di legge A.C. 2692 («Disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente. Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della relativa disciplina»), approvato dal Consiglio dei ministri il 24 aprile 2007 su proposta dei ministri dell'Ambiente e della Giustizia, introduceva nel codice penale un nuovo titolo sui delitti ambientali. È stato presentato alla Camera il 22 maggio 2007 e assegnato alla commissione Giustizia il 5 giugno 2007. La commissione ha adottato un testo base il 10 ottobre 2007, ma l'ultima seduta registrata è del 19 dicembre 2007 e il testo non è arrivato all'Assemblea prima dello scioglimento delle Camere. Nessun reato ambientale è stato quindi inserito nel codice penale durante il mandato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2692","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 2692: iniziativa governativa, presentato il 22 maggio 2007, assegnato alla II Commissione il 5 giugno 2007, testo base adottato il 10 ottobre 2007, ultima seduta registrata il 19 dicembre 2007, nessun lavoro in Assemblea"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c283","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introduzione della fattispecie del reato di tortura","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il reato di tortura non è stato introdotto nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008), e non risulta un disegno di legge del governo sul tema. La Camera ha approvato il 13 dicembre 2006 un testo unificato di proposte di iniziativa parlamentare (A.C. 915 e abbinate) che inseriva nel codice penale gli articoli 613-bis e 613-ter. Al Senato (A.S. 1216, abbinato ad altri quattro disegni di legge di senatori) la commissione Giustizia ha comunicato la relazione il 24 settembre 2007, ma il testo non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Gli articoli 613-bis e 613-ter sono entrati nel codice penale solo con la legge 14 luglio 2017, n. 110.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00279409.pdf","descrizione":"Senato, XV legislatura, relazione della commissione Giustizia (comunicata il 24/9/2007) sul ddl n. 1216 «Introduzione degli articoli 613-bis e 613-ter del codice penale in materia di tortura», approvato dalla Camera il 13/12/2006 in un testo unificato di proposte di deputati, e sui ddl abbinati nn. 324, 789, 895 e 954, tutti di iniziativa di senatori. L'introduzione effettiva del reato con la legge 110/2017 è su Normattiva: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2017-07-14;110"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c286","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introduzione e valorizzazione di sanzioni diverse dalla detenzione carceraria [...] (da applicarsi già, quali pene autonome, in sede di merito)","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il ministro della Giustizia Mastella ha istituito il 30 luglio 2006 una commissione, presieduta da Giuliano Pisapia, per preparare uno schema di legge delega sulla parte generale di un nuovo codice penale. Lo schema è stato presentato al ministro in una prima versione il 14 maggio 2007, con una relazione del 19 novembre 2007, e prevedeva tra le pene anche pene interdittive, prescrittive e la detenzione domiciliare. Il governo non lo ha però presentato alle Camere: tra i disegni di legge del governo del 2006, del 2007 e del 2008 non compare una riforma del codice penale. Lo schema è stato ripreso nella legislatura successiva da una proposta di senatori dell'opposizione (S. 1043, settembre 2008). Nel mandato le sanzioni diverse dal carcere non sono quindi diventate pene autonome applicabili dal giudice di merito.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00321143.pdf","descrizione":"Senato, XVI legislatura, disegno di legge S. 1043 (Casson e altri, 24 settembre 2008): la relazione afferma che il testo riproduce per gran parte lo schema di delega predisposto nella XV legislatura dalla commissione ministeriale presieduta da Giuliano Pisapia; artt. 25-29: pene pecuniarie, prescrittive, interdittive e detentive, detenzione domiciliare da un mese a tre anni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c289","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Nel nostro ordinamento dovrà essere eliminato qualsiasi riferimento alla pena di morte","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1 ha soppresso dal quarto comma dell'art. 27 della Costituzione le parole «, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra». Ora il testo dice solo: «Non è ammessa la pena di morte». Il Senato ha approvato la riforma in seconda deliberazione il 25 settembre 2007, con la maggioranza dei due terzi; la legge è stata promulgata il 2 ottobre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre ed è in vigore dal 25 ottobre 2007, nel mandato del governo Prodi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2007/10/10/007G0181/ORIGINAL","descrizione":"Legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1, su Normattiva: l'unico articolo sopprime dal quarto comma dell'art. 27 le parole che ammettevano la pena di morte nei casi previsti dalle leggi militari di guerra; in vigore dal 25 ottobre 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c295","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"abolire le sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 66"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano abolito le sanzioni amministrative per chi detiene stupefacenti per uso personale: l'articolo 75 del d.P.R. 309/1990, nel testo in vigore dal 28 febbraio 2006, è rimasto invariato per tutto il mandato e prevede ancora sanzioni come la sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto e del permesso di soggiorno. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura l'unico che modificava il testo unico sugli stupefacenti era uno stralcio della legge finanziaria 2008 (A.S. 1817-quaterdecies, 4 ottobre 2007), il cui esame non è mai iniziato e che riguardava la prescrizione dei farmaci contro il dolore e i registri degli stupefacenti. Le proposte che escludevano le sanzioni amministrative, come quella dell'on. Boato (A.C. 34), erano di iniziativa parlamentare e non sono state approvate.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__S.html","descrizione":"Elenco ufficiale dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II al Senato nel 2007: l'A.S. 1817-quaterdecies («Modifiche al testo unico... d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309»), presentato il 4 ottobre 2007 e assegnato il 29 ottobre 2007, «non ancora iniziato l'esame»; per le proposte parlamentari: dossier della Camera n. 280 del 24 ottobre 2007 (A.C. 34 e abbinate)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c301","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il mandato la legislazione antimafia non è stata riordinata in un testo unico. Il governo ha presentato alla Camera il 13 novembre 2007 un disegno di legge sulle misure di contrasto alla criminalità organizzata che conteneva una delega per un testo unico delle misure di prevenzione, cioè di una parte della normativa antimafia. Il disegno di legge non è stato approvato prima della fine della legislatura. La delega al governo per un codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione è arrivata solo con la legge 13 agosto 2010, n. 136, sotto un governo successivo, e vale solo come contesto.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0036390.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, disegno di legge n. 3242 presentato il 13 novembre 2007 dal ministro della Giustizia Mastella: art. 1, delega al governo per un testo unico delle disposizioni in materia di misure di prevenzione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c304","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"promuovere la concreta applicazione della normativa sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, istituendo un’Agenzia nazionale che garantisca la celere destinazione e gestione dei beni","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non è stata istituita un'Agenzia nazionale per i beni confiscati. Con il decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2007 il governo ha ricostituito presso la Presidenza del Consiglio il Commissario straordinario per la gestione e la destinazione dei beni confiscati, un ufficio di coordinamento e di impulso già esistito dal 1999 al 2003. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 213) ha solo consentito all'Agenzia del demanio di affidare a società pubbliche la liquidazione delle aziende confiscate. Il disegno di legge del governo sulla criminalità organizzata presentato il 13 novembre 2007 (A.C. 3242) conteneva una delega sulla destinazione dei beni confiscati ma non un'agenzia, e il suo esame non è iniziato prima della fine della legislatura. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, che ha sostituito il Commissario straordinario, è stata istituita solo con il decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4, sotto il governo successivo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/D10004.htm","descrizione":"Camera dei deputati, Servizio Studi, dossier sul decreto-legge 4 febbraio 2010, n. 4 (A.C. 3175): ricostruisce il Commissario straordinario istituito nel 1999, sciolto nel 2003 e ricostituito con il d.P.R. 6 novembre 2007, e l'istituzione dell'Agenzia nazionale nel 2010 al suo posto. Per l'A.C. 3242: testo del disegno di legge e elenco del Senato dei disegni di legge del governo Prodi II."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c306","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Le nostre soluzioni puntano ad unificare le attuali diverse giurisdizioni che si occupano di famiglia, di figli e di minori in una struttura specializzata","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 67"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che unificassero le competenze su famiglia, figli e minori in un organo giudiziario specializzato. Nel mandato (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) il governo presentò una delega sulla revisione della filiazione (A.C. 2514, 12 aprile 2007), che riguardava lo stato dei figli e non l'organizzazione dei tribunali. Il tribunale per i minorenni è rimasto distinto dal tribunale ordinario. Un tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie è stato previsto solo dalla legge 26 novembre 2021, n. 206 (art. 1, comma 24).","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/docesta/313/4461/documentotesto.asp","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura: elenco dei disegni di legge del governo, con il loro esito. In materia di famiglia compare la delega sulla filiazione (A.C. 2514), nessun progetto di tribunale unico per famiglia e minori"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c311","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’estensione dell’istituto della messa alla prova [...] a tutti gli imputati del processo minorile","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che estendano la messa alla prova a tutti gli imputati del processo minorile. L'istituto, previsto dall'articolo 28 del d.P.R. 448/1988, è rimasto nel testo in vigore dal 1995 per tutto il mandato e fino al 2022. Le leggi finanziarie per il 2007 e il 2008 non lo modificano, e tra i disegni di legge presentati dal governo alla Camera e al Senato tra il 2006 e il 2008 non compare alcuna proposta di riforma del processo penale minorile.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1988-09-22;448~art28!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, art. 28 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 (sospensione del processo e messa alla prova) nel testo vigente all'8 maggio 2008: versione in vigore dal 20 aprile 1995 al 29 dicembre 2022, senza modifiche nel periodo del governo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c312","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’approvazione di un ordinamento penitenziario per i minorenni","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano dato ai minorenni un ordinamento penitenziario proprio, né disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. Ai minorenni hanno continuato ad applicarsi le norme generali della legge 354/1975, che all'articolo 79 le estende ai minori di diciotto anni «fino a quando non sarà provveduto con apposita legge». La disciplina specifica dell'esecuzione delle pene per i condannati minorenni è arrivata solo con il decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, dieci anni dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2018-10-02;121","descrizione":"Decreto legislativo 121/2018, «Disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni»: la prima disciplina organica, adottata nel 2018"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c313","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la regolamentazione della mediazione penale","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta alcuna legge o regolamento del governo Prodi che disciplini la mediazione penale, e tra i disegni di legge del governo non ne risultano in materia. Il disegno di legge S. 262 della senatrice Valpiana (5 maggio 2006) sulla mediazione giudiziaria nel procedimento minorile non fu mai assegnato a una commissione. Il 30 aprile 2008 il Dipartimento per la giustizia minorile emanò una circolare (prot. 14095) con le linee di indirizzo e coordinamento sulla mediazione penale minorile: è un atto di indirizzo per i servizi del ministero, non una disciplina normativa. Nel 2019 lo stesso Dipartimento scriveva che la mediazione penale era ancora priva di una normativa nazionale.","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.page?facetNode_1=3_1&facetNode_2=0_10_3_2&contentId=SPS322404&previsiousPage=mg_1_12","descrizione":"Ministero della giustizia, «Linee di indirizzo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità in materia di Giustizia riparativa e tutela delle vittime di reato» (maggio 2019): la premessa constata l'«assenza di normativa nazionale» su giustizia riparativa e mediazione penale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c315","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"creando strutture specifiche per chi, avendo commesso un reato da minorenne, si trova a dover scontare la pena quando ha già raggiunto la maggiore età","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato strutture riservate a chi sconta da maggiorenne la pena per un reato commesso da minorenne, né disegni di legge del governo in materia. In quegli anni l'art. 24 del d.lgs. 272/1989 manteneva le regole e le strutture minorili solo per chi compiva 18 anni durante l'esecuzione, e fino ai 21 anni; chi iniziava a scontare la pena dopo i 18 anni passava al circuito degli adulti. Il caso è stato regolato dal decreto-legge 92/2014, convertito dalla legge 117/2014, che ha esteso le regole minorili anche a chi inizia l'esecuzione dopo i 18 anni, fino ai 25: molti anni dopo la fine del governo valutato.","prova":{"url":"https://www.giustizia.it/resources/cms/documents/SGEP_tavolo14_allegato8.pdf","descrizione":"Documento del Ministero della giustizia sull'esecuzione penale nel procedimento minorile: riporta il testo previgente dell'art. 24 d.lgs. 272/1989 (regole minorili per chi compie 18 anni nel corso dell'esecuzione, fino ai 21) e la modifica del d.l. 92/2014 (anche esecuzione iniziata dopo i 18 anni, fino ai 25)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c317","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"recepire tempestivamente le indicazioni della Convenzione ONU sulla \"Promozione e la tutela dei diritti e della dignità delle persone con disabilità\"","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha firmato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e il Protocollo opzionale il 30 marzo 2007, il giorno in cui sono stati aperti alla firma. Il disegno di legge di ratifica è stato presentato alla Camera solo il 27 febbraio 2008 (A.C. 3436), dai ministri degli Esteri e della Solidarietà sociale di concerto con altri ministri, quando le Camere erano già state sciolte, e non è stato esaminato. La ratifica è stata autorizzata dalla legge 3 marzo 2009, n. 18, sotto il governo successivo. Nel mandato la Convenzione è stata firmata ma non recepita nell'ordinamento.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0040990.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, disegno di legge n. 3436 «Ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale», presentato il 27 febbraio 2008: la relazione ricorda la firma del 30 marzo 2007 da parte del ministro Ferrero. La legge 18/2009 di autorizzazione alla ratifica è su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c318","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attraverso il rifinanziamento della legge n. 13 del 1989 per l'eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano rifinanziato la legge 13/1989 sull'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Le leggi finanziarie 2007 (legge 296/2006) e 2008 (legge 244/2007) non contengono disposizioni sul fondo di quella legge. La legge 296/2006 ha istituito solo, all'art. 1, comma 389, un fondo da 5 milioni di euro per contributi ai gestori di esercizi commerciali, non alle abitazioni, poi dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza 50/2008. Secondo il Ministero delle infrastrutture, la legge 13/1989 è stata rifinanziata con la legge di bilancio 2017, dopo che dal 2003 non riceveva nuovi fondi.","prova":{"url":"https://www.mit.gov.it/node/7650","descrizione":"Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, comunicato del 15/2/2018 sul riparto di 180 milioni alle regioni: il rifinanziamento della legge 13/1989 è stato inserito nella legge di bilancio 2017; la legge «dal 2003 non veniva rifinanziata»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c321","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'adozione del \"libretto del disabile\"","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che istituiscano il «libretto del disabile» nel suo mandato (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). Le leggi finanziarie 2007 e 2008 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, e legge 24 dicembre 2007, n. 244) non lo prevedono, e tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ne risulta alcuno dedicato a questo strumento. Per la non autosufficienza la finanziaria 2007 ha istituito il Fondo per le non autosufficienze (art. 1, comma 1264), che è uno strumento diverso e non ne dà attuazione.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296: il testo non contiene alcuna disposizione sul «libretto del disabile»; istituisce invece il Fondo per le non autosufficienze (art. 1, commi 1264-1265). Neppure la legge 24 dicembre 2007, n. 244 lo prevede"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c323","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Lo strumento più efficace, per rendere effettivo quel diritto, è la Dichiarazione anticipata di volontà (o Testamento biologico)","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Tutelare chi soffre\", p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi sul testamento biologico: nessun disegno di legge governativo e nessuna legge. Nella legislatura furono presentate solo proposte di iniziativa parlamentare sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di volontà (al Senato, tra le altre, S. 3 Tomassini, S. 542 Carloni, S. 665 Ripamonti, S. 687 Marino, S. 818 Del Pennino e Biondi, S. 1615 Silvestri, S. 1735 Formisano), rimaste «in corso di esame in commissione» fino alla fine della legislatura. Nessuna è stata approvata dal Parlamento.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerIniziativa_1__.html","descrizione":"Elenco dei progetti di legge della XV legislatura sul sito del Parlamento: le proposte su consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento sono tutte di iniziativa parlamentare e risultano 'in corso di esame in commissione' o 'assegnate (non ancora iniziato l'esame)'"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c324","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la normativa generale sulla libertà religiosa (Disegno di legge governativo del 3 luglio 1997) è la premessa essenziale","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"I diritti dei cittadini stranieri\", p. 71"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi per una legge generale sulla libertà religiosa: tra i disegni di legge presentati dal governo non ve n'è alcuno sul tema. Alla Camera sono state esaminate due proposte d'iniziativa parlamentare, di Boato (A.C. 36) e di Spini (A.C. 134), che riprendevano il testo governativo della legislatura precedente, a sua volta ricalcato su quello del 1997 citato dal programma. La commissione Affari costituzionali le ha esaminate dal novembre 2006 e il 4 luglio 2007 ha adottato un testo unificato come testo base, ma l'esame si è fermato dopo la presentazione degli emendamenti (circa 900) e la legislatura si è chiusa senza una legge.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=36","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori di A.C. 36 (Boato, abbinata ad A.C. 134): iniziativa parlamentare, esame in I Commissione dal 7 novembre 2006, testo base adottato il 4 luglio 2007, ultima seduta il 24 luglio 2007, mai votata"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c329","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Unioni civili\", p. 72"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di proporre il riconoscimento giuridico di diritti e facoltà per le persone delle unioni di fatto, indipendentemente dal genere dei conviventi. Il Consiglio dei ministri ha approvato l'8 febbraio 2007 il disegno di legge «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi» (i cosiddetti DICO), proposto dai ministri Pollastrini e Bindi, che si applicava anche alle coppie dello stesso sesso. È stato presentato al Senato il 20 febbraio 2007 (atto Senato n. 1339). Il Parlamento non lo ha approvato: il testo è rimasto all'esame della commissione e non è diventato legge. La promessa riguardava la proposta, che il governo ha presentato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato della Repubblica, elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II nella XV legislatura: S. 1339, ministri Pollastrini e Bindi, «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi», presentato al Senato il 20 febbraio 2007, «In corso di esame in commissione». Approvazione in Consiglio dei ministri: comunicato di Palazzo Chigi dell'8 febbraio 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c330","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale [...] Le competenze di tale ufficio devono riguardare le persone recluse","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale\", p. 72"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di istituire il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Il 4 aprile 2007 la Camera ha approvato un testo unificato di proposte di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 626 e abbinate) che istituiva una Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani e la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Trasmesso al Senato il 5 aprile 2007 (S. 1463), il testo non è diventato legge prima della fine anticipata della legislatura. Il Garante nazionale è stato istituito solo con l'art. 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=626","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori di A.C. 626: approvata il 4 aprile 2007 in testo unificato con A.C. 1090, 1441 e 2018 e trasmessa al Senato il 5 aprile 2007 (S. 1463)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c331","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Occorrerà avviare modifiche normative per conseguire due obiettivi [...] nessun bambino in carcere","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale\", p. 72"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano disegni di legge del governo né leggi per escludere i bambini dal carcere: gli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo non ne contengono. In quel periodo il codice di procedura penale escludeva la custodia cautelare in carcere, salvo esigenze di eccezionale rilevanza, solo per le madri di figli sotto i tre anni. La legge 21 aprile 2011, n. 62, sotto un governo successivo, ha portato il limite a sei anni e previsto case famiglia protette e istituti a custodia attenuata per detenute madri, con applicazione dal 2014.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011-04-21;62","descrizione":"Normattiva, legge 21 aprile 2011, n. 62, art. 1: sostituisce l'art. 275, comma 4, c.p.p. (madri di prole fino a sei anni, prima «inferiore a tre anni»), introduce la custodia in istituto a custodia attenuata (art. 285-bis c.p.p.) e la casa famiglia protetta; le norme si applicano dal 1° gennaio 2014. Mostra che la riforma è arrivata dopo il governo valutato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c338","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"carta dei diritti dell’utente dei servizi pubblici","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 2, comma 461, ha imposto agli enti locali di inserire nei contratti di servizio dei servizi pubblici locali l'obbligo, per il gestore, di emanare una «Carta della qualità dei servizi», redatta d'intesa con le associazioni dei consumatori, con gli standard di qualità, le modalità di reclamo e quelle di ristoro dell'utenza. Lo stesso comma prevede la consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori, un monitoraggio permanente e una sessione annuale di verifica. Non risulta invece l'adozione di una carta generale dei diritti dell'utente dei servizi pubblici che distinguesse tra servizi a carattere imprenditoriale e servizi sociali come sanità e istruzione, come indicava il programma: la norma riguarda solo i servizi pubblici locali.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2007-12-28&atto.codiceRedazionale=007G0264","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, testo originario in Gazzetta Ufficiale (n. 300 del 28 dicembre 2007), art. 2, comma 461: obbligo della «Carta della qualità dei servizi» nei contratti di servizio dei servizi pubblici locali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c342","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"verrà istituito il Garante per l’infanzia e l’adolescenza","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza\", p. 73"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II per istituire il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella XV legislatura (2006-2008) non ce n'è uno sul tema. L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza è stata istituita dalla legge 12 luglio 2011, n. 112, dopo la fine del mandato del governo valutato.","prova":{"url":"https://www.garanteinfanzia.org/legge-istitutiva","descrizione":"Sito dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza: l'Autorità è istituita dalla legge 12 luglio 2011, n. 112"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c361","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"modifiche al modello contrattuale, individuando un comparto unico, ma diviso in due aree, una per le forze armate ed una per le forze dell’ordine","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il modello contrattuale non è stato modificato nel mandato del governo Prodi II. Il decreto legislativo 195/1995 prevede procedure distinte: accordo sindacale per le Forze di polizia a ordinamento civile, concertazione per quelle a ordinamento militare e per le Forze armate, con la conclusione in decreti del Presidente della Repubblica separati. I contratti 2006-2009 sono stati recepiti con il d.P.R. 11 settembre 2007, n. 170, per le Forze di polizia, e con il d.P.R. 11 settembre 2007, n. 171, per le Forze armate; il Consiglio dei ministri aveva approvato l'accordo e lo schema di concertazione per le Forze di polizia il 3 agosto 2007. Non risultano atti del governo che istituiscano un comparto unico diviso in due aree o che attribuiscano in modo unitario le procedure alla Presidenza del Consiglio.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2007-09-11;170","descrizione":"Normattiva, d.P.R. 11 settembre 2007, n. 170 (G.U. n. 243 del 18 ottobre 2007): recepimento dell'accordo sindacale e del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze di polizia, con le premesse che richiamano i «separati decreti» previsti dall'art. 1, comma 2, del d.lgs. 195/1995; per le Forze armate il distinto d.P.R. 11 settembre 2007, n. 171"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c362","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ripensamento del sistema della rappresentanza militare, attribuendo soggettività giuridica ai Cocer [...] Devono invece poter prendere parte alla contrattazione","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano attribuito soggettività giuridica ai Cocer o dato loro un ruolo nella contrattazione: tra i disegni di legge presentati dal governo non ce ne sono in materia. La rappresentanza militare è rimasta regolata dalla legge 11 luglio 1978, n. 382, che esclude per i suoi organi il ruolo di parte nella contrattazione collettiva. Dalla XIII legislatura le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno esaminato progetti di revisione senza arrivare a una legge. La legge 382/1978 è stata abrogata solo con il codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), che ne ha ripreso il contenuto, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/522?tema=806","descrizione":"Camera dei deputati, tema dell'attività parlamentare «Disposizioni in materia di rappresentanza militare» (aggiornato al 26 febbraio 2013): dalla XIII legislatura le commissioni Difesa esaminano progetti di ampia revisione della legge 382/1978; agli organi di rappresentanza è precluso il ruolo di parte nella contrattazione collettiva; la legge 382/1978 è stata abrogata dal decreto legislativo 66/2010, che ne riporta il contenuto"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c363","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"contrattualizzazione della dirigenza, alla stregua di quanto avviene nelle amministrazioni ministeriali","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel periodo del governo Prodi II la dirigenza delle forze di polizia e delle forze armate è rimasta fuori dalla contrattualizzazione. L'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 lascia il personale militare e delle Forze di polizia di Stato nei rispettivi ordinamenti di diritto pubblico, e la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 576) tratta ancora quel personale come «non contrattualizzato». Non risultano atti del governo che abbiano esteso il regime contrattuale ai dirigenti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art3","descrizione":"Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, art. 3 (testo vigente su Normattiva): il personale militare e delle Forze di polizia di Stato resta disciplinato dai rispettivi ordinamenti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c365","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riapertura del canale di ingresso attraverso il concorso pubblico, e intervento sui meccanismi di scivolo dalle forze armate a quelle dell’ordine","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 23 agosto 2004, n. 226 (art. 16) riserva dal 2006 al 2020 i posti dei concorsi per le carriere iniziali delle forze di polizia ai volontari delle Forze armate in ferma prefissata di un anno. Il governo Prodi non ha riaperto quei concorsi agli esterni. La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, comma 98) ha confermato la riserva per le assunzioni straordinarie del 2008: prima i volontari già in graduatoria, poi concorsi riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno. Ha cambiato il meccanismo di passaggio solo per far entrare tutti i vincitori direttamente nelle forze di polizia, senza la ferma quadriennale che la legge del 2004 chiedeva a una parte di loro.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, comma 98: assunzioni nelle carriere iniziali delle forze di polizia prioritariamente tra i volontari delle Forze armate in graduatoria e, per il resto, con concorsi riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno; in deroga all'art. 16, comma 4, della legge 226/2004 i vincitori sono immessi direttamente. Legge 226/2004, art. 16: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/04226l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c366","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto regole per rendere riconoscibili gli operatori delle forze dell'ordine durante le operazioni di ordine pubblico. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non ce n'è nessuno su questo tema. Ancora nel 2024 una proposta di legge presentata alla Camera ricordava che gli agenti devono identificarsi solo quando operano in borghese e che la tessera di riconoscimento va portata con sé ma non esibita, e chiedeva di introdurre codici identificativi per i servizi di ordine pubblico.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.1907.19PDL0093990.pdf","descrizione":"Proposta di legge A.C. 1907 (XIX legislatura, presentata il 3 giugno 2024): la relazione descrive la disciplina vigente (identificazione obbligatoria solo nel servizio in borghese, tessera da portare con sé ma non da esibire) e propone codici identificativi per il personale in servizio di ordine pubblico. Per l'assenza di ddl del governo Prodi II sul tema: https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__S.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c368","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"La riforma del sistema di intelligence non è più rinviabile. [...] la realizzeremo in via prioritaria.","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 81"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 124 («Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto») ha riformato i servizi di informazione. Ha istituito il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza presso la Presidenza del Consiglio, l'Agenzia informazioni e sicurezza esterna e l'Agenzia informazioni e sicurezza interna, e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. L'articolo 44 abroga la legge 24 ottobre 1977, n. 801, lasciando operare i vecchi servizi fino all'adozione dei regolamenti attuativi. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2007 ed è in vigore dal 12 ottobre 2007, nel corso del mandato del governo.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-08-03;124@originale","descrizione":"Legge 3 agosto 2007, n. 124 (Normattiva, testo originario): istituzione di DIS, AISE, AISI e del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; art. 44, abrogazione della legge 801/1977; Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2007, in vigore dal 12 ottobre 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c375","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un modello che si fondi su un’unica e diretta dipendenza dal Presidente del Consiglio, che terrà [...] la direzione di un nuovo e ristretto comitato interministeriale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 81"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 124, in vigore dal 12 ottobre 2007, ha riformato il sistema dei servizi di informazione e ha abrogato la legge 801/1977. L'articolo 1 attribuisce in via esclusiva al Presidente del Consiglio l'alta direzione e la responsabilità generale della politica dell'informazione per la sicurezza e la nomina dei vertici dei servizi; gli articoli 6 e 7 stabiliscono che le due nuove agenzie (AISE e AISI) rispondono al Presidente del Consiglio, mentre prima il SISMI dipendeva dal ministro della Difesa e il SISDE da quello dell'Interno. L'articolo 5 istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), presieduto dal Presidente del Consiglio e composto, nel testo del 2007, dall'Autorità delegata e dai ministri degli Esteri, dell'Interno, della Difesa, della Giustizia e dell'Economia.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07124l.htm","descrizione":"Legge 3 agosto 2007, n. 124, testo originale: art. 1 (competenze esclusive del Presidente del Consiglio), art. 5 (CISR e sua composizione), artt. 6 e 7 (AISE e AISI rispondono al Presidente del Consiglio), art. 44 (abrogazione della legge 801/1977)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c377","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"definire in maniera compiuta le garanzie funzionali, cioè quali fattispecie di comportamenti possano essere ammesse ai fini investigativi","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 81"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 124 (GU n. 187 del 13 agosto 2007, in vigore dal 12 ottobre 2007) ha riformato il sistema di informazione per la sicurezza. L'articolo 17 stabilisce che non è punibile il personale dei servizi che compie condotte previste come reato, legittimamente autorizzate caso per caso perché indispensabili ai fini istituzionali, nel rispetto delle procedure dell'articolo 18. Lo stesso articolo esclude i delitti contro la vita, l'integrità fisica, la libertà e la personalità individuale, vieta tali condotte nelle sedi di partiti, sindacati e verso giornalisti professionisti, e fissa requisiti di proporzionalità e di minor danno possibile.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07124l.htm","descrizione":"Legge 3 agosto 2007, n. 124, art. 17 (ambito di applicazione delle garanzie funzionali): condotte autorizzate non punibili e limiti, con rinvio alle procedure dell'art. 18"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c380","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riformare il segreto di stato [...] prevedendo entro un termine definito la sua decadenza obbligatoria e automatica","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 82"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 124 (Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2007), approvata nel mandato del governo Prodi, ha riscritto la disciplina del segreto di Stato. L'art. 39 prevede che, decorsi quindici anni dall'apposizione del segreto, chiunque vi abbia interesse possa chiedere l'accesso alle informazioni coperte. Entro trenta giorni il Presidente del Consiglio deve consentire l'accesso o disporre con atto motivato una proroga, ma la durata complessiva del vincolo «non può essere superiore a trenta anni» (comma 8). Il termine massimo è quindi fissato per legge e vincolante. La decadenza non scatta in automatico a quindici anni, ma al limite dei trenta.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07124l.htm","descrizione":"Legge 124/2007, testo ufficiale: art. 39, commi 7-9, con accesso dopo quindici anni, proroghe motivate e limite massimo di trenta anni al vincolo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c390","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"2006-2007: “No allo Status Quo - No a Nizza” [...] presentare proposte al Consiglio europeo di giugno 2006","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 87"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Al Consiglio europeo del 15-16 giugno 2006, a cui partecipò il Presidente del Consiglio Prodi, il governo non presentò proprie proposte di riforma istituzionale. Il 14 giugno, alla vigilia del vertice, il ministro degli Esteri D'Alema illustrò alle commissioni Esteri di Camera e Senato la posizione italiana: evitare che la pausa di riflessione diventasse una paralisi, salvare per quanto possibile l'essenza del trattato costituzionale e sostenere la proposta della Commissione europea di una dichiarazione solenne per i cinquant'anni dei Trattati di Roma; indicò nella primavera del 2007 il momento per rilanciare il progetto costituzionale. Il Consiglio europeo concordò un doppio approccio, con risultati concreti nei trattati esistenti e una relazione della presidenza nel primo semestre 2007, e invitò ad adottare a Berlino il 25 marzo 2007 una dichiarazione politica per l'anniversario. Le conclusioni non citano proposte italiane.","prova":{"url":"https://www.esteri.it/mae/Servizi/Archivi_Biblioteca/Politica_Estera_2006.pdf","descrizione":"Ministero degli Affari esteri, «La politica estera dell'Italia 2006»: audizione del ministro D'Alema alle commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato del 14 giugno 2006 (pp. 217-222), con la posizione italiana per il Consiglio europeo. Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo del 15-16 giugno 2006, punti 42-49 (https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10633-2006-REV-1/it/pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c405","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo di convocare una conferenza \"economica e sociale\" europea da organizzare per il 2007","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 89"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano proposto in sede europea la convocazione di una conferenza «economica e sociale» europea nel 2007. Nelle conclusioni dei tre Consigli europei del 2007 (8-9 marzo, 21-22 giugno, 14 dicembre) non compare alcuna conferenza di questo tipo. La promessa aveva una scadenza esplicita, il 2007, interamente compresa nel mandato del governo.","prova":{"url":"https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-7224-2007-INIT/it/pdf","descrizione":"Conclusioni della presidenza del Consiglio europeo dell'8-9 marzo 2007: nessun riferimento a una conferenza economica e sociale europea. Lo stesso vale per le conclusioni del 21-22 giugno 2007 (https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11177-2007-INIT/it/pdf) e del 14 dicembre 2007 (https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-16616-2007-INIT/it/pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c421","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo quindi una “evoluzione” degli indirizzi di massima per le politiche economiche comunitarie perché diventino un vero e proprio documento di programmazione","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 92"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano proposto in sede europea di trasformare gli indirizzi di massima per le politiche economiche in un vero e proprio documento di programmazione. Nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, presentato nel giugno 2007, il governo descrive la strategia di Lisbona, con i programmi nazionali di riforma triennali, i rapporti annuali di attuazione e le raccomandazioni del Consiglio dell'Unione, come «quadro di riferimento permanente» delle politiche per la crescita dell'Unione europea, senza proporre di cambiarne gli strumenti.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg15/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/057/002/INTERO.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Doc. LVII n. 2 (XV legislatura): Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, presentato dal Presidente del Consiglio Prodi e dal ministro Padoa-Schioppa, trasmesso il 29 giugno 2007; a p. 55 (cap. IV.1) la strategia di Lisbona è descritta come «quadro di riferimento permanente» delle politiche per la crescita, senza proposte di revisione degli indirizzi di massima"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c436","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo quindi l'istituzione di un seggio comune europeo nel Consiglio di Sicurezza","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 100"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo non ha proposto l'istituzione di un seggio comune europeo nel Consiglio di sicurezza. Dopo l'elezione dell'Italia a membro non permanente per il 2007-2008 (16 ottobre 2006), ha lanciato un'iniziativa per rafforzare il ruolo dell'Unione europea nel Consiglio di sicurezza e per una «valorizzazione europea» del seggio italiano. Il dossier del Ministero degli esteri, pubblicato nell'estate 2007, definisce il seggio europeo una prospettiva di lungo periodo e ricorda che, secondo l'ordinamento attuale, solo gli Stati possono essere membri delle Nazioni Unite.","prova":{"url":"https://www.esteri.it/mae/doc/CDS.pdf","descrizione":"Dossier del Ministero degli affari esteri «L'Italia nel Consiglio di Sicurezza (2007-2008)» (supplemento a «èItalia», luglio-agosto 2007): iniziativa per la «valorizzazione europea» del seggio non permanente; il seggio europeo resta un obiettivo di lungo periodo."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c437","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"saremo impegnati a integrare la delegazione italiana con il rappresentante del Consiglio europeo e con il rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 100"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"L'Italia è stata membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'ONU nel biennio 2007-2008, quindi la condizione posta dall'impegno si è verificata. Non risultano atti del governo che abbiano integrato la delegazione italiana con il rappresentante del Consiglio europeo e con quello della politica estera e di sicurezza comune. Il Ministero degli Affari esteri ha descritto la «valorizzazione europea» del seggio italiano come un rafforzamento del coordinamento tra i Paesi dell'Unione presenti nel Consiglio e con gli organi del Consiglio dell'UE, nei limiti dei trattati, senza indicare rappresentanti europei nella delegazione.","prova":{"url":"https://www.esteri.it/mae/doc/CDS.pdf","descrizione":"Ministero degli Affari esteri, dossier «L'Italia nel Consiglio di Sicurezza (2007-2008)» (2007): sezione «Un seggio in chiave europea», con le misure di coordinamento UE proposte dall'Italia; nessuna integrazione della delegazione con rappresentanti dell'Unione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c439","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo la costituzione di un Consiglio di Sicurezza economico-sociale","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 100"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti o iniziative formali del governo Prodi per costituire un Consiglio di sicurezza economico-sociale nelle Nazioni Unite. Nei due interventi del presidente del Consiglio all'Assemblea generale (20 settembre 2006 e 25 settembre 2007) la riforma proposta riguarda il ruolo dell'Assemblea generale e la composizione e i metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza. Sullo sviluppo il governo chiede che l'Onu lo tenga in cima all'agenda internazionale e che si rispettino gli Obiettivi di sviluppo del millennio, senza proporre un nuovo organo per le questioni economiche e sociali.","prova":{"url":"https://documents.un.org/api/symbol/access?s=A/62/PV.5&l=en&t=pdf","descrizione":"Verbale ufficiale dell'Assemblea generale dell'Onu, 25 settembre 2007 (A/62/PV.5), intervento di Romano Prodi: riforma del Consiglio di sicurezza, Africa e sviluppo, nessuna proposta di un Consiglio di sicurezza economico-sociale. Per il 2006: https://www.un.org/webcast/ga/61/pdfs/italy-e.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c447","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Se vinceremo le elezioni, immediatamente proporremo al Parlamento italiano il conseguente rientro dei nostri soldati nei tempi tecnicamente necessari","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Iraq\", p. 102"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 4 agosto 2006, n. 247 (art. 2, comma 1) ha autorizzato la spesa per la fase di rientro, entro l'autunno 2006, del contingente italiano della missione in Iraq «Antica Babilonia»; la missione si è conclusa a fine 2006. Il ritiro era stato annunciato già dal governo precedente, che aveva avviato la riduzione del contingente, ma l'atto che ne ha finanziato e portato a termine il rientro è del governo Prodi. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-08-04;247~art2!vig=2006-08-12","descrizione":"Legge 4 agosto 2006, n. 247, art. 2, comma 1, testo originario (Normattiva): autorizza la spesa di 130.430.101 euro per la fase di rientro, entro l'autunno 2006, del contingente militare in Iraq «Antica Babilonia»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c451","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo la convocazione per il 2007 di una Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione Mediterranea","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che nel 2007 il governo abbia convocato una Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo, né che l'abbia proposta formalmente in sede internazionale. La raccolta ufficiale del Ministero degli Esteri sulla politica estera italiana del 2007 (cronologia, discorsi e comunicati dell'anno) non registra alcuna iniziativa di questo tipo. Tra le conferenze internazionali promosse dall'Italia quell'anno figura invece quella di Roma sullo Stato di diritto in Afghanistan (2-3 luglio 2007).","prova":{"url":"https://www.esteri.it/mae/Servizi/Archivi_Biblioteca/20140221_politicaesteraareediinteresse.pdf","descrizione":"Ministero degli Affari Esteri, «La politica estera dell'Italia. Testi e documenti 2007»: cronologia dei principali avvenimenti, discorsi e comunicati del 2007; nessuna conferenza sulla sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo, mentre è documentata la conferenza di Roma sullo Stato di diritto in Afghanistan (2-3 luglio 2007)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c453","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo la creazione di una Banca di Sviluppo euro-mediterranea nell’ambito del processo di revisione del FEMIP","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La promessa era di proporre la creazione di una banca di sviluppo euro-mediterranea nella revisione del FEMIP, lo strumento della Banca europea per gli investimenti per i Paesi del Mediterraneo, prevista per la fine del 2006. Non risultano atti o documenti pubblici con cui il governo Prodi abbia presentato questa proposta nelle sedi europee. Le conclusioni sulla revisione del FEMIP preparate dal Comitato economico e finanziario, iscritte all'ordine del giorno del Consiglio Ecofin del 28 novembre 2006, stabilivano che per il momento la via migliore era sviluppare ulteriormente lo strumento esistente, all'interno della BEI. Nessuna banca euro-mediterranea è stata creata durante il mandato.","prova":{"url":"https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15485-2006-INIT/en/pdf","descrizione":"Consiglio dell'Unione europea, doc. 15485/06 del 17 novembre 2006: progetto di conclusioni del Consiglio Ecofin sulla revisione del FEMIP rafforzato, preparato dal Comitato economico e finanziario; prevede di sviluppare ulteriormente lo strumento esistente, senza creare una banca. L'ordine del giorno del Consiglio Ecofin del 28 novembre 2006 (doc. 15603/06, punto 6 b) è a https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15603-2006-INIT/en/pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c457","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una delega forte – un’autorità politica chiaramente definita e con piena responsabilità su tutti gli aspetti della cooperazione","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 107"},"esito":"in parte","motivazione":"Durante il governo la cooperazione allo sviluppo ha avuto una responsabile politica dedicata: con il decreto del Presidente della Repubblica del 12 giugno 2006 la sottosegretaria agli Esteri Patrizia Sentinelli ha avuto il titolo di viceministro, con la delega del ministro degli Esteri a coadiuvarlo negli atti sulla cooperazione allo sviluppo (legge 49/1987) e la presidenza del Comitato direzionale. La delega escludeva gli atti di particolare importanza politica e non riguardava le risorse per la cooperazione gestite da altri ministeri, a partire da quello dell'Economia. Il disegno di legge delega del governo per riformare la materia (A.S. 1537) non è stato approvato: la commissione Esteri del Senato non lo ha assunto come testo base e l'esame di un testo unificato non si è concluso prima della fine anticipata della legislatura. Un'autorità politica dedicata è stata quindi individuata, ma senza la piena responsabilità su tutti gli aspetti della cooperazione promessa dal programma.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2006/06/15/137/sg/pdf","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 137 del 15 giugno 2006: decreto del Presidente della Repubblica 12 giugno 2006 che attribuisce il titolo di viceministro a Patrizia Sentinelli, con allegata la delega del ministro degli Esteri (cooperazione allo sviluppo ai sensi della legge 49/1987, presidenza del Comitato direzionale; esclusi gli atti di particolare importanza politica). Sull'A.S. 1537: Senato, Doc. XVII n. 8, documento conclusivo dell'indagine della 3ª Commissione approvato il 26 febbraio 2008 (https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/298882.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c458","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un nuovo quadro legislativo che superi quello stabilito dalla legge 49/87 e la costituzione di un ente distinto","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 107"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 49/1987 sulla cooperazione allo sviluppo non è stata sostituita e l'ente distinto non è stato costituito. Il governo ha presentato al Senato, per la prima volta, un proprio disegno di legge delega sull'intera materia (A.S. 1537), che prevedeva anche un'agenzia per la cooperazione. La commissione Esteri non lo ha assunto come testo base: un comitato ristretto, costituito il 30 maggio 2007, ha lavorato a un testo unificato dei vari disegni di legge, presentato dal relatore il 5 dicembre 2007, nel quale la parte sull'agenzia restava la più controversa. Il 26 febbraio 2008 la commissione ha chiuso l'indagine conoscitiva sulla riforma osservando che non era ancora conclusa, e nessuna nuova legge è stata approvata prima dello scioglimento anticipato delle Camere.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/298882.pdf","descrizione":"Senato, XV legislatura, Doc. XVII n. 8 (commissione Affari esteri, 26/2/2008): ricostruisce il ddl delega del governo sull'intera materia (A.S. 1537), il comitato ristretto costituito il 30/5/2007 e il testo unificato del relatore del 5/12/2007, con l'agenzia per la cooperazione come punto più controverso, e osserva che la riforma non era ancora risolta"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c459","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"armonizzare le nostre risorse con un incremento, chiaro anche se modulato, [...] per raggiungere progressivamente l’obiettivo dello 0,7% del PIL","tema":"esteri","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 108"},"esito":"in parte","motivazione":"Gli stanziamenti per l'aiuto allo sviluppo previsti dalla legge 49/1987 sono cresciuti nel mandato. Secondo la tabella C delle leggi finanziarie erano 392 milioni di euro per il 2006 (finanziaria approvata dal governo precedente), sono saliti a 647 milioni per il 2007 (legge 296/2006) e a 733 milioni per il 2008 (legge 244/2007). L'aiuto pubblico allo sviluppo complessivo calcolato dall'OCSE-DAC, che comprende anche altre voci, non è però cresciuto in rapporto al reddito nazionale lordo: secondo l'Annuario statistico del ministero degli Esteri era lo 0,29% nel 2005, lo 0,20% nel 2006 e lo 0,19% nel 2007, lontano dallo 0,7% (il dato provvisorio del 2008, 0,22%, riguarda un anno in cui il governo è rimasto in carica fino all'8 maggio). Il disegno di legge delega del governo per la riforma della cooperazione (S. 1537, 3 maggio 2007) è rimasto in commissione. L'aumento delle risorse di bilancio promesso c'è stato, il progresso verso lo 0,7% no.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.pdf","descrizione":"Legge 296/2006 (finanziaria 2007), tabelle allegate, tabella C, p. 290: legge 7/1981 e legge 49/1987, stanziamenti aggiuntivi per l'aiuto pubblico ai Paesi in via di sviluppo, 646.997 migliaia di euro per il 2007 (392.001 per il 2006 nella finanziaria 2006; 732.846 per il 2008 nella finanziaria 2008). Rapporto APS/RNL: Annuario statistico MAE 2009, tavola 3.7"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c467","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Quando saremo al governo daremo impulso alla seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano convocato o avviato l'organizzazione della seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari. Nella legislatura la Commissione Difesa della Camera aveva deliberato nell'agosto 2006 un'indagine conoscitiva sulle servitù militari, che non è stata conclusa per la fine anticipata della legislatura. Nel dicembre 2008, con il governo successivo, la stessa Commissione ha approvato una risoluzione che impegnava il governo a organizzare la seconda Conferenza entro il 2009. La Conferenza si è poi svolta a Roma il 18 e 19 giugno 2014; la prima risaliva al 1981.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/005/intero.htm","descrizione":"Documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della Commissione Difesa della Camera sulle servitù militari (XVII legislatura, Doc. XVII n. 5): ricorda la prima Conferenza del 1981, l'indagine della XV legislatura non conclusa, la risoluzione del 18 dicembre 2008 che impegnava il governo a organizzare la seconda Conferenza entro il 2009 e lo svolgimento della seconda Conferenza a Roma il 18-19 giugno 2014"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c469","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Non possiamo rinviare la riforma dei codici militari","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riformato i codici penali militari di pace e di guerra, che sono rimasti quelli del 1941. Il governo non ha presentato disegni di legge sui codici: quelli presentati riguardavano l'ordinamento giudiziario militare (A.S. 1447-quinquies, 13 luglio 2007, mai esaminato), e la legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 603) ha soppresso dal 1° luglio 2008 sei tribunali militari, intervenendo sull'organizzazione degli uffici e non sui codici. L'unica proposta di riforma, la delega per un nuovo codice penale militare di pace (A.C. 2098, on. Pinotti e altri, presentata il 21 dicembre 2006), era di iniziativa parlamentare: esaminata dalle commissioni Giustizia e Difesa della Camera tra ottobre e novembre 2007, non è stata approvata.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?Pdl=2098","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dell'A.C. 2098 (delega per la riforma del codice penale militare di pace): iniziativa parlamentare, presentata il 21 dicembre 2006, assegnata il 10 settembre 2007, esame in commissioni riunite dal 17 ottobre al 7 novembre 2007 senza conclusione; per i ddl del governo: elenco ufficiale dei disegni di legge del governo Prodi II su parlamento.it"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c473","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"non tagli ma riqualificazione della spesa, cioè più agli investimenti, meno alla spesa corrente","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 115"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di non tagliare la spesa ma di riqualificarla, dando più risorse agli investimenti e meno alla spesa corrente, senza un traguardo numerico. Secondo il conto consolidato delle amministrazioni pubbliche dell'ISTAT, lo spostamento non c'è stato. Gli investimenti fissi lordi sono passati da 33,7 miliardi di euro nel 2005 a 34,7 nel 2006 e a 36,0 nel 2007, ma in rapporto al PIL sono rimasti fermi o in lieve calo: 2,4 per cento nel 2005, 2,3 per cento nel 2006 e nel 2007. Nel 2007, primo anno intero del governo, sono cresciuti del 3,7 per cento, quasi come la spesa corrente al netto degli interessi (+3,5 per cento), e la quota degli investimenti sul totale delle due voci è rimasta intorno al 5,6 per cento, come nel 2005. In rapporto al PIL la spesa corrente al netto degli interessi è scesa dal 39,8 per cento del 2005 al 39,3 per cento del 2007, ma perché il PIL è cresciuto più in fretta, non perché le risorse siano state spostate verso gli investimenti. Nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, gli investimenti sono diminuiti del 2,8 per cento.","prova":{"url":"https://www.istat.it/tavole-di-dati/conti-delle-amministrazioni-pubbliche-per-sottosettore-anni-1980-2008/","descrizione":"ISTAT, Conti delle amministrazioni pubbliche per sottosettore, anni 1980-2008 (dati coerenti con la notifica del 1° aprile 2009), Tavola 1 «Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche»: investimenti fissi lordi 33.711 milioni di euro nel 2005, 34.690 nel 2006, 35.969 nel 2007, 34.973 nel 2008; totale uscite correnti 634.731, 655.758, 684.905, 715.896; interessi passivi 66.065, 68.578, 77.215, 80.891. PIL dalla notifica ISTAT del 22 aprile 2009: 1.429.479, 1.485.377, 1.544.915 e 1.572.243 milioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c476","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"concordiamo sulla necessità di ampliare il sistema degli indicatori [...] attraverso l'adozione dell'Indice di Sviluppo Umano","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 116"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che adottino l'Indice di Sviluppo Umano tra gli indicatori ufficiali accanto al PIL. L'iniziativa più vicina è il disegno di legge delega per un sistema integrato di contabilità ambientale (A.C. 3276), presentato dal governo il 29 novembre 2007 e mai esaminato, che riguarda conti e indicatori ambientali e non l'Indice di Sviluppo Umano. L'ISTAT colloca l'avvio del percorso italiano sugli indicatori di benessere, il progetto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), nel 2010, insieme al CNEL, cioè dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2021/03/10anni.pdf","descrizione":"ISTAT, «Dieci anni di Bes»: ricostruisce il dibattito internazionale 2007-2009 e colloca nel 2010 l'avvio del progetto italiano sul benessere equo e sostenibile."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c492","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’istituzione di un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio con il compito di individuare e monitorare i progetti strategici","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 122"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio per individuare e monitorare i progetti strategici per la competitività. Per i progetti di innovazione industriale (Industria 2015) la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha affidato i contenuti al Ministro dello Sviluppo economico, che nomina un responsabile per ogni progetto e li adotta con propri decreti (art. 1, commi 843 e 844). Il monitoraggio spetta a una sede di concertazione con le regioni e le amministrazioni centrali presso lo stesso ministero (comma 846). Solo i progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate passano al CIPE, comitato già esistente, in una seduta presieduta dal Presidente del Consiglio (comma 844).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo della legge 296/2006: commi 842-847 sui progetti di innovazione industriale, con responsabili di progetto e decreti del Ministro dello Sviluppo economico, una sede di concertazione presso il suo ministero e il passaggio al CIPE solo per i progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c495","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la creazione di un Ministero che sia un forte centro di competenze sui temi dell’economia reale","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 122"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 181 del 18 maggio 2006, convertito nella legge 233 del 17 luglio 2006, ha creato il Ministero dello sviluppo economico al posto del Ministero delle attività produttive. Gli ha trasferito anche le funzioni di programmazione e coordinamento dello sviluppo e della coesione, compresa la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate. Non ha però raccolto tutte le leve indicate dal programma: le competenze sull'internazionalizzazione sono andate al nuovo Ministero del commercio internazionale, e la ricerca è rimasta al Ministero dell'università e della ricerca.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06233l.htm","descrizione":"Camera, testo della legge 17 luglio 2006, n. 233 (conversione del d.l. 181/2006): art. 1, commi 1-3 e 12 del d.l., con l'elenco dei Ministeri, il trasferimento delle funzioni di sviluppo e coesione al Ministero dello sviluppo economico e l'istituzione del Ministero del commercio internazionale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c497","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ritornare al falso in bilancio come reato di pericolo, abrogando la disciplina introdotta nel 2002","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 123"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il falso in bilancio come reato di pericolo non è stato ripristinato durante il governo Prodi II e non risultano disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. È rimasto in vigore l'impianto introdotto dal decreto legislativo 61/2002, con le modifiche della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (articolo 30), approvata prima dell'insediamento del governo. L'articolo 2621 del codice civile è stato poi sostituito dall'articolo 9 della legge 27 maggio 2015, n. 69.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-05-27;69~art9","descrizione":"Legge 69/2015, art. 9: nuovo testo dell'articolo 2621 del codice civile sulle false comunicazioni sociali, a sostituzione della disciplina del 2002"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c500","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ritornare ad una dual income tax (DIT) semplificata","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi non ha reintrodotto la dual income tax, abrogata dal 1° gennaio 2004 dal d.lgs. 344/2003 (art. 3, comma 3). La legge finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1) ha ridotto l'aliquota IRES dal 33 al 27,5 per cento (comma 33) e l'aliquota IRAP dal 4,25 al 3,9 per cento (comma 50). Ai commi 40-42 ha previsto per imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria l'opzione di tassare al 27,5 per cento gli utili lasciati nell'impresa, ma il decreto ministeriale di attuazione non fu emanato e il regime non è mai stato applicato. Non si tratta comunque di una DIT, che tassava con un'aliquota ridotta il rendimento ordinario del nuovo capitale investito nelle imprese.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"L. 244/2007 (finanziaria 2008), art. 1: comma 33 (IRES al 27,5%), commi 40-42 (opzione per la tassazione separata degli utili non prelevati delle imprese personali, con decreto attuativo), comma 50 (IRAP al 3,9%); nessuna reintroduzione della DIT"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c501","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"consentendo di rivalutare gli assets materiali e immateriali a seguito della fusione [...] e di usare i maggior valori come ammortamenti fiscalmente deducibili","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha introdotto due misure di questo tipo. La legge finanziaria 2007 (l. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 242-249) ha stabilito che per le fusioni e le scissioni effettuate nel 2007 e nel 2008 si considera riconosciuto ai fini fiscali, senza imposta, il valore attribuito in bilancio all'avviamento e ai beni strumentali materiali e immateriali per effetto del disavanzo da concambio, fino a 5 milioni di euro complessivi. Il beneficio valeva solo per imprese operative da almeno due anni e non appartenenti allo stesso gruppo, richiedeva un interpello preventivo all'Agenzia delle entrate e decadeva se nei quattro anni successivi si facevano altre operazioni straordinarie o si cedevano i beni. La legge finanziaria 2008 (l. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 46-47) ha poi esteso alle fusioni il regime dell'imposta sostitutiva già previsto per i conferimenti: la società incorporante o risultante dalla fusione può ottenere il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio sulle immobilizzazioni materiali e immateriali (nuovo art. 172, comma 10-bis, del Testo unico delle imposte sui redditi), pagando un'imposta sostitutiva del 12% fino a 5 milioni di euro, del 14% tra 5 e 10 milioni e del 16% oltre. I maggiori valori così assoggettati sono riconosciuti ai fini dell'ammortamento dal periodo d'imposta in cui si esercita l'opzione; la norma vale per le operazioni dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, commi 242-249, sul sito della Camera: riconoscimento fiscale dei maggiori valori da fusioni e scissioni del 2007-2008 fino a 5 milioni di euro, tra imprese non dello stesso gruppo; la l. 244/2007, art. 1, commi 46-47, estende poi alle fusioni l'imposta sostitutiva (12-16%)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c502","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"pensiamo all'introduzione nel nostro ordinamento del modello di finanziamento adottato in Francia, basato sul concorso paritario di investimenti pubblici e finanziamenti privati","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un cofinanziamento paritario tra investimenti pubblici e privati sul modello francese. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 847) ha istituito il Fondo per la finanza d'impresa, con 50 milioni per il 2007, 100 per il 2008 e 150 per il 2009, per garanzie, partecipazioni al capitale di rischio anche tramite fondi chiusi e operazioni di finanza strutturata, privilegiando gli interventi capaci di attivare altre risorse pubbliche e private. La legge non prevede però un concorso paritario tra capitale pubblico e privato. Inoltre il decreto che doveva stabilire il funzionamento del Fondo non è stato emanato né durante il governo Prodi né negli anni successivi, e il Fondo non è mai diventato operativo.","prova":{"url":"https://parlamento.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/013/00000002.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, XVI legislatura, documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della X Commissione sul sistema industriale (Doc. XVII n. 13, 2010): il decreto attuativo del Fondo per la finanza d'impresa previsto dal comma 848 della legge 296/2006 «non è stato ancora emanato». Il testo dei commi 847-850 è sul sito del Parlamento (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c505","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Dobbiamo infine potenziare il “Fondo antiracket e antiusura”","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano potenziato il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, presso il Ministero dell'interno, o il Fondo per la prevenzione dell'usura. Il Fondo di solidarietà è alimentato per legge soprattutto da un contributo sui premi assicurativi e da una quota delle somme confiscate alla criminalità organizzata. Le leggi finanziarie 2007 (legge 296/2006) e 2008 (legge 244/2007) e i principali decreti economici del periodo non contengono norme che ne aumentino le entrate o la dotazione. L'unica norma sul tema è l'art. 2, commi 50 e 51, della legge 244/2007, che fa salve le aliquote IRAP ridotte decise dalle regioni per chi ha denunciato richieste estorsive, nel limite di 5 milioni di euro l'anno dal 2008: è un'agevolazione fiscale, non un rafforzamento dei fondi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge finanziaria 2008, art. 2 commi 50-51: salvaguardia delle aliquote IRAP regionali ridotte per chi ha denunciato richieste estorsive (limite 5 milioni di euro l'anno); nessuna norma sulla dotazione del Fondo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c507","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il primo strumento è il finanziamento discrezionale di grandi progetti","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 125"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 841-844) ha istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo e ha previsto il finanziamento di progetti di innovazione industriale nelle aree dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie per i beni e le attività culturali (il programma «Industria 2015»), ciascuno affidato a un responsabile di progetto (comma 843). Nel mandato sono stati adottati i progetti «Efficienza energetica» e «Mobilità sostenibile» (decreti dell'8 febbraio 2008), con bandi emanati il 5 e il 19 marzo 2008, e il progetto «Made in Italy» (6 marzo 2008), il cui bando è arrivato a luglio 2008; i progetti sono stati selezionati dalla fine del 2008. Il metodo dei grandi progetti è quello promesso, ma le aree coincidono solo in parte con quelle del programma: restano fuori scienze della materia, ICT e scienze dello spazio. Il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (commi 870-874) finanzia invece ricerche proposte liberamente in tutte le discipline.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/815946.pdf","descrizione":"Relazione del Ministro dello sviluppo economico sullo stato di attuazione dei progetti di innovazione industriale (art. 1, comma 845, legge 296/2006), Senato, Doc. XXXIX n. 1, XVII legislatura, par. 1-2: aree dei progetti, date dei decreti di adozione e dei bandi (5 e 19 marzo 2008, 10 luglio 2008)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c508","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il secondo strumento è il credito di imposta automatico sulle spese di ricerca","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 125"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 280-283) ha istituito per i periodi d'imposta dal 2007 al 2009 un credito d'imposta del 10 per cento dei costi di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, del 15 per cento per i contratti con università ed enti pubblici di ricerca. Il credito si indica nella dichiarazione dei redditi e si usa in compensazione, senza domanda preventiva. La finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, art. 1, comma 66) ha portato al 40 per cento la misura per i contratti con università ed enti di ricerca e a 50 milioni il tetto dei costi; il decreto attuativo (28 marzo 2008, n. 76) è stato pubblicato il 18 aprile 2008. La scheda corrispondente di «Il conto» ha esito «in parte» perché riguarda anche le agevolazioni per le assunzioni di ricercatori, che qui non sono in questione.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, commi 280-283, sul sito della Camera: credito d'imposta del 10% (15% per i contratti con università ed enti pubblici di ricerca) sui costi di ricerca, indicato in dichiarazione e utilizzabile in compensazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c509","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il terzo strumento è il riconoscimento di agevolazioni automatiche per le assunzioni di ricercatori","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 125"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma indica come terzo strumento per la ricerca agevolazioni automatiche per le assunzioni di ricercatori, attraverso la fiscalizzazione degli oneri sociali. Il governo ha adottato una norma in questa direzione, ma molto più ristretta: l'articolo 2, comma 554, lettera c), della legge 244/2007 (finanziaria 2008) destina parte delle economie derivanti dalle revoche delle agevolazioni della legge 488/1992 ad agevolazioni per le imprese innovatrici in fase di avvio, con la riduzione degli oneri sociali per ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario. La misura non è automatica: le agevolazioni sono autorizzate entro i limiti della disciplina europea sugli aiuti di Stato e i criteri sono rinviati a un decreto del ministro del Lavoro da emanare entro 60 giorni, che non risulta adottato durante il mandato. La finanziaria 2007 (legge 296/2006) non contiene incentivi contributivi di questo tipo per le imprese: ha introdotto il credito d'imposta sui costi di ricerca, che è il secondo strumento del programma.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, testo originario sul sito del Parlamento, art. 2, comma 554, lettera c): agevolazioni alle imprese innovatrici in fase di start up mediante riduzione degli oneri sociali per ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario, autorizzate entro i limiti della disciplina comunitaria, con criteri da definire con decreto del ministro del Lavoro entro sessanta giorni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c510","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo di concedere crediti di imposta pari al 50% delle commesse conferite dalle imprese alle università o agli istituti pubblici di ricerca","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 126"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma proponeva un credito d'imposta del 50% sulle commesse delle imprese a università e istituti pubblici di ricerca. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 280) ha introdotto per il 2007-2009 un credito d'imposta del 10% sui costi di ricerca, elevato al 15% per i costi riferiti a contratti con università ed enti pubblici di ricerca. La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 1, comma 66) ha portato quella aliquota al 40% e il tetto dei costi agevolabili da 15 a 50 milioni di euro. Lo strumento è stato attuato, ma al 40% e non al 50%.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244","descrizione":"Legge 244/2007, art. 1, comma 66: modifica dei commi 280 e 281 dell'art. 1 della legge 296/2006 (aliquota per le commesse a università ed enti pubblici di ricerca portata a 40%, tetto a 50 milioni); testo originario"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c515","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il governo deve dotarsi di strumenti idonei a conteggiare precisamente l’entità complessiva dei trasferimenti finanziari ad ogni singola impresa","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 127"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva strumenti per conteggiare con precisione tutti i trasferimenti finanziari pubblici ricevuti da ogni singola impresa. Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un registro di questo tipo. Esisteva già un sistema di trasmissione al Ministero delle informazioni sugli aiuti concessi alle imprese, previsto dall'art. 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57 per verificare il divieto di cumulo delle agevolazioni. Solo nel 2015 l'art. 14 della legge 29 luglio 2015, n. 115, sostituendo l'art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, ha dato a quella banca dati il nome di Registro nazionale degli aiuti di Stato, con l'obbligo per chi concede o gestisce gli aiuti di trasmettere le informazioni.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-12-24;234~art52","descrizione":"Legge 24 dicembre 2012, n. 234, art. 52, nel testo sostituito dall'art. 14 della legge 115/2015 (Normattiva): la banca dati istituita ai sensi dell'art. 14, comma 2, della legge 57/2001 assume il nome di Registro nazionale degli aiuti di Stato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c521","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"È necessario ridurre drasticamente i tempi e i costi per l’avvio di un’attività di impresa","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128"},"esito":"in parte","motivazione":"L'art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40) ha introdotto la comunicazione unica: con un solo invio, di norma telematico, all'ufficio del registro delle imprese si assolvono gli adempimenti per iscrizione, previdenza, assistenza e fisco, compresi codice fiscale e partita IVA, e la ricevuta vale come titolo per avviare subito l'attività. Il modello è stato approvato con un decreto interministeriale del 2 novembre 2007, ma le regole tecniche, che il decreto chiedeva entro 45 giorni, a febbraio 2008 non erano ancora state adottate. La procedura è partita solo in via sperimentale il 19 febbraio 2008, con le iscrizioni all'INPS limitate ad alcune province pilota, ed è diventata obbligatoria per tutte le imprese dal 1° aprile 2010, sotto un governo successivo. Entro l'8 maggio 2008 non ci sono dati ufficiali sulla riduzione effettiva dei tempi e dei costi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/07007d.htm","descrizione":"Testo del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 su parlamento.it: art. 9 «Comunicazione unica per la nascita dell'impresa» (commi 1-3: invio unico al registro delle imprese, ricevuta che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività; comma 7: modello e regole tecniche entro 45 giorni). Per l'avvio sperimentale del 19 febbraio 2008: comunicato congiunto di Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e Camere di commercio (agenziaentrate.gov.it)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c525","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Questo sforzo deve accompagnarsi a un rafforzamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust)","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 129"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 4 agosto 2006, n. 248 (conversione del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223), art. 14, ha ampliato i poteri dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato: ha aggiunto alla legge 287/1990 le misure cautelari d'urgenza (art. 14-bis, con sanzioni fino al 3 per cento del fatturato per chi non le rispetta) e gli impegni delle imprese resi obbligatori dall'Autorità (art. 14-ter, con sanzioni fino al 10 per cento del fatturato in caso di violazione), e le ha affidato la definizione dei casi in cui ridurre o escludere le sanzioni per chi collabora (art. 15, comma 2-bis). Il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146 le ha poi attribuito la tutela dei consumatori contro le pratiche commerciali scorrette, con il potere di vietarle, di sospenderle in via cautelare e di applicare sanzioni da 5.000 a 500.000 euro.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06248l.htm","descrizione":"Legge 4 agosto 2006, n. 248, testo del decreto-legge 223/2006 coordinato con la legge di conversione (GU n. 186 dell'11 agosto 2006), art. 14: nuovi artt. 14-bis (misure cautelari) e 14-ter (impegni) della legge 287/1990 e art. 15, comma 2-bis"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c527","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"potenziare il sistema delle sanzioni [...] introducendo programmi di clemenza per le imprese che contribuiscono alla individuazione dei cartelli","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 4 agosto 2006, n. 248, che ha convertito il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, ha introdotto nell'ordinamento i programmi di clemenza per le imprese che collaborano all'individuazione dei cartelli. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha approvato le regole operative del programma il 15 febbraio 2007, dopo una consultazione pubblica, e lo ha reso operativo il 19 febbraio 2007. L'impresa che per prima fornisce prove decisive su un cartello segreto non noto all'Autorità ottiene l'immunità. Alle altre può essere riconosciuta una riduzione della sanzione, di regola non superiore al 50%.","prova":{"url":"https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2007/2/alias-3921","descrizione":"AGCM, comunicato stampa del 19 febbraio 2007: programma di clemenza operativo, introdotto dalla legge 248/2006; linee operative approvate il 15 febbraio 2007; immunità totale alla prima impresa che dà prove decisive, riduzioni di regola non superiori al 50%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c533","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Politiche di liberalizzazione e trasparenza crediamo vadano attuate [...] anche nei settori della distribuzione dei farmaci e dei taxi.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), art. 5, ha consentito agli esercizi commerciali di vendere i farmaci da banco e tutti i farmaci non soggetti a prescrizione, in un reparto apposito con farmacisti, e ha reso libero lo sconto sul prezzo; ha inoltre allargato le regole sulla titolarità delle farmacie da parte di società. L'art. 6 ha dato ai comuni gli strumenti per aumentare l'offerta di taxi: turni integrativi, concorsi straordinari per nuove licenze anche in deroga alla programmazione numerica, licenze temporanee o stagionali. La liberalizzazione ha dei limiti: i farmaci con ricetta restano alle farmacie, i comuni hanno la facoltà e non l'obbligo di usare questi strumenti, e restano il divieto di cumulo di più licenze taxi e la programmazione numerica ordinaria.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06248l.htm","descrizione":"Legge 4 agosto 2006, n. 248, testo coordinato del decreto-legge 223/2006: art. 5 (vendita di farmaci da banco e senza ricetta fuori dalle farmacie, sconti liberi) e art. 6 (potenziamento del servizio taxi)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c534","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"consentire che le attività meno complesse siano svolte liberamente anche da non iscritti agli ordini professionali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 131"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248) ha abrogato per le professioni tariffe fisse o minime, divieto di pubblicità informativa e divieto di servizi interdisciplinari (art. 2). Con l'art. 7 ha anche consentito di chiedere l'autenticazione della firma negli atti di vendita di veicoli agli uffici comunali e agli sportelli telematici dell'automobilista, oltre che ai notai. L'apertura generale delle attività meno complesse ai non iscritti agli ordini non è stata invece realizzata. Il disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, presentato il 24 gennaio 2007), che distingueva attività riservate e attività libere in regime di concorrenza, è rimasto all'esame delle commissioni della Camera fino alla fine della legislatura.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06248l.htm","descrizione":"Decreto-legge 223/2006 coordinato con la legge di conversione 248/2006: art. 2 (abrogazione di tariffe fisse o minime, divieto di pubblicità informativa, divieto di servizi interdisciplinari) e art. 7 (autenticazione della firma negli atti di vendita di beni mobili registrati anche presso uffici comunali e sportelli telematici dell'automobilista). Iter di A.C. 2160: scheda della Camera (https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2160) e dossier n. 75 del 7 marzo 2007."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c535","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riconoscere le nuove professioni e le loro associazioni","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 24 gennaio 2007 un disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, ministri Mastella e Bersani), che all'articolo 8 prevedeva il riconoscimento delle associazioni professionali. Le commissioni Giustizia e Attività produttive ne hanno adottato un testo base il 15 gennaio 2008, e il disegno di legge non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (art. 26) prevede soltanto che le associazioni rappresentative delle professioni non regolamentate siano sentite sulle «piattaforme comuni» europee per il riconoscimento delle qualifiche: un ruolo consultivo ai fini europei, non il riconoscimento delle nuove professioni. Nel periodo del governo non è stata adottata una legge che riconosca le nuove professioni e le loro associazioni.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2160","descrizione":"Scheda dei lavori preparatori della Camera sul disegno di legge del governo A.C. 2160 «Delega al Governo in materia di professioni intellettuali»: assegnato alle commissioni riunite Giustizia e Attività produttive il 7 febbraio 2007, ultimo passaggio l'adozione del testo base il 15 gennaio 2008, mai votato in Aula"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c536","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"consentire che nel caso di prestazioni complesse risulti ammesso ad operare un numero di professionisti adeguato alle esigenze della domanda e non predeterminato autoritativamente","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ha consentito anche agli esercizi commerciali di vendere i farmaci da banco e gli altri farmaci senza ricetta, in un reparto dedicato e con la presenza di farmacisti abilitati (art. 5). Il programma citava proprio i farmacisti abilitati, molto più numerosi delle farmacie autorizzate. Il numero delle farmacie, però, è rimasto programmato. L'art. 2 dello stesso decreto ha abolito tariffe minime obbligatorie, divieto di pubblicità e divieto di società tra professionisti di diverse discipline, ma non tocca il numero dei professionisti ammessi. Il disegno di legge del governo di delega sulle professioni intellettuali (atto Camera n. 2160, presentato il 24 gennaio 2007) è rimasto all'esame della commissione.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06248l.htm","descrizione":"Legge 4 agosto 2006, n. 248, testo del decreto-legge 223/2006 coordinato: art. 5 (vendita di farmaci da banco e senza ricetta negli esercizi commerciali con farmacisti abilitati) e art. 2 (tariffe, pubblicità, società interdisciplinari, senza norme sul numero dei professionisti). Iter dell'A.C. 2160: https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c537","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"abolire le tariffe minime, tranne casi limitati alle attività riservate e il divieto di pubblicità","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (decreto Bersani), convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ha abrogato per le attività libero-professionali e intellettuali le norme che imponevano tariffe fisse o minime (art. 2, comma 1, lettera a). La stessa norma ha abrogato il divieto, anche parziale, di fare pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi, purché trasparente e veritiera (lettera b). Restano fatte salve le tariffe massime fissate in via generale a tutela degli utenti. L'abrogazione ha avuto effetto dal 4 luglio 2006, giorno di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06248l.htm","descrizione":"Legge 4 agosto 2006, n. 248 (GU n. 186 dell'11 agosto 2006, S.O. n. 183) con il testo del decreto-legge n. 223 del 2006 coordinato: art. 2, comma 1, lettere a) e b) (abrogazione delle tariffe fisse o minime e del divieto di pubblicità informativa) e comma 2 (salve le tariffe massime)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c538","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"consentire la fornitura di servizi multidisciplinari e interprofessionali da parte di professionisti associati o di società di professionisti","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 («decreto Bersani»), convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, all'articolo 2 abroga il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti. La norma pone condizioni: l'oggetto sociale deve essere esclusivo, ciascun professionista può partecipare a una sola società e ogni prestazione deve essere resa da soci professionisti indicati e personalmente responsabili. L'abrogazione ha effetto dall'entrata in vigore del decreto, nel luglio 2006, nei primi mesi del mandato. Il testo riguarda società di persone e associazioni: le società tra professionisti in forma di società di capitali non sono previste.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-07-04;223","descrizione":"Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 (Normattiva), art. 2, comma 1, lettera c): abrogazione del divieto di servizi professionali interdisciplinari da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, con oggetto sociale esclusivo, partecipazione a una sola società e prestazione resa da soci professionisti indicati e personalmente responsabili"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c539","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"affidare agli ordini professionali le funzioni di formazione dei loro associati e la fissazione di standard di qualità dei servizi","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 24 gennaio 2007 un disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160). L'articolo 4 prevedeva tra i compiti degli ordini la verifica della qualificazione e dell'aggiornamento professionale degli iscritti. Il testo è stato esaminato dalle commissioni riunite Giustizia e Attività produttive insieme ad altre proposte: l'ultima seduta, il 15 gennaio 2008, ha adottato un testo base unificato, ma l'esame non è andato oltre le commissioni prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Non è stato emanato alcun decreto legislativo e non risultano altri atti che abbiano affidato agli ordini la formazione degli iscritti e la fissazione di standard di qualità dei servizi.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=2160","descrizione":"Camera dei deputati, scheda dei lavori dell'A.C. 2160 (XV legislatura): presentato il 24 gennaio 2007, assegnato alle commissioni riunite II e X, ultima seduta il 15 gennaio 2008 con l'adozione del testo base; iter fermo in prima lettura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c540","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riqualificare gli aspetti formativi del praticantato, prevedendo altresì un equo compenso","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge delega sulle professioni intellettuali (A.C. 2160, 24 gennaio 2007). Secondo la relazione illustrativa riportata dal Servizio studi, la delega prevedeva un tirocinio retribuito con un compenso minimo proporzionato al contributo del tirocinante. Il disegno di legge non è stato approvato: nelle statistiche del Senato sui ddl del governo Prodi II risulta «in corso di esame in commissione». Entro il mandato nessuna norma sul compenso dei praticanti è quindi entrata in vigore.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Governi/68/ElencoDDLGovernoPerNatura_1_deleghe__.html","descrizione":"Senato, elenco dei ddl con delega presentati dal governo Prodi II: l'A.C. 2160 «Delega al Governo in materia di professioni intellettuali» (24 gennaio 2007) risulta «in corso di esame in commissione»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c550","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la richiesta di criteri di professionalità non solo per i sindaci, ma anche per gli amministratori","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto requisiti di professionalità per gli amministratori delle società quotate. L'art. 147-quinquies del Testo unico della finanza, nel testo vigente dal 12 gennaio 2006, impone agli amministratori solo i requisiti di onorabilità stabiliti per i sindaci. Un richiamo alla professionalità compare nell'art. 147-ter, ma riguarda soltanto il consigliere espresso dalla lista di minoranza nel sistema monistico, ed era già presente nella versione del 12 gennaio 2006. Le modifiche entrate in vigore il 25 gennaio 2007 non hanno esteso il requisito agli amministratori in generale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art147quinquies!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, art. 147-quinquies del d.lgs. 58/1998 vigente all'8 maggio 2008 (in vigore dal 12/1/2006): per gli amministratori sono richiesti solo i requisiti di onorabilità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c551","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la previsione che i patti di sindacato debbano limitarsi a questioni proprietarie e non gestionali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano limitato i patti di sindacato alle questioni proprietarie. L'art. 122 del Testo unico della finanza (d.lgs. 58/1998), che disciplina i patti parasociali nelle società quotate, nel testo in vigore durante il mandato prevede obblighi di comunicazione alla Consob, pubblicazione e deposito per i patti sul voto, sulla consultazione preventiva, sui limiti al trasferimento delle azioni e sull'influenza dominante, senza alcun limite di oggetto che escluda le questioni gestionali. L'unica modifica del periodo, introdotta dal decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 229 sulle offerte pubbliche di acquisto, ha esteso gli stessi obblighi ai patti volti a favorire o a contrastare un'offerta, senza limitarne l'oggetto. La legge sul risparmio (legge 28 dicembre 2005, n. 262) è del governo precedente.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art122!vig=2008-05-01","descrizione":"D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 122 (patti parasociali) su Normattiva nella versione vigente all'1 maggio 2008 (in vigore dal 28 dicembre 2007): obblighi di comunicazione e pubblicità, nessun limite di oggetto ai patti; la lettera d-bis del comma 5 è stata aggiunta dal d.lgs. 229/2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c554","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"imporre una rigorosa separazione societaria, anche nell’ambito del gruppo bancario, per la fornitura dei vari servizi finanziari non tradizionali","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano imposto la separazione societaria dei servizi finanziari non tradizionali nei gruppi bancari. Il governo ha modificato la disciplina in due occasioni: con il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, che ha coordinato i testi unici bancario e finanziario con la legge sul risparmio 28 dicembre 2005, n. 262, e con il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID). Entrambi trattano i conflitti di interesse con regole di organizzazione e di gestione affidate a Banca d'Italia e Consob, non con l'obbligo di svolgere questi servizi in società separate.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1998-02-24;58~art6!vig=2008-05-01","descrizione":"Testo unico della finanza, art. 6, comma 2-bis, nel testo in vigore dal 1° novembre 2007 (dopo il d.lgs. 164/2007): Banca d'Italia e Consob disciplinano con regolamento la «gestione dei conflitti di interesse», senza obbligo di separazione societaria (Normattiva). D.lgs. 303/2006: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-12-29;303"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c555","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vietare agli analisti finanziari di gruppi bancari di offrire un servizio di valutazione su titoli tra i quali vi siano titoli da loro posseduti","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta un divieto per gli analisti dei gruppi bancari di valutare titoli posseduti dal gruppo. Il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sui mercati degli strumenti finanziari, ha riscritto l'articolo 21 del Testo unico della finanza imponendo agli intermediari di identificare e gestire i conflitti di interesse e di informarne i clienti. Il regolamento congiunto Banca d'Italia-Consob del 29 ottobre 2007 (artt. 27 e 28) ha poi fissato regole per chi produce ricerche in materia di investimenti: vieta agli analisti le operazioni personali sugli strumenti trattati, l'accettazione di incentivi e le promesse di trattamenti di favore agli emittenti, ma non vieta la valutazione di titoli detenuti dal gruppo bancario. Quella disciplina è dunque più limitata di quanto promesso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-09-17;164","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 17 settembre 2007, n. 164: nuovo art. 21 del TUF sui conflitti di interesse (identificazione, gestione, informazione ai clienti) e rinvio al regolamento congiunto (art. 6, comma 2-bis, TUF); nessun divieto per gli analisti. Testo degli artt. 27-28 del regolamento congiunto del 29 ottobre 2007 (copia non ufficiale): https://www.dea.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid837450.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c556","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vietare [...] al gruppo bancario di vendere all’investitore non professionale azioni o obbligazioni di società di cui ha curato la ristrutturazione del debito","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che vietino ai gruppi bancari di vendere a investitori non professionali azioni o obbligazioni di società di cui hanno curato la ristrutturazione del debito. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, di coordinamento con la legge sul risparmio del 2005, non contiene questo divieto. Lo stesso vale per il decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, che ha recepito la direttiva MiFID: per i conflitti di interesse chiede agli intermediari di identificarli, gestirli con misure organizzative e informarne i clienti, senza vietare operazioni. La disciplina è rimasta basata sulla gestione e sulla trasparenza dei conflitti.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-09-17;164~art4!vig=2007-11-01","descrizione":"Articolo 4 del decreto legislativo 164/2007 (recepimento MiFID): il nuovo comma 1-bis dell'art. 21 del testo unico della finanza impone di identificare e gestire i conflitti di interesse e di informarne i clienti, senza divieti di collocamento. Testo del decreto legislativo 303/2006, privo del divieto: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-12-29;303~art3!vig=2007-01-31"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c558","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"debbano essere sottoposti a rigorosi limiti quantitativi i finanziamenti che una banca può erogare a un azionista con una partecipazione superiore all’1%","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 135"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risultano limiti quantitativi vincolanti per i finanziamenti che una banca può erogare a un azionista con più dell'1%. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303 ha sostituito il comma 4 dell'articolo 53 del Testo unico bancario, affidando alla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, condizioni e limiti per le attività di rischio verso chi può influire sulla gestione della banca e i soggetti collegati. Nell'agosto 2007 la Banca d'Italia ha posto in consultazione le nuove regole, con limiti fino al 20% del patrimonio di vigilanza e una soglia di partecipazione rilevante fino al 5%, non all'1%. La delibera del CICR è del 29 luglio 2008, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/consultazioni/2007/doc-cons-soggetti-collegati/Doc_Cons_soggetti_collegati.pdf","descrizione":"Banca d'Italia, documento per la consultazione dell'agosto 2007 sulle attività di rischio verso soggetti collegati (art. 53 TUB, modificato dal d.lgs. 303/2006): limiti non superiori al 20%, soglia delle partecipazioni rilevanti non superiore al 5%. La delibera CICR n. 277 del 29 luglio 2008 è citata nel documento di consultazione della Banca d'Italia del 2011: https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/sites/default/files/allegati/14.06.2011_seconda_consultazione_1.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c559","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"le modalità di concessione di questi finanziamenti debbano essere indicate in bilancio e rese note alle Autorità preposte","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 135"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto l'obbligo di indicare in bilancio e comunicare alle autorità di vigilanza le modalità dei finanziamenti delle banche agli azionisti con più dell'1 per cento. Il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303 ha sostituito il comma 4 dell'articolo 53 del Testo unico bancario: affida alla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, la disciplina di condizioni e limiti per le attività di rischio verso chi può influire sulla gestione della banca e verso i soggetti collegati. Il decreto non prevede la pubblicità in bilancio di questi finanziamenti né un potere delle autorità di opporsi alla loro concessione.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-12-29;303","descrizione":"Normattiva, decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 303, art. 1, comma 4: sostituisce il comma 4 dell'art. 53 del Testo unico bancario (condizioni e limiti fissati dalla Banca d'Italia per le attività di rischio verso chi influisce sulla gestione) e abroga il comma 4-bis; nessun obbligo di pubblicità in bilancio"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c561","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’azione collettiva risarcitoria (“class action”) [...] crediamo opportuno introdurre anche da noi.","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 135"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 27 luglio 2006 un disegno di legge per introdurre l'azione collettiva risarcitoria (A.C. 1495); l'istituto è stato poi inserito nella legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 2, commi 445-449, che hanno aggiunto l'art. 140-bis al Codice del consumo. La stessa legge rendeva efficaci le nuove norme solo 180 giorni dopo la sua entrata in vigore (1° gennaio 2008), cioè dopo la fine del mandato. Il governo successivo ne ha rinviato più volte l'efficacia, a partire dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 36), e la legge 23 luglio 2009, n. 99 (art. 49) ha riscritto l'art. 140-bis per gli illeciti successivi al 15 agosto 2009. L'azione collettiva è stata quindi approvata nel mandato, ma nella forma del 2007 non è mai diventata applicabile.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (testo ufficiale sul sito del Parlamento), art. 2, commi 445-449: istituzione dell'azione collettiva risarcitoria, nuovo art. 140-bis del Codice del consumo, efficacia «decorsi centottanta giorni» dall'entrata in vigore (comma 447). Rinvio: decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 36 (Normattiva)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c564","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"noi crediamo opportuno l’affidamento al giudice di un effettivo ruolo di controllo a tutela degli interessi generali","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 136"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo non ha rafforzato il ruolo di controllo del giudice nella procedura fallimentare. Il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (correttivo della riforma fallimentare, in vigore dal 1° gennaio 2008) ha anzi spostato l'approvazione del programma di liquidazione dal giudice delegato al comitato dei creditori (art. 104-ter della legge fallimentare) e ha affidato al comitato anche l'autorizzazione delle deleghe del curatore (art. 32). Al giudice è rimasto il compito di autorizzare l'esecuzione degli atti conformi al programma approvato, insieme al reclamo contro gli atti di curatore e comitato già previsto dalla riforma del 2006. La gestione della liquidazione è rimasta quindi affidata soprattutto al curatore e ai creditori.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-09-12;169","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169: modifica l'art. 104-ter della legge fallimentare (programma «da sottoporre all'approvazione del comitato dei creditori»; «il programma approvato è comunicato al giudice delegato che autorizza l'esecuzione degli atti a esso conformi») e l'art. 32 (autorizzazione del comitato dei creditori al posto del giudice delegato). Confronto con il testo previgente dell'art. 104-ter (approvazione del giudice delegato) nella versione multivigente di Normattiva del r.d. 267/1942"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c565","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"comminare pene meno severe per le società nelle quali i soci amministratori rispondono in proprio","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 136"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano attenuato le pene per le società in cui i soci amministratori rispondono in proprio. Nel mandato fu adottato il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008), che corregge la riforma della legge fallimentare del 2006. I suoi 22 articoli modificano le norme su fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa, ma non toccano le disposizioni penali della legge fallimentare (articoli 216 e seguenti), che fissano le pene per la bancarotta.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/07169dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007): 22 articoli, in vigore dal 1° gennaio 2008; modifica la legge fallimentare fino all'articolo 215 e non interviene sulle disposizioni penali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c566","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attenuare le pene per l’amministratore che risarcisce o comunque aiuta il curatore a recuperare attivo","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 136"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che attenuino le pene per l'amministratore che risarcisce o aiuta il curatore a recuperare l'attivo. Nel mandato la legge fallimentare è stata modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, che integra e corregge la riforma del 2006: il decreto interviene sulle procedure (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa) ma non modifica le disposizioni penali sulla bancarotta e sugli altri reati fallimentari (articoli 216 e seguenti della legge fallimentare), che sono rimaste quelle già in vigore.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/07169dl.htm","descrizione":"Parlamento italiano, testo del decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 («Disposizioni integrative e correttive» alla legge fallimentare e al d.lgs. 5/2006, Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007): le modifiche arrivano fino all'art. 215 della legge fallimentare e non toccano le norme penali (artt. 216 e seguenti)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c567","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la bancarotta preferenziale va considerata reato solo quando l’amministratore ha agito per perseguire un interesse proprio","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 136"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che limitino il reato di bancarotta preferenziale ai casi in cui l'amministratore ha agito nel proprio interesse. L'articolo 216, terzo comma, della legge fallimentare (regio decreto 267/1942) punisce il fallito che, prima o durante la procedura, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione per favorire alcuni creditori a danno degli altri, e l'articolo 223 estende la stessa pena agli amministratori di società fallite. Secondo Normattiva il testo dell'articolo 216 è rimasto quello originario dal 1942 al dicembre 2018: non lo hanno modificato né la riforma della legge fallimentare del 2006 (decreto legislativo 5/2006) né il decreto correttivo adottato dal governo nel 2007 (decreto legislativo 169/2007).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;267~art216","descrizione":"Normattiva, regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, art. 216 (Bancarotta fraudolenta): unica versione del testo, in vigore dal 21/4/1942 al 12/12/2018; il terzo comma punisce i pagamenti o le simulazioni di titoli di prelazione a favore di alcuni creditori senza alcuna limitazione all'interesse proprio dell'amministratore"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c569","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’unione si impegna a individuare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, gli interventi infrastrutturali da realizzare prioritariamente, in coerenza con il \"Piano generale dei trasporti\"","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137"},"esito":"in parte","motivazione":"Con il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011 (Doc. LVII, n. 2) il governo ha trasmesso alle Camere l'Allegato infrastrutture, che indica le «opere prioritarie» da avviare entro il 2012 per 118 miliardi di euro. La commissione Lavori pubblici del Senato, nel parere del 12 luglio 2007, ha chiesto una selezione più rigorosa, un ordine di priorità e una maggiore coerenza con il Piano generale dei trasporti e della logistica del 2001 e con il piano della mobilità in preparazione. L'elenco esiste, ma la coerenza con il Piano e il rispetto delle risorse disponibili sono stati contestati dalla stessa commissione parlamentare.","prova":{"url":"https://www.astrid-online.it/static/upload/Sen-/Sen-8Comm-DPEF-2008_11-parere-12_07_07.pdf","descrizione":"Senato, 8ª commissione, parere del 12 luglio 2007 sul DPEF 2008-2011: Allegato infrastrutture con le «opere prioritarie» da avviare entro il 2012 per 118 miliardi e richiesta di maggiore selezione e coerenza con il Piano generale dei trasporti"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c571","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo di modificare profondamente la \"legge obiettivo\", [...] per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano modificato in profondità la «legge obiettivo» (legge 21 dicembre 2001, n. 443) o reso generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale. Il decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 ha corretto il capo del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006) sulle infrastrutture strategiche con ritocchi su studi di fattibilità, finanziamento, controlli antimafia e monitoraggio. Sulla VIA è intervenuto in un solo punto: la commissione speciale VIA deve riferire al ministro dell'Ambiente ogni volta che il progetto definitivo è diverso dal preliminare, non più solo quando ne è «sensibilmente» diverso. Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, che ha riscritto le norme generali su VIA e VAS del Codice dell'ambiente, non contiene modifiche alla legge obiettivo né alla procedura speciale per le infrastrutture strategiche.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/07113dl.htm","descrizione":"Testo del decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 (Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2007): le modifiche al capo del Codice sulle infrastrutture strategiche riguardano studi di fattibilità, CIPE, monitoraggio e protocolli di legalità; sulla VIA solo la soppressione delle parole «sensibilmente» e «sensibile» nell'art. 185, comma 5"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c573","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la consultazione, la partecipazione e l'informazione a livello locale verranno garantite anche attraverso il finanziamento del programma Agenda 21","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano finanziato il programma Agenda 21. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 (legge 296/2006 e legge 244/2007) non lo nominano. La legge 296/2006 (art. 1, commi 1124-1125) ha istituito presso il Ministero dell'ambiente un Fondo per lo sviluppo sostenibile, con 25 milioni di euro l'anno per il 2007-2009, destinato tra l'altro all'educazione e all'informazione ambientale, ma non risulta che sia stato destinato alle Agende 21 locali.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006 (finanziaria 2007), testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale: art. 1, commi 1124-1125 sul Fondo per lo sviluppo sostenibile, senza alcun riferimento ad Agenda 21; nessuna occorrenza di «Agenda 21» neppure nel testo originario della legge 244/2007 (finanziaria 2008)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c582","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Prioritario è anche il rifinanziamento degli incentivi per l’intermodalità e il sostegno alle attività delle imprese armatoriali","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Gli incentivi all'intermodalità sono stati rifinanziati nelle due leggi finanziarie del governo. La legge 296/2006 (art. 1, c. 916) ha destinato il 40 per cento del fondo per l'autotrasporto alle strutture logistiche intermodali di primo livello. La legge 244/2007 ha autorizzato 77 milioni di euro l'anno per il 2008-2010 per gli incentivi che spostano il traffico pesante dalla strada al mare (art. 2, c. 232) e 15 milioni l'anno per lo stesso triennio per il fondo sul trasporto ferroviario combinato (c. 243). La stessa legge ha sostenuto anche le imprese armatoriali: ha prorogato per il 2008 gli sgravi contributivi per le imprese di cabotaggio marittimo «per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della competitività delle navi italiane» (c. 221) e ha istituito un fondo per l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni delle navi passeggeri (c. 210).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Testo della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 2: c. 210 (fondo per l'efficienza energetica delle navi passeggeri), c. 221 (proroga al 2008 dei benefici per le imprese di cabotaggio marittimo), c. 232 (77 milioni l'anno 2008-2010 per gli incentivi al trasporto marittimo dei mezzi pesanti), c. 243 (15 milioni l'anno per il trasporto ferroviario combinato)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c587","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"regolare e finanziare i \"Piani urbani delle mobilità\" da attuare da parte delle amministrazioni locali","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano regolato o finanziato i Piani urbani della mobilità in quanto tali: l'articolo 22 della legge 24 novembre 2000, n. 340, che li disciplina e ne prevede il cofinanziamento statale, non è stato modificato nel mandato. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la mobilità sostenibile, con 90 milioni di euro l'anno per il 2007, il 2008 e il 2009, destinato a misure per la qualità dell'aria nelle aree urbane e il trasporto pubblico (commi 1121-1122), e un fondo di 100 milioni l'anno per l'acquisto di mezzi del trasporto pubblico locale (comma 1031). Nessuno dei due fondi è legato ai Piani urbani della mobilità o ne finanzia l'attuazione.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1031 e 1121-1122: fondo per l'acquisto di mezzi del trasporto pubblico locale e Fondo per la mobilità sostenibile, senza riferimenti ai Piani urbani della mobilità. Per l'art. 22 della legge 340/2000, mai modificato: Normattiva."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c590","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo inoltre l'adozione di un programma pluriennale di investimento sul materiale rotabile","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha istituito presso il Ministero dei trasporti un fondo per gli investimenti nel trasporto pubblico locale, con 100 milioni di euro l'anno per il 2007, 2008 e 2009 (art. 1, comma 1031). I contributi, fino al 75 per cento, vanno all'acquisto di veicoli ferroviari per i servizi regionali, di veicoli per metropolitane, tram e filobus e di autobus a minore impatto ambientale. Il comma 1032 prevede un piano di riparto tra le regioni, approvato con decreto del Ministro, con priorità alla vetustà dei parchi veicolari.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo della legge 296/2006: art. 1, commi 1031-1033, fondo triennale da 100 milioni di euro l'anno per l'acquisto di veicoli ferroviari e di altri mezzi del trasporto pubblico locale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c593","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"procedere ad una riforma organica del nuovo Codice della Strada, secondo i princìpi e i criteri direttivi della legge-delega del governo di centrosinistra","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il 29 marzo 2007 un disegno di legge sulla sicurezza stradale (A.C. 2480) che conteneva anche una delega per la revisione complessiva del codice della strada. Il testo è stato approvato dalla Camera il 27 giugno 2007 e, con modifiche, dal Senato il 19 settembre 2007, ma il nuovo esame alla Camera non si è concluso prima della fine anticipata della legislatura. Nel frattempo il decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito nella legge 160 del 2 ottobre 2007, ha ripreso alcune norme del disegno di legge e modificato in modo mirato il codice (sanzioni per velocità, alcol e droga, limiti per i neopatentati). La riforma organica del codice non è stata adottata.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg15/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/003/INTERO.pdf","descrizione":"Camera, Doc. XVII n. 3 (documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla sicurezza stradale, IX Commissione, 5 marzo 2008), cap. 4: iter del disegno di legge del governo C. 2480, con la delega per la revisione del codice della strada, non concluso per la fine anticipata della legislatura"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c594","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rifinanziare il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale, destinando annualmente ad esso le risorse","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Piano nazionale della sicurezza stradale è stato rifinanziato. L'articolo 1, comma 1035, della legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha disposto l'aggiornamento del Piano e autorizzato la spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 247) ha autorizzato altri stanziamenti per attuare il Piano: 35 milioni nel 2008, 25 nel 2009, 30 nel 2010, 49 nel 2011, 56 nel 2012 e 4 nel 2013.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, comma 1035: aggiornamento del Piano nazionale della sicurezza stradale e spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c595","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ripristinare l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, cancellato dal Ministro Lunardi","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"in parte","motivazione":"L'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale non è stato ricostituito con questo nome. Il regolamento di organizzazione del nuovo ministero dei Trasporti (D.P.R. 8 dicembre 2007, n. 271, in vigore dal 24 febbraio 2008) ha però istituito una direzione generale per la sicurezza stradale (art. 6, comma 3). Le sono affidati l'adozione e l'attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, la regolamentazione della circolazione e il coordinamento dei servizi di polizia stradale di competenza. Nel regolamento del 2004 (D.P.R. 184/2004) queste funzioni erano divise tra la direzione generale per la motorizzazione e quella per le strade. Il governo ha quindi creato una struttura dedicata alla sicurezza stradale con i poteri sul Piano, ma non ha ripristinato l'Ispettorato come tale.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2007-12-08;271~art6","descrizione":"D.P.R. 271/2007 (G.U. n. 34 del 9/2/2008), art. 6, comma 3: direzione generale per la sicurezza stradale, con adozione e attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, regolamentazione della circolazione e coordinamento dei servizi di polizia stradale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c596","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"abolire tutte le recenti disposizioni che hanno innalzato i limiti di velocità degli autoveicoli","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti adottati dal governo Prodi che abbiano abrogato le norme sull'innalzamento dei limiti di velocità. Tra queste c'è la possibilità, per gli enti proprietari o i concessionari, di portare il limite fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza, introdotta dal decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (art. 9), cioè dal governo Berlusconi II; il testo dell'art. 142 del codice della strada in vigore all'8 maggio 2008 la riporta ancora. Il disegno di legge del governo sulla sicurezza stradale (A.C. 2480, presentato il 29 marzo 2007) non toccava i limiti; il Senato, approvandolo con modifiche il 19 settembre 2007, vi inserì tra i criteri di una delega per la riforma del codice l'«esclusione della facoltà» di elevare il limite massimo in autostrada oltre 130 km/h, ma il testo tornato alla Camera (A.C. 2480-B) rimase all'esame della commissione Trasporti e decadde con la fine anticipata della legislatura. Con il decreto-legge 117/2007 (convertito dalla l. 160/2007, art. 3) il governo intervenne sulla velocità solo per inasprire le sanzioni oltre i limiti e ammettere la rilevazione della velocità media, senza toccare i limiti massimi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-04-30;285~art142!vig=2008-05-08","descrizione":"Codice della strada, art. 142, testo vigente all'8 maggio 2008 su Normattiva: il comma 1 prevede ancora i 130 km/h in autostrada e la possibilità di elevare il limite fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c597","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"potenziare gli organici della Polizia Stradale","tema":"sicurezza","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi rivolti a potenziare gli organici della Polizia stradale, né dati pubblici sugli addetti nel 2006-2008. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha autorizzato per il 2007 assunzioni nei Corpi di polizia per un massimo di 2.000 unità, comprensive di 1.316 agenti della Polizia di Stato già trattenuti in servizio, senza alcuna destinazione alla Polizia stradale (comma 513). La stessa legge ha chiesto, per ridurre la spesa, di razionalizzare i presidi dei settori specialistici della Polizia di Stato (comma 431) e di riorganizzare i presidi territoriali delle forze di polizia (comma 435). Il decreto-legge 117/2007 sulla sicurezza stradale non contiene norme sugli organici.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1: comma 513 (assunzioni nei Corpi di polizia per il 2007, non oltre 2.000 unità comprensive di 1.316 agenti trattenuti), comma 431 (razionalizzazione dei presidi dei settori specialistici della Polizia di Stato), comma 435 (piani di riarticolazione dei presidi territoriali). Nell'elenco dei disegni di legge del governo Prodi II del Senato non ne risultano sugli organici della Polizia stradale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c600","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"crediamo che vada istituita una \"Autorità dei trasporti\", che abbia lo scopo di definire le tariffe autostradali","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 140"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito una «Autorità dei trasporti». Il disegno di legge del governo sul riordino delle autorità indipendenti (A.S. 1366, «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti preposte ai medesimi», presentato il 5 marzo 2007) è rimasto all'esame della commissione del Senato e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo la disciplina delle tariffe autostradali è rimasta affidata al ministero: l'art. 2, commi 82 e 83, del decreto-legge 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006) prevede una convenzione unica con ciascun concessionario, curata dal ministro delle Infrastrutture di concerto con il ministro dell'Economia, che fissa tra l'altro il saggio di adeguamento annuo delle tariffe. Un'Autorità di regolazione dei trasporti, competente anche sui pedaggi autostradali, è stata istituita solo dal governo successivo, con l'art. 37 del decreto-legge 201/2011 nel testo modificato nel 2012. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità indipendenti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06286l.htm","descrizione":"Legge 286/2006, testo del DL 262/2006 coordinato con la legge di conversione, art. 2, commi 82-83: convenzione unica per le concessioni autostradali e criteri di adeguamento delle tariffe fissati dal ministro delle Infrastrutture di concerto con il ministro dell'Economia, senza autorità indipendente"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c602","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riguardo al ponte sullo Stretto di Messina, proponiamo di sospendere l’iter procedurale in atto","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 140"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi non ha dato avvio ai lavori del ponte sullo Stretto, il cui contratto con il contraente generale era stato firmato il 27 marzo 2006. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, nel testo convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 (art. 2, commi 91-93), ha previsto il passaggio della società Stretto di Messina da Fintecna ad altre società pubbliche e ha attribuito al Ministero dell'economia le risorse che Fintecna aveva impegnato per il ponte, destinandole a opere infrastrutturali e a interventi ambientali in Sicilia (70 per cento) e in Calabria (30 per cento). Secondo la Corte dei conti quelle risorse ammontavano a circa 1,5 miliardi di euro e, per effetto di queste norme, la società non ha potuto impartire al contraente generale l'ordine di inizio attività. Il contratto non è stato però risolto e dal 2007 la società è passata sotto il controllo dell'Anas: il progetto è ripartito con il governo successivo, dal maggio 2008.","prova":{"url":"https://www.lavoripubblici.it/documenti2010/lvpb1/relazione_cortedeiconti_strettodiMessina.pdf","descrizione":"Corte dei conti, Sezione centrale di controllo sulla gestione, relazione sul ponte sullo Stretto (pp. 24-25): blocco dell'ordine di inizio attività dopo l'art. 2, commi 91-93, del decreto-legge 262/2006 e destinazione ad altre opere delle risorse Fintecna (circa 1,5 miliardi); testo dei commi su https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06286l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c603","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo dunque che il Protocollo di Kyoto venga immediatamente attuato, [...] con misure interne che consentano di raggiungere almeno l’80 % degli obblighi di riduzione","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 141"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha fatto proprio il criterio del programma nel Piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 per il 2008-2012, presentato alla Commissione europea nel dicembre 2006: le riduzioni da ottenere con misure nazionali devono essere almeno l'80 per cento dello sforzo richiesto (76 milioni di tonnellate di CO2 l'anno). La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1110-1115) ha istituito un fondo rotativo da 200 milioni di euro l'anno nel 2007-2009 per le misure di attuazione del Protocollo, ma le modalità per erogare i finanziamenti sono state fissate solo con un decreto del novembre 2008, dopo la fine del governo. Il periodo di impegno di Kyoto (2008-2012) si è chiuso dopo il mandato: il criterio è stato adottato, le misure per raggiungerlo non erano ancora operative.","prova":{"url":"https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/autorizzazioni/pna_CO2_2008_2012.pdf","descrizione":"Piano nazionale di assegnazione 2008-2012 (versione del 15 dicembre 2006) sul sito del Ministero dell'ambiente: afferma che, secondo il programma del Governo, le riduzioni da realizzare con misure nazionali devono rappresentare almeno l'80% dello sforzo di riduzione (76,0 MtCO2)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c612","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"favorire la diffusione dell’iniziativa delle ESCO [...] per l’accesso al credito bancario, attraverso un fondo di rotazione","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1110-1115) ha istituito presso la Cassa depositi e prestiti un fondo rotativo, con 200 milioni di euro l'anno nel triennio 2007-2009, per finanziare a tasso agevolato, con durata fino a 72 mesi, soggetti pubblici o privati che realizzino misure di attuazione del Protocollo di Kyoto, tra cui l'efficienza negli usi finali dell'energia. È lo strumento del fondo di rotazione, ma la legge non nomina le società di servizi energetici (ESCO) e non prevede misure specifiche per il loro accesso al credito. Le modalità di erogazione sono state fissate con il decreto del ministro dell'Ambiente del 25 novembre 2008, dopo la fine del governo, che include espressamente le ESCO tra le imprese ammesse.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1110-1115: Fondo rotativo per il finanziamento delle misure per il Protocollo di Kyoto, 200 milioni di euro l'anno per il 2007-2009, finanziamenti a tasso agevolato fino a 72 mesi a soggetti pubblici o privati (testo sul sito della Camera)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c613","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"le società che gestiscono la rete di trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia e mantenute pubbliche","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva che le società delle reti di trasporto dell'energia fossero separate dai produttori e restassero pubbliche. Per l'elettricità, l'unificazione di proprietà e gestione della rete era stata disciplinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 maggio 2004, prima del mandato. Per il gas, la legge in vigore all'inizio del mandato vietava alle imprese del settore di detenere più del 20% delle società proprietarie della rete nazionale di trasporto dal 31 dicembre 2008 (art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, con la proroga della legge 23 dicembre 2005, n. 266). La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 905 e 906) ha sostituito quel termine con un periodo di 24 mesi dall'entrata in vigore di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, senza fissare una scadenza per il decreto. Il governo Prodi non lo ha adottato: nel 2012 il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (art. 15) ne imponeva ancora l'emanazione entro sei mesi, e la separazione proprietaria di Snam da Eni è stata disposta con il decreto del 25 maggio 2012.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012-01-24;1~art15!vig=2012-01-24","descrizione":"Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, art. 15, testo originario: «Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 905, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, relativamente alla partecipazione azionaria attualmente detenuta in Snam S.p.A., è emanato entro sei mesi». Per il termine sostituito: art. 1, commi 905-906, della legge 296/2006 e art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 239/2003 (Normattiva, con le note di aggiornamento)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c615","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"crediamo che l'Enel debba cedere all'asta capacità di generazione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma sosteneva che l'Enel dovesse cedere all'asta capacità di generazione. Il 20 dicembre 2006 l'Autorità garante della concorrenza ha chiuso un'istruttoria sull'Enel rendendo obbligatori gli impegni dell'azienda. Si è servita dello strumento degli impegni (art. 14-ter della legge 287/1990), introdotto dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 del governo Prodi. Gli impegni prevedevano la vendita di capacità produttiva virtuale con contratti differenziali nella macrozona Sud: 1.000 MW nel 2007 e 700 MW nel 2008, questi ultimi subordinati a una verifica del potere di mercato dell'Enel. Secondo l'Autorità per l'energia, per il 2008 una parte di questa capacità è stata assegnata all'Acquirente Unico con una procedura di assegnazione. La misura però riguarda capacità virtuale e non la cessione di impianti, ed è stata decisa da un'autorità indipendente, non dal governo.","prova":{"url":"https://en.agcm.it/en/media/press-releases/2006/12/alias-1591","descrizione":"Comunicato dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 27 dicembre 2006 (decisione del 20 dicembre, caso A366): accetta e rende obbligatori gli impegni di Enel, cioè la vendita di capacità virtuale per 1.000 MW nel 2007 e 700 MW nel 2008 nella macrozona Sud"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c619","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia elettrica la pienezza dei suoi poteri originari","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma chiedeva di restituire all'Autorità per l'energia elettrica e il gas i poteri intaccati da provvedimenti degli anni precedenti. Il governo ha presentato al Senato, il 28 giugno 2006, un disegno di legge (A.S. 691) che ridefiniva i poteri dell'Autorità e abrogava, tra l'altro, il potere sostitutivo del governo previsto dall'art. 1, comma 14, della legge 23 agosto 2004, n. 239; la commissione ha concluso l'esame il 23 maggio 2007 togliendo quell'abrogazione, e il testo non è mai stato votato dall'Aula. Il comma 14 è rimasto in vigore per tutto il mandato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 (art. 1, comma 3) ha affidato all'Autorità compiti nuovi e specifici, come indicare condizioni standard e prezzi di riferimento per le forniture ai clienti domestici, senza un ripristino generale dei poteri.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00210365.pdf","descrizione":"Senato, disegno di legge del governo A.S. 691 (XV legislatura): art. 5 «Ridefinizione dei poteri dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas» e art. 6 «Abrogazioni», tra cui l'art. 1, commi 14 e 15, della legge 239/2004. La scheda dell'iter (parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/25915.htm) indica «in stato di relazione» dal 23 maggio 2007; il comma 14 è nel testo della legge 239/2004 vigente nel 2007-2009 su Normattiva."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c620","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vogliamo un sistema di regolazione che preveda, attraverso appropriati soggetti istituzionali, la tutela tariffaria e la sicurezza del servizio per gli utenti domestici","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 125, art. 1, ha aperto dal 1° luglio 2007 la scelta del fornitore di elettricità ai clienti domestici e ha mantenuto per chi non cambia un regime di tutela: l'Acquirente Unico continua a svolgere l'approvvigionamento e l'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa le condizioni standard del servizio e, in via transitoria, prezzi di riferimento in base ai costi effettivi, sia per l'elettricità sia per il gas naturale dei clienti domestici. La tutela comprende anche le piccole imprese in bassa tensione (meno di 50 dipendenti e fino a 10 milioni di fatturato). Il comma 4 prevede inoltre un servizio di salvaguardia per i clienti senza fornitore.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07125l.htm","descrizione":"Legge 3 agosto 2007, n. 125, testo coordinato del decreto-legge 73/2007 (GU n. 188 del 14 agosto 2007), art. 1, commi 2-4: regime di tutela per i clienti domestici, prezzi di riferimento per elettricità e gas fissati dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, servizio di salvaguardia"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c621","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo inoltre una riforma della tariffa sociale dell'elettricità che aggiorni l'attuale meccanismo","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto del ministro dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007, firmato di concerto con i ministri dell'Economia, delle Politiche per la famiglia e della Solidarietà sociale e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008, ha attuato l'art. 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Quella norma chiedeva di riservare le tariffe agevolate dell'elettricità ai clienti economicamente svantaggiati, rivedendo la «fascia di protezione sociale». Il decreto ha introdotto il «bonus elettrico», una compensazione della spesa per le famiglie in disagio economico individuate con l'ISEE e per chi usa apparecchiature medicali salvavita. Secondo l'Autorità di regolazione (ARERA), la soglia iniziale era di 7.500 euro di ISEE e lo sconto indicativo del 20% della spesa netta, finanziato da una componente in bolletta applicata dal 2008. Le modalità operative sono state fissate dall'Autorità con la deliberazione del 6 agosto 2008, dopo la fine del mandato, ma la riforma è stata decisa con l'atto del governo.","prova":{"url":"https://www.arera.it/fileadmin/allegati/docs/18/342-18.pdf","descrizione":"ARERA, rapporto 342/2018/I/COM sul bonus sociale: il comma 375 dell'art. 1 della legge 266/2005 è stato attuato per l'elettricità dal decreto interministeriale 28 dicembre 2007; soglia ISEE iniziale di 7.500 euro, sconto del 20% della spesa netta fino al 2016, componente AS applicata dal 2008. Estremi del decreto (firmatari, Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008): allegato A alla deliberazione ARG/elt 117/08 (https://arera.it/allegati/docs/08/117-08argallnew.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c622","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vogliamo nell’arco della legislatura siano almeno raddoppiate, in modo da giungere al 2011 al 25% di produzione elettrica da rinnovabili","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La promessa fissa due traguardi oltre la fine del governo: almeno il raddoppio delle nuove fonti rinnovabili «nell'arco della legislatura», che sarebbe terminata nel 2011, e una produzione elettrica da rinnovabili pari al 25 per cento nel 2011. Il governo Prodi II si è concluso l'8 maggio 2008. Alla fine del periodo i dati non indicano un avvicinamento rapido: secondo l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, nel 2007 le fonti rinnovabili hanno prodotto 50.423 GWh su una produzione lorda di 314.353 GWh (circa il 16 per cento, come nel 2005), con un calo del 3,5 per cento rispetto al 2006 dovuto all'idroelettrico; la produzione da biomasse, eolico, fotovoltaico e geotermia è salita da 13.827 GWh nel 2005 a 16.954 GWh nel 2007. Il traguardo cadeva dopo la fine del governo e non è possibile giudicarlo sul periodo previsto.","prova":{"url":"https://arera.it/fileadmin/allegati/relaz_ann/08/2008_1_2.pdf","descrizione":"Autorità per l'energia elettrica e il gas, Relazione annuale 2008, capitolo 2, tavola 2.2 «Produzione lorda per fonte 2000-2007» (GWh): produzione totale e produzione da fonti rinnovabili per fonte"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c630","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo la realizzazione di un Programma energetico-ambientale, nazionale e regionale, concertato fra lo Stato e le Regioni","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo Prodi II abbia adottato un Programma energetico-ambientale nazionale e regionale concertato con le Regioni, con valutazione ambientale strategica, Consiglio superiore per l'energia e Agenzia nazionale per l'energia e l'ambiente, come descritto nel programma. Nel 2007 il governo ha presentato alla Commissione europea il piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica previsto dalla direttiva 2006/32/CE, che riguarda solo il risparmio negli usi finali. L'Agenzia internazionale dell'energia, nell'esame sull'Italia del 2009, osserva che nel recente passato alla politica energetica italiana mancava una visione di lungo termine chiara e integrata. Una Strategia energetica nazionale è stata prevista solo dal governo successivo, con l'art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e poi con la legge 23 luglio 2009, n. 99.","prova":{"url":"https://www.osti.gov/etdeweb/servlets/purl/22000006","descrizione":"Agenzia internazionale dell'energia, «Politiche energetiche dei Paesi membri dell'AIE. Italia, Esame 2009», sintesi in italiano: nel recente passato mancava una visione di lungo termine chiara e integrata; la nuova Strategia energetica nazionale sarà sviluppata in attuazione della legge 99/2009. Piano d'azione per l'efficienza energetica 2007: nota ANCE del 3 agosto 2007 (https://ance.it/2007/08/piano-nazionale-per-l-efficienza-energetica/)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c631","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"coordinato da un Consiglio superiore per l’energia, supportato a sua volta dall’azione di un’Agenzia nazionale per l’energia e per l’ambiente","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 144"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il disegno di legge delega del governo sull'energia (A.S. 691, approvato dal Consiglio dei ministri il 9 giugno 2006 e presentato al Senato il 28 giugno 2006) non prevedeva né un Consiglio superiore per l'energia né un'Agenzia nazionale per l'energia e l'ambiente: all'articolo 2 delegava il governo, tra l'altro, al riordino dei soggetti pubblici che operano per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Il disegno di legge è rimasto all'esame del Senato e non è stato approvato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 e le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono questi organismi. Non risultano atti del governo che li abbiano creati; l'ENEA è stata trasformata in Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile solo con la legge 23 luglio 2009, n. 99, dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://www.senato.it/show-doc?leg=15&tipodoc=DDLPRES&id=210365&idoggetto=0","descrizione":"Testo del disegno di legge del governo A.S. 691 (liberalizzazione di elettricità e gas, risparmio energetico e fonti rinnovabili): non istituisce un Consiglio superiore per l'energia né un'Agenzia nazionale per l'energia e l'ambiente; la scheda del Senato (https://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/25915.htm) lo dà «in stato di relazione» dal 23 maggio 2007, mai approvato"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c632","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’Unione si impegna ad elaborare tempestivamente le misure necessarie per annullare i rischi e le storture posti dalla legge delega ambientale","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 145"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha adottato due decreti correttivi del codice dell'ambiente (decreto legislativo 152/2006), emanato in attuazione della legge delega 308/2004. Il decreto legislativo 8 novembre 2006, n. 284 (in vigore dal 25 novembre 2006) ha disposto un nuovo correttivo sulle norme in materia di acque e rifiuti e ha prorogato le autorità di bacino in attesa della revisione della disciplina dei distretti idrografici. Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (in vigore dal 13 febbraio 2008) ha introdotto i principi generali, rifatto la disciplina di VIA, VAS e autorizzazione integrata ambientale e modificato le parti su acque, rifiuti e bonifiche. La revisione dei distretti idrografici non è stata adottata nel mandato: la delega per i correttivi scadeva nell'aprile 2008.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-01-16;4","descrizione":"Decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 su Normattiva (GU n. 24 del 29 gennaio 2008, S.O. n. 24, in vigore dal 13 febbraio 2008): ulteriori disposizioni correttive del decreto legislativo 152/2006, art. 1 (parti prima e seconda) e art. 2 (parti terza e quarta); preambolo sulla delega della legge 308/2004, «entro due anni». Vedi anche decreto legislativo 8 novembre 2006, n. 284, art. 1 (proroga delle autorità di bacino): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-11-08;284"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c638","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"In particolare proponiamo di varare una nuova legge quadro per il governo del territorio","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che nella legislatura sia stata approvata una legge quadro sul governo del territorio. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non ce n'è nessuno su questa materia. Nella legislatura successiva la Camera ha ancora esaminato proposte di iniziativa parlamentare per una legge sui principi fondamentali del governo del territorio, senza concluderne l'esame.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/AM0001c.htm","descrizione":"Dossier della Camera sull'attività delle commissioni nella XVI legislatura (VIII Commissione Ambiente, sezione urbanistica): nella XVI legislatura il Parlamento ha discusso l'opportunità di adottare una legge quadro sul governo del territorio, ma l'esame delle proposte di legge (A.C. 329 e abbinate) non si è concluso."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c642","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Basta con i condoni edilizi: ci impegniamo a non varare nuovi condoni","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146"},"esito":"mantenuta","motivazione":"L'ultimo condono edilizio generale è quello del 2003 (articolo 32 del decreto-legge 269/2003, convertito dalla legge 326/2003), dopo quelli del 1985 e del 1994. Durante il governo Prodi II (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano nuovi condoni edilizi: nei testi delle leggi finanziarie per il 2007 e per il 2008 non compaiono sanatorie edilizie. Gli atti del governo sono andati nella direzione opposta: la legge finanziaria per il 2007 ha finanziato un programma triennale di demolizione delle opere abusive nelle aree naturali protette, e quella per il 2008 ha aumentato di 10 milioni di euro il fondo per le demolizioni. L'impegno a non varare nuovi condoni risulta rispettato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296@originale","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Normattiva, testo originario), art. 1, commi 1103-1104: programma triennale straordinario di demolizione delle opere abusive nelle aree naturali protette nazionali (3 milioni di euro l'anno per il 2007-2009). Vedi anche legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 340: Fondo per le demolizioni delle opere abusive aumentato di 10 milioni di euro per il 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c650","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Si dovrà prevedere che la Comunità montana sia l’unico strumento associativo dei Comuni montani rivedendone, nel contempo, anche i meccanismi elettivi","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La comunità montana non è diventata l'unico strumento associativo dei comuni montani. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 17-22) ha chiesto alle regioni di riordinare per legge le comunità montane entro sei mesi, riducendone il numero, la spesa e i componenti degli organi. Solo per le regioni che non avessero provveduto, la legge prevedeva l'uscita dei comuni capoluogo, costieri e con più di 20.000 abitanti, la soppressione di una parte delle comunità e un nuovo sistema di elezione dei consigli, scelti dall'assemblea dei consiglieri comunali con voto limitato. La revisione dei meccanismi elettivi era quindi una regola sostitutiva, non una riforma generale, e la legge ha ridotto il ruolo delle comunità montane invece di farne lo strumento associativo unico. Queste regole sostitutive sono state poi dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 237 del 2009.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L24-12-2007-244-Legge-finanziaria-2008.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 17-22: riordino delle comunità montane affidato alle regioni; il comma 20 fissa gli effetti in caso di mancato riordino, tra cui la nuova composizione dei consigli (lett. d); nelle note, la sentenza della Corte costituzionale n. 237 del 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c651","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il concetto di “montanità” non può più prescindere da un elemento altimetrico [...] Questi criteri saranno definiti dalla normativa nazionale","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 17-22) ha fissato per legge nazionale i principi per riordinare le comunità montane: tra gli indicatori figurano altimetria, acclività dei terreni, indice di vecchiaia, distanza dal capoluogo e livello dei servizi. Il comma 19 precisa però che questi criteri valgono solo per la costituzione delle comunità montane e non per i benefici a favore della montagna. Non è stata riscritta la classificazione dei comuni montani, che è rimasta quella ereditata dalla legge 991/1952: la nuova definizione nazionale è arrivata solo con la legge 131/2025.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0020s3.htm","descrizione":"Dossier della Camera sulla finanziaria 2008, art. 2, commi 16-22: testo dei commi 18 (indicatori fisico-geografici, demografici e socio-economici, tra cui altimetria e acclività) e 19 (criteri validi solo per la costituzione delle comunità montane)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c652","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo inoltre l’istituzione di un fondo perequativo che faccia fronte ai sovracosti strutturali permanenti tipici dei territori montani","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un fondo perequativo per i sovracosti strutturali dei territori montani. Le leggi finanziarie del periodo hanno rifinanziato il Fondo nazionale per la montagna, previsto dalla legge 97/1994, con 25 milioni per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1278) e 50 milioni l'anno per il 2008-2010 (legge 244/2007, art. 2, comma 40). Si tratta di uno strumento già esistente, non di un fondo perequativo dei sovracosti. La stessa legge 244/2007 ha ridotto il fondo ordinario per gli enti locali di 33,4 milioni per il 2008 e di 66,8 milioni dal 2009, chiedendo alle regioni di riordinare le comunità montane per contenerne la spesa (art. 2, commi 16-20).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 244/2007 (finanziaria 2008), testo ufficiale: art. 2, comma 40 (Fondo nazionale per la montagna, 50 milioni l'anno per il 2008-2010) e commi 16-20 (riduzione del fondo ordinario per gli enti locali e riordino delle comunità montane). Per il 2007: legge 296/2006, art. 1, comma 1278 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c653","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’individuazione meccanismi automatici di alimentazione del Fondo Nazionale per la Montagna","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha rifinanziato il Fondo nazionale per la montagna, ma non ha previsto meccanismi automatici di alimentazione. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1278) ha autorizzato per il Fondo una spesa di 25 milioni di euro per il solo 2007. La legge finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 40) ha autorizzato 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010. Il Fondo continua quindi a dipendere da stanziamenti decisi di volta in volta con la legge finanziaria.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0020s3.htm","descrizione":"Dossier del Servizio studi della Camera sulla legge finanziaria 2008: scheda sull'art. 2, comma 40 (Fondo nazionale per la montagna, 50 milioni per ciascuno degli anni 2008-2010) con il richiamo ai 25 milioni per il solo 2007 del comma 1278 della finanziaria 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c654","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Ci impegniamo a ratificare i Protocolli alla Convenzione delle Alpi","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge di ratifica dei Protocolli di attuazione della Convenzione delle Alpi (A.C. 2861), ma l'iter si è fermato il 20 dicembre 2007, dopo la chiusura della discussione generale, quando il gruppo di Forza Italia ha chiesto di rinviare il seguito dell'esame. La legislatura è terminata senza che la Camera lo approvasse. I Protocolli sono stati ratificati solo nel 2012, durante il governo successivo (legge 5 aprile 2012, n. 50 per otto Protocolli e legge 9 novembre 2012, n. 196 per quello sui trasporti), quindi quegli atti non contano come attuazione.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/701?leg=16&file=ES0225","descrizione":"Dossier della Camera sulla ratifica dei Protocolli della Convenzione delle Alpi: il progetto del governo A.C. 2861 (XV legislatura) si è fermato nella seduta del 20 dicembre 2007. Leggi di ratifica successive su Normattiva: legge 5 aprile 2012, n. 50 e legge 9 novembre 2012, n. 196"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c656","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ci impegniamo a promuovere un programma per le città e le loro periferie","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo non ha varato un programma unitario per le città che tenesse insieme centri storici e periferie, come promesso. Ha però adottato misure per i quartieri disagiati. Il decreto del Ministro delle infrastrutture del 26 marzo 2008 ha attivato il «Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile», per aumentare gli alloggi in affitto a canone sostenibile e migliorare le infrastrutture dei quartieri con forte disagio abitativo. Il decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ha finanziato con 550 milioni di euro un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica nei comuni ad alta tensione abitativa (art. 21) e ha destinato ai «Contratti di quartiere II» le risorse non impegnate di precedenti programmi (art. 21-bis). Per i centri storici non risultano interventi.","prova":{"url":"https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2011/09/attach/dddb080000782_400.pdf","descrizione":"Regione Piemonte, determinazione 25 novembre 2010, n. 782 (Bollettino ufficiale n. 9 del 3 marzo 2011): richiama il decreto del Ministero delle infrastrutture del 26 marzo 2008, registrato alla Corte dei conti il 26 aprile 2008, che ha attivato il «Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile» per i quartieri con forte disagio abitativo. Per gli artt. 21 e 21-bis del d.l. 159/2007: legge 29 novembre 2007, n. 222, https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07222l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c660","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rendere permanenti gli incentivi fiscali per ristrutturazioni edilizie finalizzandole in particolare al risparmio energetico","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha prorogato le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, ma non le ha rese permanenti. La legge 296/2006 (art. 1, commi 387-388) ha confermato per il 2007 la detrazione del 36% e ha introdotto, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2007, la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici (commi 344-349). La legge 244/2007 ha esteso il 36% al triennio 2008-2010 (art. 1, comma 17) e il 55% alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2010 (comma 20). La stabilizzazione promessa non c'è stata: gli incentivi avevano comunque una scadenza.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L27-12-2006-296-Legge-finanziaria-2007.pdf","descrizione":"Testo della legge finanziaria 2007: proroga al 2007 della detrazione del 36% (commi 387-388) e introduzione del 55% per il risparmio energetico (commi 344 e seguenti). La finanziaria 2008 estende le agevolazioni fino al 2010."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c662","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"attuare, in conformità con le indicazioni europee, la Valutazione Ambientale Strategica dei piani e dei programmi","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 ha sostituito l'intera parte seconda del decreto legislativo 152/2006, che comprende la disciplina della valutazione ambientale strategica (VAS) dei piani e dei programmi. Il testo riscritto dichiara di dare attuazione alla direttiva 2001/42/CE. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 29 gennaio 2008, supplemento ordinario, ed è entrato in vigore il 13 febbraio 2008, cioè durante il mandato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-01-16;4","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4: art. 1 sostituisce la parte seconda del d.lgs. 152/2006 (VAS, VIA, AIA) e richiama l'attuazione della direttiva 2001/42/CE; in vigore dal 13/2/2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c663","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ritornare ai princìpi della legge quadro sull'elettrosmog [...] modificando radicalmente i decreti attuativi varati dalla maggioranza di centrodestra","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano modificato i decreti attuativi della legge quadro sull'elettrosmog (legge 22 febbraio 2001, n. 36). I limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità restavano fissati dai due decreti del presidente del Consiglio dell'8 luglio 2003, uno per le frequenze tra 100 kHz e 300 GHz e uno per la frequenza di rete a 50 Hz degli elettrodotti, emanati dal governo di centrodestra. Gli unici decreti nazionali successivi sulla protezione della popolazione elencati dall'ISPRA sono due decreti ministeriali del 29 maggio 2008 sugli elettrodotti, emanati dopo la fine del governo. Nel mandato il governo ha solo recepito la direttiva europea sull'esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici (decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257).","prova":{"url":"https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00011300/11368-criticita-normativa-nazionale.pdf","descrizione":"ISPRA, «Analisi normativa nazionale vigente: problemi aperti e criticità»: i riferimenti nazionali vigenti sulla protezione della popolazione dai campi elettromagnetici sono la legge 36/2001, i due DPCM dell'8 luglio 2003 e i decreti ministeriali del 29 maggio 2008; nessun atto tra il 2006 e l'8 maggio 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c669","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"per i rifiuti urbani, applicare la tariffa puntuale assicurando per i materiali conferiti in maniera differenziata una tariffa premiale inferiore","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risulta adottato alcun atto che abbia introdotto la tariffa puntuale sui rifiuti urbani. L'art. 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 rinviava l'applicazione della nuova tariffa a un regolamento ministeriale (comma 6) che non è mai stato emanato. La finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 184) ha lasciato invariato per il 2007 il regime di prelievo adottato da ciascun comune nel 2006, cioè la tassa sui rifiuti o, dove già introdotta, la tariffa del decreto Ronchi; la finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 166) ha esteso la stessa regola al 2008. Una tariffa premiale per la raccolta differenziata non è stata quindi introdotta a livello nazionale.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/561?appro=100","descrizione":"Dossier della Camera sulle tariffe rifiuti: ricostruisce l'art. 238 del d.lgs. 152/2006 e il decreto attuativo «mai emanato», e il comma 184 della legge 296/2006, che ha lasciato invariato il regime di prelievo per il 2007 e, con modifiche successive, per gli anni seguenti (per il 2008: legge 244/2007, art. 1, comma 166)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c672","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L'Unione si impegna inoltre a riorganizzare, rafforzandolo e rendendolo più indipendente ed efficace, il sistema dei controlli ambientali e in particolare dell'Apat","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, comma 109 (convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286), ha riordinato l'APAT per razionalizzare i controlli ambientali e rafforzare il coordinamento con le Regioni. L'agenzia è diventata persona giuridica di diritto pubblico ad ordinamento autonomo, con presidente, consiglio di amministrazione (due membri su proposta delle Regioni) e direttore generale; il riordino è stato fatto senza nuovi oneri per la finanza pubblica. La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 347) l'ha autorizzata ad assumere personale a tempo indeterminato nei limiti della pianta organica esistente. Non risulta invece una riorganizzazione dell'intero sistema dei controlli ambientali con le agenzie regionali. La fusione dell'APAT nell'ISPRA è del decreto-legge 112/2008, del governo successivo.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06286l.htm","descrizione":"Legge 24 novembre 2006, n. 286 (testo coordinato del d.l. 262/2006), art. 2, comma 109: APAT «persona giuridica di diritto pubblico ad ordinamento autonomo», nuovi organi, nuovo statuto entro 90 giorni, attuazione «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c673","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’identificazione delle “linee fondamentali dell’assetto del territorio” previste dalla normativa vigente e non attuate","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano identificato le «linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale». L'art. 52 del decreto legislativo 112/1998 le indicava tra i compiti di rilievo nazionale, da svolgere con intese nella Conferenza unificata; dal 2006 il Codice dell'ambiente (decreto legislativo 152/2006, art. 58, comma 3, lettera d) ne affida l'identificazione al ministro dell'Ambiente, con riferimento ai valori naturali e ambientali e alla difesa del suolo. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II non ce n'è alcuno su questo tema, e non risultano decreti o intese che le abbiano adottate tra il 2006 e il 2008.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerGoverno_68__.html","descrizione":"Senato, elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II nella XV legislatura: nessun titolo riguarda le linee fondamentali dell'assetto del territorio. Per il quadro normativo (art. 52 del d.lgs. 112/1998 e art. 58, comma 3, lettera d, del d.lgs. 152/2006): Corte costituzionale, sentenza n. 232 del 2009, https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2009/232"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c679","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"garantire la protezione tariffaria per le fasce sociali più deboli e graduare le tariffe penalizzando progressivamente i consumi elevati","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto, per il servizio idrico, nuove tutele tariffarie per le fasce deboli o tariffe crescenti per i consumi elevati. La materia era regolata dall'articolo 154 del codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, adottato prima dell'insediamento del governo): il comma 6 prevede agevolazioni per i consumi domestici essenziali e per alcune categorie secondo scaglioni di reddito, e ammette maggiorazioni solo per residenze secondarie, impianti ricettivi stagionali e aziende artigianali, commerciali e industriali, senza tariffe crescenti in base ai volumi consumati. L'articolo è rimasto invariato per tutto il mandato: il testo è in vigore dal 29 aprile 2006 al 25 agosto 2010.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art154!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, art. 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel testo vigente all'8 maggio 2008 (in vigore dal 29 aprile 2006 al 25 agosto 2010): il comma 6 prevede agevolazioni per i consumi domestici essenziali e per categorie secondo scaglioni di reddito e maggiorazioni per residenze secondarie, impianti ricettivi stagionali e attività produttive"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c684","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"vietando altresì lo smaltimento in mare di navi e di piattaforme estrattive esaurite","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 152"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto un divieto espresso di smaltimento in mare di navi e piattaforme esaurite. Il Codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, adottato prima dell'insediamento del governo) all'articolo 109 consente l'immersione deliberata in mare solo di materiali di escavo, di inerti, materiali geologici e manufatti destinati a un impiego, e di materiale prodotto dalla pesca; nel testo in vigore alla fine del mandato non contiene una norma su navi e piattaforme. Con la legge 13 febbraio 2006, n. 87, anch'essa precedente al governo, l'Italia aveva aderito al Protocollo di Londra del 1996, che vieta l'immersione di rifiuti in mare ma la ammette con autorizzazione per alcune categorie, tra cui navi e piattaforme. Tra i disegni di legge presentati dal governo nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non compare un testo su questo tema.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152~art109!vig=2008-05-08","descrizione":"Normattiva, d.lgs. 152/2006, art. 109 nel testo vigente all'8 maggio 2008: l'immersione deliberata in mare è consentita solo per le tre categorie di materiali elencate; nessuna disposizione su navi o piattaforme"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c689","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"disporre il trasferimento a favore dei Parchi nazionali della gestione delle Riserve Naturali dello Stato presenti al loro interno","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano trasferito ai Parchi nazionali la gestione delle riserve naturali dello Stato comprese nel loro territorio. La legge quadro sulle aree protette (legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 31, comma 3, nel testo modificato nel 1998) affidava già all'Ente parco la gestione delle riserve su proprietà pubbliche comprese nei parchi nazionali, e la legge 6 febbraio 2004, n. 36 rinviava il trasferimento a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Secondo la relazione del Ministero dell'Ambiente sullo stato di attuazione della legge per gli anni 2011-2012, quel passaggio era ancora da definire e 125 delle 147 riserve statali erano gestite dal Corpo forestale dello Stato.","prova":{"url":"https://mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/trasparenza_valutazione_merito/STATO%20DI%20ATTUAZIONE%20DELLA%20LEGGE%206%20DICEMBRE%201991%20-%20anni%202011-2012.pdf","descrizione":"Ministero dell'Ambiente, relazione sullo stato di attuazione della legge 394/1991, anni 2011-2012 (par. 4.3 e 4.4): 125 riserve naturali statali su 147 gestite dal Corpo forestale dello Stato; il trasferimento agli Enti parco delle riserve situate nei parchi nazionali, previsto dalle leggi 394/1991, 426/1998 e 36/2004 con un decreto del Presidente del Consiglio, risulta ancora da definire"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c691","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"incentivare la ricerca nelle aree protette, potenziando il ruolo dell’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) e dell’ICRAM","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 ha trasferito la vigilanza sull'Istituto nazionale per la fauna selvatica dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dell'ambiente e ne ha previsto la riorganizzazione statutaria (legge 296/2006, art. 1, commi 471-472). La finanziaria 2008 ha assegnato all'ICRAM 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per il funzionamento ordinario e per prevenire emergenze ambientali in mare (legge 244/2007, art. 2, comma 326). Sono interventi sulle due istituzioni, ma nessuna norma consultata incentiva in modo specifico la ricerca nelle aree protette.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 244/2007 (finanziaria 2008), testo approvato: art. 2, comma 326, 10 milioni di euro all'ICRAM per ciascuno degli anni 2008 e 2009; per l'INFS: legge 296/2006, art. 1, commi 471-472 (testo originario su parlamento.it)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c692","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"approvare un’apposita normativa che definisca rigorosi e trasparenti criteri per tutte le nomine relative agli Enti di gestione delle aree protette","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La disciplina delle nomine negli enti di gestione delle aree protette non è stata cambiata durante il mandato: non risultano atti del governo né leggi approvate nel 2006-2008 che fissino criteri tecnico-scientifici per le nomine. La legge quadro sulle aree protette (394/1991, art. 9) continuava a prevedere la nomina del presidente del parco con decreto del ministro dell'Ambiente d'intesa con le Regioni, senza requisiti di titoli. Una riforma con requisiti di esperienza era ancora in discussione alla Camera nel 2017.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/cost258.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, dossier n. 258 del 23 marzo 2017 sulle modifiche alla legge 394/1991: descrive come «attuale procedura» la nomina del presidente con decreto del ministro d'intesa con le Regioni, e le modifiche proposte"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c694","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"occorre promuover e favorire la ricerca effettuata con metodi alternativi all’utilizzo di animali e progressivamente abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risulta adottato alcun atto che promuova metodi alternativi alla sperimentazione animale o ne preveda l'abolizione progressiva. La materia è rimasta regolata dal decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, che è stato abrogato solo dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-01-27;116","descrizione":"Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116 su Normattiva: ultima versione riportata come abrogata dal d.lgs. 4 marzo 2014, n. 26, quindi in vigore per tutto il mandato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c696","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo di rivedere la normativa sul benessere degli animali negli allevamenti, stabilendo rigidi principi etologici","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che nel mandato sia stata adottata una nuova disciplina sul benessere degli animali negli allevamenti. In quel periodo furono approvati il decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151, che riguarda le sanzioni sul trasporto degli animali (regolamento CE 1/2005), e alcune note esplicative del Ministero della salute. Le nuove norme sugli allevamenti sono arrivate dopo la fine del governo: il d.lgs. 27 settembre 2010, n. 181 sui polli da carne, e i d.lgs. 7 luglio 2011, n. 122 sui suini e n. 126 sui vitelli.","prova":{"url":"https://www.izsler.it/benessereanimale/legislazione/","descrizione":"Elenco della normativa sul benessere animale curato dall'IZSLER: per il 2006-2008 compaiono note ministeriali e il d.lgs. 151/2007 sul trasporto; le norme sui polli, suini e vitelli sono del 2010-2011"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c712","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"aprire una nuova stagione di politiche forestali con un piano nazionale di settore","tema":"ambiente","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1, comma 1082) ha incaricato il Ministero delle politiche agricole e quello dell'ambiente di proporre alle Regioni un programma quadro per il settore forestale. Il programma quadro è stato però approvato dalla Conferenza Stato-Regioni solo il 18 dicembre 2008, dopo la fine del governo Prodi (8 maggio 2008). Durante il mandato è stata adottata la base legale, ma non il piano nazionale di settore.","prova":{"url":"https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/416","descrizione":"Rete Rurale Nazionale: il Programma quadro per il settore forestale è stato proposto dalle Regioni in sede tecnica il 10 settembre 2008 e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c717","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la costituzione di un \"Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali\"","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ha incluso tra i ministeri il «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali». La denominazione ha sostituito, ovunque presente, quella di «Ministero delle politiche agricole e forestali». La denominazione è la stessa indicata nel programma.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-05-18;181","descrizione":"Decreto-legge 181/2006: l'elenco dei ministeri comprende il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che sostituisce la precedente denominazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c718","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la promozione di una nuova concertazione [...] anche attraverso la ridefinizione della composizione del Tavolo Agroalimentare","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano ridefinito la composizione del Tavolo agroalimentare, istituito presso la Presidenza del Consiglio dall'art. 20 del d.lgs. 228/2001. Il disegno di legge delega del governo sul riordino dell'agricoltura (S. 933, presentato il 4 settembre 2006 e rimasto all'esame della commissione) richiama la concertazione prevista da quell'articolo senza modificare la composizione del Tavolo. Il regolamento sul riordino degli organismi del ministero delle Politiche agricole (D.P.R. 4 aprile 2007, n. 70, art. 3) conferma il Tavolo tra gli organismi che continuano a operare, con rinvio al decreto del 2001.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2007-04-04;70~art3","descrizione":"D.P.R. 70/2007, art. 3, comma 1, lettera l): il Tavolo agroalimentare è tra gli organismi confermati, istituito dall'art. 20 d.lgs. 228/2001"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c721","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la costituzione di un’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 157"},"esito":"in parte","motivazione":"La finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 2, comma 356, testo originario) aveva ribattezzato «Autorità nazionale per la sicurezza alimentare» il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, istituito presso il Ministero della salute con decreto del 26 luglio 2007, dotandolo di una sede referente a Foggia e di un contributo di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,5 milioni per il 2010. Il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (art. 11, nel testo della legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31) ha riscritto quel comma: dal 15 gennaio 2008 l'Autorità si trasforma in «Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare», con sede a Foggia e sotto la vigilanza del Ministero della salute, con gli stessi fondi. Organizzazione, funzionamento e amministrazione dovevano essere stabiliti da un decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro della Salute e di concerto con quello delle Politiche agricole. Non risulta che il decreto sia stato adottato entro la fine del mandato: l'Agenzia è stata istituita per legge ma non è stata resa operativa.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/08031l.htm","descrizione":"Legge 31/2008 con il testo del d.l. 248/2007 coordinato, art. 11: sostituisce il comma 356 dell'art. 2 della l. 244/2007; il Comitato diventa dal 15/1/2008 «Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare», con sede a Foggia, vigilata dal Ministero della salute, con DPCM da emanare sull'organizzazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c722","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il riordino degli Enti tecnico-strumentali vigilati dal Ministero delle politiche agricole e forestali (AGEA, ISMEA, CRA, UNIRE, INEA, INRAN)","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 157"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riordinato i sei enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole indicati nel programma (AGEA, ISMEA, CRA, UNIRE, INEA, INRAN). Il governo ha previsto solo strumenti generali per tutte le amministrazioni: la legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 482) ha affidato a regolamenti, da emanare entro il 30 giugno 2007, il riordino, la fusione o la soppressione degli enti pubblici, e la finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, commi 634-636) ha riproposto lo stesso strumento con scadenza dopo la fine del mandato. Il disegno di legge del governo per il riordino e lo sviluppo dell'agricoltura, presentato al Senato nel settembre 2006 e non approvato, non riguardava questi enti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, comma 482 (nuovo art. 28 della legge 448/2001: regolamenti per il riordino, la trasformazione o la soppressione di enti e organismi pubblici entro il 30 giugno 2007). I commi 634-636 della legge 244/2007 sono su Normattiva; il disegno di legge S. 933 «Delega al Governo per il riordino e lo sviluppo dell'agricoltura» è sul sito del Parlamento (https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00219234.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c731","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una politica di contenimento dei prezzi basata [...] sulla riduzione del differenziale IVA tra le imprese turistiche italiane e quelle dei competitori europei","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano ridotto l'IVA sui servizi turistici. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 intervengono sul turismo con altre misure: la legge 296/2006 rivede i canoni delle concessioni demaniali marittime (art. 1, commi 250-257); la legge 244/2007 prevede decreti per rendere omogenei alcuni servizi delle imprese turistiche e per l'uso dei «buoni-vacanza» a fini di destagionalizzazione, e procedure di semplificazione per le imprese del settore (art. 2, commi 193-195). Nessuna di queste leggi modifica le aliquote IVA applicabili alle imprese turistiche.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge finanziaria 2008, art. 2, commi 193-195: misure per il turismo (servizi omogenei, buoni-vacanza per la destagionalizzazione, semplificazioni) senza interventi sull'IVA"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c732","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo inoltre di introdurre la detraibilità dell’IVA per il turismo d’affari.","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 304-305) ha reso detraibile l'IVA sulle prestazioni alberghiere e sui pasti collegati a convegni e congressi, nei giorni di svolgimento: nella misura del 50 per cento nel 2007 e per intero dal 2008. La detraibilità generale dell'IVA su alberghi e ristoranti per i viaggi di lavoro è arrivata solo con il decreto-legge 112/2008 (art. 83, comma 28-bis), dal 1° settembre 2008, quindi dopo la fine del mandato. Nel mandato la misura ha riguardato solo una parte del turismo d'affari.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 304-305: modifica dell'art. 19-bis1, comma 1, lettera e), del DPR 633/1972 che rende detraibile l'IVA su prestazioni alberghiere e pasti inerenti alla partecipazione a convegni e congressi (50 per cento nel 2007)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c735","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo di rifinanziare la legge che ha istituito il “Fondo per il prestito e il risparmio turistico” e creato i “buoni vacanza”","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano rifinanziato il Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico (art. 10 della legge 135/2001). Né la legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006) né quella per il 2008 (L. 244/2007) contengono uno stanziamento per il Fondo. La finanziaria per il 2008 (art. 2, comma 193) si limita a prevedere decreti del Presidente del Consiglio che definiscano le modalità di impiego delle risorse già presenti nel Fondo per i «buoni-vacanza» destinati alle fasce sociali più deboli, senza aggiungere nuove risorse.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L24-12-2007-244-Legge-finanziaria-2008.pdf","descrizione":"Legge 244/2007, art. 2, comma 193, lettera b): modalità di impiego delle risorse dell'art. 10 della legge 135/2001 per l'erogazione di buoni-vacanza; il testo della legge non indica nuovi stanziamenti per il Fondo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c736","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la recente riforma dell’ENIT è insufficiente e deve essere completata con regole e modalità di carattere privatistico","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano completato la riforma dell'ENIT con regole di carattere privatistico. L'ente era stato trasformato in Agenzia nazionale del turismo dal decreto-legge 35/2005 (convertito dalla legge 80/2005) e il suo regolamento di organizzazione è il d.P.R. 6 aprile 2006, n. 207, adottato prima dell'insediamento del governo Prodi II e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 giugno 2006; il regolamento non è stato modificato durante il mandato e le leggi finanziarie 2007 e 2008 non contengono norme sull'ente. L'ENIT è rimasta un'agenzia di diritto pubblico; la trasformazione in ente pubblico economico è arrivata soltanto con il decreto-legge 83/2014.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2006-04-06;207","descrizione":"Normattiva, d.P.R. 6 aprile 2006, n. 207, regolamento di organizzazione dell'Agenzia nazionale del turismo (Gazzetta Ufficiale n. 131 dell'8 giugno 2006, in vigore dal 23 giugno 2006): testo invariato nel periodo 2006-2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c737","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo inoltre un rafforzamento della dotazione finanziaria finalizzato a sostenere iniziative pubbliche-private sul terreno della promozione","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma proponeva di rafforzare la dotazione finanziaria per le iniziative pubblico-private di promozione e commercializzazione turistica. Non risultano norme del governo Prodi che abbiano aumentato i fondi per la promozione. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha autorizzato 10 milioni all'anno per il sostegno del settore turistico (art. 1, comma 1227), 48 milioni all'anno per l'adeguamento delle imprese ricettive (comma 1228) e 2 milioni all'anno per l'Osservatorio nazionale del turismo (comma 1229), non per la promozione. Il contributo statale all'ENIT, l'agenzia per la promozione turistica, è passato da 48,9 milioni nel 2007 a 45,9 milioni nel 2008, secondo i dati dell'ente.","prova":{"url":"https://www.enit.it/storage/202207/20220711135017_cda_66_2016_unico.pdf","descrizione":"ENIT, Relazione sulla performance 2015: tabella «Trend contributo statale 2007/2015» (48.879.366 euro nel 2007, 45.936.173 nel 2008, -6,02%)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c738","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"rafforzare la Direzione del turismo [...] con la creazione di un Dipartimento e il riconoscimento di un Viceministro con delega al turismo","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma proponeva un Dipartimento del turismo e un viceministro con delega al turismo. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 ha attribuito alla Presidenza del Consiglio le funzioni statali in materia di turismo. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, comma 98, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha poi istituito presso la Presidenza il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, che ha sostituito la soppressa Direzione generale del turismo. Con decreto del Presidente del Consiglio del 13 luglio 2006 le funzioni sul turismo erano state delegate al vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli. Non c'è stato un viceministro, ma la delega è andata a un incarico di rango più alto.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/eli/id/2007/09/28//007G0173/CONSOLIDATED","descrizione":"DPR 24 luglio 2007, n. 158 (Normattiva): nel preambolo e nelle note richiama il decreto del Presidente del Consiglio del 13 luglio 2006 che delega il turismo al vicepresidente Rutelli e il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo istituito presso la Presidenza del Consiglio"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c739","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo la reintroduzione del credito di imposta a favore delle imprese che assumono a tempo indeterminato.","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"in parte","motivazione":"Il credito d'imposta generale per le assunzioni a tempo indeterminato (art. 7 della legge 388/2000) è rimasto applicabile fino al 31 dicembre 2006. Il governo Prodi II ne ha introdotto uno nuovo con la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 539-548): 333 euro al mese per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato in più rispetto al 2007 (416 euro per le donne «svantaggiate»), per le assunzioni fatte nel 2008. Vale però solo nelle aree svantaggiate di Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise; le disposizioni attuative sono nel decreto del Ministro dell'economia del 12 marzo 2008 (GU n. 85 del 10 aprile 2008). Non è stato quindi reintrodotto il credito per tutte le imprese.","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/300920/Circolare+48+10072008_circ48e_2008.pdf/e4dc3594-0fee-6342-af95-f6c256971b56","descrizione":"Agenzia delle Entrate, circolare n. 48/E del 10 luglio 2008 sul credito d'imposta per l'incremento dell'occupazione (legge 244/2007, art. 2, commi 539-548): importi, aree ammesse, decreto del MEF del 12 marzo 2008; la premessa precisa che il precedente incentivo (art. 7, legge 388/2000, applicabile fino al 31 dicembre 2006) era generale, mentre il nuovo è riservato alle aree svantaggiate."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c742","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"tutte le tipologie contrattuali a termine debbano essere motivate sulla base di un oggettivo carattere temporaneo [...] e che non debbano superare una soglia dell’occupazione complessiva","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 39-40, ha stabilito che il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato e ha fissato in 36 mesi, comprese proroghe e rinnovi, il limite ai contratti a termine successivi per mansioni equivalenti con lo stesso datore di lavoro: oltre il limite il rapporto diventa a tempo indeterminato, salvo un ulteriore contratto, una sola volta, presso la direzione provinciale del lavoro. L'obbligo di ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive era già nel decreto legislativo 368/2001 (art. 1) e la legge non lo ha cambiato. Non è stato invece introdotto per legge un tetto ai contratti a termine rispetto all'occupazione dell'impresa: i limiti quantitativi restano affidati ai contratti collettivi nazionali (art. 10, comma 7, del decreto 368/2001), e il comma 41 si è limitato a ridurre i casi esenti da quei limiti.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 39-41: contratto a tempo indeterminato come regola, limite di 36 mesi ai contratti a termine successivi, modifica delle esenzioni dai limiti quantitativi previsti dai contratti collettivi; nessun tetto fissato per legge"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c743","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo che le tipologie di lavoro flessibile siano numericamente contenute e cancellate quelle più precarizzanti: ad esempio il job on call, lo staff leasing","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, ha abrogato gli articoli da 33 a 40 del decreto legislativo 276/2003, cioè il lavoro intermittente o «a chiamata» (comma 45). Ha inoltre abolito la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, detta staff leasing (comma 46). Sono quindi state cancellate le due forme che il programma citava come esempio. Il comma 47 ha lasciato ai contratti collettivi del turismo e dello spettacolo la possibilità di prevedere rapporti specifici per prestazioni discontinue. Dopo la fine del governo il decreto-legge 112/2008 ha abrogato i commi 45 e da 47 a 50 della stessa legge.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 45 (abrogazione degli artt. 33-40 del d.lgs. 276/2003, lavoro intermittente), comma 46 (abolizione della somministrazione a tempo indeterminato) e commi 47-50 (rapporti discontinui nel turismo e nello spettacolo)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c744","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Per quanto riguarda il lavoro a progetto, [...] puntiamo ad eliminarne l’utilizzo distorto, [...] con una graduale armonizzazione dei contributi sociali","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 770) ha portato dal 1° gennaio 2007 al 23 per cento l'aliquota pensionistica degli iscritti alla gestione separata non assicurati altrove, tra cui i collaboratori a progetto, stabilendo che l'aumento non potesse ridurre il loro compenso netto di più di un terzo dell'aumento (comma 772). La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 79) ha fissato un percorso graduale: 24 per cento nel 2008, 25 nel 2009 e 26 dal 2010, contro un'aliquota del lavoro dipendente che la stessa legge 296/2006 (comma 769) porta fino al 33 per cento. La legge 296/2006 (commi 1202-1208) ha inoltre promosso accordi per trasformare le collaborazioni coordinate e continuative, anche a progetto, in contratti di lavoro subordinato. L'avvicinamento ai contributi del lavoro dipendente è stato avviato con atti di legge e programmato per più anni, pur senza arrivare alla parità.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 79: aliquota della gestione separata al 24 per cento nel 2008, al 25 nel 2009 e al 26 dal 2010; la legge 296/2006, art. 1, comma 770, la porta al 23 per cento dal 2007 (parlamento.it, leggi/06296l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c747","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"La regolamentazione del lavoro interinale dovrà esser rivista","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"in parte","motivazione":"Il programma prevedeva di rivedere la regolamentazione del lavoro interinale, tenendo conto della disciplina introdotta dal precedente governo di centrosinistra. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 46) ha abolito la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (il cosiddetto staff leasing) introdotta dal decreto legislativo 276/2003. La stessa legge non ha invece modificato la disciplina della somministrazione a tempo determinato, e non risultano altri atti del governo che l'abbiano rivista. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla revisione della legge 30.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 46: «È abolito il contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato» (titolo III, capo I, del decreto legislativo 276/2003)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c748","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ci impegniamo a rivedere la normativa in merito agli appalti di opere e di servizi e alla cessione del ramo d’azienda","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 910-911) ha rafforzato la disciplina degli appalti: il committente risponde in solido con l'appaltatore e con ogni subappaltatore per retribuzioni e contributi, entro due anni dalla fine dell'appalto. Il comma 910 estende inoltre la responsabilità solidale ai danni da infortuni non indennizzati dall'Inail. Non risultano invece modifiche alla disciplina della cessione di ramo d'azienda, cioè all'articolo 32 del decreto legislativo 276/2003. La revisione promessa è stata quindi fatta per gli appalti e non per la cessione di ramo d'azienda.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 910-911: nuova disciplina della responsabilità solidale negli appalti (art. 29, comma 2, d.lgs. 276/2003)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c749","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"va riconosciuta una piena responsabilità dell’impresa appaltante nei confronti dei lavoratori delle imprese appaltatrici","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 911) ha riscritto l'art. 29, comma 2, del decreto legislativo 276/2003. Prima il committente rispondeva in solido con l'appaltatore solo negli appalti di servizi ed entro un anno. Ora, negli appalti di opere e di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro risponde in solido con l'appaltatore e con ciascun subappaltatore, entro due anni dalla fine dell'appalto, delle retribuzioni e dei contributi previdenziali dovuti ai lavoratori. Il comma 910 ha esteso la responsabilità solidale del committente ai danni subiti dai lavoratori dell'appaltatore o del subappaltatore e non indennizzati dall'INAIL.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 910 e 911: responsabilità solidale del committente con appaltatore e subappaltatori per retribuzioni e contributi (entro due anni dalla cessazione dell'appalto) e per i danni non indennizzati dall'INAIL. Testo originario dell'art. 29 del d.lgs. 276/2003: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03276dl.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c751","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una revisione della normativa che renda più cogente il rispetto delle norme di sicurezza, [...] dell’apparato sanzionatorio e un potenziamento dei servizi ispettivi","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 123 ha rafforzato i controlli e le sanzioni sulla sicurezza sul lavoro. L'art. 5 ha consentito agli ispettori del lavoro, e per la sicurezza anche a quelli delle aziende sanitarie locali, di sospendere l'attività dell'impresa in caso di gravi e reiterate violazioni delle norme di sicurezza, con una sanzione aggiuntiva per la revoca. L'art. 12 ha autorizzato dal gennaio 2008 l'immissione in servizio di fino a 300 ispettori del lavoro. La stessa legge ha delegato il governo a riformare la materia, compreso il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico), adottato prima della fine del governo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, ha riscritto le sanzioni (tra l'altro artt. 55-60) ed è entrato in vigore il 15 maggio 2008.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07123l.htm","descrizione":"Testo della legge 3 agosto 2007, n. 123: art. 1 (delega per il riassetto e la riforma della normativa, con riformulazione dell'apparato sanzionatorio), art. 5 (sospensione dell'attività imprenditoriale e sanzioni), art. 12 (immissione in servizio di ispettori del lavoro). Per il Testo unico (d.lgs. n. 81 del 2008, GU n. 101 del 30 aprile 2008): https://www.normattiva.it/eli/stato/DECRETO_LEGISLATIVO/2008/04/09/81/CONSOLIDATED"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c752","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"combattere a fondo, con misure preventive e repressive, la piaga del lavoro nero, anche con studi di settore e appositi indici di congruità","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel decreto-legge 223/2006, convertito dalla legge 248/2006, l'articolo 36-bis ha introdotto la sospensione dei lavori nei cantieri edili con almeno il 20 per cento di lavoratori non risultanti dalle scritture e l'obbligo della tessera di riconoscimento. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006) ha reso il documento unico di regolarità contributiva condizione per i benefici contributivi dal 1° luglio 2007 e ha quintuplicato le sanzioni per le violazioni in materia di lavoro introdotte prima del 1999. Gli indici di congruità, previsti dai commi 1173 e 1174 della stessa legge e da definire con decreto entro sei mesi, non risultano adottati nel mandato; i due commi sono stati soppressi dal decreto-legge 112/2008, dopo il governo. Sono state quindi attuate misure preventive e repressive, ma non lo strumento degli indici di congruità.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006-12-27;296@originale","descrizione":"Legge finanziaria 2007 (Normattiva, testo originario), art. 1, commi 1173-1178: indici di congruità da definire per decreto entro sei mesi, DURC come condizione dei benefici dal 1° luglio 2007, sanzioni quintuplicate. Soppressione dei commi 1173 e 1174: decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, art. 39, comma 10, lettera n)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c754","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Oltre al superamento della legge \"Maroni\"","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (attuazione del protocollo del 23 luglio 2007) ha modificato il decreto legislativo 276/2003, che attua la legge 30 del 2003 (chiamata «legge Maroni» nel programma). Ha abrogato la disciplina del lavoro intermittente (art. 1, comma 45) e ha abolito la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (comma 46), due delle tipologie che il programma indicava come da cancellare; è rimasto il contratto di inserimento. La stessa legge ha fissato in 36 mesi la durata complessiva massima dei contratti a termine successivi con lo stesso lavoratore (comma 40, che modifica il decreto legislativo 368/2001). La legge 30 non è stata però superata né sostituita e le altre tipologie contrattuali sono rimaste. Stesso esito della scheda corrispondente di «Il conto».","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1: commi 45-46 (abrogazione degli articoli 33-40 del d.lgs. 276/2003 sul lavoro intermittente e abolizione della somministrazione a tempo indeterminato) e comma 40 (limite di 36 mesi ai contratti a termine, nel d.lgs. 368/2001)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c755","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"all'estensione a tutti i lavoratori delle tutele e dei diritti di base (maternità, paternità, malattia, infortunio, diritti sindacali,etc)","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 788) ha riconosciuto dal 1° gennaio 2007 ai lavoratori a progetto iscritti alla gestione separata dell'INPS un'indennità di malattia pari al 50 per cento di quella per degenza ospedaliera e, a chi ha diritto all'indennità di maternità, tre mesi di congedo parentale con il 30 per cento del reddito di riferimento. In attuazione del comma 791, il decreto del Ministro del lavoro del 12 luglio 2007 ha esteso ai committenti delle lavoratrici a progetto il divieto di adibirle al lavoro nei periodi di astensione obbligatoria per maternità. Le nuove tutele riguardano però i soli iscritti alla gestione separata, e non risultano norme del governo su infortunio e diritti sindacali di questi lavoratori. Non c'è stata quindi un'estensione a tutti i lavoratori delle tutele di base.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 788 (indennità di malattia e congedo parentale per i lavoratori a progetto iscritti alla gestione separata, dal 1° gennaio 2007) e comma 791 (decreto per estendere alle iscritte alla gestione separata gli articoli 17 e 22 del testo unico sulla maternità), attuato con il d.m. 12 luglio 2007 (GU n. 247 del 23 ottobre 2007)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c757","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 76) ha esteso la totalizzazione dei contributi dal 1° gennaio 2008. Ha ridotto da sei a tre anni la durata minima dei periodi contributivi richiesta dal d.lgs. 42/2006 (lettera a). Ha inoltre consentito il cumulo previsto dal d.lgs. 184/1997 anche a chi aveva già maturato il diritto alla pensione in una delle gestioni (lettera b). La totalizzazione non è però diventata possibile per tutti i contributi versati: resta un requisito minimo di tre anni per ciascun periodo. Lo stesso comma presenta le modifiche come provvisorie, in attesa di una riforma complessiva dell'istituto, che nel mandato non risulta adottata.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 247/2007, testo ufficiale: art. 1, comma 76, che dal 1° gennaio 2008 sostituisce «sei anni» con «tre anni» nell'art. 1, comma 1, del d.lgs. 42/2006 (lettera a) e sopprime nell'art. 1, comma 1, del d.lgs. 184/1997 la condizione di non aver maturato il diritto alla pensione in alcuna gestione (lettera b), «in attesa di una complessiva riforma dell'istituto della totalizzazione»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c758","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la copertura figurativa per i periodi di non lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione indennizzata esisteva già: la legge 4 aprile 1952, n. 218 (art. 4) considera utili per la pensione i periodi in cui si riceve l'indennità ordinaria di disoccupazione. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che ha attuato il Protocollo del 23 luglio 2007, ha elevato dal 2008 la durata dell'indennità ordinaria a otto mesi, e a dodici mesi per chi ha almeno cinquant'anni, riconoscendo la contribuzione figurativa per l'intero periodo (art. 1, comma 25): un allungamento di una copertura già prevista, non una nuova copertura dei periodi di non lavoro. La stessa legge ha delegato il governo a riformare gli ammortizzatori sociali, anche con una copertura figurativa calcolata sulla retribuzione per chi riceve i trattamenti di disoccupazione (art. 1, commi 28-29), con dodici mesi di tempo; non risultano decreti legislativi adottati prima della fine del governo, l'8 maggio 2008. Nel programma la misura riguardava le pensioni future dei lavoratori con carriere discontinue: per i periodi di non lavoro senza indennità, come quelli tra un contratto e l'altro, non risultano interventi.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, testo sul sito della Camera: art. 1, comma 25 (durata dell'indennità ordinaria di disoccupazione e contribuzione figurativa per l'intero periodo) e commi 28-29 (delega sugli ammortizzatori sociali). Copertura già prevista dall'art. 4 della legge 4 aprile 1952, n. 218 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1952-04-04;218~art4)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c760","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano potenziato i servizi pubblici per l'impiego o la formazione professionale sul territorio, in organici o risorse, entro maggio 2008. La finanziaria per il 2007 ha solo rinnovato per un anno il finanziamento già previsto per la formazione professionale (23 milioni di euro, comma 1163). La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, commi 30 e 31) ha delegato il governo a riordinare i servizi per l'impiego entro dodici mesi, con principi come il potenziamento dei sistemi informativi e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. La delega non è stata esercitata dal governo, che è caduto prima della scadenza; è stata riaperta solo dalla legge 4 novembre 2010, n. 183 (art. 46).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 30-31: delega al governo per il riordino dei servizi per l'impiego (nessun potenziamento di organici o risorse). Riapertura della delega: legge 4 novembre 2010, n. 183, art. 46 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2010-11-04;183~art46)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c765","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1254) ha riscritto l'articolo 9 della legge 53/2000, che già prevedeva contributi per programmi di reinserimento dopo il congedo ma con fondi ridotti a 5 milioni di euro l'anno. Il nuovo testo finanzia i contributi con una quota del Fondo per le politiche della famiglia, li estende alle aziende sanitarie e ospedaliere e aggiunge interventi per il reinserimento e la formazione dei lavoratori con figli minori o familiari a carico. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 81) ha poi delegato il governo a riordinare la normativa sull'occupazione femminile, anche con incentivi e sgravi contributivi e con misure per il rientro delle donne nel mercato del lavoro, ma non risultano decreti legislativi adottati nel mandato. Il sostegno resta limitato a contributi per progetti aziendali e non c'è un incentivo generale all'assunzione di chi rientra dopo la cura dei figli.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1254-1256: nuovo art. 9 della legge 53/2000, contributi per progetti di flessibilità e di reinserimento dei lavoratori dopo il congedo finanziati dal Fondo per le politiche della famiglia. Testo precedente dell'art. 9 (in vigore nel 2006): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000-03-08;53~art9!vig=2006-06-01"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c768","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il superamento delle normative introdotte dalla \"legge 30\" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 247/2007 (art. 1, comma 38) ha abrogato l'articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, che disciplinava le convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e disabili introdotte con la legge 30, facendo salve quelle in essere. La stessa legge (comma 37) ha riscritto parte delle norme sull'inserimento dei disabili della legge 68/1999. L'abrogazione era in vigore dal 1° gennaio 2008; l'articolo 14 è stato rimesso in vigore con il decreto-legge 112/2008, dopo la fine del governo. Non risultano atti specifici per il potenziamento dei centri pubblici di inserimento mirato.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-09-10;276~art14","descrizione":"Articolo 14 del decreto legislativo 276/2003 su normattiva: la nota di aggiornamento registra l'abrogazione disposta dalla legge 247/2007 e la reintroduzione con il decreto-legge 112/2008."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c770","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"occorra garantire il permesso di soggiorno a ogni immigrato che denunci la propria condizione di lavoro irregolare","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nessuna legge del mandato ha garantito il permesso di soggiorno a ogni immigrato che denunci la propria condizione di lavoro irregolare. Il disegno di legge del governo contro lo sfruttamento dei lavoratori irregolarmente presenti (S.1201), che nella versione originaria collegava il permesso per protezione sociale ai casi di grave sfruttamento del lavoro, fu riscritto in Senato senza modificare la disciplina del permesso; approvato il 12 giugno 2007, alla Camera (A.C. 2784) rimase all'esame della commissione Giustizia e non divenne legge. Il 4 agosto 2007 il ministro dell'Interno Amato ha invitato i questori, con una circolare, a valutare la concessione del permesso per protezione sociale (articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione) anche quando siano accertate violenza o grave sfruttamento sul luogo di lavoro: un indirizzo applicativo della legge vigente, non una garanzia legata alla denuncia. Il disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976) prevedeva in termini generali una maggiore tutela delle vittime di violenza o grave sfruttamento e non è stato approvato.","prova":{"url":"https://www.senato.it/export/ddl/full/28523?leg=15","descrizione":"Senato, scheda dell'A.C. 2784 (XV legislatura), disegno di legge del governo Prodi II contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa: S.1201 approvato il 12 giugno 2007, alla Camera «in corso di esame in commissione» (18 dicembre 2007). Relazione S.1201-A sul testo originario e sulla rinuncia a modificare l'art. 18: https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00264225.pdf; circolare Amato del 4 agosto 2007: https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/__ministro/0971_2007_08_04_Amato_a_questori_su_immigrati.html_26504069.html"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c771","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"dai centri per l'impiego, nel quadro di principi e standard definiti a livello nazionale","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247 ha dato al governo una delega di dodici mesi per riordinare i servizi per l'impiego (art. 1, comma 30, lett. a), con criteri che includono la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi pubblici per l'impiego e il patto di servizio (comma 31). Il governo Prodi non ha però adottato alcun decreto legislativo prima della fine del mandato, l'8 maggio 2008, e non risultano altri atti che fissino principi e standard nazionali per i centri per l'impiego.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 29-31: delega per il riordino dei servizi per l'impiego e criteri direttivi (livelli essenziali delle prestazioni, accreditamento, patto di servizio), testo sul sito della Camera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c772","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riteniamo indifferibile una profonda riforma del sistema degli ammortizzatori sociali","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, commi 25-26) ha migliorato dal 1° gennaio 2008 l'indennità ordinaria di disoccupazione: durata di otto mesi (dodici per chi ha almeno 50 anni) e importo al 60% della retribuzione per i primi sei mesi, 50% per i due successivi e 40% poi. Ha rivisto anche l'indennità con requisiti ridotti, portata al 35% per i primi 120 giorni e al 40% fino a un massimo di 180 giorni. I commi 28-29 hanno delegato il governo a riformare la materia entro dodici mesi, con uno strumento unico di sostegno al reddito, ma nel mandato non è stato adottato alcun decreto legislativo di riordino: la legge 4 novembre 2010, n. 183 (art. 46) ha poi riscritto la delega con un nuovo termine. Il riordino complessivo degli ammortizzatori è quindi rimasto da fare.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247 (testo sul sito della Camera), art. 1, commi 25-29: aumento di durata e importo dell'indennità di disoccupazione dal 1° gennaio 2008 e delega al governo, da esercitare entro dodici mesi, per il riordino degli ammortizzatori sociali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c773","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'incremento e l'estensione dell’indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori (anche discontinui, economicamente dipendenti e non subordinati)","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 25, ha aumentato l'indennità ordinaria di disoccupazione dal 1° gennaio 2008. L'indennità è pari al 60% della retribuzione per i primi sei mesi, 50% per i due successivi e 40% oltre. La durata sale a otto mesi sotto i 50 anni e a dodici dai 50 anni. Il comma 26 ha aumentato anche l'indennità a requisiti ridotti. Non è stata invece estesa a tutti i lavoratori, collaboratori e discontinui compresi: la delega per riformare gli ammortizzatori sociali (comma 28) scadeva dopo dodici mesi dall'entrata in vigore della legge e non risulta esercitata entro la fine del governo.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 25-26 (aumento di misura e durata dell'indennità dal 1/1/2008) e comma 28 (delega sugli ammortizzatori sociali, dodici mesi)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c774","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il riordino e l'armonizzazione dei trattamenti del settore agricolo","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che attua il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, ha riordinato una parte dei trattamenti agricoli. Per i trattamenti che decorrono dal 1° gennaio 2008, l'indennità di disoccupazione degli operai agricoli a tempo determinato, ordinaria e speciale, è fissata nella stessa misura del 40 per cento della retribuzione di riferimento, con regole comuni sui periodi di lavoro validi (art. 1, commi 55-57). La stessa legge ha delegato il governo a riformare gli ammortizzatori sociali entro dodici mesi, con la graduale armonizzazione dei trattamenti di disoccupazione (art. 1, commi 28-29). Nel mandato del governo, chiuso l'8 maggio 2008, non risulta adottato alcun decreto legislativo; nel 2010 la delega è stata riscritta e riaperta per ventiquattro mesi (legge 183/2010, art. 46).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Testo originale della legge 24 dicembre 2007, n. 247 (Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007), art. 1: commi 28-29 (delega sugli ammortizzatori sociali entro dodici mesi, con graduale armonizzazione dei trattamenti di disoccupazione) e commi 55-57 (indennità degli operai agricoli a tempo determinato, ordinaria e speciale, al 40 per cento dal 1° gennaio 2008). La riapertura della delega è all'art. 46 della legge 183/2010: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/10183l.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c775","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la costituzione di una rete di sicurezza universale che protegga tutti i lavoratori nei casi di crisi produttive","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164"},"esito":"in parte","motivazione":"Una rete di sicurezza universale per le crisi produttive non è stata creata; sono state adottate misure transitorie e una delega. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1156, lettera c) ha esteso, «in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali» e fino al 31 dicembre 2007, la cassa integrazione straordinaria e la mobilità a imprese prima escluse (commercio e agenzie di viaggio con più di 50 dipendenti, vigilanza con più di 15), con una spesa massima di 45 milioni di euro; la finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 523) ha prorogato la misura al 2008. Le stesse leggi hanno stanziato 460 milioni di euro per anno per trattamenti in deroga nelle crisi occupazionali (legge 296/2006, art. 1, comma 1190; legge 244/2007, art. 2, comma 521). La legge 247/2007 (art. 1, commi 28-29) ha delegato il governo a creare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore (1° gennaio 2008), uno strumento unico di sostegno al reddito senza distinzione di settore o dimensione d'impresa e a estendere gradualmente la cassa integrazione, ma nel mandato non risultano adottati decreti legislativi.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, commi 28-29: delega al governo, entro dodici mesi, per riformare gli ammortizzatori sociali con uno strumento unico di sostegno al reddito indipendente da qualifica, settore e dimensione d'impresa e con la progressiva estensione della cassa integrazione; comma 94: entrata in vigore il 1° gennaio 2008. Le misure transitorie sono nella legge 296/2006, art. 1, commi 1156 (lett. c) e 1190, e nella legge 244/2007, art. 2, commi 521 e 523"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c778","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"superare il criterio dell’inflazione programmata nel rinnovo dei contratti di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano superato l'inflazione programmata come riferimento per i rinnovi contrattuali. Entrambi i Documenti di programmazione economico-finanziaria del governo hanno continuato a fissarla: quello per il 2007-2011 (luglio 2006) al 2,0% per il 2007, quello per il 2008-2011 (giugno 2007) all'1,7% per il 2008 e all'1,5% per gli anni dal 2009 al 2011. Nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano leggi o accordi tra governo e parti sociali che abbiano cambiato questo riferimento.","prova":{"url":"https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/DPEF-2008-2011.pdf","descrizione":"MEF, Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, Tavola III.9 (quadro programmatico): riga «Inflazione (progr.)» con 1,7% per il 2008 e 1,5% per il 2009-2011. Per il 2007 (2,0%) vedi il DPEF 2007-2011, Tavola IV.4: https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/DPEF-2007-2011.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c780","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"recuperare il drenaggio fiscale","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma rimproverava al governo precedente di aver bloccato la restituzione del drenaggio fiscale e si impegnava a recuperarlo. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, articolo 1, comma 6) ha riformato l'Irpef, con nuovi scaglioni e aliquote dal 23% al 43% e detrazioni per lavoro e carichi familiari al posto delle deduzioni. Non risultano però atti del governo che abbiano restituito il drenaggio fiscale o adeguato all'inflazione scaglioni e detrazioni. Secondo una nota del Dipartimento del Tesoro (febbraio 2008), la riforma ha alleggerito il carico sulle famiglie dei redditi più bassi ma era stata pensata per aumentare il gettito complessivo; nella versione approvata dalle Camere avrebbe ridotto il gettito Irpef di 177 milioni di euro secondo una stima del Centro Europa Ricerche. È stata quindi una nuova ripartizione del carico tra i contribuenti, non una restituzione del drenaggio fiscale.","prova":{"url":"https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_en/analisi_progammazione/note_tematiche/n.-3-2008---Gli-effetti-distributivi-della-Legge-Finanziaria-2007.pdf","descrizione":"Ministero dell'Economia, Dipartimento del Tesoro, Nota tematica n. 3 (febbraio 2008) sugli effetti distributivi della legge finanziaria 2007: la rimodulazione dell'Irpef riduce il carico sui primi decili ed era finalizzata all'aumento del gettito complessivo; la versione approvata riduce il prelievo Irpef di 177 milioni (stima CER)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c782","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"estendere a tutti i pensionati l'integrazione al trattamento minimo, premiando chi ha versato più contributi","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi non ha esteso l'integrazione al trattamento minimo a tutti i pensionati. Ha però introdotto con il decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81 (art. 5, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 127) una somma aggiuntiva annua per i pensionati con almeno 64 anni e un reddito individuale fino a una volta e mezza il minimo. L'importo cresce con gli anni di contributi: nel 2007 da 262 a 392 euro, dal 2008 da 336 a 504 euro. È una misura legata ai contributi versati, come chiedeva il programma, ma è un bonus annuale a una platea limitata e non l'estensione dell'integrazione al minimo.","prova":{"url":"https://www.edizionieuropee.it/law/html/8/zn27_04_161.html","descrizione":"Testo dell'art. 5 del decreto-legge 81/2007 come convertito dalla legge 127/2007: somma aggiuntiva per i pensionati con almeno 64 anni e reddito fino a 1,5 volte il minimo, con importi per anni di contribuzione (Tabella A)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c783","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ridurre la tassazione sul trattamento di fine rapporto","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 244/2007 (art. 2, comma 514) ha ridotto il prelievo fiscale sul trattamento di fine rapporto e sulle altre indennità di fine rapporto maturate dal 1° aprile 2008, con una spesa di 135 milioni di euro nel 2008 e di 180 milioni annui dal 2009. Il decreto del Ministero dell'economia del 20 marzo 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2008) ha fissato i criteri: una detrazione dall'Irpef di 70 euro per i trattamenti con reddito di riferimento fino a 7.500 euro, che diminuisce fino ad azzerarsi sopra i 30.000 euro. La riduzione è quindi attuata, con importi contenuti per singolo lavoratore.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2008-04-02&atto.codiceRedazionale=08A02229&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario","descrizione":"Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2008: decreto 20 marzo 2008 «Riduzione del prelievo fiscale sul trattamento di fine rapporto», con la detrazione da 70 euro decrescente fino a 30.000 euro di reddito di riferimento"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c786","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"fornire un quadro legislativo di sostegno al tema della rappresentatività, da concretizzare nel corso della prossima legislatura","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165"},"esito":"non valutabile","motivazione":"La promessa fissa come traguardo «la prossima legislatura», pensata dal programma come i cinque anni fino al 2011. Il governo Prodi II ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008, le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008 e il governo è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008. Il traguardo cade quindi dopo la fine del governo valutato, e non si può giudicare ciò che il governo ha fatto in rapporto a una scadenza che non è arrivata.","stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c791","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riteniamo necessario intervenire sulla legge in materia di diritto di sciopero, a partire dal ruolo della commissione di garanzia","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 166"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano modificato la legge 12 giugno 1990, n. 146 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali o il ruolo della Commissione di garanzia, né disegni di legge del governo in materia. Nel testo della legge, dopo le modifiche della legge 11 aprile 2000, n. 83, in vigore dal 26 aprile 2000, gli articoli cambiano di nuovo solo dal 2010, per interventi dei governi successivi.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-06-12;146","descrizione":"Legge 12 giugno 1990, n. 146 su Normattiva: le versioni degli articoli modificati mostrano interventi in vigore dal 26 aprile 2000 (legge 83/2000) e poi solo dal 28 febbraio 2010 e dal 15 agosto 2012, nessuno nel periodo del governo Prodi II. Per l'assenza di disegni di legge del governo: elenco del Senato dei disegni di legge del governo Prodi II."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c792","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"provvedere finalmente a una riforma del processo del lavoro orientata a garantire certezza e celerità nella soluzione delle controversie","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 166"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi per riformare il processo del lavoro. Tra i disegni di legge presentati dal governo nel mandato non ce n'è uno su questa materia. Il disegno di legge sul processo civile (A.C. 2508, presentato il 5 aprile 2007 e poi trasferito al Senato come S. 1524) non riformava il rito del lavoro, salvo sottrargli le cause per i danni da incidenti stradali, e non fu approvato. Le misure sul lavoro del periodo hanno riguardato altro, come la legge 24 dicembre 2007, n. 247, che ha attuato il protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/docesta/313/4461/documentotesto.asp","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura: elenco dei disegni di legge del governo e del loro esito. Vi compare il ddl sulla razionalizzazione e l'accelerazione del processo civile (restituito al governo per la presentazione al Senato), nessun ddl di riforma del processo del lavoro"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c794","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"eliminare l’inaccettabile “gradino” e la riduzione del numero delle finestre che innalzano bruscamente [...] l’età pensionabile","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 247 del 24 dicembre 2007 ha eliminato il «gradino» della legge 243/2004, che dal 2008 portava a 60 anni l'età minima per la pensione di anzianità dei lavoratori dipendenti con 35 anni di contributi. Al suo posto ha fissato 58 anni dal gennaio 2008 al giugno 2009 e poi un sistema di quote (somma di età e contributi): 95 con almeno 59 anni dal luglio 2009, 96 con almeno 60 dal 2011, 97 con almeno 61 dal 2013. Sulle finestre di uscita l'intervento è stato parziale: le quattro finestre trimestrali sono tornate solo per chi va in pensione con 40 anni di contributi, mentre per la pensione di anzianità con 35 anni di contributi sono rimaste le due finestre annuali introdotte dalla legge del 2004.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Camera, testo della legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1: commi 1-2 e Tabelle A e B (58 anni fino al 30 giugno 2009, poi quote), comma 3 lett. a) (rinvio alle decorrenze dell'art. 1, c. 6, lett. c, della legge 243/2004), comma 5 (quattro decorrenze per chi ha 40 anni di contributi); confronto con il testo della legge 243/2004, art. 1, c. 6, lett. c) (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/04243l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c795","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"affrontare il fenomeno dell'evasione contributiva con opportuni strumenti di controllo e accertamento, compreso un aumento di organico degli ispettori del lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha introdotto nuovi strumenti contro il lavoro irregolare e l'evasione contributiva: dal 1° luglio 2007 i benefici contributivi spettano solo ai datori di lavoro con il documento unico di regolarità contributiva (comma 1175), le sanzioni amministrative in materia di lavoro e previdenza introdotte prima del 1999 sono state quintuplicate (comma 1177) ed è stato introdotto l'obbligo di comunicare l'assunzione il giorno prima (comma 1180). I commi 544-545 hanno autorizzato il Ministero del lavoro ad assumere fino a 300 idonei dei concorsi per 795 ispettori del lavoro. Secondo la risposta del governo a un'interrogazione (Camera, seduta del 5 gennaio 2008), al 2 luglio 2007 erano entrati in servizio 241 ispettori in più, oltre a tutti i vincitori. La legge 3 agosto 2007, n. 123 (articolo 12) ha autorizzato dal gennaio 2008 altre assunzioni, fino a 300 idonei dei concorsi per ispettori del lavoro e ispettori tecnici, con le relative spese per l'attività ispettiva.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07123l.htm","descrizione":"Testo originario della legge 123/2007: l'art. 12 autorizza dal gennaio 2008 l'immissione in servizio fino a 300 idonei dei concorsi per ispettori del lavoro e ispettori tecnici, con le spese per l'incremento delle attività ispettive; l'art. 4, comma 4, finanzia le assunzioni dal 1° luglio 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c797","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"fare leva su meccanismi di contribuzione figurativa, a cui abbinare incentivi per le imprese che mantengano nel posto di lavoro le persone sopra i cinquant’anni","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto contribuzione figurativa o incentivi per le imprese che mantengono al lavoro le persone con più di cinquant'anni. La legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1, commi 1160-1161) ha istituito l'«accordo di solidarietà tra generazioni», cioè il passaggio volontario a tempo parziale dei dipendenti con almeno 55 anni insieme all'assunzione di giovani, ma il decreto ministeriale di attuazione non risulta adottato. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, ha delegato il governo a riordinare gli incentivi all'occupazione, con il criterio di migliorare l'occupazione stabile degli ultracinquantenni (art. 1, commi 30 e 32). Non risultano decreti attuativi adottati nel mandato: nel 2010 la delega è stata riscritta con un nuovo termine (L. 183/2010, art. 46).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;247~art1!vig=2008-01-01","descrizione":"L. 247/2007, art. 1, commi 30-32: delega sul riordino degli incentivi all'occupazione con il solo criterio generale di migliorare l'occupazione degli ultracinquantenni; nessuna norma di contribuzione figurativa per le imprese"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c798","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"“politiche per l’invecchiamento attivo” [...] avvalendosi di schemi misti basati su part time integrato con una pensione parziale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto schemi misti di part-time integrato con una pensione parziale. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che attua il Protocollo sul welfare, non prevede alcuno schema di questo tipo. L'unico riferimento è un criterio della delega sugli ammortizzatori sociali (art. 1, comma 29, lettera g), che chiede di collegarli a politiche attive per i lavoratori in età più matura «al fine di potenziare le politiche di invecchiamento attivo». È un criterio generico di delega, senza misure concrete, e non risulta attuato entro maggio 2008.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;247~art1","descrizione":"Legge 247/2007, art. 1 su Normattiva: nel testo non compare alcuno schema di part-time con pensione parziale; l'unica menzione dell'«invecchiamento attivo» è nei criteri di delega dei commi 29 e 31"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c799","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"crediamo che debba essere riconsiderato il sistema di indicizzazione delle pensioni. [...] verso le fasce inferiori dei trattamenti pensionistici","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"in parte","motivazione":"Il sistema di indicizzazione è stato modificato solo in modo temporaneo. Il decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81 (convertito dalla legge 127/2007), all'art. 5, comma 6, ha esteso per il triennio 2008-2010 la rivalutazione piena, al 100 per cento, alle fasce di pensione tra tre e cinque volte il trattamento minimo INPS, prima rivalutate al 90 per cento. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 19) ha escluso dalla rivalutazione automatica per il 2008 le pensioni superiori a otto volte il minimo. Lo stesso decreto ha introdotto una somma aggiuntiva annua per i pensionati di almeno 64 anni con redditi bassi (art. 5, comma 1). Sono interventi a favore delle fasce più basse, ma limitati nel tempo: la struttura della rivalutazione e il trattamento delle pensioni minime non sono cambiati.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07127l.htm","descrizione":"Testo del d.l. 81/2007 coordinato con la legge di conversione 127/2007, art. 5: comma 1 (somma aggiuntiva per i pensionati con almeno 64 anni) e comma 6 (rivalutazione al 100 per cento per le fasce tra tre e cinque volte il minimo, 2008-2010). Il blocco 2008 sopra otto volte il minimo è nell'art. 1, comma 19, della legge 247/2007 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c800","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"va anche previsto l’aumento degli assegni sociali e dei trattamenti di invalidità civile più bassi","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 169"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 81/2007 (convertito dalla legge 127/2007), all'art. 5, comma 5, dal 1° gennaio 2008 ha aumentato le maggiorazioni sociali previste dall'art. 38 della legge 448/2001 fino a garantire un reddito di 580 euro al mese per tredici mensilità, con limite di reddito annuo portato a 7.540 euro. L'aumento riguarda i titolari di assegno sociale, pensione sociale e pensioni integrate al minimo con almeno 70 anni (età ridotta fino a cinque anni in base ai contributi versati) e, dai 60 anni, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti titolari di pensione. Ne restano esclusi i titolari di assegno sociale tra i 65 e i 69 anni senza contributi, gli invalidi civili totali sotto i 60 anni e gli invalidi civili parziali, il cui assegno mensile è tra i trattamenti di invalidità più bassi. Lo stesso articolo ha previsto dal 2007 una somma aggiuntiva per i pensionati con almeno 64 anni e redditi bassi, ma solo sulle pensioni da contributi. L'aumento, entrato in vigore prima della fine del mandato, copre quindi una parte significativa dei trattamenti indicati, non tutti.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07127l.htm","descrizione":"Legge 127/2007, testo del DL 81/2007, art. 5, commi 1 e 5: somma aggiuntiva sulle pensioni da contributi dai 64 anni e aumento dal 2008 delle maggiorazioni sociali dell'art. 38 della legge 448/2001 fino a 580 euro al mese (platea: almeno 70 anni, o 60 per invalidi civili totali, sordomuti e ciechi assoluti)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c809","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"è da rivedere la tassazione delle contribuzioni, poiché l’eliminazione del tetto in percentuale del reddito imponibile aiuta i soggetti che evadono il fisco","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 171"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi ha lasciato invariato il tetto di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare previsto dal decreto legislativo 252/2005. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 314) rinvia ai «limiti previsti dall'articolo 8» del decreto, cioè a un unico limite assoluto di 5.164,57 euro, senza il tetto in percentuale del reddito che il programma voleva ripristinare. Lo conferma l'Agenzia delle Entrate nella circolare 70/E del 18 dicembre 2007. La stessa legge ha anticipato al 1° gennaio 2007 l'entrata in vigore del decreto (comma 749).","prova":{"url":"https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/301149/Circolare+70+del+18+12+2007_Circ_70.pdf/2f61817e-027c-397e-0776-616c92e6a512","descrizione":"Agenzia delle Entrate, circolare 70/E del 18 dicembre 2007: il limite di deducibilità dei contributi è di 5.164,57 euro, mentre la disciplina precedente prevedeva anche un limite percentuale del 12%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c810","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"va rivista anche la tassazione delle prestazioni che è, senza motivo, molto più vantaggiosa del trattamento riservato alla pensione pubblica","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 171"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano rivisto la tassazione delle prestazioni della previdenza complementare, fissata dall'articolo 11 del decreto legislativo 252/2005: il testo in vigore alla fine del mandato era quello originario, modificato per la prima volta nel 2017. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 749) ha anticipato al 1° gennaio 2007 l'avvio della riforma e ha modificato le norme transitorie dell'articolo 23; la finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, art. 1, comma 515) è intervenuta solo su una norma transitoria per il TFR maturato fino al 2006.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-12-05;252~art11!vig=2008-05-08","descrizione":"Decreto legislativo 252/2005, art. 11, nel testo vigente all'8 maggio 2008 su Normattiva: è il testo originario (in vigore dal 1° gennaio 2007), con la ritenuta del 15 per cento ridotta fino al 9 per cento; il primo aggiornamento dell'articolo è della legge 124/2017"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c814","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"occorre inoltre garantire ai lavoratori la possibilità di effettuare versamenti aggiuntivi rispetto all’aliquota contributiva attualmente in vigore","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 172"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che diano ai lavoratori la facoltà di versamenti aggiuntivi all'assicurazione pensionistica obbligatoria, attingendo al TFR e con un trattamento fiscale analogo a quello della previdenza complementare. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 755-756) ha istituito presso l'INPS un fondo che riceve il TFR non destinato alla previdenza complementare dei dipendenti delle imprese con almeno 50 addetti e ne garantisce il pagamento: le somme restano trattamento di fine rapporto e non accrescono la pensione pubblica. Anche la legge 247/2007, che attua il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, non contiene una misura di questo tipo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 755-756: fondo INPS per l'erogazione del TFR ai dipendenti del settore privato, alimentato dal TFR non destinato alla previdenza complementare, con esclusione dei datori di lavoro con meno di 50 addetti; non prevede versamenti aggiuntivi al sistema pensionistico obbligatorio (testo sul sito del Parlamento)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c826","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"definire i livelli essenziali di assistenza da garantire a tutti i cittadini sul territorio nazionale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di definire i livelli essenziali dell'assistenza sociale da garantire in tutto il Paese, previsti dalla legge 328 del 2000 e dall'art. 117 della Costituzione. Non risultano atti del governo Prodi che li abbiano definiti in modo generale. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 contiene solo interventi settoriali: il Fondo per le non autosufficienze, istituito per l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni a queste persone senza definirli (art. 1, comma 1264, con 100 milioni per il 2007 e 200 per ciascuno degli anni 2008 e 2009), e il piano per i servizi socioeducativi per l'infanzia (comma 1259, 100 milioni all'anno per il 2007-2009), che rinviava a un'intesa con Regioni ed enti locali anche i livelli essenziali di quei servizi. L'intesa è stata sancita il 26 settembre 2007, ma il rapporto di monitoraggio del piano curato per il Dipartimento per le politiche della famiglia segnala ancora la mancata determinazione dei livelli essenziali per i servizi della prima infanzia.","prova":{"url":"https://leg16.camera.it/temiap/temi16/Quid2.pdf","descrizione":"E. Ranci Ortigosa (a cura di), «Diritti sociali e livelli essenziali delle prestazioni», 2009, ospitato su camera.it: descrive la normativa come una «serie incompleta di criteri» per costruire i livelli essenziali delle prestazioni sociali e cita come soli riferimenti settoriali i commi 1259 e 1264 della legge 296/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c830","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"innalzare la quota dello stipendio assicurata ai genitori che fruiscono dei congedi parentali","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di innalzare la quota di stipendio pagata ai genitori in congedo parentale, allora pari al 30%. Non risultano atti del governo che l'abbiano aumentata durante il mandato: l'indennità prevista dall'art. 34 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 è rimasta al 30% della retribuzione. La misura è stata elevata all'80% per una parte del congedo solo a partire dalla legge di bilancio per il 2023.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-26;151~art34","descrizione":"D.lgs. 151/2001, art. 34 su Normattiva: indennità di congedo parentale al 30% della retribuzione; l'elevazione all'80% per alcuni mesi deriva dalle leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025 (note di aggiornamento)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c832","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"una più ampia possibilità di fruiredi congedi anche per attività di formazione [...] un diritto di fruizione non sottoposto alla volontà del datore di lavoro","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano ampliato i congedi per la formazione o tolto al datore di lavoro il potere di rifiutarli. Per questi congedi vale l'art. 5 della legge 8 marzo 2000, n. 53, secondo cui il datore di lavoro può non accogliere la richiesta o differirla per comprovate esigenze organizzative. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 81) ha delegato il governo a rivedere i congedi parentali e a rafforzare altri istituti della legge 53/2000, ma non quelli per la formazione. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha toccato l'art. 9 della stessa legge, sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, non l'art. 5.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07247l.htm","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 81: delega al governo su incentivi alla conciliazione, congedi parentali e art. 9 della legge 53/2000; non menziona i congedi per la formazione dell'art. 5. L'art. 5, comma 4, della legge 53/2000 (rifiuto o differimento da parte del datore di lavoro) è sul sito del Parlamento: parlamento.it/parlam/leggi/00053l.htm."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c835","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo un Fondo nazionale e la formulazione di un Piano nazionale articolato, destinando a tale scopo anche una parte del Fondo per le politiche sociali","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1, comma 1259, ha istituito un piano straordinario per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, con asili nido e servizi integrativi, finanziato con 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e ripartito tramite un'intesa in Conferenza unificata, per avvicinare entro il 2010 l'obiettivo del 33 per cento fissato dal Consiglio europeo di Lisbona. Il comma 1260 permette di usare a questo scopo parte del Fondo per le politiche della famiglia. L'intesa è stata sancita il 26 settembre 2007: secondo il rapporto ufficiale di monitoraggio, il finanziamento statale per il 2007-2009 è stato di circa 446 milioni di euro, con circa 281 milioni di cofinanziamento previsto dalle Regioni.","prova":{"url":"https://www.minori.gov.it/sites/default/files/Rapporto_monitoraggio_nidi_31_dicembre_2008.pdf","descrizione":"Rapporto di monitoraggio del piano straordinario per i servizi socio-educativi al 31 dicembre 2008: attuazione dell'art. 1, comma 1259, della legge 296/2006, intesa del 26 settembre 2007, tavola 4 sui finanziamenti statali (140, 206,5 e 100 milioni nel triennio, circa 446 milioni)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c839","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo un programma di sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176"},"esito":"in parte","motivazione":"Non risulta un programma nazionale dedicato all'assistenza domiciliare integrata (ADI). Il governo ha però istituito, con la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 1264), il Fondo per le non autosufficienze, con 100 milioni di euro per il 2007 e 200 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il decreto di riparto del 2007, adottato dopo l'intesa in Conferenza unificata del 20 settembre 2007, indica tra le aree prioritarie i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali «con riferimento prioritario alla domiciliarità». Il fondo copre però solo i costi di rilevanza sociale dell'assistenza, non le prestazioni sanitarie che fanno parte dell'ADI. Il disegno di legge delega sulla non autosufficienza, presentato alla Camera il 3 dicembre 2007, non è stato assegnato alle commissioni prima della fine della legislatura.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/AreaSociale_Disabilita/FNARiparto2007.pdf","descrizione":"Ministero del Lavoro, decreto di riparto del Fondo per le non autosufficienze per il 2007 (100 milioni di euro): art. 2, comma 1, lettera c), area prioritaria dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali con riferimento prioritario alla domiciliarità; art. 2, comma 2, le risorse coprono i costi di rilevanza sociale dell'assistenza socio-sanitaria e non sostituiscono le prestazioni sanitarie; intesa in Conferenza unificata del 20 settembre 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c841","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"all’istituzione di un Fondo nazionale per la non autosufficienza finanziato attraverso la fiscalità generale","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), art. 1, comma 1264, ha istituito presso il Ministero della solidarietà sociale il «Fondo per le non autosufficienze», con 100 milioni di euro per il 2007 e 200 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009. La legge assegna al fondo somme del bilancio dello Stato e non prevede contributi o prelievi dedicati: il finanziamento viene quindi dalla fiscalità generale. La scheda corrispondente di «Il conto» valuta «in parte» la frase del discorso di fiducia, che prometteva di far confluire nel fondo tutte le risorse già impegnate nel settore. Questa promessa del programma è diversa: chiede l'istituzione di un fondo nazionale finanziato dalla fiscalità generale, e questo è avvenuto.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1264-1265: istituzione del Fondo per le non autosufficienze con dotazione propria (100 milioni nel 2007, 200 milioni nel 2008 e nel 2009)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c842","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Vogliamo sostituire le attuali deduzioni da lavoro Irpef [...] con una detrazione da lavoro rimborsabile","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 177"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 6) ha eliminato dal 2007 le deduzioni dal reddito e le ha sostituite con detrazioni dall'imposta per il lavoro dipendente e per i carichi familiari. Le detrazioni per lavoro non sono rimborsabili a chi ha un'imposta pari a zero. Per questi contribuenti l'art. 44 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (convertito dalla legge 222/2007) ha previsto solo per il 2007 un rimborso forfetario di 150 euro, più 150 euro per ogni familiare a carico, «in attesa» di una disciplina organica dell'imposta negativa. La detrazione da lavoro non è diventata rimborsabile: l'unico credito per chi non ha capienza introdotto in modo stabile, dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244, riguarda la detrazione per le famiglie con almeno quattro figli.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07222l.htm","descrizione":"Decreto-legge 159/2007 coordinato con la legge di conversione 222/2007, art. 44: per il 2007 una detrazione di 150 euro (più 150 per familiare a carico) per chi ha imposta netta 2006 pari a zero, «in attesa» di una disciplina organica dell'imposta negativa. Detrazioni da lavoro: legge 296/2006, art. 1, comma 6 (https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm). Credito per le famiglie con almeno quattro figli: legge 244/2007, art. 1, comma 15 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c843","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"prevediamo l’introduzione di un “Reddito minimo di inserimento”","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 177"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel periodo del governo Prodi II non è stato introdotto un reddito minimo di inserimento; la sperimentazione avviata con il decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237 non era più in corso, come ricorda lo stesso programma. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 (legge 27 dicembre 2006, n. 296 e legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contengono una misura di questo tipo. La legge 296/2006 ha istituito il Fondo per le non autosufficienze (comma 1264), che è un intervento diverso, e il decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159 (art. 44) ha previsto per il 2007 solo una somma una tantum di 150 euro per i contribuenti senza imposta da pagare. Non risultano atti del governo che abbiano istituito il reddito minimo.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo della legge finanziaria 2007 (legge 296/2006): non vi compare un reddito minimo di inserimento; il Fondo per le non autosufficienze è al comma 1264. Vedi anche il decreto-legge 159/2007, art. 44 (somma una tantum per gli incapienti), https://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/07159d.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c844","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Proponiamo l'unificazione [...] – assegni al nucleo familiare e deduzioni Irpef per figli a carico – in una dote di reddito per il bambino","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 177"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non è stato introdotto un assegno unico che riunisse assegni al nucleo familiare e agevolazioni Irpef per i figli in una dote di reddito per il bambino. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 6) ha trasformato le deduzioni Irpef per i familiari a carico in detrazioni d'imposta. Il comma 11 ha rideterminato livelli di reddito e importi dell'assegno per il nucleo familiare, che è rimasto uno strumento separato. Il decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159 (art. 44) ha previsto per il solo 2007 una somma una tantum di 150 euro, più 150 euro per ogni familiare a carico, ai contribuenti con imposta netta 2006 pari a zero. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sul reddito per ogni bambino.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 6 (imposta e detrazioni Irpef) e 11 (assegno per il nucleo familiare, che resta distinto); decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, art. 44 (somma una tantum 2007), https://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/07159d.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c845","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"al momento della nascita lo Stato apra un conto individuale vincolato a favore del neonato e lo alimenti con specifici contributi annui","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 178"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nella legislatura non è stato introdotto un conto individuale vincolato aperto dallo Stato alla nascita e alimentato da contributi annui. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) e la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008) non prevedono alcuno strumento di questo tipo. Le misure per le famiglie con figli sono state le detrazioni IRPEF per i carichi di famiglia (legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 6) e una somma una tantum per il 2007 (decreto-legge n. 159 del 2007, art. 44): non un conto per ogni neonato. La valutazione è coerente con quella della scheda corrispondente di «Il conto» sul reddito per ogni bambino.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo della legge 27 dicembre 2006, n. 296: contiene detrazioni per i carichi di famiglia e assegni per il nucleo familiare, ma nessuna norma su conti individuali vincolati per i nuovi nati (ricerca testuale di «neonat», «nuovi nati», «conto individuale»)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c848","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’obiettivo è portare tendenzialmente l’offerta complessiva di edilizia sociale [...] in linea con la media europea","tema":"infrastrutture","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179"},"esito":"non valutabile","motivazione":"Il programma poneva l'obiettivo di portare «tendenzialmente» l'offerta di edilizia sociale in linea con la media europea, senza una soglia né una scadenza, nell'arco di una legislatura che il governo non ha completato. Il governo ha adottato alcune misure: il decreto-legge 159/2007 ha finanziato con 550 milioni di euro per il 2007 un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e ha previsto una società di scopo per aumentare gli alloggi in locazione a canone sostenibile; la legge finanziaria per il 2007 ha stanziato 30 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per l'edilizia sovvenzionata, e quella per il 2008 ha previsto la cessione di aree per l'edilizia residenziale sociale negli strumenti urbanistici. Non risultano però dati ufficiali sull'andamento della quota di edilizia sociale tra il 2006 e il 2008 che permettano di misurare un avvicinamento alla media europea.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2007-10-01;159","descrizione":"Decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222 (Normattiva): art. 21, programma straordinario di edilizia residenziale pubblica nel limite di 550 milioni di euro per il 2007; art. 41, società di scopo per l'incremento del patrimonio destinato alla locazione"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c850","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ristabilendo una fonte di finanziamento certa, stabile e adeguata al fondo di sostegno per le famiglie in affitto con difficoltà","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione (legge 431/1998, art. 11) è rifinanziato ogni anno dalla legge finanziaria e nel mandato la dotazione è scesa. Secondo la serie del Servizio studi della Camera, era di 310,66 milioni di euro con la finanziaria 2006, 210,99 milioni con la finanziaria 2007 (legge 296/2006) e 205,59 milioni con la finanziaria 2008 (legge 244/2007). Non è stata introdotta una fonte di finanziamento stabile del fondo: la dotazione è rimasta affidata alle leggi finanziarie annuali.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/D08185a.htm","descrizione":"Dossier della Camera sul decreto-legge 185/2008: la tabella degli stanziamenti annuali del Fondo (2006: 310,66 milioni; 2007: 210,99; 2008: 205,59) e la nota che la dotazione è quantificata ogni anno dalla legge finanziaria"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c851","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"predisponendo una serie di misure per favorire la concessione di mutui adeguati per la prima casa [...] anche attraverso l’attivazione di un fondo di garanzia","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179"},"esito":"in parte","motivazione":"Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40) ha reso nulle le penali per l'estinzione anticipata dei nuovi mutui per l'acquisto o la ristrutturazione della casa (art. 7) e ha permesso di trasferire il mutuo a un'altra banca con la surrogazione, vietando i patti che la rendono onerosa per il debitore (art. 8). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 2, commi 475-480) ha istituito il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, che paga i costi della sospensione delle rate ai mutuatari in difficoltà; il regolamento che lo ha reso operativo è però del 2010. Un fondo di garanzia per i mutui della prima casa non è stato istituito nel mandato: lo ha creato il governo successivo dal 1° settembre 2008 (decreto-legge 112/2008, art. 13, comma 3-bis, inserito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133). La scheda corrispondente di «Il conto» riguarda il solo fondo di garanzia annunciato nel discorso di fiducia e giudica non attuata quella parte; il programma prometteva anche altre misure sui mutui, in parte adottate.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/07040l.htm","descrizione":"Legge 2 aprile 2007, n. 40, testo del decreto-legge 7/2007 coordinato con la legge di conversione: art. 7 (divieto di penali per l'estinzione anticipata dei mutui per l'acquisto o la ristrutturazione dell'abitazione) e art. 8 (portabilità del mutuo e surrogazione). Il Fondo di solidarietà è nella legge 244/2007, art. 2, commi 475-480; il fondo di garanzia per le giovani coppie nella legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 13, comma 3-bis (parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c860","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'incremento del Fondo sociale nazionale per garantire il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 182"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha aumentato il Fondo nazionale per le politiche sociali: il decreto-legge 223/2006 (art. 18, comma 2) lo ha integrato di 300 milioni di euro l'anno per il 2006-2008. Nel 2007 sono stati aggiunti altri 211,2 milioni per le Regioni con i decreti-legge 81/2007 e 159/2007. Secondo il Ministero del lavoro il Fondo è passato da 1.308 milioni nel 2005 a 1.625 nel 2006 e a 1.776 nel 2007, con la quota delle Regioni salita da 518 a 956 milioni. Nel 2008 l'aumento non si è mantenuto. Le risorse disponibili, ripartite con il decreto del 19 novembre 2008, sono state di 1.464 milioni, di cui 656 alle Regioni. Il calo dipende soprattutto da 231,5 milioni accantonati e resi indisponibili in base alla legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 507). I livelli essenziali di assistenza sociale, che l'aumento doveva finanziare, non sono stati definiti nel mandato.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2008/Decreto-Interministeriale-19-novembre-2008.pdf","descrizione":"Decreto interministeriale del 19 novembre 2008 di riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali 2008 (GU n. 294 del 17/12/2008): 1.464,2 milioni disponibili, di cui 656,5 alle Regioni, al netto di 231,5 milioni accantonati ai sensi dell'art. 1, comma 507, della l. 296/2006. Serie 2005-2007 e integrazione di 211 milioni: Ministero del lavoro, Quaderni della ricerca sociale n. 1, tavola 2 (https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/Documents/Quaderni%20della%20Ricerca%20Sociale%201%2C%20Il%20Fondo%20Nazionale%20per%20le%20Politiche%20Sociali/QRS-1-Monitoraggio-FNPS-2007.pdf). Integrazione di 300 milioni: d.l. 223/2006, art. 18, comma 2 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06248l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c862","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"sarà istituito un Osservatorio sul benessere e sulla salute della maternità, dell’infanzia e dell’adolescenza","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 182"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un Osservatorio sul benessere e sulla salute della maternità, dell'infanzia e dell'adolescenza. Il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103 ha riordinato l'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, ma questo organismo esisteva già dalla legge 23 dicembre 1997, n. 451 ed è competente sul piano nazionale d'azione per i diritti dei minori e sulla relazione biennale sulla condizione dell'infanzia, non sulla salute materno-infantile. Nel programma l'Osservatorio doveva sostenere una legge quadro sui livelli essenziali del diritto alla salute di maternità, infanzia e adolescenza.","prova":{"url":"https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/archivio-doc-pregressi/AreaSociale_InfanziaAdolescenza/DPR14Maggio2007n103.pdf","descrizione":"D.P.R. 14 maggio 2007, n. 103, Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2007: riordino dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, «confermato» come organismo istituito dalla legge 451/1997, con compiti sul piano d'azione e sulla relazione biennale"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c864","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponiamo di istituire un “Forum nazionale del legame sociale”","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 183"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano istituito un «Forum nazionale del legame sociale» entro maggio 2008. Né la legge finanziaria per il 2007 né quella per il 2008 prevedono un organismo con questo nome.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007): il testo non contiene alcun riferimento a un «Forum nazionale del legame sociale»; lo stesso per la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008): https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c865","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l'adozione in sede di Conferenza \"Stato-Regioni Città\" di \"Linee-guida\" per la revisione delle modalità di accertamento e certificazione del grado di invalidità","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 183"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo con cui siano state adottate in Conferenza unificata linee guida per rivedere l'accertamento e la certificazione dell'invalidità secondo la classificazione ICF. L'unica intesa del periodo tra governo, regioni ed enti locali che richiama l'ICF, del 20 marzo 2008, riguarda l'accoglienza scolastica e la presa in carico degli alunni con disabilità, non l'accertamento del grado di invalidità. Ancora nel 2013 il programma di azione biennale sulla disabilità, adottato con decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013, descriveva il sistema di accertamento come ancorato alla visione medico-legale dell'invalidità civile e indicava come obiettivo da avviare il superamento delle percentuali di invalidità con una valutazione basata sull'ICF.","prova":{"url":"https://unipd-centrodirittiumani.it/storage/media/ac/ab/Decreto_del_Presidente_della_Repubblica_4_ottobre_2013.pdf","descrizione":"D.P.R. 4 ottobre 2013 (G.U. n. 303 del 28 dicembre 2013), programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, linea di intervento 1: il sistema di accertamento è «ancorato» alla visione medico-legale dell'invalidità civile; si prevede di superare le percentuali di invalidità della legge 118/1971 con una valutazione riferita all'ICF (copia integrale del Centro diritti umani dell'Università di Padova). Per l'intesa del 20 marzo 2008 sugli alunni con disabilità: https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2009/08/suppo1/00000051.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c871","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"e sullo sviluppo dei consultori in termini di risorse, strutture, personale","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1251, lettera b, nel testo originario) ha destinato il Fondo per le politiche della famiglia anche alla riorganizzazione dei consultori familiari, «finalizzata a potenziarne gli interventi sociali in favore delle famiglie». Lo strumento era un'intesa in Conferenza unificata. Con l'intesa del 27 giugno 2007 sul riparto del Fondo, la riorganizzazione dei consultori è diventata uno dei progetti finanziati alle Regioni. Il decreto di riparto del 22 gennaio 2008 ne ha disposto il proseguimento nel 2008, in una quota di 97 milioni condivisa con altre due linee di intervento. Si tratta di finanziamenti a progetti sperimentali. Non risultano misure del governo su strutture e personale dei consultori, né dati nazionali che ne mostrino lo sviluppo nel biennio.","prova":{"url":"https://famiglia.governo.it/media/1150/decreto-di-riparto-01_2008.pdf","descrizione":"Decreto del Ministro delle politiche per la famiglia del 22 gennaio 2008 sul riparto del Fondo 2008. Richiama l'intesa in Conferenza unificata del 27 giugno 2007 sui finanziamenti per la riorganizzazione dei consultori familiari. Destina 97 milioni al proseguimento di quella riorganizzazione, della qualificazione delle assistenti familiari e delle iniziative per le famiglie numerose. Testo originario del comma 1251, lettera b): https://famiglia.governo.it/media/1148/legge_296_27dicembre2006_comma1251.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c872","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"con un adeguato piano di investimenti in sicurezza alimentare valorizzando e potenziando il personale qualificato del SSN","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano varato un piano di investimenti in sicurezza alimentare con il rafforzamento del personale qualificato del Servizio sanitario nazionale. Nel periodo sono state adottate misure più limitate. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 813) ha riservato 10 milioni di euro l'anno dei fondi per la ricerca sanitaria del 2007, 2008 e 2009 a progetti degli Istituti zooprofilattici sulla sicurezza degli alimenti. La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, articolo 2, comma 356) ha ribattezzato «Autorità nazionale per la sicurezza alimentare» il Comitato nazionale istituito presso il Ministero della salute con decreto del 26 luglio 2007, dotandolo di una sede referente a Foggia e di un contributo di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,5 milioni per il 2010; il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (articolo 11, nel testo della legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31) ne ha previsto la trasformazione, dal 15 gennaio 2008, in Agenzia nazionale con sede a Foggia, ma il decreto del presidente del Consiglio che doveva stabilirne l'organizzazione non risulta adottato entro la fine del mandato. Con l'intesa del 14 giugno 2007 Stato e Regioni hanno fissato i principi del piano nazionale dei controlli. Nessuna di queste misure prevede assunzioni o un potenziamento del personale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Testo originario della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2007, PDF su parlamento.it), art. 2, comma 356: il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del decreto 26 luglio 2007 assume la denominazione di «Autorità nazionale», resta presso il Ministero della salute e si avvale di una sede referente a Foggia (2,5 milioni per il 2008 e il 2009, 1,5 milioni per il 2010). Trasformazione in Agenzia dal 15 gennaio 2008: decreto-legge 248/2007, art. 11, nel testo della legge di conversione 31/2008 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/08031l.htm). Fondi agli Istituti zooprofilattici: legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 813 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c873","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’Unione propone inoltre un \"Piano nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro\"","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo non ha adottato un atto chiamato «Piano nazionale per la salute e la sicurezza sul lavoro», ma ha definito uno strumento di indirizzo nazionale sulla stessa materia. L'accordo con le Regioni del 1° agosto 2007 («Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro»), reso esecutivo con DPCM del 17 dicembre 2007, fissa gli obiettivi del Servizio sanitario nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, tra cui 250.000 interventi ispettivi l'anno. La legge 3 agosto 2007, n. 123 ha stabilito che negli appalti pubblici il costo della sicurezza non può essere soggetto a ribasso d'asta (art. 8), e il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ha istituito un comitato nazionale di indirizzo presso il Ministero della salute e il sistema informativo nazionale per la prevenzione. Non risultano invece atti sul ruolo del servizio sanitario in campo ambientale, che il programma includeva nel piano.","prova":{"url":"https://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/16809/copy_of_Stato_DPCMdel171207.pdf","descrizione":"DPCM 17 dicembre 2007 (G.U. n. 3 del 4 gennaio 2008): rende esecutivo l'accordo Governo-Regioni del 1° agosto 2007, «Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro», con obiettivi strategici del SSN, indicatori e un obiettivo di 250.000 interventi ispettivi l'anno"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c874","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"La medicina delle cure primarie deve diventare secondo noi un vero livello del sistema sanitario nazionale [...] capace di assistere 24 ore su 24 il cittadino","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Nel mandato non risulta alcun atto che abbia reso le cure primarie un livello del servizio sanitario nazionale con assistenza continua sulle 24 ore. Il Patto per la salute, intesa Stato-Regioni del 5 ottobre 2006 (punto 4.2), ha previsto di estendere le forme aggregative delle cure primarie, collegando medici di famiglia, distretto, guardia medica e 118, senza fissare un'assistenza sulle 24 ore. La finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 805-806) ha destinato 10 milioni di euro l'anno, per il triennio 2007-2009, al cofinanziamento di progetti regionali di sperimentazione delle «case della salute». La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 1, commi 70-71) ha previsto un credito d'imposta per le aggregazioni tra professionisti realizzate nel 2008-2009, con limiti più alti per i medici convenzionati con il servizio sanitario nazionale. Sono interventi sperimentali e di incentivo, non la riforma promessa.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 805-806 (testo sul sito del Parlamento): fondo per il cofinanziamento dei progetti attuativi del Piano sanitario nazionale, con 10 milioni di euro l'anno per la «sperimentazione del modello assistenziale case della salute»"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c877","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Piano straordinario per le fragilità, per la presa in carico e la continuità assistenziale delle fasce deboli","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta adottato un «Piano straordinario per le fragilità» per la presa in carico delle fasce deboli indicate dal programma (bambini, anziani, pazienti cronici, disabilità, salute mentale, dipendenze, medicina penitenziaria, immigrati). Ci sono state solo misure separate per singole categorie. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1264) ha istituito il Fondo per le non autosufficienze, con 100 milioni di euro per il 2007 e 200 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, valutato nella scheda corrispondente di «Il conto». Il decreto del Presidente del Consiglio del 1° aprile 2008 ha trasferito al Servizio sanitario nazionale le funzioni di sanità penitenziaria, in attuazione della finanziaria 2008.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1264: istituzione del Fondo per le non autosufficienze (100 milioni per il 2007, 200 milioni per il 2008 e il 2009), misura per una sola categoria e non piano complessivo. Per la sanità penitenziaria: DPCM 1 aprile 2008, GU n. 126 del 30/5/2008 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/05/30/08A03777/sg)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c879","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Siamo per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 283) ha disposto il trasferimento al Servizio sanitario nazionale della sanità penitenziaria, compresa l'assistenza negli ospedali psichiatrici giudiziari. In attuazione, il governo Prodi, già dimissionario ma in carica per gli affari correnti, ha adottato il DPCM del 1° aprile 2008, dopo l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 30 maggio 2008 ed è entrato in vigore quindici giorni dopo, con il governo successivo già in carica. Trasferisce alle Regioni le funzioni sanitarie degli ospedali psichiatrici giudiziari e, nell'allegato C, prevede un «programma di superamento graduale» in tre fasi: dimissione degli internati che hanno finito la misura di sicurezza, redistribuzione per aree regionali dopo un anno, restituzione di ogni internato alla Regione di provenienza dopo due anni. L'atto avvia il superamento ma non lo compie: al termine del mandato (8 maggio 2008) nessun ospedale psichiatrico giudiziario era stato chiuso.","prova":{"url":"https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/05/30/08A03777/sg","descrizione":"Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 126 del 30 maggio 2008: DPCM 1° aprile 2008 sul trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie in materia di sanità penitenziaria; art. 5 e allegato C sugli ospedali psichiatrici giudiziari (programma di superamento graduale in tre fasi). Testo completo con allegati: https://www.sifoweb.it/images/pdf/attivita/attivita-scientifica/aree_scientifiche/psichiatria/D.P.C.M._1_aprile_2008.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c884","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal superamento della normativa in vigore dal 1990","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La normativa del 1990 sulle droghe (decreto del Presidente della Repubblica 309/1990), modificata dalla legge 49/2006, non è stata superata e le condotte legate al consumo non sono state depenalizzate. Il governo è intervenuto con il decreto del ministro della Salute, di concerto con il ministro della Giustizia, del 4 agosto 2006 (Gazzetta Ufficiale n. 268 del 17 novembre 2006), che portava da 500 a 1.000 milligrammi di principio attivo il limite massimo di cannabis riferibile a un uso esclusivamente personale. Il TAR del Lazio ne ha sospeso l'efficacia il 15 marzo 2007 e lo ha annullato con la sentenza n. 2487 del 21 marzo 2007. Non risulta approvata durante il governo alcuna legge di riforma della disciplina sulle droghe.","prova":{"url":"https://antidroga.interno.gov.it/wp-content/uploads/2019/04/D.M.-4-agosto-2006.pdf","descrizione":"Ministero dell'interno, Direzione centrale per i servizi antidroga: testo del decreto del ministro della Salute di concerto con il ministro della Giustizia del 4 agosto 2006 (Gazzetta Ufficiale n. 268 del 17 novembre 2006), che porta da 500 a 1.000 mg la soglia per la cannabis, con la nota sulla sospensione del TAR Lazio del 15 marzo 2007 e sull'annullamento con sentenza 21 marzo 2007, n. 2487"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c889","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il decreto-legge 272/2005, convertito dalla legge 49/2006, è rimasto in vigore per tutto il mandato del governo Prodi. Nella XV legislatura le proposte di modifica del testo unico sugli stupefacenti all'esame della Camera erano di iniziativa parlamentare (A.C. 34, 35, 708, 1805, 2452, 2830), tutte ferme in commissione al 24 ottobre 2007. Tra i disegni di legge del governo del 2007 compare solo uno stralcio della legge finanziaria sul testo unico (S. 1817-quaterdecies), non un testo di abrogazione. Sulla materia risulta soltanto un decreto del ministro della Salute che alzava le soglie per l'uso personale della cannabis, annullato dal Tar del Lazio nel marzo 2007. La legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale solo nel 2014.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/AS0159.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier n. 280 del 24 ottobre 2007: i progetti di modifica del testo unico sugli stupefacenti (A.C. 34 e abbinati) sono tutti di iniziativa parlamentare e in fase istruttoria in commissione; richiamo al d.l. 272/2005 e alla legge 49/2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c890","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"L’Unione propone l’adeguamento del Fondo sanitario nazionale per la garanzia piena del finanziamento dei livelli essenziali di assistenza","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Nel settembre 2006 governo e Regioni hanno firmato il Patto per la salute, che ha ridefinito il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. In linea con il Patto, la legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha fissato il finanziamento statale in 96.040 milioni di euro per il 2007, 99.082 milioni per il 2008 e 102.285 milioni per il 2009, e ha aumentato di 2 miliardi quello del 2006. Ha anche istituito un fondo transitorio di 1.000 milioni nel 2007 per le Regioni con forti disavanzi sanitari.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/AS0001b.htm","descrizione":"Dossier della Camera dei deputati sul bilancio della XV legislatura (capitolo Sanità): riporta il Patto per la salute del settembre 2006 e il finanziamento del Servizio sanitario nazionale fissato dalla finanziaria 2007 in 96.040, 99.082 e 102.285 milioni per il 2007, 2008 e 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c891","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"anche nella previsione di un loro progressivo allargamento, a partire dalla reintroduzione delle cure odontoiatriche","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha adottato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2008 sui nuovi livelli essenziali di assistenza, che prevedeva prestazioni odontoiatriche ambulatoriali per i soggetti indicati nel nomenclatore (art. 16, comma 3). Il decreto però non è mai entrato in vigore: nel luglio 2008 il governo successivo lo ha ritirato per mancanza di copertura finanziaria, riferendo dei rilievi della Corte dei conti. In precedenza la legge 296/2006 (art. 1, comma 796, lettera n) aveva destinato 100 milioni di euro a strutture di assistenza odontoiatrica nel programma di investimenti sanitari. L'atto che reintroduceva le cure odontoiatriche nei livelli essenziali è stato quindi adottato nel mandato, ma non ha mai prodotto effetti.","prova":{"url":"https://www.anmvioggi.it/altre-notizie/51570-no-della-corte-dei-conti,-ritirato-il-decreto-sui-lea.html","descrizione":"Anmvi Oggi, 24 luglio 2008: il governo ritira il DPCM del 23 aprile 2008 sui livelli essenziali di assistenza dopo i rilievi della Corte dei conti e per mancanza di copertura di circa 800 milioni (conferma del sottosegretario Fazio); tra le novità del decreto le cure odontoiatriche. Testo del DPCM, art. 16, comma 3: copia pubblicata da Mefop (mefop.it)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c895","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"un \"Piano straordinario di investimenti per il sistema sanitario nazionale\", per realizzare un programma decennale di interventi","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo ha rifinanziato il programma di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico già esistente (articolo 20 della legge 67/1988). La finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, c. 796, lett. n) ne ha portato il tetto a 20 miliardi di euro, con quote vincolate (500 milioni per radiodiagnostica e radioterapia oncologica, 100 milioni per le cure palliative). La finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, c. 279) lo ha portato a 23 miliardi e il comma 280 ha aggiunto altre quote vincolate. Non è stato però varato un «piano straordinario» distinto con un programma decennale, e l'uso del tetto resta legato ogni anno alle disponibilità di bilancio.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 244/2007, art. 2, c. 279: nella legge 296/2006, art. 1, c. 796, lett. n), «20 miliardi di euro» sono sostituite da «23 miliardi di euro» (tetto del programma ex art. 20 L. 67/1988); c. 280 aggiunge quote vincolate"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c897","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Un \"Fondo per lo sviluppo delle risorse umane e materiali del Mezzogiorno\" per realizzare un programma decennale di interventi","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che istituiscano un «Fondo per lo sviluppo delle risorse umane e materiali del Mezzogiorno» per la sanità o un programma decennale di interventi. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1) contiene solo misure con priorità per le regioni meridionali all'interno di programmi nazionali. Dei 20 miliardi del programma di investimenti per l'edilizia e le tecnologie sanitarie, 500 milioni sono vincolati alla radiodiagnostica e alla radioterapia oncologica «con prioritario riferimento alle regioni meridionali ed insulari» (comma 796, lettera n). Prosegue inoltre il finanziamento degli screening oncologici nelle regioni meridionali e insulari, con 20 milioni per il 2007 e 18 milioni l'anno per il 2008 e il 2009 (comma 808).","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 796, lettera n), e comma 808: interventi sanitari con priorità per le regioni meridionali e insulari dentro programmi nazionali, senza un fondo dedicato al Mezzogiorno né un programma decennale."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c900","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"superare il blocco delle assunzioni, a partire dall’emergenza infermieristica","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha sostituito, per gli enti del Servizio sanitario nazionale, le misure di contenimento delle assunzioni previste per il 2007 e il 2008 dalle finanziarie precedenti con un tetto alla spesa di personale: per ciascuno degli anni 2007-2009 non oltre il livello del 2004 ridotto dell'1,4 per cento (art. 1, comma 565). Entro questo tetto, che resta un vincolo di riduzione della spesa, gli enti possono valutare la trasformazione dei posti dei precari in posti a tempo indeterminato. La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008, art. 3, comma 79) ha poi consentito agli enti del SSN, in deroga ai nuovi limiti sui contratti flessibili nella pubblica amministrazione, di usarli per sostituire infermieri assenti o cessati in caso di urgenza. Non risulta un piano straordinario di assunzioni di infermieri.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Testo della legge 296/2006: art. 1, comma 565, tetto alla spesa di personale degli enti del SSN (livello 2004 meno 1,4 per cento) al posto delle misure di contenimento delle assunzioni per il 2007 e il 2008, con possibilità di valutare la stabilizzazione dei precari"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c903","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"ribadire l’istituto dell’esclusività di rapporto di lavoro, anche come requisito necessario per la responsabilità di struttura complessa e di dipartimento","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha proposto di rendere il rapporto di lavoro esclusivo un requisito per la direzione delle strutture complesse: lo prevedeva l'articolo 5 di un suo disegno di legge presentato al Senato il 24 maggio 2007 (S. 1598). Il 19 luglio 2007 la commissione Sanità del Senato ha stralciato quell'articolo in un disegno di legge a parte (S. 1598-ter), il cui esame non è mai iniziato; il resto del testo è diventato la legge 120 del 3 agosto 2007 sull'attività libero-professionale intramuraria. Per tutto il mandato è rimasta in vigore la regola introdotta nel 2004 (articolo 15-quater del decreto legislativo 502/1992, come modificato dalla legge 138/2004), secondo cui la non esclusività «non preclude la direzione di strutture semplici e complesse».","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00275857.pdf","descrizione":"Senato, disegno di legge n. 1598-ter (XV legislatura), risultante dallo stralcio dell'art. 5 del ddl del governo n. 1598 deliberato dalla 12ª Commissione il 19 luglio 2007: direzione di struttura complessa con rapporto esclusivo. Secondo l'elenco dei disegni di legge del governo al Senato per il 2007, il ddl è stato assegnato il 12 settembre 2007 senza che ne iniziasse l'esame; il testo dell'art. 15-quater vigente all'8 maggio 2008 è su Normattiva"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c906","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"per i tempi lunghissimi delle liste di attesa [...] Ci impegniamo a cancellare questa profonda iniquità e inefficienza","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge 3 agosto 2007, n. 120 ha disciplinato l'attività libero-professionale intramuraria dei medici, che il programma voleva riaffermare. L'articolo 1, comma 4, impone alle aziende sanitarie il monitoraggio dei tempi di attesa, meccanismi per ridurli, l'erogazione entro 72 ore delle prestazioni urgenti differibili e il progressivo allineamento dei tempi del servizio pubblico a quelli dell'intramoenia, perché il ricorso a quest'ultima sia una scelta del cittadino e non la conseguenza di carenze organizzative. Le regioni avevano però diciotto mesi dal 31 luglio 2007 per gli interventi necessari, un termine che scadeva dopo la fine del governo, e non risultano dati che mostrino entro l'8 maggio 2008 la scomparsa delle attese che costringono a pagare le prestazioni. Il programma prometteva di «cancellare» questa iniquità: è stata adottata la legge, non raggiunto il risultato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07120l.htm","descrizione":"Testo originario della legge 120/2007, art. 1, comma 4, lettere d) e g): monitoraggio e riduzione dei tempi di attesa, 72 ore per le urgenze differibili, allineamento dei tempi dell'attività istituzionale a quelli dell'intramoenia; comma 2: diciotto mesi dal 31 luglio 2007 per gli interventi regionali"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c908","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Come primo atto di governo l’Unione propone di indire gli Stati generali della sanità e del sociale","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risulta che il governo Prodi abbia convocato gli Stati generali della sanità e del sociale, né come primo atto né in seguito. Nella relazione sulle linee programmatiche presentata alla Camera il 5 luglio 2006 la ministra della Salute indicava «stati generali degli operatori e delle operatrici della salute», che non risultano convocati. Il principale atto del governo in materia nel 2006 è il patto nazionale per la salute con le regioni, condiviso dalla Conferenza delle regioni il 28 settembre 2006 e richiamato dalla legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1, commi 565 e 796). È un accordo sul finanziamento e sull'organizzazione del servizio sanitario, non una consultazione di operatori e amministratori.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"L. 296/2006 (finanziaria 2007), art. 1, commi 565 e 796: misure sanitarie «in attuazione del protocollo d'intesa» tra governo e regioni «per un patto nazionale per la salute», condiviso dalla Conferenza delle regioni il 28 settembre 2006"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c914","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"colmare il ritardo dell'Italia rispetto ai principali Paesi europei in materia di riconoscimento giuridico delle medicine non convenzionali","tema":"sanità","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 190"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (l. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 355) ha istituito presso il Ministero della salute un registro dei dottori in chiropratica, riservato ai laureati in chiropratica, che esercitano la professione «come professionista sanitario di grado primario». La chiropratica è una delle nove medicine e pratiche non convenzionali indicate nel 2002 dalla Federazione degli ordini dei medici. Il regolamento di attuazione, da emanare entro sei mesi, non risulta adottato entro l'8 maggio 2008. Per le altre medicine non convenzionali (tra cui omeopatia, agopuntura e fitoterapia) non risultano atti del governo né leggi approvate nel mandato: tra i disegni di legge del governo non ce n'è alcuno in materia, e le proposte di iniziativa parlamentare presentate alla Camera nel 2006, per esempio la A.C. 874 (Lucchese, 23 maggio 2006) e la A.C. 996 (Stucchi, 7 giugno 2006), furono assegnate alla commissione Affari sociali senza essere esaminate. Il riconoscimento è quindi limitato a una sola disciplina e non è stato attuato nel mandato.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 244/2007, testo originario sul sito del Parlamento, art. 2, comma 355: registro dei dottori in chiropratica presso il Ministero della salute e riconoscimento del chiropratico come professionista sanitario di grado primario, con regolamento di attuazione da emanare entro sei mesi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c915","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Tra i nostri obiettivi vi è innanzitutto una riforma del Codice Civile con riguardo alla disciplina degli enti collettivi","tema":"giustizia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 191"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano riformato la disciplina degli enti collettivi nel Codice civile (associazioni, fondazioni e comitati, titolo II del libro primo). Nella XV legislatura fu istituita una commissione presieduta dal viceministro dell'Economia Roberto Pinza, che elaborò indicazioni per la riforma. La proposta di legge che ne è derivata è stata presentata solo nella legislatura successiva (atto Camera n. 3683) e poi di nuovo nel 2013. Nel mandato del governo Prodi restano quindi solo lavori preparatori.","prova":{"url":"https://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0003970","descrizione":"Relazione illustrativa della proposta di legge presentata alla Camera il 15 marzo 2013 sulla riforma della disciplina di associazioni e fondazioni: ricorda la commissione presieduta da Roberto Pinza nella XV legislatura e che la proposta era già stata presentata nella XVI (A.C. 3683)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c919","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"destinando l’8 per mille della parte statale a sostegno delle attività del terzo settore","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La quota statale dell'8 per mille non è stata destinata al terzo settore: le sue finalità sono rimaste quelle previste dalla legge 222/1985. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1233) ha riscritto il taglio all'autorizzazione di spesa per quella quota, fissato dalla legge 350/2003 in 80 milioni di euro l'anno dal 2004, portandolo a 35 milioni per il 2007 e a 80 milioni per il 2008 e il 2009; la legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 3, comma 3) ha aumentato la stessa autorizzazione di 60 milioni per il 2008. Nessuna di queste norme cambia la destinazione dei fondi. Per il terzo settore il governo ha usato un altro strumento: il 5 per mille dell'Irpef scelto dal contribuente, introdotto per il 2006 dal governo precedente e confermato per il 2007 (legge 296/2006, commi 1234-1237, con un limite di spesa di 250 milioni portato a 400 milioni dalla legge 244/2007) e per il 2008 (legge 244/2007, art. 3, commi 5-8).","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, art. 1, commi 1233-1237: nuova misura del taglio all'autorizzazione di spesa per la quota statale dell'8 per mille (35 milioni nel 2007, 80 nel 2008 e nel 2009, al posto degli 80 milioni annui della legge 350/2003) e 5 per mille 2007 a scelta del contribuente per non profit, ricerca e sanità"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c920","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"con forme di deducibilità delle spese per i servizi di cura, per l’educazione e la formazione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 319) ha introdotto nuove detrazioni Irpef del 19 per cento per spese delle famiglie: fino a 2.100 euro per gli addetti all'assistenza personale in caso di non autosufficienza (con reddito fino a 40.000 euro), fino a 210 euro per l'iscrizione a sport dei ragazzi tra 5 e 18 anni e fino a 2.633 euro per gli affitti degli studenti universitari fuori sede. Si tratta di detrazioni dall'imposta e non di deduzioni dal reddito, e coprono la cura e in minima parte l'istruzione, non la formazione in generale.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 319 (nuove lettere i-quinquies, i-sexies, i-septies dell'articolo 15, comma 1, del TUIR)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c923","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"intendiamo lanciare per gli anni a venire la proposta di un nuovo servizio civile nazionale, attraverso il quale tutti i ragazzi e le ragazze","tema":"welfare","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 193"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano varato un nuovo servizio civile nazionale aperto a tutti i giovani e agli stranieri residenti. Nella legislatura il governo non presentò alcun disegno di legge sul servizio civile: furono presentate solo proposte di iniziativa parlamentare, tra cui S. 391 del senatore Costa (modifiche alla legge 64/2001), che non iniziarono l'esame. Il servizio civile rimase disciplinato dalla legge 64 del 2001.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/ElencoDDLPerIniziativa_1__.html","descrizione":"Elenco dei progetti di legge della XV legislatura sul sito del Parlamento: le proposte sul servizio civile sono tutte di iniziativa parlamentare (per esempio S. 391 'assegnato, non ancora iniziato l'esame'); nessun progetto del governo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c925","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Fare chiarezza sul reale stato della finanza pubblica [...] sarà il primo atto del governo dell’Unione. Verrà per questo effettuata una due diligence","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 198"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, approvato dal Consiglio dei ministri il 7 luglio 2006, riferisce che all'atto dell'insediamento del governo è stata effettuata una ricognizione sulla situazione dei conti pubblici del 2006, indicata con il termine «due diligence». L'aggiornamento delle stime ha portato il rapporto tra deficit e PIL tendenziale al 4,1 per cento e ha messo in evidenza rischi sull'efficacia della manovra per il 2006, stimati al massimo nello 0,3 per cento del PIL come effetto netto di maggiori spese per 5,8 miliardi (sanità, patto di stabilità interno, personale e altre spese obbligatorie) e maggiori entrate per 2,5 miliardi. Sulla base di questi risultati il governo ha emanato una direttiva sul controllo della spesa e ha adottato il decreto-legge di correzione dei conti di luglio 2006.","prova":{"url":"https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/DPEF-2007-2011.pdf","descrizione":"Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011 (MEF, approvato dal Consiglio dei ministri il 7 luglio 2006), paragrafo sulla situazione dei conti pubblici: ricognizione («due diligence») effettuata all'insediamento, deficit rivisto al 4,1 per cento del PIL, rischi per 0,3 punti di PIL come saldo di maggiori spese per 5,8 miliardi e maggiori entrate per 2,5 miliardi"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c926","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il Governo, d’intesa con l’Unione Europea, confermerà l’obiettivo del graduale rientro del deficit entro i parametri del Patto","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 199"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di confermare il graduale rientro del deficit entro i parametri del Patto di stabilità, cioè il 3% del Pil. Secondo la notifica Istat dell'ottobre 2008, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, al 4,3% del Pil nel 2005, è sceso al 3,4% nel 2006 e all'1,6% nel 2007. Nel primo anno intero del mandato il deficit è quindi tornato sotto la soglia del 3%.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2011/10/testointegrale20081022.pdf","descrizione":"Istat, Notifica dell'indebitamento netto e del debito delle amministrazioni pubbliche (22 ottobre 2008), prospetto 1: indebitamento netto pari al 4,3% del Pil nel 2005, al 3,4% nel 2006 e all'1,6% nel 2007"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c927","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"riprenderà il processo di riduzione del debito da realizzare innanzi tutto attraverso la ricostituzione dell’avanzo primario","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 199"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva di riprendere la riduzione del debito ricostituendo prima di tutto l'avanzo primario. Secondo la notifica Istat dell'ottobre 2008, l'avanzo primario delle amministrazioni pubbliche, sceso allo 0,3% del Pil nel 2005, è risalito all'1,3% nel 2006 e al 3,4% nel 2007. Il debito pubblico, salito al 105,9% del Pil nel 2005 e al 106,9% nel 2006, è sceso al 104,1% nel 2007. L'indebitamento netto è passato dal 3,4% del Pil del 2006 all'1,6% del 2007. Nel primo anno intero del mandato il debito ha ripreso a scendere e l'avanzo primario è stato ricostituito.","prova":{"url":"https://www.istat.it/it/files//2011/10/testointegrale20081022.pdf","descrizione":"Istat, Notifica dell'indebitamento netto e del debito delle amministrazioni pubbliche (22 ottobre 2008), prospetto 1: avanzo primario 0,3% del Pil nel 2005, 1,3% nel 2006 e 3,4% nel 2007; debito 105,9%, 106,9% e 104,1%; indebitamento netto 4,3%, 3,4% e 1,6%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c930","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"le previsioni macroeconomiche su cui impostare le politiche di finanza pubblica saranno oggetto annualmente della procedura di “consenso condiviso”","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 199"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il programma prometteva che ogni anno le previsioni macroeconomiche della finanza pubblica sarebbero state oggetto di una procedura di «consenso condiviso» con i principali istituti indipendenti. Non risultano atti del governo che abbiano istituito questa procedura: il Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, quello 2008-2011 e la Nota di aggiornamento del settembre 2007 non la descrivono e non indicano istituti coinvolti. Il 4 ottobre 2007, in Senato, il sottosegretario all'economia Sartor ha detto che le previsioni «rappresentano un atto di consenso che coinvolge i principali istituti di analisi pubblici e privati», ma non sono pubblici atti, regole o risultati di una procedura formale.","prova":{"url":"https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/DPEF-2008-2011.pdf","descrizione":"MEF, Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011: il quadro macroeconomico non fa riferimento a procedure di consenso con istituti indipendenti (lo stesso vale per il DPEF 2007-2011 e per la Nota di aggiornamento, Camera Doc. LVII n. 2-bis/A). La dichiarazione del sottosegretario Sartor è nel resoconto stenografico del Senato, seduta n. 229 del 4 ottobre 2007 (parlamento.it/show-doc?id=280212&leg=15&part=doc_dc&tipodoc=Resaula)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c931","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la Ragioneria generale dello Stato dovrà enunciare i criteri di costruzione del bilancio a legislazione vigente","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti con cui la Ragioneria generale dello Stato abbia enunciato i criteri di costruzione del bilancio a legislazione vigente. Il documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, presentato dal governo nel giugno 2007, nel paragrafo «Legislazione vigente e altre spese» ha spiegato in sintesi la convenzione del quadro tendenziale a legislazione vigente, che esclude gli effetti delle leggi in scadenza e gli impegni non ancora tradotti in legge, e ha classificato le spese non incluse; non ha però esposto i criteri con cui sono costruite le previsioni, ed è un documento del governo, non della Ragioneria. L'obbligo di illustrare analiticamente in una nota metodologica i criteri di formulazione delle previsioni tendenziali è stato introdotto solo dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196 (art. 10, comma 4), dopo la fine del governo.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/_dati/leg15/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/057/002/INTERO.pdf","descrizione":"Camera dei deputati, Doc. LVII, n. 2: documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011 presentato dal Presidente del Consiglio e dal ministro dell'Economia (trasmesso il 29 giugno 2007), paragrafo III.3 «Legislazione vigente e altre spese»: illustrazione sintetica della convenzione del tendenziale, senza criteri di costruzione delle previsioni"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c932","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’ISTAT sarà riformato per renderlo autonomo rispetto al Governo e garantirne l’indipendenza","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano riformato l'ISTAT per renderlo autonomo dal governo. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella XV legislatura non ce n'è uno sull'Istituto nazionale di statistica. Il testo del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, pubblicato dall'ISTAT, prevede ancora che l'Istituto sia sottoposto alla vigilanza del Presidente del Consiglio dei ministri (art. 14, comma 4).","prova":{"url":"https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/01/dlgs3221.pdf","descrizione":"Testo aggiornato del decreto legislativo 322/1989 pubblicato dall'ISTAT: l'art. 14, comma 4, dice che l'ISTAT è sottoposto alla vigilanza del Presidente del Consiglio dei ministri; le note elencano le modifiche successive"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c933","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"La Commissione di garanzia sull’informazione statistica dovrà rispondere al Parlamento (e non più al Governo)","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano posto la Commissione per la garanzia dell'informazione statistica alle dipendenze del Parlamento. Nel mandato l'art. 12 del decreto legislativo 322/1989 continuava a istituirla presso la Presidenza del Consiglio: i membri erano nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, e se i chiarimenti dell'Istat non erano ritenuti soddisfacenti la Commissione riferiva al Presidente del Consiglio. Il governo è intervenuto sull'articolo con il regolamento di riordino degli organismi della Presidenza del Consiglio (d.P.R. 14 maggio 2007, n. 84), che ne ha abrogato la norma sulla durata del mandato dei membri senza cambiare la collocazione dell'organo. Nell'elenco dei disegni di legge governativi della XV legislatura non compare un testo su questo punto. Al Parlamento la Commissione resta collegata solo perché il suo rapporto annuale è allegato alla relazione sull'attività dell'Istat.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1989-09-06;322~art12!vig=2008-05-01","descrizione":"Normattiva, art. 12 del decreto legislativo 322/1989 nella versione vigente dal 19 luglio 2007 al 18 dicembre 2012: Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio, membri nominati su proposta del Presidente del Consiglio, comma 5 abrogato dal d.P.R. 14 maggio 2007, n. 84"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c935","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"In sede europea l’Italia avanzerà la proposta che nel board dell’ISTAT e dei corrispondenti organismi nazionali degli altri Paesi membri sieda un rappresentante di Eurostat","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano avanzato in sede europea la proposta di far sedere un rappresentante di Eurostat negli organi dell'ISTAT e degli altri istituti statistici nazionali. Nel periodo il consiglio dell'ISTAT ha mantenuto la composizione fissata dall'articolo 18 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322: il presidente, tre membri designati dal comitato di indirizzo, cinque membri nominati dal Presidente del Consiglio e il presidente della Commissione per la garanzia dell'informazione statistica. Nessuna norma del mandato ha previsto la presenza di Eurostat.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1989-09-06;322~art18!vig=2008-05-08","descrizione":"Decreto legislativo 322/1989, art. 18, nel testo vigente all'8 maggio 2008 (Normattiva): composizione del consiglio dell'ISTAT, senza rappresentanti di Eurostat"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c936","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"i dati di gestione del bilancio e i dati di tesoreria saranno accessibili da parte dei Servizi bilancio di Camera e Senato","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano reso accessibili ai Servizi bilancio della Camera e del Senato i dati di gestione del bilancio e i dati di tesoreria. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contengono norme su questo accesso. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato non ce ne sono sulla contabilità pubblica o sui dati di finanza pubblica a disposizione del Parlamento.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/15/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa/2007/ElencoDDLPerGoverno_68__C.html","descrizione":"Senato, elenco dei disegni di legge presentati dal governo Prodi II alla Camera nel 2007 (con le pagine analoghe per il Senato e per il 2006 e il 2008): nessuna iniziativa sull'accesso dei Servizi bilancio delle Camere ai dati di bilancio e di tesoreria. Leggi finanziarie 2007 e 2008: https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm e https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c939","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Sul lato delle entrate sarà redatto un bilancio che offra un quadro semplice, chiaro e complessivo delle agevolazioni tributarie esistenti","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Durante il governo Prodi II non è stato redatto un bilancio complessivo delle agevolazioni tributarie, con il loro costo e i beneficiari. Il Documento di programmazione economico-finanziaria del luglio 2006 indicava l'esigenza di un inventario delle agevolazioni fiscali, ma né le leggi finanziarie per il 2007 e per il 2008 né il DPEF 2008-2011 e la Relazione previsionale e programmatica per il 2008 lo contengono. Secondo il gruppo di lavoro sull'erosione fiscale del Ministero dell'economia, il primo elenco delle esenzioni e riduzioni di imposta allegato al bilancio dello Stato è quello del 2011, e la precedente ricognizione completa risaliva al 1990.","prova":{"url":"https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/primo-piano/documenti/20111229/Relazione_finale_del_gruppo_di_lavoro_sullxerosione_fiscale.pdf","descrizione":"Ministero dell'economia e delle finanze, Gruppo di lavoro sull'erosione fiscale, Relazione finale del 22 novembre 2011, par. 1: il bilancio dello Stato per il 2011 contiene «per la prima volta» un elenco delle esenzioni e delle riduzioni del prelievo obbligatorio; la precedente ricognizione completa delle spese fiscali risale al 1990"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c940","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Il bilancio dello Stato sarà classificato al fine di rappresentare l’impatto sociale delle politiche fiscali e di spesa evidenziandone anche l’impatto di genere","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il bilancio dello Stato non è stato classificato per impatto sociale né per impatto di genere. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 481-484) ha previsto per il 2008 una sperimentazione del bilancio di genere in quattro ministeri (Salute, Pubblica istruzione, Lavoro e previdenza sociale, Università e ricerca), con 2 milioni di euro per corsi ai dirigenti e una relazione alle Camere entro il 31 marzo 2009. I criteri della sperimentazione dovevano essere fissati con un decreto del ministro per i Diritti e le pari opportunità: non risultano atti che, entro la fine del mandato, l'abbiano avviata o abbiano classificato il bilancio dello Stato nel modo promesso. La norma è un primo passo, non l'attuazione della promessa.","prova":{"url":"https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Selezione_normativa/L-/L24-12-2007-244-Legge-finanziaria-2008.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 481-484: sperimentazione del bilancio di genere in quattro ministeri nel 2008, criteri affidati a un decreto del ministro per i Diritti e le pari opportunità, relazione alle Camere entro il 31 marzo 2009"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c944","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"proponendo tra l’altro l’adozione di un Documento europeo di programmazione pluriennale focalizzato sugli investimenti","tema":"Europa","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Una politica di bilancio per il risanamento, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile\", p. 201"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che propongano in sede europea un Documento di programmazione pluriennale per gli investimenti. Non ne parla il Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, presentato dal governo nel luglio 2006. Non lo ricorda neppure la Relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2007, redatta dal Dipartimento per le politiche comunitarie, che segnala solo che le discussioni sulla riforma del bilancio comunitario si sarebbero avviate nel 2009.","prova":{"url":"https://web.archive.org/web/2024id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Rela/Relazione_annuale_2007.pdf","descrizione":"Relazione annuale 2007 sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea (Presidenza del Consiglio, Dipartimento politiche comunitarie): nessuna proposta italiana di un documento europeo di programmazione degli investimenti; le discussioni sulla riforma del bilancio comunitario sono indicate come in avvio nel 2009. Anche il DPEF 2007-2011 (Camera, Doc. LVII n. 1) non contiene una proposta di questo tipo"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c948","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"porre fine per sempre alla pratica dei condoni di qualsiasi natura","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo Prodi non ha adottato condoni fiscali o edilizi generali, ma la promessa riguardava i condoni «di qualsiasi natura». La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha consentito ai datori di lavoro di regolarizzare i rapporti di lavoro non dichiarati versando due terzi dei contributi dovuti, in 60 rate senza interessi, con l'estinzione dei reati in materia di contributi e delle sanzioni amministrative (art. 1, commi 1192-1201). La stessa legge ha previsto, per chi trasformava le collaborazioni a progetto in rapporti di lavoro dipendente, il versamento di metà dei contributi dovuti, con l'estinzione dei reati in materia di contributi e di imposte sui redditi e il divieto di accertamenti fiscali e contributivi sugli anni precedenti (commi 1202-1208). La legge 296/2006 aveva inoltre abrogato la sanatoria del 2005 sulle affissioni abusive di manifesti politici, ma la legge 244/2007 (art. 2, comma 7) ne ha riaperto il termine fino al 30 settembre 2008, con il pagamento di 100 euro per anno e per provincia.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006, testo ufficiale: art. 1, commi 1192-1201 (regolarizzazione dei rapporti di lavoro con pagamento ridotto dei contributi ed estinzione di reati e sanzioni), commi 1202-1208 (stabilizzazione dei collaboratori con estinzione dei reati e divieto di accertamenti fiscali e contributivi pregressi), commi 176-177 (abrogazione dell'art. 20-bis del d.lgs. 507/1993). Riapertura della sanatoria sulle affissioni: legge 244/2007, art. 2, comma 7 (https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c949","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"restituire strumenti, autonomia e risorse alle Agenzie fiscali","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203"},"esito":"in parte","motivazione":"Il governo Prodi ha rafforzato strumenti e risorse delle Agenzie fiscali; non risultano invece interventi sulla loro autonomia. Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (art. 37, commi 24-26) ha raddoppiato i termini di accertamento per le imposte sui redditi e per l'IVA quando la violazione comporta l'obbligo di denuncia penale per un reato tributario. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 530) ha destinato alle Agenzie fiscali una quota delle risorse per le assunzioni dell'amministrazione economico-finanziaria, con reclutamento anche in deroga ai limiti vigenti. La legge finanziaria per il 2008 (legge 244/2007, art. 1) ha autorizzato assunzioni all'Agenzia delle entrate per 27,8 milioni di euro nel 2008, 60,8 milioni nel 2009 e 110,1 milioni l'anno dal 2010 (comma 345) e ha stabilito che nel triennio 2008-2010 gli stanziamenti per il funzionamento delle Agenzie fiscali non scendano sotto il livello del 2008 (comma 362).","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 1, commi 345 (assunzioni all'Agenzia delle entrate) e 362 (stanziamenti per il funzionamento delle Agenzie fiscali nel triennio 2008-2010). Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 530 (https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm)."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c951","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la riforma degli assegni al nucleo familiare con una correlata revisione dell’IRPEF, ispirata al recupero di una maggiore progressività","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1) ha rivisto insieme l'IRPEF e gli assegni familiari. Il comma 6 ha sostituito le tre aliquote in vigore nel 2006 (23 per cento fino a 26.000 euro, 33 fino a 33.500, 39 oltre) con cinque aliquote per scaglioni: dal 23 per cento fino a 15.000 euro al 41 tra 55.000 e 75.000 e al 43 per cento oltre 75.000. Ha anche trasformato le deduzioni dal reddito in detrazioni d'imposta e ridisegnato quelle per carichi di famiglia. Il comma 11 ha rideterminato dal 1° gennaio 2007 i livelli di reddito e gli importi dell'assegno per il nucleo familiare, rinviando a un decreto la verifica della coerenza con le detrazioni IRPEF.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 6 e 11: nuova struttura dell'IRPEF per scaglioni e nuovi livelli e importi degli assegni per il nucleo familiare. Aliquote in vigore nel 2006 (TUIR, art. 13, Normattiva): https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:1986-12-22;917~art13!vig=2006-06-01"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c955","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la uniformità del sistema di tassazione delle rendite finanziarie a un livello intermedio tra l’attuale tassazione degli interessi sui depositi bancari","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Il governo ha presentato la proposta di aliquota unica al 20 per cento sulle rendite finanziarie (disegno di legge delega A.C. 1762, presentato il 4 ottobre 2006), cioè a un livello intermedio tra il 12,5 per cento sui titoli e il 27 per cento sugli interessi dei depositi. In Assemblea della Camera il disegno di legge si è fermato alla discussione sulle linee generali (29 giugno 2007) e non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Le aliquote del 12,5 e del 27 per cento sono rimaste in vigore per tutto il mandato.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?PDL=1762","descrizione":"Camera dei deputati, XV legislatura, scheda dei lavori preparatori dell'A.C. 1762: iniziativa governativa, presentato il 4 ottobre 2006, stato dell'iter «esame in Assemblea», in Aula solo la discussione sulle linee generali del 29 giugno 2007. Aliquote vigenti e uniformazione al 20%: dossier https://documenti.camera.it/Leg15/Dossier/Testi/NV1762.htm"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c956","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"la riforma del catasto in modo da rendere coerenti i valori e le rendite con i valori di mercato dei cespiti immobiliari","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non è stata adottata una riforma del catasto che allinei rendite e valori di mercato. Il decreto-legge 262/2006, convertito dalla legge 286/2006, ha introdotto misure mirate (art. 2): l'emersione dei fabbricati non più rurali o non dichiarati (commi 36-38), la revisione delle rendite degli immobili commerciali inclusi nelle categorie E (commi 40-44), una rivalutazione del 40 per cento del moltiplicatore delle rendite del gruppo B ai fini dell'imposta di registro (comma 45) e un fondo per trasferire ai comuni le funzioni catastali (comma 66). La legge 296/2006 (art. 1, comma 339) ha modificato alcune di queste norme. La legge 244/2007 (art. 1, comma 206) cita la «riforma del catasto» solo tra le attività di formazione e di studio finanziabili. Nessuno di questi atti ha cambiato i criteri generali con cui si determinano le rendite catastali.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-10-03;262~art2!vig=2007-01-01","descrizione":"Articolo 2 del decreto-legge 262/2006 come convertito dalla legge 286/2006: misure catastali mirate (commi 36-45 e 66), senza una revisione generale delle rendite. Per il comma 206 della legge 244/2007 e il comma 339 della legge 296/2006, i testi delle due finanziarie sul sito della Ragioneria generale dello Stato."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c957","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"il ripristino della tassa di successione per i grandi patrimoni","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 novembre 2006, n. 286, di conversione del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, ha inserito nell'articolo 2 i commi 47 e seguenti, che reintroducono l'imposta sulle successioni e donazioni abolita nel 2001, per le successioni aperte dal 3 ottobre 2006. Per coniuge e parenti in linea retta l'aliquota è del 4% sul valore che supera 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario, quindi in famiglia l'imposta riguarda solo le quote più alte. Per fratelli e sorelle l'aliquota è del 6% oltre 100.000 euro (franchigia aggiunta dalla legge finanziaria per il 2007); per gli altri parenti è del 6% e per gli altri beneficiari dell'8%, senza franchigia.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-10-03;262","descrizione":"Normattiva, d.l. 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, commi 47-53 (inseriti dalla legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286): imposta sulle successioni e donazioni, aliquote 4% oltre 1.000.000 per beneficiario per coniuge e parenti in linea retta, 6% e 8% per gli altri; decorrenza per le successioni aperte dal 3 ottobre 2006. Conferma: Agenzia delle Entrate, circolare 3/E del 22 gennaio 2008 (https://www.fiscoetasse.com/index.php/files/334/circ-3-22012008.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c958","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Ridurre il costo del lavoro e fiscalizzare gli oneri sociali","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204"},"esito":"in parte","motivazione":"La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 266) ha ridotto il costo del lavoro per le imprese con deduzioni dalla base imponibile Irap: i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti a tempo indeterminato e 5.000 euro l'anno per ciascuno di essi, fino a 10.000 nelle regioni del Sud. Le aliquote contributive non sono però scese: dal 1° gennaio 2007 quella a carico dei lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria è salita di 0,3 punti (comma 769). La legge 24 dicembre 2007, n. 247 ha poi previsto per il triennio 2008-2010 uno sgravio contributivo sperimentale sui premi di produttività della contrattazione di secondo livello (art. 1, comma 67). Non è stata adottata la fiscalizzazione selettiva degli oneri sociali per i lavoratori a più bassa retribuzione indicata nel programma. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul cuneo fiscale.","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 266 (deduzioni Irap: contributi previdenziali e assistenziali e 5.000 euro per dipendente a tempo indeterminato, fino a 10.000 nel Mezzogiorno) e comma 769 (aliquota contributiva +0,3 per cento a carico del lavoratore), testo sul sito della Camera"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c962","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"procedere, per quanto possibile, nella direzione di ridurre le aliquote legali e ampliare la base imponibile, in modo da consentire, a parità di gettito","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 1, comma 33, lett. e), ha ridotto l'aliquota IRES dal 33% al 27,5%, con effetto dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 (comma 34). Nello stesso comma ha allargato la base imponibile, tra l'altro con il nuovo art. 96 del testo unico delle imposte sui redditi: l'eccedenza degli interessi passivi sugli attivi è deducibile solo entro il 30% del risultato operativo lordo. Il comma 50 ha ridotto anche l'aliquota IRAP dal 4,25% al 3,9%, con una nuova disciplina della base imponibile. La riduzione delle aliquote è quindi accompagnata da un ampliamento della base, come promesso.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244~art1","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 33-34 e 50 (Normattiva): aliquota IRES dal 33% al 27,5%, nuovo art. 96 TUIR sulla deducibilità degli interessi passivi, aliquota IRAP dal 4,25% al 3,9%"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c965","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"per le piccole imprese prevedere un meccanismo di imposizione forfetario sia ai fini IVA che per le imposte sui redditi","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 1, commi 96-117, ha introdotto dal 1° gennaio 2008 il regime dei contribuenti minimi per le persone fisiche che esercitano un'impresa, un'arte o una professione con ricavi o compensi fino a 30.000 euro l'anno, senza dipendenti né collaboratori e con acquisti di beni strumentali non superiori a 15.000 euro nel triennio. Chi vi rientra non addebita né detrae l'IVA ed è esonerato dai relativi obblighi, non paga l'IRAP e versa un'imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito calcolato come differenza tra ricavi e spese, senza obbligo di tenere le scritture contabili. Il regime semplificato riguarda quindi sia l'IVA sia le imposte sui redditi, ma solo i contribuenti individuali più piccoli.","prova":{"url":"https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244","descrizione":"Normattiva, legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 96-117: requisiti dei contribuenti minimi (comma 96), esclusione di rivalsa e detrazione IVA (comma 100), esenzione IRAP e determinazione del reddito (comma 104), imposta sostitutiva del 20% (comma 105), esonero dagli obblighi contabili e IVA (comma 109)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c966","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"per il mezzogiorno promuovere in sede europea la introduzione di una fiscalità di vantaggio limitata ai nuovi investimenti e alla nuova occupazione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205"},"esito":"in parte","motivazione":"Nel mandato il governo Prodi ha introdotto due crediti d'imposta automatici per il Mezzogiorno, limitati ai nuovi investimenti e alla nuova occupazione. Il primo, per i nuovi investimenti nelle aree svantaggiate (legge 296/2006, art. 1, commi 271-279), fu notificato alla Commissione europea il 17 gennaio 2007 e approvato come aiuto di Stato a finalità regionale il 25 gennaio 2008. Il secondo, per l'aumento dei lavoratori a tempo indeterminato nel 2008 in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise (legge 244/2007, art. 2, commi 539-548), fu ricondotto dal decreto-legge 248/2007 alle regole europee di esenzione per gli aiuti all'occupazione e attuato con il decreto del ministro dell'Economia del 12 marzo 2008. Sono però aiuti concessi entro le regole europee esistenti, non un regime di fiscalità di vantaggio per le regioni in ritardo ottenuto in sede europea, come proponeva il programma: non risultano iniziative del governo presso le istituzioni europee per introdurlo.","prova":{"url":"https://ec.europa.eu/competition/state_aid/cases/218434/218434_815919_52_2.pdf","descrizione":"Lettera della Commissione europea del 25 gennaio 2008 (C(2008)380) sull'aiuto di Stato N 39/2007: credito d'imposta per nuovi investimenti nelle aree svantaggiate, notificato dall'Italia il 17 gennaio 2007 sulla base dell'art. 1, commi 271-279, della legge 296/2006, e dichiarato compatibile con il mercato comune. Per il credito d'imposta sull'occupazione (legge 244/2007, art. 2, commi 539-548, modificati dall'art. 37-bis del d.l. 248/2007, e decreto ministeriale del 12 marzo 2008): Agenzia delle Entrate, circolare 48/E del 10 luglio 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c967","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"introdurre forme di fiscalità “premiale” per il rafforzamento patrimoniale delle imprese, riducendo la tassazione complessiva del capitale di rischio","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 1) ha ridotto l'aliquota IRES dal 33 al 27,5 per cento (comma 33), ma il comma 38 ha disposto di rideterminare le quote imponibili di dividendi e plusvalenze per garantire l'«invarianza del livello di tassazione» dopo il taglio, e la riduzione dell'aliquota è stata accompagnata da un allargamento della base imponibile. I commi 40-42 hanno previsto dal 2008 una forma premiale per imprese individuali e società di persone: la tassazione separata al 27,5 per cento dei redditi non prelevati né distribuiti. Il regime rinviava però a un decreto del ministro dell'Economia per le disposizioni attuative (comma 42), che non risulta adottato: la relazione di una proposta di legge presentata alla Camera nella XVII legislatura ricorda che la misura, per assenza dei decreti attuativi, è rimasta «lettera morta». La forma premiale non è quindi mai stata applicata e la tassazione complessiva del capitale di rischio non è stata ridotta.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/07244l.pdf","descrizione":"Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 1: comma 33 (aliquota IRES al 27,5 per cento), comma 38 (invarianza della tassazione di dividendi e plusvalenze), commi 40-41 (tassazione separata al 27,5 per cento dei redditi d'impresa non prelevati) e comma 42 (rinvio a un decreto ministeriale attuativo). Sulla mancata attuazione: relazione della proposta di legge A.C. 4250, XVII legislatura (https://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0004250.pdf)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c970","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"occorrerà superare la logica del blocco indiscriminato delle assunzioni per passare a un criterio di programmazione delle assunzioni","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205"},"esito":"in parte","motivazione":"Il blocco delle assunzioni non è stato sostituito da un criterio generale di programmazione, ma le leggi finanziarie del governo hanno introdotto assunzioni programmate in settori specifici. La legge 296/2006 (finanziaria 2007) ha autorizzato reclutamenti in deroga per i Corpi di polizia (fino a 2.000 unità), i vigili del fuoco (600), Carabinieri, Guardia di finanza e magistratura (art. 1, commi 513-518), la stabilizzazione dei precari (comma 519) e un piano triennale 2007-2009 per l'assunzione di 150.000 docenti e 20.000 addetti amministrativi, tecnici e ausiliari (comma 605). La legge 244/2007 (finanziaria 2008) ha esteso le stabilizzazioni e chiesto alle amministrazioni piani di stabilizzazione nella programmazione triennale dei fabbisogni 2008-2010 (art. 3, commi 90-94). Le stesse leggi hanno però mantenuto tetti legati alle cessazioni: per il 2008 e il 2009 le amministrazioni statali potevano assumere a tempo indeterminato entro il 20% della spesa delle cessazioni dell'anno precedente (legge 296/2006, comma 523), limite portato al 60% per il 2010 (legge 244/2007, art. 3, comma 102).","prova":{"url":"https://leg15.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1: commi 513-519 (assunzioni in deroga e stabilizzazioni), comma 523 (limite del 20% delle cessazioni per il 2008-2009) e comma 605, lettera c) (piano triennale di assunzioni nella scuola). Per la legge 244/2007, art. 3, commi 90-94 e 102: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-12-24;244"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c972","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Le retribuzioni del settore dovranno essere strutturate in modo da premiare la produttività introducendo idonei sistemi di valutazione","tema":"lavoro","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206"},"esito":"in parte","motivazione":"Il contratto collettivo nazionale del comparto Ministeri per il 2006-2009, firmato il 14 settembre 2007, collega i compensi per la produttività alla valutazione: l'articolo 22 disciplina la valutazione dell'apporto individuale e l'articolo 23 lega l'incentivo a obiettivi concordati in anticipo, vietando di attribuirlo «sulla base di automatismi». In via sperimentale il contratto destina il 30% delle somme variabili del fondo unico di amministrazione alla soddisfazione dell'utenza e il 20% al merito e all'impegno individuale. Si tratta però di un solo comparto del pubblico impiego e di criteri sperimentali applicati alla sola parte variabile del fondo: la promessa di strutturare le retribuzioni del settore pubblico per premiare la produttività è attuata solo in parte.","prova":{"url":"https://www.esteri.it/mae/normative/CCNLministeri_14set07_testo.pdf","descrizione":"CCNL comparto Ministeri 2006-2009, firmato il 14 settembre 2007 presso l'Aran, artt. 22 e 23: valutazione dell'apporto individuale, divieto di automatismi, quote sperimentali delle somme variabili del fondo legate all'utenza (30%) e al merito (20%)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c975","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"l’Unione favorirà il Commercio Equo e Solidale con campagne di informazione [...] anche attraverso politiche di defiscalizzazione","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto agevolazioni fiscali per i prodotti del commercio equo e solidale: le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contengono disposizioni sul tema. In seguito un testo unificato sul commercio equo, approvato dalla Camera nel marzo 2016, non fu approvato dal Senato. La legge di bilancio per il 2018 ha istituito un fondo per favorire l'acquisto di questi prodotti da parte delle amministrazioni pubbliche.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/50137.pdf","descrizione":"Dossier del Senato sul disegno di legge S. 622 (XVIII legislatura): ricorda che il testo sul commercio equo approvato dalla Camera nel marzo 2016 non fu approvato in via definitiva e che la legge di bilancio per il 2018 (art. 1, commi 1089-1090) ha istituito un fondo per gli acquisti pubblici di questi prodotti. L'assenza di misure nel 2006-2008 risulta dal testo delle leggi finanziarie per il 2007 e il 2008"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c978","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"Intendiamo dare al sistema territoriale la prospettiva pluriennale dei vincoli di bilancio","tema":"economia","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 207"},"esito":"mantenuta","motivazione":"La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha dato ai vincoli del patto di stabilità interno un orizzonte pluriennale: per le regioni le regole valgono per il triennio 2007-2009 (commi 655-672), con limiti di spesa fissati anno per anno, e per province e comuni l'obiettivo di saldo è fissato per ciascun anno del periodo, con coefficienti diversi per il 2007, il 2008 e il 2009 (commi 676-695). La finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 1, comma 379) ha esteso la disciplina degli enti locali al 2010. Regioni ed enti locali hanno quindi avuto vincoli noti per più anni.","prova":{"url":"https://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm","descrizione":"Legge 296/2006 (finanziaria 2007), testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale: art. 1, commi 655-695, patto di stabilità interno per regioni (triennio 2007-2009) ed enti locali con obiettivi per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009; la legge 244/2007, art. 1, comma 379, estende la disciplina degli enti locali al 2010"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c980","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"siano immediatamente ripristinati i margini di autonomia tributaria già previsti dall’ordinamento","tema":"fisco","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 207"},"esito":"mantenuta","motivazione":"Il blocco degli aumenti delle addizionali comunali all'IRPEF, introdotto nel 2002 e prorogato fino al 31 dicembre 2006, non è stato rinnovato dalla finanziaria 2007 (legge 296/2006, in vigore dal 1° gennaio 2007). Il comma 142 ha permesso ai comuni di variare l'aliquota dell'addizionale comunale fino a 0,8 punti percentuali, e il comma 144 ha tolto il limite che riservava la facoltà di aumento, per il 2007, ai soli comuni che non l'avevano mai usata. Il comma 145 ha introdotto l'imposta di scopo comunale. Per le Regioni la sospensione degli aumenti dell'addizionale IRPEF e della maggiorazione IRAP era stata confermata solo fino al 31 dicembre 2005, quindi quei margini erano già tornati disponibili prima dell'insediamento del governo. Un nuovo blocco per Regioni ed enti locali è arrivato solo con un decreto-legge del maggio 2008, dopo la fine del mandato.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/ID0007s1.htm","descrizione":"Camera dei deputati, dossier sulla legge finanziaria 2007: ricostruisce il blocco delle addizionali comunali (L. 289/2002 art. 3, prorogato da L. 311/2004 art. 1 c. 51 fino al 31/12/2006) e illustra i commi 142-144 che ampliano la facoltà dei comuni; per le Regioni, Normattiva, L. 289/2002 art. 3, nota di aggiornamento sulla L. 311/2004 art. 1 c. 61 (sospensione confermata fino al 31/12/2005)"},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"},{"id":"unione-2006-c988","programmaId":"unione-2006","governiValutati":["prodi-ii"],"testo":"posticipare la presentazione del DPEF [...] asciugare il contenuto della finanziaria escludendo l’inserimento di norme ordinamentali, reintrodurre i provvedimenti collegati","tema":"istituzioni","fonte":{"tipo":"programma elettorale","url":"https://web.archive.org/web/20241218145108id_/https://www.astrid-online.it/static/upload/protected/Prog/Programma-Unione-bozza-finale-19_01_.pdf","data":"2006-02-10","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 209"},"esito":"non mantenuta","motivazione":"Non risultano atti del governo che abbiano posticipato la presentazione del Documento di programmazione economico-finanziaria o modificato i tempi e i contenuti della sessione di bilancio: la legge di contabilità (legge 5 agosto 1978, n. 468) è stata riformata solo nel 2009. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) è composta di un solo articolo di 1.364 commi e contiene norme ordinamentali, come quelle sulla stabilizzazione del personale precario delle amministrazioni (commi 519 e 558). I provvedimenti collegati erano già previsti dall'articolo 1-bis della legge 468/1978. La Nota di aggiornamento al DPEF 2007-2011, nell'autunno 2006, ne ha indicati cinque da presentare alle Camere entro il 15 novembre 2006, ma entro quella data è stata presentata solo la delega sul riordino dei tributi statali (A.C. 1762). Le liberalizzazioni (A.C. 2272), la revisione del testo unico degli enti locali (A.S. 1464) e il federalismo fiscale (A.C. 3100) sono stati presentati tra il febbraio e il settembre 2007.","prova":{"url":"https://documenti.camera.it/Leg15/Dossier/Testi/DV0003.htm","descrizione":"Dossier del Servizio Bilancio della Camera sulla Nota di aggiornamento al DPEF 2007-2011 (2 ottobre 2006): elenco dei disegni di legge dichiarati collegati, da presentare entro il 15 novembre ai sensi dell'art. 1-bis della legge 468/1978. Per le date di presentazione: elenco del Senato dei disegni di legge del governo Prodi II."},"stato":"verificata","preparataDa":"Claude (ricerca)","verificataDa":"Redazione NFN","verificataIl":"2026-10-21"}],"riepiloghi":[{"programmaId":"ulivo-1996","totale":641,"verificabili":250,"completo":true,"conteggio":{"totale":250,"mantenuta":82,"in parte":79,"non mantenuta":88,"in corso":0,"non valutabile":1},"percentualeMantenute":33,"generiche":[{"id":"ulivo-1996-c001","citazione":"Da ciò discende oggi l'opportunità di modifiche costituzionali, da realizzare nel pieno rispetto del procedimento prescritto dalla Costituzione","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le singole riforme sono contate nei punti specifici)."},{"id":"ulivo-1996-c002","citazione":"Dai partiti del passato [...] si deve passare, anche attraverso nuove regole, a partiti programmatici","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c003","citazione":"appare opportuna nel nostro Paese l'adozione di una forma di governo centrata sulla figura del Primo Ministro investito in seguito al voto di fiducia parlamentare","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Formulato come ipotesi («appare opportuna nel nostro Paese l'adozione di una forma di governo centrata sulla figura del Primo Ministro»), non come impegno."},{"id":"ulivo-1996-c004","citazione":"è da prevedere, sulla scheda elettorale, l'indicazione [...] del partito o della coalizione alla quale questi aderisce e del candidato premier da essi designato","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Misura al servizio della forma di governo del Primo ministro («a tal fine»), che il programma presenta solo come ipotesi («appare opportuna»)."},{"id":"ulivo-1996-c005","citazione":"un cambiamento di maggioranza di Governo richieda di norma e comunque in tempi brevi lo scioglimento della Camera politica e il ricorso a nuove elezioni","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Nessun atto del governo (una convenzione costituzionale è una prassi tra forze politiche e Camere), formulato come ipotesi («appare opportuno dare vita»)."},{"id":"ulivo-1996-c006","citazione":"resta possibile la sostituzione del Premier all'interno della medesima maggioranza col metodo della sfiducia costruttiva","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Criterio della riforma della forma di governo, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c007","citazione":"appare preferibile l'adozione del collegio uninominale maggioritario a doppio turno di tipo francese","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Formulato come ipotesi («appare preferibile l'adozione del collegio uninominale maggioritario a doppio turno»), non come impegno."},{"id":"ulivo-1996-c008","citazione":"rivedendo le modalità di elezione [...] esaminando varie possibili modalità, compresa la sua elezione diretta","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Alternativo (modalità di elezione del Capo dello Stato non scelta)."},{"id":"ulivo-1996-c009","citazione":"può essere prevista l'istituzione con legge costituzionale di una Commissione Bicamerale con compiti redigenti","posizione":"Tesi n. 1 \"Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni\"","motivo":"Impegno eventuale («può essere prevista»)."},{"id":"ulivo-1996-c010","citazione":"la introduzione di Commissioni parlamentari di inchiesta su deliberazione di un quarto dei membri di ciascuna Camera","posizione":"Tesi n. 2 \"Garanzie per l'opposizione\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (istituzione delle commissioni d'inchiesta, atto interno delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c012","citazione":"tempi garantiti all'opposizione nella programmazione dei lavori parlamentari","posizione":"Tesi n. 2 \"Garanzie per l'opposizione\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c028","citazione":"Il numero dei Senatori [...] dipenderà dalla popolazione delle Regioni stesse, con correttivi idonei a garantire le Regioni più piccole","posizione":"Tesi n. 4 \"Una Camera delle Regioni\"","motivo":"Criterio della riforma del Senato, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c029","citazione":"Le delibere della Camera delle Regioni saranno prese non con la sola maggioranza dei votanti, ma anche con la maggioranza delle Regioni rappresentate","posizione":"Tesi n. 4 \"Una Camera delle Regioni\"","motivo":"Criterio della riforma del Senato, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c030","citazione":"Alla Camera dei Deputati sarà riservato il voto di fiducia al Governo","posizione":"Tesi n. 4 \"Una Camera delle Regioni\"","motivo":"Criterio della riforma del Senato, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c031","citazione":"attraverso l'assicurazione di spazi di propaganda disponibili gratuitamente, la limitazione dell'uso dei mezzi di comunicazione [...] per propaganda a pagamento","posizione":"Tesi n. 5 \"Le elezioni ad armi pari\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c032","citazione":"limiti alle spese elettorali accompagnati da effettivi controlli sulla stessa","posizione":"Tesi n. 5 \"Le elezioni ad armi pari\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 10 dicembre 1993, n. 515: limiti alle spese elettorali di candidati e partiti, controlli dei collegi regionali di garanzia elettorale e della Corte dei conti)."},{"id":"ulivo-1996-c038","citazione":"si deve procedere ad un forte accorpamento e semplificazione delle leggi esistenti","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c039","citazione":"Si deve ridurre drasticamente l'area coperta dalle leggi del Parlamento","posizione":"Tesi n. 7 \"Meno leggi, fatte meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun oggetto misurabile)."},{"id":"ulivo-1996-c046","citazione":"riduzione dei tempi di discussione dei provvedimenti, assicurando tempi certi per il voto sui progetti del Governo","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c047","citazione":"revisione della disciplina degli emendamenti, con facoltà al Presidente di selezionare quelli da mettere in votazione","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c048","citazione":"revisione delle modalità di votazione palese per temi oggetto di questione di fiducia, per evitare i \"maxi-emendamenti\"","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c049","citazione":"divieto della questione di fiducia su votazioni in materia di diritti fondamentali","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c050","citazione":"riserva di tempi per iniziative legislative parlamentari, specie se proposte dall'opposizione","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c051","citazione":"istituzione di spazi settimanali per interrogazioni non preannunciate, con risposta immediata del Governo","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (i regolamenti parlamentari sono atti delle Camere)."},{"id":"ulivo-1996-c052","citazione":"rafforzamento delle attività di indirizzo e controllo delle Commissioni","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c053","citazione":"rafforzamento degli strumenti di partecipazione preventiva del Parlamento e delle Regioni alla definizione delle politiche europee del governo","posizione":"Tesi n. 8 \"Un Parlamento che decide e che controlla\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c055","citazione":"il potere di dirigere e coordinare effettivamente la politica generale del governo [...] potendo sospendere i loro atti e devolvere la decisione al consiglio dei ministri","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (il Presidente del Consiglio dirige la politica generale del governo, art. 95 Cost., e può sospendere gli atti dei ministri sottoponendoli al Consiglio dei ministri, art. 5, comma 2, lett. c, legge 400/1988)."},{"id":"ulivo-1996-c061","citazione":"comporterà a sua volta l'abolizione o la forte riduzione delle strutture amministrative centrali","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\"","motivo":"Effetto atteso del decentramento, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c064","citazione":"le funzioni saranno accorpate secondo criteri di omogeneità e di complementarietà","posizione":"Tesi n. 9 \"Un Governo che governa\"","motivo":"Criterio del riordino dei ministeri, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c071","citazione":"revisione dei casi di inammissibilità del referendum","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\"","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"ulivo-1996-c072","citazione":"può essere considerata l'eventualità di introdurre nella Costituzione la previsione di forme di referendum \"propositivo\"","posizione":"Tesi n. 10 \"I referendum: pochi, ma buoni\"","motivo":"Impegno eventuale."},{"id":"ulivo-1996-c073","citazione":"Tali garanzie [...] non vanno indebolite ma anzi estese a tutte le magistrature","posizione":"Tesi n. 11 \"L'indipendenza della magistratura\"","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (alla data del voto le magistrature amministrativa, contabile, militare e tributaria avevano già propri organi di autogoverno: legge 186/1982, legge 117/1988, legge 561/1988, d.lgs. 545/1992; l'estensione delle «garanzie» non indica un atto)."},{"id":"ulivo-1996-c074","citazione":"vanno assicurate la piena funzionalità e l'imparzialità dell'organo","posizione":"Tesi n. 11 \"L'indipendenza della magistratura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c075","citazione":"Va disciplinata l'attività del Consiglio Superiore della Magistratura sulla base del nuovo ordinamento giudiziario","posizione":"Tesi n. 11 \"L'indipendenza della magistratura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c076","citazione":"I magistrati del pubblico ministero debbono continuare a far parte dell'ordine giudiziario [...] L'azione penale deve essere obbligatoria","posizione":"Tesi n. 11 \"L'indipendenza della magistratura\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (artt. 107 e 112 della Costituzione)."},{"id":"ulivo-1996-c082","citazione":"La riforma dell'amministrazione è un obiettivo strategico, al quale occorre destinare apposite risorse finanziarie","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c084","citazione":"realizzare una vasta opera di semplificazione, in modo da ridurre e sciogliere l'intrico di regole","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c085","citazione":"vanno diffuse e generalizzate le Carte dei servizi","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (Carte dei servizi: direttiva del Presidente del Consiglio 27 gennaio 1994 e art. 2 del decreto-legge 163/1995, convertito dalla legge 273/1995, che le rende obbligatorie per i soggetti erogatori)."},{"id":"ulivo-1996-c086","citazione":"Bisogna sostituire ai tanti controlli inutili, formali e costosi, pochi controlli, chiari e volti a verificare il raggiungimento effettivo degli obiettivi","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c089","citazione":"bisogna introdurre nell'amministrazione le tecnologie moderne","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c091","citazione":"bisogna semplificare le procedure di acquisto della pubblica amministrazione","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c093","citazione":"rivedere la struttura degli stipendi e delle carriere per assicurare trattamenti a chi lavora meglio e di più","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c100","citazione":"Occorrerà pervenire ad una migliore definizione della responsabilità disciplinare","posizione":"Tesi n. 15 \"Far lavorare meglio i magistrati\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c102","citazione":"riqualificazione del personale con attribuzione di responsabilità e di prospettive di carriera","posizione":"Tesi n. 16 \"Migliorare i funzionari per migliorare la giustizia\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c106","citazione":"riequilibrare il criterio istitutivo delle Corti d'Appello in base alla mole di lavoro e al territorio","posizione":"Tesi n. 17 \"Snellire l'organizzazione giudiziaria\"","motivo":"Criterio della revisione delle circoscrizioni, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c107","citazione":"Il Ministero di Grazia e Giustizia deve essere inteso come \"Ministero di servizi\", con una struttura manageriale","posizione":"Tesi n. 17 \"Snellire l'organizzazione giudiziaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c111","citazione":"si prevede per ora solo uno studio di fattibilità per rendere più celere la procedura esecutiva","posizione":"Tesi n. 18 \"Accelerare la giustizia civile\"","motivo":"Studio, non un atto."},{"id":"ulivo-1996-c118","citazione":"Dovranno essere semplificate le procedure di ricorso","posizione":"Tesi n. 19 \"La giustizia amministrativa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c119","citazione":"riconoscimento della centralità del principio di personalità della responsabilità","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Principio senza atto definito."},{"id":"ulivo-1996-c121","citazione":"recupero della centralità del giudice","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c127","citazione":"promuovendo incentivi per rompere il patto criminoso tra privato e pubblico ufficiale nel caso della corruzione","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (nessuna misura indicata)."},{"id":"ulivo-1996-c128","citazione":"occorrerà definire meglio le forme di partecipazione all'associazione delittuosa","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c129","citazione":"si devono aggiornare i criteri di tutela del patrimonio, ormai non più attuali","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c130","citazione":"maggiore specificazione della disciplina del concorso di persone al reato","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c136","citazione":"Anche il ricorso in Cassazione dovrebbe essere limitato e riportato alla sua vera funzione: il controllo di legittimità","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Assetto già previsto dal codice (ricorso per sola legittimità, art. 606 c.p.p.); la frase indica un indirizzo, non un atto definito."},{"id":"ulivo-1996-c139","citazione":"Andrà inoltre ripensato globalmente il sistema penale, processuale e quello del trattamento e della rieducazione dei minori","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c141","citazione":"rilancio della finalità educativa del carcere","posizione":"Tesi n. 21 \"Giusta punizione, ma punizione giusta\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c143","citazione":"Nuove forme di pena potrebbero essere gli arresti del tempo libero o di fine settimana","posizione":"Tesi n. 21 \"Giusta punizione, ma punizione giusta\"","motivo":"Ipotesi, non un impegno («potrebbero»)."},{"id":"ulivo-1996-c148","citazione":"Vanno aumentate le macchine presenti su strada ogni sera e ogni notte","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\"","motivo":"Obiettivo direzionale senza cifra su un dato non pubblicato regolarmente (pattuglie in servizio)."},{"id":"ulivo-1996-c149","citazione":"Sviluppare la partecipazione dei cittadini sotto forma di volontariato","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c150","citazione":"Favorire la prevenzione delle situazioni a rischio","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (e in parte rimessa ai Comuni)."},{"id":"ulivo-1996-c152","citazione":"sarà approvata una nuova legge sull'usura","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 7 marzo 1996, n. 108, «Disposizioni in materia di usura», in vigore dal 24 marzo 1996)."},{"id":"ulivo-1996-c153","citazione":"sviluppando contemporaneamente una politica del credito che dia opportunità reali di non ricorrere all'usura stessa","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c154","citazione":"Va inoltre affrontato il problema di un'economia illegale in quanto sommersa","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c155","citazione":"le leggi sulla confisca e il sequestro dei beni vanno applicate sistematicamente","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c156","citazione":"Mantenere due strumenti [...] il regime carcerario duro per i capimafia e la legge sui pentiti","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario; legge 82/1991 sui collaboratori di giustizia)."},{"id":"ulivo-1996-c157","citazione":"Va approfondita la possibilità di affiancare alla legge sui collaboratori di giustizia qualche ulteriore norma tesa a facilitare la diserzione","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Studio, non un atto."},{"id":"ulivo-1996-c158","citazione":"va sviluppata un'azione tendente a sottrarre i figli e i parenti dei mafiosi da un destino criminale","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c159","citazione":"In materia di collaboratori di giustizia la disciplina va rivista alla luce delle esperienze statunitensi, verificando la possibilità","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Studio, non un atto (si verifica una possibilità)."},{"id":"ulivo-1996-c160","citazione":"Ricostruire la macchina della giustizia civile","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Rimando alle misure della tesi 18, contate lì."},{"id":"ulivo-1996-c161","citazione":"Favorire strumenti di autonomo controllo degli imprenditori rispetto alle infiltrazioni della criminalità organizzata","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c162","citazione":"Rafforzare la lotta alla criminalità sul piano internazionale, sviluppando sinergie nazionali ed internazionali","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c163","citazione":"in prospettiva, con formazione di un nucleo di diritto penale europeo","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c164","citazione":"Va avanzata la richiesta che l'Unione non si costruisca solo nel campo economico, ma che si estenda rapidamente agli aspetti politici e di sicurezza","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c165","citazione":"L'impegno per l'Unione Economica e Monetaria va mantenuto saldo","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto o scadenza)."},{"id":"ulivo-1996-c166","citazione":"l'occupazione deve divenire il tema dei prossimi anni","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c167","citazione":"rafforzino la politica estera e di sicurezza collegandola sempre più strettamente alle attività e alle procedure comunitarie","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c168","citazione":"accelerino il processo di avvicinamento dell'UEO (Unione dell'Europa Occidentale) all'Unione","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c169","citazione":"diano sostanza alla tutela della sicurezza dei cittadini dell'Unione attuando le disposizioni relative agli affari interni e della giustizia","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c170","citazione":"riformino le istituzioni equilibrando la rappresentatività con criteri di maggiore efficacia","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c171","citazione":"verranno estesi il voto a maggioranza qualificata o procedure analoghe a tutti e tre i \"pilastri\"","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c172","citazione":"il potere di codecisione del Parlamento europeo diverrà la regola principe","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c173","citazione":"la Corte di Giustizia estenderà il proprio ruolo alla tutela della sicurezza interna dei cittadini","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c174","citazione":"si toglierà il potere di veto all'articolo del Trattato che prevede le future revisioni (art. N)","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c175","citazione":"si ridurranno e semplificheranno le procedure decisionali","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c176","citazione":"le procedure decisionali dell'UEO saranno rese compatibili con quelle dell'Unione","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c177","citazione":"saranno rafforzati i poteri del Comitato delle Regioni, rendendo il loro parere vincolante per le materie di loro competenza","posizione":"Tesi n. 24 \"Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c178","citazione":"L'Italia deve quindi appoggiare l'allargamento sia verso il Centro-Est Europa che verso i paesi europei del Sud","posizione":"Tesi n. 25 \"Una Europa più grande: l'integrazione dei nuovi Stati\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c179","citazione":"consentire ad ogni paese membro dell'Unione Europea di partecipare - sulla base dei criteri comunemente stabiliti - ad ogni fase di integrazione","posizione":"Tesi n. 25 \"Una Europa più grande: l'integrazione dei nuovi Stati\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c180","citazione":"consentire, al tempo stesso, a quei paesi che lo ritenessero, di non partecipare temporaneamente a singoli aspetti del processo di integrazione","posizione":"Tesi n. 25 \"Una Europa più grande: l'integrazione dei nuovi Stati\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c181","citazione":"promuovere procedure e provvedimenti che facilitino la progressiva armonizzazione","posizione":"Tesi n. 25 \"Una Europa più grande: l'integrazione dei nuovi Stati\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c182","citazione":"elevando il livello di partecipazione alle iniziative intraprese dalle organizzazioni internazionali","posizione":"Tesi n. 26 \"La riforma dell'ONU\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c184","citazione":"Nelle operazioni di mantenimento della pace e militari, l'ONU potrebbe migliorare la propria efficacia","posizione":"Tesi n. 26 \"La riforma dell'ONU\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c185","citazione":"L'ONU dovrà inoltre accentuare il proprio impegno nel controllo del rispetto dei diritti umani","posizione":"Tesi n. 26 \"La riforma dell'ONU\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c186","citazione":"contare anche su nuove fonti proprie, come la tassazione di alcuni servizi internazionali","posizione":"Tesi n. 26 \"La riforma dell'ONU\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c187","citazione":"Esso dovrà suggerire i criteri per il coordinamento delle altre istituzioni multilaterali","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c189","citazione":"L'Italia sosterrà un graduale allargamento della NATO ai paesi dell'Europa centrale e orientale","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c190","citazione":"vengano preservati degli efficienti meccanismi decisionali e la credibilità complessiva dell'Alleanza atlantica","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c191","citazione":"si rafforzino i legami di consultazione politica e cooperazione militare (Nacc/PfP)","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c192","citazione":"si sviluppino le iniziative di cooperazione e i legami, anche militari, con la Russia","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c193","citazione":"si rafforzino le altre istituzioni europee dall'UEO, come \"pilastro\" dell'Unione europea della Nato, all'Osce","posizione":"Tesi n. 27 \"L'Italia e gli altri organismi internazionali\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c194","citazione":"Il nostro paese deve puntare con forza alla realizzazione di una strategia multilaterale","posizione":"Tesi n. 28 \"L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c195","citazione":"sostenere presso i nostri partner una strategia per l'inserimento di tutte le aree ai confini prossimi dell'Europa","posizione":"Tesi n. 28 \"L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c196","citazione":"una strategia coordinata di allargamento dell'Unione verso Est e un forte sviluppo del partnerariato Euromediterraneo verso Sud","posizione":"Tesi n. 28 \"L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c197","citazione":"l'ingresso nell'Unione di Malta, Cipro e Turchia","posizione":"Tesi n. 28 \"L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c198","citazione":"l'elaborazione di una politica comunitaria dell'immigrazione, che non si limiti ai soli aspetti di sicurezza","posizione":"Tesi n. 28 \"L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c199","citazione":"vanno rimessi in moto subito gli strumenti operativi","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c201","citazione":"la destinazione delle azioni di cooperazione non ai singoli governi, ma alle popolazioni","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Criterio della riforma della cooperazione, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c202","citazione":"la scelta di criteri di identificazione delle aree geografiche determinata dagli interessi dei beneficiari","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Criterio della riforma della cooperazione, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c203","citazione":"l'attivazione di processi di sviluppo umano e sostenibile delle aree e delle popolazioni svantaggiate","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Criterio della riforma della cooperazione, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c204","citazione":"l'inserimento, ove possibile, delle iniziative di cooperazione nel contesto delle politiche e dei piani nazionali di sviluppo","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Criterio della riforma della cooperazione, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c205","citazione":"il collegamento e scambio di esperienze tra realtà locali ed istituzionali italiane e quelle dei paesi in cui si coopera","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c206","citazione":"l'unica soluzione possibile è quella di separare il momento politico dell'attività di cooperazione da quello programmatico-operativo","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Criterio della riforma della cooperazione, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c207","citazione":"Va favorito il coordinamento fra agenzie internazionali e organismi nazionali, nonché la progressiva comunitarizzazione della politica di cooperazione","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c208","citazione":"va posto l'accento sulla rivitalizzazione del rapporto con il mondo del volontariato","posizione":"Tesi n. 29 \"L'Italia e i Paesi deboli: come aiutare lo sviluppo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c209","citazione":"si anticipino le linee strategiche di sviluppo dell'attività internazionale del Paese e si conduca quella necessaria opera di coordinamento","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c210","citazione":"si individuino le aree geografiche prioritarie per l'impegno bilaterale e vengano concentrate le risorse su queste aree","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto né cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c212","citazione":"dare alla SACE una struttura ed una mentalità che permetta l'assunzione corretta di responsabilità","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c213","citazione":"coordinare la potenzialità degli interventi finanziari di sostegno, oggi frammentata tra Medio Credito Centrale, SIMEST e FINEST","posizione":"Tesi n. 30 \"L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c215","citazione":"è necessario che sul piano della difesa nazionale si riprenda il progetto del Nuovo Modello di difesa","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (il contenuto del progetto è nei punti seguenti)."},{"id":"ulivo-1996-c216","citazione":"una forte integrazione nella Nato e, in futuro, nel pilastro europeo dell'UEO per la difesa del territorio nazionale","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c217","citazione":"l'adeguamento a livello europeo della qualità degli armamenti e della preparazione dell'esercito, dell'aeronautica e della marina","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto né cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c221","citazione":"una maggiore europeizzazione della difesa, nel quadro della revisione del Trattato di Maastricht","posizione":"Tesi n. 31 \"Un nuovo modello di difesa\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c222","citazione":"Deve essere proseguita la politica dei redditi impostata con gli accordi del 1992 e del 1993","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (accordi del 1992 e del 23 luglio 1993)."},{"id":"ulivo-1996-c223","citazione":"L'indipendenza della Banca centrale nel perseguire l'obiettivo di disinflazione deve essere mantenuta e, semmai, rafforzata","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c226","citazione":"potrà manifestarsi necessario nel 1997 un intervento più pesante di quello previsto","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"ulivo-1996-c228","citazione":"a reperire risorse tramite l'intensificazione della lotta all'evasione fiscale","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c230","citazione":"In materia di entrate proponiamo una riforma tributaria fattibile che poggia su: semplificazione; forma cooperativa di federalismo fiscale","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (gli atti della riforma sono nelle tesi 35-41)."},{"id":"ulivo-1996-c231","citazione":"Il contenimento della spesa pubblica deve avvenire con scelte ragionate","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c232","citazione":"coerente applicazione del principio di uno Stato leggero, con il ritiro della presenza pubblica da quei settori ove essa non sia giustificata","posizione":"Tesi n. 32 \"Finanza sana per uno Stato sano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c233","citazione":"il nostro programma prevede una riforma delle istituzioni di bilancio","posizione":"Tesi n. 33 \"Bilancio agile e corretto\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (gli atti sono nei punti seguenti)."},{"id":"ulivo-1996-c238","citazione":"deve favorire l'occupazione, sostituendo ciò che aumenta il costo del lavoro con altri tributi che non gravino sulle scelte occupazionali","posizione":"Tesi n. 34 \"Come deve essere il fisco\"","motivo":"Principio senza atto distinto (l'atto è il nuovo tributo regionale della tesi 35)."},{"id":"ulivo-1996-c239","citazione":"deve eliminare tutti i tributi anacronistici","posizione":"Tesi n. 34 \"Come deve essere il fisco\"","motivo":"Principio senza atto distinto (i tributi da sopprimere sono nominati nella tesi 35)."},{"id":"ulivo-1996-c240","citazione":"reintrodurre il buon senso nei controlli fiscali, eliminando i pretestuosi formalismi","posizione":"Tesi n. 34 \"Come deve essere il fisco\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c241","citazione":"L'onere del carico tributario deve essere mitigato almeno da un alleggerimento degli obblighi, eliminando gli adempimenti non necessari","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c249","citazione":"una ulteriore semplificazione delle diverse dichiarazioni dei redditi","posizione":"Tesi n. 35 \"Tasse semplici e razionali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c252","citazione":"La riduzione dell'evasione e dell'elusione fiscale può essere seguita dalla riduzione delle aliquote","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"ulivo-1996-c253","citazione":"Il fenomeno evasivo va invece affrontato subito e riportato, seppur gradualmente, alla fisiologia","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c255","citazione":"di applicare metodi di valutazione presuntiva meno rozzi di quelli finora adottati, attuando studi di settore","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (studi di settore elaborati dall'amministrazione finanziaria con le categorie e approvati con decreto, art. 62-bis del d.l. 331/1993, legge 427/1993; termine prorogato al 1996 dalla legge 549/1995)."},{"id":"ulivo-1996-c256","citazione":"promuovere, nei casi singoli, forme apposite di concordati definiti sulla base degli imponibili medi delle analoghe imprese","posizione":"Tesi n. 36 \"Come combattere l'evasione fiscale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c261","citazione":"Resta essenziale il ruolo della politica statale nel finanziamento degli investimenti nelle aree che abbisognano di ampliamenti dei fattori produttivi","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c262","citazione":"l'ICI, che potrebbe essere sottoposta ad una revisione, collegata anche all'aggiornamento del catasto","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («potrebbe»)."},{"id":"ulivo-1996-c264","citazione":"potrebbe essere data loro la facoltà di introdurre imposte di scopo","posizione":"Tesi n. 37 \"Federalismo fiscale\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («potrebbe»)."},{"id":"ulivo-1996-c271","citazione":"il nostro paese deve esercitare un ruolo attivo affinché siano individuate soluzioni coordinate a livello internazionale","posizione":"Tesi n. 39 \"Tassazione delle attività finanziarie\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c272","citazione":"mantenere un sistema di imposizione con ritenute alla fonte a titolo di imposta per le persone fisiche","posizione":"Tesi n. 39 \"Tassazione delle attività finanziarie\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c283","citazione":"per questo occorre un sistema di imposte comuni europeo, condizione indispensabile per introdurre la \"carbon tax\" anche nel nostro Paese","posizione":"Tesi n. 42 \"Chi inquina paga\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere (carbon tax subordinata a un sistema europeo)."},{"id":"ulivo-1996-c284","citazione":"L'Italia si farà perciò promotrice presso i partner europei della realizzazione di sistemi di fiscalità ecologica","posizione":"Tesi n. 42 \"Chi inquina paga\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c285","citazione":"Altri interventi fiscali finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente potrebbero riguardare sistemi di pedaggio per l'accesso ai centri storici","posizione":"Tesi n. 42 \"Chi inquina paga\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («potrebbero»)."},{"id":"ulivo-1996-c286","citazione":"Ristrutturare i sussidi e gli ammortizzatori sociali, per collegarli a un'effettiva disponibilità a lavorare","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (gli atti sono nei passi seguenti)."},{"id":"ulivo-1996-c290","citazione":"una nuova politica ambientale può generare nuovi posti di lavoro, con una concentrazione di sforzi, pubblici e privati","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c292","citazione":"ampliando il ruolo della contrattazione aziendale e territoriale","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riguarda le parti sociali, nessun atto del governo indicato)."},{"id":"ulivo-1996-c293","citazione":"Va sostenuta in particolare la creazione di distretti industriali","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c297","citazione":"rendendo più flessibile l'età di pensionamento, sia in aumento che in riduzione","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (pensione di vecchiaia flessibile dai 57 ai 65 anni nel sistema contributivo, art. 1, commi 19-20, legge 335/1995)."},{"id":"ulivo-1996-c302","citazione":"favorisca una flessibilità salariale per l'inserimento delle fasce deboli (giovani, adulti obsoleti)","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c303","citazione":"Una cooperazione tra amministrazione centrale e regioni, con nuovi meccanismi di cofinanziamento, con nuove modalità di selezione dei progetti da finanziare","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c305","citazione":"bisogna rafforzare i processi formativi delle autonomie locali e la capacità dell'amministrazione centrale di coordinare ed assistere tecnicamente Regioni ed enti locali","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c306","citazione":"Promuovere la cultura di impresa, creando casi di successo tecnologico ed imprenditoriale","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c307","citazione":"vanno semplificate le procedure amministrative per favorire le imprese che vogliano localizzarsi nel Mezzogiorno","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c308","citazione":"estendere agli uffici giudiziari esperienze di organizzazione e di informatizzazione avanzate","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c309","citazione":"selezionare un certo numero di scuole secondarie superiori, già a un buon livello di efficienza, per sperimentare nuovi modelli di formazione","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (numero e modello non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c310","citazione":"ristrutturare la formazione professionale, per dare ai giovani concrete opportunità di ottenere un reddito con mezzi legali","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c312","citazione":"L'occupazione va sviluppata in settori quali il turismo, il recupero dell'ambiente, la manutenzione delle opere pubbliche","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c313","citazione":"Diminuire la distanza dai mercati di sbocco, sviluppando infrastrutture di trasporto per integrare \"fisicamente\" il Mezzogiorno","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c314","citazione":"Concentrare le risorse dedicate alle infrastrutture in tre direzioni: [...] l'acqua, e in particolare la soluzione del problema idrico in alcune città meridionali","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (città e opere non indicate)."},{"id":"ulivo-1996-c315","citazione":"Concentrare le risorse dedicate alle infrastrutture [...] il sistema dei trasporti ferroviari e stradali e i collegamenti con interventi intermodali","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c316","citazione":"la creazione in alcune aree urbane particolarmente congestionate di una rete ferroviaria metropolitana","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (aree e opere non indicate)."},{"id":"ulivo-1996-c317","citazione":"un deciso innalzamento dello sforzo che il Paese compie nell'attività di \"ricerca e sviluppo\"","posizione":"Tesi n. 45 \"Una politica industriale al passo con l'Europa: il mercato unico e l'innovazione tecnico-scientifica delle imprese\"","motivo":"Condizione descritta come sfondo del programma, nessun impegno del governo con atto o cifra."},{"id":"ulivo-1996-c318","citazione":"occorre completare quel telaio di regole [...] indispensabili perché il mercato esista","posizione":"Tesi n. 46 \"Far nascere il mercato, il colpo d'ala che serve al Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (gli atti sono nelle tesi 47-49)."},{"id":"ulivo-1996-c319","citazione":"un vigoroso programma per la creazione di piccole imprese innovative, specie nel Mezzogiorno","posizione":"Tesi n. 46 \"Far nascere il mercato, il colpo d'ala che serve al Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (programma senza contenuto definito; le misure sono nella tesi 50)."},{"id":"ulivo-1996-c323","citazione":"fondi di investimento e da fondi pensione, da realizzare rapidamente procedendo secondo le direttive indicate dalla legislazione recentemente approvata","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (fondi pensione, d.lgs. 124/1993 e legge 335/1995)."},{"id":"ulivo-1996-c324","citazione":"Vanno altresì sviluppate le forme di partecipazione dei lavoratori al capitale delle imprese","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c325","citazione":"persegue con determinazione e senza tentennamenti la privatizzazione delle banche e delle imprese pubbliche italiane","posizione":"Tesi n. 48 \"Liberare il mercato: le privatizzazioni\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c326","citazione":"vanno privatizzate le imprese di produzione e gestione dei servizi","posizione":"Tesi n. 48 \"Liberare il mercato: le privatizzazioni\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c327","citazione":"la loro privatizzazione deve cioè essere preceduta dalla definizione di regole che tutelino i consumatori","posizione":"Tesi n. 48 \"Liberare il mercato: le privatizzazioni\"","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (legge 481/1995), nessun atto nuovo indicato."},{"id":"ulivo-1996-c328","citazione":"le \"cento città d'Italia\" numerose sono le attività economiche, i servizi di pubblica utilità [...] che [...] possono essere privatizzate","posizione":"Tesi n. 48 \"Liberare il mercato: le privatizzazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riguarda gli enti locali, nessun atto del governo)."},{"id":"ulivo-1996-c329","citazione":"è necessario definire un quadro di regole volte a: - promuovere la concorrenza fra le imprese di fornitura o gestione ovunque ciò sia possibile","posizione":"Tesi n. 49 \"Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tutela della concorrenza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c330","citazione":"E' di grande rilevanza che le Autorità settoriali siano caratterizzate da grande indipendenza ed autonomia","posizione":"Tesi n. 49 \"Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tutela della concorrenza\"","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"ulivo-1996-c332","citazione":"è necessario che vengano formulati principi interpretativi chiari","posizione":"Tesi n. 49 \"Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tutela della concorrenza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riguarda l'Autorità, nessun atto del governo)."},{"id":"ulivo-1996-c334","citazione":"promozione di \"incubatori di nuove imprese\"","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c335","citazione":"rafforzamento e promozione, anche con il concorso pubblico, di consorzi fra piccole imprese per la garanzia dei fidi","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Rafforzamento di strumenti già esistenti, senza atto né cifra."},{"id":"ulivo-1996-c336","citazione":"rafforzamento della capacità di consulenza e assistenza finanziaria da parte della banche locali","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c337","citazione":"rilancio del mercato telematico per le piccole e medie imprese","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c338","citazione":"promozione di particolari corsi di formazione professionale, d'intesa con le associazioni imprenditoriali","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c339","citazione":"promozioni di distretti industriali","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c342","citazione":"il nostro Paese ha bisogno di rilanciare una vigorosa politica di sviluppo della ricerca scientifica, teorica e applicata","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c343","citazione":"progetto internazionalizzazione: le imprese italiane vanno spinte a operare a livello internazionale","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c344","citazione":"è necessaria pertanto una grande campagna per giungere in tempi brevi a una qualificazione internazionale dei nostri prodotti","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c345","citazione":"avviare programmi di cooperazione tra scuola, impresa, pubblica amministrazione ed associazionismo ambientalista","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c346","citazione":"Attraverso la spesa pubblica si deve creare la necessità [...] che l'impresa sviluppi l'innovazione di prodotto o di processo richiesta","posizione":"Tesi n. 50 \"La creazione e la crescita di imprese innovative\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c349","citazione":"Ridefinire i compiti del servizio pubblico in termini di promozione del pluralismo","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c352","citazione":"L'internazionalizzazione della RAI deve avvenire prima di tutto sul fronte della distribuzione","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c353","citazione":"l'impostazione di canali tematici da distribuire via satellite ed orientati all'esportazione","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto del governo indicato)."},{"id":"ulivo-1996-c355","citazione":"il governo della nuova RAI dovrà probabilmente passare all'Autorità indipendente","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («probabilmente», «a regime»)."},{"id":"ulivo-1996-c359","citazione":"eventuali limiti al ruolo del misure a favore del servizio universale","posizione":"Tesi n. 52 \"Il futuro delle telecomunicazioni\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («eventuali»)."},{"id":"ulivo-1996-c362","citazione":"Stimolare la cooperazione ad agire non solo come strumento di difesa dei suoi soci","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c364","citazione":"Gli strumenti sono una vera politica fondiaria basata sull'affitto e la proprietà","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c366","citazione":"Ritoccare il \"salario medio convenzionale\" sul quale si calcolano i contributi agricoli","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (misura e direzione non indicate)."},{"id":"ulivo-1996-c367","citazione":"Garantire una maggiore e più qualificata presenza italiana in sede Europea per tutelare le produzioni mediterranee","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ulivo-1996-c368","citazione":"Incrementare la nostra capacità di innovare i prodotti, collegando la ricerca pubblica con le imprese","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c369","citazione":"favorire e sostenere l'agricoltura biologica, a partire dalle aree protette","posizione":"Tesi n. 53 \"Modernizzare l'agricoltura\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c371","citazione":"l'assistenza tecnica, l'innovazione tecnologica ed organizzativa e la qualificazione professionale","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Principio senza atto distinto (specifica il sistema di incentivi)."},{"id":"ulivo-1996-c372","citazione":"gli incentivi sono rivolti a favorire la nascita e l'attività di centrali sia di origine industriale sia di origine commerciale","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Principio senza atto distinto (specifica il sistema di incentivi)."},{"id":"ulivo-1996-c373","citazione":"l'accesso al credito anche mediante la prestazione di garanzie collettive","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Principio senza atto distinto (specifica il sistema di incentivi)."},{"id":"ulivo-1996-c374","citazione":"Favorire la realizzazione di economie di scala alle dimensioni minori","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c380","citazione":"Inserire nella pianificazione urbanistica lo spazio per le attività commerciali","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c381","citazione":"Rivedere sotto il profilo istituzionale il numero e il ruolo degli attori coinvolti in politiche di indirizzo e di impianto dell'attività commerciale","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c383","citazione":"Favorire il processo di internazionalizzazione delle aziende commerciali di medie-grandi dimensioni","posizione":"Tesi n. 54 \"Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c384","citazione":"il mezzogiorno inteso come progetto di un unico grande cantiere della qualità","posizione":"Tesi n. 55 \"Migliorare la qualità del sistema turistico italiano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c385","citazione":"un indirizzo di politica fiscale, tributaria e di sostegno finanziario che favorisca il reinvestimento nel turismo","posizione":"Tesi n. 55 \"Migliorare la qualità del sistema turistico italiano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c387","citazione":"coordinamento stretto e progressiva unificazione-selezione della strumentazione pubblica turistica, culturale ed economica","posizione":"Tesi n. 55 \"Migliorare la qualità del sistema turistico italiano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (enti non nominati)."},{"id":"ulivo-1996-c388","citazione":"occorre garantire la presenza del punto di vista turistico nella definizione di un ampio arco di politiche economiche e territoriali","posizione":"Tesi n. 55 \"Migliorare la qualità del sistema turistico italiano\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c391","citazione":"Gli adempimenti formali saranno semplificati e unificati","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c392","citazione":"nel settore del credito, con condizioni di accesso più favorevoli di quelle attuali","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c393","citazione":"nella pubblica amministrazione, per semplificare le procedure che riguardano sia le incentivazioni, sia la normativa","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c395","citazione":"con la creazione di centri artigianali cooperativi, in cui promuovere la formazione dei giovani","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto del governo indicato)."},{"id":"ulivo-1996-c396","citazione":"nel sistema delle locazioni, per favorire il mantenimento delle imprese artigiane nell'ambito sociale ed economico che le ha espresse","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c397","citazione":"nella programmazione del territorio, per attuare piani di sviluppo ed aree attrezzate","posizione":"Tesi n. 56 \"L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c400","citazione":"ridefinire la politica dell'intervento pubblico, in particolare nel settore abitativo per le categorie più deboli","posizione":"Tesi n. 57 \"La questione delle abitazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c403","citazione":"Portare a piena attuazione l'obiettivo della legge sulle \"aree protette\"","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge quadro 394/1991)."},{"id":"ulivo-1996-c404","citazione":"procedere nel breve periodo allo sblocco dei finanziamenti per i nuovi parchi nazionali e per i parchi regionali del 1° Programma triennale","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Attuazione di una misura già adottata (programma triennale della legge 394/1991)."},{"id":"ulivo-1996-c405","citazione":"all'adeguamento normativo e finanziario della legge quadro per i parchi storici","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (adeguamento dei parchi nazionali storici alla legge quadro, art. 35 della legge 394/1991), senza cifra."},{"id":"ulivo-1996-c406","citazione":"all'accelerazione dell'istituzione di nuovi parchi nazionali e delle riserve marine","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 394/1991), parchi non nominati."},{"id":"ulivo-1996-c407","citazione":"alla messa a punto della strumentazione prevista dalla legge quadro","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge."},{"id":"ulivo-1996-c408","citazione":"pervenendo alla applicazione concreta delle positive leggi esistenti sulla prevenzione del randagismo, con una severa disciplina della sperimentazione sugli animali","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 281/1991; sperimentazione, d.lgs. 116/1992)."},{"id":"ulivo-1996-c411","citazione":"ad inserire l'intero territorio nazionale in bacini nazionali di tutela idrogeologica","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\"","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (bacini idrografici della legge 183/1989)."},{"id":"ulivo-1996-c412","citazione":"a dare piena attuazione alle leggi esistenti, quali la legge Galli [...] la legge Merli [...] la legge 37/94","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c413","citazione":"ad assicurare il rispetto della normativa che tutela le acque destinate al consumo umano","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c415","citazione":"sarà necessario introdurre misure finanziarie che razionalizzino l'uso dell'acqua","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c420","citazione":"portare a piena attuazione le più importanti leggi approvate negli ultimi 15 anni in materia di riassetto idrogeologico","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 183/1989)."},{"id":"ulivo-1996-c422","citazione":"A ciò può contribuire il potenziamento dei Servizi Tecnici Nazionali e l'Agenzia nazionale dell'ambiente","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («può contribuire»)."},{"id":"ulivo-1996-c423","citazione":"attivare in pieno le competenze delle Autorità di bacino e progettare, in accordo con le Regioni, i Piani di bacino","posizione":"Tesi n. 60 \"Il riassetto idrogeologico del territorio\"","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (Autorità e piani di bacino, legge 183/1989)."},{"id":"ulivo-1996-c425","citazione":"attivare anche sul piano nazionale quelle misure di contenimento dell'effetto serra [...] mirando ad eliminare nel più breve tempo possibile l'impiego dei clorofluorocarburi (CFC)","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (legge 549/1993, art. 3, e regolamento CE 3093/94, che ne vietava la produzione dal 1° gennaio 1995)."},{"id":"ulivo-1996-c427","citazione":"controllare le emissioni di metano dovute principalmente al settore energetico (fughe di gas naturale) e al settore rifiuti","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c428","citazione":"attuare le normative vigenti (ad esempio il  DPR 203/88) in tema di emissioni da impianti industriali","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (DPR 203/1988)."},{"id":"ulivo-1996-c431","citazione":"dare attuazione alla normativa esistente sull'inquinamento transfrontaliero e di protezione dell'ozonosfera","posizione":"Tesi n. 61 \"L'aria che respiriamo\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c432","citazione":"favorire lo sviluppo di una mobilità \"sostenibile\" [...] spostando quindi la maggiore quota di traffico possibile dal mezzo privato a quello pubblico","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c433","citazione":"migliorare la qualità, per raggiungere standard europei nella erogazione dei servizi ferroviari, aerei e marittimi","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (standard non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c434","citazione":"realizzare una politica di investimenti per la modernizzazione delle reti e la razionalizzazione dei sistemi terminali","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c435","citazione":"introdurre regole concorrenziali tra gli operatori del trasporto, in sintonia con quanto previsto dalla regolamentazione comunitaria","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c436","citazione":"modificare il sistema dei prezzi, attraverso recuperi di efficienza e un aumento della concorrenza, adeguandoli ai livelli europei","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c437","citazione":"Proponiamo di aumentare l'offerta di trasporti collettivi e/o pubblici nelle città","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né atto)."},{"id":"ulivo-1996-c439","citazione":"Vanno poi ammodernati i servizi ferroviari locali puntando ad un uso metropolitano dei binari","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c440","citazione":"Proponiamo quindi un ammodernamento tecnologico e gestionale, il potenziamento delle linee ferroviarie sature, la riorganizzazione dei nodi ferroviari urbani","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna opera o cifra indicata)."},{"id":"ulivo-1996-c442","citazione":"La realizzazione di qualsiasi progetto di ammodernamento della rete ferroviaria deve inoltre puntare a ridurre l'impatto ambientale [...] attraverso l'utilizzo della procedura di impatto ambientale","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c443","citazione":"Andranno inoltre utilizzate tutte le possibilità offerte dal trasporto merci via acqua","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c444","citazione":"Va incrementata, sulla base delle risorse effettivamente disponibili, la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"ulivo-1996-c445","citazione":"Vanno definiti in modo trasparente i punti di crisi della rete autostradale e stradale su cui intervenire","posizione":"Tesi n. 62 \"Trasporti moderni, puntuali e senza danni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c446","citazione":"Vanno attuati gli indirizzi europei, che puntano sulla prevenzione rispetto alla quantità e alla pericolosità dei rifiuti","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c447","citazione":"Ridurre all'origine la produzione di rifiuti, in particolare di rifiuti pericolosi, ad esempio incentivando i processi  produttivi e i prodotti a bassa quantità","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c448","citazione":"regolamentando in modo più rigoroso le \"materie prime secondarie\"","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c453","citazione":"il recupero di sostanza organica da utilizzare in agricoltura [...] l'ammodernamento delle tecnologie nella produzione di combustibile da rifiuti","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c454","citazione":"perseguendo il principio di autosufficienza regionale, dotando ciascun territorio di proprie strutture di smaltimento","posizione":"Tesi n. 63 \"Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c456","citazione":"La politica energetica che proponiamo, confermando l'attuale opposizione all'energia nucleare","posizione":"Tesi n. 64 \"Politica dell'energia\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (rinuncia al nucleare dopo il referendum del 1987)."},{"id":"ulivo-1996-c457","citazione":"all'uso efficiente e alle fonti rinnovabili in termini di investimenti pubblici per attivare il mercato","posizione":"Tesi n. 64 \"Politica dell'energia\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c459","citazione":"al conseguimento entro il 2000 dell'obiettivo previsto dal Piano energetico nazionale sul  gas naturale, con la metanizzazione delle centrali termoelettriche","posizione":"Tesi n. 64 \"Politica dell'energia\"","motivo":"Attuazione di un piano già adottato (Piano energetico nazionale 1988), nessun atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c460","citazione":"a valutare la fattibilità di un piano di interventi nella gestione dei sistemi energetici degli edifici","posizione":"Tesi n. 64 \"Politica dell'energia\"","motivo":"Studio di fattibilità, non un atto."},{"id":"ulivo-1996-c461","citazione":"affrontare il problema drammatico delle periferie [...] con interventi sui servizi, le infrastrutture, il verde pubblico","posizione":"Tesi n. 65 \"Ricostruire la città costruita: una politica per le città\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c465","citazione":"pluralità dei soggetti di offerta scolastica [...] superando anche la contrapposizione tra scuole statali e scuole non statali","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\"","motivo":"Principio ispiratore, senza atto definito."},{"id":"ulivo-1996-c467","citazione":"Ridefinizione delle competenze di Stato, Regioni e Provincie con una scelta di forte decentramento","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c469","citazione":"Un piano di interventi straordinari basato su tre idee-cardine","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (piano senza oggetto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c474","citazione":"Rinnovamento della didattica, in particolare orientato anche a un utilizzo corretto e efficace delle nuove tecnologie","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c475","citazione":"Provvedimenti per l'edilizia scolastica soprattutto nel Mezzogiorno","posizione":"Tesi n. 66 \"La Scuola è la base di ogni ricchezza\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né atto definito; la legge 23/1996 sull'edilizia scolastica era già in vigore alla data del voto)."},{"id":"ulivo-1996-c478","citazione":"articolare una pluralità di forme di formazione (a tempo pieno, a tempo parziale, contemporaneità di formazione e lavoro)","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c479","citazione":"costituire un sistema che consenta la formazione 'continua'","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c480","citazione":"decentrare il 'governo' e la 'gestione' della formazione [...] mantenendo un controllo a livello nazionale per quanto riguarda la validazione e la certificazione delle qualifiche","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c481","citazione":"L'assegnazione principalmente alle Regioni del 'governo' della formazione professionale","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Competenza già regionale alla data del voto (art. 117 Cost., legge quadro 845/1978)."},{"id":"ulivo-1996-c482","citazione":"L'affidamento, sotto il controllo delle Regioni, della 'gestione' ai diversi soggetti erogatori dei servizi","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c483","citazione":"L'articolazione degli interventi tenendo conto del 'contesto locale'","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c486","citazione":"Il deciso recupero di efficienza e la progressiva eliminazione dei rami secchi","posizione":"Tesi n. 67 \"Formazione professionale, educazione continua e partecipazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c488","citazione":"la normativa sugli ordinamenti didattici e la riorganizzazione dei percorsi formativi e professionali","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c489","citazione":"attribuire una reale autonomia decisionale, finanziaria, gestionale e organizzativa ai singoli atenei","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\"","motivo":"Autonomia degli atenei già attribuita per legge alla data del voto (legge 168/1989; autonomia finanziaria con il fondo di finanziamento ordinario, legge 537/1993, art. 5); nessun atto nuovo definito."},{"id":"ulivo-1996-c490","citazione":"eliminare quei caratteri elitari che caratterizzano di fatto ancora oggi l'istruzione universitaria","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c492","citazione":"Forte mobilitazione di risorse, anche differenziando le fonti di entrata","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c494","citazione":"gli studenti \"capaci, meritevoli e privi di mezzi\" devono essere messi in grado di accedere all'università con un sistema misto di borse [...] e di prestiti","posizione":"Tesi n. 68 \"Far crescere l'Università per far crescere il Paese\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (borse di studio e prestiti d'onore, legge 390/1991 sul diritto agli studi universitari)."},{"id":"ulivo-1996-c501","citazione":"Introdurre adeguati meccanismi di valutazione dell'efficacia degli investimenti [...] L'Anagrafe della ricerca prevista dalla L. 382/80 e mai realizzata potrebbe servire","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare («potrebbe»)."},{"id":"ulivo-1996-c502","citazione":"Realizzare una programmazione di medio e di lungo periodo per la creazione graduale delle risorse umane necessarie","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c503","citazione":"Definire inoltre un progetto per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica tra tutta la popolazione, attraverso una rete di laboratori e musei","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (progetto senza contenuto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c504","citazione":"rivedere l'attuale non-sistema e una sua trasformazione in una rete effettiva","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c505","citazione":"intervenire su strutture, organizzazione e forme di vigilanza, concertazione ed indirizzo","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c506","citazione":"spostare l'attuale focalizzazione sulla fase di attuazione a favore dei momenti di indirizzo (scelte) e di valutazione (risultati)","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c507","citazione":"attrarre nuovi interessi e capitali [...] e inserire giovani ricercatori [...] anche attraverso un ripensamento del dottorato","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c508","citazione":"introdurre il concetto di utenza nei meccanismi decisionali, con un progressivo ridimensionamento della direzione universitaria sugli enti di ricerca","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c509","citazione":"favorire l'internazionalizzazione del sistema (superando le logiche meramente protezionistiche, se non temporanee)","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c510","citazione":"intervenire nei confronti delle imprese (o delle filiere tecnologiche) con progetti/ contratti di programma e con interventi generali di diffusione delle tecnologie","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c511","citazione":"sostenere il processo di radicamento delle attività scientifiche industriali mediante interventi fiscali e una politica di mobilità del personale","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (interventi fiscali non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c512","citazione":"superare la logica ministeriale 'accentrata' degli interventi con un processo di decentramento delle scelte e delle iniziative","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c513","citazione":"coordinare l'azione dei vari ministeri sia nella fase di progettazione degli interventi legati all'innovazione e alla tecnologia sia in quella di attuazione","posizione":"Tesi n. 69 \"Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c514","citazione":"Far sì che gli esami di ammissione all'esercizio delle professioni valgano a verificare la preparazione dei candidati (non a limitare l'accesso alle professioni)","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c515","citazione":"Ridurre il ruolo diretto delle organizzazioni professionali","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c516","citazione":"Far dipendere la certificazione del livello qualitativo prioritariamente dall'ottenimento di titoli di studio con curriculum approvati dal legislatore","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c517","citazione":"Quando venisse abrogato il valore legale del titolo di studio universitario, la certificazione della qualità avverrà mediante un vero e proprio esame di Stato","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («quando venisse abrogato»)."},{"id":"ulivo-1996-c518","citazione":"Uniformare i curricula rispetto a quelli prevalenti nei paesi dell'Unione Europea","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c521","citazione":"favorire la competizione tra organizzazioni di professionisti per la certificazione continua delle caratteristiche qualitative dei loro associati","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c524","citazione":"Operare per una riduzione dei casi in cui la delega di funzioni pubbliche avviene in condizioni di monopolio","posizione":"Tesi n. 70 \"Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c526","citazione":"vuole intervenire sulla scuola per dare alle persone l'opportunità di sfruttare al meglio il proprio talento","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (richiamo ad altre tesi)."},{"id":"ulivo-1996-c527","citazione":"vuole cambiare l'università, perché le persone che si iscrivono abbiano reali possibilità di laurearsi","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (richiamo ad altre tesi)."},{"id":"ulivo-1996-c529","citazione":"vuole una Repubblica fondata davvero sul lavoro: con opportunità imprenditoriali per chi ha idee innovative; con nuovi strumenti di inserimento","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (richiamo ad altre tesi)."},{"id":"ulivo-1996-c531","citazione":"vuole un'organizzazione sociale del tempo, del lavoro che dia le stesse opportunità alle donne e agli uomini","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (richiamo ad altre tesi)."},{"id":"ulivo-1996-c532","citazione":"vuole valorizzare le grandi risorse di impegno civile nel volontariato e nelle associazioni","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c533","citazione":"vuole che la cultura, la musica, lo spettacolo, le arti, lo sport, la società dell'informazione siano risorse di promozione della persona","posizione":"Tesi n. 71 \"Il futuro dei giovani, il futuro del Paese\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c535","citazione":"che sia radicato fortemente nel territorio, attraverso l'attribuzione di dirette responsabilità alle regioni, province e comuni","posizione":"Tesi n. 72 \"I giovani al servizio della comunità\"","motivo":"Caratteristica del servizio civile (contato nel passo precedente), senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c536","citazione":"Va perciò superata la contrapposizione tra lavoro a tempo pieno e lavoro part-time attraverso la modulazione degli orari","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c540","citazione":"Tale mutamento comporta il riconoscimento del lavoro di cura e politiche più articolate, anche nel sistema pensionistico, assicurativo e creditizio","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c541","citazione":"Una politica dei tempi della città. [...] Si tratta di modificare gli orari di apertura dei servizi alle persone, delle scuole, dei negozi","posizione":"Tesi n. 73 \"Una società di donne e di uomini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c543","citazione":"definizione di una nuova organizzazione, che veda il Comune come cuore del sistema di integrazione sociale","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sui servizi sociali, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c546","citazione":"differenziare l'offerta ospedaliera e di strutture residenziali (RSA), potenziando i centri dove gli aspetti di assistenza e di nursing prevalgono","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c551","citazione":"Commisurare l'assegno al nucleo familiare al parametro predicato dal 1985 in poi dalla Commissione povertà","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (assegno al nucleo familiare commisurato al reddito familiare e al numero dei componenti, legge 153/1988, art. 2)."},{"id":"ulivo-1996-c554","citazione":"intervenire con urgenza sulle modalità di funzionamento del mercato del lavoro: rendere il mercato del lavoro sufficientemente flessibile","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c555","citazione":"definire i servizi sociali che devono essere garantiti dalla responsabilità pubblica e le quote dei servizi sociali a carico degli utenti","posizione":"Tesi n. 75 \"La famiglia come ricchezza civile\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sui servizi sociali, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c558","citazione":"é necessario riesaminare l'intero ordinamento giuridico, allo scopo di eliminare o aggiornare le norme incompatibili con tali principi","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c560","citazione":"attuare misure di sostegno alle famiglie che [...] non sono in grado di assolvere adeguatamente al proprio compito primario","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c561","citazione":"promuovere l'educazione alla salute e diffondere l'attenzione ai valori e all'importanza delle pratiche sportive","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c562","citazione":"prevenire e rimuovere le numerose forme di disagio che si frappongono ad un pieno sviluppo della personalità","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c564","citazione":"Va promosso l'affido; va favorito il mantenimento delle responsabilità di entrambi i genitori in caso di separazione o divorzio","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c565","citazione":"si può intervenire sulle norme penali, introducendo nuove figure di reato e inasprendo le pene nei confronti degli adulti che inducono i minorenni","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Ipotesi («si può»), non un impegno."},{"id":"ulivo-1996-c566","citazione":"Va data soluzione alla drammatica situazione dei carceri minorili, anche attuando le misure alternative alla detenzione previste dalla legge","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Attuazione di misure già in legge (processo penale minorile, DPR 448/1988)."},{"id":"ulivo-1996-c567","citazione":"Vanno incrementate le forme di collaborazione tra servizi territoriali e giustizia minorile","posizione":"Tesi n. 76 \"Garantire i diritti dei minori\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c568","citazione":"tutelare i diritti fondamentali della persona a prescindere dalla legalità del soggiorno, e riconoscere agli immigrati regolari i diritti civili","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c572","citazione":"definire nuovi strumenti di lotta contro la criminalità e il traffico illegale di manodopera, di donne, di bambini","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c573","citazione":"programmare i flussi, tenendo anche conto delle necessità di ricongiungimento familiare","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (programmazione annuale dei flussi d'ingresso con decreto, art. 2 legge 39/1990)."},{"id":"ulivo-1996-c575","citazione":"rendere più efficiente il controllo nel rilascio dei visti e alle frontiere, adottando gli strumenti tecnici più avanzati","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c577","citazione":"realizzare condizioni di collaborazione con i paesi di provenienza, anche per favorire il rimpatrio ove necessario","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c578","citazione":"istituire strumenti di programmazione per lo sviluppo nei paesi di origine dei migranti","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c579","citazione":"introdurre o sostenere progetti di formazione e studio per immigrati, prevedendo anche apposite borse di studio per studenti universitari","posizione":"Tesi n. 77 \"Governare l'immigrazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare («introdurre o sostenere», nessuna cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c585","citazione":"la gestione integrata tra servizi sociali e sanitari, da realizzare in particolare attraverso i seguenti strumenti: [...] il distretto socio-sanitario","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sull'assistenza, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c586","citazione":"una attribuzione di responsabilità all'ente locale, vincolandolo alla gestione integrata dei servizi secondo ambiti territoriali omogenei","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sull'assistenza, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c587","citazione":"indicazioni circa le priorità con cui attribuire ai diversi settori di intervento il finanziamento pubblico e indicazioni relative alle contribuzioni da parte dell'utenza","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sull'assistenza, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c588","citazione":"garantendo livelli uniformi di assistenza e reale possibilità di controllo sulla natura e la qualità delle prestazioni erogate","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sull'assistenza, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c590","citazione":"ridefinizione dei processi formativi di base delle professioni del sociale","posizione":"Tesi n. 78 \"I servizi sociali\"","motivo":"Contenuto della legge quadro sull'assistenza, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c591","citazione":"ridefinire i meccanismi di contrattazione con le unità di offerta private per la delega della produzione di servizi","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c595","citazione":"occorre sostenere lo sviluppo della cultura d'impresa nel terzo settore","posizione":"Tesi n. 79 \"Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c599","citazione":"promuovere le iniziative necessarie per articolare gradualmente il sistema previdenziale su tre pilastri fondamentali","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (previdenza complementare già disciplinata, d.lgs. 124/1993)."},{"id":"ulivo-1996-c600","citazione":"il completamento, con nuovi strumenti legislativi, dell'azione già intrapresa con i controlli incrociati contro l'evasione contributiva","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti)."},{"id":"ulivo-1996-c601","citazione":"l'ulteriore riconoscimento del valore sociale del \"lavoro di cura\" e della maternità","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c602","citazione":"l'offerta più adeguata di una tutela previdenziale alle multiple tipologie di rapporto di lavoro che vengono diffondendosi (tra cui il part-time)","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c604","citazione":"la garanzia di una maggiore possibilità di intreccio, nella fase di pensionamento, tra godimento di una pensione e svolgimento [...] di una attività lavorativa","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c605","citazione":"l'estensione della platea dei contribuenti e della base contributiva","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Obiettivo su un dato che dipende dall'occupazione, nessun atto indicato."},{"id":"ulivo-1996-c606","citazione":"la trasformazione dello stesso sistema di finanziamento delle pensioni e della previdenza","posizione":"Tesi n. 80 \"I tre pilastri della previdenza sociale\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c610","citazione":"Affiancare nuove professionalità scientifiche, organizzative e gestionali alle competenze e professionalità esistenti","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c611","citazione":"Promuovere la diffusione della cultura presso nuove fasce di consumatori, soprattutto giovani","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c612","citazione":"Sostenere e promuovere le realtà e le esperienze locali","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c613","citazione":"Realizzare politiche efficaci per l'alta formazione, per l'eccellenza, per l'innovazione e per la sperimentazione","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c614","citazione":"maggiori competenze alle Regioni e alle autonomie locali per la produzione, promozione e distribuzione delle attività culturali","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (competenze non definite)."},{"id":"ulivo-1996-c615","citazione":"Aprire al reperimento e all'utilizzazione di risorse private (anche attraverso la riforma della figura giuridica di enti e istituzioni culturali, laddove appaia opportuno)","posizione":"Tesi n. 81 \"La cultura come risorsa\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare («laddove appaia opportuno»)."},{"id":"ulivo-1996-c621","citazione":"Occorrono poi servizi adeguati nei musei (dall'organizzazione degli orari, alle librerie, caffetterie)","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c622","citazione":"vanno attivati anche investimenti privati, coinvolgendo i privati stessi [...] e va incoraggiato e organizzato un ampio servizio di volontariato","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c623","citazione":"Aumentare la difesa dalla spoliazione e dal furto delle aree e dei siti con misure di custodia rigorose","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c625","citazione":"Vanno aumentate le risorse tecnico-scientifiche disponibili, ed inserite nel sistema dei beni culturali anche competenze economiche e gestionali","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c626","citazione":"Rafforzare la collaborazione con le autorità ecclesiastiche per consentire una più ampia conservazione e fruizione del patrimonio","posizione":"Tesi n. 82 \"I beni culturali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c627","citazione":"Per gli impianti che hanno un'utilizzazione di carattere più sociale, si potrebbe prevedere il coinvolgimento nella gestione dell'associazionismo sportivo","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\"","motivo":"Ipotesi («si potrebbe»)."},{"id":"ulivo-1996-c630","citazione":"Una quota delle entrate spettanti all'erario per le lotterie e i concorsi-pronostici di tema sportivo potrebbe essere destinata al sostegno dello sport di base","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\"","motivo":"Ipotesi («potrebbe»)."},{"id":"ulivo-1996-c633","citazione":"Va incoraggiato il recupero di vecchi impianti sportivi, la costruzione di nuove strutture rispettose dell'ambiente","posizione":"Tesi n. 83 \"Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c635","citazione":"Per migliorare la qualità del servizio, si deve ricorrere a tecniche di gestione manageriale, eliminare gli sprechi e le sacche di privilegio","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c636","citazione":"attuare forme di integrazione dei servizi e delle prestazioni, con una pluralità di soggetti [...] nell'ambito di una competizione controllata e regolata dallo Stato","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (accreditamento già previsto dal d.lgs. 502/1992)."},{"id":"ulivo-1996-c637","citazione":"Ciò richiede informazione ed educazione sanitaria, lo sviluppo delle cure primarie e del ruolo di assistenza del medico di base","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c638","citazione":"ampliare le esperienze di controllo sociale [...] attraverso le commissioni miste (operatori - utenti) di verifica della qualità dei servizi","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Rafforzamento di esperienze già esistenti, nessun atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c639","citazione":"puntare sulla prevenzione: in particolare sulla tutela della salute e della qualità ambientale","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c640","citazione":"occorre dunque definire i ruoli, i limiti della indipendenza, le regole etiche interne alle professioni","posizione":"Tesi n. 84 \"Vivere di più, vivere meglio\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c643","citazione":"Alle Regioni deve essere data la possibilità di fissare livelli di assistenza superiori a quelli essenziali previsti a livello nazionale","posizione":"Tesi n. 85 \"Sanità e federalismo: un nuovo modello di servizio per la salute\"","motivo":"Facoltà già prevista alla data del voto (livelli di assistenza superiori a quelli uniformi, a carico delle Regioni, d.lgs. 502/1992, art. 13)."},{"id":"ulivo-1996-c644","citazione":"I Sindaci e le Conferenze dei Sindaci, assumono un valore fondamentale [...] di essere veri e propri codecisori delle scelte di indirizzo sanitario","posizione":"Tesi n. 85 \"Sanità e federalismo: un nuovo modello di servizio per la salute\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c646","citazione":"un rapporto riqualificato con il medico di medicina generale nel proprio distretto socio-sanitario","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c649","citazione":"Realizzazione e impiego di unità spinali, tecnologie e figure professionali specialistiche del settore riabilitativo","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c651","citazione":"impiego delle nuove tecnologie [...] con possibilità di prenotazione da casa, sviluppando forme di telesoccorso e telemedicina","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c652","citazione":"sviluppo di programmi comprendenti in primo luogo la \"valutazione geriatrica globale\"","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c653","citazione":"proponiamo l'accelerazione dei programmi di sviluppo delle \"Residenze Assistenziali sanitarie\" [...] con l'utilizzo dei fondi della legge 67/1988","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c654","citazione":"Attivazione di tutte le possibili politiche di reinserimento post-pensionistico","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c655","citazione":"Potenziamento del progetto obiettivo \"salute mentale\"","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Rafforzamento di un piano già adottato (progetto obiettivo «Tutela della salute mentale 1994-1996», DPR 7/4/1994)."},{"id":"ulivo-1996-c657","citazione":"Prevenzione primaria rafforzata, per la lotta alle malattie infettive (epatite, TBC, AIDS)","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c658","citazione":"Infanzia e adolescenza: azioni mirate contro gli eventi prevenibili e progetti-obiettivo contro i rischi prevedibili","posizione":"Tesi n. 86 \"La cittadinanza sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c661","citazione":"facilitare la partecipazione degli Istituti e Dipartimenti universitari all'impresa produttiva [...] consentendo formule più ampie di \"joint venture\", brevettazione, partecipazione alle royalties","posizione":"Tesi n. 87 \"Ricerca biomedica e sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c662","citazione":"integrare maggiormente università e industria biomedica nella formazione di \"quadri\" ricercatori già operanti nell'industria","posizione":"Tesi n. 87 \"Ricerca biomedica e sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c663","citazione":"incrementare la partecipazione italiana ai progetti della Unione Europea","posizione":"Tesi n. 87 \"Ricerca biomedica e sanitaria\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c665","citazione":"Il passaggio da una pratica \"paternalistica\" della medicina a una valorizzazione dell'autonomia del paziente deve essere favorito da una autorevole legittimazione formale","posizione":"Tesi n. 88 \"Bioetica e sanità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c669","citazione":"Il potere legislativo verrà esercitato dalla Camera delle Regioni per la deliberazione delle sole leggi che interessano le Regioni","posizione":"Tesi n. 4 \"Una Camera delle Regioni\"","motivo":"Criterio della riforma del Senato, senza atto distinto."},{"id":"ulivo-1996-c670","citazione":"costruire un'amministrazione che fa meno e meglio: lo Stato leggero si realizza restringendo l'intervento pubblico alle funzioni veramente necessarie","posizione":"Tesi n. 13 \"Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (funzioni non individuate)."},{"id":"ulivo-1996-c671","citazione":"Bisogna creare un sistema efficiente e moderno di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c672","citazione":"attivare nuove procedure di selezione e di promozione che recluti i migliori e i più capaci","posizione":"Tesi n. 14 \"Una pubblica amministrazione leggera e decentrata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (procedure non definite)."},{"id":"ulivo-1996-c680","citazione":"si dovrà poi concentrare l'attenzione sulla microcriminalità, soprattutto nelle aree urbane; si dovrà intervenire sui temi del diritto penale dell'economia","posizione":"Tesi n. 20 \"Dei delitti e delle pene\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c682","citazione":"Si devono seguire innanzitutto le indicazioni della Corte Costituzionale relative al diritto del condannato al riesame periodico dell'espiazione","posizione":"Tesi n. 21 \"Giusta punizione, ma punizione giusta\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (indirizzo da seguire, nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c683","citazione":"bisogna migliorare l'organizzazione interna delle forze dell'ordine, per mettere più personale sul territorio","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (obiettivo direzionale senza cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c684","citazione":"I cittadini vanno informati sui rischi presenti nel territorio dove risiedono","posizione":"Tesi n. 22 \"Poter uscire di casa tranquillamente\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c685","citazione":"questi strumenti devono coniugarsi con indagini patrimoniali concatenate all'interno delle inchieste penali","posizione":"Tesi n. 23 \"La lotta alla criminalità organizzata\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riguarda l'attività investigativa, nessun atto definito)."},{"id":"ulivo-1996-c686","citazione":"offrendo alle parti sociali anche la possibilità di ricorrere al contratto di solidarietà","posizione":"Tesi n. 43 \"Una Repubblica fondata davvero sul lavoro\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (contratti di solidarietà, art. 1 del d.l. 726/1984, legge 863/1984)."},{"id":"ulivo-1996-c687","citazione":"con azioni che portino a compimento il vecchio intervento straordinario","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ulivo-1996-c688","citazione":"perseguire maggiormente l'integrazione tra università e sistema produttivo","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c690","citazione":"favorire le imprese sociali e non profit","posizione":"Tesi n. 44 \"Il Mezzogiorno\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c691","citazione":"E' quindi indispensabili assicurare l'indipendenza e il pluralismo delle istituzioni finanziarie","posizione":"Tesi n. 47 \"Aprire il mercato dei capitali\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ulivo-1996-c692","citazione":"Occorre comunque un controllo - sia sulle concentrazioni proprietarie sia sulle quote di mercato - che garantisca una situazione di effettiva concorrenza","posizione":"Tesi n. 51 \"L'informazione\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (limiti e soglie non indicati)."},{"id":"ulivo-1996-c697","citazione":"al sostegno alle Regioni per i parchi regionali","posizione":"Tesi n. 58 \"Conservare la biodiversità\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto né cifra)."},{"id":"ulivo-1996-c698","citazione":"a perseguire l'obiettivo di una riduzione dei consumi, ma contestualmente anche di una loro redistribuzione","posizione":"Tesi n. 59 \"Portare l'acqua da bere in tutte le case\"","motivo":"Obiettivo su un comportamento privato (consumi d'acqua), senza cifra."},{"id":"ulivo-1996-c699","citazione":"Occorre dunque individuare canali specifici di attività lavorative, al di fuori del mercato del lavoro in senso proprio, nei quali l'anziano possa liberamente inserirsi","posizione":"Tesi n. 74 \"I diritti degli anziani\"","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (canali non definiti; il ddl 1321 sui lavori socialmente utili è citato solo come esempio)."}],"duplicati":59},{"programmaId":"cdl-2001","totale":415,"verificabili":198,"completo":true,"conteggio":{"totale":198,"mantenuta":38,"in parte":74,"non mantenuta":80,"in corso":0,"non valutabile":6},"percentualeMantenute":19,"generiche":[{"id":"cdl-2001-c007","citazione":"con il risultato di una forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni","posizione":"Contratto con gli italiani, obiettivo 2 \"Piano per la difesa dei cittadini\"","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdl-2001-c011","citazione":"Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche","posizione":"Contratto con gli italiani, clausola finale","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"cdl-2001-c012","citazione":"Tutta la nostra politica, dalla fiscalità ai fondi pensione, dagli asili nido ai contratti di lavoro, sarà mirata a sostenere e sviluppare la famiglia","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Famiglia\" (pilastri.pdf), p. VIII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c013","citazione":"È essenziale garantire loro concretamente pari opportunità nel lavoro e nella vita sociale","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Famiglia\" (pilastri.pdf), p. VIII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c014","citazione":"Occorre sostenere con interventi concreti la loro opera","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Famiglia\" (pilastri.pdf), p. IX","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c015","citazione":"Occorre altresì la libertà di costruire le nuove Grandi Opere pubbliche nel rispetto dell'ambiente","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sviluppo\" (pilastri.pdf), p. X","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c016","citazione":"ridurre le tasse ed aumentare contemporaneamente le pensioni minime","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sviluppo\" (pilastri.pdf), p. X","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"cdl-2001-c017","citazione":"Noi vogliamo modernizzarla, con idee e tecniche nuove","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Federalismo e riforma dello Stato\" (pilastri.pdf), p. XI","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c018","citazione":"occorre superare il centralismo statale","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Federalismo e riforma dello Stato\" (pilastri.pdf), p. XI","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c019","citazione":"oggi lo Stato, oltre a riacquistare il controllo del territorio, deve innanzitutto prevenire il crimine e non solo reprimerlo","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sicurezza\" (pilastri.pdf), p. XII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c020","citazione":"Occorre un controllo rigoroso delle frontiere","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sicurezza\" (pilastri.pdf), p. XIII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c022","citazione":"Occorre invece contrastare severamente coloro che vengono in Italia per delinquere","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sicurezza\" (pilastri.pdf), p. XIII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c023","citazione":"Il traffico della droga, in tutte le sue forme, non deve essere tollerato o giustificato, deve essere stroncato","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Sicurezza\" (pilastri.pdf), p. XIII","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c024","citazione":"La collaborazione con gli Stati Uniti [...] va riaffermata in modo pieno","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Vocazione europea e occidentale\" (pilastri.pdf), p. XIV","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdl-2001-c025","citazione":"Promuovere una Costituzione europea di stampo veramente liberale","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Vocazione europea e occidentale\", indirizzo 1 (pilastri.pdf), p. XV","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c026","citazione":"Rilanciare al massimo le condizioni della crescita economica e sociale attraverso le più opportune forme di flessibilità","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Vocazione europea e occidentale\", indirizzo 2 (pilastri.pdf), p. XV","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c027","citazione":"Ricercare nuove e più stringenti forme di collaborazione con gli Stati Uniti d'America, a cominciare dalle questioni concernenti la Difesa","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Vocazione europea e occidentale\", indirizzo 3 (pilastri.pdf), p. XVI","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c028","citazione":"Ricercare e attuare nuove forme di cooperazione [...] al fine di dar vita a un miglior controllo reciproco degli attuali flussi migratori","posizione":"Piano di governo, I pilastri culturali, \"Vocazione europea e occidentale\", indirizzo 4 (pilastri.pdf), p. XVI","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c029","citazione":"Riorganizzazione dal profondo di tutti gli apparati dello Stato per un nuovo modello di Stato informatizzato e digitalizzato","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", titolo della missione 1 (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c030","citazione":"Realizzare in Italia un laboratorio di eccellenza della Pubblica Amministrazione, che possa fungere da modello anche per altri Paesi","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 1 (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c031","citazione":"acquisti delle pubbliche amministrazioni “on line” per realizzare risparmio di denaro e di tempo e la più totale trasparenza","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 1, primo esempio (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (programma di acquisti in rete delle pubbliche amministrazioni, legge 488/1999, art. 26)."},{"id":"cdl-2001-c034","citazione":"Realizzare strutture organizzative più snelle ed efficienti nei ministeri, negli enti pubblici, negli apparati amministrativi regionali e locali","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 2 (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c035","citazione":"Eliminare sprechi di denaro pubblico e moltiplicazione di competenze nelle amministrazioni pubbliche","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 3 (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c036","citazione":"Promuovere un nuovo modello per la formazione delle classi dirigenti pubbliche e private","posizione":"Piano di governo, missione 1.1 \"Riforma degli apparati dello Stato\", proposta 4 (missioni/1-1.pdf), p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c037","citazione":"Questo progetto verrà realizzato secondo un piano preciso basato su alcuni principi ed azioni fondamentali","posizione":"Piano di governo, missione 1.2 \"Digitalizzazione della pubblica amministrazione\", introduzione (missioni/1-2.pdf), p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c042","citazione":"la componente premiale deve acquisire una dimensione significativa","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c043","citazione":"i dirigenti e i funzionari pubblici devono essere liberati da controlli eccessivi","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c045","citazione":"La mobilità deve essere incoraggiata attraverso opportuni indennizzi ed incentivi","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c046","citazione":"La formazione continua [...] deve essere un fattore di miglioramento della professionalità dei funzionari e degli impiegati pubblici","posizione":"Piano di governo, missione 1.3 \"Valorizzazione del pubblico impiego\" (missioni/1-3.pdf), p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c050","citazione":"La riduzione del numero dei parlamentari deve accompagnarsi ad una drastica diminuzione della legiferazione","posizione":"Piano di governo, missione 2 \"Riforma dell'architettura istituzionale dello Stato\", proposta 2 (missioni/2.pdf), p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c056","citazione":"Occorre puntare ad una vasta opera di delegificazione e di riduzione degli eccessi regolamentari e amministrativi","posizione":"Piano di governo, missione 3 \"Rivisitazione del complesso delle leggi e dei Codici\" (missioni/3.pdf), p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c057","citazione":"tutto ciò che non è esplicitamente vietato deve ritenersi consentito","posizione":"Piano di governo, missione 3 \"Rivisitazione del complesso delle leggi e dei Codici\" (missioni/3.pdf), p. 9","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdl-2001-c061","citazione":"Ricorso alla cosiddetta “finanza di progetto” al fine di raccogliere capitali privati per il finanziamento di parte del costo delle opere","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 1 (missioni/4-1.pdf), p. 11","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (finanza di progetto, legge 109/1994 come modificata dalla legge 415/1998)."},{"id":"cdl-2001-c063","citazione":"Segue l'elenco delle emergenze e delle criticità da avviare immediatamente e da realizzare nel prossimo decennio","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 1 (missioni/4-1.pdf), p. 11","motivo":"Introduce l'elenco delle opere, contate una per una."},{"id":"cdl-2001-c075","citazione":"Sistema dei trasporti–autostrade: [...] adeguamento Traforo del Monte Bianco","posizione":"Piano di governo, missione 4.1 \"Piano per le Grandi Opere\", proposta 2 (missioni/4-1.pdf), p. 12","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (ricostruzione e adeguamento del traforo chiuso dopo l'incendio del 1999)."},{"id":"cdl-2001-c110","citazione":"Predisposizione di un quadro conoscitivo aggiornato della situazione del rischio idrogeologico e monitoraggio continuo di tali situazioni","posizione":"Piano di governo, missione 4.2 \"Difesa del territorio\", proposta 1 (missioni/4-2.pdf), p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c111","citazione":"Creazione di un collegamento fra gli enti di livello superiore e i sindaci, fornendo a questi ultimi i mezzi per il controllo continuo del territorio","posizione":"Piano di governo, missione 4.2 \"Difesa del territorio\", proposta 1 (missioni/4-2.pdf), p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c112","citazione":"Rilanciare gli investimenti per i sistemi di adduzione e distribuzione idrica","posizione":"Piano di governo, missione 4.2 \"Difesa del territorio\", proposta 2 (missioni/4-2.pdf), p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"cdl-2001-c113","citazione":"Attuazione degli obiettivi di tutela e recupero delle risorse idriche in massima parte disattesi definiti dalla vigente normativa","posizione":"Piano di governo, missione 4.2 \"Difesa del territorio\", proposta 2 (missioni/4-2.pdf), p. 13","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge."},{"id":"cdl-2001-c115","citazione":"Promozione di un rapporto di collaborazione e integrazione di competenze tra Stato, Regioni e Enti locali","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 2 (missioni/4-3.pdf), p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c116","citazione":"Incentivazione dell'intervento privato, attraverso opportuni strumenti legali e fiscali, nell'esercizio delle attività gestionali, commerciali, finanziarie e di promozione","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 3 (missioni/4-3.pdf), p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti)."},{"id":"cdl-2001-c117","citazione":"Consolidamento del Sistema Museale Nazionale","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 4 (missioni/4-3.pdf), p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c118","citazione":"Utilizzo della “finanza di progetto” anche nel campo dei beni culturali","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 5 (missioni/4-3.pdf), p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c119","citazione":"Attuazione della legge sul volontariato con specifico riguardo al settore dei beni culturali","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 6 (missioni/4-3.pdf), p. 14","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 266/1991)."},{"id":"cdl-2001-c120","citazione":"Realizzazione di un coordinamento fra operatori turistici e operatori culturali","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 7 (missioni/4-3.pdf), p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c121","citazione":"Promozione di un'articolata politica della comunicazione, per supportare le iniziative turistiche","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 8 (missioni/4-3.pdf), p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c122","citazione":"Realizzazione di una forte promozione del nostro Paese come meta turistica [...] al fine di incrementare in misura rilevante il numero dei turisti stranieri","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 9 (missioni/4-3.pdf), p. 15","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdl-2001-c124","citazione":"dare un forte impulso a tutti i settori della creatività artistica: dallo spettacolo alla musica e alle arti visive","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 11 (missioni/4-3.pdf), p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c125","citazione":"La promozione della cultura e della lingua italiana all'estero è preziosa","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", proposta 12 (missioni/4-3.pdf), p. 15","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdl-2001-c127","citazione":"vanno valorizzate le loro istituzioni, occorre rafforzare il loro legame con l'Italia","posizione":"Piano di governo, missione 4.3 \"Valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico e culturale\", italiani all'estero (missioni/4-3.pdf), p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c128","citazione":"lotta alla criminalità, nuove infrastrutture, incentivazione del turismo e dell'agricoltura, meno burocrazia","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", titolo della missione 5 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c130","citazione":"Riappropriazione del territorio da parte delle forze dell'ordine, con un decisivo contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", proposta 1 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c132","citazione":"Tutela e valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", proposta 3 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c133","citazione":"La formazione sarà mirata alle esigenze e alle possibilità del Sud","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", proposta 4 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c134","citazione":"Rilancio del turismo, dell'agricoltura e sviluppo dell'industria informatica","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", proposta 5 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c136","citazione":"Gli incentivi saranno gestiti con rigore e puntualità [...] concessi solo ad aziende che li utilizzano per reali investimenti","posizione":"Piano di governo, missione 5 \"Piano per il Sud\", proposta 6 (missioni/5.pdf), p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c137","citazione":"meno tasse sulle famiglie, sul lavoro e sulle imprese, meno burocrazia, meno divieti, meno sperperi di denaro pubblico","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", titolo della strategia 1 (strategie/1-1.pdf), p. 21","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c150","citazione":"Incremento del PIL al 4%","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", nuovi flussi di entrata, punto 1 (strategie/1-1.pdf), p. 22","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdl-2001-c151","citazione":"Riduzioni della spesa pubblica attraverso l'accorpamento di ministeri","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", nuovi flussi di entrata, punto 5 (strategie/1-1.pdf), p. 23","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (accorpamento dei ministeri disposto dal d.lgs. 300/1999)."},{"id":"cdl-2001-c152","citazione":"vendita di imprese municipalizzate in perdita","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", nuovi flussi di entrata, punto 5 (strategie/1-1.pdf), p. 23","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c153","citazione":"Chiusura di enti inutili","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", nuovi flussi di entrata, punto 6 (strategie/1-1.pdf), p. 23","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (enti non individuati)."},{"id":"cdl-2001-c154","citazione":"Privatizzazioni a diminuzione del debito pubblico con risparmio sugli interessi annuali","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\", nuovi flussi di entrata, punto 7 (strategie/1-1.pdf), p. 23","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"cdl-2001-c157","citazione":"In caso di supero si rimoduleranno gli interventi sulle aliquote","posizione":"Piano di governo, strategia 1.1 \"Riforma fiscale\" (strategie/1-1.pdf), p. 23","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"cdl-2001-c161","citazione":"Accelerazione della transizione del collocamento pubblico in direzione della creazione di una rete mista di servizi per l'impiego davvero efficienti","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 2 (strategie/1-2.pdf), p. 25","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"cdl-2001-c162","citazione":"Mantenimento pieno dei contenuti e delle garanzie tipici dei contratti di lavoro già esistenti","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 3 (strategie/1-2.pdf), p. 25","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile (impegno generale a non ridurre le garanzie, senza un atto o un dato che lo misuri)."},{"id":"cdl-2001-c166","citazione":"Introduzione nel pubblico impiego della possibilità di adottare orari flessibili","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 7 (strategie/1-2.pdf), p. 26","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (l'orario flessibile era già previsto dal d.lgs. 165/2001 e dall'accordo del 1996)."},{"id":"cdl-2001-c167","citazione":"Sviluppo della formazione professionale, in particolare nel settore delle nuove tecnologie","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 8 (strategie/1-2.pdf), p. 26","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c168","citazione":"Predisposizione di un'offerta di formazione per gli adulti mirante alla conservazione e all'innalzamento dei livelli di impiegabilità","posizione":"Piano di governo, strategia 1.2 \"Lavoro\", proposta 9 (strategie/1-2.pdf), p. 26","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c171","citazione":"Riesame sistematico delle procedure per autorizzazioni, permessi e certificati","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 1 (strategie/1-4.pdf), p. 28","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c172","citazione":"Accorpamento delle competenze a esprimere pareri e dare autorizzazioni per lo svolgimento delle pratiche in un unico ufficio","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 2 (strategie/1-4.pdf), p. 28","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (sportello unico, d.lgs. 112/1998 e d.P.R. 447/1998)."},{"id":"cdl-2001-c176","citazione":"Accelerazione della privatizzazione di ENEL, ENI, del residuo gruppo IRI","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 6 (strategie/1-4.pdf), p. 28","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (privatizzazioni di ENEL, ENI e IRI)."},{"id":"cdl-2001-c177","citazione":"Accelerazione delle privatizzazioni immobiliari","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 7 (strategie/1-4.pdf), p. 28","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (dismissioni immobiliari)."},{"id":"cdl-2001-c178","citazione":"Modernizzazione della gestione finanziaria del patrimonio pubblico attraverso “cartolarizzazioni”, “leasing internazionali”, “project financing”","posizione":"Piano di governo, strategia 1.4 \"Deregolamentazioni, liberalizzazioni, privatizzazioni\", proposta 8 (strategie/1-4.pdf), p. 28","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c180","citazione":"L'obiettivo per i prossimi cinque anni è quello di favorire l'avvento della società digitale","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\" (strategie/1-5.pdf), p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c188","citazione":"Massima pubblicità sulle modalità d'accesso ai fondi dell'Unione Europea","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 6 (strategie/1-5.pdf), p. 30","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c189","citazione":"Uso della televisione come strumento di informazione e di alfabetizzazione digitale","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 7 (strategie/1-5.pdf), p. 30","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c191","citazione":"Garanzia della sicurezza delle transazioni “on line” e prevenzione e pronta repressione dei cosiddetti “cybercrimini”","posizione":"Piano di governo, strategia 1.5 \"New Economy\", proposta 9 (strategie/1-5.pdf), p. 30","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c192","citazione":"L'Italia dovrà operare per la ripresa dei negoziati relativi alla liberalizzazione degli scambi commerciali","posizione":"Piano di governo, strategia 1.6 \"Globalizzazione\" (strategie/1-6.pdf), p. 31","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c193","citazione":"è necessario rafforzare e integrare gli strumenti internazionali per una più efficace “governance” della globalizzazione","posizione":"Piano di governo, strategia 1.6 \"Globalizzazione\" (strategie/1-6.pdf), p. 31","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c198","citazione":"meno vincoli e più incentivi per il volontariato","posizione":"Piano di governo, strategia 2 \"La politica sociale\", titolo della strategia 2 (strategie/2.pdf), p. 33","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c199","citazione":"Per la terza età occorre soprattutto difendere il diritto all'utilità delle persone, con la rimozione dei pregiudizi e delle norme penalizzanti","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 1 (strategie/2-1.pdf), p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c201","citazione":"Occorre potenziare le iniziative di collocamento – pubblico e privato – post-carriera","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 3 (strategie/2-1.pdf), p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c202","citazione":"Occorre favorire e valorizzare le attività di volontariato e del terzo settore","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 4 (strategie/2-1.pdf), p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c203","citazione":"Occorre attuare e generalizzare l'intervento di prevenzione della non autosufficienza per la quarta età","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 5 (strategie/2-1.pdf), p. 35","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c204","citazione":"va inoltre potenziata l'assistenza a domicilio","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 5 (strategie/2-1.pdf), p. 35","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c205","citazione":"Occorre incentivare le applicazioni della New Economy (dalla micrologistica alla telediagnosi)","posizione":"Piano di governo, strategia 2.1 \"Terza età\", proposta 6 (strategie/2-1.pdf), p. 35","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c206","citazione":"Occorre sostenere le politiche attive del lavoro che contrastano la disoccupazione giovanile","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 1, p. 36 (strategie/2-2.htm, copia d'archivio del 13/2/2002; la p. 36 manca dal PDF strategie/2-2.pdf, unica versione archiviata, catturata solo dal 2005)","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c207","citazione":"meritano di essere valorizzate alcune funzioni svolte dal terzo settore","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 2 (strategie/2-2.pdf), p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c208","citazione":"occorre contrastare la diffusione dell'insicurezza, l'assenza di prospettive","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 3 (strategie/2-2.pdf), p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c209","citazione":"va riconosciuto un particolare valore sociale all'attività sportiva e va garantito a tutti l'accesso ad essa","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 4 (strategie/2-2.pdf), p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c210","citazione":"Occorre infine realizzare campagne di informazione e prevenzione, nelle scuole e negli altri ambienti di vita giovanile, sui danni derivanti dall'uso di droghe","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 5 (strategie/2-2.pdf), p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c211","citazione":"Interventi mirati vanno anche realizzati per affrontare il dramma della tossicodipendenza nelle carceri","posizione":"Piano di governo, strategia 2.2 \"Giovani\", proposta 5 (strategie/2-2.pdf), p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c218","citazione":"Le amministrazioni regionali e locali dovranno riconsiderare le modalità di imposizione dei tributi (in primo luogo l'ICI)","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 6 (strategie/2-3.pdf), p. 39","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c219","citazione":"dovranno aumentare le offerte di servizi per l'infanzia a partire dagli asili nido","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 6 (strategie/2-3.pdf), p. 39","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c220","citazione":"I Comuni dovranno promuovere i servizi di assistenza per l'infanzia, per i disabili e per gli anziani svolti dal terzo settore","posizione":"Piano di governo, strategia 2.3 \"Famiglia\", proposta 7 (strategie/2-3.pdf), p. 39","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c223","citazione":"Occorre dare, inoltre, una base economica adeguata al “secondo pilastro”","posizione":"Piano di governo, strategia 2.4 \"Pensioni\", proposta 2 (strategie/2-4.pdf), p. 40","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c228","citazione":"Occorre garantire pienamente il diritto di tutti alla salute, attraverso l'accesso rapido al medico e alle strutture sanitarie","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 41","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c230","citazione":"Assicurare prestazioni di alta qualità sia per la preparazione del personale che per la modernità delle tecnologie","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 1 (strategie/2-5.pdf), p. 41","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c235","citazione":"Prevedere forme di progressiva “esternalizzazione” dei servizi coinvolgendo nella sanità [...] il terzo settore","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 4 (strategie/2-5.pdf), p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c236","citazione":"Attuare una seria politica di sostegno al disagio psichico e di sostegno ai pazienti e alle loro famiglie","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 5 (strategie/2-5.pdf), p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c237","citazione":"Attivare programmi efficaci di comunicazione sanitaria per informare la popolazione","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\", proposta 6 (strategie/2-5.pdf), p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c238","citazione":"Occorre potenziare la prevenzione attraverso grandi campagne di educazione ed informazione","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c239","citazione":"Tanto nella genetica quanto nella procreazione assistita vi è bisogno al tempo stesso di libertà e di regole","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 43","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdl-2001-c240","citazione":"sviluppare tutte quelle misure di sostegno alla maternità e di prevenzione dell'aborto, già previste dalla filosofia della legge 194","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 43","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 194/1978)."},{"id":"cdl-2001-c241","citazione":"evitare, insieme alla quasi totalità dei Paesi civili, la scorciatoia dell'eutanasia","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 43","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdl-2001-c242","citazione":"l'Italia deve piuttosto recuperare tutto l'enorme ritardo che ha accumulato nel campo delle terapie del dolore e delle cure palliative","posizione":"Piano di governo, strategia 2.5 \"Sanità\" (strategie/2-5.pdf), p. 43","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c243","citazione":"Occorre da un lato garantire l'effettività del diritto al lavoro per i disabili","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\" (strategie/2-6.pdf), p. 44","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c246","citazione":"Migliorare i centri riabilitativi, socio educativi e residenziali integrandoli nella comunità","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 2 (strategie/2-6.pdf), p. 45","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c249","citazione":"Superare il meccanismo di collocamento burocratico. Occorre attivare un sistema di collocamento moderno","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 5 (strategie/2-6.pdf), p. 45","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c250","citazione":"Sviluppare la collaborazione con la scuola e le associazioni del volontariato","posizione":"Piano di governo, strategia 2.6 \"Disabili\", proposta 6 (strategie/2-6.pdf), p. 45","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c256","citazione":"Nomina dei membri dell'Autorità sul volontariato secondo criteri di professionalità e di indipendenza","posizione":"Piano di governo, strategia 2.7 \"No profit\", proposta 5 (strategie/2-7.pdf), p. 46","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (criteri di nomina non verificabili)."},{"id":"cdl-2001-c257","citazione":"Occorre rispettare il principio di autonomia e di autogoverno dello sport italiano","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\" (strategie/2-8.pdf), p. 47","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c260","citazione":"Promuovere e sviluppare la diffusione della pratica sportiva nella scuola","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 3 (strategie/2-8.pdf), p. 47","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c261","citazione":"Sostenere e privilegiare, attraverso idonei provvedimenti legislativi, il ruolo dell'associazionismo e del volontariato sportivo","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 4 (strategie/2-8.pdf), p. 47","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (provvedimenti non definiti)."},{"id":"cdl-2001-c262","citazione":"Assecondare un ordinato sviluppo dell'attività sportiva professionistica","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 5 (strategie/2-8.pdf), p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c264","citazione":"Salvaguardare la salute dei praticanti attraverso un risoluto impegno contro il doping","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 7 (strategie/2-8.pdf), p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c265","citazione":"Sostenere lo “sport per tutti”","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 8 (strategie/2-8.pdf), p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c266","citazione":"Valorizzare il ruolo istituzionale delle Regioni e degli Enti locali","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 9 (strategie/2-8.pdf), p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c268","citazione":"rapidità dei processi, tutela immediata delle vittime dei reati, certezza della pena, controllo dell'immigrazione clandestina","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", titolo della strategia 3 (strategie/3-1.pdf), p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"cdl-2001-c269","citazione":"occorre creare una struttura, un'organizzazione, una macchina che prevenga il crimine","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\" (strategie/3-1.pdf), p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c271","citazione":"Giungere a un vero ed efficace coordinamento dell'azione delle forze dell'ordine","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 2 (strategie/3-1.pdf), p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c273","citazione":"Far recuperare il controllo del territorio allo Stato","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 4 (strategie/3-1.pdf), p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c275","citazione":"Liberare le forze dell'ordine dalle incombenze amministrative","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 6 (strategie/3-1.pdf), p. 50","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c276","citazione":"Si devono decentrare al massimo i presidi della Polizia di Stato e dei Carabinieri","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 6 (strategie/3-1.pdf), p. 50","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c279","citazione":"Rendere la pena effettiva","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 7 (strategie/3-1.pdf), p. 50","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c286","citazione":"Rivedere il ruolo delle amministrazioni locali e delle associazioni di cittadini nella prevenzione della criminalità","posizione":"Piano di governo, strategia 3.1 \"Sicurezza\", proposta 11 (strategie/3-1.pdf), p. 50","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c294","citazione":"Diritto alla difesa attraverso la valorizzazione e razionalizzazione del gratuito patrocinio, della difesa d'ufficio","posizione":"Piano di governo, strategia 3.3 \"Giustizia penale\", proposta 5 (strategie/3-3.pdf), p. 52","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (leggi 60/2001 sulla difesa d'ufficio e 134/2001 sul patrocinio a spese dello Stato)."},{"id":"cdl-2001-c307","citazione":"Occorre disboscare la selva delle norme","posizione":"Piano di governo, strategia 3.5 \"Giustizia amministrativa\" (strategie/3-5.pdf), p. 55","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c310","citazione":"Occorre introdurre criteri meritocratici sia per l'accesso che per lo sviluppo della carriera dei magistrati","posizione":"Piano di governo, strategia 3.5 \"Giustizia amministrativa\", innovazione 3 (strategie/3-5.pdf), p. 55","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c311","citazione":"Gli Ordini non devono essere soppressi né aumentati, ma occorre migliorarne l'efficienza","posizione":"Piano di governo, strategia 3.6 \"Professioni\" (strategie/3-6.pdf), p. 56","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c313","citazione":"Funzione essenziale degli Ordini nel tirocinio, la formazione, l'aggiornamento, la verifica dei requisiti","posizione":"Piano di governo, strategia 3.6 \"Professioni\", principio 1 (strategie/3-6.pdf), p. 56","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c321","citazione":"La naturale priorità è costituita dalla scuola pubblica, che non va assolutamente dequalificata ma all'opposto rilanciata","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", proposta 3 (strategie/4-1.pdf), p. 58","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c323","citazione":"Contratti nuovi e più flessibili, investimenti in formazione","posizione":"Piano di governo, strategia 4.1 \"Scuola\", proposta 5 (strategie/4-1.pdf), p. 58","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c326","citazione":"Abolizione della riforma Zecchino sullo stato giuridico dei docenti","posizione":"Piano di governo, strategia 4.2 \"Università\", linea 1 (strategie/4-2.pdf), p. 59","motivo":"Nessun atto da abrogare alla data del voto (il ddl del governo sullo stato giuridico dei docenti, A.C. 6562, non è mai diventato legge ed è decaduto con la fine della XIII legislatura)."},{"id":"cdl-2001-c336","citazione":"Difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini con controlli più efficaci e rigorosi su aria, acqua e alimenti","posizione":"Piano di governo, strategia 5.1 \"Ambiente\", titolo della strategia 5 (strategie/5-1.pdf), p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c337","citazione":"Informare ogni norma, regolamento, politica per l'ambiente alla ricerca di un equilibrio tra ambiente e sviluppo","posizione":"Piano di governo, strategia 5.1 \"Ambiente\", proposta 1 (strategie/5-1.pdf), p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c338","citazione":"Costruire un sistema di controlli, anche attraverso la rivalutazione degli Enti scientifici e delle strutture esperte","posizione":"Piano di governo, strategia 5.1 \"Ambiente\", proposta 2 (strategie/5-1.pdf), p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c340","citazione":"Incentivare chi investe per la tutela dell'ambiente e promuovere l'adozione di risorse energetiche a basso impatto ambientale","posizione":"Piano di governo, strategia 5.1 \"Ambiente\", proposta 4 (strategie/5-1.pdf), p. 64","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c341","citazione":"Promuovere il ricorso ai sistemi di certificazione (qualità e “audit ambientale”)","posizione":"Piano di governo, strategia 5.1 \"Ambiente\", proposta 5 (strategie/5-1.pdf), p. 64","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c343","citazione":"Liberalizzare il mercato superando i molti vincoli dipendenti dal monopolio tecnico prima ancora che da quello legale","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 2 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c344","citazione":"Promuovere una reale politica di sostegno per la ricerca scientifica nel settore","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 3 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c345","citazione":"Adottare una politica di controllo delle emissioni e di riduzione dell'effetto serra","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 4 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c346","citazione":"Potenziare le interconnessioni tra le reti di trasporto nazionale di elettricità e l'estero","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 5 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c347","citazione":"Affermare i valori propri della liberalizzazione dell'energia","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 6 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c348","citazione":"Avviare la competitività tra produttori nazionali, dopo la dismissione delle centrali ENEL","posizione":"Piano di governo, strategia 5.2 \"Energia\", proposta 7 (strategie/5-2.pdf), p. 65","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (dismissione delle centrali ENEL, d.lgs. 79/1999)."},{"id":"cdl-2001-c349","citazione":"Riacquisire un ruolo autorevole e credibile del Paese nelle sedi internazionali per la difesa della Politica Agricola Comune","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 1 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdl-2001-c351","citazione":"Accrescere la competitività delle imprese agricole","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 3 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c352","citazione":"Valorizzare le specificità dei prodotti agroalimentari italiani e promuovere sul piano internazionale i nostri prodotti tipici","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 4 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c353","citazione":"Migliorare la disciplina di certificazione della qualità, di etichettatura e di provenienza dei prodotti alimentari","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 5 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c354","citazione":"Adottare regole comuni per l'utilizzo dei prodotti chimici in totale sicurezza","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 6 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c355","citazione":"Riorganizzare e ottimizzare le competenze degli Enti di vigilanza","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 7 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c356","citazione":"Intervenire per la messa a regime degli alvei dei fiumi e dei sistemi torrentizi","posizione":"Piano di governo, strategia 5.3 \"Agricoltura\", proposta 8 (strategie/5-3.pdf), p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c358","citazione":"i relativi disegni di legge che presenteremo in Consiglio dei Ministri nella cadenza dei tempi previsti","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, introduzione (piano_opere/agenda.pdf), p. 69","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (rimanda ai singoli punti dell'Agenda)."},{"id":"cdl-2001-c368","citazione":"Per ridurre all'essenziale la burocrazia, sfoltendo la miriade di adempimenti che condizionano l'attività imprenditoriale","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 8 \"Lasciateci lavorare!\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c369","citazione":"Per modernizzare la nostra economia allineandola a quella dei Paesi più sviluppati","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 9 \"New Economy\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c373","citazione":"Riforme “a costo zero” delle leggi in materia di strumenti ed operazioni finanziarie internazionali","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", punto 9 \"New Economy\" (piano_opere/fase1.pdf), p. 71","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c379","citazione":"Stop all'immigrazione clandestina e rinvigorimento della lotta alla criminalità","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 3 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c382","citazione":"Avvio della fase finale di privatizzazione delle società e dei beni che sono ancora, senza ragione, in mano allo Stato","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 4 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (privatizzazioni)."},{"id":"cdl-2001-c384","citazione":"abbassamento di tariffe e bollette, conseguente ad una reale liberalizzazione del mercato","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 4 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdl-2001-c385","citazione":"ottimizzazione della gestione finanziaria del patrimonio pubblico","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 4 (piano_opere/fase1.pdf), p. 74","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c394","citazione":"Contestuale eliminazione degli adempimenti fiscali inutili","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 6 (piano_opere/fase1.pdf), p. 75","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c396","citazione":"Crescente concentrazione [...] della nostra politica europea sugli interessi dell'agricoltura e delle piccole e medie imprese","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 7 (piano_opere/fase1.pdf), p. 76","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c397","citazione":"Difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 1 \"Entro il primo anno\", \"9 mesi successivi\", punto 7 (piano_opere/fase1.pdf), p. 76","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c406","citazione":"Progressivo avanzamento del “Piano per il Sud”, verifica dei risultati ottenuti con gli incentivi fiscali","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 3 \"Entro il terzo anno\", punto 1 (piano_opere/fase3.pdf), p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c407","citazione":"Radicale riorganizzazione, via informatizzazione e digitalizzazione, di tutto l'apparato pubblico","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 3 \"Entro il terzo anno\", punto 2 (piano_opere/fase3.pdf), p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdl-2001-c409","citazione":"Verifica continuativa delle prosecuzioni dei lavori e degli stati di avanzamento delle opere","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 3 \"Entro il terzo anno\", punto 4 (piano_opere/fase3.pdf), p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c412","citazione":"Verifica continuativa delle prosecuzioni dei lavori e degli stati di avanzamento delle opere","posizione":"Piano di governo, Agenda di governo, fase 4 \"Entro il quarto anno\", punto 2 (piano_opere/fase4.pdf), p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdl-2001-c435","citazione":"Priorità (metropolitane leggere) [...] Brescia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane leggere) (metropolitane.pdf)","motivo":"Opera già programmata e finanziata alla data del voto (metropolitana leggera di Brescia: progetto approvato e finanziato con delibera CIPE 175/1995, legge 211/1992; gara d'appalto bandita nell'aprile 2000)."},{"id":"cdl-2001-c440","citazione":"Priorità [...] Torino","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", priorità (metropolitane.pdf)","motivo":"Opera già in costruzione alla data del voto (linea 1 della metropolitana di Torino, lavori avviati nel 2000)."},{"id":"cdl-2001-c449","citazione":"Criticità [...] Genova","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", criticità (metropolitane.pdf)","motivo":"Completamento di opera già finanziata e in costruzione alla data del voto (metropolitana di Genova, tratte Principe-Brignole finanziate con la legge 211/1992)."},{"id":"cdl-2001-c451","citazione":"Criticità [...] Napoli","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Metropolitane\", criticità (metropolitane.pdf)","motivo":"Completamento di opere già finanziate alla data del voto (metropolitana di Napoli: linea 1 Dante-Centro Direzionale, leggi 135/1997 e 208/1998; Centro Direzionale-Capodichino, delibera CIPE 70/2000; linea 6, delibera CIPE 138/1998)."},{"id":"cdl-2001-c452","citazione":"Aeroporti HUB [...] Sicilia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", aeroporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c454","citazione":"Interporti HUB [...] Ancona","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c455","citazione":"Interporti HUB [...] Roma","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c456","citazione":"Interporti HUB [...] Napoli","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c457","citazione":"Interporti HUB [...] Brindisi","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c458","citazione":"Interporti HUB [...] Gioia Tauro","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c459","citazione":"Interporti HUB [...] Palermo","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", interporti hub (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c460","citazione":"Porti [...] Genova","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c461","citazione":"Porti [...] Venezia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c462","citazione":"Porti [...] Ravenna","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c463","citazione":"Porti [...] Livorno","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c465","citazione":"Porti [...] Napoli","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c466","citazione":"Porti [...] Gioia Tauro","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c467","citazione":"Porti [...] Taranto","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c468","citazione":"Porti [...] Palermo","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c469","citazione":"Porti [...] Cagliari","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Hub, porti e trasporti marittimi\", porti (porti_aereoporti.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segna solo il nodo, porto, interporto o aeroporto, senza indicare l'opera da realizzare)."},{"id":"cdl-2001-c480","citazione":"Superstrada Bari-Lecce","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", criticità (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola segnala solo una «criticità» su una strada già in esercizio alla data del voto, senza indicare l'opera)."},{"id":"cdl-2001-c483","citazione":"Adeguamento del traforo del Monte Bianco","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (ricostruzione e adeguamento del traforo chiuso dopo l'incendio del 1999)."},{"id":"cdl-2001-c496","citazione":"Tangenziale di Napoli","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola nomina la strada tra le emergenze senza indicare l'intervento)."},{"id":"cdl-2001-c497","citazione":"Adeguamento Sorrentina","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la tavola indica l'adeguamento della strada senza specificare l'intervento)."},{"id":"cdl-2001-c499","citazione":"Rifacimento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Opera già programmata e finanziata, con lavori in corso alla data del voto (ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria: 1.500 milioni assegnati dal CIPE dal 1995, progetto unico con delibera CIPE 49/1999)."},{"id":"cdl-2001-c500","citazione":"Completamernto dell'autostrada Palermo-Messina","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Corridoi stradali e autostradali\", emergenze (strade_autostrade.pdf)","motivo":"Completamento di opera già finanziata e in costruzione alla data del voto (autostrada Messina-Palermo, completata per lotti 1994-2006; convenzione ANAS-Consorzio autostrade siciliane del 21/11/2000)."},{"id":"cdl-2001-c502","citazione":"Messa a regime del bacino dell'Isonzo","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia del nord (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c504","citazione":"Messa a regime del bacino del Po","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia del nord (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c505","citazione":"Messa a regime dei sistemi torrentizi liguri","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia del nord (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c506","citazione":"Messa regime del bacino dell'Arno","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia del nord (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c507","citazione":"Messa a regime del bacino del Tevere","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia centrale (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c508","citazione":"Messa a regime dei sistemi torrentizi dell'Abruzzo","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia centrale (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c509","citazione":"Messa a regime del bacino del Volturno","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia meridionale - Isole (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c510","citazione":"Messa a regime dei sistemi torrentizi della Campania","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia meridionale - Isole (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c511","citazione":"Messa a regime dei sistemi torrentizi della Calabria","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia meridionale - Isole (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c512","citazione":"Messa a regime dei sistemi torrentizi della Sicilia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Riassetto idrogeologico\", Italia meridionale - Isole (riassetto_idrogeologico.pdf)","motivo":"Intervento non definito (messa a regime di un bacino o di sistemi torrentizi, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c513","citazione":"Sistemi idrici [...] Piemonte","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c514","citazione":"Sistemi idrici [...] Emilia Romagna","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c515","citazione":"Sistemi idrici [...] Abruzzo","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c516","citazione":"Sistemi idrici [...] Molise","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c517","citazione":"Sistemi idrici [...] Calabria","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c518","citazione":"Sistemi idrici [...] Sicilia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c519","citazione":"Sistemi idrici [...] Sardegna","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi idrici (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema idrico regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c520","citazione":"Sistemi irrigui [...] Umbria","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c521","citazione":"Sistemi irrigui [...] Toscana","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c522","citazione":"Sistemi irrigui [...] Campania","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c523","citazione":"Sistemi irrigui [...] Piano del Sele","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo della piana del Sele, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c524","citazione":"Sistemi irrigui [...] Puglia","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c525","citazione":"Sistemi irrigui [...] Lucania","posizione":"Piano di governo, Piano decennale delle Grandi Opere, tavola \"Risorse idriche\", sistemi irrigui (risorse_idriche.pdf)","motivo":"Intervento non definito (sistema irriguo regionale, senza opere indicate)."},{"id":"cdl-2001-c526","citazione":"Riaffermare i principi di etica sportiva predisponendo strumenti più incisivi contro ogni forma di violenza e di razzismo nello sport","posizione":"Piano di governo, strategia 2.8 \"Sport\", proposta 7 (strategie/2-8.pdf), p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti)."}],"duplicati":111},{"programmaId":"unione-2006","totale":1300,"verificabili":478,"completo":true,"conteggio":{"totale":478,"mantenuta":64,"in parte":114,"non mantenuta":287,"in corso":0,"non valutabile":13},"percentualeMantenute":13,"generiche":[{"id":"unione-2006-c001","citazione":"chiederemo a tutti i cittadini di pronunciarsi contro di essa mediante il referendum costituzionale","posizione":"sezione \"In difesa dei valori della Costituzione\", p. 9","motivo":"Impegno di campagna referendaria, non un atto di governo (il referendum sulla riforma costituzionale era già previsto dall'art. 138 Cost.)."},{"id":"unione-2006-c002","citazione":"Ci impegniamo innanzitutto ad assicurare e rispettare la stabilità e la supremazia dei valori fondamentali della Costituzione","posizione":"sezione \"In difesa dei valori della Costituzione\", p. 9","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c003","citazione":"Non proponiamo quindi una “grande riforma costituzionale”","posizione":"sezione \"In difesa dei valori della Costituzione\", p. 9","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile (le modifiche costituzionali proposte sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c005","citazione":"ci impegniamo a ristabilirne la supremazia, a presidio delle regole e dei valori fondamentali della collettività","posizione":"sezione \"La Costituzione si cambia insieme\", p. 11","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c007","citazione":"Manterremo inoltre la facoltà di sottoporre a referendum la legge di revisione costituzionale","posizione":"sezione \"La Costituzione si cambia insieme\", p. 11","motivo":"Facoltà già prevista dall'art. 138 Cost.; è un elemento della riforma dell'art. 138."},{"id":"unione-2006-c010","citazione":"Moltiplicheremo le occasioni di consultazione, promuovendo la partecipazione dei giovani","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c011","citazione":"Incentiveremo e diffonderemo le esperienza di democrazia partecipata a livello locale","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c012","citazione":"lavoreremo per un sistema elettorale che assicuri tutti questi valori","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun sistema elettorale indicato)."},{"id":"unione-2006-c013","citazione":"Proponiamo inoltre di introdurre le necessarie modifiche all'ordinamento vigente per superare l'attuale eccessiva frammentazione dei sistemi elettorali regionali","posizione":"sezione \"Partecipazione, rappresentanza e governabilità\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c021","citazione":"e la maggioranza necessaria per l'elezione dei presidenti delle Camere","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 13","motivo":"Regolamenti delle Camere (la maggioranza per eleggere i presidenti è fissata dall'art. 4 dei regolamenti di Camera e Senato), atti interni del Parlamento."},{"id":"unione-2006-c025","citazione":"Alle opposizioni spetterà la presidenza delle Commissioni parlamentari cui sono attribuiti compiti ispettivi, di inchiesta, di controllo o di garanzia","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14","motivo":"Regolamenti delle Camere (presidenza delle commissioni di controllo e garanzia alle opposizioni), atti interni del Parlamento."},{"id":"unione-2006-c028","citazione":"Respinta la riforma costituzionale del centrodestra, proporremo nuove modifiche costituzionale solo dopo la modifica dell'art. 138","posizione":"sezione \"Le garanzie istituzionali\", p. 14","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere (subordinato al voto referendario e alla modifica dell'art. 138)."},{"id":"unione-2006-c032","citazione":"Intendiamo così giungere, entro la legislatura, ad un sistema istituzionale autenticamente pluralista.","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c038","citazione":"il perfezionamento del sistema delle Conferenze attraverso il potenziamento del ruolo della Conferenza unificata","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c039","citazione":"l'adeguamento del modello organizzativo dell'amministrazione centrale, eliminando apparati che duplicano funzioni regionalizzate","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c040","citazione":"Per i regolamenti parlamentari proponiamo invece una modica che miri all'integrazione della Commissione per le questioni regionali prevedendo la partecipazione di Regioni ed enti locali","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Regolamenti delle Camere, atti interni del Parlamento (integrazione della Commissione per le questioni regionali con Regioni ed enti locali, consentita ai regolamenti dall'art. 11 della l. cost. 3/2001)."},{"id":"unione-2006-c041","citazione":"l'introduzione di meccanismi di conciliazione tra i vari livelli di governo","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c042","citazione":"lo sviluppo della funzione di monitoraggio delle politiche e l'implementazione dei grandi sistemi informativi","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c043","citazione":"il completamento della riconversione dell'amministrazione centrale che invece di ridursi è cresciuta.","posizione":"sezione \"Migliorare la riforma del Titolo V\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c044","citazione":"si riconferma una attenzione particolare per le minoranze linguistiche e per le autonomie speciali","posizione":"sezione \"La tutela delle minoranze linguistiche e delle autonomie speciali\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c045","citazione":"assicurare una reale partecipazione interistituzionale ai momenti decisionali sulle regole di finanza pubblica.","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (gli strumenti sono il Senato delle autonomie e la Commissione integrata, contati a parte)."},{"id":"unione-2006-c046","citazione":"attuare l'ampliamento delle forme di partecipazione alla predisposizione dei provvedimenti di bilancio","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c048","citazione":"A partire dal patto si cercherà un riequilibrio delle risorse basato su standard e indicatori oggettivi dei costi dei servizi","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c049","citazione":"raggiungere il bilanciamento tra autonomia, flessibilità e responsabilità","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c050","citazione":"garantire una maggiore certezza sulle risorse disponibili per ogni livello di governo.","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c051","citazione":"completare i trasferimenti di risorse e personale a Regione ed enti locali ed attuare una reale riduzione dell'apparato statale","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c053","citazione":"attivare gli strumenti di perequazione tra territori ed i finanziamenti di obiettivi straordinari di sviluppo","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Parte della stessa legge di attuazione dell'art. 119."},{"id":"unione-2006-c054","citazione":"creare un robusto ed efficace sistema informativo sulla finanza pubblica nazionale","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c055","citazione":"escludere che i vincoli di destinazione sulle risorse ordinarie siano determinati unilateralmente dal governo centrale.","posizione":"sezione \"Attuare il federalismo fiscale\", p. 18","motivo":"Principio senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c060","citazione":"Tutti i titolari di cariche pubbliche, inoltre, non potranno ricoprire per interposta persona attività imprenditoriali","posizione":"sezione \"Risolvere il conflitto d'interessi\", p. 19","motivo":"Articolazione della stessa legge sul conflitto d'interessi."},{"id":"unione-2006-c061","citazione":"I titolari di cariche pubbliche avranno l'obbligo di dichiarare le proprie attività e la propria condizione patrimoniale - nonché quelle dei familiari","posizione":"sezione \"Risolvere il conflitto d'interessi\", p. 19","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (l. 441/1982)."},{"id":"unione-2006-c064","citazione":"la razionalizzazione e semplificazione del sistema delle Authorities preposte al controllo dei mercati finanziari","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun assetto definito; la l. 262/2005 sul risparmio era appena entrata in vigore)."},{"id":"unione-2006-c065","citazione":"la valutazione del riordino di Autorità esistenti, con l'istituzione di una unica Autorità con competenza su tutte le grandi reti","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21","motivo":"Studio di un provvedimento («valutazione»)."},{"id":"unione-2006-c066","citazione":"l'attribuzione all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato anche della competenza in materia di concorrenza nei confronti delle aziende e degli istituti di credito.","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (l'art. 19, comma 11, della l. 262/2005, in vigore dal 12/1/2006, ha abrogato i commi 2, 3 e 6 dell'art. 20 della l. 287/1990, che affidavano alla Banca d'Italia la tutela della concorrenza nel settore creditizio)."},{"id":"unione-2006-c069","citazione":"Bisogna ridurre e controllare i costi della politica e costruire al tempo stesso un chiaro e coerente sistema di finanziamento della politica.","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c072","citazione":"riaffermazione del principio costituzionale per cui si accede ai pubblici uffici solo per concorso","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile (principio già in Costituzione, art. 97)."},{"id":"unione-2006-c073","citazione":"riduzione dei benefici impropri e dei privilegi per le posizioni dirigenziali di vertice, ripristinando il principio di onnicomprensività della retribuzione","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (onnicomprensività già in legge, art. 24 d.lgs. 165/2001; nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c075","citazione":"contrasto della tendenza alla professionalizzazione della politica e alla ipertrofia del personale politico","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c076","citazione":"applicazione rigorosa del principio di necessità e competenza per l'attribuzione di consulenze da parte delle pubbliche amministrazioni.","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 23","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c077","citazione":"Puntiamo ad un sistema trasparente, bilanci le fonti del finanziamento pubblico e quello privato","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 24","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c078","citazione":"Per le campagne elettorali intendiamo realizzare una piena applicazione della legge attuale","posizione":"sezione \"Ridurre i costi della politica\", p. 24","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c080","citazione":"Intendiamo lanciare un piano di riforma dell'amministrazione con tre obiettivi","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c081","citazione":"creare un ambiente più favorevole agli investimenti, alla crescita, alla competitività del nostro sistema produttivo","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c082","citazione":"migliorare la qualità dei servizi ai cittadini","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c084","citazione":"fare della qualità dei servizi e delle prestazioni una priorità strategica","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c085","citazione":"sostituire alla cultura burocratica la cultura del risultato, della soddisfazione dell'utente e della loro valutazione","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c086","citazione":"ripristinare il principio della imparzialità delle amministrazioni, della autonomia e responsabilità dei dirigenti, fermare la deriva verso lo spoil system","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c087","citazione":"valorizzare il lavoro pubblico e la sua qualità, ripristinando il concorso come principale strumento di reclutamento","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c088","citazione":"utilizzare fino in fondo le ICT come risorsa per reingegnerizzare i processi e i prodotti delle amministrazioni","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c089","citazione":"ridurre i carichi regolativi e burocratici (i tempi e i costi) gravanti sulle famiglie e sulle imprese","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nella sezione sulla semplificazione)."},{"id":"unione-2006-c090","citazione":"adeguare la macchina amministrativa alle esigenze di un sistema decentrato","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 29","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c091","citazione":"diffondere programmi e incentivi per le forme sostenibili e solidali di consumo delle amministrazioni","posizione":"sezione \"Una Amministrazione che aiuti la crescita economica e sociale\", p. 30","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c094","citazione":"responsabilizzare le amministrazioni, garantendo finanziamenti certi, non modificabili unilateralmente in corso di gestione","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 31","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c095","citazione":"ancorare le variazioni di spesa agli aumenti di produttività e di qualità dei servizi","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 31","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c096","citazione":"riprendere lo sviluppo degli strumenti di valutazione e controllo di gestione e diffonderli in tutto il sistema amministrativo","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 31","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c099","citazione":"superare le duplicazioni di strutture, rafforzando la missione dell'amministrazione centrale","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 31","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c101","citazione":"Occorre inoltre razionalizzare il sistema dei controlli","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c103","citazione":"potenziare i meccanismi di gestione di questo budget, consentendo a ciascun livello di gestione il potere di compensare le voci di spesa","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32","motivo":"Articolazione del budget di ministero, senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c104","citazione":"potenziamento dei sistemi di programmazione e controllo","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (l'organismo di verifica è indicato al condizionale, «dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c106","citazione":"introduzione di meccanismi per correlare fortemente incrementi di spesa a incrementi di produttività","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 32","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c109","citazione":"Il piano per i sistemi di programmazione e controllo [...] dovrà concretizzarsi già nel corso della programmazione delle attività 2007.","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione più responsabile\", p. 33","motivo":"Scadenza riferita a un oggetto generico (sistemi di programmazione e controllo)."},{"id":"unione-2006-c110","citazione":"definire un accordo ed un impegno a misurare i risultati periodicamente, in termini di riduzione effettiva degli atti, dei tempi e dei costi","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 33","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c115","citazione":"utilizzare a pieno la legge annuale di semplificazione","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34","motivo":"Strumento già in legge (l. 59/1997, art. 20), senza atto nuovo né scadenza."},{"id":"unione-2006-c116","citazione":"ridurre il numero delle leggi e riordinare il sistema normativo attraverso codici di settore e testi unici","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun codice indicato né cifra)."},{"id":"unione-2006-c117","citazione":"rendere trasparente e controllabile la durata dell'azione amministrativa assicurando la conoscibilità, on line, dello stato di avanzamento di ogni pratica","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c126","citazione":"il ruolo di cabina di regia della Presidenza del Consiglio, con un impegno in prima persona del Presidente del Consiglio","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 34","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c128","citazione":"istituendo una sede di consultazione delle parti sociali ed adottando procedure standard e trasparenti","posizione":"sezione \"Una decisa azione per la semplificazione\", p. 35","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (la consultazione è contata nei tavoli entro 60 giorni)."},{"id":"unione-2006-c129","citazione":"Intendiamo da un lato rilanciare l' e-government per una radicale semplificazione","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 35","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c131","citazione":"la velocizzazione dei procedimenti attraverso la gestione automatizzata dei flussi procedimentali","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c132","citazione":"il controllo sui tempi effettivi di conclusione dei procedimenti e conoscenza immediata, da parte degli utenti, dello stato di avanzamento della pratica","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c133","citazione":"lo sviluppo accelerato di servizi innovativi alle persone, in forma digitale","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c135","citazione":"lo sviluppo dell'accesso ai servizi con diversi canali, integrati tra loro","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c136","citazione":"la personalizzazione del rapporto tra amministrazione e cittadino","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c140","citazione":"dovremo assicurare lo sviluppo della banda larga su tutto il territorio nazionale, fino ai piccoli comuni","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 36","motivo":"Obiettivo affidato in primo luogo agli operatori privati, con intervento pubblico solo eventuale (p. 37)."},{"id":"unione-2006-c141","citazione":"prevedere, eventualmente e in via sussidiaria, un intervento pubblico nelle aree disagiate","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («eventualmente»)."},{"id":"unione-2006-c142","citazione":"dovremo tradurre in pratica le dichiarazioni di principio in favore della diffusione dell'Open Source nelle amministrazioni","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c143","citazione":"Le Regioni dovranno garantire agli enti del territorio la disponibilità delle infrastrutture tecnologiche di base","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c144","citazione":"assicurazione della piena circolarità anagrafica, permettendo l'accesso alle basi dati anagrafiche dei comuni da parte di tutte le altre amministrazioni","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (l'indice nazionale delle anagrafi era già previsto in legge; nessuna scadenza)."},{"id":"unione-2006-c145","citazione":"sviluppo del sistema di interscambio Catasto-Comuni e dei servizi di gestione dell'identità","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c146","citazione":"Dovremo quindi sostenere la capacità di progettazione e di realizzazione da parte dei comuni, incentivare forme di gestione associata dei servizi","posizione":"sezione \"I vantaggi dell'informatizzazione\", p. 37","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c150","citazione":"Bisogna da subito restituire alla dirigenza amministrativa lo statuto di imparzialità che merita.","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 38","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c155","citazione":"sviluppare reali sistemi di valutazione delle performance dei dirigenti","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le scadenze sono contate a p. 40)."},{"id":"unione-2006-c158","citazione":"Dovremo anche rafforzare i meccanismi di accesso alla dirigenza basati sul merito e sulla competenza","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c160","citazione":"Nella fase transitoria di prima applicazione, tale Commissione valuterà la sussistenza di tali requisiti nei titolari degli incarichi conferiti nell'ultimo anno di governo","posizione":"sezione \"Un'Amministrazione imparziale\", p. 39","motivo":"Articolazione della stessa commissione."},{"id":"unione-2006-c166","citazione":"ripristinare il principio dell'imparzialità delle amministrazioni, dell'autonomia e responsabilità dei dirigenti misurata sui risultati conseguiti","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c167","citazione":"valorizzare il lavoro pubblico e la sua qualità, con un forte investimento sul capitale umano già presente nelle pubbliche amministrazioni","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c168","citazione":"realizzare un adeguato sistema di incentivi per gli incrementi di produttività e il miglioramento della qualità dei servizi","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c172","citazione":"completare il passaggio di personale a Regioni e comuni che aveva iniziato il centrosinistra.","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 41","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c174","citazione":"La legge finanziaria potrebbe porre obiettivi quantificabili di incremento di produttività per le singole amministrazioni","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 42","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («potrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c175","citazione":"il reclutamento di nuove professionalità, a partire dall'obiettivo della task force [...] puntando ad abbassare l'età media","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (la task force)."},{"id":"unione-2006-c176","citazione":"la formazione del personale in servizio e la realizzazione di un adeguato sistema di incentivi","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 42","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c177","citazione":"La legge finanziaria potrebbe fissare obiettivi rigorosi sull'ammontare complessivo della spesa consentita anno per anno ad ogni amministrazione","posizione":"sezione \"Promuovere la professionalità del lavoro pubblico\", p. 42","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («potrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c178","citazione":"Dovremo per questo individuare una sede che assicuri la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio delle politiche per la formazione","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 43","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (la sede è indicata al condizionale, «potrebbe essere»)."},{"id":"unione-2006-c181","citazione":"un programma di reclutamento della dirigenza che, a seguito dell'alto numero di uscite per pensionamenti porti nell'arco di cinque anni ad un ricambio profondo","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 44","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra del ricambio)."},{"id":"unione-2006-c182","citazione":"interventi di formazione permanente per la dirigenza in servizio","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 44","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c183","citazione":"attivazione di programmi di formazione per dirigenti provenienti sia dai paesi dell'Unione europea, sia da altri","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 44","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c184","citazione":"interventi per accompagnare le amministrazioni nell'elaborazione di domande formative più avanzate e consapevoli","posizione":"sezione \"Formare un'Amministrazione di qualità\", p. 44","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c185","citazione":"il primo obiettivo da realizzare è una giustizia efficace e tempestiva: il che può avvenire solo con un progetto organico di riforma della Giustizia","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 47","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c186","citazione":"un metodo unitario di rilevazione statistica che, oltre a registrare la dinamica del contenzioso, l'entità e i tempi delle risposte","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c187","citazione":"la determinazione di standard di produttività, da individuare sulla base di indici ponderali specifici","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c188","citazione":"il riordino del sistema ispettivo e dei controlli.","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c189","citazione":"E' indispensabile inoltre che i Consigli giudiziari abbiano ampio spazio di intervento in tema di organizzazione","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 48","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c191","citazione":"sarà particolarmente utile, sul piano procedurale, ricorrere - sia in civile che in penale - alle c.d. \"udienze di programma\"","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 49","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere (prassi affidata a CSM e capi degli uffici, interventi legislativi solo «quando necessario»)."},{"id":"unione-2006-c192","citazione":"Dobbiamo avviare preliminarmente un monitoraggio efficace e partecipato","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c193","citazione":"sarà quindi necessaria un'approfondita indagine tecnica condotta da una commissione di esperti [...] per l'elaborazione di proposte di riorganizzazione territoriale","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 49","motivo":"Studio di un provvedimento (commissione di esperti per proposte sulla geografia giudiziaria)."},{"id":"unione-2006-c194","citazione":"Sarà ovviamente fondamentale una deflazione generale della giurisdizione da affidare a metodi di risoluzione alternativa delle controversie","posizione":"sezione \"Organizzare la giustizia per rendere giustizia\", p. 49","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c196","citazione":"intervenire con provvedimenti di sospensione dell'efficacia di quelle norme della legge delega ( o dei decreti attuativi)","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 50","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («ove necessario»)."},{"id":"unione-2006-c198","citazione":"intendiamo prevedere un accesso regolato senza rigidità fra funzione giudicante ed inquirente","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 50","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c203","citazione":"dobbiamo realizzare un'efficace e rigorosa separazione di funzioni fra magistratura giudicante e magistratura inquirente","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Separazione delle funzioni già in legge alla data del voto (limiti al passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti, art. 2, comma 1, lett. g, della l. 150/2005), nessun atto nuovo definito."},{"id":"unione-2006-c207","citazione":"dobbiamo dare un principio di unità ai ruoli della magistratura ordinaria, contabile, amministrativa e militare","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c208","citazione":"intendiamo riportare i poteri del ministro della Giustizia alla stretta attuazione dei principi costituzionali","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c210","citazione":"costruire la rappresentanza dei magistrati con sistemi elettorali trasparenti e rappresentativi","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c211","citazione":"vogliamo favorire, anche attraverso i consigli giudiziari, la partecipazione di tutte le componenti del mondo giudiziario all'amministrazione della giustizia","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c212","citazione":"intendiamo attuare la Scuola della Magistratura in maniera coordinata con i poteri di indirizzo e controllo che fanno capo al Consiglio superiore della magistratura","posizione":"sezione \"Una magistratura indipendente, garanzia per tutti i cittadini\", p. 51","motivo":"Attuazione di un istituto già in legge (Scuola superiore della magistratura, d.lgs. 26/2006), senza atto nuovo definito."},{"id":"unione-2006-c215","citazione":"le funzioni vicarie esercitabili e quelle non esercitabili","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c216","citazione":"un regime di incompatibilità rigoroso tra attività forense, notarile e magistratura onorario.","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c217","citazione":"un'adeguata procedura di selezione","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c218","citazione":"una periodica valutazione di professionalità basata su standard prefissati","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c219","citazione":"l'obbligatorietà di un aggiornamento professionale periodico.","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c220","citazione":"Intendiamo incentivare l'accesso dei giovani di qualità e favorire la temporaneità degli incarichi.","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c222","citazione":"prevedere la competenza in via esclusiva del patrocinio, della rappresentanza e dell'assistenza innanzi all'autorità giudiziaria","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c223","citazione":"prevedere il mantenimento degli ordini e la loro natura di soggetti pubblici","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense; conferma dell'esistente."},{"id":"unione-2006-c224","citazione":"riformare in senso radicalmente qualitativo il sistema dell'accesso, basato sulla frequenza di scuole forensi","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c225","citazione":"distinguere la funzione di governo ed organizzazione dell'avvocatura da quella disciplinare","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c226","citazione":"prevedere l'obbligo della formazione professionale permanente","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c227","citazione":"prevedere un sistema di tariffe che siano ad un tempo garanzia per il cittadino, tutela della dignità della professione","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c229","citazione":"una migliore e più razionale utilizzazione delle risorse umane, tecniche e finanziarie","posizione":"sezione \"Giustizia Civile: la giustizia di ogni giorno\", p. 56","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c230","citazione":"l'arricchimento qualitativo e quantitativo di tali risorse rispetto agli attuali livelli.","posizione":"sezione \"Giustizia Civile: la giustizia di ogni giorno\", p. 56","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c231","citazione":"riprendere l'iniziativa riformatrice tenendo conto delle diverse proposte di legge presentate dall'Unione in Parlamento","posizione":"sezione \"Giustizia Civile: la giustizia di ogni giorno\", p. 56","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c233","citazione":"una nuova organizzazione del lavoro giudiziario, che presti sistematica attenzione ai tempi del processo","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c237","citazione":"conferenza di servizio per il processo","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (sede di confronto senza atto istitutivo definito)."},{"id":"unione-2006-c238","citazione":"tabelle degli uffici giudiziari, che diano cogenza ed effettività ai prospettati moduli organizzativi","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c240","citazione":"processo telematico con corollario di informatizzazione dei servizi, delle cancellerie e degli uffici giudiziari","posizione":"sezione \"Giustizia civile, Una nuova cultura dell'organizzazione\", p. 57","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c242","citazione":"Serve quindi un programma coerente per ridurre drasticamente i tempi della giustizia, a partire dalla giustizia civile.","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure sono contate nei punti specifici)."},{"id":"unione-2006-c246","citazione":"interventi urgenti in materia di processo del lavoro.","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 58","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti indicati solo come esempi)."},{"id":"unione-2006-c248","citazione":"procedure esecutive mobiliari ed immobiliari: bisogna puntare ad una rilevante degiurisdizionalizzazione","posizione":"sezione \"Un processo più rapido\", p. 59","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c249","citazione":"Ci impegniamo per questo al rispetto dei postulati contenuti nel Programma dell'Aja","posizione":"sezione \"La giustizia italiana nella giustizia europea\", p. 59","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c250","citazione":"armonizzazione dei diritti nazionali esistenti","posizione":"sezione \"La giustizia italiana nella giustizia europea\", p. 59","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c251","citazione":"armonizzazione del diritto processuale civile elaborando nell'immediato norme minime processuali","posizione":"sezione \"La giustizia italiana nella giustizia europea\", p. 59","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c252","citazione":"promozione del “libro verde” comunitario in materia di procedure esecutive e di titoli esecutivi","posizione":"sezione \"La giustizia italiana nella giustizia europea\", p. 59","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c253","citazione":"impegno nell'ambito della rete Europea delle Corti Supreme e dei Consigli della Magistratura.","posizione":"sezione \"La giustizia italiana nella giustizia europea\", p. 59","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c258","citazione":"una tendenziale generalizzazione della tutela accelerata","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c260","citazione":"interventi congiunturali per abbattere in maniera significativa il contenzioso arretrato, prevedendo, per quanto possibile e ove necessario, sezioni stralcio","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"unione-2006-c261","citazione":"incremento – tenendo conto delle risorse di bilancio [...] del personale togato e di quello amministrativo","posizione":"sezione \"Tutelare il cittadino davanti allo Stato\", p. 60","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"unione-2006-c264","citazione":"certezza e stabilità delle norme processuali","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c265","citazione":"adozione di provvedimenti legislativi, regolamentari e disciplinari, costituenti un vero e proprio “pacchetto durata” che scongiuri lungaggini e tempi morti","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (provvedimenti non specificati)."},{"id":"unione-2006-c266","citazione":"utilizzo nel sistema notificatorio di ogni strumento idoneo ad assicurare certezza e rapidità","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c268","citazione":"assicurare a tutte le parti, anche nel processo contumaciale, l’effettiva conoscenza delle scadenze nel processo","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c269","citazione":"favorire l’esercizio del diritto alle investigazioni difensive anche in relazione all’acquisizione di prove documentali","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c270","citazione":"ci impegniamo a garantire il rigoroso rispetto della inviolabilità della libertà personale","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c274","citazione":"occorre garantire alle vittime dei reati adeguate tutele quali quelle previste dalla decisione Quadro del Consiglio dell’Unione Europea del 15 marzo 2001","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 64","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (tutele non specificate; le misure definite sono nei punti seguenti)."},{"id":"unione-2006-c275","citazione":"affiancare al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale l’adozione di idonee cautele patrimoniali per assicurare il risarcimento del danno","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 64","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (il sequestro conservativo dei beni dell'imputato a garanzia delle obbligazioni civili derivanti dal reato era già previsto dall'art. 316 c.p.p.; le cautele nuove non sono specificate)."},{"id":"unione-2006-c280","citazione":"riduzione e razionalizzazione delle ipotesi di reato [...] tendendo verso l’obiettivo del diritto penale minimo","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 64","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio del nuovo codice), nessuna cifra."},{"id":"unione-2006-c285","citazione":"certezza e prevedibilità della pena, riduzione dell’ampiezza del ventaglio sanzionatorio, corrispondenza della pena alla gravità del fatto","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio del nuovo codice)."},{"id":"unione-2006-c287","citazione":"ridefinizione della disciplina del concorso di persone nel reato, recuperando il principio costituzionale della personalità della responsabilità penale","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio del nuovo codice)."},{"id":"unione-2006-c288","citazione":"rimodulazione in maniera organica della responsabilità dei soggetti giuridici","posizione":"sezione \"Un nuovo codice penale\", p. 65","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio del nuovo codice; la responsabilità degli enti era già disciplinata dal d.lgs. 231/2001)."},{"id":"unione-2006-c290","citazione":"prevedere la detenzione in carcere come misura ultima","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c291","citazione":"garantire a tutti i detenuti i diritti fondamentali (alla salute, al lavoro, allo studio ed alla formazione professionale) e rafforzare i servizi sociali","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c292","citazione":"dare compiuta attuazione ad un regolamento penitenziario incentrato sul principio di rieducazione e risocializzazione del condannato","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 65","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (regolamento penitenziario, d.P.R. 230/2000)."},{"id":"unione-2006-c293","citazione":"qualificare e razionalizzare le funzioni e l’organico della polizia penitenziaria","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c294","citazione":"favorire la cura delle tossicodipendenze al di fuori delle strutture detentive","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 65","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c296","citazione":"rendere effettiva la differenziazione delle condizioni di detenzione tra detenuti in attesa di giudizio e condannati in stato di esecuzione della pena","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 66","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (separazione tra imputati e condannati, art. 14 della legge 354/1975), nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c297","citazione":"eliminare ogni forma di limitazione della libertà in forza di mero provvedimento amministrativo o a seguito di violazioni di carattere amministrativo","posizione":"sezione \"Il carcere\", p. 66","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (misure non individuate)."},{"id":"unione-2006-c298","citazione":"recidere il patto scellerato criminalità organizzata - politica - impresa, perseguendo senza esitazioni contiguità e collusioni con il sistema mafioso","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c299","citazione":"prevedere idonei strumenti per spezzare l’accordo corruttivo tra privati e pubblici poteri","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non specificati)."},{"id":"unione-2006-c300","citazione":"rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio, sia sul lato delle forze dell’ordine che su quello degli operatori di giustizia","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c302","citazione":"affiancare all’intervento repressivo un complesso adeguato di politiche sociali","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c303","citazione":"valorizzare il sequestro e la successiva confisca irrevocabile dei patrimoni mafiosi","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c305","citazione":"diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi ed attività con cui rafforzare tra i giovani la cultura della legalità costituzionale","posizione":"sezione \"Lotta al crimine organizzato\", p. 66","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c307","citazione":"intervenire sui servizi sociali incaricati di relazionare sulle situazioni familiari alla magistratura competente, precedendo non solo un aumento dell’organico","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 67","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (servizi sociali non riconducibili a una struttura nominata, nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c308","citazione":"appare necessario istituire un modello operativo di formazione permanente e integrata nel sistema della giustizia minorile presso ogni sezione di Corte di Appello","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 67","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (modello operativo non specificato)."},{"id":"unione-2006-c309","citazione":"Nella materia penale saranno necessari interventi contenitivi della devianza minorile","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 67","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c310","citazione":"l’incentivazione delle misure cautelari a contenuto rieducativo (con esclusione dunque del carcere)","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c314","citazione":"riportare le strutture detentive ed i servizi della giustizia minorile a condizioni di vivibilità degne di un Paese civile","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c316","citazione":"l'Italia debba dare piena attuazione ai princìpi di parità di trattamento e non discriminazione dettati dall'Unione europea","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (direttiva 2000/78/CE recepita con il d.lgs. 216/2003), senza atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c319","citazione":"il rilancio dei Piani regionali per l'accesso collettivo alla mobilità urbana ed extraurbana","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c320","citazione":"debba essere data completa attuazione alla legge n. 104 del 1992 anche per gli aspetti finora trascurati, quali la promozione della ricerca scientifica","posizione":"sezione \"La difesa dei diritti civili delle persone con disabilità\", p. 71","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c322","citazione":"Vogliamo costruire un sistema di garanzie per la persona malata [...] garantendo a tutti i cittadini le cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili","posizione":"sezione \"Tutelare chi soffre\", p. 71","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto o dato definito; l'atto definito è il testamento biologico)."},{"id":"unione-2006-c327","citazione":"Avrebbe grande valore anche l’estensione della cittadinanza europea [...] agli stranieri dotati di un regolare titolo di soggiorno di lunga durata","posizione":"sezione \"I diritti dei cittadini stranieri\", p. 72","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c332","citazione":"nessun “incompatibile” (affetto da Hiv conclamato o da altre gravi patologie) in carcere","posizione":"sezione \"Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale\", p. 72","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (legge 231/1999: divieto di custodia cautelare in carcere e rinvio dell'esecuzione della pena per chi è affetto da AIDS conclamata, grave deficienza immunitaria o altra malattia particolarmente grave incompatibile con la detenzione, art. 275, comma 4-bis, c.p.p. e art. 146 c.p.), nessuna modifica definita."},{"id":"unione-2006-c333","citazione":"Proponiamo una riforma della legge quadro in materia dei diritti dei consumatori/utenti incentrando le politiche di tutela sulla trasparenza","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (la legge quadro 281/1998 era già confluita nel Codice del consumo, d.lgs. 206/2005, in vigore dall'ottobre 2005; contenuti della riforma non specificati)."},{"id":"unione-2006-c334","citazione":"sicurezza dei prodotti e attivazione di regole circa il ciclo produttivo e la circolazione","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c335","citazione":"informazione al consumatore perché sappia cosa acquista [...] sull’etichettatura dei prodotti","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun contenuto definito)."},{"id":"unione-2006-c336","citazione":"vigilanza rispetto alla pubblicità ingannevole e/o seduttiva, persuasiva, occulta","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c337","citazione":"controllo sulle condizioni generali di contratto, con particolare attenzione per le clausole vessatorie o ambigue","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c339","citazione":"diritto all’accesso ai dati e ai documenti amministrativi e contestuale protezione della privacy della persona","posizione":"sezione \"Un consumo tutelato\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (legge 241/1990, d.lgs. 196/2003)."},{"id":"unione-2006-c340","citazione":"L’introduzione in Costituzione della tutela dell’ambiente può costituire una più solida base giuridica","posizione":"sezione \"Diritti dell'ambiente e diritto all'ambiente\", p. 73","motivo":"Formulazione non impegnativa («può costituire»), nessun impegno ad adottare l'atto."},{"id":"unione-2006-c341","citazione":"adeguati meccanismi di tutela dei diritti degli animali come esseri senzienti","posizione":"sezione \"Diritti dell'ambiente e diritto all'ambiente\", p. 73","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c343","citazione":"Si promuoverà altresì l'istituzione dei Garanti regionali per l'infanzia e l'adolescenza","posizione":"sezione \"Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza\", p. 74","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (Regioni)."},{"id":"unione-2006-c344","citazione":"sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 77","motivo":"Atto interno del Parlamento (commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova del 2001), nessuna azione del governo."},{"id":"unione-2006-c345","citazione":"dovremo ricostruire una capacità strategica di analisi delle minacce e dei rischi reali alla sicurezza","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 77","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c346","citazione":"svilupperemo misure di controllo del territorio che consentano di ricostruire i flussi e i percorsi delle attività criminali","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c347","citazione":"dovremo attuare una distinzione fra legalità e ordine pubblico","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c348","citazione":"daremo massima priorità al contrasto alla criminalità.","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c349","citazione":"daremo maggiore attenzione sia ai reati connessi all’attività amministrativa, come la corruzione, sia alla criminalità economica","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c350","citazione":"stabiliremo uno stretto legame con le politiche di governo del territorio e dell’ambiente, dell’immigrazione e dell’accoglienza","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c351","citazione":"integrando le politiche di prevenzione [...] con le politiche di ordine pubblico e di repressione","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 78","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c352","citazione":"individuando gli obiettivi in ragione del loro diretto impatto su specifici segmenti della criminalità e su determinati territori","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c353","citazione":"orientando gli investimenti verso alcune priorità istituzionali ed economico sociali","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c354","citazione":"assicurando strumenti efficaci di raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c355","citazione":"introducendo sistemi di valutazione e verifica delle politiche e dei risultati ottenuti","posizione":"sezione \"Una strategia per la sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (sistemi non specificati)."},{"id":"unione-2006-c356","citazione":"migliorare le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine e delle forze armate","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c357","citazione":"realizzare uno straordinario forzo di coordinamento per consentire a questi vasti apparati di elevare lo standard delle proprie prestazioni","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 79","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c358","citazione":"garantendo la reale integrazione delle banche dati in possesso delle forze dell’ordine","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c359","citazione":"assicurando finalmente la totale funzionalità delle centrali operative unificate anche in forza del completamento dell’interconnessione radio tra i corpi","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c360","citazione":"con un programma di valutazione degli utilizzi incoerenti e irragionevoli di personale","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80","motivo":"Valutazione, non un atto (studiare un provvedimento non è un atto)."},{"id":"unione-2006-c364","citazione":"miglioramento dei meccanismi di mobilità territoriale","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c367","citazione":"completamento della riforma della polizia penitenziaria, avviata nel 1990 ma non ancora conclusa","posizione":"sezione \"Valorizzare gli operatori della sicurezza\", p. 80","motivo":"Completamento di una riforma già in legge (legge 395/1990), senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c376","citazione":"rafforzare l’attività parlamentare di controllo [...] occorre limitare le possibilità per il governo di rifiutare di fornire informazioni per ragioni di segretezza","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 81","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c378","citazione":"riformare le attuali competenze delle agenzie individuando i criteri territoriali e per materie che garantiscano un utilizzo più efficiente e razionale delle risorse","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 82","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio della riforma, criteri non specificati)."},{"id":"unione-2006-c379","citazione":"ripensare le modalità di selezione del personale, verso una sempre maggiore qualità degli operatori, valutando possibilità e modalità di ingressi dall’esterno","posizione":"sezione \"Un'intelligence moderna\", p. 82","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c381","citazione":"Prima priorità di questo programma è quella di restituire al Paese e alle sue rappresentanze la centralità che aveva in Europa.","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c382","citazione":"la ripresa del processo di riforma istituzionale, allo scopo di far avanzare il Progetto Europeo","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c383","citazione":"un perseguimento della politica per l’allargamento, che si accompagni ad azioni per garantire adeguata funzionalità alle politiche e alle istituzioni della UE","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c384","citazione":"la creazione di nuovi strumenti politici e istituzionali, per fare della UE un effettivo centro propulsore dell’innovazione","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c385","citazione":"la maggiore integrazione, coerenza e incisività nell’azione di politica estera [...] mediante lo sviluppo della Politica Estera e di Sicurezza Comune","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c386","citazione":"una sostanziale revisione della struttura del bilancio [...] anche attraverso l’individuazione di nuovi strumenti finanziari quali, ad esempio, l’emissione di eurobond","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c388","citazione":"accrescere il coordinamento e l’integrazione delle politiche economiche e fiscali, la lotta ai paradisi fiscali, anche attraverso accordi particolari tra i Paesi dell’area Euro","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 86","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c389","citazione":"Dobbiamo inoltre proseguire ed espandere la cooperazione realizzando nuove e più integrate politiche in materia di sicurezza e giustizia.","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 86","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c391","citazione":"2007/2009: rilanciare il processo costituzionale lavorando affinché l’Europa si doti di una Costituzione","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 87","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c392","citazione":"la Costituzione dovrebbe essere sottoposta al voto popolare mediante un referendum su scala europea da svolgersi in occasione delle elezioni europee del 2009","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 87","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c393","citazione":"svolgere – come Italia – una funzione di aggregazione, superando la politica degli accordi ristretti a pochi Paesi","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 87","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c394","citazione":"dovremo comunque impegnarci affinché comincino ad essere introdotte alcune misure di riforma","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 87","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c395","citazione":"un accordo politico-interistituzionale per applicare il contenuto del titolo \"Vita democratica\" della Costituzione e le disposizioni concernenti i parlamenti nazionali","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c396","citazione":"il lancio di nuove iniziative nei settori dell'immigrazione / integrazione / cittadinanza e dell'immigrazione / sicurezza","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c397","citazione":"il lancio di cooperazioni rafforzate \"aperte\" attorno alla zona euro nel settore economico, sociale e fiscale","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c398","citazione":"il lancio di nuove azioni economiche e sociali e la lotta contro la povertà","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c399","citazione":"l’ulteriore rafforzamento della dimensione “ricerca / università / conoscenza” della strategia di Lisbona","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c400","citazione":"l’avvio di azioni concrete (cooperazioni rafforzate “aperte”) nei settori della ricerca [...] anche attraverso l’ istituzione del Consiglio Europeo della Ricerca","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c401","citazione":"lo sviluppo di una nuova politica dell’energia comune, solidale e strategica","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c403","citazione":"proponiamo di incrementare i trasferimenti nazionali al bilancio europeo (1,24% del PIL)","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 88","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (risorse proprie decise all'unanimità; quadro finanziario 2007-2013 già concordato al Consiglio europeo del dicembre 2005)."},{"id":"unione-2006-c404","citazione":"la garanzia – fondamentale - di risorse adeguate ai fondi strutturali e alle iniziative per la coesione sociale","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 89","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c406","citazione":"Vogliamo porre la questione della tempistica del processo di allargamento","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 89","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c407","citazione":"Sosteniamo la necessità di accelerare il processo di integrazione nell’UE dei Paesi dei Balcani occidentali","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 89","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c408","citazione":"la politica di vicinato deve diventare uno degli assi strategici dell’azione esterna dell’Europa","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 90","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c409","citazione":"sosteniamo con forza l’immediata istituzione della figura del Ministro degli Esteri europeo e l’abolizione del diritto di veto nazionale","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 90","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c410","citazione":"di unificare le quote dei Paesi membri nel Fondo Monetario Internazionale (FMI) e nella Banca Mondiale, almeno per quel che riguarda i Paesi dell’euro","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 90","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c412","citazione":"l’Europa deve assumere con rinnovato vigore l’iniziativa per la soluzione del conflitto israelo-palestinese","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c413","citazione":"Sosteniamo con forza il coinvolgimento dell'Europa nella prevenzione e nella gestione delle crisi","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c414","citazione":"ci battiamo per la costituzione a livello europeo di un corpo civile di pace, i cosiddetti caschi bianchi","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c415","citazione":"estendere la cooperazione euromediterranea anche ai Paesi del Golfo","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c416","citazione":"rafforzare i legami tra Europa ed Unione Africana","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c417","citazione":"promuovere e sostenere altre forme/iniziative di integrazione regionale nel Mondo","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c418","citazione":"rafforzare la dimensione esterna delle varie politiche comuni","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c419","citazione":"l’Unione si impegna a che vi siano trasparenza e un più cogente rispetto delle disposizioni che impediscono il commercio delle armi","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Rafforzamento di una disciplina già in legge (legge 185/1990), senza atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c420","citazione":"a sostenere l’adozione in ambito ONU di un trattato internazionale sul commercio delle armi","posizione":"sezione \"Per una politica estera europea\", p. 91","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c422","citazione":"si possono introdurre elementi di armonizzazione, quale l’allineamento temporale dei processi di bilancio nazionali","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 92","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c423","citazione":"Un piano di investimenti infrastrutturali dovrebbe essere delineato tenendo conto delle due proiezioni geografiche dell’Unione","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 92","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c425","citazione":"L’armonizzazione fiscale dovrebbe prevedere l’adozione di una base imponibile unificata piuttosto che di aliquote uniche.","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 93","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c426","citazione":"una politica di incentivi volta a far ritornare e ad attrarre “cervelli” in Europa","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 93","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (incentivi non definiti)."},{"id":"unione-2006-c427","citazione":"occorre elaborare una nuova politica della ricerca europea [...] che miri a valorizzare, rafforzare e specializzare i centri di eccellenza esistenti","posizione":"sezione \"La strategia per lo sviluppo dell'Europa\", p. 93","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c428","citazione":"Queste considerazioni ci dovranno indurre a un’applicazione rigorosa dell’articolo 11 della Costituzione","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 98","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c429","citazione":"Crediamo che il Parlamento debba autorizzare le spese relative ad un’eventuale partecipazione dell’Italia con votazione separata per ogni singola missione","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Atto interno del Parlamento (voto separato delle Camere sulle spese di ogni missione), nessuna azione del governo."},{"id":"unione-2006-c430","citazione":"proponiamo la piena attuazione dell’art. 30 della Carta delle Nazioni Unite che prevede l’istituzione di un Comitato degli Stati Maggiori militari","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Nessun atto proprio definito (il Comitato di stato maggiore previsto dalla Carta delle Nazioni Unite, art. 47, esiste dal 1946; la sua «piena attuazione» e il contingente di pronto intervento dipendono dal Consiglio di sicurezza)."},{"id":"unione-2006-c431","citazione":"siamo favorevoli ad un sviluppo dei poteri dell’Assemblea Generale [...] e rafforzando il ruolo del Tribunale Penale Internazionale","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c432","citazione":"Dovremo richiedere la ripresa di atti concreti di disarmo da parte delle potenze nucleari","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c433","citazione":"Ci proponiamo inoltre di ridefinire ed allargare le competenze dell’ Agenzia atomica internazionale (AIEA)","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c434","citazione":"lavoreremo per ricollocare l'Italia tra i paesi guida dell'Europa, riaffermare e riequilibrare i rapporti transatlantici","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 99","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c438","citazione":"l’impegno dell’ “Unione” per limitare e attenuare il potere di veto, nella prospettiva della sua eliminazione","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 100","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c441","citazione":"Proponiamo dunque la costituzione di un Consiglio per i diritti umani","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 101","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (il Consiglio dei diritti umani fu istituito dall'Assemblea generale ONU il 15 marzo 2006, prima del voto)."},{"id":"unione-2006-c442","citazione":"occorre prevedere organismi consultivi interparlamentari e della società civile","posizione":"sezione \"L'Italia nel sistema delle Nazioni Unite\", p. 101","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c443","citazione":"E' necessario un maggior coordinamento nelle indagini antiterrorismo","posizione":"sezione \"Una strategia per combattere il terrorismo\", p. 101","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c444","citazione":"E’ necessario promuovere un maggior coordinamento, sia a livello nazionale che tra i responsabili nazionali della sicurezza dei Paesi europei, per definire una strategia condivisa","posizione":"sezione \"Una strategia per combattere il terrorismo\", p. 101","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c445","citazione":"è opportuno che i Paesi membri dotino l’UE di strumenti che rafforzino lo spazio comune di libertà e giustizia","posizione":"sezione \"Una strategia per combattere il terrorismo\", p. 102","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c446","citazione":"riteniamo necessaria la internazionalizzazione della gestione della crisi irachena [...] con la presenza di una autorità internazionale (ONU)","posizione":"sezione \"Iraq\", p. 102","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c448","citazione":"l’impegno italiano in Iraq deve prendere forme radicalmente diverse","posizione":"sezione \"Iraq\", p. 102","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c449","citazione":"Va tuttavia attuata con più forte convinzione politica e maggiori risorse finanziarie.","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 103","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c450","citazione":"Dobbiamo sostenere soprattutto l’assemblea parlamentare Euro-Mediterranea, incoraggiandone l’assunzione di responsabilità","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (assemblea parlamentare euro-mediterranea)."},{"id":"unione-2006-c452","citazione":"È inoltre necessario promuovere nuove forme di cooperazione, politica ed economica, a livello sub-regionale, tra gruppi di Paesi","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c454","citazione":"L’Italia dovrebbe in ogni caso dichiararsi disponibile ad una iniziativa unilaterale","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c455","citazione":"è necessario sostenere il nuovo strumento creato con molta fatica per il dialogo interculturale, la Fondazione Anna Lindh","posizione":"sezione \"La centralità del Mediterraneo\", p. 104","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c456","citazione":"Sarà dovere del Governo garantire le “buone pratiche”, fissare obiettivi e campagne, ricercare le migliori risorse e competenze","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 107","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c460","citazione":"dobbiamo considerare la possibilità di ricondurre ad una gestione unitaria tutti i fondi a disposizione della cooperazione","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 108","motivo":"Valutazione, non un atto («considerare la possibilità»)."},{"id":"unione-2006-c461","citazione":"sulla base della legge 209/2000, ci impegniamo a promuovere e sostenere processi equi e trasparenti per la riduzione e/o cancellazione del debito estero","posizione":"sezione \"Cooperare per un mondo più solidale\", p. 108","motivo":"Prosecuzione di una disciplina già in legge (legge 209/2000), senza atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c462","citazione":"dobbiamo puntare ad una difesa europea autonoma, pur se sempre in rapporto con l’Alleanza Atlantica","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 108","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c463","citazione":"non sia possibile un impegno delle Forze Armate italiane fuori dai confini nazionali senza un mandato diretto e preciso delle Nazioni Unite e della UE","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c464","citazione":"dobbiamo affrontare il tema delle risorse, invertendo la tendenza attuale anche attraverso integrazioni e convergenze europee","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né direzione verificabile)."},{"id":"unione-2006-c465","citazione":"Dobbiamo dotarci quindi di uno strumento flessibile, integrato a livello europeo con le forze alleate","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c466","citazione":"reputiamo necessario arrivare ad una ridefinizione delle servitù militari che gravano sui nostri territori, con particolare riferimento alle basi nucleari","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (l'atto definito è la Conferenza)."},{"id":"unione-2006-c470","citazione":"L'Unione si impegna, nell'ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti.","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c471","citazione":"ad aumentare il tasso tecnologico dell’industria, dell’agricoltura e dei servizi","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 113","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c472","citazione":"devono abbattersi gli ostacoli che frenano le capacità e le energie delle cittadini e delle imprese","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 114","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c474","citazione":"a contrastare l’evasione fiscale e contributiva, incoraggiate dal centro destra","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 116","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c475","citazione":"riequilibrare il prelievo fiscale a favore dei redditi bassi [...] abolendo gli ingiustificati vantaggi fiscali per le rendite","posizione":"sezione \"Reagire al declino. Una nuova economia, una nuova qualità ambientale, una nuova società\", p. 116","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (indirizzo senza atto definito)."},{"id":"unione-2006-c477","citazione":"è necessaria una politica del lavoro che coniughi flessibilità e stabilità, superando quindi la precarietà","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c478","citazione":"la creazione di economie esterne, soprattutto attraverso l'investimento sul capitale umano","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c479","citazione":"l'efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia civile","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c480","citazione":"un sistema di incentivi mirato, oltre che a favorire lo sviluppo occupazionale nel suo complesso, allo sviluppo di attività di ricerca","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (sistema di incentivi non definito)."},{"id":"unione-2006-c481","citazione":"una riqualificazione della domanda pubblica, attraverso l'investimento in alcuni progetti nazionali prioritari","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (progetti non individuati)."},{"id":"unione-2006-c482","citazione":"il sostegno ai settori emergenti (biotecnologie, nanotecnologie, ecc), [...] anche attraverso interventi di sostegno fiscale all’innovazione e al “venture capital”","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c483","citazione":"dobbiamo sviluppare progetti europei e la promozione dell'internazionalizzazione delle imprese","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 120","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c484","citazione":"Ci serve inoltre una nuova politica dei distretti che consenta ad almeno alcuni di essi la trasformazione in distretti tecnologici di livello europeo","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c485","citazione":"andrà favorito l'allestimento a livello dei distretti, di Centri di servizi","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c486","citazione":"ridurre le rendite e la convenienza all’impiego di capitali nei settori che le alimentano tali rendite (immobiliare, autostrade, ecc.)","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c487","citazione":"favorire l’emergere di nuove attività di servizio avanzate in settori a forte domanda","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c488","citazione":"ridurre il costo dei servizi alle imprese e ai lavoratori (energia elettrica, distribuzione commerciale, professioni)","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Obiettivo su prezzi di mercato, nessun atto indicato."},{"id":"unione-2006-c489","citazione":"favorire la trasparenza e la legalità dei mercati","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c490","citazione":"una nuova governance per le politiche di sostegno alla competitività e allo sviluppo","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 121","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure di governance sono nei passi seguenti)."},{"id":"unione-2006-c493","citazione":"una sorta di “cabina di regia” Stato-Regioni e Stato-enti locali in materie relative alla competitività e alle politiche industriali","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 122","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo («una sorta di» cabina di regia, senza composizione né atto istitutivo indicati)."},{"id":"unione-2006-c494","citazione":"la creazione di sedi di confronto con i diversi attori sociali e di cooperazione tra tutti i soggetti economici coinvolti nei progetti","posizione":"sezione \"Le ragioni del declino. Una nuova governance per lo sviluppo\", p. 122","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c496","citazione":"ridurre gli scalini normativi e abbassare i costi societari per accedere alla quotazione","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 123","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c498","citazione":"incidere sulle forme di “chiusura proprietaria” come gruppi piramidali, accordi e patti di sindacato","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c499","citazione":"incoraggiare l’accesso al capitale di rischio proprio o di terzi ed essere il più possibile neutrale riguardo alla scelta di finanziare l’azienda","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c503","citazione":"una politica per il rafforzamento della cooperazione tra piccole imprese e banche locali [...] anche attraverso i consorzi fidi","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c504","citazione":"ai fini dei parametri patrimoniali richiesti da Basilea 2, la rete di queste piccole banche possa essere valutata come un unico gruppo bancario","posizione":"sezione \"Una politica industriale per far crescere le imprese\", p. 124","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c506","citazione":"un impegno del paese nelle politiche per la ricerca è prioritario","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 125","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c511","citazione":"proponiamo che il trasferimento tecnologico incentivato venga legato alla nascita di nuove imprese","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 126","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c512","citazione":"l'adozione di un Programma per il finanziamento di progetti a sostegno del trasferimento tecnologico”","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 126","motivo":"Ipotesi («il Governo potrebbe [...] avere un ruolo determinante»), non impegno."},{"id":"unione-2006-c513","citazione":"riteniamo necessario aiutare le piccole e medie imprese italiane a sostenere l’onere della brevettazione europea e delle certificazioni europee","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 126","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c514","citazione":"una particolare attenzione debba essere posta nell’industria del software","posizione":"sezione \"Ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: obiettivo Lisbona\", p. 126","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c516","citazione":"un rilancio dell’internazionalizzazione debba interessare innanzitutto l’inserimento sui mercati internazionali delle nostre imprese","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 127","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c517","citazione":"uno sforzo particolare debba essere fatto per l’internazionalizzazione dei distretti industriali","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c518","citazione":"un ruolo rilevante vada attribuito alle istituzioni pubbliche preposte all’internazionalizzazione [...] e si impone una maggiore collaborazione tra queste istituzioni","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c519","citazione":"debba essere promosso all’estero, coordinando meglio anche le iniziative regionali, l'intero “sistema paese\"","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c520","citazione":"Crediamo che si debba puntare sull'attrazione degli investimenti diretti esteri in Italia","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c522","citazione":"sostenere la partecipazione di imprese italiane a progetti europei","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c523","citazione":"In Europa invece è necessario sviluppare programmi in aree d’avanguardia","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 128","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c524","citazione":"i programmi che mobilitano l’innovazione industriale debbano dar luogo ad una cooperazione europea","posizione":"sezione \"Le imprese italiane nel mondo: l'economia italiana diventa internazionale\", p. 129","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (cooperazione europea, esito rimesso ad altri)."},{"id":"unione-2006-c526","citazione":"valorizzare il potere consultivo e di indirizzo dell'Antitrust nei confronti del Parlamento e del governo","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c528","citazione":"accrescere la sensibilità del legislatore rispetto ai danni causati da leggi e regolamenti che ostacolano la concorrenza","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c529","citazione":"rafforzare il potere di indagine e di proposta dell’Antitrust","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (poteri non specificati; il rafforzamento dell'Autorità è in)."},{"id":"unione-2006-c530","citazione":"Nei servizi a rete (energia, trasporti) la proprietà delle reti deve rimanere pubblica.","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Conservazione dell'assetto esistente, nessun atto nuovo (la separazione delle reti energetiche è in)."},{"id":"unione-2006-c531","citazione":"Entrambe le funzioni dovranno dunque rimanere pubbliche.","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (nessun atto indicato per renderne pubblica la gestione); la proprietà delle reti idriche era già pubblica per legge (art. 113, comma 2, TUEL)."},{"id":"unione-2006-c532","citazione":"robusti investimenti nel potenziamento e ammodernamento delle reti idriche, soprattutto nel mezzogiorno","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 130","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c541","citazione":"confermare il rispetto dell'autonomia finanziaria e gestionale delle Casse di Previdenza privatizzate","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (d.lgs. 509/1994)."},{"id":"unione-2006-c542","citazione":"promuovere la spinta concorrenziale nel settore della distribuzione commerciale","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c543","citazione":"accrescere la dimensione delle catene distributive nazionali","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"unione-2006-c544","citazione":"tutelare la permanenza nei centri urbani delle piccole attività commerciali e artigianali (esercizi di vicinato)","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 132","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c545","citazione":"valorizzare la funzione sociale della piccola e piccolissima distribuzione","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 133","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c546","citazione":"garantire un equilibrio tra esigenze competitive ed esigenze sociali e produttive","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 133","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c547","citazione":"la deregolamentazione degli orari deve avvenire nel rispetto della legislazione del lavoro","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 133","motivo":"Principio senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c548","citazione":"riteniamo indispensabile sollecitare i produttori e i distributori commerciali ad adottare politiche reciprocamente convenienti per l'accorciamento delle filiere","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 133","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c549","citazione":"le catene distributive debbano essere incentivate a distribuire nei punti vendita di ciascun territorio una certa varietà di prodotti locali","posizione":"sezione \"Le politiche per la concorrenza: dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente\", p. 133","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c552","citazione":"il miglioramento delle norme a presidio della trasparenza delle operazioni finanziarie","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c553","citazione":"incentivare una maggior presenza sul mercato di analisti finanziari e di società di gestione del risparmio indipendenti dalle banche","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c557","citazione":"quotare la società “Borsa Italiana” in un mercato europeo in modo da diluire il peso delle banche italiane","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 134","motivo":"Riguarda una società privata (Borsa Italiana), nessuna azione del governo indicata."},{"id":"unione-2006-c562","citazione":"non pregiudichi minimamente la facoltà di ciascuno di disporre del suo diritto consentendo al singolo di sottrarsi dall’azione collettiva","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 135","motivo":"Criterio della disciplina della class action, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c563","citazione":"premi economicamente gli avvocati solo se hanno effettivamente contribuito all’attuazione del diritto sostanziale","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 135","motivo":"Criterio della disciplina della class action, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c568","citazione":"depenalizzare una serie di condotte che sono prassi ormai accettate in questi casi","posizione":"sezione \"Risparmiare con fiducia: trasparenza e affidabilità dei mercati finanziari\", p. 136","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (condotte non individuate)."},{"id":"unione-2006-c570","citazione":"L’individuazione delle priorità infrastrutturali deve a sua volta avvenire alla luce delle risultanze della valutazione ambientale strategica (VAS)","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137","motivo":"Criterio senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c572","citazione":"proponiamo di riordinare la legislazione sui lavori pubblici in un unico corpo normativo, che recepisca le direttive comunitarie","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137","motivo":"Atto già adottato dal governo uscente alla data del voto (codice dei contratti pubblici di recepimento delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, delega della legge 62/2005, deliberato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 23/3/2006 ed emanato come d.lgs. 163 del 12/4/2006)."},{"id":"unione-2006-c574","citazione":"In primo luogo l'investimento sulle aree portuali e retroportuali [...] nel quadro del più generale investimento sulle autostrade del mare","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 137","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né opera definita)."},{"id":"unione-2006-c575","citazione":"Le autostrade del mare e l’integrazione dei porti con le reti ferroviarie meridionali e il loro potenziamento sono i nostri obiettivi più urgenti.","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c576","citazione":"distinguere dove necessitino opere nuove oppure occorrano ristrutturazioni dell’esistente","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c577","citazione":"valorizzare il coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni dei territori interessati dagli interventi di infrastrutturazione","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c578","citazione":"dare priorità alle direttrici già vicine alla saturazione dei traffici, come ad esempio quelle verso il Gottardo e il Brennero","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (priorità senza atto né opera definita)."},{"id":"unione-2006-c579","citazione":"avvantaggiare la ferrovia nella ripartizione modale","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"unione-2006-c580","citazione":"integrare le reti di trasporto europeo con gli aeroporti, in primo luogo con gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c581","citazione":"nei punti di incrocio delle reti di trasporto europee, realizzare interporti di rango europeo per l’integrazione modale della logistica","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (interporti non individuati)."},{"id":"unione-2006-c583","citazione":"Sarà poi importante lo sviluppo delle reti metropolitane","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c584","citazione":"Centrali nel programma dell’unione sono gli interventi e gli investimenti per le città per il potenziamento del trasporto pubblico locale collettivo.","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c585","citazione":"migliorare la mobilità urbana attraverso investimenti mirati a potenziare l’offerta di trasporto pubblico locale, estendendo le reti tranviarie e metropolitane","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c586","citazione":"dare adeguata risposta alle esigenze dei pendolari rafforzando il trasporto ferroviario metropolitano e regionale, accelerando gli investimenti sui nodi, incrementando e ammodernando i treni","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 138","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c588","citazione":"sostenere la riorganizzazione del trasporto merci all’interno delle aree urbane","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c589","citazione":"proponiamo di proseguire lungo il solco tracciato dai governi di centrosinistra nell'adozione dello standard di Alta Capacità della rete","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c591","citazione":"Noi crediamo opportuno investire in nuovi impianti e tecnologie di controllo sulla rete ferroviaria, stradale e per il trasporto aereo e marittimo.","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c592","citazione":"rilanciare gli investimenti in materia di sicurezza stradale e di promuovere nuove politiche per lo sviluppo di una \"cultura della sicurezza stradale\"","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 139","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c598","citazione":"riteniamo opportuno valutare anche la possibilità di ricorrere a politiche atte alla disincentivazione dell'uso del mezzo privato","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 140","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c599","citazione":"un'attenta ricognizione delle tariffe autostradali e dei contratti di concessione","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 140","motivo":"Ricognizione (verifica) senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c601","citazione":"Per il trasporto aereo ci impegniamo a intervenire in coerenza con la legislazione del Cielo Unico Europeo","posizione":"sezione \"Una politica dei trasporti sostenibile\", p. 140","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c605","citazione":"nel settore elettrico, con aumento dell’efficienza negli usi finali e nella produzione, con la generazione distribuita e la cogenerazione","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 141","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c606","citazione":"incrementando l’uso dei biocarburanti e del gas naturale attraverso un potenziamento della rete di distribuzione per l’autotrazione","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 141","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c607","citazione":"nell’industria e nei servizi, incentivando l’innovazione di processo e di prodotto per aumentare l’efficienza energetica","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 141","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c608","citazione":"nel settore civile, migliorando gli standard energetici degli edifici","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 141","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c609","citazione":"Tra gli obiettivi dell'azione di Governo rientrano l'aumento della concorrenza, la riduzione dei divari di prezzo dell'offerta energetica rispetto agli altri paesi europei","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Obiettivo su prezzi di mercato, nessun atto indicato."},{"id":"unione-2006-c610","citazione":"La sicurezza energetica va assicurata con la diversificazione delle importazioni","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c611","citazione":"riteniamo possibile aumentare significativamente l’efficienza energetica complessiva","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (il 20% citato è una stima europea, non un obiettivo assunto)."},{"id":"unione-2006-c614","citazione":"proponiamo che le reti, italiane ed europee, vengano costruite in modo da mantenere una capacità di trasporto superiore alla domanda","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Obiettivo su opere di operatori, nessun atto del governo indicato."},{"id":"unione-2006-c616","citazione":"occorre infatti favorire la generazione distribuita","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c617","citazione":"le società di rete devono espandersi a livello europeo","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 142","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c618","citazione":"puntiamo alla costruzione di nuovi gasdotti e terminali di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL)","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Opere non individuate, realizzate da operatori; nessun atto del governo indicato."},{"id":"unione-2006-c623","citazione":"si potrà rivedere il sistema d’incentivazione delle fonti rinnovabili e favorire il passaggio dai certificati verdi a tariffe certe","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Ipotesi («si potrà rivedere»), non impegno; l'obiettivo di produzione da rinnovabili è."},{"id":"unione-2006-c624","citazione":"un ruolo di rinnovata centralità spetti all'ENEA","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c625","citazione":"Puntiamo inoltre allo sviluppo di appositi centri di eccellenza per il settore energetico e ambientale","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (centri non individuati)."},{"id":"unione-2006-c626","citazione":"vadano intensificati gli sforzi di ricerca sul \"sequestro del carbonio\", sull'idrogeno \"verde\", sulle celle a combustibile","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c627","citazione":"Una ripresa del programma nucleare in Italia oggi non è proponibile.","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Dichiarazione di posizione, nessun atto."},{"id":"unione-2006-c628","citazione":"azioni di messa in sicurezza del combustibile e delle scorie esistenti in Italia","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c629","citazione":"la partecipazione in sede internazionale alla ricerca sul nucleare pulito di nuova generazione","posizione":"sezione \"Per cambiare con energia. L'innovazione e la sicurezza in campo energetico\", p. 143","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c633","citazione":"il riconoscimento di incentivi economici e fiscali","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c634","citazione":"l'incentivo a strumenti volontari di valutazione e contabilità ecologica","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c635","citazione":"il miglioramento di strutture tecniche e sistemi di monitoraggio e di controllo","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c636","citazione":"la promozione di formazione e ricerca","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c637","citazione":"l'accesso alle buone pratiche ed alle migliori tecnologie disponibili","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c639","citazione":"evitare il consumo di nuovo territorio senza aver prima verificato tutte le possibilità di recupero, di riutilizzo e di sostituzione","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Criterio della legge quadro, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c640","citazione":"realizzare una gestione integrata che tenga conto della biodiversità, della qualità ambientale, culturale e paesistica","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Criterio della legge quadro, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c641","citazione":"promuovere l’efficienza energetica e dell’uso delle risorse idriche e la logistica e i sistemi per la mobilità sostenibile","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Criterio della legge quadro, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c643","citazione":"potenziare attività e misure di prevenzione, di controllo e dissuasione, nonché piani di recupero del territorio che passino anche attraverso l’abbattimento delle opere abusive","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c644","citazione":"Intendiamo sviluppare ad ogni livello la cultura della prevenzione","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 146","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c645","citazione":"Vogliamo, in particolare, rafforzare la collaborazione interistituzionale","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c646","citazione":"una struttura flessibile di alta amministrazione, che va potenziata e concentrata sui compiti fondamentali di studio, prevenzione e intervento","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (struttura non nominata)."},{"id":"unione-2006-c647","citazione":"Ad un piano di legislatura dovranno concorrere tutti i livelli istituzionali","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (il passo dice chi concorre a un piano di legislatura di cui non indica contenuto né atto di adozione)."},{"id":"unione-2006-c648","citazione":"Noi intendiamo perciò avviare una politica nazionale per la montagna coerente e innovativa","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c649","citazione":"Intendiamo a tal fine rilanciare un progetto di governance per la montagna","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 147","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c655","citazione":"Ci impegniamo infine a rilanciare il progetto Appennino Parco d’Europa attraverso un patto tra Comunità montane e Parchi","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148","motivo":"Rilancio di un progetto esistente, senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c657","citazione":"riconoscere apposite misure di sostegno e tutela ai piccoli Comuni","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c658","citazione":"promuovere, nelle aree urbane e metropolitane, l’aumento di parchi, giardini, orti e altre aree verdi","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c659","citazione":"potenziare il trasporto pubblico locale, metropolitano e regionale con sistemi integrati","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c661","citazione":"promuovere, incentivare e governare il partenariato pubblico/privato definendo regole e modelli","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 148","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c664","citazione":"garantire il principio di prossimità e responsabilità territoriale nella gestione dei rifiuti solidi urbani","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c665","citazione":"affermare il principio di responsabilità dei produttori e dei consumatori nella riduzione dei rifiuti","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c666","citazione":"promuovere la partecipazione dei cittadini [...] alle politiche per la gestione dei rifiuti, anche al fine di superare le gestioni commissariali d’emergenza","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c667","citazione":"assicurare con incisivo indirizzo pubblico ed adeguati controlli la legalità, l’economicità e l’efficacia delle gestioni","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c668","citazione":"dare impulso alla bonifica dei siti contaminati applicando il principio [...] del “chi inquina paga”","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 149","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c670","citazione":"estendere le tipologie dei materiali da raccogliere in maniera differenziata come ad esempio quelli elettronici","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (tipologie non indicate oltre l'esempio; la raccolta separata dei rifiuti elettrici ed elettronici domestici era già disciplinata dall'art. 6 del d.lgs. 151/2005)."},{"id":"unione-2006-c671","citazione":"per i rifiuti speciali, promuovere la separazione dei materiali risultanti da attività di costruzione e di demolizione","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c674","citazione":"dare avvio alle azioni organiche previste dai Piani di assetto idrogeologico","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150","motivo":"Attuazione di piani già adottati, nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c675","citazione":"promuovere nuova occupazione con interventi di manutenzione idraulica di carattere ordinario","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c676","citazione":"promuovere il recupero degli ecosistemi fluviali, anche garantendo il deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 150","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c678","citazione":"rilanciare il sistema pubblico di monitoraggio e controllo sulle risorse idriche","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c680","citazione":"attivare strumenti di democrazia partecipativa per un controllo democratico da parte dei cittadini","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c681","citazione":"risanare le reti idriche, completare le reti fognarie e i sistemi di depurazione, [...] rivedere ed aggiornare i canoni di concessione","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (elenco di obiettivi senza atto né cifra)."},{"id":"unione-2006-c682","citazione":"rilanciare il Piano delle coste come strumento per la tutela e salvaguardia del mare e delle coste","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151","motivo":"Promessa non identificabile (non esiste uno strumento nazionale chiamato «Piano delle coste» e la pianificazione costiera spetta in gran parte alle Regioni)."},{"id":"unione-2006-c683","citazione":"adottare adeguate garanzie di sicurezza ambientale nel trasporto marittimo di sostanze pericolose (doppio scafo, sistema VTS","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 151","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c685","citazione":"adottare misure di incentivazione della piccola pesca, selettiva e a minore impatto","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 152","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c686","citazione":"proponiamo che le reti ecologiche entrino nella pianificazione territoriale su area vasta","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 152","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c687","citazione":"crediamo nella necessità di attuare la \"Direttiva Habitat\", promuovendo la tutela e la conservazione delle zone umide","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 152","motivo":"Attuazione di direttive già recepite (DPR 357/1997, l. 157/1992), nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c688","citazione":"promuovere la partecipazione attiva della comunità locale nella gestione delle aree protette terrestri e marine","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 152","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c690","citazione":"assicurare alle aree protette un adeguato livello di priorità nel riparto dei finanziamenti pubblici","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c693","citazione":"ci impegniamo affinchè il nostro rapporto con essi sia il più informato, solidale e rispettoso","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c695","citazione":"Per quanto riguarda l’attività venatoria proponiamo la difesa e la piena applicazione della legge n. 157 del 1992","posizione":"sezione \"La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo\", p. 153","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 157/1992)."},{"id":"unione-2006-c698","citazione":"noi crediamo nella necessità di aprire spazi competitivi legati alla qualità, alla trasparenza dell’etichettatura, alla tracciabilità ed al riconoscimento dell’origine dei prodotti","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 154","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c699","citazione":"impedire che nelle prospettive finanziarie dell’UE il bilancio comunitario venga ridotto","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 154","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c700","citazione":"affermare che una corretta tutela della concorrenza risiede nella difesa dei marchi di denominazione di origine (DOP e IGP) nei mercati extra Ue","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 154","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c701","citazione":"dire no ad una rinazionalizzazione della politica agricola comunitaria","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Iniziativa in Europa senza un atto definito del governo."},{"id":"unione-2006-c702","citazione":"correggere gli squilibri nella distribuzione delle risorse comunitarie nel senso di una maggiore equità","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c703","citazione":"occorre spostare più risorse comunitarie sulle Politiche di Sviluppo Rurale","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c704","citazione":"assumere un nuovo ruolo nel Mediterraneo, strategico per le produzioni del Meridione","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c705","citazione":"Sostenere l’innovazione con un forte impulso alla ricerca e al trasferimento dei risultati alle imprese, rilanciare la formazione","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c706","citazione":"incentivando realmente l’agricoltura biologica [...] e adottando verso gli Organismi geneticamente modificati il principio di massima precauzione","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c707","citazione":"incentivando il mantenimento dell’agricoltura nelle aree marginali e di montagna","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c708","citazione":"sostenere il made in Italy agroalimentare presso il mercato nazionale ed estero, attraverso la promozione del sistema dei marchi italiani","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 155","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c709","citazione":"È necessario inoltre ridurre la forbice dei prezzi tra produttore e consumatore, eliminando i passaggi che non aggiungono valore","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Obiettivo su prezzi di mercato, nessun atto indicato."},{"id":"unione-2006-c710","citazione":"alleggerire i costi di produzione e di sistema (costo del terreno, del credito, degli oneri contributivi sul lavoro, dell’energia","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c711","citazione":"Favorire il ricambio generazionale incentivando l’ingresso dei giovani","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c713","citazione":"promuovere l’agricoltura anche come fonte di energia rinnovabile e di crediti ambientali secondo Kyoto","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c714","citazione":"promuovere i sistemi di aggregazione ed integrazione delle imprese agricole, in particolare attraverso la cooperazione","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c715","citazione":"riavviare una politica d’accesso al credito per il sistema agroalimentare, ridefinire le politiche di assetto fondiario e sviluppare nuovi strumenti assicurativi","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c716","citazione":"valorizzare le politiche del mare attraverso una pesca ed un’acquacoltura sostenibili","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c719","citazione":"un rapporto Stato-Regioni basato sulla cooperazione, sulla sussidiarietà e sulla flessibilità","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 156","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c720","citazione":"la garanzia della legalità nei territori rurali","posizione":"sezione \"Il nuovo made in Italy agroalimentare. Le politiche per l'agricoltura\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c723","citazione":"aumentare la qualità dei prodotti","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c724","citazione":"diminuire i differenziali di prezzo con i nostri concorrenti","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Obiettivo su prezzi di mercato, nessun atto indicato."},{"id":"unione-2006-c725","citazione":"rendere più agevole il raggiungimento delle destinazioni turistiche","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c726","citazione":"contrastare il lavoro nero ed irregolare nel settore turistico","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c727","citazione":"dobbiamo promuovere, come altri Paesi europei, la trasformazione urbana e territoriale di qualità","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c728","citazione":"Quanto al Mezzogiorno, proponiamo di riqualificare gli investimenti in funzione dell'allungamento della stagione turistica","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c729","citazione":"puntiamo a qualificare i corsi di laurea e l’istruzione secondaria specialistica e ad utilizzare gli enti bilaterali nella formazione permanente dei lavoratori","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c730","citazione":"Crediamo inoltre nella necessità di ampliare e qualificare l'offerta alberghiera","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 157","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c733","citazione":"Crediamo indispensabile potenziare il trasporto charter, anche ferroviario, e promuovere l’utilizzo del trasporto turistico via mare.","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c734","citazione":"Proponiamo inoltre di potenziare la dotazione infrastrutturale e di adottare politiche commerciali innovative","posizione":"sezione \"La patria dei cento turismi\", p. 158","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c740","citazione":"Noi siamo contrari ai contenuti della legge n. 30 e dei decreti legislativi n. 276 e 368","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162","motivo":"Dichiarazione di posizione (l'impegno è il superamento della legge 30)."},{"id":"unione-2006-c741","citazione":"il lavoro flessibile non possa costare meno di quello stabile","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162","motivo":"Principio senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c745","citazione":"prevedere che l’innalzamento dei contributi non sia totalmente a carico di questi lavoratori","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162","motivo":"Criterio dell'armonizzazione contributiva, non atto distinto."},{"id":"unione-2006-c746","citazione":"Ci impegniamo ad adottare iniziative di carattere legislativo per rendere certi i percorsi di stabilizzazione del lavoro","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (percorsi di stabilizzazione non specificati)."},{"id":"unione-2006-c750","citazione":"le attività della pubblica amministrazione che garantiscono i diritti tutelati costituzionalmente ed i relativi servizi [...] non siano esternalizzabili","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 162","motivo":"Principio senza atto definito (attività non individuate)."},{"id":"unione-2006-c753","citazione":"sosteniamo politiche del lavoro dirette a promuovere la piena e buona occupazione e a ridurre il tasso di precarietà","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c756","citazione":"all'aumento delle opportunità di crescita professionale, attraverso il diritto alla formazione permanente","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c761","citazione":"i giovani, per accrescerne istruzione e qualificazione professionale e stabilizzarne i rapporti di lavoro","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c762","citazione":"le donne, con strumenti che ne garantiscano la parità di diritti normativi, retributivi e pensionistici","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 163","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c767","citazione":"i lavoratori delle aree depresse, specie del Mezzogiorno, con incentivi mirati all’occupazione stabile e alla regolarizzazione del lavoro nero","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (incentivi non definiti)."},{"id":"unione-2006-c769","citazione":"Vogliamo superare l’approccio restrittivo al problema dell’immigrazione.","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c776","citazione":"Un altro obiettivo generale imprescindibile delle nostre politiche economiche e sociali è costituito dalla difesa del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni.","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 164","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c777","citazione":"monitorare a livello centrale e territoriale l’andamento dei prezzi e delle tariffe e intervenire per un loro contenimento","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (prezzi di mercato, nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c779","citazione":"distribuire una quota dell’incremento della produttività a favore delle retribuzioni","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c784","citazione":"una politica fiscale basata sul prelievo progressivo per tutti i redditi - dai salari alle rendite","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165","motivo":"Principio generale senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c785","citazione":"l’adozione di un criterio di trasparenza nella definizione del paniere di prodotti che definiscono l’aumento dell’inflazione","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c788","citazione":"l’Unione ritiene importante il confronto con le posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 165","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c789","citazione":"riconosciamo l'esigenza di consolidare l’importante ruolo della contrattazione nazionale e di secondo livello","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 166","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c790","citazione":"la contrattualizzazione del rapporto di lavoro, [...] debba essere confermata e rilanciata, confermando il ruolo dell’Aran","posizione":"sezione \"Una piena e buona occupazione\", p. 166","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (d.lgs. 165/2001)."},{"id":"unione-2006-c793","citazione":"ribadire la necessità di attenersi alle linee fondamentali previste dalla riforma \"Dini\"","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 168","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 335/1995)."},{"id":"unione-2006-c801","citazione":"oneri che possono essere contenuti, sia adeguando le aliquote contributive, sia ritoccando l’età della pensione","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 170","motivo":"Ipotesi alternativa, non impegno."},{"id":"unione-2006-c803","citazione":"potrebbe prevedere l’erogazione di una “quota fissa di pensione”, finanziata per via fiscale","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 170","motivo":"Ipotesi, non impegno."},{"id":"unione-2006-c804","citazione":"può rientrare anche una revisione dei criteri di attribuzione e di calcolo dell’assegno sociale","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 170","motivo":"Ipotesi, non impegno."},{"id":"unione-2006-c805","citazione":"Sarà quindi necessario considerare attentamente le modalità di copertura finanziaria delle misure stesse","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 170","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c806","citazione":"si darà vita la confronto con le parti sociali al fine di fare la verifica sul funzionamento della riforma Dini","posizione":"sezione \"Una previdenza sicura e sostenibile\", p. 170","motivo":"Confronto e verifica, non un atto."},{"id":"unione-2006-c807","citazione":"La nuova normativa è criticabile in diversi punti sui quali è sicuramente possibile intervenire in modo migliorativo, rivedendola previo confronto con le parti sociali","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 171","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (rivedere il d.lgs. 252/2005 senza dire come; le modifiche indicate sono contate a parte)."},{"id":"unione-2006-c808","citazione":"andrebbe prevista una “compensazione”, almeno per i lavoratori a minore reddito","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 171","motivo":"Formula ipotetica («andrebbe prevista»), senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c811","citazione":"occorre ripensare il quadro normativo in merito alla “liberalizzazione” dei fondi di previdenza","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 171","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c812","citazione":"Ciò è realizzabile con il conferimento a un'apposita gestione Inps dei montanti contributivi maturati con i fondi di pensione","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 172","motivo":"Formula ipotetica («è realizzabile»), senza impegno ad adottarla."},{"id":"unione-2006-c813","citazione":"avrebbe effetti maggiori e più immediati se il TFR non indirizzato ai fondi di previdenza venisse fatto affluire allo stesso “Fondo di riserva”","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 172","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («avrebbe effetti [...] se»)."},{"id":"unione-2006-c815","citazione":"si arrivi a definire una soluzione che garantisca trasparenza e affidabilità al mercato stesso","posizione":"sezione \"Il pilastro del futuro: la previdenza complementare\", p. 172","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c816","citazione":"L’Unione si impegna a modificare questo stato di cose sostenendo il diritto di ogni persona a scegliere il proprio percorso di vita","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c817","citazione":"puntiamo a innovare l’intervento pubblico in modo che le risorse messe a disposizione dal governo centrale","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c818","citazione":"realizzare due libertà fondamentali per i giovani, quella di rendersi autonomi dalla famiglia di origine e quella di poter costituire una propria famiglia","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c819","citazione":"contrastare la povertà e l’esclusione sociale;","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c820","citazione":"ampliare il diritto per le donne di partecipare al mercato del lavoro senza rinunciare al diritto alla maternità","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c821","citazione":"favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare;","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c822","citazione":"realizzare le condizioni per una infanzia libera dal rischio della povertà e ricca di occasioni di socializzazione","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c823","citazione":"garantendo un organico e integrato intervento di protezione materno-infantile","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c824","citazione":"favorire una vecchiaia attiva, inserita nella rete delle relazioni affettive, familiari e sociali","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c825","citazione":"garantire rispetto e tutele ai lavoratori impiegati nelle mansioni di cura","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 174","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c827","citazione":"realizzare un sistema coerente di sostegno dei redditi e delle responsabilità familiari","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (le misure concrete sono contate a parte)."},{"id":"unione-2006-c828","citazione":"riorganizzando il Fondo nazionale per le politiche sociali [...] e finalizzandolo alla promozione della rete dei servizi","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riorganizzare un fondo senza atto né cifra; l'incremento del fondo è contato a parte)."},{"id":"unione-2006-c829","citazione":"Proponiamo di rafforzare le possibilità per ambedue i genitori di usufruire dei congedi remunerati di maternità e paternità","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c831","citazione":"rafforzare la possibilità di integrare la quota mancante con un anticipo del trattamento di fine rapporto (TFR)","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c833","citazione":"E’ necessario un impegno straordinario di risorse pubbliche [...] per dotare il nostro paese di una rete di servizi educativi ed integrati per l’infanzia","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 175","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra; il fondo e il piano sono contati a parte)."},{"id":"unione-2006-c834","citazione":"L’asilo nido [...] deve essere accessibile potenzialmente a tutte le famiglie che ne facciano richiesta","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176","motivo":"Obiettivo senza atto né cifra («potenzialmente»)."},{"id":"unione-2006-c837","citazione":"prevedendo anche la ristrutturazione di immobili di proprietà del demanio, delle Regioni e degli Enti Locali e la loro destinazione al sistema dei nidi","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176","motivo":"Modalità del piano per gli asili nido, senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c838","citazione":"Puntiamo anche ad ampliare e modulare gli orari di apertura dei nidi e delle scuola materne","posizione":"sezione \"La nuova rete dei diritti di cittadinanza: la persona e la famiglia\", p. 176","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c846","citazione":"Alle politiche abitative va assegnata una priorità nazionale","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 178","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c847","citazione":"programmi di edilizia sociale impostati sul recupero della città esistente","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun programma nominato né cifra)."},{"id":"unione-2006-c849","citazione":"I Comuni saranno dal canto loro incentivati a realizzare soluzioni di “canone solidale” rivolte alle fasce basse","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (incentivo non specificato, attuazione rimessa ai Comuni)."},{"id":"unione-2006-c852","citazione":"proponiamo interventi volti a garantire il passaggio da casa a casa per i soggetti deboli","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c853","citazione":"vanno promosse e sostenute le iniziative regionali per l’istituzione di “fondi di rotazione” per alloggi in locazione","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c854","citazione":"Si può pensare [...] a una rivisitazione complessiva del sistema delle detrazioni fiscali [...] incrementando la detassazione degli affitti a canone concordato","posizione":"sezione \"Risolvere il “problema casa”\", p. 179","motivo":"Formula ipotetica («Si può pensare»)."},{"id":"unione-2006-c856","citazione":"gli istituti del welfare, nelle loro diverse articolazioni, debbano essere non solo difesi, ma potenziati e diffusi su base universale","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 181","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c857","citazione":"crediamo nel rilancio del welfare locale e in un sistema di politiche sociali finalizzate all’integrazione socio-sanitaria","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 182","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c858","citazione":"la preferenza dei servizi alle persone e alle famiglie rispetto ai trasferimenti monetari","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 182","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c859","citazione":"il mantenimento di una funzione nazionale di indirizzo, definizione di obiettivi, accompagnamento, monitoraggio dei risultati ottenuti","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 182","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c863","citazione":"attuando veri e propri “Piani regolatori del sociale”","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 183","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto del governo definito; la programmazione sociale di zona è già prevista dalla legge 328/2000)."},{"id":"unione-2006-c866","citazione":"L’Unione intende promuovere l’obiettivo di “valutazione di impatto sulla salute”","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 183","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c867","citazione":"la difesa della \"legge 194\" rappresenta un punto fermo nell'azione di governo dell'Unione","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 184","motivo":"Difesa di una legge in vigore, nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c868","citazione":"ribaltare la tendenza \"ospedalocentrica\" del sistema, per lo sviluppo della rete dei servizi territoriali","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c869","citazione":"Crediamo nel rafforzamento del ruolo del sistema sanitario nazionale nella individuazione e valutazione dei fattori di rischio","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c870","citazione":"Vogliamo investire sulla prevenzione delle grandi patologie","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 185","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c875","citazione":"La responsabilità nella continuità assistenziale richiede un ruolo sempre più centrale della figura del medico di famiglia","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c876","citazione":"Occorre inoltre investire nella prevenzione e nella cura delle malattie rare","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c878","citazione":"Il tentativo ricorrente di ritorno al passato e di ri-manicomializzazione della salute mentale va respinto applicando per intero la legge 180","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c880","citazione":"e di ogni altra forma di manicomialità e di contenzione meccanica e farmacologia, così come della pratica dell'elettroshock","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Principio senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c881","citazione":"Si dovrà operare per la diffusione in tutte le regioni di forme organizzative che hanno dato risultati d’eccellenza","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c882","citazione":"Si dovrà sostenere la partecipazione delle associazioni dei familiari con aiuti concreti alle famiglie","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c883","citazione":"Dovrà essere riattivato il ruolo delle cooperative sociali nei progetti di vita","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 186","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c885","citazione":"Occorre un reale contrasto dei traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c886","citazione":"È necessario rilanciare il ruolo dei SerT e dei servizi territoriali","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Promessa generica (rilanciare i SerT, senza risorse, organici o atti indicati)."},{"id":"unione-2006-c887","citazione":"queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi della dipendenza","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c888","citazione":"considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c892","citazione":"Proponiamo inoltre che la definizione dei livelli essenziali di assistenza sia collegata alla definizione di standard qualitativi dei servizi","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Principio di metodo senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c893","citazione":"lotta agli sprechi: corretta programmazione, allocazione equa delle risorse, validi sistemi interni di monitoraggio e controllo della spesa","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c894","citazione":"L’informatizzazione del sistema deve semplificare la comunicazione tra gli attori del sistema e ridurre gli sprechi","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 187","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c896","citazione":"Per fare questo occorre un grande patto tra governo, regioni industrie farmaceutiche, medici di base, farmacisti e cittadini","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c898","citazione":"Ulteriori risorse per l’acquisto e la realizzazione di strutture potranno essere disposte dall’INAIL","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188","motivo":"Formula ipotetica («potranno essere disposte»), azione rimessa all'INAIL."},{"id":"unione-2006-c899","citazione":"vogliamo restituire fiducia nel sistema a tutte le professioni sanitarie; contrastare la precarizzazione dei rapporti di lavoro","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c901","citazione":"Puntiamo a investire sulla formazione, correggendo le arretratezze del sistema universitario","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c902","citazione":"modificare la formazione degli specialisti, che vivono in una condizione professionale, sociale ed economica inaccettabile","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 188","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c904","citazione":"promuovere un modello di formazione e selezione trasparente di un management sanitario serio, autorevole e competente","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c905","citazione":"garantire la partecipazione dei cittadini come effettiva misura dell’efficacia delle politiche pubbliche","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c907","citazione":"riaffermando il diritto dei medici in esclusività di rapporto ad esercitare l’attività libero professionale intramoenia","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c909","citazione":"garantire la trasparenza e l’equità nell’accesso alle cure, per le visite, gli esami diagnostici, i ricoveri e ridurre i costi burocratici","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 189","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c910","citazione":"diffondere la disponibilità di reti elettroniche, per l’assistenza e l’aiuto anche a distanza alle persone","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 190","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c911","citazione":"diffondere e standardizzare le migliori esperienze di sistemi per l’accesso alle prestazioni sanitarie [...] con servizi unificati di prenotazione a scala metropolitana","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 190","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto né obiettivo misurabile)."},{"id":"unione-2006-c912","citazione":"vogliamo aumentare la diffusione di portali informativi ed altri strumenti che favoriscano la responsabilizzazione dei cittadini","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 190","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c913","citazione":"usare le tecnologie per monitorare le condizioni di non autosufficienza, in particolare degli anziani e dei pazienti con malattie croniche","posizione":"sezione \"Diritto alla salute e nuovo welfare locale. Le priorità di una politica riformatrice\", p. 190","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c916","citazione":"attraverso l'adozione dei decreti attuativi della legge sull’impresa sociale","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192","motivo":"Atto già adottato alla data del voto (d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155, sull'impresa sociale, attuativo della legge delega 118/2005)."},{"id":"unione-2006-c917","citazione":"alla piena attuazione della riforma della legge sul volontariato","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c918","citazione":"agevolando e incentivando fiscalmente le donazioni dei cittadini e delle imprese al non profit","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c922","citazione":"crediamo nel sostegno allo sviluppo del servizio civile attuale","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 192","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c924","citazione":"Se l'azione di consolidamento dell'attuale servizio civile avrà successo [...] la gestione potrà essere decentrata, affidata a Regioni ed enti locali","posizione":"sezione \"Una società solidale: il “non profit” e le reti di protezione sociale\", p. 193","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere («Se [...] avrà successo»)."},{"id":"unione-2006-c928","citazione":"il centro sinistra avvierà le riforme capaci da una parte di correggere i drammatici effetti di redistribuzione e di impoverimento delle famiglie","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 199","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c929","citazione":"essa sarà un punto fermo per l’Unione e caratterizzerà l’azione del suo governo","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 199","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c934","citazione":"alcuni componenti degli organi dell’Istituto dovranno essere designati dal sistema Regioni-autonomie locali","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (dal 1989 il comitato di indirizzo dell'ISTAT comprende membri nominati da Regioni, UPI e ANCI: artt. 14 e 17 del d.lgs. 322/1989)."},{"id":"unione-2006-c937","citazione":"va rafforzato il ruolo del Parlamento proponendo l’unificazione dei due Servizi bilancio e il loro potenziamento","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200","motivo":"Decide il Parlamento: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c941","citazione":"Le banche dati relative alla gestione della spesa e delle entrate [...] dovranno essere accessibili e condivise da tutti gli attori istituzionali","posizione":"sezione \"Un’eredità pesante\", p. 200","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto né destinatario definito)."},{"id":"unione-2006-c942","citazione":"occorre anche battersi per un patto europeo di coordinamento fiscale e per l’armonizzazione dei sistemi normativi","posizione":"sezione \"Una politica di bilancio per il risanamento, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile\", p. 201","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c943","citazione":"Sosterremo la riqualificazione e il rafforzamento del ruolo del bilancio europeo per investimenti in ricerca, in innovazione, in formazione","posizione":"sezione \"Una politica di bilancio per il risanamento, la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile\", p. 201","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c946","citazione":"Proponiamo di limitare gli interventi di legislazione tributaria a quelli essenziali","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c947","citazione":"La lotta all’evasione, all'elusione e all'erosione sarà la nostra priorità di politica fiscale","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c950","citazione":"in questo settore dovrà essere quindi rafforzata la cooperazione europea ed internazionale","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 203","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c959","citazione":"La progressiva armonizzazione dei contributi sociali sulle diverse forme di lavoro può essere uno strumento importante","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204","motivo":"Formula ipotetica («può essere»)."},{"id":"unione-2006-c960","citazione":"Misure di fiscalizzazione selettiva degli oneri sociali sulle fasce a più basso tasso di partecipazione al mercato del lavoro [...] potranno avere benefici sull’occupazione","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204","motivo":"Formula ipotetica («potranno avere benefici»); l'impegno alla fiscalizzazione è."},{"id":"unione-2006-c961","citazione":"rispondere alla crescente esigenza di stabilità, certezza e semplificazione della normativa","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c963","citazione":"razionalizzare e riorganizzare gli incentivi, al fine di evitare di caricare di troppi compiti, spesso impropri, il sistema tributario","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 204","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c964","citazione":"Occorre inoltre mettere in atto un attento monitoraggio (ex-ante ed ex-post) dei costi e dei benefici di questi incentivi","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c968","citazione":"Ciò significa tagliare sprechi e clientele, eliminare la duplicazione di apparati che ai diversi livelli di governo svolgono le medesime funzioni","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c969","citazione":"Costruire sistemi di monitoraggio capaci di analizzare i fenomeni quantitativi ma anche di valutare gli elementi qualitativi delle organizzazioni pubbliche","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 205","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c971","citazione":"potremo ripristinare la regola dell’accesso alle carriere pubbliche a seguito di concorsi","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c973","citazione":"Gli investimenti pubblici dovranno essere prioritariamente destinati [...] laddove più forte è l’impatto potenziale sulla crescita","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c974","citazione":"Proponiamo che il governo si attivi in tutte le sedi - comunitarie e internazionali - [...] per l'introduzione [...] di sistemi di tassazione delle transazioni finanziarie internazionali","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c976","citazione":"Saranno altresì favoriti e valorizzati i progetti di microcredito nei luoghi di produzione dei prodotti equo e solidali","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c977","citazione":"L’Unione riconosce l’utilità e l’importanza di realizzare l’introduzione di un Codice Etico nella sottoscrizione degli accordi commerciali dell’Italia","posizione":"sezione \"Un fisco più equo per la redistribuzione, la lotta all'evasione e la riduzione del costo del lavoro\", p. 206","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c981","citazione":"potranno essere concordati grandi progetti di investimento (casa, infrastrutture, formazione, città)","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 207","motivo":"Formula ipotetica («potranno essere concordati»)."},{"id":"unione-2006-c982","citazione":"Il Governo nazionale [...] dovrà comunque svolgere una funzione di “regia”, di indirizzo delle politiche locali","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 207","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c985","citazione":"Questi obiettivi potranno essere realizzati solo disponendo di strumenti per la valutazione dei costi standard dei servizi pubblici","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 208","motivo":"Strumento del federalismo fiscale, senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c986","citazione":"rafforzare, almeno fino a quando non vi sarà un Senato effettivamente rappresentativo del sistema delle autonomie, il ruolo della Conferenza Stato – Regioni","posizione":"sezione \"Completare il disegno federalista: un vero patto di stabilità interno\", p. 208","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c990","citazione":"È essenziale un’autentica programmazione pluriennale della spesa","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 209","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c991","citazione":"politiche di trasferimento delle risorse che abbandonino progressivamente i criteri legati alla spesa storica per approdare a quelli legati alla costo standard","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 209","motivo":"Principio del federalismo fiscale, senza atto distinto."},{"id":"unione-2006-c992","citazione":"l’introduzione di sistemi informativi integrati per il monitoraggio della spesa e la valutazione delle politiche","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 209","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c993","citazione":"Le eventuali alienazioni rivolte alla riduzione del debito dovranno essere orientate da precisi criteri","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 210","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"unione-2006-c994","citazione":"Saranno comunque necessarie sia una rigorosa verifica delle cartolarizzazioni in corso","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 210","motivo":"Verifica, non atto (come «studiare»)."},{"id":"unione-2006-c995","citazione":"una riconsiderazione della confusa architettura di società che il governo ha allestito","posizione":"sezione \"Strumenti più efficienti per il governo, un miglior coordinamento della finanza pubblica\", p. 210","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c996","citazione":"il Mezzogiorno rappresenti una priorità dell’agenda politica dell’Unione","posizione":"sezione \"Il Mezzogiorno: una grande opportunità tra l’Europa e il Mediterraneo\", p. 212","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c997","citazione":"il Governo di centrosinistra saprà dare già nel suo primo anno di attività, attraverso un preciso elenco di “progetti guida”","posizione":"sezione \"Il Mezzogiorno: una grande opportunità tra l’Europa e il Mediterraneo\", p. 213","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (i progetti sono contati a parte)."},{"id":"unione-2006-c998","citazione":"i collegamenti via cielo, mare e ferro","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 213","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c999","citazione":"rivendendo radicalmente le logiche della Legge Obiettivo - intervenire sulle strutture portuali","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (interventi sui porti senza opere né cifre; la revisione della Legge obiettivo non è precisata)."},{"id":"unione-2006-c1000","citazione":"massima accelerazione sarà data al progetto comunitario delle Autostrade del Mare, tanto nel Tirreno quanto in Adriatico","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1002","citazione":"ci impegniamo a completare i raccordi mare-ferro, con i grandi assi verticali ferroviari tirrenico e adriatico","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214","motivo":"Completamento di opere senza oggetto nominato né scadenza."},{"id":"unione-2006-c1003","citazione":"saranno privilegiati gli interventi sulle strutture che agevolino gli scambi modali, come gli interporti e le piattaforme logistiche","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1008","citazione":"puntiamo ad accelerare il completamento della rete a banda larga nel Mezzogiorno, con fondi pubblici","posizione":"sezione \"Una nuova rete di infrastrutture per lo sviluppo\", p. 214","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1009","citazione":"Daremo voce a tutti coloro che in questi anni [...] hanno sostenuto la bandiera della legalità","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 215","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1010","citazione":"Il Governo dell’Unione metterà in atto un’azione di contrasto alla criminalità organizzata non difensiva ed episodica, ma forte e costante","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 215","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1011","citazione":"un più forte contrasto sarà posto alle forme di criminalità internazionale che attraversano e permeano il Mezzogiorno","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 215","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1012","citazione":"Non si punterà a contenere la criminalità organizzata; ma, progressivamente, a debellarla","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 215","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1014","citazione":"una più decisa azione di contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, degli abusi ambientali e delle ecomafie","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 216","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1015","citazione":"Si interverrà per difendere le Amministrazioni locali dalle pressioni criminali","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 216","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1016","citazione":"Il problema della povertà e dell’esclusione sociale del Mezzogiorno è un problema nazionale e sarà affrontato con politiche e risorse nazionali","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 216","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1019","citazione":"Il governo punterà in modo particolare a ridurre la povertà nella disponibilità e nell’accesso ai servizi pubblici","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 217","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1021","citazione":"Le modalità di finanziamento ordinario della spesa sanitaria contribuiranno a responsabilizzare le Regioni per un uso razionale ed efficiente delle risorse","posizione":"sezione \"Per una etica della convivenza civile. Il contrasto alle povertà e l’inclusione sociale\", p. 217","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1023","citazione":"sarà innanzitutto posta un’attenzione straordinaria a ridurre la dispersione scolastica nella scuola superiore","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1024","citazione":"interventi prioritari saranno quelli per il miglioramento e la dotazione tecnologica degli edifici scolastici","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1025","citazione":"rafforzamento in tutto il Mezzogiorno tanto delle scuole superiori professionali e degli istituti tecnici, quanto di corsi di laurea triennali di ingegneria","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1026","citazione":"La qualità della formazione professionale, ancora oggi modestissima, sarà fortemente incrementata","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1027","citazione":"grande attenzione andrà posta a favorire il più possibile il miglioramento qualitativo degli Atenei del Sud","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1028","citazione":"nel Mezzogiorno si rafforzeranno progressivamente centri di eccellenza a scala continentale","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1029","citazione":"Parallelamente andrà rafforzata l’esperienza di distretti tecnologici nel Mezzogiorno","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1031","citazione":"Le risorse disponibili saranno prioritariamente destinate alla loro valorizzazione: puntando alla loro fruizione (apertura di musei e parchi archeologici)","posizione":"sezione \"Le porte del nuovo Mezzogiorno: le aree urbane\", p. 219","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1032","citazione":"si mirerà ad interventi, come quelli già in corso in Campania, per la creazione di vere e proprie metropolitane regionali","posizione":"sezione \"Le porte del nuovo Mezzogiorno: le aree urbane\", p. 219","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1033","citazione":"verrà favorita la realizzazione di una rete di collegamenti aerei permanenti fra le città del Mezzogiorno","posizione":"sezione \"Le porte del nuovo Mezzogiorno: le aree urbane\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1034","citazione":"Metteremo progressivamente in atto una politica di restauro e valorizzazione del territorio e del paesaggio nel Mezzogiorno","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1035","citazione":"Si interverrà in primo luogo sulle grandi emergenze: i siti inquinati e da bonificare, il territorio soggetto alle più gravi devastazioni, le emergenze dell’abusivismo","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun sito, opera o cifra indicati)."},{"id":"unione-2006-c1036","citazione":"In tempi brevi il Governo dell’Unione realizzerà una serie di interventi di grande rilevanza ed impatto","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (interventi non specificati)."},{"id":"unione-2006-c1037","citazione":"saranno sostenute le politiche di Regioni ed Enti Locali volte a riqualificare questi territori, a partire dalla messa in sicurezza dal rischio sismico","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Sostegno a politiche di altri enti, nessun atto del governo definito."},{"id":"unione-2006-c1038","citazione":"Saranno intensificate le politiche di valorizzazione economica, in maniera ambientalmente sostenibile, delle aree protette","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1039","citazione":"Saranno incentivate e promosse le relazioni fra le aree protette e le Università","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1040","citazione":"Le politiche per le aree rurali mireranno a alla loro multifunzionalità","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 220","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1041","citazione":"Anche la politica energetica nazionale valorizzerà il ruolo di ponte del Mezzogiorno, specie per gli approvvigionamenti di gas","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 221","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1042","citazione":"Le reti idriche andranno progressivamente ammodernate e, dove necessario, estese","posizione":"sezione \"Ambiente e territorio aiutano la crescita economica\", p. 221","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1043","citazione":"Ciò significherà un graduale abbandono del sostegno generalizzato agli investimenti fissi liberando risorse per interventi circoscritti e selettivi","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 221","motivo":"Indirizzo senza atto definito né cifra."},{"id":"unione-2006-c1045","citazione":"La parte maggioritaria delle risorse sarà destinata ad interventi selettivi, mirati a modificare strutturalmente il modello di specializzazione dell’economia meridionale","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 221","motivo":"Indirizzo di spesa senza aggregato definito né verificabile."},{"id":"unione-2006-c1048","citazione":"saranno potenziati i maniera particolare i consorzi fidi, e i fondi di garanzia (specie in agricoltura)","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 222","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun fondo nominato né cifra)."},{"id":"unione-2006-c1051","citazione":"ne saranno accresciute sensibilmente trasparenza e informazione nelle modalità di selezione, valutazione e verifica","posizione":"sezione \"Una politica industriale per il Mezzogiorno\", p. 222","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1052","citazione":"nella concreta applicazione della Costituzione, che all’articolo 117 prevede che siano definiti i “livelli essenziali delle prestazioni","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 223","motivo":"Richiamo costituzionale senza atto distinto ( e)."},{"id":"unione-2006-c1057","citazione":"Le risorse saranno, molto più che in passato, concentrate su un numero inferiore di programmi e misure","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1058","citazione":"saranno potenziate le capacità di selezione e valutazione dei progetti, del loro monitoraggio e di verifica dei loro effetti","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1059","citazione":"Le procedure per la programmazione e l’attuazione delle politiche pubbliche saranno rese più semplici e trasparenti","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1060","citazione":"le esperienze di politiche per lo sviluppo locale degli ultimi dieci anni nel Mezzogiorno saranno attentamente rivisitate","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224","motivo":"Verifica, non atto (come «studiare»)."},{"id":"unione-2006-c1062","citazione":"anche incentivando su base volontaria la mobilità temporanea di quadri dirigenti e tecnici","posizione":"sezione \"Le risorse per le politiche di coesione\", p. 224","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1064","citazione":"Combatteremo così l’impoverimento culturale, l’analfabetismo di ritorno, il fallimento formativo, la dispersione scolastica.","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 227","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1065","citazione":"noi crediamo indispensabile anche potenziare la qualità dell'integrazione scolastica delle persone con disabilità, garantendo personale specializzato e adeguati servizi territoriali","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 227","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né atto definito; insegnanti di sostegno già previsti dalla legge 104/1992)."},{"id":"unione-2006-c1066","citazione":"apriremo una nuova grande stagione di alfabetizzazione","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 227","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1067","citazione":"Con gli atti dei primi mesi di governo [...] abrogheremo la legislazione vigente in contrasto con il nostro programma.","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 227","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (nessuna legge indicata)."},{"id":"unione-2006-c1068","citazione":"Dovremo promuovere l’istruzione scientifica e tecnica, mettere in comunicazione la scuola e il mondo, l’istruzione e il lavoro","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 228","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1069","citazione":"Porremo il dialogo interculturale ed interreligioso come obiettivo fondamentale del sistema dell’istruzione.","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 228","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1070","citazione":"Vogliamo rendere l’insegnamento una scelta appetibile per i migliori talenti, uomini e donne","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 228","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1071","citazione":"vogliamo far crescere la dimensione europea della scuola italiana [...] ricorrendo alla comparazione internazionale, agli scambi d’insegnanti e di studenti","posizione":"sezione \"Investire nella scuola\", p. 228","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1074","citazione":"bisogna individuare le materie riservate allo Stato e quelle di competenza delle Regioni, preservando le autonomie locali e delle singole scuole","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 229","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1077","citazione":"dobbiamo favorire la costituzione di reti di scuole e il riconoscimento da parte di Regioni ed Enti Locali di forme di rappresentanza delle scuole autonome","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 229","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (reti di scuole già previste dal d.P.R. 275/1999; riconoscimento rimesso a Regioni ed enti locali)."},{"id":"unione-2006-c1078","citazione":"integrazione del curricolo obbligatorio nazionale con una quota flessibile dell’orario del 15-20 per cento affidata alla esclusiva competenza della scuola","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1079","citazione":"Riteniamo poi che le scuole autonome debbano adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione del raggiungimento degli obiettivi.","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1081","citazione":"Dobbiamo inoltre garantire a tutti i docenti la libertà di insegnamento prevista dall’art. 33 della Costituzione.","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1084","citazione":"stabilire con chiarezza, in un quadro di sussidiarietà e cooperazione, i rapporti tra Stato, Regioni e Scuole autonome","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1087","citazione":"definire gli obiettivi formativi validi per tutto il territorio nazionale e i livelli essenziali delle prestazioni relativi all’istruzione e alla formazione professionale","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (livelli essenziali delle prestazioni del secondo ciclo, art. 1, comma 2, e capo III del d.lgs. 17/10/2005 n. 226, per i percorsi di istruzione e formazione professionale); obiettivi formativi nazionali senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c1088","citazione":"istituire un servizio nazionale di valutazione qualificato e indipendente","posizione":"sezione \"Le risorse dell'autonomia scolastica\", p. 230","motivo":"Servizio già istituito alla data del voto (Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, d.lgs. 19/11/2004 n. 286, con il riordino dell'Istituto nazionale di valutazione); «indipendente» senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c1090","citazione":"portare tutti i ragazzi al conseguimento di un titolo di studio superiore [...] entro la legislatura, gran parte della popolazione ventiduenne deve conseguire un diploma","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231","motivo":"Obiettivo senza cifra («gran parte») su un dato che dipende anche da scelte private."},{"id":"unione-2006-c1093","citazione":"il totale dei laureati in tali discipline dovrà aumentare nettamente entro la legislatura","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 231","motivo":"Obiettivo senza cifra su un dato che dipende da scelte private (laureati in discipline scientifiche)."},{"id":"unione-2006-c1097","citazione":"primo ciclo: mantenere l’articolazione in scuola elementare e media, di durata di otto anni","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232","motivo":"Conferma dell'assetto in vigore, nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1102","citazione":"l’apprendistato con un monte ore di formazione incrementato coerentemente con gli standard e gli obiettivi formativi","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c1106","citazione":"alta formazione professionale: permettere l’accesso dall’istruzione, dalla formazione professionale e dall’apprendistato","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1108","citazione":"promuovere opportune politiche di contrasto alla povertà che sostengano il successo scolastico e formativo dei ragazzi e dei giovani","posizione":"sezione \"Il diritto di imparare per tutta la vita\", p. 232","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1112","citazione":"rilanciando la scuola dell’inclusione, combattendo la dispersione scolastica ed avvicinando le scuole alle diverse culture dei giovani","posizione":"sezione \"Lavorare con i protagonisti della scuola\", p. 234","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1113","citazione":"Dobbiamo ritrovare la progettualità studentesca e la collaborazione docenti-studenti, ribadendo il valore dello Statuto delle studentesse e degli studenti.","posizione":"sezione \"Lavorare con i protagonisti della scuola\", p. 234","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1116","citazione":"rilancio di un sistema della prima formazione, del reclutamento, della formazione in servizio [...] Nel reclutamento serve un sistema pubblico e trasparente.","posizione":"sezione \"Lavorare con i protagonisti della scuola\", p. 234","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1117","citazione":"L’Unione deve invertire la rotta, deve aver pronte proposte precise e concrete per sostituire immediatamente le norme sbagliate introdotte nell’ultimo periodo.","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 236","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (nessuna norma indicata)."},{"id":"unione-2006-c1118","citazione":"l’Unione si impegna a fare delle università italiane un polo d’attrazione per la formazione dei giovani e dei ricercatori","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 236","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1119","citazione":"il miglioramento del nostro modello universitario non dualista, in cui l’integrazione tra ricerca e didattica è la caratteristica fondante di ogni ateneo","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1120","citazione":"la promozione della qualità in tutti gli atenei, tramite una valutazione continua ed efficace","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1121","citazione":"l’internazionalizzazione della ricerca in tutti i settori, attraverso lo sviluppo delle reti di gruppi di ricerca, la mobilità degli studiosi e degli studenti","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1122","citazione":"il potenziamento di una cultura tecnologica aperta alle grandi problematiche dell’oggi","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1124","citazione":"dare spazio ai giovani nell’università e nella ricerca","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1125","citazione":"valutare e promuovere il talento negli studi, nella ricerca, nelle carriere","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1127","citazione":"aumentare, sia nei corsi di laurea che di laurea magistrale, il numero dei laureati e delle laureate di qualità","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Obiettivo senza cifra su un dato che dipende da scelte private (numero di laureati)."},{"id":"unione-2006-c1128","citazione":"aumentare il numero dei dottori e delle dottoresse di ricerca","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 237","motivo":"Obiettivo direzionale senza cifra."},{"id":"unione-2006-c1129","citazione":"rispondere con adeguata formazione universitaria e ricerca alle nuove domande sociali e alle professionalità emergenti","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1130","citazione":"ristabilire nella formazione iniziale degli insegnanti un forte legame organico tra la scuola e le università","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1132","citazione":"operare per l’integrazione tra università ed entidi ricerca","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1133","citazione":"stimolare l’interazione pubblico/privato [...] approntando incentivi fiscali e laboratori comuni tra università e imprese o distretti di imprese","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (incentivi non definiti)."},{"id":"unione-2006-c1134","citazione":"serve un bilancio critico della riforma didattica, attraverso un monitoraggio ed una valutazione","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Monitoraggio e valutazione, non un atto."},{"id":"unione-2006-c1135","citazione":"la laurea di primo livello deve in ogni caso fornire la formazione metodologica di base ma ai laureati deve essere garantita una buona occupabilità","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 238","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1136","citazione":"sciogliere i nodi relativi all’accesso alle amministrazioni pubbliche e agli ordini professionali","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1137","citazione":"vanno seguiti con attenzione i primi risultati della laurea specialistica per migliorare l’articolazione dei due cicli","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1138","citazione":"occorre stabilire un numero minimo di docenti stabili per ciascun corso di studi","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Disciplina già adottata alla data del voto (requisiti minimi per l'attivazione dei corsi di studio, d.m. 27/1/2005 n. 15, integrato dal d.m. 23/3/2006 n. 203, con un numero minimo di docenti di ruolo per corso fissato dal CNVSU)."},{"id":"unione-2006-c1139","citazione":"deve essere rilanciato il dottorato di ricerca come terzo ciclo della formazione superiore, valutandone severamente i requisiti minimi di qualità","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1143","citazione":"il passaggio ad un sistema nazionale di borse di studio può rendere uniformi sul territorio le prestazioni","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Formulato come possibilità («può rendere»), non come impegno."},{"id":"unione-2006-c1145","citazione":"devono essere incentivate le scelte di mobilità studentesca","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 239","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1151","citazione":"definire gli strumenti giuridici pertinenti per rendere “naturale” ed eventualmente incentivata la mobilità bidirezionale","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1152","citazione":"incentivare le offerte universitarie di lauree di primo e secondo livello e di dottorati di ricerca di area scientifico-tecnologica","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1153","citazione":"promuovere un patto tra le autonomie (regioni, università, enti di ricerca), anche attraverso apposite agenzie regionali","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 240","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1154","citazione":"sostenere la ricerca di base sia con finanziamenti a progetti su base competitiva che con finanziamenti ai ricercatori","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1155","citazione":"far nascere iniziative d’eccellenza dalla rete dei migliori gruppi di ricerca [...] promuovendo progetti di lungo respiro con finanziamenti certi e stabili","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1157","citazione":"incentivando la nascita di nuove imprese attraverso strumenti fiscali, logistici e finanziari","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1159","citazione":"il mantenimento del valore legale del titolo di studio con opportuni correttivi","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 241","motivo":"Conferma della disciplina in vigore; correttivi non definiti."},{"id":"unione-2006-c1163","citazione":"il ripensamento degli strumenti per il diritto allo studio in un’ottica di equità","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1164","citazione":"la realizzazione dell’Anagrafe delle ricerche","posizione":"sezione \"Università ed enti di ricerca: motori dell'innovazione e della mobilità sociale\", p. 242","motivo":"Istituto già previsto dalla legge alla data del voto (Anagrafe nazionale delle ricerche, art. 63 del d.P.R. 11/7/1980 n. 382)."},{"id":"unione-2006-c1174","citazione":"perseguire politiche di rilancio dell’immagine, della cultura, del ruolo dell’Italia nel mondo","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1175","citazione":"favorire la piena integrazione delle nostre comunità affinché partecipino sempre di più alla formazione delle classi dirigenti dei paesi di residenza","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1176","citazione":"recuperare un concetto alto di italianità","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c1177","citazione":"collocare chiaramente le nostre comunità nel campo dei costruttori di pace","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c1179","citazione":"investire nell’impegno informativo migliorando la presenza e la qualità di Rai International","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1180","citazione":"favorire convenzioni del servizio pubblico radiotelevisivo con emittenti straniere","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1181","citazione":"attivare la rete di presenza italiana nel mondo (Istituti di Cultura, Università, scuole pubbliche, Camere di Commercio, patronati ecc.)","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1182","citazione":"favorire proposte legate alla scienza e alla tecnologia, alle espressioni moderne del Paese, alla cultura d’impresa, alla moda e al design","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1183","citazione":"proporre una visione aperta dell’identità e recuperare, nei processi formativi, la storia dell’emigrazione italiana","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1184","citazione":"concentrare gli sforzi sulle misure di sostegno locale nelle situazioni di crisi economica","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1185","citazione":"favorire il rafforzamento del tessuto economico delle realtà ospitanti","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1187","citazione":"favorire una specifica ed efficace legislazione per la promozione dell’impresa italiana all’estero","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 244","motivo":"Promessa generica («favorire» una legislazione di cui non si indica il contenuto; dal contesto non è chiaro se riguardi le imprese in generale o quelle delle comunità italiane all'estero)."},{"id":"unione-2006-c1188","citazione":"pensare all’opportunità di applicare il principio della “continuità territoriale” agli spostamenti aerei e marittimi","posizione":"sezione \"Gli italiani nel mondo\", p. 245","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"unione-2006-c1190","citazione":"per una politica degli ingressi","posizione":"sezione \"Per una immigrazione governata\", p. 250","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1196","citazione":"eliminando le restrizioni assurdamente imposte all'immigrazione di alto livello nelle nostre università e centri di ricerca","posizione":"sezione \"Per una immigrazione governata\", p. 250","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo (restrizioni non indicate)."},{"id":"unione-2006-c1197","citazione":"L’Italia deve attivarsi per rilanciare l’elaborazione di politiche comuni in attuazione di quegli obiettivi","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1198","citazione":"Dobbiamo impegnarci per dare sostanza a una strategia europea forte e integrata che metta in relazione le politiche migratorie con le politiche comunitarie","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1199","citazione":"Dobbiamo poi sostenere la creazione di importanti fondi europei per le politiche dell’immigrazione","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1200","citazione":"curare i rapporti con i Paesi dell’Europa meridionale [...] allo scopo di elaborare posizioni comuni","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1201","citazione":"Dobbiamo appoggiare l’introduzione nella Carta costituzionale europea del principio di «cittadinanza europea di residenza»","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1204","citazione":"rilanciare il dialogo e la cooperazione bilaterale con i principali Paesi di origine e di transito","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 251","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1205","citazione":"rafforzare i rapporti di collaborazione con le organizzazioni internazionali e le agenzie delle Nazioni Unite attive sui temi delle migrazioni","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 252","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1206","citazione":"sviluppare le buone pratiche a sostegno del rientro dei migranti","posizione":"sezione \"Gestire l'immigrazione con l'Europa e col Mondo\", p. 252","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1209","citazione":"La programmazione dei flussi d’ingresso per lavoro a vocazione stabile deve essere flessibile, su base triennale, integrabile annualmente","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (documento programmatico triennale e decreti flussi annuali, art. 3 d.lgs. 286/1998)."},{"id":"unione-2006-c1210","citazione":"Tale programmazione deve essere discussa in un’apposita sessione parlamentare.","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253","motivo":"Atto interno del Parlamento (sessione parlamentare apposita), non verificabile come atto del governo."},{"id":"unione-2006-c1211","citazione":"lo scorporo dalla programmazione triennale di alcune categorie di lavoratori: collaboratori domestici e di cura, per i quali si può ipotizzare un canale continuativo","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253","motivo":"Formulato come possibilità («possiamo», «si può ipotizzare»)."},{"id":"unione-2006-c1212","citazione":"una politica attiva di attrazione di studenti immigrati e professionalità specifiche di alta qualificazione, grazie a pacchetti di sostegno","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 253","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1217","citazione":"dobbiamo contrastare efficacemente il lavoro nero e l’economia sommersa","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1220","citazione":"ridurre la discrezionalità amministrativa, fissando procedure chiare anche per i consolati e le rappresentanze diplomatiche","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1225","citazione":"Dobbiamo comunque approntare strumenti efficaci per assicurare l'identificazione degli immigrati e il rimpatrio di quanti vengono legittimamente espulsi.","posizione":"sezione \"Vie legali per l'immigrazione\", p. 254","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1226","citazione":"attuando la Convenzione OIL n.143 del 1975, che prescrive parità di trattamento e piena parità di diritti per i lavoratori extracomunitari regolari","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Convenzione già ratificata alla data del voto (legge 158/1981); attuazione senza atto definito."},{"id":"unione-2006-c1227","citazione":"introducendo meccanismi affinché ai cittadini migranti vengano riconosciuti titoli di studio e qualifiche professionali acquisiti nei paesi di provenienza","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (meccanismi non definiti)."},{"id":"unione-2006-c1229","citazione":"introducendo robuste politiche antidiscriminatorie sul mercato del lavoro","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1230","citazione":"disciplinando e sostenendo il lavoro autonomo","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1231","citazione":"semplificando i ricongiungimenti familiari","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (semplificazione senza atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1233","citazione":"sostenendo l’intermediazione culturale","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1234","citazione":"sviluppando iniziative per l’apprendimento della lingua e della italiana e dell’educazione civica da parte degli adulti","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1235","citazione":"introducendo forme di assistenza e difesa civica","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1236","citazione":"rafforzando la cooperazione con le associazioni degli stranieri","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1241","citazione":"potenziando gli sportelli di orientamento e consulenza legale già istituiti da numerose amministrazioni locali","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 255","motivo":"Rafforzamento di strutture già esistenti di altri enti (amministrazioni locali), senza cifra."},{"id":"unione-2006-c1243","citazione":"Dobbiamo investire sull’integrazione scolastica dei bambini stranieri, impedendo che si creino segregazioni all’interno della scuola.","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1244","citazione":"Dobbiamo anche promuovere il diritto allo studio a livello universitario per le seconde generazioni.","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1247","citazione":"le politiche abitative e di contrasto al mercato nero degli affitti, di assistenza socio-sanitaria [...] non devono discriminare né creare “ghetti”.","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1249","citazione":"rilanciando l’attività della Commissione per le politiche d’integrazione","posizione":"sezione \"Politiche del soggiorno e della cittadinanza\", p. 256","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1251","citazione":"l’introduzione di meccanismi che consentano una reale capacità di identificare il richiedente e di distinguere tra richiedenti asilo e migranti per motivi economici","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1252","citazione":"la fissazione di norme procedurali rigorose e di meccanismi di controllo che assicurino l’effettivo accesso alla procedura d’asilo","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1258","citazione":"la pianificazione di programmi adeguati volti all’accoglienza e all’inserimento sociale degli stranieri ai quali è stato riconosciuto il diritto all’asilo","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1259","citazione":"introduzione di forme di rimpatrio assistito praticabili e rispettose dei diritti umani [...] al momento della cessazione della protezione","posizione":"sezione \"Diritto di asilo\", p. 257","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1261","citazione":"In questa situazione è indispensabile anche la legge sulla par condicio.","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 261","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 28/2000)."},{"id":"unione-2006-c1262","citazione":"lavoreremo per più libertà, per dare a cittadini e operatori regole certe e per un nuovo ruolo del servizio pubblico","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 261","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1263","citazione":"Affermiamo il diritto a comunicare il proprio pensiero [...] come diritti fondamentali ed opereremo perché essi trovino piena attuazione.","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 261","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1264","citazione":"attueremo politiche di tutela dei cittadini e di sviluppo della tecnologia, per un vero welfare della comunicazione","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1265","citazione":"definiremo chiare misure di incompatibilità per chi eserciti un’influenza rilevante nella proprietà o nella gestione di imprese editoriali, televisive","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262","motivo":"Articolazione della legge sul conflitto d'interessi."},{"id":"unione-2006-c1272","citazione":"Dovremo regolare l’utilizzo delle frequenze – che sono un bene pubblico – in armonia con le indicazioni europee.","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1273","citazione":"Adotteremo politiche per sviluppare in modo libero la stampa quotidiana e periodica, l’emittenza radiotelevisiva locale, l’editoria multimediale.","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 262","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1275","citazione":"L'emittenza locale ha bisogno della piena e coerente applicazione delle misure di sostegno già previste dalla legge 422 del 93","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 422/1993)."},{"id":"unione-2006-c1277","citazione":"possono anche essere studiati idonei tetti di spesa per le campagne pubblicitarie delle PMI sulle reti nazionali e per le telepromozioni","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263","motivo":"Impegno a studiare: non promette un atto."},{"id":"unione-2006-c1278","citazione":"sosterremo gli strumenti di comunicazione delle comunità, del volontariato, dell’associazionismo e del territorio","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1279","citazione":"sosterremo il ruolo degli editori puri sia a carattere locale che nazionale","posizione":"sezione \"Il diritto a comunicare e ad essere informati\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1280","citazione":"Attueremo politiche volte a favorire la nascita di un’industria multimediale e audiovisiva in grado di competere sui mercati globali.","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1281","citazione":"Sosterremo l’innovazione tecnologica con politiche che non discrimino tra le diverse tecnologie","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1282","citazione":"dovremo gestire con trasparenza le risorse finanziarie, non disperdendole come oggi avviene, ma utilizzandole in una politica coerente ed unitaria","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1284","citazione":"Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di espressione, evitando forme indiscriminate di controllo.","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1285","citazione":"Ci impegneremo attraverso iniziative specifiche per la diffusione dei collegamenti a banda larga e di quelli senza fili.","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 263","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (iniziative non definite, nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c1286","citazione":"Difenderemo inoltre la libertà di Internet anche a livello internazionale","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1287","citazione":"tutela della privacy","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1288","citazione":"tutela dei minori e delle fasce deboli","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1289","citazione":"moltiplicazione delle possibilità di accesso dei cittadini","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1290","citazione":"promozione delle nuove tecnologie per la partecipazione politica, sociale e culturale","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1291","citazione":"promozione della produzione e diffusione di contenuti provenienti da soggetti indipendenti","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1292","citazione":"garanzia dell’accesso e produzione di informazione anche da parte dei diversamente abili","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1293","citazione":"elaborazione di nuove forme di tutela della proprietà intellettuale, specialmente nel digitale","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1295","citazione":"riconoscimento del valore sociale dell’accesso aperto a contenuti, strumenti e canali informativi","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"unione-2006-c1296","citazione":"valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software open source e degli standard aperti","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1297","citazione":"riconoscimento e valorizzazione delle professionalità legate ai new media","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1298","citazione":"attenzione per la conservazione, l’accessibilità e la disponibilità nel tempo del nostro patrimonio informativo","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1299","citazione":"avranno un ruolo importante le biblioteche e le multimediateche [...] Dobbiamo valorizzare tale sistema, specialmente nel Sud del Paese","posizione":"sezione \"I nuovi media e l'innovazione\", p. 264","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1300","citazione":"dobbiamo dare una nuova dimensione anche al servizio pubblico radiotelevisivo, allargandolo ai nuovi media","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 265","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1302","citazione":"attueremo inoltre una politica volta a cancellare le distorsioni del mercato pubblicitario [...] attraverso rigorosi meccanismi di controllo e incisivi strumenti antitrust","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 265","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (strumenti non definiti; i limiti antitrust sono in un altro candidato)."},{"id":"unione-2006-c1303","citazione":"Efficaci misure saranno introdotte per tutelare l'autonomia dei giornalisti e degli altri operatori della comunicazione","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 266","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1305","citazione":"la Rai potrà così diventare un grande gruppo multimediale la cui unitarietà dovrà essere preservata","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 266","motivo":"Conferma dell'assetto in vigore, nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1306","citazione":"Riteniamo quindi necessario mantenerne l’unitarietà aziendale, e sviluppare linee di indirizzo che sfruttino le potenzialità del settore","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 266","motivo":"Conferma dell'assetto in vigore (Poste Italiane), nessun atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1307","citazione":"bisogna inserire le risorse culturali nei processi di crescita territoriale e nazionale, qualificare le risorse umane impegnate nel settore culturale","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 269","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1308","citazione":"destinare una quota dell'otto per mille e una quota degli introiti provenienti dalle estrazioni infrasettimanali del lotto alla cultura, attribuendole al bilancio del Ministero","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270","motivo":"Destinazioni già previste dalla legge alla data del voto (quota degli utili delle estrazioni infrasettimanali del lotto riservata al Ministero per i beni culturali, art. 3, comma 83, legge 662/1996; quota statale dell'otto per mille destinata anche alla conservazione dei beni culturali, art. 48 legge 222/1985); nessuna cifra nuova."},{"id":"unione-2006-c1315","citazione":"sostenere la domanda di prodotti culturali","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1316","citazione":"tutelare il diritto d’autore soprattutto in rapporto all’innovazione tecnologica","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1317","citazione":"regolamentare il mercato del lavoro prevedendo tutele sociali","posizione":"sezione \"La rinascita culturale come strategia per la crescita\", p. 270","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1321","citazione":"il coinvolgimento dell'Università nella tutela e valorizzazione del patrimonio [...] con periodi di stage presso le soprintendenze","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1322","citazione":"l’apertura dei canali di formazione e di assunzione che consentano un adeguato ricambio generazionale","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c1323","citazione":"il perseguimento dell’obiettivo della tutela con vincoli e restauri, ma soprattutto tramite una conservazione preventiva e programmata","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1325","citazione":"Dovremo superare la precarizzazione dei ruoli dei pubblici uffici, determinata dalla crescente tendenza al conferimento di incarichi temporanei.","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1328","citazione":"il rafforzamento dei poteri e dell’autorevolezza dei Soprintendenti [...] garantendo loro autonomia dal potere politico","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1329","citazione":"il superamento del contenzioso tra Stato e Regioni con una normativa tecnica che promuova [...] leale, efficace e ordinata collaborazione","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1333","citazione":"un’azione di rilancio e promozione delle biblioteche pubbliche e private e degli Archivi storici, con agevolazioni fiscali e investimenti","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (agevolazioni e investimenti non definiti)."},{"id":"unione-2006-c1334","citazione":"il riconoscimento e valorizzazione delle funzioni di sussidiarietà svolte dai privati rispetto a ville e dimore storiche attraverso un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"unione-2006-c1335","citazione":"il consolidamento del settore del restauro come settore di eccellenza, sostenendone la formazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1336","citazione":"Serve un Ministero più agile e più abile nel liberare le risorse scientifiche e tecniche di cui dispone","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 273","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1339","citazione":"la priorità dei finanziamenti pubblici ai programmi e ai progetti che garantiscano una ricaduta culturale e il perseguimento degli obiettivi pubblici","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 274","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1340","citazione":"la concertazione tra i diversi livelli di governo della Repubblica, approntando sedi e strumenti per la collaborazione tra centro e periferia","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 274","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1341","citazione":"la programmazione pluriennale e unitaria, tra i diversi livelli di governo della Repubblica delle risorse finanziarie e degli interventi","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 274","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1344","citazione":"perequare gli interventi pubblici tramite interventi di promozione nelle aree e nei territori ad offerta debole o insufficiente","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1349","citazione":"dedicare maggiore attenzione alle espressioni artistiche giovanili, compresa la musica italiana contemporanea, e al balletto","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1350","citazione":"dovremo garantire degli standard minimi per le professioni artistiche e tecniche dello spettacolo, prevedendone la qualificazione permanente","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1351","citazione":"Dovremo inoltre promuovere e sostenere la costruzione del pubblico del futuro","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1352","citazione":"l’introduzione di regole specifiche per la tutela dei lavoratori dello spettacolo [...] e nuove disposizioni sul trattamento fiscale","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 275","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1354","citazione":"Sarà nostro compito individuare gli interventi e gli strumenti necessari al rilancio ed allo sviluppo delle attività delle fondazioni lirico sinfoniche","posizione":"sezione \"Sostenere lo spettacolo dal vivo\", p. 276","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1355","citazione":"Bisogna quindi regolare tutta la nuova articolazione della filiera, a partire dalle norme antipirateria","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 277","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1356","citazione":"Occorre recuperare anzitutto il grande patrimonio filmico nazionale, l’archivio della memoria - digitalizzato, tutelato e diffuso","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 277","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1357","citazione":"Vanno anche definiti nuovi codici e sistemi di tutela dei diritti coerenti con le nuove tecnologie.","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 277","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1358","citazione":"Dovremo pertanto predisporre investimenti pubblici, oltre che privati, per tornare a fare cinema di qualità","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 277","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c1359","citazione":"Dobbiamo ricondurre progressivamente televisioni e service providers alle loro rispettive funzioni naturali di broadcaster e di fornitori di accesso ai contenuti.","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1363","citazione":"una regolamentazione sulla programmazione e sulle quote di investimento per la cinematografia italiana ed europea","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (quote di programmazione e investimento, legge 122/1998), nessuna cifra nuova."},{"id":"unione-2006-c1366","citazione":"il sostegno a forme di cooperazione per la promozione e la circolazione delle opere cinematografiche e audiovisive","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1367","citazione":"la promozione di iniziative volte alla formazione culturale del cittadino e alla diffusione della cultura cinematografica, a partire dalla scuola pubblica","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1368","citazione":"l’adozione di misure di sostegno e incentivazione per favorire la programmazione nelle sale delle opere cinematografiche italiane ed europee","posizione":"sezione \"Il cinema e l'audiovisivo in primo piano\", p. 278","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (misure non definite)."},{"id":"unione-2006-c1369","citazione":"bisogna definirne con chiarezza il ruolo e le competenze sullo sport di prestazione [...] definire le attribuzioni delle regioni e degli enti locali","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 279","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1374","citazione":"la valorizzazione e il monitoraggio dell’esperienza dei licei sportivi","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1376","citazione":"integrando lo sport in un progetto più ampio che configuri un nuovo welfare","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1378","citazione":"favoriremo una stretta relazione, sulla base di criteri condivisi, tra Enti Locali e Regioni","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1380","citazione":"favoriremo progetti legati alle politiche sociali del territorio, che mirino all’inclusione sociale","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1381","citazione":"punteremo a salvaguardare una parte di funzione pubblica dell’attività sportiva nella gestione degli impianti [...] e ad attivare progetti di finanza partecipata","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1383","citazione":"favoriremo un utilizzo ampio degli stadi per tutta la settimana, aiutando modalità di “cessione” degli stadi alle società di calcio","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 280","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito; stadi di proprietà comunale)."},{"id":"unione-2006-c1384","citazione":"Dobbiamo attuare nuove politiche di reperimento delle risorse per lo sport, investendo di più e meglio","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"unione-2006-c1385","citazione":"una migliore redistribuzione delle risorse già erogate sullo sport","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1387","citazione":"tassazioni di scopo","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1389","citazione":"Dobbiamo adeguare la struttura e le risorse del CONI alla missione di promozione dello sport olimpico","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"unione-2006-c1390","citazione":"Dobbiamo fare dello sport professionistico una risorsa per tutto lo sport","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1391","citazione":"dobbiamo aiutarne una riforma virtuosa [...] con nuove regole e nuove strutture di controllo al di sopra delle parti, credibili e trasparenti","posizione":"sezione \"Una cultura dell'attività fisica\", p. 281","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"unione-2006-c1392","citazione":"La specialità assicurata dagli statuti di autonomia, deve poter essere garantita nella forma pattizia anche nella fase di una loro modifica","posizione":"sezione \"La tutela delle minoranze linguistiche e delle autonomie speciali\", p. 17","motivo":"Principio senza atto definito (nessuna procedura di revisione degli statuti indicata)."},{"id":"unione-2006-c1393","citazione":"l'obbligo, per le autorità stesse, di presentare annualmente al Parlamento una relazione sull'attività svolta","posizione":"sezione \"Le Autorità indipendenti\", p. 21","motivo":"Contenuto della stessa legge generale sulle Authorities."},{"id":"unione-2006-c1394","citazione":"il carattere non professionistico e temporaneo","posizione":"sezione \"La magistratura onoraria\", p. 52","motivo":"Contenuto della stessa legge di sistema."},{"id":"unione-2006-c1395","citazione":"ispirarsi al principio dell'autonomia e libertà dell'avvocatura, prevedendo incompatibilità sia assolute che temporanee","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c1396","citazione":"prevedere una forma di verifica della professionalità per poter esercitare innanzi alle Giurisdizioni Superiori","posizione":"sezione \"Dare nuovo valore all'avvocatura\", p. 53","motivo":"Contenuto della riforma dell'ordinamento forense, indicato al condizionale («dovrebbe»)."},{"id":"unione-2006-c1398","citazione":"Per ottenere una “ragionevole durata” del processo dobbiamo prevedere nuove risorse di uomini e mezzi","posizione":"sezione \"I diritti della difesa e la tutela delle vittime di reato\", p. 63","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (risorse non quantificate né riferite a una struttura nominata)."},{"id":"unione-2006-c1399","citazione":"investire in personale e strumenti idonei alla risocializzazione e al reinserimento dei minori che hanno commesso un reato","posizione":"sezione \"Principi e proposte per la giustizia minorile\", p. 68","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra; l'atto definito è nelle strutture per i giovani adulti)."},{"id":"unione-2006-c1400","citazione":"La seconda priorità è quella di riportare la nostra politica europea sulla linea del rafforzamento dell’integrazione","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 85","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"unione-2006-c1401","citazione":"Sosteniamo l’ingresso nell’UE di Romania e Bulgaria","posizione":"sezione \"Puntare all'integrazione Europea\", p. 89","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (trattato di adesione firmato il 25 aprile 2005 e già ratificato dall'Italia con la legge 16/2006)."},{"id":"unione-2006-c1402","citazione":"la necessità di una significativa ridislocazione di enti e reparti nel meridione italiano","posizione":"sezione \"Le nuove politiche di difesa\", p. 109","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (questione «di cui dovremo tenere conto», nessun atto né cifra)."},{"id":"unione-2006-c1403","citazione":"rendere assai maggiore nel Mezzogiorno la frequenza scolastica fino ai 18 anni","posizione":"sezione \"I motori della crescita: capitale umano e ricerca scientifica\", p. 218","motivo":"Obiettivo su un comportamento privato (frequenza scolastica), nessun atto del governo indicato."},{"id":"unione-2006-c1404","citazione":"Il Parlamento garantirà il rispetto della missione di servizio pubblico e dell’autonomia","posizione":"sezione \"L'assetto della Rai e del servizio pubblico\", p. 266","motivo":"Riguarda un attore diverso dal governo (il Parlamento), nessuna azione del governo indicata."},{"id":"unione-2006-c1405","citazione":"una maggiore tutela e valorizzazione, due attività intrinsicamente connesse tra loro che non devono più essere distinte come oggi avviene","posizione":"sezione \"Valorizzare il nostro patrimonio culturale\", p. 272","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."}],"duplicati":106},{"programmaId":"pdl-2008","totale":151,"verificabili":80,"completo":true,"conteggio":{"totale":80,"mantenuta":12,"in parte":30,"non mantenuta":37,"in corso":0,"non valutabile":1},"percentualeMantenute":15,"generiche":[{"id":"pdl-2008-c001","citazione":"Questo programma si estende sull’intero arco della prossima legislatura e sarà integralmente realizzato entro il suo termine.","posizione":"premessa, p. 3","motivo":"Impegno complessivo sul programma, senza oggetto proprio (verificabile solo attraverso le singole promesse)."},{"id":"pdl-2008-c008","citazione":"eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 1 \"Un nuovo fisco per le imprese\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c015","citazione":"e all’Alta velocità ferroviaria","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Opere già programmate e in costruzione alla data del voto; nessun atto nuovo indicato."},{"id":"pdl-2008-c016","citazione":"coinvolgimento delle piccole e medie imprese di costruzione nella realizzazione delle Grandi Opere","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c017","citazione":"promozione e incentivazione della raccolta differenziata e della realizzazione di termovalorizzatori [...] nelle regioni deficitarie","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun impianto, atto o cifra indicati)."},{"id":"pdl-2008-c018","citazione":"rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli “Hub” di Malpensa e di Fiumicino","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c019","citazione":"partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (progetti non indicati)."},{"id":"pdl-2008-c020","citazione":"incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all’uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c021","citazione":"realizzazione dei rigassificatori già autorizzati","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"pdl-2008-c022","citazione":"diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"pdl-2008-c023","citazione":"completamento del processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c024","citazione":"diffusione della larga banda su tutto il territorio nazionale","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c025","citazione":"regole europee nel settore dei media: pluralismo e concorrenza, valorizzazione delle produzioni europee, completamento del passaggio alla tecnologia digitale.","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 2 \"Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c026","citazione":"Incremento delle tutele, delle garanzie e dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 3 \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto o cifra)."},{"id":"pdl-2008-c027","citazione":"obiettivo della piena occupazione [...] eliminando alla radice il fenomeno della precarietà","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 3 \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"pdl-2008-c028","citazione":"attuazione della Legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 3 \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 30/2003, d.lgs. 276/2003)."},{"id":"pdl-2008-c030","citazione":"completamento della “Borsa lavoro” per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 3 \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Completamento di una misura già in legge (Borsa continua nazionale del lavoro, d.lgs. 276/2003)."},{"id":"pdl-2008-c031","citazione":"Liberalizzazione dei servizi privati e pubblici per migliorare il rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 4 \"Liberalizzazioni\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun settore o atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c032","citazione":"liquidazione delle società pubbliche non essenziali","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 4 \"Liberalizzazioni\", p. 6","motivo":"Disciplina già in legge alla data del voto (divieto di detenere società non strettamente necessarie e obbligo di cessione, art. 3, commi 27-29, legge 244/2007)."},{"id":"pdl-2008-c033","citazione":"difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il principio di “portabilità” dei rapporti con le banche","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 4 \"Liberalizzazioni\", p. 6","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c034","citazione":"Interventi sull’Unione Europea per ridurre la regolamentazione comunitaria, per difendere la nostra produzione","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"pdl-2008-c037","citazione":"sviluppo dell’agricoltura: salvaguardia degli interessi italiani in Europa","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c040","citazione":"valorizzazione dei prodotti tipici","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c041","citazione":"riduzione dei passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c042","citazione":"diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli.","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 5 \"Sostegno al “Made in Italy”\", p. 7","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (mercati riservati agli imprenditori agricoli, legge 296/2006 e d.m. 20 novembre 2007)."},{"id":"pdl-2008-c043","citazione":"Sviluppo del piano di riorganizzazione e di digitalizzazione della pubblica amministrazione avviato durante il Governo Berlusconi","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 6 \"Riorganizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione\", p. 7","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c044","citazione":"passaggio dall’archiviazione cartacea a quella digitale.","posizione":"missione \"Rilanciare lo sviluppo\", punto 6 \"Riorganizzazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione\", p. 7","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (Codice dell'amministrazione digitale, d.lgs. 82/2005), senza scadenza."},{"id":"pdl-2008-c051","citazione":"rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione fiscale già contenute nella legge finanziaria del 2006 del governo Berlusconi.","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 1 \"Meno tasse\", p. 8","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c055","citazione":"graduale e progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e difesa termica delle abitazioni e [...] nuovi posti-auto sotterranei","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 2 \"Una casa per tutti\", p. 9","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (detrazione del 55% per il risparmio energetico, detrazione del 36% che comprende i posti auto pertinenziali)."},{"id":"pdl-2008-c061","citazione":"sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c063","citazione":"prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi pubblici e detassazioni","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c065","citazione":"rafforzamento della previdenza complementare","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c066","citazione":"avvio sperimentale di nuove mutue sociali e sanitarie","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"pdl-2008-c067","citazione":"attuazione del piano straordinario del Governo Berlusconi per le persone non autosufficienti","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c070","citazione":"revisione del sistema di assistenza sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un maggior ruolo ai Comuni","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c072","citazione":"rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 3 \"Migliori servizi sociali\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c077","citazione":"“bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c079","citazione":"graduale progressiva totalizzazione dei periodi contributivi","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (totalizzazione, d.lgs. 42/2006 e legge 247/2007)."},{"id":"pdl-2008-c080","citazione":"ripresa in ogni settore di attività del sistema delle mutue che, con sostegno pubblico e privato, garantiscano ai giovani assistenza sociale e sanitaria","posizione":"missione \"Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro\", punto 4 \"Dare ai giovani un futuro\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c081","citazione":"Sicurezza e tutela del cittadino sono priorità assolute e saranno affrontate con interventi urgenti ed incisivi.","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", introduzione, p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c083","citazione":"maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine ed incremento della polizia di prossimità, dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c087","citazione":"contrasto dell’immigrazione clandestina, attraverso la collaborazione tra governi europei e con i paesi di origine e transito","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c088","citazione":"contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito né cifra)."},{"id":"pdl-2008-c089","citazione":"precedenza per l’immigrazione regolare ai lavoratori dei paesi che garantiscono la reciprocità dei diritti, impediscono la partenza di clandestini","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (quote riservate ai paesi che collaborano, art. 21 del Testo unico sull'immigrazione)."},{"id":"pdl-2008-c090","citazione":"conferma del collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 189/2002)."},{"id":"pdl-2008-c091","citazione":"contrasto allo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c093","citazione":"lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c094","citazione":"tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari “disobbedienti”","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 1 \"Più sicurezza\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c096","citazione":"Perfezionamento dell’azione intrapresa nella legislatura 2001/2006 [...] con il completamento della riforma dei codici, la definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 13","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"pdl-2008-c097","citazione":"attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c099","citazione":"garanzia della certezza della pena, con la previsione che i condannati con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (l'atto definito è)."},{"id":"pdl-2008-c105","citazione":"rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura, come avviene in tutti i paesi europei","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14","motivo":"Rafforzamento di una disciplina già in legge (distinzione delle funzioni, legge 111/2007), senza atto definito."},{"id":"pdl-2008-c106","citazione":"confronto con gli operatori della giustizia per una riforma [...] che riconsideri l’organizzazione della magistratura","posizione":"missione \"Più sicurezza, più giustizia\", punto 2 \"Più giustizia\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (riforma senza contenuto definito, subordinata a un confronto)."},{"id":"pdl-2008-c111","citazione":"Daremo agli italiani servizi pubblici degni di un Paese europeo","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", introduzione, p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c113","citazione":"incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 1 \"Sanità\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra né programma definito)."},{"id":"pdl-2008-c116","citazione":"attuazione della legge contro le droghe e potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione e di recupero","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 1 \"Sanità\", p. 15","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge (legge 49/2006)."},{"id":"pdl-2008-c117","citazione":"Ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle “3 i”: inglese, impresa, informatica","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c118","citazione":"difesa del nostro patrimonio linguistico, delle nostre tradizioni e delle nostre culture","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c119","citazione":"attuazione per la prima volta in Italia del disposto dell’articolo 34 della Costituzione","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c122","citazione":"rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità e risultati","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun meccanismo definito)."},{"id":"pdl-2008-c126","citazione":"promozione delle “cittadelle della cultura e della ricerca”, con il concorso del pubblico e dei privati","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 2 \"Scuola, università, ricerca e cultura\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c129","citazione":"promozione di azioni coordinate di valorizzazione del territorio attraverso la programmazione negoziata con le Regioni","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 3 \"Ambiente\", p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c130","citazione":"realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque [...] per la prevenzione dei disastri idrogeologici","posizione":"missione \"I servizi ai cittadini\", punto 3 \"Ambiente\", p. 17","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"pdl-2008-c132","citazione":"Noi vogliamo un’Italia che finalmente superi, attraverso un impegno straordinario, il drammatico divario tra Nord e Sud","posizione":"missione \"Il Sud\", introduzione, p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (obiettivo su un dato economico, nessun atto indicato)."},{"id":"pdl-2008-c137","citazione":"pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18","motivo":"Attuazione di programmi già adottati (fondi strutturali 2007-2013)."},{"id":"pdl-2008-c141","citazione":"contrasto alla criminalità organizzata","posizione":"missione \"Il Sud\", p. 18","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c145","citazione":"garanzia della massima trasparenza ed efficienza nelle decisioni di entrata e di spesa","posizione":"missione \"Il federalismo\", p. 19","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c146","citazione":"garanzia che la perequazione riduca ma non annulli le differenze di capacità fiscale","posizione":"missione \"Il federalismo\", p. 19","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio della legge sul federalismo fiscale, già contata come promessa a sé)."},{"id":"pdl-2008-c149","citazione":"Fermo l’obiettivo di contrasto e di recupero dell’evasione fiscale.","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 20","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"pdl-2008-c155","citazione":"L’effetto positivo cumulato atteso è stimabile in termini di 1 punto di prodotto interno lordo di minore spesa pubblica corrente","posizione":"missione \"Un piano straordinario di finanza pubblica\", p. 22","motivo":"Stima degli effetti attesi del piano, non impegno (la riduzione della spesa pubblica è contata come promessa a sé)."},{"id":"pdl-2008-c156","citazione":"occorre realizzare il federalismo fiscale [...] a parità di spesa pubblica e di pressione fiscale complessiva","posizione":"missione \"Il federalismo\", introduzione, p. 19","motivo":"Principio senza atto distinto (criterio della legge sul federalismo fiscale, già contata come promessa a sé; anche l'invarianza della pressione fiscale è contata a parte)."}],"duplicati":5},{"programmaId":"ibc-2013","totale":77,"verificabili":17,"completo":true,"conteggio":{"totale":17,"mantenuta":1,"in parte":8,"non mantenuta":7,"in corso":0,"non valutabile":1},"percentualeMantenute":6,"generiche":[{"id":"ibc-2013-c001","citazione":"Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa da ripensare su basi democratiche.","posizione":"Carta d'intenti, introduzione, p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c002","citazione":"Faremo in modo che buona politica e riscossa civica procedano affiancate.","posizione":"Carta d'intenti, introduzione, p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c003","citazione":"agiremo in due direzioni. In primo luogo, rafforzando la piattaforma dei progressisti europei.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Iniziativa tra partiti europei, nessuna azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c004","citazione":"Adesso c’è bisogno di correggere la rotta, accelerando l’integrazione politica, economica e fiscale","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ibc-2013-c005","citazione":"bisogna portare a compimento le promesse tradite della moneta unica","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c006","citazione":"i progressisti devono promuovere un patto costituzionale con le principali famiglie politiche europee","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (famiglie politiche europee)."},{"id":"ibc-2013-c007","citazione":"l’orizzonte ideale degli Stati Uniti d’Europa dovrà iniziare ad acquistare concretezza in una nuova architettura istituzionale dell’eurozona","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"ibc-2013-c008","citazione":"i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Europa\", p. 4","motivo":"Accordo politico tra partiti (con le forze del centro liberale), non un'azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c009","citazione":"Per noi ciò equivarrà [...] a una lotta decisa all’evasione fiscale","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare («lotta all'evasione» senza obiettivo misurabile)."},{"id":"ibc-2013-c010","citazione":"al contrasto severo dei reati contro l’ambiente","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c011","citazione":"al rafforzamento della normativa contro la corruzione","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (rafforzare la normativa, nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c012","citazione":"a un sostegno più concreto agli organi inquirenti e agli amministratori impegnati contro mafie e criminalità","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c013","citazione":"Vogliamo contrastare tutte le mafie, reprimendone sia l'azione criminale che l'immensa forza economica.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c014","citazione":"La rigorosa applicazione del codice etico approvato dalla Commissione antimafia è per noi inderogabile per le candidature a tutti i livelli.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Riguarda le candidature dei partiti, non un'azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c015","citazione":"siamo favorevoli a un sistema parlamentare semplificato e rafforzato, con un ruolo incisivo del governo","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna riforma definita)."},{"id":"ibc-2013-c016","citazione":"Riformuleremo un federalismo responsabile e bene ordinato","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c020","citazione":"Daremo vita a un percorso riformatore che assicuri concretezza e certezza di tempi alla funzione costituente della prossima legislatura.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna riforma né scadenza indicata)."},{"id":"ibc-2013-c021","citazione":"la politica deve recuperare autorevolezza, promuovere il rinnovamento, ridurre i suoi costi","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c022","citazione":"A ogni livello istituzionale non sono accettabili emolumenti superiori alla media europea.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ibc-2013-c023","citazione":"Va approvata una riforma dei partiti, che alla riduzione del finanziamento pubblico [...]","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Riduzione del finanziamento pubblico già disposta alla data del voto (L. 96/2012); l'atto nuovo del passo è la legge di attuazione dell'art. 49."},{"id":"ibc-2013-c025","citazione":"Bisogna agire per la semplificazione e l’alleggerimento del sistema istituzionale e amministrativo.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c027","citazione":"Tutto ciò dovrà essere messo in atto a cominciare dalle nomine in enti, società pubbliche e autorità di sorveglianza e da rinnovati criteri di selezione","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun criterio definito)."},{"id":"ibc-2013-c029","citazione":"contrastare la precarietà, rovesciando le scelte della destra nell’ultimo decennio","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c030","citazione":"spezzare la spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti, aiutando le produzioni a competere sul lato della qualità","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c033","citazione":"sostenendo una riforma del welfare, politiche di conciliazione e condivisione","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c035","citazione":"bisogna fare del tasso di occupazione femminile e giovanile il misuratore primo dell’efficacia di tutte le nostre strategie","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (l'occupazione è un dato di mercato, non misura un atto)."},{"id":"ibc-2013-c037","citazione":"Non possiamo consentire né che si continui con l'arbitrio della condotta di aziende che discriminano i lavoratori","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Lavoro\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c039","citazione":"la ripresa economica richiede politiche di contrasto alla povertà","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Uguaglianza\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c040","citazione":"la politica, il Parlamento e il governo devono assumere la democrazia paritaria come traguardo della democrazia tout court","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Uguaglianza\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c041","citazione":"Nessun discorso sull’uguaglianza sta in piedi se non si rimette il Mezzogiorno al centro dell’agenda.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Uguaglianza\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c042","citazione":"combattere sprechi e inefficienze con una nuova strategia nazionale d’intervento","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Uguaglianza\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c043","citazione":"una giustizia civile e penale rapida, imparziale, efficiente. Nella prossima legislatura il tema dovrà essere affrontato","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Uguaglianza\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna riforma definita)."},{"id":"ibc-2013-c044","citazione":"Attraverso l’introduzione di misure più incisive, ciò deve valere nel campo delle professioni, della scuola e dell’università, dell’amministrazione pubblica e dell’impresa privata.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Libertà\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (misure non definite)."},{"id":"ibc-2013-c045","citazione":"Noi vogliamo liberare le energie della creatività e del merito individuale contro le chiusure corporative e familistiche della società italiana.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Libertà\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c047","citazione":"garantire piena applicazione alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Libertà\", p. 8","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"ibc-2013-c048","citazione":"procedere alla ricerca di punti di equilibrio condivisi, fatte salve la libertà di coscienza e l’inviolabilità della persona nella sua dignità","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Libertà\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c050","citazione":"la sfida è avviare il tempo di una società della formazione lunga e permanente","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c051","citazione":"garantiremo processi di riqualificazione e di rigore della spesa, avendo come riferimento il grado di preparazione degli studenti","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", pp. 8-9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c053","citazione":"dal varo di misure operative per il diritto allo studio","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (misure non definite)."},{"id":"ibc-2013-c054","citazione":"da un investimento sulla ricerca avanzata nei settori trainanti e a più alto contenuto d’innovazione","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sapere\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (investimento senza oggetto definito né cifra)."},{"id":"ibc-2013-c055","citazione":"Una politica industriale “integralmente ecologica” è la prima e più rilevante di queste scelte.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sviluppo sostenibile\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c056","citazione":"Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sviluppo sostenibile\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c057","citazione":"Bisogna inoltre dare più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Sviluppo sostenibile\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c058","citazione":"introdurremo normative che definiscano i parametri della gestione pubblica o, in alternativa, i compiti delle autorità di controllo","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Beni comuni\", p. 9","motivo":"Alternativo («o, in alternativa»)."},{"id":"ibc-2013-c059","citazione":"In ogni caso non può venir meno una responsabilità pubblica dei cicli e dei processi","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Beni comuni\", pp. 9-10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c060","citazione":"Superare le duplicazioni, riqualificare la spesa, devono perciò accompagnarsi ad un nuovo e rigoroso investimento sul valore dell’autogoverno locale","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Beni comuni\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c061","citazione":"l’impegno a perseguire il contrasto verso ogni violenza contro le donne","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Diritti\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (contrasto senza atto definito)."},{"id":"ibc-2013-c065","citazione":"vogliamo che la condizione dei detenuti sia rispettosa della Costituzione","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Diritti\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c066","citazione":"sostenere in modo leale e per l’intero arco della legislatura l’azione del premier scelto con le primarie","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Responsabilità\", p. 11","motivo":"Impegno condizionato: dipende da qualcosa che potrebbe non accadere."},{"id":"ibc-2013-c067","citazione":"la responsabilità di una composizione del governo snella, sottratta a logiche di spartizione e ispirata a criteri di competenza","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Responsabilità\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare («snella» senza cifra)."},{"id":"ibc-2013-c068","citazione":"vincolare la risoluzione di controversie relative a singoli atti o provvedimenti rilevanti a una votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Responsabilità\", p. 11","motivo":"Regola interna ai gruppi parlamentari della coalizione, non un'azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c069","citazione":"assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Responsabilità\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c070","citazione":"appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Responsabilità\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c071","citazione":"a un forte impegno del nostro Paese per un’Europa federale e democratica","posizione":"L'Italia giusta, introduzione, p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c073","citazione":"Chiediamo che i candidati al Parlamento rispettino gli impegni contenuti nella Carta d’Intenti e nel Codice etico che seguono.","posizione":"L'Italia giusta, introduzione, p. 2","motivo":"Riguarda i candidati, non un'azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c076","citazione":"Proseguire nell’azione di recupero pieno del ruolo e del prestigio che compete al nostro Paese","posizione":"L'Italia giusta, sezione \"Europa\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c077","citazione":"la capacità reale di mettere la finanza sotto controllo, perché gli affari non possono essere condotti senza regole","posizione":"L'Italia giusta, sezione \"Europa\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c148","citazione":"Per noi ciò equivarrà alla difesa intransigente del principio di legalità","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"ibc-2013-c149","citazione":"Va reciso ogni legame o sospetto di complicità di alcuni rappresentanti politici.","posizione":"Carta d'intenti, sezione \"Democrazia\", p. 5","motivo":"Riguarda la condotta dei partiti e dei loro rappresentanti, non un'azione del governo."},{"id":"ibc-2013-c150","citazione":"Vogliamo sconfiggere ogni forma di populismo.","posizione":"L'Italia giusta, introduzione, p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."}],"duplicati":75},{"programmaId":"m5s-2018","totale":0,"verificabili":0,"completo":false,"conteggio":null,"percentualeMantenute":null,"generiche":[],"duplicati":0},{"programmaId":"lega-2018","totale":0,"verificabili":0,"completo":false,"conteggio":null,"percentualeMantenute":null,"generiche":[],"duplicati":0},{"programmaId":"cdx-2022","totale":174,"verificabili":62,"completo":true,"conteggio":{"totale":62,"mantenuta":21,"in parte":15,"non mantenuta":3,"in corso":23,"non valutabile":0},"percentualeMantenute":54,"generiche":[{"id":"cdx-2022-c001","citazione":"Politica estera incentrata sulla tutela dell'interesse nazionale e la difesa della Patria","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c002","citazione":"Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell'Italia nel contesto geopolitico","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c004","citazione":"sostegno all'Ucraina di fronte all'invasione della Federazione Russa","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (dichiarazione di sostegno, nessun atto o cifra)."},{"id":"cdx-2022-c005","citazione":"sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c006","citazione":"Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un'Unione Europea più politica e meno burocratica","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c007","citazione":"Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdx-2022-c008","citazione":"Tutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi europei","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c009","citazione":"Incentivare il processo di designazione di sedi di enti internazionali sul territorio italiano","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c010","citazione":"Centralità dell'Italia nell'area mediterranea","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c011","citazione":"Piano straordinario europeo per lo sviluppo del continente africano","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (piano europeo, nessun atto proprio indicato)."},{"id":"cdx-2022-c012","citazione":"Difesa e promozione delle radici e identità storiche e culturali classiche e giudaico-cristiane dell'Europa","posizione":"punto 1 \"Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente\", p. 2","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdx-2022-c013","citazione":"Pieno utilizzo delle risorse del PNRR, colmando gli attuali ritardi di attuazione","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Attuazione di una misura già adottata (PNRR in corso)."},{"id":"cdx-2022-c015","citazione":"Efficientamento dell'utilizzo dei fondi europei con riferimento all'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c016","citazione":"Garantire la piena attuazione delle misure previste per il Sud Italia e le aree svantaggiate","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Attuazione di misure già adottate."},{"id":"cdx-2022-c017","citazione":"Rendere l'Italia competitiva [...] attraverso l'ammodernamento della rete infrastrutturale e la realizzazione delle grandi opere.","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c018","citazione":"Potenziamento della rete dell'alta velocità per collegare tutto il territorio nazionale dal Nord alla Sicilia","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Potenziamento di opere già programmate e finanziate alla data del voto (AV Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Catania-Messina nel PNRR); l'atto nuovo è il ponte."},{"id":"cdx-2022-c020","citazione":"Potenziamento e sviluppo delle infrastrutture digitali ed estensione della banda ultralarga in tutta Italia","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (piani per la banda ultralarga già avviati)."},{"id":"cdx-2022-c021","citazione":"Difesa delle infrastrutture strategiche nazionali","posizione":"punto 2 \"Infrastrutture strategiche e utilizzo efficiente delle risorse europee\", p. 3","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c024","citazione":"Piena attuazione della legge sul federalismo fiscale e Roma Capitale","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Attuazione di una disciplina già in legge."},{"id":"cdx-2022-c025","citazione":"Valorizzazione del ruolo degli enti locali","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c028","citazione":"Riforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata, efficientamento delle procedure","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (leggi delega 206/2021 e 134/2021; schemi dei decreti attuativi già all'esame delle Camere per il parere, settembre 2022)."},{"id":"cdx-2022-c029","citazione":"stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c030","citazione":"Riforma del diritto penale: razionalizzazione delle pene e garanzia della loro effettività","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdx-2022-c032","citazione":"interventi di efficientamento su precetti e sanzioni penali","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c033","citazione":"Principio della pari dignità fra Pubblica Amministrazione e cittadino","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdx-2022-c034","citazione":"Delegificazione e deregolamentazione per razionalizzare il funzionamento della Pubblica Amministrazione","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c035","citazione":"Digitalizzazione, efficientamento e ammodernamento della Pubblica Amministrazione","posizione":"punto 3 \"Riforme istituzionali, della giustizia e della Pubblica Amministrazione secondo Costituzione\", p. 4","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c044","citazione":"con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (prospettiva senza atto né scadenza)."},{"id":"cdx-2022-c045","citazione":"Semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema tributario","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c046","citazione":"Rapporto più equo tra Fisco e contribuenti: procedure semplificate","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c047","citazione":"onere della prova fiscale a carico dello Stato","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 130/2022 sulla giustizia tributaria)."},{"id":"cdx-2022-c048","citazione":"riforma della giustizia tributaria","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (legge 130/2022)."},{"id":"cdx-2022-c051","citazione":"Diritto al conto corrente per tutti i cittadini","posizione":"punto 4 \"Per un fisco equo\", p. 5","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (conto di base, d.lgs. 37/2017)."},{"id":"cdx-2022-c058","citazione":"Politiche di conciliazione lavoro-famiglia per madri e padri","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c059","citazione":"Tutela del lavoro delle giovani madri","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c060","citazione":"Ferma tutela della proprietà privata","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6","motivo":"Dichiarazione di principio: esprime un valore, non un impegno verificabile."},{"id":"cdx-2022-c062","citazione":"Agevolazioni per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa per le giovani coppie","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"cdx-2022-c063","citazione":"Sostegno ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica","posizione":"punto 5 \"Sostegno alla famiglia e alla natalità\", p. 6","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c066","citazione":"fattiva collaborazione di questi con la Polizia locale e le Forze armate per consentire un capillare controllo del territorio","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c067","citazione":"Implementazione della sicurezza nelle città: rafforzamento operazione strade sicure","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (operazione Strade sicure)."},{"id":"cdx-2022-c068","citazione":"poliziotto di quartiere e videosorveglianza","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto o cifra)."},{"id":"cdx-2022-c069","citazione":"Contrasto al fenomeno delle baby gang e alla microcriminalità","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c070","citazione":"Potenziamento delle misure e dei sistemi di cyber-sicurezza","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c071","citazione":"Riqualificazione di quartieri, edifici, stazioni, strade e parchi in stato di degrado e di illegalità diffusa.","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c073","citazione":"Azioni incisive e urgenti per il contrasto al crescente fenomeno della violenza nei confronti delle donne","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c074","citazione":"Lotta alle mafie e al terrorismo","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c075","citazione":"Contrasto ad ogni forma di antisemitismo e all'integralismo islamico","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c076","citazione":"Combattere lo spaccio e la diffusione delle droghe con ogni mezzo, anche attraverso campagne di prevenzione e informazione","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c078","citazione":"maggiore attenzione alla Polizia Penitenziaria","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c080","citazione":"Contrasto all'immigrazione irregolare e gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c081","citazione":"Favorire l'inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c082","citazione":"Difesa dei confini nazionali ed europei [...] con controllo delle frontiere e blocco degli sbarchi","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (obiettivo sul comportamento di terzi senza atto né cifra)."},{"id":"cdx-2022-c083","citazione":"Creazione di hot-spot nei territori extra-europei, gestiti dall'Unione Europea, per valutare le richieste d'asilo","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdx-2022-c084","citazione":"Garantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la gestione e la presa in carico dei minori non accompagnati","posizione":"punto 6 \"Sicurezza e contrasto all'immigrazione illegale\", p. 7","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"cdx-2022-c085","citazione":"Sviluppo della sanità di prossimità e della medicina territoriale","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c086","citazione":"rafforzamento della medicina predittiva","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c092","citazione":"Contrasto alla pandemia da Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali","posizione":"punto 7 \"Tutela della salute\", p. 8","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c096","citazione":"Tutela del potere d'acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati di fronte alla crisi economica","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c100","citazione":"Maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle micro e delle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c102","citazione":"Contrasto al lavoro irregolare, rafforzamento della prevenzione degli infortuni","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c104","citazione":"Rafforzamento dei meccanismi di decontribuzione per il lavoro femminile, gli under-35, i disabili, e per le assunzioni nelle zone svantaggiate","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo."},{"id":"cdx-2022-c105","citazione":"Incentivi all'imprenditoria femminile e giovanile, in particolare nelle aree depresse","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdx-2022-c106","citazione":"Facilitazione per l'accesso al credito per famiglie e imprese","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c108","citazione":"Rafforzamento delle politiche attive per il lavoro","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c110","citazione":"Bonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere","posizione":"punto 8 \"Difesa del lavoro, dell'impresa e dell'economia\", p. 9","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c112","citazione":"Ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre sussidi più equi ed universali","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."},{"id":"cdx-2022-c116","citazione":"Controllo sull'effettiva applicazione degli incentivi all'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c118","citazione":"Potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con disabilità, anche attraverso l'incremento delle relative risorse","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (risorse senza cifra né fondo definito)."},{"id":"cdx-2022-c119","citazione":"Maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave","posizione":"punto 9 \"Stato sociale e sostegno ai bisognosi\", p. 10","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c120","citazione":"Valorizzare la Bellezza dell'Italia nella sua immagine riconosciuta nel mondo","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c121","citazione":"Tutela e promozione del Made in Italy, con riguardo alla tipicità delle eccellenze italiane","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c122","citazione":"Italiani all'estero come ambasciatori dell'Italia e del Made in Italy","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c123","citazione":"Costituzione di reti di impresa del comparto turistico, per la promozione e commercializzazione del settore","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdx-2022-c124","citazione":"Sostegno al settore dello spettacolo e incentivi per l'organizzazione di eventi a livello nazionale","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c125","citazione":"Sostegno alla presenza dell'Italia nei circuiti dei grandi eventi internazionali","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c126","citazione":"Tutela della nautica e delle imprese balneari","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c127","citazione":"Tutela e promozione del patrimonio culturale, artistico, archeologico, materiale e immateriale, e valorizzazione delle professionalità culturali","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c128","citazione":"Valorizzazione e promozione di un'offerta turistica diversificata","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c129","citazione":"Supporto alla digitalizzazione dell'intera filiera del settore turistico e della cultura","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c130","citazione":"Contrasto all'esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della cultura","posizione":"punto 10 \"Made in Italy, cultura e turismo\", p. 11","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c131","citazione":"Transizione energetica sostenibile","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c132","citazione":"Aumento della produzione dell'energia rinnovabile","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdx-2022-c134","citazione":"Pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Obiettivo su un dato che il governo non decide da solo: non misura l'azione pubblica."},{"id":"cdx-2022-c135","citazione":"Promozione dell'efficientamento energetico","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c136","citazione":"Sostegno alle politiche di price-cap a livello europeo","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo."},{"id":"cdx-2022-c137","citazione":"creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito e sicuro","posizione":"punto 11 \"La sfida dell'autosufficienza energetica\", p. 12","motivo":"Atto non definito: non dice che cosa farà il governo."},{"id":"cdx-2022-c138","citazione":"Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall'Italia per contrastare i cambiamenti climatici","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c139","citazione":"Definizione ed attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13","motivo":"Misura già in vigore o già avviata: non annuncia un atto nuovo (Strategia nazionale per l'economia circolare, giugno 2022)."},{"id":"cdx-2022-c143","citazione":"Promozione dell'educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c144","citazione":"Rimboschimento e piantumazione di alberi sull'intero territorio nazionale","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"cdx-2022-c145","citazione":"Incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di mobilità urbana sostenibile","posizione":"punto 12 \"L'Ambiente, una priorità\", p. 13","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c146","citazione":"Promozione di una Politica Agricola Comune e di un piano strategico nazionale, capaci di rispondere alle esigenze di oggi","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c147","citazione":"Salvaguardia del comparto agroalimentare, lotta al nutri-score e all'italian sounding","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c148","citazione":"Tutela delle specificità e delle eccellenze agricole italiane e loro promozione sui mercati esteri","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c150","citazione":"Innalzamento dei massimali degli aiuti in regime de minimis per le imprese agricole","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Dipende da altri: il risultato non spetta al governo (massimali fissati da regolamento UE)."},{"id":"cdx-2022-c151","citazione":"Promozione di una filiera italiana per l'innovazione in agricoltura","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c152","citazione":"Rafforzamento degli strumenti di garanzia sui finanziamenti a favore delle imprese agricole, degli allevamenti e della pesca","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c153","citazione":"Potenziamento degli strumenti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c154","citazione":"Riconoscimento e valorizzazione delle piccole produzioni locali di qualità","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c155","citazione":"Interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica e alla diffusione delle epidemie animali","posizione":"punto 13 \"L'Agricoltura: la nostra storia, il nostro futuro\", p. 14","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c157","citazione":"Rivedere in senso meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c159","citazione":"investimento nella formazione e aggiornamento dei docenti","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c160","citazione":"Ammodernamento, messa in sicurezza, nuove realizzazioni di edilizia scolastica e residenze universitarie","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessuna cifra)."},{"id":"cdx-2022-c161","citazione":"Valorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte all'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c163","citazione":"Incentivare i corsi universitari per le professioni STEM","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c164","citazione":"Maggiore sostegno agli studenti meritevoli e incapienti","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c166","citazione":"Favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all'estero","posizione":"punto 14 \"Scuola, università e ricerca\", p. 15","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c168","citazione":"Sostegno allo sport quale strumento di crescita e integrazione sociale e promozione di stili di vita sani","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c169","citazione":"Potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative e lavorative all'estero per giovani diplomati e laureati","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c170","citazione":"Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni sportive dilettantistiche","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c174","citazione":"Promozione e rilancio dell’artigianato e dell’impresa come prospettiva lavorativa per le nuove generazioni","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare."},{"id":"cdx-2022-c175","citazione":"Supporto all'imprenditoria giovanile, incentivi alla creazione di start up tecnologiche e a valenza sociale","posizione":"punto 15 \"Giovani, sport e sociale\", p. 16","motivo":"Intenzione generica: non indica un atto né un dato da verificare (nessun atto definito)."}],"duplicati":1}]}